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Bici Elettrica o pedalata assistita: le migliori da comprare

di Manuel Baldassarre
La bici elettrica – chiamata anche e-bike – sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa! Questi veicoli sono pratici, leggeri, di facile manutenzione e a basso costo: insomma, come detto dal New York leggi di più...

Patente bici e casco obbligatorio: nuove regole per ciclisti a New York

di Donato D'Ambrosi

Patente e casco obbligatorio per chi va in bici, sono le nuove regole annunciate da sindaco di New York per contrastare gli incidenti stradali. Due delle proposte che fanno già discutere, parte del più ampio piano da 58 milioni di dollari per la sicurezza dei ciclisti proclamato da Bill de Blasio. “Diciassette ciclisti sono morti a New York dall’inizio dell’anno. – Ha dichiarato de Blasio – Abbiamo deciso di stanziare 58 milioni di dollari per rafforzare la sicurezza dei ciclisti”. Per fortuna tra le idee di de Blasio non si parla di assicurazione sulle bici. Ma è così difficile accettare l’obbligo del casco in bici? A quanto pare si.

IL CASCO OBBLIGATORIO IN BICI PER COMBATTERE GLI INCIDENTI

Il piano per la sicurezza dei ciclisti a New York si basa fondamentalmente sulla realizzazione di piste ciclabili protette. Ma l’annuncio del sindaco di New York sull’obbligo del casco in bisi ha eclissato totalmente la rilevanza infrastrutturale del progetto. Al centro delle nuove regole annunciate da De Blasio c’è la distinzione delle corsie per bici e quelle per altri veicoli. Si partirà da Brooklyn, epicentro degli incidenti in cui sono morti più ciclisti.

LE PISTE CICLABILI PROTETTE A NEW YORK

La prima fase prevede la realizzazione di 30 miglia (circa 48 km) di piste ciclabili protette da barriere, evitando così i rischi delle piste ciclabili “aperte”.  Il piano per la sicurezza dei ciclisti prevede che entro il 2021 siano realizzate 90 miglia di piste. La parte del piano che ha ricevuto meno consensi è relativa al casco obbligatorio, spauracchio delle società di bike sharing. Secondo una portavoce di Citi Bike, tra i più grandi progetti di sharing, il nuovo obbligo non migliorerà la sicurezza dei ciclisti. I timori sono tutti nell’effetto disincentivante del casco e su come questo si rifletta sugli affari delle fiorenti società di bike sharing.

LE REGOLE IN BICI NON BASTANO, SERVE LA PATENTE

Alle critiche, il sindaco ha risposto che “dobbiamo pensare a ciò che è sicuro per le persone”. All’obbligo del casco in realtà si aggiunge anche la patente per bici. Un’idea che spesso è finita in disegni di legge mai approvati, ma non è mai andata oltre le regole che esistono già. Bisogna ricordare che anche le bici come altri mezzi di trasporto senza motore devono sottostare a un regolamento di circolazione ben preciso, vedi i monopattini elettrici a Milano. Peccato che spesso si arriva in sella alla ricerca di spensieratezza e con un approccio più ludico, friendly e non di rado “sregolato”.

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UK: i pedoni in strada valgono solo 17 sterline l’ora

di Donato D'Ambrosi

Negli ultimi anni si sta attuando un’autentica crociata alle emissioni delle auto, ancora di più se diesel, eppure nel Regno Unito il Governo continua ad investire in progetti che prediligono le auto. Lo rivela un rapporto del Parlamento britannico che si basa sulle stime del valore economico di un’auto e di un pedone in strada.

FINO A 2 MIGLIA IL 60% SI SPOSTA IN AUTO

Il rapporto della Commissione per i trasporti del parlamento britannico pubblicato il 23 luglio, sostiene che il Governo è istituzionalmente legato all’uso dell’auto. Il report di denuncia, riportato da Forbes, sollecita il Dipartimento per i trasporti (DfT) a definire un nuovo algoritmo di finanziamento delle infrastrutture. Oggi infatti sembra che il Governo attribuisca più valore economico agli spostamenti di lungo raggio che all’uso della bici e a muoversi a piedi. Il problema è che il 60% degli spostamenti a corto raggio (entro 1-2 miglia) avvengono in auto. Guidare l’auto è molto più facile e comodo anche per i tragitti brevi perché “il semplice miglioramento delle infrastrutture pedonali e ciclabili non è sufficiente per incoraggiare il trasferimento modale” dice il rapporto.

PERCHE’ L’AUTO VALE PIU’ DELLA BICI

Le linee guida utilizzate dal Dft per definire il rapporto tra costi-benefici dei progetti finanziabili attribuisce maggiore valore agli automobilisti che si spostano su lunghe distanze. Agli automobilisti viene assegnato un valore orario di 22 sterline, mentre il tempo di pedoni e ciclisti è valutato 17 sterline l’ora. Secondo il rapporto parlamentare, l’algoritmo attribuisce alle percorrenze in auto più lunghe la riduzione della mortalità, dell’inquinamento e della qualità di vita. Secondo il Gruppo di parlamentari che hanno presentato il rapporto però non considera l’aumento dei costi sanitari per l’assenza di una mobilità attiva senza auto.

IN 50 ANNI IL DOPPIO DELLE AUTO IN UK

Sembrerebbe che il budget annuale del Governo britannico per gli spostamenti “attivi” sia solo l’1,5% della spesa pubblica per i trasporti, cioè 400 milioni di sterline solo in Inghilterra. Nel 2017-18 il governo ha stanziato 26 miliardi di sterline per il trasporto in Inghilterra. “Nel 1970 avevamo 15 milioni di veicoli a motore sulle strade britanniche, ora ne abbiamo 37 milioni. – Spiega Joe Irvin, CEO di Living Streets – I tempi in cui pensavamo che avremmo semplicemente costruito più autostrade urbane per adattarla sono passati. Questo sicuramente non funzionerà. Con una quantità limitata di spazio, dobbiamo avere meno traffico”.

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E-bike: le migliori da comprare

di Manuel Baldassarre
Con il termine E-bike si intende letteralmente il termine Electrick Bike, e quindi bicicletta elettrica. Nel nostro Paese ci si riferisce più correttamente ad una bicicletta a pedalata assistita, dove un motore elettrico alimentato da leggi di più...

Bici Elettrica: le migliori da comprare

di Manuel Baldassarre
La bici elettrica – chiamata anche e-bike – non è altro che una bicicletta a pedalata assistita, dove un motore elettrico alimentato da un pacco batterie ricaricabile, spinge la bici senza bisogno di pedalare.. almeno leggi di più...

Le bici riducono più traffico e smog delle auto elettriche?

di Donato D'Ambrosi

Doppio senso ciclabile

Bici o auto elettrica? La scelta green si fa scomoda quando si tratta di sposare l’eco-mobilità in favore degli spostamenti urbani più confortevoli. Se auto elettriche hanno già emissioni approssimabili a zero, occupano sempre lo spazio di un’auto. Così uno studio ha rivelato quanto le bici possono migliorare la vita in città rispetto alle auto, in particolare elettriche se si pensa alla crociata della Commissione che sta spingendo l’elettrificazione. L’Olanda, che in fatto di biciclette è la Norvegia delle auto a batterie, detiene il primato di più ore di traffico in meno proprio grazie alle due ruote a pedali.

PASSARE ALLE BICI RIDUCE ANCHE IL RUMORE E MIGLIORA IL TPL

Nel 2006 la città di Copenhagen è stata trasformata totalmente con piste ciclabili e percorsi pedonali sono stati ampliati, corsie dedicate per gli autobus. I limiti di velocità sono stati abbassati da 50 a 40 km/h, vedi qui come cambia la sicurezza di un pedone investito. Il traffico automobilistico è diminuito del 45% in città e il tempo di viaggio degli autobus è sceso del 10%, i livelli di rumore sono diminuiti del 50% e il livello il numero di ciclisti è aumentato del 10%. Sono i numeri dello studio realizzato da una società olandese di consulenza. Il numero degli incidenti stradali a Copenhagen è diminuito del 45% in 33 mesi.

IN OLANDA IL POTENZIALE MAGGIORE PER LE BICI

Lo studio realizzato dalla società olandese Goudappel Coffeng ha utilizzato la modellazione del traffico e concluso che costruendo 675 km aggiuntivi di autostrade ciclabili farebbero diminuire il tempo passato in strada nei Paesi Bassi di 3,8 milioni di ore per anno. Altre 9,4 milioni di ore di attesa nel traffico auto si potrebbero tagliare con l’uso di biciclette elettriche. Il numero di bici è aumentato al punto che ad Amsterdam, ad esempio, saranno eliminati i parcheggi auto entro il 2025.

BILANCIO COSTI-BENEFICI DELL’AUTOSTRADA CICLABILE IN GERMANIA

A una conclusione simile arrivano le previsioni valutando la domanda di traffico nella regione della Ruhr (Germania) dove la RS1. L’autostrada ciclabile può ridurre fino a 50.000 spostamenti in auto ogni giorno dalle strade della regione. La Ruhr Cycle Highway è ancora in costruzione ma lo studio riporta l’attenzione delle autorità europee sul vantaggio di investire in infrastrutture ciclabili. Secondo lo studio l’autostrada ciclabile lunga 101 km attirerà nuovi ciclisti per un costo totale stimato in 180 milioni di euro (circa 1,8 milioni di euro/km), meno di quanto costi un progetto stradale in media di 8,24 milioni di euro/km in Germania.

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