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Ecco le cover con batteria per iPhone XS, XS Max e XR che Apple si appresta a commercializzare

di Lorenzo Spada
Smart Battery Case per iPhone XS, XS Max e XR

Con la precedente generazione di iPhone, Apple ha commercializzato alcune cover particolari dotate di batteria interna e in grado di ricaricare quella interna. Lo scopo era quello di aumentare l’autonomia degli iPhone ma, seppur buoni prodotti, in molti li hanno ritenuti “troppo brutti“. I colleghi di 9to5Mac hanno ottenuto delle immagini che mostrano le nuove Smart […]

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Cover subacquee per iPhone XS e XS Max

di Dionisio Ciccarese
Se si ha un dispositivo del calibro di iPhone XS o iPhone XS Max tra le mani, per proteggerlo al meglio da intemperie o per sfruttarlo al massimo in tutto e per tutto potrebbe risultare leggi di più...

-20% sulle pellicole di vetro per iPhone X/XS con questo codice sconto!

di Manuel Baldassarre
Non è la prima offerta che vi segnaliamo da questo venditore Amazon abbastanza noto – AndryLite – che stavolta ci ha fornito un codice sconto davvero molto interessante che potrebbe aiutarvi a monitorare in maniera smart leggi di più...

Apple iOS 12.1.1 per iPhone e iPad insieme ad aggiornamenti per TV, HomePod e MacOS

di Valerio Porcu

Apple ha pubblicato l’aggiornamento ad iOS 12.1.1 per iPhone e iPad, insieme a tvOS (12.1.1), MacOS Mojave (10.14.2) e HomePod (12.1.1). Tutti i sistemi ricevono correzioni e miglioramenti. Tra i più notevoli c’è sicuramente quello che riguarda FaceTime, i cui utenti godranno di un’interfaccia migliorata con un sistema più comodo per passare dalla videocamera frontale a quella posteriore.

Per chi usa un iPhone XR l’aggiornamento porta invece una nuova funzione relativa al display: con HapticTouch si potranno espandere le notifiche con una pressione prolungata. È stato anche rivisto il design dell’icona Apple Watch.

Per l’iPhone entry level di Apple è un miglioramento importante, visto che questo smartphone non è dotato della funzione 3D Touch riservata ai modelli superiori. In verità non c’è una grande differenza rispetto all’implementazione Haptic Touch, che a sua volta è del tutto simile a quanto si vede sugli smartphone Android. Alcune funzioni specifiche, comunque, probabilmente non arriveranno mai sull’iPhone XR.

Per gli utenti MacOS l’aggiornamento include alcune piccole correzioni, oltre che l’inserimento di RTT (Real-Time Text) per le chiamate via Wi-Fi, un nuovo meno nell’applicazione Notizie e la risoluzione di un problema di compatibilità tra iTunes e altoparlanti AirPlay di terze parti.

L’aggiornamento di HomePod è pensato soprattutto per il mercato cinese, dove Apple sta per mettere in vendita il dispositivo.

L’Apple Homepod è uno smart speaker con Siri che costa circa 340 euro. Oppure si può prendere un Amazon Echo Dot a 60 euro; non è la stessa cosa ma costa molto meno.

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Prezzi e disponibilità di iPhone XS, XS Max e XR con Iliad

di Lorenzo Spada

Confermando ciò che vi abbiamo comunicato qualche giorno fa, da Iliad sono adesso disponibili all’acquisto i nuovi iPhone XS, XS Max e XR, così come anche iPhone 8. Si tratta di un’ottima cosa per coloro sono clienti e vogliono rinnovare il proprio smartphone acquistando uno dei top di gamma di Apple. A differenza di quanto avviene […]

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Sbloccare un iPhone protetto si può? Forse, ma costa 3.900 dollari

di Valerio Porcu

DriveSavers è una nuova azienda che promette di sbloccare qualsiasi dispositivo, compresi gli iPhone – il che è notevole visto che gli smartphone di Apple sono notoriamente resistenti, tanto da aver costretto persino l’FBI a investire cifre sostanziose alla ricerca di un fornitore che potesse risolvere il problema.

L’altro dettaglio notevole è che DriveSavers si rivolge al consumatore privato, a differenza di società specializzate in sicurezza che, in genere, offrono i propri servizi alle autorità dei vari paesi. O diversamente dagli indipendenti, che a volte scovano una falla e la vendono a compratori generosi ma non del tutto onesti – spesso veri e propri criminali.

Con DriveSavers invece abbiamo quello che sembra un normale servizio di data recovery (ce ne sono diversi anche in Italia, ma non loro), a cui ci si può rivolgere anche con un iPhone bloccato. Basterà spedirglielo, pagare 3.900 dollari e aspettare di vederlo tornare sbloccato.

Altre aziende offrono un servizio simile alle Forze dell’Ordine. DriveSavers è la prima a offrire un servizio di Passcode Lockoud Data Recovery ai consumatori. Il servizio DriveSavers non è disponibile per le Forze dell’Ordine e richiede una prova di proprietà prima di sbloccare il dispositivo

DriveSavers mette le mani avanti sul delicato tema privacy. Non si può spedire un iPhone e basta: bisogna allegare documentazione che dimostri la proprietà del dispositivo, e nel caso di un parente deceduto (ci sono stati purtroppo molti casi reali) chiedono anche il certificato di morte. Insomma, ci tengono parecchio a non rendersi complici di un abuso.

Di contro, invece, il loro servizio “non è disponibile” per le forze dell’ordine, dice il loro comunicato stampa. Significa che un poliziotto non può andare da loro e farsi sbloccare un telefono su due piedi. Ma con un ordine giudiziario le cose starebbero probabilmente in un altro modo.

DriverSavers, comprensibilmente, non rivela nulla di tecnico sul loro modo di lavorare. Ho chiesto a un’importante società specializzata in recupero dati, lo stesso settore di DriveSavers, e mi hanno spiegato che con un iPhone il codice di sblocco è necessario anche solo per iniziare a lavorare.

Forse DriveSaver ha trovato una vulnerabilità che non ha svelato ad Apple, o forse si sono inventati qualcos’altro. Qualsiasi cosa sia, un segreto del genere non può durare molto: scommetto che non passerà molto prima che qualcuno invii il suo iPhone solo per vedere se riescono veramente a sbloccarlo. Ed è quasi certo che più di un investigatore si sia già messo in agenda una visita a Novato in California.

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Fortnite vola a 60 FPS, ma solo sugli iPhone XS, XS Max e XR

di Alessandro Crea

Fortnite, uno dei giochi del momento, potrà finalmente essere giocato con un frame rate di 60 FPS anche su mobile. Epic Games, lo sviluppatore del popolare gioco, ha infatti implementato l’opzione per eliminare il lock a 30 FPS. Purtroppo però al momento questa opzione è disponibile solo sugli iPhone XS, XS Max e XR.

I nuovissimi iPhone, dotati di SoC proprietario A12 Bionic, sono sicuramente smartphone molto performanti, spesso in testa nei benchmark più popolari, ma la potenza che sono capaci di sviluppare non è una giustificazione ai 60 frame ottenibili con Fortnite.

Anche nel mondo Android infatti ci sono smartphone molto potenti, anzi ultimamente stanno anche emergendo dispositivi esplicitamente indirizzati al gaming, come il Razer Phone 2, lo Xiaomi Black Shark o l’ASUS ROG Phone. Il problema è che molti titoli sono bloccati via software e non supereranno quindi i 30 FPS a prescindere dall’hardware a disposizione.

Per i giocatori online però un framerate più elevato rappresenta un vantaggio sostanziale, non fosse altro perché consente ai movimenti in game di rispecchiare più accuratamente in tempo reale gli input ricevuti. Niente paura però, perché prima o poi le ottimizzazioni arriveranno anche nel mondo Android, l’ha dichiarato la stessa Epic Games in un’intervista ai colleghi di The Verge. Nel frattempo, giocando a Fortnite, sperate di non incontrare avversari dotati di uno dei nuovi iPhone.

Vi interessa l’iPhone XS? Su Amazon si trova con un prezzo di oltre 200 euro inferiore a quello di listino.

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iPhone XS, XS Max e XR non vendono abbastanza ed Apple taglia la produzione

di Lorenzo Spada
iPhone XR

Nel momento in cui sono stati presentati i nuovi iPhone XS, XS Max e XR, in molti si aspettavano che mentre i primi due con display OLED avrebbero venduto in linea con quanto fatto dall’iPhone X l’anno precedente, il vero modello che avrebbe portato in alto il numero delle vendite per Apple sarebbe stato iPhone XR. […]

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Leef iBridge Air aumenta la memoria di iPhone e Android

di Valerio Porcu

Leef iBridge Air è un’espansione di memoria per smartphone, che offre da 32 a 512 gigabyte aggiuntivi anche a chi ha già installato una scheda microSD o chi non può farlo. Compatibile con iOS e Android, infatti, questo “archivio tascabile” permette il trasferimento di file senza fili.

Ci si può tenere la collezione fotografica, una raccolta di brani musicali oppure un bel po’ di file video. Tutti dati che potrebbe essere difficile portarsi sul telefono; o magari vi interessa potervi accedere da più di un dispositivo, compreso il notebook, oltre che lo smartphone.

Tramite l’applicazione, poi, sarà possibile riprodurre o trasferire i file – le opzioni effettive cambiano da iOS e Android, per via delle diverse politiche dei due sistemi operativi. Sarà anche possibile condividere con altri alcuni dati, per esempio una cartella di fotografie, usando la funzione di hot-spot Wi-Fi. L’app offre anche alcune funzioni di backup automatico per contatti, foto, filmati e altri – eventualmente può anche cancellare le foto già salvate dallo smartphone (o tablet) per liberare spazio.

Funziona quindi in modo simile ai servizi cloud, ma senza l’inconveniente di dover mettere i propri file sul computer di qualcun altro. E allo stesso tempo non si rinuncia alla massima mobilità, visto che parliamo di un oggettino che pesa meno di 50 grammi.

Comodo, forse comodissimo, ma la comodità naturalmente ha un prezzo. Nel caso specifico, si parte da 69 euro per la versione da 32 GB e si arriva a 500 euro circa per la versione da 512 GB. In alternativa potete prendere in considerazione la Sandisk Connect. Quest’ultima oggi è in offerta e con 77 euro potete prendere la versione da 200 GB; il prodotto Sandisk crea un piccolo server multimediale e permette di riprodurre video in streaming.

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iPhone XS, iPhone XS Max e iPhone XR stanno per arrivare anche da Iliad

di Lorenzo Spada
iPhone Xs Max

Cercando di allinearsi con quanto fatto dagli altri operatori telefonici concorrenti presenti nel nostro Paese, Iliad si appresta a mettere a disposizione dei propri clienti una serie di offerte legate all’acquisto dei nuovi iPhone XS, iPhone XS Max e iPhone XR. Al momento le informazioni sui costi e sulle modalità di acquisto sono nulle, visto che […]

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Apple, iPhone X tornerà in produzione?

di Lucia Massaro

Apple avrebbe ripreso la produzione di iPhone X che era stato rimosso dal catalogo dopo la presentazione della nuova linea 2018. Secondo un report del Wall Street Journal, il calo della domanda – in particolar modo di iPhone XS e XR – avrebbe costretto il gigante di Cupertino a correre ai ripari.

Secondo quanto affermato dalla fonte, la decisione di riprendere il modello dello scorso anno non sarebbe collegata solamente alla domanda più bassa del previsto ma sarebbe dovuta presumibilmente agli accordi con Samsung per l’acquisto di una certa quantità di schermi OLED. Se gli smartphone con display OLED – cioè XS e XS MAX – non vengono venduti, Apple non è in grado di soddisfare i termini dell’accordo.

Con la reintroduzione di iPhone X, le vendite potrebbero registrare un aumento grazie al naturale taglio di prezzo dovuto alla presenza di modelli più recenti. Inoltre, iPhone XR – il più economico – sembra davvero poco richiesto in quanto gli utenti preferiscono acquistare un iPhone 8 che continua a essere disponibile a un prezzo inferiore. In Giappone, per esempio, l’azienda avrebbe deciso di tagliare i prezzi di iPhone XR che è stato oscurato dalle vendite di iPhone 8.

Il nuovo ciclo di produzione potrebbe partire a breve e non ci resta che aspettare notizie ufficiali per capire dove, come e quando l’iPhone X sarà nuovamente commercializzato. Probabilmente, i primi mercati saranno quelli che registrano una domanda più bassa o dove comunque le vendite vanno a rilento.

iPad Pro 2018 da 11 pollici è disponibile a 899 nella versione da 64 Gigabyte di memoria solo Wi-Fi sul sito ufficiale. Lo trovate a questo link.

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Le lenti Olloclip ora compatibili con iPhone XS, XS Max e iPhone XR

di Lorenzo Spada
iPhone XS, XS Max e iPhone XR Olloclip

Nonostante le fotocamere dei nuovi iPhone XS e iPhone XS Max siano eccellenti dal punto di vista qualitativo, così come la singola fotocamera di iPhone XR, non sono adatte a tutte le situazioni. Fortunatamente, grazie al rilascio della nuova clip Connect X, Olloclip ha reso compatibili la maggior parte dei propri obiettivi per i nuovi […]

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iPhone XS, XS Max e XR: i prezzi caleranno più velocemente rispetto al passato?

di Saverio Alloggio

Gli iPhone hanno da sempre avuto la tendenza a svalutarsi meno e più lentamente nel tempo rispetto agli smartphone Android. È un argomento su cui si è discusso in lungo e in largo, ma che oggi torna d’attualità in quanto i nuovi XS, XS Max e XR sembra stiano invertendo questo andamento. I dati emergono dall’ultimo report realizzato da Idealo, portale specializzato nel confronto dei prezzi e delle opinioni sui dispositivi da acquistare online.

Il report fa ovviamente riferimento ai prezzi dei vari e-commerce affiliati a Idealo: si va dai grandi nomi come Amazon, E-Bay, E-Price, Unieuro, Monclick, Euronics, fino ai negozi online più piccoli. Si tratta comunque di store selezionati, che devono ovviamente rispettare determinati parametri per poter essere inclusi nella partnership. I dati dunque non vengono inficiati da ribassi fuori mercato o innalzamenti al di sopra delle cifre richieste di listino dai produttori.

Al fine di ottenere un’analisi il più precisa possibile, è stato preso in considerazione l’andamento dei prezzi degli iPhone commercializzati nel corso degli ultimi quattro anni. Le variazioni di prezzo sono state rilevate mese per mese, fino ad arrivare ad un anno post lancio. In base al trend osservato, è stato possibile realizzare delle previsioni plausibili per quanto riguarda i modelli 2018.

iPhone Xs Max - Display all'aperto

Particolarmente interessante si dimostra la situazione a tre mesi dal lancio. Aspettando solo 90 giorni sembra sarà possibile entrare in possesso di uno dei nuovi modelli risparmiando circa l’11% sul prezzo di lancio. Come si può facilmente notare dal grafico, il prezzo dei nuovi modelli sembra stia scendendo molto più velocemente rispetto al passato. Solamente iPhone XR 128 GB e iPhone XS Max 64 GB stanno seguendo il trend “storico”, mentre gli altri hanno registrato dei ribassi molto più consistenti.

In generale, in base ai dati raccolti in passato, sei mesi dopo la commercializzazione sembra essere il momento migliore per procedere all’acquisto. Anche per quanto riguarda iPhone XS, XS Max e XR, il perfetto rapporto tra risparmio e competitività si colloca alla soglia del sesto mese post lancio. A questo punto gli smartphone sono ancora altamente efficienti e in linea con le ultime novità tecnologiche, mentre il loro costo dovrebbe calare di ben il 21%, ma forse ancora di più se continuerà allo stesso modo il trend delle prime settimane.

Facendo riferimento ai prezzi e in base all’andamento delle passate generazioni, ci si aspettava che le versioni base da 64 Gigabyte di XS, XS Max e XR si collocassero rispettivamente, a questo punto della commercializzazione, a 1.105,77 euro, 1.198,77 euro e 826,77 euro. Oggi è invece già possibile acquistarli a prezzi medi che oscillano attorno ai 989 euro, 1.163 euro e 779 euro, una tendenza al ribasso che ovviamente si riflette anche sulle varianti con maggiore quantitativo di memoria.

Da cosa può dipendere questa svalutazione più veloce rispetto al passato? Potrebbe essere legata a vendite inferiori rispetto alle attese. Idealo ha contato il numero di intenzioni di acquisto per i modelli XS, XS Max e XR presenti nella Top100 smartphone a ottobre e novembre 2018 (sino al 13). Il risultato è stato diviso per tre, così da considerare un unico modello medio da poter confrontare con iPhone X.

È stato dunque contato il numero di intenzioni di acquisto per i modelli X presenti nella Top100 smartphone a ottobre e novembre 2017 (sino al 13 per avere lo stesso periodo del 2018). A novembre, il rapporto tra X e medio (XS, XS Max, XR) è stato 3,97% di tutti gli smartphone contro il 2,15% di tutti gli smartphone. Questo vuol dire che dopo un mese e mezzo/due mesi, iPhone X è riuscito a coprire una quota di mercato maggiore (circa 1,8 volte in più).

Si tratta ovviamente di dati che non possono essere considerati come ufficiali e assoluti per tutto il mercato italiano. Il fatto però che i nuovi iPhone possano generare un volume di vendita inferiore rispetto al passato è stato già ipotizzato da alcuni analisti. È di oggi l’approfondimento del Wall Street Journal secondo il quale Apple avrebbe ridotto gli ordini di componenti per la produzione di XS, XS Max e XR.

Del resto il netto aumento di prezzi per le ultime generazioni dei propri dispositivi (MacBook Pro, Air, iPhone, iPad Pro, Mac Mini, iMac ) dimostra come la strategia Apple sia quella di aumentare il margine su ogni singolo prodotto, magari per controbilanciare proprio una diminuzione nei volumi di vendita. Una tendenza che potrà maggiormente essere chiarita con i dati di vendita dei prossimi mesi.

iPad Pro 2018 da 11 pollici è disponibile a 899 nella versione da 64 Gigabyte di memoria solo Wi-Fi sul sito ufficiale. Lo trovate a questo link.

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Ecco gli sfondi di iPhone XR, iPhone XS e iPhone XS Max

di Giuseppe Brandi
Anche quest’anno Apple non ha deluso le aspettative presentando iPhone XR, iPhone XS e iPhone XS Max. A bordo degli smartphone di casa Cupertino troviamo il sistema operativo iOS 12 e tanti sfondi personalizzati in base al leggi di più...

Migliori offerte iPhone XS Max: i prezzi più bassi del momento

di Giuseppe Brandi
Siete alla ricerca di un iPhone XS Max ma volete spendere il meno possibile? Nessun problema: in questa guida troverete un elenco dei prezzi in rete di iPhone XS Max, a partire dal più conveniente. leggi di più...

iPhone XS vs iPhone XR: uguali e diversi

di Andrea Rossi
Quest’anno Apple, al suo classico evento di settembre, ha presentato degli smartphone molto simili tra di loro dal punto di vista progettuale ma con importanti differenze tecniche. I due modelli più antitetici sono senza dubbio leggi di più...

Migliori offerte iPhone XS: i prezzi più bassi del momento

di Gaetano Abatemarco
Se volete comprare un iPhone XS e siete alla ricerca dell’offerta giusta allora sarete felici di sapere che in questo articolo troverete l’elenco completo e sempre aggiornato sui prezzi in rete di iPhone XS. Di seguito vi leggi di più...

XSStrike: XSS Detection open source

di Claudio Davide Ferrara
XSStrike è una raccolta di strumenti per la difesa dei dati da attacchi basati sul cross-site scripting. Leggi XSStrike: XSS Detection open source

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Prodotti Apple su Amazon, un accordo contro i rivenditori non autorizzati

di Valerio Porcu

Amazon ed Apple hanno siglato un accordo grazie al quale sul sito di e-commerce saranno disponibili un maggior numero di prodotti della mela morsicata, a prezzi standard. L’accordo riguarda anche la filiale italiana di Amazon. Si prospetta quindi un’esperienza migliore per chi vuole comprare iPhone, iPad e altri prodotti Apple tramite Amazon. Solo Amazon e i rivenditori autorizzati Apple potranno mettere i prodotti in vendita, incluso il marchio Beats. L’accordo è simile a quello stretto l’anno scorso tra Amazon e Nike – nel caso specifico c’era anche la questione dei falsi da gestire.

I rivenditori indipendenti non affiliati ad Apple, dunque, non potranno più vendere prodotti di questa marca, nuovi o ricondizionati, a partire dal prossimo 4 gennaio. Un cambiamento che lascia fuori solo i prodotti ricondizionati venduti direttamente da Amazon – che con questo accordo diventa un rivenditore autorizzato Apple.

Per chi vuole comprare a marchio Apple, l’implicazione più immediata è che non su Amazon non si troveranno più offerte a prezzi inferiori a quelli ufficiali. Oggi per esempio si possono trovare le Airpod a 140 euro circa, mentre sul sito Apple ne costano 180. Con il nuovo accordo, invece, i prezzi saranno solo quelli indicati da Apple. Chi vuole spendere meno dovrà rivolversi altrove.

Per i molti venditori non autorizzati, dunque, l’accordo tra le due aziende significa una potenziale perdita di profitti.  Jason Koebler su Motherboard fa notare che si tratta di un giro d’affari rilevante, con professionisti che si sono creati un business comprando e rivendendo macchine usate in grandi quantità; senza il potente volano rappresentato da Amazon, diverse di queste aziende potrebbero non riuscire più a lavorare. E, di contro, potrebbe diventare più difficile trovare prodotti Apple usati e ricondizionati a buon prezzo.

I venditori che desiderano continuare a vendere prodotti Apple dovranno fare richiesta all’azienda per ottenere un’autorizzazione ufficiale da parte dell’azienda. Oppure limitarsi a lavorare tramite canali diversi, il primo dei quali sarà naturalmente il concorrente eBay – dove al momento non esistono limitazioni di questo tipo.

“È uno sviluppo molto preoccupante“, commenta Aaron Perzanowski, professore di diritto alla Case Western Reserve University e coautore del libro The End of Ownership. Secondo l’esperto, Amazon con questa scelta sta di fatto ostacolando una legge statunitense che concede al proprietario il diritto di rivendere un proprio bene. Legge che, però, non obbliga Amazon o altri a concedere libertà di azione ai rivenditori. “Il fatto che questa mossa sia stata richiesta da Apple è anche più problematico”, continua Perzanowski, “ciò a cui stiamo assistendo sono due tra le aziende più grandi del mondo che mettono in pratica un assalto coordinato alla rivendita legale di dispositivi”.

Un assalto che ha toccato anche iFixit, il popolare servizio dedicato alle riparazioni. In più occasioni, spiega l’AD Kyle Wiens, le loro parti di ricambio per iPhone sono state rimosse da Amazon dopo una segnalazione da parte di Apple per violazione di copyright. Secondo Wiens l’accordo è “preoccupante per il futuro del commercio. Fa trasalire l’idea che un marchio possa controllare la vendita di prodotti usati. È precisamente il tipo di controllo che Apple vuole sul mercato”.

Un controllo che oggigiorno è già realtà per i beni immateriali, dal software alla musica fino ai film; quando li compriamo non ne diventiamo proprietari, ma otteniamo solo una licenza d’uso. Questo modello si sta da tempo espandendo anche agli oggetti fisici, comprese automobili, smartphone, computer e così via – per il fatto appunto che “contengono” del software in licenza.

In ultima analisi, si tratta di una profonda revisione del concetto di “possesso”, che smette di significare ciò a cui siamo abituati. Possedere qualcosa significava poterci fare tutto: regalarlo, rivenderlo, prestarlo. Oggi non è sempre così, domani non lo sarà quasi mai. È precisamente lo scenario che lasciava intuire Jeremy Rifkin quasi vent’anni fa con il suo saggio storico L’era dell’accesso.

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