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Pulizia Android: guida completa

di Riccardo Annesanti
Uno dei problemi principali che affrontiamo nel rapporto con il nostro smartphone è connesso alla memoria di archiviazione che, a causa dei continui e sempre più pesanti aggiornamenti del sistema operativo, viste le numerose applicazione leggi di più...

Sonno al volante: il 12% si addormenta in auto mentre guida in UK

di Donato D'Ambrosi

Dormire in auto mentre si è alla guida provoca il 25% degli incidenti mortali nel Regno Unito e gli inglesi ne sono particolarmente preoccupati secondo un’indagine dell’Automobile Association. Il rischio di addormentarsi al volante è piuttosto frequente in UK dove almeno 1 guidatore su 8 è stato colto dal colpo di sonno. Ritmi di lavoro stressanti e guida notturna non aiutano a prevenire i rischi della stanchezza alla guida che l’AA racchiude nel video della sua campagna qui sotto.

1 INCIDENTE SU 4 IN UK PER I COLPI DI SONNO

L’associazione no-profit AA ha interrogato 20.561 conducenti in un sondaggio online sui rischi della stanchezza alla guida e i colpi di sonno al volante. Un guidatore inglese su otto (13%) ha ammesso di essersi addormentato al volante. Nonostante la stanchezza molti si sono messi ugualmente al volante. Quasi due quinti (37%) hanno confessato di essere stati così stanchi da temere di addormentarsi durante la guida. Secondo l’indagine inglese gli uomini (17%) hanno tre volte più probabilità delle donne (5%) di cedere al pericolo del sonno alla guida.

IL SONNO FA MENO PAURA DELLE ALTRE CAUSE DI INCIDENTI

Dall’indagine è emerso anche che c’è ancora poca consapevolezza del rischio di addormentarsi al volante soprattutto tra i giovani. “Le statistiche sui conducenti assonnati sono scioccanti, tanto più quando ti rendi conto che il problema è sottostimato.” Ha spiegato Edmund King Direttore dell’AA. “L’unica vera cura per la stanchezza è quella di riposare: se i conducenti si sentono stanchi o vengono avvisati dalla propria auto, devono fermarsi in un posto sicuro per una pausa”.

I GIOVANI IGNORANO IL RISCHIO DELLA STANCHEZZA ALLA GUIDA

I giovani dai 18 ai 24 anni, secondo il sondaggio sono più esposti a credere che la stanchezza al volante non influisce le loro capacità di guida. Lo pensa il 13% dei guidatori giovani rispetto al 2% di tutti i conducenti. I giovani conducenti – secondo i dati dell’AA – sono anche la categoria che anche se avvertono i sintomi del sonno continuano a guidare. Il 18% di chi non prende in considerazione una sosta rigenerante tra gli under 24 supera di molto la media del 3% di tutti gli altri conducenti che sottovalutano il pericolo del sonno al volante.

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Addio agli account locali in Windows 10?

di WindowsBlogItalia

Tra le novità di Windows 10 November 2019 Update, ne è presente una che in realtà non fa molto felici gli utenti con Windows 10 Home: durante l’OOBE (Out-Of-Box-Experience) non è più possibile accedere con un account locale, ma solo con un Account Microsoft se il PC/tablet è connesso alla rete. Addio agli account locali […]

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In Vikings:Valhalla potrebbero ritornare “volti familiari”

di Mariagrazia Veccaro
Michael Hirst, lo showrunner e produttore di Vikings, ha appena fornito a Entertainment Tonight alcuni dettagli su Valhalla, lo spin-off dello show,  affermando che potrebbero ritornare “volti familiari“: Uno degli argomenti principali sarà la Cristianizzazione del mondo pagano. Vedrete armate di Vichinghi Cristiani lottare contro armate di Vichinghi pagani e sarà davvero interessante. Si arriverà […]

Alla (ri)scoperta di… Halo: Reach

di Andrea Riviera
Non sappiamo se i giocatori PC si siano effettivamente resi conto che dal prossimo 3 dicembre riusciranno finalmente a giocare a uno dei capolavori del genere FPS, Halo Reach; non un un semplice sparatutto in prima persona, ma il punto d’inizio cronologico di una delle storie videoludiche più immersive, complete e narrativamente complesse di tutti […]

Come aggiornare subito a Windows 10 November 2019 Update con l’Assistente aggiornamento

di Filippo Molinini

Con il rilascio di Windows 10 November 2019 Update, come promesso Microsoft ha reso disponibile l’upgrade anche tramite l’apposito tool di aggiornamento. È ora possibile scaricare e installare Windows 10 November 2019 Update con Assistente aggiornamento ufficialmente. Assistente aggiornamento Windows 10 Per eseguire il nuovo Assistente aggiornamento Windows 10: Scaricate ed eseguite il software dal link in […]

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La mostra delle atrocità (J.C Ballard). Leggetelo se avete fegato

di Valerio Porcu
Nota del curatore. A leggere libri come questo verrebbe da pensare che sotto sotto noi esseri umani siamo animali violenti e sanguinari. Pensiero che può solo rafforzarsi se a questi libri aggiungiamo performance di artisti come Marina Abramović che, oggi più che settantenne, ha ancora modo di insegnare qualcosa di sconvolgente a chi le si […]

Come eseguire un’installazione pulita di Windows 10 November 2019 Update

di WindowsBlogItalia

Se siete alla ricerca di una guida facile che spieghi tutti i passaggi per eseguire un’installazione pulita di Windows 10 utilizzando un supporto fisico (DVD o USB), questa fa per voi. La build di Windows 10 che utilizzeremo sarà l’ultima stabile di November 2019 Update (versione 1909). Installazione pulita Windows 10 November 2019 Update (versione 1909) […]

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Come aggiornare subito a Windows 10 November 2019 Update col Media Creation Tool

di Alexandre Milli

Con il rilascio di Windows 10 November 2019 Update (versione 1909), come promesso Microsoft ha reso disponibile l’upgrade anche tramite l’apposito tool di aggiornamento. È ora possibile scaricare e installare l’ultima versione di Windows 10 con il Media Creation Tool. Media Creation Tool È disponibile una nuova versione di Media Creation Tool 1909 ed è già possibile […]

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Download .ISO ufficiali di Windows 10 November 2019 Update

di Alexandre Milli

Microsoft ha rilasciato le .ISO di Windows 10 November 2019 Update su My Visual Studio Download (ex MSDN) per gli abbonati e tramite Media Creation Tool per il pubblico. November 2019 Update è il nuovo grande aggiornamento di Windows 10 – trovate maggiori informazioni in quest’altro articolo. Download diretto .ISO Windows 10 November 2019 Update Di seguito […]

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Download e installazione di Windows 10 November 2019 Update per PC e tablet

di Alexandre Milli

Il rilascio di Windows 10 November 2019 Update (19H2) è ufficialmente iniziato. In questo articolo raccogliamo le guide all’installazione e all’aggiornamento, oltre che i link ai post con tutte le novità di Windows 10 November 2019 Update per PC, tablet, Xbox e HoloLens. NOTA | Il rilascio è iniziato solamente per alcuni device tramite ricerca […]

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Dispositivi antiabbandono e omologazione: come stanno le cose?

di Donato D'Ambrosi

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

L’allarme seggiolini auto è obbligatorio dal 7 novembre, quindi per il timore di prendere una multa è partita la corsa all’acquisto di un dispositivo antiabbandono. Una partenza non priva di intoppi visto che i produttori di allarmi per seggiolini lavorano a pieno regime per poter rispondere alle richieste dei consumatori. Al punto che almeno il rischio di multe fino al 1 marzo 2020 sarà scongiurato da un emendamento che dovrà comunque essere approvato. Ma in tutto questo caos non si è ancora capito se montando un allarme antiabbandono universale si perde l’omologazione del seggiolino? Sembrerebbe di si secondo Altroconsumo. Abbiamo contatto i principali produttori di seggiolini e di dispositivi antiabbandono in commercio per fare chiarezza sull’omologazione del seggiolino e la compatibilità con i sistemi antiabbandono universali. E’ sufficiente la sola Certificazione di conformità? Ecco come stanno le cose.

I DISPOSITIVI ANTIABBANDONO MODIFICANO I SEGGIOLINI?

I genitori più informati sull’obbligo dell’allarme seggiolini si sono precipitati ad acquistare un dispositivo per essere in regola con la legge. Ma basta fare qualche ricerca sul web per accorgersi che per molti prodotti non c’è disponibilità a causa dell’elevata domanda. Inoltre la produzione ha dovuto adeguarsi alle specifiche tecnico-costruttive stabilite dal Ministero (vedi allegato in “Scarica PDF”). Una situazione che restringe la scelta dei dispositivi antiabbadnono per seggiolini. A lanciare l’allarme sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino montando un dispositivo antiabbandono non a norma è Altroconsumo. Secondo l’associazione dei consumatori circolano poche informazioni e non precise che potrebbero costringere gli automobilisti a un acquisto frettoloso. Un rischio che il Ministero dei Trasporti ha congelato rinviando le multe al 1 marzo 2020. Ma chi oggi acquista un dispositivo antiabbandono certificato quali rischi corre? In caso d’incidente l’allarme seggiolino può essere pericoloso per il bambino? Ecco cosa hanno risposto i principali produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono universali che abbiamo interpellato.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI A RISCHIO? IL PARERE DI REMMY SRL

Se monto un dispositivo antiabbandono su un seggiolino omologato, perdo l’omologazione? E’ la domanda che si farebbe qualsiasi genitore. Ma Michele Servalli, ideatore del dispositivo Remmy stempera i timori. “Oltre alla certificazione di Conformità, Remmy è stato sottoposto a test e validato anche dal CSI, il laboratorio dove sono stati effettuati i crash test con i seggiolini più diffusi”, spiega il CEO di Remmy SRL. Altroconsumo dal canto suo sostiene che “non è possibile provare con un crash test (facoltativi e con costi esorbitanti per le aziende, ndr) la compatibilità assoluta con tutti i seggiolini”. Motivo per cui sarebbe  consigliabile rivolgersi preferibilmente ai produttori di seggiolini in grado di garantire la perfetta compatibilità con gli allarmi della stessa marca.

I CRASH TEST FACOLTATIVI CON DISPOSITIVI ANTIABBANDONO

La stessa domanda l’abbiamo fatta all’azienda Digicom che dal 2017 commercializza l’allarme antiabbandono Tippy Smart Pad. Un sistema che viene fornito anche ad alcuni dei principali produttori di seggiolini omologati. Riguardo ai crash test effettuati nuovamente presso il laboratorio CSI, la Digicom SRL ci spiega che: “Tippy è stato sottoposto a crash test su circa 20 seggiolini del Gruppo 0-1-2 (fino ai 4 anni di età imposti dal DM, ndr)”. “I test sono stati ripetuti finché l’esito delle prove ha dimostrato che con o senza dispositivo la curva dinamica (che misura le sollecitazioni in caso di impatto) era al di sotto di quanto prevedono le norme ECE R44 ed ECE R129”. Una quantità di prove sufficiente, secondo l’azienda, da poter garantire la sicurezza del dispositivo abbinato ai seggiolini più diffusi in commercio.

L’INCERTEZZA SULLA COMPATIBILITA’ DEI SEGGIOLINI PIU’ VECCHI

D’altro canto la stessa azienda ammette che “sarebbe impossibile testare i circa 3 milioni di seggiolini diversi in commercio”. Tuttavia chiedere che un dispositivo di allarme sia compatibile con tutti i seggiolini in circolazione è forse una condizione estrema. “E’ improbabile che le aziende produttrici di seggiolini che vendono anche dispositivi antiabbandono, li abbiano testati su prodotti della stessa azienda in commercio 15 anni fa e ormai non più in vendita”. Spiega il reparto tecnico della Digicom “questi prodotti sono in circolazione non avendo una scadenza, ma sarebbe impensabile sottoporre a test anche dei seggiolini così vecchi”. Bisogna considerare infatti che i crashtest effettuati sui dispositivi antiabbandono universali non sono imposti (come invece lo sono per le aziende sui nuovi seggiolini) e i costi sono a carico dei produttori.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI CON ALLARME: COSA DICONO I PRODUTTORI

Ci sono molti produttori di seggiolini che commercializzano dispositivi antiabbandono ad uso esclusivo come il  tappetino Inglesina Ally PadChicco, invece, garantisce la compatibilità con tutti i seggiolini in commercio del dispositivo Chicco Bebécare EasyTech “oggetto di valutazione anche da parte del laboratorio CSI, che ha certificato il prodotto sulla conformità”. Ma sui suoi seggiolini Chicco sconsiglia di usare dispositivi di altre marche se non approvati, perché “i seggiolini in quanto omologati non possono subire modifiche non preventivamente approvate dall’ente che ha omologato il prodotto”Cybex, ad esempio commercializza alcuni seggiolini con allarme SensorSafe integrato e a breve sarà disponibile un kit retrofit per i seggiolini che ne sono sprovvisti. Se però si volesse montare un dispositivo universale diverso su un seggiolino Cybex, Sandro Pietrogrande, Country Manager Cybex Italia ci ha spiegato che è presto per stabilire se si perde l’omologazione. “Il tempo (di entrata in vigore dell’obbligo, ndr) è risultato insufficiente ad effettuare test e controlli adeguati su dispositivi esterni abbinati ai nostri seggiolini” dice Pietrogrande.

SEGGIOLINI CON ALLARME ANTIABBANDONO PERICOLOSI? RISPONDE ALTROCONSUMO

Sembrerebbe infatti che i produttori di dispositivi antiabbandono che abbiamo interpellato non abbiano tralasciato la sicurezza dei dispositivi in caso di incidente. Abbiamo quindi chiesto ulteriori chiarimenti ad Altroconsumo sulla sua posizione, giungendo a una conclusione più rassicurante per i genitori che hanno già fatto l’acquisto.“Dalla discussione che Altroconsumo ha avuto con diversi laboratori che certificano seggiolini e prodotti, siamo convinti che i prodotti “indipendenti” non alterino la protezione offerta dal seggiolino”, ha chiarito Altroconsumo. Tuttavia il decreto lascia insoluti alcuni dubbi sull’interpretabilità dell’uso del Bluetooth e la validità delle norme ECE R44 ed ECE R129. Secondo le norme di omologazione dei seggiolini infatti non dovrebbero esserci cuscini ausiliari ad alterarne le caratteristiche. Una osservazione che sicuramente richiederà un ulteriore chiarimento del Ministero dei Trasporti.

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Terminato il supporto a Windows 10 April 2018 Update, è ora di aggiornare

di Filippo Molinini

A un anno e mezzo dal lancio, il 12 novembre 2019 Microsoft interrompe il supporto per il quinto grande aggiornamento di Windows 10, Build 17134. Se ancora utilizzaste questa versione, è tempo di effettuare l’aggiornamento a una delle release più recenti. Dal rilascio di Windows 10 April 2018 Update, Microsoft ha distribuito altri due grandi aggiornamenti per […]

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L’allarme seggiolini slitta al 1 marzo 2020: cosa fare in caso di multa

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

L’obbligo dell’allarme seggiolini bimbi è tecnicamente in vigore non senza punti in sospeso da chiarire su incentivi, controlli e le multe. Proprio per questo il Governo è al lavoro su un emendamento che farebbe slittare al 1 marzo 2020 l’allarme antiabbandono obbligatorio e le multe per chi non ha un dispositivo conforme in auto. Intanto però, come già abbiamo spiegato l’obbligo è sulla carta partito e finché non sarà approvato l’emendamento alla Manovra 2020, le multe sono tutt’altro che esorcizzate. Ecco cosa succederà con lo stop e cosa fare in caso di multa anticipata per l’obbligo dell’allarme antiabbandono.

I PUNTI DA CHIARIRE SULL’ALLARME SEGGIOLINI OBBLIGATORIO

I punti che dovrà chiarire l’emendamento alla legge finanziaria sono molti, ma finché non sarà approvata tutto resta com’è sull’obbligo dell’allarme seggiolino. Il motivo semplice è che non si sa ancora in che forma l’emendamento congelerà le multe e farà chiarezza sui nodi legati a incentivi e controlli. Da un lato gli incentivi di 30 euro sono stati varati ma non si sa con quali modalità di erogazione perché manca un decreto attuativo. Dall’altro l’obbligo è diventato vigente (ancora prima degli incentivi) ma né gli automobilisti né i produttori sono pronti a questa partenza anticipata. E’ bastato qualche giorno e l’insurrezione delle associazioni dei consumatori per mettere un freno all’exploit del Ministero dell’Interno sull’obbligo dell’allarme antiabbandono. Intanto leggi qui come stanno realmente le cose sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino se si monta un dispositivo antiabbandono universale.

DA QUANDO E’ VALIDA LA MULTA PER L’ALLARME ANTIABBANDONO

Bisogna fare bene attenzione a non lasciarsi illudere dagli annunci dell’ultima ora: nonostante l’emendamento in arrivo le multe sull’allarme seggiolino bimbi sono per ora valide. A chi si chiede da quando partono le multe se non si ha l’allarme seggiolino in auto? Il MIT risponde: “Dal 7 novembre.” E poi precisa “Il governo sta lavorando per posticipare al primo marzo 2020 l’avvio delle multe per i non provvisti del dispositivo”. Perché finché non ci sarà una legge che annulla il precedente provvedimento, gli accertatori devono attenersi a quanto è in vigore. E qui si apre un’altra voragine normativa che speriamo l’emendamento potrà chiarire: quella dei controlli su strada. Con la circolare del Ministero dell’Interno si dava formalmente avvio ai controlli e alle multe sull’obbligo del seggiolino con allarme antiabbandono.

I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO E IL RICORSO IN CASO DI MULTA

Ma con ogni probabilità gli stessi organi di polizia demandati ai controlli si troveranno a dover far finta di nulla. In primis perché gli allarmi seggiolino auto non devono essere omologati, ma conformi alla legge. Questo significa che l’agente non dovrà limitarsi a verificare la presenza di una marcatura di omologazione, come ad esempio avviene per il seggiolino stesso o il casco da moto. A un posto di controllo, gli agenti dovranno controllare che il dispositivo funzioni secondo le specifiche tecnico-costruttive che il Produttore dichiara di rispettare, se non si accontentano del Certificato di Conformità (un pezzo di carta). Questo groviglio però lascia arbitrarietà nei controlli e il rischio di multa finché non sarà approvato l’emendamento che fa slittare l’obbligo dell’allarme seggiolino. Ecco perché in caso di multa per allarme seggiolini antiabbandono, è probabile che il ricorso al Giudice di pace sarà accettato, almeno finché non sarà tutto più chiaro, presumibilmente entro la fine dell’anno.

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Allarme seggiolini obbligatorio dal 7 novembre: cosa rischia chi viene multato

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi è obbligatorio da oggi 7 novembre 2019 con la circolare del Ministero dell’Interno 300/A/9434/19/109/12/3/4/1 del 6 novembre (allegato in “Scarica PDF” sotto). Ora a farne le spese potrebbero essere gli automobilisti poco informati che rischiano grosso, anche in caso di incidente. Ma anche i produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono, che con il decreto attuativo di ottobre 2019 avrebbero avuto tempo per adeguarsi. Ecco cosa rischia chi viene sorpreso in auto senza allarme seggiolino obbligatorio, la multa e le conseguenze possibili in caso di incidente.

Aggiornamento del 11 novembre 2019: l’obbligo dell’allarme slitta al 1 marzo 2020, ma il rischio multe fino a fine anno resta.

L’INTRECCIO DI NORME SULL’ALLARME SEGGIOLINO OBBLIGATORIO

La circolare del Ministero dell’Interno del 6 novembre 2019 accelera l’operatività dell’obbligo allarme seggiolino. Dal 7 novembre 2019 comporterà una multa e taglio punti patente a chi non ce l’ha. Un provvedimento che si aggomitola a un iter tortuoso che ha portato al via i controlli sull’allarme antiabbandono in anticipo. L’obbligo dell’allarme seggiolino infatti fu proclamato dalla legge 117/2018, lasciando però che un decreto attuativo stabilisse quali caratteristiche e specifiche dovesse avere il dispositivo. Decreto attuativo che avrebbe reso operativo l’obbligo entro l’1 luglio 2019 o comunque 120 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, come prevedeva la 117/2018. Questo per permettere ai produttori di adeguarsi alle specifiche e agli automobilisti di informarsi sul nuovo obbligo. Il decreto attuativo è arrivato ben oltre il 1 luglio 2018 e da qui è scaturita l’interpretabilità dei provvedimenti successivi.

LA CIRCOLARE CHE FA PARTIRE I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO

La circolare del Ministero (clicca su “Scarica PDF” in basso) non tiene però conto dei 120 giorni previsti dalla 117/2018 e dice in sostanza che dal 7 novembre 2019 diventa operativo l’obbligo e le relative sanzioni. “[..] dalla stessa data sono applicabili le sanzioni di cui all’art.172 del CdS, introdotte dalla legge 1 ottobre 2018, n.117”. E specifica anche che l’allarme seggiolino bimbi “deve essere utilizzato su veicoli di categoria M1, N1, N2, N3 immatricolati in Italia o all’estero, condotti da residenti in Italia per il trasporto di bimbi fino a 4 anni”. Un obbligo che era atteso dagli automobilisti ma con una previsione al 2020. Invece ora, visto che gli allarmi antiabbandono non devono essere omologati, spetta all’automobilista accertarsi che il sistema usato è conforme alle caratteristiche tecnico-costruttive nell’allegato A del decreto ministeriale (vedi allegato in Scarica PDF sotto). Per evitare contestazioni durante i controlli quindi è bene chiedere al venditore il Certificato di conformità del Produttore.

OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINO: MULTE E RISCHI PER GLI AUTOMOBILISTI

Con l’obbligo dell’allarme bimbi in auto dal 7 novembre , gli automobilisti sorpresi  senza un dispositivo conforme  rischiano 81 euro di multa e 5 punti patente in meno. Inoltre se la stessa infrazione viene commessa più volte in 2 anni scatta anche la sospensione patente per 15 giorni. Ma questo è solo l’aspetto meno preoccupante, se non si monta un allarme bimbi obbligatorio. In caso d’incidente con lesioni – come riporta Maurizio Caprino su Il Sole 24 Ore – l’assicurazione potrebbe rivalersi sul conducente se dai rilievi della Polizia emerge che il seggiolino non aveva l’allarme obbligatorio. Un cavillo cui si aggrapperebbero le Compagnie pur non avendo niente a che vedere con l’efficacia di un seggiolino omologato, ben montato e allacciato ma sprovvisto di allarme bimbi obbligatorio.

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Multa cellulare alla guida: in UK l’autovelox è anti-distrazioni

di Donato D'Ambrosi

Anche nel Regno Unito come in Italia l’uso del cellulare alla guida è tra le infrazioni più spinose da combattere. In UK però hanno messo in campo, sebbene in via sperimentale, un autovelox che fotografa i conducenti distratti che smanettano con lo smartphone. Tra parlare e messaggiare c’è poca differenza in termini di distrazioni al volante, ecco perché i legislatori pensano di inserire nella norma il concetto di “mani libere”.

LE TELECAMERE IN GRAND BRETAGNA CONTRO LE DISTRAZIONI AL VOLANTE

La Gran Bretagna è sulla strada giusta o almeno meglio che in Italia: chi viene sorpreso a guidare con il cellulare tra le mani perde 6 punti e viene multato di 200 sterline. Per arrivare a questo però sono stati messi in campo degli autovelox anti-cellulari. Funzionano esattamente come i radar per la velocità ma programmati per riconoscere se il conducente ha le mani impegnate. Fino a pochi giorni fa si poteva contestare la multa dicendo di non usare lo smartphone per telefonare. Mentre da alcuni giorni, come riporta il DailyMail, il cellulare è off limits per chi guida un’auto nel Regno Unito.

IN AUSTRALIA 100 MILA DISTRATTI IN 6 MESI DAL CELLULARE

Da un’indagine del RAC (l’equivalente dell’ACI) è emerso che che il 35% dei conducenti di età inferiore ai 25 anni – e il 17% dei conducenti in totale – ha ammesso di distogliere lo sguardo dalla strada per controllare messaggi. Da là è nata la sperimentazione delle telecamere sulle autostrade gestite da Highway England. Un test analogo è stato condotto in Australia e ha immortalato 100 mila conducenti in 6 mesi distratti dal cellulare alla guida. Il caso più eclatante è quello in foto: il passeggero teneva il volate al conducente che scriveva un messaggio. Allucinante!

CELLULARE ALLA GUIDA E LIMITI DELLA LEGGE

Il problema è che nonostante le multe per uso del cellulare alla guida, molte di queste sono state impugnate e i ricorsi accolti per assenza della “comunicazione interattiva”. Significa che tutti gli automobilisti sorpresi con il cellulare tra le mani l’hanno fatta franca perché non stavano parlando con nessuno. Motivo per cui il Dipartimento dei Trasporti inglese sta spingendo affinché la legge non sia strettamente legata al cellulare ma a un concetto più ampio di mani libere alla guida. La modifica dovrebbe arrivare entro la prossima primavera.

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The Witcher: a Lucca Netflix rilascia il trailer ufficiale.

di Anna Benedetto
Netflix rilascia a Lucca Comics & Games il trailer ufficiale della serie “The Witcher”. 8 libri e 4000 pagine “condensati” in 8 puntate piene di passioni indomite, poteri ancestrali e vite lacerate dal destino Netflix, attualmente il più grande servizio di intrattenimento via Internet del mondo, con 158 milioni di abbonati paganti in oltre 190 paesi […]

Volkswagen come Tesla: V2X e ADAS on demand anche sulle auto usate

di Nicodemo Angì

La Golf 8 è arrivata e potremmo chiamarla una cyber version della popolarissima 2 volumi grazie agli aggiornamenti OTA e la comunicazione V2X di serie. La Golf, icona dell’automobilismo grazie ai 35 milioni di esemplari venduti in tutto il globo, porta al mass-market soluzioni finora viste solo sulle elitarie Tesla. Citiamo i link V2X (Vehicle to X, ossia verso utenti e infrastrutture della strada) e gli aggiornamenti OTA anche per gli ADAS. Ci chiediamo: la Golf 8 ha la connessione V2X e gli ADAS on demand in tutte le versioni? Sembra proprio di si, le fonti ufficiali ne parlano senza distinguere fra i vari modelli e quindi siamo in presenza di un salto tecnologico notevole. Prendiamo gli aggiornamenti Over-The-Air: Ford li ha per il Sync 3 già dal 2017 ma non si estendono alle funzioni dell’automobile.

IL V2X UNIVERSALE

Quale protocollo viene usato da Volkswagen per la connettività V2X della Golf 8? A Wolfsburg hanno optato per lo standard WLANp, regolamentato dalle norme IEEE 802.11p e al centro di una contesa tecnico-commerciale con il 5G della telefonia. Le connessioni V2X basate sulle reti cellulari 5G sono già in fase sperimentale ma Volkswagen ha scelto il WLANp per diverse ragioni. Le espone Thomas Biehle, Director of Cooperative Security and Electronic Processes di Volkswagen. Secondo Biehle ”la tecnologia 5G-V2X è in fase di standardizzazione e quindi oggi non si può sapere se soddisferà i requisiti delle applicazioni di sicurezza”. Volkswagen vuole però rendere i trasporti più sicuri da subito, sfruttando le capacità del networked driving basato sul protocollo standardizzato WLANp. Le frequenze sono state assegnate globalmente e tecnologia, standard e funzioni sono stati testati e validati dai produttori sia di veicoli sia delle infrastrutture.

RETI AUTOMATICHE

Thomas Biehle non ha preclusioni: “se l’introduzione del 5G apre possibilità aggiorneremo la tecnologia. Ma il WLANp ci fa iniziare subito e così impariamo dall’esperienza”. La portata del 802.11p (parente del Wi-Fi) è 150 m in città e 800 m su strade extraurbane e autostrade; il segnale si propaga a 360°. Veicoli e infrastrutture sono nodi di una rete che si crea automaticamente e l’informazione si propaga con “balzi” da un nodo all’altro. Si può trasmettere la notizia di un mezzo di soccorso che si avvicina o di un pedone che attraversa la strada anche se è nascosto. Queste reti non hanno un controller centrale e i dati, a differenza delle reti mobili, non sono archiviati, a vantaggio di privacy e security. La Golf 8 si connette alla rete 4G LTE grazie alla Online Connectivity Unit dotata di eSIM con funzioni simili a quella universale adottata da FCA.

OTA E ADAS ON DEMAND

Essa implementa l’ormai obbligatoria eCall e permette di aggiornare il sistema via OTA e aggiungere funzioni anche sulle auto usate. Questa possibilità, già usata da Tesla, viene chiamata Functions on demand e usa il servizio We Upgrade. Ma quali sono i serizi e gli ADAS on demand da attivare successivamente, anche sulle auto usate? Abbiamo Cruise control adattativo, Light Assist automatico abbaglianti, navigazione, App-Connect collegata alle app dello smartphone, App-Connect Wireless per iPhone, Hotspot WLAN e comando vocale. Il “We” compare anche nei pacchetti di servizi We Connect, We Connect Plus e We Connect Fleet, pensato per le flotte. Fra i servizi citiamo il controllo remoto di porte e posizione, pianificazione del service, del climatizzatore e dell’ora della partenza (solo per le ibride). La Golf 8 riconosce i guidatori e applica le regolazioni personali; esse possono andare sul cloud per arrivare ad un’altra Golf.

GUIDA SEMI AUTONOMA E ALEXA

Ci chiediamo ora: a quale livello di guida autonoma arriva la Golf 8? Si può rispondere: piuttosto elevato! Il Travel Assist permette infatti di guidare in autostrada fino a 210 km/h senza che il guidatore debba sterzare, accelerare o frenare attivamente. Troviamo il riconoscimento dei segnali, frenata automatica con riconoscimento di pedoni e ciclisti, Lane Assist e l’assistente alla svolta a sinistra. A proposito di guida autonoma: al guidatore basta sfiorare il volante per confermare la sua presenza grazie a sensibili sensori capacitivi. Il posto guida è definito “digitalizzato” per la presenza dei 2 grandi display Innovision e di diversi controlli implementati con superfici touch. I fari Matrix, con 22 LED in ogni proiettore, si adattano automaticamente alle condizioni di visibilità e alle auto che arrivano in senso opposto. Rimarchevole è l’integrazione nativa con l’assistente Alexa, utilizzabile per servizi connessi, la domotica remota e per ricerche di ogni tipo.

MOLTI IBRIDI MA NON L’ELETTRICA

Fra le novità della meccanica spiccano nuovi motori diesel pulitissimi, versioni a Metano e molti ibridi, sia Mild a 48 volt sia Plug-In. Le versioni più potenti, compresa la GTE, sono quelle PHEV che hanno batterie da 13 kWh, mentre il pianale MQB è rimasto praticamente invariato. Non c’è una versione elettrica (la e-Golf infatti è sparita): Volkswagen assegna al marchio I.D. le versioni BEV e questo è logico. Visti i modelli diversi di vendita e assistenza rispetto alle auto con gli ICE appare sensato creare marchi (e probabilmente reti) differenti.

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Come creare la propria .ISO ufficiale di Windows 10 November 2019 Update

di Massimiliano Cristarella

Non vi bastano le .ISO ufficiali già pronte? Volete cucinare la vostra .ISO di Windows 10 19H2 November 2019 Update aggiornata? Vediamo la guida per creare le nuove .ISO in casa e in italiano – i file .ESD ufficiali sono stati intercettati da Windows Update. Create le vostre ISO ufficiali di November 2019 Update Strumenti necessari Computer connesso […]

Puoi leggere l'articolo Come creare la propria .ISO ufficiale di Windows 10 November 2019 Update in versione integrale su WindowsBlogItalia. Non dimenticare di scaricare la nostra app per Windows e Windows Mobile, per Android, per iOS, di seguirci su Facebook, Twitter, Google+, YouTube, Instagram e di iscriverti al Forum di supporto tecnico, in modo da essere sempre aggiornato su tutte le ultimissime notizie dal mondo Microsoft.

Seggiolini anti abbandono: caratteristiche definitive, obbligo da marzo 2020

di Raffaele Dambra

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Abbiamo finalmente le caratteristiche definitive dei seggiolini anti abbandono che saranno obbligatori per trasportare in auto bambini al di sotto dei 4 anni di età. Al termine di un lungo e tortuoso iter parlamentare e burocratico, sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 23 ottobre 2019 è apparso il decreto n. 122 del MIT con il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada in materia di ‘dispositivi antiabbandono di bambini di età inferiore a quattro anni’. Come da prassi, il regolamento entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U., quindi il 7 novembre 2019. Ma per permettere alle aziende produttrici e ai consumatori di adeguarsi alle nuove norme, l’obbligo di dotarsi dei seggiolini antiabbandono scatterà dopo ulteriori 120 giorni, e cioè il 6 marzo 2020.

CHE COSA SONO I SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Il decreto attuativo che definisce le caratteristiche funzionali dei seggiolini anti abbandono è composto da 7 articoli e 2 allegati. Lo potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso in fondo all’articolo Scarica PDF. I primi due articoli specificano cosa sono i dispositivi antiabbandono e il loro ambito di applicazione. In particolare l’art. 1 comma 1 lettera b del decreto qualifica il congegno come un “dispositivo di allarme, costituito da uno o più elementi interconnessi, la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni, a bordo dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo”. Nelle categorie di veicoli di cui sopra rientrano le autovetture fino a nove posti a sedere e i veicoli commerciali.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO CONSENTITI

Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali dei seggiolini anti abbandono sono invece esposte negli articoli 3 e 4 del decreto e nei due allegati A e B. Per esempio l’art. 3 spiega che il dispositivo antiabbandono può essere di tre tipi:
– 1) integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (ovvero i seggiolini auto, senza ovviamente alterarne le caratteristiche di omologazione);
– 2) una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;
– 3) indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CARATTERISTICHE DEFINITIVE

Più specificatamente, come illustrato nell’allegato A, il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente, e deve dare un segnale di conferma nel momento dell’avvenuta attivazione. Ma soprattutto, qualora si presenti la necessità di dare un segnale di allarme, il congegno deve essere sempre in grado di attirare in modo tempestivo l’attenzione del conducente, attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici (cioè attraverso il tatto), percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Inoltre, non meno importante, i seggiolini antiabbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate. Così da avvisare urgentemente altre persone se, per un motivo qualsiasi, il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

ALTRE COSE DA SAPERE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Per il resto, gli articoli 5, 6 e 7 definiscono rispettivamente gli obblighi per le aziende fabbricanti (cui spetta naturalmente accertarsi che i prodotti immessi sul mercato rispettino fedelmente i requisiti contenuti nel decreto), la vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei dispositivi, e infine il riconoscimento dei dispositivi prodotti negli altri stati dell’UE. A questo proposito si presumono conformi alle disposizioni valide per l’Italia i seggiolini antiabbandono legalmente commercializzati negli altri Paesi membri, in Turchia, oppure originari e legalmente commercializzati in uno stato appartenente all’EFTA. Chiudiamo ricordando che sarà messo a disposizione un bonus presumibilmente di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi, con modalità d’accesso ancora in via di definizione. Chi, dal 6 marzo 2020, non rispetterà l’obbligo di montare il congegno pagherà una multa da 80 euro a 323 euro più la decurtazione di 5 punti dalla patente (sanzioni aggravate in caso di recidiva).

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