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Auto smart: i rischi sottovalutati mettono in pericolo la privacy

di Redazione

Anche le auto hanno iniziato a far parte del mondo degli oggetti tecnologici e connessi ad internet. Le auto smart trasmettono i nostri dati di navigazione (e anche personali) a dei server dei Costruttori. Tutti i dati trasmessi a dei server, che siano dati personali, posizione, o altro, possono essere intercettati o venduti a terze parti. E’ ciò che ci hanno insegnato gli scandali che hanno coinvolto anche grandi aziende di telecomunicazione. Naturalmente bisogna sempre  conoscere e comprendere i pericoli derivanti da un mondo iperconnesso che ha le sue contromisure per tutelare la privacy.

MACCHINE CHE SPIANO?

Si sono registrati casi di compagnie di auto a noleggio come Hertz che installavano sulle proprie auto spyware e tracciamenti di dati per registrare informazioni sui clienti a loro insaputa. Hertz ha negato di aver acceso questi dispositivi, ma il semplice fatto che questi sistemi fossero installati sulle auto all’insaputa dei guidatori dovrebbe far pensare. Il caso è diverso quando si acquista un’auto smart: siamo consapevoli della possibilità che tutti i nostri dati vengano rilevati,  trasmessi e custoditi dai server aziendali. Anche i sistemi OBD registrano dati che possono essere poi facilmente rintracciabili. Come abbiamo già visto, inoltre, anche il tipo di banda usata per la trasmissione dei dati può essere un rischio: un sovraffollamento nella rete, un ritardo nella trasmissione (la latenza) dei dati, o qualche interferenza possono causare seri problemi ai possessori – e alle case produttrici – di smart cars.

I DATI CONNESSI COME MONETA DI SCAMBIO

Come spesso avviene però l’utente medio non può accedere a tutte le informazioni e le policy che riguardano questi meccanismi. Se non siamo preoccupati che una telecamera ci osservi o che un software registri tutti i nostri movimenti allora non dovete sottostare a nessuna precauzione. Ma se invece temete che la vostra privacy venga violata attraverso questa connessione allora è bene far sentire la propria voce.

LA PRIVACY DA TUTELARE

Come dice Harold Li, vice presidente di una delle compagnie di cybersecurity e reti VPN più affidabili al mondo: “le violazioni di sicurezza, attraggono moltissimo l’attenzione ma non molti cambiano poi le loro abitudini. Questo perché la maggior parte delle persone non percepisce questi incidenti come qualcosa che li colpisce direttamente e non sanno che azioni possono compiere per proteggersi”. Certo, la soluzione non è acquistare una vecchia auto senza connessione ma informarsi e capire che software sono installati sulla propria auto, come possiamo controllarli e che diritti abbiamo. Se l’evoluzione tecnologica continua in questo senso – dunque con sistemi sempre più interconnessi – le grandi aziende saranno obbligate a fare un passo avanti e ad adottare policy più trasparenti rispetto alla conservazione dei dati personali degli utenti.

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I 5 migliori sistemi infotainment del 2019

di Donato D'Ambrosi

Il sistema d’infotainment è diventato più che un optional da scegliere con attenzione. Tutte le auto sempre più connesse hanno un sistema di connettività e intrattenimento avanzato. Ma qual è l’infotainment più evoluto e sicuro? Da un sondaggio di ConsumerReport possiamo dirvi quali sono i 5 migliori sistemi infotainment e perché secondo gli utilizzatori.

INFOTAINMENT E GUIDA AUTONOMA

Oggi i sistemi d’infotainment sono una porta per ottenere informazioni utili in tempo reale senza distrarsi con il cellulare. Qualcosa più del semplice intrattenimento che permetteva l’autoradio fino a 10 anni fa. I sistemi infotainment attuali possono già contribuire a salvare la vita dei passeggeri in caso di incidente (tramite ecall). Se pensate che già oggi impediscono al conducente di distrarsi, se usati correttamente, con la diffusione della guida autonoma, i sistemi infotainment saranno centrali. Tra le caratteristiche sicure della guida autonoma, infatti, le attività che può fare il guidatore quando non guida devono passare per il sistema d’ infotainment. Solo così il computer di bordo avrà la certezza di poter richiamare l’attenzione del conducente in caso di Relevant System Failure. Leggi qui i 17 termini che spiegano come funziona la guida autonoma. Ma quali sono i sistemi d’infotainment più ergonomici, sicuri ed efficaci già in circolazione. Ecco la classifica di CR.

1.TESLA IVI

Il sistema infotainment IVI di Tesla riceve il punteggio più alto (86% di gradimento). E’ molto più di un sistema d’infotainment, anche perché il monitor da 15 pollici sostituisce praticamente tutti i tasti fisici tradizionali. E’ forse un po’ il limite maggiore finché non ci si abitua a navigare tra i vari menù che controllano le varie funzioni dell’auto. Sicuramente non è per nulla consigliabile smanettare al display della Tesla durante la guida, ecco perché sono in dotazione dei comandi vocali ben riusciti per non distrarsi.

2.BMW IDRIVE

Il sistema infotainment iDrive di BMW ottiene un punteggio migliore per chiamate e audio, meno per la navigazione. Complessivamente comunque raggiunge un indice di gradimento dell’80% con Gesture Control. Tra le caratteristiche preferite dagli utilizzatori c’è l’Intelligent Personal Assistant che riconosce il conducente automaticamente e le preferenze sulla posizione di guida, il clima e altre impostazioni frequenti.

3.GENESIS DISPLAY

Il sistema infotainment di Genesis (brand di lusso di Hyundai) è apprezzato (indice di gradimento totale 75%), in particolare per le performance audio. Meno per le chiamate e per la navigazione. Non si può paragonare al monitor della Tesla, ma proprio per questo è tra i migliori infotainment. Il giudizio migliore si basa sul fatto che “l’infotainment Genesis non dà troppe informazioni insieme e non è invadente”, quindi non c’è rischio di distrarsi.

4.FORD SYNC3

Il sistema infotainment di Ford ha una buona valutazione media, anche se non eccelle in audio, chiamate o navigazione secondo gli utilizzatori di CR. Il punteggio complessivo è di 72%. Tra i migliori sistemi infotainment il Ford Sync 3 combina lo schermo da 8 pollici ai tasti fisici. Ma il controllo delle funzioni di connettività può avvenire anche tramite comandi vocali per specifiche funzioni o farsi leggere un messaggio ricevuto.

5.FCA UCONNECT4

Il sistema infotainment di Fiat-Chrysler è mediamente un buon sistema infotainment (72% di gradimento) anche se non brilla per particolari caratteristiche. Anche in questo caso si rifà ricorso ai tasti fisici abbinati al display, preferiti rispetto ai comandi touch screen di altri sistemi. Un altro punti a favore dell’infotainment Uconnect4, oltre alla migliore fluidità di funzionamento sono i display da 7 a 12 pollici in base al modello.

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Daimler annuncia la prima fabbrica connessa in 5G

di Antonio Elia Migliozzi

Mercedes-Benz porterà la connessione 5G nella sua catena di montaggio. Il costruttore tedesco ha annunciato sviluppi specifici per il suo piano di potenziamento dei processi interni. Mercedes-Benz vuole introdurre la prima rete 5G all’interno di una catena di produzione del settore auto. L’idea è quella di semplificare lo scambio dati aprendo ad un nuovo modello di organizzazione. Il progetto partirà nel 2020 dalle linee di produzione di due modelli molto importanti per il brand. Parliamo dell’ammiraglia Classe S e del SUV elettrico EQC. Nel frattempo Mercedes-Benz lavorerà con il fornitore Ericsson per realizzare cablaggi interni e centraline necessarie alla rete 5G. Vediamo i dettagli del piano per l’industria 4.0 che include la connettività aziendale.

FABBRICA 5G

Come sappiamo molte case automobilistiche sono interessate alla tecnologia 5G. Nei piani c’è, non solo l’introduzione su strada di questa connettività, ma anche l’uso della stessa nel processo di produzione. Audi, ad esempio, ha già svolto dei test sulla rete 5G applicata alla produzione anche in ambienti di laboratorio. Mercedes-Benz è decisa a fare le cose in grande. L’azienda vuole usare la connessione dati veloce 5G all’interno di uno stabilimento che si estende su un’area di oltre 20.000 mq. Insomma dimensioni decisamente importanti che la renderanno una tra le più grandi applicazioni a livello globale della rete 5G. Jörg Burzer, del Management di Mercedes-Benz. “Non stiamo solo costruendo auto intelligenti ma stiamo anche realizzando la prima rete mobile 5G al mondo in una fabbrica”. Mercedes-Benz scommette senza mezzi termini sulla rete veloce per aumentare la sua efficienza in futuro.

IL PIANO

Il progetto pilota di Mercedes-Benz coinvolge partner di grande esperienza. Al fianco del brand ci sarà Telefónica Deutschland insieme al fornitore Ericsson. Successivamente all’istallazione dei sistemi sarà la stessa Mercedes-Benz ad assumere il controllo operativo dell’infrastruttura. L’operatività della rete 5G in fabbrica è prevista per il 2020. Per accelerare il processo di trasformazione i sistemi 5G saranno istallati come un’estensione dell’impianto di comunicazione già esistente. Mercedes-Benz ha scelto di piazzare il 5G all’interno della catena che ospiterà l’assemblaggio della nuova ammiraglia Classe S e del SUV elettrico EQC. L’azienda prevede che il nuovo 5G svolga un ruolo importante nell’aumentare la connettività dei macchinari impegnati nella produzione di auto. I vantaggi del 5G sono l’alta velocità di trasmissione dei dati, la latenza estremamente bassa e l’alta affidabilità. Insomma profili in linea con l’industria 4.0 che mira alla semplicità e all’efficienza dei processi.

I VANTAGGI

Mercedes-Benz ritiene che avere una propria infrastruttura 5G costituirà un vantaggio importante. In questo modo si stringerà il collegamento tra harware e software a lavoro sulla catena di montaggio. Grazie ad una propria rete separata, tutti i processi potranno essere ottimizzati e adattati in tempi brevi. Un ulteriore vantaggio dell’utilizzo di una rete locale 5G è che i dati sensibili legati alla produzione sensibili non devono essere resi disponibili a terze parti. Mercedes-Benz precisa che ci sono vantaggi anche nel controllo delle macchine e delle apparecchiature tramite una rete chiusa che opera a breve distanza. Secondo l’azienda, gli impianti di assemblaggio e i macchinari per la movimentazione dei materiali saranno collegati con diverse antenne a microcelle 5G. Tutte le celle risponderanno ad un sistema di controllo centrale anche lui controllato esclusivamente da Mercedes-Benz.

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Auto connesse e C-V2X: 4 esempi concreti nella guida di tutti i giorni

di Redazione

Le auto connesse arriveranno molto presto, e qui abbiamo parlato delle trasformazioni che porteranno prima delle elettriche e ibride. Ma nel concreto cosa può fare un’auto connessa dotata di tecnologie C-V2X? A Berlino si sono riunite le principali aziende dell’IT e Costruttori di auto con l’associazione 5GAA per darne una dimostrazione concreta. Ecco cosa possono fare realmente le auto connesse già pronte per il mercato e quali vantaggi per sicurezza e confort di guida mostrati nei video qui sotto.

LE AUTO CONNESSE SONO DIETRO L’ANGOLO

In occasione di un evento dimostrativo dal vivo a Berlino, l’Associazione 5G Automotive (5GAA) ha organizzato una full immersion sulla mobilità intelligente con una dimostrazione pratica delle tecnologie C-V2X già pronte per essere commercializzate. Tra i membri di 5GAA ci sono noti Costruttori e aziende dell’IT come  BMW Group, Daimler, Deutsche Telekom, Fraunhofer Institutes FOKUS e ESK, Ford, Huawei, Jaguar Land Rover, Nokia, Qualcomm e Vodafone. Insieme hanno dimostrato cosa realmente possono fare le auto con connettività C-V2X (Cellular – Vehicle to everythings),  V2V (Vehicle to Vehicle), V2I (Vehicle To Infrastructure) e V2N (Vehicle-to-Network). “Gli standard di mobilità connessi non sono più una visione per il futuro“, afferma Maxime Flament, Chief Technology Officer di 5GAA. “Le soluzioni mostrate sono pronte per essere implementate oggi e hanno un’enorme spinta del settore basata sulle future capacità del 5G.

PREVIENE LE MULTE AL ROSSO DEL SEMAFORO

L’impiego più comune che semplificherà la vita degli automobilisti ai semafori è il Signal Phase e Timing (SPaT) e Red Violation Warning. In pratica l’auto demo BMW con un’unità Qualcomm permette al conducente di monitorare il semaforo a distanza. Il display centrale del veicolo mostra la luce del semaforo e per quanto tempo resterà accesa. Se alla velocità con cui viaggia l’auto, il conducente rischia di passare col rocco il sistema lo avverte. L’auto confronta velocità e accelerazione, insieme al tempo del semaforo. Se il conducente rischia di eseguire una luce rossa, riceve un avviso sul display con l’invito a rallentare.

PUÒ SALVARE IL 40% DI VITTIME STRADALI IN PIU’

Vodafone Germany e Ford hanno utilizzato la tecnologia V2X per avvisare i conducenti di un incidente in anticipo. Il sistema che si basa su eCall Plus lancia l’allarme a tutte le auto in avvicinamento appena dopo l’incidente e avvisa in anticipo che i mezzi dei soccorsi si stanno avvicinando. Ma poiché non sempre gli automobilisti sanno come dare la precedenza ai soccorsi nel modo giusto, il sistema indica anche su quale lato della strada devono spostarsi per non essere d’intralcio. Gli esperti ritengono che i tassi di sopravvivenza per le vittime di incidenti stradali possano essere migliorati fino al 40% se ricevono trattamento solo quattro minuti più rapidamente.

MAPPE AD ALTA DEFINIZIONE IN TEMPO REALE

Le auto connesse prima e quelle a guida semi autonoma (e autonoma poi) hanno bisogno di mappe ad alta definizione in tempo reale che sono una connettività veloce può garantire. Immaginate quanti trilioni di Terabyte dovrebbero altrimenti contenere le memorie del sistema di navigazione. Continental, Deutsche Telekom, Fraunhofer ESK e Nokia hanno dimostrato come le informazioni si possono trasmettere quasi in tempo reale tramite una rete mobile, utilizzando la tecnologia Multi-Access Edge Computing (MEC). Chiaramente la parte fondamentale è l’infrastruttura dedicata alla connettività a giocare un ruolo chiave.

GLI INCROCI A T TRA I PIU’ CRITICI

Gli incroci a T sono statisticamente più critici secondo il 5GAA, per questo l’impiego di tecnologie di comunicazione comunate permette alle auto in arrivo di sapere chi è dove ed evitare un incidente. L’utilizzo della tecnologia C-V2X consente ai fornitori di componenti per le Case di mantenere i costi di implementazione di tali avvisi senza dover ricorrere ad ulteriori sistemi radio. Vodafone Group, Huawei e Jaguar Land Rover hanno unito le forze dimostrando nel video qui sopra, come la combinazione di diverse modalità di comunicazione può risolvere le criticità più diffuse nella guida di tutti i giorni.

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L’auto del futuro? il 41% degli italiani la vuole ibrida

di Redazione

Come sarà l’auto del futuro? Facile rispondere a questa domanda: sarà elettrica, iperconnessa e a guida autonoma. Ma come vogliono gli italiani l’auto del futuro? Rispondere a questo quesito ha delle incognite in più. La famosa società di consulenza Deloitte, e più precisamente la propria divisione “automotive”, ha realizzato un’indagine per capirne di più. Lo studio si è basato sui dati raccolti intervistando oltre 20.000 automobilisti provenienti da 17 Paesi di tutto il mondo. Italiani inclusi.

PRIMI PER L’ELETTRIFICAZIONE

Il primo dato che balza all’occhio riguarda l’apprezzamento degli italiani verso le auto ibride o elettriche. Ben il 41% degli intervistati del nostro Paese spera che in futuro le auto sia elettrificate. Da questo punto di vista, siamo i primi in Europa. Solo Cina e Giappone, rispettivamente con un 46% e un 44%, hanno una preferenza più spiccata verso questo tipo di alimentazione. Gli Usa, al contrario, non vanno oltre un modesto 22%.

IL DOMANI SARÀ CONNESSO

Parlando invece di tecnologie inerenti l’infotainment, lo studio ha voluto capire come si distribuisce geograficamente la propensione a pagare un sovrapprezzo per avere accesso a una maggiore connettività a bordo. Anche da questo punto di vista, gli italiani hanno mostrato di essere tra i maggiori estimatori delle auto connesse (60% delle preferenze). Si sono piazzati prima di Stati Uniti (47%), Regno Unito (45%), Francia (36%) e Germania (35%). Addirittura, nel 72% dei casi si sono detti propensi a pagare di più per avere maggiore connettività a bordo. Curioso notare che, sempre parlando di automobilisti del Belpaese, questi siano i meno preoccupati di dover fornire i propri dati personali ai dispositivi connessi presenti a bordo delle auto. E lo stesso vale per il rischio di hackeraggio.

LA GUIDA AUTONOMA CONTINUA A FAR PAURA

Ormai è assodato: le auto a guida autonoma sono viste con diffidenza. Le iniziative per combatterla non mancano. I dati raccolti dall’indagine in oggetto hanno mostrato che il 29% degli italiani continua a ritenere le auto che si guidano da sole non sicure. L’opinione nasce, nel 53% degli intervistati, a seguito delle notizie degli incidenti in cui le auto a guida autonoma sono state coinvolte. Per questo motivo, il 63% dei “nostri” intervistati ritiene necessario un controllo serrato da parte di governi e istituzioni. Restando in tema guida autonoma, la fiducia nei veicoli prodotti da Case automobilistiche tradizionali è calata dal 51% al 36%, mentre quella verso le auto prodotte da aziende che operano nel campo della tecnologia è salita leggermente passando dal 26% al 30%.

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