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Vittime della strada: nel 2018, 612 pedoni uccisi

di Donato D'Ambrosi

L’obiettivo 2020 è molto lontano e dai numeri dell’ISTAT sui pedoni investiti in Italia nel 2018 si capisce perché non diminuiscono i morti rispetto al minore numero di incidenti stradali. In Italia vengono investite oltre 20 mila persone in strada, di questi nel 2018 oltre 600 sono vittime della strada e del mancato rispetto delle regole.

GLI INCIDENTI STRADALI E LE VITTIME IN ITALIA NEL 2018

In Italia risultano in calo gli incidenti stradali nel 2018 di -1,6% ma l’ISTAT disegna uno scenario tutt’altro che positivo se si stringe il focus sui pedoni (+1,6% di vittime). Nel 2018 il numero di vittime della strada tra i pedoni è aumentato a 612. Un numero secondo per gravità solo a quello dei centauri morti nel 2018 (685) ugualmente in aumento. Un numero sconcertante se si guarda alle 21 mila persone investite ogni anno e all’ambito traguardo europeo 2020. Entro il 2020 i Paesi aderenti si sono impegnati a ridurre del 50% la mortalità rispetto al 2010. L’Italia (55) è al di sopra della media europea (49,1) di morti per milione di abitanti. Le vittime della strada più esposte in Italia sono i ragazzi tra 15 e 24 anni (12,4% del totale) e gli anziani tra 70 e 74 anni (6,7% del totale). Se da un lato diminuisce il numero di morti totali in incidente stradale nel 2018, dall’altro aumentano gli scooteristi investiti (+17,4%).

LE CITTA’ CON PIU’ VITTIME A PIEDI

Tra le persone investite da altri utenti della strada i pedoni sono la componente maggiore (oltre 21 mila), ma in media gli incidenti 665 feriti al giorno. In Italia è Roma la città con il primato negativo (57 pedoni investiti nel 2018), seguita da Milano (24 vittime) e Torino (12 pedoni uccisi). La causa principale deriva dal mancato rispetto delle regole e da infrastrutture poco manutenute: parcheggi in doppia fila, attraversamenti poco illuminati e segnalati, strisce scolorite. Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

LE CAUSE MAGGIORI DI INCIDENTI CHE FANNO PIU’ VITTIME

Secondo le rilevazioni dell’ISTAT il totale degli incidenti stradali produce un costo sociale di 17,1 miliardi di euro. In media le statistiche individuano tra le cause maggiori di tutti gli incidenti stradali in Italia (secondo le rilevazioni delle fdo) la distrazione (16,4%), mancata precedenza (14,2%) e velocità (10,2%). La dimostrazione che combattere la velocità con i tutor sulle autostrade non migliorerà la sicurezza delle strade. Urge rendere più solido il meccanismo di contestazione di quelle infrazioni pericolose, come la guida con lo smartphone e senza cintura allacciata.

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Infortuni sul lavoro per incidenti: oltre il 58% dei morti per rischio stradale

di Donato D'Ambrosi

Gli incidenti stradali sul lavoro sono una realtà tragicamente sempre più consistente quando si contano le vittime della strada. A dirlo è l’ACI, su un’elaborazione dei dati Inail che riportano il numero degli infortuni sul lavoro e dei morti per rischio stradale. Ecco chi e perché perde più spesso la vita in strada svolgendo il proprio lavoro.

OLTRE LA META’ DELLE VITTIME STRADALI CON UN VEICOLO

Secondo i dati dell’Inail il rischio stradale è responsabile del 58,5% degli incidenti stradali del 2018 rispetto al totale delle vittime per infortunio sul lavoro. Si contano sempre più vittime di infortuni in incidenti stradali in itinere. L’infortunio in itinere riguarda chi si sposta da casa all’azienda per la quale lavora, o tra due aziende per le quali lavora. Nel 2018, i morti sul lavoro sono stati 704, di cui 412 hanno coinvolto un veicolo.

CHI E’ PIU’ ESPOSTO AD INFORTUNI STRADALI SUL LAVORO

Le figure professionali più coinvolte sono i conducenti professionisti (autisti di camion, taxi, autobus, ecc) ma anche rappresentanti di commercio che passano ore al volante. La quota maggiore di infortuni in itinere nel 2018 ha riguardato le donne. Su un totale di 69 vittime, 39 erano di sesso femminile. Ma al di là di questo, secondo l’Inail quello degli infortuni per rischio stradale è un trend che sta nuovamente crescendo, con un costo sociale stimato in 17 miliardi di euro solo per il 2017 (fonte MIT).

LE CAUSE MAGGIORI DEGLI INCIDENTI CON RISCHIO STRADALE

Le cause dell’impennata di incidenti stradali con infortunio sul lavoro, sono legati a diverse cause. Le persone che svolgono un lavoro stressante a livello fisico e psicologico sono le più esposte. Il rischio di incidenti stradali però è indissolubilmente alla distrazione al volante e all’uso del cellulare alla guida. Tra le cause degli incidenti stradali in itinere però l’Inail non esclude la scarsa manutenzione stradale, l’elevata velocità, i ritmi di vita più veloci ma anche assunzione di farmaci e stupefacenti.

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Vittime della strada: le province più vicine al traguardo Europa 2020

di Donato D'Ambrosi

Nella classifica delle province più sicure si distinguono quelle vicine al traguardo Europa 2020: 5 in particolare hanno ridotto il numero delle vittime della strada in modo esemplare. Il numero di incidenti stradali in Italia nel 2018 è molto variabile tra province e città. La classifica elaborata sui dati ACI premia le province di Agrigento, Barletta-Andria-Trani, L’Aquila, Campobasso, Taranto e Terni che hanno ridotto del 50% le vittime da incidenti stradali nel 2018 rispetto al 2010. Ci sono però molte altre province vicine all’obiettivo Europa 2020 e altre invece con incidenti stradali in aumento.

CITTA’ E PROVINCE CON MENO VITTIME STRADALI

Il report delle vittime stradali nel 2018 conta un numero di morti pari a 3.334 e 242.919 feriti in 172.553 incidenti stradali gravi. Questi dati però celano anche un aspetto di cui si parla poco e riguarda le province che hanno già superato il traguardo Europa 2020 riguardo le vittime della strada. La classifica delle province più virtuose nella riduzione delle vittime da incidenti vede in testa Barletta-Andria-Trani (-66%), L’Aquila e Campobasso (-52%), Taranto (-51%) e Terni (-50%). Sono questi i posti d’Italia che rispetto al 2010 hanno raggiunto il traguardo europeo (o l’hanno superato), a fronte di una riduzione media delle vittime della strada in Italia del -19%.

DOVE LE VITTIME DELLA STRADA SONO IN AUMENTO

Le province che ancora non hanno raggiunto l’obiettivo Europa 2020 ma hanno messo in atto best practice per la riduzione dei morti stradali sono Modena e Foggia (-18), Cuneo e Trapani (-16). Il numero di vittime della strada nelle province di Asti, Caserta e Taranto è diminuito invece solo di 15. Le province con un numero di vittime stradali in aumento invece vedono Genova in testa (+37) a causa del crollo del ponte Morandi. Anche Bari (+24) e Brescia (+22) seguono un progresso mancato nel miglioramento della sicurezza stradale.

CLASSIFICA DELLE PROVINCE PER INDICE DI MORTALITÀ

La media di incidenti stradali gravi in Italia nel 2018 è di 472 incidenti, 9 morti e 665 feriti. Numeri che tradotti in incidi di mortalità vedono il sud della Sardegna in testa ai luoghi d’Italia con più vittime (6,5 ogni 100 abitanti). L’indice di mortalità non è alto anche Vibo Valentia (6,2), Vercelli (6), Benevento (5,3) e Catanzaro (5,1) rispetto alla media di vittime stradali in Italia di 1,9 ogni 100 abitanti.   

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Incidenti stradali estate 2019: aumentano sinistri e vittime

di Raffaele Dambra

Incidenti stradali estate 2019

Non è stata una buona estate relativamente agli incidenti stradali. Viabilità Italia, la struttura della Polstrada che si occupa di fronteggiare situazioni di crisi legate alla viabilità e di adottare, anche preventivamente, le strategie di intervento più opportune, ha comunicato infatti che tra giugno e agosto 2019 sono aumentati, rispetto all’anno prima, sinistri, vittime e feriti. Non un aumento considerevole ma abbastanza da lanciare un campanello d’allarme per il futuro. Come del resto aveva fatto il capo della polizia Gabrielli all’inizio della stagione estiva, chiedendo sanzioni più severe e immediate per chi guida in modo irresponsabile.

INCIDENTI STRADALI ESTATE 2019: +2,07% RISPETTO ALLO SCORSO ANNO

In particolare nel periodo giugno, luglio, agosto 2019, Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri sono intervenuti su 20.205 incidenti stradali rispetto ai 19.795 del 2018 (+ 2,07%). Sul fronte degli incidenti più gravi il numero delle vittime è passato invece da 516 a 521 (+ 0,97%), mentre le persone ferite sono aumentate da 14.385 a 14.533 (+ 1,03%). E questo nonostante 978.932 pattuglie di polizia e carabinieri abbiano accertato 623.957 violazioni alle norme del Codice della Strada, ritirando 17.308 patenti di guida e 19.494 carte di circolazione. E decurtando complessivamente 969.596 punti della patente. Un’opera di prevenzione e repressione che ha dato frutti importanti; ma che evidentemente necessità di misure legislative più efficaci (come la sospensione immediata della patente per un numero maggiore di infrazioni) per ottenere risultati ancora migliori.

TRAFFICO ESTATE 2019: AUMENTANO LE ‘PARTENZE INTELLIGENTI’

Di contro Viabilità Italia ha registrato durante l’estate appena trascorsa una certa variazione delle abitudini di viaggio degli italiani, con una maggiore attitudine a pianificare gli spostamenti in maniera più consapevole. Ciò tenendo conto che da giugno ad agosto si concentra circa un terzo dell’intero traffico leggero annuale, con un incremento dei veicoli che generalmente si attesta sul +30-35% rispetto alla media. La variazione si è manifestata soprattutto attraverso una maggiore ripartizione del traffico, non solo con partenze più scaglionate nei giorni a bollino rosso e a bollino nero, ma anche con flussi veicolari consistenti, e superiori a quelli dello scorso anno, nei giorni feriali. Il cambiamento delle abitudini degli automobilisti italiani è stato registrato sulla viabilità autostradale e sulle principali arterie ordinarie gestite dall’Anas, dove si sono viste giornate con traffico anche molto intenso ma tutto sommato scorrevole, anche grazie alle buone misure adottate dalle società concessionarie.

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Incidenti stradali 2018: – 1,6% di morti ma crescono in autostrada

di Donato D'Ambrosi

I dati degli incidenti stradali in Italia per l’anno 2018 diffusi da ACI raccontano una riduzione di incidenti e vittime promettente. Ma anche un aumento delle morti in autostrada e tra giovani e anziani. Un trend che tra il 2018 e il 2019 ha invertito il segno: secondo i dati anticipati dalla Polizia infatti le vittime sono in aumento del +7%. Anche se si tratta di dati parziali, quelli del 2019, mostrano chiaramente come il bilancio delle vittime e degli incidenti stradali in Italia sia fortemente fluttuante e mutevole. Vediamo nel 2018 cosa è cambiato per età delle vittime, utenti della strada e luogo dove avvengono gli incidenti.

CHI E’ STATO COINVOLTO DI PIU’ NEGLI INCIDENTI NEL 2018

Secondo il rapporto ACI-ISTAT, nel 2018 il 50% delle vittime stradali sono ancora gli utenti deboli, tra cui soprattutto gli anziani tra 70 e 74 anni (+22% rispetto al 2017. Più a rischio sulle strade però anche i giovani tra 15 e 24 anni (413 morti: 12,4% del totale). Gli uomini che hanno perso la vita in incidenti stradali sono tra 40-44 (200 morti), 20-24 (197) e 55-59anni (194). Le donne invece maggiormente coinvolte sono tra 70 e 84 anni (179). Nel 2018 sono state registrate 9 vittime in meno tra 0 e 14 anni (34 rispetto ai 43 del 2018). Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti nel 2018, è maggiore il numero di vittime tra i 40 e i 49 anni (21%), tra i giovani da 20 a 29 anni (19%) e gli anziani (8% con età 70 anni e più).

DOVE SONO AVVENUTI PIU’ INCIDENTI

Nel 2018 è diminuito il numero di incidenti in città (126.701; -2,9%) e sulle autostrade (9.372; -0,2%), mentre è aumentato sulle strade extraurbane (36.271; +3,4%). In città e in autostrada sono diminuiti anche i feriti (169.573 e 15.440 rispetto a 174.612 e 15.844 del 2017, pari a -2,9 e -2,5%). Ma il trend è inverso se si considerano i morti registrati: sono cresciuti (+10,5%) sulle autostrade (incluse le vittime di Genova del crollo del Ponte Morandi) e sono diminuite nei centri abitati (-4,4%) e sulle strade extraurbane (-1,2%).

LE CAUSE MAGGIORI DEGLI INCIDENTI IN CITTA’, AUTOSTRADE ED EXTRAURBANE

Cambiano i numeri rispetto agli anni passati ma non le cause che provocano incidenti e vittime in Italia. Anche nel 2018, le prime tre cause di incidente sono la distrazione, il mancato rispetto della precedenza o del semaforo e l’eccesso di velocità. Tra le altre cause più rilevanti sono numericamente maggiori la mancata distanza di sicurezza (20.443, 9,2%) e le manovre irregolari (15.192, 6,9%). Meno numerose ma non meno determinanti sono scorrettezze verso il pedone (7.243, 3,3%) o del pedone (7.021, 3,2%), buche o ostacoli accidentali (6.753, 3,1%). In città le prime cause di incidente sono il mancato rispetto della precedenza o semafori (17%) e la guida distratta (14,9%). Sulle strade extraurbane invece nel 2018 la guida distratta o indecisa (20,1%), la velocità troppo elevata (14%) e la mancata distanza di sicurezza (13,8%) sono state le cause più rilevanti di incidenti stradali registrati.

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Incidenti stradali: in Italia +7% di vittime nel 2019

di Raffaele Dambra

Incidenti stradali Italia 2019

Non sono buoni gli ultimi numeri sugli incidenti stradali in Italia. Dopo un anno di incoraggiante calo le cifre relative ai primi mesi del 2019 parlano di un +7% di vittime da sinistri stradali. Continuando di questo passo sembra purtroppo allontanarsi l’ambizioso obiettivo del piano UE secondo cui l’Italia sarebbe dovuta scendere nel 2020 a ‘soli’ 2000 morti, visto che le stime proiettano la cifra finale di quest’anno a circa 3.500.

INCIDENTI STRADALI IN ITALIA: IL NUMERO DELLE VITTIME TORNA A SALIRE

Se n’è parlato durante la presentazione della strategia di Viabilità Italia per le vacanze estive 2019, che prospetta ben due giornate da bollino nero la mattina di sabato 3 e quella di sabato 10 agosto. “Se nel 2017 era stato registrato un +2,9% di morti sulle strade con 3.378 decessi”, ha spiegato Giovanni Busacca, direttore del servizio di polizia stradale e presidente di Viabilità Italia, “Nel 2018 il dato è stato in calo, con un -2%, ovvero 3.310 vittime. Numeri che comunque non ci fanno essere contenti perché vuole dire che ci sono stati nove morti al giorno sulle strade. Ma il vero allarme però è per l’anno in corso, visti i dati dei primi mesi che abbiamo in possesso: il 2019 potrebbe infatti far segnare un tragico +7% di morti sulle strade”.

SOLUZIONI PER RIDURRE I MORTI SULLE STRADE

“L’aumento, per il momento parziale, del 7% di vittime da incidenti stradali in Italia è un campanello d’allarme sul quale riflettere e lavorare”. Lo ha sottolineato il capo della polizia, Franco Gabrielli, commentando i freddi numeri snocciolati da Busacca. “Per abbattere o quanto meno ridurre il numero di morti sulle strade auspico sanzioni molto severe e immediate per comportamenti irresponsabili alla guida di un’auto. Primo fra tutti l’uso dei cellulari al volante, prevedendo la sospensione della patente fin dalla prima infrazione”. E in effetti le annunciate modifiche al Codice della Strada stanno andando proprio in questa direzione, peccato solo che non si farà in tempo ad approvarle entro la fine dell’estate.

INCIDENTI STRADALI IN ITALIA: I MESI PIÙ PERICOLOSI

Nel corso della presentazione sono stati rivelati anche quali sono i mesi più pericolosi per guidare in Italia, con riferimento all’anno 2018. Luglio è risultato il mese in cui si muore di più con 341 decessi, ovvero più del 10% del totale; agosto invece è il mese in cui la frequenza delle morti è maggiore, con 2,3 morti ogni 100 incidenti stradali. “Dobbiamo assolutamente invertire il trend”, ha chiosato Busacca, “Credo anch’io che la sospensione della patente di guida possa fare, in certi casi, da ottimo deterrente. Ma dev’essere sospesa subito, direttamente sulla strada”.

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Sicurezza stradale: nel 2018 in UE solo l’1% di vittime in meno del 2017

di Redazione

Sicurezza stradale 2018 UE

Negli ultimi anni sono stati fatti passi importanti per migliorare la sicurezza stradale ma ancora non basta. I dati UE del 2018 sul numero degli incidenti nei 28 paesi membri dicono infatti che i decessi sono diminuiti appena dell’1% nell’ultimo anno e del 21% dal 2010. Sia chiaro che ogni vittima in meno rappresenta comunque un successo, ma a inizio decennio la Commissione Europea si era data come obiettivo quello di dimezzare le morti sulle strade entro il 2020, e a due anni dalla deadline sembra ben lontana dal raggiungerlo.

NEL 2018 PIÙ DI 25 MILA MORTI PER INCIDENTI NELL’UE

Nel 2018 le vittime per incidente stradale nei paesi dell’UE sono state circa 25.100, in pratica 49 per ogni milione di abitanti. E 135 mila feriti. Ci sono nazioni virtuose ampiamente sotto media, come Regno Unito (che però a breve dovrebbe uscire dalla statistica), in cui si contano appena 28 morti per milione di abitanti, Danimarca (30), Irlanda (31), Svezia (32), Malta (38), Germania e Spagna (entrambe 39). E altre, quasi tutte dell’Europa dell’est, che sono ancora lontane dagli standard minimi di sicurezza stradale richiesti dalla UE. In Romania, per esempio, nel 2018 ci sono stati 96 decessi per milione di abitanti, in Bulgaria 88, in Lettonia 78, in Croazia 77 e in Polonia 76.

L’ITALIA IN MEDIA CON I NUMERI EUROPEI

E da noi? Quanti morti per incidente stradale ci sono stati in Italia nel 2018? Premesso che i dati non sono completi e rappresentano soltanto una stima, seppur attendibile, come spesso ci accade siamo a metà del guado con 55 morti per milione di abitanti. Leggermente sopra la media europea di 49 ma tutto sommato in linea con i numeri dell’Unione. Nel 2010 i morti sulle strade italiane erano stati 70 per milione di abitanti, 56 nel 2017. Un lento miglioramento proprio come nell’intera UE, ma si può e si deve fare di più.

DALLA GRECIA I MAGGIORI PROGRESSI IN FATTO DI SICUREZZA STRADALE

Tra il 2010 e il 2018 i paesi che hanno fatto i maggiori progressi, diminuendo sensibilmente il numero di vittime per incidenti stradali, sono stati Grecia (-45%), Lituania (-43%), Portogallo (-35%) e Slovenia (-34%). Viceversa Malta (+38%), Svezia (+22%) e Lussemburgo (+13%) sono gli unici ad aver peggiorato il loro dato. Ma, come abbiamo visto, maltesi e svedesi restano abbondantemente sotto media.

SICUREZZA STRADALE NELL’UE: NUOVE MISURE PER IL FUTURO

Commentando le statistiche sulla sicurezza stradale nel 2018 in UE, il commissario europeo ai trasporti Violeta Bulc ha detto di aver accolto con soddisfazione il calo dei sinistri, ma che il numero rimane inaccettabile. Per questo nuove misure sono state messe in atto, e altre lo saranno nel prossimo futuro, per migliorare la sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture. Ad esempio entro il 2021 sulle auto di nuova immatricolazione si dovranno obbligatoriamente installare almeno 11 tra i maggiori sistemi avanzati di assistenza alla guida, tra cui la frenata automatica di emergenza e l’intelligent speed assistance per aiutare i conducenti a rispettare i limiti di velocità. Sognando di portare a zero, o quasi, il numero di vittime per incidente entro il 2050.

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