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Aerotaxi, dal 2025 i primi voli sperimentali

di Redazione

Secondo uno studio effettuato da Bosch Consulting, nel 2030 saranno 1 miliardo i voli in aerotaxi compiuti da persone di tutto il mondo. Il 2030, infatti, è l’anno in cui, sempre secondo lo studio, i servizi di sharing saranno presenti anche sulle rotte aeree.

TECNOLOGIA DERIVATA DALL’AUTO

Realizzare degli aerotaxi è tutt’altro che facile ed economico. Ma un modo per risparmiare sulla progettazione e sulle componenti esiste. Secondo Bosh, infatti, sarebbe possibile utilizzare molte delle componenti oggi impiegate sulle vetture a guida autonoma. Oltre a questi, i vari sensori presenti sui veicoli per il controllo e il funzionamento dell’ESP. In questo modo sarebbe possibile evitare di utilizzare la più costosa tecnologia aerospaziale. I sensori di accelerazione installati in una centralina di comando permettono di monitorare la direzione della bussola, pressione barometrica, altitudine, velocità e tutte le attività di volo del velivolo.

TEST VICINI

Si stima che il battesimo del volo degli aerotaxi avverrà già il prossimo anno. Le città nelle quali si effettueranno i primissimi test saranno Dubai, Dallas e Singapore. Queste città rappresentano infatti i principali centri di applicazione di questa nuova tecnologia. Per i voli di carattere commerciali bisognerà aspettare il 2023, mentre per i primi veri voli senza pilota sarà necessario attendere il 2025. Nella prima fase di sviluppo, infatti, tutti i test sugli aerotaxi saranno svolti con personale di sicurezza a bordo.

MENO TRAFFICO, MAGGIORE VELOCITÀ

Alleggerire il traffico delle grandi città è ormai una necessità. Così come garantire spostamenti sempre più rapidi. E proprio questo è lo scopo degli aerotaxi. Grazie alle loro caratteristiche saranno in grado di spostare il traffico lontano dalle tradizionali strade. Abbattendo drasticamente i tempi di spostamento soprattutto nelle grandi città. Inoltre, il costo di un aerotaxi è molto più basso rispetto a quello di un elicottero tradizionale. Tutto dipenderà dal tipo di allestimento oltre che dal numero di passeggeri che potranno trasportare, ma il costo sarà di circa 500.000 euro.

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Ford, robot e auto a guida autonoma per la consegna pacchi del futuro

di Alessandro Crea
In un futuro più o meno prossimo le consegne di merci di qualsiasi tipo, da quelle del supermercato locale a quelle dei grandi store online, potrebbero essere effettuate da auto a guida autonoma e da robot bipedi pieghevoli, alloggiati nel retro del furgone, che si incaricherebbero dell’ultima fase di trasporto, la consegna del pacco a […]

Posta USA, test su camion a guida autonoma

di Alessandro Crea
Come riferisce il Wall Street Journal, lo US Postal Service, il servizio postale nazionale statunitense, ha avviato oggi la sperimentazione che porterà all’impiego di camion a guida autonoma per il trasferimento di posta e pacchi da una città all’altra, con l’obiettivo di abbatterne costi e tempi. La tratta individuata per la sperimentazione è quella che […]

Nissan ProPilot 2.0: guida autonoma senza mani sul volante dall’autunno

di Redazione

Arriva dal Giappone il primo sistema di pilota automatico per automobili che non richiederà al conducente di tenere le mani sul volante. Nissan si prepara a lanciare, per il momento solo nel paese del Sol Levante, il suo nuovo ProPilot 2.0, una versione migliorata dell’attuale assistente, che permetterà di alle vetture di guidare autonomamente in autostrada.

LA VERSIONE 2.0 DEL PROPILOT

Nissan aveva promesso di lanciare un’auto con un sistema di guida completamente autonoma entro la fine della decade e pare manterrà la sua promessa. Il nuovo ProPilot 2.0 presenta svariate migliorie rispetto alla versione precedente, già venduta in 350.000 veicoli in tutto il mondo. Questa tecnologia permetterà ai veicoli di condurre i passeggeri dall’imbocco all’uscita dell’autostrada. Le vetture sapranno cambiare corsia, sorpassare e prendere l’uscita desiderata in maniera autonoma, senza il bisogno dell’intervento del conducente o che questo tenga le mani fisse sul volante. A differenza del vecchio sistema quindi, si potrà impostare una destinazione di arrivo e aspettare che l’auto guidi i passeggeri fino al luogo desiderato.

SI BASA SU SENSORI E NAVIGATORE 3D

Tetsuya Iijima, general manager del dipartimento di sviluppo del pilota automatico della casa giapponese, ha dichiarato che questo sistema porterà Nissan ad essere leader mondiale nel settore. “Tutte le funzioni sono del livello più alto al mondo – ha aggiunto – Abbiamo integrato le tecnologie più avanzate”. Il ProPilot 2.0 si compone in effetti di 7 telecamere, 5 sensori radar e 12 sonar per scandagliare la strada e la sua versione full-optional offre anche un sistema di navigazione 3D. La casa nipponica non sembra però intenzionata ad usare la tecnologia Lidar per la guida automatica, scegliendo quindi, come ha già fatto Tesla, un sistema diverso sviluppato autonomamente. Sempre Iijima però assicura che, nel complesso, il ProPilot 2.0 nulla ha da invidiare all’altro sistema in via di sviluppo.

NON SIAMO ANCORA PRONTI PER IL LIVELLO 5

Il nuovo assistente di guida presenta tuttavia qualche limitazione. Non siamo ancora al Livello 5. In primo luogo, la legge giapponese permette una guida completamente automatica solo nel caso in cui il veicolo non cambi corsia. Quindi per sorpassare sarà necessario che il conducente mantenga la presa sul volante, come misura di sicurezza. Secondo, il sistema funziona solo nelle autostrade che già sono state mappate in 3D in alta definizione. Questo punto è fondamentale per il corretto funzionamento del ProPilot 2.0: solo così il sistema riesce a posizionare l’auto sulla carreggiata con un margine di errore di pochi centimetri. In ultimo, il conducente non potrà comunque smettere di prestare attenzione a ciò che succede per strada. L’assistente usa infatti un sistema di monitoraggio per capire se il guidatore sia pronto a prendere il controllo del veicolo in ogni momento.

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Guida autonoma livello 3 da FCA: Maserati sarà la prima

di Valentina Acri
I risultati della collaborazione con BMW e Intel, annunciati nel corso del 2017, arriveranno per primi nella casa automobilistica del gruppo Fiat Chrysler. Durante un incontro svoltosi a Torino, il presidente di FCA John Elkann, ha annunciato che Maserati sarà il primo brand del gruppo Fiat-Chrysler ad utilizzare la tecnologia di guida autonoma di livello 3. […]

Renault a guida autonoma, primi test pubblici a Parigi-Saclay

di Redazione

E’ stato inaugurato ieri, mercoledì 15 maggio, il “Paris-Saclay Autonomous Lab”. In occasione del forum dell’innovazione Spring 2019. Si tratta di un progetto promosso dal Gruppo Renault, il Gruppo Transdev, l’IRT SystemX, l’Istituto VEDECOM e l’Università Paris-Saclay. Il suo obiettivo è quello di sviluppare nuovi servizi di mobilità a guida autonoma a Paris-Saclay. Un polo scientifico a una ventina di chilometri da Parigi.

OTTIMIZZAZIONE DEI TRASPORTI

Nel progetto è previsto un servizio di trasporto collettivo notturno su corsia riservata con una navetta a guida autonoma Transdev-Lohr i-Cristal. Questa effettuerà quattro fermate all’interno del polo scientifico utilizzando una corsia preferenziale e coprendo un percorso di circa sei chilometri. Tale servizio ha lo scopo di integrarsi con l’offerta di trasporto pubblico esistente. Il tutto concedendo ai cittadini francesi una continuità estendendone il servizio e ottimizzando le infrastrutture. Il servizio, infatti, sfrutta le stesse corsie degli attuali mezzi pubblici in uso. E sarà attivo dalle 00.30 alle 3.00. A questo si associa un servizio diurno svolto da un prototipo di Renault Zoe Cab, attivabile su chiamata.

PROVE GENERALI

Attraverso la app Marcel dedicata, sarà possibile chiamare in tempo reale o prenotare il veicolo. Questo si recherà autonomamente nel punto segnalato dall’utente. Lungo il percorso, il veicolo potrà effettuare soste intermedie per far salire un altro utente. Questo solo se anche lui ha necessità di fare lo stesso percorso. L’obiettivo di questo esperimento è quello di capire la fattibilità di un progetto del genere su larga scala. Valutando l’efficienza tecnologica del servizio e il modo in cui questo interagisce con il traffico.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Per assolvere a questo inedito servizio, sono stati messi a punto due mezzi speciali. Renault Zoe Cab e Transdev-Lohr i-Cristal. Si tratta di due veicoli elettrici dotati di diversi sistemi di guida autonoma. Sensori GPS, Lidar, telecamere, una centrale inerziale e, ovviamente, un software di guida autonoma. Nonostante i veicoli siano concretamente in grado di muoversi da soli, sono comunque costantemente supervisionati. Nella fermata di Massy è presente un centro di controllo. Ogni veicolo, inoltre, si muove con a bordo un autista pronto a intervenire in caso di emergenza.

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Lilium, la prima auto volante elettrica ha completato un decollo senza pilota

di Alessandro Crea
Le auto volanti non sono più soltanto una fantasia legata alla fantascienza ma una realtà che si fa ogni giorno più concreta e vicina. In Germania ad esempio Lilium, un’auto volante a decollo verticale, dotata di motori elettrici e guida autonoma, ha effettuato il suo primo decollo senza pilota all’inizio del mese, nei cieli della […]

ZF investe nella rilevazione degli occupanti per la guida autonoma

di Donato D'Ambrosi

La guida autonoma o semi autonoma richiederà un impegno largamente profuso da Costruttori di auto e componentistica per la sicurezza degli occupanti. Quando i passeggeri, conducente compreso, potranno assumere posizioni meno standard, come dovranno comportarsi i sistemi di ritenuta? ZF, da tempo in corsa per diventare uno dei principali fornitori per la produzione auto, ha annunciato di investire nel rilevamento degli occupanti. Il knowhow di Simi Reality Motion Systems, specialista nei sistemi 3D per la registrazione dei movimenti umani, servirà a sviluppare la sicurezza integrata nelle auto a guida autonoma.

NUOVA ACQUISIZIONE PER ZF

L’annuncio di ZF segna la rotta per lo sviluppo delle auto a guida autonoma e rappresenta un tassello fondamentale per la protezione degli occupanti. Tra i principali produttori di airbag, volanti e cinture di sicurezza, dopo l’acquisizione di TRW, ZF ha fatto sapere che acquisirà il 90% delle quote di SRMS. La società ha solo 35 dipendenti ma un’esperienza ultradecennale nei sistemi 3D basati su immagini per la registrazione e l’analisi dei movimenti umani.

L’AUTO SAPRA’ COME SEI SEDUTO

L’investimento di ZF in Simi aumenterà le competenze che l’azienda già possiede nei sistemi per la sicurezza degli occupanti. I sistemi di sensori per la rilevazione ambientale e degli interni saranno uno dei futuri core per le aziende di componentistica. E ZF continuerà ad investire nella tecnologia automotive legata alla sicurezza di bordo. “Per la sicurezza futura dell’occupante di un veicolo, un ruolo chiave sarà giocato dai sistemi ad alta efficienza per la rilevazione dell’occupante,” spiega Norbert Kagerer, head of Integrated Safety at ZF. “Questa è proprio l’area in cui vorremmo diventare più forti grazie all’investimento in Simi Reality Motion Systems, nell’ottica di offrire da un’unica fonte sistemi per la sicurezza integrata.

LE IMMAGINI 3D PER LA TECNOLOGIA AUTOMOTIVE

Le nostre attuali competenze nascono dall’esperienza acquisita negli sport ad elevate prestazioni e la medicina. Spiega Andreas Ruß, fondatore di Simi Reality Motion Systems GmbH – L’investimento da parte di ZF ci consentirà di portare più efficacemente questa conoscenza nell’industria automotive”. Ciò che è pericoloso oggi nell’adottare una posizione di seduta e di guida pericolosa, in futuro sarà permesso da sistemi di sicurezza integrata evoluti. Oggi guidare con una mano sul volante o viaggiare sdraiati (Out of position in gergo) non aiuta i sistemi di ritenuta a lavorare al meglio. Un giorno l’auto dovrà essere molto più permissiva di quanto non lo sia già ma senza perdere performance in sicurezza, l’aspetto più importante per gli automobilisti europei.

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Ford: i primi robot in azione aiutano gli operai in carne ed ossa

di Antonio Elia Migliozzi

Ford arruola un nuovo robot per la sua catena di montaggio. Questa volta non si tratta di un pesante robot per i reparti saldatura o verniciatura ma di un veicolo a guida autonoma. Si chiama Survival ed in fase di test da oltre un anno presso le linee di produzione dello stabilimento Ford di Valencia, in Spagna. Il nome deriva dalla sua capacità di adattarsi all’ambiente circostante con grande sicurezza ed affidabilità. Al robot a guida autonoma spetta il compito di trasportare i componenti di ricambio agli addetti impegnati al lavoro. Il mezzo riesce ad evitare oggetti ed ostacoli e fermarsi quando è necessario. Sviluppato dagli ingegneri Ford è il primo del suo genere. Il piccolo robot è iperattivo ed è in grado di svolgere l’equivalente di 40 ore di lavoro al giorno consentendo ai dipendenti di dedicarsi a mansioni più complesse.

AMICO ROBOT

Mancano ancora alcuni anni all’arrivo su strada delle auto a guida autonoma “per tutti”. Tocca allora ad un piccolo robot ricordarci quanti progressi stia facendo la tecnologia. Si chiama Survival e lo hanno sviluppato interamente degli ingegneri Ford. E’ il primo mezzo del suo genere sviluppato per essere al servizio degli stabilimenti europei dell’azienda. Il nome deriva dalla sua solidità e affidabilità. “L’abbiamo programmato per conoscere l’intero impianto, quindi, insieme ai sensori, non ha bisogno di interventi esterni per muoversi” ha confermato Eduardo García Magraner, Manufacturing Manager, presso lo stabilimento Ford di Valencia. In questo sito è in corso, da oltre un anno, la sperimentazione del robot. Il robot a guida autonoma trasporta i componenti all’interno dello stabilimento riuscendo a evitare oggetti ed ostacoli. In questi casi può modificare il suo itinerario ostacoli e fermarsi quando è necessario.

UN RUOLO CHIAVE

Magraner ricorda anche che: “Quando abbiamo iniziato, gli operatori pensavano di trovarsi in una specie di film di fantascienza, si fermavano e ne seguivano il passaggio. Ora vanno avanti con il loro lavoro sapendo che il robot è abbastanza intelligente per aggirarli.” La fornitura di parti di ricambio e materiali per la saldatura presso le diverse stazioni all’interno dell’impianto è un elemento cruciale. A Valencia Ford ha stabilito la produzione del SUV Kuga, della berlina Mondeo e della monovolume S-MAX. L’approvvigionamento della componenti è una attività semplice ma che richiede tempo ai dipendenti. Il robot dei lavoratori ma può far risparmiare loro fino a 40 ore di lavoro al giorno. Grazie al suo contributo gli operatori possono utilizzare il proprio tempo dedicandosi ad attività più complesse. Il robot è dotato di 17 cassetti per contenere materiali di diverso peso e dimensioni.

UNA PATTUGLIA INTERA

Per evitare problemi, l’apertura e la chiusura dei cassetti del robot è automatizzata, il che significa che gli operatori di ciascuna area hanno solo accesso ai materiali a loro assegnati. Survivor è in prova da quasi un anno e ha portato a termine ogni consegna senza errori. Per questo motivo Ford è sempre più intenzionata a farne un valido alleato operativo anche in altri stabilimenti. Il robot Survival è uno dei numerosi androidi impiegati nelle strutture europee di Ford. Tra questi ci sono i Robutt e i co-bots del sito di Colonia in Germania. Il robot Ford a guida autonoma utilizza la tecnologia Lidar (Light Detection and Ranging) per visualizzare l’ambiente circostante. Si tratta di una strumentazione tecnologica utilizzata anche a bordo delle vetture a guida autonoma impegnate su strada.

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Guida autonoma negli USA: oltre il 50% pagherebbe fino al 20% in più

di Antonio Elia Migliozzi

Sempre più ricerche vogliono capire quale sia la percezione dei consumatori riguardo alla guida autonoma. Mentre prosegue lo sviluppo delle auto driveless ci si interroga su come reagirà il pubblico nel vederle su strada. Si prevede che nel 2029 il 63% degli americani preferirà l’auto autonoma a quella convenzionale. Secondo i ricercatori nel tempo crescerà accettazione e fiducia verso le nuove tecnologie grazie alle conferme sul fronte della sicurezza. I benefici in termini di minori costi di gestione e maggior tempo a disposizione saranno fondamentali per la diffusione delle auto a guida autonoma. Gli automobilisti saranno tanto contenti di avere una vettura autonoma da essere disposti anche a spendere di più. Vediamo i dettagli.

ACCETTARE LA TECNOLOGIA

Arriva un nuovo studio ad esaminare il rapporto dei driver con le vetture a guida autonoma. Secondo il Capgemini Research Institute l’accettazione da parte dei consumatori negli Stati Uniti non farà altro che crescere. Nei prossimi 10 anni il consenso per le auto autonome raddoppierà e, nel 2029, il 63% degli americani le preferirà. I consumatori si convinceranno guardando ai benefici che i veicoli autonomi prometto in termini di efficienza del carburante (73%), emissioni ridotte (71% ) e risparmiando tempo (50%). Markus Winkler, responsabile globale del comparto Automotive di Capgemini: “Le aspettative dei clienti riguardo alle esperienze in auto non avranno solo un impatto sull’industria automobilistica, ma anche su altri settori aprendo la strada a una miriade di opportunità di collaborazione”. In auto ci sarà più tempo libero fioccheranno le occasioni di business per molti settori non solo legati alla tecnologia.

LA VITA DI TUTTI I GIORNI

Interessante il fatto che più della metà degli intervistati abbia dichiarato che sarebbe disposto a pagare fino al 20% in più per un’auto a guida autonoma rispetto ad una standard. I consumatori sono convinti che i mezzi autonomi assumeranno un ruolo più importante nella vita quotidiana, andando oltre la mobilità da A a B. Il 49% sarebbe d’accordo se l’auto a guida autonoma facesse commissioni a suo nome. Il 54% si fiderebbe di un veicolo autonomo per spostarsi da solo con amici e familiari. Infine il 50% degli americani si aspetta che le auto a guida autonoma aiutino a risparmiare tempo permettendo loro di socializzare, divertirsi, lavorare o semplicemente godersi il viaggio. Se questi erano gli aspetti positivi la ricerca di Capgemini evidenzia anche preoccupazioni. Al primo posto il rischio che l’auto a guida autonoma non sappia gestire situazioni impreviste (71%).

ATTIVITA’ IN AUTO

Gli automobilisti temono anche il rischio di attacchi hacker (73%), le difficoltà a interagire con veicoli guidati dall’uomo (56%), le incertezze nel traffico (51%) e le difficoltà a interagire con altri veicoli autonomi (46%). Ultima, ma non meno importante, la paura di non saper utilizzare i veicoli autonomi (37%). Interessante la lista delle attività in auto. Dal sondaggio ascoltare la musica resta quella preferita (76%), segue lo svago con amici e familiari (64%), la ricerca di notizie e attualità (62%). Tra le altre non possono mancare lo spuntino (58%), gli acquisti online (46%) e il sonno (45%). Il 18% degli americani intervistati si dice addirittura pronto a fare palestra a bordo dell’auto driveless. Un consumatore su due, cioè il 46%, ha detto che userà il tempo in auto per fare shopping. Secondo Capgemini l’auto a guida autonoma aprirà grandi opportunità di business sia per i negozi digitali che fisici.

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Guida autonoma in Italia, il Ministero dà la prima licenza per i test su strada

di Donato D'Ambrosi

Il Ministero ha rilasciato la prima autorizzazione ad effettuare test di guida autonoma in strada per effetto del decreto Smart Road (D.M. 70/2018). Ad ottenerlo la società VISLAB, che ha tracciato anche la rotta per i prossimi attori che vorranno cimentarsi nella sperimentazione di tecnologie a guida autonoma su strada. L’unica perché difatti è stata la sola a presentare candidatura entro la scadenza, e non nuova a sperimentazioni già effettuate in Italia. La storia del VISLAB con le auto a guida autonoma infatti risale a 20 anni fa con i primi test su strada, quando ancora il concetto di guida autonoma per gli italiani faceva parte della fantascienza.

ANCORA TROPPI NODI DA SCIOGLIERE SUL DECRETO

La sperimentazione riguarderà l’ambito urbano e l’ultimo miglio tipo D, E, F di precisi tratti stradali nelle città di Torino e Parma“, annuncia Emanuele Scagliusi, parlamentare del MoVimento 5 Stelle e Capogruppo della commissione Trasporti. Il via libera del Ministero dopo le verifiche dell’Osservatorio Tecnico di supporto per le SmartRoad tuttavia lascia ancora delle incognite sull’obbligatorietà del nullaosta. Il Decreto Smart Road infatti, è stato definito anticoncorrenziale poiché necessita dell’approvazione del Costruttore del veicolo utilizzato nei test. In pratica come chiedere a un concorrente in una gara di lasciarti passare. Inoltre si è trovato ai dubbi in caso di incidente una soluzione che individua il conducente/collaudatore nei test la responsabilità di quello che accade.

LA STARTUP DELL’UNIVERSITA’ DI PARMA

Un passo fondamentale per l’Italia che crea un importante precedente che rischiava di restare nella penombra e senza candidati. VISLAB per chi non lo sapesse è una startup emiliana dell’Università di Parma che sperimenta da anni soluzioni e tecnologie per la guida autonoma. Dal 2015 è stata acquistata da Ambarella (USA) pur conservando il centro R&D in Italia. Al team diretto dal prof. Alberto Broggi del VISLAB si deve l’impresa di aver percorso 15 mila km in modalità automatica fino a Shanghai. Ma molto tempo prima, Broggi è stato artefice di un test singolare a bordo di una delle primissime auto sperimentali a guida autonoma.

IL PRIMO TEST NEL 1998 MA POCHI LO SEPPERO

La prima auto a guida autonoma realizzata dal team del prof. Broggi fu una Lancia Thema che nel 1998, dopo 2 anni di sviluppo; portò in strada le prime tecnologie hanno dato strada ai test di oggi. Chiaramente non c’era neppure l’ombra di Smart Road né il clamore che non fu concesso alla notizia dai media, in tempi poco maturi all’epoca. Eppure, come racconta Borgi al Sole24Ore, il progetto Argo su seguito anche dai media tedeschi, forse con maggiore interesse. Tanto da portare allo sviluppo del prototipo BRAiVE a guida autonoma, cui ne sono seguiti altri dopo l’acquisizione della startup da parte di Ambarella per la cifra di 30 milioni di euro.

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La sicurezza di un’auto importa più dell’ecologia: il sondaggio in Europa

di Antonio Elia Migliozzi

Sicurezza, tecnologia e rispetto dell’ambiente sono al primo posto quando si cerca l’auto nuova. Un sondaggio mette a fuoco gli interessi degli automobilisti europei. In cima alle richieste troviamo la sicurezza. Questa, per fortuna, è diventata la priorità assoluta per i consumatori che sono disposti anche a sborsare soldi per le dotazioni di maggior rilievo. Interessante anche la fiducia nei confronti della guida autonoma. Dai numeri del sondaggio il 28% degli intervistati esprime chiaramente un atteggiamento positivo verso l’auto senza conducente mentre l’Italia è in prima linea. Il 46% degli italiani è a favore dell’auto driveless. Addirittura tra gli europei che non hanno un’auto emerge che il 40% è favorevole a questa tecnologia. Analizziamo questo e altri numeri interessanti.

L’AUTO DEL FUTURO

Un sondaggio commissionato da Fareucia Clarion Electronics a Yougov mette a fuoco temi di grande importanza nel settore automotive. La ricerca è stata condotta su un campione di residenti in Francia, Regno Unito, Germania e Italia. In tutti i quattro gli Stati Ue la sicurezza dell’auto è di assoluta importanza. In Italia, Germania e Francia il 36% degli intervistati la mette al primo posto, mentre nel Regno Unito il 47% ne sostiene l’importanza. Grande entusiasmo per i sistemi di sicurezza capaci di prevedere le situazioni di pericolo. L’intelligenza artificiale e tutti i dispositivi correlati sono una priorità in Francia per il 56%, in Germania 50%, in Italia 48% mentre nel Regno Unito al 45%. Gli automobilisti europei apprezzano anche l’auto connessa che scambia dati con gli altri veicoli e l’ambiente circostante.

TECNOLOGIA E INCERTEZZE

I francesi e gli italiani sono i più predisposti ad accettare l’arrivo delle auto connesse. A più di 8 italiani su 10 piace l’idea di un’auto connessa (83%) e tale opinione è condivisa dalla grande maggioranza dei francesi (71%). Diversa la situazione dell’auto a guida autonoma. Il 28% degli europei intervistati esprime fiducia mentre l’Italia è in prima linea con il 46% a favore. Interessante il fatto che il 40% di chi non possiede un’auto è aperto verso questa innovazione. In generale per gli automobilisti europei l’auto del futuro deve soprattutto garantire una maggiore sicurezza. In questo si nota una scarsa conoscenza dei sistemi di assistenza alla guida già disponibili sul mercato. “Piuttosto che parlare di una rivoluzione delle auto, siamo impegnati a lavorare sulla loro evoluzione. La tecnologia messa a disposizione ha valore solo se conosciuta, compresa, accettata e utilizzata” spiega Sébastien Brame di Faurecia Clarion Electronics.

SOSTENIBILITA’ AL CENTRO

Il sondaggio conferma anche la crescente importanza dei temi ambientali tra gli automobilisti europei. Ne parla il 30% degli italiani, il 24% di francesi e tedeschi e il 23% degli inglesi. Eppure quando si parla di impatto ambientale delle auto appena il 14% dei driver intervistati ne parla. L’auto deve essere innanzitutto e soprattutto economica. L’economicità è ancor più importante per le giovani generazioni. Va detto che gli italiani, in ogni fascia d’età, antepongono la sicurezza (36%), all’ecologia (30%). “Dal sondaggio emerge che l’ecosostenibilità è importante per chi non possiede un’auto (34% rispetto al 22% dei proprietari di auto)” sintetizza Sébastien Brame. Quanto al carsharing solo il 7% degli intervistati italiani lo indica tra le tre più importanti caratteristiche dell’auto del futuro. In generale gli entusiasti non superano l’8-9% anche nelle grandi città del nostro paese.

IL COMFORT

Altro aspetto analizzato il comfort. Il 12% degli italiani ha dichiarato che la propria auto dovrebbe essere comoda come casa, mentre per il 18% gli interni dovrebbero adattarsi alle esigenze del conducente. Il comfort pertanto si posiziona quindi dietro la sicurezza e l’ecosostenibilità. Allo stesso tempo, in Italia il 54% degli automobilisti accoglierebbe con entusiasmo l’idea di stare in auto sentendosi come a casa propria. Una grande percentuale degli intervistati, il 32%, ha dichiarato di non avere alcuna opinione sull’argomento. “Gli interni del futuro richiederanno tempo per prendere forma. Ma sarà necessario più di un approccio focalizzato solo sui sedili, ad esempio: anche il comfort sarà intelligente, il posto di guida diventerà l’elemento pensante che gestisce e ottimizza l’esperienza dell’utente dell’auto fin nei più piccoli dettagli” chiude Sébastien Brame.

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Le prime 10 auto a guida autonoma entrano in servizio con Lyft negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

La guida autonoma di Waymo arriva dai clienti Lyft. Per la prima volta negli Usa, e precisamente nella zona di Phoenix, attraverso l’app di Lyft ci si potrà far venire a prendere da un van driveless. Ben 10 vetture equipaggiate con i sistemi di autoguida di Waymo sono al servizio degli utenti. Questo piccolo ma significativo passo avanti è stato possibile grazie al lavoro degli ultimi anni. Waymo ha svolto migliaia di test nell’area di Phoenix mappandola dettagliatamente. Il primo servizio di drivesharing a guida autonoma è in realtà un grande laboratorio su gomme. Waymo ha scelto di mettere parte della sua flotta al servizio di Lyft per continuare a raccogliere dati utili allo sviluppo. Vediamo i dettagli.

SVOLTA AUTONOMA

I clienti dell’app Lyft nella zona di Phoenix saranno presto coinvolti in un’esperienza assolutamente nuova. Gli utenti avranno l’opportunità di salire a bordo di uno dei minivan a guida autonoma di Waymo. Si tratta della fase forse più importante della partnership tra Waymo e Lyft annunciata per la prima volta quasi due anni fa. Saranno 10 i veicoli disponibili sull’app di Lyft nell’area di Phoenix. Per ovvi motivi in questa prima fase ci saranno dei driver di supporto seduti dietro al volante e pronti ad intervenire in caso di necessità. Ma nonostante l’apparente limitatezza del progetto siamo di fronte ad un vero e proprio balzo tecnologico in avanti. Il tutto è stato possibile grazie al lavoro di Waymo che ha mappato le strade intorno a Phoenix per oltre due anni.

IL SERVIZIO

Va detto che Waymo è da sempre attenta ad evitare fughe di notizie. La compagnia opera nell’area di Phoenix da qualche tempo attraverso il servizio Waymo One. La piattaforma ha permesso ad oltre 1.000 persone di salire a bordo dei van autonomi dell’azienda per raggiungere il lavoro o fare acquisti. Il programma pilota di Waymo è coperto dal più stretto riserbo tutti gli utenti registrati hanno dovuto firmare accordi di non riservatezza prima di salire a bordo. Waymo e Lyft si erano accordate per lavorare insieme nel 2017, ma non avevano mai spiegato cosa avrebbero fatto. Attraverso il nuovo servizio condiviso le due società hanno deciso di condividere i costi e gestire insieme tutti i problemi correlati. Insomma per la prima volta la guida autonoma si lascia alle spalle parte dei misteri che la circondano per entrare realmente nella vita di tutti i giorni.

LAVORO COMUNE

L’annuncio di Waymo e Lyft segnala la volontà di procedere velocemente nelle ricerche sulla guida autonoma. Si tratta infatti della prima volta che Waymo rende i suoi veicoli disponibili nell’ambito di una programma che non gestisce in via esclusiva. Il Ceo di Waymo, John Krafcik ha precisato: “Questo primo passo nella nostra partnership ci consentirà di raccogliere preziosi feedback”. La notizia arriva dell’accordo con Waymo sulla guida autonoma arriva nei giorni in cui Lyft ha annunciato il suo rapporto trimestrale. La società ha comunicato di aver perso ben 1.1 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre. Si tratta di un dato molto negativo considerata la perdita di “soli” 243 milioni di dollari archiviata nello stesso periodo del 2018. Lyft ha affermato che le perdite sono dovute ai costi connessi alla sua IPO. Va detto che le entrate sono state di 776 milioni di dollari quasi il doppio rispetto all’anno scorso.

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La guida autonoma arriva in Italia, con il Ministero dei trasporti che ha approvato i primi test

di Lorenzo Spada
Nvidia guida autonoma

Nonostante la guida autonoma sia una tecnologia in fase di sviluppo e di test ormai da diversi anni (addirittura anche con servizi commerciali già avviati), l’Italia l’ha potuta vedere solo da lontano per via del Codice della Strada che non permette la circolazione di veicoli autonomi. Fortunatamente però la Direzione generale Motorizzazione del Ministero delle […]

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Le auto a guida autonoma Waymo saranno prodotte in serie: la prima fabbrica USA

di Redazione

Sono passati pochi mesi dall’annuncio di Waymo riguardo l’avvio della propria produzione di auto a guida autonoma in Michigan. L’azienda, capitanata dal marchio Google, ha ora ufficializzato l’apertura di una fabbrica a Detroit, da sempre considerata la città dei motori. Una fabbrica che vedrà nascere al suo interno vetture con guida autonoma di livello 4 su veicoli forniti da FCA e Jaguar a partire dalla metà del 2019.

DETROIT AL CENTRO DEL PROGETTO

Detroit è sempre stata una delle capitali mondiali dell’auto. Ora, dopo molti anni, ritornerà ad essere un centro importante in ambito automotive. Questo grazie al nuovo stabilimento di Waymo, che grazie alla sua fabbrica per la produzione di vetture autonome di livello 4, porterà molti nuovi posti di lavoro. Secondo il Detroit Free Press si tratta di “almeno 100 posti di lavoro con un potenziale di 400 posti e un investimento capitale di 13,6 milioni di dollari”. La Magna International Inc., partner di Waymo, invierà 400 dei suoi ingegneri per favorire l’integrazione del nuovo sistema nello stabilimento.

LE VETTURE DI LIVELLO 4

Waymo sta continuando i test sulla sua flotta di auto autonome, che comprende anche la Chrysler Pacifica e la Jaguar I-Pace. I test si stanno svolgendo con alcuni muletti privi di persone a bordo. Questo grazie alla speciale concessione ottenuta in California. Per muoversi, le auto di Waymo utilizzano un insieme di sensori, radar e telecamere. In questo modo, questi veicoli sono in grado di muoversi autonomamente. Tuttavia restano provviste di pedali e volante per le emergenze e per le situazioni critiche.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Mike Duggan, sindaco di Detroit, è molto entusiasta dell’investimento di Waymo nella sua citta. “Avrebbero potuto aprire la prima fabbrica dedicata al 100% alle vetture a guida autonoma di livello 4 ovunque. Apprezziamo profondamente la fiducia che John Krafcik, CEO di Waymo, e il suo team stanno mostrando alla nostra città”. Dello stesso pensiero l’azienda che in un comunicato afferma: “Siamo entusiasti di entrare a far parte della vivace comunità di Detroit, contribuendo a svolgere un ruolo nel futuro dell’industria automobilistica nella città che ha dato il via a tutto”.

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Tesla: nel 2019 1 solo incidente ogni 5 milioni di km con Autopilot

di Donato D'Ambrosi

Tesla afferma che l’Autopilot è diventato più affidabile dei conducenti in carne ed ossa. Nulla di nuovo? E invece si se Musk confronta i dati degli incidenti Tesla con Autopilot nel primo trimestre 2019 con la media nazionale negli USA di incidenti senza Autopilot. Un confronto a dire la verità piuttosto impari se si guarda alla storicità dei dati Tesla sugli incidenti con Autopilot disattivato. Ma è interessante il rumore oggettivo che creano i dati sugli incidenti  mentre Tesla mostra nel video qui sotto quanto è sicura la Guida totalmente autonoma della Tesla Model 3.

L’ERRORE UMANO ANCHE SULLA TESLA

Il rapporto sulla sicurezza divulgato da Tesla relativo al Q1 2019, afferma numericamente che l’Autopilot finito è diventato più affidabile dei conducenti quando il sistema è disabilitato. Il sistema finito nell’occhio del ciclone per alcune imperfezioni, è stato mostrato pubblicamente durante i test di guida totalmente autonoma su una Tesla Model 3 qui sotto. Secondo Tesla il numero di incidenti con l’Autopilot si è ridotto rispetto al trimestre precedente, ma è aumentato quando le Tesla sono guidate dai clienti Tesla. “Nel 1 ° trimestre, abbiamo registrato un incidente per ogni 2,87 milioni di miglia guidate in cui i piloti erano impegnati con il pilota automatico. Per chi guida senza Autopilot, abbiamo registrato un incidente per ogni 1,76 milioni di miglia percorse.”

LE AUTO PIU’ VECCHIE SONO ANCHE PIU’ PERICOLOSE

Musk fa poi un confronto tra i dati Tesla con e senza Autopilot e la media degli incidenti negli USA dell’NHTSA. Il confronto è impietoso e permette al CEO Tesla di suffragare ancora una volta le sue affermazioni sulla sicurezza dell’Autopilot. Ai conducenti Tesla con Autopilot sono accaduti 1 solo incidente ogni circa 5 milioni di chilometri. Invece il rischio aumenta di 6,5 volte se si guida una qualsiasi auto senza Autopilot. Restando in casa Tesla invece quando si spegne l’AUtopilot il rischio di incidente aumenta di circa 4 volte. “In confronto, i dati più recenti di NHTSA mostrano che negli Stati Uniti c’è un incidente ogni 436.000 miglia. ” Non convince invece totalmente il test dell’Autopilot su Tesla Model S fatto da Euro NCAP, presumibilmente su una versione precedente.

NUMERI FORTEMENTE INTERPRETABILI

L’interpretazione dei dati va presa con le pinze, poiché come riporta Teslarati, l’NHTSA conteggia gli incidenti avvenuti. Mentre Tesla ha conteggiato anche gli eventi vicini all’impatto delle sue auto. Inoltre c’è una buona probabilità che gli stessi dati del report Tesla siano influenzati anche dalla stagionalità del rischio (neve, ghiaccio, ecc.). E poi c’è da dire anche che Tesla non ha una storicità sul numero di incidenti senza Autopilot, visto che si è sempre focalizzata sullo sviluppo dell’Autopilot.

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I 20 Paesi più pronti alla guida autonoma, l’Italia non c’è

di Donato D'Ambrosi

Secondo la società globale di consulenza KPMG l’Europa è tra i continenti più avanti nello sviluppo di auto a guida autonoma. Nonostante le leggi in giro per il mondo non permettono di avere ancora in strada auto che guidano da sole, l’Autonomous Readiness Index dà un interessante fotografia dello stato dell’arte nel mondo.

PAESI BASSI IN TESTA

Se da un lato l’Europa viene eletta da KPMG come migliore concentrazione tecnologica per l’autonomous Driving, l’Italia non è neppure tra i primi 20 Paesi. In testa invece c’è l’Olanda poiché “l’ecosistema olandese per i veicoli autonomi è di gran lunga migliore” ha spiegato Stijn de Groen, manager di  KPMG. L’Olanda infatti è stata valutata come migliore Paese in grado di investire nelle future opportunità dell’IoT (Internet Of Things). Ma è anche il Paese che sperimenta parcheggi autonomi negli aeroporti e nei porti e investe in sperimentazioni di flotte di camion senza con conducente. A questo poi si aggiunge un’attenzione all’adeguamento delle infrastrutture alla mobilità autonoma, secondo la valutazione di KPMG.

SINGAPORE RICONOSCE LA GUIDA AUTONOMANEL SUO CDS

Singapore invece è al secondo posto della classifica per la maggiore attenzione allo sviluppo legislativo sulle auto a guida autonoma. La città-stato ha infatti introdotto un emendamento specifico sulle sperimentazioni di auto a guida autonoma nel suo regolamento per la Circolazione stradale (Road Traffic Act). Come pochi altri Paesi infatti riconosce la funzione di auto e sistema a guida autonoma senza il controllo fisico o il diretto monitoraggio dell’uomo. Inoltre a Singapore si sta lavorando all’implementazione di infrastrutture adeguate alle auto a guida autonoma. Parallelamente anche il parco auto vede una crescita maggiore di veicoli tecnologicamente più evoluti.

NORVEGIA PRIMA SOLO NELLE AUTO ELETTRICHE

La Norvegia chiude il podio dei Paesi più sviluppati nelle sperimentazioni di auto a guida autonoma. In realtà KPMG colloca la Norvegia al secondo posto per innovazione e al settimo tra i paesi più attivi alla regolamentazione della guida autonoma. Ma la Norvegia ha dalla sua un altro primato che indissolubilmente sarà legato alla guida autonoma: le vendite di auto elettriche. Un primato che per morfologia del territorio, densità demografica ed età del parco circolante è più facile da portare a casa. All’ottavo posto KPMG colloca invece la Germania, Paese dove si collocano le principali aziende di componentistica auto. A metà classifica invece c’è il Giappone, tra i primi Paesi ad ospitare i test a guida autonoma su strade pubbliche.

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Mostrato il chip per la guida autonoma di Tesla

di Simone Lelli
Nel 2017 era stato rivelato che Tesla era a lavoro su un chip per le auto con guida autonoma; a ottobre 2018 Elon Musk aveva detto che mancavano massimo 6 mesi per vederlo. Sembra proprio che il suo CEO avesse detto la verità, in quanto sono comparse immagini e dati ufficiali su questo chip. Questo […]

Toyota lavora alle mappe HD per la guida autonoma dallo spazio

di Donato D'Ambrosi

Toyota Research Institute stringe un accordo con altri partner per lo sviluppo di mappe HD per la guida autonoma. La sfida tecnologica sarà sviluppare mappe ad alta definizione utilizzando le immagini satellitari e i BigData, dando il via alla sperimentazione in Giappone. L’impiego delle mappe ad alta definizione è infatti l’unico modo per incrementare l’affidabilità della guida autonoma – secondo Toyota.

SOLO I SENSORI DELL’AUTO NON BASTANO

Le auto a guida autonoma e semi autonoma usano svariati sensori per leggere l’ambiente circostante e comportarsi di conseguenza. Secondo i ricercatori però questi dati devono essere incrociati in tempo reale con una mappa HD affinché la guida autonoma sia davvero sicura. Per fare questo il Toyota Research Institute, Maxar Technologies ed NTT DATA Corporation hanno avviato una sperimentazione sull’impiego di immagini satellitari in Giappone.

QUANTE MAPPE HD CI SONO NEL MONDO

Attualmente – spiega il collettivo – le mappe HD coprono meno dell’1% della rete stradale mondiale di 39,5 milioni di km. Questa indicazione si basa sull’ipotesi che le mappe ad alta definizione siano disponibili per tutta la rete autostradale in Usa, Cina, Germania e Giappone (0,23M km – l’1% del totale), ma non si considera l’Europa. Ed è necessario ampliare la copertura delle aree urbane e delle strade locali prima che i veicoli autonomi si diffondano. Un pilastro del progetto è la piattaforma software aperta di TRI-AD nota come Automated Mapping Platform (“AMP”) per la scalabilità della guida autonoma.

LE MAPPE HD DAI SATELLITI AI TEST

I 3 partner lavoreranno insieme per confrontare le immagini satellitari e trasformarle in mappe HD di facile utilizzo per le auto di serie. La piattaforma BigData geospaziale con le immagini satellitari ottiche sul cloud di Maxar (GBDX)supporterà gli algoritmi di NTT DATA usando l’Intelligenza Artificiale. Le informazioni estratte poi saranno utilizzate da TRI-AD per creare mappe HD da testare nei veicoli di prova Toyota nella regione metropolitana di Tokyo.

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Tesla sfida Uber e Lyft con dei robo-taxi

di Simone Lelli
Qualche giorno fa il CEO di Tesla Elon Musk ha parlato riguardo dei piani della sua compagnia di competere contro due colossi dei trasporti a chiamati, Uber e Lyft, tramite una flotta di auto con guida autonoma, che lo stesso Musk descrive come Robo-Taxi. Tesla Model 3 L’idea si basa sullo sfruttare il network Tesla […]
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