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Caricabatterie per iPhone: i migliori da comprare

di Gaetano Abatemarco
Ogni volta che acquistiamo un nuovo smartphone è sempre la stessa storia. Ci illudiamo che il caricabatterie incluso nella confezione non lo dovremo mai cambiare. Invece, complici i materiali sempre un po’ leggeri o i leggi di più...

Honda e SNAM insieme per dare una seconda vita alle batterie di ibride ed elettriche

di Valentina Acri
Honda ha deciso di ampliare la sua partnership con SNAM per rigenerare o allungare la vita alle batterie utilizzate su veicoli elettrificati, ormai giunte a fine ciclo. Sostenibilità ambientale. Una collaborazione, quella tra Honda e l’azienda francese SNAM, nata nel 2013 con l’obiettivo di  garantire una rigorosa tracciabilità delle batterie “a fine vita” e smaltirle rispettando gli standard ambientali […]

Xiaomi sospende le vendite del caricabatterie da 65 W perché vulnerabile

di Gerardo Orlandin

Il caricabatterie rapido da 65 W di Xiaomi non è disponibile su più canali di vendita a causa di una potenziale vulnerabilità del prodotto.

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Toshiba, Mitsubishi e Nissan utilizzeranno batterie SCiB sulle nuove auto ibride

di Valentina Acri
Mitsubishi e Nissan utilizzeranno nuove batterie ricaricabili agli ioni di litio dotate di tecnologia SCiB da implementare sui nuovi veicoli ibridi. Ad annunciare il nuovo progetto è la stessa azienda Toshiba. Stando a quanto reso noto, le innovative batterie SCiB (Super Charge ion Battery) saranno utilizzare esclusivamente su determinati modelli tra cui eK X space, eK […]

Vertiv, batterie agli ioni di litio per rivoluzionare i data center

di Antonino Caffo
Le batterie agli ioni di litio possono essere una valida alternativa alle batterie al piombo-acido per l’utilizzo nei sistemi UPS dei data center? Uno degli aspetti più interessanti è l’autonomia: non solo offrono un leggero miglioramento rispetto a quelle al piombo-acido, ma la loro maggiore durata può potenzialmente eliminare almeno due cicli di sostituzione. Un […]

Recensione Anker PowerPort III Mini: PERFETTO per gli utenti Apple

di Manuel Baldassarre
Questo caricabatterie di Anker, denominato Anker PowerPort III Mini, è un vero gioiellino: più piccolo del 30% rispetto a quello normale di un Macbook, è ideale per ricaricare velocemente anche iPhone e iPad oltre a leggi di più...

Batterie Auto Elettriche: i 5 maggiori produttori nel mondo

di Donato D'Ambrosi

Produrre batterie per auto elettriche richiede grandi quantità di Cobalto, quasi tutto nelle mani dei maggiori produttori di batterie al litio al mondo

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Recensione CHOETECH Q4004: il caricabatteria PERFETTO per TUTTO (viaggi, Macbook, iPhone, Android)!

di Manuel Baldassarre
All’apparenza può sembrare un caricabatteria come altri, invece questo CHOETECH Q4004 ha tante caratteristiche interessanti. Dotato di porta PD 3.0 (ricarica rapida Power Delivery) è in grado di caricare un iPhone all’80% in 30 minuti, leggi di più...

Volvo: il cobalto delle batterie diventa tracciabile

di Donato D'Ambrosi

Si è sempre parlato del lato oscuro delle auto elettriche come le emissioni di CO2 durante il ciclo vita, lo smaltimento delle batterie al litio e lo sfruttamento di lavoro nelle miniere di cobalto. Un richiamo che ha mobilitato tutti i costruttori a maggiore trasparenza dalle politiche di approvvigionamento delle materie prime ai processi di produzione carbon free. Volvo Cars ad esempio ha annunciato che adotterà in tutto il mondo il primo metodo di tracciamento della provenienza del cobalto.

IL COBALTO DELLE BATTERIE COME LA PLASTICA E LA CO2

Dal PlasticLess per ripulire il mare dalla plastica all’alluminio per abbattere le emissioni di CO2 della nuova elettrica XC-40 Recharge, Volvo non è nuova ad iniziative per la salvaguardia dell’ambiente. La tracciabilità delle materie prime utilizzate nella produzione di batterie agli ioni di litio, come il cobalto, è una delle sfide più difficili per i Costruttori. Considerando gli interessi in gioco nei Paesi dove i diritti e la tutela della persona sono spesso fumosi Volvo ha deciso di attuare una blockchain su tutta la catena di approvvigionamento materiali. “Con la tecnologia blockchain possiamo fare il prossimo passo per garantire la piena tracciabilità della nostra catena di approvvigionamento e ridurre al minimo tutti i rischi correlati, in stretta collaborazione con i nostri fornitori.” Ha spiegato Martina Buchhauser, responsabile acquisti di Volvo Cars.

LE AZIENDE COINVOLTE NELLA TRACCIABILITA’ DELLE TERRE RARE

A partire da quest’anno, Volvo lavorerà in stretta collaborazione con i due fornitori globali di batterie, CATL in Cina e LG Chem in Corea del Sud. Le aziende tecnologiche Circulor e Oracle gestiscono la tecnologia blockchain attraverso la catena di approvvigionamento di CATL a seguito di un progetto pilota iniziato la scorsa estate. Mentre Responsible Sourcing Blockchain Network (RSBN), insieme agli specialisti di approvvigionamento responsabile RCS Global e IBM, sta implementando la tecnologia nella fornitura di LG Chem.

COME FUNZIONA LA BLOCKCHAIN SULLE BATTERIE

La Blockchain è un libro digitale contenente un elenco di record collegati tra loro tramite crittografia. All’interno delle catene di approvvigionamento, sono registrate le transazioni che non possono essere modificate. Il tutto è gestito con un insieme comune di regole per i dati che possono essere registrati. Ciò consente ai partecipanti di verificare e controllare le transazioni in modo indipendente. La tracciabilità delel materie prime tra Volvo, CATL ed LG Chem sarà implementata già sulle batterie dei modelli Polestar e sulla XC-40 Recharge.

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Auto elettriche FCA: l’assemblaggio delle batterie dal 2020 in Italia

di Donato D'Ambrosi

Le auto elettriche FCA sono ormai nei piani industriali Fiat-Chrysler per gli stabilimenti italiani. E con la nuova Fiat 500 elettrica anche i moduli batterie saranno assemblati in Italia. La novità è stata annunciata ufficialmente da una nota ufficiale FCA. Ecco dove e quanto costerà l’assemblaggio delle batterie elettriche negli stabilimenti FCA in Italia.

COSTO PER LE BATTERIE ASSEMBLATE IN ITALIA

Si chiamerà Battery Hub il progetto Fiat-Chrysler che riguarda l’assemblaggio delle batterie per auto elettriche in Italia. Ma non si faranno solo batterie a Mirafiori poiché il polo dell’elettrificazione dei modelli Fiat-Chrysler a batterie sarà impiegato anche per la prototipazione e la sperimentazione. Per l’assemblaggio delle batterie per le auto 100% elettriche FCA ha previsto di investire inizialmente 50 milioni di euro. E’ una tranche del mega piano di investimenti da 5 miliardi di euro che FCA ha annunciato da tempo per rafforzare l’attività degli stabilimenti in Italia.

DOVE SARANNO ASSEMBLATE LE BATTERIE PER AUTO ELETTRICHE

Non ci sono molti dettagli sull’assemblaggio delle batterie FCA in Italia, tuttavia si può ipotizzare che il processo sarà altamente automatizzato. Comau, che fa parte proprio del gruppo FCA, è partner di spicco nella progettazione del Battery Hub a Mirafiori. All’interno di uno stabilimento dedicato interamente ai moduli batterie per auto elettriche Comau contribuirà con il suo know how sugli assemblaggi. Molto più della semplice movimentazione quindi che potrebbe avere su una linea automatizzata.

12 NUOVE AUTO ELETTRICHE FIAT-CHRYSLER

E qui torna alla mente il progetto di Elon Musk: realizzare una Gigafactory totalmente automatizzata per l’assemblaggio delle batterie. Ci ha provato con la Tesla Model 3 salvo poi dover ridimensionare il livello di automazione per le troppe criticità del progetto. Con l’assemblaggio delle batterie si amplia così il piano disegnato attorno alla Fiat 500 elettrica. Dal secondo trimestre 2020 circa 1.200 persone saranno dedicate alla produzione della Fiat 500e con una capacità produttiva di 80.000 unità l’anno. Alcune settimane fa, FCA ha inoltre annunciato che le nuove GranTurismo e GranCabrio saranno i primi modelli Maserati ad adottare soluzioni 100% elettriche prodotte nel polo produttivo di Torino.

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I 2 modi diversi di costruire un’auto elettrica con le piattaforme

di Nicodemo Angì

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Costruire le auto elettriche implica la scelta fra 2 modi diversi: usare piattaforme flessibili che permettono di usare powertrain diversi o puntare solo sulla trazione elettrica. L’elettrificazione è ormai una realtà, e basta osservare i preparativi dei fornitori per capirlo, ma la sua diffusione sul mercato è ancora incerta. Produrre le ibride può essere meno complicato perché si conserva un Powertrain convenzionale, anche se fra i pro e contro c’è un aumento della complessità. La versione a batteria implica invece cambiamenti radicali nella componentistica e nel progetto complessivo dell’automobile. La costruzione di un’auto elettrica prevede un motore molto più compatto e anche la pur sviluppata elettronica non è ingombrante quanto una meccanica classica. La parte più costosa e più complicata da sistemare è in effetti proprio la batteria.

PERCHÉ NASCONO PIATTAFORME DIVERSE

In effetti i 2 modi diversi di costruire un’auto elettrica differiscono principalmente per la sistemazione dal battery pack. Tesla può essere considerata l’ideatrice della soluzione skateboard, con la batteria sottile e larga sistemata fra i due assali. Ma il brand californiano è partito dal foglio bianco: come pensano di costruire auto elettriche i costruttori tradizionali? Automotive News Europe ha pubblicato un interessante articolo basato anche su notizie date da un insider, il fornitore spagnolo di lamierati e componenti metallici Gestamp. Ma di cosa occorre tener conto quando si deve costruire un’auto elettrica? Ulf Sudowe, direttore Ricerca e Sviluppo per gli chassis in Gestamp, ha infatti detto che la grande coppia dei motori elettrici impone delle riprogettazioni. I telai ausiliari che sostengono il gruppo motore trasmissione, per esempio, devono essere più solidi.

VOLKSWAGEN PUNTA SUGLI EV

Fra i grandi costruttori il gruppo Volkswagen sembra quello che ha imboccato con maggior convinzione la strada del tutto elettrico. La sua piattaforma MEB nasce per le elettriche pure e prevede la batterie in basso per aumentare lo spazio utile e abbassare il baricentro. Volkswagen crede nell’auto elettrica e stima di vendere 15 milioni di veicoli basati sulla MEB nei prossimi 10 anni. Qualche analista si chiede: cosa succederà se la domanda non sarà così forte? È anche per questo che BMW è più “neutra”: l’amministratore delegato Oliver Zipse dice infatti che prevedere la domanda di veicoli elettrici è molto difficile. L’Azienda sta creando una piattaforma flessibile ( è quella dalla quale stanno nascendo le iX3 e iNext) capace di supportare tutte i tipi di motorizzazione.

COME COSTRUIRE UN’AUTO ELETTRICA

Zipse ritiene che il segreto sia integrare drivetrain differenti nello stesso impianto: è una cosa difficile ma l’azienda bavarese è in grado di farlo. Un analista di IHS Markit ritiene però questo un compromesso, perché la piattaforma auto elettrica è molto più semplice di una per motori a combustione. Estremizzando si potrebbe addirittura pensare a un veicolo elettrico privo di freni sull’asse motore grazie alla frenata a recupero dell’energia. La MEB nasce con trazione posteriore o integrale perché quella anteriore potrebbe avere reazioni allo sterzo proprio per la coppia istantanea del motore elettrico. Lo sfruttamento dello spazio è parimenti importante: VW dice che la ID3 ha lo spazio utile di una Passat nella lunghezza di una Golf. Mercedes è partita prudente (il SUV EQC è derivato dalla GLC) ma dal 2021 userà la piattaforma elettrica EVA 2, dalla quale deriveranno varie berline e SUV.

I COSTRUTTORI PENSANO ELETTRICO

Anche Renault sta sviluppando una piattaforma dedicata ai veicoli elettrici che sarà condivisa con gli altri partner dell’Alleanza. Quale tipo di auto elettrica sarà costruita su questa piattaforma? Essa è dedicata alle Segmento C e anche in questo caso si dichiara che un pianale dedicato darà lo spazio di auto di un segmento superiore. Jaguar Land Rover ha usato per la sua I-Pace (la cui manutenzione è più economica di quella della F-Pace) una piattaforma che permette l’uso di batterie skateboard. Il Gruppo ha già usato per la Range Rover Evoque la piattaforma Premium Transverse che consente di montare le batterie delle PHEV sotto il pianale. Le prossime auto elettriche pure di JLR useranno invece la Modular Longitudinal Architecture flessibile che consentirà le batterie skateboard anche alle HEV e PHEV. Anche il Gruppo PSA ha scelto una piattaforma flessibile sulla quale costruire auto di ogni tipo; essa permetterà comunque batterie skateboard.

ELETTRICITÀ ED ECONOMIE DI SCALA

Da Gestamp viene anche la notizia che la piattaforma MEB sarà molto più economica delle altre piattaforme dedicate alle elettriche. Sembra però chiaro che il rebus delle elettriche provoca incertezze nei fornitori. La sensazione è che nessuna Casa abbia un’idea precisa di quanto velocemente il mercato si convertirà alle auto elettriche. L’accordo con Ford per la condivisione della piattaforma MEB mette però Volkswagen in una posizione privilegiata per le economie di scala. Gestamp ha riferito infatti che Volkswagen ha recentemente raddoppiato il suo ordine di box per batterie fino ad arrivare a 570 mila all’anno. Chi non ha i volumi (e la determinazione?) di VW ha però probabilmente ragione a predisporre piattaforme universali anche a costo di qualche compromesso per le auto elettriche.

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Emissioni CO2: 2 auto “tradizionali” valgono quanto una elettrica

di Donato D'Ambrosi

Le emissioni di CO2 delle auto elettriche sono oggetto di continue polemiche legate all’approvvigionamento dell’energia elettrica per la ricarica. Una verità che non dovrebbe avere un peso sulla produzione di CO2 se le auto elettriche faranno il pieno solo da fonti rinnovabili. L’Imperial College di Londra ha messo sulla bilancia auto elettriche e tradizionali per stimare ad oggi quanta CO2 emettono. Lo studio ha rivelato anche un dettaglio interessante sul bilancio della CO2 emessa: meglio scegliere un’elettrica piccola o una grande?

LA CO2 PRODOTTA DALLE ELETTRICHE AL 2025

L’argomento più facile da portare al centro dell’attenzione per mettere in dubbio i benefici delle auto elettriche sull’ambiente e i climalteranti come la CO2 sono i costi e le emissioni per produrle. Non tanto produrre le auto elettriche che avviene già in stabilimenti avveniristici ad alta efficienza. Il reperimento delle materie prime (vedi terre rare e minerali) e la produzione di energia sono i punti più critici per chi non crede nelle emissioni zero di CO2 delle auto elettriche. “Il carbonio emesso nella produzione delle batterie porta solo al 50% la CO2 emessa da un’auto elettrica rispetto a un veicolo convenzionale. Spiega Iann Staffel, dell’Imperial College – I veicoli elettrici acquistati oggi potrebbero emettere il 10% di quelli a benzina tra 5 anni”.

LE AUTO ELETTRICHE PICCOLE PRODUCONO MENO CO2

Lo studio ha confrontato le emissioni di CO2 dirette e quelle indirette di diverse auto elettriche su 15 anni di utilizzo: Nissan Leaf, Renault Zoe, Volkswagen e-Golf ed e-Up, Hyundai Kona e BMW i3. Mettendo in conto le emissioni di CO2 derivanti da ricariche e produzione delle batterie, le auto elettriche più leggere (batteria media di 39 kWh) emettono da 28 a 52 g/km di CO2 (contributo batteria incluso). Se invece si considera la sola ricarica elettrica le emissioni di CO2 sarebbero circa 12-20 g/km. Rispetto alle auto elettriche con batterie più capienti, chiaramente questi numeri lievitano come gli anni stimati per annullare il bilancio di CO2.

LE EMISSIONI DI CO2 DELLE AUTO ELETTRICHE DI LUSSO

Nel confronto tra auto elettriche di alta gamma come Tesla Model S e Model X, Jaguar I-Pace e berline di lusso tradizionali lo studio rivela ancora una volta il vantaggio per le EV. Pur avendo in media una batteria grande 97 kWh, le emissioni di CO2 delle auto elettriche premium risultano il 25% di una berlina equivalente come la Mercedes Classe S tradizionale. Le auto elettriche considerate emetterebbero da 92 a 133 g/km di CO2 (inclusa la quota batteria) o 44–54 g/km di CO2 per la sola ricarica.

LE AUTO ELETTRICHE GRANDI PIU’ LENTE AD AZZERARE LA CO2

Quale auto elettrica produce meno CO2? Dallo studio viene fuori che una piccola berlina come la Nissan Leaf ha una media di circa 33 g/km di emissioni di CO2. Il risultato è di circa ¼ rispetto alle emissioni di una Ford Fiesta 2019. Cosa piuttosto prevedibile, ma meno delle previsioni a lungo termine tra auto elettriche grandi e piccole. Il modello realizzato dall’Imperial College di Londra prevede che le auto elettriche grandi impiegheranno il triplo del tempo rispetto alle auto elettriche piccole per annullare le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione industriale di auto, batteria ed energia.

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Batterie al Litio: il monopolio cinese è un falso mito

di Nicodemo Angì

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L’auto elettrica moderna è stata resa possibile dalle batterie al Litio, introdotte nella serie con la prima Tesla Roadster. Una tecnologia per la quale molti attribuiscono alla Cina una posizione di monopolio ma diversi studi dicono che non è esattamente così. Vediamo però di cosa stiamo parlando. Il Litio è un metallo alcalino (numero atomico 3) ed è il più leggero elemento solido, proprietà benvenuta nelle pile che lo usano. Diciamo subito che le batterie ricaricabili, a differenza di quelle monouso, attualmente non usano il metallo ma i suoi ioni, una situazione che cambierà. Le batterie allo stato solido, come quelle che BMW sta studiando, dovrebbero usare infatti anodi di Litio metallico estremamente sottili. Si tratta comunque di Litio, che va estratto dai minerali che lo contengono, raffinato, usato per costruire le celle e poi i battery pack completi.

PRODUZIONE GLOBALE

Questo ciclo produttivo coinvolge molti Paesi ed è spiegato dall’australiana Infinity Lithium Corporation, una compagnia mineraria che ha una concessione in Spagna. L’idea è quella di rifornire la catena europea delle batterie agli ioni di Litio e l’industria dei veicoli elettrici. In questo modo si riuscirebbe a diminuire il rischio dell’approvvigionamento di questo prezioso minerale per l’industria europea. Il Litio infatti non è abbondantissimo e non è di facile estrazione, dato che la sua reattività lo porta a combinarsi con altri elementi. Il materiale è presente sia in salamoie naturali sia in minerali quali lo spodumene e la petalite. Le riserve nelle salamoie, nella situazione al 2017, sono in Cile (36%), Argentina (14%), Cina (5%) seguita dagli USA con il 2%. L’Australia rappresenta da sola il 43% delle riserve nei minerali, presenti anche nella concessione di San Jose, in Estremadura. La figura evidenzia i principali produttori nel 2017: Brine Mining indica l’estrazione da salamoia mentre Rock Mining è quella da minerale. La quantità complessiva è espressa in Kt (migliaia di tonnellate) mentre LCE significa Litio carbonato equivalente, un riferimento per poter confrontare processi estrattivi diversi.

 

UNA DOMANDA CHE S’IMPENNA

Il principale utilizzo finale del Litio è stato in settori industriali quali vetro, ceramica, lubrificanti, gomma sintetica, prodotti farmaceutici, trattamento dell’aria e simili. Ancora nel 2017 gli usi “tradizionali” guidavano la maggioranza della domanda del Litio ma le cose sono cambiate rapidamente. Questo elemento è diventato infatti usatissimo in utensili, elettrodomestici, computer, cellulari, macchine fotografiche e tantissimi altri dispositivi elettronici. Anche questi impieghi sono stati superati dalla domanda per la mobilità: auto elettriche, autobus, biciclette, scooter e moto mentre i traghetti e gli aerei arriveranno a breve. Ci sono difficoltà nell’approvvigionamento, che hanno spinto Volkswagen ad accordarsi con i produttori di batterie, e nello smaltimento che ha costi e modalità precisi. Si stima che nel decennio 2017-2027 la domanda di Litio connessa alla mobilità passerà dal 23% all’83%, portando ad una moltiplicazione per 6 del totale.

MONOPOLIO MA NON TROPPO

Le batterie al Litio vedranno un’enorme crescita della capacità prodotta e cambieranno anche nella chimica, diminuendo l’uso del sempre controverso Cobalto in favore del Nickel. Questi nuovi catodi più ricchi di Nickel, Alluminio e Manganese richiederanno quindi più idrossido di Litio rispetto al carbonato. I veicoli leggeri al 2030 vedranno la Cina produrne il 56% (McKinsey), l’Europa il 26%, USA al 7% e il resto del Mondo al 6%. Sembra quasi un monopolio ma IHS Market delinea una situazione diversa, a partire dalle materie prime: la quota prodotta in Cina è piccola e in diminuzione. Le aziende cinesi hanno investito molto nei Paesi produttori ma la produzione diretta del gigante asiatico peserà di meno nel periodo 2017 – 2025. Vedranno invece una crescita Argentina, Cile, Australia e Canada.

RISCOSSA EUROPEA NELLE BATTERIE AL LITIO?

Andamento simile per la chimica del Litio: la quota cinese è molto grande ma cede terreno nei confronti dei Paesi sudamericani e dell’Australia. In questi settori il contributo dell’Europa è quasi assente ma le cose cambiano vedendo la produzione dei catodi, stabile a differenza di quella cinese. Una vera impennata europea la si avrà nella produzione di batterie, in aumento (più contenuto) anche negli USA a danno di Cina, Sud Corea e Giappone. Sappiamo che diversi stabilimenti europei saranno americani, giapponesi, cinesi e coreani ma non mancheranno realtà continentali come la mega fabbrica Northvolt-Volkswagen. La produzione delle automobili elettriche registrerà l’accelerazione della Cina ma anche l’Europa correrà, erodendo quote di mercato a Giappone, USA e Sud Corea. Il Vecchio Continente potrebbe quindi avere un ruolo centrale nelle batterie al Litio e nella mobilità elettrica.

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iPhone 2019: batterie migliorate e nuovo wireless

di Marco Grigis

L’edizione 2019 di iPhone, uno smartphone che Apple probabilmente presenterà nel mese di settembre, vedrà importanti miglioramenti sul fronte delle batterie e della ricarica wireless. È quanto rende noto Ming-Chi Kuo, analista solitamente molto affidabile sul conto della mela morsicata.

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iPhone: Apple ripara anche batterie non originali

di Marco Grigis

Apple riparerà anche gli iPhone dotati di batterie non originali. È quanto rende noto il portale francese iGen, per una notizia poi ripresa dalle principali testate internazionali, nel sottolineare un cambio di rotta dalle parti di Cupertino. In passato, infatti, il gruppo californiano ha rifiutato le riparazione dei device presso il Genius Bar in presenza di componenti hardware di terze parti.

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OnePlus 7 non avrà la ricarica wireless

di Luca Colantuoni

Molti speravano che il OnePlus 6T avesse il supporto per la ricarica wireless, invece è disponibile solo la ricarica tradizionale tramite cavo USB Type-C. Durante un’intervista rilasciata al Mobile World Congress 2019 di Barcellona, il CEO Pete Lau ha confermato che nemmeno il prossimo OnePlus 7 potrà essere caricato con la tecnologia senza fili.

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Stati Uniti, niente batterie al litio in aereo

di Antonino Caffo

Abbiamo ancora negli occhi quanto successo con il Galaxy Note 7 di Samsung: batterie problematiche, riscaldamenti eccessivi e un divieto assoluto di portarlo con sé in volo, prima di un ritiro completo. Un caso che ha interessato soprattutto gli Stati Uniti, il cui Senato, proprio in questi giorni ha emesso un divieto di caricare nella stiva degli aerei batterie agli ioni di litio.

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