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Ieri — 10 Dicembre 2018RSS feeds

Recensione Modhouse Argon MKIII, cuffie per intenditori al giusto prezzo

di Tom's Hardware

Nota sull’autore – Contributo dalla Community di Tom’s

Filippo Solari fa parte del Forum di Tom’s Hardware, conosciuto con il nickname di “filoippo97”. Studente di ingegneria elettronica all’Università di Genova, appassionato di audio, Hi-Fi e Signal Processing.

Modhouse è una piccola azienda statunitense composta da una sola persona, che svolge modifiche qualitative ed estetiche a una cuffia che negli anni si è confermata essere il paradiso del modder per la facilità con cui è personalizzabile e migliorabile soprattutto per quanto riguarda il sonoro, la Fostex T50RP MK III.

La cuffia che abbiamo provato per voi ha come base proprio la Fostex, ma un suono radicalmente diverso e migliorato grazie ad una serie di interventi su driver e telaio. Prende il nome di Argon MK III ed è venduta a un prezzo di partenza di 245 dollari, che possono salire fino a 375 includendo i vari optional disponibili.

Qualità costruttiva e materiali

La cuffia ricalca abbastanza fedelmente le linee della cuffia base – a differenza per esempio delle Mr.Speakers Alpha dog, riprogettate anche da un punto di vista estetico, ma son stati apportati miglioramenti netti in varie zone: i pad del nostro sample, che si possono selezionare tra un’ampia vasta di opzioni disponibili, sono prodotti dall’azienda ZMF, leader nella produzione di pad di lusso, e sono realizzati in pelle d’agnello. Sono disponibili anche in altre varianti, tra cui la pelle di toro e la finta pelle, decisamente un plus non da poco se si considera che le cuffie che adottano pelle vera sono molto rare, indipendentemente dalla fascia di prezzo. Questo particolare contribuisce ad alzare il livello qualitativo, nonostante il prezzo basso.

Si nota inoltre l’aggiunta di una banda in alcantara nella parte superiore, che aiuta a distribuire meglio il peso sulla testa. Per il telaio è stato impiegato alluminio, in modo da sostenere i padiglioni, e plastica di alta qualità per i padiglioni stessi, lavorata con un effetto metallo spazzolato. Ultima nota va ai cavi cuffia, ben tre di cui due con jack da 3,5mm (uno dei due prodotto dalla V moda) e uno da 6,35mm, lunghi rispettivamente 1.2, 2 e 3 metri. Fornita nella confezione anche un’elegante custodia di trasporto rigida con rivestimento interno in velluto.

Comodità

Montati i pad opzionali, scelta che consigliamo di fare in quanto vanno a incidere non solo sotto al punto di vista del comfort, ma anche per quanto riguarda l’acustica, la comodità è davvero ottima anche per chi porta occhiali: la cuffia non ha una pressione eccessiva e l’ampia superficie di appoggio dei morbidi pad contribuisce a rendere la calzata molto comoda anche per diverse ore. A differenza della finta pelle, la pelle vera non scalda eccessivamente ma tende a mantenere neutra la temperatura della zona a contatto, aumentando il comfort.

L’orecchio entra davvero bene all’interno del pad, molto ampio e profondo. Il peso, nella nostra configurazione, è di 423 grammi ma è distribuito in maniera tale da essere più comoda di moltissime cuffie che pesano solo due etti, e in generale può essere considerata leggera se si pensa che è una cuffia magneto-planare. Per quanto riguarda i cavi in dotazione, abbiamo preferito usare i più economici cavi Fostex rispetto al V moda, in quanto il posizionamento del connettore sul lato del padiglione, rende preferibile l’uso di connettori angolati a 90 gradi e non a 120 gradi. In questo modo si evita anche di aumentare lo spessore potendo inoltre sfruttare il meccanismo di blocco presente solo nei cavi originali.

Qualità audio

Grazie alle personalizzazioni, la qualità audio è notevolmente migliorata rispetto alla cuffia di partenza: può tranquillamente essere paragonata a cuffie nella fascia dei 500-600 euro. Tra le caratteristiche peculiari si notano sicuramente un basso in rilievo e con un grandissimo impatto, ma che non sporca il resto della gamma che rimane molto dettagliata e precisa. La resa non è troppo distante da quella di una HiFiman HE-560 in questa porzione di spettro, comunque superiore per dettaglio musicale, quindi con una certa linearità che si estende fino agli alti.

Il suono è dunque tendente al caldo, e degna di nota è la resa dello spazio che è estremamente ampio, tra i più ampi ottenibili al giorno d’oggi in cuffie di questo tipo. Ciò le rende davvero eccezionali anche per usi come il gaming o la visione di film, dal momento che pure la direttività dei suoni è estremamente curata. È un suono molto rilassante e divertente, con più bassi di qualsiasi altra cuffia che abbiamo mai provato ma resi davvero in modo pulito, con un’impressione molto realistica dello spostamento d’aria dovuto, per esempio, al colpo su una grancassa. L’isolamento fornito è buono considerando che è una semichiusa, permettendo un discreto abbattimento dei rumori esterni e viceversa una scarsa perdita della musica verso l’esterno, sebbene ovviamente non al pari di una cuffia totalmente chiusa o di una dotata di riduzione attiva dei rumori.

Portabilità e “pilotabilità”

Le Modhouse Argon MkIII sono delle cuffie che risaltano per la loro qualità audio nella fascia di prezzo in cui sono collocate, ma che necessitano di attenzioni per quanto riguarda il dispositivo a cui vengono collegate: ciò è dovuto alla scarsa sensibilità che rende necessario l’uso di un amplificatore anche abbastanza robusto; se non correttamente pilotate, si rischia infatti di avere una qualità molto bassa.

Consigliamo almeno 300mW RMS per canale sui 50 ohm, ma nel caso di abbinamenti con dispositivi di maggiore potenza, non potrete che ottenere ulteriori benefici. Nel caso di uso domestico, il consiglio va sul famoso combo Schiit Modi e Schiit Magni, mentre per un uso portatile l’ideale sarebbe il FiiO A5, sebbene le dimensioni e il design delle cuffie non siano esattamente quelli che uno vorrebbe definire portatili. Per dare un riferimento, usando un FiiO X3 MK III, non siamo riusciti ad ottenere volumi elevati nemmeno portando il volume al massimo, pertanto dubitiamo che qualsiasi scheda audio interna riesca a gestirle senza supporto da parte di un amplificatore esterno. Il nostro sistema di riferimento composto da un Teac UD-503 è stato invece in grado di gestirle in maniera più che adeguata.

Verdetto

Tolta la difficoltà di pilotaggio, le Modhouse Argon MkIII risultano essere cuffie estremamente versatili, che si adattano bene a scenari di uso in gioco ma anche per ascolto di musica con un altissimo livello qualitativo, quando propriamente alimentate superiore a quello ottenibile con una Sennheiser HD600 per esempio. Se si cerca una cuffia con un basso un poco in evidenza e se avete una sorgente di qualità, la Argon MK III risultano essere una delle migliori scelte per questa fascia di prezzo.

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Recensione Asus ROG Delta, cuffie gaming con audio 7.1 e USB C

di Vittorio Pipia

Asus ROG Delta rappresentano una novità assoluta nel panorama delle cuffie dedicate al gaming: sono le prime ad essere dotate di USB-C e del Quad-DAC ESS ES9218 ad alta risoluzione in grado di offrire il massimo delle prestazioni. Non manca l’illuminazione RGB e l’audio 7.1 gestibile via software, oltre a un’innovativa forma triangolare che dovrebbe in teoria aumentare il comfort. Il tutto viene proposto ad un prezzo alto, di poco superiore ai 200 euro, ma in parte giustificato dall’esclusività del prodotto.

Le abbiamo testate per circa un mese in vari contesti d’uso, dal gaming ovviamente, passando all’ascolto di musica, film e serie TV e siamo dunque pronti a raccontarvi tutto nella nostra recensione.

Materiali e design

Nella confezione vengono fornite le cuffie, un adattatore da USB-C a USB 2.0, il microfono e una doppia dotazione di padiglioni. Sono già montati i cuscinetti rivestiti in vera pelle con imbottitura in memory foam, mentre come seconda dotazione vengono forniti cuscinetti con rivestimento in tessuto. Entrambi risultano molto morbidi a contatto con la pelle, quelli in tessuto sono più profondi e in certi contesti potrebbero risultare più comodi. Abbiamo apprezzato di più i padiglioni in pelle, grazie al maggior isolamento acustico e soprattutto al fatto che non surriscaldino la zona attorno all’orecchio, in quanto si tratta di pelle naturale.

La costruzione è solida e robusta con l’archetto dall’anima in metallo, imbottito e rivestito in pelle, mentre il resto della scocca è in plastica di ottima qualità. I padiglioni possono ruotare di 90 gradi e sono orientabili sull’asse orizzontale, consentendo così un’ottima regolazione sulla propria testa.

Sulla cuffia sinistra c’è il jack per collegare il microfono, oltre a un pulsante che abilita o disabilità i LED nella parte esterna e uno slider per la regolazione del volume.

A proposito di LED, Asus ha caratterizzato le ROG Delta con un anello che corre lungo tutto il perimetro e con il logo dell’azienda e che proietta un’illuminazione RGB ciclica, controllabile via software.

Ergonomia

L’azienda taiwanese ha posto particolare cura nell’ingegnerizzazione di queste cuffie, per esempio inclinando i driver al suo interno di 12 gradi. È una scelta che permette non solo una percezione migliore del suono ma anche un comfort maggiore. I particolari cuscinetti a D seguono la forma dell’orecchio ed essendo molto grandi circondano il lobo auricolare senza problemi.

Con un peso di 387 grammi non sono leggerissime, ma si indossano tranquillamente per ore grazie all’ottima distribuzione del peso. Tuttavia, abbiamo notato che la forza di serraggio esercitata dall’archetto, soprattutto nei primi giorni di utilizzo, è molto elevata e potrebbe causare qualche fastidio. Sono stati necessari alcuni giorni di abitudine affinché l’archetto diventasse più morbido e confortevole, almeno nel nostro sample.

Il microfono è flessibile e si può facilmente direzionare verso la bocca per ottenere un audio più cristallino. Si può disattivare cliccando sulla ghiera del volume, oppure tramite il software.

Software

Asus ha creato per queste cuffie il software Armoury II, necessario per sfruttare alcune delle funzioni offerte. L’interfaccia grafica è molto pulita con un look quasi stealth e i menu si dividono in quattro voci: Headset, Macro, Sync e Stats.
Le impostazioni su Headset permettono di configurare in maniera molto fine tutte le impostazioni audio, tra cui l’ottimizzazione audio a seconda di ciò che viene riprodotto e l’equalizzazione. Si può scegliere tra vari profili preimpostati e che abbiamo trovato soddisfacenti, oppure andare a personalizzare a seconda dei propri gusti. È poi possibile attivare il Dolby 7.1 virtuale, che rende il suono, soprattutto nel caso di videogiochi e film, più immersivo e avvolgente.

Inoltre è possibile scegliere il riverbero, andare a definire alcuni parametri come il Bass Boost, la compressione o la chiarezza della voce e regolare anche il comportamento del microfono, con sensibilità e cancellazione del rumore.

Gli altri tre menu sono ben più semplici ma è di particolare interesse la possibilità di sincronizzare gli effetti di illuminazione tra le cuffie e altre periferiche Asus, se disponibili.

Peccato non aver dato all’utente la possibilità di gestire il Dolby tramite pulsanti dedicati direttamente in cuffia. Tale scelta delega al software le piene funzionalità, rendendo impossibile attivare l’effetto 7.1 direttamente dalle cuffie.

USB-C, finalmente!

Vale la pena dedicare un paragrafo a sé all’introduzione della USB-C. Se in altre periferiche, come tastiere e mouse, si tratta solo di un aggiornamento che non va di fatto a modificare l’esperienza d’uso, sulle cuffie invece rivoluziona di fatto le possibilità di utilizzo, considerando il mondo gaming.

A partire dal 2016 abbiamo visto sul mercato smartphone un progressivo abbandono del jack aux, in favore della sempre maggiore adozione di soluzioni wireless. Queste ultime però, soprattutto se collegate tramite Bluetooth, presentano alcuni limiti, in quanto possono portare alla presenza di lag o altri problemi dovuti a interferenze.

Grazie alla USB C, le ROG Delta si possono collegare anche allo smartphone

La soluzione più comune adottata fin’ora è quella di usare un adattatore da USB-C a jack Aux. Questa scelta in alcuni casi può essere scomoda.

Una cuffia dotata in maniera nativa di USB di tipo C può essere usata con qualsiasi smartphone dotato dello stesso ingresso, e la progressiva diffusione degli smartphone da gaming, come il ROG Phone, non fa altro che incoraggiare l’adozione di tale porta per le periferiche.

Connettore USB C

Sebbene Asus non sia la prima in assoluto ad adottare tale soluzione, è sicuramente la prima ad introdurla nell’ampio mercato delle periferiche da gaming.

Audio

I driver proprietari da 50mm Asus Essence, insieme alla camera stagna e al Quad DAC ESS ES9218, garantiscono una riproduzione audio di alto livello, pulita e gradevole in quasi tutte le situazioni. Sicuramente durante il gioco si apprezza l’enfasi e la pulizia delle frequenze basse, oltre all’ottimo volume che permette di avere una percezione sempre chiara di ciò che accade attorno a noi. L’audio 7.1 contribuisce a rendere l’esperienza di gioco più immersiva, con un maggiore dettaglio sulla direzionalità dei suoni. Anche con il normale uso in stereo tutti i dettagli sonori vengono comunque riprodotti in maniera fedele e accurata.

Durante l’uso con F1 2018, si sentono perfettamente lo stridere delle gomme in curva, il funzionamento del turbo, ma si rimane sorpresi quando, durante alcune perdite di aderenza, si avverte in maniera chiara il pattinamento delle ruote, permettendo così di precedere l’eventuale manovra di controsterzo. Anche la presenza degli avversari è ben udibile, ancora prima di guardare nello specchietto, consentendo così di chiudere la traiettoria per evitare un sorpasso.

Dotazione di doppi padiglioni in vera pelle e tessuto

Stessa cosa dicasi con l’uso su Assassin’s Creed Odyssey, dove è davvero un piacere sentire tutti i suoni ambientali che restituiscono in maniera precisa la distanza a cui si trovano obiettivi e nemici, oltre allo sferragliare delle armi durante gli scontri.

Durante l’ascolto musicale si rimane sorpresi in egual modo, con una scena sonora che comunque tende sempre a evidenziare i bassi rispetto alle altre frequenze, cosa comunque risolvibile grazie all’equalizzazione, mentre gli alti, soprattutto a volumi più alti, tendono a distorcere leggermente.

In generale però l’utilizzo è sempre piacevole, con un 7.1 virtuale ben riprodotto e che durante film e videogiochi rappresenta un buon valore aggiunto. Qualità audio che ovviamente non si perde se usate le cuffie con il cellulare, con la Nintendo switch o con altre console e portatili, in quanto tutti i componenti che rendono il risultato apprezzabile sono all’interno delle cuffie.

Ottimo il microfono. Si tratta di uno dei migliori microfoni mai provati su un paio di cuffie da gaming, con un audio pulito e soprattutto con una riproduzione della voce fedele e utilizzabile non solo per chiamate e chat, ma anche per eventuali registrazioni audio. Certo, un microfono dedicato farà sempre meglio, ma in questo caso il livello è davvero molto alto.

Verdetto

Le Asus ROG Delta rappresentano un prodotto senza pari nella loro fascia. Cuffie da gaming con surround 7.1 si, ma prodotto polivalente e innovativo grazie alla presenza della USB C che le rende al momento senza alcun vero rivale.

L’utilizzo con il PC è molto piacevole, ma non si discosta molto dall’esperienza fatta con le ROG Fusion 500 che abbiamo provato in precedenza, a parte un suono più pulito e un comfort leggermente migliore. La spesa in più è davvero giustificata per chi intende usare queste cuffie con più dispositivi. Se giocate non solo al PC, ma anche con lo smartphone, con la Switch, con le console, e state cercando un’unica cuffia in grado di funzionare bene e restituire un ottimo audio su ciascuno di questi dispositivi senza la necessità di usare un adattatore, questo è uno dei prodotti più soddisfacenti che possiate scegliere. Di certo il prezzo di 211 euro nel momento in cui scriviamo è molto alto, ma giustificato da un’esperienza d’uso di alto livello, dai materiali curati e dall’audio davvero piacevole.

Se state cercando un paio di cuffie stereo per giocare, sotto i 100 euro, le Turtle Beach Elite Atlas sono una delle migliori alternative al momento disponibili. Le trovate su amazon a 99,99 euro.

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Auricolari Bluetooth: i migliori da comprare

di Simone De Martinis
Ormai c’è poco da dire: gli auricolari Bluetooth sono il futuro dell’ascolto di musica in mobilità, e questo perché un apparecchio cablato è molto più scomodo da portare con sé rispetto a uno senza cavi. leggi di più...

Google promette un accoppiamento Bluetooth più veloce: le AirPods in salsa Android grazie a Fast Pair

di Lucia Massaro

Google sta aggiornando Fast Pair, la funzione in grado di velocizzare l’accoppiamento dei dispositivi tramite Bluetooth attraverso un solo click evitando quindi di eseguire tutta una serie di passaggi. L’update cerca di semplificare e accelerare ancor di più il pairing. In che modo?

In maniera simile alle AirPods di Apple. In pratica, sarà possibile abbinare contemporaneamente dispositivi Bluetooth compatibili che condividono lo stesso account Google. Per esempio, se volessimo configurare le nostre cuffie wireless, quest’ultime saranno collegate al nostro account e di conseguenza saranno automaticamente accoppiate a tutti i terminali (smartphone, tablet e laptop) che sono stati configurati con il nostro account.

La funzione è disponibile su tutti i dispositivi che hanno almeno la versione 6.0 o successive di Android. Mentre il supporto per Chromebook arriverà nel corso del 2019. Si tratta di un importante passo in avanti dato che le cuffie Bluetooth sembrano riscuotere sempre più successo ma presentano ancora il problema relativo alla condivisione con più dispositivi.

Tuttavia, gli accessori che hanno implementato il protocollo Fast Pair sono ancora rari ma il colosso di Mountain View sta lavorando con aziende come Jaybird, Anker e Bose per una maggiore diffusione. Chissà se le cuffie senza filo rappresentano davvero il futuro in questo campo. Staremo a vedere.

Google Pixel 2 XL con 128GB di memoria interna è disponibile su Amazon a 680 euro. Lo trovate a questo link. 

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Logitech interessata a comprare Plantronics? L’operazione è saltata

di Manolo De Agostini

Nelle scorse ore l’agenzia di stampa Reuters ha riportato l’esistenza di una trattiva tra Logitech e Plantronics, con la prima interessata ad acquistare Plantronics con un’operazione da oltre 2,2 miliardi di dollari. Logitech è la nota realtà svizzera attiva nel campo delle periferiche, tra cui le cuffie, mentre Plantronics è un’azienda statunitense che opera nel settore delle comunicazioni, sia con cuffie di ogni genere (anche gaming) che soluzioni professionali tramite la sussidiaria Polycom, acquisita nei mesi scorsi.

Il diffondersi della notizia, ribattuta prontamente da più media, ha portato Plantronics a rilasciare una nota stampa in cui non smentisce che tra le due aziende ci sia stata una “chiacchierata”, ma allo stesso tempo sottolinea che “non è più in trattativa con Logitech riguardo una potenziale fusione“.

“Logitech ha avvicinato Plantronics riguardo una potenza acquisizione e, coerentemente con i doveri fiduciari del consiglio di amministrazione, l’azienda ha avviato una discussione con Logitech. Quelle discussioni sono finite. Plantronics non commenterà ulteriormente su questo argomento”, si legge nella nota stampa.

“La nostra azienda, che combina Plantronics e Polycom, lavora instancabilmente per aiutare i clienti a comunicare, lavorare e giocare ovunque si trovino”, ha dichiarato Joe Burton, Presidente e CEO di Plantronics. “Siamo già leader del settore Unified Communications con un portfolio completo di soluzioni di comunicazione e collaborazione, e le nostre prospettive sono eccezionali“.

“Abbiamo fatto grandi progressi per preparare l’azienda alla prossima fase di crescita profittevole e siamo davvero ben posizionati per raggiungere con successo i nostri obiettivi strategici di lungo termine, come dimostrano i nostri solidi risultati del secondo trimestre 2019. […] Sono stato e rimango estremamente ottimista riguardo le opportunità che abbiamo di fronte a noi, e con la nostra strategia sono fiducioso che Plantronics creerà un significativo valore a lungo termine per gli azionisti”.

Non dovrebbe quindi esserci alcuna vendita nelle prossime ore come riportato da Reuters, anche se va detto che le fonti dell’agenzia parlavano di un’operazione che sarebbe anche potuta naufragare. A ogni modo, anche se la smentita sembra di quelle tombali, non sono da escludere potenziali sviluppi futuri per Plantronics, dato che la stessa Reuters riportava a inizio mese l’intenzione dell’azienda di mettersi sul mercato. Qualcosa che bolle in pentola c’è, o perlomeno c’è stato. Non è detto inoltre che Logitech non si ripresenti alla porta di Plantronics con “argomenti” più convincenti…

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Gli auricolari Xiaomi Mi True Wireless Earphones sono certificati da FCC

di Gerardo Orlandin

Un nuovo prodotto di Xiaomi ha ricevuto la certificazione presso la Federal Communications Commission (FCC) negli Stati Uniti. Si tratta degli auricolari Mi True Wireless Earphones, con un design simile agli AirPod wireless di Apple o alle Xiaomi Bluetooth Headphones Youth Editionche, le quali hanno inoltre ottenuto la certificazione Bluetooth.

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Cuffie True Wireless a confronto: Airpods vs PamuScroll vs TicPods Free (video)

di Alessandro Pentené

In occasione del Black Friday e delle festività natalizie, uno dei regali che può piacere a tutti e che sicuramente sarà oggetto di grande interesse sono le cuffie true wireless. Piccole, comode, tascabili, facili da usare e immediate nell’uso quotidiano. Per chi odia il filo, ma ama la musica, sono un must, e con tutti […]

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Roccat Renga Boost, un nuovo paio di cuffie per videogiocatori

di Marco Pedrani

Roccat ha annunciato una nuova versione delle cuffie Renga, rilasciate inizialmente nel 2016, chiamata Renga Boost. Il nuovo prodotto è un headset completamente nero ed è in grado di offrire un audio di alta qualità (secondo l’azienda) grazie a dei driver al neodimio da 50 mm che permettono di avere bassi potenti e profondi e alti non distorti.

Essendo un headset per videogiocatori, anche il comfort è un aspetto fondamentale. Le Renga Boost sono state pensate per lunghe sessioni di gioco, grazie ai padiglioni ventilati, una fascia avvolgente posizionata sull’arco e morbidi cuscinetti. Anche il peso, di soli 210 grammi (il 30% in meno rispetto ai competitor), le rende indossabili per diverse ore consecutive.

È presente poi un telecomando a filo con cui regolare velocemente il volume dell’audio e attivare o disattivare il microfono integrato. Le nuove Renga Boost sono già disponibili sul sito Roccat e i principali rivenditori a un prezzo consigliato di 59,99 euro. È possibile acquistarle anche su Amazon, dove però al momento costano 86 euro.

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Apple AirPods a soli 119€ con spedizione gratis

di Gaetano Abatemarco
Dopo avervi segnalato le migliori offerte Apple dedicate al Black Friday 2018, merito degli sconti eBay, ecco un’offerta che ci era sfuggita ma che prontamente vi segnaliamo adesso con questo articolo. Le Apple AirPods in vendita a leggi di più...

Cuffie Xiaomi: quali comprare

di Dionisio Ciccarese
Con il logo arancione e la scritta Mi è ormai possibile identificare prodotti economici, di ottima fattura e che lasciano proprio per questo una vasta gamma di utenti soddisfatta e incredula. Abituati a sentirne parlare leggi di più...

Belle le prime cuffie a marchio Dolby, ma varranno 600 dollari?

di Valerio Porcu

Dolby ha annunciato le Dolby Dimension, un paio di cuffie che segna il debutto di quest’azienda nel mondo dell’hardware – è infatti il primo prodotto che progettano e mettono in vendita. Si tratta di cuffie indirizzate al pubblico più esigente, che promettono una grande qualità audio, con un prezzo sostenuto.

Le Dolby Dimension sono cuffie Bluetooth 4.2, con driver da 40 mm e 15 ore di autonomia dichiarata. Integrano un DAC (Digita to Analogue Converter) e un processore Qualcomm Snapdragon, quindi tutto il sistema di elaborazione è all’interno delle cuffie stesse, senza un elemento esterno. Non manca la riduzione del rumore con modalità Trasparenza. Il sistema di ricarica è di quelli senza fili, e la relativa basetta è inclusa nella confezione.

La potenza dell’hardware e il software servono per generare un effetto spaziale, con una tecnica che Dolby (come altri) chiama Virtualizzazione. Serve per creare un effetto surround; lo abbiamo già visto su altre cuffie in commercio ma se viene da Dolby, che il surround l’ha inventato, è lecito aspettarsi qualcosa di più.

Sui padiglioni ci sono comandi touch e tasti fisici, ma le Dolby Dimension integrano anche accelerometro e giroscopio per tracciare i movimenti della testa. I sensori servono a migliorare l’effetto spaziale: se state guardando un film o giocando su un grande schermo e girate il capo, diciamo per guardare verso un angolo, le Dolby Dimension fanno sì che la percezione audio non ne risulti modificata – mantenendo l’origine del suono nello stesso “posto”. Si tratta quindi di generare un’esperienza multimediale più coinvolgente.

Purtroppo non è presente il formato Dolby Atmos. Secondo l’azienda però la virtualizzazione delle Dolby Dimension, insieme al machine learning fornito dal processore Qualcomm, ci si avvicinano molto. Sono quindi in grado di simulare un suono 5.1.2, regolandosi automaticamente in base al rumore esterno e il tipo di audio che state ascoltando.

Chi le ha già provate afferma che sono “tra le migliori cuffie che ho mai provato. E sono davvero eccezionali quando si guarda un contenuto con Dolby Atmos, come Daredevil su Netflix. Certo, non offrono il pieno suono 3D che si avrebbe da altoparlanti Atmos, ma ci si avvicina”. Un giudizio senz’altro generoso, ma dovremo aspettare ancora un po’ prima che le Dolby Dimension arrivino agli audiofili più esigenti, e che questi esprimano la propria valutazione.

Proveremo queste Dolby Dimension quanto prima, anche perché siamo davvero molto curiosi di scoprire le loro qualità. Dovremo attendere almeno un po’, visto che per ora le Dolby Dimension sono distribuite solo negli Stati Uniti. Il prezzo indicato è 600 dollari (più tasse), una cifra molto sostenuta in confronto ad altre cuffie in circolazione. Le Dimension d’altra parte promettono alcune caratteristiche uniche, e forse si avvicinano almeno un po’ ai modelli (più costosi) amati dagli audiofili più esigenti.

Se cercate un buon paio di cuffie wireless che non costino un occhio della testa, potete prendere in considerazione Sennheiser HD 4.50 Special Edition, che si trovano a circa 180 euro.

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Meno di 10€ per queste cuffie Bluetooth IPX7 sportive! [codice sconto]

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Recensione Turtle Beach Elite Atlas, cuffie gaming perfette per 100 euro

di Vittorio Pipia

Le Turtle Beach Elite Atlas sono le migliori cuffie da gaming stereo se avete un budget di 100 euro. Soluzioni costruttive all’avanguardia, audio pulito e preciso, ottimo microfono. C’è tutto quello che serve per avere un’esperienza di altissimo livello, sia mentre giocate sia nell’utilizzo quotidiano.

Un headset che sorprende a 360 gradi e addirittura personalizzabile, grazie alla parte esterna dei padiglioni facilmente sostituibile. Quella di serie in plastica lucida però cattura facilmente sporco e impronte.

Design e costruzione

Le Elite Atlas, così come dice l’azienda, sono cuffie pensate per i professionisti. In effetti a prenderle in mano non si può che rimanere soddisfatti delle soluzioni tecniche adottate per favorire non solo un comfort elevato, ma una solidità costruttiva che ha ben pochi rivali.

Tutto punta sull’immediatezza. L’archetto è costruito in alluminio, con il logo Turtle Beach impresso sulla parte superiore e alcune cavità che contribuiscono a ridurre il peso e a rendere il design più aggressivo. L’indossabilità è garantita dalla banda autoregolante in tessuto, che consente di avere una buona traspirabilità e distribuisce in maniera omogenea il peso sulla testa. A ciò si aggiunge la regolazione in ampiezza dei padiglioni, su due livelli. I padiglioni possono ruotare di 90 gradi, caratteristica che consente di ridurre l’ingombro quando li appoggiamo attorno al collo, oppure quando lasciamo le cuffie sulla scrivania, e sono anche basculanti adattandosi così in maniera perfetta alla nostra testa.

Il cuscinetto è realizzato con due materiali: pelle sintetica per la parte periferica, il cui pregio è quello di permettere un maggiore isolamento acustico passivo, mentre la parte a contatto con la pelle è in tessuto, che garantisce invece un’ottima traspirabilità evitando di surriscaldare la zona intorno all’orecchio, anche con un uso prolungato. È una soluzione talmente semplice e quasi banale, che viene da chiedersi come mai nessuno ci abbia pensato prima. Padiglioni che tra l’altro possono anche essere rimossi facilmente ed eventualmente sostituiti, grazie ad un aggancio magnetico comunque molto potente. La sensazione in mano è di assoluta robustezza e solidità.

Nella confezione sono inclusi anche il microfono removibile, il cavo con telecomando che permette di mutare il microfono e regolare il volume, anch’esso removibile, e un cavo che permette di sdoppiare l’ingresso cuffie da quello microfono, che serve per collegare le cuffie alle schede audio dei nostri PC.

Esteticamente sono piacevoli, non troppo aggressive e se si toglie il microfono si potrebbero facilmente scambiare per cuffie normali. Un approccio che apprezziamo e che permette di usare queste cuffie anche in uno studio o in altri luoghi pubblici.

Ergonomia

Le soluzioni costruttive adottate, permettono di avere sempre e in ogni momento un ottimo comfort. Stiamo ormai usando le cuffie da un paio di settimane per diverse ore al giorno, sia per lavoro sia per giocare. Non sono le cuffie più leggere in questo ambito. Il peso è infatti di 373 grammi, circa 80 grammi in più rispetto sia alle HyperX Cloud Alpha che alle Sennheiser GSP 300, le due più vicine rivali.

In entrambi i casi però, le Turtle Beach restituiscono un comfort migliore, sia nel breve che soprattutto nel lungo periodo, evitando di far surriscaldare la zona intorno alle orecchie e distribuendo il peso in maniera omogenea con una pressione mai eccessiva. I padiglioni inoltre sono visibilmente più grandi rispetto alle altre alternative e la schiuma interna offre la giusta rigidità e spessore, permettendo così di evitare alle orecchie di toccare i driver interni.

Dettaglio padiglioni in pelle e tessuto

C’è anche una piccola chicca per chi indossa gli occhiali. La parte alta del padiglione ha un piccolo incavo in grado di ospitare la struttura degli occhiali, cosa che aumenta ulteriormente il comfort. Non porto gli occhiali da vista, ma usando degli occhiali anti luce blu, l’effetto è ben percepibile rispetto a delle cuffie tradizionali.

Qualità audio e microfono

Le Elite Atlas sono dotate dei driver Nanoclear da 50 millimetri già presenti in altre cuffie di fascia alta dell’azienda, che riescono a riprodurre un audio eccellente per quanto riguarda non solo il gaming, ma l’esperienza di ascolto in generale, almeno su questa fascia di prezzo.

Durante i videogiochi si nota la cura di Turtle Beach nell’equalizzazione, che enfatizza passi, rumori di sottofondo, esplosioni, nei giochi in prima persona, mentre nei giochi di guida, tra cui F1 2018, si percepiscono in maniera chiara i suoni del motore, del turbo, l’entrata in azione dell’ERS e lo stridere delle gomme durante le perdite di aderenza. È sempre tutto molto bilanciato con una buona pressione sonora e una direzionalità che fa rimanere assolutamente soddisfatti. Abbiamo eseguito qualche prova diretta comparando le Elite Atlas con quelle che fino a questo momento erano le cuffie preferite sui 100 euro. Il suono delle Atlas risulta più rotondo, più gradevole e avvolgente, mentre quello delle Cloud Alpha tende ad avere dei bassi leggermente più arretrati e un’enfasi maggiore sugli alti.

Per meglio specificare, a parità di configurazione le HyperX Cloud Alpha risultano più piatte, mentre le Elite Atlas riescono ad avere quella marcia in più che riesce a fare la differenza. Questo non cambia la nostra valutazione delle HyperX Cloud Alpha, tutt’ora delle ottime cuffie, ma le Elite Atlas di Turtle Beach riescono ad andare un gradino oltre risultando nel complesso migliori.

Anche il microfono si comporta in maniera ottimale riuscendo a catturare non solo un volume più alto della nostra voce, ma tonalità più calde e dunque più piacevoli da ascoltare. Per avere un’idea delle reali prestazioni, vi invitiamo però a vedere la video-recensione che abbiamo pubblicato sul nostro canale Youtube.

Verdetto

Turtle Beach si è superata, offrendo un pacchetto di assoluto livello a un prezzo di 99,99 euro. Si tratta di ottime cuffie stereo che hanno tutto quello che soddisfano i punti principali che una cuffia da gaming deve avere: ottimo comfort, ottimo audio e ottimo microfono.

A ciò si aggiunge la possibilità di personalizzare il padiglione e un’estetica gradevole e discreta. Insomma, un paio di cuffie che riesce a distinguersi e fare la differenza in un settore che diventa, mese dopo mese, sempre più agguerrito basando tutto su funzionalità, ergonomia e semplicità d’uso.

Se stai cercando un paio di cuffie da Gaming completamente wireless da usare su PC e PS4, le Logitech G933 possono fare al caso tuo.

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Cooler Master MH751 e MH752, cuffie super leggere per il gaming con qualità HiFi

di Alessandro Crea

Cooler Master ha presentato in Italia le cuffie MH751 e MH752, parte di una nuova linea di prodotti audio over-ear dedicati a chi desidera dare sfogo alla propria passione, dai videogame, ai film e alla musica.

“Volevamo creare un auricolare con particolare attenzione alla qualità audio, alla qualità del microfono e al comfort. MH751 e MH752 sono il risultato di questa visione. Entrambe sono leggere e possono essere indossate per ore fornendo un suono ineguagliabile per tutti i tipi di utilizzo”, ha spiegato Bryant Nguyen, General Manager Periferiche di Cooler Master.

Le MH751 sono cuffie stereo con padiglioni in similpelle e foam ad alta densità, in grado di offrire un buon isolamento acustico ed abbastanza leggere da garantire un buon comfort durante le lunghe sessioni di gioco.

I driver al neodimio da 40 mm offrono un suono pieno e ben bilanciato, mentre la comunicazione in-game, aspetto decisivo per le battaglie in modalità multiplayer, è affidata ad un microfono rimovibile in grado di ridurre l’interferenza dei rumori esterni.

Il modello MH752 si distingue dal precedente per la possibilità di essere collegato via USB e supporta l’audio multicanale 7.1. Le cuffie sono anche abbinate a un telecomando remoto contraddistinto da un design minimale per gestire cuffie e riproduzione audio.

Gli utenti inoltre possono personalizzare ulteriormente le MH752 attraverso la suite software proprietaria, semplice e intuitiva, disponibile a questo indirizzo.

Entrambe le cuffie sono dotate di un cavo rimovibile con un sistema di blocco intelligente e di padiglioni auricolari con design girevole. All’interno della confezione infine è inclusa una custodia in velluto per il trasporto. Le cuffie Cooler Master MH751 ed MH752 saranno disponibili a partire dal prossimo mese di gennaio presso la rete ufficiale di distributori, rivenditori e shop online italiani di Cooler Master ad un prezzo rispettivamente pari a 91 e 80 euro.

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