Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Ieri — 19 Giugno 2019RSS feeds

VolkswagenOS: è ufficiale, le auto connesse saranno blindate come un iPhone

di Donato D'Ambrosi

Le auto saranno sempre più simili agli smarphone, ma non open source, anzi il contrario. La conferma a quanto abbiamo anticipato sulle centraline blindate da FCA, arriva ora da Volkswagen. Una nuova unità “Car.Software” infatti si occuperà dello sviluppo del primo sistema operativo per auto che Volkswagen adotterà su tutte le prossime auto connesse.

ARRIVA IL SISTEMA OPERATIVO VOLKSWAGEN

Dal 10 al 60%, è l’incremento che Volkswagen vuole apportare allo sviluppo interno del proprio software entro la fine dell’anno. Una notizia che sembra uno dei tanti annunci che i Costruttori fanno sugli investimenti industriali e le novità hitech dei prodotti. Invece è un segnale importante di quanto le auto connesse cambieranno anche la manutenzione. Un trend che abbiamo approfondito con il Neutral Server Caruso in un’intervista esclusiva che spiega come viaggeranno e saranno usati i dati delle auto connesse.

5 MILA ESPERTI SOLO SULLE AUTO CONNESSE

Ma bisogna anche sapere che i Costruttori non hanno alcuna intenzione di cedere i dati telematici a chiunque. “Nel 2025 metteremo 5.000 esperti digitali in una nuova unità chiamata Car.Software” annuncia Volkswagen. L’importanza di questa unità si comprende solo immaginando che qualsiasi servizio di infotainment, qualsiasi acquisto o prenotazione legata o meno all’auto, ma fatta dall’abitacolo, passerà per un Cloud.

TUTTE LE AUTO CONNESSE DEL GRUPPO AVRANNO VW.OS

Le aree di competenza dell’unità Car.Software saranno, quella elettrificata ed elettronica, connettività,  guida autonoma, user experience (UX), l’architettura Cloud e l’e-commerce. La cosa sorprendente è che il sistema operativo VW.OS sarà sviluppato per essere esteso a tutte le marche del Gruppo. ”Vogliamo creare un centro per l’auto digitale e la piattaforma Cloud con i migliori esperti del mondo” ha spiegato Christian Senger, membro del consiglio di amministrazione del brand Volkswagen.

The post VolkswagenOS: è ufficiale, le auto connesse saranno blindate come un iPhone appeared first on SicurAUTO.it.

Meno recentiRSS feeds

Auto connesse e C-V2X: 4 esempi concreti nella guida di tutti i giorni

di Redazione

Le auto connesse arriveranno molto presto, e qui abbiamo parlato delle trasformazioni che porteranno prima delle elettriche e ibride. Ma nel concreto cosa può fare un’auto connessa dotata di tecnologie C-V2X? A Berlino si sono riunite le principali aziende dell’IT e Costruttori di auto con l’associazione 5GAA per darne una dimostrazione concreta. Ecco cosa possono fare realmente le auto connesse già pronte per il mercato e quali vantaggi per sicurezza e confort di guida mostrati nei video qui sotto.

LE AUTO CONNESSE SONO DIETRO L’ANGOLO

In occasione di un evento dimostrativo dal vivo a Berlino, l’Associazione 5G Automotive (5GAA) ha organizzato una full immersion sulla mobilità intelligente con una dimostrazione pratica delle tecnologie C-V2X già pronte per essere commercializzate. Tra i membri di 5GAA ci sono noti Costruttori e aziende dell’IT come  BMW Group, Daimler, Deutsche Telekom, Fraunhofer Institutes FOKUS e ESK, Ford, Huawei, Jaguar Land Rover, Nokia, Qualcomm e Vodafone. Insieme hanno dimostrato cosa realmente possono fare le auto con connettività C-V2X (Cellular – Vehicle to everythings),  V2V (Vehicle to Vehicle), V2I (Vehicle To Infrastructure) e V2N (Vehicle-to-Network). “Gli standard di mobilità connessi non sono più una visione per il futuro“, afferma Maxime Flament, Chief Technology Officer di 5GAA. “Le soluzioni mostrate sono pronte per essere implementate oggi e hanno un’enorme spinta del settore basata sulle future capacità del 5G.

PREVIENE LE MULTE AL ROSSO DEL SEMAFORO

L’impiego più comune che semplificherà la vita degli automobilisti ai semafori è il Signal Phase e Timing (SPaT) e Red Violation Warning. In pratica l’auto demo BMW con un’unità Qualcomm permette al conducente di monitorare il semaforo a distanza. Il display centrale del veicolo mostra la luce del semaforo e per quanto tempo resterà accesa. Se alla velocità con cui viaggia l’auto, il conducente rischia di passare col rocco il sistema lo avverte. L’auto confronta velocità e accelerazione, insieme al tempo del semaforo. Se il conducente rischia di eseguire una luce rossa, riceve un avviso sul display con l’invito a rallentare.

PUÒ SALVARE IL 40% DI VITTIME STRADALI IN PIU’

Vodafone Germany e Ford hanno utilizzato la tecnologia V2X per avvisare i conducenti di un incidente in anticipo. Il sistema che si basa su eCall Plus lancia l’allarme a tutte le auto in avvicinamento appena dopo l’incidente e avvisa in anticipo che i mezzi dei soccorsi si stanno avvicinando. Ma poiché non sempre gli automobilisti sanno come dare la precedenza ai soccorsi nel modo giusto, il sistema indica anche su quale lato della strada devono spostarsi per non essere d’intralcio. Gli esperti ritengono che i tassi di sopravvivenza per le vittime di incidenti stradali possano essere migliorati fino al 40% se ricevono trattamento solo quattro minuti più rapidamente.

MAPPE AD ALTA DEFINIZIONE IN TEMPO REALE

Le auto connesse prima e quelle a guida semi autonoma (e autonoma poi) hanno bisogno di mappe ad alta definizione in tempo reale che sono una connettività veloce può garantire. Immaginate quanti trilioni di Terabyte dovrebbero altrimenti contenere le memorie del sistema di navigazione. Continental, Deutsche Telekom, Fraunhofer ESK e Nokia hanno dimostrato come le informazioni si possono trasmettere quasi in tempo reale tramite una rete mobile, utilizzando la tecnologia Multi-Access Edge Computing (MEC). Chiaramente la parte fondamentale è l’infrastruttura dedicata alla connettività a giocare un ruolo chiave.

GLI INCROCI A T TRA I PIU’ CRITICI

Gli incroci a T sono statisticamente più critici secondo il 5GAA, per questo l’impiego di tecnologie di comunicazione comunate permette alle auto in arrivo di sapere chi è dove ed evitare un incidente. L’utilizzo della tecnologia C-V2X consente ai fornitori di componenti per le Case di mantenere i costi di implementazione di tali avvisi senza dover ricorrere ad ulteriori sistemi radio. Vodafone Group, Huawei e Jaguar Land Rover hanno unito le forze dimostrando nel video qui sopra, come la combinazione di diverse modalità di comunicazione può risolvere le criticità più diffuse nella guida di tutti i giorni.

L'articolo Auto connesse e C-V2X: 4 esempi concreti nella guida di tutti i giorni proviene da SicurAUTO.it.

Toyota e Panasonic creano la prima società di servizi connessi

di Donato D'Ambrosi

La prossima frontiera dello sviluppo automotive saranno le auto connesse, con o senza quelle elettriche, Toyota e Panasonic lo sanno bene e non vogliono mancare all’appello. Lo dimostra l’annuncio di aver instaurato una partnership per presidiare prima di tutti il mercato sei servizi legati alle auto connesse. È ancora alle battute iniziali l’accordo ma segue a ruota l’intenzione di Toyota e Panasonic di continuare a cooperare nella produzione di batterie elettriche.

LA SOCIETA’ DI SERVIZI CONNESSI ALL’AUTO E ALLA CITTA’

Chi tra i Costruttori auto non sarà protagonista nel mercato dei Provider Telematics dovrà giocare un ruolo secondario nella mobilità delle auto connesse. Toyota e Panasonic sono nelle intenzioni di presidiare da subito e direttamente questo settore che avrà una crescita esponenziale da qui ai prossimi anni. La società annunciata al 50% in partnership tra Toyora Corp e Panasonic Corp. È tra quelle che raccoglieranno i dati provenienti dalle auto con tecnolgia V2X e creare servizi connessi sia per gli automobilisti sia per i vari operatori automotive.

LE DUE AZIENDE LEGATE PER L’EV

I servizi connessi forniti da Toyota e Panasonic – riporta Reuters – saranno utilizzabili nelle case e per lo sviluppo delle infrastrutture urbane. Ma c’è dell’altro nella collaborazione tra le due aziende che avranno sempre più interessi condivisi con la diffusione delle auto elettriche. A gennaio hanno annunciato una joint venture per la costruzione di batterie per veicoli elettrici (EV), unendo la ricerca e sviluppo alla capacità produttiva.

LA PRIMA ELETTRICHE PER LA CINA

Toyota, che ha sempre puntato sulle auto ibride e ha liberalizzato 24 mila brevetti sulle auto elettriche, ha annunciato anche un piano più lento sulle auto EV. Presentando la sua prima auto totalmente elettrica a Shanghai, ha anche fatto sapere che a partire dal 2020 lancerà sul mercato 10 nuovi modelli a batteria. Non troppo tardi, se si pensa che le auto elettriche saranno una realtà tangibile molto dopo il 2020. Ma neppure rispetto ad altri Costruttori, come Ford in preda alle partnership per recuperare terreno sull’elettrico.

L'articolo Toyota e Panasonic creano la prima società di servizi connessi proviene da SicurAUTO.it.

Auto connesse a corto raggio: Toyota costretta ad abbandonare il DSRC

di Donato D'Ambrosi

Le auto connesse in Europa e USA sono al centro di un dibattito senza confini sullo standard da adottare, stavolta Toyota è costretta a fare un passo indietro sul DSRC. Quella che sembrava la tecnologia più promettente per ridurre il numero di incidenti attraverso la connettività a corto raggio si è rivelata poco interessante. Nonostante secondo Toyota le Dedicated short-range communications siano più immediate, l’impegno dei giapponesi negli USA non ha trovato riscontri da Governo e Costruttori auto.

NEGLI USA COME IN EUROPA TROPPI STANDARD

Così some in Europa si sta decidendo tra lo standard ITS-5G e il 5G-V2X anche negli USA i Costruttori di auto hanno avuto ampi margini di sperimentazione tra DSRC, 4G e 5G. A quanto pare però anche negli USA l’orientamento sarà sempre più rivolto verso il 5G-V2X, come abbiamo anticipato. Almeno dopo la conferma di Toyota che sospenderà lo sviluppo del DSRC per le auto connesse in vendita negli USA. Toyota infatti aveva annunciato di recente di installare dal 2021 la tecnologia di connettività a corto raggio. Un annuncio che avrebbe anche dovuto stimolare i Concorrenti a fare lo stesso per poter creare una rete di auto che usano la stessa tecnologia di comunicazione.

LA POSIZIONE DI TOYOTA SULLA DSRC

Il motivo per cui Toyota ha investito molto nella connettività auto a corto raggio, è perché “l’unica tecnologia comprovata e disponibile per evitare incidenti“. Inoltre secondo gli esperti la connettività DSRC abbastanza precisa: l’auto comunica 10 volte al secondo posizione accelerazione e velocità. Il sistema è piuttosto simile alla comunicazione a corto raggio che si instaura tra un dispositivo di telepedaggio in auto e i portali autostradali. In questo caso però le informazioni scambiate tra i veicoli in strada potrebbero ridurre fino all’80% di incidenti secondo l’NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration). Dopo 10 anni di sperimentazioni sull’interoperabilità della tecnologia DSRC Toyota ha deciso di tirare i remi in barca. Il motivo è il rischio che la stessa banda di 5,9 GHz sia impegnata da troppi operatori.

LA BANDA DA 5,9 GHz ASSEGNATA AI COSTRUTTORI

Nel 1999 – come riporta Reuters – fu assegnata negli USA la banda da 5,9 GHz per poter sviluppare la connettività a corto raggio DSRC. Negli anni però l’impegno attivo dei Costruttori è stato piuttosto ridotto e orientato ad altri standard di connettività. Ecco perché la Federal Communications Commission sta valutando di riallocare l’impiego della banda ad altri usi. Una novità che in Toyota ha portato alla decisione di congelare la connettività DSRC negli USA in attesa di sviluppi futuri. In realtà pare che il Dipartimento dei trasporti USA abbia già investito 700 milioni di dollari nello sviluppo della rete DSRC. Tuttavia Toyota pensa che sia la scelta migliore per evitare il rischio di attacchi informatici auspicando in un futuro maggiore impegno dei Costruttori e del Governo federale.

L'articolo Auto connesse a corto raggio: Toyota costretta ad abbandonare il DSRC proviene da SicurAUTO.it.

Le auto connesse non potranno fare a meno di Amazon

di Antonio Elia Migliozzi

Ford annuncia un accordo con Amazon per l’auto connessa e autonoma. Il brand americano ha siglato una partnership a livello globale con Amazon Web Services per lavorare sulla connettività. In arrivo una nuova piattaforma basata su cloud che nei prossimi anni cambierà il volto delle auto del brand. La nuova interfaccia catapulterà l’auto nel mondo dell’Internet of Things permettendo una gestione rapida ed efficace anche nel caso delle flotte. Ford nel frattempo si potrà concentrare sullo sviluppo di una interfaccia utente semplice ed efficace. Dell’accordo con Amazon è parte anche Autonomic azienda controllata da Ford al lavoro sul Transportation Mobility Cloud (TMC). Vediamo i dettagli.

ACCORDO TECH

Ford Motor Company e la sua controllata Autonomic hanno siglato un accordo strategico con Amazon. Mentre in tutto il mondo si lavora alla messa su strada delle connected car di nuova generazione, Ford punta su Amazon Web Services (AWS). Il progetto è globale e di durata pluriennale. Si vuole ampliare la disponibilità di servizi di connettività cloud e servizi per lo sviluppo di applicazioni automotive. In questo modo Ford potenzierà il cloud TMC per farne la sua piattaforma ufficiale per l’auto connessa. Puntando sui servizi del portafoglio di Amazon il marchio americano scommette sull’Internet of Things (IoT), sul machine learning sugli ultimi sistemi di analisi e elaborazione dati. La collaborazione con Amazon apre le porte ad ulteriori servizi a disposizione degli operatori del trasporto pubblico, i gestori delle flotte e gli sviluppatori di software.

INVESTIMENTI IN CAMPO

Ad oggi il Transportation Mobility Cloud di Autonomic è al servizio del settore automotive e degli sviluppatori sulla strada dell’auto connessa. Autonomic, con il sostegno di Ford, ha già collegato in rete milioni di veicoli e fornisce connettività sicura ad un cloud dedicato. “Questa collaborazione amplierà significativamente le nostre opportunità di offrire le migliori esperienze ai clienti Ford”, ha dichiarato Marcy Klevorn, presidente di Ford Mobility. In casa Ford ci tengono ad aggiungere che il loro futuro cloud: “Sarà supportato da Amazon Web Services oltre che dal Transportation Mobility Cloud di Autonomic. Lavorando con AWS e Autonomic, Ford avrà accesso alla piattaforma di mobilità leader del settore.” Insomma se oggi si parla di auto connessa è facile immaginare che un simile accordo si potrà estendere al lavoro di Ford sulla guida autonoma.

LA PROSPETTIVA

La collaborazione tra Ford, Autonomic e Amazon vuole offrire servizi di mobilità innovativi e esperienze cliente differenziate in tutto il mondo. Autonomic conferma di voler costruire uno standard di connettività che ciascun brand dell’auto potrà personalizzare. Amazon Web Services è una tra le piattaforme cloud più adottate al mondo. Il sistema offre oltre 165 servizi per l’elaborazione, l’archiviazione, il networking e l’analisi dei dati. Amazon è sempre più attiva nel settore automotive sia sul fronte delle tecnologie su strada che su quello della progettazione industriale. L’Industrial Cloud fornito da Amazon a Volkswagen unirà i dati di circa 122 stabilimenti del gruppo grazie alla tecnologia cloud. In questo modo si ottimizzeranno i processi di produzione garantendo anche uno stretto contatto tra VW e le aziende fornitrici.

 

L'articolo Le auto connesse non potranno fare a meno di Amazon proviene da SicurAUTO.it.

Baidu al Salone di Shanghai: tutte le auto autonome del Google cinese

di Antonio Elia Migliozzi

Il Salone dell’auto di Shanghai è l’occasione per stringere i rapporti con la Cina. Ford annuncia gli sviluppi della partnership con il colosso tecnologico Baidu. Allo studio l’applicazione della piattaforma Apollo per l’auto connessa basata sull’intelligenza artificiale. Ford ha firmato nel giugno del 2018 un accordo strategico con Baidu per migliorare la tecnologia a bordo delle sue auto. Ford e Baidu sono al lavoro per mettere in campo soluzioni digitali. Il nuovo sistema di infotainment SYNC + è il primo risultato dell’alleanza. Basato su DuerOS per Apollo è in grado di fornire servizi smart di navigazione e intrattenimento. Sono davvero tanti i brand, cinesi e non, che lavorano con Baidu. Vediamo i dettagli.

CINA AL CENTRO

Baidu, colosso cinese del settore tech, è sempre più impegnato nel campo automotive. In occasione del Salone dell’auto di Shanghai l’azienda è sotto i riflettori per le sue ultime soluzioni dedicate ai veicoli interconnessi e smart. DuerOS per Apollo è l’ultima versione del sistema operativo basato sulla piattaforma AI di Baidu. La nuova interfaccia sarà già scelta da diverse case automobilistiche internazionali, sale a bordo del nuovo SUV Ford Escape. Si tratta dell’equivalente internazionale della Kuga europea presentata all’inizio del mese ad Amsterdam. “L’intelligenza artificiale sta trasformando l’industria automobilistica. Lavorando con i nostri partner, Baidu sta costruendo un nuovo framework per le soluzioni di veicoli connessi. DuerOS per Apollo porterà alle persone un’esperienza di guida nuova e migliorata”, ha affermato Zhenyu Li, vicepresidente e direttore generale dell’unità Intelligent Driving di Baidu.

IL SISTEMA APOLLO

Il sistema operativo DuerOS per Apollo è alla base dell’infotainment SYNC + di Ford. A partire dal giugno del 2018 la cinese Baidu e Ford hanno scelto di collaborare allo sviluppo di soluzioni per le auto connesse. Il nuovo SYNC + è previsto solo a bordo dei modelli Ford destinati alla clientela cinese ma non si esclude il debutto in altri mercati asiatici. La nuova interfaccia propone servizi connessi per navigazione e intrattenimento. Baidu è anche a lavoro sul programma Apollo Enterprise. Si tratta di una suite che parte dagli ADAS e promette di arrivare alla guida autonoma. In occasione di del Salone dell’auto di Shanghai 2019 l’azienda ha ribadito gli impegni di sviluppo con WM Motor. L’obiettivo è quello di mettere su strada, entro il 2021, una flotta di veicoli autonomi di livello 3. Baidu prevede anche di lanciare un servizio di taxi driveless basato sulla sua tecnologia V2X.

POTENZA BAIDU

Sono davvero tanti i marchi dell’auto interessati alle tecnologie automotive di Baidu. Il nuovo Haval H6 di Great Wall, uno dei SUV più venduti in Cina, è equipaggiato con DuerOS per Apollo. Il sistema svolge funzioni di base tra cui assistente vocale, navigazione, intrattenimento multimediale, ma sfrutta la rete anche per i pagamenti online. Su Haval H6, Baidu offre oltre 50 servizi connessi compresi quelli di e-commerce. L’intelligenza artificiale di Baidu è anche a bordo della Chery Exeed e permette ai passeggeri di effettuare pagamenti in auto e accedendo tramite il riconoscimento facciale. Anche le coreane Hyundai e Kia hanno presentato a Shanghai diversi nuovi modelli con la tecnologia Apollo. Nello specifico parliamo della Hyundai Santa Fe e delle Kia KX3 e KX5.

L'articolo Baidu al Salone di Shanghai: tutte le auto autonome del Google cinese proviene da SicurAUTO.it.

Auto connesse: BMW e Deutsche Telekom sostengono il 5G contro l’ITS-G5

di Antonio Elia Migliozzi

L’auto connessa è sempre più vicina ma i brand litigano. Mentre l’Unione europea sta per decidere lo standard di comunicazione per le auto connesse scoppia la guerra tra le case auto. E’ noto che i lobbisti dei gruppi industriali si sono divisi in due gruppi. Da un lato Volkswagen e Renault che sostengono lo standard ITS-G5 basato sul Wifi e dall’altro BMW, Daimler, Ford e Psa con il 5G-V2X. Notizia di oggi è la presa di posizione di BMW e Deutsche Telekom che hanno deciso di sollecitare il governo tedesco. Secondo le due aziende la Commissione europea appoggiando l’ITS-5G danneggia gli interessi europei. In questo caso, proseguono BMW e Telekom, l’Europa sarebbe indietro rispetto alla Cina e ci vorrebbero anni per arrivare alle auto connesse.

POSIZIONI DIVERGENTI

Il Ceo di BMW e quello di Deutsche Telekom hanno sollecitato il governo tedesco a prendere provvedimenti in campo europeo. Le aziende chiedono che Berlino agisca per bloccare la proposta della Commissione europea favorevole allo standard basato su Wi-Fi per le auto connesse. In una lettera dai toni diretti, l’amministratore delegato di BMW Harald Krueger e Tim Hoettges di Telekom hanno chiesto di escludere la tecnologia ITS-G5 dalla corsa per l’auto connessa. Secondo i manager questo standard lascerebbe l’Europa in ritardo rispetto a rivali come la Cina e gli Usa a causa delle differenze tecnologiche tra i due standard. Stando a quanto riporta Reuters la missiva specifica che le connessioni tra veicoli (V2V) e tra veicoli ed infrastrutture stradali (V2I) sono una priorità. In questa dinamica, proseguono BMW e Deutsche Telekom, l’ITS-G5 ha problemi di latenza e sicurezza irrisolti. Spingere sul 5G-V2X avrebbe vantaggi in termini di ricezione e velocità nello scambio dei dati.

LA COMMISSIONE EUROPEA

Come noto la Commissione europea, tra molte difficoltà, sta cercando di fissare i parametri di riferimento per le automobili connesse a Internet. Si tratta di un tema molto delicato. Parliamo infatti di un mercato che per i costruttori di automobili, gli operatori delle telecomunicazioni e i fornitori vale miliardi di euro l’anno. Secondo alcuni la decisione della Commissione a favore dello standard ITS-G5, basato su Wi-Fi, avvantaggerebbe Volkswagen e Renault. Dal canto loro, infatti, BMW, Daimler, Ford e PSA Group appoggiano lo standard avversario 5G-V2X. I sostenitori del V2X, affermano che questa tecnologia rappresenta il futuro perché utilizza il 5G di prossima generazione. Mentre i sostenitori dell’ITS-5G sottolineano che ci vorranno anni per introdurre a pieno il 5G in UE ed è meglio sfruttare l’infrastruttura esistente.

LOTTA DI POTERE

Va detto che l’appoggio della Commissione europea all’ITS-G5 deve trovare il sostengo del Parlamento europeo. Quest’ultimo voterà il 17 aprile in sessione plenaria. In questo caso sarà necessaria una maggioranza semplice per bloccare il testo approvato dalla Commissione. La lettera di BMW e Deutsche Telekom mira ad aprire un’altra strada. Mobilitare il governo tedesco significa cercare di fare pressione sul Consiglio europeo. I sostenitori del 5G-V2X vogliono allineare i prossimi standard Ue a quelli già decisi da Cina e Usa. In questo modo si definirebbe una modalità “globale” per il trasferimento di dati ed informazioni capace di far dialogare tra loro auto ed infrastrutture. In caso di voto sfavorevole del Parlamento europeo, le speranze di BMW, Daimler, Ford e Psa sono nel Consiglio. Il Consiglio europeo ha infatti voce in capitolo e potrebbe, a maggioranza, bloccare l’ITS-G5.

L'articolo Auto connesse: BMW e Deutsche Telekom sostengono il 5G contro l’ITS-G5 proviene da SicurAUTO.it.

Wi-fi in auto: l’Europa boccia lo standard e punta alla connettività V2X

di Donato D'Ambrosi

Il Wi-Fi in auto è sempre più diffuso tra le dotazioni di molti Costruttori, un cambiamento che in Commissione Europea ha richiesto chiare direttive. L’idea di definire uno standard per la connettività basata sul Wi-fi però è stata fermamente contrastata da un comitato di europarlamentari. Il motivo sarebbe legato a possibili favoritismi a pochi Costruttori e rischi per la crescita economica. Mentre montano le polemiche sulla clausola che fermerebbe l’innovazione della tecnologia basata su 5G e V2X, il voto è rimandato al 17 aprile.

QUALI COSTRUTTORI SONO FAVOREVOLI A WiFi E V2X

Dietro la decisione di stabilire uno standard sulla connettività auto sta montando un caso che pone possibili rischi per la concorrenza agguerrita tra i Costruttori. Non è un segreto che su auto connesse ed elettriche i maggiori operatori di IT (Information Technology) e i Costruttori stiano sgomitando per accaparrarsi il posto migliore. E la proposta di stabilire uno standard sul Wi-Fi, con la clausola di compatibilità retroattiva delle tecnologie, ha fatto scattare l’allarme. Un gruppo di parlamentari ha infatti votato contro la proposta della Commissione Europea definendo questa clausola come un aiuto per Volkswagen e Renault. Mentre si troverebbero in svantaggio Daimler, Ford, PSA Group e gli altri che puntano sulla connettività 5G-V2X.

DIFFERENZE TRA ITS 5G E 5G-V2X

Per capire meglio la querelle a Bruxelles sulla proposta dello standard del WiFi capiamo cosa cambia tra ITS 5G e 5G-V2X. ITS 5G si basa sul progetto USA Wireless Access in Vehicular Environments e sullo standard preesistente 802.11 del wifi che usiamo anche a casa. Le potenzialità sono notevoli in applicazioni di connettività V2V (Vehicle to Vehicle). Peccato che questa tecnologia vada in concorrenza con il 5G-V2X che si basa lo stesso sullo standard 802.11 ma ha delle limitazioni. La tecnologia 5G-V2X invece è quella che più sta riscuotendo interesse della ricerca che vede Europa e USA in testa nel 2018.

FUORI DALL?EUROPA SI PUNTA SU V2X

La preferenza del 5G-V2X contrariamente alla proposta della Commissione Europea, permetterebbe di definire una rotta comune anche nei confronti di USA e Cina. Senza considerare che – secondo i produttori della tecnologia – il 5G-V2X avrebbe anche un consumo inferiore e una minore latenza. La Commissione per i Trasporti al Parlamento EU ha espresso un parere contrario sostenendo che la clausola di adeguamento bloccherebbe l’innovazione della connettività. Sulla proposta della Commissione riguardo al WiFi si voterà il prossimo 17 aprile. Mentre il gruppo di europarlamentari pro 5G-V2X continuerà a schierarsi contro il rischio di minare la crescita economica dell’UE basata sul 5G.

L'articolo Wi-fi in auto: l’Europa boccia lo standard e punta alla connettività V2X proviene da SicurAUTO.it.

ZF apre un Centro Tecnologico per la sicurezza informatica delle auto autonome

di Donato D'Ambrosi

Quanto sono realmente sicure le auto autonome e connesse? Una risposta univoca non esiste ancora, ecco perché sempre più aziende si stanno concentrando negli ultimi tempi sulla sicurezza dell’Intelligenza Artificiale. E in questo campo, ZF che è tra i maggiori produttori di tecnologia e sistemi OE (Original Equipment) per i Costruttori di auto ha annunciato un Centro Tecnologico per l’Intelligenza Artificiale e la Sicurezza Informatica dedicati allo scopo. L’annuncio è accompagnato da due importanti svolte che accompagneranno le auto del futuro: la ricerca sull’IA a Saarbrücken (Germania) e la partnership strategica con il Centro Helmholtz per la Sicurezza delle Informazioni (CISPA).

IL POLO GLOBALE DELL’AI

L’ingresso di ZF tra gli azionisti del DFKI – Centro di Ricerca Tedesco per l’Intelligenza Artificiale, accompagna la trasformazione del CISPA (Centro Helmholtz per la Sicurezza delle Informazioni) in un centro di competenza leader a livello globale per la sicurezza informatica. In questo polo tecnologico lavoreranno circa 100 nuovi dipendenti che si affiancheranno a 300 specialisti in tutto il mondo nel reparto centrale per la Ricerca e lo Sviluppo dell’azienda a Friedrichshafen e in altre sedi in Germania e all’estero. Insieme queste sinergie stanno sviluppando già soluzioni nei settori dell’Intelligenza Artificiale, l’Industria 4.0 e la Sicurezza Informatica, e con questi nuovi legami saranno coordinate dal Centro ZF per l’Intelligenza Artificiale e la Sicurezza Informatica.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’AUTOMOTIVE

Quello della sicurezza informatica sta diventando un argomento sempre più caldo e temuto, visto che ormai la connettività – al di là dell’annunciata tecnologia V2X – ha preso piede nella vita quotidiana già con gli assistenti virtuali in casa o in ufficio. L’attività degli esperti ZF in collaborazione con il CISPA, si concentra già da diversi anni a proteggere l’IA e le nuove soluzioni dagli algoritmi di attacchi informatici. In pratica tutto ciò che c’è dietro la sicurezza informatica dei sistemi che sono e saranno applicati alle auto. Senza Intelligenza Artificiale, infatti, è improbabile poter ottenere veicoli completamente autonomi, che sono alla base del obiettivo Vision Zero, perseguito per l’azzeramento delle vittime degli incidenti stradali. I Costruttori dio auto stanno già implementando le tecnologie ZF ProAI, il computer scalabile di cui vi abbiamo parlato qui. Ma è già pronto il Supercomputer ProAI RoboThink, l’ultimo modello presentato quest’anno alla fiera CES e accreditato di essere il più potente attualmente destinato ad applicazioni automotive.

DALLA RICERCA ALLE AUTO IN MENO TEMPO

Con il nuovo Centro Tecnologico per l’Intelligenza Artificiale e la Sicurezza Informatica stiamo portando a un nuovo livello il know-how di tutto il nostro gruppo in merito a queste strategiche tecnologie digitali. Inoltre, ci troviamo a pochi chilometri dalle istituzioni di ricerca più rinomate in tali discipline, e questo contribuirà al rafforzamento della nostra collaborazione“, ha spiegato Wolf-Henning Scheider. ZF infatti potrà garantire l’accesso alle realtà industriali, abbreviando i ponti che la ricerca deve percorrere per concretizzarsi in soluzioni produttive di massa. “Intendiamo assumere circa 100 nuovi dipendenti altamente qualificati a Saarbrücken e lavorare insieme a loro per promuovere sviluppi avanzati che portino a nuove soluzioni digitalmente connesse e automatizzate per la mobilità“, ha aggiunto Scheider. Due terzi dei 100 specialisti in forza a Saarbrücken si concentreranno sull’IA, mentre l’altro terzo sulla sicurezza informatica.

L'articolo ZF apre un Centro Tecnologico per la sicurezza informatica delle auto autonome proviene da SicurAUTO.it.

❌