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Sistemi ibridi a 48 Volt: tanti vantaggi e qualche limite

di Redazione

I sistemi ibridi a 48V con batteria potenziata stanno prendendo piede. Ecco vantaggi e limiti rispetto agli ibridi "veri"

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Hyundai – Kia: arriva la pompa di calore sulle elettriche per consumare meno

di Donato D'Ambrosi

Le auto elettriche Hyundai e Kia avranno tutte la pompa di calore ottimizzata per il recupero di energia termica: ecco come funziona e cosa cambia in inverno

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Samsung, ritorno al passato con le batterie removibili?

di Lucia Massaro
Ricordate tutti quel periodo in cui potevamo staccare il pannello posteriore e togliere o sostituire la batteria? Bene, quei tempi passati potrebbero ritornare grazie a Samsung. È quanto ipotizzato da Sammobile che ha scovato una batteria removibile di un dispositivo non ancora annunciato con numero di modello SM-A013F. Gli unici smartphone che Samsung continua a […]

La prima batteria garantita 10 anni: 5 curiosità sul raffreddamento ad aria

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Il Galaxy Note 20 avrà una batteria da 4.000 mAh

di Alessandro Matthia Celli

Sul Galaxy Note 20 si sa ben poco, ma recentemente sono trapelate delle informazioni sul lato batteria. Secondo alcuni siti, il dispositivo avrà una batteria con numero  EB-BN980ABY e con una capacità di ben 4.000 mAh, la stessa del modello base Galaxy S20.(...)
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Le 20 migliori auto elettriche: il test estremo in Norvegia

di Donato D'Ambrosi

Un super test invernale in Norvegia rivela quali sono le migliori auto elettriche per autonomia della batteria e capacità di ricarica al freddo

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Recensione Anker PowerPort III Mini: PERFETTO per gli utenti Apple

di Manuel Baldassarre
Questo caricabatterie di Anker, denominato Anker PowerPort III Mini, è un vero gioiellino: più piccolo del 30% rispetto a quello normale di un Macbook, è ideale per ricaricare velocemente anche iPhone e iPad oltre a leggi di più...

Batteria auto elettrica: cosa ne resta dopo 343 mila km in 3 anni?

di Donato D'Ambrosi

Quanti chilometri può percorrere la batteria di un’auto elettrica prima della sostituzione? Sicuramente la domanda più frequente di chi è interessato, ma anche no, a comprare un’auto usata elettrica. Il long test di un Taxi elettrico dopo 343 mila km è la risposta perfetta a questa domanda.

QUANTO BATTERIA RESTA IN UN’AUTO ELETTRICA DOPO 343 MILA KM

Un’auto tradizionale dopo oltre 340 mila km ne avrà fatta di manutenzione e sicuramente più di quanto costa fare manutenzione a un’auto elettrica. Ma se c’è un terreno di scontro più battuto tra i sostenitori e gli scettici delle auto elettriche, questo è sicuramente la durata della batteria e il suo deterioramento nel tempo. Come riporta Vaielettrico, un tassista turco ha deciso di pubblicare i dati sulla capacità di carica residua della batteria di una Renault ZOE.

L’USURA DI UNA BATTERIA AUTO ELETTRICA AUMENTA CON LE SOSTE

Il fatto che un’auto elettrica è capace di percorrere oltre 343 mila km non stupisce tanto quanto sapere quanta batteria rimane dopo 3 anni di uso intensivo dell’auto. Uno dei miti più diffusi e sbagliati è che la batteria di un’auto elettrica si usura di più guidando. Assolutamente sbagliato: una recente indagine sui dati di oltre 6 mila auto elettriche in circolazione, la perdita di capacità annua è di circa il 2,3%. Mentre fanno la differenza le modalità di carica, la temperatura di utilizzo e le soste prolungate senza usare l’auto elettrica. Condizioni che evidentemente non hanno riguardato il Taxi elettrico nei suoi 3 anni di utilizzo in cui ha scorrazzato passeggeri per 343 mila km. E poi? La sorprendente notizia diffusa tramite i social media è che la batteria dell’auto elettrica è quasi come nuova.

BATTERIA AUTO ELETTRICA FUORI GARANZIA, MA IN OTTIMO STATO

Dopo una percorrenza di 343 mila km è anche superfluo parlare di garanzia sulla batteria di un’auto elettrica. Come è emerso nella nostra indagine sulla manutenzione di un’auto elettrica, tutti i Costruttori coprono la batteria per almeno 8 anni o 160 mila km. Entro 8 anni o 160 mila km quindi se la batteria della Renault ZOE scende sotto il 66% di capacità, viene sostituita gratis. Secondo i dati pubblicati dal proprietario, monitorati tramite un’App, la batteria presentava ancora una capacità (come SOC, State Of Charge) dell’82% equivalenti a poco meno di 37 kWh rispetto ai 41 kWh della batteria al litio originaria. Dati sicuramente non incontrovertibili, visto che non è possibile verificarne l’attendibilità, ma comunque importanti, se si pensa che la sostituzione della batteria di un’auto elettrica è ancora tra i timori più diffusi.

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Batteria auto elettrica: 4 consigli per allungarne la vita

di Donato D'Ambrosi

La sostituzione della batteria di un’auto elettrica è ancora uno dei punti più critici dal punto di vista dei costi di sostituzione e dello smaltimento e recupero delle materie prime. Tutte le Case auto offrono la garanzia standard di 8 anni sulla batteria ma sapere come utilizzare e caricare nel modo corretta un’auto elettrico o ibrida ricaricabile aiuterà anche ad allungarne la vita. Ecco 4 utili consigli gli errori da evitare con la vostra prima auto a batterie.

COSA INFLUENZA LA DURATA DELLA BATTERIA DI UN’AUTO ELETTRICA

Ci sono molti fattori che influenzano la durata di una batteria al litio prima della sostituzione inevitabile. Molto dipende dalla tecnologia costruttiva degli elementi, dal modello, dal sistema di raffreddamento (ad aria o a liquido) e dalle temperature di utilizzo. Fattori che nei panni di un consumatore che acquista un’auto elettrica per la prima volta può controllare fino a un certo punto, al massimo informandosi prima e scegliendo l’auto adatta in modo più oculato. Secondo i dati analizzati da Geotab su circa 6300 veicoli elettrici in circolazione, in condizioni ideali, si perde in media circa il 2,3% l’anno in capacità. Ci sono invece delle indicazioni, che in aggiunta alle istruzioni del Costruttore, possono aiutare ad allungare la vita di una batteria agli ioni di litio.

1.BATTERIA AUTO ELETTRICA E SOSTE PROLUNGATE

Soste prolungate per settimane fanno male alla batteria di un’auto normale quanto un’auto elettrica. Le auto elettriche e ibride non dovrebbero mai restare ferme troppo a lungo con una batteria totalmente carica o totalmente scarica. Gli esperti consigliano di tenere un livello di carica compreso tra il 20 e l’80% anche nei periodi prolungati. La carica al 100% si potrà fare solo in occasione di lunghi viaggi imminenti.

2.RICARICARE LA BATTERIA DI NOTTE SENZA FRETTA

Preferire la carica notturna lenta e se si può parcheggiare in garage è ancora meglio, così si riduce il consumo energetico per riscaldare l’auto.

3.L’AUTO ELETTRICA ALL’OMBRA IN RICARICA

Le temperature estreme non fanno bene alla batteria, ecco perché potreste trovate sempre una colonnina libera esposta al sole in estate. Potendo scegliere è meglio preferire un punto di ricarica all’ombra se usate quotidianamente.

4.GUIDARE L’AUTO ELETTRICA TUTTI I GIORNI NON RIDUCE LA DURATA

Le auto elettriche soffrono di più le soste prolungate che l’uso intensivo. Il degrado della batteria di un’auto elettrica non è influenzato in modo rilevante dalle ore di guida, quanto invece dalle modalità di ricarica e manutenzione dell’auto elettrica.

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Batterie per auto 4 volte più capienti: cosa (forse) cambierà dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Le batterie per auto elettriche sono al centro si un equilibrio di costi, capacità e dimensioni. Un’equazione che Nikola Motor ha promesso di stravolgere nel 2020. Le anticipazioni sono tutte su una batteria rivoluzionaria al catodo libero, con maggiore autonomia, meno peso e anche più sicura di quelle agli ioni di litio. Ecco le anticipazioni sulla tecnologia che sarà presentata all’evento Nikola World 2020, ma a quanto pare già accessibile ai Costruttori auto.

LE AUTO ELETTRICHE E I LIMITI DI AUTONOMIA

Con ogni probabilità la tecnologia Nikola di celle a catodo indipendente sarà destinata ai mezzi pesanti, quelli che necessitano di maggiore densità energetica e autonomia. Secondo le prime dichiarazioni ufficiali da Nikola Motor, le nuove batterie hanno una densità di 1100 Wh per kg. Un rapporto di 1:4 rispetto alle batteria tradizionali agli ioni di litio che porterebbero l’autonomia delle auto elettriche da 300 a 600 miglia con una carica. “La cella Nikola è la prima batteria che rimuove il materiale legante e i collettori di corrente, consentendo un maggiore accumulo di energia all’interno della cella” dice un comunicato ufficiale.

LA BATTERIA NIKOLA E QUELLA AGLI IONI DI LITIO

Riducendo i materiali necessari alla produzione della batteria, Nikola Motor afferma che i costi industriali dovrebbero diminuire del 50% rispetto alle celle agli ioni di litio. Lo smaltimento delle batterie per auto elettriche sarà più eco-compatibile; un annuncio che se sarà confermato stravolgerà le dinamiche commerciali a livello mondiale. Meno peso (-40%), meno materiale e più ecologico rispetto alle batterie al litio per auto elettriche. La tecnologia rivoluzionaria propagandata da Nikola dovrebbe essere compatibile con l’infrastruttura attuale ma più resistente e sicura in caso di incidente.

IL DEBUTTO NEL 2020, INTANTO SI CERCANO ALLEATI  

La nuova batteria è in fase di pre-produzione, ma sarà rivelata solo in occasione del Nikola World 2020, evento che si terrà ad autunno del prossimo anno. “Questo è il più grande progresso che abbiamo visto nel mondo delle batterie“, ha dichiarato Trevor Milton, CEO di Nikola Motor Company. “Non stiamo parlando di piccoli miglioramenti; stiamo parlando di raddoppiare la capacità della batteria”. La tecnologia sarà condivisa con tutti i produttori OEM che decideranno di acquisire la proprietà intellettuale. In fondo Nikola Motor è ben lantana dalle dimensioni di Tesla, sebbene non sia nuova alla realizzazione di prototipi pesanti alimentati a idrogeno.

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Auto elettriche: come funziona lo stacca-batteria in caso di incidente

di Donato D'Ambrosi

Il pericolo d’incendio di prendere la scossa dopo un incidente sono i timori più grandi con un’auto elettrica. Senza contare poi che, oltre alla preparazione e all’abilitazione CEI 11-27, chi interviene su un’auto elettrica o ibrida deve mettere in sicurezza il veicolo prima di operare. Per evitare inutili ritardi le auto elettriche più recenti hanno uno stacca-batteria automatico. Vediamo come funziona in caso di incidente e cosa cambia rispetto alla procedura tradizionale per la messa in sicurezza di un’auto elettrica.

METTERE IN SICUREZZA UN’AUTO ELETTRICA DOPO UN INCIDENTE

Normalmente in caso d’incidente con un’auto elettrica, il soccorso meccanico e i vigili del fuoco devono essere in grado di mettere in sicurezza l’impianto ad alta tensione. Staccare la batteria in pratica è obbligatorio prima di poter soccorrere eventuali feriti o rimuovere l’auto dalla strada. Ma tutte le auto sono diverse e anche se esiste un database a disposizione dei soccorritori con le schede di soccorso, il più delle volte accedere ai connettori di emergenza è difficoltoso. Ecco perché appena intervengono i vigili del fuoco, per mettere in sicurezza un’auto elettrica incidentata tranciano i cavi ad alta e bassa tensione o scollegando il connettore principale come nell’immagine sotto.

QUANDO CHI SOCCORRE UN’AUTO ELETTRICA NON E’ UN PROFESSIONISTA

Bosch però ha realizzato dei sensori automatici stacca-batteria che in modo simile all’airbag si attivano in caso d’incidente. Si tratta di microchip dotati di piccole cariche esplosive che interrompono l’impianto elettrico dalla batteria agli altri componenti dell’auto. Per convenzione i cavi ad alta tensione delle auto sono contrassegnati dal colore arancione ma individuarli non è facile su un’auto che potrebbe essere fortemente danneggiata. In questi casi la corrente della batteria potrebbe arrivare alla carrozzeria e provocare shock elettrici anche ai primi soccorritori, che possono essere anche automobilisti di passaggio.

LO STACCA-BATTERIA AUTOMATICO SU UN’AUTO ELETTRICA

Lo stacca-batteria automatico si basa su un semiconduttore che attiva quello che nel gergo viene definito “pirofusibile”, cioè un fusibile che si brucia. Se l’auto elettrica è coinvolta in un incidente e si attivano gli airbag, si attivano anche i pirofusibili sui cavi ad alta tensione. Si attivano così tante piccole micro-esplosioni che interrompono il collegamento tra l’elettronica di potenza e la batteria dell’auto elettrica.

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Assicurazione RC per batterie auto elettriche: quando è necessaria

di Raffaele Dambra

Assicurazione RC batterie auto elettriche

La diffusione in Italia delle auto elettriche è graduale ma lenta. Nell’ultimo anno la quota di mercato dei modelli EV è passata infatti dallo 0,3% allo 0,8%, con una leggera impennata negli ultimi mesi sfruttando i benefici dell’Ecobonus 2019. Sono soprattutto due i fattori che limitano una massiccia espansione delle vetture elettriche: la distribuzione ancora poco omogenea delle colonnine di ricarica e il prezzo di listino generalmente più alto delle auto a combustibile, dovuto in gran parte al costo della batteria. E proprio per ovviare a quest’ultimo problema, alcune case propongono la vendita della vettura senza batteria, dandola invece a noleggio mediante una società terza. Uno stratagemma che consente di ridurre fino a un terzo il prezzo di partenza dell’auto, a fronte ovviamente di un canone mensile per l’usufrutto della batteria. E, attenzione, della stipula pressoché obbligatoria di un’assicurazione RC per batterie auto elettriche.

ASSICURAZIONE RC BATTERIE AUTO ELETTRICHE: COSE DA SAPERE

Proprio così: con la batteria a noleggio è necessario chiedere alla propria compagnia assicurativa una specifica garanzia che preveda, in caso di danneggiamento, furto o incendio dell’accumulatore, un risarcimento a nome della società noleggiante. Per esempio la Renault, che con la compatta Renault Zoe è stata forse la prima casa a noleggiare la batteria tramite la sua controllata ES Mobility (poi si sono accodate le varie Smart EQ, Nissan Leaf, Nissan E-NV200 e altre), invita i clienti a segnalare all’assicurazione il contratto di noleggio, sottoscrivendo con la stessa le coperture necessarie per garantire quanto meno la responsabilità civile; i danni causati al veicolo elettrico e alla batteria; il furto e l’incendio; le conseguenze di eventi climatici e catastrofi naturali. Solitamente il valore della batteria da assicurare è indicato sul contratto e corrisponde al valore che sarà preso in considerazione per l’indennizzo in caso di sinistro.

DOVE ASSICURARE LE BATTERIE DELLE AUTO ELETTRICHE

Posto quindi che le batterie a noleggio delle auto elettriche vanno assicurate, bisogna capire dove farlo. In effetti poche compagnie di assicurazione offrono questo servizio, anche se gradualmente si stanno attrezzando. In ogni caso è sempre possibile assicurare la batteria con un’assicurazione diversa da quella del veicolo. Tra le imprese disponibili c’è RCI Banque, controllata al 100% da Renault, ma chi acquista una Zoe o una Leaf con noleggio batteria non è obbligato a rivolgersi alla banca del gruppo. Molti preferiscono infatti rivolgersi alla Cooperativa Insieme (passando magari prima per CLASS Onlus), specializzata in polizze etiche, microassicurazioni e microcredito, che in partnership con Itas Mutua propone anche il servizio di assicurazione auto elettriche con batterie a noleggio. In linea di massima la polizza per un anno può costare da 100 a 200 euro, dipende da vari fattori tra cui il valore della batteria stessa.

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Come attivare e disattivare Tempo di utilizzo su iPhone e iPad

di Jader Liberatore
Un delle novità più interessanti introdotte da iOS 12 è il widget Tempo di utilizzo che compare nella schermata di iPhone e iPad che compare a sinistra della schermata Home, semplicemente facendo uno swipe verso destra. Nonostante questa funzione sia molto utile per comprendere per quali attività utilizziamo maggiormente il dispositivo e quali processi stanno […]

Come caricare batteria smartphone

di Gaetano Abatemarco
Gli iPhone o smartphone Android soffrono quasi tutti di un difetto che a volte ci fa rimpiangere i vecchi telefonini cellulari: la durata scarsa della batteria. Sono ben pochi gli smartphone capaci di portarci fino a leggi di più...

Batteria supplementare e file server wifi portatile insieme

di Aggregator

Kingston MobileLite Wireless G2 espande la memoria interna di smartphone e tablet e consente lo streaming e la condivisione di contenuti tra più utenti in contemporanea. Questa nuova release è dotata di una batteria 4640 mAh da 3.8V per ricaricare i dispositivi mobili e di una porta Ethernet diretta per connettersi a internet e collegare due reti (Wi-Fi bridging), il tutto via wireless. Inoltre, la porta USB supporta dongle 3G.

Kingston MobileLite Lettore Flash Wireless G2, Nero

Il nuovo MobileLite Wireless G2 di Kingston è la soluzione ideale per chi desidera ampliare la memoria dei propri dispositivi mobili. Per liberare spazio da tablet o smartphone, non è più necessario dover eliminare i propri file, ma è sufficiente trasferire in modalità wireless foto, film o musica ad un drive USB o a una scheda Flash. Questo gadget è un perfetto compagno per i momenti di svago o durante i viaggi; foto, video, canzoni o documenti possono essere condivisi, anche in streaming, con più utenti. Inoltre, foto e video possono essere direttamente postati sui social network senza collegarsi al PC. La ricarica di emergenza della batteria dei propri device e la connessione Ethernet rendono il MobileLite Wireless G2 perfetto per chi è sempre in movimento.

Kingston MobileLite Lettore Flash Wireless G2, Nero

La batteria interna, se completamente carica, è in grado di ricaricare per ben due volte la maggior parte degli smartphone. Il dispositivo supporta una connessione wireless a Internet tramite dongle 3G e dispone di una connessione diretta Ethernet, permettendo così al MobileLite Wireless G2 di essere utilizzato sia come router portatile che come rete condivisa (NAS).

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CARATTERISTICHE TECNICHE

Unload di contenuti su drive USB o memory card
Invio foto alla piattaforma social preferita
Streaming di contenuti in contemporanea su diversi dispositivi
Ricarica smartphone fino a 2 volte da una batteria G21 completamente carica
Supporto SD/SDHC/SDXC e microSD/SDHC/SDXC
Supporto drive USB standard
Include supporto dongle 3G per connessioni dirette
Porta Ethernet per Internet a banda larga
Ingressi Storage: USB e SD – legge SD, SDHC, SDXC e microSD/microSDHC/microSDXC (con adattatore incluso)
File supportati: FAT, FAT32, NTFS, exFAT
Dimensioni: 129,14 mm x 79,09 mm x 19,28 mm
Peso: 171g
Interfaccia di rete wireless: Wi-Fi 802.11g/n con protezione wireless (WPA2)
Porta Ethernet WLAN che funziona come un router portatile
Batteria ricaricabile: fino a 13 ore di uso continuo; batteria built-in Li-ion 4640 mAh 3.8V
Storage locale: trasferire file da e verso l’app MobileLite Wireless e l’hardware MobileLite Wireless in modalità Wi-Fi
Supporto Camera Roll: consente agli utenti di trasferire le foto dal proprio dispositivo mobile al MobileLite Wireless in modo da liberare spazio
Cavo: cavo USB e micro USB in dotazione
Temperatura di funzionamento: 0-40°C
Temperatura di stoccaggio: -10-45°C
Garanzia: due anni di garanzia, supporto tecnico gratuito
Nome del dispositivo personalizzabile: (SSID) Gli utenti possono selezionare il Wi-Fi prioritario quando ci sono molteplici APN/Key disponibili
Supporto file: in grado di memorizzare qualsiasi tipo di file. La riproduzione e la visualizzazione sono basati su file supportati dal dispositivo mobile.
Formato file supportati:
Audio: MP3, WAV
Video5: m4v, mp4 (H. 264 video codec)
Immagini: jpg, tif

Fonte

Batteria supplementare per smartphone tablet e altri dispositivi

di Aggregator

Spesso sopratutto quando si è in viaggio la carica del proprio smartphone non basta mai e se non c’è una presa della corrente a disposizione risulta impossibile ricaricarlo. Certo è possibile portarsi dietro una batteria di scorta, ma comprare una batteria aggiuntiva per ogni dispositivo che si possiede non è per niente una buona idea, sia perchè quando si comprerà un nuovo telefono sicuramente quella precedente non sarà più compatibile, sia perchè cambiare batteria di continuo vuol dire dover smontare ogni volta il dispositivo e ricalibrare la nuova batteria con relativa perdita di tempo.

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La soluzione universale è sicuramente una batteria supplementare che è in grado di ricaricare qualsiasi dispositivo: basta caricarla prima di uscire e ogni volta si hanno a disposizione 2 o 3 ricariche a seconda della capacità della propria batteria. TeckNet iEP380 contiene al suo interno una batteria da ben 6600mAh in grado di caricare diverse volte qualsiasi smartphone, tablet, lettore mp3, fotocamera e altri dispositivi dotati di una presa microUSB o altre connessioni tramite adattatori forniti. Per esempio un Samsung Galaxy Note con una batteria da 2500 mAh si ricaricherà circa 3 volte, mentre un iPhone che ha la batteria con meno capacità avrà ancora più cariche a disposizione.

Inoltre avendo due connessioni USB è possibile caricare due dispositivi contemporaneamente. In questo modo si ha la comodità di ricaricare il proprio smartphone lasciandolo collegato alla batteria supplementare dentro un marsupio o una borsa mentre si è in giro: una riserva di energia sempre a portata di mano che al giorno d’oggi è essenziale vista l’innovazione tecnologica che ormai è parte integrante della nostra vita quotidiana.

Fonte

Come ricalibrare la batteria sui dispositivi Android

di Aggregator

Con il passare del tempo il device ci darà l’illusione di durare di meno, di avere meno autonomia (effetto fake lazy battery) poiché la batteria raggiunge prima il limite minimo di tensione che identifica una batteria come scarica, causando un dislivello tra la carica reale residua e quella indicata dal sistema, stimabile intorno al 5-10% di carica residua non sfruttata (tale valore cresce con i passare del tempo).

In questi casi diventa fondamentale ricalibrare la batteria: il processo di calibrazione non farà altro che ripristinare i giusti valori di carica memorizzati nel dispositivo, rendendoli i più fedeli possibili a quelli della batteria, e riallineando i valori di tensione della batteria. La calibrazione è altamente consigliata ogni 30-40 cicli di carica/scarica, indicativamente ogni mese. Se lo smartphone non mantiene più la carica come una volta o avete raggiunto i cicli di carica/scarica mensili eseguite questi passaggi:

1- Scaricate completamente lo smartphone, portando la carica a 0% e attendendo che il device si spenga automaticamente
(può essere questo un buon momento per giocare o utilizzare applicazioni pesanti, utili per velocizzare lo scaricamento);
2- una volta spento provate a riaccenderlo: se non dà segni di vita, procedete al successivo punto; se si riavvia e arriva alla schermata Home fate di tutto per farlo spegnere per mancanza di carica; ripetete il passaggio finché il telefono non darà più segni di vita (tranquilli, è solo scarico completamente!);
3- Inserire il caricabatterie e lasciatelo caricare (da spento) per almeno 4 ore o comunque 2 ore in più del normale processo di carica; indicativamente deve restare almeno 2 ore in più dopo che il display visualizza il 100% di carica;
4- Al termine riaccendete il telefono con il caricabatterie ancora inserito nel dispositivo; una volta arrivati alla Home attendete 2 minuti prima di rimuovere il caricabatterie.
5- Ripetere l’intera procedura per altre 2 volte (scarica completa e successiva carica lunga), per un totale di 3 cicli di calibrazione.

Al termine avremo la batteria e lo smartphone completamente calibrati.

Accendere il device con il caricatore ancora inserito permetterà ad Android di notare l’errore di lettura della carica. I cicli di calibrazione sono utili per allineare le tensioni delle singole celle della batteria, mentre il trucco della presa inserita all’avvio permetterà di aggiornare i file di configurazione per adattarli al nuovo livello di carica. Se raggiungiamo la piena carica e stacchiamo subito il caricabatterie prima di accendere lo smartphone l’aggiornamento dei file di configurazione potrebbe non avvenire e il device utilizzerebbe i valori di carica vecchi, non conformi alla reale tensione presente nella batteria quando completamente carica. L’aggiornamento dei file andrebbe fatto quando la batteria è al massimo della carica e della tensione: tale scenario è ottenibile solo con il dispositivo ancora attaccato alla presa di corrente.

Effettuare troppi cicli di calibrazione consecutivi danneggia la batteria, vista la sensibilità degli accumulatori al litio all’essere scaricati completamente.

Il trucco del caricabatterie inserito al primo avvio invece è applicabile in ogni scenario, visto che migliora la precisione del sistema operativo nel mostrare il giusto valore di carica.

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Come effettuo la ricarica normale, quei cicli di carica/scarica non calibranti? Non appena il device raggiunge il 15/10% di carica residua, spegnetelo e ponetelo sotto carica per 2 ore (indicative).

Nei cicli normali è importante non scaricare completamente il dispositivo, visto che (se ben calibrata) la batteria manterrà più facilmente gli stessi livelli di tensione per ogni cella con tali valori di carica residua rispetto ad una scarica completa (dove i sistemi di sicurezza entrano in funzione in maniera separata per ogni cella, sfasando la tensione totale).

I cicli di carica è preferibile farli sempre a telefono spento: ricaricare lo smartphone con quest’ultimo ancora accesso richiederà più tempo, maggiore energia e calore (l’eccessivo calore danneggia la batteria) e potrebbe portare ad una scalibrazione peggiore visto la differente corrente di ricarica utilizzata.

Fonte

Tablet Google Nexus 7 con Android Jelly Bean e Nexus Q

di Aggregator

Il Google Nexus 7 è un tablet Android 4.1 Jelly Bean prodotto da Asus, spesso 10,45 millimetri e pesante 340 grammi. Al prezzo di 199 dollari offre un display IPS da 7 pollici (1280×800 pixel e un angolo di visione di 178 gradi) e chip Nvidia Tegra 3 da 1.3 GHz. A bordo troviamo 1 GB di RAM, 8/16 GB di spazio per i dati, una fotocamera posteriore da 1.2 megapixel e una batteria da 4235 mAh che secondo Google consente otto ore di autonomia in uso attivo e 9 ore nella riproduzione di video. Non mancano Bluetooth, Wi-Fi e NFC. Per quanto concerne i sensori troviamo GPS, accelerometro, giroscopio, magnetometro e NFC.



Per quanto riguarda la nuova versione di Android 4.1 Jelly Bean abbiamo alcuni interessanti miglioramenti. Il primo è sicuramente Project Butter, nome che nasconde una serie di cambiamenti che dovrebbero aumentare la fluidità dell’interfaccia del sistema operativo. La grafica di Android 4.1 gira a 60 frame al secondo fissi, viene eseguito il triplo buffering e la CPU sarà in grado di ritornare alla massima velocità in risposta a ogni tocco, per evitare il lag causato da una CPU che opera a frequenza più bassa (modalità basso consumo).

Google ha realizzato inoltre una nuova tastiera capace di predire ciò che volete scrivere, ha integrato il riconoscimento vocale offline (migliorata anche la ricerca vocale) e presentato una nuova modalità per l’organizzazione dei widget con ridimensionamento e riposizionamento automatico sulla homescreen.

Google ha fatto dei cambiamenti anche per quanto riguarda la parte delle notifiche: si possono espandere per avere maggiori dettagli così da non dover entrare nelle applicazioni e sono interattive, cioè ad esempio permettono di fare una chiamata direttamente dalla notifica di chiamata persa.

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Nexus Q è una piccola sfera che si collega ad altoparlanti e televisori di casa e può essere gestita tramite dispositivi Android 2.3 Gingerbread. È il primo dispositivo di social streaming in assoluto, ha dichiarato l’azienda, una sorta di jukebox collegato in cloud attraverso il quale tutti possono condividere la loro musica. La sfera ha un diametro di 11.6 centimetri e pesa 923 grammi. All’interno integra un chip OMAP 4460 dual-core ARM Cortex A9 con core grafico SGX540. Presenti 1 GB di RAM, 16GB di memoria flash e un amplificatore integrato da 25 watt.

Fonte

Aumentare la durata delle batterie al litio nei dispositivi portatili

di Aggregator

Gli accumulatori di carica elettrica (comunemente chiamate batterie ricaricabili) sono diventate uno dei ritrovati tecnologici più utilizzati nel nuovo millennio, in grado di fornite energia elettrica portatile per un elevato numero di dispositivi di utilizzo quotidiano: cellulari, smartphone, tablet, notebook/netbook, lettori MP3, macchine fotografiche digitali, videocamere digitali etc. Attualmente la tipologia di accumulatore più diffusa sono gli accumulatori al litio (a ioni o a polimeri), in grado di fornire elevate capacità e un’ottima durata. Per poterle sfruttare al massimo e ritardare una prematura sostituzione dobbiamo seguire alcuni semplici accorgimenti, evitando di seguire i consigli che venivano in passato indicati per le vecchie tipologie di accumulatori (batterie ricaricabili al nichel).

Iniziamo con lo sfatare qualche maldicenza e informazione errata sugli accumulatori al litio:

1- Le batterie al Litio (ioni o polimeri) non sono soggette particolarmente ad usura materiale (più utilizzo la batteria più perde capacità) ma principalmente all’usura temporale. Esempio: 2 batterie inutilizzate, ma fabbricate in periodi diversi: la batteria più vecchia avrà meno capacità di quella nuova, a parità di utilizzo. Quindi è inutile disperarsi se dopo 2 anni (tempo medio di dimezzamento) la batteria perde buona parte della capacità (variabile dal 30 al 70 %, a seconda degli scenari): questo processo è assolutamente normale per gli accumulatori al litio.
2- Mai scaricarle fino in fondo: è controproducente portare la batteria al 0%, oltre che tendenzialmente pericoloso: infatti le batterie hanno un sistema di sicurezza che blocca la scarica al 5%, segnalandola come 0% per evitare che si danneggino irrimediabilmente. Con le batterie attuali con sensore e riserva energetica il rischio è decisamente basso (direi nullo), ma ricaricare da 0% impiegherà più tempo e diminuirà l’efficacia della carica, aumentando il rischio di un danneggiamento delle celle.
3- Le batterie agli ioni sono sensibilissime alla temperatura: in generale più sono basse e più reggono bene, quindi se abitate in montagna o in zone fredde la durata media delle batterie è decisamente superiore a quelli che abitano in zone più calde del pianeta.Gli eccessi sono sempre pericolosi, quindi temperature sotto gli 0° C e sopra i 40° C aumentano a dismisura il pericolo di esplosione delle batterie o malfunzionamenti irreversibili.
4- Evitiamo di acquistare batterie al litio di riserva: proprio per il discorso sulla sensibilità temporale, una batteria di riserva invecchierà e quindi perderà capacità anche rimanendo inutilizzata.
5- Ricaricare tanto fa bene, ricaricare troppo è pericoloso: un buon tempo di ricarica è utile per ottimizzare la durata della stessa, ma caricare per oltre 24 ore può essere molto pericoloso! Staccare sempre la batteria entro e non oltre le 10 ore dall’inizio della ricarica.

Come aumento il tempo tra una ricarica e l’altra? E la vita media della batteria?

Con i giusti accorgimenti è possibile aumentare la vita e ottimizzare la durata delle batterie, basta prestare solo un po’ d’attenzione ad alcuni particolari:

1- Tieni la batteria al Litio (e di riflesso il dispositivo) in un posto non eccessivamente caldo: evita di lasciare il device in posti caldi o soggetti a surriscaldamento: in macchina sotto il sole, in spiaggia sotto l’ombrellone, vicino ai fornelli o altre possibili fonti di calore come termosifoni, stufe etc.
2- Scarica parzialmente la batteria e ricaricala in posti freschi: l’ideale sarebbe ricaricare la batteria al 40% di carica residua alla temperatura di 4° C, ma se questi valori sono troppo eccessivi è possibile inserire il caricabatterie quando rimane il 20-25% di ricarica a temperatura ambiente.
3- Effettua correttamente la carica di inizializzazione della batteria: appena fornite le batterie sono parzialmente cariche: è controproducente utilizzarle subito, ridurremo l’efficacia delle stesse! Inseriamo subito la batteria nel terminale e, senza accenderlo, mettiamolo sotto carica per 5 ore. Ignoriamo l’eventuale avviso di carica terminata, è sempre errato con le batterie non inizializzate. Quando la batteria sarà inizializzata correttamente, i valori della stessa indicati dal sistema saranno molto più precisi.
4- Segni evidenti di una cattiva inizializzazione: le prime due-tre tacche d’energia (passaggi 100-90-80 %) si scaricano molto più velocemente delle altre tacche. In questo caso, utilizzate a fondo il terminale fino al 10% di carica, spegnetelo e tenete sotto carica per una notte (almeno 6 ore, massimo 8 ore), ignorando ogni avviso di carica completata: recupererete almeno parzialmente la carica ottimale.
5- Impariamo a riconoscere l’effetto memoria fittizio: le batterie al litio, rispetto alle sorelle al Nichel-Cadmio o al Nichel-Metallo Idruro, non soffrono di nessun effetto memoria, ma dopo alcuni cicli di scarica/carica (in media 20 cicli) possono sballarsi i valori di carica mostrati dal dispositivo: il device mostra una carica residua errata rispetto a quella reale. Lo stesso difetto è molto evidente se installiamo un nuovo sistema operativo sul notebook o sul tablet: il nuovo sistema avrà i valori di carica completamente sballati, segnalando la batteria come scarica in brevissimo tempo (in alcuni casi la batteria dura meno della metà rispetto al sistema operativo originale). In questo caso è sufficiente effettuare dal nuovo sistema la carica di inizializzazione parziale già indicata al punto precedente per ottimizzare nuovamente i valori (10% di batteria e ricarica a dispositivo spento per 6-8 ore, ignorando ogni avviso di carica completata). Sui notebook questa procedura viene anche chiamata calibrazione della batteria.

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E nello specifico per gli smartphone?

Oltre ai consigli già citati sopra, ecco altri accorgimenti dedicati ai possessori di smartphone di qualsiasi marca o sistema operativo:

1- Spegni lo smartphone se non utilizzato o in condizione di segnale assente: di notte mentre dormiamo o se il segnale è assente, è consigliabile spegnere del tutto lo smartphone.La continua ricerca di segnale e l’energia per mantenerlo in stand-by è un’inutile spreco.
2- Effetto memoria fittizio molto più accentuato: dopo circa 15 cicli di scarica/carica il sistema diventa sempre meno sensibile alla capacità reale della batteria, mostrando valori sballati. Il sistema operativo mobile più colpito da questo problema è Android.Ma nessuna paura: per ogni device basta scaricare a fondo lo smartphone (10% di carica residua) ogni 15 cicli di carica/scarica e ricaricarlo per 6-8 ore, ignorando l’avviso di carica completata.La calibrazione sarà più precisa se il dispositivo è spento durante la ricarica.
3- Ridurre la retroilluminazione e il timeout dello schermo: per una buona lettura dello schermo e per risparmiare energia è consigliabile impostare manualmente il valore di luminosità al 30-40%, mentre per il timeout impostare un valore di 30 secondi o inferiore (se disponibile).
4- Chiudere tutte le applicazioni e i widget superflui: tutti i maggiori OS mobile offrono dei task manager dove possiamo chiudere tutte le apps e i widget inutili alla causa e dispendiose d’energia.
5- Evitiamo l’uso (o utilizziamo con parsimonia) alcune funzionalità dello smartphone: Bluetooth e Wi-Fi, Flash LED e 3G attivi incidono negativamente sulla durata della batteria.Uno dei problemi più grandi è la facilità con cui si dimentica queste funzioni accese;lanciandole attive anche dopo il loro utilizzo, diminuiamo sensibilmente l’autonomia, in particolare con il Wi-Fi e il Bluetooth. Spegniamo queste connessioni se inutilizzate, al massimo rimuoviamo qualche widget inutile e utilizziamo al suo posto un widget per gestire le connessioni.
6- Se non utilizzi molto il 3G, passa al 2G: la tecnologia 2G consuma molta meno energia dell’UMTS/HSDPA (3G).Tutti i telefoni permettono di switchare tra le due tecnologie, e quella 2G è più economica in termini di energia consumata. Solo con questo accorgimento si risparmia fino al 30-35 % di energia rispetto alla modalità promiscua (3G o 2G attivi a seconda del segnale) e il 20% rispetto alla modalità solo 3G.

Fonte

Recensione e caratteristiche Samsung Google Galaxy Nexus

di Aggregator

Il Samsung Google Galaxy Nexus ha un contour display che si adatta perfettamente al design sottile e incurvato del telefono. Con uno spessore di soli 8,84 mm e una cornice di appena 4,29 mm, il Samsung Google Galaxy Nexus offre una portabilità eccezionale insieme a uno schermo di grandi dimensioni.

CARATTERISTICHE GALAXY NEXUS

– Processore da 1.2GHz dual-core
– 1 GB di RAM
– Batteria 1750 mAh
– Dimensioni 135,5 x 67,94 x 8,94 mm
– Peso 135 grammi
– Display da 4,65 pollici Super AMOLED HD (1280×720 pixels) con aspect ratio 16:9 e reazione al tocco di 0,01 millisecondi
– UI in Android 4.0 rivista
– Migliorata l’integrazione con Google+
– Face Unlock: sblocco schermo con riconoscimento del volto
– LTE and HSPA+ connectivity (solo determinate aree)
– Bordino laterale prima del display di 4,29 mm
– Fotocamera posteriore da 5 megapixels zero shutter lag, capace di registrare video in FullHD a 1080p senza lag, modalità panorama e shot2shot
– Fotocamera anteriore da 1,3 megapixel
– Memoria interna a scelta tra 16 GB e 32 GB
– Pin per la dock
– Barometro
– NFC
– Wi-Fi Direct
– Bluetooth 3.0
– Porta microUSB/microHDMI
– Sistema operativo Android Ice Cream Sandwich 4.0
– Tasti di navigazione software con Android 4.0
– Posteriore fatto di hyperskin, trama soft grip
– Disponibilità in USA, Europa ed Asia agli inizi di novembre, dunque a livello globale.

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Dall’immagine si può osservare come il terminale sia privo dei classici tasti soft touch che sono stati implementati in passato sia il Nexus One che il Nexus S. Richiestissima e finalmente implementata anche la porta microUSB che opera anche come microHDMI.

Nella parte frontale troviamo posizionata la fotocamera anteriore con al suo fianco l’altoparlante integrato per le chiamate. Nella parte laterale destra invece sono presenti solo i tasti per il volume, quindi il bilanciere. Nella parte laterale sinistra sono presenti i 3 pin che verranno utilizzati per posizionare il Nexus su una dock specifica ed inoltre il pulsante di accensione e spegnimento. La parte inferiore invece è composta dal jack standard da 3,5 pollici per l’inserimento degli headset, dalla porta microUSB/microHDMI e dal microfono. Infine, la parte superiore è completamente pulita.

Quello che impressiona è la fotocamera la quale, nonostante sia di soli 5 megapixel, funziona praticamente come una fotocamera professionale in grado di scattare foto di altissima qualità e di girare video in fullHD a 1080p @30 fps. Trattasi anche di una fotocamera instant, ovvero di una fotocamera che non ha bisogno di tempi morti per mettere a fuoco e scattare l’immagine, la maggior parte fastidiosissimi soprattutto quando si vuole scattare una foto di fretta. Lo scatto ora avviene istantaneamente senza penalizzare assolutamente la qualità dell’immagine: i risultati sono davvero eccellenti. Oltre a questo, la fotocamera non presenta lag, infatti è stata denominata shutter no lag, in quanto registra video senza il minimo scatto tra un frame e l’altro, tutto fluidissimo. Inoltre trattasi di una fotocamera shot2shot, ovvero scatti in sequenza in rapida successione, capace anche di scattare foto panoramiche a 360 gradi.

Fonte

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