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Oggi — 23 Gennaio 2019RSS feeds

Triumph: al debutto la Thruxton TFC e il concept Rocket TFC

di Tommaso Giacomelli

Triumph presenta le nuove moto realizzate dal Triumph Factory Custom, che sono la Thruxton TFC e il concept Rocket TFC. Si tratta di moto speciali e a tiratura limitata.

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Dati del settore pubblico liberamente accessibili a tutti, anche alle imprese (per scopi commerciali). La UE indica la strada

di Dario D'Elia

I dati del settore pubblico in futuro dovranno essere disponibili in una modalità che li renda facilmente riutilizzabili da parte del mondo delle imprese. Questo consentirà non solo di accelerare l’innovazione europea in settori altamente competitivi come ad esempio l’intelligenza artificiale ma anche proseguire nel solco della trasparenza.

I negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione ieri hanno raggiunto un accordo su nuove norme per la condivisione dei dati del settore pubblico, ovviamente nel rispetto del regolamento sulla protezione dei dati: si parla infatti ad esempio di dati personali anonimizzati sui consumi energetici domestici oppure informazioni generali sull’istruzione nazionale o sui livelli di alfabetizzazione, etc. Quindi sia a scopo commerciale, che non commerciale.

 “I dati rappresentano sempre di più la linfa vitale dell’economia di oggi. Liberare il potenziale dei dati pubblici aperti può portare a benefici economici importanti. Si prevede che il valore economico diretto totale delle informazioni del settore pubblico e dei dati provenienti dalle imprese pubbliche passerà dai 52 miliardi di euro del 2018 a 194 miliardi di euro entro il 2030. Queste nuove norme ci consentiranno di sfruttare al massimo questa crescita”, ha commentato Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale.

La questione di fondo, come ha ricordato Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e le società digitali, è che i contribuenti hanno già pagato per le informazioni del settore pubblico, “perciò renderle più accessibili per il riutilizzo costituisce un vantaggio per l’economia dei dati europea, poiché consente lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi innovativi, ad esempio basati su tecnologie di intelligenza artificiale”.

Photo credit - depositphotos.com

Comprensibile la decisione –  anche in ottica di aumento della trasparenza e un dibattito pubblico basato su numeri e fatti – di incoraggiare il riutilizzo “imponendo vincoli minimi o nulli dal punto di vista giuridico, tecnico e finanziario”. E per “tecnico” si intende anche il fatto che siano distribuiti in modalità “aperta”.

Ecco cosa prevedono le nuove norme:

  • Tutti i contenuti del settore pubblico accessibili ai sensi delle norme di accesso nazionale sono disponibili gratuitamente per il riutilizzo. Gli enti pubblici non potranno imporre tariffe superiori ai costi marginali per il riutilizzo dei loro dati, tranne che in casi eccezionali. Ciò consentirà a un maggior numero di PMI e di startup di accedere a nuovi mercati fornendo prodotti e servizi basati sui dati.
  • Sarà data rilevanza ai set di dati ad alto valore, quali le statistiche o i dati geospaziali, che hanno un notevole potenziale commerciale e possono accelerare lo sviluppo di un’ampia gamma di prodotti e servizi di informazione a valore aggiunto.
  • Le imprese di servizio pubblico nel settore dei trasporti e dei servizi di pubblica utilità generano dati preziosi. La decisione sulla possibilità di rendere questi dati disponibili deve essere presa in base alle diverse normative nazionali o europee, ma una volta resi disponibili per il riutilizzo, tali dati rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva relativa ai dati aperti e all’informazione del settore pubblico. Ciò significa che le imprese dovranno rispettare i principi della direttiva e garantire l’uso di formati di dati e di metodi di diffusione appropriati, avendo comunque la possibilità di applicare tariffe ragionevoli per recuperare i costi relativi alla produzione e alla messa a disposizione di tali dati.
  • Alcuni enti pubblici concludono complessi accordi relativi ai dati con società private e ciò può potenzialmente vincolare le informazioni del settore pubblico (lock-in). Saranno pertanto adottate misure di salvaguardia per rafforzare la trasparenza e limitare la conclusione di accordi che potrebbero portare a un riutilizzo esclusivo dei dati del settore pubblico da parte dei partner privati.
  • La maggiore disponibilità di dati in tempo reale mediante le interfacce API (Application Programming Interfaces) consentirà alle imprese e soprattutto alle start-up di sviluppare prodotti e servizi innovativi (ad esempio applicazioni per la mobilità). Anche i dati della ricerca finanziata con fondi pubblici rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva: gli Stati membri saranno tenuti a elaborare politiche per l’accesso aperto ai dati della ricerca finanziata con fondi pubblici, mentre a tutti i dati di tale natura resi accessibili tramite archivi saranno applicate norme armonizzate in materia di riutilizzo.

A questo punto non resta che attendere da parte del Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea l’adozione formale delle nuove norme. Dopodiché gli Stati Membri dovranno attuarle entro due anni prima che esse prendano effetto. La Commissione inizierà a collaborare con gli Stati membri per individuare le serie di dati ad alto valore che saranno oggetto di un atto di esecuzione.

Moto Guzzi V85TT: debutta in America

di Tommaso Giacomelli

La nuova Moto Guzzi V85TT, rivelata in forma definitiva agli Open House Guzzi, sbarcherà a maggio nel mercato del Nord America ad un prezzo di partenza di 11.900 dollari.

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Nuovo video del super razzo New Glenn di Blue Origin, molti dettagli simili ai Falcon di SpaceX

di Elena Re Garbagnati

Blue Origin, l’azienda aerospaziale di Jeff Bezos, ha pubblicato l’animazione aggiornata in cui si vedono dettagli del design del super razzo New Glenn, che dovrebbe volare per la prima volta nel 2021. L’animazione – che riportiamo in questa pagina – dura quasi due minuti e mostra i punti salienti di una missione tipo di questo razzo a due stadi, di cui il primo dovrebbe atterrare su una nave in mare. Insomma,q ualcosa di simile a quello che fanno da tempo i Falcon 9 di SpaceX.

Fra il video mostrato da Blue Origina nel 2017 e quello recente ci sono alcune differenze notevoli. La prima è che la versione precedente presentava una carenatura del carico utile che aveva una forma di proiettile ed era larga 5,4 metri. Nella versione attuale la carenatura è larga 7 metri e ha un aspetto più tradizionale.  Inoltre le sei “zampe” di atterraggio del primo stadio ora si aprono dal basso verso l’esterno, esattamente come quelle del Falcon 9. Nella versione precedente scivolavano verso il basso. Esteticamente, la verniciatura ha meno riflessi azzurri e una preferenza per il bianco e il nero, con il simbolo di New Origin più piccolo.

New Glenn, che prende il nome dall’astronauta della NASA John Glenn, che nel febbraio 1962 divenne il primo americano ad orbitare attorno alla Terra, sarà alto 95 metri e stando ai dati ufficiali dovrebbe essere in grado di straportare carichi fino a 45 tonnellate in bassa orbita terrestre (LEO). Il primo stadio è progettato per volare almeno 25 volte. A titolo di raffronto, il Falcon Heavy di SpaceX da 70 mentri, sempre a due stadi, può trasportare 63,8 tonnellate di carico utile in orbita LEO.

Per dovere di cronaca, in origine era prevista anche una versione del New Glenn a tre stadi, ma non fa più parte dei piani di Blue Origin.

Intanto oggi si terrà il decimo volo di test del razzo New Shepard. Il decollo avverrà dal Texas e a bordo ci saranno numerosi esperimenti scientifici per conto della NASA.

Se il turismo spaziale è il vostro sogno dovrete aspettare ancora prima che i prezzi dei lanci diventino accessibili. Nel frattempo non smettete di sognare: costruite con i Lego il mitico Saturn V dell’Apollo 11!

Ieri — 22 Gennaio 2019RSS feeds

E-naked Bike Championship presentata al Motor Bike Expo 2019

di Giuseppe Cutrone

Al Motor Bike Expo la presentazione dell'E-naked Bike Championship, un nuovo campionato per moto elettriche che si svolgerà in concomitanza con il CIV Junior.

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Dragon Quest XI S: presto avremo nuovi dettagli sulla versione Switch

di Nicola Armondi

Uno dei migliori giochi di ruolo giapponesi usciti lo scorso anno è per certo Dragon Quest XI: purtroppo, i giocatori Nintendo Switch non hanno potuto scoprirlo visto che la versione per la console della grande N non è uscita in contemporanea con quelle PS4 e PC. Ancora adesso non si hanno molte informazioni a riguardo: per fortuna, la cosa sta per cambiare.

Square Enix ha annunciato che terrà un livestream su Dragon Quest XI S il 25 gennaio, alle 21.30 di sera, orario giapponese (13.30 in Italia). Oltre a un po’ di gameplay (o almeno speriamo), potremo sentire le parole di Yuji Horii, del Director Takeshi Uchikawa, del Producer Hokuto Okamoto e del Brand Producer Yosuke Saito. Saranno presenti anche i doppiatori: DQ XI S, infatti, è la prima versione del gioco a includere il doppiaggio giapponese.

Square Enix non ha rilasciato altre informazioni, ma considerando che la data segnata è molto vicina, possiamo resistere ancora un po’. Diteci, quanto attendete Dragon Quest XI S? Avete già giocato le versioni PS4 o PC?

Se non riuscite a resistere, potete subito comprare la versione PS4 del capolavoro Square Enix.

Moto Guzzi: al via le iscrizioni per la Fast Endurance

di Tommaso Giacomelli

Al via il 1 febbraio le iscrizioni per la Fast Endurance, la competizione su pista di Moto Guzzi che vedrà protagoniste le moto italiane su cinque circuiti italiani durante il 2019.

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Onsen UI: un modo semplice per sviluppare web app ibride

di Claudio Davide Ferrara

Onsen UI è un framework per la creazione di applicazioni ibride che supporta lo sviluppo con Angular, React e Vue.

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Onsen UI: un modo semplice per sviluppare web app ibride

di Claudio Davide Ferrara
Onsen UI è un framework per la creazione di applicazioni ibride che supporta lo sviluppo con Angular, React e Vue. Leggi Onsen UI: un modo semplice per sviluppare web app ibride

Ducati: in futuro ci sarà una moto elettrica

di Tommaso Giacomelli

L'amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali, ha confermato durante Motostudent che la Casa bolognese presto realizzerà una moto elettrica.

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Recensione Master&Dynamic MW07, True Wireless di lusso dall’ottimo sound

di Vittorio Pipia

Quando si pensa a Master&Dynamic non vengono di certo in mente prodotti economici. Non è così neanche per questi auricolari True Wireless MW07, che costano ben 300 euro, ovvero circa il doppio rispetto a tante altre alternative e alle stesse AirPods che hanno a tutti gli effetti lanciato questa categoria di prodotto.

Un prezzo che però è lo stesso delle Bang&Olufsen BeoPlay E8 e delle Sennheiser Momentum True Wireless, da poco arrivate in redazione, un trittico del lusso che si sfida a colpi di qualità audio ed eleganza. Le MW07 sono tra gli auricolari TrueWireless col migliore sound, ma non sono prive di compromessi, tra cui una custodia in metallo tanto bella quanto facile da graffiare.

Design e materiali

Come si esige da un prodotto concepito per il mondo del lusso, a partire dalla confezione tutto è curato nei minimi dettagli, oltre che con una dotazione completa. All’interno troviamo infatti cinque paia di gommini per adattare gli auricolari alle nostre orecchie, due paia di alette che garantiscono una maggiore tenuta, un cavo USB-C per la ricarica, un adattatore da USB-C a USB-A, una pochette in velluto per il trasporto. Ovviamente sono presenti anche i due auricolari e la custodia in acciaio inox che permette anche di caricare gli auricolari per un’autonomia totale di 12 ore.

La parte esterna è costruita interamente in acciaio inox, con una cromatura dal sicuro effetto e un assemblaggio certosino. È curato anche il clic di chiusura, particolari che si apprezzano tenendola in mano e osservandola. Nella parte posteriore c’è la USB-C per la ricarica, mentre davanti tre led indicano l’autonomia residua. Purtroppo chi adotta una cura maniacale dei propri oggetti rimarrà spaventato dalla facilità con cui tale custodia non solo si sporca, catturando detriti e impronte con estrema facilità, ma si graffia. Sono stati sufficienti un paio di giorni per rovinare tutta la superficie semplicemente inserendo ed estraendo gli auricolari dal taschino del giubbotto e la situazione peggiora con il passare del tempo.

Aprendola ci sono gli alloggi dei due auricolari con i due contatti per la ricarica e un magnete che le assicura in posizione. Gli auricolari hanno un design particolare, con una forma a D che non mi è piaciuta, ma che potrà suscitare opinioni differenti: fatecelo sapere nei commenti. Sicuramente è un design originale che rende questo prodotto quasi unico tra gli altri.

L’azienda tiene in particolar modo a sottolineare che la parte esterna è fatta in maniera artigianale usando dell’acetato e che per questo motivo non esistono due MW07 esattamente uguali in tutto il mondo. L’esclusività si paga. Sull’auricolare sinistro c’è il bilanciere del volume, mentre sul destro il tasto di controllo della riproduzione che permette di avere accesso agli assistenti vocali se premuto per qualche secondo.

Funzioni ed ergonomia

Le MW07 non hanno pulsante di attivazione, perché si accendono e si abbinano in automatico all’ultimo dispositivo connesso non appena si estraggono dalla custodia. Una cosa molto comoda se usate un solo dispositivo, mentre se ne usate diversi dovrete di volta in volta fare l’abbinamento, tenendo premuto il tasto multifunzione e recandovi poi nelle impostazioni Bluetooth del vostro cellulare.

Sulla parte interna c’è un sensore ottico su entrambi gli auricolari che permette di mettere immediatamente in pausa la riproduzione nel momento in cui ne togliete uno. Una funzione decisamente più comoda rispetto alle varie modalità “transparency” integrate per esempio nelle Bang&Olufsen E8. Se dovete parlare con qualcuno, o ascoltare un’avvertenza mentre siete in viaggio, sarà sufficiente togliere uno dei due auricolari per poter sentire l’annuncio e rimetterlo per continuare ad ascoltare musica.

Per quanto riguarda l’ergonomia, nonostante un design che ci aveva un po’ intimorito, possiamo tranquillamente affermare che si tratta di un paio di auricolari molto confortevoli. Come le Bose SoundSport Free, anche in questo caso si notano parecchio quando indossate e l’effetto non è bellissimo. Però sono comode e anche per qualche ora non creano alcun fastidio. Non le consiglieremmo a chi vuole fare sport: nonostante la protezione IPX4, è molto semplice rovinare la custodia e gli auricolari con sudore o se usati sotto la pioggia.

Autonomia e ricezione

Il Bluetooth è di tipo 4.2 e supporta il codec Apt-X. Rispetto ad altre soluzioni provate, grazie all’uso di una particolare antenna che permette un raggio di copertura di 20 metri tra gli auricolari e la sorgente audio. Effettivamente non abbiamo mai avuto problemi di audio interrotto, neanche in luoghi affollati come una stazione all’ora di punta, scenario che mette spesso in difficoltà dispositivi di questo tipo.

Master&Dynamic dichiara un’autonomia di 3,5 ore per una singola ricarica e di una capacità della custodia di caricare le cuffie per altre tre volte, per un totale di 14 ore. In realtà ci si ferma un po’ prima, a poco meno di tre ore. Un’autonomia lontana da altre concorrenti, come le Bose SoundSport Free, le Jaybird Run o le Zolo Liberty+, ma che risulta sufficiente nell’uso quotidiano.

Difficilmente infatti ascolterete musica per tre ore consecutive, e tra un utilizzo e l’altro le porrete dentro la custodia ritrovandole di nuovo cariche. A tal proposito, 15 minuti di ricarica restituiscono il 40% di autonomia, una sorta di ricarica rapida.

Qualità audio

Inutile girarci attorno: siamo di fronte a uno dei migliori auricolari True Wireless sotto il punto di vista audio. Dopo averne provato più di una decina su svariate fasce di prezzo, possiamo tranquillamente affermare che l’azienda newyorkese ha fatto un ottimo lavoro su queste MW07. I driver al berillio restituiscono un’ottima fedeltà per quanto riguarda le frequenze basse e alte, permettendo un ascolto di livello nella maggior parte degli stili musicali. Restano impercettibilmente indietro le frequenze medie, che risultano un po’ più arretrate e che potrebbero portare a qualche mancanza durante qualche ensemble strumentale di un certo tipo.

Nulla di grave comunque. Da segnalare anche l’assenza di lag tra riproduzione audio e video, almeno utilizzando le app ufficiali di Amazon Prime Video e Youtube.

Deludente invece il microfono che restituisce una voce metallica e con qualche disturbo di troppo. Le chiamate invece si sentono in stereo.

Verdetto

Difficile valutare queste Master&Dynamic in maniera completamente oggettiva. Tra i pregi sicuramente la raffinatezza del dispositivo e la qualità audio di assoluto livello, ma che si scontrano con una custodia che si graffia nello stesso istante in cui la rimuovete dalla confezione, un’autonomia nella media e un design particolare. Infine il prezzo: 300 euro vi permettono di acquistare cuffie come le Sony WH-1000XM2, ben più indicate per chi viaggia oppure auricolari come le Bose SoundSport Free, perfette per chi fa sport e con un buon audio, le 1More DualDriver BT ANC che abbiamo recensito qui, risparmiando parecchio.

L’altra faccia della medaglia è il lusso: si tratta di un prodotto unico, assemblato in maniera quasi artigianale e con materiali assolutamente non comuni. A questo punto dovrete essere voi a capire se siete disposti a spendere tale cifra per avere questa esclusività, oppure se puntare su altro. Sappiate che per lo stesso auricolare potete spendere fino a 700 euro, acquistando la versione creata in collaborazione con Luis Vuitton di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa.

Se stai cercando degli auricolari True Wireless economici ma che suonino bene e con una buona autonomia, le Anker Soundcore Liberty Lite sono la scelta giusta.

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Motor Bike Expo 2019: edizione da record

di Tommaso Giacomelli

L'undicesima edizione del Motor Bike Expo è stata un grande successo, con un pubblico da record che ha raggiunto quasi i 170.000 spettatori. Tantissimi i protagonisti e i premi.

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Diritto alla riparazione, l’Europa vuole che i pezzi di ricambio per elettrodomestici siano disponibili per 7 anni

di Alessandro Crea

L’Unione europea sta per aprire definitivamente le porte al cosiddetto diritto di riparazione, almeno per quanto riguarda i grandi elettrodomestici come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi e televisori. Sulla falsariga dell’innovativa iniziativa presa alcuni mesi fa dalla Francia infatti il Consiglio europeo ha rivisto i requisiti di ecodesign per questo tipo di prodotti, decidendo che le aziende dovranno rendere disponibili i pezzi di ricambio per 7 anni dalla commercializzazione di ogni nuovo prodotto, che salgono a 10 per le lavatrici. L’iter non è ancora concluso ma per la ratifica manca solo il voto del Parlamento.

Inoltre le nuove regole prevedono anche che la sostituzione dei pezzi in questione possa essere effettuata con gli strumenti generici a disposizione dei normali riparatori e non sia quindi necessario utilizzare strumenti in possesso esclusivo del produttore.

“Quelli elettronici sono la frazione di rifiuti che sta crescendo più velocemente al mondo”, ha spiegato lo European Environmental Bureau, che riunisce 150 associazioni ambientaliste in 30 Paesi europei, per la maggior parte membri dell’Unione. “Nell’Ue solo il 35% di essi viene raccolto e trattato in maniera appropriata”.

La riforma però non è del tutto scevra da alcune importanti criticità. Anzitutto infatti per com’è formulata continuerebbe a favorire i riparatori professionali. Con la richiesta di istituire un registro, infatti, solo quelli autorizzati ad effettuare tali interventi potranno ricevere direttamente dalle case produttrici i pezzi di ricambio e anche se il registro non dovesse essere istruito, ogni singolo riparatore dovrà contattare direttamente il produttore.

I manuali inoltre non saranno disponibili pubblicamente e saranno forniti ai riparatori professionisti assieme ai pezzi di ricambio. In questo modo dunque la riparazione comunitaria, come ad esempio quella che si effettua nei Repair Cafè già molto diffusi e affermati in molte nazioni del nord Europa, sarà penalizzata.

Un passo avanti importante comunque è stato fatto, anche a detta delle associazioni di settore, che però adesso auspicano un’azione più decisa e incisiva anche per quanto riguarda gli smartphone.

Tom’s Consiglia

Imperdibile il saggio di Serge Latouche “Usa e getta. Le follie dell’obsolescenza programmata“.

Recensione 1More Dual-Driver BT ANC, auricolari Bluetooth con cancellazione attiva del rumore

di Vittorio Pipia

1More ha finalmente presentato il suo primo paio di auricolari Bluetooth dotato di cancellazione attiva del rumore. Si chiamano Dual Driver BT ANC, sono degli auricolari con collare che vanno molto bene in tutti i campi, con buona qualità audio e soprattutto un’ottima autonomia.

Costano 150 dollari, ovvero circa 130 euro al cambio attuale e riescono a dare un’esperienza d’uso molto vicina ad altri auricolari simili e ben più costosi, come per esempio le Bose QuietControl 30 che hanno però un prezzo vicino ai 300 euro. Sono dunque destinati a chi usa gli auricolari per lavoro, durante i viaggi e in generale non vuole rinunciare a un audio di qualità e alla riduzione attiva dei rumori.

Materiali e design

Come tradizione 1More, la confezione è molto ben curata, di stampo quasi artigianale. All’interno ci sono tantissimi accessori, tra cui 8 paia di gommini per adattare gli auricolari a ogni esigenza, una pochette morbida per il trasporto, un adattatore per poter usare gli auricolari in aereo e il cavo di ricarica. Gli auricolari sono di tipo in-ear, anche se i gommini in silicone sono leggermente più ovali rispetto ad altre soluzioni provate, e così sono più comodi e provocano meno stress all’orecchio.

L’archetto che va attorno al collo è realizzato con plastica di color grigio per quanto riguarda le estremità, in silicone per la parte centrale, flessibile, mentre le capsule sono in alluminio con un design molto piacevole e che riprende quello già visto su altri auricolari dell’azienda. Pregevoli i dettagli rossi, che donano carattere senza risultare eccessivi.

Pulsanti e funzioni

Tutti i comandi sono posizionati sull’estremità sinistra. Troviamo nella parte alta il pulsante di accensione e lo switch per impostare il livello di riduzione del rumore, sulla parte interna invece il pulsante di controllo della riproduzione – play/pausa con un singolo click, brano successivo con un doppio click, brano precedente con tre click, rifiuto chiamate con pressione prolungata. Purtroppo, non è possibile richiamare alcun assistente vocale tramite tali pulsanti, anche se l’azienda sta lavorando per abilitare tale possibilità con futuri aggiornamenti firmware.

Sulla parte esterna, un piccolo sportellino protegge la USB-C per la ricarica, scelta che abbiamo apprezzato molto in quanto agevola molto l’uso in mobilità, potendo caricare lo smartphone e gli auricolari con un singolo cavo.

Le capsule auricolari presentano nella parte esterna un magnete, che consente dunque di agganciarle tra di esse quando non indossate. Caratteristica assente per esempio nelle 1More Triple Driver BT che avevamo precedentemente recensito e che reputiamo essenziale in un paio di auricolari di questo tipo. Questo perché quando lasciate libere, agganciarle evita che gli auricolari oscillino mentre ci muoviamo, oltre a rappresentare una maggiore sicurezza contro cadute accidentali. È ancora assente un motorino per la vibrazione sul collare, in grado per esempio di avvertirci per la ricezione delle chiamate.

Per quanto riguarda l’uso in viaggio, torna particolarmente utile l’adattatore per l’uso in aereo. Certo, verrebbe da chiedersi a cosa possa servire un adattatore su un paio di auricolari wireless.

Entra qui in gioco la versatilità della USB-C: grazie ad essa e all’apposito cavo USB-C – Aux fornito dal produttore, potrete usare l’adattatore con doppio jack per l’uso in aereo, e dunque gli auricolari, anche in modalità cablata. Si tratta di uno dei pochissimi auricolari wireless, se non l’unico, a poter permettere l’uso anche in modalità cablata, cosa che può tornare utile per i lunghi viaggi in aereo. Innanzitutto perché si riduce il consumo della batteria, in secondo luogo perché in alcuni casi potrebbe essere vietato l’uso di dispositivi con connettività wireless. Insomma, una chicca che abbiamo apprezzato non poco e di cui siamo rimasti piacevolmente stupiti.

Cancellazione attiva del rumore

La riduzione attiva del rumore si può regolare su tre modalità diverse tramite l’apposito switch. Posto in posizione neutra, dunque al centro, l’ANC è disattivato. C’è da dire che come tutti gli auricolari di tipo in-ear, anche in questo caso l’isolamento acustico passivo è già di buon livello. È un’opzione che consigliamo di usare durante l’uso in città, in luoghi pubblici, mentre si passeggia o al lavoro, in quanto consente comunque di avere una minima percezione di ciò che ci circonda. Spostando invece il pulsante verso di sé, si abilita l’enfasi vocale. Così facendo il microfono catturerà l’audio ambientale e lo farà sentire nell’auricolare. Tale funzione è fondamentale durante le chiamate, perché permette di sentirsi e non alzare eccessivamente la propria voce, oppure mentre si viaggia in quanto consente di sentire eventuali annunci o parlare con altri interlocutori senza dover necessariamente togliere gli auricolari.

Infine, spostando per qualche secondo il pulsante verso l’esterno, si abilita l’ANC – una voce ci avviserà per ognuna di queste tre opzioni. Avendo già provato in passato diversi auricolari con riduzione attiva del rumore, non avevamo grosse aspettative per quanto riguarda le 1More Dual Driver BT ANC. Siamo però rimasti piacevolmente stupiti usandoli durante alcune delle nostre trasferte, in metro, in treno, in luoghi molto affollati.

Possiamo affermare che la differenza tra le tre modalità dell’ANC è significativamente percepibile. La riduzione dei rumori poi isola molto bene, avvicinandosi molto all’esperienza offerta da un paio di cuffie over-ear, con i dovuti limiti.

Le Dual Driver riescono a isolare in maniera praticamente perfetta con i rumori costanti, come quello di un treno o di un aereo, e presentano solo qualche lieve criticità solo con rumori decisamente forti, che riescono comunque ad essere attutiti in modo tale da non renderli fastidiosi.

Per chi non vuole avere l’ingombro di un paio di cuffie over-ear e preferisce la versatilità di un paio di auricolari, si tratta di una delle migliori soluzioni testate.

Qualità audio

Da 1More non ci si poteva aspettare altro che un’ottima prestazione dal punto di vista della riproduzione. Anche in questo caso non siamo rimasti delusi. Il doppio driver interno è composto da un’armatura a bassa distorsione che gestisce le frequenze più alte, mentre il driver con diaframma in titanio si occupa delle frequenze medie e basse. Tutto ciò si traduce con una riproduzione precisa e sempre piacevole, con dei bassi corposi ma non invasivi.

Un audio che ben si adatta a qualsiasi genere musicale, dal Metal alla musica classica, passando per il progressive rock. Anche durante l’uso con film e serie TV, soddisfano in pieno.

Il volume è molto alto: al massimo è quasi inutilizzabile in quanto troppo forte per le nostre esigenze. Già al 40-50% si ottiene una pressione sonora che, combinata con la riduzione attiva del rumore, permette di avere un’esperienza di ascolto ottimale. Chi cerca però un paio di auricolari in grado di “spaccare i timpani” non rimarrà deluso.

Gli auricolari con archetto si prestano in particolar modo all’uso in chiamata. Questo perché il microfono è posto direttamente sull’estremità dell’archetto, dunque molto vicino alla nostra bocca, catturando in maniera migliore la nostra voce. Durante le chiamate di test, i nostri interlocutori ci hanno sempre confermato di sentirci in maniera forte e chiara, senza disturbi e con un’ottima qualità.

Autonomia

Abbiamo svolto più test sull’autonomia di questi auricolari. Alcuni in riproduzione continua, spegnendo le cuffie quando non utilizzate, altre con un uso più lavorativo, dunque con auricolari sempre accesi e connessi per un’intera giornata, con circa 2 ore di chiamate e un po’ di riproduzione musicale. Nel primo caso siamo arrivati a superare le 8 ore di riproduzione continua, con ANC sempre attivo e volume al 50%, Un risultato che potremmo definire eccellente considerando che il produttore indica 7 ore come autonomia massima.

Nel secondo caso siamo partiti alle 9 del mattino, arrivando a mezzanotte con ancora il 50% di autonomia residua. Praticamente gli auricolari se accessi e connessi, ma non usati per l’ascolto, hanno un consumo di batteria pari a zero.

Autonomia che si è rivelata costante durante tutto il periodo di test e che rappresenta uno dei motivi per cui scegliere questi auricolari.

Integrano inoltre la tecnologia di ricarica rapida, che permette di avere ben 3 ore di autonomia con 10 minuti di ricarica.

Verdetto

Buona la prima! 1More ci ha sinceramente stupiti con questo paio di auricolari. Un’esperienza di ascolto ottima, una riduzione attiva del rumore che funziona egregiamente, merito anche del chip dedicato TiinLab A2 e un’autonomia decisamente soddisfacente che permette di effettuare viaggi lunghi o di arrivare a due o tre giorni di uso medio.

Certo il prezzo non è bassissimo, ma rispetto ad altre alternative con caratteristiche simili è circa la metà, permettendo a queste Dual Driver BT ANC di essere una delle migliori proposte di questa categoria attualmente disponibili. Peccato per l’attuale mancanza di compatibilità con gli assistenti vocali, che verrà comunque aggiunta in futuro con un aggiornamento software e per l’assenza del motorino per la vibrazione, che avrebbe reso questi auricolari perfetti.

Tronsmart Element Force: la recensione

di Pasquale Marzocchella

Tronsmart è un marchio cinese che si sta facendo lentamente strada nel marasma di prodotti (e produttori) di accessori e, in questo caso, speaker bluetooth. Ottima qualità audio e costruttiva ad un buon prezzo contraddistinguono lo speaker Tronsmart Element Force: vediamo insieme come si comporta.

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