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Dieselgate: altri guai per le emissioni di Daimler, FCA e Volkswagen

di Redazione

Il dieselgate scoppiato a settembre 2015 fa ancora danni alle Case. A distanza di quattro anni dall’esplosione dello scandalo emissioni, in fatto di diesel nuovi guai per Daimler, FCA e Volkswagen. Se non in modo diretto, comunque a livello d’immagine. Cominciamo da Daimler: la procura di Stoccarda ha appioppato una multa di 870 milioni di euro al gruppo tedesco (che include Mercedes). Così si chiude un’indagine avviata dalle autorità tedesche: era stata individuata la violazione delle funzioni di vigilanza. Il dipartimento di certificazione del gruppo non aveva operato bene. 

DIESEL DAIMLER: NESSUN RICORSO

Semplice l’accusa per i pubblici ministeri: le violazioni hanno consentito alla Mercedes di ottenere le autorizzazioni ufficiali per i veicoli diesel, nonostante le emissioni di ossido di azoto non rispettassero i requisiti normativi. La Daimler non presenterà ricorso: obiettivo, chiudere l’indagine e qualsiasi altro procedimento a suo carico. In parallelo, proseguono le indagini interne: si vuole capire se c’è stata manipolazione del software di controllo dei motori diesel.

FCA: DIRIGENTE IN ARRESTO

Emanuele Palma, un dirigente senior di Fiat Chrysler Automobiles, in arresto negli Stati Uniti. Provvedimento che fa seguito alle indagini del Dipartimento di giustizia sulle emissioni dei veicoli diesel. L’accusa è “reato di cospirazione”: ha ingannato le autorità di controllo, i clienti e il mercato sulle emissioni dei mezzi oggetto dell’inchiesta. In tutto questo, FCA ha avviato una verifica degli atti accusatori: c’è la piena collaborazione del gruppo con le autorità inquirenti. In passato, ha già chiuso in via stragiudiziale (ossia non in tribunale) il contenzioso con il Dipartimento. Non ammette di essere colpevole, però ha pagato 800 milioni di dollari per chiudere la causa civile: nel mirino, i software illegali su 100.000 veicoli Ram e Jeep coi diesel V-6 3.0. 

VOLKSWAGEN: ANCORA TSUNAMI DIESELGATE

Si diceva sul diesel, guai per Daimler, FCA e Volkswagen. Tutto è nato proprio da VW nel 2015. Ora, due top manager, Herbert Diess e Hans Dieter Poetsch, rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen, sono sotto la lente della procura di Braunschweig. La procura della città della Bassa Sassonia ha avviato una causa contro Diess, Poetsch e l’ex amministratore delegato Martin Winterkorn per presunta manipolazione del mercato. Avrebbero informato in ritardo gli investitori delle possibili conseguenze economiche del dieselgate: per l’accusa, i tre erano conoscenza dei problemi prima del famigerato settembre 2015. Per adesso, VW ha confermato i due top manager.

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4 motivi del perché Daimler e BMW possono eclissare Tesla in Europa

di Donato D'Ambrosi

Tesla è in testa alla classifica delle auto elettriche più vendute in Europa: la Tesla Model 3 è l’auto con la crescita più importante nei primi 6 mesi del 2019 (dati Jato per l’Europa). Ci sono tanti motivi che spingono all’acquisto di una Tesla, primo tra tutti è l’effetto “wow” di chi ci sale almeno una volta e la prova su strada. D’accordo, ma quanto durerà l’effetto Tesla? Ecco i 4 motivi principali per cui tra qualche anno Tesla potrebbe guardare le spalle di altri Costruttori come Daimler e BMW.

PERCHE’ COMPREREMO UNA TESLA O FORSE NO

Se provate a chiedere a un proprietario di una Tesla “perché hai comprato una Tesla?” Probabilmente vi risponderà “Perché fa cose che altre auto non fanno”. Allora si può dedurre che la tecnologia innovativa di Tesla fa scattare la scintilla. Forse però non tutti sanno che Daimler (da anni sta lavorando alla guida autonoma di livello 4) e BMW (vende auto elettriche più o meno da quando la prima Model S ha esordito) hanno stretto un accordo. Entro il 2024 venderanno le prime auto a guida autonoma, intanto creeranno una piattaforma elettrica condivisibile e lanceranno i parcheggi automatizzati. Intanto per chi volesse la Mercedes EQC è già pronta a sfidare la Tesla Model X, che arranca negli ordini. E attenzione, poiché abbiamo volutamente escluso Volkswagen, meno attiva sulla guida autonoma di Daimler ma agguerrita sul fronte elettrico.

QUESTIONE DI COSTI

Sia chiaro, nessuno della redazione è a favore o contrario a Tesla, ma si tratta di mera convenienza economica. Finché Tesla continuerà a produrre le auto elettriche in California, una Tesla Model 3 che negli USA costa 39 mila dollari (senza contare gli incentivi), in Italia ne costa l’equivalente di almeno 15 mila in più. Ecco perché si vocifera da tempo che Musk voglia impiantare la sua Gigafactory europea proprio in Germania. Probabilmente ci riuscirà, ma intanto BMW produce già la i3 a Lipsia e Daimler ha in programma di estendere la produzione della Mercedes EQC dalla Germania, in USA, Francia e Cina.

CAMBIA IL MODO DI COMPRARE L’AUTO, MA L’ASSISTENZA?

Va bene, chi si apre all’acquisto di una Tesla ha un’immaginazione spiccata e magari gli basta anche visitare il sito web. Ma c’è anche chi si approccia alla vecchia maniera e vuole toccare con mano. Per l’esattezza in Italia, ad oggi, ci sono 5 store Tesla: 2 su Milano, 1 Roma, 1 Padova e 1 Bologna. E’ vero che magari si può scendere a qualche compromesso, ma non bisogna sottolineare il valore di una rete capillare di vendita e assistenza. Basta buttare giù uno specchio retrovisore e accorgersi che il fermo auto in attesa del ricambio non è una cosa molto piacevole.

L’IDENTITA’ DEL BRAND E’ UNA LEVA FORTE

Abbiamo detto all’inizio che le quattro ipotesi per cui Daimler e BMW potrebbero surclassare Tesla in Europa entro il 2024 non si basa sulle batterie. Chiaramente se si volesse una semplice auto elettrica si comprerebbe una Nissan Leaf, una Volkswagen e-Golf, una Hyundai Ioniq Electric o le altre elettriche più vendute della nostra analisi costi. No, la Tesla oggi si compra soprattutto perché, quando sarà legale, potrà guidarsi da sola. Non prendiamoci in giro, quando le auto potranno guidare da sole legalmente forse non avranno più le ruote e neppure i finestrini trasparenti. Ma fino ad allora nel settore delle auto premium (già di per se una nicchia) la fetta grossa è coperta da autonoleggi e società di leasing. Per lo più orientate a marche tedesche. Magari non sarà così e Tesla continuerà ad essere quel fenomeno dirompente che non si può ridurre banalmente a semplice Costruttore di auto.

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In Germania apre il primo parcheggio autonomo di livello SAE4

di Donato D'Ambrosi

Il parcheggio autonomo senza conducente è stato fino ad oggi solo una realtà dei test, ma oggi arriva l’approvazione per rendere operativo il primo parcheggio autonomo di livello SAE4. La classificazione è la stessa delle auto a guida autonoma in cui l’intervento dell’uomo è marginale. L’ok dal Ministero dei Trasporti e dalle autorità amministrative tedesche permetterà l’apertura del parcheggio autonomo a Stoccarda. Ecco come funziona e a cosa assisterà chi va al Museo storico Mercedes-Benz.

LA PRIMA AUTORIZZAZIONE A STOCCARDA

Parcheggiare e riprendere l’auto, soprattutto nelle mega strutture come quelle aeroportuali sarà più veloce e comodo. Il parcheggio autonomo di livello SAE4 funziona tramite un’app dedicata mentre il resto del lavoro lo fa l’auto a guida autonoma connessa alla struttura.  L’esclusività dell’evento, spiega Daimler, è che ad oggi non esiste un processo di approvazione ufficiale per le funzioni di guida autonoma senza conducente. Per questo, l’autorità̀ amministrativa regionale di Stoccarda e il Ministero dei trasporti statale del Baden-Württemberg, hanno supervisionato il progetto fin dall’inizio, insieme agli esperti dell’ente di certificazione tedesco TÜV Rheinland. Quello delle norme è infatti una delle criticità della guida autonoma svelate da Continental.

COME FUNZIONA IL PARCHEGGIO AUTONOMO

Alla base dell’approvazione ci sono severi criteri di rilevazione dei pedoni e delle altre auto da parte del veicolo a guida autonoma. Si è deciso in pratica come e cosa deve fare in modo sicuro quando l’auto incontra un ostacolo, partendo dallo standard 3134 emesso di recente dalla SAE (Society of Automotive Engineers). I guidatori possono lasciare l’auto all’ingresso del parcheggio e attraverso lo smartphone chiedergli di parcheggiarsi da sola. Il veicolo si muoverà autonomamente dal punto in cui è stato lasciato fino allo spazio che gli viene assegnato dal garage. Al ritorno il proprietario richiama l’auto tramite l’App, che torna autonomamente nel punto in cui era stata lasciata.

4 ANNI DI TEST DEL PARCHEGGIO AUTONOMO

Daimler ha iniziato a sviluppare il sistema di parcheggio completamente autonomo nel 2015 e, nell’estate del 2017, ha iniziato il progetto pilota presso il garage del Museo Mercedes- Benz di Stoccarda. L’Automated valet parking in condizioni reali con e senza conducenti al volante è stato presentato al pubblico per la prima volta in quell’occasione. All’anteprima mondiale è seguita un’intensa fase di test e avviamento e poi la possibilità per i visitatori di provarlo. Dal 2018 i visitatori del museo hanno potuto sperimentare in prima persona il servizio di parcheggio, accompagnati da personale di sicurezza e condividere la loro esperienza. Nel progetto pilota del parcheggio autonomo Daimler impiega anche la tecnologia luminosa che parla ai pedoni. La luce turchese indica se un veicolo è in modalità̀ “guida autonoma” e informa tutti gli utenti della strada che il veicolo non ha conducente a bordo.

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Daimler e BMW se le suonano a suon di tweet sulla guida autonoma

di Donato D'Ambrosi

Gli sfottò tra Costruttori di auto non sono una novità, ma stavolta il battibecco tra Daimler e BMW la mette sulle capacità di sviluppare un’auto a guida autonoma. Il tweet provocatorio arriva dopo l’evento NextGEN in cui BMW ha mostrato al mondo il futuro delle auto connesse, elettriche e autonome. E Daimler ne ha approfittato per stuzzicare il diretto rivale su ciò che riesce realmente a fare un’auto BMW a guida autonoma. Ecco il botta e risposta tra Daimler e BMW che si conclude con una proposta inaspettata.

QUANDO NON E’ LA FIAT A SFOTTERE GLI ALTRI

Stavolta non è Fiat a prendere in giro Daimler, quando la Smart ha compiuto 18 anni. Oppure quando con il video della Fiat Panda ha fatto arrabbiare Audi. E non è neppure paragonabile al post in cui la Fiat 500 si faceva beffa della Renault Twingo (non a caso per linee molto simili alla rievocazione della classica). Il tweet in cui Daimler chiama in causa BMW parla da solo: “Ehi, BMWGroup abbiamo sentito del tuo evento #NEXTGen la settimana scorsa. Abbastanza figo. Le vostre auto sono già in grado di guidare completamente da sole? Provate a immaginare: un giorno, potrebbero portarvi a casa dall’Oktoberfest in modo sicuro”. Un messaggio dal tono palesemente ironico da un Costruttore che non ha bisogno di presentazioni sullo sviluppo della guida autonoma.

BMW REGGE IL GIOCO E SI FA AVANTI

Ma la risposta di BMW arriva nel giro di qualche ora. “Grazie per il complimento 😉 #NextGen è andato alla grande! Guida autonoma? Di’ al tuo amico che ci stiamo lavorando. E tu?”. E a questo punto della conversazione si tocca un tasto che per molti Costruttori è rovente. C’è chi è più indietro e si nasconde dietro l’affidabilità e chi invece come Daimler la pensa diversamente. “Beh, la sicurezza è uno dei nostri valori fondamentali del marchio. E come ingegneri tedeschi, ne siamo orgogliosi. Quindi non lanceremo la guida autonoma completa prima di essere convinti che sia perfettamente sicura.” BMW non può fare a meno di alzare il tiro: “Assolutamente, anche noi! Sai, dicono che due teste sono meglio di una! Che ne dici di creare insieme una tecnologia di guida autonoma?

LA PARTNERSHIP TRA BMW E DAIMLER

E viene fuori la simpatica gag chiaramente organizzata a tavolino per creare rumors attorno alla nuova partnership tra BMW e Daimler. La partnership a lungo termine ha proprio lo scopo di mettere sul mercato le prime auto a guida totalmente autonoma entro il 2024. La sinergia che coinvolgerà 1200 specialisti metterà sul tavolo congiunto le conoscenze di entrambi i Costruttori per sviluppare insieme i sistemi di guida autonoma livello SAE4 (quello in cui il conducente può distrarsi o leggere, in quelli inferiori non è permesso).

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Mytaxi diventa FREE NOW: l’app dei taxy più discussa d’Europa cambia nome

di Donato D'Ambrosi

Cambia nome e anche una parte dell’App mytaxi che tra qualche giorno sarà riconosciuta solo come FREE NOW. Un nuovo marchio per l’applicazione che prenota taxi in tutta Europa della joint ventures tra BMW e Daimler. La novità arriva dopo un periodo di forti scontri tra il servizio di prenotazione mytaxi e i tassisti italiani, tanto Daimler e BMW hanno chiesto l’intervento dell’Antitrust.

LA MOBILITA’ SMART IN TUTTE LE SUE FORME

Questo è un momento molto importante per la nostra azienda, che presenta allo stesso tempo un’enorme opportunità e nuove sfide“, ha dichiarato Eckart Diepenhorst, CEO di mytaxi. “FREE NOW è legato all’idea di libertà di movimento e ciò si traduce nel permettere ai nostri utenti di liberare la mente dallo stress della vita quotidiana”. Chi conosce bene le ultime vicissitudini dello scontro tra mytaxi e i tassisti potrebbe interpretare il significato di FREE NOW anche diversamente. Diepenhorst chiarisce che “per i tassisti significa: <<rilassati: siamo qui per assicurarci di avere abbastanza domanda e business. E lavoreremo sodo per aumentarlo>>”.

PER ORA TAXI E MONOPATTINI ELETTRICI IN 100 PAESI

FREE NOW sarà un host di servizi di mobilità ad ampio raggio, slegandosi dall’unicità del servizio taxi e includerà anche i monopattini elettrici in sharing, in base alla disponibilità e alle leggi dei vari Paesi. In questo modo – spiega l’azienda – i passeggeri avranno possibilità di scegliere tra più opzioni di spostamento attraverso un’unica app. FREE NOW è anche il simbolo dell’ufficialità della fusione dei servizi di mobilità di BMW e Daimler che proviene da una strategia avviata da diverso tempo

FREE NOW IN ITALIA

Il rebranding completo da mytaxi a FREE NOW avverrà entro l’estate e includerà un nuovo look dell’ app e della flotta di auto. Sia i passeggeri che i tassisti (quelli che riescono a superare gli sgambetti delle cooperative) non dovranno installare una nuova app e saranno in grado di utilizzare i servizi offerti da FREE NOW con l’app e l’account già esistenti. In Italia FREE NOW si concentrerà sul servizio taxi e, una volta regolamentato il settore, anche sul servizio di monopattini elettrici in condivisione.

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