Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

Toyota e Hyundai bloccano le auto a idrogeno: l’esplosione in Norvegia

di Antonio Elia Migliozzi

In Norvegia esplode un distributore di idrogeno e si riaccende lo scontro sulla sicurezza. La violenta esplosione di un’area di servizio vicino a Oslo ha attirato l’attenzione dei media internazionali. L’episodio non ha causato vittime ma ingenti danni materiali come si vede dalle immagini registrate dall’alto. Al momento sono in corso delle indagini approfondite per capire cosa abbia causato l’esplosione. Il distributore comprendeva anche un generatore di idrogeno tramite pannelli solari. La società che gestisce la catena ha comunicato che l’area di servizio era aperta dal 2016 e rispettava gli ultimi standard. Nel frattempo Toyota e Hyundai hanno sospeso le consegne delle loro auto ad idrogeno in Norvegia.

L’INCIDENTE

In Norvegia si è verificata una forte esplosione all’interno di un distributore per veicoli ad idrogeno. Per fortuna non ci sono state vittime ma solo danni materiali. Nel frattempo la compagnia che gestisce la stazione ha interrotto il servizio in altri siti di distribuzione in Norvegia e in Europa. Al momento è in corso un’indagine formale per capire le cause. Gli investigatori fanno sapere che non escludono nessuna opzione ma la verifica richiederà tempo. In campo anche un’azienda privata la Gexcon AS. Geirmund Vislie, di Gexcon ha precisato: “Possiamo concludere che né l’elettrolizzatore né il distributore utilizzato dai clienti hanno avuto nulla a che fare con questo incidente. Continueremo ad analizzare gli altri componenti del sito”. Il distributore di Kjørbo, vicino Oslo, comprendeva infatti un elettrolizzatore alcalino capace di produrre idrogeno dall’energia solare.

QUALI CONSEGUENZE

Questa vicenda di cronaca ci mette in guardia sui rischi dell’idrogeno. Come detto non ci sono stati morti o feriti presso il distributore ma i medici hanno portato due persone in ospedale. L’onda d’urto dell’esplosione ha portato all’apertura degli airbag nella loro auto in transito nelle vicinanze. Gli abitanti della zona hanno descritto lo scoppio come particolarmente forte. Dal canto suo Nel Hydrogen, l’azienda che gestisce il distributore, conferma la sua massima attenzione alla sicurezza. Il sito era aperto dal 2016 e rispettava tutti gli ultimi standard. La seconda generazione dei distributori ad idrogeno include compressori più potenti e un raffreddamento migliorato rispetto a quelli meno recenti. Come detto per fare ulteriori verifiche Nel Hydoren ha chiuso molti distributori di idrogeno in Norvegia. Si tratta di una soluzione che sta creando seri problemi ai tanti consumatori che si trovano al volante di vetture alimentate dal gas.

LA PROSPETTIVA

L’esplosione del distributore di idrogeno in Norvegia ha portato ad un vero e proprio terremoto nel settore. Negli Stati che, come la Norvegia, stanno investendo nella diffusione di questi servizi, in molti scelgono l’auto ad idrogeno. Insomma nel pieno della lotta con elettriche e ibride l’episodio rischia di rappresentare una seria battuta d’arresto per il comparto. In risposta all’incidente, sia Toyota che Hyundai hanno sospeso le consegne delle loro auto a idrogeno in Norvegia. Al momento i due marchi giapponesi sono gli unici ad avere sul mercato auto ad idrogeno. Nello specifico parliamo del SUV Hyundai Nexo della della MPV Toyota Mirai. Entrambe le azienda hanno chiarito, in due diverse note, che le vendite di questi due modelli restano aperte anche in Norvegia.

The post Toyota e Hyundai bloccano le auto a idrogeno: l’esplosione in Norvegia appeared first on SicurAUTO.it.

Toyota e Subaru: in arrivo un suv elettrico

di Redazione

Dopo le sportive GT86 e BRZ, Toyota e Subaru tornano a collaborare. Questa volta l’obiettivo è lo sviluppo di un nuovo suv elettrico. Per l’occasione, verrà realizzata un’inedita piattaforma comune. Che verrà sfruttata anche per altri modelli.

CONDIVISIONE DI TECNOLOGIE

L’obiettivo della collaborazione è ridurre l’investimento necessario per lo sviluppo di nuove tecnologie  elettriche e a basso impatto ambientale. Ma la cooperazione tra i due gruppi non è una novità. L’avvicinamento tra i due brand risale al 2005, quando Toyota comprò l’8,7% delle azioni di Subaru. Salite oggi al 16,77%. I due marchi nipponici condivideranno quindi il loro know-how. Unendo i sistemi di elettrificazione di Toyota con la tecnologia a trazione integrale di Subaru. I modelli verranno venduti in maniera indipendente dai due brand. Nonostante lo sviluppo sulla stessa piattaforma. A proposito di piattaforma, Toyota metterà a punto il powertrain elettrico. Mentre Subaru si occuperà dello sviluppo del sistema a quattro ruote motrici.

CORSA ALL’ELETTRICO

Il gruppo Toyota è stato pioniere nello sviluppo di nuovi sistemi ad alimentazione elettrica e Fuel Cell. Rimane in effetti una delle più importanti figure sul mercato in questo ambito. Risale ad Aprile l’annuncio che la tecnologia ibrida Toyota verrà usata da altri marchi sui propri veicoli. La casa nipponica sembra tuttavia essere rimasta indietro sullo sviluppo di auto 100% elettriche. In cui è stata preceduta da Nissan, Volkswagen e Tesla. Che sono riusciti a produrre queste nuove vetture per primi. Questa nuova collaborazione evidenzia inoltre un problema che sta affliggendo Toyota. Così come molti dei produttori di automobili a livello mondiale. Ovvero il grande investimento necessario per lo sviluppo di batterie e sistemi di guida autonoma.

GRANDE OPPORTUNITÀ PER SUBARU

Tra i marchi di automobili più grandi del Giappone, Subaru è il più piccolo. Per questo sta avendo diverse difficoltà ad investire nello studio e nella ricerca di nuovi sistemi di alimentazione a basso impatto ambientale. Così come di servizi on-demand per i veicoli. Ritenuti fondamentali nella mobilità del futuro. Da qui, la collaborazione con Toyota. “Subaru e Toyota credono che sia necessario cercare un modello di business che va oltre le convenzioni, oltrepassando i confini industriali”. Hanno dichiarato i due produttori. Per il Subaru infatti non è un periodo facile. La Casa delle Pleiadi sta tentando di stare al passo con l’enorme domanda della sua berlina Legacy e della Suv Forester negli Stati Uniti, il suo mercato più grande. La rapida crescita delle vendite di queste vetture sta dando non pochi problemi al marchio nelle fasi di produzione e controllo qualità.

L'articolo Toyota e Subaru: in arrivo un suv elettrico proviene da SicurAUTO.it.

Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing

di redazione

Supra reloaded

La Toyota GR Supra elaborata con 340 CV è una preparazione realizzata dal tuner Gazoo Racing, una vettura che è un mito a livello mondiale giunta ora alla V serie e che, grazie al reparto corse Gazoo Racing, vanta ora 340 CV, 500 Nm e un assetto giusto. Dimenticate, quindi, l’imponente Supra degli anni ’90: questa non è stata concepita come un revival di quei tempi ormai lontani, né avrebbe potuto esserlo; piuttosto vuole incarnare la pura essenza di una coupé sportiva dal passo corto, agile, precisa e divertente da guidare.

Toyota Supra elaborata

Sulla Toyota GR Supra V serie come nella quarta generazione, anche se in maniera più contenuta, la forma del cockpit confluisce verso il basso mentre l’head-up display, i quadranti e i paddle sul volante sono immediatamente fruibili dal conducente. Il display multi-informazioni ad alta definizione da 8,8” inserito nel cruscotto è chiaramente visibile dietro il volante rivestito in pelle, con il quadrante tridimensionale del contagiri e quello del cambio collocati centralmente come sulle monoposto. Al centro del cruscotto spicca il display multimediale touch screen che consente al guidatore di accedere a tutte le informazioni riguardanti la macchina.

Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing

Toyota Supra modificata

Come sulla Z4, la consolle centrale della Toyota GR Supra separa chiaramente il lato guida da quello passeggero. I sedili in pelle neri della sportiva giapponese sono caratterizzati da un design molto sportivo e avvolgente con imbottiture laterali che si adatta a tutte le condizioni di guida. I fari adattivi impiegano la tecnologia a LED così come per le luci di coda e per quelle di marcia diurna. I retrovisori (all’esterno e all’interno) sono tutti auto-oscuranti. La vettura è anche dotata di telecamera posteriore e tergicristalli con sensore pioggia. Il bagagliaio ha una capacità massima di 290 litri ampliabile, grazie ad un pannello mobile posizionato sul retro dell’abitacolo.

Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing

Toyota Supra tuning

Sotto al cofano la Toyota GR Supra non ha subìto interventi di tuning ed è rimasta invariata la combinazione del propulsore turbo twin-scroll 6 cilindri in linea che eroga 340 CV e 500 Nm di coppia massima. Questo è abbinato all’iniezione diretta e fasatura variabile delle valvole, in grado di assicurare un livello di coppia ottimale e ridurre al minimo le vibrazioni. Anche se il motore è stato preso in prestito da BMW.

Sulla nuova Toyota GR Supra l’impianto frenante realizzato dal Team Gazoo Racing vanta potenti pinze Brembo a 4 pompanti che spiccano dietro i cerchi in lega da 19”, avvolti da pneumatici Michelin Pilot Super Sport ad alto potere aderente.

Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing

Cerca la Toyota Supra usata su newsauto.it

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Toyota GR Supra è su Elaborare 250.

ACQUISTA E RICEVI ELABORARE n° 250 Giugno 2019 QUI
ACQUISTA VERSIONE DIGITALE a 2,99 € PC, iOS, Android unico accesso QUI
ABBONATI E RICEVI ELABORARE QUI (diverse opzioni 3/6/11 numeri)
ABBONATI ALLA VERSIONE DIGITALE a solo 22,99€ 

L'articolo Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing proviene da ELABORARE.

Elaborare Giugno n° 250 2019

di redazione

ACQUISTA E RICEVI ELABORARE n° 250 Giugno 2019 QUI
ACQUISTA VERSIONE DIGITALE a 2,99 € PC, iOS, Android unico accesso QUI
ABBONATI E RICEVI ELABORARE QUI (diverse opzioni 3/6/11 numeri)
ABBONATI ALLA VERSIONE DIGITALE a solo 22,99€ 

app-digitali-magazine-tuning-elaborare

COVER – SPECIALE Toyota GR Supra con 340 CV!

Test Drive – Audi TT TDI quattro 289 CV | Ecu-Tronika
Abarth Grande Punto SS 271 CV | Taglienti Elaborazioni
Peugeot 208 R2 185 CV | Autotecnica 2

Test Classic – Alfa Romeo 155 GR. N 170 CV| Scuderia del Portello
Autobianchi A112 Abarth 90 CV | Scuderia Tricolore

CLICCA QUI

 VERSIONE PDF ON LINE ACQUISTA QUI

Elaborare Giugno n° 250 2019

L'articolo Elaborare Giugno n° 250 2019 proviene da ELABORARE.

Toyota Aygo Connect: ora si paga a chilometro

di Redazione

La gamma della Toyota Aygo si aggiorna. Lo fa sia introducendo sulla versione Connect due nuovi allestimenti speciali e, soprattutto, una serie di interessanti novità sotto altri punti di vista. Ci si riferisce, in particolare, alla formula Pay Per Drive Connected. Permette di variare la formula di finanziamento in base all’effettivo uso della vettura. Ma andiamo con ordine.

LE NUOVE SPECIAL EDITION

Per prima cosa, la Toyota Aygo Connect introduce a listino le due versioni x-cite e x-wave. La prima si riconosce per la livrea bicolore con carrozzeria arancione e tetto nero. A questo aggiunge fendinebbia anteriori di serie, dei vetri posteriori oscurati e dei cerchi in lega da 15” con disegno specifico e finitura Glossy Black. La seconda, invece, che nasce sul già presente allestimento x-play, ha tetto in tela apribile di colore nero, fendinebbia, vetro posteriori oscurati e cerchi in lega da 15”, neri anch’essi.

SEMPRE CONNESSA ALLO SMARTPHONE

La Toyota Aygo Connect, però, si caratterizza principalmente per l’introduzione di un modulo di trasmissione dati, chiamato DCM (Data Communication Module) in grado di registrare alcuni dati di utilizzo della vettura. Grazie alla presenza di questo accessorio, attraverso la app MyT scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone, il proprietario della vettura sarà in grado di visualizzare costantemente la posizione dove si è parcheggiato, pianificare un itinerario o verificare lo stato della propria auto attraverso la visualizzazione di vari indicatori.

FINANZIAMENTO SU MISURA

Con la nuova Toyota Aygo Connect, inoltre, si può accedere a una interessante formula di finanziamento. Come già accade su altri modelli della Casa nipponica, Rav4 e Corolla per la precisione, si può scegliere tra cinque diversi chilometraggi annui per definire la rata più consona alle proprie esigenze. Il piano di finanziamento è però totalmente flessibile e può essere adattato in ongi momento al sopraggiungere di esigenze differenti. Sulla Toyota Connect la rata d’accesso è di 100 euro al mese, per la versione x-play dotata di Smartphone Integration.

L'articolo Toyota Aygo Connect: ora si paga a chilometro proviene da SicurAUTO.it.

La Toyota Supra è molto più veloce di quanto dichiarato

di Valerio Nebuloni
La Toyota Supra è più veloce di quanto dichiarato dalla casa; non è infatti una novità che un prodotto automobilistico sia diverso in termini di performance da quanto dichiarato dalla casa madre, in bene o in meglio oltre al canonico 10% consentito per legge, si intende. In particolare per l’ultima auto di Toyota, la Supra, […]

Toyota e Panasonic creano la prima società di servizi connessi

di Donato D'Ambrosi

La prossima frontiera dello sviluppo automotive saranno le auto connesse, con o senza quelle elettriche, Toyota e Panasonic lo sanno bene e non vogliono mancare all’appello. Lo dimostra l’annuncio di aver instaurato una partnership per presidiare prima di tutti il mercato sei servizi legati alle auto connesse. È ancora alle battute iniziali l’accordo ma segue a ruota l’intenzione di Toyota e Panasonic di continuare a cooperare nella produzione di batterie elettriche.

LA SOCIETA’ DI SERVIZI CONNESSI ALL’AUTO E ALLA CITTA’

Chi tra i Costruttori auto non sarà protagonista nel mercato dei Provider Telematics dovrà giocare un ruolo secondario nella mobilità delle auto connesse. Toyota e Panasonic sono nelle intenzioni di presidiare da subito e direttamente questo settore che avrà una crescita esponenziale da qui ai prossimi anni. La società annunciata al 50% in partnership tra Toyora Corp e Panasonic Corp. È tra quelle che raccoglieranno i dati provenienti dalle auto con tecnolgia V2X e creare servizi connessi sia per gli automobilisti sia per i vari operatori automotive.

LE DUE AZIENDE LEGATE PER L’EV

I servizi connessi forniti da Toyota e Panasonic – riporta Reuters – saranno utilizzabili nelle case e per lo sviluppo delle infrastrutture urbane. Ma c’è dell’altro nella collaborazione tra le due aziende che avranno sempre più interessi condivisi con la diffusione delle auto elettriche. A gennaio hanno annunciato una joint venture per la costruzione di batterie per veicoli elettrici (EV), unendo la ricerca e sviluppo alla capacità produttiva.

LA PRIMA ELETTRICHE PER LA CINA

Toyota, che ha sempre puntato sulle auto ibride e ha liberalizzato 24 mila brevetti sulle auto elettriche, ha annunciato anche un piano più lento sulle auto EV. Presentando la sua prima auto totalmente elettrica a Shanghai, ha anche fatto sapere che a partire dal 2020 lancerà sul mercato 10 nuovi modelli a batteria. Non troppo tardi, se si pensa che le auto elettriche saranno una realtà tangibile molto dopo il 2020. Ma neppure rispetto ad altri Costruttori, come Ford in preda alle partnership per recuperare terreno sull’elettrico.

L'articolo Toyota e Panasonic creano la prima società di servizi connessi proviene da SicurAUTO.it.

La Toyota Prius Prime del 2020 arriverà con CarPlay e Alexa

di Simone Lelli
Poco dopo l’annuncio della nuova Toyota Prius Prime, un’auto rivoluzionaria e capace di contenere al suo interno il meglio del suo segmento, il popolo della rete si era però lamentato di un sistema di infotainment poco al passo coi tempi. Sembra però che Toyota stia subito correndo ai ripari, offrendo all’interno adesso il supporto sia […]

Toyota Prius plug-in: negli USA il restyling con Apple CarPlay e Amazon Alexa

di HDblog.it

Toyota Prius: dopo aver presentato il restyling della versione ibrida tradizionale, che ha fatto il suo debutto in Europa lo scorso gennaio insieme alla trazione integrale AWD-i, la Casa giapponese anticipa l'aggiornamento di metà carriera della versione ibrida plug-in, conosciuta negli USA come Toyota Prius Prime.

Disponibile sul mercato nordamericano a partire dalla prossima estate, con prezzi compresi tra 27.600 e 33.500 dollari, il Model Year 2020 di Toyota Prius plug-in conferma la natura ibrida plug-in del modello (con un'autonomia in modalità 100% elettrica di 25 miglia nel ciclo americano EPA, pari a circa 40 km), introducendo nuove dotazioni per il comfort e la connettività. La prima novità interessa l'abitabilità, con la disponibilità del quinto posto (prima ce n'erano solo quattro) ricavato nel nuovo divanetto posteriore.

La seconda, ben più rilevante a livello commerciale, è l'introduzione della compatibilità con Apple CarPlay, il sistema di mirroring (disponibile da qualche mese su alcuni nuovi modelli Toyota USA ma non ancora da noi) che replica alcune app presenti sugli smartphone Apple iPhone sul display della vettura. La rinnovata dotazione tecnologica comprende inoltre l'integrazione con l'app di streaming SiriusXM e con l'assistente digitale Amazon Alexa, oltre a due nuove prese USB 2.1A per i passeggeri posteriori.


Uno smartphone concreto, veloce e con un display eccellente? Asus Zenfone 5Z, compralo al miglior prezzo da Amazon a 407 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Auto connesse a corto raggio: Toyota costretta ad abbandonare il DSRC

di Donato D'Ambrosi

Le auto connesse in Europa e USA sono al centro di un dibattito senza confini sullo standard da adottare, stavolta Toyota è costretta a fare un passo indietro sul DSRC. Quella che sembrava la tecnologia più promettente per ridurre il numero di incidenti attraverso la connettività a corto raggio si è rivelata poco interessante. Nonostante secondo Toyota le Dedicated short-range communications siano più immediate, l’impegno dei giapponesi negli USA non ha trovato riscontri da Governo e Costruttori auto.

NEGLI USA COME IN EUROPA TROPPI STANDARD

Così some in Europa si sta decidendo tra lo standard ITS-5G e il 5G-V2X anche negli USA i Costruttori di auto hanno avuto ampi margini di sperimentazione tra DSRC, 4G e 5G. A quanto pare però anche negli USA l’orientamento sarà sempre più rivolto verso il 5G-V2X, come abbiamo anticipato. Almeno dopo la conferma di Toyota che sospenderà lo sviluppo del DSRC per le auto connesse in vendita negli USA. Toyota infatti aveva annunciato di recente di installare dal 2021 la tecnologia di connettività a corto raggio. Un annuncio che avrebbe anche dovuto stimolare i Concorrenti a fare lo stesso per poter creare una rete di auto che usano la stessa tecnologia di comunicazione.

LA POSIZIONE DI TOYOTA SULLA DSRC

Il motivo per cui Toyota ha investito molto nella connettività auto a corto raggio, è perché “l’unica tecnologia comprovata e disponibile per evitare incidenti“. Inoltre secondo gli esperti la connettività DSRC abbastanza precisa: l’auto comunica 10 volte al secondo posizione accelerazione e velocità. Il sistema è piuttosto simile alla comunicazione a corto raggio che si instaura tra un dispositivo di telepedaggio in auto e i portali autostradali. In questo caso però le informazioni scambiate tra i veicoli in strada potrebbero ridurre fino all’80% di incidenti secondo l’NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration). Dopo 10 anni di sperimentazioni sull’interoperabilità della tecnologia DSRC Toyota ha deciso di tirare i remi in barca. Il motivo è il rischio che la stessa banda di 5,9 GHz sia impegnata da troppi operatori.

LA BANDA DA 5,9 GHz ASSEGNATA AI COSTRUTTORI

Nel 1999 – come riporta Reuters – fu assegnata negli USA la banda da 5,9 GHz per poter sviluppare la connettività a corto raggio DSRC. Negli anni però l’impegno attivo dei Costruttori è stato piuttosto ridotto e orientato ad altri standard di connettività. Ecco perché la Federal Communications Commission sta valutando di riallocare l’impiego della banda ad altri usi. Una novità che in Toyota ha portato alla decisione di congelare la connettività DSRC negli USA in attesa di sviluppi futuri. In realtà pare che il Dipartimento dei trasporti USA abbia già investito 700 milioni di dollari nello sviluppo della rete DSRC. Tuttavia Toyota pensa che sia la scelta migliore per evitare il rischio di attacchi informatici auspicando in un futuro maggiore impegno dei Costruttori e del Governo federale.

L'articolo Auto connesse a corto raggio: Toyota costretta ad abbandonare il DSRC proviene da SicurAUTO.it.

Toyota lavora alle mappe HD per la guida autonoma dallo spazio

di Donato D'Ambrosi

Toyota Research Institute stringe un accordo con altri partner per lo sviluppo di mappe HD per la guida autonoma. La sfida tecnologica sarà sviluppare mappe ad alta definizione utilizzando le immagini satellitari e i BigData, dando il via alla sperimentazione in Giappone. L’impiego delle mappe ad alta definizione è infatti l’unico modo per incrementare l’affidabilità della guida autonoma – secondo Toyota.

SOLO I SENSORI DELL’AUTO NON BASTANO

Le auto a guida autonoma e semi autonoma usano svariati sensori per leggere l’ambiente circostante e comportarsi di conseguenza. Secondo i ricercatori però questi dati devono essere incrociati in tempo reale con una mappa HD affinché la guida autonoma sia davvero sicura. Per fare questo il Toyota Research Institute, Maxar Technologies ed NTT DATA Corporation hanno avviato una sperimentazione sull’impiego di immagini satellitari in Giappone.

QUANTE MAPPE HD CI SONO NEL MONDO

Attualmente – spiega il collettivo – le mappe HD coprono meno dell’1% della rete stradale mondiale di 39,5 milioni di km. Questa indicazione si basa sull’ipotesi che le mappe ad alta definizione siano disponibili per tutta la rete autostradale in Usa, Cina, Germania e Giappone (0,23M km – l’1% del totale), ma non si considera l’Europa. Ed è necessario ampliare la copertura delle aree urbane e delle strade locali prima che i veicoli autonomi si diffondano. Un pilastro del progetto è la piattaforma software aperta di TRI-AD nota come Automated Mapping Platform (“AMP”) per la scalabilità della guida autonoma.

LE MAPPE HD DAI SATELLITI AI TEST

I 3 partner lavoreranno insieme per confrontare le immagini satellitari e trasformarle in mappe HD di facile utilizzo per le auto di serie. La piattaforma BigData geospaziale con le immagini satellitari ottiche sul cloud di Maxar (GBDX)supporterà gli algoritmi di NTT DATA usando l’Intelligenza Artificiale. Le informazioni estratte poi saranno utilizzate da TRI-AD per creare mappe HD da testare nei veicoli di prova Toyota nella regione metropolitana di Tokyo.

L'articolo Toyota lavora alle mappe HD per la guida autonoma dallo spazio proviene da SicurAUTO.it.

Toyota Hilux 2019: il Safety Sense arriva anche sul pick-up

di Redazione

La Toyota Hilux si aggiorna. Con la versione 2019, il pick-up nipponico si presenta con una serie di novità estetiche e, soprattutto, con una completa dotazione di sicurezza. L’auto, che è stata presentata al Salone di Birmingham, kermesse internazionale riservata ai veicoli commerciali, arriverà sul mercato italiano dopo l’estate.

EXTRA CAB E DOUBLE CAB

Per motivi legislativi, in Italia la Toyota Hilux 2019 si potrà ottenere solo con omologazione autocarro N1. Per questo motivo potrà essere utilizzato solo come mezzo da lavoro. Il “cassonato” nipponico sarà proposto in due varianti di carrozzeria: Extra Cab e Double Cab. La prima ha due porte, con piano di carico più lungo, la seconda ha quattro porte e piano di carico leggermente più corto. Entrambe sono omologate per quattro occupanti.

UN’ESTETICA CURATA

Con il restyling, la Toyota Hilux cambia soprattutto nel frontale, con un nuovo paraurti con slitta paracolpi, cerchi in lega da 18” con finitura bicolore e una serie di dettagli in grigio scuro che sottolineano le forme scolpite del corpo vettura. All’interno dell’abitacolo, la nuova Toyota Hilux, che è disponibile negli allestimenti Lounge ed Executive per la Double Cab e solo Lounge per la Extra Cab, adotta un nuovo quadro strumenti con schermo TFT affogato tra gli indicatori analogici e una serie di novità a livello di rivestimenti e finiture.

HA IL SAFETY SENSE

La novità principale del model year 2019 del pick-up nipponico è rappresentato però dall’arrivo del paccheto Toyota Safety Sense. Si tratta di un insieme di dotazioni di sicurezza che sono disponibili già sulle vetture della Casa giapponese. Il Safety Sense comprende la frenata d’emergenza con rilevamento pedoni e ciclisti, il riconoscimento della segnaletica verticale, l’avviso di superamento involontario di carreggiata e il cruise control adattativo.

L'articolo Toyota Hilux 2019: il Safety Sense arriva anche sul pick-up proviene da SicurAUTO.it.

La “relazione” tra Toyota e Android Auto procede, ma avanza di restyling in restyling

di Giuseppe Biondo

Sono lontani i tempi in cui Toyota proprio non voleva saperne di aprire le portiere della propria gamma ad Android Auto

L'articolo La “relazione” tra Toyota e Android Auto procede, ma avanza di restyling in restyling proviene da TuttoAndroid.

Le aziende che hanno investito di più nella guida autonoma di Uber

di Antonio Elia Migliozzi

Uber incuriosisce il mercato. Secondo gli analisti l’azienda potrebbe uscire rafforzata dalla quotazione in borsa. Ecco allora che secondo i media americani Toyota si prepara ad aumentare gli investimenti in Uber. Lo scorso anno il costruttore giapponese era entrato nel capitale della società di ridesharing ben 500 milioni di dollari. Ecco allora che la nuova tranche di finanziamenti arriverà, oltre che da Toyota, anche da Denso e Softbank. La vendita di una quota di minoranza aiuterebbe Uber a ridurre le pesanti perdite dello scorso anno. Vediamo perché l’IPO Uber si conferma una delle più attese negli ultimi anni.

 

UBER IN AFFARI

Uber si prepara a firmare un accordo per vendere una partecipazione di minoranza. Nel dettaglio l’azienda vuole cedere una quota della sua unità ATG. Per capirci si tratta del ramo aziendale che sta lavorando da anni alla guida autonoma. Conferme alla notizia arrivano anche dal Wall Street Journal che l’aveva data in anteprima. Per Uber non si tratta di una novità perché già gode di soci importanti. La giapponese Softbank e la casa automobilistica Toyota insieme al fornitore di ricambi Denso sono pronti a spendere 1 miliardo di dollari. La somma farebbe schizzare il valore dell’unità ATG di Uber a quota 7,25 miliardi di dollari. Alla fine dello scorso anno Toyota ha investito 500 milioni di dollari in Uber. Ora gli analisti ritengono che Denso dovrebbe potrebbe coprire i due terzi di tale cifra, mentre Softbank partecipare per 333 milioni.

CHI ENTRA

L’accordo consentirebbe a Uber di mantenere il controllo operativo di ATG riducendo al tempo stesso i costi. Il nuovo consiglio di amministrazione dell’unità per la guida autonoma di Uber avrà sei seggi controllati da Uber e altri due da Toyota e Softbank. Va detto che il nuovo investimento da 1 miliardo è ora al vaglio del Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti. Si tratta di un passaggio necessario per valutare eventuali rischi di sicurezza nazionale. Secondo il Wall Street Journal la società lavorerà con Toyota e Denso per lo sviluppo di una nuova flotta a guida autonoma. In attesa della quotazione in borsa la valutazione di Uber è di 100 miliardi di dollari. Anche se alcune stime dicono che è più vicina ai 70 o 80 miliardi. Va detto che a febbraio Uber ha fatto sapere di aver perso, nel 2018, 1,8 miliardi di dollari.

CORSA AUTONOMA

La divisione per la guida autonoma di Uber, è una macchina mangia soldi. L’azienda ha dichiarato di bruciare ben 20 milioni di dollari al mese per sviluppare le tecnologie driveless. Lo sforzo è necessario per stare al passo con i concorrenti, tra cui la divisione Cruise di GM, Waymo di Google e Lyft. Uber aveva promesso decine di migliaia di veicoli autonomi operativi in 13 città entro il 2022 ma forse servirà più tempo. I test sono partiti a San Francisco nel novembre 2016. L’incidente del marzo 2018 con la morte di un pedone in Arizona ha bloccato per quasi un anno le sue operazioni su strada. Toyota potrebbe aiutare Uber a riprendere il suo programma guida autonomo consapevole del fatto che l’azienda americana ha fatto sempre progressi da sola.

L'articolo Le aziende che hanno investito di più nella guida autonoma di Uber proviene da SicurAUTO.it.

Toyota elettriche: la prima auto a batterie svelata al Salone di Shanghai

di Redazione

Toyota lancia la sfida al settore delle vetture 100% elettriche con la presentazione al Salone dell’Auto di Shanghai del primo di una serie di 10 modelli a batteria. Si tratta della Toyota C-HR EV, variante del popolare crossover ibrido molto apprezzato anche in Italia. Il veicolo sarà prodotto e commercializzato in Cina a partire dal 2020. Nel corso dello stesso anno debutteranno, sul resto dei mercati mondiali, gli altri EV non ancora svelati.

TRAZIONE ANTERIORE

La vettura nasce sulla piattaforma TNGA, predisposta per ospitare le batterie in posizione posteriore-centrale. Il motore, così come la trazione, rimane anteriore, anche se Toyota non ha per ora aggiunto particolari tecnici significativi. C-HR EV si appresta quindi ad essere il trampolino di lancio per la sfida elettrica di Toyota, che dopo aver guidato la rivoluzione ibrida punta ora ad aggredire il mercato anche con le elettriche pure. Entro il 2030 infatti, la Casa conta di arrivare a vendere più di 5,5 milioni di veicoli elettrificati all’anno, tra full hybrid ed EV.

ESTERNI INVARIATI, INTERNI INEDITI

Stando alle prime immagini disponibili il modello non sembra differire troppo nell’estetica da quello ibrido commercializzato in Europa. Si notano un frontale rivisto, con un nuovo disegno per il paraurti e diverse prese d’aria, e ruote ridisegnate per migliorare l’aerodinamica. Gli interni, invece, spiccano per la strumentazione completamente digitalizzata e configurabile, con schermo centrale sulla plancia per gestire il sistema di infotainment e leva del cambio di dimensioni ridotte.

DUE GEMELLE E UNA CONCEPT

Toyota ha presentato a Shanghai due varianti della nuova elettrica, praticamente identici ma prodotti da joint-venture diverse. Alla C-HR EV propriamente detta, che verrà prodotta nella fabbrica GAC-Toyota di Guangzhou, si affianca la Izoa EV, gemella costruita a Tianjin nell’impianto FAW-Toyota. Ad accompagnarle alla convention cinese c’era la concept Rhombus, modello di ultracompatta a quattro posti. Destinata ai giovani, ha linee avveniristiche e dovrebbe rispondere ai gusti e alle esigenze di mobilità dei nati negli ultimi 30 anni.

L'articolo Toyota elettriche: la prima auto a batterie svelata al Salone di Shanghai proviene da SicurAUTO.it.

Guida autonoma: il test del Safety Sense su Toyota Corolla

di Donato D'Ambrosi

Euro NCAP ha messo alla prova i sistemi di assistenza alla guida della Toyota Corolla in situazioni di emergenza dopo Ford Focus, DS7 Crossback, BMW Serie 5, Hyundai Nexo, Mercedes Classe C e Nissan Leaf. La valutazione del rischio di eccessiva fiducia del guidatore nella guida autonoma è sempre più attenzionato negli ultimi anni. Ecco perché i tecnici dell’Euro NCAP hanno scandagliato il sistema Safety Sense anche in questo senso. Ecco le valutazioni e nel video sotto come si comporta realmente la guida assistita Safety Sense su Toyota Corolla in situazioni improvvise ed impreviste.

NON LASCIA SPAZIO AI FRAINTENDIMENTI

Il rischio che il conducente sopravvaluti le capacità di guida autonoma del sistema Safety Sense sono molto basse secondo Euro NCAP. Il sistema di assistenza alla guida della nuova Toyota Corolla infatti si basa fondamentalmente su ACC (Adaptive Cruise Control) ed LTA (Lane Trace Assist). Ne il nome ne le indicazioni sul manuale inducono il conducente in errore, che oltretutto è chiamato a rispettare l’obbligo di tenere le mani sul volante. In caso contrario il conducente viene avvertito di rimettere le mani sul volante. Allarme che può silenziare però anche con una leggera sterzata.

TEST A BASSA VELOCITA’ SUPERATI

Dal punto di vista funzionale, il Safety Sense si dimostra molto efficace nell’assistenza al guidatore, ma solo nelle prove di guida longitudinali con auto ferma o lenta. La prova infatti dell’ACC a 50 km/h è superata brillantemente: la Toyota Corolla rallenta fino a fermarsi appena rileva l’ostacolo. Se si alza la velocità dell’ACC a 80 km/h e 130 km/h, il Safety Sense allerta solo il guidatore del rischio di collisione ma non interviene. Va meglio invece se l’auto che precede la Corolla (con ACC attivo a 100 km/h) si muove lenta (a 20 km/h nella prova). In questo caso l’ACC interviene efficacemente fino a portarsi a una distanza minima di sicurezza.

MENO EFFICACE SE LA VELOCITA’ AUMENTA

La stessa variabilità di intervento del Safety Sense comporta un alto livello di attenzione alla guida nei test in cui è messo alla prova l’AEB. L’Autonomous Emergency Breaking infatti interviene in modo molto diretto ed efficace quando l’auto che precede (a 50 km/h, 5 più della Corolla), frena improvvisamente. Anche il risultato del Cut-in (quando un’auto a 50 km/h si immette improvvisamente sulla corsia della Toyota Corolla, a 70 km/h) mostra un corretto intervento dell’AEB nel video qui sopra. Diverso invece è il caso in cui l’auto che precede la Toyota Corolla nasconde un’altra auto ferma più avanti (Cut-out). In questo caso il Safety Sense della Toyota Corolla può fare veramente poco e solo l’intervento del guidatore riesce ad evitare l’impatto.

L'articolo Guida autonoma: il test del Safety Sense su Toyota Corolla proviene da SicurAUTO.it.

BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

di redazione

La BMW 328 Ci elaborata con 245 CV dal preparatore AlbaMotorSport appartiene al campione di drift Marco Stellino, colui che ha portato la disciplina del drifting in Sicilia e che, grazie alla sua scuola, sta formando nuovi e validi piloti in terra sicula. Guidata di traverso sul circuito di Racalmuto, la è ora in attesa dello swap di motore con il 2JZ della Toyota Supra.

BMW 328 Ci elaborata

Questa BMW 328 Ci elaborata per essere un’auto da drifting pronta per le gare ha subìto un lavoro minuzioso su ogni componente e senza lasciare nulla al caso. Spesso infatti nel mondo del drifting si utilizzano le BMW per il loro ottimo bilanciamento, la buona dose di cavalli e il differenziale autobloccante originale. Sono numerose le Serie 3 impiegate nei Campionati, ma anche dai privati: si va dalle prime E30 degli anni ‘80 alle E92 V8. Quella di Marco Stellino è una E46 328 Ci di inizio 2000 che nasceva come normale auto stradale.

BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

BMW 328 Ci modificata

La carrozzeria della BMW 328 Ci modificata presenta nuovi componenti in vetroresina come cofano motore, cofano posteriore e paraurti. I parafanghi, maggiorati di 10 cm, sono in carbonio della BMW Motorsport e realizzati per la M3 E46 GTR. Al posteriore, invece, sono stati allargati a mano di 4 cm per lato. Poi si è provveduto a sostituire i fari anteriori con elementi leggeri che inglobano luci a led. La scocca ha abbandonato l’iniziale grigio metallizzato di serie a favore di un bel bianco, alternato dagli adesivi degli sponsor e della livrea.

BMW 328 Ci tuning

L’abitacolo di questa BMW 328 Ci ha subìto con l’intervento tuning una trasformazione radicale. È stato completamente svuotato e alleggerito in ogni angolo per abbassare il peso e consentire l’installazione dello scenografico rollbar progettato, secondo le normative CSAI, dallo stesso proprietario e poi realizzato dai tecnici di AlbaMotorsport. È presente anche un rack posteriore che aggancia il retrotreno direttamente al rollbar. Questo permetterà di realizzare in futuro l’intera parte posteriore della carrozzeria in vetroresina, risparmiando così ulteriore peso.

BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

Scheda tuning BMW 328 Ci by AlbaMotorSport

MOTORE
Scarico completo artigianale in acciaio con “X Pipe” e terminale HKS da 80 mm
Aspirazione diretta BMC
Centralina riprogrammata
Farfalla di aspirazione da 80 mm
Pompa benzina alta pressione AEM 380 lph + iniettori RC
Radiatore acqua in alluminio RCS con elettroventola e fan controller
Radiatore olio 19 vie in alluminio Mishimoto
Sostituzione radiatori: idroguida e differenziale

TRASMISSIONE
Differenziale autobloccante M3

TELAIO E SOSPENSIONI
Alleggerimento totale della scocca, rinforzo telaio con parti saldate sui punti più importanti dello chassis
Assetto pluriregolabile Yellow Speed, con regolazione altezza e idraulica, camber plate all’anteriore e braccetti camber regolabili al posteriore
Barre antirollio, duomi e rinforzo telaio Ultra Racing (Kit completo)
Kit sterzo MG Solution 83° Full Lock kit
Cerchi anteriori OZ 9jx17”

ESTERNI
Utilizzo di parti in vetroresina super leggere come cofano motore, cofano posteriore e paraurti
Parafanghi allargati di 10 cm in carbonio BMW Motorsport
Parafanghi posteriori allargati a mano di 4 cm per lato
Fari anteriori sostituiti con elementi leggeri e luci a led
Carrozzeria riverniciata di bianco
Adesivi degli sponsor e wrapping livrea

INTERNI
Coppia sedili Sparco Drifting
Coppia cinture Sparco 5 punti
Dashboard digitale Defi con controllo g/m e velocità
Strumentazione Greddy (pressione olio, pressione benzina, temperatura olio, temperatura acqua)
Strumentazione AEM (AFR Stechiometrico, EGT)
Volante Sparco con mozzo sgancio rapido

FRENI
Impianto frenante anteriore di provenienza BMW 530d E60
Modifica per impianto frenante separato tra ant. e post.
Freno a mano idraulico con impianto dedicato
Tubi freno in treccia metallica
Abolizione sistema ABS

Costo totale intervento tuning oltre 15.000 Euro

Cerca la BMW 328 usata su newsauto.it

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della BMW 328 Ci by AlbaMotorSport è su Elaborare 248.

BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport



ACQUISTA E RICEVI ELABORARE n° 248 Aprile 2019 QUI
ACQUISTA VERSIONE DIGITALE a 2,99 € PC, iOS, Android unico accesso QUI
ABBONATI E RICEVI ELABORARE QUI (diverse opzioni 3/6/11 numeri)
ABBONATI ALLA VERSIONE DIGITALE a solo 22,99€  VERSIONE PDF ON LINE ACQUISTA QUI 

L'articolo BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport proviene da ELABORARE.

Toyota come Tesla: 24.000 brevetti diventano gratuiti

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota annuncia la svolta. Il costruttore giapponese rende pubblici circa 24.000 brevetti che riguardano i suoi veicoli elettrificati. L’obiettivo del marchio è quello di accelerare lo sviluppo di soluzioni di mobilità ibrida ed elettrica. Ecco allora che Toyota punta a fornire gratuitamente i suoi brevetti ai ricercatori “green” ma è disposta a fornire assistenza a pagamento. Con i suoi 33 modelli ibridi in commercio le vendite del brand hanno superato, nel 2017 i 10 milioni di esemplari nel mondo.  Vediamo come Toyota rilancia la sfida in un settore dove la concorrenza cresce ogni giorno di più.

SFIDA ELETTRIFICATA

Toyota ha annunciato i suoi piani per dare accesso gratuito a quasi 24.000 brevetti. Sulla strada già percorsa qualche mese fa da Tesla il colosso giapponese vuole svegliare l’interesse di ricercatori di tutto il mondo. I brevetti messi a disposizione degli interessati sono diversi. Questi riguardano componenti specifici alla base della tecnologia dei veicoli ibridi. Nel dettaglio si parla di 23.740 brevetti che coinvolgono i sistemi di alimentazione ibridi, i motori elettrici, le unità di controllo dell’alimentazione e i controlli di sistema. Shigeki Terashi, vicepresidente di Toyota, ha dichiarato: C’è un elevato volume di richieste ricevute per i nostri sistemi di elettrificazione dei veicoli da parte di aziende che riconoscono la necessità di diffondere tecnologie ibride e di altri veicoli elettrificati”. Insomma spazio alle collaborazioni ma ci sarà tempo fino al 2030 per spulciare tra i brevetti.

SGUARDO AL FUTURO

Il recente accordo tra Toyota e Suzuki nel campo nella mobilità elettrificata rilancia la necessità di alleanze. Dal 2015 Toyota ha offerto accesso gratuito a 5.680 brevetti relativi ai suoi veicoli elettrici a celle a combustibile. Nella gamma ibrida Toyota la Prius resta il modello di punta. Lanciata nel 1997 è stata a lungo l’unica vettura al mondo ad abbinare un motore elettrico ad uno termico. Forte del suo primato nella produzione di serie Toyota è stata capace di affrontare da protagonista le sfide di un mercato in trasformazione. Nel gennaio del 2017, le vendite mondiali dei 33 modelli ibridi Toyota hanno superato le 10 milioni di unità. Insomma allearsi per non restare indietro nelle sfide, sempre più costose, della mobilità connessa e green. Una scelta non isolata ma sempre più diffusa tra i colossi dell’auto che puntano sull’open source.

INCORAGGIARE GLI SVILUPPI

Toyota, in un comunicato, ha chiarito che nei brevetti gratuiti vede opportunità importanti per la tecnologia ibrida. L’obiettivo dichiarato è quello di incoraggiare lo sviluppo di veicoli elettrificati in tutto il mondo. Secondo la società di consulenza LMC Automotive il numero di veicoli elettrificati è destinato a crescere in modo importante. Entro il 2031 i veicoli ibridi ed elettrici saranno il 50% del mercato. Ecco allora che non saranno pochi i costruttori che sceglieranno di investire nel settore. Per questo motivo Toyota è pronta a collaborare. Del resto è di poche settimane fa la notizia che Volkswagen metterà sul mercato la sua piattaforma MEB per le auto elettriche. Fornire le proprie tecnologie a terzi è la soluzione migliore per scaricare gli enormi costi di ricerca e sviluppo.

L'articolo Toyota come Tesla: 24.000 brevetti diventano gratuiti proviene da SicurAUTO.it.

Toyota regala 24mila brevetti per le auto ibride: è l’inizio della rivoluzione?

di Alessandro Crea
Mossa a sorpresa di Toyota: il colosso nipponico infatti ha fatto sapere oggi tramite comunicato stampa che concederà l’utilizzo gratuito di ben 24mila brevetti su diverse tecnologie per le auto ibride, frutto di 20 anni di ricerca nel settore. Toyota infatti è stata la prima, nel 1997, a credere in questa soluzione con la Prius, […]

Toyota e Suzuki insieme per un futuro sostenibile

di Redazione

Toyota e Suzuki hanno concretizzato nelle scorse ore la collaborazione intavolata due anni fa, all’inizio del 2017, con l’obiettivo di trovare sinergie utili a ottimizzare sviluppo tecnologico e, soprattutto, produzione. Alla base c’è la condivisione di tecnologie, nello specifico motori e sistemi ibridi ma anche piattaforme, che consentano a ciascuna Casa di coprire meglio i mercati limitando i costi di sviluppo di nuovi modelli e la loro fabbricazione. Arrivando, come capita non di rado tra costruttori giapponesi, a scambiarsi alcune vetture da produrre con diversi marchi.

DA TOYOTA IL SISTEMA IBRIDO

Il primo punto dell’accordo riguarda la tecnologia ibrida, che Suzuki rende disponibile in forma soft con la sua gamma mild-hybrid. Toyota fornirà alla Casa di Hamamatsu il suo celebre ibrido HSD, unitamente alla piattaforma TNGA su cui ha sviluppato, ad esempio, le nuove Corolla e Rav4. Acquisizione preziosa per Suzuki, che solitamente si concentra sui segmenti delle utilitarie e delle city car e che potrà così competere in modo più ampio nelle categorie superiori realizzando due nuovi modelli per l’Europa.

DA SUZUKI I MOTORI BENZINA

In cambio, Suzuki fornirà a Toyota i suoi piccoli motori a benzina (presenti anche sulla nuova Vitara) di nuova generazione, anche questi destinati a “cittadine” e compatte, che la Casa delle Tre Ellissi produrrà autonomamente nel suo stabilimento in Polonia. Si tratta di due propulsori della famiglia Boosterjet a tre e quattro cilindri rispettivamente da 1 e 1,4 litri di cilindrata che spingono numerosi modelli dell’attuale gamma Suzuki.

NUOVI MODELLI PER INDIA E AFRICA

Il resto della collaborazione è focalizzato sulla condivisione di modelli. Suzuki metterà a disposizione Ertiga e Ciaz, una monovolume e una berlina compatte prodotte dalla sua controllata Maruti in India, realizzandone delle varianti marchiate Toyota da offrire sempre sul mercato indiano. I medesimi modelli, insieme a delle varianti di Baleno e Vitara Brezza, sempre marchiate Toyota e sempre costruite dalla Maruti, saranno esportate anche in Africa. Nel programma c’è anche una nuova monovolume compatta, sviluppata da Toyota ma da produrre ancora in India con entrambi i marchi. Dal 2022 la Vitara Brezza sarà inoltre costruita anche nello stabilimento Toyota Kirloskar Motor a Bangalore.

L'articolo Toyota e Suzuki insieme per un futuro sostenibile proviene da SicurAUTO.it.

❌