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BMW Integral Active Steering: come funziona lo sterzo attivo

di Donato D'Ambrosi

Una tecnologia sempre più diffusa che BMW ha chiamato Integral Active Steering, vediamo da vicino come funziona il sistema di sterzata integrale attiva

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BMW mette sul piatto 30 miliardi di euro per nuove tecnologie

di Valentina Acri
BMW mette sul piatto 30 miliardi di euro fino al 2025 con l’obiettivo di ampliare ulteriormente gli attuali piani di sviluppo delle proprie tecnologie. Un momento decisamente delicato per il mercato automobilistico, che vede un drastico calo delle immatricolazioni: i numeri registrati mostrano un -7,2% rispetto ad un anno fa nel Vecchio Continente. Se facciamo dunque […]

4 motivi del perché Daimler e BMW possono eclissare Tesla in Europa

di Donato D'Ambrosi

Tesla è in testa alla classifica delle auto elettriche più vendute in Europa: la Tesla Model 3 è l’auto con la crescita più importante nei primi 6 mesi del 2019 (dati Jato per l’Europa). Ci sono tanti motivi che spingono all’acquisto di una Tesla, primo tra tutti è l’effetto “wow” di chi ci sale almeno una volta e la prova su strada. D’accordo, ma quanto durerà l’effetto Tesla? Ecco i 4 motivi principali per cui tra qualche anno Tesla potrebbe guardare le spalle di altri Costruttori come Daimler e BMW.

PERCHE’ COMPREREMO UNA TESLA O FORSE NO

Se provate a chiedere a un proprietario di una Tesla “perché hai comprato una Tesla?” Probabilmente vi risponderà “Perché fa cose che altre auto non fanno”. Allora si può dedurre che la tecnologia innovativa di Tesla fa scattare la scintilla. Forse però non tutti sanno che Daimler (da anni sta lavorando alla guida autonoma di livello 4) e BMW (vende auto elettriche più o meno da quando la prima Model S ha esordito) hanno stretto un accordo. Entro il 2024 venderanno le prime auto a guida autonoma, intanto creeranno una piattaforma elettrica condivisibile e lanceranno i parcheggi automatizzati. Intanto per chi volesse la Mercedes EQC è già pronta a sfidare la Tesla Model X, che arranca negli ordini. E attenzione, poiché abbiamo volutamente escluso Volkswagen, meno attiva sulla guida autonoma di Daimler ma agguerrita sul fronte elettrico.

QUESTIONE DI COSTI

Sia chiaro, nessuno della redazione è a favore o contrario a Tesla, ma si tratta di mera convenienza economica. Finché Tesla continuerà a produrre le auto elettriche in California, una Tesla Model 3 che negli USA costa 39 mila dollari (senza contare gli incentivi), in Italia ne costa l’equivalente di almeno 15 mila in più. Ecco perché si vocifera da tempo che Musk voglia impiantare la sua Gigafactory europea proprio in Germania. Probabilmente ci riuscirà, ma intanto BMW produce già la i3 a Lipsia e Daimler ha in programma di estendere la produzione della Mercedes EQC dalla Germania, in USA, Francia e Cina.

CAMBIA IL MODO DI COMPRARE L’AUTO, MA L’ASSISTENZA?

Va bene, chi si apre all’acquisto di una Tesla ha un’immaginazione spiccata e magari gli basta anche visitare il sito web. Ma c’è anche chi si approccia alla vecchia maniera e vuole toccare con mano. Per l’esattezza in Italia, ad oggi, ci sono 5 store Tesla: 2 su Milano, 1 Roma, 1 Padova e 1 Bologna. E’ vero che magari si può scendere a qualche compromesso, ma non bisogna sottolineare il valore di una rete capillare di vendita e assistenza. Basta buttare giù uno specchio retrovisore e accorgersi che il fermo auto in attesa del ricambio non è una cosa molto piacevole.

L’IDENTITA’ DEL BRAND E’ UNA LEVA FORTE

Abbiamo detto all’inizio che le quattro ipotesi per cui Daimler e BMW potrebbero surclassare Tesla in Europa entro il 2024 non si basa sulle batterie. Chiaramente se si volesse una semplice auto elettrica si comprerebbe una Nissan Leaf, una Volkswagen e-Golf, una Hyundai Ioniq Electric o le altre elettriche più vendute della nostra analisi costi. No, la Tesla oggi si compra soprattutto perché, quando sarà legale, potrà guidarsi da sola. Non prendiamoci in giro, quando le auto potranno guidare da sole legalmente forse non avranno più le ruote e neppure i finestrini trasparenti. Ma fino ad allora nel settore delle auto premium (già di per se una nicchia) la fetta grossa è coperta da autonoleggi e società di leasing. Per lo più orientate a marche tedesche. Magari non sarà così e Tesla continuerà ad essere quel fenomeno dirompente che non si può ridurre banalmente a semplice Costruttore di auto.

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BMW: il tribunale europeo nega gli incentivi per le auto elettriche

di Donato D'Ambrosi

Quella degli incentivi per l’ampliamento delle attività industriali di BMW in Germania è diventato un caso comunitario. Ma nonostante l’appello del Costruttore al Tribunale europeo, l’assegnazione dei fondi per l’ampliamento della produzione di auto elettriche e ibride a Lipsia sfuma. Va a segno la stoccata della Commissione europea che si era opposta con una limitazione agli aiuti di Stato per BMW su un progetto che in Germania orientale avrebbe apportato 800 nuovi posti di lavori.

LA CORTE EUROPEA BOCCIA IL RICORSO BMW

La vicenda di BMW sulla concessione degli aiuti statali non è nuova ma con la pronuncia della Corte di giustizia europea aggiunge un nuovo capitolo. Come riporta Reuters, il più alto grado di giustizia del Tribunale europeo ha confermato il niet della Commissione europea. Se non per BMW si consolida l’incompatibilità del piano con le regole del mercato interno. Sarebbero queste infatti le primordiali motivazioni con cui la Commissione europea ha negato il finanziamento statale a BMW per un importo superiore a 17 milioni di euro. E’ curioso ricordare come proprio di recente BMW si sia espressa senza mezze parole sulle criticità dell’elettrico in Europa.

UE: 45 MILIONI DI EURO SONO TROPPI

La Germania aveva previsto un piano di incentivi per la crescita industriale da corrispondere a BMW per 45 milioni di euro. Ma nel 2017 si era già opposta la Commissione europea stabilendo che “qualsiasi importo superiore a 17 milioni di euro era incompatibile con le regole del mercato interno”. BMW ovviamente non ha ceduto, sostenendo che fossero stati commessi degli errori nelle valutazioni del costo del progetto, ricorrendo al Tribunale dell’Unione europea e poi alla Corte di giustizia. Ma in entrambi i casi il ricorso è stato bocciato.

IL PIANO BMW A LIPSIA

Il piano di sviluppo BMW prevedeva in origine l’ampliamento di 2 linee produttive per altrettanti modelli ibridi ed elettrici. Un progetto che avrebbe portato 800 nuovi posti di lavoro in uno degli stabilimenti del Gruppo più avanzati al mondo. Lo stabilimento BMW di Lipsia è uno dei più moderni e sostenibili al mondo. Ogni giorno vengono prodotte fino a 860 auto tra Serie 1 e 2. E’ qui che BMW assembla le auto con telaio in fibra di carbonio e alimentazioni alternative: la BMW i3 (da settembre 2013) e la BMW i8 (da maggio 2014). L’energia verde per la produzione di queste auto è fornita da quattro turbine eoliche sul posto. Ma queste credenziali non sono bastate a ribaltare il parere della Commissione UE.

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Daimler e BMW se le suonano a suon di tweet sulla guida autonoma

di Donato D'Ambrosi

Gli sfottò tra Costruttori di auto non sono una novità, ma stavolta il battibecco tra Daimler e BMW la mette sulle capacità di sviluppare un’auto a guida autonoma. Il tweet provocatorio arriva dopo l’evento NextGEN in cui BMW ha mostrato al mondo il futuro delle auto connesse, elettriche e autonome. E Daimler ne ha approfittato per stuzzicare il diretto rivale su ciò che riesce realmente a fare un’auto BMW a guida autonoma. Ecco il botta e risposta tra Daimler e BMW che si conclude con una proposta inaspettata.

QUANDO NON E’ LA FIAT A SFOTTERE GLI ALTRI

Stavolta non è Fiat a prendere in giro Daimler, quando la Smart ha compiuto 18 anni. Oppure quando con il video della Fiat Panda ha fatto arrabbiare Audi. E non è neppure paragonabile al post in cui la Fiat 500 si faceva beffa della Renault Twingo (non a caso per linee molto simili alla rievocazione della classica). Il tweet in cui Daimler chiama in causa BMW parla da solo: “Ehi, BMWGroup abbiamo sentito del tuo evento #NEXTGen la settimana scorsa. Abbastanza figo. Le vostre auto sono già in grado di guidare completamente da sole? Provate a immaginare: un giorno, potrebbero portarvi a casa dall’Oktoberfest in modo sicuro”. Un messaggio dal tono palesemente ironico da un Costruttore che non ha bisogno di presentazioni sullo sviluppo della guida autonoma.

BMW REGGE IL GIOCO E SI FA AVANTI

Ma la risposta di BMW arriva nel giro di qualche ora. “Grazie per il complimento 😉 #NextGen è andato alla grande! Guida autonoma? Di’ al tuo amico che ci stiamo lavorando. E tu?”. E a questo punto della conversazione si tocca un tasto che per molti Costruttori è rovente. C’è chi è più indietro e si nasconde dietro l’affidabilità e chi invece come Daimler la pensa diversamente. “Beh, la sicurezza è uno dei nostri valori fondamentali del marchio. E come ingegneri tedeschi, ne siamo orgogliosi. Quindi non lanceremo la guida autonoma completa prima di essere convinti che sia perfettamente sicura.” BMW non può fare a meno di alzare il tiro: “Assolutamente, anche noi! Sai, dicono che due teste sono meglio di una! Che ne dici di creare insieme una tecnologia di guida autonoma?

LA PARTNERSHIP TRA BMW E DAIMLER

E viene fuori la simpatica gag chiaramente organizzata a tavolino per creare rumors attorno alla nuova partnership tra BMW e Daimler. La partnership a lungo termine ha proprio lo scopo di mettere sul mercato le prime auto a guida totalmente autonoma entro il 2024. La sinergia che coinvolgerà 1200 specialisti metterà sul tavolo congiunto le conoscenze di entrambi i Costruttori per sviluppare insieme i sistemi di guida autonoma livello SAE4 (quello in cui il conducente può distrarsi o leggere, in quelli inferiori non è permesso).

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Microsoft e BMW, alleanza nel segno dell’IoT

di Filippo Vendrame

Microsoft e il Gruppo BMW si sono stretti la mano all’appuntamento Hannover Messe, annunciando una nuova iniziativa comune che punta all’obiettivo di portare le ultime innovazioni nei settori automobilistico e manifatturiero. La nuova iniziativa si chiama Open Manufacturing Platform (OMP) ed è stata pensata in particolare con un focus sull’IoT industriale. Le due aziende sperano che la mossa possa abbattere le barriere tra sistemi complessi e proprietari utilizzati nella produzione.

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BMW iX3, BMW i4 e BMW iNEXT: nuovi dettagli

di Filippo Vendrame

BMW è vicina ad un punto di svolta nel settore delle auto elettriche. Sono passati già 7 anni da quando lanciò la BMW i3 e da allora la mobilità elettrica è profondamente mutata. Il costruttore tedesco sta adesso lavorando per portare sul mercato nei prossimi anni 3 nuovi veicoli elettrici moto interessanti. Trattasi dei modelli BMW iX3, BMW i4 e BMW iNEXT. A rimarcare il lavoro che sta svolgendo, BMW ha condiviso una serie di scatti dei prototipi di queste autovetture attualmente impegnati in alcuni test di guida invernale ad Arjeplog, in Svezia, ai margini del Circolo Polare Artico.

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MWC 2019, con BMW l’auto si controlla con la voce

di Filippo Vendrame

BWM porta tanta innovazione al Mobile World Congress 2019 di Barcellona. Il costruttore automobilistico ha introdotto, infatti, alcune soluzioni che rivoluzionano il modo in cui i guidatori interagiscono con i loro veicoli. Alla fiera spagnola, il costruttore tedesco ha annunciato “BMW Natural Interaction”. Trattasi di una piattaforma che combina la tecnologia di comando vocale più avanzata sul mercato con controllo gestuale e riconoscimento facciale che permetteranno per la prima volta la totale multimodalità. Le prime funzioni di BMW Natural Interaction saranno disponibili sulla BMW iNEXT dal 2021.

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BMW e Daimler, alleanza su mobilità e car sharing

di Candido Romano

BMW e Daimler, principali produttori di auto a livello mondiale, hanno annunciato che lavoreranno insieme a progetti dedicati alla mobilità. I due colossi tedeschi dell’auto prevedono un investimento di più di un miliardo di euro sul mercato della mobilità urbana. Insomma una joint venture sul ride hailing (cioè la prenotazione di una vettura con autista attraverso un’app), car sharing, ricarica di auto elettriche e altri servizi.

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