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Crollo viadotto A6: i percorsi alternativi

di Raffaele Dambra

Crollo viadotto A6 percorsi alternativi

In seguito al crollo del viadotto A6 ‘Madonna del Monte’ poco dopo Savona in direzione Torino, la circolazione autostradale è stata ovviamente interrotta sia sulla tratta interessata dal sinistro (da Savona, bivio A6/A10, ad Altare) che sulla carreggiata opposta, in direzione sud, tra Millesimo e il medesimo bivio A6/A10. Quest’ultima, infatti, pur essendo stata solo sfiorata dalla frana che ha causato il crollo del viadotto, potrebbe aver subito comunque dei danni. E sarà dunque riaperta solo dopo averne constatato la perfetta staticità. Ne consegue che al momento il collegamento in autostrada tra il Ponente ligure e il Piemonte risulta interrotto con rischio isolamento per parecchi Comuni. Vediamo quindi se ci sono dei percorsi alternativi per ovviare al crollo del viadotto A6. Articolo aggiornato alle 23:00 del 24 novembre con le informazioni diramate da Viabilità Italia.

VIADOTTO A6 CROLLATO: COME RAGGIUNGERE LA VAL BORMIDA E IL PIEMONTE DA SAVONA E VICEVERSA?

Purtroppo anche gran parte delle strade provinciali della Val Bormida (ricordiamo che la A6 collega Savona a Torino, e viceversa, attraversando proprio la Val Bormida il cui centro più importante è Cairo Montenotte) sono chiuse a causa delle piogge torrenziali di questi ultimi giorni. Per cui riuscire ad attraversare la valle per raggiungere i due capoluoghi e i Comuni lungo il tracciato non è affatto semplice. Non a caso il governatore della Liguria Giovanni Toti, intervenuto in prefettura a Savona per fare il punto della situazione, ha dichiarato che, viste le numerose frane, la Val Bormida risulta accessibile solo con piccole strade locali di difficile raggiungibilità, raccomandando i cittadini di non mettersi in viaggio.

CROLLO VIADOTTO A6: PERCORSO ALTERNATIVO CON LA A26

Chi invece, nonostante il crollo del viadotto sulla A6, deve raggiungere necessariamente la Val Bormida e/o il Piemonte da Savona e viceversa può provare i seguenti percorsi alternativi, i primi due suggeriti dal portale locale ivg.it.
1) da Savona alla Val Bormida #1: tramite la A10 in direzione Genova giungere all’allacciamento con la A26 Genova-Gravellona Toce; prendere quest’ultima, uscire ad Alessandria sud e percorrere poi il tratto che da Acqui Terme scende verso il territorio valbormidese.
2) da Savona alla Val Bormida #2: da Albenga prendere la provinciale 453 per Pieve di Teco; proseguire fino ad Ormea; rientrare infine nel tratto di A6 all’altezza di Cuneo. Questo percorso è decisamente più lungo del  precedente.
3) da Savona/Ventimiglia a Torino e viceversa: percorrere la A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e immettersi sulla A21 Torino-Piacenza verso Torino. Percorso inverso da Torino in direzione Savona e Ventimiglia.
Vista però la tortuosità di tali alternative, se non ci sono grandi urgenze è meglio attendere il miglioramento del tempo (previsto già nelle prossime ore) e la riapertura di buona parte delle strade provinciali e statali.

PERCORSI ALTERNATIVI PER LE LUNGHE PERCORRENZE

Per coloro che sono in viaggio lungo la A10, da Imperia, diretti verso le regioni del Piemonte e della Lombardia: prendere la A26 Genova – Gravellona Toce a Genova a Voltri direzione Alessandria;

Per coloro che sono in viaggio lungo la A12 provenendo da La Spezia: prendere la A7 a Genova, o eventualmente la A26 a Genova Voltri e poi la A21 in direzione Torino;

E per coloro che da Torino sono diretti verso Savona: prendere la A21 in direzione Alessandria e poi la A26 in direzione Savona A10. Si segnala che l’uscita obbligatoria istituita sula A6 a Millesimo, non consente di arrivare a Savona attraverso la viabilità ordinaria a causa della chiusura della SP29;

Per chi proviene dalla dorsale tirrenica del centro-sud italia verso il Piemonte: prendere la A11 direzione Firenze, la A1 verso nord e successivamente la A21 verso Alessandria. Alternativamente si può prendere a La Spezia la A15 in direzione Parma, poi la A1 verso nord e successivamente la A21 sempre in direzione Alessandria. Percorso inverso (A21-A1-A11, ovvero A21-A1-A15-A12) per chi dal Piemonte deve raggiungere la dorsale tirrenica.

Per il traffico locale non si consiglia di percorrere le autostrade e di fruire, invece, della viabilità ordinaria, secondo le indicazioni delle Autorità locali. Si consiglia infine di evitare le aree limitrofe al crollo per non essere d’intralcio alle operazioni di soccorso.

ALTRA VIABILITÀ AUTOSTRADALE NELLA ZONA INTERESSATA DAL CROLLO

Sulla A10 si segnala la presenza di cantieri per il pieno ripristino della sede stradale interessata dagli smottamenti del 23 novembre. Tra gli interventi attualmente in corso da parte dei tecnici si segnala quello nel tratto compreso tra Varazze e Arenzano in direzione di Genova dove, a causa di due distinti smottamenti con detriti in carreggiata, si circola su una corsia in deviazione sulla opposta direzione per circa 8 km. Con previsione di ripristinare la circolazione su due delle tre corsie disponibili entro la giornata di lunedì 25 in cui si prevedono accodamenti.

Fino ad allora resteranno chiusi anche l’ingresso da Varazze per Genova, per cui si consiglia in alternativa l’entrata ad Arenzano; e l’uscita ad Arenzano provenendo da Savona con consiglio di uscire a Varazze e raggiungere Arenzano tramite la SS 1 Aurelia.

VIABILITÀ ORDINARIA NELLA ZONA INTERESSATA DAL CROLLO

La SS 1 Aurelia è chiusa in località Vado Ligure (GE) e in località Arenzano. È inoltre chiusa la SS 334 del Sassello in località Stella, il tutto a causa di frane. Anche la SP 29 è chiusa in località Montemoro (SV) dal km 147 al Km 149 causa frana.

NUMERI DA CHIAMARE PER INFORMARSI SU VIABILITÀ E POSSIBILI PERCORSI ALTERNATIVI

Call center viabilità Autostrada A6 Torino-Savona: tel. 011.97.13.182.
CCiSS – Viaggiare informati: tel. 1518
ANAS – Info viabilità: tel. 800.841.148.

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Viadotto su autostrada A6 Torino-Savona crolla per una frana

di Raffaele Dambra

Viadotto autostrada A6 Torino-Savona crolla

Tragedia sfiorata su un viadotto dell’autostrada A6 Torino-Savona crollato parzialmente a causa di una frana provocata dalle forti piogge. Il viadotto si trova nel tratto savonese dell’autostrada, in direzione Torino, all’altezza del km 122 in prossimità del comune di Altare, poco dopo l’innesto con la A10. Dalle prime ricostruzioni sembra che sia venuto giù un tratto di circa 30 metri. Sul posto stanno sono già intervenuti i vigili del fuoco per accertare l’eventuale coinvolgimento di veicoli e persone, ma per fortuna non si ha per il momento notizia di feriti o vittime. Ricordiamo che la società concessionaria della A6 Torino-Savona è l’Autostrada dei Fiori, controllata da SIAS del gruppo Gavio (N.B. foto in apertura di savonanews.it).

CROLLO VIADOTTO AUTOSTRADA A6 TORINO-SAVONA NEI PRESSI DI ALTARE

Per la seconda volta nel giro di un anno e tre mesi la Liguria è di nuovo suo malgrado protagonista di un evento drammatico che mette a nudo tutti i problemi infrastrutturali della regione. Ma a differenza della tragedia del Ponte Morandi a Genova, stavolta per lo meno non si devono contare dei morti (restiamo comunque in attesa di conferme ufficiali). Il crollo di una parte del viadotto sulla A6 in direzione Torino si è verificato precisamente nel tratto tra Savona e Altare, prima della galleria. Il cedimento ha interessato circa 30 metri di corsia ed è ben visibile a occhio nudo fin dalla collina della Madonna del Monte.

UNA FRANA RESPONSABILE DEL CROLLO DI UNA PARTE DEL VIADOTTO A SAVONA

Secondo una prima ricostruzione, come riferisce il quotidiano Repubblica, una frana si sarebbe staccata dal monte sovrastante l’autostrada e avrebbe travolto i piloni del viadotto, provocandone il crollo. Del resto negli ultimi giorni l’autostrada Savona-Torino e tutto il territorio circostante sono stati letteralmente flagellati da movimenti franosi legati alle forti piogge, che avevano già portato alla chiusura di alcuni punti della A6. Ovviamente dopo il crollo di parte del viadotto si è provveduto a interrompere la circolazione sia in direzione Torino nel tratto tra il bivio A6/A10 Savona e Altare; ma anche, a scopo precauzionale, sulla carreggiata opposta, in direzione Savona, tra Millesimo e il bivio A6/A10.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUL CROLLO DEL VIADOTTO DELLA A6

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si è recato in Prefettura per ricevere tutte le informazioni sul crollo del viadotto della A6 a Savona, e ha postato pochi minuti dopo un video su Facebook con il punto della situazione. “Dai primi accertamenti“, ha confermato il governatore, “Sembra che il crollo sia stato causato da una grandissima frana che si è staccata dal monte che fiancheggia il viadotto, partendo molte centinaia di metri più in alto. La frana ha travolto i pilastri del viadotto portando via 30 metri di campata di una carreggiata e si è fermata sotto i piloni dell’altra“. Dopo un successivo sopralluogo Toti ha dichiarato che sono giunte segnalazioni di un’auto in transito al momento del cedimento. Ma non è detto che siano segnalazioni certe. Comunque si stanno effettuando tutte le verifiche del caso scavando sotto una coltre di oltre due metri di fango.

[IN AGGIORNAMENTO]

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Ponte Genova: per il Gip, il crollo causato da ferro inesistente o “mobile”

di Donato D'Ambrosi

E’ ufficiale: il crollo del ponte Morandi è avvenuto per il cedimento dei ferri spaventosamente corrosi. Il Gip Nutini sulla base delle perizie tecniche degli ingegneri nominati dal tribunale ha desunto che l’ultimo intervento manutentivo risale a 25 anni fa. L’analisi dei pezzi di calcestruzzo crollato e delle parti del ponte non staccate ha chiuso il cerchio sulle cause che hanno provocato il cedimento.

FERRI CORROSI FINO AL 100%

Corrosione, assenza di interventi efficaci e difformità di realizzazione rispetto progetto dell’ingegnere Morandi sono gli indizi nelle mani del Gip Angela Nutini. Secondo la relazione dei periti, il 68% dei trefoli primari e l’85% di quelli più esterni, avevano una riduzione di sezione tra il 50% e il 100%. I trefoli sono in pratica funi d’acciaio composte da più cavi d’acciaio opportunamente intrecciate. Conseguenza probabile di un inefficace impedimento alle infiltrazioni, visto che dalle analisi di laboratorio il calcestruzzo era “inquinato” da sali e umidità.

CALCESTRUZZO UMIDO E DEGRADATO

Per la procura di Genova potrebbe essere determinante la perizia sul reperto che per primo avrebbe ceduto: l’ancoraggio dei tiranti sulle antenne lato sud. Secondo i periti i trefoli erano in “uno stato corrosivo di tipo generalizzato di lungo periodo, dovuto alla presenza di umidità di acqua e contemporanea presenza di elementi aggressivi come solfuri, derivanti dello zolfo, e cloruri“. L’esecuzione dei lavori originari poi è un’altra criticità emersa dalla relazione, con evidenti difformità di progetto che avrebbero contribuito al crollo.

IL COMMENTO DI AUTOSTRADE

L’imperfetta realizzazione delle guaine di cemento dei trefoli ne permetterebbe addirittura l’estrazione a mano. L’ossidazione rilevata anche nei trefoli secondari delle guaine è un fattore di causa effetto diretto sulla sicurezza della struttura, secondo la perizia. Ma ASPI non ci sta e sostiene che: “l’eventuale presenza di una percentuale ridottissima di trefoli corrosi fino al 100% non può in alcun modo aver avuto effetti sulla tenuta complessiva del Ponte.” E ancora “la relazione dei periti del GIP, nonostante evidenzi difetti costruttivi e condizioni di degrado compatibili con l’età dell’opera, viene letta in queste ore enfatizzando solo alcuni aspetti di degrado che non possono avere alcun nesso causale con il crollo del Ponte.

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Ponte Morandi: il video segretato che mostra la verità sul crollo

di Donato D'Ambrosi

A quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi a Genova, finalmente si può vedere la verità sul cedimento nel video inizialmente sequestrato dalla Guardia di Finanza. Il segretamento delle immagini riprese da un’azienda di materiale edile era stato disposto dalla Procura per non influenzare le indagini e le testimonianze delle persone interrogate. Le immagini scioccanti che mostra il video qui sotto contengono una serie di elementi analizzati da periti e inquirenti per ricostruire la dinamica del crollo.

LE RIPRESE SCOTTANTI PER LA MAGISTRATURA

Il video su cui la Procura di Genova ha disposto il “dissequestro” è l’unico che fin dalle prime ore successive al crollo del Ponte Morandi era stato ritenuto rilevante ai fini delle indagini. E’ questo il motivo noto che ha portato ha inserire tra le prove top secret le riprese del circuito di sorveglianza dell’azienda Ferrometal di Genova. Un annuncio poco gradito ai giornalisti e ai familiari delle vittime, i primi a reclamare la verità sul crollo per dovere di cronaca (i primi) e dare una motivazione al dolore delle perdite (i secondi).

IL SEQUESTRO DEL VIDEO

Il video ripreso dalle telecamere della Ferrometal era stato sequestrato dai militari della Guardi di Finanza su disposizione dei PM Walter Cotugno e Massimo Terrile. Un tentativo per limitare gli episodi di sciacallaggio mediatico ma soprattutto preservare il più possibile l’attendibilità dei testimoni. Qualcosa che, come era prevedibile, ha scatenato la carica dei complottisti e il web è stato inondato da video con ricostruzioni variamente credibili e fondate.

LO STRALLO SI SBRICIOLA E L’IMPALCATO COLLASSA

Il 1 luglio la Procura ha dato l’ok alla diffusione del video pubblicato dalla Guardia di Finanza. Nelle immagini terribili qui sopra si vede chiaramente la sequenza del crollo del Ponte Morandi. Il cedimento del pilone numero 9 segue in pochi istanti lo sgretolamento dello strallo (il tirante in cemento precompresso, invenzione dell’ingegnere Riccardo Morandi) soprastante l’impalcato. L’analisi del video porterà probabilmente a dare un valore anche alle raffiche di vento che si sono intensificate in quei terribili minuti. AI familiari delle 43 vittime probabilmente interessa poco sapere se sia colpa dell’impalcato, dello strallo o del sovraccarico. Probabilmente l’assurdo di un crollo del ponte che terrorizzava chi ci passava sotto o sopra non si cancellerà facilmente trovando un colpevole. Si può sperare solo che chi è demandato al collaudo, manutenzione e sorveglianza faccia il suo lavoro riportando alla mente le immagini terribili del crollo del Ponte Morandi per evitare altre tragedie.

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