Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Oggi — 20 Aprile 2019RSS feeds

Avis: il noleggio è ora disponibile tramite app

di Federico Proverbio
Avis, uno dei brand più apprezzati e conosciuti nel panorama dei servizi di noleggio, ha introdotto sui principali store per smartphone la sua nuova applicazione, denominata “Avis App“. L’azienda è parte dell’omonimo “Avis Budget Group”, una società che detiene altri celebri brand del settore come Zipcar, Payless e Apex Car Rentals. Il brand è presente […]
Ieri — 19 Aprile 2019RSS feeds

Automobilisti italiani: il 79,5% afferma di rispettare le regole

di Redazione

Automobilisti italiani

Secondo un recente rapporto della Cgia di Mestre il numero di multe per infrazioni stradali è aumentato del +81% in dieci anni, eppure la stragrande maggioranza (il 79,5%) degli automobilisti italiani si autodefinisce coscienziosa e rispettosa delle regole del Codice della Strada. Che dire, forse qualcuno mente e abbiamo il sospetto che non sia la Cgia…

GLI ITALIANI E LA SICUREZZA STRADALE

L’auto-assoluzione degli automobilisti di casa nostra è emersa nel primo ‘Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale’, realizzato dall’omonima azienda di pneumatici con Euromedia Research. L’indagine ha posto varie domande a un campione di intervistati per tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza, con lo scopo ultimo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri alla guida. Soprattutto in un contesto in cui, dati Ocse alla mano, il 93% degli incidenti stradali continua a derivare dal comportamento dei conducenti.

L’AUTO È SICURA PER I CONDUCENTI MA NON PER I PEDONI

Ma vediamo i risultati. Innanzitutto l’automobile si è confermata di gran lunga il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2%), facendo però emergere un dato contraddittorio. Se l’auto è ancora percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), nel contempo buona parte degli intervistati (68%) ha bollato il veicolo a quattro ruote come il più pericoloso in assoluto per la paura di essere investiti. La cosa in realtà non ci sorprende. Nella malaugurata ipotesi di un contatto ravvicinato tra un’auto e un pedone, corre decisamente più rischi quest’ultimo e non viceversa…

GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI SI AUTO-ASSOLVONO

La parte più interessante del sondaggio è però risultata un’altra. Quella in cui, come anticipavamo all’inizio, il 79,5% degli italiani ha risposto di non percepirsi affatto come un pericolo per la sicurezza stradale. Definendosi, udite udite, “rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo” e, con percentuale salita all’87,4%, “assolutamente sicuro delle proprie capacità al volante di un mezzo di trasporto”. Solo un 8,7% di onesti temerari ha dichiarato di rispettare le regole soltanto in presenza di un controllo.

LA SICUREZZA SULLE STRADE DIPENDE SOPRATTUTTO DAI GUIDATORI

Gli automobilisti italiani sono stati poi chiamati a dare soluzioni per avere maggiore sicurezza sulle strade. Il 34,9% ha risposto che bisogna contare in primis sul senso di responsabilità dei guidatori. Una percentuale più bassa, il 16,7%, ha optato invece per una maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più massiccia sulle strade. Mentre un buon 15,5% ha chiamato direttamente in causa le aziende che producono automobili e pneumatici, chiedendo di dar vita a nuovi sistemi di sicurezza tecnologici. Richiesti soprattutto dispositivi di frenata più efficaci e sensori di rilevazione della stanchezza.

L'articolo Automobilisti italiani: il 79,5% afferma di rispettare le regole proviene da SicurAUTO.it.

Controllo pneumatici: la giusta pressione fa risparmiare 83 euro l’anno

di Redazione

Secondo i dati che emergono dallo studio di Federpneus, associazione nazionale dei rivenditori specializzati di pneumatici, il controllo della pressione delle gomme aiuterebbe gli automobilisti a risparmiare  in media circa 83 euro all’anno. Non solo risparmio in termini di soldi, attenzione, ma anche più sicurezza e cura dell’ambiente con le emissioni di CO2 che diminuirebbero di circa 120 kg. Vediamo in dettaglio.

GOMMA GIÙ, CONSUMI SU

Partiamo proprio dalla relazione tra pressione delle gomme e i consumi. Una pressione troppo bassa dei pneumatici comporta una maggior resistenza al rotolamento. Quest’ultima aumenterebbe il consumo di carburante di circa il 4%. Calcolando una percorrenza media annuale di 15.000 km con un consumo medio di 12 km/l, i litri consumati in un anno sono 1.250. A questi andrebbero aggiunti i circa 50 litri dovuti ad un gonfiaggio troppo basso dei pneumatici. Al costo medio attuale del carburante si stima così un aumento di spese di circa 83 euro all’anno.

PIÙ INQUINAMENTO E PIÙ USURA

Non solo risparmio di soldi ma anche una diminuzione notevole delle emissioni di CO2 e intervalli di cambio aumentati. Infatti considerando una produzione di circa 2,4 kg di CO2 prodotta da un litro di benzina e i 50 litri in più si arriverebbe a 120 kg di anidride carbonica prodotti in un anno. Inoltre, la durata dei pneumatici diminuirebbe di circa il 45%. Ciò implica una diminuzione nell’intervallo di sostituzione dei pneumatici con un rilevante effetto economico per l’automobilista.

CONTROLLO PERIODICO

Quali sono i principali modi per evitare lo spreco di soldi? Secondo Paola Colombo, responsabile prodotto auto e LCV Michelin, il principale accorgimento è il controllo della pressione dei pneumatici. Quest’ultimo deve avvenire almeno una volta al mese e prima dei lunghi viaggi, rigorosamente a freddo. Inoltre, far controllare gli pneumatici fa aumentare la sicurezza nella circolazione su strada degli automobilisti. Il consiglio è di far compiere queste verifiche a rivenditori specializzati che, grazie alle loro conoscenze tecniche e attrezzature aggiornate, possono garantire una messa in strada sicura della gomma.

L'articolo Controllo pneumatici: la giusta pressione fa risparmiare 83 euro l’anno proviene da SicurAUTO.it.

Baidu al Salone di Shanghai: tutte le auto autonome del Google cinese

di Antonio Elia Migliozzi

Il Salone dell’auto di Shanghai è l’occasione per stringere i rapporti con la Cina. Ford annuncia gli sviluppi della partnership con il colosso tecnologico Baidu. Allo studio l’applicazione della piattaforma Apollo per l’auto connessa basata sull’intelligenza artificiale. Ford ha firmato nel giugno del 2018 un accordo strategico con Baidu per migliorare la tecnologia a bordo delle sue auto. Ford e Baidu sono al lavoro per mettere in campo soluzioni digitali. Il nuovo sistema di infotainment SYNC + è il primo risultato dell’alleanza. Basato su DuerOS per Apollo è in grado di fornire servizi smart di navigazione e intrattenimento. Sono davvero tanti i brand, cinesi e non, che lavorano con Baidu. Vediamo i dettagli.

CINA AL CENTRO

Baidu, colosso cinese del settore tech, è sempre più impegnato nel campo automotive. In occasione del Salone dell’auto di Shanghai l’azienda è sotto i riflettori per le sue ultime soluzioni dedicate ai veicoli interconnessi e smart. DuerOS per Apollo è l’ultima versione del sistema operativo basato sulla piattaforma AI di Baidu. La nuova interfaccia sarà già scelta da diverse case automobilistiche internazionali, sale a bordo del nuovo SUV Ford Escape. Si tratta dell’equivalente internazionale della Kuga europea presentata all’inizio del mese ad Amsterdam. “L’intelligenza artificiale sta trasformando l’industria automobilistica. Lavorando con i nostri partner, Baidu sta costruendo un nuovo framework per le soluzioni di veicoli connessi. DuerOS per Apollo porterà alle persone un’esperienza di guida nuova e migliorata”, ha affermato Zhenyu Li, vicepresidente e direttore generale dell’unità Intelligent Driving di Baidu.

IL SISTEMA APOLLO

Il sistema operativo DuerOS per Apollo è alla base dell’infotainment SYNC + di Ford. A partire dal giugno del 2018 la cinese Baidu e Ford hanno scelto di collaborare allo sviluppo di soluzioni per le auto connesse. Il nuovo SYNC + è previsto solo a bordo dei modelli Ford destinati alla clientela cinese ma non si esclude il debutto in altri mercati asiatici. La nuova interfaccia propone servizi connessi per navigazione e intrattenimento. Baidu è anche a lavoro sul programma Apollo Enterprise. Si tratta di una suite che parte dagli ADAS e promette di arrivare alla guida autonoma. In occasione di del Salone dell’auto di Shanghai 2019 l’azienda ha ribadito gli impegni di sviluppo con WM Motor. L’obiettivo è quello di mettere su strada, entro il 2021, una flotta di veicoli autonomi di livello 3. Baidu prevede anche di lanciare un servizio di taxi driveless basato sulla sua tecnologia V2X.

POTENZA BAIDU

Sono davvero tanti i marchi dell’auto interessati alle tecnologie automotive di Baidu. Il nuovo Haval H6 di Great Wall, uno dei SUV più venduti in Cina, è equipaggiato con DuerOS per Apollo. Il sistema svolge funzioni di base tra cui assistente vocale, navigazione, intrattenimento multimediale, ma sfrutta la rete anche per i pagamenti online. Su Haval H6, Baidu offre oltre 50 servizi connessi compresi quelli di e-commerce. L’intelligenza artificiale di Baidu è anche a bordo della Chery Exeed e permette ai passeggeri di effettuare pagamenti in auto e accedendo tramite il riconoscimento facciale. Anche le coreane Hyundai e Kia hanno presentato a Shanghai diversi nuovi modelli con la tecnologia Apollo. Nello specifico parliamo della Hyundai Santa Fe e delle Kia KX3 e KX5.

L'articolo Baidu al Salone di Shanghai: tutte le auto autonome del Google cinese proviene da SicurAUTO.it.

Previsioni traffico Pasqua 2019 e ponte 25 aprile: i giorni da bollino rosso

di Redazione

Previsioni traffico Pasqua 2019

Secondo le stime 14 milioni di vacanzieri stanno per mettersi in viaggio sulle strade e autostrade italiane. Riteniamo quindi che sia un’ottima idea informarsi a dovere sulle previsioni di traffico per Pasqua 2019, il ponte del 25 aprile e, giacché ci siamo, anche per quello del 1° maggio. In modo da organizzare una partenza intelligente e non trascorrere buona parte dei giorni di festa incolonnati sull’asfalto (qui i nostri consigli per guidare in sicurezza).

TRAFFICO ELEVATO GIÀ DAL 19 APRILE

Per quanto riguarda la prima fase dell’esodo di Pasqua 2019, Autostrade per l’Italia prevede picchi di traffico elevati nella fascia oraria pomeridiana di venerdì 19 aprile e nella prima parte di sabato 20 aprile. In queste due giornate le partenze coinvolgeranno specialmente le tratte dell’area ligure, lombarda, emiliana e toscana, la dorsale appenninica, tirrenica e adriatica, le arterie che si snodano dalla Capitale e le vie che collegano al litorale amalfitano. Inutile ricordare che tra le mete preferite per le festività di Pasqua, del 25 aprile e del Primo maggio 2019 ci sono anche le città d’arte, i borghi antichi e le località collinari. Perciò occhio al traffico se stare per recarvi in questi luoghi. E attenti a non commettere questi 10 errori al casello autostradale.

IL TRAFFICO DI PASQUA E PASQUETTA 2019

Le previsioni del traffico di Pasqua 2019 si aspettano, proprio per domenica 21 aprile, brevi spostamenti del mattino specialmente sui tracciati autostradali a ridosso delle aree metropolitane, oppure in direzione delle vicine località di villeggiatura, soprattutto al sud. Il lunedì di Pasquetta, 22 aprile, oltre che dal canonico tempo incerto sarà caratterizzato da traffico intenso a ridosso delle principali città e dei borghi limitrofi. E naturalmente verso la campagna, i laghi e il mare. Il picco è stimato tra le ore 15 e le 21, con i primi rientri.

PREVISIONE PER I PONTI DEL 25 APRILE E DEL 1° MAGGIO

Archiviate Pasqua e Pasquetta il traffico caratterizzerà la circolazione su strade e autostrade italiane per le successive due settimane. È previsto infatti un incremento della circolazione tra martedì 23 e sabato 27 aprile e tra il pomeriggio di martedì 30 aprile e la mattina di mercoledì 1° maggio. Brevi spostamenti sono attesi anche venerdì 3 e sabato 4 maggio, mentre la maggiore ondata di rientri avverrà domenica 28 aprile e domenica 5 maggio.

STOP AI MEZZI PESANTI NEI GIORNI PIÙ CRITICI

Per agevolare la viabilità saranno rimossi i cantieri di lavoro lungo le direttrici autostradali in cui è previsto un aumento dei flussi di traffico, ad eccezione di quelli inamovibili. Gli spostamenti di Pasqua, del 25 aprile e del Primo maggio 2019 saranno inoltre favoriti dal divieto di circolazione dei mezzi pesanti con peso superiore a 7,5 tonnellate nei giorni e negli orari più caldi. Precisamente:

venerdì 19 aprile dalle 14:00 alle 22:00;
sabato 20 aprile dalle 09:00 alle 16:00;
domenica 21 aprile e lunedì 22 dalle 09:00 alle 22:00;
giovedì 25 e domenica 28 aprile dalle 09:00 alle 22:00;
mercoledì 1 e domenica 5 maggio dalle 09:00 alle 22:00.

Ricordiamo infine che per controllare il traffico in tempo reale sono disponibili numerosissime app (per esempio VAI di Anas) e altri servizi gratuiti come Google Maps. Inoltre si può chiamare il call center di Autostrade al numero 840.04.21.21, sempre attivo 24 ore su 24. E visto che ci siamo, facciamo un utile ripasso sulle 10 cose da NON fare in autostrada.

L'articolo Previsioni traffico Pasqua 2019 e ponte 25 aprile: i giorni da bollino rosso proviene da SicurAUTO.it.

La “relazione” tra Toyota e Android Auto procede, ma avanza di restyling in restyling

di Giuseppe Biondo

Sono lontani i tempi in cui Toyota proprio non voleva saperne di aprire le portiere della propria gamma ad Android Auto

L'articolo La “relazione” tra Toyota e Android Auto procede, ma avanza di restyling in restyling proviene da TuttoAndroid.

Genesis presenta l’elettrica due posti Mint al Salone di New York

di Simone Lelli
Genesis ha rivelato la sua nuova Mint, prototipo di una due posti elettrica esteticamente molto elaborata. Questo marchio premium dell’azienda Hyundai, che di solito propone auto grandi e ingombranti, stavolta ha spiazzato tutti con una vettura cittadina. Partendo dagli esterni, l’auto presenta volumi compatti e delle scissor door che abbassano la soglia al vano posto […]
Meno recentiRSS feeds

Le aziende che hanno investito di più nella guida autonoma di Uber

di Antonio Elia Migliozzi

Uber incuriosisce il mercato. Secondo gli analisti l’azienda potrebbe uscire rafforzata dalla quotazione in borsa. Ecco allora che secondo i media americani Toyota si prepara ad aumentare gli investimenti in Uber. Lo scorso anno il costruttore giapponese era entrato nel capitale della società di ridesharing ben 500 milioni di dollari. Ecco allora che la nuova tranche di finanziamenti arriverà, oltre che da Toyota, anche da Denso e Softbank. La vendita di una quota di minoranza aiuterebbe Uber a ridurre le pesanti perdite dello scorso anno. Vediamo perché l’IPO Uber si conferma una delle più attese negli ultimi anni.

 

UBER IN AFFARI

Uber si prepara a firmare un accordo per vendere una partecipazione di minoranza. Nel dettaglio l’azienda vuole cedere una quota della sua unità ATG. Per capirci si tratta del ramo aziendale che sta lavorando da anni alla guida autonoma. Conferme alla notizia arrivano anche dal Wall Street Journal che l’aveva data in anteprima. Per Uber non si tratta di una novità perché già gode di soci importanti. La giapponese Softbank e la casa automobilistica Toyota insieme al fornitore di ricambi Denso sono pronti a spendere 1 miliardo di dollari. La somma farebbe schizzare il valore dell’unità ATG di Uber a quota 7,25 miliardi di dollari. Alla fine dello scorso anno Toyota ha investito 500 milioni di dollari in Uber. Ora gli analisti ritengono che Denso dovrebbe potrebbe coprire i due terzi di tale cifra, mentre Softbank partecipare per 333 milioni.

CHI ENTRA

L’accordo consentirebbe a Uber di mantenere il controllo operativo di ATG riducendo al tempo stesso i costi. Il nuovo consiglio di amministrazione dell’unità per la guida autonoma di Uber avrà sei seggi controllati da Uber e altri due da Toyota e Softbank. Va detto che il nuovo investimento da 1 miliardo è ora al vaglio del Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti. Si tratta di un passaggio necessario per valutare eventuali rischi di sicurezza nazionale. Secondo il Wall Street Journal la società lavorerà con Toyota e Denso per lo sviluppo di una nuova flotta a guida autonoma. In attesa della quotazione in borsa la valutazione di Uber è di 100 miliardi di dollari. Anche se alcune stime dicono che è più vicina ai 70 o 80 miliardi. Va detto che a febbraio Uber ha fatto sapere di aver perso, nel 2018, 1,8 miliardi di dollari.

CORSA AUTONOMA

La divisione per la guida autonoma di Uber, è una macchina mangia soldi. L’azienda ha dichiarato di bruciare ben 20 milioni di dollari al mese per sviluppare le tecnologie driveless. Lo sforzo è necessario per stare al passo con i concorrenti, tra cui la divisione Cruise di GM, Waymo di Google e Lyft. Uber aveva promesso decine di migliaia di veicoli autonomi operativi in 13 città entro il 2022 ma forse servirà più tempo. I test sono partiti a San Francisco nel novembre 2016. L’incidente del marzo 2018 con la morte di un pedone in Arizona ha bloccato per quasi un anno le sue operazioni su strada. Toyota potrebbe aiutare Uber a riprendere il suo programma guida autonomo consapevole del fatto che l’azienda americana ha fatto sempre progressi da sola.

L'articolo Le aziende che hanno investito di più nella guida autonoma di Uber proviene da SicurAUTO.it.

Le 10 città dove si può morire per le emissioni auto in Europa

di Antonio Elia Migliozzi

L’aria nelle città è sempre più inquinata. I numeri di una ricerca confermano un trend preoccupante. Morire per colpa dell’inquinamento accade soprattutto in alcune aree urbane. Sono tutte in Europa le 10 città con i maggiori decessi da inquinamento ogni 100.000 abitanti. Preoccupa il primato di tutto italiano con Milano e Torino. La relazione dell’International Council on Clean Transportation (ICCT) esamina il modo in cui i trasporti causano l’inquinamento atmosferico. Le cattive condizioni dell’aria provocano malattie e quindi decessi. Va detto che le emissioni prodotte dalle auto contribuiscono a questo quadro ma non sono l’unica causa dell’inquinamento. Vediamo i dettagli.

RISCHIO INQUINAMENTO

L’International Council on Clean Transportation (ICCT) esamina il rapporto tra la qualità dell’aria e i decessi tra il 2010 e il 2015. Come riporta Transport & Environment l’uso dei veicoli diesel ha peggiorato le cose. Secondo l’ICCT negli ultimi decenni la crescita dei mezzi diesel ha portato ad un aumento dei decessi. La relazione accusa i veicoli diesel di aver “contribuito maggiormente all’inquinamento e al numero di malattie associate“. Nel dettaglio si punta il dito contro i tempi lunghi per le nuove norme anti-inquinamento. In questo è molto dura la critica dell’ICCT nei confronti dell’Europa. I limiti delle emissioni di NOx non sarebbero sufficientemente elevati e le case auto potrebbero ancora facilmente violarli. Insomma l’invito ai 28 Stati Ue è a lavorare meglio ed insieme.

INTERVENTI NORMATIVI

L’ICCT sottolinea l’importanza di sviluppare gli standard sul tema delle emissioni auto. Tra i suoi suggerimenti c’è l’adozione globale di standard più rigidi e l’applicazione di un turnover della flotta auto. Evidente che un parco auto molto vecchio come quello italiano impiega decenni per togliere dalla strada una tecnologia obsoleta. È noto da anni che le emissioni prodotte dai trasporti, in particolare il traffico, causano una cattiva qualità dell’aria. Nel 2017, l’inquinamento atmosferico ha provocato quasi 3,5 milioni di morti premature. Queste sono distribuite tra ictus, malattie cardiache, cancro ai polmoni, diabete, difficoltà respiratorie e altri disturbi. Puntare il dito contro le emissioni delle auto di ultima generazione potrebbe essere sbagliato. La tecnologia ha fatto negli anni importanti passi avanti.

DINAMICA GLOBALE

Lo studio dell’ICCT realizza una fotografia globale dell’impatto dell’inquinamento sulla salute umana. Tra il 2010 e il 2015 la crescita del traffico ha compensato i progressi tecnologici nella riduzione delle emissioni. La percentuale globale di morti premature causate dalle emissioni auto è rimasta invariata. Questo nonostante la riduzione delle emissioni nei paesi sviluppati. Come conferma la mappa sulle 10 città più inquinate gli Stati europei devono fare molto. L’Italia occupa il primo e il secondo posto in classifica con Torino e Milano. Non meglio la Germania con Stoccarda, Berlino e Colonia tra le prime 10. Secondo l’ICCT le economie del G20 devono lavorare insieme. Qui si registra l’84% della mortalità causata dai trasporti nel 2015. Necessario allora puntare sul trasporto pubblico. Le città devono investire nella mobilità condivisa per ridurre le emissioni inquinanti delle auto.

L'articolo Le 10 città dove si può morire per le emissioni auto in Europa proviene da SicurAUTO.it.

Europa, immatricolazioni in calo: ecco di quanto a marzo

di Simone Lelli
Il mercato europeo dell’automobile continua a frenare: secondo i dati dell’Associazione Europea dei costruttori, a marzo le immatricolazioni sono state circa 1.770.849, circa il 3,6% in meno dell’anno scorso (stesso mese). Il trend in europa è in discesa nella maggior parte dei paesi: l’Italia è la prima in classifica con -9,6%, seguita da Spagna (-4,3%), […]

Olivetti, al via nuova piattaforma IoT per automotive, smart city e agrifood

di Alessandro Crea
Olivetti, polo digitale del Gruppo TIM, ha integrato la piattaforma ThingWorx di PTC nei propri processi con l’obiettivo di ampliare gli asset tecnologici in grado di rispondere alle esigenze dei clienti e del mercato e accelerare la diffusione dell’Internet of Things. La piattaforma ThingWorx di PTC è stata identificata da ABI Research come la migliore […]

Ricarica auto elettriche: le direttive antincendio dei Vigili del Fuoco

di Redazione

Ricarica auto elettriche

In Italia la diffusione delle vetture a emissioni zero procede lentamente ma comunque procede. Conseguentemente aumentano le stazioni di ricarica per auto elettriche, sia private che pubbliche. Situazione che ha spinto il Dipartimento Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno a varare recentemente una circolare con le linee guida per regolare l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Prevenendo così il rischio di incendi o esplosioni.

LINEE GUIDA RICARICHE AUTO ELETTRICHE: I SOGGETTI INTERESSATI

Le nuove linee guida, già in vigore, si applicano alle stazioni di ricarica installate nell’ambito di attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco. Per esempio garage privati con una superficie superiore ai 300 metri quadrati, officine e parcheggi interrati degli hotel. Sono invece escluse le infrastrutture a ricarica induttiva, ovvero quelle in modalità wireless, e i veicoli fuel-cell. Le direttive hanno effetto retroattivo, quindi le infrastrutture esistenti prima del rilascio delle linee guida sono tenute ad adeguarsi alle nuove prescrizioni.

LA CIRCOLARE DEL MINISTERO

La circolare del Ministero precisa che gli elementi che costituiscono i sistemi di connessione e ricarica delle auto elettriche devono essere progettati, realizzati e mantenuti in conformità alle norme CEI 64-8 parte 7 sezione 722, norme serie CEI EN 61851 e norme serie CEI EN 62196. In particolare, riguardo la realizzazione delle stazioni di ricarica, vanno necessariamente valutati i rischi da interferenza fra le stazioni stesse e altri impianti o depositi di materiali infiammabili o combustibili eventualmente presenti, come per esempio i distributori di carburanti, e nel caso adottate misure mitigative.

CARATTERISTICHE DELLE STAZIONI DI RICARICA DEI VEICOLI ELETTRICI

Inoltre le stazioni di ricarica devono essere munite di un dispositivo di comando di sgancio d’emergenza ubicato in posizioni segnalate, in modo da determinare il sezionamento dell’impianto elettrico nei confronti delle sorgenti di alimentazione. Devono poi evitare l’utilizzo delle ricariche domestiche con le normali prese di corrente, anche con control box, in quanto non adeguate a un uso prolungato. Ed equipaggiate, infine, con estintori portatili pronti a intervenire su impianti o apparecchi elettrici in tensione, in aggiunta a quelli già previsti.

I CAVI DI CONNESSIONE TRA STAZIONE DI RICARICA E AUTO ELETTRICHE

Per quanto riguarda invece la connessione tra stazione di ricarica e veicoli elettrici, le linee guida dei Vigili del Fioco sono altrettanto chiare. Sono permessi solo tipi di connessione in linea con le normative internazionali, ed è parimenti raccomandato di utilizzare cavi di connessione resistenti all’usura per prevenire effetti termici pericolosi. Tali cavi devono essere verificati a vista prima di ogni utilizzo e, qualora siano dotati di schermatura metallica, meglio posizionarla a terra.

L'articolo Ricarica auto elettriche: le direttive antincendio dei Vigili del Fuoco proviene da SicurAUTO.it.

Tesla: ecco come le nostre auto guideranno meglio di voi

di Andrea Riviera
Le auto di Tesla guideranno meglio delle persone entro la fine del 2019. A dirlo è il CEO di Tesla, Elon Musk, che in un intervista con il ricercatore Lex Fridman ha detto: “Penso che le Tesla impareranno a guidare meglio delle persone molto velocemente, forse già entro la fine dell’anno” ha poi specificato “Se […]

Renault City K-ZE: ecco la nuova crossover elettrica

di Redazione

Quello di Shanghai è il salone più grande del mondo. Normale, quindi, che rappresenti l’occasione ideale per svelare numerose novità. Soprattutto se queste novità riguardano in qualche modo il mercato asiatico. Renault, ad esempio, ha svelato la nuova crossover compatta City K-ZE, piccola cinque porte elettrica. L’auto sarà interamente prodotta in Cina, dove entrerà sul mercato entro fine anno. Nelle intenzioni della Casa, però, in futuro sarà destinata anche ad altri mercati, inclusi quelli europei.

DIVERSI SISTEMI DI RICARICA

La nuova Renault City K-ZE monta un motore elettrico alimentato da una batteria da 26,8 kWh. Ha un’autonomia di 271 km nel ciclo NEDC. Renault ha previsto diversi metodi di ricarica, dalle prese di casa con corrente da 220 Volt (necessarie quattro ore per la ricarica completa) alle colonnine di ricarica rapida (80% di ricarica in 50 minuti). La Casa francese l’ha anche dotata di dispositivi che consentiranno la ricarica anche grazie a sistemi che sono ancora in fase di sviluppo. L’auto, quindi, sarà compatibile con gli standard di ricarica odierni e futuri presenti nelle varie aree del mondo. Il motore, con 45 CV e 125 Nm di coppia, regala al veicolo un’accelerazione 0-60 km/h in 7″ e una velocità massima di 105 km/h. Le dimensioni sono quelle di un piccolo SUV: 3,735 mm di lunghezza, 1,559 di larghezza e 1,579 mm di altezza, con un bagagliaio che ha una capacità di 300 litri.

AL RIPARO DA INCIDENTI E INQUINAMENTO

La crossover francese sarà dotata di avanzati sistemi di assistenza alla guida. Renault ha pensato anche alla salute dei passeggeri. Il climatizzatore infatti è dotato di un filtro che intercetta le polveri sottili dannose (fino a PM 2.5) presenti all’esterno, impedendogli di entrare nell’abitacolo. Il sistema di filtraggio sarà eventualmente attivato nel caso in cui un sensore interno all’auto rilevi alte concentrazioni di polveri sottili nell’aria. Sempre all’interno del veicolo, inoltre, si troverà uno schermo da 8 pollici, posto al centro della plancia, per gestire il sistema di infotainment e il dispositivo di controllo della ricarica, che si potrà comandare da remoto.

ASSEMBLATA IN CINA, VENDUTA NEL MONDO

La City K-ZE sarà prodotta in Cina, già durante l’anno in corso. Chi si occuperà dell’assemblaggio sarà la eGT New Energy Automotive, una joint venture tra il gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi e Dongfeng, impresa pubblica cinese tra i quattro maggiori produttori di auto del Paese orientale, con sede a Wuhan. Gli standard qualitativi e di sicurezza saranno all’altezza delle normative estere (in particolare quelle europee) per permettere una futura esportazione del veicolo verso il Vecchio Continente.

L'articolo Renault City K-ZE: ecco la nuova crossover elettrica proviene da SicurAUTO.it.

Dacia Duster EV: in arrivo l’elettrica più economica?

di Federico Proverbio
Non è un segreto il fatto che il brand low-cost di Renault, Dacia, abbia da sempre cercato di innovare il mercato portando nuove tecnologie alla portata di tutti. La casa rumena, divenuta famosa per la commercializzazione di modelli apprezzatissimi come Sandero e Duster, potrebbe concentrarsi sullo sviluppo di una vettura elettrica. La “candidata” al rinnovamento […]

Guida autonoma in Cina: Aptiv apre un centro di ricerca sul Livello 4

di Antonio Elia Migliozzi

La società tech Aptiv ha annunciato la sua espansione in Cina. Aptiv ha fatto sapere che inizierà a svolgere operazioni in Asia per testare la sua tecnologia per la guida autonoma. La scelta della Cina non è casuale. Secondo gli analisti nel paese, entro il 2040, verranno percorsi due terzi delle miglia a guida autonoma del mondo. Aptiv lavora da tempo insieme al servizio di ridesharing Lyft e ha già effettuato 40.000 corse driveless a pagamento nell’area di Las Vegas. Dal 2017 la città di Pechino ha aperto le strade pubbliche ai test per la guida autonoma. Ad oggi sono 56 i veicoli coinvolti che appartengono ad 8 aziende diverse. Nel 2018 questa flotta ha portato a termine test su complessivi 150.000km e quest’anno promette di fare molto di più. Vediamo perché la scelta di Aptiv non poteva che cadere sulla Cina.

SVILUPPI TECH

Aptiv è un’azienda tech attiva negli Stati Uniti e impegnata da anni nello sviluppo di software per la guida autonoma. L’azienda sta aprendo un centro di ricerca per la mobilità autonoma a Shanghai per concentrarsi sullo sviluppo e l’impiego della sua tecnologia sulle strade pubbliche. La Cina sarà il quinto hub di attività per Aptiv. Ad oggi sono in corso operazioni di sulle auto autonome a Boston, Las Vegas, Pittsburgh e Singapore. In questo quadro la Cina è forse il suo obiettivo più ambizioso. Aptiv non ha mai svolto operazioni in Cina, ma ha contatti con il paese sin dalla sua nascita nel 1993. Nel corso di un’intervista a TechCrunch il presidente di Aptiv, Karl Iagnemma, ha chiarito: “Secondo un recente studio di McKinsey entro il 2040 il paese ospiterà i due terzi delle miglia autonome percorse nel mondo e sarà un’opportunità di mobilità per trilioni di dollari“. 

CINA AL CENTRO

Nel 2017 Pechino è stata la prima città in Cina a consentire test a guida autonoma sulle strade pubbliche. Lo scorso anno ben 56 veicoli di otto società diverse hanno effettuato test per oltre 150.000 chilometri nella capitale. Le autorità di Pechino hanno anche aperto un centro di ricerca governativo per catalizzare gli investimenti e stimolare la ricerca. Il report sulle attività svolte non spiega, però, nel dettaglio a che punto siano le ricerche. Ad esempio non si capisce la frequenza con cui gli esseri umani sono dovuti intervenire. E’ comunque probabile che Aptiv si accordi con una società già attiva in Cina. L’individuazione di un partner valido è stata la chiave dei test autonomi di Aptiv a Singapore. Qui Aptiv ha lavorato con nuTonomy, startup automobilistica per poi acquistarla insieme al suo progetto di robotaxi.

MODELLO GLOBALE

Aptiv è anche interessata ad approfondire lo studio della mappatura. Sappiamo bene che radar e telecamere non possono da soli guidare le vetture autonome. L’azienda dovrà certamente pensare a nuovi tipi di partnership per la Cina. A differenza degli Stati Uniti, infatti, in Cina ci sono delle restrizioni e ben precise relative alla raccolta dei dati. Temi come la proprietà intellettuale e la creazione di dati cartografici ad alta risoluzione sono strettamente controllati dalle autorità statali. Aptiv potrebbe allora essere “costretta” a stringere accordi con realtà cinesi per rispettare queste regole. Tra i nomi che circolano c’è quello di Baidu. Al momento il colosso cinese Baidu, ha sviluppato la sua piattaforma di guida autonoma Apollo. I test coinvolgono 45 veicoli totali che hanno coperto circa 140.000 km. Aptiv ha confermato che effettuerà test driveless sulle strade pubbliche cinesi entro la seconda metà del 2019.

L'articolo Guida autonoma in Cina: Aptiv apre un centro di ricerca sul Livello 4 proviene da SicurAUTO.it.

In arrivo un nuovo Telepass più piccolo, leggero e di colore nero

di Lorenzo Spada
Telepass nuova generazione

Al di là delle nuove regolamentazioni che ne permettono l’utilizzo in 11 Stati Membri della UE, il Telepass è rimasto pressoché invariato, dal punto di vista fisico, da diversi anni. Fortunatamente Atlantia (azienda che detiene Telepass) ha appena annunciato l’arrivo di un nuovo dispositivo che, rispetto al vecchio modello, è più piccolo, leggero e di […]

L'articolo In arrivo un nuovo Telepass più piccolo, leggero e di colore nero proviene da TuttoTech.net.

Subaru Impreza WRX elaborata 218 CV con preparazione Nitro Race

di redazione

Questa Subaru Impreza WRX elaborata con 218 CV dal tuner catanese Nitro Race vanta un assetto, valido anche in circuito, che rende la vettura agile e facile da controllare. Qualche cavallino in più arriverà in seguito alla rimappatura della centralina e così questa Impreza sarà ancora più divertente!

Subaru Impreza WRX elaborata

Questa Subaru Impreza WRX elaborata porta il nomignolo Bug Eye ovvero “occhi di insetto”, che identifica la seconda generazione della Subaru Impreza. La carrozzeria è rimasta di serie, quindi caratterizzata dalla tipica presa d’aria sul cofano delle Subaru anni ’90-’00, che alimenta l’intercooler sottostante. Al posteriore dovrebbe esserci l’ala bassa sul baule, invece è stata sostituita con quella alta ispirata alla STi e prodotta dalla Lester. Completano la rivisitazione estetica alcuni adesivi tra cui, in bella mostra, quello Nitro Race sul parabrezza.

Subaru Impreza WRX elaborata 218 CV con preparazione Nitro Race

Subaru Impreza WRX modificata

Nell’abitacolo di questa Subaru Impreza WRX modificata vige la regola “less is more”, ovvero niente diavolerie elettroniche come su quelle moderne, a partire dal cruscotto rigorosamente analogico e molto leggibile. Su questo modello troviamo di serie la pedaliera in alluminio, i sedili sportivi e un bel volante in pelle griffato Momo. L’unico accessorio è rappresentato dai cuscinetti Sparco di colore blu per le cinture.

Subaru Impreza WRX tuning

Su questa Subaru Impreza WRX sono ancora poche le modifiche di tuning che interessano il propulsore, tranne l’installazione di un filtro a pannello BMC per farlo “respirare” meglio. Per quanto concerne l’impianto di scarico figurano i collettori GTSPEC, centrale e terminale in acciaio inox della CTSS. A far “sbuffare” la turbina ci pensa una pop-off della Bonalume, mentre l’aspirazione rimane quella di serie. Prossimamente arriverà anche la riprogrammazione della centralina per regalare qualche cavallo in più a questo EJ20 boxer turbo.

Subaru Impreza WRX elaborata 218 CV con preparazione Nitro Race

Scheda tuning Subaru Impreza WRX by Nitro Race

MOTORE
Centrale e terminale scarico in acciaio CTSS 750€
Collettore GTSPEC 600€
Filtro a pannello BMC 70€
Pop-off Bonalume 180€

ASSETTO
Dischi freno ant. Tarox G88 230€
Assetto K-Sport 1.200€
Distanziali Sparco da 1.6 cm 60€
Pneumatici Bridgestone Potenza Adrenalin 215/45 R17 450€

INTERNI
Cuscinetti cinture Sparco 20€

ESTETICA
Alettone posteriore Lester tipo STi 380€
Prese aria parafanghi Lester 45€
Minigonne Orciari 180€

Costo totale intervento tuning 4.165 Euro

Cerca la Subaru Impreza usata su newsauto.it

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Subaru Impreza WRX by Nitro Race è su Elaborare 248.

ACQUISTA E RICEVI ELABORARE n° 248 Aprile 2019 QUI
ACQUISTA VERSIONE DIGITALE a 2,99 € PC, iOS, Android unico accesso QUI
ABBONATI E RICEVI ELABORARE QUI (diverse opzioni 3/6/11 numeri)
ABBONATI ALLA VERSIONE DIGITALE a solo 22,99€  VERSIONE PDF ON LINE ACQUISTA QUI 



L'articolo Subaru Impreza WRX elaborata 218 CV con preparazione Nitro Race proviene da ELABORARE.

“Auto senza conducente? Le abbiamo sopravvalutate”, afferma il CEO di Ford.

di Simone Lelli
Jim Hackett, CEO di Ford, ha fatto mettere i piedi per terra a molte persone entusiaste dell’auto senza conducente, affermando che il primo veicolo che uscirà avrà seri limiti: Abbiamo sopravvalutato le auto senza conducente. Queste auto, almeno le prime, saranno sicuramente limitate e con problemi. L’azienda ha investito ben 4 miliardi di dollari sullo […]

Test Michelin Pilot Sport 4 SUV

di Donato D'Ambrosi

Il mercato dei SUV in Europa è in continua ascesa: un trend che ha segnato +18% nel 2018 conquistando circa un terzo delle vendite di auto. Più auto con un’altezza e un peso maggiore hanno richiesto anche un lavoro diverso a chi come Michelin costruisce pneumatici, che ha presentato le Pilot Sport 4 SUV. Cosa cambia tra una gomma normale e una per SUV? Lo abbiamo approfondito con Michelin in occasione del test dei nuovi Pilot Sport 4 SUV. Il nome deriva chiaramente dalle Michelin Pilot Sport 4 da cui la nuova gomma eredita molti contenuti tecnologici. Ma segue un processo produttivo parallelo per rispondere alle diverse caratteristiche dinamiche di SUV, 4×4 e crossover premium. Nel nostro primo contatto abbiamo potuto mettere fin da subito alla prova il confort di guida, nonostante le generose dimensioni. Ma scopriamo insieme tutte le novità del Michelin Pilot Sport 4 SUV che abbiamo provato nell’incantevole cornice della penisola sorrentina.

PNEUMATICI GRANDI MA SILENZIOSI

Le nuove Michelin Pilot Sport 4 SUV chiudono il cerchio della famiglia Pilot Sport UHP (Ultra High Performance) dallo Sport Cup 2, allo Sport 4S, dallo Sport 4 fino ai neonati dedicati ai SUV. Una gamma completa di pneumatici che, nell’ordine, sono progettati per garantire Long Lasting Performance dalla pista alla strada. La necessità di realizzare uno pneumatico adatto ai SUV sta nel maggiore peso e baricentro più alto, che generano forze diverse rispetto a uno pneumatico standard. Lo sviluppo delle Michelin Pilot Sport4 SUV ha richiesto 2 anni, anche in collaborazione con diversi Costruttori per specifiche omologazioni in arrivo. Il risultato è uno pneumatico dal battistrada asimmetrico particolarmente silenzioso (tra 70 e 73 dB). L’impiego della tela a zero gradi e degli elastomeri funzionali spiegati anche nel video qui sotto, contribuiscono a massimizzare le performance su asciutto e bagnato validate anche nei test TUV SUD (aderenza) e Dekra (durata chilometrica).

PRIMI NEI TEST SU ASCIUTTO, BAGNATO E DURATA

Le nuove Michelin Pilot Sport 4 SUV portano in dote l’impegnativo compito di garantire le migliori performance di usura e aderenza testate da TUV SUD e Dekra. Nei test indipendenti le Pilot Sport 4 SUV hanno primeggiato rispetto ai concorrenti nella misura 235/60 R18 su asciutto, bagnato (da nuovo e da usurato) e sulla durata. Nella frenata su asciutto da 100 a 0 km/h, le Pilot Sport 4 SUV hanno frenato 1,8 metri prima rispetto alla media dei concorrenti. Su asfalto bagnato il vantaggio delle Michelin è di 3,15 metri prima da nuovo e 5,2 metri prima da usurato. Altra “performance zone” messa alla prova dal peso dei SUV è la durata chilometrica. Test in cui le Michelin Pilot Sport 4 SUV hanno dimostrato di poter percorrere 9100 km in più rispetto alla media dei concorrenti.

CARCASSA PIU’ ROBUSTA

Il battistrada (da nuovo ha un’altezza di 7,7 mm) è progettato per funzionare al meglio sia su asciutto (parte centrale) che su bagnato (i tasselli asimmetrici laterali massimizzano l’aderenza). Rispetto alle Michelin Pilot Sport 4, i progettisti hanno integrato nella variante SUV la doppia tela carcassa per aumentare la robustezza. A differenza di quanto succede con gomme di grandi diametri, più grande non significa più duro e rumoroso. Lo abbiamo percepito durante il nostro primo contatto sulle curve della costiera sorrentina e sul tratto di autostrada che ci ha avvicinati a Sorrento. La silenziosità e un ottimo feeling con il volante, nonostante le strade non sempre nelle migliori condizioni, non ci hanno mai abbandonato. Bisogna anche dire che le Michelin Pilot Sport 4 SUV sono fatte per vetture altrettanto performanti.

MISURE E PREZZO DELLE PILOT SPORT 4 SUV

Le gomme che abbiamo testato durante la nostra prova erano 255/40 R21 su Volvo XC60 R Design e 235/55 R19 su Mercedes GLC 350e ibrida. Generose proprio perché orientate a un segmento premium (nel 2018 circa il 47% di gomme vendute era da 18 pollici in su). Con le Pilot Sport 4 SUV, disponibili in 53 misure entro il 2019, da 17 a 23 pollici, Michelin sostituirà le Latitude Sport 3. La differenza di prezzo è di circa +1,5% (prezzo consigliato al pubblico da 150 a 360 euro in base alla dimensione).

L'articolo Test Michelin Pilot Sport 4 SUV proviene da SicurAUTO.it.

❌