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Auto usate certificate: le garanzie di Ford Approved

di Donato D'Ambrosi

Le auto usate si confermano la scelta principale degli italiani. Nel 2019 sono stati venduti oltre 3 milioni di veicoli usati, cioè 159 auto usate ogni 100 auto nuove. Un trend che le stesse Case auto stanno sempre più cavalcando offrendo servizi di auto usate certificate, come Ford Approved di cui parleremo in questo articolo.

COSA SONO LE AUTO USATE CERTIFICATE

I canali tradizionali per acquistare un’auto usata sono essenzialmente 3: rivolgersi a un privato, a un venditore o alle Concessionarie. Questo lo sanno grossomodo tutti. Qualcosa cui spesso non si fa abbastanza attenzione invece è il livello di rischio associato al venditore dell’auto che stiamo per comprare. Nel primo caso il rischio è tutto dell’acquirente, che si assume la responsabilità dei controlli da fare sull’auto usata; scarica qui la check list. Nel secondo caso (rivenditore-salonista) quella responsabilità assume più i contorni della fiducia che si instaura con il venditore, non di rado mal riposta, se poi si scoprono danni occulti all’auto o chilometri scalati. E poi ci sono le auto usate certificate. Ma cosa significa “auto usata certificata”? Per capirlo meglio scopriamo da vicino il servizio Ford Approved.

AUTO USATE, LA CERTIFICAZIONE INIZIA DALLA SELEZIONE

Le auto usate certificate, a differenza delle auto usate che hanno una garanzia legale di 2 anni (riducibile a 1, previo consenso tra le parti), sono veicoli con un pedigree noto alla rete ufficiale dei Costruttori. Sono solitamente auto già nelle disponibilità dei Concessionari o che le concessionarie ritirano da permute di clienti/società noti. Ford, ad esempio, certifica solo auto usate della stessa marca che hanno non più di 5 anni. Nessun modello è escluso dalla certificazione Ford Approved, infatti sulla pagina Ford.it si può cercare qualsiasi auto Ford tra circa 2500 veicoli in vendita.

I CONTROLLI DA SUPERARE PER LE AUTO USATE CERTIFICATE

Poi ciò che cambia tra un’auto usata garantita, che si può comprare quasi ovunque presso rivenditori specializzati, e un’auto usata certificata è nei controlli. Prendendo nuovamente Ford come esempio, le auto usate “in ingresso”, vengono controllate in 75 aree diverse, dalla meccanica alla carrozzeria, per assicurarsi che la qualità dell’auto sia all’altezza per poter essere certificata. Inoltre, ogni auto viene collegata ai sistemi diagnostici Ford da cui viene estrapolata tutta la sua storia, dalla manutenzione ordinaria al controllo dei dati originari. Infine le auto certificate con l’usato Ford Approved passano in vetrina solo dopo gli aggiornamenti software, se necessari, alle ultime versioni disponibili.

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10 errori da non fare con l’importazione auto dall’estero

di Gabriele Amodeo

Ciò che spinge molti italiani ad acquistare un’auto d’importazione è solitamente la convenienza economica sia per quanto riguarda le auto nuove che quelle del mercato di seconda mano. Nel nostro Paese operano importatori professionali e concessionari specializzati, i quali provvedono a tutte le pratiche necessarie per l’immatricolazione. Qualora si decidesse di acquistare e importare un’auto dall’estero in autonomia è fondamentale conoscere le normative e seguirle scrupolosamente, pena la vanificazione dei vantaggi economici o successivi problemi legati a garanzia e assistenza (Leggi la guida all’importazione di un’auto). Scopriamo quali sono i 10 errori da evitare con l’importazione auto dall’estero.

1.ACQUISTO AUTO ESTERA, NON FARSI PRENDERE LA MANO

Grazie ad internet e ai tanti portali specializzati nella vendita di auto basta un click per visionare proposte provenienti da ogni angolo del mondo. Trovare sul monitor l’auto dei sogni è altamente probabile e un prezzo basso può far fremere le dita e la carta di credito. Ovviamente data la particolarità dell’acquisto è fortemente sconsigliato procedere d’istinto, bisogna iniziare un percorso ben definito e iniziare una serie di verifiche e adempimenti indispensabili. Bisogna inoltre tener presente che le procedure differiscono in base alla provenienza della vettura, se da un Paese UE o al di fuori dell’Unione (Leggi i consigli per l’acquisto di un’auto in Germania).

2. IMPORTAZIONE AUTO ESTERA NUOVA E USATA, DIFFERENZE

Il fondamentale distinguo da fare e comprendere è quello relativamente alla condizione dell’auto, se si tratta di un veicolo nuovo o usato. Riguardo alle compravendite nell’ambito della UE, è considerata nuova non soltanto una vettura mai immatricolata, ma rientra nella categoria anche l’auto che ha percorso meno di 6.000 chilometri ed è stata ceduta entro sei mesi dalla prima immatricolazione. Per usato si intende invece il veicolo che è stato già immatricolato da almeno sei mesi e che ha percorso oltre 6.000 chilometri. Il distinguo è importante perché varia la documentazione da presentare all’atto della richiesta di immatricolazione in Italia.

3.OCCHIO AGLI ALLESTIMENTI PRIMA DI ACQUISTARE UN’AUTO ALL’ESTERO

Le Case costruttrici adeguano le proprie vetture in base alle peculiarità e normative dei Paesi nei quali vengono commercializzate. Non è raro che a parità di marca e modello un’automobile presenti allestimenti e dotazioni differenti rispetto alle versioni commercializzate in Italia. Al di là delle dotazioni di accessori è opportuno verificare se per l’immatricolazione definitiva non siano necessari adeguamenti tecnici o di sicurezza, questo si verifica per esempio con le automobili importante dagli Stati Uniti.

4.IVA E IMPORTAZIONE AUTO ESTERA, DOVE SI PAGA

Se si acquista un’auto nuova da un Paese UE l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) deve essere corrisposta nella nazione di destinazione. La fattura emessa dal venditore non dovrà quindi includere il corrispettivo IVA e bisogna ovviamente prevedere e provvedere all’esborso nel proprio Paese. L’IVA va pagata entro 10 giorni dal perfezionamento dell’acquisto. Per le auto usate invece l’IVA è inclusa nel prezzo di vendita e nessun adempimento in merito è previsto una volta immatricolata l’auto nel Paese di destinazione; in questo caso è bene valutare se il prezzo proposto è al netto dell’IVA, in alcune nazioni UE questa è particolarmente alta, come Danimarca 25% o Ungheria 27% (Leggi IVA quando pagarla per le auto importate).

5.IL CONTRATTO DI VENDITA AUTO ALL’ESTERO

Una volta definito l’esemplare di auto da importare, il primo passo da compiere è quello di sottoscrivere con il venditore un contratto di compravendita. Sul documento vanno riportati gli estremi della vettura, la sua condizione se nuova o usata, il prezzo, l’allestimento e la data di consegna. Qualora la copia del contratto dovesse giungere in lingua straniera è sempre consigliato farla tradurre, specie per la terminologia tecnica ed accertarsi di non firmare un documento con eventuali clausole vessatorie.

6.I DOCUMENTI DELL’AUTO DA IMPORTARE

Ogni auto acquistata all’estero per potere essere immatricolata in Italia deve essere corredata da una specifica documentazione. La mancanza o la difformità nella documentazione può tradursi in esborsi non previsti o peggio nell’impossibilità di immatricolare la vettura. Per le auto nuove sono necessari l’atto di vendita con firma del venditore autenticata e bollo, la dichiarazione di conformità (Certificato di conformità europeo) e la fattura di vendita che attesti la proprietà del mezzo. Per le auto usate è ovviamente richiesta la carta di circolazione estera. Qui trovi tutti i documenti necessari all’importazione dell’auto.

7.ACQUISTARE UN’AUTO ALL’ESTERO: COME PAGARE

Riguardo il pagamento dell’auto, specie se la trattativa è condotta online, bisogna essere quanto mai guardinghi. Non sono rare truffe nelle quali i venditori si dileguano dopo avere ricevuto un acconto e peggio ancora sono avvenute truffe con automobili rubate e documentazioni false, le quali finiscono per essere sequestrate dalle autorità in via pressoché definitiva. Il suggerimento è quello di procedere al pagamento una volta verificata la regolarità del mezzo, la correttezza e la completezza della documentazione.

8. IL TRASPORTO DELL’AUTO COMPRATA ALL’ESTERO

Una spesa di cui tener conto è quella relativa al trasporto dell’auto dal Paese estero, non è un costo incluso nel prezzo d’acquisto e toccherà all’acquirente dover provvedere. La vettura può essere affidata ad una ditta di spedizioni internazionali e probabilmente sarà la modalità più costosa; si può in alternativa trainare con un mezzo idoneo e regolarmente assicurato oppure può essere guidata nel viaggio di ritorno, a patto che venga apposta una targa provvisoria e una copertura assicurativa temporanea.

9.L’IMMATRICOLAZIONE DOPO AVER IMPORTATO L’AUTO DALL’ESTERO

La vettura importata deve essere immatricolata entro 30 giorni ed entro ulteriori 60 giorni essere iscritta al PRA. La via più breve è quella di rivolgersi allo Sportello Telematico dell’Automobilista presso le unità territoriali ACI, Motorizzazione, delegazioni ACI e studi di consulenza abilitati. La normativa italiana prevede inoltre la presentazione di apposita modulistica recuperabile anche online (qui la specifica dei moduli).

10.LA GARANZIA SU UN’AUTO COMPRATA ALL’ESTERO

Nel perfezionamento dell’acquisto di un’auto nuova all’estero è opportuno verificare con il venditore se gli interventi in garanzia possono essere effettuati anche in Italia presso la rete del marchio. In caso positivo è bene farlo specificare nell’atto di vendita. Per le auto usate in linea generale valgono le regole comunitarie (per auto acquistate nella UE) ma il venditore potrebbe esigere di effettuare gli interventi presso la propria officina e senza farsi carico delle spese di trasporto (leggi qui i consigli sulla garanzia estera dell’auto usata). Nella vendita tra privati con molta probabilità non si godrà di nessuna garanzia salvo, ma va verificata, la validità di una eventuale garanzia ufficiale residua. Approfondisci qui l’Importazione auto nuova e usata con tanti utili consigli.

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Ieri — 18 Febbraio 2020RSS feeds

10 errori da non fare con l’acquisto auto nuova

di Redazione

L’acquisto di un’auto nuova è sempre un momento importante e, perché no, emozionante. I giri per i concessionari, la scelta di allestimenti e accessori per configurare la “propria” auto entusiasmano un po’ tutti. Ma essere avventati in un acquisto del genere può avere ripercussioni importanti negli anni a venire, quindi è opportuno essere oculati e il più possibile lucidi (Leggi la guida acquisto auto 7 posti). Vediamo quali sono i 10 errori da non fare quando si acquista un’auto nuova.

1.QUALE BUDGET PER L’ACQUISTO DELL’AUTO NUOVA?

Uno dei primi aspetti da valutare nell’acquisto di un’auto nuova è ovviamente il budget. Magari potessimo acquistare tutti l’auto dei nostri sogni, ma sappiamo bene che la realtà è un’altra. Stabiliamo quindi un budget che possiamo permetterci e valutiamo i modelli di nostro interesse nella fascia di prezzo relativa. Bisogna tenere presente che i prezzi di listino base possono lievitare con allestimenti particolari e accessori particolari.

2.COSTI DI BOLLO E ASSICURAZIONE CON L’AUTO NUOVA

Spesso accecati dall’offerta allettante o trovandosi di fronte ad una vettura che ci fa letteralmente sbavare si conclude frettolosamente l’acquisto, si firmano le pratiche e si diviene felici proprietari di una fiammante quattro ruote. Ma in quanti hanno provato frustrazione dovendo fare i conti per adeguare la polizza assicurativa, o per sottoscriverne una nuova, e scoprire che tra RCA e incendio e furto dovranno pagare una fortuna? Bisogna inoltre verificare i costi del bollo auto per il modello scelto per non avere sorprese e rimanere con il portafoglio a secco.

3.IL FINANZIAMENTO DELL’AUTO NUOVA

Sempre più raramente si compra un’auto senza l’apertura di un finanziamento. In fase di preventivo è opportuno valutare i tassi di interesse e se li riteniamo eccessivi proviamo a chiedere un’alternativa al venditore. Riguardo la rata mensile del rimborso è fondamentale considerare la sostenibilità del pagamento rispetto alle entrate, solitamente è bene non sforare il 20% dei propri introiti e pensare a quelle scadenze che coincidono con la rata dell’assicurazione o con il pagamento del bollo auto.

4.ESIGENZE REALI E ACQUISTO DELL’AUTO NUOVA

Le automobili seguono le mode, soprattutto per quanto riguarda la tipologia; al giorno d’oggi il mercato è trainato dai modelli Suv e Suv Inspired, ma realmente abbiamo bisogno di un Panzer su quattro ruote? La scelta non deve essere mai forzata, specie se per avere il modello alla moda dobbiamo sobbarcarci una spesa aggiuntiva. Valutiamo bene quali sono le nostre reali esigenze di mobilità, con quante persone e bagagli viaggiamo prevalentemente (Leggi i controlli da fare prima delle vacanze), la capacità di carico e gli ingombri dell’auto rispetto ad un eventuale box o posto auto condominiale.

5.LA MOTORIZZAZIONE GIUSTA DELL’AUTO NUOVA

Tra le scelte da effettuare nelle fasi di acquisto di una nuova automobile quella relativa alla motorizzazione è cruciale. Negli ultimi anni le auto a gasolio hanno spopolato, ma sono state acquistate anche da chi percorre un chilometraggio annuo irrisorio, senza magari tenere conto dei costi di manutenzione. Nella scelta bisogna quindi tener presente quanta strada realmente facciamo, così come bisogna ben comprendere i costi d’esercizio dell’auto che stiamo valutando.

6.L’AUTO NUOVA A GAS

Chi è alla ricerca di un’automobile dai bassi costi d’esercizio può essere interessato ai modelli che offrono la cosiddetta alimentazione bi-fuel, benzina-GPL o benzina-metano. Il basso costo d’acquisto del carburante si traduce in costi di gestione più bassi, pur richiedendo qualche intervento di manutenzione specifico. Un aspetto da valutare è la disponibilità nella zona di residenza di impianti di rifornimento, in alcune zone d’Italia questi, specie quelli del metano, sono rarefatti.

7.QUALE POTENZA PER L’AUTO NUOVA

Le auto moderne offrono, a fronte di cilindrate sempre più compatte, potenze piuttosto elevate, ma soprattutto le citycar vengono proposte con livelli di potenza piuttosto bassi. Nello sceglierle bisogna essere consapevoli delle reali prestazioni offerte e valutare, specie se si è abituati a tenere il climatizzatore spesso acceso, se i cavalli della vettura sono sufficienti alle nostre esigenze. Il consiglio è quindi quello di provare su strada un modello con la motorizzazione di nostro interesse.

8.GLI ACCESSORI GIUSTI SULL’AUTO NUOVA

I fronzoli in auto, così come i gadget elettronici all’ultima moda piacciono un po’ a tutti, ma occhio ai costi. Prima di passare al setaccio la lista di accessori di serie per il comfort, l’estetica e l’infotainment è buona norma sapere prima dell’acquisto quanto è sicura l’auto che vi interessa; ormai anche i crash test sono una valutazione sempre più frequente: scopri qui tutti i più recenti crash test con schede e video dettagliati per marca e modello. Le automobili oggi sul mercato, salvo alcuni casi, vengono offerte con dotazioni di serie piuttosto complete, offrendo accessori che poco più di un decennio fa erano rigorosamente a pagamento. La tentazione di avere interni in pelle, fari xeno, display touchscreen e impianti audio potenti è comunque forte, ma il prezzo di listino può lievitare e anche tanto, rischiando di farci sforare il budget previsto e, peggio ancora, facendoci indebitare più del dovuto.

9.AUTO NUOVA O IN PRONTA CONSEGNA?

Spesso si immagina di poter comporre la propria auto con tutti i dettagli che desideriamo, dall’allestimento degli interni, alla tinta o al disegno dei cerchi in lega. Questo però può comportare lungaggini nella consegna e probabilmente uno sconto ridotto o nullo da parte del venditore. È sempre bene chiedere cosa la concessionaria può offrire in pronta consegna e cercare di spuntare qualcosa in più come sconto. Non sono da sottovalutare inoltre le KM0, con le quali risparmiare sensibilmente rispetto al nuovo da immatricolare.

10.VALORE FUTURO E RIVENDIBILITA’ DELL’AUTO NON PIU’ NUOVA

Se la frequenza con la quale cambiamo l’automobile è decennale possiamo praticamente acquistare qualsiasi marchio e modello. Se invece la frequenza è ridotta è opportuno valutare nella scelta della nuova auto quale rivendibilità avrà in futuro e sarà facile rivenderla.

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Estinzione anticipata finanziamento auto: come fare

di Raffaele Dambra

Estinzione anticipata finanziamento auto

Ricorrere a un finanziamento per comprare una vettura è un’eventualità niente affatto remota, visti i costi generalmente elevati. Per l’ottenimento del prestito si può agire in autonomia, chiedendo la cifra necessaria in banca o presso una finanziaria; oppure si può sbrigare la pratica direttamente in concessionaria, aderendo a uno dei tanti prestiti finalizzati all’acquisto di un’auto che le stesse case automobilistiche sono solite proporre a condizioni spesso favorevoli. In questa sede non staremo a spiegarvi come funziona un prestito, supponendo che tutti conosciate più o meno il meccanismo. Ma come fare a richiedere l’estinzione anticipata di un finanziamento auto.

ESTINZIONE ANTICIPATA FINANZIAMENTO AUTO: CHE COS’È

Può infatti accadere che l’acquirente dell’auto abbia la possibilità di saldare il proprio debito in anticipo, prima della scadenza naturale del piano di rimborso del prestito, coprendo la somma residua in un’unica tranche. In effetti non è così raro che il debitore disponga improvvisamente della liquidità necessaria. Perché magari ha ricevuto un’eredità, oppure grazie a una vincita, o più semplicemente perché ha risparmiato tanto mettendo pazientemente da parte un piccolo tesoretto. I soldi potrebbero persino provenire da un altro prestito più conveniente. Insomma, le possibilità sono tante. Ma la domanda è una sola: l’estinzione anticipata di un finanziamento auto è permessa? La risposta è affermativa e riguarda generalmente tutti i prestiti. Le condizioni per il recesso possono però differire e non di poco, dipende da ciò che c’è scritto nel contratto (che va quindi letto con molta attenzione PRIMA d firmare).

COME FUNZIONA L’ESTINZIONE ANTICIPATA DI UN PRESTITO AUTO

Di solito (ma non è una regola fissa, anche se largamente maggioritaria) per estinguere in anticipo un finanziamento auto viene richiesta una sorta di penale o indennizzo per ‘risarcire’ la banca/finanziaria del mancato incasso degli interessi che sarebbero maturati fino alla scadenza naturale del prestito. Con la cessazione anticipata non si è tenuti, infatti, al pagamento degli interessi residui, così gli enti eroganti si tutelano applicando una penale. In ogni caso l’importo dell’indennizzo non è arbitrario ma si basa sulle direttive contenute nella riforma del Credito di Consumo del 2013. Secondo cui l’estinzione anticipata non può superare l’1% del debito rimanente se il termine del prestito è fissato dopo oltre un anno. E lo 0,5% se invece è inferiore a un anno.

ESTINZIONE ANTICIPATA FINANZIAMENTO AUTO: QUANDO CONVIENE?

Alla luce di questo bisogna capire quando conviene richiedere l’estinzione anticipata del finanziamento auto e quando no. Premesso che un prestito può essere estinto in ogni momento, il fattore temporale conta parecchio. Perché terminare il prestito nella fase iniziale del piano di rientro o farlo nella parte terminale non è detto che sia la stessa cosa. Le banche e le società finanziarie italiane applicano spesso il piano di ammortamento ‘alla francese’ con rate fisse, secondo cui si pagano prima gli interessi e poi si comincia a rendere il capitale ottenuto in prestito. Quindi le prime rate sono composte da una quota maggiore di interessi e da una minima di capitale. Poi gradualmente la prima scende e quella relativa al capitale sale. Ciò significa che qualora si abbia la possibilità bisognerebbe estinguere il debito nella parte iniziale del finanziamento, quando il risparmio sugli interessi dovuti alla banca può essere davvero consistente. Viceversa se si estingue il prestito nella fase terminale del piano di rimborso, quando la quota interessi è ormai minima, c’è il rischio di pagare una somma residua molto alta (in quanto composta quasi unicamente dalla quota capitale). E che l’importo della penale risulti addirittura superiore al risparmio sugli interessi residui. È opportuno quindi tenere sempre sotto controllo l’avanzare del piano di ammortamento in modo da sapere con esattezza, in ogni momento, a quanto ammonta il prestito restituito nonché gli interessi già devoluti, e quelli che invece matureranno nel corso del tempo. Così da potersi fare tutti i calcoli opportuni.

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