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Auto elettriche a rischio incendio: la Cina impone test e controlli alle Case

di Donato D'Ambrosi

La Cina punta tutto sulla crescita del parco auto circolante a zero emissioni, ma non per questo è disposta a mettere in strada auto elettriche che prendono fuoco. L’annuncio viene direttamente dal Ministero dell’Industria che ha imposto controlli ai Costruttori di auto elettriche. Dopo i casi Tesla e Nio con le auto elettriche incendiate e il pericolo di incendio sulle Audi e-tron che saranno vendute in Cina solo dal prossimo autunno la Cina corre ai ripari.

IL MINISTERO AVVIA UN’INDAGINE SULLE AUTO ELETRICHE

Troppi casi di auto elettriche andate a fuoco in poco tempo, anche se numericamente la statistica è bassa, hanno allertato le autorità cinesi che ora pretendono risposte dai Costruttori. Le aziende più direttamente interessate sono Tesla, Nio e Volkswagen, e hanno tempo fino ad ottobre per presentare un rapporto dettagliato. La richiesta del Ministero cinese riguarda rassicurazioni e evidenze sulla sicurezza delle batterie al litio, ma soprattutto dell’adeguata protezione a cablaggi HV e sistema di ricarica. Non a caso proprio i componenti interessati dagli incidenti-incendi alle auto elettriche nel mondo.

LE AUTO ELETTRICHE A FUOCO IN CINA

Nio è sicuramente l’azienda a rimetterci di più dopo gli incendi del SUV elettrico ES8. La startup cinese infatti quotata in borsa ha tutte le carte in regola per contrastare l’avanzata Tesla in Oriente. Il solo Nio ES8 avrebbe preso fuoco 3 volte in 2 mesi in episodi diversi. Ma anche Tesla non è lontana dalla luce dei riflettori: una Tesla Model S parcheggiata a Shanghai qualche mese fa è stata all’improvviso avvolta da una coltre di fumo bianco, subito l’esplosione della batteria e le fiamme che hanno avvolto l’auto. Dopo il video circolato sul web, l’episodio Tesla non è rimasto isolato con altre segnalazioni di Tesla fumanti anche ad Hong Kong.

40 INCIDENTI IN CINA CON LE AUTO ELETTRICHE INCENDIARIE

Secondo quanto riporta Autonews, nel 2018 in Cina sono avvenuti almeno 40 incidenti legati al fuoco e alle auto elettrificate. Tra queste sono inclusi quindi veicoli elettrici a batteria, plug-in hybrid e celle a combustibile (idrogeno). Le autorità cinesi hanno quindi avviato un’inchiesta della qualità sui New Energy Vehicle e hanno richiamato oltre 130.000 automobili nel 2018.

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Medtec School, a Milano il primo corso di laurea che unisce medicina e ingegneria biomedica

di Alessandro Crea
Il medico del futuro, con conoscenze tanto in medicina quanto in ingegneria biomedica, IA e big data, sta per nascere a Milano. Dall’anno accademico 2019/2020 infatti partirà un nuovo corso di laurea chiamato Medtec School, grazie alla collaborazione tra Politecnico di Milano e Humanitas University. Obiettivo del corso formare nuove generazioni di medici chirurghi che […]

Audi S3 TSI elaborata 300 CV con preparazione Daniele Negrente

di redazione

L’Audi S3 TSI elaborata con 300 CV è una recente preparazione del tuner Daniele Negrente. Infatti presso l’Officina Daniele Negrente è stata realizzata questa Audi S3 TSI modificata con un intervento di tuning che ha riguardato: un impianto di scarico artigianale, intercooler maggiorato, riprogrammazione centralina motore e cambio.

L’obiettivo finale di Daniele Negrente è quello di far raggiungere a questa grintosa Audi S3 TSI i 420 CV, un risultato già ottenuto su altre vetture analoghe e in grado di assicurare prestazioni eccezionali abbinate ad una perfetta fruibilità e ad un’affidabilità in linea con quella dell’auto di serie.

Successivamente sull’Audi S3 TSI elaborata verrà ottimizzato l’assetto, settore in cui Daniele Negrente può vantare una grandissima esperienza maturata in anni di gare.
Officina Daniele Negrente – Tel. 045/980100

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La guida autonoma debutta in Cina sui distributori automatici di bevande

di Antonio Elia Migliozzi

Parte dalla Cina la missione dei van a guida autonoma. I veicoli della Neolix si preparano alle sfide dell’era digitale. L’azienda ha avviato la produzione del suo furgone a guida autonoma con il listino che parte da 30.000 dollari. La linea di produzione di Neolix è Changzhou ed ha una capacità annua di oltre 30.000 veicoli. L’azienda prevede l’apertura di fabbriche all’estero per seguire l’aumento delle vendite. L’obiettivo è quello di arrivare a oltre 100.000 unità l’anno in cinque anni. Neolix vuole aiutare i colossi dell’ecommerce a consegnare pacchi e generi alimentari ai clienti. Il van a guida autonoma ha un solo limite. Al momento del ritiro delle merci in consegna è assolutamente necessaria la presenza di una persona in carne ed ossa. Inutile dire che nel tempo anche quest’ultimo step è destinato a scomparire. Vediamo i dettagli del progetto.

VAN ROBOT

La startup cinese Neolix ha avviato la produzione di serie dei propri van a guida autonoma. Si tratta della prima azienda a livello globale a fare il grande passo. Neolix vuole consegnare un migliaio di veicoli entro questo suo primo anno di attività. “Le auto senza conducente cambieranno il mondo, proprio come il passaggio dalla carrozza all’automobile”, ha detto il fondatore Yu Enyuan. “Ho cercato qualcosa che valesse la pena combattere con tutto quello che ho e quello che sto facendo ora è questo.” Prima della catena di montaggio Neolix ha testato più di un centinaio di veicoli in aree chiuse al traffico. Il van driveless ha un prezzo listino che parte da circa 30.000 dollari. Secondo Jack Ma, fondatore del colosso cinese Alibaba, ci saranno 1 miliardo di consegne al giorno in Cina entro 10 anni. Per questo l’arrivo della tecnologia autonoma fornirà strumenti nuovi per raggiungere i clienti.

IL PROGETTO

Neilix immagina che in futuro ci saranno in strada flotte di van a guida autonoma che svolgeranno varie funzioni dai compresi i distributori automatici di cibo e bevande 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L’idea è che questo mezzi saranno destinati a tagliare i costi di consegna e anche il rischio di incidenti. Va detto che in questa prima fase un essere umano deve essere presente per accettare il pacco in arrivo. Sotto questo punto di vista Ford ha presentato un robot capace di eliminare la presenza dell’uomo in fase di consegna. Insomma mentre le auto a guida autonoma per il trasporto passeggeri devono ancora affrontare significativi ostacoli normativi, l’azienda cinese afferma che le merci possono fare da apripista. Attualmente i furgoni Neolix operano nell’area di Xiongan a circa 100 chilometri a sud-ovest di Pechino ma anche nei pressi di Pechino e di Changzhou.

MERCATO EMERGENTE

La Cina non è l’unico mercato in cui i van a guida autonoma stanno emergendo. Negli Stati Uniti Nuro ha raccolto investimenti per oltre 1 miliardo di dollari. Nell’ambito delle sue ricerche ha iniziato a dicembre un servizio di consegna merci in Arizona. La linea di produzione di Neolix si trova nella città orientale di Changzhou ed ha una capacità annua di oltre 30.000 veicoli. L’azienda prevede di aprire anche fabbriche all’estero in vista dell’aumento delle vendite. Neolix ha avviato trattative con potenziali clienti in paesi come la Svizzera, il Giappone e gli Stati Uniti. L’obiettivo è quello di raggiungere vendite annuali sopra le 100.000 unità in cinque anni. Insomma la Cina non vuole perdere l’occasione di giocare d’attacco nel settore della logistica driveless avendo le carte in regola per essere davanti a tutti.

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Huawei cita in giudizio gli USA per fermare le azioni illegali contro la società

di Alessandro Signori

Continua la guerra a distanza Huawei-Stati Uniti e, questa volta, è la società cinese a fare la voce grossa presentando una mozione di giudizio sommario per chiedere allo stato americano di fermare le azioni illegali a loro rivolte. (...)
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Cina, rifiuti da consegne a domicilio: milioni di tonnellate di plastica

di Dario D'Elia
Il successo delle app e dei servizi online per la consegna di cibo a domicilio in Cina sta contribuendo a un aumento spropositato di rifiuti di plastica: nel 2017 è stata superata quota 1,6 milioni di tonnellate. Praticamente rispetto ai due anni precedenti l’incremento è stato del 900%. Entrando nello specifico, come racconta il New […]

Tesla: nel mondo circolano 2,9 GWh di auto elettriche vendute a marzo 2019

di Antonio Elia Migliozzi

Tesla mette in tasca un nuovo record a dispetto dei detrattori. Il marchio Usa fondato da Elon Musk è in vetta alla classifica dei costruttori che hanno venduto auto elettriche per GWh complessivi. Si tratta di un risultato di assoluto rilievo se consideriamo che Tesla stacca di misura anche l’agguerrita concorrenza cinese. Con i suoi 2,889 MWh totali Tesla supera i costruttori automotive europei del calibro di Renault e BMW ma anche i 486 produttori attivi nella sola Cina. Se guardiamo la classifica di Mining.com la distanza che separa la prima dalla seconda è abbissale. La cinese BYD a si ferma infatti a 1.387 MWh. La performance di Tesla arriva nonostante i MWh combinati delle batterie di Model X e S distribuiti a marzo sia diminuiti di oltre il 40%. Vediamo i numeri.

NUOVO RECORD

Marzo di vendite record per Tesla. Il marchio americano di auto elettriche avrebbe distribuito veicoli per complessivi 2.9 GWh. Come mostra un’interessante infografica realizzata da Mining.com e basata sui dati del mese di marzo 2019 come elaborati da Adamas Intelligence. Nello specifico Tesla ha distribuito veicoli per circa 2,889 MWh (2,9 GWh) di batterie. Questo conferma che Tesla è sia il più grande produttore al mondo di auto elettriche al mondo ma anche il più grande utilizzatore di batterie EV. A conti fatti rappresenta quasi il 30% della flotta complessiva di EV. A conferma dell’enormità dei numeri Tesla si deve pensare che ammontano al 43% dell’importo totale di Mwh dei primi 10 migliori produttori mondiali di BEV / PHEV / HEV. La ragione di questo primato di Tesla non è solo nel numero degli esemplari venduti ma anche nell’elevata capacità media delle loro batterie.

CRESCITA DEL MERCATO

Dalla classifica si nota il grande distacco tra Tesla e il resto dei marchi. Secondo per la cinese BYD che si ferma a 1.387 MWh, seguita da BJEV, azienda controllata da BAIC, a 706 MWh. BYD vende anche molte vetture ibride plug-in e il numero delle PHEV conferma che la capacità media delle loro batterie è decisamente inferiore rispetto a quella delle Tesla. Molto staccata Nissan al quarto posto che ha venduto auto elettriche per 416 MWh, Renault a 238 MWh e BMW penultima a 210 MWh. Come anticipato i 2.889 MWh di Tesla la avvicinano al totale dei principali costruttori di auto mondiali tra cui Ford, Mercedes-Benz e Volkswagen. Sono infatti tutti e tre siano fuori dalla classifica dei primi 10. Dato interessante è la crescita della potenza delle batterie a marzo 2019. L’aumento è stato di 9,76 GWh con una impennata del 94% su base annua.

IL TREND

Insomma un’altra conferma del fatto che Elon Musk è più forte dei suoi detrattori. In particolare la classifica dei MWh permette di approfondire il fatto che Tesla è più forte di tutti i concorrenti. Stracciata anche il plotone dei 486 produttori di EV operativi in Cina. Va detto che Tesla ha sempre avuto batterie più grandi della concorrenza per ridurre l’ansia da autonomia dei suoi clienti. In generale le dimensioni delle batterie delle auto elettriche sono cresciute con una capacità media salita del 55% rispetto al 2018. Anche la Cina sta incoraggiando questa trend eliminando gli incentivi per veicoli elettrici con un’autonomia inferiore a 250 km. I numeri raccolti da Adamas Intelligence ci fanno capire che le auto elettrice vendute in circa 80 paesi al mondo, rappresentando oltre il 90% del mercato EV globale.

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Trump rinnova le accuse a Huawei ma apre ad un possibile accordo con la Cina

di Alessandro Signori

Il presidente degli USA, durante una conferenza a Washington, ha rinnovato le accuse di pericolosità verso l’azienda cinese ma non esclude la possibilità di rimuovere il ban attraverso un accordo commerciale con lo stato cinese. (...)
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Google, sospesa la collaborazione con Huawei: accesso al Play Store a rischio?

di Saverio Alloggio
L’ordine esecutivo firmato dal Presidente Donald Trump qualche giorno fa sortisce i primi effetti. Google ha infatti deciso di sospendere qualsiasi collaborazione con Huawei in relazione al trasferimento di prodotti hardware e software, escludendo però quelli coperti da licenza open source. Non dovrebbero dunque esserci problemi per l’azienda cinese nel continuare ad adottare Android sui […]

Comandi vocali per auto connesse: la Cina investe sulla biometria

di Antonio Elia Migliozzi

I sensori biometrici saranno determinanti nel futuro delle auto connesse. I brand dell’auto stanno investendo importanti risorse nel campo del riconoscimento dei parametri identificativi dei driver. In questa direzione si muovono anche molte aziende tech come Nuance. Quest’ultima è da tempo al lavoro sull’intelligenza artificiale che sta preparando per il sistema di infotainment Banma Mars V3.0. Gli strumenti hardware e software saranno in grado di effettuare un’analisi dettagliata della voce del driver permettendo una gestione totale dell’auto. Basterà quindi la voce per offrire un’esperienza del tutto nuova a bordo delle auto connesse. Dietro al progetto sui dati biometrici c’è un investimento importante del costruttore cinese Baic e del colosso tech Alibaba. Vediamo i dettagli di questa tecnologia.

RICONOSCIMENTO BIOMETRICO

Nuance Communications ha comunicato di essere al lavoro per migliorare il suo sistema per il riconoscimento vocale biometrico. Le attività si concentrano sulla capacità di questa tecnologia di entrare in stretto contatto con il driver del veicolo. Basato sull’intelligenza artificiale il nuovo strumento sarà parte della sua piattaforma digitale Banma MARS V3.0 per auto connesse. Il nuovo Banma MARS V3.0 sfrutta i sistemi di Nuance per gestire al meglio anche le richieste simultanee a bordo delle auto connesse. In particolare si potrà gestire, con il controllo vocale, la navigazione, la climatizzazione, l’illuminazione ambiente e la musica. Nuance ha annunciato anche una serie di nuovi servizi in rete basati su cloud anche per le aree con scarsa connessione ad internet. Le sue soluzioni biometriche per il settore automotive stanno facendo la fortuna economica di Nuance.

ECOSISTEMA COMPLETO

Grazie alla rete le auto connesse possono ricevere continui aggiornamenti software. In questo modo i costruttori potranno gestire da remoto il parco auto circolante. In questa ottica si inserisce l’accordo commerciale tra Banma e Nuance. “Banma MARS V3.0 rappresenta l’ultimo passo nei nostri sforzi per rendere l’auto connessa lo standard in tutta la Cina, ha commentato Hao Fei, Ad di Banma Technologies. “Insieme a Nuance, siamo in grado di progettare un’interfaccia utente vocale che non ha eguali, e MARS V3.0 di Banma è solo l’inizio.” Insomma i cinesi puntano sulle auto connesse e lo fanno con risorse economiche importanti. Banma, infatti, è una joint venture tra SAIC, una delle principali case automobilistiche cinesi e Alibaba Group. Insomma Alibaba, alias Google cinese, è pronto a salire in auto per raggiungere anche in mobilità gli utenti offrendo servizi dedicati.

LA PROSPETTIVA

Numeri alla mano il mercato dell’identificazione dei dati biometrici in auto varrebbe circa 10 miliardi di dollari. Stefan Ortmanns di Nuance Automotive, ha detto: “Banma MARS V3.0 segna non solo una profonda cooperazione per un’interfaccia a comando vocale, ma un mutuo impegno per il futuro dell’assistenza vocale.” Nuance Automotive ha da poco annunciato una partnership simile con la Korean Motor Technology Corporation e Korean Telecom. Sulle auto connesse il controllo vocale è di assoluta importanza per semplificare la gestione del veicolo e ridurre i tasti fisici. Ad oggi a bordo di 250 milioni di auto di svariati produttori tra cui Daimler, Toyota e BMW, troviamo sistemi basati sul controllo vocale. Grazie ad internet l’auto connessa può accedere ad un cloud in rete che fornisce al sistema tutti gli elementi per gestire al meglio i comandi del driver.

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In Cina le dipendenze dalle droghe si curano con l’innesto di microchip cerebrali

di Alessandro Crea
Si chiama DBS (Deep Brain Stimulation) ed è un microchip che agisce come una sorta di pacemaker, ma a livello cerebrale, dove invece di regolare i battiti del cuore regola le emozioni umane. Attualmente è in sperimentazione in Cina per la cura di alcune gravi dipendenze, come quelle dalle droghe, ma in futuro secondo gli […]

Baidu al Salone di Shanghai: tutte le auto autonome del Google cinese

di Antonio Elia Migliozzi

Il Salone dell’auto di Shanghai è l’occasione per stringere i rapporti con la Cina. Ford annuncia gli sviluppi della partnership con il colosso tecnologico Baidu. Allo studio l’applicazione della piattaforma Apollo per l’auto connessa basata sull’intelligenza artificiale. Ford ha firmato nel giugno del 2018 un accordo strategico con Baidu per migliorare la tecnologia a bordo delle sue auto. Ford e Baidu sono al lavoro per mettere in campo soluzioni digitali. Il nuovo sistema di infotainment SYNC + è il primo risultato dell’alleanza. Basato su DuerOS per Apollo è in grado di fornire servizi smart di navigazione e intrattenimento. Sono davvero tanti i brand, cinesi e non, che lavorano con Baidu. Vediamo i dettagli.

CINA AL CENTRO

Baidu, colosso cinese del settore tech, è sempre più impegnato nel campo automotive. In occasione del Salone dell’auto di Shanghai l’azienda è sotto i riflettori per le sue ultime soluzioni dedicate ai veicoli interconnessi e smart. DuerOS per Apollo è l’ultima versione del sistema operativo basato sulla piattaforma AI di Baidu. La nuova interfaccia sarà già scelta da diverse case automobilistiche internazionali, sale a bordo del nuovo SUV Ford Escape. Si tratta dell’equivalente internazionale della Kuga europea presentata all’inizio del mese ad Amsterdam. “L’intelligenza artificiale sta trasformando l’industria automobilistica. Lavorando con i nostri partner, Baidu sta costruendo un nuovo framework per le soluzioni di veicoli connessi. DuerOS per Apollo porterà alle persone un’esperienza di guida nuova e migliorata”, ha affermato Zhenyu Li, vicepresidente e direttore generale dell’unità Intelligent Driving di Baidu.

IL SISTEMA APOLLO

Il sistema operativo DuerOS per Apollo è alla base dell’infotainment SYNC + di Ford. A partire dal giugno del 2018 la cinese Baidu e Ford hanno scelto di collaborare allo sviluppo di soluzioni per le auto connesse. Il nuovo SYNC + è previsto solo a bordo dei modelli Ford destinati alla clientela cinese ma non si esclude il debutto in altri mercati asiatici. La nuova interfaccia propone servizi connessi per navigazione e intrattenimento. Baidu è anche a lavoro sul programma Apollo Enterprise. Si tratta di una suite che parte dagli ADAS e promette di arrivare alla guida autonoma. In occasione di del Salone dell’auto di Shanghai 2019 l’azienda ha ribadito gli impegni di sviluppo con WM Motor. L’obiettivo è quello di mettere su strada, entro il 2021, una flotta di veicoli autonomi di livello 3. Baidu prevede anche di lanciare un servizio di taxi driveless basato sulla sua tecnologia V2X.

POTENZA BAIDU

Sono davvero tanti i marchi dell’auto interessati alle tecnologie automotive di Baidu. Il nuovo Haval H6 di Great Wall, uno dei SUV più venduti in Cina, è equipaggiato con DuerOS per Apollo. Il sistema svolge funzioni di base tra cui assistente vocale, navigazione, intrattenimento multimediale, ma sfrutta la rete anche per i pagamenti online. Su Haval H6, Baidu offre oltre 50 servizi connessi compresi quelli di e-commerce. L’intelligenza artificiale di Baidu è anche a bordo della Chery Exeed e permette ai passeggeri di effettuare pagamenti in auto e accedendo tramite il riconoscimento facciale. Anche le coreane Hyundai e Kia hanno presentato a Shanghai diversi nuovi modelli con la tecnologia Apollo. Nello specifico parliamo della Hyundai Santa Fe e delle Kia KX3 e KX5.

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Amazon dice addio alla Cina, il marketplace si arrende ad Alibaba

di Alessandro Crea
Amazon ha fatto sapere che, a partire dal prossimo 18 luglio, chiuderà il marketplace cinese di Amazon.cn, che non mostrava segni di crescita. I venditori nazionali di terze parti sembrano infatti preferire i colossi nazionali, come Alibaba. L’azienda di Bezos continuerà comunque a consentire l’acquisto di prodotti internazionali e la vendita dei prodotti locali sui […]

Guida autonoma in Cina: Aptiv apre un centro di ricerca sul Livello 4

di Antonio Elia Migliozzi

La società tech Aptiv ha annunciato la sua espansione in Cina. Aptiv ha fatto sapere che inizierà a svolgere operazioni in Asia per testare la sua tecnologia per la guida autonoma. La scelta della Cina non è casuale. Secondo gli analisti nel paese, entro il 2040, verranno percorsi due terzi delle miglia a guida autonoma del mondo. Aptiv lavora da tempo insieme al servizio di ridesharing Lyft e ha già effettuato 40.000 corse driveless a pagamento nell’area di Las Vegas. Dal 2017 la città di Pechino ha aperto le strade pubbliche ai test per la guida autonoma. Ad oggi sono 56 i veicoli coinvolti che appartengono ad 8 aziende diverse. Nel 2018 questa flotta ha portato a termine test su complessivi 150.000km e quest’anno promette di fare molto di più. Vediamo perché la scelta di Aptiv non poteva che cadere sulla Cina.

SVILUPPI TECH

Aptiv è un’azienda tech attiva negli Stati Uniti e impegnata da anni nello sviluppo di software per la guida autonoma. L’azienda sta aprendo un centro di ricerca per la mobilità autonoma a Shanghai per concentrarsi sullo sviluppo e l’impiego della sua tecnologia sulle strade pubbliche. La Cina sarà il quinto hub di attività per Aptiv. Ad oggi sono in corso operazioni di sulle auto autonome a Boston, Las Vegas, Pittsburgh e Singapore. In questo quadro la Cina è forse il suo obiettivo più ambizioso. Aptiv non ha mai svolto operazioni in Cina, ma ha contatti con il paese sin dalla sua nascita nel 1993. Nel corso di un’intervista a TechCrunch il presidente di Aptiv, Karl Iagnemma, ha chiarito: “Secondo un recente studio di McKinsey entro il 2040 il paese ospiterà i due terzi delle miglia autonome percorse nel mondo e sarà un’opportunità di mobilità per trilioni di dollari“. 

CINA AL CENTRO

Nel 2017 Pechino è stata la prima città in Cina a consentire test a guida autonoma sulle strade pubbliche. Lo scorso anno ben 56 veicoli di otto società diverse hanno effettuato test per oltre 150.000 chilometri nella capitale. Le autorità di Pechino hanno anche aperto un centro di ricerca governativo per catalizzare gli investimenti e stimolare la ricerca. Il report sulle attività svolte non spiega, però, nel dettaglio a che punto siano le ricerche. Ad esempio non si capisce la frequenza con cui gli esseri umani sono dovuti intervenire. E’ comunque probabile che Aptiv si accordi con una società già attiva in Cina. L’individuazione di un partner valido è stata la chiave dei test autonomi di Aptiv a Singapore. Qui Aptiv ha lavorato con nuTonomy, startup automobilistica per poi acquistarla insieme al suo progetto di robotaxi.

MODELLO GLOBALE

Aptiv è anche interessata ad approfondire lo studio della mappatura. Sappiamo bene che radar e telecamere non possono da soli guidare le vetture autonome. L’azienda dovrà certamente pensare a nuovi tipi di partnership per la Cina. A differenza degli Stati Uniti, infatti, in Cina ci sono delle restrizioni e ben precise relative alla raccolta dei dati. Temi come la proprietà intellettuale e la creazione di dati cartografici ad alta risoluzione sono strettamente controllati dalle autorità statali. Aptiv potrebbe allora essere “costretta” a stringere accordi con realtà cinesi per rispettare queste regole. Tra i nomi che circolano c’è quello di Baidu. Al momento il colosso cinese Baidu, ha sviluppato la sua piattaforma di guida autonoma Apollo. I test coinvolgono 45 veicoli totali che hanno coperto circa 140.000 km. Aptiv ha confermato che effettuerà test driveless sulle strade pubbliche cinesi entro la seconda metà del 2019.

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Bayer, siamo stati attaccati da hacker cinesi

di Alessandro Crea
Il gruppo di hacker cinesi Wicked Panda avrebbe attaccato il colosso farmaceutico Bayer, ad affermarlo è stata la stessa società tedesca. La casa farmaceutica avrebbe scoperto del software sospetto sui propri server agli inizi dello scorso anno e ne avrebbe poi monitorato l’attività fino alla fine del mese scorso, quando ha deciso di rimuoverlo dai […]

Cucina Smart: i migliori prodotti da comprare

di Manuel Baldassarre
Nel progettare una Smart Home, la prima “stanza” dalla quale partire non può che essere la cucina! Con gli enormi passi avanti fatti dalla Domotica infatti, potrete ottenere la cucina smart dei vostri sogni circondandola leggi di più...

Volkswagen ID Roomzz: nuovi dettagli sul SUV elettrico in arrivo

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen è pronta a lanciare la sua prima auto elettrica di seconda generazione. La nuova ID Roomzz esordirà da fine mese al Salone dell’Auto di Shanghai. Il segnale per la concorrenza è di quelli forti e chiari. VW è intenzionata a mettere tutte le sue energie in campo nella sfida elettrificata. Il nuovo SUV a zero emissioni sarà commercializzato a partire dal 2021 e monterà tecnologie di primo piano. Si tratta, intanto, del primo modello costruito sulla base della piattaforma EV MEB. L’integrazione delle batterie nel pianale offrirà abitabilità e migliore guidabilità mantenendo il baricentro basso. Il nuovo Roomzz proporrà anche la guida autonoma di livello 4. Vediamo tutto sui piani elettrici di casa Volkswagen.

SUV ELETTRICO

Volkswagen presenterà in anteprima mondiale la nuova ID Roomzz al Salone di Shanghai. Non è una scelta casuale perché si tratta di uno degli eventi automobilistici più importanti dell’Asia. Il nuovo membro della gamma ID anticipa la versione di serie che sarà in vendita in Cina nel 2021. La ID Roomzz ospiterà a bordo numerose innovazioni. Il SUV a zero emissioni proporrà soluzioni innovative a partite dalla versatilità dello spazio interno. Grazie alle batterie integrate nel pianale modulare ci sarà più spazio in un abitacolo che si preannuncia futuristico. A bordo non mancherà la tecnologia. Su ID Roomzz ci saranno tutti gli ADAS della gamma IQ.Drive. All’esordio anche la modalità Pilot, con la quale la vettura può muoversi grazie alla guida autonoma di livello 4 senza l’intervento del guidatore.

FUTURO ELETTRICO

Klaus Bischoff, Responsabile del Design Volkswagen, ha specificato: “La ID Roomzz anticipa i contenuti di un grande SUV elettrico del futuro. Lo stile purista ne esalta la netta funzionalità, mentre l’esperienza di utilizzo è intuitiva e naturale”. Come anticipato il 2019 sarà l’anno delle nuove elettriche Volkswagen. Il brand punta sulla nuova strategia industriale, che ridurrà del 30% le emissioni di CO2 entro il 2025. L’idea è portare le vendite delle auto elettriche al 40% del totale delle vendite entro il 2030. Per riuscire in questo obiettivo il gruppo industriale sosterrà investimenti per complessivi 30 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. L’investimento è legato ai costi di sviluppo delle nuove tecnologie necessarie alla guida elettrica e connessa. Per riuscire a recuperare , almeno in parte, gli esborsi per la conversione elettrica Volkswagen ha un’idea. Il costruttore tedesco ha fatto sapere che venderà la piattaforma MEB ad altri brand dell’auto.

LA GAMMA ID

Il nuovo SUV a zero emissioni Roomzz affiancherà la compatta ID, il crossover ID Crozz, il van ID Buzz, la berlina ID Vizzion e la simpatica ID Buggy. Numeri alla mano la Roomzz sarà il sesto membro della nuova famiglia elettrica Volkswagen. VW sta infatti sviluppando una gamma completa di veicoli a zero emissioni ripensando il suo modello organizzativo con l’aiuto di Amazon. Il debutto della nuova generazione elettrica è atteso a breve con il lancio della versione commerciale della compatta ID. A seguire sono programmate per i prossimi anni le presentazioni di tutti i sei modelli elettrici. E’ noto che VW punta alla riduzione dei costi di acquisto delle EV. Il marchio intende prezzare la gamma elettrica ID a partire da meno di 20.000 euro.

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La Silicon Valley cinese è un inferno in cui i lavoratori durano meno di tre anni

di Alessandro Crea
L’economia cinese vola, soprattutto nell’hi-tech come dimostrano anche i recenti successi di Huawei, ma il rovescio della medaglia è che nella Silicon Valley cinese i ritmi sono così frenetici da bruciare i lavoratori in meno di 3 anni, 2,6 per la precisione, contro i 3,6 della Silicon Valley statunitense. Lo afferma il South China Morning […]

Xiaomi Mi 9

di Flavio Piccioni

A circa un anno dal suo sbarco ufficiale in Italia e forte di un buon livello di vendite già raggiunto nel nostro paese, la cinese Xiaomi ha lanciato Xiaomi Mi 9, il suo nuovo smartphone di punta, mostrato durante il Mobile World Congress di Barcellona. Caratterizzato da specifiche al top e da un prezzo pari quasi alla metà di quello di flagship concorrenti, il Mi 9 è davvero uno smartphone da non perdere? Vediamolo nella nostra recensione.

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Nokia e il presunto invio dei dati in Cina, interviene HMD Global

di Saverio Alloggio
HMD Global è intervenuta sulla questione che vede coinvolta Nokia e il presunto invio dei dati degli utenti in Cina. L’azienda, in una nota ufficiale pubblicata sul proprio portale, ha spiegato di aver incluso erroneamente il client di attivazione degli smartphone in versione cinese all’interno dei software dei dispositivi commercializzati in Europa. Da qui il […]
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