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Oggi — 22 Marzo 2019RSS feeds

Wind Tre, stangata AGCOM da 406mila euro per scarsa trasparenza

di Alessandro Crea
406mila euro di multa per la” violazione dell’articolo 2 della delibera n. 326/10/cons, recante Misure di tutela degli utenti dei servizi di comunicazione mobili e personali”: è questa la motivazione della sanzione irrogata oggi a Wind Tre dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e indirizzata in particolare a Tre Italia. Leggendo il dispositivo, disponibile […]

L’AGCOM sanziona Wind Tre per la gestione del consumo dati extra soglia

di Roberto F.

Brutte notizie per Wind Tre arrivano dall'AGCOM, che ha emesso un'ordinanza di ingiunzione per la violazione dell’articolo 2 della delibera 326/20/CONS

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AGCOM, nuova multa a Wind Tre

di Filippo Vendrame

AGCOM ha comunicato di aver multato l’operatore Wind Tre per la violazione dell’articolo 2 della delibera n. 326/10/cons, recante “Misure di tutela degli utenti dei servizi di comunicazione mobili e personali”. Trattasi di una violazione che riguarda la trasparenza e la tutela dell’utenza. Le contestazioni riguardano l’operatore 3 Italia.

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Meno recentiRSS feeds

Rimborso fatture a 28 giorni, il Consiglio di Stato rinvia l’udienza a maggio

di Dario D'Elia
Il rimborsi legati alla fatturazione a 28 giorni rimarranno congelati almeno fino a maggio, poiché ieri il Consiglio di Stato che avrebbe dovuto esprimersi sulla questione è stato costretto a spostare l’udienza. Come riporta La Repubblica, da mesi si attendeva un pronunciamento e la scadenza sarebbe dovuta essere il 31 marzo. Il problema è che […]

Dal 15 marzo 2019 Wind si adegua al modem libero per le offerte FTTH

di Lorenzo Spada
Rete fissa ADSL fibra FTTC FTTH

Dal 15 marzo 2019 e a distanza di 3 mesi da quando la delibera dell’AGCOM sul “modem libero” è entrata in vigore, Wind finalmente ha comunicato che si adeguerà anche per le offerte legate alla fibra FTTH. Ricordiamo che nelle settimane scorse l’operatore si è messo in regola per le offerte legate alla tecnologia ADSL […]

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Riflettori Antitrust sul patto Sky-Mediaset Premium: l’acquisizione di R2 è un pericolo?

di Dario D'Elia
L’Antitrust (AGCM) ha avviato il 7 marzo un procedimento istruttorio per valutare l’acquisizione della piattaforma tecnica di Mediaset Premium (R2 Srl) da parte di Sky. Non sarà una passeggiata, anche se l’AGCOM a febbraio ha già dato l’ok all’operazione. “Il procedimento è diretto ad accertare le possibili ricadute concorrenziali dell’acquisizione da parte di Sky, operatore […]

Un cliente TIM si è fatto rimborsare il modem grazie a Concilia Web dell’AGCOM

di Dario D'Elia
La piattaforma Concilia Web dell’AGCOM ha consentito a un utente toscano di ottenere la restituzione delle somme pagate a TIM per il modem. Come spiega il Movimento Difesa del Cittadino, che ha assistito il consumatore nella querelle, grazie alla recente delibera AGCOM sul modem libero è stato possibile in sede di Corecom Toscana ottenere dall’operatore […]

AGCOM conferma i bollini per le reti fisse ADSL, FTTC e FTTH

di Lorenzo Spada
Rete fissa ADSL fibra FTTC FTTH

Era il mese di luglio 2018 quando l’AGCOM deliberò sulla necessità, per gli operatori di rete fissa di avere un sistema più chiaro e trasparente sulla tipologia di offerte e di tecnologia che si offre al cliente. Tale necessità venne soddisfatta con la creazione di speciali bollini che servono ad indicare se l’offerta riguarda ADSL, […]

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Occhio al bollino AGCOM: verde, giallo e rosso per stanare la vera fibra

di Dario D'Elia
I tre bollini AGCOM verde, giallo e rosso, corrispondenti rispettivamente a “fibra”, “fibra mista rame” e “rame”, sono diventati obbligatori per tutte le offerte di connettività residenziale degli operatori. Ieri il Garante delle Comunicazioni ha confermato l’esito positivo del monitoraggio condotto sull’attuazione delle disposizioni della delibera n. 33/18/Cons – appunto quella che introduce il “semaforo” […]

AGCOM, obbligatori i bollini per la connettività

di Filippo Vendrame

I bollini che permettono ai consumatori di identificare con certezza la tipologia di connettività di un’offerta di accesso ad Internet da rete fissa sono diventati obbligatori. AGCOM, infatti, giudicata positivamente la fase di sperimentazione, ha deciso di approvarli definitivamente e renderli, così, obbligatori. Questo significa che, adesso, tutti gli operatori saranno costretti ad adottarli per identificare le loro offerte di accesso ad Internet. In caso di mancato rispetto di quanto deciso dall’Autorità, scatteranno richiami e multe.

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ADUC si rivolge ad AGCM e AGCOM per far sospendere i rincari tariffari TIM sul mobile

di Dario D'Elia

L’associazione dei consumatori ADUC ha chiesto all’Antitrust e all’AGCOM di far sospendere a TIM l’annunciato rincaro tariffario che verrà applicato su alcune vecchie offerte mobili a partire dal 25 febbraio. Il motivo principale è legato al fatto che TIM non avrebbe fornito “correttamente ai consumatori le informazioni sulle modifiche contrattuali con 30 giorni di anticipo”. La nota informativa sul sito ufficiale risale al 21 gennaio, e anche la campagna SMS è stata avviata quindi almeno sulla tempistica tutto potrebbe essere corretto, ma il tema è senza dubbio legato alla qualità delle informazioni offerte.

“Dal 25 febbraio 2019 TIM aumenterà il prezzo di alcuni piani tariffari per i cellulari, di 0,99 euro al mese e di 1,99 euro al mese, ma lo fa senza garantire al consumatore/cliente la conoscibilità della modifica delle condizioni contrattuali e quindi la possibilità di esercitare il diritto di recesso senza il pagamento di penali”, scrive l’ADUC.

Il messaggio SMS spedito ai clienti, secondo l’associazione, violerebbe le disposizioni AGCOM in tema di modifica contrattuale. Prima di tutto dovrebbe recare la scritta “Modifica delle condizioni contrattuali” e in secondo luogo “indicare il contenuto della modifica”. 

“TIM non solo omette le informazioni previste dall’Agcom ma sembra addirittura un messaggio promozionale e, di conseguenza, il cliente non interessato a nuove promozioni non utilizzerà il link”, puntualizza ADUC. La pagina Web sul sito ufficiale pare mancare di ulteriore trasparenza poiché non viene specificato quali piani tariffari subiranno l’aumento da 99 centesimi e da 1,99 euro. Inoltre, anche a seguito dell’invio dell’SMS, si è costretti ad andare “sul sito di TIM e poi ancora entrare nel proprio profilo personale MyTIM (o crearlo) per sapere a quanto ammonterà l’aumento”.

“La lettura complessiva della pagina web che parla di ‘offerte arricchite’ e di ‘promozioni a lui riservate’ – insieme alle ‘novità’ menzionate nell’SMS – rafforza nel lettore la percezione che si tratti di una promozione e non di modifiche contrattuali sfavorevoli, tanto più che le informazioni sulla possibilità di recedere senza penali è relegata alla seconda parte della pagina web”, conclude l’associazione.

“Una macchinosità ideata da TIM per ostacolare l’effettiva conoscenza delle modifiche contrattuali in corso”.

Due Autorità in una: fondere AGCOM e Garante della Privacy per contrastare con più forza gli abusi dei colossi digitali

di Dario D'Elia

Un Garante unico che si occupi di Comunicazioni e Privacy, facendo convergere di fatto AGCOM e Garante della Privacy. È questa la proposta del Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antonio Nicita, che durante il Convegno “Verso un nuovo codice delle comunicazioni elettroniche. Il ruolo di Agcom”, ha acceso i riflettori sulla questione.

Ieri, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Commissario ha spiegato come un’unica realtà “potrebbe esercitare un maggior potere “contrattuale” e di moral suasion nei confronti delle piattaforme globali“. Partendo dall’assunto che i dati sono sempre più elemento chiave (e quindi prodotto) dei modelli di business del digitale è evidente la progressiva sovrapposizione tra comunicazioni e privacy. Per altro la “regolazione privata esiste già ed è il dominio degli algoritmi”.

Fermo restando il fatto che la componente antitrust per specificità e autonomia, a suo parere, dovrebbe rimanere separata, sugli altri fronti bisognerebbe iniziare a interrogarsi “se sia necessaria una nuova regolazione pubblica e indipendente, ancorata al benessere sociale, volta a prevenire posizioni dominanti durature, a garantire forme di pluralismo nel web, a restituire la piena proprietà del dato agli utenti, anche facendone emergere il valore nella transazione economica relativa“.

Questo ultimo punto forse è uno dei nodi principali della questione: se il “dato” è un bene – oggetto di scambio o compravendita – perché l’utente non viene informato del suo reale valore? In un’ottica di mercato digitale in alcuni casi la contropartita dei servizi gratuiti potrebbe essere troppo bassa oppure totalmente inadeguata. E se effettivamente la commerciabilità del dato genera reddito non dovrebbe essere monitorato lo scambio? Difficile credere che chi detiene i nostri dati applichi le stesse tariffe a tutti e a prescindere dalla completezza di informazioni.

Per questo motivo una delle principali criticità per le Autorità è che i temi emergenti possono alimentare un corto circuito nelle differenti competenze di controllo. Considerati gli obiettivi diversi in alcuni casi potrebbero manifestarsi conflitti. Ciò che potrebbe apparire accettabile per l’AGCOM potrebbe non esserlo per la privacy, e viceversa.

“Sarebbe auspicabile una fusione di AGCOM e Garante per la privacy, le cui competenze, sancite a livello europeo, resterebbero intatte e costituirebbero un importante tassello nel percorso per la costruzione di un mercato regolato dell’uso del dato, che va affidata al legislatore”, ha dichiarato Nicita. Insomma, la normativa vigente consentirebbe di procedere immediatamente a fusione e lasciare poi modo al Parlamento di “legiferare ulteriori aggiustamenti, nel solco europeo, con un processo progressivo e graduale”.

AGCOM e il “Garante per la privacy” si fonderanno in un’unica authority?

di Biagio Petronaci

Durante le scorse ore, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è tenuto un convegno dal nome “Verso un nuovo codice […]

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TIM, AGCOM boccia lo scorporo della rete

di Filippo Vendrame

AGCOM ha bocciato il progetto di scorporo della rete di TIM. L’Autorità ha presentato un documento di quasi 500 pagine in cui analizza punto per punto il piano presentato da TIM e spiega la sua posizione. Secondo AGCOM, quindi, anche a seguito di un eventuale scorporo della rete così come proposto dalla società, TIM continuerebbe a mantenere una posizione dominante.

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Un’ulteriore analisi del quarto Osservatorio sulle Comunicazioni svela la prospettiva di Iliad

di Giuseppe Biondo

Ieri vi abbiamo raccontato i dati diffusi dall'AGCOM nel quarto Osservatorio sulle Comunicazioni del 2018, riferito al trimestre luglio-settembre 2018

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Il mercato italiano di rete mobile per AGCOM: Iliad sopra il 2%, Wind Tre in calo

di Paolo Giorgetti

L'AGCOM ha pubblicato il quarto Osservatorio sulle Comunicazioni del 2018, riferito al trimestre luglio-settembre 2018: andiamo a scoprire la situazione, la penetrazione di Iliad nel mercato italiano e non solo.

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AGCOM, 42 milioni di utenti al giorno su internet

di Candido Romano

Numeri in crescita per quanto riguarda gli accessi a internet in Italia. AGCOM, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel suo Osservatorio delle comunicazioni ha indicato che nel mese di settembre 2018 sono stati 42,7 milioni gli utenti medi che giornalmente si sono collegati a internet. Il totale è 70 ore di navigazione mensile a persona.

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La rivoluzione ultra-broadband prosegue, AGCOM conferma numeri incoraggianti

di Dario D'Elia

In Italia prosegue l’aumento delle linee ultra-broadband: a settembre 2018 l’AGCOM ha rilevato un incremento di 260mila unità FTTH in più rispetto allo stesso periodo 2017, raggiungendo quota 760mila. Anche sul fronte FTTC si è passati da 3,39 milioni di unità a 5,79 milioni di unità. Prosegue poi la crescita del fixed wireless access: da 980mila linee a 1,18 milioni di linee. Per il rame invece si parlava di 15,62 milioni di linee a settembre 2017 e adesso a settembre 2018 solo 12,67 milioni di linee. In pratica un 18,9% in meno.

“A fine settembre 2018, gli accessi complessivi della rete fissa si riducono di 80mila unità rispetto al trimestre precedente (-90mila unità su base annua)”, si legge nell’ultimo bollettino AGCOM. “Se nel settembre 2014 quasi il 95% degli accessi alla rete fissa era in rame, dopo quattro anni questi sono scesi al 62%, pari ad una flessione di 6,8 milioni di linee. Nello stesso periodo sono cresciuti gli accessi tramite altre tecnologie qualitativamente migliori, in particolare quelle in tecnologia FTTC (+5,5 milioni di unità), FTTH (+460 mila) e FWA (+ 660 mila)”.

Il primo effetto collaterale positivo di questo cambio di passo si rileva nei termini di velocità di connessione: le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s sono passate da poco meno dell’80% delle linee broadband e ultrabroadband nel settembre 2014, al 26,9% nel settembre 2018, mentre il peso delle linee con velocità pari o maggiore di 30 Mbit/s, è salito dal 2,8 al 41,4%.

“Il quadro competitivo degli accessi broadband e ultrabroadband vede Tim quale maggiore operatore con 44,5%, seguito da Vodafone, Fastweb e Wind Tre con quote comprese tra il 14 ed il 15%”, prosegue la nota.

Qui per conoscere in dettaglio i dati riguardanti la vostra area residenziale.

AGCOM, Iliad conquista il 2,2% del mercato mobile

di Filippo Vendrame

AGCOM ha presentato il nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni che fotografa, tra le altre cose, lo stato della connettività di rete fissa e mobile in Italia. La notizia più rilevante che emerge da questo report riguarda la telefonia mobile ed in particolare Iliad. L’operatore francese, nei primi tre mesi di attività in Italia, il report prende in considerazione i dati sino alla fine di settembre 2018, è riuscito a conquistare il 2,2% del mercato mobile.

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AGCOM, Iliad ha dato una dolorosa spallata a Wind Tre, TIM e Vodafone

di Dario D'Elia

Iliad è il principale responsabile della debacle di Wind Tre, TIM e Vodafone registrata a settembre 2018, secondo l’ultimo bollettino AGCOM. Nel segmento consumer (human) il nuovo operatore ha conquistato la quinta posizione assoluta con una share del 2,7%. Wind Tre (33,2%), TIM (28%) e Vodafone (26%) hanno perso rispettivamente – considerando anno su anno – il 2,2%, lo 0,6% e lo 0,9%. E questi dati sono ancora più eclatanti se si considera che nel computo si è tenuto conto anche delle controllate Kena Mobile (TIM) e Ho Mobile (Vodafone).

Insomma, la principale sconfitta è senza dubbio Wind Tre; le altre grandi hanno contenuto le perdite. E gli unici che possono festeggiare sono solo alcuni operatori virtuali: Poste Mobile, Fastweb Mobile e Lycamobile.

Notevole il balzo in avanti del numero di operazioni di portabilità: l’indice ha registrato un 31,5% grazie all’aumento di cambi gestore e la riduzione di SIM (human). A settembre 2018 di operazioni se ne sono registrate 130,2 milioni, contro le 113,5 milioni del settembre 2017 e 98,3 milioni di settembre 2016.

Con riferimento agli ultimi dodici mesi, il saldo tra operazioni ‘recipient’ e ‘donating’ risulta negativo per Wind Tre (-1.519mila unità) e Vodafone (-538mila unità), mentre registra un segno positivo per TIM (+63mila unità) e, soprattutto, per Iliad (+1.671 mila unità)”, si legge nel documento.

“Nella rete mobile, si registra su base annua un aumento complessivo di 3,8 milioni di SIM: le M2M (machine-to-machine) sono cresciute di 4,6 milioni, mentre quelle ‘solo voce’ e ‘voce+dati’ si sono ridotte di 800 mila unità”, puntualizza AGCOM in relazione all’intero settore. “Tim (con una quota in aumento dello 0,5% rispetto a settembre 2017) sale al 31,0%, mentre Vodafone (29,4%) e Wind Tre (29,1%) perdono rispettivamente lo 0,8% e il 2,3%”.

Da rilevare poi la crescita della larga banda mobile: nel terzo trimestre dell’anno le SIM che hanno effettuato traffico dati hanno superato i 57 milioni (+8,7% su base annua), con un consumo medio unitario di dati stimabile in 3,88 GB/mese (+50,8%).

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