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Ieri — 19 Aprile 2019RSS feeds

Automobilisti italiani: il 79,5% afferma di rispettare le regole

di Redazione

Automobilisti italiani

Secondo un recente rapporto della Cgia di Mestre il numero di multe per infrazioni stradali è aumentato del +81% in dieci anni, eppure la stragrande maggioranza (il 79,5%) degli automobilisti italiani si autodefinisce coscienziosa e rispettosa delle regole del Codice della Strada. Che dire, forse qualcuno mente e abbiamo il sospetto che non sia la Cgia…

GLI ITALIANI E LA SICUREZZA STRADALE

L’auto-assoluzione degli automobilisti di casa nostra è emersa nel primo ‘Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale’, realizzato dall’omonima azienda di pneumatici con Euromedia Research. L’indagine ha posto varie domande a un campione di intervistati per tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza, con lo scopo ultimo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri alla guida. Soprattutto in un contesto in cui, dati Ocse alla mano, il 93% degli incidenti stradali continua a derivare dal comportamento dei conducenti.

L’AUTO È SICURA PER I CONDUCENTI MA NON PER I PEDONI

Ma vediamo i risultati. Innanzitutto l’automobile si è confermata di gran lunga il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2%), facendo però emergere un dato contraddittorio. Se l’auto è ancora percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), nel contempo buona parte degli intervistati (68%) ha bollato il veicolo a quattro ruote come il più pericoloso in assoluto per la paura di essere investiti. La cosa in realtà non ci sorprende. Nella malaugurata ipotesi di un contatto ravvicinato tra un’auto e un pedone, corre decisamente più rischi quest’ultimo e non viceversa…

GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI SI AUTO-ASSOLVONO

La parte più interessante del sondaggio è però risultata un’altra. Quella in cui, come anticipavamo all’inizio, il 79,5% degli italiani ha risposto di non percepirsi affatto come un pericolo per la sicurezza stradale. Definendosi, udite udite, “rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo” e, con percentuale salita all’87,4%, “assolutamente sicuro delle proprie capacità al volante di un mezzo di trasporto”. Solo un 8,7% di onesti temerari ha dichiarato di rispettare le regole soltanto in presenza di un controllo.

LA SICUREZZA SULLE STRADE DIPENDE SOPRATTUTTO DAI GUIDATORI

Gli automobilisti italiani sono stati poi chiamati a dare soluzioni per avere maggiore sicurezza sulle strade. Il 34,9% ha risposto che bisogna contare in primis sul senso di responsabilità dei guidatori. Una percentuale più bassa, il 16,7%, ha optato invece per una maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più massiccia sulle strade. Mentre un buon 15,5% ha chiamato direttamente in causa le aziende che producono automobili e pneumatici, chiedendo di dar vita a nuovi sistemi di sicurezza tecnologici. Richiesti soprattutto dispositivi di frenata più efficaci e sensori di rilevazione della stanchezza.

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Hyundai Venue: ecco la crossover compatta globale

di Redazione

Al Salone di New York è stata presentata la Hyundai Venue, di cui avevamo parlato in anteprima. Si tratta di una crossover di dimensioni contenute sviluppata e concepita per essere commercializzata in tutto il mondo. Prima di tutto negli Stati Uniti, dove sarà acquistabile entro la fine dell’anno. Particolare la scelta di iniziare la vendita dagli States, mercato tradizionalmente non molto attratto dalle vetture compatte, ma la Hyundai Venue sarà venduta sui principali mercati. Inclusa la Cina, dove è stata presentata pochi giorni fa con il nome di ix25 al Salone di Shanghai.

UNA CROSSOVER COMPATTA, MA SPAZIOSA

La Hyundai Venue è una vettura dalle dimensioni contenute. Lunga 4,04 metri, larga 1,77 e alta 1,56, è destinata ad essere la versione d’ingresso della gamma crossover del costruttore coreano. La vettura è caratterizzata da una linea di impatto, con un disegno marcato e grintoso a cui contribuiscono i fari anteriori su due livelli, i passaruota ben evidenziati con cerchi fino a 17 pollici, il portellone spigoloso e il montante posteriore inclinato in avanti. Dal punto di vista stilistico disponibile, come optional, del tetto con colorazione a contrasto. La Hyundai Venue ha un’altezza piuttosto importante in rapporto alla lunghezza. Questo aiuta a ottenere un abitacolo arioso e spazioso, anche grazie al passo generoso. Tutto questo consente una certa comodità anche agli occupanti dei sedili posteriori. Importante anche la capacità del bagagliaio, con 530 litri dichiarati.

UNA SOLA MOTORIZZAZIONE

Hyundai al momento presenta la vettura con una sola motorizzazione. Si tratta di un 4 cilindri a benzina di 1,6 litri di cilindrata con turbocompressore. Non ne è stata ancora comunicata la potenza, ma si sa il consumo, di 7,1 litri per 100 km. La trazione è solo anteriore. Sono previsti ausili elettronici, selezionabili con un comando posto vicino alla leva del cambio, per agevolare la trazione e la mobilità su fondi a scarsa aderenza. Le trasmissioni sono due: cambio manuale a 6 marce oppure automatico a variazione continua CVT.

HA L’ASSISTENTE DI AMAZON

La dotazione tecnologica della Hyundai Venue, sia per l’intrattenimento sia per la sicurezza, è completa. In linea con le Hyundai di ultima generazione. La consolle centrale è dominata dallo schermo da 8 pollici posto a sbalzo. Il sistema di infotainment è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. Previsti anche i sistemi di assistenza vocale Google e Amazon Alexa tramite il sistema Blue Link che permette di accedere a molte funzioni con il semplice comando vocale. A livello di Adas, la Hyundai Venue ha la frenata d’emergenza anche in fase di retromarcia, il mantenimento della carreggiata e il monitoraggio degli angoli ciechi degli specchietti. La Hyundai Venue è equipaggiata inoltre con un sistema in grado di monitorare l’attenzione del guidatore.

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Ecco come è fatto il clone di Tesla Model S: si chiama Xpeng P7

di Simone Lelli
Xpeng Motors, start up cinese che più volte ha detto di ispirarsi a Tesla, produrrà la Xpeng P7, clone della famosa Tesla Model S, che addirittura sotto alcuni aspetti migliora il progetto di Elon Musk. Esteticamente le due auto sono molto diverse: le forme diventano più aggressive e qualche spigolo compare qua e la, mentre […]

Mercedes GLS 2019: più autonoma e con l’assistente per tutti i passeggeri

di Redazione

Mercedes ha presentato la nuova GLS. Lo ha fatto al Salone di New York. E guardando alla lunghezza del SUV più grande della Casa della Stella, si capisce bene il motivo per cui proprio su un palcoscenico americano il modello ha fatto il suo debutto: 5,21 metri. Insomma, è gigantesca, sicuramente più adatta alle highway statunitensi che ai centri storici delle città europee. Ma la nuova Mercedes GLS non è solo un gigante su ruote.

A SEI O SETTE POSTI

Con un passo di 3,13 metri, la Mercedes GLS garantisce uno spazio interno da primato. L’auto, di serie, esce con tre file di sedili. Si può scegliere tra la configurazione a sette o a sei posti. La fila centrale, infatti, centrale può essere realizzata con il classico divano a tre posti o, per chi cerca ulteriore comfort, con due sedili singoli. In ogni caso tutti i sedili presenti sono regolabili elettricamente e sono abbattabili sempre con la pressione di un semplice tasto.

L’ASSISTENTE VOCALE SI FA IN DUE

A livello di dotazione, la Mercedes GLS non teme confronti neanche con le concorrenti più esclusive del segmento, Bentley Bentayga e BMW X7 su tutte. Per quanto riguarda l’infotainment, ad esempio, l’auto introduce una versione evoluta del sistema MBUX. Lo abbiamo testato a Genova a inizio anno, anche sui commerciali della Casa. L’assistente vocale che risponde al famoso comando “Hey Mercedes”, infatti, si sdoppia in due ed è gestibile in modo indipendente dai passeggeri anteriori e posteriori. Questi ultimi hanno a disposizione un tablet Android da 7” che si può riporre in un apposito alloggiamento. Tra le dotazioni super-esclusive presenti a bordo anche il climatizzatore automatico a cinque zone e l’inedito sistema “Carwash”. Questo dispositivo solleva l’assetto per ridurre la carreggiata e facilitare l’ingresso al lavaggio. Inoltre, chiude automaticamente i finestrini e il tettuccio, ripiega gli specchietti e accende la telecamera perimetrale.

FARI MULTIBEAM LED

La nuova Mercedes GLS è dotata dei più moderni sistemi di ausilio alla guida. Spiccano, oltre agli ormai quasi scontati sistemi di guida autonoma di livello 2, in nuovi fari Multibeam LED. Sono offerti di serie e si compongono di ben 112 lampadine che, gestite da una centralina elettronica dedicata, regolano il fascio di luce in base alle condizioni circostanti. Possono arrivare a illuminare fino a 650 metri di distanza.

UNA GAMMA ELETTRIFICATA

La Mercedes GLS debutterà sul mercato a fine anno con serie di motorizzazioni di ultima generazione. A benzina sarà offerta nella versione GLS 580, spinta da un V8 da 4 litri biturbo con EQ Boost che vanta 489 CV e quasi 1.000 Nm di coppia. A gasolio, invece, si declinerà nelle varianti GLS 350 (286 CV) e GLS 400 d (da 330 CV),

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Subaru Outback 2020: massima connettività e tanti Adas

di Redazione

Venticinque anni fa faceva il proprio esordio sul mercato la Subaru Outback. Portava con sé un nuovo concetto di auto. Aveva carrozzeria famigliare ma assetto rialzato ed evidenti protezioni. Fu la prima cross country della storia, era pensata per quelle famiglie che amavano il tempo libero in un epoca in cui SUV e crossover non erano ancora di gran moda. Oggi Subaru presenta la sesta generazione del modello, che resta fedele alle origini ma sa anche essere confortevole e al passo con i tempi.

UNA NUOVA PIATTAFORMA GLOBALE

La nuova Subaru Outback si caratterizza per un look più essenziale rispetto al precedente modello, per quanto nella parte inferiore del corpo vettura presenti ancora evidenti protezioni in plastica. L’auto nasce su una nuova piattaforma, quella Subaru Global Platform su cui sono nate le ultime Impreza e XV e che abbiamo annunciato già due anni fa. Grazie proprio al pianale di ultima generazione, più leggero ma anche più resistente alla torsione, l’auto dovrebbe garantire un comportamento dinamico più preciso. L’auto, però, mantiene una consistente altezza da terra di 22 centimetri per poter affrontare tanti tipi di sterrato senza troppo impaccio.

ABITACOLO ACCOGLIENTE

Dentro l’auto mostra uno stile che è ancora semplice, come da tradizione della Casa delle Pleiadi, ma ha materiali di qualità e assemblaggi precisi. Con l’allestimento al top dell’offerta, inoltre, l’auto mostra una grande cura del dettaglio, con sedili riscaldati e ventilati (anche dietro) con rivestimento impermeabile, i vetri più spessi per un migliore isolamento acustico.

UN TABLET IN CONSOLE

L’elemento che più coglie l’attenzione quando si sale a bordo è rappresentato dallo schermo dell’impianto di infotainment. Si tratta di un touchscreen da 11”6 posto in posizione verticale. Da quello si comanda un sistema che oltre ad essere compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. Grazie alla presenza di un router wi-fi, permette sia di navigare in rete sia di ricevere aggiornamenti di software e di mappe in remoto. L’auto, pensata per essere usata in compagnia e all’aria aperta. Presenta anche 4 porte Usb e due prese a 12 Volt in grado di ricaricare anche un computer portatile.

SI ACCORGE SE SEI STANCO

La nuova Subaru Outback è dotata anche di numerose tecnologie di ausilio alla guida. Ha la frenata d’emergenza automatica, il monitoraggio dell’angolo cieco e il controllo del superamento involontario della carreggiata. Tutti questi dispositivi sono frutto della continua ricerca sulla sicurezza che portò Subaru ad introdurre l’Eyesight già nel 2012. Oltre a questo, grazie alla presenza di una telecamera ad infrarossi affogata all’interno della strumentazione, l’auto è in grado di riconoscere lo stato di stanchezza del conducente e di richiamarlo all’attenzione con spie e cicalini. La Subaru Outback debutterà sul mercato statunitense a fine 2019 e, dal 2020, sarà a listino anche in Europa.

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Meno recentiRSS feeds

Ricarica auto elettriche: le direttive antincendio dei Vigili del Fuoco

di Redazione

Ricarica auto elettriche

In Italia la diffusione delle vetture a emissioni zero procede lentamente ma comunque procede. Conseguentemente aumentano le stazioni di ricarica per auto elettriche, sia private che pubbliche. Situazione che ha spinto il Dipartimento Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno a varare recentemente una circolare con le linee guida per regolare l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Prevenendo così il rischio di incendi o esplosioni.

LINEE GUIDA RICARICHE AUTO ELETTRICHE: I SOGGETTI INTERESSATI

Le nuove linee guida, già in vigore, si applicano alle stazioni di ricarica installate nell’ambito di attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco. Per esempio garage privati con una superficie superiore ai 300 metri quadrati, officine e parcheggi interrati degli hotel. Sono invece escluse le infrastrutture a ricarica induttiva, ovvero quelle in modalità wireless, e i veicoli fuel-cell. Le direttive hanno effetto retroattivo, quindi le infrastrutture esistenti prima del rilascio delle linee guida sono tenute ad adeguarsi alle nuove prescrizioni.

LA CIRCOLARE DEL MINISTERO

La circolare del Ministero precisa che gli elementi che costituiscono i sistemi di connessione e ricarica delle auto elettriche devono essere progettati, realizzati e mantenuti in conformità alle norme CEI 64-8 parte 7 sezione 722, norme serie CEI EN 61851 e norme serie CEI EN 62196. In particolare, riguardo la realizzazione delle stazioni di ricarica, vanno necessariamente valutati i rischi da interferenza fra le stazioni stesse e altri impianti o depositi di materiali infiammabili o combustibili eventualmente presenti, come per esempio i distributori di carburanti, e nel caso adottate misure mitigative.

CARATTERISTICHE DELLE STAZIONI DI RICARICA DEI VEICOLI ELETTRICI

Inoltre le stazioni di ricarica devono essere munite di un dispositivo di comando di sgancio d’emergenza ubicato in posizioni segnalate, in modo da determinare il sezionamento dell’impianto elettrico nei confronti delle sorgenti di alimentazione. Devono poi evitare l’utilizzo delle ricariche domestiche con le normali prese di corrente, anche con control box, in quanto non adeguate a un uso prolungato. Ed equipaggiate, infine, con estintori portatili pronti a intervenire su impianti o apparecchi elettrici in tensione, in aggiunta a quelli già previsti.

I CAVI DI CONNESSIONE TRA STAZIONE DI RICARICA E AUTO ELETTRICHE

Per quanto riguarda invece la connessione tra stazione di ricarica e veicoli elettrici, le linee guida dei Vigili del Fioco sono altrettanto chiare. Sono permessi solo tipi di connessione in linea con le normative internazionali, ed è parimenti raccomandato di utilizzare cavi di connessione resistenti all’usura per prevenire effetti termici pericolosi. Tali cavi devono essere verificati a vista prima di ogni utilizzo e, qualora siano dotati di schermatura metallica, meglio posizionarla a terra.

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Nuova Mini Clubman 2019: più connessa e sicura con i fari Matrix LED adattivi

di Redazione

Al Salone di Shanghai Mini presenta la nuova Clubman. La piccola familiare inglese, modello più spazioso dopo la Countryman, che provammo in anteprima, infatti, si sottopone al classico restyling di mezza vita per concedersi qualche ritocco all’aspetto, un aggiornamento a dotazione e accessori e anche una serie di migliorie dal punto di vista meccanico.

ARRIVANO I FARI MATRIX LED

Dal punto di vista estetico, l’auto cambia a livello di mascherina frontale e, soprattutto, nei fari. Quelli anteriori adottano ora i LED anche per i fendinebbia, mentre per il proiettore principale, da oggi, si potrà optare anche per i Matrix LED a quattro elementi in grado di accendere e regolare autonomamente il fascio di luce in base alle condizioni di visibilità e di traffico. Sono gestiti attraverso la telecamera frontale e si attivano a velocità superiori ai 70 km/h. Per quanto riguarda la luci posteriori, invece, sulla nuova Mini Clubman debuttano i fari “Union Jack”. Nella firma luminosa ricordano la famosa bandiera britannica.

ANCOR PIÙ TAILOR MADE

Come da tradizione, la Mini Clubman offre numerose opportunità di personalizzazione con una vasta gamma di colori esterni (ce ne sono tre inediti), incluse le tinte con tetto a contrasto, e di stickers. Tanti anche i cerchi in lega, con misure tra i 16” e i 19”. Da oggi, sull’auto, si potrà osare ancora di più grazie al programma Mini Yours, che permette di scegliere diverse alternative anche per quanto riguarda altri dettagli di stile. Ci si riferisce ad esempio alla finitura Piano Black per i fari e la mascherina frontale. Anche dentro la Mini Clubman compie un ulteriore passo in avanti in termini di qualità e presenta nuovi rivestimenti in pelle per i sedili.

MASSIMA CONNETTIVITÀ ED ECALL DI SERIE

La nuova Mini Clubman presenta un aggiornamento anche a livello di infotainment. Si potrà scegliere tra due sistemi, uno con touchscreen da 6”5 e uno con display più grande, da 8”8, di serie con il pacchetto Connected Navigation Plus. L’auto, che è dotata anche di vaschetta per la ricarica wireless del telefono, adotta poi di serie una Sim 4G che gestisce in automatico la chiamata d’emergenza in caso di incidente. Si tratta di un dispositivo obbligatorio sulle auto di nuova immatricolazione da aprile dello scorso anno ma che Mini vuole offrire per garantire maggiore rapidità di soccorso per i propri clienti. Grazie a questo servizio di connessione, l’auto può ricevere informazioni in tempo reale sul traffico e dialogare con app dedicate.

SEI MOTORI E TRE ASSETTI

A livello di meccanica, l’auto conferma la gamma già in commercio. La nuova Mini Clubman si declinerà nelle varianti One, Cooper e Cooper S per quanto riguarda i motori a benzina e One D, Cooper D e Cooper SD per quanto riguarda i motori a gasolio. La gamma offrirà potenze comprese tra i 102 e i 192 CV. Ma per il futuro è attesa anche la solita variante John Cooper Works. A listino, la Mini Clubman si presenterà con versioni a trazione anteriore e altre a trazione integrale. Infine, in base alla motorizzazione, si potrà scegliere tra il cambio manuale a sei marce o l’automatico a otto rapporti. Tra gli optional, da segnalare, l‘assetto ribassato di 1 cm e quello a controllo elettronico.

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Dipendenza da smartphone: “Screen Time di Apple e soluzioni simili non risolveranno il problema”

di Lucia Massaro
Tristan Harris, uno dei principali critici del settore tecnologico, afferma che le funzionalità messe a disposizione dai colossi come Apple e Google non risolveranno il problema della dipendenza da smartphone perché non affrontano il problema di fondo. Il critico si dice felice che le aziende tecnologiche abbiano cominciato a preoccuparsi del benessere dei propri utenti, […]

Jeep Commander PHEV 2019: il primo SUV ibrido sarà solo per la Cina

di Antonio Elia Migliozzi

In occasione del Salone dell’auto di Shanghai arriva Jeep Commander. Il marchio sceglie il mercato cinese per presentare il suo SUV full size che sarà anche da 7 posti. Il Commander prosegue la strada green intrapresa dal marchio a Ginevra 2019. Ecco allora il motore elettrificato ibrido plug-in. In modalità solo elettrica Jeep Commander promette un’autonomia di 70 chilometri. Il prezzo in Cina parte da circa 50.000 euro per il modello entry level ma non si conoscono i dettagli sugli allestimenti. Jeep non ha confermato il lancio della Commander su altri mercati ma non si esclude un eventuale esordio anche negli Usa. Vediamo i dettagli del nuovo modello che conferma la strada dell’elettrificazione Jeep.

 

SUV PHEV

Il marchio americano ha approfittato dell’apertura del Salone di Shanghai del 2019 per presentare ufficialmente il Jeep Commander PHEV. Le specifiche del SUV full size con il motore plug-in non sono state ancora rivelate. La Jeep Commander è la versione a 5 posti della Grand Commander. Si tratta di un modello tutto nuovo che propone un design affilano lanciato commercialmente solo in Cina. Quindi, almeno per ora, questa nuova versione ibrida plug-in del Commander non lascerà il gigante asiatico. La versione PHEV del SUV è, a livello estetico, praticamente identica a quella alimentata da un motore tradizionale. Eppure a guardare bene si nota che, in corrispondenza del passaruota posteriore sinistro, si trova l’ingresso per la ricarica alla spina per la batteria.

LE SPECIFICHE

Se i dettagli estetici si fermano alla presa di ricarica ed ai nuovi cerchi bicolori a 5 razze, le sorprese sono sotto il cofano. Al momento Jeep non ha rivelato alcun dettaglio tecnico riguardo a questa nuova versione ibrida plug-in. L’unica certezza riguarda l’autonomia del pacco batterie. Sebbene non si conoscano le specifiche tecniche, la batteria del Commander PHEV permette al SUV di viaggiare fino a 70Km solo in modalità elettrica. Insomma non male per un modello delle sue dimensioni e peso. Secondo i meglio informati Jeep prevede di lanciare la gamma Commander anche in Nord America. Alcuni si sono spinti anche ad ipotizzare che Fca potrebbe usare il marchio Chrysler e non quello Jeep. Si tratta di indiscrezioni che per ora non sono state confermate da parte del marchio.

OFFENSIVA IBRIDA

La nouva Jeep Commander PHEV si inserisce nell’offensiva elettrificata del brand. Allo scorso Salone dell’auto di Ginevra sono state presentate la Renegade e la Compass PHEV. Arriva quindi su strada una powertrain inedita per il costruttore americano del gruppo Fca. L’ibrido combina il propulsore benzina 1.3 a quattro cilindri turbo con un motore elettrico montato sull’asse posteriore. Le due unità disponibili hanno una potenza massima compresa tra i 190 CV e i 240 CV. Grazie alla trazione elettrica anche le prestazioni promettono di farsi interessanti. Il SUV compatto Renagade PHEV copre lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 7 secondi. Jeep ha scelto di puntare sull’ibrido PHEV per la sua maggiore duttilità. Il sistema è alimentato da una batteria agli ioni di litio ricaricabile alla presa di casa o presso una colonnina rapida. Nel caso di Renegade e Compass l’autonomia in modalità completamente elettrica è di 50 chilometri.

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Borderlands 3: il CEO dice che l’Epic Games Store è la soluzione giusta

di Nicola Armondi
Sono passate un paio di settimane da quando Gearbox ha confermato che la versione PC di Borderlands 3 sarà rilasciata sull’Epic Games Store con un periodo di esclusività di 6 mesi. I fan, ancora una volta, si sono infuriati per la scelta e hanno attaccato apertamente gli sviluppatori, i giochi (tramite il “review bombing” dei […]

Come fare screenshot su PC Windows

di Cristian Potenza
come fare screenshot windows

Per catturare un’istantanea dello schermo del proprio PC o di una pagina Web che stiamo visitando, esistono vari metodi, che vanno dal semplice strumento integrato in Windows, fino a programmi creati appositamente per realizzare screenshot. L’immagine catturata può essere di una parte precisa o dell’intero schermo. Su questa poi, si possono effettuare modifiche aggiungendo anche […]

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Mercato: chi compra un’auto elettrica non torna indietro

di Redazione

La compagnia di indagine di mercato IHS Markit conferma in uno studio che durante il 2018 le immatricolazioni di veicoli elettrici negli Usa sono raddoppiate. Sono passate da poco più di 100.000 nel 2017 a 208.000 durante lo scorso anno. Questo dato positivo, che fotografa un mercato dell’auto in continua evoluzione, si abbina a quello sui tassi di fedeltà che continuano a salire.

MAGGIORE FEDELTÀ ALL’EV

Nel quarto trimestre del 2018 quasi il 55% dei proprietari di vetture elettriche ha scelto nuovamente una EV al momento di cambiare quella vecchia. La percentuale, che nel terzo trimestre del 2018 era solo del 42%, è salita fino al 70% a gennaio scorso, seguendo un trend estremamente positivo. “Questo incremento in un così breve lasso di tempo dimostra che una parte del mercato sta accettando di buon grado questa nuova tecnologia e ci si sta gradualmente adattando“, ha dichiarato Tom Lobby, titolare dell’indagine di IHS Markit. Lobby prosegue: “Quando entreranno sul mercato nuovi modelli, prevediamo un ulteriore aumento dei tassi di fedeltà”.

I MOTORI TERMICI RESISTERANNO

La compagnia britannica sostiene che, nonostante gli ottimi risultati dell’elettrico, i veicoli con motore a combustione non spariranno tanto facilmente. Secondo IHS Markit domineranno il mercato mondiale almeno fino al 2030. Questo dato però non sminuisce le attese per le vetture elettriche. Si prevede un aumento delle vendite, che dovrebbero raggiungere le 350.000 unità nel 2020 nel solo mercato Usa. Il 2% di tutte le auto immatricolate ad oggi. Nel 2025, stando ai dati dell’impresa d’oltre manica, si dovrebbero raggiungere gli 1,1 milioni di veicoli venduti.

I TANTI MODELLI SONO LA CHIAVE DEL SUCCESSO

La chiave di questo successo, secondo l’analisi, sarà il moltiplicarsi nei prossimi anni di modelli elettrici. Mentre alcuni modelli con un successo relativamente alto, come la Tesla Model 3, maturano sul mercato, altri produttori tradizionali svilupperanno non un solo modello di veicolo elettrico come in passato. Saranno invece numerosi quelli dedicati a piattaforme per auto elettriche. Ci si aspetta infatti di assistere a un grande aumento nella varietà dell’offerta di queste nuove vetture. Sia grazie agli investimenti nel settore delle Case tradizionali sia grazie alla nascita di nuove start-up nel campo dell’industria automobilistica.

Indice fedeltà sulle auto elettriche per quadrimestre
Q1 2017: 43,4%
Q2 2017: 37,4%
Q3 2017: 35,5%
Q4 2017: 34,3%
Q1 2018: 43,2%
Q2 2018: 42,4%
Q3 2018: 42,4%
Q4 2018: 54,8%
Q1 2019: 69,9%

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Sicurezza stradale: nel 2018 in UE solo l’1% di vittime in meno del 2017

di Redazione

Sicurezza stradale 2018 UE

Negli ultimi anni sono stati fatti passi importanti per migliorare la sicurezza stradale ma ancora non basta. I dati UE del 2018 sul numero degli incidenti nei 28 paesi membri dicono infatti che i decessi sono diminuiti appena dell’1% nell’ultimo anno e del 21% dal 2010. Sia chiaro che ogni vittima in meno rappresenta comunque un successo, ma a inizio decennio la Commissione Europea si era data come obiettivo quello di dimezzare le morti sulle strade entro il 2020, e a due anni dalla deadline sembra ben lontana dal raggiungerlo.

NEL 2018 PIÙ DI 25 MILA MORTI PER INCIDENTI NELL’UE

Nel 2018 le vittime per incidente stradale nei paesi dell’UE sono state circa 25.100, in pratica 49 per ogni milione di abitanti. E 135 mila feriti. Ci sono nazioni virtuose ampiamente sotto media, come Regno Unito (che però a breve dovrebbe uscire dalla statistica), in cui si contano appena 28 morti per milione di abitanti, Danimarca (30), Irlanda (31), Svezia (32), Malta (38), Germania e Spagna (entrambe 39). E altre, quasi tutte dell’Europa dell’est, che sono ancora lontane dagli standard minimi di sicurezza stradale richiesti dalla UE. In Romania, per esempio, nel 2018 ci sono stati 96 decessi per milione di abitanti, in Bulgaria 88, in Lettonia 78, in Croazia 77 e in Polonia 76.

L’ITALIA IN MEDIA CON I NUMERI EUROPEI

E da noi? Quanti morti per incidente stradale ci sono stati in Italia nel 2018? Premesso che i dati non sono completi e rappresentano soltanto una stima, seppur attendibile, come spesso ci accade siamo a metà del guado con 55 morti per milione di abitanti. Leggermente sopra la media europea di 49 ma tutto sommato in linea con i numeri dell’Unione. Nel 2010 i morti sulle strade italiane erano stati 70 per milione di abitanti, 56 nel 2017. Un lento miglioramento proprio come nell’intera UE, ma si può e si deve fare di più.

DALLA GRECIA I MAGGIORI PROGRESSI IN FATTO DI SICUREZZA STRADALE

Tra il 2010 e il 2018 i paesi che hanno fatto i maggiori progressi, diminuendo sensibilmente il numero di vittime per incidenti stradali, sono stati Grecia (-45%), Lituania (-43%), Portogallo (-35%) e Slovenia (-34%). Viceversa Malta (+38%), Svezia (+22%) e Lussemburgo (+13%) sono gli unici ad aver peggiorato il loro dato. Ma, come abbiamo visto, maltesi e svedesi restano abbondantemente sotto media.

SICUREZZA STRADALE NELL’UE: NUOVE MISURE PER IL FUTURO

Commentando le statistiche sulla sicurezza stradale nel 2018 in UE, il commissario europeo ai trasporti Violeta Bulc ha detto di aver accolto con soddisfazione il calo dei sinistri, ma che il numero rimane inaccettabile. Per questo nuove misure sono state messe in atto, e altre lo saranno nel prossimo futuro, per migliorare la sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture. Ad esempio entro il 2021 sulle auto di nuova immatricolazione si dovranno obbligatoriamente installare almeno 11 tra i maggiori sistemi avanzati di assistenza alla guida, tra cui la frenata automatica di emergenza e l’intelligent speed assistance per aiutare i conducenti a rispettare i limiti di velocità. Sognando di portare a zero, o quasi, il numero di vittime per incidente entro il 2050.

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Google Pixel 3a e 3a XL: la data di presentazione svelata dagli Avengers?

di Alessandro Signori

Google ha pubblicato sul sito del suo store una pagina in stile Avengers dove è riportato che il 7 maggio arriverà nel mondo Pixel qualcosa di straordinario; e tutto fa pensare ai tanto attesi 3a e 3a XL.(...)
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Codice della Strada: le regole per le bici elettriche

di Redazione

Codice della strada regole bici elettriche

Cosa prevede il Codice della Strada riguardo le bici elettriche? Ci sono regole speciali per la circolazione sulle strade italiane? Domande che meritano una risposta, specialmente alla luce della grande diffusione che stanno avendo questi mezzi di trasporto urbano e dell’interesse generale nei confronti della mobilità elettrica.

CHE COS’È UNA BICI ELETTRICA

Le bici elettriche o e-bike sono biciclette equipaggiate con un motore elettrico e possono essere di due tipi: a pedalata assistita o a funzionamento autonomo. Le bici a pedalata assistita sono equiparate ai velocipedi e provviste di un motore elettrico ausiliario che si attiva esclusivamente quando si azionano i pedali. Il motore, quindi, non sostituisce il lavoro delle gambe ma le aiuta a fare meno fatica. Le bici elettriche a funzionamento autonomo rientrano invece nella categoria dei ciclomotori, e sono dotate di un motore elettrico che svolge il suo lavoro indipendentemente dal fatto che si pedali o meno.

LE BICI ELETTRICHE A PEDALATA ASSISTITA

Per essere considerate biciclette a pedalata assistita, le bici elettriche devono rispettare i requisiti della direttiva europea 2002/24/CE, recepita in Italia nel 2004. I requisiti sono i seguenti: 0,25 kW di potenza massima del motore a regime di rotazione; assistenza del motore elettrico fino alla velocità di 25 km/h; interruzione dell’assistenza se il ciclista smette di pedalare. In pratica l’aiutino del motore è permesso solo fino al raggiungimento dei 25 km/h e soltanto se il ciclista “collabora” con le sue gambe. È anche possibile disattivare il motore e utilizzare il veicolo come una bici normale. Come scritto nel paragrafo precedente, i mezzi con queste caratteristiche rientrano nella categoria dei velocipedi, disciplinati dagli articoli 50, 68 e 182 del Codice della Strada. Ciò significa che i possessori di bici a pedalata assistita devono osservare su strada le stesse norme dei possessori di bici tradizionali.

LE BICI ELETTRICHE A FUNZIONAMENTO AUTONOMO

Le bici elettriche a funzionamento autonomo, dette anche biciclette a motore, sono diverse perché dispongono di un acceleratore che attiva il motore a prescindere dall’azione della pedalata. In altre parole, “vanno da sole”. Hanno inoltre una potenza ben superiore a 0,25 kW e possono raggiungere una velocità massima di 45 km/h. Sono quindi più simili a scooter che a biciclette. Non a caso il Codice della Strada include questi mezzi nella categoria dei ciclomotori, regolandoli alla medesima maniera. Per utilizzare le bici elettriche a funzionamento autonomo bisogna perciò munirsi di casco, assicurazione RC moto, targa, patentino, documenti, specchietto retrovisore e fari di posizione. In caso contrario la circolazione è ammessa solo all’interno di aree private, come per esempio aree interne a capannoni industriali, parchi e giardini privati, fiere del settore, ecc.

VIETATO MODIFICARE I LIMITI DI VELOCITÀ DELLE BICI ELETTRICHE

Data la relativa semplicità con cui è possibile modificare la limitazione dei 25 km/h delle bici elettriche a pedalata assistita, portandola ai 45 km/h delle bici a funzionamento autonomo, sulla strade di molte città italiane si vedono troppo spesso ciclisti, soprattutto giovani o giovanissimi, che sfrecciano a velocità inaudite (per una bicicletta) senza indossare il casco e senza alcun segno di riconoscimento, come la targa. Mettendo a serio repentaglio l’incolumità di se stessi e degli altri. È inutile ricordare che chi circola su una bici elettrica “truccata” compie un’azione vietata dalla legge.

SANZIONI PREVISTE

E un’azione così può condurre a conseguenze e a sanzioni molto pesanti. Si parte da una multa di 79 euro più il fermo amministrativo del veicolo per trenta giorni se si circola senza targa, passando per i 158 euro se si viaggia sprovvisti di certificato di circolazione e immatricolazione e gli 868 euro per la mancata copertura assicurativa (in entrambi i casi si applica pure il sequestro amministrativo ai fini della confisca del mezzo), per finire con i 5.110 euro e il fermo amministrativo per tre mesi previsti in caso di assenza di patente.

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Shanghai: Volkswagen svela ID. ROOMZZ, Suv elettrico per la Cina

di Redazione

Con il Salone di Shangai alle porte, Volkswagen amplia la famiglia ID, presentando la nuova ID. ROOMZZ . Un Suv completamente elettrico che si affaccerà sul mercato cinese dal 2021. Studiato e progettato per la famiglia e non solo, il design del nuovo ROOMZZ segue le linee snelle e omogenee del resto della gamma ID.

LA RICERCA ANCHE NEI MATERIALI

Il design esterno della ID. ROOMZZ riprende fedelmente quello delle altre vetture della famiglia ID. Linee fluide e snelle che rendono la ID. ROOMZZ elegante e allo stesso tempo accattivante. All’interno sono presenti tre file di sedili, rivestiti da un nuovo materiale AppleSkin, creato con una nuova materia prima rinnovabile. Mentre le aree “ ID. Light” sulle portiere sono invece rivestite di legno impiallacciato. L’uso di questi materiali sottolinea l’attenzione della Casa di Wolfsburg per i dettagli.

LA COMODITÀ DELLA GUIDA AUTONOMA

La ID. ROOMZZ è dotata anche dei sistemi IQ.DRIVE. Nella modalità di guida autonoma, la vettura potrà districarsi autonomamente nel traffico, avvisando i passeggeri tramite informazioni con zone di luci interattive. Una tecnologia, quella connessa ai sistemi IQ.DRIVE in parte già oggi disponibile su alcuni modelli Volkswagen. In questa modalità, i sedili possono essere ruotati di 25° verso l’interno trasformando la ID. ROOMZZ in un salotto su quattro ruote. Infine, con l’ID Pilot Relax, i passeggeri possono modificare la posizione dei propri sedili come preferiscono da una posizione verticale ad una completamente reclinata.

POWERTRAIN FULL ELETTRICO

La ID. ROOMZZ sarà dotata di due motori elettrici posizionati su ciascuno degli assi, garantendo una potenza complessiva di sistema di 306 CV e la trazione integrale 4MOTION. Come tutti i powertrain elettrici, la coppia massima sarà disponibile fin da zero giri, assicurando uno scatto da 0-100 km/h in 6,6 secondi e una velocità massima di circa 180 km/h. Per quanto riguarda l’autonomia, la batteria da 82 kWh garantirebbe, secondo il ciclo WLTP, una percorrenza di 450 km, prima della ricarica. Grazie al sistema di ricarica rapida, la ID. ROOMZZ potrà raggiungere l’80% di autonomia in circa mezz’ora.

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Gomme auto: dal 15 aprile stop ai pneumatici invernali

di Redazione

gomme auto 15 aprile

Il 15 aprile è una data importante per gli automobilisti italiani perché termina l’obbligo di viaggiare con pneumatici invernali e si può tornare alle gomme auto estive. La normativa prevede infatti che dal 15 novembre al 15 aprile di ogni anno si debbano montare dotazioni invernali e nei sei mesi successivi pneumatici estivi, ma in realtà la faccenda è un po’ più complessa visto che sono previste numerose eccezioni. Cerchiamo perciò di fare maggiore chiarezza.

CAMBIO GOMME DA INVERNALI A ESTIVE: COSE DA SAPERE

Innanzitutto quella del 15 aprile non è una scadenza categorica. La legge concede agli automobilisti un mese aggiuntivo per mettersi in regola, quindi c’è tempo fino al 15 maggio per dotarsi di gomme auto estive. Inoltre sono previste estensioni o riduzioni del periodo di vigenza a seconda della posizione geografica e delle condizioni climatiche: per esempio nelle zone più fredde l’obbligo di circolare con pneumatici invernali può iniziare prima e terminare dopo, e viceversa. Maggiori informazioni a riguardo, con il calendario completo e le notifiche più recenti, sono disponibili sui portali istituzionali di ciascuna regione o sul sito dell’Anas.

LA REGOLA DEL CODICE DI VELOCITÀ

Ma la cosa più importante da sapere è che non c’è sempre l’obbligo di tornare alle dotazioni estive. I pneumatici invernali con dicitura M+S (che c’è sempre) e codice di velocità uguale o superiore a quanto indicato sul libretto di circolazione, possono infatti circolare tutto l’anno, senza limitazioni. Al contrario, solo le gomme invernali che riportano un codice di velocità inferiore (al massimo una lettera) devono essere obbligatoriamente cambiate nel periodo estivo.

COME INDIVIDUARE IL CODICE DI VELOCITÀ

Il codice di velocità è una sigla riportata sulle gomme delle auto, rappresentata da una lettera dell’alfabeto, e corrisponde alla velocità massima alla quale un pneumatico può viaggiare. Per esempio la lettera P indica che il limite è di 150 km/h, la Q di 160 e così via, fino alla sigla Y. Su tutti i libretti di circolazione è indicato il codice di velocità minimo di ciascuna vettura. Quindi se il libretto riporta la lettera Q, montando gomme auto invernali M+S con codice di velocità da Q in poi (Q, R, S. T, ecc.) non c’è nessun obbligo di cambiare i pneumatici per l’estate. Altrimenti (fino alla lettera P) l’obbligo sussiste. I codici di velocità sono 31 e vanno da A1 a Y. Ecco la tabella completa dal sito dell’ASAPS, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale:

VANTAGGI DELLE GOMME ESTIVE

A prescindere però dagli obblighi di legge, nei mesi più caldi è sempre meglio circolare con gomme estive. Con temperature superiori ai 7/10 gradi centigradi, infatti, queste ultime offrono migliori performance in fatto di tenuta di strada, frenata, sicurezza e garantiscono risultati superiori sia in termini di consumi che di comfort acustico. Inoltre, il loro battistrada si consuma meno con le temperature elevate.

SANZIONI PER CHI NON MONTA LE GOMME ESTIVE

Chi viene sorpreso a circolare nel periodo estivo (dal 16 maggio, terminato il mese di “tolleranza”) con tipologia di pneumatici non regolare (quindi con gomme M+S contrassegnate da un codice inferiore rispetto a quanto previsto dal libretto) è soggetto a una multa da 422 a 1.695 euro, oltre al ritiro della carta di circolazione e all’obbligo di revisione. Attenzione: se, come abbiamo visto, il passaggio dalle gomme invernali a quelle per l’estate non è sempre obbligatorio, in direzione opposta vale esattamente il contrario. Perciò con le dotazioni estive non si può mai circolare in inverno. Leggermente diverso il caso dei cosiddetti pneumatici All Season su cui vi invitiamo a leggere la nostra mini guida completa.

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I 10 personaggi Marvel più strani degli ultimi 10 anni

di Andrea Giovalè
A poche settimane dall’uscita di Avengers: Endgame, esploriamo per una volta il lato meno epico e più buffo dell’Universo Marvel: i 10 personaggi più assurdi visti negli ultimi 10 anni di pubblicazioni. Il motivo di tale approfondimento? Molto semplice: crediamo che, proprio nell’ambito della follia si possano nascondere i protagonisti dei cinefumetti di domani. Tanto più […]

Certificato unico di proprietà dal 2020. A che punto siamo?

di Redazione

Certificato unico di proprietà 2020

Bisognerà attendere il 1° gennaio 2020 per il Certificato unico di proprietà, meglio conosciuto come Documento unico di circolazione e proprietà o DUC. Era previsto dal d.lgs. 98/2017 che mirava alla razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà dei veicoli, nell’ambito della cosiddetta Riforma Madia. Sarebbe dovuto entrare in vigore già nel 2018 e poi nel 2019, ma in entrambi i casi aveva ricevuto uno stop.

DOCUMENTO UNICO DI CIRCOLAZIONE: ULTIME NOTIZIE

Adesso però l’iter si è definitivamente sbloccato perché lo scorso 13 marzo, con il Decreto Direttoriale 72/2019 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato approvato il modello di istanza unificata (qui il prototipo dal sito dell’Aci) per richiedere il rilascio del Documento unico di circolazione e proprietà. E con la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ormai non ci sono più dubbi. Dal 1° gennaio 2020 il Certificato unico di proprietà sarà finalmente a disposizione degli automobilisti.

CHE COS’È IL CERTIFICATO UNICO DI PROPRIETÀ O DUC

Visto che il tempo vola e gennaio arriverà presto, spieghiamo ai più distratti che cos’è il Certificato unico di proprietà. O, meglio ancora, il Documento unico di circolazione e proprietà. Si tratta di un documento che in pratica riunirà in un solo foglio il Certificato di proprietà, che viene attualmente rilasciato dall’Aci, e il Libretto di circolazione, rilasciato dalla Motorizzazione civile. Il nuovo documento conterrà i dati tecnici e di intestazione del veicolo, oltre a tutte le informazioni validate dal PRA relative alla situazione giuridico patrimoniale del mezzo e alla cessazione dalla circolazione conseguente alla sua demolizione o alla sua definitiva esportazione all’estero. Saranno inoltre riportate le info circa la presenza di privilegi e ipoteche, di provvedimenti amministrativi e giudiziari che incidono sulla proprietà e sulla disponibilità del veicolo, annotati presso il PRA. Il DUC riporterà anche i dati relativi a eventuali provvedimenti di fermo amministrativo.

COME RICHIEDERE IL DUC E QUALI VANTAGGI PORTERÀ

Il nuovo DUC si potrà richiedere dal 2020 facendo domanda (tramite il modello di cui sopra che dovrà essere compilato in tutte le sue parti) presso un qualunque sportello telematico dell’automobilista (STA), comprese le sedi ACI, oppure presso la locale Motorizzazione. L’istanza sarà poi trasmessa al centro d’elaborazione dati del MIT che inoltrerà al PRA i dati relativi alla proprietà e allo stato giuridico del veicolo. La fusione del certificato di proprietà e del libretto di circolazione in un unico documento porterà diversi vantaggi. Meno costi di produzione per l’amministrazione pubblica, procedure burocratiche più snelle e, dulcis in fundo, un certo risparmio economico per gli automobilisti. Se la tariffa rimarrà più o meno la stessa si pagheranno infatti due bolli invece di quattro (32 euro invece di 62). Per un totale che non dovrebbe superare i 70 euro, contro i 100 di oggi.

MAI PIÙ CONFUSIONE SUGLI INTESTATARI

Da non sottovalutare, inoltre, che grazie allo scambio telematico di informazioni tra il registro del PRA, gestito dall’ACI, e la Motorizzazione (che rimarranno agenzie separate e indipendenti), con l’introduzione del DUC sarà definitivamente risolto il problema della non coincidenza tra l’intestatario del libretto di circolazione e quello del certificato di proprietà.

I VECCHI DOCUMENTI RESTANO VALIDI

Importante: tutte le novità fin qui spiegate riguarderanno solamente le nuove immatricolazioni, i trasferimenti di proprietà e le altre modifiche che saranno fatte dopo l’effettiva entrata in vigore del Documento unico di circolazione. Quindi dal 1° gennaio 2020. I vecchi documenti, libretto di circolazione e certificato di proprietà, manterranno la loro validità. Saranno sostituiti solo in caso di cambio di proprietario, modifiche tecniche al veicolo o altre variazioni che rendano necessario un qualsivoglia aggiornamento.

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Circolazione hoverboard e segway in città: le regole della sperimentazione

di Redazione

Circolazione hoverboard e segway in città

Partirà molto probabilmente entro l’estate 2019 la sperimentazione della micromobilità elettrica in città. Il MIT ha ultimato infatti il decreto attuativo che regola la circolazione di hoverboard, segway, monopattini e monowheel sulle strade urbane, definendo le modalità di esecuzione e gli strumenti operativi dell’importante test. Ora il decreto verrà condiviso con le altre amministrazioni coinvolte e con gli enti locali per l’ok definitivo. Poi la sperimentazione sarà definitivamente in vigore, si spera nel giro di un paio di mesi.

COME DEVONO ESSERE I MEZZI ELETTRICI

Il documento non è ancora pubblico ma è stato visionato in anteprima dal Sole 24 Ore che ne ha rivelato alcuni dettagli. Composto da sette articoli, il decreto del MIT precisa che la circolazione di hoverboard, segway, monopattini e monowheel (gli unici mezzi elettrici ammessi) è consentita solo in città e solo per infrastrutture specifiche. I mezzi devono essere dotati di marchio CE, ai sensi della direttiva 2006/42/Ce. Sono destinati a essere utilizzati soltanto in posizione eretta, cioè in piedi, non essendo previsto il posto a sedere per l’utilizzatore.

DOVE POSSONO CIRCOLARE I NUOVI VEICOLI ECOSOSTENIBILI

Dove possono circolare hoverboard, segway, monopattini e monowheel? Ci sono alcune differenze a seconda del mezzo. Quando la sperimentazione sarà in vigore, segway e monopattini potranno circolare nelle aree pedonali (velocità massima 6 km/h), sulle piste ciclabili (velocità massima 20 km/h) e nelle strade urbane con limite di velocità di 30 km/h. Hoverboard e monowheel potranno muoversi soltanto nelle aree pedonali, senza superare i 6 km/h.

CHI PUÒ CONDURRE I MEZZI E QUALI SONO LE REGOLE DA RISPETTARE

Per condurre i mezzi elettrici ammessi alla sperimentazione bisognerà essere maggiorenni. Oppure minorenni ma in possesso della patente di guida AM (quella per i ciclomotori, utilizzabile già a 14 anni). Non c’è l’obbligo del casco ma sono previsti alcuni divieti: non sarà permesso trasportare passeggeri e neanche circolare dopo il tramonto o comunque in condizioni di scarsa visibilità, e neppure in caso di meteo avverso.

GLI OBBLIGHI DEI COMUNI

Ai Comuni che vorranno aderire alla sperimentazione della micromobilità elettrica in città, toccherà adattare le aree urbane in cui sarà concessa la circolazione installando l’apposita segnaletica stradale verticale e orizzontale e prevedendo specifiche aree di sosta. Per il noleggio in sharing di hoverboard, segway, monopattini e monowheel sarà obbligatoria l’assicurazione. “Il MIT ha fatto un attento lavoro sul testo del decreto attuativo, accogliendo anche diverse richieste pervenute dall’Anci”, si legge in una nota diffusa dal Ministero, “Si auspica, dunque, un rapido iter di condivisione da parte delle altre istituzioni, così da fare tutti insieme un nuovo importante passo in avanti verso una mobilità veramente green. Mobilità che consentirà di offrire nuovi mezzi di trasporto nell’ottica dell’intermodalità a zero emissioni”.

LE PERPLESSITÀ DI LEGAMBIENTE: “TROPPE RESTRIZIONI”

Tutto bene quindi? Mica tanto. Legambiente, tramite il suo vicepresidente Edoardo Zanchini, ha già fatto sapere che questo decreto non convince per nulla: “Ci sono troppe restrizioni alla circolazione e alla velocità, non capisco perché non si è deciso semplicemente di equiparare i mezzi elettrici alle bici per quanto riguarda le norme di circolazione su strada. Con queste regole così complicate c’è il rischio che la circolazione in città dei mezzi a emissioni zero incontri enormi barriere alla sua diffusione”.

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