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Consiglio acquisto utilitaria: budget fino a 16.000 euro

di Redazione

Con questa guida chiudiamo il capitolo dedicato alle auto utilitarie, che abbiamo già affrontato occupandoci di modelli in vendita a 10.000 euro e vetture acquistabili spendendo fino a 13.000 euro. Stavolta ci concentriamo invece sulla fascia premium del segmento B, con i consigli per l’acquisto di un’utilitaria con budget fino a 16.000 euro. Come avrete sicuramente già visto, le guide di SicurAUTO.it contengono una breve scheda per ogni automobile presentata, con le caratteristiche più importanti, il prezzo, le emissioni, i consumi e, quando disponibile, il crash test. Perché per noi la sicurezza viene sempre prima di tutto, anche dell’estetica. Tutte le guide che realizziamo saranno aggiornate periodicamente, perciò tornate spesso a trovarci per scoprire le ultime novità. Guida aggiornata il 18 giugno 2019.

COME SCEGLIERE L’AUTO GIUSTA

Tutti sappiamo quanto sia difficile scegliere l’auto giusta. Quanti acquirenti hanno optato per un determinato modello senza pensarci troppo, salvo rendersi conto dopo qualche mese di aver sbagliato clamorosamente automobile? A questo proposito vi consigliamo di focalizzare la scelta prima di tutto sulle vostre necessità. A parte il budget, è importante sapere l’uso che si farà dell’auto: casa-lavoro, viaggi, tempo libero, gite offroad? Pensateci bene prima di decidere su quale vettura valga la pena indirizzarsi (e investire). E valutate con attenzione anche altri aspetti, come per esempio il numero di km che pensate di percorrere in un anno. Perché da questo dipende la scelta di un’auto benzina, diesel, gpl o con alimentazione a bassi o bassissimi consumi. Detto questo, possiamo passare alla nostra guida con i consigli per l’acquisto di un’utilitaria con budget fino a 16.000 euro circa.

CITROEN C3

La Citroen C3 model year 2016 ha dimensioni più compatte rispetto al passato e caratteristiche da agile cittadina (ora misura 399 cm, mentre il bagagliaio parte da 300 litri). Per strada è subito riconoscibile grazie agli originali airbump, i paracolpi laterali. Con il nostro budget si possono comprare numerosissime versioni della C3, benzina o diesel, con cambio manuale o automatico. Sforando leggermente (prezzo di listino 17.850 euro) possiamo per esempio accedere alla PureTech 110 S&S Feel EAT6 con propulsore 1.2 benzina da 110 CV/81 kW e cambio automatico, che consuma 5,1 l/100 km ed emette 120 g/km. Nel 2017 il crash test Euro NCAP di Citroen C3 ha ottenuto 4/5.

FIAT PANDA

A quasi quarant’anni dal debutto e giunta ormai alla terza generazione, l’utilitaria Fiat Panda non vuole proprio saperne di farsi da parte. E del resto perché dovrebbe, dato che in Italia continua a guidare le classifiche di vendita con ampio margine sulla concorrenza? La Panda misura 365 cm di lunghezza, ha 5 porte, 4 posti e un bagagliaio da 200 litri. Spendendo intorno ai 16.000 euro si possono acquistare due versioni gpl e due a metano della Panda. Su tutte la 1.2 69 CV EasyPower E6d-Temp Lounge, con alimentazione bifuel gpl/benzina, che costa 15.500 euro. Nel 2018 il crash test di Fiat Panda eseguito da Euro NCAP ha dato come risultato 0/5.

FORD KA+ ACTIVE

Utilitaria con aspirazioni da piccolo crossover, Ford Ka+ Active offre parecchio spazio all’interno sia in altezza che in larghezza, mentre su strada si muove con la giusta agilità. Misura 395 cm di lunghezza e la capacità del bagagliaio parte da 270 litri. Mettendo sul piatto 14.750 euro ci portiamo a casa la versione diesel con cambio manuale 1.5 EcoBlue 95cv S&S Active, spinta da un propulsore da 95 CV/70 kW che consuma 4,1 l/100 km ed emette 108 g/km di CO2. Appena tre stelle per la Ford Ka+ nel crash test Euro NCAP effettuato nel 2017.

HONDA JAZZ

La giapponese Honda Jazz è lunga 402 cm, dispone di 5 posti e con l’ultimo restyling è migliorata soprattutto esteticamente, mantenendo la generosa abitabilità e la facilità di guida. I modelli a nostra disposizione sono tutti a benzina, uno dei quali con cambio automatico. Si tratta della versione 1.3 Trend CVT con motore da 102 CV/75 kW, consumo dichiarato nel ciclo misto di 5,8 l/100 km e 106 g/km di emissioni di CO2. La Honda Jazz offre di serie il dispositivo di frenata automatica d’emergenza. Il prezzo di listino parte da 17.500 euro. Punteggio pieno (5 stelle) per il crash test Euro NCAP di Honda Jazz fatto nel 2015.

LANCIA YPSILON

L’iconica utilitaria Lancia Ypsilon è l’unica vettura del glorioso marchio torinese a ricevere ancora soddisfazioni dal mercato delle auto. L’ultimo restyling del 2015 ha riguardato sia la carrozzeria che l’abitacolo e gli interni, con nuovi materiali.. La Ypsilon è lunga 383 cm, ospita comodamente 4 persone e dispone di un bagagliaio dal volume minimo di 245 litri. Nella nostra guida con i consigli per l’acquisto di utilitarie fino a 16.000 euro o poco più rientrano versioni a benzina, gpl e metano. Le bifuel gas/benzina sono la 1.2 69cv GPL Ecochic Black and Noir (16.300 euro) e la 1.2 69cv GPL Ecochic Gold (17.100 euro). Per entrambe il motore è un 4 cilindri con 69 CV/51 kW. Il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 7,2 l/100 km con 117 g/km di emissioni di CO2. Euro NCAP nel 2015 ha effettuato il crash test di Lancia Ypsilon che ha dato risultati molto modesti: 2/5.

MAZDA2

Decisamente rinnovata rispetto alla precedente generazione, ora Mazda2 si è allungata fino a 406 cm trasformandosi in un’utilitaria compatta dalle linee fluide e sinuose e dalla guida agile e dinamica. La capacità del bagagliaio parte da 280 litri. Nella nostra fascia di riferimento rientrano le versioni 1.5 Skyactiv-G 75cv Essence da 14.400 euro, 1.5 Skyactiv-G 75cv Evolve da 15.300 euro e 1.5 Skyactiv-G 90cv Evolve da 15.850 euro. Quest’ultima è spinta da un motore 1.5 benzina da 90 CV/66 kW, che consuma 5,7 l/100 km ed emette 111 g/km di CO2. Il crash test del 2015 di Mazda2 ha ottenuto da Euro NCAP il punteggio di 4/5.

MITSUBISHI SPACE STAR

È lunga appena 379 cm, ma la Mitsubishi Space Star tutto può definirsi tranne che un’auto scomoda. E pure il bagagliaio, capiente 235 litri, ha il suo perché (in proporzione alle dimensioni della vettura). Se possiamo spendere fino a 16.000 euro sforando il giusto, Space Star è disponibile in tre versioni a benzina e ben quattro con alimentazione a gas: tra queste la 1.0 Funky bi-fuel GPL da 14.990 euro e la 1.0 Intense NAVI ClearTec bi-fuel GPL da 16.800 euro. Vantano tutte propulsori da 71 CV/52 kW, consumano appena 5,8 l/100 km ed emettono soltanto 94 g/km di CO2. Il crash test di Mitsubishi Space Star del 2013 ha ottenuto un punteggio di 4/5.

OPEL CORSA

L’utilitaria tedesca Opel Corsa è disponibile sia nell’allestimento a 3 che a 5 porte. Sottoposta a restyling pochi anni fa, ha subito un rimodernamento della parte estetica esteriore ma anche una serie di modifiche per quanto riguarda la meccanica. Entrambi i modelli continuano comunque a condividere la stessa lunghezza (402 cm), ma la 5 porte ha un bagagliaio leggerissimamente più ampio. La Corsa 3 porte e la Corsa 5 porte sono in vendita con alimentazione a benzina oppure gpl, con prezzi che oscillano da 14.400 a 17.550 euro a seconda della versione. Il motore è quasi sempre un 4 cilindri da 90 CV/66 kW di potenza, con 7,8 l/100 km di consumi dichiarati e 114 g/km di emissioni CO2. Nel 2014 il crash test di Opel Corsa fatto da Euro NCAP ha dato come risultato 4/5.

SMART FORFOUR

Il nuovo modello della Smart Forfour è un’utilitaria gradevole e originale, ovviamente un po’ meno agile della ‘due posti’ ma decisamente più comoda (senza esagerare). È lunga 349 cm, ha 4 posti, 5 porte e una capacità di carico di 185 litri. La frenata automatica di emergenza è di serie sia sull’allestimento Passion che sul Supertech. Per quanto riguarda le motorizzazioni sono tutte a trazione posteriore e alimentate a benzina, una delle quali con cambio automatico. I prezzi variano dai 16.271 euro della versione 70 1.0 52kW Superpassion ai 17.721 euro della 70 1.0 52kW Superpassion Twinamic. Motore 1.0 da 71 CV/52 kW, 4,9 l/100 km di consumi nel ciclo misto e 112 g/km di emissioni di CO2. Il crash test Euro NCAP di Smart Forfour del 2014 ha ottenuto 4 stelle su 5.

TOYOTA YARIS

Con l’ultimo aggiornamento l’abitabilità di Toyota Yaris è migliorata e consente adesso di viaggiare bene in quattro, stendendo sufficientemente le gambe. La lunghezza dell’auto è stata portata a 394 cm, anche nella configurazione a 3 porte. Il bagagliaio da 286 litri non è invece gigantesco, ma comunque in linea con quello della concorrenza. Il nostro portafoglio ci permette di accedere alle versioni a benzina 1.0 Cool MY18 (15.200 euro) e 1.0 Active MY18 (16.500 euro), entrambe dotate di motore 1.0 da 72 CV/53 kW, con consumo di 4,8 litri ogni 100 km e 107 g/km di emissioni dichiarate. Nel 2017 il crash test Euro NCAP di Toyota Yaris ha conquistato le 5 stelle.

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Consiglio acquisto utilitaria con frenata automatica d’emergenza: budget 15.000 euro

di Redazione

Nuova guida di SicurAUTO.it, stavolta dedicata alle auto equipaggiate, di serie od optional, con l’AEB (Autonomus Emergency Brake). In questa particolare occasione vi offriamo i consigli per l’acquisto di un’utilitaria con frenata automatica d’emergenza che preveda un budget di 15.000 euro circa. Scelta dettata non dal caso, perché la diffusione, specie dal basso, di questo dispositivo di sicurezza, può contribuire in maniera sensibile alla riduzione delle frequentissime collisioni in ambito cittadino. Tra l’altro è utile prendere confidenza già da adesso con la frenata automatico d’emergenza, visto che dal 2022 sarà obbligatoria su tutte le nuove automobili. Guida aggiornata il 21 maggio 2019.

COME FUNZIONA LA FRENATA AUTOMATICA D’EMERGENZA

Per grandi linee la frenata automatica d’emergenza o AEB coadiuva il guidatore nell’evitare collisioni, dovute magari a distrazioni durante la guida, con ostacoli quali automobili, ciclisti e pedoni. I sensori, posti solitamente sul parabrezza, ‘leggono’ un tratto di strada di fronte alla vettura e interpretano i potenziali pericoli. Il funzionamento varia da sistema a sistema, ma solitamente si attiva un allarme per avvisare il conducente. Se dopo un breve lasso di tempo l’auto non viene arrestata, il dispositivo di sicurezza provvede a rallentare e fermare, se necessario, in maniera autonoma l’automobile.

AEB CITTADINI E SISTEMI EXTRAURBANI

Attualmente è possibile fare un distinguo tra i sistemi AEB che sono in commercio. Una prima categoria è quella definita City, il cui funzionamento è adeguato a garantire la sicurezza nel traffico urbano; questi dispositivi sono infatti efficaci a bassa velocità e controllano una distanza tra gli 8 e i 10 metri. Altra categoria degli impianti di frenata automatica d’emergenza sono invece i cosiddetti Inter-Urban. Questi si caratterizzano per un più profondo raggio d’azione e sono operativi anche a velocità sostenute. Tali caratteristiche li rendono idonei all’uso extraurbano e lungo i tragitti autostradali. Fatta questa doverosa premessa, passiamo ai nostri consigli per l’acquisto di un’utilitaria con frenata automatica d’emergenza che preveda un budget di 15.000 euro circa, non prima di avervi segnalato i 10 costruttori che hanno prodotto più auto con AEB nel 2018.

CITROEN C3

La Citroen C3 model year 2016 ha dimensioni più compatte rispetto al passato e caratteristiche da agile cittadina (ora misura 399 cm, mentre il bagagliaio parte da 300 litri). Per strada è subito riconoscibile grazie agli originali airbump, i paracolpi laterali. Con il nostro budget si può comprare la versione PureTech 82 S&S Shine che costa 16.350 euro, a cui vanno aggiunti 300 euro per dotarla di frenata automatica di emergenza. Questa C3 monta un propulsore 1.2 benzina da 83 CV/61 kW, consuma 4,8 l/100 km ed emette 110 g/km. Nel 2017 il crash test Euro NCAP di Citroen C3 ha ottenuto 4/5.

FIAT PANDA

A 39 anni dal debutto e giunta ormai alla terza generazione, l’utilitaria Fiat Panda non vuole proprio saperne di farsi da parte. E del resto perché dovrebbe, dato che in Italia continua a guidare le classifiche di vendita con ampio margine sulla concorrenza? La Panda misura 365 cm di lunghezza, ha 5 porte, 4 posti e un bagagliaio da 200 litri. È disponibile ad alimentazione benzina, gpl e metano, con motori 0.9 e 1.2 da 69 CV/51 kW. Gli allestimenti Easy e Lounge, in vendita da 12.550 a 17.150 euro, sono equipaggiabili anche con frenata automatica di emergenza (per aggiungerla ci vogliono altri 260 euro). Nel 2018 il crash test di Fiat Panda eseguito da Euro NCAP ha dato come risultato 0/5.

FORD FIESTA

La settima generazione di Ford Fiesta è stata lanciata 2017, a ben nove anni dal debutto del precedente modello. Rispetto a prima è più lunga di 7 cm (ora si attesta sui 404 cm), ha 5 porte, 5 posti e un bagagliaio da 292 litri. Nella nostra forbice di spesa rientra la versione 1.1 70CV Plus da 15.250 euro, più 900 per dotarla di frenata automatica di emergenza. Equipaggiata con un motore benzina da 1.100 cm3 e 70 CV/51 kW, consuma 5,2 l/100 km ed emette 117 g/km di CO2. Fiesta è disponibile anche nella versione a 3 porte. Il crash test di Ford Fiesta effettuato da Euro NCAP nel 2017 ha ottenuto il massimo punteggio di 5/5.

HONDA JAZZ

La compatta Honda Jazz è lunga 402 cm, dispone di 5 posti e con l’ultimo restyling è migliorata soprattutto esteticamente, mantenendo la generosa abitabilità e la facilità di guida. Il modello a nostra disposizione monta un 4 cilindri da 1.3 litri e 102 cavalli, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,8 l/100 km e 117 g/km di emissioni di CO2. La Honda Jazz offre di serie fin dal più basico allestimento Trend il dispositivo di frenata automatica d’emergenza City Brake Assist (CTBA), attivo fino a 30 chilometri orari. Il prezzo di listino parte da 16.150 euro. Punteggio pieno (5 stelle) per il crash test Euro NCAP di Honda Jazz fatto nel 2015.

KIA PICANTO

Come la Panda anche Kia Picanto è giunta alla terza generazione, e allo stesso modo dell’utilitaria italiana ha fatto un passo in avanti dal punto di vista dello spazio di bordo (i 359 cm di lunghezza permettono ai passeggeri posteriori di allungare un po’ le gambe), della versatilità e della capacità di carico (255 litri). La frenata automatica di emergenza è disponibile facoltativamente (con un esborso di 600 euro) su tutti gli allestimenti di Picanto: City, Active, Cool, GT Line e X Line. I prezzi di listino variano da 11.150 a 15.350 euro, mentre per quanto riguarda i motori troviamo un 1.0 benzina da 66 CV/49 kW o da 100 CV/74 kW, e un 1.0 gpl da 65 CV/48 kW. Solo 3 stelle su 5 nel crash test di Kia Picanto del 2017 by Euro NCAP.

NISSAN MICRA

L’utilitaria giapponese Nissan Micra viene prodotta da oltre trentacinque anni ed è arrivata alla quinta generazione, certamente non l’ultima. È lunga 399 cm con 5 porte, 5 posti e un volume di carico del bagagliaio di 300 litri. La frenata automatica di emergenza si trova di serie su tutti gli allestimenti della Micra. Per le nostre tasche sono disponibili versioni benzina o gpl tutte con cambio manuale e prezzi che oscillano tra 12.950 e 16.450 euro. Nel 2017 il crash test Euro NCAP di Nissan Micra è stato valutato 4/5.

PEUGEOT 208

La compatta Peugeot 208 ha conservato la sua personalità anche dopo l’ultimo restyling, che ha riguardato soprattutto la meccanica. Leggermente accorciata, oggi misura 397 cm con una capacità di carico del bagagliaio di 311 litri. Limitatamente al nostro budget, la frenata automatica di emergenza è proposta come optional a 250 euro sulla 208 Active PureTech 68cv, sulla 208 Active PureTech 82cv S/S e sulla 208 Signature PureTech 82cv S/S, che costano da 14.930 a 16.980 euro. Le ultime due sono spinte da un motore 1.2 benzina da 83 CV/61 kW, con 4,8 l/100 km di consumi dichiarati e 109 g/km di emissioni di CO2. Il crash test di Peugeot 208 by Euro NCAP è stato valutato 5/5 nel 2012.

SEAT IBIZA

La nuova Seat Ibiza rispetto alla serie precedente si presenta con passo allungato (405 cm) e carreggiate allargate, elementi che hanno consentito di guadagnare spazio nell’abitacolo, specie a livello del sedile posteriore. Gli interni ora sono più curati. Il bagagliaio parte da una capacità di 355 litri, non male. La frenata automatica di emergenza è di serie su tutti gli allestimenti di Seat Ibiza e nel nostro range di spesa rientrano numerose versioni dell’utilitaria spagnola, tra cui una con alimentazione a metano. Si tratta della 1.0 TGI 90cv Reference da 16.530 euro, con motore 1.000 cm3 da 90 CV/66 kW e consumi ed emissioni limitati rispettivamente a 4,1 kg/100 km e 92 g/km. Seat Ibiza ha ricevuto 5 stelle nel crash test Euro NCAP del 2017.

SEAT MII

Nonostante le numerose e agguerrite rivali nel segmento delle utilitarie, la Seat Mii ha conquistato una piccola nicchia di fedelissimi grazie all’avanzata tecnologia di bordo e ai consumi ridotti. Le misure sono molto contenute (è lunga 355 cm, bagagliaio da 251 litri) e il numero massimo di passeggeri non supera le 4 unità. Capitolo motori: la Seat Mii è spinta da un propulsore 1.0 benzina da 60 CV/44 kW, o in alternativa da un 1.0 a metano da 68 CV/50 kW. Prezzo di listino da 11.280 a 15.980 euro, e con 650 euro in più si può avere pure la frenata automatica di emergenza. Euro NCAP ha testato la Seat Mii nel 2011 assegnandole nel crash test il punteggio massimo di 5/5.

SKODA CITIGO

Nell’affollatissimo panorama delle utilitarie dal 2017 fa la sua discreta figura la nuova versione di Skoda Citigo, nella configurazione a 3 o a 5 porte. In entrambi i casi la lunghezza non cambia ed è di 359 cm, così come il bagagliaio che parte sempre da 25 litri. Disponibile in numerosissime versioni con prezzi da 10.290 a 15.350 euro, propone motori 1.0 benzina da 75 CV/55 kW con cambio manuale o automatico, oppure 1.0 metano da 68 CV/50 kW con cambio solo manuale. La frenata automatica di emergenza è offerta su tutti gli allestimenti con un surplus di spesa di 310 euro. 5/5 il punteggio di Skoda Citigo nel crash test Euro NCAP del 2011.

SUZUKI SWIFT

Nei nostri consigli per l’acquisto di utilitaria con frenata automatica di emergenza dal costo di 15.000 euro circa, c’è pure la Suzuki Swift, che di recente è stata rivista sia nel look che nelle motorizzazioni. Lo spazio interno adesso è ben sfruttato e sul sedile posteriore si sta bene anche in tre. Nonostante la lunghezza della vettura, con 384 cm, non sia proprio da top di gamma. Anche la capacità del bagagliaio è aumentata a 265 litri. Sulla Swift l’AEB è d’optional (a 500 euro) sugli allestimenti Easy e Cool, e di serie su quelli Top ed S, che però sono fuori dal nostro budget. Noi possiamo infatti accedere solo alle tre versioni benzina, tutte con cambio manuale, 1.2 DualJet Easy 2WD da 13.990 euro, 1.2 DualJet Cool 2WD da 14.990 euro e 1.0 BoosterJet Cool 2WD da 16.190 euro. Soltanto 3/5 il punteggio di Suzuki Swift nel crash test di Euro NCAP del 2017.

TOYOTA AYGO

Toyota Aygo ha fatto un bel salto di qualità rispetto alla prima generazione, migliorando negli interni, nelle dotazioni, nei materiali e nella sicurezza. Utilitaria mignon, misura 346 cm di lunghezza con un bagagliaio da 168 litri. Disponibile in ben otto allestimenti, tutti dotati di frenata automatica d’emergenza di serie. Le varie versioni a nostra disposizione, in vendita da 12.450 a 16.900 euro, montano propulsori 1.0 benzina da 72 CV/53 kW con cambio manuale o automatico. Modesto risultato (3/5) di Toyota Aygo nel crash test Euro NCAP del 2017.

TOYOTA YARIS

Con l’ultimo aggiornamento l’abitabilità di Toyota Yaris è migliorata e consente adesso di viaggiare bene in quattro, stendendo sufficientemente le gambe. La lunghezza dell’auto è stata portata a 394 cm, anche nella configurazione a 3 porte. Il bagagliaio da 286 litri non è invece gigantesco, ma comunque in linea con quello della concorrenza. Cosa più importante, però, la Yaris è amica della sicurezza stradale, visto che offre la frenata automatica d’emergenza di serie su tutti gli allestimenti. Il nostro portafoglio ci permette di accedere alle versioni a benzina 1.0 Cool MY18+ (15.200 euro) e 1.0 Active MY18 (16.500 euro), entrambe dotate di motore 1.0 da 72 CV/53 kW, con consumo di 4,8 litri ogni 100 km e 107 g/km di emissioni dichiarate. Nel 2017 il crash test di Toyota Yaris ha conquistato le 5 stelle.

VOLKSWAGEN POLO

L’utilitaria tedesca Volkswagen Polo è stata rinnovata nel 2017 e offre oggi migliori finiture, maggior sicurezza e uno spazio a bordo a prova di viaggio in cinque. Merito forse della lunghezza portata a 405 cm, e anche il bagagliaio da 351 litri fa il suo dovere. Con il nostro budget fino a 15.000 euro o poco oltre sono disponibili versioni a benzina e a metano della nuova Polo. Tutte con frenata automatica d’emergenza di serie. Molto interessante l’ecologica 1.0 TGI Trendline BMT da 16.950 euro (motore da 90 CV/66 kW con soli 88 g/km di emissioni di CO2). VW Polo ha ricevuto 5 stelle nel crash test Euro NCAP del 2017.

VOLKSWAGEN UP!

3 o 5 porte non fa differenza, la piccola utilitaria Volkswagen Up! misura sempre 360 cm di lunghezza e nonostante questo regala una buona abitabilità a bordo, anche ai passeggeri sui sedili posteriori (ecco, magari evitate di farci accomodare degli spilungoni). Il bagagliaio da 251 litri si difende, in relazione al segmento. Di serie la frenata automatica di emergenza, disponibile su tutti gli allestimenti. Le motorizzazioni che possiamo permetterci con il nostro portafoglio prevedono tre benzina 1.0 con cambio manuale o automatico e la 1.0 68cv eco up! move up! BMT con alimentazione a metano. Prezzo di quest’ultima: 15.950 euro. Il crash test Euro NCAP del 2011 di Volkswagen Up! Ha totalizzato 5/5.

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Windows 10: Disabilitare Windows Defender in modo permanente

di Alessandro Giorgis
Microsoft, già a partire da Windows 7, ha introdotto un proprio sistema di protezione denominato Windows Defender. Con l'arrivo di Windows 10 questo modulo di protezione è ancora più integrato nel sistema, a tal punto che non è più possibile disabilitarlo in modo permanente. Se ci proviamo, infatti, il S.O. provvederà a riattivarlo in automatico al successivo riavvio.


Per quanto possa piacere Windows Defender è tutt'altro che infallibile come sistema di protezione e spesso gli utenti preferiscono affidarsi a protezioni di terze parti. Come accennato prima purtroppo in Windows 10 si è persa la possibilità di disabilitarlo in modo permanente, e questo potrebbe creare qualche conflitto con un eventuale software.

Per risolvere possiamo utilizzare il registro di sistema.
Apriamo il registro di sistema cliccando su START e digitando regedit, dopodiché spostiamoci nel percorso:

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows Defender

Una volta in posizione clicchiamo con il tasto destro del mouse nel frame di destra e selezioniamo Nuovo - Valore DWORD (32bit). Rinominiamo il nuovo elemento in DisableAntiSpyware e assegniamogli il valore 1.
DisableAntiSpyware



Dato che abbiamo agito sul registro di sistema non sarà necessario riavviare il pc. Possiamo controllare lo stato di Windows Defender cliccando su START e digitando defender. Il risultato sarà un messagggio che ci comunica l'impossibilità di aprire il programma.

 

Anche riavviando il pc il software rimarrà disabilitato, permettendoci di installare tranquillamente il nostro software di protezione preferito.
Questo articolo è di proprietà de Il Diario del Sistemista Non è consentito ripubblicarne, anche solo parzialmente, i contenuti senza l'attribuzione al suo autore. I contenuti sono protetti dalla licenza Creative Commons.

Impossibile avviare il programma perché MSVCR100.DLL non è presente nel computer

di Alessandro Giorgis
Spesso Windows riporta errori strani, come quelli che riguardano librerie mancanti o danneggiate.
In certe occasioni, al tentato avvio di un programma, compare il seguente messaggio di errore.

Nella quasi totalità dei casi questo messaggio indica la mancanza nel sistema di Microsoft Visual C++, ovvero un ambiente di sviluppo che contiene determinate librerie, spesso utilizzate per diversi software.

Per risolvere il problema è sufficiente scaricare Microsoft Visual C++ direttamente dal sito di Microsoft, avendo cura di scegliere la versione corretta per il nostro sistema operativo, ovvero 32 bit (x86) o 64 bit (x64).

Ad installazione ultimata avviamo nuovamente il programma e, se tutto è andato per il verso giusto, non comparirà più l'errore.
Questo articolo è di proprietà de Il Diario del Sistemista Non è consentito ripubblicarne, anche solo parzialmente, i contenuti senza l'attribuzione al suo autore. I contenuti sono protetti dalla licenza Creative Commons.

Ripristinare Windows 10 o tornare alla versione precedente di Windows

di Alessandro Giorgis
A partire da Windows 8 Microsoft ha introdotto un una funzione che permette di eseguire un ripristino del sistema operativo alle impostazioni di fabbrica direttamente dal S.O. stesso, senza usare il DVD al boot del sistema.
Questa opzione semplifica notevolmente il processo di formattazione del pc, anche per gli utenti meno esperti, inoltre permette di eseguire un'installazione pulita ogni volta che vogliamo.
Se invece non siete soddisfatti di Windows 10, Microsoft permette di tornare alla versione precedente del sistema (Win 7 o Windows 8.1, a seconda della vostra vecchia versione) entro un mese dalla data di upgrade. Vediamo come eseguire entrambe le procedure.

Ripristino alle impostazioni di Fabbrica
NB: Poiché questa procedura ripulisce il sistema è importante non eseguirla se si intende ripristinare la versione precedente di Windows. Per tornare alla versione precedente è essenziale disporre dei file preparati da Windows durante l'upgrade.
Se intendete ripristinare la vecchia versione di Windows passate al punto successivo dell'articolo.

Come accennato prima Windows 10 permette di fare un ripristino del sistema direttamente dal S.O.
Anche se il disco di boot non è richiesto è sempre meglio averne uno a portata di mano. Per crearlo possiamo usare il Media Creation Tool illustrato in questo post
Dobbiamo solo selezionare la voce  Crea un supporto di installazione per un altro PC per creare un file ISO oppure una pendrive USB, avendo cura di selezionare la giusta versione di Windows 10 in nostro possesso (Home o Pro).



Una volta creato il supporto di ripristino e dopo aver fatto il backup dei dati procediamo il ripristino. Andiamo su START - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza, clicchiamo su Ripristino e selezioniamo Per Iniziare. Windows ci chiederà delucidazioni su cosa fare, se mantenere i file oppure se rimuovere tutto.


Scegliamo Rimuovi tutto e proseguiamo. Se abbiamo più partizioni sul disco fisso Windows chiederà se vogliamo rimuovere i file da tutte le unità oppure se ripulire solo quella dove è presente Windows (tipicamente la C:)


Scegliamo di ripulire solo l'unità di sistema e proseguiamo. Windows a questo punto ci metterà di fronte ad una nuova scelta:
  • Rimuovere solo i file personali
  • Rimuovere i file pulire l'unità.
Questa scelta è legata al motivo della formattazione. Scegliendo la seconda opzione, infatti,  Windows provvederà ad eseguire un ciclo di scrittura sull'hard disk in modo da rendere molto più complesso l'eventuale recupero dei dati. Conviene usare questa opzione solo se si intende formattare con il fine di vendere o regalare il pc.
Scegliamo di rimuovere semplicemente i file e proseguiamo cliccando su Reimposta.


A questo punto dobbiamo solo pazientare che Windows completi la procedura di ripristino, avendo cura di rispondere alle domande poste dal sistema operativo.
Oltre alla classica scelta della lingua e accettazioni varie vi verrà chiesta la natura del pc. Se è di vostra proprietà e non un pc aziendale selezionate Appartiene a me e procedete associando un account Microsoft oppure creando un account locale (cliccando su ignora questo passaggio).


Completati i vari passaggi potremmo nuovamente utilizzare Windows 10. Grazie alla scelta di ripulire solo la partizione di sistema le altre le troveremo esattamente come le abbiamo lasciate prima del ripristino.


Anche la licenza rimarrà intatta e non sarà necessario attivare nuovamente Windows.

Tornare alla versione precedente di Windows
Windows 10 permette di riportare il sistema alla precedente versione di se stesso (Win 8.1 o Win 7) a patto che il procedimento venga effettuato entro 1 mese dalla data di upgrade.

Come prima cosa facciamo il solito backup dei dati, anche se non si dovrebbe perdere nulla (ma perché rischiare?) dopodiché andiamo su START - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza - Ripristino per troare la voce Torna a Windows 7 o Torna a Windows 8.1 (a seconda della nostra vecchia versione di partenza). Clicchiamo sul tasto Per iniziare.

Ovviamente Microsoft ci chiederà la motivazione per la quale vogliamo tornare indietro, selezioniamo il motivo che più ci aggrada e proseguiamo.


Windows ci informerà su quello che accadrà dopo il downgrade, ovvero la perdita di eventuali programmi installati o aggiornati in Windows 10 e il ripristino delle impostazioni di sistema. Inoltre dovremmo ricordarci l'eventuale password di accesso del vecchio sistema operativo, altrimenti non potremo accedere a Windows.

Fatte queste premesse proseguiamo e attendiamo che il pc completi le operazioni.



Se tutto è andato per il verso giusto Windows si riavvierà con la nostra vecchia versione. Anche questa volta non sarà necessario eseguire nessuna attivazione, inoltre potremmo nuovamente fare l'upgrade a Windows 10 tramite l'app di prenotazione o tramite il Media Creation Tool
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Aggiornare manualmente a Windows 10

di Alessandro Giorgis
Windows 10 è liberamente scaricabile già dal 29 di luglio. Microsoft ha introdotto un efficiente metodo per permettere l'aggiornamento dei device Windows 7 e Windows 8.1 in modo gratuito.
Nei mesi scorsi,infatti, su quasi tutti i dispositivi è comparsa la notifica dell'imminente uscita del nuovo S.O. con la possibilità di prenotarlo in modo gratuito.


Se avete prenotato la vostra copia non dovete far altro che attendere, il vostro pc vi avviserà automaticamente non appena saranno scaricati i file necessari e potrete eseguire l'ugrade (per certi sistemi potrebbe non essere ancora disponibile).
Per i più impazienti Microsoft ha messo a disposizione il Media Creation Tool, che permette di aggiornare il sistema o creare un supporto per eseguire l'update successivamente. Vediamo come utilizzarlo.
Prima di iniziare è bene precisare che, sebbene Windows mantenga dati e software presenti sul pc, è bene eseguire un backup dei dati, non si sa mai. Potete seguire la seconda parte di questo post, dove viene utilizzato Veem Enpoint Backup.

Chiarito il discorso backup siamo pronti, perciò scarichiamo il Media Creation Tool dal sito ufficiale, avendo cura di scegliere la versione corretta per il proprio sistema operativo, a 32 o a 64bit.

Una vola scelto il file corretto lanciamo l'eseguibile e scegliamo tra le due opzioni disponibili: aggiornare subito il PC oppure creare un supporto di installazione.


ATTENZIONE: Prima di proseguire leggere attentamente.
Prima di scegliere a cuor leggero è bene fare un paio di considerazioni.
Dato che Windows 10 necessita di un Product Key per l'attivazione è importate sapere che questo codice viene generato solo nella fase di aggiornamento del sistema operativo. Infatti Windows 10 rileverà il codice originale del vecchio O.S (Win 7 o 8.1) e provvederà a gestire l'attivazione.
Se siete dei puristi (come me) e decidete di eseguire un'installazione pulita senza passare dall'aggiornamento sappiate che Windows 10 dovrà essere attivato come se fosse stato appena acquistato.
Possiamo quindi riassumere che la condizione necessaria per avere il nuovo S.O. in maniera gratuita è quella di aggiornare il sistema esistente. Più avanti vedremo come eseguire l'installazione pulita del sistema operativo post-upgrade. 

Fatta questa doverosa premessa scegliamo l'opzione Aggiorna il PC ora e, armati di santa pazienza, attendiamo che Media Creation Tool scarichi i GB necessari.


A processo completato il sistema ci informerà di essere pronto per l'upgrade, specificando che aggiornerà l'attuale versione di Windows (se avevate una Pro verrà aggiornata la stessa versione), e che manterrà i file personali e le App.


Se volete, potete anche decidere di modificare il processo scegliendo tra le opzioni:
  • Mantenere file personali e App
  • Mantenere solo i file personali
  • Non mantenere nulla (installazione pulita del sistema con upgrade di Licenza e spostamento dei file personali nella cartella C:\Windows.old



Dopo aver aver effettuato la scelta più consona alle vostre esigenze proseguiamo cliccando su Installa. Mettiamoci comodi e attendiamo fiduciosi.


Completato i processi confermiamo la nostra utenza, scegliamo le impostazioni iniziali e finalmente Windows 10 sarà pronto.


Avendo effettuato l'upgrade Windows risulterà correttamente attivato, possiamo verificarlo cliccando su START - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza e cliccando sul tab Attivazione.



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Skype: Rimuovere la pubblicità invasiva

di Alessandro Giorgis
Skype è da sempre uno dei software più efficaci per mettere in contato più persone in giro per il globo.
La versione free, pur non avendo limitazioni nell'uso, è affetta da pubblicità, spesso invasiva. Sopratutto nelle ultime versioni il banner pubblicitario ricopre una generosa quantità di finestra chat.


La dimensione della finestra pubblicitaria può creare qualche problema, sopratutto se si esegue Skype su schermi particolarmente piccoli.
Naturalmente acquistando il credito la pubblicità verrà rimossa, ma possiamo anche agire diversamente, giocando con gli strumenti a disposizione. Vediamo come fare.

La pubblicità di Skype viene attivata tramite un indirizzo web, pertanto sarà sufficiente bloccarlo per impedirne il caricamento.
Apriamo Internet Explorer e clicchiamo su Strumenti - Opzioni Internet, dopodiché clicchiamo sul tab Sicurezza. Selezioniamo Siti con Restrizioni e clicchiamo sul tasto Siti.

In  questo spazio possiamo inserire i siti che intendiamo limitare. All'interno della stringa scriviamo https://apps.skype.com/ e clicchiamo su aggiungi.


Completiamo l'operazione cliccando su Chiudi e poi su Ok. A questo punto non ci resta che riavviare Skype e verificare il corretto blocco della pubblicità.


Rimarrà comunque il frame dove dovrebbe visualizzarsi il banner ma di dimensioni decisamente più contenute e non fastidioso.
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Ripristinare le associazioni dei file su Windows 7 e Windows Vista

di Alessandro Giorgis
In un precedente articolo avevamo trattato il fastidioso problema delle associazioni dei file .lnk (i classici link).
Purtroppo succede spesso che si perda l'associazione anche verso altre estensioni comuni, come i file di Word, i Pdf e così via.
 Settare le associazioni una ad una risulterebbe scomodo e laborioso, per fortuna esiste un software che ci permette, tramite un semplice clic, di ripristinare i valori di defualt. Si tratta di Unassoc.

Scarichiamo il file da questo link e facciamo doppio clic sul file unassoc.exe.


Una volta aperto l'applicativo scorriamo l'elenco fino a trovare l'estensione che vogliamo ripristinare e clicchiamo su Remove file association (User).

Un popup di conferma ci informerà che la rimozione è andata a buon fine.
Tra le tantissime estensioni ripristinabili c'è anche la famoso .lnk relativo ai link. Grazie a questo piccolo ma potente strumento le associazioni non saranno più un problema.

Un ringraziamento l'autore del software The WinHelpOnline Blog
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Windows 10: Disabilitare Windows Defender in modo permanente

di Alessandro Giorgis

Microsoft, già a partire da Windows 7, ha introdotto un proprio sistema di protezione denominato Windows Defender. Con l’arrivo di Windows 10 questo modulo di protezione è ancora più integrato nel sistema, a tal punto che non è più possibile disabilitarlo in modo permanente. Se ci proviamo, infatti, il S.O. provvederà a riattivarlo in automatico al successivo riavvio.

Per quanto possa piacere Windows Defender è tutt’altro che infallibile come sistema di protezione e spesso gli utenti preferiscono affidarsi a protezioni di terze parti. Come accennato prima purtroppo in Windows 10 si è persa la possibilità di disabilitarlo in modo permanente, e questo potrebbe creare qualche conflitto con un eventuale software.

Per risolvere possiamo utilizzare il registro di sistema.
Apriamo il registro di sistema cliccando su START e digitando regedit, dopodiché spostiamoci nel percorso:

HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREPoliciesMicrosoftWindows Defender

Una volta in posizione clicchiamo con il tasto destro del mouse nel frame di destra e selezioniamo Nuovo – Valore DWORD (32bit). Rinominiamo il nuovo elemento in DisableAntiSpyware e assegniamogli il valore 1.

DisableAntiSpyware





Dato che abbiamo agito sul registro di sistema non sarà necessario riavviare il pc. Possiamo controllare lo stato di Windows Defender cliccando su START e digitando defender. Il risultato sarà un messagggio che ci comunica l’impossibilità di aprire il programma.

 
Anche riavviando il pc il software rimarrà disabilitato, permettendoci di installare tranquillamente il nostro software di protezione preferito.

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Centinaia di software utili in un unico pacchetto con NirLauncher

di Aggregator

Da oggi è possibile ottenere tutte le utilità NirSoft in un unico pacchetto, raccolte sotto l’ombrello di NirLauncher, una compatta applicazione che funge da trampolino di lancio per tutte le applicazioni. La caratteristica principale di NirLauncher è che, così come le utilità che ospita, non richiede alcuna installazione. Anzi, il programma può essere inserito in una comune chiavetta USB in modo tale da poter eseguire al bisogno, in qualunque momento, le applicazioni comprese nel pacchetto.

Cliccando sul pulsante Password recovery utilities si possono visionare le utilità deputate al recupero di password e credenziali di accesso; Network monitoring tools permette di accedere all’elenco dei programmi per il monitoraggio dell’interfaccia di rete e lo “sniffing” dei pacchetti dati; Web browser tools consente di interfacciarsi con le funzionalità dei vari browser che si occupano della gestione della cache, dei cookie e della cronologia; Video/audio related utilities mostra le utilità per la gestione degli aspetti riguardanti audio e video, codec compresi; Internet related utilities contiene riferimenti alle utilità spiccatamente rivolte alla gestione delle operazioni in Rete; Command-line utilities elenca i programmi che funzionano da riga di comando;

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Desktop utilities mostra i programmi che hanno a che fare con la gestione della shell di Windows e dell’interfaccia utente in generale; Outook/Office utilities ospita alcuni programmi per la verifica di alcune funzionalità di Office e del client di posta Outlook; Programmer tools raccoglie alcune utilità destinate agli sviluppatori; Disk utilities propone applicazioni correlate alla gestione del file system e delle caratteristiche dei dischi fissi (ad esempio, SMART); System utilities offre numerose utilità per la manutenzione di Windows e la risoluzione di problemi mentre Other utilities contiene altri programmi non appartenenti alle precedenti categorie.

Fonte

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