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Toyota: le auto elettriche in arrivo ma con il supporto della Cina

di Antonio Elia Migliozzi

I grandi marchi dell’auto si preparano ad accelerare i tempi della produzione di auto elettriche. In questo senso è fondamentale assicurarsi, in breve e a prezzi contenuti, tutte le componenti necessarie all’assemblaggio prima che lo facciano i rivali. Toyota sceglie di affidarsi al colosso cinese dell’auto elettrica BYD non solo per la fornitura di componenti, ma anche per impiantare in Cina la produzione di auto a zero emissioni. Toyota e BYD lavoreranno insieme allo sviluppo di una serie di modelli che copriranno vari segmenti dalle berline ai SUV. Del resto se guardiamo al mercato Toyota è da sempre sostenitrice delle motorizzazioni ibride e per questo si trova indietro nello sviluppo della sua offerta 100% elettrica. Il piano prevede di fare le cose in grande e per questo il brand giapponese ha scelto di guardare oltre lo storico alleato Panasonic. Vediamo dettagli e risvolti dell’accordo tra Toyota e BYD.

CINA E GIAPPONE

Toyota ha annunciato che svilupperà batterie e veicoli elettrici con il colosso cinese BYD. Le alleanze con i marchi cinesi si confermano la scelta giusta per quanti vogliono costruire veicoli elettrici a prezzi accessibili. Ad oggi la Cina non è solo il più grande mercato automobilistico al mondo ma anche il primo nel settore degli EV. Toyota e BYD comunicano che lavoreranno ad una vasta gamma di modelli che vanno dalle berline ai SUV. Va detto che tutti questi mezzi saranno venduti con il marchio Toyota in Cina già a partire dalla prima metà del 2020. La notizia arriva dopo che nei giorni scorsi Toyota ha fatto sapere di collaborare con la cinese Amerex Technology per la fornitura e lo sviluppo di batterie per veicoli a basse emissioni. A giugno Toyota ha detto di voler ottenere la metà delle sue vendite globali dai veicoli elettrificati entro il 2025.

PRESSIONI DI MERCATO

Toyota ha scelto di anticipare di 5 anni l’obiettivo di vendite fissato al 2030 e, per non mancare all’appuntamento, ha bisogno di più batterie. Il marchio ha deciso allora di guardare oltre Panasonic suo partner di vecchia data. Queste notizie arrivano nel momento cresce il mercato dei veicoli a emissioni zero viste le norme sempre più severe sulle emissioni che strangolano i motori a combustione. In Cina, Toyota ha in programma di lanciare la sua prima vettura 100% elettrica che sarà una versione speciale del crossover compatto C-HR. Il quotidiano finanziario Economic Observer, già nell’aprile dello scorso anno, tracciava un quadro delle case automobilistiche cinesi al lavoro nel settore delle vetture a zero emissioni. In pochi anni il paese è diventato il primo hub mondiale nello sviluppo e realizzazione di veicoli elettrici. Non è un caso se marchi come Volkswagen e Tesla abbiano scelto di fare base proprio in Cina.

NUOVI MONOPOLI

CATL è il più grande produttore di batterie al mondo e, guarda caso, ha sede in Cina. L’azienda fornisce le sue componenti alle case automobilistiche cinesi e straniere tra cui Volkswagen, Daimler, BMW, Honda e NIO. Dal canto suo BYD è il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo ed è anche il secondo più grande fornitore di batterie con sede in Cina. L’anno scorso ne ha vendute circa 100.000. Al terzo posto c’è Guoxuan High Tech, uno dei principali fornitori della casa automobilistica statale BAIC Motor. BYD sta attualmente investendo 1,49 miliardi di dollari in una nuova fabbrica di batterie che avrà una capacità produttiva annuale di 20 Gwh. Si tratterebbe di uno dei maggiori siti produttivi al mondo secondo solo alla Gigafactory 1 di Tesla in Nevada. La fabbrica dei record ha attualmente un output stimato di circa 35 GWh all’anno.

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Incidenti stradali: in Italia +7% di vittime nel 2019

di Raffaele Dambra

Incidenti stradali Italia 2019

Non sono buoni gli ultimi numeri sugli incidenti stradali in Italia. Dopo un anno di incoraggiante calo le cifre relative ai primi mesi del 2019 parlano di un +7% di vittime da sinistri stradali. Continuando di questo passo sembra purtroppo allontanarsi l’ambizioso obiettivo del piano UE secondo cui l’Italia sarebbe dovuta scendere nel 2020 a ‘soli’ 2000 morti, visto che le stime proiettano la cifra finale di quest’anno a circa 3.500.

INCIDENTI STRADALI IN ITALIA: IL NUMERO DELLE VITTIME TORNA A SALIRE

Se n’è parlato durante la presentazione della strategia di Viabilità Italia per le vacanze estive 2019, che prospetta ben due giornate da bollino nero la mattina di sabato 3 e quella di sabato 10 agosto. “Se nel 2017 era stato registrato un +2,9% di morti sulle strade con 3.378 decessi”, ha spiegato Giovanni Busacca, direttore del servizio di polizia stradale e presidente di Viabilità Italia, “Nel 2018 il dato è stato in calo, con un -2%, ovvero 3.310 vittime. Numeri che comunque non ci fanno essere contenti perché vuole dire che ci sono stati nove morti al giorno sulle strade. Ma il vero allarme però è per l’anno in corso, visti i dati dei primi mesi che abbiamo in possesso: il 2019 potrebbe infatti far segnare un tragico +7% di morti sulle strade”.

SOLUZIONI PER RIDURRE I MORTI SULLE STRADE

“L’aumento, per il momento parziale, del 7% di vittime da incidenti stradali in Italia è un campanello d’allarme sul quale riflettere e lavorare”. Lo ha sottolineato il capo della polizia, Franco Gabrielli, commentando i freddi numeri snocciolati da Busacca. “Per abbattere o quanto meno ridurre il numero di morti sulle strade auspico sanzioni molto severe e immediate per comportamenti irresponsabili alla guida di un’auto. Primo fra tutti l’uso dei cellulari al volante, prevedendo la sospensione della patente fin dalla prima infrazione”. E in effetti le annunciate modifiche al Codice della Strada stanno andando proprio in questa direzione, peccato solo che non si farà in tempo ad approvarle entro la fine dell’estate.

INCIDENTI STRADALI IN ITALIA: I MESI PIÙ PERICOLOSI

Nel corso della presentazione sono stati rivelati anche quali sono i mesi più pericolosi per guidare in Italia, con riferimento all’anno 2018. Luglio è risultato il mese in cui si muore di più con 341 decessi, ovvero più del 10% del totale; agosto invece è il mese in cui la frequenza delle morti è maggiore, con 2,3 morti ogni 100 incidenti stradali. “Dobbiamo assolutamente invertire il trend”, ha chiosato Busacca, “Credo anch’io che la sospensione della patente di guida possa fare, in certi casi, da ottimo deterrente. Ma dev’essere sospesa subito, direttamente sulla strada”.

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Cellulare alla guida: niente multa se la telefonata è d’emergenza

di Raffaele Dambra

cellulare alla guida multe

Tolleranza zero per chi usa il cellulare alla guida, ma la multa può essere annullata se la telefonata è dovuta a motivi d’emergenza. Lo dicono alcune sentenze di giudici di pace, proprio mentre nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada sono state inasprite le sanzioni per chi maneggia smartphone e tablet durante la marcia, fino all’immediata sospensione della patente. Sanzioni che comunque saranno in vigore solo dopo l’approvazione definitiva delle modifiche da parte dei due rami del Parlamento. Quindi sicuramente non prima del prossimo autunno.

CELLULARE ALLA GUIDA: NO MULTA SE C’È STATO DI NECESSITÀ

Per la cancellazione di eventuali multe dovute all’uso del cellulare alla guida si fa riferimento alla nozione di ‘stato di necessità’ (art. 54 del Codice Penale) che si applica anche in caso di sanzioni amministrative (legge 689/1981, art. 4 comma 1). Tale legge prevede infatti che “non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa”.

MULTE ANNULLATE PER TELEFONATE D’EMERGENZA DURANTE LA GUIDA: LE SENTENZE

È quanto per esempio il giudice di pace di Perugia ha riconosciuto, annullandole la multa (sentenza n. 507/14), a una donna sanzionata dalle Forze dell’ordine per essere stata trovata impegnata in una conversazione telefonica mentre era alla guida della sua autovettura. La donna aveva fatto ricorso richiamando lo stato di necessità, in quanto la telefonata a cui aveva risposto era urgente e proveniva dalla casa di riposo in cui era ricoverata la nonna, le cui condizioni di salute erano rapidamente peggiorate. Evento poi confermato dal certificato di morte prodotto in giudizio, che ha documentato l’avvenuto decesso dell’anziana subito dopo. Senza il quale, probabilmente, la multa non sarebbe stata cancellata. Perché non basta affermare di avere avuto un’urgenza ma va pure provata e circostanziata, altrimenti lo farebbe chiunque.

CELLULARE ALLA GUIDA, MULTE CANCELLABILI: DEV’ESSERCI EFFETTIVO STATO DI NECESSITÀ

Anche il giudice di pace di Taranto, con la sentenza 537/2012, ha dato ragione al conducente sanzionato per l’uso del cellulare alla guida. Ritenendo sussistente la causa di giustificazione qualora la necessità sia attestata da certificato medico relativo alla figlia affetta da grave malattia. Tuttavia la Corte di Cassazione ha recentemente ricordato, forse per evitare una linea di giudizio troppo indulgente verso i trasgressori, che l’utilizzo del telefono cellulare durante la guida è giustificato solo qualora risulti integrato un effettivo stato di necessità. Configurabile, ricordiamolo, dall’esigenza immediata di evitare a sé o ad altri il pericolo di un danno grave alla persona, non causato volontariamente e non evitabile attraverso altre condotte. Criteri che si applicano anche alle multe per eccesso di velocità.

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Polonia: l’autostrada si paga via APP e senza “Telepass”

di Donato D'Ambrosi

La Polonia è senza ombra di dubbio uno dei Paesi che ha implementato una strategia fertile di sviluppo dell’Information Technology. L’efficienza è il principio con cui si muovono i servizi fondamentali, tra cui il pagamento del pedaggio ai caselli semplicemente con un’applicazione da smartphone. Si chiama Autopay l’app che in Polonia permette di pagare l’autostrada come in Italia si fa con il tradizionale Telepass, ma senza aggeggi appesi al parabrezza. Ecco come funziona pagare l’autostrada in Polonia se siete di passaggio.

DAL 16 LUGLIO ANCHE SULL’AUTOSTRADA A4 SI PAGA CON L’APP

Il pagamento del pedaggio in Polonia tramite smartphone è stato implementato prima sull’Autostrada A1, che corre lungo tutto il Paese, e dal 16 luglio 2019 anche sull’A4. L’obiettivo – sostiene Blue Media, la società partner che ha sviluppato l’app Autopay – è ridurre di 2025 kg la CO2 emessa dalle auto ferme al casello entro il 2025. Il sistema di pagamento “videotolling”, permette infatti alle auto di entrare e uscire dall’autostrada senza fermarsi e senza l’obbligo di dover richiedere un dispositivo per il telepedaggio da tenere in auto. Leggi qui cosa rischia chi non paga il pedaggio.

COME SI PAGA IL PEDAGGIO TRAMITE SMARTPHONE

Il sistema di pagamento via App disponibile anche sull’Autostrada A4 tra Katowice e Cracovia funziona in modo molto semplice. Basta scaricare l’App Autopay e associare il numero di targa del veicolo al proprio profilo e alla propria carta di credito o conto. Al passaggio nelle corsie dedicate a sinistra e destra in base al casello, il pagamento avverrà automaticamente attraverso il riconoscimento della targa. A prescindere dal Paese di provenienza dell’auto, il sistema è in grado di riconoscere tutte le targhe dell’Unione europea di auto e furgoni, ma attualmente sembrano esclusi i motocicli.

I VANTAGGI DEL PAGAMENTO VIA APP

Il pagamento avviene automaticamente nelle corsie contrassegnate dal logo Autopay e A4Go, ma se si sbaglia corsia si può pagare ugualmente il pedaggio tramite App. Nelle altre corsie il processo potrebbe richiedere qualche minuto in più, mentre in quelle dedicate permette di risparmiare più della metà del tempo al casello. Il sistema funziona grossomodo alla stessa maniera del Telepass di Autostrade, ma con una serie di vantaggi non indifferenti. Il primo è che non essendo necessario un dispositivo a bordo vengono meno tutte le noie dei malfunzionamenti e i costi legati al canone del dispositivo. Poi inserendo semplicemente le targhe nell’applicazione non è necessario spostare nessun aggeggio quando si usano più auto in famiglia.

INVESTIMENTI SENSATI NELLE INFRASTRUTTURE

Ultimo ma non meno importante è che oltre al miglioramento del servizio, il pedaggio via App sulle autostrade in Polonia non viene addebitato in anticipo. Una parte del pedaggio viene addebitato al casello di entrata e l’altra parte al casello di uscita. A parte la modernissima Pedemontana, è così che altrove i gestori delle autostrade dovrebbero investire i soldi poi ripartiti sistematicamente negli aumenti dei pedaggi. Probabilmente ci sarebbero meno polemiche e un tangibile miglioramento della qualità e della sicurezza del servizio e delle infrastrutture.

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Recensione ROG Delta Core, ottimo headset per videogiocare

di Andrea Riviera
Il mondo delle periferiche è talmente vasto e pieno di prodotti che è spesso molto difficile identificare qualcosa che possa spiccare. Tra le tantissime azienda a lavoro, è presente il team Republic of Gamers di Asus, sempre impegnato nel cercare di proporre dispositivi e periferiche costruite e adatte per ogni tipo di videogiocatore. Oggi, in […]

Tesla cancella le versioni economiche e alza il prezzo dell’Autopilot

di Donato D'Ambrosi

L’estate Tesla non smette di riservare sorprese ai suoi clienti, vecchi e nuovi, con l’annuncio di una serie di novità per chi ha appena comprato una nuova Tesla e chi sta pensando di acquistarla. Lo sfoltimento della gamma Tesla era nell’aria, ma ora è ufficiale: le Model S e Model X non avranno più una versione più economica. La Model 3 sarà l’unica auto per cui sarà prevista una “Standard Range” e l’Autopilot che presto sarà ampliato a funzioni di guida avanzate costa di più dal 16 agosto 2019.

LE NOVITA’ TESLA DELL’ESTATE 2019

Qualche mese fa l’annuncio di voler rimpiazzare gli Store più dislocati con officine di riparazione e servizi di manutenzione a domicilio aveva creato un grande trambusto. Al punto che anziché tagliare le concessionarie, Tesla ha pensato bene di tagliare le versioni in listino. Una necessità legata ai costi di formazione che, salvo acquistare una delle auto in pronta consegna richiederà ai nuovi clienti un investimento maggiore. Così le Tesla Model S e Model X negli USA (e di conseguenza anche in Italia) costeranno di più, ma per un pacchetto tecnologico proporzionato.

I PREZZI DI TESLA MODEL S, X E 3

Il prezzo di partenza della Tesla Model S sale da circa 65 mila a 70 mila dollari. Lo stesso accade per la Tesla Model X che passa da circa 71 mila a 75 mila dollari. Per entrambi i modelli di punta saranno disponibili solo le versioni Long Range e Performance, come si vede anche sul sito italiano anche se con prezzi più alti in euro. La Tesla Model 3 invece è disponibile nella versione Standard Range Plus (che qualche mese fa sarebbe costata 4500 dollari in più della Standard Range) a circa 39 mila dollari. I prezzi includono gli incentivi statali sull’acquisto di auto ecologiche.

L’AUTOPILOT COSTERA’ 1000 DOLLARI IN PIU’

L’immagine in alto mostra già le auto di serie nella colorazione bianco perla multistrato, che è l’unica disponibile gratis. Come annunciato qualche settimana fa infatti ora bisognerà pagare 1000 dollari per la vernice nera che prima era gratis. Il più recente tweet di Elon Musk ha annunciato anche che l’Autopilot dal 16 agosto 2019 costerà 100 dollari in più. Una campagna di marketing allo stato puro per spingere anche i clienti ad acquistare il software con l’auto nuova, anziché richiedere l’abilitazione più avanti. Il prezzo dell’Autopilot infatti è dichiaratamente variabile in base alle funzioni che vengono sviluppate e aggiunte nel tempo e questo i clienti Tesla informati lo sanno bene.

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Autostrada: limite a 150 km/h, proposta la sperimentazione per un anno

di Raffaele Dambra

Autostrada limite 150 km/h

Si è discusso a lungo nei mesi scorsi sull’opportunità di portare il limite di velocità in autostrada a 150 km/h. La proposta, partita da sponda leghista, non ha poi trovato posto nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada, soprattutto per l’opposizione degli alleati di Governo del Movimento 5 Stelle e in particolare del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Finita qui? Neanche per sogno: la Lega sta infatti per tornare alla carica con una nuova mozione per innalzare i limiti di velocità sulle autostrade in Italia a 150 km/h.

LIMITI IN AUTOSTRADA A 150 KM/H: NUOVA PROPOSTA

Ne ha parlato in un’intervista al quotidiano Il Tempo l’On. Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. La stessa che ha dato l’ok alle modifiche al Codice della Strada, su cui adesso devono pronunciarsi le due aule del Parlamento. Pur ritenendosi molto soddisfatto del lavoro svolto dalla sua commissione, il deputato leghista ha dichiarato che l’idea di alzare in autostrada il limite a 150 km/h non è affatto tramontata. Anzi, l’esclusione dal pacchetto di modifiche al CdS potrebbe favorire un iter persino più veloce.

AUTOSTRADA, LIMITE A 150 KM/H: SPERIMENTAZIONE DI UN ANNO

“La norma sui limiti in autostrada a 150 km/h non è stata inserita per una diversità di vedute col M5S”, ha confermato Morelli, “su alcuni argomenti abbiamo dovuto fare un passo indietro noi e su altri l’hanno fatto loro. Ma intendo presentare al più presto un ordine del giorno alla Camera per avviare una sperimentazione della durata di un anno su alcune tratte autostradali. Per poi alla fine vedere su quali arterie sia possibile applicare l’innalzamento dei limiti a 150 km/h”. Insomma, l’On. Morelli non si è ancora arreso sulla questione dei 150 in autostrada, chissà cosa ne pensano gli alleati pentastellati…

LIMITI DI VELOCITÀ A 150 KM/H: COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA

Ricordiamo che la proposta originaria di Morelli, bocciata in Commissione Trasporti, prevedeva l’aumento dei limiti di velocità non su tutta la rete ma solo sulle autostrade a tre corsie più quella di emergenza, con asfalto drenante e monitorate dai tutor. Il fatto curioso è che il limite di 150 km/h è già contemplato Codice della Strada. L’art. 142 dispone infatti che “sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali. Sempre che lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio”.

IL PARADOSSO DELL’ATTUALE NORMA SUI 150 KM/H IN AUTOSTRADA

Solo che, per ironia della sorte, nessuna concessionaria autostradale italiana ha mai applicato in pieno questa parte dell’articolo. Questo perché nessun tratto della rete possiede tutti i requisiti richiesti dal Codice.

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Sicurezza rotatorie: più rischi se ci sono due o più corsie

di Antonio Elia Migliozzi

In Europa come in America le rotatorie sono sempre più diffuse. Si tratta di una soluzione ideale per evitare ingorghi ai semafori all’intersezione di due o più strade trafficate. Una ricerca dell’Istituto americano IIHS dimostra che le rotatorie sono spesso molto pericolose. Le statistiche confermano le rotatorie a corsia unica sono le più sicure mentre quelle a corsia doppia aumentano, almeno in un primo momento, il rischio di errori e incidenti. La ricerca ha esaminato 98 rotatorie tra le oltre 300 presenti nello Stato di Washington. Eppure viene confermato che il problema non è di progettazione delle infrastrutture ma di attenzione alla guida da parte degli automobilisti. Insomma spesso il punto è capire a chi spetta effettivamente la precedenza. Vediamo tutti i dettagli dello studio.

UNA O DUE CORSIE

Le rotatorie migliorano la fluidità della circolazione stradale rispetto alle intersezioni tradizionali. Eppure i vantaggi delle rotatorie a due corsie sono inferiori a quelli offerti delle rotatorie a singola corsia. I ricercatori dell’IIHS hanno svolto uno studio sulle rotatorie confermando che quelle a doppia corsia registrano più incidenti. La ricerca conferma che gli incidenti alle rotatorie a due corsie diminuiscono col passare del tempo perché i conducenti acquisiscono maggiore familiarità. Le rotatorie costringono le auto a rallentare evitando i tipici incidenti da incrocio: collisioni ad angolo retto, laterali e frontali. La doppia corsia rende, però, le rotatorie più complesse, accrescendo il rischio incidenti. Alcuni studi, tra cui uno del 2012, ne avevano già sospettato la maggiore pericolosità. I ricercatori dell’IIHS si sono concentrati sullo stato di Washington che conta oltre 300 rotatorie. Coinvolte 98 rotatorie a una corsia e 29 a due corsie costruite tra il 2009 e il 2015.

LO STUDIO

Per ogni rotonda, i ricercatori IIHS hanno esaminato gli incidenti a partire dal primo anno dopo la costruzione fino al 2016. Per rendere lo il tutto più verosimile sono stati considerati anche i volumi di traffico delle zone in cui trova ciascuna rotonda. Il trend che ne è derivato è positivo. Il numero di incidenti alle rotatorie a due corsie è diminuito, in media, del 9% all’anno. Allo stesso tempo, diminuiscono nel tempo le probabilità che un incidente a una rotonda a due corsie comporti feriti gravi. In questo caso il calo registrato è di quasi un terzo all’anno. I ricercatori dell’IIHS hanno invece notato un aumento del numero di incidenti nelle rotatorie a corsia singola del 7% annuo anche se le probabilità di ferimento sono diminuite del 19%. “Le rotatorie a due corsie sono intrinsecamente più complesse rispetto a quelle a corsia singola”, ha concluso Wen Hu, principale autore dello studio.

QUESTIONE DI FAMILIARITA’

E’ chiaro che nello Stato di Washington molti conducenti non hanno ancora molta familiarità con le rotonde a doppia corsia ed è per questo comprensibile l’iniziale maggior numero di incidenti. Un problema comune alle rotonde è che non viene data la precedenza in modo corretto. I risultati dello studio IIHS suggeriscono che i conducenti vanno di solito più piano sulle rotonde a corsia singola riducendo di molto i rischi per la sicurezza. L’IIHS raccomanda comunque una progettazione e manutenzione più attenta. In questo senso l’illuminazione e la segnaletica, sia verticale che orizzontale, fanno davvero la differenza. I ricercatori auspicano più attenzione anche alla pendenza, alla grandezza delle isole spartitraffico e agli elementi decorativi centrali. Questi ultimi possono distrarre gli automobilisti e impedirgli di vedere oltre la rotonda.

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MS Edizioni porta in Italia i giochi di EmperorS4 Games

di Mabelle Sasso
MS Edizioni ha annunciato due importanti novità che si aggiungeranno al suo catalogo, si tratta dei giochi in scatola: Hanamikoji e Il Regno delle Sabbie. Le due novità in uscita per MS Edizioni saranno le localizzazioni di due giochi in scatola dell’editore taiwanese EmperorS4 Games, che grazie a questa collaborazione potrà far conoscere al pubblico […]

Dylan Dog – Viaggio nell’Incubo: dal 23 luglio in edicola con La Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera

di Gianluca Curioni
Il prossimo 23 luglio, La Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera lanceranno nelle edicole Dylan Dog – Viaggio nell’Incubo, una nuova collana a fumetti dedicata all’inquilino di Craven Road 7. Dylan Dog – Viaggio nell’Incubo è una iniziativa editoriale targata RCS Media Group, sarà composta da 50 uscite settimanali che raccoglieranno alcune delle […]

Passeggero senza cintura: sarà multato anche il conducente?

di Raffaele Dambra

Passeggero senza cintura multa al conducente

Nel pacchetto di modifiche al nuovo Codice della Strada è entrato di soppiatto un emendamento che, se confermato, potrebbe cambiare il ‘rapporto’ tra conducente e passeggeri di un’auto, obbligando il primo a una maggiore responsabilità. In pratica, secondo quanto riporta oggi il Sole 24 Ore, sarebbe passata una norma che, nel caso in cui un passeggero maggiorenne non allacci la cintura, prevede la multa non solo per lui ma anche per il conducente. Insomma, una doppia e pesantissima sanzione.

PASSEGGERO SENZA CINTURA: L’ATTUALE NORMATIVA

Attualmente l’art. 172 del Codice della Strada dispone che il conducente risponde del mancato uso della cintura di sicurezza da parte degli altri occupanti solo se il passeggero è minorenne. O, in alternativa, ne risponde chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso (per esempio la mamma), se presente sul mezzo. In tutti gli altri casi ogni occupante di un veicolo risponde in prima persona delle infrazioni che commette riguardo alle cinture. A dire il vero il conducente avrebbe l’obbligo di esigere che tutti i passeggeri a bordo allaccino le cinture, fino a rifiutarsi di partire in caso di inosservanza. Ma l’eventuale inadempienza non comporterebbe per lui alcuna violazione del CdS. Al massimo (e non è comunque poco) rischierebbe la corresponsabilità per i danni riportati dai passeggeri in caso di incidente.

PASSEGGERO SENZA CINTURA: PAGHERÀ ANCHE IL CONDUCENTE?

Questi fino a oggi ma, come spiegavamo, c’è una proposta per estendere la sanzione (da 80 a 323 euro) al conducente anche se il passeggero senza cintura è maggiorenne. Non pagherebbe ovviamente solo il guidatore, ma pagherebbero entrambi. Per questo abbiamo parlato di sanzione doppia. Che però potrebbe diventare addirittura tripla, quadrupla o quintupla se al povero conducente venisse comminata una sanzione per ogni passeggero senza cintura (questo dettaglio dev’essere però chiarito meglio). In ogni caso l’emendamento ha previsto un paio di eccezioni: nessuna multa per i tassisti e per gli autisti NCC (noleggio con conducente). A patto che espongano a bordo cartelli o figure per informare gli occupanti dell’obbligo di allacciarsi la cintura di sicurezza, anche sui sedili posteriori.

TEMPISTICHE DELLA NUOVA NORMA

Non si tratta comunque di una norma che entrerà in vigore a breve (se mai lo farà), perché per il momento ha solo ricevuto l’ok della commissione Trasporti della Camera. Per l’approvazione definitiva serve invece il via libera di entrambi i rami del Parlamento, che non arriverà prima di fine 2019. Con alta probabilità di nuove modifiche e cancellazioni.

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Le vendite dei PC crescono anche nel 2019

di Alexandre Milli

Dopo un 2018 abbastanza positivo, anche il 2019 sembra promettere bene per le vendite dei PC che a metà anno tornano a crescere. Vendite di PC in crescita nel Q2 2019 Nel secondo trimestre dell’anno le vendite di PC desktop e portatili ammontano a circa 65 milioni di unità a livello globale. La crescita rispetto […]

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Vacanze sicure: il 10% delle auto circolanti ha gomme sotto 1,6 mm

di Donato D'Ambrosi

L’operazione Vacanze Sicure 2019 della Polizia si è conclusa da poco. Il rapporto dei controlli in 7 regioni parla di un numero ancora alto di auto circolanti con pneumatici lisci. Lo rivela Assogomma che ha presentato i risultati delle verifiche annuali che la Polizia effettua ogni anno in alcune regioni. Dai controlli a cavallo delle vacanze 2019 è emerso che in alcune Province fino a 2 auto su 10 hanno gomme con battistrada inferiore a 1,6 mm.

10.500 CONTROLLI PER VACANZE SICURE

L’operazione Vacanze Sicure 2019 della Polizia quest’anno ha riservato i controlli su strada mirati allo stato degli pneumatici in Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Valle D’Aosta. Come sempre oggetto dei controlli degli agenti oltre alle verifiche di routine è la corretta manutenzione delle gomme. Secondo quanto emerso da oltre 10.500 controlli, le gomme pericolose vanno a braccetto con l’età avanzata delle auto. Gli agenti hanno come sempre sottoposto a controlli le auto secondo il metodo definito con il Politecnico di Torino che prevede verifiche con specifici criteri. Le auto con oltre 10 anni di età sono matematicamente quelle con le gomme più trascurate. Forse i numeri apparirebbero ancora più interessanti se si guardasse anche quante auto circolano con la pressione errata, un vizio molto pericoloso.

IL 36% DELLE AUTO AVEVA GOMME INVERNALI

Nel confronto tra le auto con meno di 4 anni e oltre 10 anni di età, gli agenti hanno verificato pneumatici non omogenei sullo stesso asse, danneggiati, non omologati e con un battistrada troppo usurato. Il CdS non obbliga a circolare con le gomme estive in estate, quindi c’era da aspettarsi che a prescindere dall’età dell’auto molti automobilisti circolano tranquillamente con gomme fuori stagione. Il 36% delle vetture fermate era infatti equipaggiato con pneumatici invernali di cui il 50% con sola marcatura M+S e il restante 50% marcato 3PMSF. E’ ancora più eclatante scoprire che le auto con gomme sotto il limite di 1,6mm sono simili in quota a prescindere dall’età. I controlli sono stati effettuati su strade a una corsia (42,73%), autostrade (28,50%), strade a due corsie (25,19%) strade con più di 2 corsie (3,58%). Gli automobilisti fermati erano per il 73% uomini e per il 27% donne di cui il 19% con meno di 30 anni, il 49% tra 30 e 50 e il 32% oltre i 50.

AUTO SENZA REVISIONE E PNEUMATICI DIVERSI

Ciò che invece per chiari motivi anagrafici mostra disparità è la quota di auto senza revisione. Oltre il 15% con più di 10 anni, contro meno dell’1% per quelle con 4 anni). Anche le auto con pneumatici non omogenei per marca e modello sullo stesso asse sono più frequenti con l’età (2,74% fino a 4 anni contro 6,23% oltre 10 anni). Con l’auto usata la tentazione di cambiare solo due gomme per volta e spesso solo una sullo stesso asse è forte. A proposito, questo video spiega vanno montate le gomme nuove, davanti o dietro e perché.

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Carrozze trainate da animali: proposto il divieto di circolazione in città

di Raffaele Dambra

Carrozze trainate da animali divieto

Stop in città alle carrozze trainate da cavalli, quelle che a Roma chiamano “botticelle” e a Firenze “fiaccherai”. Tra gli ultimissimi emendamenti inseriti nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada, ha trovato posto anche quello presentato dalle deputate Patrizia Prestipino del PD e Federica Zanella di Forza Italia, poi leggermente modificato dal M5S, che, appunto, vieta il servizio di piazza con animali. L’iter per l’approvazione definitiva è ancora lungo, e quindi almeno per quest’estate vedremo ancora, a Roma dintorni Colosseo e non solo, le botticelle che scarrozzano i turisti sotto il sole cocente mettendo a dura prova la resistenza dei cavalli. Ma dovrebbe essere l’ultima.

CARROZZE TRAINATE DA ANIMALI: IL DIVIETO NON RIGUARDA PARCHI E RISERVE NATURALI

Il divieto di utilizzo delle carrozze trainate da animali sarà limitato alle città ma consentito “nei parchi e nelle riserve naturali, oltre che in occasione di manifestazioni pubbliche di carattere religioso culturale, storico e di tradizione popolare, dietro rilascio di una licenza speciale da parte dei Comuni interessati per fini ludici, culturali e turistici. Anche le slitte potranno continuare a prestare servizio di piazza, nelle località e nei periodi di tempo in cui ne è consentito l’uso”. La versione votata e approvata in commissione trasporti alla Camera con l’avallo dei deputati del Movimento 5 stelle è quindi una soluzione intermedia tra quella dell’opposizione, che chiedeva una totale soppressione di botticelle e carrozze, e quella della Lega, nettamente contraria per timore di danneggiare il settore turistico.

BOTTICELLE PERICOLO PER LA CIRCOLAZIONE STRADALE

“La tutela del benessere animale è una delle nostre priorità”, ha affermato il consigliere M5S Giuliano Pacetti. “Non sarà più concesso ai vetturini di portare i cavalli allo stremo, soprattutto quando a causa delle temperature elevate l’asfalto diventa rovente. Senza dimenticare che costringere i cavalli a marciare sotto il sole per ore mette a rischio anche la sicurezza delle persone e la circolazione stradale”.

In commissione trasporti – dove si discute la riforma del codice della strada – è stato approvato l’emendamento mio e di…

Geplaatst door Patrizia Prestipino op Dinsdag 9 juli 2019

STOP ALLE CARROZZE TRAINATE DA CAVALLI: I TIMORI DEI VETTURINI

Soddisfazione anche da parte delle due promotrici (“È una vittoria nella pluridecennale battaglia contro il crudele sfruttamento dei cavalli in nome di tradizioni anacronistiche ed irrispettose dei diritti degli animali”, ha detto l’On. Zanella, mentre l’On, Prestipino ha ricordato che “il percorso parlamentare è ancora lungo, ma un punto fermo è stato messo a favore del benessere dei cavalli”). E pure dalle tante associazioni animaliste. Unici scontenti i conducenti delle carrozze che lamentano la soppressione di quella che per loro era un’effettiva occupazione e adesso guardano al futuro con comprensibile timore.

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Fiat Mirafiori fa 80 anni e si prepara a produrre la 500 elettrica in Italia

di Donato D'Ambrosi

Sono trascorsi 62 anni da quando a Mirafiori Fiat realizzava la prima Fiat 500. Oggi lo stabilimento compie 80 anni di storia fatta di innovazione e passione per i motori. La ricorrenza non poteva non prestarsi a confermare gli investimenti FCA in Italia, inizialmente minati dalle politiche sull’eco tassa. Ma la notizia più sensazionale è che FCA riporterà in Italia anche la produzione della Fiat 500 in versione elettrica, che sarà prodotta alle porte di Torino.

DOPO 62 ANNI LA FIAT 500 TORNA A TORINO

Lo stabilimento Mirafiori è il simbolo del ritorno in patria della Fiat 500, non solo quella realizzata nel 1957, ma anche la Fiat 500 elettrica prodotta a Toluca (Messico). “La 500 BEV è stata pensata, disegnata e ingegnerizzata tutta qui – ha spiegato Pietro Gorlier Chief Operating Officer FCA per la regione EMEA – un vero prodotto del ‘made in Fiat’ e del ‘made in Torino’”. Gli 80 anni dello stabilimento di Mirafiori FCA li festeggia con la posa simbolica del primo robot Comau, di un esercito che assemblerà la Fiat 500 elettrica dal 2020.

IL RIMPATRIO DELLA FIAT 500 ELETTRICA COSTERA’ 700 MILIONI

Nei prossimi mesi sarà completato l’allestimento il resto degli impianti: solo per la lastratura saranno installati 200 robot che si occuperanno del processo di saldatura totalmente automatico. La produzione delle prime pre-serie è prevista entro la fine dell’anno quindi non manca molto. Saranno 1200 le persone impegnate alla produzione della Fiat 500 elettrica con una capacità produttiva prevista della linea di 80000 unità l’anno. Il costo totale dell’“operazione rimpatrio” della Fiat 500 elettrica, tra costi di progettazione, sviluppo e ingegneria e la costruzione della linea è di circa 700 milioni di euro.

A MIRAFIORI SI PRODURRA’ LA 500 EV DA META’ 2020

La nuova 500 elettrica è il primo tassello degli investimenti che abbiamo in programma per il polo produttivo di Torino – ha aggiunto Gorlier sottolineando che – a questo progetto faranno seguito il rinnovamento dei modelli Maserati, a partire dalla Levante, e altri prodotti come previsto dal nostro piano industriale”. FCA ha infatti annunciato che tra il 2019 e il 2021 investirà 5 miliardi di euro in un piano molto più ampio di cui fa parte la Fiat 500 elettrica. Si tratta dell’introduzione di 13 modelli nuovi o rinnovati. Inoltre il piano comprende l’elettrificazione della gamma, con 12 versioni elettriche di modelli nuovi o già esistenti.

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Cellulare alla guida: controlli della polizia in borghese in attesa delle maxi multe

di Raffaele Dambra

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È sempre più lotta senza quartiere contro gli incoscienti che usano il cellulare alla guida, mettendo a rischio la sicurezza di se stessi e degli altri. Già il pacchetto di modifiche al Codice della Strada contiene un significativo inasprimento delle sanzioni per chi si distrae con lo smartphone al volante. Ma nell’attesa dell’approvazione definitiva (serviranno alcuni mesi) si stanno intensificando i controlli della polizia locale in borghese per pizzicare sul fatto il maggior numero di trasgressori.

POLIZIA IN BORGHESE CONTRO I ‘FURBETTI’ DEL TELEFONINO

In provincia di Forlì, per esempio, hanno organizzato un servizio dinamico di pattuglie in ‘abiti civili’, quindi non identificabili dai potenziali violatori, con il compito di reprimere l’utilizzo improprio del cellulare alla guida. “Abbiamo deciso di implementare i consueti controlli relativi alla sicurezza stradale”, hanno dichiarato i vertici della polizia locale dell’Unione della Romagna Forlivese. “utilizzando agenti in borghese che avranno il compito di cogliere sul fatto quegli automobilisti un po’ furbetti che, alla vista della divisa, abbassano lo smartphone rialzandolo subito dopo aver oltrepassato il posto di controllo”.

CELLULARE ALLA GUIDA: CHI RISPETTA LE REGOLE NON DEVE AVER PAURA DEI CONTROLLI

Tattica analoga a Treviso, dove sono iniziati controlli specifici da parte della polizia locale mediante appostamenti svolti non solo con le auto di servizio, perfettamente riconoscibili, ma anche con auto ‘civili’, in giorni e orari diversi. “A volte capita che gli automobilisti non nascondono l’uso del cellulare alla guida neppure di fronte a un veicolo istituzionale delle forze di polizia”, ha riferito sconsolato il comandante della polizia locale trevigiana. “Questo perché c’è ormai l’abitudine di telefonare sempre e comunque, a scapito della concentrazione alla guida che purtroppo è ridotta ai minimi termini. Il nostro obbiettivo comunque resta sempre la prevenzione, per questo stiamo annunciando questi controlli in borghese. Nessuno, se rispetta le regole, deve averne timore”.

LA STRETTA DEL CODICE DELLA STRADA 2019 SULL’USO DEL CELLULARE ALLA GUIDA

L’uso del cellulare alla guida è una pessima abitudine che causa un incidente stradale su quattro, secondo i dati recentemente forniti dalla Polstrada. Ed è sicuramente per questo, come anticipavamo, che si è deciso di correre ai ripari innalzando il livello delle sanzioni già previste dall’art. 173 del Codice della Strada. La proposta, che dovrà passare l’esame dei due rami del Parlamento prima di diventare effettiva, prevede una maxi multa da 422 euro a 1.697 euro per chi utilizza dispositivi mobili durante la guida, con decurtazione di 5 punti e sospensione della patente da sette giorni a due mesi già alla prima infrazione. E se si è recidivi nell’arco di un biennio la sanzione diventa da 644 a 2.588 euro, con sospensione della patente fino a 3 mesi e decurtazione raddoppiata dei punti, da 5 a 10. Ovviamente sarà sempre permesso l’uso del cellulare tramite viva-voce, senza impegnare le mani.

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Il Microsoft Store risponde al Prime Day: 48 ore di offerte speciali il 15 e 16 luglio

di Alexandre Milli

Anche Microsoft risponde al Prime Day di Amazon annunciando 48 ore di offerte speciali sul Microsoft Store il 15 e 16 luglio. “Prime Day Microsoft” Microsoft ha appena preannunciato due giorni di offerte speciali in arrivo il 15 e 16 luglio. Non ci sono molti dettagli, ma in qualche modo sembrerebbe che anche il Microsoft […]

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Assicurazione auto a 18 anni: quanto costa a Milano, Roma e Napoli

di Donato D'Ambrosi

Quanto si paga di assicurazione a 18 anni con il Decreto Bersani? E’ una domanda che molti si fanno visto che il regalo più gettonato al compimento dei 18 anni e al conseguimento del diploma è l’auto acquistata da mamma e papà. Una scorciatoia ben nota da tempo per non partire dall’ultima classe è il Decreto Bersani, ma il costo dell’assicurazione varia molto in base alle città. Un’indagine rivela che nonostante i benefici fiscali a Napoli l’assicurazione costa a 18enne sempre più di Roma e Milano, con o senza il Decreto Bersani.

IL DECRETO BERSANI

Un’indagine di SOSTariffe.it rivela quanto nel 2019 a un neopatentato, che spesso è anche 18enne, assicurare l’auto per la prima volta con o senza decreto Bersani. Dall’indagine viene fuori che a prescindere dai benefici a influenzare notevolmente il costo dell’assicurazione è sempre la città. Bisogna però ricordare che il Decreto Bersani permette di sfruttare la stessa classe di merito di un familiare convivente, ma con il bonus-malus maturato non si trasferisce anche la tariffa. La tariffa e la classe di merito sono infatti distinte e il più delle volte quando si sfrutta il Decreto Bersani viene applicata la tariffa meno vantaggiosa equivalente a una specifica classe di merito. Che comunque dovrebbe essere più economica rispetto a una 14esima classe. Ma questo – secondo l’indagine – non succede a Napoli.

ASSICURAZIONE 18ENNE SENZA DECRETO BERSANI

Un 18enne che a Roma vuole assicurare per la prima volta un’auto deve fare bene i conti e cercare di sfruttare la classe di merito di un familiare. E’ qui infatti che la differenza maggiore pesa di più senza l’agevolazione: il costo medio parte da 956 euro e arriva anche a 3500 euro. Un costo più alto di Milano dove invece le tariffe medie partono da 653 euro e si fermano a 3150 euro, ma con un risparmio lievemente minore applicando Bersani. Se si confronta il costo medio massimo dell’assicurazione auto a Napoli per un 18enne (3527 euro) ci si rende conto che in fin dei conti non è poi così distante da Roma e Milano. Il discorso cambia se invece si mettono a confronto le tariffe medie minime (2200 euro).

ASSICURAZIONE 18ENNE CON DECRETO BERSANI

Usufruendo del Decreto Bersani l’assicurazione auto di un 18enne di Milano invece costa in media da 172 a 2647 euro in meno: il costo può variare da 481 a 1549 euro. A Roma le tariffe aumentano proporzionalmente ma con un risparmio medio stimato da 184 a 2748 euro. Assicurare a Roma un’auto con il Decreto Bersani, in base alla classe di merito può costare infatti da 752 a 1964 euro. A Napoli assicurare un’auto con il Decreto Bersani può costare quanto sottoscrivere il contratto a Milano senza agevolazione. Il prezzo medio più basso preventivato dall’indagine a Napoli è di 1532 euro, con un vantaggio che può variare da 669 a 1995 euro in base alla classe di merito e all’applicazione del Decreto Bersani.

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Multe: ricorsi al prefetto più facili con le ultime modifiche al Codice della Strada

di Raffaele Dambra

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Il lungo e faticoso iter per l’approvazione del nutrito pacchetto di modifiche al Codice della Strada ha superato lo step della commissione Trasporti alla Camera, ed è finalmente pronto per la discussione in Aula. L’ok definitivo arriverà non prima del prossimo autunno con possibilità di ulteriori cambiamenti e cancellazioni. Quindi tutti i provvedimenti annunciati fino ad oggi sono ancora provvisori ed entreranno in vigore solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tra questi sta suscitando una certa attenzione una novità dell’ultim’ora che riguarda le multe e i ricorsi al prefetto.

MULTE: RICORSO AL PREFETTO, L’ATTUALE NORMATIVA

Attualmente l’art. 203 del Codice della Strada prevede che si possa presentare ricorso al prefetto contro una multa ricevuta per violazione di una o più norme del suddetto codice. Il prefetto può accogliere il ricorso, in presenza di motivazioni valide, emettendo un’apposita ordinanza di archiviazione; oppure può rigettarlo, fissando per il ricorrente un’ingiunzione di pagamento per un importo non inferiore al doppio della sanzione minima prevista per la violazione. In pratica chi presenta un ricorso al prefetto e se lo vede respingere si vede raddoppiare la multa! Un vero e proprio disincentivo ad avanzare ricorsi…

MULTE: I RICORSI AL PREFETTO SARANNO PIÙ CONVENIENTI?

Ma con la novità approvata dalla commissione Trasporti alla Camera potrebbero cambiare molte cose. L’aggravio che si applica alla sanzione in caso di respingimento del ricorso da parte del prefetto è infatti sceso dal 100% al 50%. Quindi non più raddoppiata (la sanzione) ma ampliata soltanto della metà dell’importo. Una buona notizia per gli automobilisti, che potranno far valere le proprie ragioni senza il timore di subire un salasso economico, ma pessima per i tempi della giustizia. Se i ricorsi per le multe aumenteranno (e con questo ‘sconto’ aumenteranno senz’altro) le prefetture torneranno a intasarsi di richieste, col rischio di sforare i termini perentori (da 180 a 210 giorni) entro cui i prefetti devono emettere le loro decisioni, trascorsi i quali i ricorsi vanno intesi come accolti. C’è quindi il rischio che parecchie multe saranno cancellate non in quanto ingiuste, ma solo per decorrenza dei termini. Insomma, su questo punto ci sarà secondo noi ancora molto da discutere e non è detto che la norma passi così com’è stata formulata.

ADDIO ALLE MULTE A STRASCICO

Nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada è stato inserito in extremis anche un emendamento che intende metter fine alle cosiddette ‘multe a strascico’. Parliamo delle infrazioni rilevate con l’ausilio di telecamere alle auto in divieto di sosta o in altre situazioni nelle quali il conducente dell’auto può ignorare di aver preso una multa. Con l’introduzione dell’obbligo del preavviso di notifica si consentirà invece all’automobilista di pagare la contravvenzione in tempi rapidi e senza ulteriori costi. Per tutte le altre possibili novità del Codice della Strada 2019, dall’inasprimento delle sanzioni per chi guida con il cellulare, alle moto 125 in autostrada e all’introduzione delle strade scolastiche, vi rimandiamo ai nostri precedenti servizi.

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Disneyland Paris – Il festival del Re Leone e della Giungla

di Giuseppe Genova
Il fascino della lussureggiante giungla indiana ed il ritmo della savana africana: questi sono gli elementi principali del nuovo e coloratissimo Festival del Re Leone e della Giungla, a Disneyland Paris in scena fino al 22 settembre 2019. Questa estate è dedicata, non a caso, al Re Leone. Ricordiamo infatti che a partire dal 21 […]
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