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Ieri — 18 Ottobre 2019RSS feeds

Final Fantasy XIV: trailer del nuovo Raid ispirato a Nier Automata

di Gianluca Saitto
Dopo il lancio dell’ultima importante espansione Shadowbringers, è in arrivo nel mondo di Final Fantasy XIV un nuovo grande aggiornamento, in uscita il 20 ottobre, pronto a portare un sacco di contenuti all’interno dell’MMO in continua evoluzione ed espansione. Ad annunciarlo è stata proprio Square Enix, che oltre a una nota dove trovare l’elenco di tutte le […]

Toyota Yaris 2020, ecco le novità della nuova ibrida

di Emanuela Acri
Sono già passati 20 anni dal debutto nel nostro Paese della prima generazione Toyota Yaris e, sin da subito, l’auto del noto marchio giapponese ha riscosso un grandissimo successo, tanto che sono state registrate, solo in Italia, circa 1 milione di automobili vendute. Ma dopo tre generazioni e numerosi restyling, quali novità sono in serbo per l’utilitaria […]

Ferrari 812 N-Largo top car elaborazione 840 CV

di redazione

Una Ferrari 812 Superfast trasformata in una top car Ferrari 812 N-Largo con carrozzeria allargata e 840 CV nel cofano, grazie all’elaborazione del tuner tedesco Novitec!

Ferrari 812 N-Largo elaborata

La Ferrari 812 N-Largo elaborata da Novitec è dotata di carrozzeria wide-body e segue di alcuni mesi quella in veste non allargata, provvista di uno specifico aerokit in carbonio, assetto ribassato, ruote maggiorate e unità motrice da 800 CV inalterata.

Un tuning tedesco non esagerato che ha lasciato perplessi i fan Novitec che si aspettavano una versione ben più hard della già potentissima Ferrari 812 Superfast. Così di recente Novitec ha presentato la versione 812 N-Largo che si aggiunge ad altre esclusive realizzazioni con abito allargato.

Ferrari 812 N-Largo modificata

Il clou della modifica, naturalmente, verte su un inedito body-kit in carbonio che prevede una muscolosa estensione di tutti i parafanghi, con quelli posteriori che aumentano la larghezza totale dell’auto da 197 a 211 cm, ben 14 cm in più. La modifica ha comportato l’introduzione di nuovi spoiler frontale, minigonne sottoporta, specifici ingressi e sfoghi aria su muso e fiancate, nonché diffusore posteriore rivisitato.

Ferrari 812 N-Largo top car elaborazione 840 CV
Ferrari 812 N-Largo top car elaborazione 840 CV

Con una veste estetica tanto aggressiva anche il meraviglioso 6,5 litri V12 aspirato da 800 CV della 812 Superfast non poteva che essere rivisitato sulla 812 N-Largo. Dopo un’adeguata cura by Novitec, il motore ora tocca quota 840 CV con una coppia di oltre 750 Nm. Per raggiungere questo risultato, il tuner ha provveduto a rimappare la centralina elettronica e ad installare un nuovo impianto di scarico ad alte prestazioni.

Scheda tuning Ferrari 812 N-Largo by Novitec
Stesse caratteristiche della Ferrari 812 Superfast con le seguenti modifiche:
Motore: aggiornamento centralina elettronica, nuovo impianto di scarico inox (in Inconel a richiesta), potenza max 840 CV (617 Kw) a 8.750 g/m, coppia max 751 Nm (76,5 kgm) a 7.300 g/m
Ruote: Vossen forgiate, ant. 10,0Jx21”, post. 12,5Jx22”, pneumatici Pirelli PZero, ant. 275/30 ZR 21, post. 335/25 ZR 22
Corpo vettura: Kit estetico N-Largo by Novitec
Sospensioni: assetto con molle ribassate -35 mm, sollevatore idraulico +40 mm per dossi rallentatori e rampe garage
Dimensioni e pesi: largh. 2,11 m, alt. 1,245 m
Prestazioni: velocità max 345 km/h, accelerazione 0-100 km/h 2,8 s
Prezzo N.D.

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Ferrari 812 N-Largo by Novitec è su Elaborare 253.

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Cover Elaborare Ottobre n° 253 2019



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Atti vandalici: come proteggere l’auto da danni e graffi sulla carrozzeria

di Donato D'Ambrosi

Quante volte di ritorno al parcheggio avreste fatto di tutto per trovare l’autore dei graffi alla carrozzeria? Quando i danni all’auto sono evidenti atti vandalici non resta altro da fare che una denuncia contro ignoti alle forze dell’ordine. Se però l’auto non è coperta da una polizza contro gli atti vandalici la probabilità di ottenere una qualsiasi forma di rimborso o rivalsa nei confronti del colpevole è molto bassa. A meno che non abbiate le prove di chi ha materialmente provocato i graffi alla carrozzeria. Un problema che Tesla ha risolto con la modalità Sentinella (Tesla Sentry Mode). Una soluzione che può ispirare altri metodi per proteggere l’auto da graffi e atti vandalici.

ATTI VANDALICI, IL SISTEMA TESLA INCASTRA I COLPEVOLI

Se negli USA ha fatto arrestare già decine di ladri e autori di atti vandalici, vuol dire che la funzione Tesla Sentry Mode funziona davvero. Il sistema Tesla funziona in maniera molto semplice: utilizza le telecamere di cui già dispongono le Tesla Model 3, Model S e Model X (Model S e X solo da agosto 2017). Se prima di parcheggiare, il proprietario attiva la Modalità Sentinella nel menù e collega una memoria USB l’auto registra tutti gli eventi che reputa pericolosi per la sicurezza dell’auto. E’ soprattutto grazie alle telecamere laterali, quelle utilizzate anche dai sistema di assistenza alla guida che molti graffi alla carrozzeria hanno avuto anche un volto e poi un nome.

PROTEGGERE L’AUTO DAI GRAFFI SULLA CARROZZERIA

Ok, stiamo parlando comunque di una Tesla, ma come si può proteggere un’auto qualsiasi dai danni e dagli atti vandalici? Non serve ingegnarsi più di tanto perché basta installare delle dash cam che riprendano l’esterno dell’auto quando è su strada pubblica. Esistono infatti molti modelli che si possono anche installare sotto al retrovisore del parabrezza e sul lunotto posteriore in modo molto discreto, senza essere notate. Mentre i montanti anteriori e posteriori possono essere i punti ottimali da cui monitorare l’esterno dell’auto, sta solo riuscire a trovare la giusta angolazione regolando la microcamera. Bisogna però fare molta attenzione all’uso delle telecamere al di fuori della proprietà privata. Poiché le telecamere portatili, così come quelle per la sorveglianza domestica non devono mai interferire con la vita privata degli altri.

DANNI E GRAFFI ALL’AUTO: USARE LE TELECAMERE IN STRADA

Quindi bisogna prestare bene attenzione ad evitare che le telecamere montate sull’auto per proteggerla da atti vandalici e danni, facciano pensare al vicino che lo state spiando. Riprendere zone private di una proprietà non visibili agevolmente a terzi è proibito dalla legge. Riguardo alle riprese per strada, invece non si può impedire a qualcuno di riprendere una strada pubblica. Mentre – come spiega La leggepertutti – può ledere la privacy di una persona ripresa se quel filmato viene divulgato e reso pubblico. Occhio quindi a non farsi prendere la mano nel cercare a tutti i costi il colpevole dei graffi sulla carrozzeria. Piuttosto è sempre consigliabile parcheggiare in una zona non isolata e informare sempre le forze dell’ordine, anche se la denuncia contro ignoti può sembrare apparentemente inutile.

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Telepass: cosa fare se la sbarra non si alza

di Raffaele Dambra

Telepass cosa fare se la sbarra non si alza

Il sistema con Telepass è stato creato con l’obiettivo di rendere più fluido il transito ai caselli autostradali, evitando code e fastidi. E dopo circa trent’anni possiamo senza dubbio affermare che tale obiettivo sia stato raggiunto. Gli abbonati Telepass, a fronte di una spesa tutto sommato sostenibile, perdono assai meno tempo rispetto agli altri automobilisti non dovendo espletare alcuna incombenza riguardante il pedaggio (la differenza si nota soprattutto nelle giornate di traffico intenso). Tuttavia non sono da escludere disagi anche per chi utilizza il Telepass. Per esempio la sbarra al casello potrebbe non alzarsi, stoppando la marcia dell’auto (e di tutte quelle dietro). Oppure potrebbe chiudersi troppo velocemente colpendo la vettura. Che fare in questi casi, per fortuna rari ma comunque possibili (e infatti già accaduti)? Proviamo a dare delle risposte.

COME FUNZIONA IL PASSAGGIO AL VARCO DEL TELEPASS

Normalmente quando un veicolo dotato di Telepass transita lungo l’apposita corsia riservata al casello, un impianto ottico lo riconosce e attiva l’emissione del segnale da parte dell’apposito apparato trasmettitore. L’impianto di bordo risponde alla ‘chiamata’ del dispositivo a terra, ritrasmettendo un codice identificativo univoco. La centralina a terra registra il passaggio del veicolo identificato e dà ordine di sollevare la sbarra. Il tutto avviene in una frazione di secondo e solitamente non si registrano problemi di sorta. Anche perché il conducente della vettura con Telepass ha comunque l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza e di rallentare la velocità durante il passaggio nella corsia riservata fino a 30 km/h. Questo, appunto, per prevenire qualsiasi imprevisto.

COSA FARE SE LA SBARRA DEL TELEPASS NON SI ALZA

Se per un’improvvisa avaria la sbarra del casello riservato al Telepass non dovesse alzarsi, bisogna arrestare la vettura (se al momento del transito si stavano rispettando distanze e limiti la brusca frenata non dovrebbe avere particolari conseguenze) ed evitare in ogni caso di fare retromarcia. Manovra scorrettissima e pericolosissima che l’articolo 176 del Codice della Strada punisce con una multa da 419 a 1.682 euro, più la decurtazione di 10 punti dalla patente. È vietato pure immettersi nella via di fuga laterale, che può essere usata solo in caso di emergenza. Quindi se la sbarra del Telepass non si alza si deve procedere così. Una volta fermata la macchina dinanzi alla sbarra chiusa, bisogna chiamare l’assistenza premendo il tasto rosso presente sulla colonnina installata. Se il disguido dipende dal segnale del varco, che per qualche motivo non ha ‘riconosciuto’ la vettura, un operatore provvede ad aprire da remoto la sbarra. Se invece a essere difettoso è l’apparecchio Telepass dell’automobilista (batteria scarica; posizione non consona; dispositivo spento per distrazione, ecc.) , l’operatore ‘legge’ il numero di targa e addebita l’importo del pedaggio, consentendo quindi il transito.

COSA FARE LE LA SBARRA DEL TELEPASS COLPISCE LA VETTURA

È successo qualche volta che la sbarra del Telepass, dopo essersi regolarmente alzata, si sia chiusa prima del previsto colpendo la vettura in transito. Che si fa in questi casi e, soprattutto, chi paga i danni all’auto danneggiata? Tre anni fa ha risposto al quesito direttamente la Corte di Cassazione con l’ordinanza 15394/2016. La Suprema Corte ha condannato Autostrade per l’Italia a risarcire un automobilista che, imboccata la corsia riservata al Telepass, non si era visto alzare a sufficienza la sbarra. Finendo per urtarla violentemente! Per ottenere il risarcimento il conducente deve però dimostrare di essere effettivamente abbonato al servizio Telepass (e quindi di aver diritto al passaggio nella corsia riservata), fornendo tutta la documentazione necessaria. Ovviamente se un automobilista urta la sbarra del Telepass con dolo o per cattiva condotta (eccesso di velocità, distrazione, ecc.), spetta a lui risarcire la società Autostrade per l’eventuale danneggiamento dell’infrastruttura.

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La tecnologia di NUOVA NISSAN JUKE

di Andrea Galeazzi
Dopo averla vista, qualche mese fa, statica a Milano, eccomi alla guida del (rigorosamente al maschile) Nissan Juke. Lo confesso, la generaizone precedente mi è sempre piaciuta. Anticonvenzionale, fumettosa, simpatica. Ma in effetti ha sempre sofferto di un’abitabilità limitata, sopratutto […]

Toyota LQ, il concept autonomo con l’assistente virtuale

di Valentina Acri
Toyota ha deciso di andare oltre gli “standard” delle auto che oggi conosciamo. Tecnologia, mobilità green, guida autonoma sono alcuni dei concetti che stanno trasformando che il settore automotive. L’azienda giapponese, proseguendo sulle orme di questo cambiamento, ha progettato LQ, un concept futuristico che utilizza la tecnologia per instaurare un legame profondo tra auto e conducente. […]

Allarme seggiolini bimbi: il 70% degli italiani favorevole all’obbligo

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi obbligatorio divide i genitori, tra chi è pro e contro la nuova norma che entrerà in vigore dal 2020. Ci sono genitori convinti che dimenticare un bambino in auto sia un evento impossibile e chi trova giusto fare qualsiasi cosa per migliorare la sicurezza dei bambini in auto. E infatti un sondaggio di ConTe.it ha rilevato che quando ci sono bambini a bordo il comportamento del guidatore sarebbe più prudente. Ecco cosa pensano gli italiani dell’allarme seggiolini bimbi obbligatorio e quanto si lasciano alle distrazioni del cellulare al volante con i bambini in auto.

GLI ITALIANI E L’OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINI

Chi è d’accordo ad acquistare e usare obbligatoriamente un allarme seggiolino per non rischiare di dimenticare bambini in auto? Secondo il rapporto dell’indagine il 69% degli italiani è favorevole all’allarme antiabbandono, un dato importante rispetto al 78% di quelli che affermano di conoscere la nuova legge. La maggior parte del campione di 1000 residenti nelle Province di Bologna, Milano, Palermo, Roma, Torino d’accordo con l’obbligo dell’allarme sono donne. Il 75% secondo l’indagine si concentra al Centro-Sud, paradossalmente però le zone in cui secondo le statistiche l’uso del seggiolino è meno diffuso.

COSA FANNO I GENITORI CON I BAMBINI IN AUTO

Quando c’è un bambino in auto non si fanno distinzioni: da nord a sud in media tutti affermano di essere più prudenti. Il 42% degli intervistati fa più attenzione al codice della strada, il 38% dichiara di ridurre la velocità ma solo il 24% allaccia sempre le cinture. Quando si passa alle distrazioni al volante si tocca un tasto caldo, anzi rovente. Solo il 10% degli intervistati confessa di evitare le distrazioni del cellulare al volante quando ci sono bambini in auto. Stime che se analizzate in modo oggettivo trasudano anche una confusione generalizzata. Rispettare il codice della strada ed essere prudenti non equivale forse anche ad allacciare sempre e comunque le cinture di sicurezza e usare i seggiolini (art. 172 CdS)? E vogliamo parlare del vizio di buttare l’occhio al display o chattare con lo smartphone in preda all’“astinenza da social” (art. 173 CdS)?

SI ALL’ALLARME SEGGIOLINI, MA LA SICUREZZA NON E’ PRIORITARIA

I bambini in auto dettano legge nella scelta dell’auto nuova: secondo l’indagine gli intervistati scelgono un modello in base alle esigenze della famiglia. Il 75% degli intervistati ammette che la scelta dell’auto è influenzata dalla presenza di figli. Il 47% dei genitori (soprattutto maschi) sceglie con un bagagliaio più spazioso; il 46% con interni più ampi e almeno 5 sedute (in prevalenza le donne). Il dato più preoccupante è che solo il 24% sceglie auto con più dispositivi avanzati di sicurezza o gli ADAS, come la frenata d’emergenza, il controllo di velocità o i rilevatori di stanchezza del conducente. Tra le città che si sono dichiarate più attente al fattore sicurezza di un’auto ci sono Bologna (34%), seguita da Roma (32%) e Torino (27%).

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TomTom, il migliore navigatore allungherà l’autonomia alle auto elettriche

di Donato D'Ambrosi

Nelle grandi città gli ingorghi dovuti a traffico e ai lavori stradali oggi provocano ritardi e code, ma con le auto elettriche bisognerà fare anche i conti con l’autonomia batterie. E’ la strada che stanno percorrendo i costruttori dei migliori navigatori satellitari, tra cui TomTom, elaborare le migliori tecnologie per permettere ai navigatori di evitare in tempo reale incidenti, ingorghi e traffico. Ecco cosa c’è dietro una semplice funzione del navigatore che permetterà alle auto elettriche e autonome di evitare il traffico e allungare l’autonomia delle batterie.

NAVIGATORI ALLE PRESE CON GLI INGORGHI

Tra i più grandi partner di TomTom si sono aggiunti due protagonisti che contribuiranno allo sviluppo delle future funzionalità dei migliori navigatori per auto.  Road Event Reporter di seconda generazione è lo strumento TomTom per la segnalazione di chiusure stradali, lavori ed eventi. TomTom Road Event Reporter è un’applicazione basata su rete globale che consente alle autorità stradali e ai partner TomTom di fiducia di aiutare i conducenti a evitare inutili ritardi segnalando gli eventi stradali attuali e futuri.

I DATI SUL TRAFFICO SERVIRANNO SEMPRE DI PIU’ AI NAVIGATORI

Sumitomo Electric collabora con TomTom per migliorare la sicurezza stradale legata agli ingorghi. La nuova collaborazione che unirà l’expertise di Sumitomo Electric nei sistemi di trasporto intelligenti e i dati sul traffico in tempo reale e le mappe ad alta definizione. Lavorando insieme, le aziende creeranno soluzioni di mobilità progettate per migliorare la sicurezza stradale e la congestione del traffico.

L’AUTONOMIA DELLE AUTO ELETTRICHE, PUNTI DI RICARICA E NAVIGATORI

TomTom e ChargeHub hanno instaurato una collaborazione chiave per l’integrazione dei punti di ricarica nelle mappe del navigatore satellitare. La partnership permetterà a TomTom l’accesso a uno dei più grandi database di stazioni di ricarica per auto elettriche in Nord America. In questo modo TomTom aggiungerà più di 300.000 stazioni di ricarica integrate per EV nelle mappe del navigatore. Restate collegati perché presto arriveranno tante interessanti novità su come i navigatori diventeranno migliori per adattarsi all’autonomia delle auto elettriche.

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Volvo XC40 Recharge, il primo SUV elettrico di Göteborg

di Valentina Acri
Volvo ha svelato la nuova XC40 Recharge, il primo veicolo completamente elettrico del brand che vanta ben 408 CV ed un’autonomia di 400 km. Come molte altre azienda automobilistiche, Volvo ha deciso di lanciare XC40 Recharge impegnandosi a ridurre le emissioni legate alla produzione dei veicoli in previsione del raggiungimento del celebre “impatto zero”, previsto per […]

Colonnine elettriche nei condomini: come organizzarsi

di Raffaele Dambra

Colonnine elettriche nei condomini

Il mercato delle auto elettriche in Italia è in crescita, grazie soprattutto all’Ecobonus 2019-2021 del governo e ai vari incentivi regionali, come quello partito pochi giorni fa in Lombardia. Tuttavia si tratta ancora di una crescita debole, anche a causa della scarsa diffusione delle colonnine di ricarica. Diffusione che peraltro è altamente disomogenea, con alcune zone discretamente coperte e altre con pochissime stazioni per decine di chilometri. La miglior soluzione al problema sarebbe quella di affiancare ai punti di ricarica pubblici il maggior numero possibile di ricariche condominiali, così da offrire una scelta decisamente più ampia, e in effetti qualcosa in tal senso si sta già muovendo. Vediamo perciò cosa bisogna fare e come organizzarsi per installare colonnine elettriche nei condomini.

INSTALLARE COLONNINE ELETTRICHE NEI BOX PRIVATI

In un condominio ci sono solitamente spazi comuni, per esempio un cortile, e spazi privati, come i box per le auto riservati agli inquilini e, talvolta, anche a persone non residenti. Chi dispone di un box privato è sicuramente più avvantaggiato, perché può installare (a proprie spese) la colonnina per la ricarica in un posto tutto suo e utilizzarla a qualsiasi ora senza doverla condividere con nessuno. Per installare la colonnina nel box di proprietà non servono particolari autorizzazioni: è sufficiente comunicare l’intenzione all’amministratore di condominio, che da parte sua ha il compito di verificare che tutto sia effettuato a norma e di stabilire l’ammontare delle spese relative per l’installazione e l’aggiornamento del Certificato di Prevenzione Incendi. A questo proposito ricordiamo che i Vigili del Fuoco hanno diffuso delle precise linee guida per regolare l’installazione di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche, che vi invitiamo a leggere.

INSTALLARE COLONNINE ELETTRICHE NELLE AREE COMUNI

In mancanza di un box privato si può installare la colonnina in un’area comune, per esempio il cortile o il parcheggio condominiale. In questo caso, però, l’interessato o gli interessati devono ricevere l’approvazione dell’assemblea di condominio (basta la maggioranza semplice de voti) e i costi sono a carico di tutti i condomini che hanno aderito al progetto (chi vuole usufruirne in un secondo momento è ovviamente libero di aggiungersi, pagando le relative spese). Se l’assemblea boccia la proposta, il richiedente può comunque procedere all’installazione della colonnina di ricarica a patto di sostenere autonomamente i costi, inclusi quelli per la manutenzione e il ripristino degli spazi dopo i lavori. Lavori che non devono mai recare alcun pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza, alla fruibilità e al decoro architettonico del fabbricato.

COLONNINE ELETTRICHE NEI CONDOMINI: LA NORMATIVA

Gran parte delle disposizioni fin qui esposte sono state introdotte con la legge n. 134 del 2012 (Decreto Sviluppo). Successivamente il Decreto Legge 257/2016, diventato pienamente operativo dal 2018, ha stabilito che gli edifici di nuova costruzione, con almeno 10 unità abitative, debbano essere predisposti per l’installazione di colonnine di ricarica in numero non inferiore al 20% dei posti disponibili. Per gli edifici non residenziali con superficie utile di almeno 500 metri quadri, invece, deve poter essere installata una colonnina per ciascun posto auto. Da ricordare infine che, grazie all’Ecobonus 2019-2021, chi acquista una colonnina di ricarica privata per veicoli elettrici può usufruire di una detrazione del 50% in 10 anni fino a un massimo di 3.000 euro. Rientrano nella detrazione fiscale le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione dell’impianto e le spese per l’aumento della potenza del contatore dell’energia elettrica fino a 7 kW.

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Test pneumatici invernali 235/35 R19: misure grandi in difficoltà nel 2019

di Donato D'Ambrosi

La misura delle gomme invernali si rivela ancora una volta decisiva nel test sugli pneumatici invernali 235/35 R19 del 2019. La misura delle gomme supersportive invernali è stata messa sotto indagine da Autobild che ha provato 11 pneumatici invernali in 14 valutazioni diverse. Tra i brand più o meno noti, 3 merche sono sconsigliate e solo 4 pneumatici invernali da 19 pollici hanno superato il test con “molto buono”. Guarda questo test invece se cerchi le migliori gomme invernali con altre misure.

STESSI TEST MA PNEUMATICI INVERNALI CON MISURE DIVERSE

Prima di vedere direttamente i risultati del test pneumatici invernali sportivi di Autobild bisogna fare una precisazione. Leggendo i risultati dei vari test pneumatici invernali che pubblichiamo è facile confondersi se si vede una marca primeggiare in un test mentre risulta più indietro in un’altra classifica di gomme invernali. Sorvoliamo sul giudizio spesso prevalentemente soggettivo dei tester nelle prove dinamiche delle gomme. Le performance degli pneumatici invernali cambiano molto in base alle varie misure, anche se sulla carta il modello è lo stesso.

TEST PNEUMATICI INVERNALI PENALIZZATO SUL BAGNATO

Le gomme invernali Nexen Winguard Sport 2 e le Nankang SV-2 Winter sono state bocciate da Autobild per evidenti carenze su asfalto bagnato. Le gomme invernali Nokian WR A4 invece sono “non raccomandate” per la frenata su neve da 100 km/h 9 metri più lunga delle migliori gomme invernali nel test.

https://www.autobild.de/artikel/winterreifen-test-2019-255-35-r-19-15750651.html

LE GOMME INVERNALI DAL MIGLIOR RAPPORTO PREZZO-PRESTAZIONI

A metà classifica del test pneumatici invernali 2019 per la misura 235/35 R19 ci sono Toyo (sufficiente), Kumho (sufficiente), Michelin (buono), Hankook (buono), Continental (buono) e Uniroyal (buono). Le gomme invernali testate da Autobild al centro della classifica hanno performance allineate nelle prove su neve, asfalto bagnato e asciutto. Clicca sull’immagine qui sotto per vedere a tutta larghezza quali sono le migliori gomme invernali 235/55 R19 del test.

LE MIGLIORI GOMME INVERNALI 235/35 R19

Tra le gomme invernali migliori nella misura 235/55 R19 Autobild elegge Goodyear, Vredestein e Uniroyal. Le gomme invernali Goodyear Ultra Grip Performance + sono fresche di lancio sul mercato hanno ottenuto ottimi voti in tutte le valutazioni invernali. Gli pneumatici invernali Vredestein Wintrac Pro sono i più equilibrati in tutte le prove, mentre le gomme Uniroyal MS plus 77 hanno il miglior compromesso tra prestazioni e prezzo di acquisto.

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Fiat 500 L auto storica con preparazione DCgarage

di redazione

Questa Fiat 500 L auto storica con preparazione del tuner DCgarage
ha una potenza di soli 30 CV ma è molto particolare, perché frutto della passione del suo proprietario, che in quattro anni l’ha trasformata da vecchio macinino a grintosa vettura pronta a catturare l’attenzione del pubblico nei raduni tuning!

Fiat 500 L elaborata

All’esterno di questa Fiat 500 L spicca la colorazione indiavolata di un bel rosso corsa con l’aggiunta di brillantini rossi (realizzata da House of Kolor) in luogo del blu scuro di serie, mentre il cofano wrappato di nero opaco sostituisce un precedente adesivo con il disegno della nuova 500 Abarth.

La scocca è stata sottoposta a un restauro completo eliminando la ruggine, rinforzandola in più punti e adottando anche lamierati nuovi (porte, fiancate e cofani). Inoltre la carrozzeria è allargata di 3 cm, con archi delle ruote realizzati in vetroresina e raccordati con le nuove minigonne e lo spoiler anteriore in lamiera.

Fiat 500 L auto storica con preparazione DCgarage
Fiat 500 L auto storica con preparazione DCgarage

Fiat 500 L modificata

L’abitacolo della Fiat 500 L by DCgarage è stato totalmente rifatto con l’adozione di sedili anteriori della Fiat Barchetta e la rimozione di quelli posteriori. La moquette è nera e l’illuminazione interna è tutta a led bianchi. Pedaliera e pomello del cambio sono Sparco, mentre il volante è un modello Personal ulteriormente personalizzato.

Il propulsore di partenza è stato sostituito con quello della Fiat 126 completamente revisionato, con testa lavorata e cilindrata portata a 680 cc. Anche alternatore e carburatore sono di derivazione 126. In aggiunta ci sono pistoni nuovi con relative camicie, un filtro dell’aria sportivo a cono e lo scarico artigianale dal diametro maggiorato realizzato da DC Garage.

Scheda tuning Fiat 500 L by DCgarage
Motore Fiat 126 portato a 680 cc
Camicie e pistoni nuovi
Coppa olio maggiorata Abarth
Alternatore deriv. 126
Carburatore deriv 126
Filtro aria sportivo Pilot
Scarico artigianale diametro maggiorato (DC Garage)
Batteria 60 ah

TELAIO/ASSETTO
Scocca rinforzata e irrigidita in fase di restauro
Ammortizzatori a stelo corto
Molle post. sportive
Balestra anteriore occhio rovesciatio
Barre duomi ant. e post. artigianali
Freni ant a disco deriv. Cinquecento
Fuselli deriv. 126
Attacchi fuselli modificati
Bracci post. rinforzati
Cerchi da 5.5Jx13” BWA deriv. Alfa Romeo
Pneumatici 165/55 R13

INTERNI
Sedili ant. Fiat Barchetta
Sedili post. rimossi
Moquette nera
Illuminazione a led bianchi
Pedaliera Sparco
Leva marce corta
Pomello Sparco
Sotto cruscotto e plancia artigianale in lamiera
Strumentazione aggiuntiva: temp. olio, press. olio, volt
Switch per controllo illuminazione
Staccabatteria
Volante mod. Personal personalizzato
Accensione a pulsante
Spruzzino lavavetri elettrico

AUDIO
Sorgente Lexsis DVD, usb, tvd ecc.
2 woofer ant. da 16.5
2 woofer post. a 3 vie ovali + amplificatore

AUDIO ESTERNO
Monitor da 10″
2 woofer da 20 + amplificatore

ESTERNI
Scocca restaurata
Sostituzione di tutti i lamierati
Allargamenti da 3 cm in vetroresina
Minigonne e baffo ant. in lamiera
Paraurti eliminati
Carrozzeria completamente lisciata
Colore carrozzeria rosso corsa con aggiunta di flakes della “House of Kolor”
Alzacofano Abarth
Cofano ant. wrappato nero opaco
Specchietti mod. California
Vetri post. specchiati
Fari post. trasparenti
Illuminazione convertita tutta a led
Led sotto scocca
Convogliatore aria motore personalizzato

Costa totale intervento tuning oltre 10.000 Euro

Motore Fiat 500 L auto storica con preparazione DCgarage
Motore Fiat 500 L auto storica con preparazione DCgarage

Cerca la Fiat 500 L nell’usato su newsauto.it

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Fiat 500 L auto storica con preparazione DCgarage

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Cover Elaborare Ottobre n° 253 2019

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Mayflower (Autonomous Ship) per il 400° anniversario dello storico viaggio dei padri pellegrini

di Dario D'Elia
La Mayflower Autonomous Ship (MAS) salperà nel settembre 2020 per ripercorrere a 400 anni di distanza lo stesso viaggio compiuto dai padri pellegrini inglesi per colonizzare l’America. Ma al posto di un galeone a tre alberi ci sarà una sorta di trimarano sperimentale a guida autonoma con alimentazione ibrida basata su energia solare, eolica e […]

Una Giornata con FERRARI 812 e GALAXY FOLD 5G

di Andrea Galeazzi
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Le Tesla sono sicure?

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Auto usate certificate Hyundai: arriva la formula soddisfatto o restituisci

di Donato D'Ambrosi

Attorno alle auto usate sta montando sempre di più l’interesse dei Costruttori auto che rimettono in vendita auto usate con la garanzia sui chilometri. La vera novità però riguarda la possibilità di restituire l’auto usata acquistata se non rispecchia le aspettative iniziali. La clausola soddisfatti o rimborsati sulle auto usate ha azzerato il rischio di acquistare un’auto usata con chilometri scalati.

L’AUTO USATA SENZA RISCHI

Si chiama Hyundai Promise il servizio di certificazione e ripristino delle auto usate in vendita per poter garantire lo stato d’usura e i chilometri percorsi. È l’espressione ufficiale della Casa coreana di quanto racchiude la nostra guida all’acquisto dell’auto usata. Ma oltre ai controlli – eseguiti da personale tecnico – c’è anche la garanzia che quell’auto non è stata ringiovanita. Un aspetto non di poco conto se si considera che il certificato di revisione ha dato una stretta ai contachilometri scalati, ma escludendo le auto che hanno meno di 4 anni.

LE AUTO USATE CERTIFICATE

Su tutte le auto usate certificate Hyundai Promise, verranno eseguiti 100 controlli prima di rimettere in vendita un’auto che può essere sia del Gruppo Hyundai sia di qualsiasi altra marca. Questo servizio rappresenta una valida opportunità per chi ha intenzione di acquistare un’auto ibrida o elettrica usata con chilometri certificati. In seguito ai controlli vengono ripristinate e sostituite tutte le parti ritenute non idonee con ricambi originali. L’esito dei controlli, lo stato di usura e la certificazione dei chilometri sono tutti riportati in un rapporto che accompagna l’auto usata certificata alla vendita.

GARANZIA AUTO USATA HYUNDAI

La garanzia sull’auto usata Hyundai Promise dipende dall’età e dai km percorsi. Le auto usate certificate fino a 5 anni e 120 mila km percorsi saranno coperte da una garanzia da 2 a 5 anni. Non male considerando che la Garanzia Ufficiale del Costruttore è di 5 anni con chilometri illimitati. Le auto usate che hanno tra 5 e 8 anni di vita e fino a 160 mila km saranno coperte da 1 a 2 anni di garanzia a seconda dei casi. Scende a 1 anno di garanzia solo la copertura per le auto usate certificate di altre marche fino a 8 anni e meno di 160 mila chilometri.

PERMUTA AUTO USATA QUANDO E COME

Le auto usate del programma Hyundai Promise si possono acquistare anche dando in permuta un’altra auto. E se la nuova auto usata certificata non soddisfa l’acquirente può restituirle dandola in permuta per un’altra auto che abbia lo stesso valore. L’opzione “Soddisfatto o Sostituisci” vale solo entro 1 mese dall’acquisto e se l’auto certificata ha percorso meno di 1000 km. Il programma partirà prima in alcune concessionarie Hyundai per poter essere esteso a tutta la rete in Italia entro il 2020.

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