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Coronavirus: verso sospensione RCA fino a luglio?

di Raffaele Dambra

Coronavirus sospensione RCA

Emergenza Coronavirus: verso sospensione RCA fino a luglio 2020? Un emendamento del M5S punta a inserire la misura nel Decreto Cura-Italia

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RC auto: il rinnovo si può posticipare sino a 30 giorni per il Coronavirus

di Raffaele Dambra

RC auto periodo di tolleranza

Nel Decreto Cura-Italia novità anche nel campo della RC auto: il rinnovo si potrà posticipare di 30 giorni. Ma si allungano i tempi per il risarcimento

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RC auto familiare anche per i neopatentati: il MISE chiarisce

di Raffaele Dambra

Quali veicoli devono essere assicurati

La RC auto familiare si applica anche ai neopatentati e agli assicurati che hanno un attestato di rischio inferiore a 5 anni, lo ha chiarito il MISE

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RC auto familiare: malus per i danni oltre 5.000 euro

di Raffaele Dambra

Auto senza assicurazione cosa si rischia

Alla fine la RC auto familiare è davvero partita il 16 febbraio 2020 tra l’esultanza dei promotori della legge e delle associazioni dei consumatori e la delusione delle compagnie assicurative, che ‘minacciano’ un aumento generale delle tariffe tale da annullare tutti i vantaggi del provvedimento. Questo però lo scopriremo solo quando la norma entrerà a pieno regime, intanto un emendamento al decreto Milleproroghe a firma del deputato dem Claudio Mancini ha leggermente cambiato le carte in tavola, inserendo una sorta di ‘super malus’ per i beneficiari della polizza familiare in caso di incidente con colpa con danni a carico dell’assicurazione superiori a 5.000 euro.

RC AUTO FAMILIARE: COME FUNZIONA

Prima di spiegare nel dettaglio cosa prevede il nuovo super malus (che non è ancora definitivo perché dev’essere prima approvato dall’aula della Camera insieme all’intero Milleproroghe), riepiloghiamo le novità introdotte con la RC auto familiare:
– rispetto alle agevolazioni già previste dal Decreto Bersani, tutti i componenti di un medesimo nucleo familiare possono adesso usufruire della miglior classe di merito tra quelle presenti in famiglia anche in caso di semplice rinnovo della polizza (e non solo alla prima stipula) e pure tra diverse tipologie di veicoli. Per esempio chi assicura una moto può avvalersi della stessa classe di merito di un’auto e viceversa. L’unico requisito richiesto per accedere al beneficio consiste nel non aver commesso sinistri con colpa (paritaria, effettiva e assoluta) negli ultimi cinque anni, come da attestato di rischio.

IL MALUS DELLA RC AUTO FAMILIARE

Tralasciando quelli che saranno gli effetti reali della RC auto familiare (si risparmierà veramente? E in quale misura? Le assicurazioni spalmeranno i mancati incassi sulle tariffe degli altri assicurati? È davvero una buona idea scardinare il sistema bonus/malus?), negli ultimi giorni è intervenuta una modifica che, se confermata (manca, come detto, l’ultimo passaggio parlamentare), renderà un po’ meno conveniente la nuova norma. O quanto meno più rischiosa. L’emendamento Mancini prevede infatti che se il beneficiario della polizza familiare con veicolo di diverso tipo causa un sinistro con danni superiori a 5.000 euro, al successivo rinnovo della Rc auto perde fino a 5 classi di merito. Un declassamento decisamente superiore rispetto al malus normale, che comporta invece la perdita di 2 sole classi di merito. Si tratta indubbiamente di un correttivo per incentivare uno stile di guida molto prudente, vedremo se funzionerà.

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RC auto familiare: nuovo slittamento e si valutano delle modifiche

di Raffaele Dambra

Assicurazione auto con scatola nera

Contrordine compagni: il 16 febbraio 2020 non partirà la tanto attesa RC auto familiare, ‘vittima’ di un nuovo rinvio (c’era già stato uno slittamento dal 1° gennaio) voluto stavolta da tutte le forze politiche, governo e opposizione, compreso il Movimento 5 Stelle di cui fa parte il firmatario dell’emendamento al Dl Fiscale che aveva introdotto la nuova misura, l’on. Andrea Caso. Del resto sono cose che succedono quando si realizza una norma, magari anche valida nelle intenzioni, senza però valutarne i tempi tecnici di attuazione e soprattutto le conseguenze a cascata sull’intero comparto assicurativo. Col serio rischio di produrre un effetto contrario all’obiettivo reale, che era e resta quello di far risparmiare le famiglie.

RC AUTO FAMILIARE: COME FUNZIONA

Breve riassunto delle puntate precedenti. La RC auto familiare estende i benefici della Legge Bersani, permettendo di usufruire della classe di merito più vantaggiosa tra quelle disponibili all’interno di un nucleo familiare, non solo per assicurare un veicolo appena acquistato ma anche nel caso di rinnovo di una polizza già esistente. E pure tra diverse tipologie di veicoli (per esempio un’auto e una moto). A condizione però di non aver provocato alcun incidente con colpa negli ultimi 5 anni. Per esempio in una famiglia con uno o entrambi i genitori in 1^ classe di merito, i figli ancora conviventi possono assicurare il proprio veicolo, ex novo o al rinnovo della polizza, anch’essi in 1^ classe, a prescindere dal fatto di essere neopatentati o che il veicolo in questione sia un’altra auto o un motorino. Basta solo non aver causato incidenti nell’ultimo quinquennio.

LE CONTRADDIZIONI DELLA RC AUTO FAMILIARE

All’annuncio della nuova Rc auto familiare i firmatari del provvedimento avevano gridato tutta la loro soddisfazione, stimando per le famiglie un risparmio fra il 30 e il 40% sulle polizze RC auto e moto. Le compagnie assicurative avevano invece giudicato molto negativamente la misura, prevedendo conseguenze distorsive per la sostenibilità del sistema assicurativo, a danno ovviamente della maggior parte dei clienti. Sta di fatto che dopo l’approvazione definitiva del Dl Fiscale la RC auto familiare sarebbe dovuta entrare in vigore lo scorso 1° gennaio, termine spostato poi col Milleproroghe al 16 febbraio per permettere alle compagnie di organizzarsi. Ora però sembra che siano le stesse forze politiche a chiedere un ulteriore rinvio di qualche mese per risolvere alcune contraddizioni che di fatto rischiano di rendere inutile, se non dannosa, l’intera riforma. Questo mentre milioni di potenziali beneficiari neanche sanno come funziona la Rc auto familiare

RC AUTO FAMILIARE: I MOTIVI DEL NUOVO RINVIO

L’idea del nuovo rinvio è spuntata fuori nelle ultime ore in commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera, che sta esaminando il testo del decreto Milleproroghe in vista della conversione in legge. E, come abbiamo anticipato, la proposta è giunta bipartisan. Forza Italia e Italia Viva, sempre a braccetto, hanno richiesto uno slittamento della RC auto familiare al 16 aprile, il Partito Democratico al 16 giugno e il Movimento 5 Stelle addirittura al 30 giugno. Vanno infatti sistemati aspetti tecnici non secondari per rendere davvero applicabile un provvedimento che, di fatto, mette a serio rischio l’intero meccanismo bonus-malus. Bisogna per esempio riprogrammare la banca dati degli attestati di rischio gestita dall’ANIA. E manca ancora il regolamento di attuazione della norma che l’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, ha messo in pubblica consultazione sul suo sito soltanto lo scorso 27 gennaio.

RC AUTO FAMILIARE: I POSSIBILI RISCHI

Inoltre vanno prese tutte le possibile cautele affinché, quando la RC auto familiare sarà finalmente in vigore, ci sia davvero un’effettiva riduzione dei costi. Come sottolinea giustamente Il Sole 24 Ore, sussistono infatti ben due grossi rischi. In primis le compagnie assicurative potrebbero rifarsi dei mancati incassi (vista la ‘transumanza’ di migliaia e migliaia di assicurati dalle classi di merito più alte e costose a quelle più basse ed economiche) rivalendosi sulle categorie meno avvantaggiate dalla riforma, ovvero i single o i possessori di un solo veicolo, con aumenti stimati fino al 30%. Oppure optare per una più democratica condivisione degli ammanchi, spalmando i rincari su ogni assicurato. Il che porterebbe incrementi molto limitati per tutti (2 o 3%), compresi però… coloro che dovrebbero in teoria beneficiare della RC familiare! Insomma, qualcosa va sicuramente rivisto. Prendendosi tutto il tempo necessario.

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RC auto familiare: parte il 16 febbraio ma 5,5 milioni di famiglie non lo sanno

di Raffaele Dambra

Conto alla rovescia per l’avvio della RC auto familiare, che parte ufficialmente il 16 febbraio 2020 dopo il breve rinvio deciso dal Governo per dare il tempo alle compagnie assicurative di organizzarsi. Introdotta con l’ultimo Decreto fiscale su spinta soprattutto del M5S, la RC auto familiare estende i vantaggi della Legge Bersani consentendo di beneficiare della classe di merito più bassa e favorevole fra tutti i veicoli appartenenti al medesimo nucleo familiare, anche in caso di semplice rinnovo di contratti RC auto già stipulati e pure tra diverse tipologie (per esempio un’auto e una moto). Purché in assenza di sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi 5 anni, come da attestato di rischio. Per i promotori questa norma comporterà un risparmio fino a 1.000 euro all’anno per famiglia.

RC AUTO FAMILIARE: ITALIANI POCO INFORMATI?

Insomma il quadro è abbastanza chiaro, così come sono chiare le perplessità delle compagnie di assicurazione, secondo cui questa novità non porterà invece alcun vero risparmio, favorendo invece un generale aumento dei prezzi oltre a minare nelle sue fondamenta l’equo criterio meritocratico del bonus/malus. Vedremo chi avrà ragione (ci vorrà almeno un anno, se non di più, per valutare l’effettiva portata della nuova misura), intanto a poco più di una settimana dall’entrata in vigore della RC auto familiare gli italiani non sembrano troppo informati o interessati alla novità, almeno a leggere i risultati di un’indagine dell’istituto mUp Research, in collaborazione con Norstat, per Facile.it.

COME FUNZIONA LA RC AUTO FAMILIARE? 5,5 MILIONI DI FAMIGLIE NON SANNO

Il 14,1% degli intervistati (scelti da un campione di persone dotate di assicurazione auto e quindi potenzialmente interessate al provvedimento), per circa 5,5 milioni di individui, ha dichiarato infatti di non aver neppure capito come funzioni la RC familiare. E il 46,9% ha affermato di non poter aderire al nuovo sistema assicurativo, essendo sprovvisti dei necessari requisiti (o perché i componenti della famiglia sono già tutti in 1^ classe di merito, o perché nel nucleo familiare c’è un solo veicolo, oppure perché nei 5 anni precedenti un componente ha causato un sinistro con colpa). Emerge però un dato interessante: il 5,6% delle famiglie intervistate ha dichiarato che, alla luce del possibile calo del costo dell’assicurazione, ha intenzione di acquistare un veicolo a due o quattro ruote da aggiungere al parco mezzi familiare.

RC AUTO FAMILIARE: QUANTE FAMIGLIE POTENZIALMENTE INTERESSATE?

Alla fine dei conti, quindi, i cambiamenti portati dalla RC auto familiare riguarderanno una percentuale comunque alta ma non maggioritaria degli assicurati italiani. In particolare il 18% delle famiglie che hanno un parco mezzi composto da almeno un’auto e una moto, ne potranno approfittare per assicurare il mezzo a due ruote, o viceversa, utilizzando la classe di merito più favorevole fra quelle maturate da chiunque nel nucleo familiare. E il 15,5% assicureranno con la classe di merito più vantaggiosa i veicoli già di proprietà del nucleo familiare.

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Finto pedone investito: cosa fare e come proteggersi dalla truffa

di Redazione

Pedoni distratti dallo smartphone

È di poche ore fa la notizia di un finto pedone investito a Verona. Il trucco consiste nell’attraversare la strada, urtare di proposito il fianco dell’auto, stramazzare al suolo. Di solito, l’automobilista nel mirino è un utente debole: una signora anziana, un vecchietto dalla guida incerta, una donna con bambini. Soggetti che si possono spaventare più facilmente. Il finto pedone investito racconta la propria versione all’automobilista: non ti sei accorto di me, mi hai toccato, son caduto. La “prova” sarebbe il rumore che il guidatore ha sentito: la manata che il finto pedone ha rifilato.

FINTO INVESTIMENTO: LA TRUFFA DEL PEDONE

Il finto pedone, ossia la finta vittima, può contrattare con l’automobilista, che è la vera vittima ma passa per il colpevole unico. Dalla trattativa, il finto pedone ottiene subito denaro: una cinquantina di euro per chiudere immediatamente la questione. Il guidatore teme una causa in tribunale o il peggioramento di due classi di merito della Rc auto con un aumento fortissimo al rinnovo. O teme conseguenze di profilo penale, come il reato di omicidio e lesioni stradali. E quindi cede, dando il denaro che ha in tasca nel portafogli.

PEDONE FARLOCCO: DIFENDERSI DALLA FRODE IN 5 MODI

L’automobilista che viene accusato da un pedone di un investimento, può difendersi. Anche perché non sa se il pedone dica il vero o il falso

– Tornare immediatamente sul posto del presunto investimento. L’obiettivo è evitare l’accusa di omissione di soccorso: il guidatore non è un pirata della strada.
– Con lo smartphone, chiamare le forze dell’ordine. Se si è in città, sono i Vigili.
– Controllare se in zona ci sono telecamere o testimoni: servono occhi elettronici o occhi veri per capire come sono andate le cose.
– Subito, contattare un legale. Può essere un avvocato, un esperto in infortunistica stradale, o patrocinatore stragiudiziale che vi aiuti fuori dai tribunali. Da chiamare immediatamente, e non a causa in corso. Col legale, valutate la parcella.
– Allertare il proprio assicuratore. Che vi dovrebbe aiutare.

COME VA A FINIRE LA TRUFFA DEL FINTO PEDONE

Con l’aiuto delle Forze dell’ordine, verrà ricostruito l’accaduto. Con testimoni o telecamere, tanto meglio. Grazie a un legale, chi è dalla parte della ragione dovrebbe spuntarla. Nella peggiore delle ipotesi, se il guidatore perde, l’assicurazione paga i danni al pedone. E il cliente viene penalizzato di due classi di merito, con un rincaro fortissimo. Nella migliore delle ipotesi, l’automobilista vince: emerge la truffa. A questo punto, può fare causa al truffatore: si entra nel penale. Se i giudici lo condannano, il finto pedone dovrà indennizzare l’automobilista. Qui possono nascere altri problemi: se il truffatore non ha reddito, non lavora, difficilmente il guidatore otterrà un rimborso. In generale, attenzione: si tratta di frodi che rischiano di essere sempre più numerose sulle nostre strade. Con la crisi economica sempre più profonda, molti disoccupati si trasformano in finti pedoni o finti tamponati per ottenere un risarcimento immediato da parte del guidatore. O per riscuotere denaro tramite indennizzo assicurativo.

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Telepass: l’assicurazione RC auto si attiva direttamente dall’app

di Raffaele Dambra

Telepass assicurazione RC auto

Nuovo servizio per i circa 6,5 milioni di clienti Telepass: l’assicurazione RC auto che si attiva direttamente dall’app dell’apparecchio. Gli utenti che utilizzano il sistema di telepedaggio autostradale possono infatti rinnovare la polizza in scadenza acquistandola con addebito sul conto Telepass, dopo aver attentamente esaminato il preventivo. Il servizio è offerto in collaborazione con Prima Assicurazioni.

COME FUNZIONA L’ASSICURAZIONE RC AUTO DI TELEPASS

Per stipulare il contratto RC Auto presente nel bouquet di servizi Telepass sono necessari pochi passaggi. Come detto il preventivo si calcola direttamente dall’app, inserendo semplicemente la targa del veicolo, la data di nascita e, facoltativamente, la o le garanzie accessorie più opportune. Una volta visualizzato il totale e completato l’acquisto l’importo della polizza viene scalato a fine mese dal conto di Telepass. Le coperture aggiuntive sottoscrivibili insieme alla responsabilità civile obbligatoria sono infortuni al conducente, furto e incendio, tutela legale, cristalli, kasko collisione, rinuncia alla rivalsa e bonus protetto. Quest’ultima protegge l’aumento del premio RCA per eventuali futuri rinnovi, ed è valida in caso di un solo sinistro con colpa o concorsuale.

RC AUTO DI TELEPASS, QUALI VANTAGGI?

Quali sono i vantaggi della RC auto di Telepass? Sicuramente la semplicità e l’immediatezza di poter gestire l’obbligo assicurativo sui veicoli prontamente tramite app, digitando solo qualche tasto dello smartphone. Niente agenzie, niente intermediari, niente scocciature. E poi, almeno inizialmente, la possibilità di usufruire di sconti piuttosto interessanti sul premio annuale. Per accompagnare i clienti verso questa nuovo servizio, Prima ha previsto infatti un’offerta dedicata con sconti fino ad oltre il 20% a seconda delle tipologie di contratto e di utente. E anche Telepass offre per chi si assicura entro il 31 dicembre 2019 una riduzione del 5% riservata ai clienti Telepass Family e Telepass con Viacard con attivo il servizio Premium; e una del 10% per i clienti Telepass Family e Telepass con Viacard con attivo il servizio Premium WoW.

COSE DA SAPERE SU TELEPASS RC AUTO

Il servizio RC Auto al momento non è disponibile per veicoli intestati a P. Iva o codice fiscale aziendale. Inoltre per ciascun contratto Telepass Family o Telepass con Viacard è possibile acquistare una sola polizza al mese. Per quanto riguarda infine i costi dell’assicurazione, ovviamente gli sconti elencati nel precedente paragrafo rientrano nella logica dell’offerta-lancio per promuovere un prodotto nuovo. Oggi, quindi, le tariffe potrebbero risultare particolarmente allettanti, ma domani chissà. Si tenga conto (anche) di questo prima di procedere all’acquisto.

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Incidenti con animali selvatici in Lombardia: come chiedere il rimborso

di Raffaele Dambra

Incidenti con animali selvatici in Lombardia

Non sono affatto infrequenti gli incidenti con animali selvatici in Lombardia, data la natura del territorio. Per questo già dal 1° gennaio 2017 e con scadenza 31 dicembre 2019 (in attesa di possibili proroghe), la Giunta Regionale prevede una copertura di tipo kasko per i cittadini che abbiano subito un danno a seguito di collisione con fauna selvatica su strade statali, regionali, provinciali e comunali lombarde (sono invece escluse le strade in concessione come le autostrade, le tangenziali protette e, più in generale, tutte le strade che prevedono un pedaggio).

INCIDENTI CON ANIMALI SELVATICI IN LOMBARDIA: DETTAGLI DELLA MISURA

Per fauna selvatica si intendono mammiferi e uccelli selvatici stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nel territorio lombardo, con esclusione dei cani randagi. Sono compresi nella definizione cervi, camosci, mufloni, daini, cinghiali, stambecchi, caprioli, orsi, volpi, tassi, lepri, nutrie, fagiani e altre specie simili. Con la richiesta di rimborso gli automobilisti danneggiati, o i loro legittimi eredi nel malaugurato caso in cui il sinistro abbia provocato il decesso di una o più persone, si impegnano a rinunciare a ogni azione civile e a ulteriori richieste di risarcimento danni nei confronti della Pubblica Amministrazione.

SINISTRI CON FAUNA SELVATICA IN LOMBARDIA: COME CHIEDERE IL RIMBORSO

La domanda per ottenere il rimborso in seguito a un incidente stradale dovuto all’impatto con animali selvatici in Lombardia, va presentata entro 30 giorni dalla data del sinistro mediante un apposito modulo scaricabile dal portale regionale. Tra i vari documenti da allegare alla domanda devono esserci l’attestazione di aver o non aver beneficiato di altri rimborsi assicurativi o privati; la dichiarazione di rinuncia all’azione civile e di risarcimento danni verso la P.A.; foto a colori con targa visibile che documentino il danno subito; eventuali testimonianze scritte; fattura o preventivo della riparazione del danno; copia della patente di guida del conducente, del libretto di circolazione e della polizza assicurativa del veicolo. La richiesta può essere trasmessa in Regione con raccomandata A/R , con posta elettronica certificata, oppure di persona presso gli sportelli dedicati.

INCIDENTI CON ANIMALI SELVATICI IN LOMBARDIA: COME SI OTTIENE IL RISARCIMENTO

Una volta ricevuto il modulo di denuncia e la documentazione prevista, la Regione Lombardia avvia la pratica trasmettendola alla compagnia convenzionata, tramite il broker assicurativo. Entro 120 giorni la compagnia è tenuta a dare riscontro al danneggiato in merito alla risarcibilità del danno e all’eventuale importo da risarcire. Se lo ritiene opportuno può incaricare un perito per visionare il veicolo. Il rimborso è pari al 75% del danno accertato al veicolo, oppure all’intero valore della vettura al momento dell’incidente in caso di danno totale o antieconomico. Ed è corrisposto fino al limite massimo di euro 5.500 euro per sinistro. L’indennizzo non comprende eventuali e ulteriori spese che non riguardano la riparazione dell’auto, quali per esempio traino, spese legali, fermo tecnico, beni e oggetti personali, casco protettivo, ecc. I cittadini danneggiati che non sono soddisfatti dell’entità del rimborso, possono ricorrere nelle modalità previste.

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Polizze RC auto: la firma digitale è riconosciuta?

di Raffaele Dambra

Polizze RC auto firma digitale

Giorni addietro vi abbiamo annunciato l’imminente riconoscimento della firma elettronica avanzata per il disbrigo delle pratiche auto presso gli uffici dell’ACI della motorizzazione. Un passo necessario per velocizzare le procedure e migliorare gli standard di sicurezza, dato che la FEI, a differenza della firma autografa, è difficilmente contraffabile. Passo che le assicurazioni avevano compiuto già da qualche anno, dato che la firma digitale è riconosciuta sulle polizze RC auto fin dal 2015.

LA FIRMA DIGITALE NELLE POLIZZE RC AUTO

Quattro anni fa, infatti, con il Regolamento n. 8 del 3/3/2015, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha dato il via alla ‘rivoluzione digitale’ del settore assicurativo in Italia. Invitando le compagnie a privilegiare l’email ai documenti cartacei, a consentire il pagamento elettronico e a favorire la sottoscrizione a distanza dei contratti mediante l’utilizzo della firma elettronica. Dopo qualche mese di rodaggio tutte le compagnie si sono adeguate e oggi, effettivamente, si possono stipulare polizze assicurative senza recarsi fisicamente in agenzia (chi preferisce può comunque utilizzare il vecchio metodo). L’art. 5 capo II del citato Regolamento dell’IVASS ha tra le altre cose specificato che i documenti informatici sono sottoscrivibili con firma elettronica avanzata; con firma elettronica qualificata; o con firma digitale, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia. Esclusa invece la firma elettronica semplice.

DIFFERENZA TRA FIRMA ELETTRONICA AVANZATA, FIRMA ELETTRONICA QUALIFICATA E FIRMA DIGITALE

La differenza tra le tre differenti firme adottate è la seguente:
– con firma elettronica avanzata (FEA) si definisce l’insieme di dati in forma elettronica allegati oppure connessi a un documento informatico che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario, creati con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo, collegati ai dati ai quali detta firma si riferisce, in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati;
– con firma elettronica qualificata (FEQ) si definisce la firma elettronica ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati. La FEQ è basata su un certificato qualificato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma;
– infine la firma digitale è un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia, una pubblica e una privata, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.

POLIZZE RC AUTO: LA FIRMA DIGITALE È IL FUTURO

Appare evidente che l’IVASS, nella transizione verso l’era digitale, abbia comunque voluto assicurare la massima protezione del contraente adottando soltanto firme elettroniche ultra sicure. Questo pur sapendo che le forme avanzate di sottoscrizione digitale (come la FEA e la FEQ) sono ancora nella disponibilità di pochi e non della massa dei consumatori, ma confidando allo stesso tempo che nel volgere di pochi anni (massimo un decennio) la digitalizzazione del comparto assicurativo sarà completa.

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Assicurazione RC per batterie auto elettriche: quando è necessaria

di Raffaele Dambra

Assicurazione RC batterie auto elettriche

La diffusione in Italia delle auto elettriche è graduale ma lenta. Nell’ultimo anno la quota di mercato dei modelli EV è passata infatti dallo 0,3% allo 0,8%, con una leggera impennata negli ultimi mesi sfruttando i benefici dell’Ecobonus 2019. Sono soprattutto due i fattori che limitano una massiccia espansione delle vetture elettriche: la distribuzione ancora poco omogenea delle colonnine di ricarica e il prezzo di listino generalmente più alto delle auto a combustibile, dovuto in gran parte al costo della batteria. E proprio per ovviare a quest’ultimo problema, alcune case propongono la vendita della vettura senza batteria, dandola invece a noleggio mediante una società terza. Uno stratagemma che consente di ridurre fino a un terzo il prezzo di partenza dell’auto, a fronte ovviamente di un canone mensile per l’usufrutto della batteria. E, attenzione, della stipula pressoché obbligatoria di un’assicurazione RC per batterie auto elettriche.

ASSICURAZIONE RC BATTERIE AUTO ELETTRICHE: COSE DA SAPERE

Proprio così: con la batteria a noleggio è necessario chiedere alla propria compagnia assicurativa una specifica garanzia che preveda, in caso di danneggiamento, furto o incendio dell’accumulatore, un risarcimento a nome della società noleggiante. Per esempio la Renault, che con la compatta Renault Zoe è stata forse la prima casa a noleggiare la batteria tramite la sua controllata ES Mobility (poi si sono accodate le varie Smart EQ, Nissan Leaf, Nissan E-NV200 e altre), invita i clienti a segnalare all’assicurazione il contratto di noleggio, sottoscrivendo con la stessa le coperture necessarie per garantire quanto meno la responsabilità civile; i danni causati al veicolo elettrico e alla batteria; il furto e l’incendio; le conseguenze di eventi climatici e catastrofi naturali. Solitamente il valore della batteria da assicurare è indicato sul contratto e corrisponde al valore che sarà preso in considerazione per l’indennizzo in caso di sinistro.

DOVE ASSICURARE LE BATTERIE DELLE AUTO ELETTRICHE

Posto quindi che le batterie a noleggio delle auto elettriche vanno assicurate, bisogna capire dove farlo. In effetti poche compagnie di assicurazione offrono questo servizio, anche se gradualmente si stanno attrezzando. In ogni caso è sempre possibile assicurare la batteria con un’assicurazione diversa da quella del veicolo. Tra le imprese disponibili c’è RCI Banque, controllata al 100% da Renault, ma chi acquista una Zoe o una Leaf con noleggio batteria non è obbligato a rivolgersi alla banca del gruppo. Molti preferiscono infatti rivolgersi alla Cooperativa Insieme (passando magari prima per CLASS Onlus), specializzata in polizze etiche, microassicurazioni e microcredito, che in partnership con Itas Mutua propone anche il servizio di assicurazione auto elettriche con batterie a noleggio. In linea di massima la polizza per un anno può costare da 100 a 200 euro, dipende da vari fattori tra cui il valore della batteria stessa.

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Gli ADAS riducono gli incidenti? Le Assicurazioni contro i Costruttori

di Antonio Elia Migliozzi

Sempre più automobilisti scelgono di dotare la propria auto dei sistemi di assistenza alla guida ADAS. Si tratta di dispositivi tecnologici anche costosi che prevedono telecamere, radar e sensori a controllare il perimetro dell’auto. Gli ADAS rientrano tra i sistemi di assistenza attiva perché, in determinate situazioni, possono fare la differenza attivando i freni in caso di ostacoli o evitando collisioni multiple. Queste tecnologie aprono però un dibattito sul fronte assicurativo. I colossi del settore si dicono infatti perplessi perché non hanno dati certi per stimare i benefici degli assistenti alla guida. Se quindi i prezzi delle polizze non possono scendere è più facile che saliranno. Il problema è nel fatto che buona parte di tutti questi dispositivi hardware è posizionato all’interno dei paraurti delle auto. Si tratta di un punto molto a rischio in caso di incidente con i prezzi di riparazione che schizzano alle stelle. Andiamo a vedere tutti i motivi di discussione e le voci in campo.

MERCATO DEGLI ADAS

Le case automobilistiche stanno accelerando il lancio di tecnologie di assistenza alla guida sempre più avanzate. Gli ADAS sono progettati per evitare incidenti, ma le compagnie assicurative continuano ad essere perplesse. Il mercato globale dei sistemi avanzati di assistenza alla guida dovrebbe superare i 67 miliardi di dollari entro il 2025, crescendo di oltre il 10% all’anno. Negli Usa un gruppo di 20 case automobilistiche si è impegnato, entro il 2020, ad equipaggiare quasi ogni nuovo veicolo della frenata anteriore di emergenza e dell’avviso di collisione. “Chiunque sia stato in un’auto con sistemi di sicurezza avanzati non tornerà indietro, ha detto a Reuters Kevin Clark, amministratore delegato di Aptiv. La riflessione è che il costo degli ADAS è spesso relativamente basso e i clienti sono pronti a fare uno sforzo economico se compensato da vantaggi in termini di comfort e sicurezza.

PROBLEMI ASSICURATIVI

Come detto le compagnie di assicurazione sono divise sulle effettive capacità degli ADAS. Secondo Swiss Re AG, il più grande assicuratore automotive al mondo, gli ADAS hanno il potenziale per ridurre gli incidenti automobilistici fino al 25%. Ecco allora che si potranno tagliare i premi assicurativi globali per le auto equipaggiate di ADAS di 20 miliardi di dollari entro il 2020. Eppure molti assicuratori statunitensi hanno dichiarato di non disporre attualmente di dati sufficienti per verificare se alle promesse dei costruttori auto corrispondano vantaggi concreti in tema di sicurezza. L’associazione degli assicuratori Usa cita la riluttanza delle case automobilistiche a fornire informazioni dettagliate sulle caratteristiche tecniche dei dispositivi in commercio. Altro problema sarebbe la mancanza di standard uniformi di valutazione a livello internazionale e l’uso errato da parte dei conducenti. Salgono anche i costi di riparazione delle auto perché i sensori, le telecamere e i radar sono installati principalmente nel paraurti o nel parabrezza.

LUCI E OMBRE

Un recente studio AAA ha dimostrato che i costi di riparazione anche per collisioni minori possono raddoppiare se l’auto è dotata di sensori ADAS. Insomma non ci sono più paraurti da poche centinaia di euro ma i prezzi oggi raggiungono facilmente i 1.000 euro. Da parte sua Sebastiaan Bongers, responsabile di Swiss Re, ritiene che il calo della frequenza e della gravità degli incidenti compenserà i costi di riparazione più elevati. Secondo Bongers, però, una riduzione dei premi assicurativi potrebbe comportare problemi di liquidità nel settore per circa dieci anni. La maggior parte delle funzionalità ADAS sono ancora vendute come optional rendendo impossibile per le compagnie assicurative capire quali dotazioni gli acquirenti hanno acquistato. Del resto gli assicuratori sono riluttanti a fidarsi degli automobilisti per identificare correttamente la tecnologia presente a bordo del loro veicolo.

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Assicurare l’auto all’ufficio postale: sarà possibile in tempi brevi

di Raffaele Dambra

Assicurare l'auto all'ufficio postale

Presto sarà possibile assicurare l’auto direttamente all’ufficio postale, tra l’invio di un pacco e il pagamento di un bollettino. È questa l’ultima novità a cui sta lavorando Poste Italiane, così come previsto dal business plan al 2022 che prevede la crescita nel settore danni. Attualmente l’azienda fornisce già prodotti assicurativi per la protezione di persone (infortuni, viaggi, salute), animali, finanziamenti e imprese.

RC AUTO DI POSTE ITALIANE ENTRO LA FINE DELL’ANNO

Poste Italiane conta di entrare nel mercato della RC auto entro la fine dell’anno, così come ha riferito l’amministratore delegato Matteo Del Fante in un’intervista rilasciata a Repubblica. “Allo stesso modo di ciò che abbiamo fatto per i prodotti finanziari”, ha spiegato il manager, “Proporremo ai nostri clienti le polizze assicurazione auto di varie compagnie, comprese di sicuro le maggiori italiane”. Poste Italiane, quindi, non opererà in prima persona e non avrà i suoi periti e i suoi liquidatori, ma farà da semplice intermediario.

ASSICURARE L’AUTO IN 12.000 UFFICI POSTALI

Si tratta comunque di un progetto molto interessante, la cui vera forza consiste nella vastità delle proporzioni. Poste Italiane conta infatti oltre 12.000 uffici postali disseminati in ogni parte d’Italia, anche nei paesini più sperduti. E dunque ci saranno 12.000 nuovi sportelli in cui si potrà assicurare l’auto. E se è vero che molti consumatori preferiscono ormai affidarsi esclusivamente al web, è anche vero che il contatto diretto e personale con un agente o un intermediario assicurativo riesce ancora a trasmettere una maggiore fiducia. Soprattutto visto il proliferare di siti truffa che provano a turlupinare i clienti con offerte che in realtà non esistono.

POSTE ITALIANE E L’ASSICURAZIONE AUTO

Secondo le prime indiscrezioni, per lo sbarco sul mercato assicurativo della RC auto Poste Italiane avrebbe già costituito la società Poste Insurance Broker, avviata con un capitale sociale di 600 mila euro e guidata dall’amministratore unico Loris Marzini, ex dirigente in Allianz, Genialloyd e Winterthur. Si dice anche che la neonata società aprirà una fase sperimentale, durante la quale si rivolgerà esclusivamente ai propri dipendenti, prima di iniziare ufficialmente il business. Quindi, riassumendo: Poste Italiane svolgerà l’esercizio della attività di consulenza, distribuzione e intermediazione assicurativa e riassicurativa presso i suoi 12.000 sportelli con prodotti di altri operatori del comparto assicurazione auto. L’obiettivo è raggiungere una clientela (i frequentatori abituali di uffici postali, immaginiamo un target non giovanissimo) altrimenti difficile da intercettare sia per gli operatori tradizionali che per quelli online.

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Polizze RC auto false: quali misure a tutela del consumatore?

di Raffaele Dambra

Polizze RC auto false

Non passa settimana senza che l’IVASS segnali la presenza di siti internet irregolari che vendono polizze RC auto false. Dopo l’oscuramento da parte della Guardia di Finanza di ben 222 siti che spacciavano assicurazioni fasulle, l’Istituto di Vigilanza ne ha segnalati altri 33 lo scorso 17 luglio e ulteriori 16 il giorno successivo. E decine, o forse centinaia, di persone, attirate dall’offerta di tariffe molto vantaggiose, continuano a cadere nella trappola di questi siti truffa sottoscrivendo polizze auto che in realtà non esistono. Urge dunque che tutte le parti in causa predispongano nuove e più efficaci misure a tutela del consumatore.

POLIZZE RC AUTO FALSE: COSA FARE PER TUTELARE IL CONSUMATORE

È dello stesso parere Vincenzo Cirasola, presidente di ANAPA, Associazione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione, che ha proposto un tavolo di concertazione con l’IVASS per studiare nuova soluzioni. “Il lavoro di controllo e prevenzione da parte di IVASS e Forze dell’ordine è sicuramente valido, ma per prevenire e sconfiggere il fenomeno delle polizze RC auto false, che può costare carissimo alle ignare vittime, occorre un’opera di informazione ancora più incisiva”.

L’AFFIDABILITÀ DEGLI AGENTI ASSICURATIVI

Per esempio, secondo Cirasola, bisognerebbe far comprendere meglio ai consumatori l’utilità di poter contare sulla consulenza diretta delle agenzie e degli agenti assicurativi. Pur senza demonizzare il web, che resta uno strumento importante nell’evoluzione del sistema assicurazioni. “Gli agenti ‘in carne e ossa’ non potranno mai essere sostituiti da un click. La loro importanza non è soltanto tecnica e consulenziale, ma rappresentano una garanzia tangibile che quello che si sta acquistando è un prodotto serio e certificato, che garantisce la copertura dai danni’.

POLIZZE ASSICURATIVE ONLINE: SBAGLIATO DEMONIZZARLE

In altri termini ANAPA sconsiglia le polizze assicurative online, invitando a usare internet solo per raccogliere informazioni generiche, e di affidarsi invece alle più sicure agenzie. Certo, può sembrare un consiglio un po’ troppo di parte. Ma è anche vero che soltanto gli agenti assicurativi consentono di avere un contatto diretto e personale, diminuendo al massimo il rischio di incappare in siti web fantasma. Allo stesso tempo ricordiamo che esistono numerosissimi siti, portali e comparatori assolutamente affidabili, con cui si può stipulare qualsivoglia polizza in assoluta serenità. Basta saperli riconoscere.

POLIZZE AUTO FALSE: I CONSIGLI PER NON CASCARCI

“IVASS ha diffuso un documento che spiega come difendersi dalle truffe online”, ha precisato infatti Cirasola, “Innanzitutto diffidare dei siti web che richiamano nel nome quelli di compagnie assicurative famose. E poi controllare sul sito dell’Istituto gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia, il Registro unico degli intermediari assicurativi (RUI), l’elenco degli intermediari dell’UE e l’elenco degli avvisi relativi ai casi di contraffazione, società non autorizzate e siti internet non conformi. Un altro modo per accorgersi subito della correttezza e della legalità di un sito che propone polizze auto è verificare il nome del destinatario e la modalità di pagamento, alzando bene le antenne se il beneficiario non risulta iscritto in uno degli elenchi contenenti le imprese ammesse a operare. Inoltre bisogna prestare attenzione se viene chiesto di effettuare il pagamento verso carte di credito ricaricabili o prepagate, perché si tratta di pagamenti irregolari.

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Quali auto pagano meno di assicurazione? I fattori che fanno risparmiare

di Redazione

Quali auto pagano meno di assicurazione

Esistono davvero delle auto che pagano meno di assicurazione? Se intendiamo un modello specifico la risposta è ovviamente no. Ciò però non toglie che si possa risparmiare, e anche tanto, sul costo della RC auto optando per vetture in possesso di determinati requisiti. Ricordando sempre che sul prezzo dell’assicurazione auto incidono numerosi fattori che dipendono in gran parte dal curriculum alla guida del conducente e dalla zona in cui vive.

COME VIENE CALCOLATO IL PREMIO DELLA RC AUTO

Proprio per questo ci sembra opportuno riepilogare brevemente come viene calcolato il premio della RC auto. I fattori da prendere in considerazione sono essenzialmente tre e riguardano, appunto, il conducente, il veicolo da assicurare e le caratteristiche della polizza. Nel primo caso gli elementi che influiscono sul prezzo finale dell’assicurazione sono l’età dell’assicurato (per giovani e neopatentati le tariffe sono più alte), lo storico dei sinistri riportati sull’attestato di rischio (che determina la classe universale d’appartenenza) e la provincia di residenza. Per quanto riguarda invece le caratteristiche della polizza RC auto, i fattori che incidono sul premio riguardano soprattutto il numero di garanzie accessorie, l’eventuale presenza di massimali e franchigie e la formula di guida scelta (libera, esperta, esclusiva). Detto questo vediamo nei prossimi paragrafi gli elementi che determinano il costo della RC auto legati invece al veicolo da assicurare, per scoprire quali auto pagano meno di assicurazione.

AUTO CHE COSTANO MENO DI ASSICURAZIONE: IL FATTORE SICUREZZA

Come spiegavamo all’inizio, non ci sono modelli che costano meno di assicurazione ma vetture dalle determinate caratteristiche che, se presenti, diminuiscono il rischio di incidente, consentendo alle compagnie di attuare tariffe RC auto più vantaggiose. È indubbio per esempio che le auto dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), come la frenata automatica di emergenza e il mantenimento della corsia, siano ritenute più sicure e quindi meno rischiose per le assicurazioni, con relativo abbattimento del premio. Già installati di serie su buona parte delle automobili nuove, gli ADAS diventeranno obbligatori nell’UE a partire dal 2022.

AUTO CHE PAGANO MENO DI ASSICURAZIONE: LA SCATOLA NERA

L’Italia è il Paese leader nell’Unione Europea a livello di diffusione della scatola nera auto. A fine 2018 oltre il 20% dei contratti RC auto prevedeva l’installazione del dispositivo elettronico con localizzatore Gps, che monitora la posizione e la velocità di una vettura in modo da stabilire l’esatta dinamica di un sinistro. Il motivo è presto detto: le compagnie assicurative propongono robusti sconti ai clienti che fanno installare la scatola nera. Insomma, si perde un po’ di privacy ma si risparmia sul costo annuale dell’assicurazione auto.

AUTO ELETTRICHE E IBRIDE PAGANO MENO DI RC AUTO

Ricapitolando. Pagano poco di assicurazione le auto con ADAS, con scatola nera e, un po’ a sorpresa, anche quelle con un tipo di alimentazione più ecologica. Sembra infatti, statistiche alla mano, che assicurare un’auto ibrida possa costare anche il 5-10% in meno rispetto alle vetture benzina o diesel. E un’auto elettrica addirittura il 20-30% in meno. Come mai? I motivi sarebbero essenzialmente tre. Caratteristiche socio-demografiche della clientela (chi acquista auto ibride ed elettriche è ritenuto un conducente maturo e consapevole, e rappresenta quindi un profilo poco rischioso); maggiore sicurezza (queste vetture sono considerate meno pericolose per l’assenza, o la minor presenza, di carburante); bassa autonomia di percorrenza che si traduce in minor rischio di incappare in sinistri stradali.

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Assicurazione RC auto più equa: nuova proposta di legge del M5S

di Redazione

Assicurazione RC auto più equa

Si torna a parlare, come periodicamente accade, di un’assicurazione RC auto più equa che limiti al massimo le disuguaglianze territoriali e premi gli automobilisti più virtuosi con tariffe più basse. Merito del deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle, Andrea Caso, che ha depositato una proposta di legge alla Camera ‘per calibrare l’ingiusto mercato assicurativo oggi esistente’.

TARIFFE RC AUTO: IL PROBLEMA DELLE DIFFERENZE

Sappiamo tutti che le tariffe RC auto variano sensibilmente da regione a regione e spesso anche tra province della medesima regione, con differenze di centinaia di euro. I motivi li conosciamo bene: le assicurazioni considerano, non del tutto a torto, alcune zone più a rischio di altre, visto l’elevato numero di incidenti e di pratiche fraudolente. E sono perciò costrette ad alzare il premio assicurativo, a scapito però degli automobilisti onesti.

ASSICURAZIONE RC AUTO: SCONTI GIÀ PREVISTI MA LASCIATI ALLA DISCREZIONALITÀ DELLE COMPAGNIE

Tuttavia negli ultimi tempi l’adozione, facoltativa, della scatola nera auto e di altri dispositivi analoghi ha favorito un certo calo dei prezzi. Si tratta però di iniziative private messe in atto dalle singole compagnia assicurative, in mancanza di una vera e propria normativa nazionale che tarda ad arrivare, nonostante le promesse. Ed è in questo quadro che va quindi letta la proposta di legge dell’On. Caso, tesa a modificare l’articolo 132-ter del Codice delle Assicurazioni Private in materia di definizione degli sconti applicati all’assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore.

#RcautoEqua.RCA. CHI NON HA COMMESSO INCIDENTI HA DIRITTO AL GIUSTO PREMIO ASSICURATIVO. VI SPIEGO LA PROPOSTA DI LEGGE…

Geplaatst door Andrea Caso op Woensdag 26 juni 2019

LA PROPOSTA PER UN’ASSICURAZIONE RC AUTO PIÙ EQUA

“La mia proposta di legge intende calibrare l’ingiusto mercato assicurativo oggi esistente che punisce gli automobilisti virtuosi, scoraggiando alcuni a comprare un’auto o nel fare passaggi assicurativi”, ha spiegato il deputato del M5S nel presentare la sua iniziativa. “In due articoli molto semplici cerco di portare equità in un settore che fa sanguinare le tasche ai cittadini. Spero adesso in un iter veloce affinché siano rimodulate le tariffe e premiati gli onesti”.

PREZZI RC AUTO PIÙ BASSI PER CHI NON CAUSA SINISTRI

Per il momento i dettagli della proposta non sono ancora stati resi noti, ma Andrea Caso ha anticipato che i conducenti delle province attualmente meno care, che pagano già una tariffa tutto sommato accettabile, possono stare tranquilli. “Le norme che intendo introdurre non causeranno alcun aumento dei premi assicurativi nelle provincie dove sono già bassi, ma garantiranno un costo d’assicurazione giusto in favore degli automobilisti che non causano sinistri e, dunque, non rappresentano un costo per le compagnie assicurative. Inoltre intendo far si che in caso si posseggano più veicoli, a tutti sia applicata ma classe di merito più bassa in assenza di sinistri (estendendo i benefici della Legge Bersani, ndr)”. Staremo a vedere.

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