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Incidenti stradali, risarcimenti più bassi: la pronuncia della Cassazione

di Redazione

Incidenti stradali risarcimenti più bassi

Una nuovissima pronuncia della Corte di Cassazione, precisamente la n. 16580/19 del 20 giugno 2019, farà poco felici gli automobilisti. Nella malaugurata ipotesi di restare vittime di incidenti stradali, i risarcimenti dell’assicurazione in caso di invalidità permanente saranno più bassi. Questo perché dall’ammontare dell’indennizzo si dovrà detrarre l’importo che il danneggiato percepirà dall’INPS a titolo di pensione di invalidità.

INCIDENTI STRADALI: DAI RISARCIMENTI DELL’ASSICURAZIONE SI DEVE DETRARRE LA QUOTA INPS

Ne ha parlato il portale giuridico laleggepertutti.it, spiegando che la sentenza della Cassazione conferma in realtà la linea adottata pochi mesi fa dalla stessa Corte a Sezioni Unite. E cioè che dal risarcimento dovuto dalla compagnia assicurativa alla vittima dell’incidente stradale bisogna detrarre quanto l’INPS ha liquidato e liquiderà per l’invalidità permanente (totale o parziale non fa differenza), ossia la pensione civile. Se così non fosse, ha motivato la Suprema Corte, il danneggiato ricaverebbe un doppio risarcimento, perfino superiore rispetto al danno, finendo addirittura per guadagnarci (ma i soldi, ci chiediamo noi, qualora fossero anche tanti possono compensare un’invalidità fisica permanente e totale? Bella domanda…).

INCIDENTI STRADALI: IL DANNEGGIATO NON PUÒ CHIEDERE UN INDENNIZZO ‘DOPPIO’

Inutile dire che saranno particolarmente contente le assicurazioni, che d’ora in poi potranno ridurre i risarcimenti da incidenti stradali gravi. In ogni caso la Corte di Cassazione non poteva decidere diversamente perché la logica applicazione del diritto prevede che al danneggiato spetti l’indennizzo soltanto del danno effettivamente subito. In altre parole la vittima del sinistro non può chiedere un risarcimento ‘doppio’ solo perché i soggetti preposti all’indennizzo sono per legge due, l’INPS e la compagnia assicurativa. Il danno resta comunque uno e il risarcimento deve essere perciò ‘spartito’ tra l’ente previdenziale e la compagnia. Quest’ultima può inoltre sempre rivalersi verso la terza parte, colui che ha causato il sinistro, chiedendogli la restituzione delle somme versate all’infortunato.

NON CUMULABILITÀ DEI RISARCIMENTI PER INCIDENTE STRADALE: IL PRECEDENTE

Come abbiamo già scritto, la pronuncia della Cassazione sugli incidenti stradali e risarcimenti in caso di invalidità permanente ha solo ribadito un principio già espresso tempo addietro dalle Sezioni Unite della medesima Corte, che avevano così risolto la questione delle conseguenze risarcitorie della strage di Ustica del 1980. I ministeri della Difesa e delle Infrastrutture, spiega ancora laleggepertutti.it, dovranno infatti risarcire la compagnia aerea Itavia (poi fallita) con 265 milioni di euro per “omesso controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica”. Ma la compagnia aerea non potrà cumulare l’indennizzo già ricevuto dalla propria assicurazione per la perdita dell’aeromobile, e riscuoterà solo la differenza. Quindi l’indirizzo giuridico è chiaro: non può esserci cumulabilità tra risarcimento dell’assicurazione e indennizzo statale, “non essendovi spazio per una doppia liquidazione a fronte di un pregiudizio identico”.

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In Italia la prima auto si possiede a 22 anni e per il 66% è usata

di Donato D'Ambrosi

Il rapporto tra gli italiani e la loro prima auto di proprietà inizia a 22 anni, nonostante la crescente disponibilità del car sharing non lo renda una priorità. Infatti nella maggior parte dei casi possedere un’auto per i più giovani è un traguardo che si concretizza con il regalo dei genitori. Il sesso è ancora fortemente legato alla tradizione che vuole i maschi in vantaggio di qualche anno rispetto alle femmine. Ecco tutti i dati curiosi di un’indagine di Facile.it.

L’AUTO COME REGALO MA PRIMA AI MASCHI

I genitori sono gli iniziatori dei giovani al possesso di un’auto personale che per la maggior parte dei casi (65,8%) dei casi le nostre prime auto sono comprate usate. A farlo, secondo l’indagine, sono quasi sempre i genitori che la regalano al proprio figlio o figlia nel 41,7% dei casi. Questo dato scende nel Nord Est (36,9%) e sale sia al Sud (42,6%) sia al Nord Ovest (45,6%). Le donne ricevono l’auto in regalo in percentuale maggiore rispetto agli uomini (43,7% contro 39,7%).

AL SUD SI ASPETTA DI PIU’ PER L’AUTO

L’età alla quale si possiede la prima auto è in media poco meno di 22 anni ma cambia per sesso e area geografica di residenza. Gli uomini ottengono prima delle donne un’auto propria. Nel caso del campione femminile l’età media rilevata è di poco inferiore ai 23 anni, in quello maschile scende al di sotto dei 21. Se non sono i genitori a regalare l’auto, i primi ad acquistarla sono i residenti nel Nord Ovest e nel Centro Italia. In media, l’età è 21 anni e 6 mesi. Ultimi i patentati che vivono al Sud o nelle Isole che la comprano a 22 anni e 2 mesi.

ALL’ASSICURAZIONE CI PENSA PAPA’ LA META’ DELLE VOLTE

Una volta comprata l’auto, chi la mantiene? Secondo l’indagine nel 75,7% dei casi sono i proprietari giovani a pagare benzina, bollo, riparazioni e tutte le altre spese. Al Sud e nelle Isole, i giovani hanno più difficoltà a raggiungere una propria indipendenza economica, nel 50,1% dei casi infatti i genitori continuano a sostenere i costi di mantenimento dell’auto. Ma non sempre pagano tutto: l’assicurazione infatti è la voce più influente di cui si fanno carico i genitori 4 volte su 10; al Sud la percentuale sale al 45,7%. Mentre la spesa per il carburante è quella più indipendente: sale fino al 71,4% dei casi la quota dei giovani proprietari che paga da sé il conto alla pompa di benzina.

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Assicurazione auto: a maggio 2019 tariffe in calo del -6,08%

di Redazione

Maggio 2019 ancora un buon mese per le tariffe dell’assicurazione auto: il premio medio calcolato in Italia è stato di 546,86 euro, in calo sia rispetto a sei mesi fa (568,81 euro, -3,86%) che rispetto allo stesso mese del 2018 (582,28 euro, -6,08%). Dall’inizio dell’anno il premio è rimasto praticamente stabile, facendo segnare oscillazioni di pochi euro.

RC AUTO: DOVE SI PAGA DI PIÙ IN ITALIA

Secondo i dai forniti dall’Osservatorio di Facile.it, anche a maggio 2019 si sono registrate (e ci saremmo sorpresi del contrario) forti disparità nelle tariffe tra una regione e l’altra. E in qualche caso persino tra diverse province della stessa regione. Il premio RC auto più alto è stato pagato a Caserta, dove si è toccata la cifra record di 1.036,53 euro, quasi il doppio (+89,54%) della media nazionale. Numeri da far rabbrividire, a maggior ragione se pensiamo che la tariffa è comunque scesa del -10,32% nel giro di 12 mesi. I prezzi dell’assicurazione auto sono risultati altissimi quasi ovunque in Campania (a Napoli 979,42 euro); eppure in provincia di Benevento, che pure confina con quella casertana, gli automobilisti hanno pagato ‘solo’ 615,35 euro. A conferma che i costi possono variare di centinaia di euro anche a pochi km di distanza.

TARIFFE ASSICURAZIONE AUTO ALTE ANCHE IN TOSCANA

E non è neppure un problema circoscritto al solo Meridione. A Prato, Toscana, il premio medio RC auto di maggio 2019 è stato di 918,05 euro, uno dei più alti in Italia. Notevoli, in senso negativo, anche i 742,99 euro di Massa-Carrara e i 703,18 di Pistoia. Tornando al sud prezzi shock a Foggia (843,42 euro), Crotone (801,67), Vibo Valentia (725,93) e Barletta-Andria-Trani (672,17).

LE FRODI ASSICURATIVE FANNO AUMENTARE IL PREMIO

Ovviamente c’è poi il rovescio della medaglia rappresentato da quelle province virtuose in cui si pagano tariffe dell’assicurazione auto quasi ‘umane’. A questo proposito è inutile ricordare che le profonde discrepanze sui costi delle polizze sono dovute al diverso grado di sinistrosità di un territorio rispetto a un altro. E dall’alto numero di frodi assicurative che, diciamola tutta, coinvolgono spesso le stesse zone geografiche, danneggiando gli automobilisti onesti. A maggio 2019 le province con il premio più basso sono state Aosta (290,46 euro), Pordenone (361,88), Oristano (362,82), Belluno (372,93), Enna (379,54) e Sondrio (382,42). Tra le grandi città meglio Milano (439,22 euro) di Torino (538,41), Roma (548,18), Palermo (575,69) e Genova (585,44). Come detto, Napoli è fuori concorso. E tra Aosta e Caserta ballano 746,07 euro di differenza…

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RC auto: si può pagare con la card del Reddito di cittadinanza?

di Redazione

RC auto reddito di cittadinanza

A fine maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha stabilito, in via definitiva, quali acquisti si possono fare (e quali non si possono fare) con la card del Reddito di cittadinanza. In questo modo si è fatta finalmente chiarezza su alcuni aspetti poco chiari della misura. Per esempio nei giorni precedenti erano circolate notizie contraddittorie a proposito dell’eventuale inserimento, tra le spese ammissibili, di servizi finanziari e prodotti assicurativi come la RC auto. ‘Si può pagare l’assicurazione dell’auto con la card del Reddito di cittadinanza?’, avevano iniziato a chiedersi in molti? Il decreto del Ministero ha dissipato tutti i dubbi.

COSA SI PUÒ ACQUISTARE CON IL REDDITO DI CITTADINANZA

Come tanti già sanno, sulla tessera prepagata del RdC ogni mese viene accreditato l’importo che spetta a ciascun percettore del reddito. I soldi devono essere spesi tutti entro il mese successivo, mentre il tetto al prelievo di contante è pari a 100 euro mensili (che salgono fino a 210 euro con l’ampliarsi della famiglia). È possibile fare un bonifico al mese per pagare la rata dell’affitto o del mutuo. La card consente inoltre l’acquisto di ogni genere di beni di consumo e servizi ad eccezione di alcune specifiche categorie. Il decreto attuativo è servito appunto a specificare meglio le categorie vietate. Tra cui, per dirne una, non compaiono più elettrodomestici e prodotti elettronici, che sono quindi regolarmente acquistabili con i soldi del Reddito di cittadinanza, essendogli stata riconosciuta la natura di ‘beni essenziali’.

REDDITO DI CITTADINANZA: COSA NON SI PUÒ ACQUISTARE

Altre categorie merceologiche o di servizi hanno avuto invece minore fortuna e sono state escluse dalle spese consentite. In particolare il decreto attuativo ha stabilito che con la card del Reddito di cittadinanza non si possono fare acquisti che riguardano: gioco d’azzardo; superalcolici; acquisto, noleggio e leasing di navi e imbarcazioni da diporto; servizi portuali; armi; materiale pornografico e beni e servizi per adulti; club privati; articoli di gioielleria e pellicceria; gallerie d’arte e affini. La card è inibita anche per l’utilizzo all’estero e per gli acquisti online o mediante servizi di direct-marketing.

REDDITO DI CITTADINANZA E ASSICURAZIONI

E la RC auto? Si può pagare o no con la card del Reddito di cittadinanza? Purtroppo se qualcuno si era illuso di poter pagare il premio dell’assicurazione RCA con i soldi del sussidio, alleggerendosi di una spesa importante, resterà deluso. Tra gli acquisti non ammessi rientrano infatti anche quelli relativi a servizi finanziari e creditizi; servizi di trasferimento di denaro; servizi assicurativi. Quindi niente RC auto con il RdC. Una decisione che ha fatto e sta facendo tuttora discutere, dato che l’assicurazione auto è un costo che grava obbligatoriamente su tante famiglie per le quali possedere una macchina non è un’alternativa ma una necessità. Speriamo che in futuro ci sia l’occasione di rivedere questa scelta.

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Reclami Assicurazione: -8% per l’RC Auto nel 2018

di Donato D'Ambrosi

I reclami dei contratti di assicurazione sono mediamente in calo in tutti i rami nel 2019. Lo rivela l’IVASS (l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) che conta nel 2018 complessivamente 97.279 reclami ricevuti dalle imprese di assicurazione italiane ed estere operanti in Italia. Il calo maggiore dei reclami riguarda il ramo vita che in proporzione corrisponde anche a un numero nettamente minore di reclami rispetto a RC auto, Furto e Incendio e Altri rischi.

TREND DI DISCESA, MA I NUMERI SONO ANCORA ALTI

Nel 2018 il maggior numero di reclami è stato ricevuto dalle imprese di assicurazione sui rami RC auto. La responsabilità civile infatti ha portato più lamentele di tutti gli altri settori: 45.896 corrispondenti al 47% del totale. Poco meno invece è il totale dei reclami per i danni legati all’auto ma diversi dalla Responsabilità Civile: 35.561 (37% del totale). Sono solo il 16% (15.822) del totale invece i reclami per il rischio sulla vita. Tra i vari rami assicurativi solo i Danni auto (esclusa l’RCA) riporta un aumento medio del +2,5% nel cumulativo tra imprese estere e italiane.

CRESCONO I RECLAMI PER I RISCHI DIVERSI DELLE IMPRESE ESTERE

L’aumento più consistente (+1.035 reclami), interessa le imprese estere per i rami danni diversi dall’ RC auto. L’IVASS evidenzia come questo trend coinvolge in particolare gli operatori Cardif Assurance Risques Divers, AmTrust Underwriters DAC e Chubb International. Alle imprese estere, ma nel comparto vita, è adducibile l’incremento del +6,16% per reclami formulati nei confronti di Cardif Vie (cresciuti del 31% , +263 reclami9.

LE IMPRESE CON PIU’ RECLAMI RCA

I reclami assicurativi nel ramo RC auto sono ancora la più grande fetta del totale, anche se mediamente in diminuzione del -8%, come mostra la tabella. Non mancano le imprese sia italiane sia estere che hanno ricevuto un numero di reclami in aumento. Tra le estere, l’impresa Great Lakes che opera in Italia con il marchio Prima.it ha ricevuto + 204% di reclami rispetto al 2017 (equivalenti a 194 reclami in più). Tra le italiane, tra gli incrementi più importanti in percentuale ed in valore assoluto si rilevano AXA Assicurazioni (+22,4% con + 443 reclami), ITAS Mutua (+61,3%, +303 reclami), DARAG (+195%, +133 reclami), Cattolica (+15%, +227 reclami) ed Amissima (+27%, +223 reclami).

L’ESITO DEI RECLAMI PER RC AUTO

L’esito dei reclami non evidenzia grosse novità rispetto allo scorso anno secondo l’IVASS: i reclami accolti sono stati in totale il 26,5% del totale, quelli transatti il 9,7%, quelli respinti il 52,6%. Il restante 11,2% risultava in fase istruttoria alla fine del semestre. Ecco cosa significano i valori riportati in tabella qui sopra relativa ai soli reclami per RC auto.

– Accolto: l’impresa risolve il reclamo in modo positivo per il reclamante, accogliendone integralmente le ragioni;

Transatto: l’impresa risolve il reclamo con un esito favorevole per il reclamante ma non alle medesime condizioni richieste;

Respinto: l’impresa risolve il reclamo in modo negativo per il reclamante, respingendone le richieste;

In istruttoria: reclami ancora in istruttoria alla fine del semestre.

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Android Q ha un’altra modalità scura nascosta e, per adesso, instabile

di Alessandro Signori

In queste ore è emersa, sulla beta di Android Q, una modalità scura alternativa a quella di sistema, decisamente difficile da trovare e molto instabile, che potrebbe essere una futura novità o solamente un bug.(...)
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© alessandrosignori for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Certificato di assicurazione: no multa se si mostra una stampa non originale

di Redazione

Certificato di assicurazione multa

Da quando nel 2015 è stato abolito il contrassegno da mettere sul parabrezza dell’auto (il classico tagliando), si è creata un po’ di confusione sulle modalità con cui le Forze dell’ordine devono verificare la regolare copertura assicurativa di una vettura. A dimostrazione che, talvolta, le norme introdotte per semplificare determinate procedure finiscono invece per complicarle. L’unica cosa certa è che il conducente, anche senza tagliando, deve sempre dimostrare di aver correttamente pagato l’assicurazione obbligatoria. E nel caso in cui gli agenti accertatori non riescano ad effettuare il controllo collegandosi alla banca dati del Ministero, è tenuto a esibire il certificato di assicurazione. In un qualsiasi formato, anche su stampa non originale.

LA VERIFICA DELLA COPERTURA ASSICURATIVA

Ricapitolando. Dopo l’abolizione del contrassegno cartaceo, la verifica della copertura assicurativa di un veicolo è adesso affidata a un controllo telematico in tempo reale alla banca dati del MIT. Può però succedere che per un qualsiasi motivo, soprattutto di natura tecnica, gli agenti siano impossibilitati ad eseguire il controllo. Oppure che dalla verifica la vettura risulti erroneamente non assicurata, magari perché la banca dati non è aggiornata (non dovrebbe accadere ma può succedere). Allora per fugare ogni dubbio (ed evitare la multa) il conducente deve mostrare il certificato di assicurazione RC auto, che quindi va sempre tenuto in macchina. Come del resto dispone l’art. 180 del Codice della Strada.

CERTIFICATO DI ASSICURAZIONE ANCHE SU STAMPA NON ORIGINALE

Solo che siamo nel 2019 e non più negli anni ‘70, e il formato digitale sta pian piano soppiantando quello cartaceo, divenuto ormai obsoleto. Per cui non è prevista alcuna multa se il certificato di assicurazione si esibisce direttamente in formato pdf (o simile) dallo smartphone o da un altro dispositivo elettronico. Oppure, altra ipotesi assolutamente valida, se si mostra una copia non originale del documento.

LA CIRCOLARE DEL VIMINALE

Del resto la circolare 300/A/5931/16/106/15 del Ministero dell’Interno parla chiaro. “In sede di controllo”, si legge sulla nota del Viminale, “può essere esibito agli organi di polizia stradale anche un certificato di assicurazione in formato digitale o una stampa non originale del formato digitale stesso, senza che il conducente possa essere sanzionato per il mancato possesso dell’originale del certificato di assicurazione obbligatoria; o senza che possa essere richiesta la successiva esibizione di un certificato originale in formato cartaceo”.

CERTIFICATO DI ASSICURAZIONE DIGITALE? OCCHIO ALLA BATTERIA DELLO SMARTPHONE

Insomma, la tecnologia semplifica la vita ma occhio a prendere i dovuti accorgimenti. Chi circola senza certificato di carta, originale o meno, contando di mostrare la copia in formato digitale dal telefonino, deve fare in modo di non trovarsi mai in una situazione di batteria del dispositivo scarica. Perché in questo caso gli risulterebbe impossibile dimostrare di essere in regola e scatterebbe l’inevitabile sanzione. Meglio cautelarsi con una batteria di riserva o con una powerbank. E giacché ci siamo, facciamo un veloce recap sui documenti che bisogna sempre tenere in auto.

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RC auto: le app gratuite per verificare la copertura

di Redazione

RC auto app gratuite

Verificare la copertura RC auto con app gratuite è il modo più semplice e veloce per sapere in pochi secondi se la propria o altrui vettura risulta in regola con l’assicurazione obbligatoria. Si tratta di un controllo niente affatto banale e che anzi può risultare determinante in caso di sinistro con un altro veicolo che, in seguito a un successivo accertamento, si riveli sprovvisto di regolare assicurazione RC auto, con tutte le conseguenze del caso.

LA VERIFICA DELLA COPERTURA TRAMITE IL PORTALE DELL’AUTOMOBILISTA

Ci sono vari modi per scoprire se una qualsiasi macchina è coperta dall’assicurazione. Il più semplice consiste nel collegarsi al Portale dell’Automobilista. Il sito realizzato a cura del MIT contiene infatti la sezione Verifica Copertura Assicurativa RCA con la banca dati aggiornata in tempo reale di tutti i veicoli a motore e dei rimorchi immatricolati in Italia. Per verificare la copertura è sufficiente selezionare il tipo di veicolo (auto, moto, ecc.) e digitare il numero di targa. In pochi istanti saprete se il veicolo è assicurato o no, la data di scadenza della polizza e il nome della compagnia assicurativa. Il Portale dell’Automobilista è ottimizzato per una consultazione su desktop, mentre risulta di difficile lettura con smartphone. Se avete perciò bisogno di verificare un’assicurazione tramite la targa quando non siete a casa, è decisamente meglio utilizzare un’app per dispositivi mobili.

LE APP GRATUITE PER CONTROLLARE LA RC AUTO

Le app gratuite per la verifica della copertura RC auto sono tantissime. Vediamo quali sono quelle che attualmente hanno le migliori recensioni (da 4,0 in su, tenendo presente che il massimo è 5). In ordine sparso troviamo Infotarga, Controllo Veicoli Free, Verifica RCA Italia, Scanner Veicoli, Targa Scanner, Verifica RC Auto e Furto e Targa Easy Veicoli. Queste app sono tutte disponibili per smartphone con sistema operativo Android e sono ovviamente scaricabili su Google Play Store. Se possedete invece un iPhone, le applicazioni per iOS che vanno per la maggiore sono iTarga, Veicolo Info Targa e Altolà – Controllo Veicoli, ma ce ne sono anche altre.

ALTRE INFORMAZIONI RICAVABILI CON APP

Di tutte queste app che abbiamo appena elencato, alcune svolgono il semplice ‘compitino’ fornendo informazioni soltanto sulla copertura assicurativa. Altre, come Scanner Veicoli (disponibile sia per Android che per iOS), permettono invece di effettuare ricerche più approfondite, controllando per esempio se un veicolo ha rinnovato il bollo auto, se ha fatto la revisione e se vi sono denunce pendenti, oltre a dare info ugualmente importanti come il numero di telaio, l’ultima voltura, il modello di veicolo, la data di immatricolazione, la tipologia di carburante e così via. Certe app hanno anche una versione premium, cioè a pagamento, con ulteriori funzionalità.

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Assicurazione auto: Tesla lancerà una propria compagnia

di Redazione

Assicurazione auto Tesla

Scossone in arrivo nel mondo dell’assicurazione auto: Tesla lancerà prossimamente una compagnia assicurativa tutta sua. Lo ha annunciato il CEO Elon Musk nel corso della conference call con gli analisti per la presentazione dei risultati (non brillanti) del primo trimestre 2019. L’assicurazione Tesla arriverà sul mercato molto presto, forse già tra maggio e giugno, prima per la clientela statunitense e poi in un secondo momento in Europa e ovviamente anche in Italia.

UN’ASSICURAZIONE AUTO AD HOC PER I CLIENTI TESLA

L’idea del carismatico imprenditore di origini sudafricane non è poi tanto campata in aria. Si tratta di mettere a disposizione degli acquirenti di auto Tesla una sorta di pacchetto completo: acquisti (a peso d’oro) uno dei modelli in vendita e accedi parallelamente a una serie di servizi, tra cui un’assicurazione auto ad hoc per il tipo di vettura. Assicurazione che Musk, con quel pizzico di megalomania che lo ha sempre contraddistinto, ha già definito “la migliore disponibile sul mercato”.

IN ATTESA DEI DETTAGLI DELL’ASSICURAZIONE AUTO TESLA

Elon Musk non ha fornito ulteriori dettagli sull’assicurazione auto Tesla (coprirà solo responsabilità civile o anche le garanzie accessorie?). Ma è inutile sottolineare che il prodotto avrà maggiori probabilità di successo se riuscirà a garantire condizioni migliori per i clienti rispetto a una qualsiasi altra compagnia assicurativa.

OGGI ASSICURARE UN’AUTO TESLA COSTA DI PIÙ

Negli Stati Uniti, per esempio, assicurare un’auto Tesla costa mediamente di più rispetto agli altri veicoli. L’Insurance Institute for Highway Safety, infatti, ha recentemente inserito la Tesla Model S 4WD al primo posto nella classifica delle vetture più care da assicurare negli USA, con una media annuale di 1789,48 dollari. Il motivo di questo prezzo abnorme? Pare che i proprietari di modelli Tesla facciano richiesta di danni con una frequenza decisamente più alta del normale. Ciò nonostante la presenza del sistema di guida assistita Autopilot, che se usato nel modo corretto riduce al minimo le probabilità di sinistri dovuti a distrazioni del conducente. Senza contare che le Tesla sono più difficili da rubare (vista la connessione online costante del veicolo). E meno soggette ai danni per eventi atmosferici (grazie alla maggior resistenza del tetto in vetro rispetto alla normale lamiera).

L’ATTUALE OFFERTA INSUREMYTESLA

E in effetti Musk ha sempre contestato l’accanimento di alcune compagnie di assicurazione verso le auto Tesla, ritenendolo ingiustificato. Proprio per questo già nel 2016 aveva lanciato in tutto il mondo l’offerta InsureMyTesla, che in Italia si appoggia a Quixa, del gruppo Axa. L’obiettivo di questa iniziativa, offerta in partnership con compagnie assicurative locali, era (ed è ancora) soprattutto quello di agevolare i clienti nelle spese di riparazione e nell’acquisto di ricambi originali, che spesso hanno prezzi elevati.

ASSICURAZIONE AUTO TESLA: QUALI VANTAGGI?

Ora però sembra che sia giunto il momento di fare uno step successivo, creando una vera e propria impresa di assicurazione auto brandizzata Tesla. Senza più la necessità di stringere accordi con altre compagnie assicurative. Quali i vantaggi di un progetto del genere? Probabilmente un maggior controllo sulle tariffe (con l’obiettivo di abbassare ulteriormente il premio). E poi la possibilità di offrire pacchetti assicurativi personalizzati, cliente per cliente, sfruttando il monitoraggio continuo delle vetture con la connessione dati dedicata.

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Assicurazione auto: la qualità della casa influenza il costo con Street View

di Antonio Elia Migliozzi

Usare Google Maps per prevedere gli incidenti. È questa in sintesi l’idea di due ricercatori che hanno svolto un test pilota. Al centro un campione di 20.000 soggetti assicurati in Polonia tra il 2012 e il 2015. Secondo la ricerca le immagini scattate da Google alle case sarebbero una grande risorsa. Come un grande fratello l’intelligenza artificiale elabora centinaia di migliaia di dati in pochi istanti. Nasce così un modello predittivo capace di sapere quanto un driver è pericoloso al volante. Informazioni come età, classe sociale ed etnia hanno definito meglio il background dei soggetti campione. Vediamo come funziona il modello è perché molti temono una violazione della privacy.

QUESTIONE DI SICUREZZA

Gli incidenti stradali sono una delle principali cause di morte al mondo. Kinga Kita-Wojciechowska, dell’Università di Varsavia e Łukasz Kidziński dell’Università di Standford si sono messi al lavoro. Lo studio sottolinea l’importanza delle analisi del rischio ai fini assicurativi. Valutare la pericolosità dei driver è fondamentale. Sia per la stima dei costi sanitari, assicurativi ma anche infrastrutturali. La ricerca sfrutta l’intelligenza artificiale per elaborare i dati raccolti da Google Map. Il famoso sistema di mappatura ha in archivio centinaia di immagini non soltanto satellitari. Street View, infatti, ci permette ad esempio di vedere l’aspetto effettivo del luogo nel quale ci stiamo recando. I ricercatori sono sicuri che attraverso le immagini esterne delle case si possano prevedere gli incidenti. Sotto la lente di ingrandimento ben 20.000 indirizzi appartenenti a clienti di diverse compagnie assicurative.

RISCHIO CALCOLATO

Google Street View è già al centro di molte ricerche. Queste vanno dal controllo della criminalità alla pianificazione urbanistica per evitare il traffico. Ora le foto di Google permetteranno alle assicurazioni di prevedere l’affidabilità dei clienti. Insomma entrare nelle vite degli automobilisti per evitare alle assicurazioni rischi troppo grandi. Il tutto è possibile grazie alla AI e al Deep Learning. Ad oggi gli assicuratori raccolgono dati storici. Sono importanti le precedenti polizze e lo storico degli eventuali incidenti. In tutto il mondo sono considerati alcuni parametri standard. Età del conducente, le caratteristiche della sua auto, i precedenti incidenti e il luogo di residenza. Sappiamo che anche in Italia le polizze stipulate in alcune zone ritenute “a rischio” costano care.

OCCHIO DIGITALE

Gli assicuratori raccolgono informazioni sul cliente ma senza certezze. La ricerca contesta l’attenzione ai codici postali. E’ evidente come nella zona coperta dallo stesso cap vivono famiglie con un diverso tenore di vita. Va detto che lo studio incontra il tema della tutela della privacy. Applicazioni come Google Street View e Microsoft Bing Streetside raccolgono informazioni personali. Il tutto avviene quasi sempre senza il consenso degli interessati. Dati come età, condizione sociale, tipo e densità abitativa del quartiere sono stati ricavati da Google. Insomma un nuovo metodo nelle scienze sociali che corre in aiuto delle assicurazioni e forse anche degli assicurati.

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Nova Launcher 6.1 riceve la modalità scura in Google Discover, i badge numerici e altro

di Gerardo Orlandin

Nova Launcher ha appena ricevuto un nuovo aggiornamento che porta l'app alla versione 6.1 il quale aggiunge la modalità scura per il riquadro di Google Discover e punti numerici per i badge di notifica, che indicano il numero delle notifiche non lette per una determinata app, senza la necessità di TeslaUnread e altre novità.

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RC auto, tariffe IV trimestre 2018: Napoli ‘doppia’ Aosta

di Redazione

rc auto tariffe 2018

Tariffe RC auto leggermente in calo nel IV trimestre 2018, ma resistono le enormi discrepanze a livello geografico. Secondo il bollettino statistico Iper pubblicato dall’Ivass, negli ultimi tre mesi dell’anno passato gli automobilisti italiani hanno pagato un premio medio di 415 euro. Un dato leggermente inferiore sia al trimestre precedente (419 euro) che al medesimo trimestre del 2017 (417). Su base annua la differenza è risultata invece minima: -0,5%.

TARIFFE RC AUTO: DIFFERENZE ABISSALI TRA LE PROVINCE

Dopo anni di diminuzione delle tariffe RC auto, negli ultimi tempi stiamo invece assistendo a un trend di stabilizzazione dei prezzi. Del resto era impensabile che continuassero a scendere all’infinito. Le differenze tra regione e regione, anzi tra provincia e provincia, restano però sproporzionate. A Napoli, per esempio, si paga in media più del doppio di Aosta, come se le due città facessero parte di mondi differenti e non, almeno sulla carta, della stessa nazione. E pensare che qualche politico buontempone ogni tanto tira fuori la panzana della tariffa unica nazionale

L’ASSICURAZIONE AUTO MENO CARA È A ORISTANO

Diamo qualche numero. Il premio medio in Italia, abbiamo detto, è di 415 euro tutto compreso, ma il 50% degli assicurati paga meno di 372 euro. Dove? Specialmente nel centro-nord: a Oristano la RC auto costa appena 295,7 euro annui, nella citata Aosta poco più di 300, a Pordenone 310, a Belluno 326, a Gorizia 327, ad Asti 329, a Trento 330 e a Mantova 345, solo per fare qualche esempio. Ma ci sono isole felici anche nel meridione: Campobasso (310 euro), Enna (314), Potenza (325), Isernia (338), Agrigento (348) e altre ancora. Significa che in queste zone, a prescindere dalla distribuzione geografica, il rischio di sinistrosità è più basso che altrove.

PREMIO RC AUTO: NAPOLI CARISSIMA, MA A PRATO NON VA MEGLIO

C’è poi il rovescio della medaglia: a Napoli e provincia il costo medio dell’assicurazione RC auto ha toccato nel IV trimestre 2018 quota 618,5 euro, oltre 200 euro in più della media nazionale e più del doppio rispetto ad Aosta e Oristano. E non si tratta neppure di un problema circoscritto alla Campania o al sud Italia in generale, dato che al secondo posto nella classifica delle province più costose c’è la toscana Prato con 605,9. Si paga tanto pure a Caserta (532,7 euro), Pistoia (524,8), Massa-Carrara (521,7), Firenze (517,8), Reggio Calabria (496,3) e Crotone (493,1). E non si scherza nemmeno a Roma: 481,2 euro, ben più che a Milano (400,9).

GLI ASSICURATI UNDER 25 PAGANO IL 78% IN PIÙ

Ma se pensate che il peggio sia assicurare un’auto a Napoli vi sbagliate. Il peggio è assicurare un’auto a Napoli e avere meno di 25 anni. Infatti, sempre secondo i dati Ivass, il prezzo dei contratti stipulati dagli under 25 è particolarmente elevato: 740 euro, +78% rispetto alla media nazionale di 415. Il motivo è semplice: essendo neopatentati o comunque meno esperti alla guida, le assicurazioni li considerano clienti a rischio. E quindi a Napoli chi ha meno di 25 anni paga annualmente un premio pari a circa una volta e mezza quello medio della provincia: 950,3 euro. Sì, probabilmente (e togliamo pure il probabilmente) c’è qualcosa da rivedere nel calcolo delle tariffe RC auto.

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RC auto: una causa ogni 5 sinistri, l’indagine dell’Ivass

di Redazione

Rc auto cause

Meno cause in assoluto ma maggior incidenza di queste ultime sul totale dei sinistri. È il risultato un po’ controverso dell’indagine svolta dall’Ivass sul contenzioso assicurativo nel comparto RC auto e natanti nel periodo dal 2010 al 2017.

IL RAPPORTO IVASS SUI CONTENZIOSI CHE RIGUARDANO LA RC AUTO

L’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni ha rilevato infatti che al 31 dicembre 2017 le cause pendenti, civili e penali in ogni grado di giurisdizione, erano risultate 245.476, fortunatamente in calo del -0,75% rispetto al 2016 e del -19% sul 2010. Nonostante ciò l’incidenza delle cause sul totale dei sinistri per i quali è costituita una riserva ha fatto registrare un progressivo aumento, toccando la soglia di circa una causa ogni 5 sinistri (il 21,6%). Una proporzione, a pensarci bene, inaccettabilmente alta.

I TEMPI DI CHIUSURA DELLE CAUSE CIVILI SONO SEMPRE LUNGHI

Spulciando gli altri dati dell’Ivass abbiamo scoperto inoltre che il saldo tra cause civili promosse e cessate nel 2017 ha chiuso al negativo (-2.708). Comunque in deciso rallentamento in confronto al -13.040 del 2016. Tuttavia i tempi di costituzione e chiusura delle cause civili continuano a essere particolarmente lunghi. Ma questo, come sappiamo, è un problema generale della giustizia italiana.

LA MAGGIOR PARTE DELLE CAUSE SONO IN CAMPANIA

Domanda: quali sono le regioni in cui si intentano più cause nel comparto Rc auto? Il contenzioso civile di I grado, parliamo di oltre 230 mila cause in ambito nazionale, ha visto protagonista la Campania nel 37% dei casi, il Lazio nel 14,1% e la Lombardia nel 6,8%. La velocità di eliminazione del contenzioso, utile per capire quale frazione dei sinistri in causa sia stata pagata nell’anno, ha raggiunto quota 36% a livello nazionale.

NEL 53% DEI CASI SI ARRIVA A UNA TRANSAZIONE TRA LE PARTI

Solo il 18% delle cause di I grado si sono chiuse con esito favorevole alle compagnie assicurative, con un costo medio di 7.872 euro. Oltre la metà di queste cause riguardavano danni alla persona. Il 53% delle cause civili si sono invece chiuse ricorrendo a una transazione, di gran lunga lo strumento più utilizzato dalle parti per risolvere i contenziosi dell’assicurazione auto. In questo caso l’importo medio della transazione è stato di 10.047 euro. Le restanti cause, il 29%, hanno visto soccombere le imprese di assicurazione. E le cause penali? 2.405 a fine 2017, l’1% del totale. Si tratta di cause quasi esclusivamente per danni alla persona, un terzo delle quali risalenti a più di cinque anni fa.

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Arval apre il primo Store per il noleggio ai privati

di Redazione

Il rapporto degli italiani con l’auto sta cambiando: prima vista come un bene, oggi tra costi, oneri e “invecchiamento precoce” genera sempre più problemi di circolazione. Tutti argomenti a favore del noleggio, che inizia a prendere piede anche presso la clientela privata. Spingendo le società specializzate ad affiancare al classico “Rent a car” servizi a lungo termine anche per non-professionisti. Tra questi Arval, società francese controllata dal gruppo bancario BNP Paribas, che dopo aver introdotto la formula “all inclusive” per privati ha inaugurato, con i partner della società di distribuzione Intergea, il primo store dedicato a questa crescente tipologia di clienti.

AUTO NUOVA IN 48 ORE

L’Arval Store nasce a Torino, in Corso Rosselli 236. Per Arval Italia è il primo esperimento di un progetto che mira a diffondere questo tipo approccio al servizio anche in altre città. Il centro ha una superficie complessiva di 1.200 mq. All’interno è possibile valutare con l’aiuto dei consulenti le offerte in base alle proprie necessità, vedere dal vivo alcune delle vetture in promozione e pronta consegna e sottoscrivere il contratto. Una volta approvato, la consegna della vettura (con scelta di oltre 50 modelli selezionati tra quelli più richiesti sul mercato) è garantita entro 48 ore. A meno di richieste e ordini particolari “fuori catalogo”. Inoltre, si può far valutare il proprio usato e all’occorrenza, cederlo come anticipo sul costo del contratto.

ZERO PENSIERI

La caratteristica di base dell’offerta sta proprio nel sollevare il cliente da ogni pensiero. Il contratto ha una durata minima di 36 mesi e include nel canone fisso (con o senza anticipo) 100.000 km, bolli e interventi di manutenzione ordinaria e non, assistenza e soccorso stradale, assicurazione. Questa è di tipo mini-Kasko, con RCA, infortunio conducente, limitazione di responsabilità per incendio, furto e danni ulteriori con penalità. La copertura è valida per tutti i membri della famiglia. Come opzioni è possibile aggiungere il cambio gomme estive-invernali e la vettura sostitutiva. L’apertura dello Store si accompagna ad un rinnovato sito con una sezione specifica (www.arval.it/noleggio-lungo-termine-privati) per valutare le offerte in modo preliminare.

PIÙ SICUREZZA

I vantaggi del noleggio sono molteplici, iniziando dal valore aggiunto del “tutto incluso” che si traduce anche in una maggiore sicurezza. “Un fenomeno preoccupante è quello che vede sempre più italiani rinunciare ad assicurare l’auto” ha sottolineato il Direttore Generale di Arval Italia Grégoire Chové. “Quelle a noleggio sono sempre nuove, efficienti e assicurate”. Alberto di Tanno, AD di Intergea, ha inoltre ricordato che il noleggio mette al riparo anche da incertezze e problemi di circolazione come la “guerra ai Diesel”. Circostanze che rendono sempre più difficile la scelta dell’acquisto di un’auto nuova.

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Bici come scooter: casco, targa e assicurazione obbligatori in un ddl

di Donato D'Ambrosi

Se ne parla da anni di mettere la targa alle bici con lo scopo di contrastare il dilagante fenomeno dei furti di biciclette. E mentre in altri Paesi UE il casco è obbligatorio anche per chi va in bici, la proposta del senatore De Bertoldi (Fratelli d’Italia) vuole rendere obbligatoria anche l’assicurazione sulle bici. Una notizia che non risparmia colpi bassi a quegli utenti della strada che nella bici hanno ritrovato autonomia e mobilità. Ma cerchiamo di capire meglio le intenzioni dell’On. Andrea De Bertoldi che ha annunciato un disegno di legge  su casco, targa e assicurazione obbligatori per le biciclette normali e quelle elettriche.

LE BICI ELETTRICHE CON LA TARGA

La novità riguarderebbe una modifica del decreto legislativo 1992, n. 285 in materia di circolazione dei velocipedi nata dalla recente diffusione delle bici elettriche. Ma più in generale servirebbe a responsabilizzare i ciclisti tradizionali. Anche se poi bisognerebbe capire quali bici con batterie sarebbero oggetto di valutazione, se quelle a pedalata assistita (le più diffuse) o quelle a batterie più somiglianti a un monopattino elettrico che a una bicicletta. Se non altro perché i rischi paventati dall’Onorevole sulla sicurezza delle bici nascerebbero anche da una valutazione della guida contromano imprudente. E qui si va nella direzione opposta alla recente riforma del CdS in bozza che introduce proprio il controsenso ciclabile, ma solo in particolari strade.

CON L’ASSICURAZIONE CICLISTI PIU’ PRUDENTI

Secondo De Bertoldi, casco, assicurazione e targa obbligatori sulle biciclette avrebbero il duplice effetto di contrastare i furti e responsabilizzare i ciclisti. L’onorevole ricorda che i ciclisti, come utenti della strada sono assimilati come utenti più deboli ai pedoni. Tuttavia, non è raro che una guida poco prudente o attenta in città abbia creato incidenti sia verso i pedoni (situazione che vedrebbe il ciclista con colpa risarcire di tasca propria) sia verso altri mezzi. Ma l’interpretazione giuridica spesso vuole che sia il più grande (l’auto) a prestare più attenzione al più piccolo – debole (la bici o il pedone). Questa disparità provocherebbe ripercussioni in caso di incidente più svantaggiose per gli automobilisti: “Spesso gli automobilisti investono ciclisti che imboccano le strade contromano e si trovano automaticamente senza patente se la prognosi del ferito supera un certo numero di giorni” spiega Andrea De Bertoldi al Sole24Ore. “Un minimo di regolamentazione è nell’interesse di tutti”.

UN COLPO BASSO PER GLI ANZIANI IN BICI

La proposta del ddl De Bertoldi, come ci si poteva aspettare dall’idea di mettere le mani sul salvadanaio già vuoto degli italiani, ha diviso le opinioni e acceso le critiche. Intanto bisogna dire che, se lo scopo della targa è quello di contrastare i furti, esiste già il Registro Nazionale delle biciclette, dal costo anche irrisorio, ma forse non tutti lo sanno, compresa una buona parte della politica. Inoltre, non va sottovalutato il rischio di penalizzare quegli utenti che per motivi di età anagrafica o economici non hanno altri mezzi per muoversi se non la bici come alternativa al trasporto pubblico. Ben venga introdurre modifiche al CdS per la sicurezza di chi va in bici, come il casco obbligatorio sempre, purché non si trovi il modo di asfissiare anche uno dei pochi simboli di libertà rimasti fuori dalla stretta di tasse e imposte di registrazione. La soluzione ideale sta nel mezzo, cioè andare in bici rispettando le regole e gli altri.

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Come pulire e proteggere i cerchi dell’auto, ecco come fare con il detergente Lega No Gas by Fra-Ber

di redazione

Per pulire e proteggere i cerchi dell’auto Fra-Ber propone il detergente Lega No Gas, un prodotto assolutamente indispensabile da chi ama il proprio mezzo (auto, moto, camper, furgone o camion che sia) ed ha l’Hobby del “fai da te”. Lega No Gas by Fra-Ber è in grado di dare quello splendido tocco finale che talvolta si rivela necessario anche al termine di un lavaggio assolutamente perfetto e accurato.

Detergente Lega No Gas by Fra-Ber

Il detergente Lega No Gas by Fra-Ber è stato ideato dal Centro Ricerca e Sviluppo per andare incontro alle richieste di una clientela così attenta ed esigente, offrendo un pulicerchi capace di rimuovere velocemente – basta una semplice spruzzata – tutti i residui di sporco che vanno a depositarsi sui cerchi in Lega Leggera e verniciati, come gli ossidi metallici derivanti dalle pastiglie dei freni, il catrame, le incrostazioni saline, il grasso, ecc..

Detergente Lega No Gas by Fra-Ber

Il detergente Lega No Gas by Fra-Ber è un prodotto elaborato per garantire il massimo del risultato su qualsiasi modello di cerchio auto, moto, camper, furgone o camion sia esso in acciaio, in alluminio, in magnesio ma anche, naturalmente, sui semplici copricerchi in plastica. Il
detergente Lega No Gas by Fra-Ber agisce anche sullo sporco dei ferodi, delle pastiglie freno e, in generale, sulle incrostazioni più resistenti lasciando al termine una pellicola protettiva dalle caratteristiche antiossidanti.

Detergente Lega No Gas by Fra-Ber – Modo d’uso

Spruzzare il detergente Lega No Gas by Fra-Ber sulla superficie asciutta, lasciare agire per qualche secondo quindi usare un getto ad alta pressione oppure passare una spugna e poi risciacquare. Per le sue inimitabili qualità, Lega No Gas è utilizzato quotidianamente nelle concessionarie (auto, moto, etc) e negli autolavaggi. Il detergente Lega No Gas per auto, moto, camper, furgone o camion è disponibile in una confezione da 750 ml. corredata di diffusore a spruzzo ed è in vendita presso tutti i concessionari Fra-Ber e su Amazon (https://www.amazon.it/dp/B07F9VRLZR) al prezzo di Euro 6,80 (IVA compresa).

Info: Fra-ber Tel. 0363/905287 – info@fra-ber.it – www.fra-ber.it

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SicurAUTO.it e SicurMOTO.it iniziano un grande e nuovo progetto con Gazzetta.it

di Redazione

SicurAUTO.it e SicurMOTO.it si rifanno totalmente il look e annunciano ufficialmente la partnership con il progetto digitale Motori de “La Gazzetta dello Sport”. I due noti portali, riconosciuti non solo per l’informazione a 360 gradi su sicurezza, attualità, tecnica, manutenzione, crash test e tanto altro, sono adesso più moderni, facili da navigare e ricchi di contenuti.

LA PARTNERSHIP CON GAZZETTA.IT

Con notizie quotidiane sempre nuove, particolarmente orientate agli automobilisti, ai motociclisti e agli autoriparatori dell’aftermarket, SicurAUTO.it e SicurMOTO.it sono stati scelti dal gruppo RCS grazie alla loro verticalità e riconosciuta qualità. Risultati che permettono, in particolar modo a SicurAUTO.it, di raggiungere mensilmente oltre 500.000 utenti unici (fonte Google Analytics).

NUOVI PROGETTI SPECIALI E CONTENUTI WEB

Nei prossimi mesi altre novità verranno lanciate e nuovi progetti saranno svelati al grande pubblico. Progetti che si andranno ad affiancare al famoso #SicurEDU – progetto video unico in Italia – che permette ad automobilisti e autoriparatori di informarsi e conoscere più da vicino tutti i componenti più importanti per la manutenzione auto. Il progetto speciale #SicurEDU ha infatti già raggiunto oltre 3.000.000 di visualizzazioni sul canale Youtube di SicurAUTO.it (canale con 70.000 iscritti e più di 57 Mio di views).

IMPEGNO SFIDANTE E APPASIONATO CON I LETTORI

Siamo molto felici ed orgogliosi di far parte di questo nuovo e ambizioso progetto editoriale del Gruppo RCS – ha dichiarato Claudio Cangialosi, CEO e Direttore di SA & SMessere stati scelti per la nostra unicità conferma che la strada intrapresa, ormai quasi 20 anni fa, era quella giusta. Oggi siamo leader del nostro settore e siamo certi che questa nuova partnership rafforzerà il nostro posizionamento e arricchirà il nostro progetto editoriale“.

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Ecobonus ed Ecotassa 2019: quanto costa l’assicurazione?

di Antonio Elia Migliozzi

L’arrivo di Ecotassa ed Ecobonus ha non poco movimentato il mercato dell’auto in Italia. In una congiuntura non certo favorevole per il mondo automotive le novità normative rappresentano un’incognita per i consumatori. Ecco allora che un portale online stila la classifica per modello che mette in luce quali sono le motorizzazioni maggiormente favorite, o gravate, dai recenti provvedimenti. Nel dettaglio emergono anche dati geograficamente interessanti. Nelle grandi città come Roma e Milano le polizze assicurative si alleggeriscono se si sceglie una vettura ibrida. Dal prospetto elaborato emerge che la Kia Niro PHEV rappresenta il giusto compromesso tra vantaggio Ecobonus e sconto assicurativo. Vediamo i dettagli della ricerca.

CONTI ALLA MANO Una recente ricerca redatta dal portale SosTariffe ha voluto far luce sulla differenza tra i costi RC Auto relativi ai veicoli soggetti all’Ecobonus e quelli riguardanti le auto già colpite dall’Ecotassa. La dettagliata comparazione dei preventivi RC auto ha messo in luce i vantaggi delle auto ibride ed elettriche. Oltre al nuovo ecobonus emergono costi RC auto contenuti soprattutto se si scelgono polizze online. Optare per un’auto elettrificata è quindi vantaggioso, non solo per i ridotti costi di gestione; i risparmi per assicurare online le auto che beneficiano dell’ecobonus possono arrivare fino a 1.400 euro (Leggi la lista completa delle auto che hanno diritto all’Ecobonus). Come sappiamo la nuova normativa che introduce il sistema di premialità per elettriche e ibride tassando, al contempo, i modelli con emissioni di CO2 superiori a 160 grammi al km. Vediamo come la normativa influenza il mercato.

MODELLI A CONFRONTO La prima coppia di veicoli a confronto è composta dai crossover Fiat 500X, 2.0 MultiJet da 150CV, e dalla Mini Countryman Cooper SE, variante ibrida del popolare crossover. I due crossover, pur occupando lo stesso segmento di mercato, presentano un prezzo di listino decisamente differente, 29.000 euro per la 500X e 39.300 per la Mini. Mentre la 500X è soggetta all’ecotassa da 1.100 euro, la Mini beneficia dell’ecobonus per 2.500 euro se si rottama un usato Euro 4 o precedenti. Eppure il costo medio di una polizza RC Auto per i due modelli è simile; in media si spendono 1.099 euro per la Mini mentre per 500X 1.013. A Milano RC Auto più leggera per l’ibrida di Mini (729 Euro contro 746 Euro di 500X) ma a Roma che a Napoli scegliere il diesel è ancora la soluzione più conveniente. La seconda coppia vede testa a testa due SUV; da un lato la Jeep Compass in allestimento Business 2.0 MutiJet II e dall’altra la Kia Niro ibrida (Leggi le 10 auto green più vendute a gennaio 2019).

I VANTAGGI DELL’IBRIDO Dal canto loro Kia Niro e Jeep Compass presentano un prezzo di listino praticamente identico; 36.700 euro contro 36.900 euro. Eppure l’ecobonus premia la Niro sino a 2.500 euro la Compass centra l’ecotassa da 1.100 euro. La Kia Niro, infatti risulta anche, in media, più economica della Jeep Compass quanto all’assicurazione, 1.034 euro contro 1.059 euro. Sia a Milano che a Roma l’ibrido conviene ma la sopresa arriva a Napoli dove la situazione si ribalta completamente, favorendo la Compass per la quale si registra un’assicurazione RC Auto in media più economica di quasi 400 euro. Terza coppia e ultima coppia allo studio è formata da Tesla Model 3 in versione Dual Motor Long Range e Mercedes-AMG A35 4MATIC con motore turbo benzina da 306 CV. Model 3 può essere acquistata con l’ecobonus fino a 6 mila euro in caso di rottamazione di un usato mentre la Mercedes A35 deve fare i conti con l’ecotassa da 1.100 euro. Insomma ecotassa ed ecobonus assotigliano non poco la differenza di listino tra le due. A Milano e Roma, come anche a Napoli, assicurare un modello elettrico conviene. La Tesla Model 3 presenta un costo medio inferiore di circa 230 euro rispetto a quello della sportiva di casa Mercedes.

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Viber si aggiorna con la dark mode

di Alessio Sensi

Arriva anche per la versione Android dell’applicazione di messaggistica Viber un aggiornamento che introduce la possibilità di attivare la modalità scura su tutti i dispositivi.

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Continua a leggere Viber si aggiorna con la dark mode su Androidiani.Com


© Alessio Sensi for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Come pulire e proteggere l’auto, ecco come fare con il detergente 6for1 by Fra-Ber

di redazione

Per pulire e proteggere l’auto Fra-Ber propone il detergente 6for1 (6 prodotti in 1), un prodotto multiuso per pelle, stoffa e superfici dure. Il detergente 6for1 by Fra-ber è un prodotto davvero rivoluzionario ed è l’unico che riesce a svolgere sei diverse azioni contemporaneamente. Il 6for1 by Fra-ber deterge le superfici interne ed esterne, le ravviva senza ungerle, protegge contro i raggi UVA, elimina la polvere, smacchia i tessuti e profuma a lungo. Può essere utilizzato su stoffa, plastiche e superfici dure e, per alcune sue funzioni e caratteristiche, anche dai motociclisti.

Detergente 6for1 by Fra-Ber – Modo d’uso

Il detergente multiuso 6for1 by Fra-Ber va spruzzato in modo uniforme sulle superfici da una distanza di 15 cm circa. Successivamente il prodotto va steso con un panno. Se applicato sui tessuti, va ripassato con un panno umido mentre se è stato applicato sulla carrozzeria andrà steso fino all’asciugatura. 6for1 by Fra-Ber è in vendita presso i concessionari Fra-Ber e su Amazon. Il 6fo1 750 ml NO GAS by Fra-Ber è proposto al prezzo di € 7,99 (IVA compresa).

Info: Fra-ber Tel. 0363/905287 – info@fra-ber.it – www.fra-ber.it

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