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Consumo carburanti in Italia: nel 2019 benzina batte diesel

di Raffaele Dambra

IRBA Italia procedura d'infrazione

La cosiddetta ‘guerra al diesel’, giusta o sbagliata che sia, inizia a dare i suoi frutti. Per la prima volta dopo molti anni (in pratica dall’abolizione del superbollo) nel 2019 il consumo dei carburanti in Italia, nell’ambito dell’autotrazione, ha visto prevalere la benzina sul gasolio. Un’inversione di tendenza figlia delle politiche di opposizione al diesel, che puntano nel volgere di pochi anni alla totale cancellazione dalle strade dei veicoli alimentati a gasolio (per esempio a Milano sarà inibita la circolazione dal 2030). Del resto hanno fatto piuttosto scalpore gli ultimi dati di Transport & Environment sui diesel Euro 6, che supererebbero di ben 1.000 volte i valori considerati a norma. Anche se non tutti sono d’accordo sul demonizzare i motori a gasolio.

CONSUMO CARBURANTE IN ITALIA 2019: DIESEL IN CALO

Dunque nel 2019, secondo i dati del ministero dello Sviluppo Economico elaborati dall’Unione Petrolifera, gli automobilisti italiani hanno consumato meno gasolio a vantaggio della benzina. Nel dettaglio, la benzina ha mostrato un lievissimo incremento del +0,1% (+ 4.000 tonnellate), mentre il diesel ha evidenziato una diminuzione del -1,3% (- 20.000 tonnellate). In totale i consumi di carburante in Italia per l’autotrazione, nell’aggregato benzina + gasolio, sono risultati pari a 31,1 milioni di tonnellate. Con un decremento del -1% (-308.000 tonnellate) rispetto al 2018. Più in generale, i consumi petroliferi italiani sono ammontati lo scorso anno a 60,4 milioni di tonnellate, in calo del -0,9% (- 552.000 tonnellate).

CARBURANTI IN ITALIA: IL TREND DEI CONSUMI

Come giustamente ha rilevato Il Sole 24 Ore, il fenomeno di ‘fuga dal diesel’ si è visto soprattutto negli ultimi mesi del 2019, quando l’allarme smog tipico di ogni autunno e inverno ha prodotto un innalzamento delle misure restrittive sulla circolazione delle auto a gasolio. Per esempio nel solo mese di dicembre la benzina ha mostrato una crescita del +1% (+ 6.000 tonnellate) su dicembre 2018. Viceversa, nello stesso periodo, il consumo di gasolio per motori è sceso del -0,6% (- 11.000 tonnellate). Se questo trend proseguirà, e al momento non ci sono segnali che dimostrino il contrario, è facile prevedere che anche nel 2020 la benzina preverrà sul diesel, segnando una sorta di definitivo ritorno al passato (anni ‘80 e ‘90), quando l’alimentazione a gasolio era quasi di nicchia.

CONSUMO CARBURANTE IN ITALIA 2019: PERCHÉ LA BENZINA HA SUPERATO IL GASOLIO

Nella nota di commento ai dati sui consumi di carburante in Italia nel 2019, l’Unione Petrolifera ha spiegato che la sostanziale stabilità della benzina (in realtà una leggerissima crescita del +0,1%) risulta quale saldo dell’aumento delle immatricolazioni (44,5% del totale contro il 35,5% del 2018) e dell’efficienza dei motori. Dall’altra parte sulla contrazione del gasolio hanno inciso la debolezza della produzione industriale (per il gasolio pesante) e la perdita della leadership di mercato delle auto diesel, conquistata nel 2004, a favore della benzina. Nei 12 mesi le immatricolazioni auto diesel si sono infatti attestate attorno a una quota del 39,8% rispetto al 51,2% del 2018. Ciò a causa della penalizzazione, con blocchi del traffico, di questo tipo di alimentazione, che sembrerebbe aver disorientato gli automobilisti nelle loro scelte.

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di redazione

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Sciopero benzinai novembre 2019: dove, quando e perché

di Donato D'Ambrosi

Gli automobilisti resteranno senza benzina o quasi a novembre 2019 per lo sciopero benzinai annunciato dalle sigle sindacali. La protesta dei distributori di carburante in sciopero è stata organizzata per manifestare contro il traffico illecito di benzina, gasolio e lubrificanti “in nero”. Provvedimenti sempre più onerosi per i gestori da un lato e condizioni contrattuali con margini sempre più magri dall’altro. Al centro i benzinai che hanno deciso lo stop a novembre 2019 per protesta.

BENZINAI IN SCIOPERO PER 2 GIORNI

Lo sciopero dei distributori di benzina è stato indetto dalle organizzazioni sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio per protesta contro la vendita sottobanco di carburante nelle mani della criminalità organizzata. Le pompe dei distributori di carburante su strade urbane e autostrade resteranno chiuse per 48 ore esortando il Governo a un intervento risolutivo per i benzinai messi alle strette da più fronti.

I MOTIVI DELLO SCIOPERO DEI BENZINAI

I motivi dello sciopero dei benzinai del 6 e 7 novembre 2019 risiedono sono vari ma tutti convergono sulle criticità finanziarie che il 60% dei gestori sarebbe costretto ad affrontare. Da un lato – sostengono le sigle sindacali – l’onerosità operativa dei distributori di carburante è aumentata con l’ingresso dei pagamenti elettronici e del Registratore Fiscale Telematico. Dall’altra le Compagnie stralciano contratti con margini sempre più magri, fino al 30% meno di quelli del 2011. E se non bastasse c’è un altro fronte da cui i benzinai devono proteggersi: il mercato nero dei carburanti venduti illegalmente evadendo IVA e Accise.

SCIOPERO DISTRIBUTORI DI BENZINA CONTRO MERCATO NERO

Secondo una stima recente dell’Unione petrolifera, ogni 10 litri di carburante consumato, oltre 1 litro è stato venduto sottobanco. Un fenomeno in continua ascesa in mano alla criminalità organizzata che allarga il buco dell’evasione fiscale. Motivazioni che però negli USA hanno spinto un gestore a convertire la pompa di benzina in colonnine di ricarica per auto elettriche. Sarà mai il passo decisivo che innescherà un cambiamento anche in Italia? Difficile prevederlo sui numeri di vendite delle auto elettriche. Intanto però lo sciopero dei distributori di carburante manifesterà disapprovazione con un sit in davanti al Parlamento. A meno di revoche quindi sappiate di dover fare benzina in anticipo o cercare le pompe fai da te aperte per lo sciopero dei distributori del 6 e 7 novembre 2019 che si preannuncia movimentato.

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Auto diesel e benzina: stop alla vendita nell’UE dal 2040?

di Raffaele Dambra

Tra 20 anni non sarà più possibile acquistare auto diesel e benzina nei Paesi dell’Unione Europea? Non sappiamo se andrà veramente così (certi cambiamenti epocali è molto più facile annunciarli che metterli in pratica) ma intanto se ne sta parlando. Anzi, alla Commissione Europea è già arrivata una vera e propria proposta in tal senso da parte di Dan Jorgensen, ministro per il Clima e l’Energia della Danimarca, durante una riunione con i vari ministri dell’Ambiente dell’UE. E come ben sappiamo, visti gli incredibili risultati già raggiunti in Norvegia, sulla mobilità ecosostenibile i Paesi scandinavi fanno maledettamente sul serio.

LA DANIMARCA CI AVEVA GIÀ PROVATO A… CASA SUA

Talmente sul serio che la Danimarca voleva applicare lo stop alle vendite sul proprio territorio di auto diesel e benzina già nel 2030, tra soli 10 anni. Un lasso di tempo incredibilmente breve se comparato alla portata dell’evento. L’iniziativa era stata però bocciata dalla Commissione Europea, come ricorda il portale Motori.it, perché contraria alle direttive comunitarie in materia di omologazioni, secondo cui la regolamentazione specifica dev’essere omogenea a livello UE (in altri termini, un Paese dell’Unione non può decidere da solo di mettere al bando una certa tipologia di vetture, ma deve farlo di concerto con tutti gli altri Stati membri).

AUTO DIESEL E BENZINA: STOP NELL’UE DAL 2040 PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO DI ZERO EMISSIONI DI CO2 NEL 2050

La Danimarca però non si è scoraggiata, e per ‘aggirare l’ostacolo’ ha proposto di estendere lo stop a benzina e diesel in tutto il Vecchio Continente, ma dal 2040. Utopia? Forse, ma d’altronde è la stessa Europa che si è data degli obiettivi molto ambiziosi in tema di lotta all’inquinamento, contando di ridurre del 40% le emissioni di CO2 entro il 2030 e addirittura di azzerarle entro il 2050. E se si vogliono davvero raggiungere questi obiettivi da qualche parte bisognerà pur cominciare…

NO ALLA VENDITA DI AUTO DIESEL E BENZINA NELL’UE? AL MOMENTO SOLO 10 PAESI SONO D’ACCORDO

In ogni caso sembra che il progetto danese sia stato accolto positivamente solo da 10 Paesi UE dei restanti 27 (al momento non è dato sapere quali). Del resto gli ostacoli da superare non sono certo pochi, e si potranno risolvere soltanto se ci sarà una visione comune sugli obiettivi da raggiungere. Circostanza affatto scontata, visto che su temi ancora più importanti, come la gestione del fenomeno dell’immigrazione, i Paesi che fanno parte dell’UE non hanno quasi mai mostrato una particolare sintonia. “Abbiamo fretta di giungere a un accordo condiviso”, ha spiegato alla stampa il ministro danese Jorgensen, “Perché è fondamentale che l’Unione Europea renda note alle aziende costruttrici le proprie strategie a lunghissimo termine, in modo da consentire loro di prepararsi alla graduale uscita di scena delle auto diesel e benzina dal territorio UE”.

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Petroliera colpita: il prezzo benzina di nuovo alle stelle?

di Redazione

Il prezzo della benzina rischia di salire. Stavolta non per nuove accise, ma per un evento nel Mar rosso: qui, due missili hanno colpito un’imbarcazione della compagnia petrolifera iraniana. È in fiamme al largo della costa dell’Arabia Saudita. “Si tratta di un attacco terroristico”, riferiscono fonti anonime. E ci sarebbero anche perdite, con danni devastanti per l’ambiente. Risultato: costo del barile di petrolio in rialzo, e prezzo della benzina probabilmente alle stelle. Il pieno alla pompa costerà di più.

TENSIONI INTERNAZIONALI: PETROLIO SU

L’equipaggio della nave cisterna Sabity di proprietà della Nitc è illeso e il corpo della nave è appena danneggiato. Il problema è che questo incidente arriva settimane dopo che Arabia Saudita e Stati Uniti hanno accusato l’Iran di aver attaccato strutture petrolifere. Usando sia missili sia droni. La tensione internazionale si fa quindi più forte, con altre conseguenze negative sul prezzo del petrolio e quindi della benzina al distributore. Tutto questo anche se l’Iran ha negato le accuse.

I NUMERI: PREZZO DELLA BENZINA IN ALTO

In concreto, nell’immediato, i contratti sul greggio con scadenza a novembre salgono di 74 centesimi a 54,2 dollari l’oncia. Il brent cresce di 93 centesimi a 60,03 dollari l’oncia. Pertanto, il prezzo della benzina potrebbe salire. Infatti, per una “misteriosa” regola che riguarda benzina e gasolio, se il costo del barile di petrolio sale, allora il prezzo del carburante schizza insù subito. Viceversa, se costo del barile di petrolio scende, il prezzo del carburante non è detto che vada giù subito, e nella stessa proporzione. Alla fine, l’automobilista paga le conseguenze delle tensioni internazionali, ma non beneficia immediatamente di situazioni più stabili.

PREZZO DI BENZINA E GASOLIO: LA SITUAZIONE OGGI

Stando alle rilevazioni del ministero dello Sviluppo economico, un litro di benzina costa oggi 1,579 euro. Di cui circa 0,728 di accise (tasse allo Stato), più 0,284 di Iva (imposta sulle tasse). Insomma, su 100 euro di pieno, 66 euro vanno al Fisco: un record planetario. Analoga la situazione del gasolio: 0,471 per un litro. Di cui circa 0,617 di accise e 0,265 di Iva. Diversi politici negli anni hanno promesso una riduzione delle accise: prima Renzi, poi Salvini, per citarne due. Ma gli automobilisti pagano come prima. A questo, si aggiungono le tensioni internazionali che picchiano duro sul costo del barile di petrolio, con il prezzo di benzina e diesel che salgono. Non ultimi, i due missili sulla petroliera nel Mar Rosso. Infine, le accise del gasolio potrebbero crescere: un’altra beffa.

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Colonnine elettriche al distributore: la conversione costa 800 mila dollari

di Donato D'Ambrosi

Ricaricare l’auto elettrica al distributore di benzina sembra un paradosso. E invece è l’esperimento ad alto rischio che sta tentando il gestore di una pompa di benzina negli USA. Al posto degli erogatori di benzina e gasolio ha montato delle colonnine per caricare veicoli elettrici. Quanto guadagna per ricaricare le auto anziché fare il pieno di benzina è ancora un’incognita. Per ora il primo Petrol-Switch Off di un distributore USA passato dalle pompe di benzina alle colonnine elettriche è costato quasi 800 mila dollari. E fin da subito l’impresa non è priva di incognite se si pensa che il maggiore competitor è “in casa” seppure dall’altro capo del continente.

LA CONVERSIONE DI UNA POMPA STORICA CON LE COLONNINE 

Gli Stati Uniti d’America sono all’11^ posto della classifica mondiale dei maggiori giacimenti di petrolio. Ma secondo il rapporto Eni, World Oil Review 2019 gli USA hanno avuto un ruolo trainante nella crescita dell’estrazione del petrolio al 2018. Se uno dei gestori storici decide di porre fine alle condizioni delle Compagnie petrolifere e rivoluzionare la sua gestione in favore dell’ambiente, vuol dire che qualcosa sta cambiando anche oltre la vendita di auto nuove. E’ la storia di Depeswar Doley, proprietario e gestore di un distributore di benzina dal 1956 che ha convertito le sue pompe in colonnine di ricarica.

COSTI E GUADAGNI DALLA BENZINA ALLA RICARICA ELETTRICA

L’incertezza sui guadagni con le ricariche di auto elettriche è alta, come lui stesso avrebbe dichiarato, tuttavia è roba di poco conto se si pensa all’investimento necessario per convertire una pompa di benzina con colonnine di ricarica auto. Il progetto è stato possibile grazie al supporto finanziario dell’Electric Vehicle Institute e della Maryland Energy Administration. Sono serviti quasi 800 mila dollari per convertire l’impianto di distribuzione tradizionale in 4 colonnine di ricarica da 200 kW.  “A convincermi è stata mia figlia 17enne dopo un colloquio con i tecnici dell’Electric Vehicle Institute” ha spiegato Depeswar.

TESLA E I SUPERCHARGER FINO A 250 kW

A giudicare però dal numero di auto elettriche circolanti nello Stato del Maryland dove si potrà ricaricare l’auto al posto di fare benzina, il progetto non sembra così folle. Ci sarebbero infatti oltre 20 mila auto elettriche circolanti oltre a servizi di taxi. Tuttavia il territorio è marcato stretto da Tesla che può contare per ora solo su Punti di ricarica affiliati e pochi Supercharger in zona. La lotta si baserà tutta sui tempi di ricarica e di attesa: per questo Tesla sta diffondendo l’architettura di ricarica V3s che permette fino a 250 kW di picco ma senza distribuzione della potenza se più di un’auto è collegata alla stessa colonnina di ricarica.

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Emissioni benzina e gasolio estate 2019: solo 17 milioni di tonnellate di CO2

di Donato D'Ambrosi

Sciopero casellanti autostradali 2019

Le emissioni di CO2 da autotrasporto in estate seguendo quasi sempre un trend crescente. Quali motori emettono di più? Il rapporto 2019 del Centro Studi Continental fa un bilancio su emissioni CO2 auto benzina e gasolio in diminuzione (-0,8% nei 9 mesi). Per quanto – bisogna ricordarlo – l’autotrasporto contribuisce in minima parte alle emissioni rispetto a riscaldamenti domestici ed altre fonti più inquinanti. Ecco quanta CO2 emettono i veicoli a benzina e a gasolio in estate.

NEL 2019 500 MILA TONNELLATE DI CO2 IN MENO

Nei primi nove mesi del 2019 le emissioni di CO2 derivate dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono calate di 547.023 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2018. Tale calo corrisponde ad una diminuzione percentuale dello 0,8%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico sui consumi di carburante.

LA CO2 DA BENZINA E GASOLIO EMESSA IN ESTATE

Dai dati relativi ai mesi estivi emerge che a luglio le emissioni di CO2 da benzina e gasolio sono aumentate (rispetto a luglio 2018) di 173.025 tonnellate (+1,9%). L’aumento è stato più che compensato dalla diminuzione registrata ad agosto, che è pari a 241.104 tonnellate (-2,9%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il calo complessivo delle emissioni di CO2 derivate da benzina e gasolio per autotrazione nei primi nove mesi dell’anno è attribuibile in gran parte alla diminuzione delle emissioni derivate dall’uso di gasolio per autotrazione (-403.383 tonnellate), che risulta molto maggiore rispetto al calo fatto registrare dalle emissioni di CO2 derivate dall’uso di benzina per autotrazione (-143.640 tonnellate).

CONTINENTAL SULLE EMISSIONI DI CO2

Continental – sottolinea Enrico Moncada, Responsabile della Business Unit Truck Tires di Continental Italia – è fortemente interessata alla questione dell’impatto ambientale delle attività di trasporto e ribadisce il suo impegno per far andare di pari passo efficienza trasporto, riduzione delle emissioni e dei consumi di carburante. Per questo il Gruppo Continental si sta muovendo per la riduzione delle emissioni con nuovi pneumatici e nuove tecnologie. Continental è considerata un vero e proprio Solution Provider che aiuta concretamente le società di trasporto ad accrescere efficienza e sicurezza riducendo allo stesso tempo il loro impatto sull’ambiente”.

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5 vantaggi dei carburanti sintetici rispetto a quelli tradizionali

di Donato D'Ambrosi

Le auto elettriche e ibride circolanti cresceranno sempre di più, ma è inimmaginabile che tutti i veicoli si muoveranno a batterie. I più grandi Costruttori infatti prevedono ancora che nei prossimi anni i maggiori profitti si faranno con veicoli ICE (Internal Combustion Engine). Veicoli che dovranno rispettare i limiti sulle emissioni di CO2 più severi. Per questo si stanno diffondendo sempre di più carburanti sintetici, come il gasolio sintetico che Volkswagen stata testando sulle auto aziendali. Cosa cambia tra i carburanti sintetici e quelli tradizionali? Ecco 5 vantaggi pratici e ambientali che si spera di ottenere dalla diffusione dei carburanti sintetici.

1.LA PRODUZIONE INDUSTRIALE DEI CARBURANTI SINTETICI

I carburanti sintetici hanno ormai superato la fase sperimentale e vengono già prodotti in impianti pilota dove le quantità sono limitate ai test. A livello industriale produrre carburanti sintetici significa ottenere idrogeno dall’acqua e con l’aggiunta di carbonio si combinano le molecole di H2 e CO2. In linea di massima è il processo per ottenere benzina, gasolio, gas o cherosene sintetici.

2.I COMBUSTIBILI SINTETICI SONO NEUTRAL CARBON

La produzione di carburanti sintetici tramite energia ottenuta esclusivamente da fonti rinnovabili non crea emissioni collaterali di CO2. E’ quanto ancora oggi si richiede alla produzione di elettricità per alimentare le batterie dei veicoli a emissioni zero.

3.I CARBURANTI SINTETICI SARANNO PIU’ ECONOMICI

Il costo dei carburanti sintetici ad oggi non si può ancora considerare un vantaggio poiché la produzione limitata ha un costo al litro maggiore dei carburanti tradizionali. Si prevede però che una produzione su larga scala possa portare il costo del carburante sintetico in media 1 euro/l entro il 2050. Una stima che non tiene conto di eventuali accise sul carburante e che passerà per 1,4 euro/l al 2030.

4.CARBURANTI SINTETICI E TRADIZIONALI SONO COMPATIBILI

Non dovrebbero esserci costi significativi di adeguamento degli impianti, dei motori e delle infrastrutture con i carburanti sintetici. I carburanti sintetici sono stati definiti “drop-in” per il vantaggio di poter dare un impatto immediato. Possono essere distribuiti e utilizzati senza modifiche o anche mescolati con i carburanti tradizionali per abbattere la CO2 da produzione.

5.MATERIE PRIME ILLIMITATE

La produzione di carburanti sintetici rispetto alla produzione di biocarburanti non ha, in teoria, limiti di approvvigionamento. Produrre bio-combustibili infatti richiede l’impiego di biomasse e materiali di scarto alimentari o vegetali. Mentre produrre combustibili sintetici utilizzando esclusivamente elettricità proveniente da fonti rinnovabili offre un rubinetto di energia pulita e praticamente inesauribile. Certo gli equilibri dell’ecosistema vanno comunque preservati, ma se pensiamo che in Italia si utilizza meno energia eolica di quella che si potrebbe produrre, appare assurdo anche spegnere le pale eoliche che danno energia “gratis” e a basso impatto.

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Costi auto in Europa 2019: i prezzi per mantenerla in 18 Paesi

di Donato D'Ambrosi

I costi auto in Europa cambiano molto in base all’alimentazione. Mantenere un’auto comporta una spesa che tiene conto di tanti fattori. Visto che le auto elettriche si stanno diffondendo sempre di più ti sarai sicuramente chiesto quanto costa possedere un’auto benzina o diesel nel 2019. A questa domanda risponde il Car Cost Index di una nota società di leasing con i costi 2019 in Europa per possedere un’auto elettrica, benzina e diesel divisi per Paese.

L’INDAGINE SUI COSTI AUTO 2019 IN EUROPA

Il Car Cost Index di LeasePlan stima qual è la spesa media in Europa per mantenere un’auto. L’indagine si basa sul costo di guida di un’auto di dimensioni medie (segmento C) per i primi 3 anni. L’indagine tiene conto dei costi operativi (quindi non manutenzioni straordinarie) con una guida di 20 mila km l’anno. Se hai letto la nostra indagine sulla manutenzione di un’auto elettrica e ibrida, saprai quanto cambiano i costi tra un’auto tradizionale e una a batterie. Ecco perché anche l’indagine sul TCO (Total Cost of Owneship) distingue i fattori di costo tra auto benzina – diesel e auto elettriche.

AUTO ELETTRICHE E TRADIZIONALI, COME CAMBIANO I COSTI

Le voci di costo più influenti sulle auto tradizionali (ICE – Internal Combustion Engine) sono il deprezzamento e le tasse, pari al 36% dei costi. Lo stesso vale anche per le auto elettriche che però subiscono un deprezzamento maggiore (52%), anche se poi recuperano su imposte, manutenzione e assicurazione. Il costo medio per possedere un’auto tradizionale in Europa invece tiene conto di:

– Deprezzamento (36%)
– Imposte (20%)
– Carburante (18%)
– Assicurazione (13%)
– Manutenzione (9%)
– Interessi (5%)

QUANTO COSTA MANTENERE UN’AUTO BENZINA, DIESEL ED ELETTRICA

In Europa il costo mensile per possedere e guidare un’auto nel 2019 è più basso in Grecia, a prescindere se l’auto è elettrica (659 euro), benzina (445 euro) o diesel (410 euro). In media in Europa si spendono per un’auto 854 euro (se elettrica), 594 euro (benzina) e 613 euro (diesel). L’aspetto più significativo dei dati dell’indagine è vedere come in Polonia sia più costoso possedere un’auto elettrica (995 euro al mese). Le auto a benzina hanno un costo mensile maggiore invece in Norvegia (851 euro). L’Olanda è invece in cui le auto diesel costano più di tutti i 18 Paesi d’Europa considerati: ben 937 euro al mese. Clicca sull’immagine qui sopra per vedere a tutta larghezza i costi 2019 per mantenere un’auto in Europa.

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Accise carburante in Europa: dove si pagano meno tasse nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Dove costa meno la benzina in Italia

Le accise sui carburanti sono uno degli impegni che il precedente Governo Conte ha lasciato in sospeso e con il nuovo esecutivo Conte-Bis si prospetta anche l’aumento dell’IVA. Le accise sul carburante in Europa sono molto variabili e influenzano il prezzo della benzina al rialzo o al ribasso. Ecco i Paesi d’Europa in cui è più conveniente fare benzina e quelli in cui le tasse sono più alte al 2019.

TASSE E INCENTIVI IN EUROPA NON SONO PROPORZIONALI

Che crede ancora che il bollo auto sarà eliminato rischia di inseguire una chimera. Le auto infatti rappresentano una fonte vitale di sostentamento per i Governi di tutti i Paesi europei. Ecco perché le accise sui carburanti sono la parte più pesante sulla bilancia dei prezzi di benzina e gasolio. Guardando la classifica dei Paesi dove le accise su benzina e gasolio sono maggiori si nota subito il primato dell’Italia. In Italia le accise (0,728 euro/litro gasolio e 0,617 euro/litro benzina) sono molto vicine solo ai Paesi del Nord Europa, se si esclude la Grecia. A pensarci bene però si tratta di Paesi che hanno fatto una scelta politica al di là dei semplici incentivi statali. Oslo (Norvegia) ad esempio è la capitale delle auto elettriche (no IVA, parcheggio, traghetto e autostrada gratis, ecc.). Non si può certo dire che nell’entroterra ci siano solo auto elettriche, ma almeno si può controbilanciare il peso delle tasse sul carburante. Clicca sull’immagine qui sotto per vedere a tutta larghezza la tabella.

LE ACCISE 2019 SULLA BENZINA IN EUROPA

I 5 Paesi in cui ci sono meno tasse sulla benzina sono Bulgaria (0,363 euro/litro), Ungheria (0,380 euro/litro), Polonia (0,391 euro/litro), Cipro (0,429 euro/litro) e Lituania 0,434 euro/litro. All’estremo opposto invece le tasse sulla benzina sono più alte per Norvegia (0,778 euro/litro), Italia, Finlandia (0,703 euro/litro), Francia (0,683 euro/litro) e Germania (0,655 euro/litro). Bisogna considerare che le accise minime in Europa nel 2019 sono pari a (0,359 euro/litro).

LE ACCISE 2019 SUL GASOLIO IN EUROPA

Non sempre le accise diesel 2019 in Europa sono proporzionali alle accise sulla benzina. Basta guardare subito come la classifica ACEA (Associazione Costruttori Autoveicoli) qui sopra abbia molte posizioni invertite. I 5 Paesi con meno tasse sul gasolio del 2019 sono Bulgaria (0,330 euro/litro), Lussemburgo (0,338 euro/litro), Polonia (0,343 euro/litro), Lituania (0,347 euro/litro) e Ungheria (0,349 euro/litro). Tra i Paesi in cui le accise sul gasolio son più alte sono il Regno Unito (0,651 euro/litro), Italia, Belgio (0,6 euro/litro), Francia (0,594 euro/litro) e Finlandia (0,530 euro/litro).

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Le auto Mercedes, Dacia, Nissan e Renault con i motori H5FT 1.2 difettosi

di Antonio Elia Migliozzi

Parte dalla Francia l’allerta affidabilità riguardo al motore benzina 1.2 H5FT di casa Renault. Secondo un periodico transalpino ci sarebbe un difetto su quello che è stato uno dei motori più famosi del gruppo. La motorizzazione finisce sotto accusa per via di un consumo eccessivo di olio che, non segnalato dalle vetture, potrebbe causare danni irreversibili per migliaia di euro. Il piccolo benzina trovava posto a bordo di vetture di svariati marchi come Dacia, Mercedes-Benz, Nissan e Renault. Le stime parlano di 600.000 unità potenzialmente coinvolte che sarebbero state prodotte nel sito spagnolo di Valladolid tra il 1 ottobre 2012 e il 20 luglio 2016. Va detto che nonostante le inchieste giornalistiche condotte sulla questione da casa Renault non è partita una campagna di richiamo. Vediamo tutti i dettagli di un caso che sta facendo infuriare centinaia di migliaia di automobilisti in giro per l’Europa.

MOTORE INCRIMINATO

A seguito delle rivelazioni di Quechoisir.org si è innescato un vero polverone attorno al costruttore francese Renault. Il tema riguarda i dubbi sull’affidabilità del motore Renault 1.2 (tipo H5FT). Nello specifico il propulsore che equipaggiava diversi modelli dei marchi Dacia, Mercedes-Benz, Nissan e Renault manifesta un consumo eccessivo di olio. Da parte loro i costruttori interessati hanno minimizzato il problema e indicano che solo una piccola parte dei loro modelli ha manifestato un consumo di olio anomalo. Va detto che nonostante la segnalazione non è partito alcun formale avviso di richiamo. Secondo Renault il consumo eccessivo di olio non influisce sulla sicurezza dei modelli interessati e, di riflesso, su quella dei clienti. Eppure la polemica non è destinata a placarsi perché in molti si domandano se il motore 1.2 H5FT sia veramente esente da pericoli.

LA SCOPERTA

Va detto che i marchi che adottano i motori H5FT hanno dichiarano che sono state prese le misure necessarie per consentire alle loro reti di vendita di effettuare una diagnosi caso per caso. Secondo Renault l’eccessivo fabbisogno di olio potrebbe derivare da diverse cause quali perdite, obsolescenza, manutenzione impropria e scadente qualità dell’olio utilizzato. Insomma da quanto si capisce ogni auto che monta questa powetrain potrebbe avere un destino tutto suo. Sono infatti diversi gli automobilisti che hanno raccontato in rete le esperienze vissute in officina dopo che hanno segnalato agli addetti i loro dubbi sul consumo di olio. In tutti casi sembra che le auto interessate dal difetto non abbiano segnalato in nessun modo la carenza di olio esponendo il motore a rischi concreti. Per questo motivo le associazioni dei consumatori si sono rivolte a tutti i proprietari dei veicoli potenzialmente coinvolti chiedendo loro di recarsi in concessionaria.

PROBLEMA DIFFUSO

All’orizzonte sembra esserci una class action visto che per i meno fortunati il difetto ha mandato il motore completamente fuori uso. Il motore a benzina 1.2 (H5FT) era un fiore all’occhiello del gruppo Renault. Chiamato TCe in casa Renault e DIG-T da Nissan, offriva potenze tra 115 e 130 CV ed è stato sostituito l’anno scorso dal nuovo 1.3 TCe. Si stima che in tutta Europa il piccolo 1.2 sia presente a bordo di oltre 600.000 veicoli. Tutti i propulsori, compresi quelli potenzialmente difettosi, sono stati assemblati presso stabilimento Renault di Valladolid tra il 1 ottobre 2012 e il 20 luglio 2016. Il motore è montato su; Renault (Clio, Mégane, Captur, Scénic, Kadjar e Kangoo), Dacia (Duster, Lodgy e Dokker) e Nissan (Qashqai, Pulsar e Juke). L’allerta è estesa anche al Mercedes-Benz Citan che è essenzialmente derivato dalla Renault Kangoo e montava lo stesso motore benzina a quattro cilindri.

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Emissioni di CO2 in calo: -4,5% a giugno 2019

di Donato D'Ambrosi

L’estate svuota le città, almeno quelle in cui da giugno iniziano a liberarsi i parcheggi e si respira un’aria diversa, con meno auto in giro. Secondo il rapporto del Centro Ricerche Continental a giugno è sceso il livello di emissioni di CO2 da autotrasporto con un circa 479 mila tonnellate di CO2 in meno da gennaio a giugno 2019. Nel mese di giugno 2019 invece le emissioni di CO2 derivanti da veicoli a gasolio calano più di quelli a benzina. Ecco tutti i dati in dettaglio.

IL RAPPORTO CONTINENTAL SULLA CO2

Da gennaio a giugno 2019 le emissioni di CO2 derivate dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono diminuite di 478.944 tonnellate, che corrispondono all’1% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel solo mese di giugno la diminuzione è stata pari al 4,5%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico sui consumi di carburante.

LE EMISSIONI DI CO2 DA GENNAIO A GIUGNO 2019

Nel primo semestre del 2019 le emissioni di  CO2  derivate dall’uso     di     benzina     per autotrazione   sono   diminuite di   178.752   tonnellate   (che corrispondono     all’1,6%     in meno).  Sempre  nei  primi  sei mesi  del  2019  le  emissioni  di  CO2  derivate  dall’uso  di  gasolio  per  autotrazione  sono  calate  di 300.192 tonnellate, un quantitativo pari allo 0,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. E’ però interessante notare che la diminuzione delle emissioni di CO2 da gasolio nel primo semestre è dovuta al forte calo registrato a giugno, che compensa  il  lieve  aumento  che  scaturiva  dal cumulo dei primi cinque mesi.

CO2 DI BENZINA E DIESEL A GIUGNO 2019

Bisogna ricordare che i moderni motori diesel emettono in media una quantità di CO2 minore rispetto a un equivalente motore a benzina. Tant’è che con la riduzione delle immatricolazioni a gasolio si è paventato sempre più il rischio di un aumento dei livelli di CO2. Ma la riduzione dei consumi, e quindi dell’uso dell’auto in generale ci ha messo una toppa, che in estate, complici le vacanze ha un effetto ancora più evidente. A conti fatti le emissioni di CO2 provenienti da veicoli a benzina nel mese di giugno 2019 ammontano a poco più di 2 milioni di tonnellate. I veicoli a gasolio invece superano i 6 milioni di tonnellate di CO2 nello stesso periodo.

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Come abbassare sull’auto le temperature di olio, benzina e liquido refrigerante con additivi nanostrutturati

di redazione

Come abbassare sull’auto le temperature di olio, benzina e liquido refrigerante? Con gli additivi Nanomoto che sono stati protagonisti di un test su un’Abarth 500 provata al banco prova frenato. I risultati aono stati straordinari in termini di abbattimento delle temperature: -70° per i gas di scarico e -12° per la temperatura dell’acqua!

Giù le temperature

Il test per abbassare sull’auto le temperature di olio, benzina e liquido refrigerante è stato effettuato sul banco prova a rulli frenato Dimsport Dynorace presso l’Officina Abbasciano con un’Abarth 500 in configurazione di serie. Il primo lancio è avvenuto con la vettura priva di additivi, monitorando la temperatura dell’acqua e dei gas di scarico. A fine test, dopo un singolo lancio, la prima era di 91 °C mentre la seconda pari a 780 °C. Successivamente abbiamo scaricato completamente il circuito di raffreddamento sostituendolo con il CF, nanofluido refrigerante a base di acqua.

Anche l’olio e la benzina hanno ricevuto il loro additivo specifico che, riducendo gli attriti, contribuisce all’abbattimento delle temperature. L’auto, quindi, è stata riposizionata sul banco prova per effettuare ben 4 lanci consecutivi. La temperatura dei gas di scarico massima raggiunta in questa seconda fase del test è stata di 724 °C, 56 °C in meno rispetto alla vettura prima del trattamento.

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La gamma additivi Nanomoto
Nella gamma additivi di Nanomoto sono presenti: OFR Racing nanoadditivo base estere per lubrificanti, Octaboost Racing nanoadditivo per benzina e CF nanofluido refrigerante.

L’articolo completo con tutti i dettagli del test con additivi Nanomoto è su Elaborare 251.

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Dove costa meno la benzina in Italia: siti e app per verificare i prezzi

di Redazione

Dove costa meno la benzina in Italia

Una volta per sapere dove costa meno la benzina in Italia c’era il passaparola tra gli automobilisti. Chi avvistava un distributore che applicava prezzi più ‘umani’, faceva in modo di comunicarlo a più gente possibile, iniziando naturalmente da amici e parenti. Oggi le cose sono ‘leggermente’ cambiate e il web consente di sapere in tempo reale dove costa meno il carburante. Anche a centinaia di km di distanza. Questo grazie a numerosi siti e app che monitorano i prezzi di benzina, gasolio, gpl e metano. Scopriamo i più interessanti.

I SITI PER SCOPRIRE DOVE COSTA MENO LA BENZINA IN ITALIA

Prezzibenzina.it è probabilmente il sito (ma anche app per iOS, Android, Windows Phone e Blackberry 10) più famoso e cliccato tra quelli che segnalano agli automobilisti dove trovare i distributori più economici. I prezzi sono inseriti dagli stessi utenti registrati al sito. Per trovare il distributore o l’area d’interesse basta fare una semplice ricerca inserendo il nome della città, la via o il cap. Le schede dei distributori di carburante contengono, oltre ai prezzi aggiornati, anche l’indirizzo (compresi web ed email, se disponibili), il numero di telefono, gli orari di apertura e le modalità di pagamento. Un portale analogo è infobenzina.com, piattaforma web disponibile per PC, smartphone e tablet che permette di ottenere rapidamente prezzi benzina, prezzi gasolio, prezzi gpl e prezzi metano su tutto il territorio nazionale, e di scegliere quelli più vantaggiosi.

PREZZI CARBURANTE IN ITALIA: L’OSSERVATORIO DEL MISE

Per scoprire dove costa meno la benzina in Italia c’è anche una risorsa istituzionale ed è l’Osservaprezzi Carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico. Raggiungibile all’indirizzo web carburanti.mise.gov.it, consente di verificare in real time i prezzi di vendita dei carburanti effettivamente praticati presso gli impianti di distribuzione situati in tutta Italia, così come comunicati dai gestori dei punti di vendita settimanalmente o nei casi di aumenti infrasettimanali. La ricerca può essere effettuata per area geografica, per zona, su percorso, per tratta autostradale e per nome del distributore.

DOVE COSTA MENO LA BENZINA IN AUTOSTRADA

Anche il sito di Autostrade per l’Italia propone una piattaforma per conoscere i prezzi più convenienti sulla rete autostradale. L’url è autostrade.it/it/web/aree-di-servizio e per ottenere il costo dei carburanti nei vari distributori è necessario inserire il proprio percorso (per esempio da Milano a Genova) oppure scegliere una tratta specifica (A1, A4, A16, ecc.). Nei risultati, oltre al prezzo di benzina, gasolio e gpl, spesso aggiornato all’istante, anche tutti i servizi offerti dalle singole stazioni di rifornimento.

APP GRATUITE PER I PREZZI DEI CARBURANTI

Abbiamo già anticipato che il servizio di Prezzi Benzina dispone pure di un’applicazione gratuita per smartphone e altri dispositivi mobili. Certamente più utile della versione desktop se si vogliono sapere i prezzi di benzina, gasolio, gpl e metano quando già si è in viaggio! Attualmente l’app, che è molto intuitiva e facile da usare, ha un buon punteggio di 4,4/5 su Google Play e di 4,1/5 sull’App Store della Apple. Anche l’Osservaprezzi del MISE ha un app per dispositivi Android e Apple (ma la maggior parte delle recensioni sono negative). Al contrario sembra godere di ottimi riscontri da parte degli utenti (4,4/5 su Google Play) l’app Carburante Più Economico. Pesante poco più di 2 mb, quindi pochissimo, questa applicazione mostra i prezzi aggiornati del carburante in Germania, Austria, Francia, Italia e Spagna. Altre app da provare per avere sotto mano i prezzi benzina più bassi sono la notissima Waze (che serve a tante altre cose, dalle mappe agli avvisi sul traffico); Fuel Flash (mostra i prezzi carburante di oltre 60 mila stazioni di rifornimento in Italia, Francia, Austria, Germania, Portogallo e Spagna, comunicati dalle autorità competenti e sempre aggiornati); Benzina Vicina (solo per iOS); Benzina Comparatore di Prezzi; Prezzi Carburanti.

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Auto usate: -6% a giugno con 233 mila passaggi di proprietà

di Donato D'Ambrosi

Il mercato delle auto usate a giugno non si salva dalla flessione delle vendite che fisiologicamente in estate colpisce anche le nuove immatricolazioni. A giugno si vendono meno auto usate (-6%), sicuramente più diesel (52,3% in quota) che benzina (34,4%) con una tendenza inversa a quelle delle nuove immatricolazioni. Gli unici segni positivi riguardano le minivolture (le intestazioni dei rivenditori) e i passaggi di proprietà delle auto diesel ma solo da gennaio a giugno 2019.

125 AUTO USATE OGNI 100 IMMATRICOLAZIONI

Nuovo segno negativo a giugno per il mercato dell’usato. I passaggi di proprietà delle automobili al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) a giugno hanno archiviato una variazione mensile di -5,4% (-0,7% in media giornaliera). Per ogni 100 auto nuove ne sono state vendute 125 di seconda mano nel mese di giugno e 149 nel primo semestre dell’anno. I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend dell’Automobile Club d’Italia elaborato sui dati del PRA.

IL DIESEL USATO VENDE DI PIU’ MA E’ IN CALO A GIUGNO

Per quanto riguarda le alimentazioni a giugno le vetture usate a gasolio hanno registrato una contrazione dell’1,2%, superata di gran lunga dai passaggi netti di auto a benzina, che hanno subìto un calo del 9,6%. Nonostante la diminuzione la quota di auto usate diesel sul totale è cresciuta di oltre due punti percentuali (dal 50% di giugno 2018 al 52,3% di giugno 2019). Decremento a giugno anche per le minivolture di auto diesel (-4,3%), ma a fronte di una più netta contrazione dei minipassaggi di auto a benzina (-13,3%). Diminuiscono anche i passaggi di proprietà delle moto che al netto delle minivolture hanno messo a bilancio una variazione mensile del -6,7% rispetto al mese di giugno del 2018 (-2,1% in termini di media giornaliera).

DIMINUISCONO ANCHE LE RADIAZIONI AUTO: -2,6%

Il primo semestre dell’anno si chiude con una crescita complessiva dello 0,9% per le autovetture e dello 0,2% per tutti i veicoli, mentre le due ruote hanno fatto rilevare una flessione dell’1,6%. Variazione mensile negativa del 2,6% a giugno per le radiazioni di autovetture, che tuttavia per effetto della giornata lavorativa in meno equivale ad un incremento del 2,2% in termini di media giornaliera. Il tasso unitario di sostituzione nel settore auto a giugno è stato pari a 0,63 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 63) e a 0,75 nell’intero primo semestre dell’anno. In netto calo, invece, le radiazioni di motocicli che a giugno hanno messo a segno un decremento mensile dell’11% (-6,6 in termini di media giornaliera). Nel primo semestre 2019 le radiazioni hanno archiviato crescite complessive dell’1% per le autovetture e dello 0,1% per tutti i veicoli, a fronte di una flessione del 10,3% per i motocicli.

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Brando Racing elaborazione motori auto, moto e fuoristrada

di redazione

L’officina Brando Racing ha sede nel pittoresco paese maremmano di San Quirico di (GR) e si occupa principalmente di manutenzione e riparazione di autovetture, motocicli, mezzi agricoli, ma è specializzata soprattutto nella trasformazione e modifica di qualsiasi mezzo munito di motore.

Brando Racing realizza abitualmente parti speciali artigianali, sistemi di aspirazione e di scarico sportivi, assetti modificati, elettroniche e gestioni motore dedicate, lavorazione di testate e cilindri 2T, ricostruzione e revisione di motori da corsa e stradali, progettazione e realizzazione su nostro disegno tramite ditte esterne di particolari come alberi a camme, pistoni, collettori e particolari vari.

Alla Brando Racing possono effettuare qualsiasi tipo di swap e possediamo un know how tale da completare un’autovettura o moto totalmente preparata occupandosi di ogni parte/settore del mezzo.

Alfa-Romeo-75-Swap-M73-Biturbo-V12

Quando nasce la Brando Racing

L’officina Brando Racing nasce nel 2010 da un’idea di Brando Renzoni, che all’età di 12 anni, comincia a lavorare in un’officina di riparazione moto a Roma; continuando regolarmente gli studi, dai 12 ai 19 anni lavora in varie officine Romane, sia di auto che di moto, al fianco di preparatori capitolini più o meno noti, come Di Bartolomeo e Lazzarini.

Dopo essersi diplomato come Tecnico dei Sistemi Elettronici, abbandona la caotica Roma per trasferirsi in Toscana, dove continua a maturare numerose esperienze presso varie officine meccaniche di tutti i generi, nella provincia di Grosseto e di Firenze. Nel 2010 dopo aver conseguito un secondo diploma come Tecnico dei Sistemi Energetici, decide di aprire un’officina propria, l’attuale sede in San Quirico di Sorano della Brando Racing.

Brando racing Elaborazioni e riparazioni auto

L’officina Brando Racing si occupa da oltre 15 anni di elaborazioni ed riparazioni di auto, con una specializzazione negli studi fluidodinamici sulle testate ed altre componenti interessate dal transito di gas nei motori ciclo Otto e Diesel.

Audi S3 elaborata Brando Racing

Brando Racing Elaborazioni fuoristrada

Tra le specializzazioni di Brando Racing vi sono anche le elaborazioni dei veicoli fuoristrada, eseguendo qualsiasi tipo di preparazione e trapianto su veicoli fuoristrada. Oltre ad accorciamento e allargamento di scocche e cabine, anche su telai e chassis. Alla Brando Racing si installa qualsiasi tipo di motore su qualsiasi fuoristrada e si trapiantia qualsiasi tipo di trasmissione su qualsiasi telaio.

Brando Renzoni accanto al suo Jeep TJ Rubicon V8 elaborato

Brando Racing elaborazioni moto

Oltre alle elaborazioni della auto, l’officina Brando Racing effettua lavori estremi anche su motocicli, sia stradali che da competizione, realizza Supermotard e moto da pista, cura ed effettua la manutenzione di tutti i tipi di moto.

Honda CR 500 Supermotard elaborata

Brando Racing motori e parti speciali

Alla Brando Racing trasformano e modificano qualsiasi mezzo munito di motore dal 2010, oltre a realizzare parti speciali artigianali, sistemi di aspirazione e di scarichi sportivi, assetti modificati, elettroniche e gestioni motore dedicate, lavorazione di testate, swap, alberi a camme, pistoni, collettori e particolari vari.

Brando Racing Mappatura centraline

Alla Brando Racing si effettuano rimappature e calibrazione centraline originali di qualsiasi auto. Inoltre Brando Racing è distributore ufficiale ed unico MSproject per la Toscana, la provincia di Viterbo per il Lazio ed Umbria. All Brando Racing si utilizzano le ultime e più aggiornate versioni di centraline sostitutive MSproject, che vengono installate su qualsiasi tipo di motore e per qualsiasi tipo di utilizzo, competizione o stradale.

Grazie inoltre alla collaborazione con VegaWorks di Monteriggioni, distributore unico ed ufficiale dei prodotti MagicMotorsport, la Brando Racing è in grado di rimappare e calibrare qualsiasi tipo di gestione elettronica, compresa tutta la linea TSI e TSFI del gruppo VAG.

Brando Racing Flussometro – Banco flussi

La Brando Racing studia da anni la fluidodinamica ed i suoi andamenti, ed ha acquisito un profondo e completo know how in merito, grazie anche e soprattutto al Flussometro Brando Racing, un prodotto totalmente made in Italy, realizzato su commissione e misura nella Officina Brando Racing. Alla Brando Racing sono gli unici in Europa a produrre in maniera artigianale, ma con precisione e specifiche industriali, i flussometri per testate.

Banco Flussometro per testate Brando Racing

Le lavorazioni testate spaziano dai semplici ritocchi e raccordature a veri e propri stravolgimenti, su qualsiasi tipo di testate, per qualsiasi tipo di motore, benzina o diesel. Utilizziamo componentistica di ultima generazione su sedi, guide e valvole e collaboriamo con molti fornitori riguardo gli alberi a camme, che possiamo anche produrre con nostre specifiche.

Parti speciali auto e moto

L’Officina Brando Racing è in grado di produrre parti speciali per auto stradali, da competizione e per il motorsport.

Nissan Silvia S14 uso pista e Drifting by Brando Racing

L’officina Brando Racing è aperta dal Lunedì al Venerdì con orario continuato dalle 7.00 alle 19.00. Il Sabato solo la mattina dalle 8.00 alle 13.00.

Recapito e contatti di Brando Racing

Brando Racing di Brando Renzoni
Via Indipendenza 117
San Quirico di Sorano (GR)
Tel 0564/619077 – 3457731324

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Spesa carburante in aumento nel 2019: 24 miliardi di euro in 5 mesi

di Donato D'Ambrosi

Rispetto all’anno scorso l’estate 2019 si prospetta più magra di benzina e gasolio per le auto italiane: è quanto emerge dal report del Centro Studi Promotor che ha elaborato i dati del Ministero dello Sviluppo Economico. La spesa degli italiani alla pompa da gennaio a maggio 2019 è stata di 23,6 miliardi di euro. Il rialzo però non è affatto legato ai consumi che invece diminuiscono, ma alle componenti fiscali e industriali. Vediamo nel dettaglio quanto hanno speso gli italiani per i carburanti e perché.

PREZZO DELLA BENZINA E DEL GASOLIO NEL 2019

Gli italiani spendono più in carburante che nell’acquisto di auto nuove, e non è una novità considerando che il parco auto circolante invecchia sempre di più. Quello che stupisce, come riposta CSP, è che la spesa per il carburante è la principale voce di costo per l’automobile. Nei primi 5 mesi del 2019 si è verificata un’altalena del prezzo tra benzina (-0,8%) e il gasolio (+2,6%) che ha portato un aumento della spesa alla pompa.

15,7 MILIARDI DI LITRI DI CARBURANTE ACQUISTATI

Tra gennaio e maggio 2019 sono stati acquistati 15,719 miliardi di litri di carburanti per autotrazione con un consumo in lieve flessione (-0,3%) rispetto ai 15,770 miliardi di litri dello stesso periodo del 2018. A conti fatti però la spesa è passata da 23,298 (nel 2018) a 23,620 (nel 2019) miliardi di euro. Scorporando le componenti che concorrono a definire il costo per il carburante a carico degli automobilisti sono 14,4 miliardi di euro il solo gettito fiscale derivante dalla spesa per il carburante. Il che non deve stupire viste le accise che paghiamo su benzina e gasolio.

IL 61% DEL COSTO CARBURANTE IN TASSE

Il prelievo fiscale dalla spesa dei carburanti equivale al 61%: il carico fiscale sui carburanti però è aumentato tra il 2018 e il 2019 di +0,2% passando da 14,376 miliardi a 14,399 miliardi di euro. Tra gli aumenti percentuali maggiori la componente industriale invece pesa di più tra gennaio e maggio 2019: +3,3%. In termini economici significa che c’è stata una variazione positiva di +298 milioni di euro. “L’incidenza del Fisco sulla spesa per benzina e gasolio auto – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – è tra le più alte del mondo e penalizza fortemente non solo gli automobilisti ma anche le imprese e l’economia italiana perché grava pesantemente sul costo dei trasporti su gomma”. Un’incidenza che sarà messa in discussione – forse – dallo sviluppo dell’infrastruttura elettrica e dall’impiego di mezzi commerciali ibridi elettrici a metano o idrogeno.

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Come incrementare gli ottani nel motore dell’auto con l’additivo Superformula AK5+ di Magigas

di redazione

Superformula AK5 + di Magigas è l’additivo ideale per incrementare gli ottani nel motore. L’additivo di Magigas Superformula AK5 + (Anti Knock Fluid +) è capace di venire incontro alle esigenze degli utenti più evoluti ed esigenti, data l’attuale difficoltà a reperire benzine con un numero di ottano (N.O.) superiore a 95.

Il Superformula AK5 + è un additivo concentrato per motori 2 e 4 Tempi pensato per aumentare il numero di ottani della benzina, eliminando il battito in testa e i fenomeni di accensione anticipata e di post-accensione, permettendo di incrementare le prestazioni del motore.

Additivo Superformula AK5+ – Modo d’uso

Ideale per motori aspirati fortemente compressi e motori turbo sia da competizione che stradali, se impiegato nella dose del 3 per 1000, l’additivo Superformula AK5 + alza di 5 punti il numero di ottano. Per una corretta miscelazione, versare il prodotto in un contenitore o direttamente nel serbatoio e aggiungere benzina. Utilizzare in dosi che vanno da 1 lt fino a 3 lt per 1000 litri di benzine verde 95 ottani seguendo la seguente tabella percentuale:

Lt Benzina 1/1000 2/1000 3/1000
10 Litri 10 ml 20 ml 30 ml
20 Litri 20 ml 40 ml 60 ml
30 Litri 30 ml 60 ml 90 ml

Il Superformula AK5 + by Magigas è un additivo dalle caratteristiche superiori pensato per l’automobilista e il motociclista che vogliono un prodotto unico da impiegare nelle sfide che le città e il traffico riservano ogni giorno.

L’additivo Superformula AK5 + è in vendita in lattine da ½ litro al prezzo di Euro 67,20 (IVA compresa). Utilizzato nella percentuale massima prevista del 3 per 1000 (+ 5 ottani -> 95 + 5 = 100 ottani) incide sul prezzo finale del carburante con una maggiorazione di soli Euro 0,40/Litro (+ 40 centesimi di Euro/Litro).

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La benzina supera 2 euro/l in autostrada, aumenti anche alle pompe bianche

di Donato D'Ambrosi

Il ponte del 25 aprile si sarà più caro del previsto per gli italiani in viaggio a causa degli aumenti del prezzo della benzina in autostrada oltre i 2 euro al litro. Un rialzo che nei giorni precedenti non ha escluso gli altri carburanti seppure in varia misura e le pompe bianche, dopo il sorpasso del gasolio nei mesi scorsi. Ecco dove il prezzo della benzina è schizzato alle stelle.

GLI AUMENTI IN AUTOSTRADA

Rimbalza in rete la notizia della benzina schizzata oltre 2 euro al litro sulle arterie stradali principali. Sulle autostrade A1 Milano-Napoli, presso alcune aree di servizio, Lucignano est (Arezzo), Arno ovest (Firenze), San Zenone est (Milano), ormai pensare di fare un pieno a una Fiat Punto in autostrada restando sotto la spesa di 100 euro è impossibile.

TUTTO PARTE DAGLI USA

A causare l’impennata dei prezzi del carburante alla pompa sarebbero state le ripercussioni d’oltreoceano dallo scontro tra USA e Iran con il coinvolgimento della Cina. Dopo l’annuncio delle sanzioni ai Paesi che avrebbero importato petrolio iraniano, si fanno roventi i rapporti anche con Cina, Giappone e altri Paesi – tra cui anche l’Italia che paga così il rialzo del prezzo del greggio.

IN AUTOSTRADA L’AUMENTO SI VEDE DI PIU’

In un solo colpo l’Italia così torna nel periodo pre e post Pasqua 2019 ai prezzi medi alla pompa di diversi mesi fa. Basta pensare che solo a gennaio 2019, le quotazioni dei carburanti medie, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, si fermavano a 1,49013 euro per la benzina e 1,43473 euro per il diesel. Bisogna comunque tenere conto anche che sulla rete autostradale il prezzo sono già rincarati rispetto alla rete extraurbana secondaria a causa delle commissioni che incassano i Gestori stradali. Autostrade o no, il costo della benzina e del gasolio è aumentato significativamente anche presso le pompe bianche o no-logo, dove il prezzo dei carburanti si discosta in media di 10 centesimi di euro rispetto alla media degli altri gestori.

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FCA ed ENI insieme per la benzina meno inquinante “A20”

di Redazione

Nella corsa alla mobilità sostenibile, le Case lavora sotto molteplici aspetti. Uno di questi riguarda anche la produzione di carburanti meno inquinanti, che sono stati recentemente riorganizzati sotto nuove sigle per rendere riconoscibili anche quelli di origine bio. Audi, tempo fa, presentò una benzina realizzata internamente. Si chiama e-benzin, è più pulita della benzina tradizionale e, a differenza di quella che conosciamo noi, non derivata dal petrolio. Ci sono anche altri esempi, come quello del progetto Chrysalis, che permette di produrre benzina dai rifiuti. Oggi è la volta della “A20”, studiata da FCA ed ENI.

BASSO CONTENUTO DI CARBONIO

Tutto nasce nel novembre del 2017, quando FCA ed ENI firmano un patto proprio per la ricerca di un carburante in grado di garantire prestazioni equivalenti alla benzina ma dal minor impatto ambientale. La formula della “A20”, questo il nome del prodotto annunciato oggi, si compone del 15% di metanolo e del 5% di bioetanolo, abbassando sensibilmente il contenuto di carbonio.

POTERE ANTIDETONANTE INVARIATO

La “A20”, inoltre, riesce a mantenere lo stesso numero di ottani della benzina verde tradizionale. Il che significa che, a livello di combustione, garantisce prestazioni equivalenti pur contando su una sostanziosa percentuale proveniente da fonti rinnovabili. In termini di emissioni inquinanti, la benzina “A20” garantisce una riduzione di produzione di CO2 fino al 3%, calcolata sulla nuova procedura di omologazione WLTP.

UNA SPERIMENTAZIONE AVANZATA

Il carburante “A20” è stato già utilizzato sul campo. Ha infatti alimentato per più di un anno la flotta milanese di Fiat 500 della compagnia di noleggio Enjoy di Eni. In totale, 9.000 noleggi sono stati serviti con la nuova “A20” e 50.000 km sono stati percorsi senza inconveniente alcuno. Il carburante “A20” è compatibile con circa il 60% delle vetture a benzina circolanti nel nostro Paese. In particolare circa tutte quelle prodotte dal 2001.

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