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TCO Taxi Elettrici VS Diesel: i costi di gestione in 5 Paesi d’Europa

di Donato D'Ambrosi

Usare un’auto elettrica come Taxi al posto del diesel: ecco i costi di gestione e il TCO Taxi elettrici VS Diesel in uno studio europeo

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Viaggio in auto: i principali costi da calcolare

di Redazione

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Organizzare un viaggio in auto significa saper calcolare i principali costi. Ecco quali sono e come calcolare il costo di un viaggio in auto

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Enel X, nuove tariffe di ricarica a partire dal 1 giugno

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L'auto aziendale si può usare nei giorni festivi? Dipende dalla modalità di concessione e di utilizzo stabilità nel contratto

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Codice della Strada e confisca del veicolo: l’articolo 224-ter comma 6 è illegittimo

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Novità nel Codice della Strada circa la confisca del veicolo: per la Corte Costituzionale l’articolo 224-ter comma 6 è illegittimo, ecco le motivazioni

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NCC: illegittimo l’obbligo di rientro in sede dopo ogni corsa

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Importante sentenza della Corte Costituzionale a favore del servizio NCC: è illegittimo l’obbligo di rientrare in sede dopo ogni corsa. Esulta anche Uber

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Costi chilometrici auto elettriche 2020

di Donato D'Ambrosi

Agevolazioni acquisto auto ecologiche 2019 in Friuli e Trentino

Quanto costa guidare un’auto elettrica rispetto a un’auto a benzina o diesel? La risposta si trova nelle Tabelle dei costi chilometrici 2020 diffusi dal Touring Club Svizzero. Ecco quanto costa al km una delle 5 auto elettriche, a benzina o diesel più vendute a confronto.

COSTI CHILOMETRICI 2020 AUTO ELETTRICHE, BENZINA E DIESEL

Abbiamo già visto che l’usura della batteria di un’auto elettrica non dipende affatto dalla frequenza di utilizzo. Secondo i costi chilometrici 2020 del TCS, più si guida un’auto elettrica, maggiore è il risparmio sul  costo/km. L’indagine ha stimato per la prima volta i costi chilometrici totali delle auto a benzina e diesel a confronto con le auto elettriche più vendute in Svizzera. Una ricerca che a differenza dell’indagine di SicurAUTO.it sui costi di manutenzione di un’auto ibrida ed elettrica, tiene conto del costo di acquisto e di utilizzo delle auto incluse le ricariche e il carburante.

LE AUTO DELL’INDAGINE SUI COSTI AL CHILOMETRO

In Svizzera guidare un’auto del valore di 35 mila franchi (meno di 33 mila euro), che percorre 15 mila km/anno ha un costo chilometrico nel 2020 di 71 centesimi CHF (circa 66 centesimi di euro). Nell’indagine del TCS sono stati stimati i costi chilometrici delle Dacia Sandero, Ford Fiesta, Skoda Kodiaq, Toyota RAV4 Hybrid e Volkswagen Tiguan per i veicoli con almeno il motore endotermico benzina o gasolio. Tra le auto elettriche dell’indagine invece sono state messe a confronto Renault ZOE, BMW i3, Hyundai Kona, Tesla Model 3 e Tesla Model S. Per il calcolo dei costi il TCS ha considerato l’utilizzo per almeno di 10 anni in cui le auto potrebbero percorrere 75 mila, 100 mila o 300 mila km. Clicca sul grafico per vedere i risultati a tutta larghezza.

QUANTO COSTA GUIDARE UN’AUTO ELETTRICA PER 150 MILA KM

La ripartizione dei costi chilometrici auto 2020 tiene conto di tutte le componenti da considerare legate all’utilizzo di un’auto di proprietà. Tra i costi fissi (62%), pesano ammortamento (30%), rimessa (14%), assicurazione (11%) e varie (9%). Mentre tra i costi variabili (37%) ci sono carburante (14%), svalutazione (10%), riparazioni (8%) e pneumatici (6%). E’ eclatante il risultato dell’indagine che mostra come a parità di percorrenza chilometrica, i costi di utilizzo pesano molto più sulle auto “tradizionali” che sulle elettriche. Il divario cresce al crescere della percorrenza (maggiore a 300 mila km) dove la convenienza delle auto elettriche aumenta. “Ricaricare quasi sempre a domicilio durante la notte ha costi energetici molto bassi. Il conteggio dei costi per un periodo di 10 anni e un chilometraggio complessivo di 150’000 km indica un risparmio che può raggiungere anche i 20’000 franchi, rispetto ai costi di benzina o diesel” afferma il TCS. E la batteria delle auto elettriche? Guarda cosa resta a questa Renault ZOE dopo 340 mila km.

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Accise sui carburanti in Italia: quali sono e cosa finanziano

di Raffaele Dambra

Accise sui carburanti in Italia

Dopo il bollo auto un altro balzello che gli automobilisti italiani non sopportano per niente ed eliminerebbero anche… ieri è l’accisa sui carburanti per l’autotrazione. Un’imposta che tanti politici (buon ultimo Matteo Salvini) vorrebbero cancellare o quanto meno ridurre, ma che resiste da decenni a tutto e a tutti perché garantisce un gettito fondamentale per le casse dello Stato. E che nel corso del tempo è stata persino resa ‘strutturale’, quindi non legata a particolari eventi o circostanze. Vediamo perciò di saperne di più circa le accise sui carburanti in Italia, in particolare quali sono e cosa finanziano.

CHE COS’È L’ACCISA SUI CARBURANTI?

L’accisa è una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. La più diffusa è quella sul prezzo dei carburanti, presente a vari livelli in quasi tutto il mondo e in particolare nei Paesi non produttori. In Italia le accise sui carburanti (benzina, diesel, gpl e metano) sono state introdotte gradualmente fin dagli anni ‘30 del secolo scorso per fronteggiare economicamente improvvise emergenze dovute per lo più a disastri naturali ed eventi militari. Oggi se ne contano ben 19 di accise sui carburanti in Italia, ma in realtà questo conteggio non ha più molto senso perché nel 1995, quindi più di vent’anni fa, le varie accise sono state inglobate in un’unica imposta indifferenziata che finanzia il bilancio statale nel suo complesso (26 miliardi di euro nel 2017), senza alcun riferimento alle motivazioni originali. E nel 2013 questa misura è diventata pure strutturale.

QUANTO PESA L’ACCISA SUL COSTO FINALE DEI CARBURANTI

Nell’ultima rilevazione del MISE datata 4 novembre 2019 i prezzi nazionali (€/1.000 litri) della benzina, del gasolio e del gpl per l’autotrazione sono i seguenti:
Benzina: 1.572,41 euro di cui 728,40 (accisa), 283,55 (Iva) e 560,46 (netto);
Gasolio: 1.469,23 euro di cui 617,40 (accisa), 264,94 (Iva) e 586,89 (netto);
Gpl: 610,40 euro di cui 147,27 (accisa), 110,07 (Iva) e 353,06 (netto).
Ne consegue che l’accisa pesa quasi la metà sul costo finale di benzina e diesel (assai meno sul gpl), e aggiungendoci l’Iva al 22% il carico sale a oltre il 60%. Nell’Unione Europea solo l’Olanda e il Regno Unito hanno imposte indirette sui carburanti più alte dell’Italia, ma non solo: il nostro Paese è al quinto posto nella classifica delle nazioni dove il pieno risulta più caro, a pari merito con la Grecia (dati Global Petrol Prices del 2018).

ACCISE SUI CARBURANTI IN ITALIA: QUALI SONO E COSA FINANZIANO

Per mera curiosità vi riportiamo l’elenco delle 19 accise sui carburanti in Italia introdotte nel corso degli anni. La somma ammonta a circa 0,41 euro (per litro), a cui si deve aggiungere l’imposta di fabbricazione sui carburanti, che porta il totale finale dell’accisa a 0,7284 euro per la benzina e 0,6174 euro per il diesel. Ma, come abbiamo spiegato, l’elenco delle varie accise è ormai puramente indicativo, dato che dal 1995 l’imposta sul carburante è definita in modo unitario e il gettito che ne deriva non finanzia le casse statali in specifiche attività ma nel loro complesso, con una sola aliquota che non distingue tra le diverse componenti. Condizione che tra l’altro rende impossibile (o molto difficile) l’ipotesi di abolirne selettivamente alcune, a cominciare dall’ormai ‘mitologica’ accisa per la guerra d’Etiopia che nella realtà non esiste più. Ecco la lista delle 19 accise con le originarie motivazioni (da Wikipedia):
– Guerra d’Etiopia del 1935-1936: 1,90 lire (0,000981 euro);
– Crisi di Suez del 1956: 14 lire (0,00723 euro);
– Ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963: 10 lire (0,00516 euro);
– Ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966: 10 lire (0,00516 euro);
– la Ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968: 10 lire (0,00516 euro);
– Ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976: 99 lire (0,0511 euro);
– Ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980: 75 lire (0,0387 euro);
– Missione ONU durante la guerra del Libano del 1982: 205 lire (0,106 euro);
– Missione ONU durante la guerra in Bosnia del 1995: 22 lire (0,0114 euro);
– Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004: 0,02 euro;
– Acquisto di autobus ecologici nel 2005: 0,005 euro;
– Emergenza terremoto in Abruzzo del 2009: 0,0051 euro;
– Finanziamento alla cultura nel 2011: da 0,0071 a 0,0055 euro;
– Gestione immigrati dopo la crisi libica del 2011: 0,04 euro;
– Emergenza alluvione Liguria e Toscana del novembre 2011: 0,0089 euro;
– Decreto ‘Salva Italia’ del dicembre 2011: 0,082 euro (0,113 sul diesel);
– Emergenza terremoti dell’Emilia del 2012: 0,024 euro;
– Finanziamento del ‘Bonus gestori’ e riduzione delle tasse ai terremotati dell’Abruzzo: 0,005 euro;
– Spese del ‘decreto Fare’ del 2014: 0,0024 euro.

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Quanto costa mantenere l’auto: i costi auto per regione 2019

di Donato D'Ambrosi

I costi auto fissi sono la spesa maggiore per mantenere un’auto in Italia che nel 2019 sono aumentati di circa il 6%. Vale a dire che in media ogni automobilista ha speso 99 euro in più per mantenere la sua auto. Il report dei costi auto per regione conferma l’assicurazione e il carburante tra i costi auto più pesanti. La Campania in questo è la regione più costosa dove mantenere un’auto, mentre il Molise è in testa con i costi auto più bassi nel 2019.

LE VOCI DI COSTO AUTO PIU’ INFLUENTI IN ITALIA

L’altalena dei costi auto in Italia nel 2019 vede nuovamente la Campania il luogo dove mantenere un’auto richiede oltre 2 mila euro ogni anno. L’indagine condotta da un noto comparatore di preventivi online ha pesato il costo di assicurazione, carburante, il bollo e la revisione auto (biennale). Se si considerano singolarmente le voci di conto auto più influenti, nel 2019 il carburante pesa di più sulla spesa degli italiani (oltre 891 euro/anno). Al secondo posto c’è l’assicurazione RCA obbligatoria, che ha un costo medio di 573 euro /anno. Al terzo posto invece ci sono bollo e revisione auto, che complice anche il superbollo, si limita in media a 149 euro/anno.

DOVE MANTENERE L’AUTO COSTA MENO NEL 2019  

Il cumulo della spesa annuale per mantenere un’auto richiede almeno 1600 euro, necessari a coprire tutti i costi fissi e variabili. Dall’indagine emerge però che la spesa auto è aumentata rispetto al 2018 in quasi tutte le regioni tranne che in Molise, Umbria, Veneto, Campania e Trentino Alto Adige. Pure essendo la regione più cara, in Campania i costi auto sono diminuiti del 2% (da 2155 a 2112 euro). La Campania è l’unica regione dove il costo dell’assicurazione supera mille euro ed è anche il costo maggiore del carburante.

LE REGIONI CON I COSTI AUTO IN AUMENTO

Tra le regioni dove invece i costi auto sono aumentati tra il 2018 e il 2019, il Friuli Venezia Giulia è in testa (+35% e spesa media di oltre 1500 euro). Aumenti massicci anche al sud, dove in Puglia si è passati da una spesa di 1500 euro ad oltre 1800 euro, smentendo così il mito che le regioni meridionali sono quelle più care. L’assicurazione infatti è aumentata anche in Valle d’Aosta e costa quasi quanto in Friuli (414 euro/anno). Clicca sull’immagine in alto per vedere in dettaglio e a tutta larghezza i costi auto 2019.

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Costi auto in Europa 2019: i prezzi per mantenerla in 18 Paesi

di Donato D'Ambrosi

I costi auto in Europa cambiano molto in base all’alimentazione. Mantenere un’auto comporta una spesa che tiene conto di tanti fattori. Visto che le auto elettriche si stanno diffondendo sempre di più ti sarai sicuramente chiesto quanto costa possedere un’auto benzina o diesel nel 2019. A questa domanda risponde il Car Cost Index di una nota società di leasing con i costi 2019 in Europa per possedere un’auto elettrica, benzina e diesel divisi per Paese.

L’INDAGINE SUI COSTI AUTO 2019 IN EUROPA

Il Car Cost Index di LeasePlan stima qual è la spesa media in Europa per mantenere un’auto. L’indagine si basa sul costo di guida di un’auto di dimensioni medie (segmento C) per i primi 3 anni. L’indagine tiene conto dei costi operativi (quindi non manutenzioni straordinarie) con una guida di 20 mila km l’anno. Se hai letto la nostra indagine sulla manutenzione di un’auto elettrica e ibrida, saprai quanto cambiano i costi tra un’auto tradizionale e una a batterie. Ecco perché anche l’indagine sul TCO (Total Cost of Owneship) distingue i fattori di costo tra auto benzina – diesel e auto elettriche.

AUTO ELETTRICHE E TRADIZIONALI, COME CAMBIANO I COSTI

Le voci di costo più influenti sulle auto tradizionali (ICE – Internal Combustion Engine) sono il deprezzamento e le tasse, pari al 36% dei costi. Lo stesso vale anche per le auto elettriche che però subiscono un deprezzamento maggiore (52%), anche se poi recuperano su imposte, manutenzione e assicurazione. Il costo medio per possedere un’auto tradizionale in Europa invece tiene conto di:

– Deprezzamento (36%)
– Imposte (20%)
– Carburante (18%)
– Assicurazione (13%)
– Manutenzione (9%)
– Interessi (5%)

QUANTO COSTA MANTENERE UN’AUTO BENZINA, DIESEL ED ELETTRICA

In Europa il costo mensile per possedere e guidare un’auto nel 2019 è più basso in Grecia, a prescindere se l’auto è elettrica (659 euro), benzina (445 euro) o diesel (410 euro). In media in Europa si spendono per un’auto 854 euro (se elettrica), 594 euro (benzina) e 613 euro (diesel). L’aspetto più significativo dei dati dell’indagine è vedere come in Polonia sia più costoso possedere un’auto elettrica (995 euro al mese). Le auto a benzina hanno un costo mensile maggiore invece in Norvegia (851 euro). L’Olanda è invece in cui le auto diesel costano più di tutti i 18 Paesi d’Europa considerati: ben 937 euro al mese. Clicca sull’immagine qui sopra per vedere a tutta larghezza i costi 2019 per mantenere un’auto in Europa.

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