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Toyota, Nissan e Hyundai chiudono alcuni impianti per arginare il COVID-19

di Emanuela Acri
Dopo aver assistito alla chiusure delle fabbriche automobilistiche di Ford, GM, FCA e Honda, un altro gruppo di case automobilistiche ha deciso di chiudere alcuni impianti per far fronte alla minaccia del coronavirus COVID-19. Infatti, anche Toyota, Nissan e Hyundai hanno annunciato che chiuderanno, per un periodo necessario, gli impianti di produzione che si trovano […]

Toyota: confermata infezione da COVID-19 all’impianto Takaoka

di Simone Lelli
Toyota ha annunciato oggi che un secondo dipendente a tempo pieno, un ventenne, è stato rivelato infetto da Coronavirus (COVID-19) all’impianto Takaoka in Toyota City. L’operaio era a stretto contatto con il primo paziente infetto dell’impianto (confermato il 19 marzo). Il ragazzo, definito dal comunicato come Operaio B, non è più andato a lavoro da […]

Ford Puma è (per ora) l’ibrida più venduta in Italia

di Valentina Acri
Ford Puma è la vettura ibrida più venduta in Italia nel primo bimestre del 2020: una vettura dinamica, affascinante e tecnologica progettata per offrire un’esperienza di guida reattiva e gratificante. Con un totale di ben 3.467 unità immatricolate, Ford Puma è riuscita a conquistare il primato come nuova auto ibrida più venduta nel nostro paese nei […]

Pompa benzina difettosa: richiamo Toyota per 3,2 milioni di auto nel mondo

di Donato D'Ambrosi

La pompa benzina difettosa su 3,2 milioni di Toyota e Lexus potrebbe causare incidenti: i modelli coinvolti nel richiamo per la sostituzione della pompa carburante

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Toyota, Salone di Ginevra: il B-SUV ibrido a trazione integrale

di Emanuela Acri
Quale occasione migliore – per Toyota – se non il Salone di Ginevra 2020 per svelare al mondo intero il nuovo B-SUV? L’azienda giapponese ha deciso di rendere noto il primo teaser dedicato al suo nuovo gioiellino. Ovviamente non sono mancate alcune importanti informazioni inerenti alle caratteristiche che saranno la peculiarità del B-SUV di Toyota. Tuttavia, visionando le […]

Anziani al volante: Toyota presenta l’acceleratore intelligente che evita incidenti

di Donato D'Ambrosi

Gli anziani al volante sono più attenti ad autoregolarsi, secondo un’indagine inglese, ma in Giappone l’innalzamento dell’età media sta avendo effetti diretti sulla sicurezza stradale. Si moltiplicano gli incidenti causati dall’uso errato o involontario dell’acceleratore e Toyota corre ai ripari presentando un sistema intelligente che riconosce quando il conducente confonde i pedali.

ANZIANI AL VOLANTE E INCIDENTI RADDOPPIATI IN GIAPPONE

Non si tratta proprio di un nuovo sistema, quanto di una funzionalità implementata sfruttando la tecnologia con cui Toyota equipaggia le nuove auto in Giappone già da alcuni anni. La densità di anziani al volante in Giappone ha un’influenza diretta sul numero di incidenti mortali. Secondo le stime citate da Toyota infatti gli incidenti causati da persone di età pari o superiore a 75 anni in Giappone è raddoppiato da 381 nel 2007 a 791 nel 2019. La causa principale degli incidenti è l’uso errato dell’acceleratore scambiato per il freno. Già nel 2018 Toyota ha presentato un sistema retrofit che tramite ultrasuoni è in grado di evitare incidenti per l’accelerazione involontaria. Il sistema però sfrutta dei sensori ad ultrasuoni per rilevare la presenta di altre auto o oggetti nelle vicinanze.

IL SOFTWARE RICONOSCE GLI ERRORI SULL’ACCELERATORE

Il sistema ideato come contromisura agli errori degli anziani al volante, si basa su un software che sfrutta i sistemi del pacchetto Safety Sense per capire quando, tra 0 e 30 km/h il conducente sta utilizzando in modo errato e involontario l’acceleratore. “Abbiamo pensato che fosse necessario fare qualcosa“, ha spiegato Seigo Kuzumaki, capo del reparto R&D Toyota. L’acceleratore intelligente è controllato tramite un algoritmo che Toyota ha sviluppato elaborando i dati telematici provenienti dai moduli DCM. I moduli DCM (Data Communication Module) sono alla base del funzionamento delle auto connesse che permettono di trasmettere e ricevere informazioni tra le auto e i Neutral Server.

PIU’ SISTEMI DI SICUREZZA PENSATI PER GLI ANZIANI AL VOLANTE

In questo modo anche l’implementazione dei nuovi sistemi di sicurezza studiati per gli anziani al volante si potranno diffondere con una spesa minore. Entro quest’anno Toyota avrebbe intenzione di trasferire dal Brand di lusso Lexus alle più popolari Toyota sistemi avanzati di sicurezza. Tra i più utili, l’assistenza alla guida nei casi in cui il conducente abbia un malore, fino ad arrestare l’auto in sicurezza e chiamare i soccorsi tramite eCall.

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LEGO: confermato l’accordo di licenza per “Fast and Furious”

di BrianzaLUG
Universal Brand Development e The LEGO Group hanno confermato oggi di aver ampliato il loro rapporto di licenza per includervi il franchising di Fast and Furious. Il nuovo accordo si tradurrà in un nuovo set LEGO Technic, la cui uscita sugli scaffali è prevista per la primavera del 2020, in concomitanza con l’arrivo nelle sale […]

Airbag Toyota difettosi: il richiamo Toyota su 3,4 milioni di auto nel mondo

di Donato D'Ambrosi

Il caso degli airbag difettosi Toyota ha portato al richiamo mondiale di 3,4 milioni di auto. Un difetto agli airbag che ha riguardato diversi modelli di diversi Produttori su cui ha indagato l’NHTSA. Toyota ha deciso cautelativamente di richiamare le auto che a causa degli airbag difettosi, potrebbero non proteggere i passeggeri in caso di incidente. Ecco le auto Toyota coinvolte nel richiamo agli airbag difettosi.

GLI AIRBAG TOYOTA E I PRETENSIONATORI POTREBBERO NON FUNZIONARE

Due incidenti stradali negli USA, di cui uno mortale, hanno acceso le indagini dell’NHTSA (agenzia per la sicurezza dei trasporti) che hanno isolato la causa del difetto. Gli airbag difettosi Toyota, come altri utilizzati negli ultimi anni su oltre 12 milioni di auto, non sono protetti da sovratensioni. L’NHSTA infatti ha individuato nella centralina che controlla gli airbag e i pretensionatori un difetto di produzione. Si tratta di un componente originariamente prodotto da TRW, che poi è stata acquistata da ZF Friedrichshafen, l’azienda che ora dovrà gestire l’emergenza degli airbag difettosi con molti Costruttori.

LA CAUSA E LA SOLUZIONE AL DIFETTO DEGLI AIRBAG TOYOTA

I modelli coinvolti nel richiamo Toyota per gli airbag difettosi sono la Toyota Corolla prodotta dal 2011 al 2019, la Toyota Matrix prodotta dal 2011 al 2013 e la Toyota Avalon prodotta dal 2012 al 2018. Anche le auto ibride Toyota Avalon dovranno essere richiamate per l’eventuale sostituzione della centralina di controllo degli airbag. La soluzione al difetto degli airbag Toyota che non si aprono correttamente è stata individuata nell’applicazione di un filtro antirumore tra la centralina e il cablaggio che collega gli airbag, come riporta Reuters. Quel che sembra certo è che da marzo i proprietari delle auto saranno convocati per le verifiche in officina.

GLI AIRBAG DIFETTOSI SULLE TOYOTA E ALTRE MARCHE

Ad oggi non è chiaro di quanti incidenti per gli airbag difettosi Toyota sia a conoscenza e non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito. Sicuramente il caso della centralina vulnerabile rischia di diventare un caso mondiale come il difetto agli airbag Takata. Molti altri Costruttori, Kia, Hyundai, Fiat-Chrysler, Honda e Mitsubishi, condividono lo stesso componente che ha causato il difetto agli airbag Toyota. Hyundai e Kia hanno richiamato oltre 1 milione di auto nel 2018. Nel 2016 invece 2 milioni di auto FCA sono state coinvolte nel richiamo per gli airbag difettosi. Complessivamente secondo le stime dell’NHTSA sarebbero 12,5 milioni le auto potenzialmente equipaggiate con airbag difettosi da controllare.

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Toyota RAV 4 Hybrid diventa Plug-in: debutto al Salone di Los Angeles 2019

di Donato D'Ambrosi

Toyota presenta la nuova Toyota RAV 4 Hybrid in versione Plug-in al Salone di Los Angeles 2019 recuperando il gap rispetto alle auto concorrenti più elettrificate. Dopo la Toyota Prius Plug-in, anche il SUV più venduto degli ultimi 20 anni potrà circolare a zero emissioni per circa 60 km. Ecco i primi dettagli in anteprima sulla Toyota RAV 4 Hybrid Plug-in che arriverà sul mercato nei prossimi mesi.

TOYOTA RAV 4 PLUG-IN, COS’HA IN COMUNE CON LA HYBRID

La nuova Toyota RAV4 Plug-in Hybrid si posiziona al top della gamma RAV4, il fiore all’occhiello dell’attuale gamma di veicoli ibridi-elettrici. Condivide con la Toyota RAV 4 Hybrid la piattaforma GA-K, il sistema di trazione integrale intelligente AWD-i e il motore benzina Hybrid Dynamic Force da 2,5 litri.

NUOVO MOTORE ELETTRICO E NUOVA BATTERIA SULLA RAV 4 PLUG-IN

Il nuovo propulsore mette a frutto il know how maturato con le due generazioni della Prius Plug-in Hybrid: la potenza del sistema è di 306 CV (225 kW), l’accelerazione 0-100 km/h in 6,2 secondi (dati provvisori). Nella versione Plug-in Hybrid, la Toyota RAV 4 è accreditata dei più bassi livelli di CO2 e i consumi della categoria. E’ quanto Toyota avrebbe rilevato nelle prove di pre-omologazione secondo lo standard WLTP con emissioni di CO2 inferiori ai 30 g/km.

L’AUTONOMIA DELLE NUOVA TOYOTA RAV 4 PLUG-IN HYBRID

L’aumento della potenza rispetto all’attuale Toyota RAV4 Hybrid è ottenuto grazie al nuovo motore elettrico. E’ nuova anche la batteria agli ioni di litio ad alta capacità affiancata da un convertitore boost all’unità di controllo del sistema ibrido. Oltre all’accelerazione migliore la Toyota RAV4 Hybrid avrà anche una maggiore autonomia in modalità esclusivamente elettrica, con consumi ed emissioni pari a zero. L’autonomia prevista (standard WLTP) è di oltre 60 km, maggiore – secondo Toyota –  rispetto ai SUV Plug-in Hybrid della concorrenza. La nuova Toyota RAV4 Hybrid Plug-in arriverà sul mercato nella seconda metà del 2020.

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Ciardullo Gomme, specialista in assetti per auto sportive e stradali

di redazione

Ci sono tanti gommisti in giro, ma pochi come Ciardullo Gomme conoscono l’importanza e i segreti della messa a punto degli assetti delle auto sportive. Luigi Ciardullo, titolare dell’azienda, grazie alle sue esperienze in gara, è in grado di fornire un servizio prezioso alla clientela: ora è anche Elaborare Check Point!

L’arte dell’assetto

Luigi Ciardullo, titolare della Ciardullo Gomme nuovo Elaborare Check Point, ha iniziato a lavorare come gommista a 17 anni, ma non si è limitato ad imparare in quale maniera si montano e smontano le gomme, si ripara una foratura o si esegue un’equilibratura.

In 20 anni di carriera ha studiato, sperimentato soluzioni e lavorato nel mondo dei rally per affinare le sue capacità nella messa a punto degli assetti sportivi. A 37 anni ha deciso di compiere il grande balzo e creare un locale dove poter dedicare la giusta attenzione alla sua clientela, in costante aumento. “Per ottimizzare un assetto di una vettura occorre almeno mezza giornata di lavoro. Bisogna verificare i parametri iniziali dell’auto, capirne il comportamento, apportare le dovute modifiche e poi provarla di nuovo. Un gommista “normale” non può dedicarsi a tali operazioni con la cura di uno specialista e, perciò, ho deciso di creare una mia struttura in cui poter operare con la dovuta calma, dedicando il tempo necessario a questi interventi”.

L’Officina di Luigi Ciardullo è attrezzata in modo encomiabile, con un banco assetti tridimensionale di ultima generazione, bilance e tutti gli strumenti necessari per poter intervenire con la massima precisione sulla vettura. Luigi è uno di quei tecnici a cui piace lavorare “pulito”, con calma e pazienza, usando le chiavi inglesi come un ago da ricamo. “Seguo alcuni piloti che partecipano al Time Attack Italia, talvolta anche in pista, ma le auto stradali sono quelle più numerose.

Ciardullo Gomme, specialista in assetti per auto sportive e stradali
Ciardullo Gomme, specialista in assetti per auto sportive e stradali

Molti appassionati fanno montare dei kit coilover costosissimi, ma non toccano le geometrie fino a quando non si accorgono che in circuito le cose non vanno come dovrebbero o la macchina non sta in strada. A quel punto, magari con le gomme consumate malamente, arrivano nella mia officina dove scopriamo che gli angoli sono completamente sbagliati o addirittura alcuni componenti non sono stati installati correttamente. Mi è capitato di veder montate le molle al contrario o i camber kit ruotati di 90°!”. L’obiettivo di Luigi è quello di offrire un servizio al top, al fine di garantire la soddisfazione dei propri clienti.

“Tratto marche di eccellenza. Non mi interessa il lavoro di quantità anche perché non sono attrezzato per farlo; mi importa invece la qualità, che è quella che conta di più per un appassionato come me. Mi piace confrontarmi col cliente, consigliarlo e arrivare ad una messa a punto che garantisca il massimo piacere di guida e la totale sicurezza. Ovviamente lavoriamo anche sulle vetture di tutti i giorni, con i classici interventi di cambio gomme, riparazioni, montaggio cerchi in lega, ecc. ma, anche in questo caso, raccomando sempre dei prodotti qualitativamente al top”.

Ciardullo Gomme (contatti, indirizzo)

Via Monte Nero 41/c – 00012 Guidonia Montecelio (RM)
Contatti: Tel. 0774/015356
Email: ciardullogomme@outlook.it
Web: FB Ciardullo Gomme


Persona di riferimento: Luigi Ciardullo
Specializzazione: messa a punto assetti sportivi e stradali, servizio gommista, vendita e montaggio cerchi in lega
Marche Trattate: Toyo, Continental, OZ Racing, MAK, Fondmetal, Evocorse
Superficie: 600 mq (interno+esterno)
Personale: 1
Attrezzatura: bilance per peso auto e banco assetti tridimensionale
Garanzia: dipende dall’intervento richiesto
Carta di Credito: sì
Anni di attività: 3 anni

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Ciardullo Gomme, specialista in assetti per auto sportive e stradali
Ciardullo Gomme, specialista in assetti per auto sportive e stradali

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Toyota TNGA-B: com’è fatta la piattaforma modulare della Yaris 2020

di Donato D'Ambrosi

Toyota presenta la nuova piattaforma modulare GA-B per la Toyota Yaris 2020. Una novità che cambia radicalmente l’impostazione di guida della piccola utilitaria. Ma cosa cambia rispetto alla piattaforma TNGA? Sappiamo che Toyota a partire dai più recenti modelli utilizza un’unica piattaforma personalizzata. La nuova piattaforma TNGA-B è la prima applicazione modulare sulla Toyota Yaris 2020 che porterà enormi vantaggi anche alle auto più piccole come sui futuri modelli. Ecco come è fatta e cosa cambia nella Toyota Yaris 2020 con la TNGA-B.

TNGA, UNA SOLA PIATTAFORMA PER TANTI MODELLI

La piattaforma TNGA (acronimo di Toyota New Global Architecture) è un pianale modulare da cui Toyota ha aperto un nuovo capitolo sulla progettazione dei nuovi modelli. Un solo pianale adattabile a più modelli di auto fa risparmiare tempo e costi di realizzazione e produzione. Vedendo come è fatta un’auto sottopelle, s’intuisce come questo approccio sdia più facile ed immediato per modelli di dimensioni simili. E invece con l’anteprima della Toyota Yaris 2020 al prossimo Salone di Francoforte, si sciolgono le riserve su una nuova variante battezzata TNGA-B, per le auto più piccole. A parte i costi, quali vantaggi si hanno sulla nuova Yaris 2020 con la TNGA-B?

COM’E’ FATTA LA TNGA-B DELLA TOYOTA YARIS 2020

La piattaforma TNGA-B è stata sviluppata – promette Toyota – per migliorare il piacere di guida così come sugli altri modelli. Nuove tecnologie di assemblaggio e stampaggio incrementano la rigidità della scocca mantenendo stessi pesi e costi. La particolarità che caratterizza la nuova Toyota Yaris 2020 è la posizione di guida più centrale e ribassata. In questo modo anche la regolazione del volante in profondità dovrebbe offrire una guida più coinvolgente e comoda. Come per tutte le varianti della TNGA, anche la piattaforma GA-B massimizza l’abitabilità posizionando le ruote alle estremità e massimizzando il passo. Anche le parti nascoste non visibili si possono ricollocare più facilmente con l’impostazione progettuale della piattaforma TNG.

I NUOVI MODELLI TOYOTA SU TNGA-B, TNGA-C E TNGA-K

Anche le parti nascoste non visibili si possono ricollocare più facilmente con l’impostazione progettuale della piattaforma TNG. La Toyota Yaris 2020 infatti è solo il primo dei modelli che riceverà la piattaforma TNGA-B poiché questa si può adattare a modelli diversi per passo, carreggiata e altezza. I modelli che ad oggi nascono sulle stesse “fondamenta” sono le Toyota C-HR, Toyota Prius e Toyota Corolla (TNGA-C) e la Toyota RAV4 (TNGA-K).

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Telecamere al posto degli specchietti: l’NHTSA frena il lancio negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa non è ancora arrivato il via libera ufficiale agli specchietti digitali. Ecco allora che le case automobilistiche rinnovano il loro accorato invito all’Autorità nazionale NHTSA perché proceda a fornire le autorizzazioni necessarie. Da parte sua l’NHTSA ha bloccato da diverso tempo le richieste arrivate dai costruttori in attesa di svolgere dei test di sicurezza completi. Le Autorità americane prendono tempo mentre Europa e Giappone hanno già permesso la vendita di auto prive di specchietti esterni. Sul nuovo SUV 100% elettrico Audi e-Tron come sulla ammiraglia giapponese Lexus LS troviamo monitor e telecamere al posto dei tradizionali specchietti. Si tratta di una soluzione che convince sempre di più i costruttori ed è per questo che la prossima compatta elettrica Honda e ricorrerà a questa tecnologia. Vediamo allora pregi e difetti di questa tecnologia per potrebbe rivoluzionare il nostro approccio alla guida.

SPECCHIETTI E SICUREZZA

La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) testerà gli specchietti esterni digitali prima di autorizzarne l’uso su strada. L’obiettivo dei regolatori americani è capire come i conducenti useranno le telecamere esterne al posto degli specchi tradizionali. Il test pianificato dall’NHTSA verificherà il “comportamento di guida e l’esecuzione di manovre di cambio corsia” in auto con specchi tradizionali e su veicoli con sistemi che sfruttano delle telecamere. Insomma su vuole capire se questi strumenti possano indurre i conducenti in errore magari distraendoli in modo eccessivo dalla guida. Nel marzo 2014, un gruppo di produttori di automobili tra cui General Motors, Volkswagen, Toyota e Tesla avevano presentato una petizione all’NHTSA. La richiesta era chiara, poter utilizzare sistemi di visione posteriore o laterale basati su delle telecamere. Una istanza simile era stata presentata da Daimler nel 2015. In quel caso si faceva riferimento ad un sistema di telecamere da impiegare sui camion.

USA AL PALO

Tutte queste richieste di verifica risultano ancora pendenti. Lo scorso anno l’NHTSA aveva fatto sapere che stava esaminando il problema per arrivare ad una rapida soluzione. I nuovi test sugli specchietti digitali partiranno dall’esame di veicoli per il trasporto passeggeri e successivamente saranno estesi a mezzi più grandi. Da alcuni anni i produttori di automobili sfruttano telecamere anteriori, posteriori e laterali per aiutare i conducenti nelle manovre di parcheggio. La tecnologia fa ora l’ultimo passo rimpiazzando i tradizionali retrovisori esterni. Le telecamere laterali sono già state approvate sia in Europa che in Giappone. Dallo scorso anno Toyota ha iniziato a commercializzare in Giappone l’ammiraglia Lexus ES provvista di specchietti laterali digitali. All’inizio di quest’anno si è mosso anche il gruppo Volkswagen, che ora propone il SUV elettrico Audi e-Tron. Siccome i retrovisori digitali non sono per ora ammessi negli Usa, i clienti americani devono accontentarsi di quelli tradizionali.

LE RICHIESTE DEL MERCATO

Come abbiamo visto gli specchietti digitali sono, per ora, appannaggio di vetture di segmento premium e rappresentano un optional davvero molto costoso. Sembra però che le cose stiano per cambiare. Honda ha reso noto l’arrivo entro la fine dell’anno, o all’inizio del prossimo, della sua compatta elettrica “e”. La vettura offrirà una plancia centrale a sviluppo orizzontale caratterizzata dalla presenza di molti schermi a colori alle cui estremità ci saranno due display per i retrovisori digitali. I sistemi mirrorless sono: “Un esempio di come la tecnologia automobilistica sia in anticipo rispetto al legislatore degli Stati Uniti, ha dichiarato Mark Dahncke, portavoce di Audi America. L’autorizzazione all’uso dei retrovisori digitali sarà di grande aiuto per i brand dell’auto al lavoro sullo sviluppo della guida autonoma. Nel prossimo futuro l’intelligenza artificiale sarà in grado di valutare la situazione che circonda il veicolo e prendere decisioni senza l’intervento del conducente.

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Toyota-Suzuki: in cosa consiste l’accordo miliardario tra i due Costruttori

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota e Suzuki scelgono di rafforzare i rapporti reciproci con una operazione finanziaria da capogiro. I due costruttori giapponesi sono intenzionati a condividere tecnologie ed investimenti. Per questo motivo Toyota acquisirà il 5% del pacchetto azionario di Suzuki con un investimento da 907 milioni di dollari. Parallelamente Suzuki comprerà lo 0,2% del capitale di Toyota. L’accordo arriva in un momento complesso per il settore dell’auto chiamato ad una vera e propria rivoluzione. L’orizzonte è quello dello sviluppo dell’auto connessa, elettrica ed autonoma. La notizia dell’accordo sembra provvidenziale per Suzuki che deve gestire risultati finanziari sotto le attese. Le sue azioni hanno perso, dall’inizio di quest’anno, il 27% del loro valore a causa della marcata frenata degli ordinativi in India, mercato a cui il brand è da sempre molto legato. Vediamo da vicino termini e condizioni dell’alleanza Toyota-Suzuki.

ALLEANZA FORTE

Toyota Motor Corp. e Suzuki Motor Corp. stanno rafforzando la loro collaborazione con uno scambio reciproco di azioni. Mentre l’industria automobilistica si sposta verso le auto elettrificate e a guida autonoma i costruttori sono chiamati ad intensificare gli investimenti. Ecco allora che Toyota, la più grande casa automobilistica giapponese, acquisirà circa il 5% delle azioni Suzuki per un totale di circa 96 miliardi di yen (907 milioni di dollari). Suzuki otterrà invece una partecipazione del valore di circa 48 miliardi di yen in Toyota. Ciò equivale allo 0,2% delle azioni di Toyota al prezzo di chiusura registrato prima dell’annuncio ufficiale. I rapporti di collaborazione tra i due brand sono partiti nel 2017 e oggi le due case automobilistiche puntano a fare di più. L’alleanza offrirà a Toyota l’accesso alla competenze messe a punto da Suzuki in India che sta per superare il Giappone diventando il terzo mercato auto del mondo.

UNITI PER VINCERE

Secondo gli analisti di mercato questa operazione sembra essere molto simile agli investimenti reciproci che intercorrono tra Toyota e Mazda. L’accordo con Toyota arriva in un momento di grande difficoltà per Suzuki. Dall’inizio di quest’anno le azioni del costruttore giapponese sono in calo del 27% e fanno seguito al -15% registrato nel 2018. Questa situazione è principalmente legata alla frenata dell’economia indiana. Suzuki ha dichiarato che farà di tutto per invertire questa preoccupante tendenza al ribasso. Nello specifico investirà 20 miliardi di yen nello sviluppo di nuove tecnologie tra cui la guida autonoma e l’auto elettrica. Per fare un confronto, Toyota ha speso circa sette volte di più in ricerca e sviluppo nel corso dell’anno corrente. Sicuramente Suzuki è una casa automobilistica più piccola e per questo fatica di più a bilanciare ricerca e sviluppo con la realizzazione di auto a prezzi competitivi.

LA PROSPETTIVA

Nel febbraio 2017, Toyota e Suzuki hanno concordato l’avvio di un percorso comune, con una decisione che ha fatto seguito all’uscita di Volkswagen dal capitale della seconda. A partire dallo scorso mese di marzo, Toyota ha ulteriormente ampliato il perimetro della collaborazione mediante la fornitura a Suzuki del suo sistema ibrido. Una svolta tecnica per Suzuki che si è impegnata a consentire lo sviluppo delle vendite Toyota in regioni strategiche come India e Africa. Le due case automobilistiche hanno anche in programma la produzione congiunta di auto elettriche in India a partire dal 2020. Bisogna ricordare che l’investimento di Toyota non arriva come un fulmine a ciel sereno. Toyota, da parte sua, detiene anche quote di partecipazione in Mazda e Subaru e si sta facendo promotrice di un gruppo di lavoro “aperto” alle case giapponesi su temi importanti come le auto autonome ed elettriche.

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Toyota più sicure con pedoni: l’auto impedirà le partenze involontarie

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota decide di mettere letteralmente un freno agli incidenti che coinvolgono i pedoni. Il colosso giapponese ha annunciato l’arrivo di una nuova funzione che eviterà i sinistri causati dalla confusione tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno. In questo modo se un pedone, o un ostacolo inanimato, si trova davanti al veicolo mentre il conducente schiaccia il pedale sbagliato, l’auto non si sposterà di un millimetro. L’innovazione dovrebbe raggiungere tutta la gamma globale di Toyota ed i primi modelli che ne saranno provvisti arriveranno entro la fine dell’anno. Si partirà dalle Toyota Prius ed Aqua, molto popolari tra i conducenti anziani. L’azienda afferma che il nuovo acceleratore intelligente, oltre ad evitare incidenti con pedoni e ostacoli sventerà minacce anche ai danni dei ciclisti. Vediamo come funziona e quali sono i vantaggi di questa soluzione.

NUOVA FUNZIONALITÀ

Toyota ha in programma l’introduzione di una nuova funzionalità volta a prevenire incidenti causati da scambi involontari tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno. La tecnologia impedirà una risposta del motore in caso di errore umano o nel caso in cui ci sia una persona davanti al veicolo. In questo modo si eviterà un’accelerazione improvvisa dalla natura imprevista e pericolosa. Secondo le fonti che riportano la notizia il dispositivo potrebbe essere introdotto prima della fine dell’anno anche su veicoli che sono già stati venduti ai clienti. Va detto infatti che sono ad oggi disponibili sul mercato dispositivi di sicurezza retrofit. Anche questi sono in grado di impedire un’accelerazione involontaria dell’auto se questa è causata dalla pressione del pedale sbagliato. Nei fatti, però, molti funzionano solo quando i sensori rilevano un ostacolo come un muro o un’altra automobile che procede nella direzione in cui il veicolo sta viaggiando.

SICUREZZA AL CENTRO

La nuova funzione di Toyota rallenterà gradualmente il veicolo quando l’acceleratore viene premuto improvvisamente anche se non ci sono ostacoli fisici davanti all’auto. L’assistente arriverà per prima sui modelli ibridi Prius e Aqua, che sono molto popolari tra i conducenti anziani, per poi raggiungere tutta la gamma. Se tecnicamente non è difficile immaginare un meccanismo che riduce la velocità in tutti questi casi, molti costruttori hanno preferito lasciar stare. Alcuni temono che non si abbia una risposta pronta nel caso in cui sia necessaria una rapida accelerazione, come nei cambi di corsia. Come detto Toyota offrirà il sistema anche in retrofit per le vetture già in possesso dei suoi clienti e per questo pensa ad un prezzo competitivo. Il marchio giapponese vuole così evitare i numerosi incidenti dovuti a questo tipo di distrazioni e frequenti tra gli anziani.

IL RISCHIO INCIDENTI

Secondo Toyota la sua tecnologia sarà funzionale anche per prevenire incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti. La decisione del brand potrebbe spingere altri produttori a fare una scelta simile. Del resto il mese scorso, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti giapponese, ha chiesto a Toyota e ad altre sette case automobilistiche, di intervenire sulla questione. L’improvvisa accelerazione causata dalla pressione involontaria dell’acceleratore avrebbe causato 17 incidenti su un totale di 149. Protagonisti dei sinistri conducenti di età pari o superiore ai 75 anni. Va detto che per le Autorità giapponesi si tratta di numeri preoccupanti perché riguardano il solo periodo da gennaio a giugno di quest’anno. Insomma a conti fatti l’11% degli impatti avvenuti negli ultimi sei mesi è attribuibile ad errori tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno.

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Toyota e-CVT: la nuova trasmissione ibrida sarà prodotta in Polonia

di Donato D'Ambrosi

Le immatricolazioni di veicoli ibridi in Europa hanno superato il 52% nel primo semestre 2019, per questo motivo Toyota continua a localizzare la produzione nella regione EMEA. La produzione della tecnologia ibrida e-CVT riceve un importante investimento da 70 milioni di euro riservato allo stabilimento TMMP  a Walbrzych (Polonia). Toyota Motor Manufacturing Poland definisce i piani di sviluppo produttivo per le auto ibride in Polonia per un totale di 1,2 miliardi di euro. Ecco dove sono e saranno prodotti i powertrain per le auto ibride Toyota.

COSA E DOVE PRODUCE TOYOTA IN POLONIA

TMMP gestisce due stabilimenti produttivi in Polonia. Oltre alla produzione di e-CVT per auto ibride con il motore da 1,8 litri, lo stabilimento di Wałbrzych produce motori a benzina da 1 litro, trasmissioni manuali e semiautomatiche. La capacità produttiva annuale di TMMP a Walbrzych è di 175.000 e-CVT per propulsori ibridi, 285.000 motori e 633.000 trasmissioni. Lo stabilimento di Jelcz-Laskowice invece produce motori a benzina da 1,5 litri. La produzione polacca di fornisce altri impianti di assemblaggio di automobili Toyota gestiti da Toyota Motor Europe in Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Francia, Turchia e Russia. I powertrain assemblati da TMMP vengono spediti anche al di fuori dell’Europa, negli impianti in Sudafrica e in Giappone.

PIANI TOYOTA DI INVESTIMENTO IN POLONIA

Toyota non ha nascosto i piani di sviluppo delle auto 100% elettriche tuttavia ha sempre creduto nella tecnologia ibrida e continuerà a farlo. Secondo i dati Toyota (studi dell’Università di Roma e dall’Università della Tecnologia di Cracovia) le auto ibride permettono di percorrere in città almeno il 50% della strada in modalità a emissioni zero o ridotte. L’e-CVT è la normale evoluzione dei sistemi per HEV (Hybrid Electric Vehicle), ottenuta con l’interazione intelligente con un motore a benzina e i due motori elettrici di bordo. Ecco dove Toyota assembla già motori ibridi e quali sono invece i piani di ampliamento industriale per l’elettrificazione in Polonia.

– Powertrain 1.8 e-CVT a Walbrzych da Novembre 2018
– Motore 2.0L a Jelcz-Laskowice da Settembre 2019
– Motore da 1,5 litri a Jelcz-Laskowice dalla Primavera 2020
– Trasmissione e-CVT a Wałbrzych dal 2021

L’ECONOMIA CHE FUNZIONA IN POLONIA

I nostri stabilimenti polacchi stanno diventando sempre più un centro di produzione chiave per componenti di propulsori elettrificati per propulsori elettrici ibridi a basse emissioni in Europa. Ha spiegato Eiji Takeichi, presidente di TMMP. Oggi segna un passo importante nella pianificazione a lungo termine verso la continua elettrificazione della Polonia e dell’intera industria automobilistica europea.” Fa eco la dichiarazione del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki (nella foto sopra): “l’economia è un po’ come un’auto. Se non hai una buona guida, se non hai buoni rapporti, l’economia non gira come dovrebbe. Qui a Wałbrzych viene realizzato un nuovo investimento nell’industria a basse emissioni e nella mobilità all’avanguardia. Questi investimenti, insieme a quelli per i prossimi anni, rappresentano un’enorme opportunità di sviluppo per l’intera economia.”

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Toyota: le auto connesse prevedono la manutenzione stradale negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota presenta gli sviluppi delle sue auto connesse. Le vetture in strada comunicheranno i dati raccolti da videocamere e sensori alle autorità locali che potranno fare interventi mirati di manutenzione. Grazie alle informazioni dalla strada sarà possibile agire in modo preciso e tempestivo per ripristinare le condizioni di sicurezza del manto stradale. Per Toyota questa nuova tecnologia permetterà anche alle piccole amministrazioni territori di far quadrare i bilanci tenendo sempre al centro la sicurezza degli utenti della strada. Il risultato sarà presto tangibile nei termini di un minor numero di incidenti e conseguenti benefici sui tempi di percorrenza. Questo tipo di sistemi sfrutta i vantaggi delle connessioni dati ultraveloci che aumentano il numero dei dati scambiabili tagliando i tempi necessari all’operazione. Diamo uno sguardo ai dettagli dei piani Toyota per l’auto connessa.

SICUREZZA E MANUTENZIONE

Toyota Mobility Foundation ha deciso di lavorare insieme con la città di Akaiwa, la prefettura di Okayama e la Okayama University ad una conferenza sulle auto connesse. Si tratterà di una occasione importante per discutere sui vantaggi di queste tecnologie che avranno risvolti positivi anche sulla manutenzione delle strade. Attualmente le amministrazioni locali di tutto il mondo individuano i tratti che necessitano della manutenzione stradale sulla base delle osservazioni raccolte nel pattugliamento del territorio. Eppure il buono stato delle strade è determinante per la sicurezza prevenendo gli incidenti e garantendo via di fuga efficaci in caso di calamità naturali. Di recente alcune di queste hanno causato danni alle infrastrutture in Giappone mettendo a dura prova i limitati budget locali. Le tecnologie Toyota legate all’auto connessa aiuteranno il governo dei territori ad accedere a dati ed immagini raccolte dalle videocamere dei veicoli per avere informazioni sulle condizioni delle arterie di collegamento.

OCCHIO AL TERRITORIO

La presenza di risorse finanziarie limitate, unita alle calamità naturali, impedisce alla maggior parte dei decisori di tutto il mondo di prestare la dovuta attenzione alla manutenzione delle infrastrutture. Come detto queste limitazioni finanziarie stanno per essere superate grazie alla tecnologia. In occasione della conferenza di Akaiwa City, Toyota presenterà sviluppo di un nuovo ecosistema sostenibile e a basso costo per la manutenzione delle strade. La svolta sarà possibile grazie alla combinazione e allo scambio dei dati provenienti delle auto connesse con quelli ottenuti dalle videocamere degli stessi. In questo modo si ridurrano i tempi di individuazione e, conseguentemente, di risoluzione dei problemi delle infrastrutture stradali. Attualmente, sono identificabili solo i dissesti del fondo stradale ma presto dovrebbero essere riconoscibili anche ulteriori problemi come alberi caduti e segnali stradali danneggiati. Insomma non uno ma molti occhi vigili a controllo della sicurezza del territorio.

GLI SVILUPPI

Secondo Toyota questi dispositivi tech porteranno vantaggi, oltre che alla sicurezza del traffico, anche ai tempi di percorrenza riducendo la congestioni. Raccogliere immagini dalle videocamere installate sui veicoli sarà solo il primo passo. Per Toyota sarà presto possibile collezionare anche i dati provenienti dalle infrastrutture esistenti come ponti, impianti idraulici e fognature. La Toyota Mobility Foundation opera dal 2014 per sostenere lo sviluppo di una società più mobile e connessa. La Fondazione mira a supportare sistemi di mobilità che coniughino lo sguardo a tecnologia, sicurezza e ambiente. In questa direzione lavora con università, Governi, organizzazioni senza scopo di lucro per affrontare problemi e sfide in tutto il mondo. Ecco allora che si guarda all’auto connessa ed autonoma ma anche al trasporto urbano e alle nuove forme di mobilità personale.

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Toyota: le auto elettriche in arrivo ma con il supporto della Cina

di Antonio Elia Migliozzi

I grandi marchi dell’auto si preparano ad accelerare i tempi della produzione di auto elettriche. In questo senso è fondamentale assicurarsi, in breve e a prezzi contenuti, tutte le componenti necessarie all’assemblaggio prima che lo facciano i rivali. Toyota sceglie di affidarsi al colosso cinese dell’auto elettrica BYD non solo per la fornitura di componenti, ma anche per impiantare in Cina la produzione di auto a zero emissioni. Toyota e BYD lavoreranno insieme allo sviluppo di una serie di modelli che copriranno vari segmenti dalle berline ai SUV. Del resto se guardiamo al mercato Toyota è da sempre sostenitrice delle motorizzazioni ibride e per questo si trova indietro nello sviluppo della sua offerta 100% elettrica. Il piano prevede di fare le cose in grande e per questo il brand giapponese ha scelto di guardare oltre lo storico alleato Panasonic. Vediamo dettagli e risvolti dell’accordo tra Toyota e BYD.

CINA E GIAPPONE

Toyota ha annunciato che svilupperà batterie e veicoli elettrici con il colosso cinese BYD. Le alleanze con i marchi cinesi si confermano la scelta giusta per quanti vogliono costruire veicoli elettrici a prezzi accessibili. Ad oggi la Cina non è solo il più grande mercato automobilistico al mondo ma anche il primo nel settore degli EV. Toyota e BYD comunicano che lavoreranno ad una vasta gamma di modelli che vanno dalle berline ai SUV. Va detto che tutti questi mezzi saranno venduti con il marchio Toyota in Cina già a partire dalla prima metà del 2020. La notizia arriva dopo che nei giorni scorsi Toyota ha fatto sapere di collaborare con la cinese Amerex Technology per la fornitura e lo sviluppo di batterie per veicoli a basse emissioni. A giugno Toyota ha detto di voler ottenere la metà delle sue vendite globali dai veicoli elettrificati entro il 2025.

PRESSIONI DI MERCATO

Toyota ha scelto di anticipare di 5 anni l’obiettivo di vendite fissato al 2030 e, per non mancare all’appuntamento, ha bisogno di più batterie. Il marchio ha deciso allora di guardare oltre Panasonic suo partner di vecchia data. Queste notizie arrivano nel momento cresce il mercato dei veicoli a emissioni zero viste le norme sempre più severe sulle emissioni che strangolano i motori a combustione. In Cina, Toyota ha in programma di lanciare la sua prima vettura 100% elettrica che sarà una versione speciale del crossover compatto C-HR. Il quotidiano finanziario Economic Observer, già nell’aprile dello scorso anno, tracciava un quadro delle case automobilistiche cinesi al lavoro nel settore delle vetture a zero emissioni. In pochi anni il paese è diventato il primo hub mondiale nello sviluppo e realizzazione di veicoli elettrici. Non è un caso se marchi come Volkswagen e Tesla abbiano scelto di fare base proprio in Cina.

NUOVI MONOPOLI

CATL è il più grande produttore di batterie al mondo e, guarda caso, ha sede in Cina. L’azienda fornisce le sue componenti alle case automobilistiche cinesi e straniere tra cui Volkswagen, Daimler, BMW, Honda e NIO. Dal canto suo BYD è il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo ed è anche il secondo più grande fornitore di batterie con sede in Cina. L’anno scorso ne ha vendute circa 100.000. Al terzo posto c’è Guoxuan High Tech, uno dei principali fornitori della casa automobilistica statale BAIC Motor. BYD sta attualmente investendo 1,49 miliardi di dollari in una nuova fabbrica di batterie che avrà una capacità produttiva annuale di 20 Gwh. Si tratterebbe di uno dei maggiori siti produttivi al mondo secondo solo alla Gigafactory 1 di Tesla in Nevada. La fabbrica dei record ha attualmente un output stimato di circa 35 GWh all’anno.

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Toyota studia l’interazione della guida autonoma con i pedoni in Europa

di Donato D'Ambrosi

Toyota ha ottenuto l’ok ai test su strade pubbliche per studiare l’interazione tra le auto a guida autonoma e le persone in carne ed ossa. I test che si svolgeranno sulle strade di Bruxelles hanno lo scopo di valutare il funzionamento dei sistemi di guida avanzati in contesti urbani. L’annuncio dei test Toyota ricorda il curioso del sindaco di Bruxelles che aveva vietato i test sul 5G temendo per la salute dei suoi cittadini.

I TEST SULL’INTERAZIONE URBANA TRA PERSONE E MACCHINE

I test sperimentali Toyota in Europa fanno parte del progetto L3Pilot, un progetto nato nel 2017 e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon2020. Il contributo Toyota permetterà di condividere i dati della sperimentazione dei sistemi di guida autonoma sviluppati in house da Toyota. Per le strade di Bruxelles una Lexus LS con sistemi di guida avanzati farà un percorso predeterminato con al volante sempre un collaudatore che interverrà in caso di necessità. “L’obiettivo finale di Toyota è zero perdite da incidenti stradali e studiare i comportamenti umani complessi e imprevedibili e il loro impatto sui requisiti del sistema di guida automatica.” Ha spiegato Gerard Killmann, Vice President Research and Development di Toyota Motor Europe.

LA LEXUS A GUIDA AUTONOMA NEI TEST A BRUXELLES

La Lexus LS impegnata nei test di interazione della tecnologia Toyota con gli umani, è un’auto molto simile a quelle in vendita con specifici upgrade tecnologici. La differenza principale è nella batteria di sensori tra cui LIDAR, radar, telecamere e sistema di posizionamento ad alta precisione montato sul tetto. Al volante, un collaudatore può intervenire e annullare il sistema di guida autonoma in qualsiasi momento. Inoltre Toyota fa sapere che il conducente sarà accompagnato da un operatore che supervisiona l’intero sistema. Il test su strade pubbliche Toyota è stato approvato solo dopo mesi di preparazione per ottenere: la convalida del sistema AD, la formazione dei conducenti, l’analisi del percorso e le necessarie autorizzazioni dalle autorità locali.

TOYOTA E IL PROGETTO L3PILOT

Il progetto pilota “L3Pilot” vede Toyota impegnata insieme ad altri 34 partner, tra cui Case automobilistiche, fornitori di componentistica, istituti di ricerca e autorità. Il progetto si aggiunge a tanti altri che in Europa stanno sensibilizzando sempre di più le istituzioni a collaborare e coinvolge 1.000 conducenti in 100 auto in 10 paesi in Europa. In questo contesto, Toyota si concentrerà sulla ricerca dei comportamenti degli utenti di 50 nazionalità diverse che si muovono a Bruxelles e sul funzionamento sicuro dei sistemi di guida autonoma in ambienti urbani complessi e diversificati.

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Swap motore CX Racing per Supra A90: via il BMW, dentro il Toyota 2JZ GTE!

di redazione

Sembra che alla CX Racing non sia andata proprio giù la storia della Supra motorizzata BMW. Per questo motivo il team di tecnici californiani sta già approntando il kit di conversione per eliminare il pur dignitoso BMW B58 3 litri tedesco e montare il leggendario 6 cilindri in linea Toyota, da sempre punto di forza delle vecchie Supra. Il plus di questa preparazione è che lo swap motore avviene senza alcuna alterazione estetica, risultando invisibile a cofano chiuso.

Ovviamente si tratta di un’elaborazione estrema e costosa, ma ideale per chi vuole una vettura unica nel suo genere e in grado di superare abbondantemente quota 1.000 CV, un traguardo ormai considerato “entry level” da molti preparatori più interessati ai numeri che all’handling. Per chi si accontenta di un livello prestazionale inferiore, il B58 BMW è un’unità robusta e affidabile, sicuramente in grado di spingersi oltre i 500 CV senza particolari sforzi.

www.cxracing.com

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Toyota e Denso: nuova partnership per i sensori della guida autonoma

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota accresce gli sforzi per sviluppare la guida autonoma. Il colosso giapponese si allea con il produttore di ricambi nipponico Denso per creare una joint-venture dedicata ai veicoli elettrici, connessi e autonomi. All’interno della nuova società Denso deterrà il 51% delle quote. Ci si aspetta un colosso commerciale del valore di circa 408 milioni di euro capace di dettare la linea tecnologica nel campo dell’automotive. La joint-venture tra Toyota e Denso non è un fulmine a ciel sereno perché già lo scorso anno i due marchi avevano deciso di fare squadra per affrontare insieme sfide importanti. La notizia della partnership giapponese in tema di semiconduttori arriva in un momento particolare. Proprio la scorsa settimana Toyota aveva dato vita ad una alleanza con altri 5 costruttori per mettere i campo una proposta unitaria in tema di guida autonoma.

POTENZA IN UN CHIP

Toyota Motor e il produttore di ricambi Denso hanno annunciato una nuova alleanza. Secondo quanto riporta Reuters i marchi hanno concordato di creare una joint-venture per lo sviluppo di semiconduttori automobilistici di prossima generazione mentre l’industria si sposta verso i veicoli connessi e autonomi. Denso, che fa del gruppo Toyota, deterrà il 51% della nuova società, con Toyota che controllerà la parte restante. Sulla questione i due marchi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. La società nascerà ad aprile 2020 con una capitalizzazione di 50 milioni di yen, che corrispondo a circa 408 milioni di euro. L’organico conterà su una forza lavoro di circa 500 dipendenti. L’azienda si concentrerà sullo sviluppo di componenti quali moduli di potenza per veicoli elettrici e sensori di monitoraggio la guida autonoma. La potenza di calcolo richiesta dai sistemi sta aumentando in quanto le automobili diventano sempre più collegate tra loro e con le infrastrutture.

ACCELERARE L’INNOVAZIONE

Oltre a chip sempre più potenti i sistemi a guida autonomi avranno anche bisogno di sensori all’avanguardia. Come sappiamo dai sensori dipende la capacità delle auto di percepire il mondo che le circonda. L’interpretazione dei dati raccolti permetterà ai mezzi di prendere decisioni critiche, come frenare o sterzare per evitare un ostacolo, in una frazione di secondo. L’accordo tra Toyota e Denso non deve stupire. A giugno dello scorso anno i marchi hanno deciso di consolidare la produzione e lo sviluppo dei componenti elettronici al fine di migliorarne l’efficienza e accelerarne l’innovazione. Le due società collaborano anche con un altro fornitore del gruppo Toyota, Aisin Seiki per implementare un centro di sviluppo per la guida autonoma a Tokyo. Dal marzo dello scorso anno è infatti attivo il Toyota Research Institute – Advanced Development cuore delle operazioni driveless.

LA GUIDA AUTONOMA

La settimana scorsa Daihatsu, Isuzu, Mazda, Subaru e Suzuki hanno aderito alla sua joint-venture Monet Tecnologies. Guidata da Toyota la società vuole coordinare gli sforzi comuni verso l’auto senza conducente. All’interno della compagine Toyota e Softbank detengono una quota di circa il 35% ciascuno. Da parte loro tutti gli altri brand dell’auto giapponese si limitano a controllare un 2% a testa. Gli esperti ritengono che la piattaforma driveless Monet si baserà sul concept Toyota e-Palette che aveva fatto il suo debutto internazionale nel 2018 al CES di Las Vegas. L’idea sarebbe quella di un mezzo per la mobilità condivisa che possa coniugare il trasporto di persone e quello di cose. Ecco allora che l’impegno di Toyota si conferma trasversale. Non solo lo sviluppo di soluzioni tecnologiche ma anche la loro condivisione per contenere i costi di ricerca e favorire l’innovazione.

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