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Oggi — 13 Dicembre 2018RSS feeds

Overwatch Anthology: i fumetti di Overwatch per la gioia dei fan (e solo loro)

di Raffaele Giasi

Da qualche tempo a questa parte, Panini Comics sta portando in Italia quelli che sono i volumi dedicati al mondo di Overwatch che, come saprete, già da un po’ sta cominciando ad espandersi dal punto di vista narrativo, grazie al certosino lavoro di Blizzard.

Ci siamo quindi domandati se, al pari dei cortometraggi diffusi di tanto in tanto dalla compagnia, anche questi fumetti avrebbero avuto da dire la loro, complice il modo in cui, di norma, Blizzard controlla la diffusione dei prodotti legati ai suoi brand, sempre contraddistinti da una certa qualità, salvo pochissimi casi.

Dunque abbiamo recuperato, grazie a Panini, il primo volume di questa Overwatch Anthology, ovvero una raccolta di storie brevi ad opera dell’americana Dark Horse, presentata al pubblico in un formato lussuoso e molto accattivante, con copertina rigida e scintillante, e con all’interno ben dodici storie e un piccolo sketchbook.

Un volume, insomma, decisamente appetitoso per i fan del titolo Blizzard, che già da tempo ha cominciato ad espandere le proprie IP al di la dei confini poligonali dei suoi videogame, creando un gran numero di opere multimediali di cui i fumetti sono solo gli ultimi arrivati.

Le storie sono molte,e la lunghezza delle pagine dedicata ad ognuna di esse, divise per i singoli personaggi del roster (sulla falsariga dei cortometraggi di tanto in tanto diffusi da Blizzard) è piuttosto variabile, seppur si parli per lo più di storie molto brevi, anche di appena otto o dieci pagine, laddove non tutte, dato il numero di tavole, riescono ad essere brillanti come altre.

In linea di massima, la cosa apprezzabile, è la volontà di Blizzard e del corposo team di autori, di dare dignità al progetto editoriale sicché anche storie molto brevi, come quella di apertura dedicata a McCree, tentino comunque di superare la media dei più blandi tie-in a fumetti, risultando in effetti molto gradevoli, dinamiche e ben costruite. Non tutte, intendiamoci, ma qualcuna ce la fa tranquillamente. Come è il caso del succitato pistolero, del sempre gradevole Junkrat, e della tostissima Ana. Per il resto parliamo di qualche risata a denti stretti e poco più, incastrando, in linea di massima, il prodotto tra innumerevoli alti e bassi narrativi, laddove forse sarebbe stato più logico dare ad ogni autore uno spazio più ampio per dire e raccontare, a braccetto con i personaggi, qualcosina in più.

Anche perché considerare oggi un prodotto come questo un mero figlio del merchandising è profondamente errato, a prescindere dalla sua natura ovviamente “for fans only”. Pur vero che la regola aurea dei prodotti su licenza, da sempre, tende a sfavorire la qualità rispetto alla mercificazione, parlando di Blizzard va detto che la compagnia è molto attenta in ciò che propone ai fan, e nello sviluppo narrativo di ciò che riguarda le sue proprietà.

Il limite, quindi, non è nella scelta di trasformare Overwatch in un fumetto, ma nel decidere di creare un’antologia che non dia il giusto spazio (e la giusta paginazione) ai personaggi coinvolti che, anzi, hanno dimostrato di poter dire molto di sé stessi per mezzo dei succitati e meravigliosi corti animati.

Narrativamente, quindi, siamo dinanzi ad un lavoro che può far felici solo i fan, ma esteticamente siamo davanti a quella che è, oggettivamente, una piccola perla su carta stampata. Gli artisti coinvolti hanno trovato un connubio perfetto tra il proprio stile e quello tipico del mondo di Overwatch, con i suoi tratti cartooneschi ed i suoi colori decisamente carichi e sgargianti, più raramente attenuati dalle tonalità più cupe e oscure. Un esempio, in tal senso, è una delle prime storie in cui incapperete nel volume, dedicata a Junkrat e Roadhog, e disegnata dall’artista Gray Shuko, forse una delle più belle dal punto di vista artistico sia per il modo in cui è ripreso degnamente l’immaginario dei due personaggi spesso, specie per ciò che riguarda Junkrat, quasi parodistico, sia per il dinamismo delle tavole, le espressioni, e per l’uso calzante delle colorazioni.

I colori, in particolare, sono forse la parte più squisita di questo volume, e riescono di volta in volta a tratteggiare quello che è il carattere e il mood che permea le storie di ogni singolo personaggio al centro della narrazione, sia esso solare e sconclusionato, o più cupo e crepuscolare. I colori della Overwatch Anthology Vol 1 sono, in sostanza, bellissimi, e rappresentano forse anche meglio dei disegni, una ricerca estetica fuori scala per quel che riguarda i prodotti su licenza, ma anche e soprattutto una profonda coesione tra il mondo digitale e quello su carta, creando una soluzione di continuità che, senza soffocare le matite alla base del disegno, riesce a regalare un risultato meraviglioso ed emozionante e questo, spesso, non è appannaggio neanche dei lavori più ricercati e blasonati.

Il bello è che tutto il volume si muove su questi passi, ed ogni artista è riuscito a trovare, assieme a chi si è incaricato delle varie colorazioni, un connubio bellissimo, espressivo e molto in linea con il mondo di Overwatch, ormai cesellato a dovere da Blizzard, e proprio per questo molto rischioso da approcciare, quanto meno dal punto di vista estetico ed artistico tanto che, chiuso il volume, sono forse le immagini, nelle loro emozionanti tonalità, a restare impresse nel lettore. Le storie? Sì, carine… ma quei disegni, e quei colori sono tutta un’altra storia.

Se sei un fan di Overwatch, oltre alla Anthology, il nostro consiglio è di rivolgerti al bellissimo volume “L’arte di Overwatch”, con studi, character design ed un mucchio di altre bellissime tavole dedicate al popolare titolo Blizzard!

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Ieri — 12 Dicembre 2018RSS feeds

Come spegnere o riavviare Apple Watch bloccato

di Alessio Salome
Spegnere o riavviare un Apple Watch bloccato è l’argomento di cui tratteremo in questa nuova guida odierna dedicata a tutti i possessori dello smartwatch della mela morsicata che hanno riscontrato problemi durante il funzionamento. Indice leggi di più...

Mobvoi presenta TicWatch C2, uno smartwatch dal design classico

di Federico Gambarelli

Dopo TicWatch Pro, Mobvoi, azienda leader nel settore dall’Intelligenza Artificiale e finanziata da colossi come Google e Vokswagen, ha presentato TicWatch C2, uno smartwatch Wear OS dal design classico.

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iOS 12.1.2 e watchOS 5.1.3 beta 1 disponibili al download

di Lorenzo Spada
iOS 12, watchOS 5, tvOS 12 e macOS 10.14

Anticipando anche le nostre aspettative, Apple ha già provveduto a rilasciare la prima versione beta dell’aggiornamento ad iOS 12.1.2 che dovrebbe andare a risolvere il problema legato alla connettività 4G che alcuni utenti hanno segnalato nei giorni scorsi. In aggiunta a ciò, gli sviluppatori di Apple hanno rilasciato anche la prima versione beta di watchOS […]

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Apple, ecco Sleep Tracker Beddit per il monitoraggio del sonno

di Lucia Massaro

Apple ha rilasciato il suo primo Sleep Tracker 3.5 realizzato da Beddit, l’azienda finlandese esperta nella creazione di dispositivi per il rilevamento del sonno che è stata acquisita dal colosso di Cupertino lo scorso anno. Si tratta di una sottile striscia con sensori che può essere posizionata sotto il lenzuolo per un monitoraggio completo dei movimenti del corpo durante la notte.

Il rilevatore del sonno è spesso solo 2mm, deve essere attaccato a una presa micro-USB e può registrare la durata del sonno, la frequenza cardiaca, la respirazione e le condizioni ambientali della stanza come la temperatura e l’umidità. Il vantaggio rispetto ad altri dispositivi con lo stesso scopo risiede nel fatto che non è necessario indossarlo e non bisogna ricordarsi di usarlo.

È ovviamente compatibile con Apple Watch, che ancora non integra in maniera nativa una funzionalità di monitoraggio del sonno. Attraverso lo smartwatch, possiamo guardare i dati relativi all’analisi del sonno o impostare notifiche per migliorare la qualità del sonno.

I dati raccolti sono accessibili anche tramite l’app Salute su tutti i dispositivi iOS che abbiano almeno la versione 12. Il nuovo Sleep Tracker Beddit è disponibile sin da ora per il mercato statunitense al prezzo di 149 dollari (circa 130 euro). Per il momento non ci sono informazioni circa l’eventuale commercializzazione in Italia.

Apple Watch Series 3 è disponibile all’acquisto su Amazon a 368 euro. Lo trovate a questo link. 

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TIM starebbe per aggiornare i prezzi di alcuni dispositivi acquistabili a rate, fra cui Samsung Galaxy Watch

di Biagio Petronaci

Il Natale  sta oramai arrivando e forse è il momento giusto per farsi un regalo: TIM, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe intenzione di riformulare […]

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Recensione ASUS VivoWatch BP: un wearable che punta tanto sulla salute

di Mikhael Costa

Presentato a metà 2018, Asus VivoWatch BP si appresta a giungere sul nostro mercato. Parliamo di uno dei più recenti wearable in grado […]

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Apple Watch: arriva l’ECG, ma solo in pochi Paesi

di Marco Grigis

Apple ha finalmente abilitato il supporto all’ECG nei suoi Apple Watch, per una feature tuttavia disponibile unicamente in pochi Paesi. Con il rilascio di watchOS 5.1.2, avvenuto nella tarda serata di ieri, la possibilità di effettuare un elettrocardiogramma direttamente dal polso è stata garantita negli Stati Uniti, a Porto Rico, Guam e nelle Isole Vergini. Non è noto, invece, quando la stessa funzione verrà abilitata nel resto del mondo.

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Apple Watch con l’aggiornamento 5.1.2 arriva l’ECG ma solo negli USA

di Alessandro Crea

Con WatchOS 5.1.2 sull’Apple Watch sono arrivate funzionalità importanti, che lo rendono il primo dispositivo consumer in grado di effettuare un elettrocardiogramma (Sull’Apple Watch 4) e di rilevare anche le irregolarità del battito cardiaco (Su tutti gli Apple Watch), avvertendo tempestivamente l’utente tramite notifica. Purtroppo al momento l’ECG è stato sbloccato nei soli Stati Uniti, dopo l’approvazione da parte della Food And Drug Administration. Man mano che altri enti sanitari nazionali approveranno il funzionamento comunque è probabile che tali funzioni siano sbloccate anche in altri Paesi. Il rilevamento delle irregolarità cardiache invece è disponibile in tutto il mondo.

È importante sottolineare – come abbiamo fatto in questo nostro articolo – che tali funzioni non sono comunque paragonabili, per completezza e affidabilità, a quelle ottenibili con la normale strumentazione medica e pertanto gli Apple Watch non possono essere considerati alla stregua di questi ultimi.

Tuttavia, visto che accompagnano l’utente nella sua quotidianità ed offrono funzioni più avanzate rispetto a quelle offerte da dispositivi simili, sono in grado di fornire all’utente informazioni preziose sul proprio stato di salute, in alcuni casi anticipando eventi più gravi e aiutando così anche ad evitarli o prevenirli.

Apple, che è molto interessata all’ambito medicale nel settore consumer, ha del resto lavorato moltissimo su queste funzioni, che hanno richiesto anni di sviluppo ed estesi test clinici – circa 600 partecipanti per mettere a punto la funzione ECG e addirittura oltre 400mila per il rilevamento del ritmo irregolare del cuore.

Come abbiamo già avuto modo di spiegarvi in passato, l’Apple Watch Serie 4 sfrutta il classico cardiofrequenzimetro elettrico per realizzare l’ECG. Mentre però nella maggioranza degli smartwatch questo sensore è posizionato nella parte posteriore del quadrante, qui è collegato alla corona circolare sul lato destro del dispositivo.

Per utilizzarlo sarà dunque necessario posizionarci sopra il dito per circa 30 secondi, durante i quali un impulso elettrico impercettibile per l’uomo raggiungerà il petto per poi tornare verso lo smartwatch, ottenendo così le informazioni basilari sull’andamento delle pulsazioni e la funzionalità del cuore, poi organizzate e interpretate tramite l’applicazione apposita, disponibile gratuitamente su ogni iPhone.

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È attiva su Apple Watch Series 4 la funzione ECG

di Lorenzo Spada

Confermando quanto sapevamo, con l’aggiornamento a watchOS 5.1.2, Apple ha finalmente abilitato una delle funzioni che maggiormente sono state pubblicizzate dall’azienda stessa e dagli appassionati relativamente all’Apple Watch Series 4. Stiamo parlando della funzione ECG (elettrocardiogramma). L’Apple Watch Series 4 è in grado di misurare gli impulsi elettrici del cuore sfruttando due punti di contatto […]

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Apple iOS 12.1.1 per iPhone e iPad insieme ad aggiornamenti per TV, HomePod e MacOS

di Valerio Porcu

Apple ha pubblicato l’aggiornamento ad iOS 12.1.1 per iPhone e iPad, insieme a tvOS (12.1.1), MacOS Mojave (10.14.2) e HomePod (12.1.1). Tutti i sistemi ricevono correzioni e miglioramenti. Tra i più notevoli c’è sicuramente quello che riguarda FaceTime, i cui utenti godranno di un’interfaccia migliorata con un sistema più comodo per passare dalla videocamera frontale a quella posteriore.

Per chi usa un iPhone XR l’aggiornamento porta invece una nuova funzione relativa al display: con HapticTouch si potranno espandere le notifiche con una pressione prolungata. È stato anche rivisto il design dell’icona Apple Watch.

Per l’iPhone entry level di Apple è un miglioramento importante, visto che questo smartphone non è dotato della funzione 3D Touch riservata ai modelli superiori. In verità non c’è una grande differenza rispetto all’implementazione Haptic Touch, che a sua volta è del tutto simile a quanto si vede sugli smartphone Android. Alcune funzioni specifiche, comunque, probabilmente non arriveranno mai sull’iPhone XR.

Per gli utenti MacOS l’aggiornamento include alcune piccole correzioni, oltre che l’inserimento di RTT (Real-Time Text) per le chiamate via Wi-Fi, un nuovo meno nell’applicazione Notizie e la risoluzione di un problema di compatibilità tra iTunes e altoparlanti AirPlay di terze parti.

L’aggiornamento di HomePod è pensato soprattutto per il mercato cinese, dove Apple sta per mettere in vendita il dispositivo.

L’Apple Homepod è uno smart speaker con Siri che costa circa 340 euro. Oppure si può prendere un Amazon Echo Dot a 60 euro; non è la stessa cosa ma costa molto meno.

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Belkin Boost Up, sbarca sull’Apple Store il dock di ricarica wireless per iPhone e Watch

di Alessandro Crea

Se siete orfani dell’annunciato ma finora mai commercializzato Apple AirPower, Belkin ha la soluzione che fa per voi: si chiama Boost Up ed è un dock di ricarica wireless su cui poggiare contemporaneamente un iPhone e un Watch. Già disponibile anche nello Store italiano, il Boot Up supporta lo standard Qi ed è in grado di erogare 7,5 W, assicurando così la ricarica degli iPhone XS alla massima velocità possibile.

Belkin Boost Up è molto curato ed elegante. Disponibile nelle colorazioni bianca o nera, consente anche di ricaricare lo smartphone senza estrarlo da una eventuale custodia, a patto che non sia più spessa di 3 mm. Inoltre, grazie alla presenza di una porta USB-A da 5 watt sul retro è possibile collegare un terzo dispositivo, ad esempio un paio auricolari AirPods o di cuffie Beats, ma in generale qualsiasi dispositivo provvisto di porta USB-A.

Purtroppo però il Belkin Boost Up riempie solo parzialmente il vuoto lasciato dall’Apple AirPower, anche se per alcuni potrebbe offrire persino qualcosa di più. A differenza della base di ricarica annunciata da Apple infatti, le postazioni sul Boost Up sono rigidamente separate, con quella dedicata al Watch che è anche magnetica e con un’inclinazione tale da consentire l’utilizzo del Watch come sveglia. L’AirPower invece dovrebbe essere un semplice tappetino su cui poggiare nell’ordine e nell’orientamento che si preferisce l’iPhone, il Watch e anche la custodia degli iPad. A voi giudicare cosa è più comodo. Il prezzo è pari a 159,95 euro.

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Le novità però non finiscono qui, perché Belkin ha introdotto anche un adattatore da USB-C a HDMI, che però nel momento in cui scriviamo non è ancora disponibile nello Store italiano. Anche in questo caso però si tratta di una soluzione che va a colmare un vuoto importante, perché consente di espandere ulteriormente le capacità del nuovo iPad Pro. L’adattatore Belkin infatti è l’unico che consente lo streaming sicuro di contenuti da Netflix e iTunes supportando contemporaneamente risoluzione 4K a 60 Hz, HDR e HDCP 2.2. Nel Regno Unito, dove il Belkin è già disponibile nello Store, il prezzo è di 49,95 sterline, pari a circa 60 euro.

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Come annullare abbinamento tra iPhone e Apple Watch

di Fabrizio De Santis
L’Apple Watch è un dispositivo presente nella vita di tutti i giorni della maggior parte dell’utenza della mela morsicata. Si può considerare come una vera e propria estensione del vostro smartphone che implementa delle funzionalità leggi di più...

Xiaomi batte Apple nel mercato dei dispositivi indossabili

di Lucia Massaro

Un nuovo traguardo per Xiaomi. Dopo aver annunciato di essere diventato il quarto produttore di smartphone in Italia, ora l’azienda guidata da Lei Jun ha guadagnato la prima posizione in una classifica dominata da tempo da Apple, quella del mercato wearable. Secondo un rapporto dell’International Data Corporation (IDC), nel terzo trimestre del 2018 il marchio cinese ha superato per numero di unità vendute il colosso di Cupertino.

Xiaomi ha visto aumentare le sue vendite unitarie di un incredibile 90,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente con un totale di 6,9 milioni di dispositivi indossabili spediti. L’IDC attribuisce questo successo al lancio della Mi Band 3 e all’espansione dell’azienda fuori dai confini nazionali cinesi. Sebbene le vendite cinesi rappresentino in genere l’80% delle spedizioni totali, in questo semestre sono scese al 61% confermando la presenza del marchio in altri mercati come quello europeo.

Al secondo posto troviamo Apple, che ha registrato una crescita del 50,4%. A spingere le vendite sembra sia stato l’Apple Watch Series 3 grazie al ribasso del prezzo. Mentre, probabilmente a causa del costo un po’ elevato solo il 20% è dato dall’ultimo Watch Series 4. Fitbit al terzo posto continua a soffrire con un calo del 3,1%. Infine, sia Huawei che Samsung sono cresciute rispettivamente del 20,3% e del 91%.

Secondo IDC, il mercato wearable nel suo complesso continua a crescere con un incremento totale del 21,7% grazie soprattutto a dispositivi più basilari – come le smartband – venduti a prezzi più bassi. D’altro canto, però, il rapporto afferma che i grandi marchi come Apple e Fitbit potranno consolidare la loro posizione grazie all’introduzione dell’assistenza sanitaria negli smartwatch.

Se stai cercando una fitness band economica e che funzioni anche con iPhone, la Xiaomi Mi Band 3, è in grado di notificare da tutte le applicazioni, monitorare il sonno e tante attività. La trovi su Amazon a 29,58 euro.

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Samsung Galaxy Watch: update migliora le prestazioni e i consumi

di Andrea Genovese

Samsung Galaxy Watch ha ricevuto un nuovo aggiornamento che introduce una serie di bug fix, migliorando l’esperienza utente.

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Mobvoi TicWatch Pro 4G arriva in Cina

di Federico Gambarelli

Presentato durante il mese di maggio e disponibile sul mercato a partire da luglio, TicWatch Pro è un interessante smartwatch prodotto dalla cinese Mobvoi. A partire da oggi, in Cina, è disponibile TicWatch Pro 4G con supporto eSIM.

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Mobvoi TicWatch Pro lanciato in Cina in versione 4G

di Roberto F.

Così come promesso dal produttore, è finalmente disponibile anche la speciale versione dotata di connettività 4G di Mobvoi TicWatch Pro

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Su Facebook Watch arrivano le serie TV di Buffy, Angel e Firefly

di Roberto F.

L'offerta di Facebook Watch si è arricchito di tre nuove serie molto amate: stiamo parlando di Buffy the Vampire Slayer, Angel e Firefly

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Google punta a rivoluzionare gli smartwatch con un nuovo brevetto

di Paolo Giorgetti

Diamo un'occhiata a questo nuovo brevetto di Google che potrebbe veramente rivoluzionare l'utilizzo che facciamo degli smartwatch: che ne dite di usare il dito come pennino sulla pelle, "allargando" la porzione di display utilizzabile?

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Smartwatch, prevista una crescita del 26% nel 2019

di Carla Stea

Wearable in crescita

Il settore degli smartwatch continua a crescere. Al suo interno cambiano gli equilibri, ma i risultati globali sono buoni. Il report della società di ricerca ed analisi Gartner offre un punto di vista interessante sulla situazione attuale e futura del settore dei wearable.

Smartwatch: nel 2019 +26% di vendite rispetto al 2018

I wearable piacciono, in generale. Piace l’idea di indossare tecnologia per poter semplificare la propria vita quotidiana grazie al supporto di accessori intelligenti e poco ingombranti. Piace l’idea di accantonare temporaneamente lo smartphone per indossare al polso le proprie informazioni. Piace avere un orologio smart, piace avere tool di monitoraggio e controllo sempre a disposizione. Attualmente, ma le cose cambieranno nel prossimo futuro, il wearable per eccellenza è lo smartwatch in tutte le sue declinazioni. Dall’orologio ibrido allo smartwatch vero e proprio, ad ogni polso l’accessorio che meglio risponde alle esigenze di chi lo indossa.

La tabella mostra il numero di unità spedite (in termini di milioni) delle diverse tipologie di wearable. L’andamento degli orologi intelligenti  è chiaro: si prevede che saranno spediti circa 22 milioni di pezzi in più nel 2019 rispetto al 2018. Entro il 2022 le vendite dovrebbero addirittura raddoppiare.

Tuttavia, calerà il prezzo medio di questo genere di wearable, che attualmente fa riferimento come tetto più alto a quello degli Apple Watch. Nel prossimo futuro la situazione migliorerà grazie ad una aumento della concorrenza, decisa a lanciare prodotti più economici, e ad un calo generale dei costi dei materiali di produzione dei wearable.

Al suo interno, il settore degli smartwatch diventa sempre più eterogeneo ed in grado di rispondere ad un numero crescente di esigenze differenti. C’è chi lo sceglie per monitorare parametri vitali come l’andamento della frequenza cardiaca, chi ha bisogno di controllare le notifiche senza utilizzare lo smartphone, chi vuole un compagno di sport più intelligente degli smartband ed anche chi necessita di un orologio classico ed elegante pur senza rinunciare al fascino del dispositivo connesso. Quest’ultima possibilità di business è stata fiutata da molti brand di alta moda, che hanno realizzato il proprio smartwatch griffato disponibile in diversi modelli e versioni.

In ultimo, non è da trascurare il crescente utilizzo di wearable di questo genere per controllare a distanza i più piccoli: smartwatch colorati e leggeri con schede GSM all’interno, che permettono di localizzare i bambini offrendo loro la possibilità di chiedere velocemente aiuto in caso di bisogno.

Auricolari ed occhiali smart in forte crescita

Il mercato dei wearable è attualmente dominato dagli smartwatch, ma è solo questione di tempo prima che nuovi attori si facciano spazio con prodotti che sperimenteranno una crescita che – secondo le previsioni – sarà letteralmente esplosiva. Gli auricolari smart, quelli dotati di assistente vocale e funzioni per il tracciamento dei parametri vitali per intenderci, passeranno dalle 46,12 milioni di unità spedite nel 2019 a più del triplo (158,43 milioni) nel 2022. Una diffusione impressionante dovuta alla crescente quantità di tecnologia implementata all’interno degli accessori per le orecchie.

Un altro prodotto, che adesso sembra ancora appartenente ai film di fantascienza, riguarda gli occhiali smart. Dai 34,83 milioni di unità spedite nel 2019 si passerà a quasi il doppio (80,18) nel 2022. Attualmente gli occhiali smart – dotati di display e compatibili con realtà aumentata e virtuale – sono molto costosi e non hanno design ed ergonomia che incontrano il gusto dell’utilizzatore.

Per il momento è impensabile indossare un paio di occhiali smart per tutto il giorno, ma i passi in avanti della tecnologia permetterà agli accessori di arrivare ad un livello di sviluppo tale da permettergli di entrare nel quotidiano dei consumatori che li sceglieranno.

Non trascurabile nemmeno la diffusione sempre maggiore di capi di abbigliamento smart, come le scarpe sportive dotate di contapassi, degli smartband ed anche degli orologi con feature dedicate esclusivamente allo sport, inclusi quelli di nicchia come il golf. Complessivamente, il settore dei wearable passerà da 225,12 milioni di unità spedite nel 2019 a 453,19 milioni nel 2022. Una crescita che sarebbe corretto definire esponenziale, più che lineare.

 

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