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Subaru Impreza WRX elaborata 218 CV con preparazione Nitro Race

di redazione

Questa Subaru Impreza WRX elaborata con 218 CV dal tuner catanese Nitro Race vanta un assetto, valido anche in circuito, che rende la vettura agile e facile da controllare. Qualche cavallino in più arriverà in seguito alla rimappatura della centralina e così questa Impreza sarà ancora più divertente!

Subaru Impreza WRX elaborata

Questa Subaru Impreza WRX elaborata porta il nomignolo Bug Eye ovvero “occhi di insetto”, che identifica la seconda generazione della Subaru Impreza. La carrozzeria è rimasta di serie, quindi caratterizzata dalla tipica presa d’aria sul cofano delle Subaru anni ’90-’00, che alimenta l’intercooler sottostante. Al posteriore dovrebbe esserci l’ala bassa sul baule, invece è stata sostituita con quella alta ispirata alla STi e prodotta dalla Lester. Completano la rivisitazione estetica alcuni adesivi tra cui, in bella mostra, quello Nitro Race sul parabrezza.

Subaru Impreza WRX elaborata 218 CV con preparazione Nitro Race

Subaru Impreza WRX modificata

Nell’abitacolo di questa Subaru Impreza WRX modificata vige la regola “less is more”, ovvero niente diavolerie elettroniche come su quelle moderne, a partire dal cruscotto rigorosamente analogico e molto leggibile. Su questo modello troviamo di serie la pedaliera in alluminio, i sedili sportivi e un bel volante in pelle griffato Momo. L’unico accessorio è rappresentato dai cuscinetti Sparco di colore blu per le cinture.

Subaru Impreza WRX tuning

Su questa Subaru Impreza WRX sono ancora poche le modifiche di tuning che interessano il propulsore, tranne l’installazione di un filtro a pannello BMC per farlo “respirare” meglio. Per quanto concerne l’impianto di scarico figurano i collettori GTSPEC, centrale e terminale in acciaio inox della CTSS. A far “sbuffare” la turbina ci pensa una pop-off della Bonalume, mentre l’aspirazione rimane quella di serie. Prossimamente arriverà anche la riprogrammazione della centralina per regalare qualche cavallo in più a questo EJ20 boxer turbo.

Subaru Impreza WRX elaborata 218 CV con preparazione Nitro Race

Scheda tuning Subaru Impreza WRX by Nitro Race

MOTORE
Centrale e terminale scarico in acciaio CTSS 750€
Collettore GTSPEC 600€
Filtro a pannello BMC 70€
Pop-off Bonalume 180€

ASSETTO
Dischi freno ant. Tarox G88 230€
Assetto K-Sport 1.200€
Distanziali Sparco da 1.6 cm 60€
Pneumatici Bridgestone Potenza Adrenalin 215/45 R17 450€

INTERNI
Cuscinetti cinture Sparco 20€

ESTETICA
Alettone posteriore Lester tipo STi 380€
Prese aria parafanghi Lester 45€
Minigonne Orciari 180€

Costo totale intervento tuning 4.165 Euro

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Test Michelin Pilot Sport 4 SUV

di Donato D'Ambrosi

Il mercato dei SUV in Europa è in continua ascesa: un trend che ha segnato +18% nel 2018 conquistando circa un terzo delle vendite di auto. Più auto con un’altezza e un peso maggiore hanno richiesto anche un lavoro diverso a chi come Michelin costruisce pneumatici, che ha presentato le Pilot Sport 4 SUV. Cosa cambia tra una gomma normale e una per SUV? Lo abbiamo approfondito con Michelin in occasione del test dei nuovi Pilot Sport 4 SUV. Il nome deriva chiaramente dalle Michelin Pilot Sport 4 da cui la nuova gomma eredita molti contenuti tecnologici. Ma segue un processo produttivo parallelo per rispondere alle diverse caratteristiche dinamiche di SUV, 4×4 e crossover premium. Nel nostro primo contatto abbiamo potuto mettere fin da subito alla prova il confort di guida, nonostante le generose dimensioni. Ma scopriamo insieme tutte le novità del Michelin Pilot Sport 4 SUV che abbiamo provato nell’incantevole cornice della penisola sorrentina.

PNEUMATICI GRANDI MA SILENZIOSI

Le nuove Michelin Pilot Sport 4 SUV chiudono il cerchio della famiglia Pilot Sport UHP (Ultra High Performance) dallo Sport Cup 2, allo Sport 4S, dallo Sport 4 fino ai neonati dedicati ai SUV. Una gamma completa di pneumatici che, nell’ordine, sono progettati per garantire Long Lasting Performance dalla pista alla strada. La necessità di realizzare uno pneumatico adatto ai SUV sta nel maggiore peso e baricentro più alto, che generano forze diverse rispetto a uno pneumatico standard. Lo sviluppo delle Michelin Pilot Sport4 SUV ha richiesto 2 anni, anche in collaborazione con diversi Costruttori per specifiche omologazioni in arrivo. Il risultato è uno pneumatico dal battistrada asimmetrico particolarmente silenzioso (tra 70 e 73 dB). L’impiego della tela a zero gradi e degli elastomeri funzionali spiegati anche nel video qui sotto, contribuiscono a massimizzare le performance su asciutto e bagnato validate anche nei test TUV SUD (aderenza) e Dekra (durata chilometrica).

PRIMI NEI TEST SU ASCIUTTO, BAGNATO E DURATA

Le nuove Michelin Pilot Sport 4 SUV portano in dote l’impegnativo compito di garantire le migliori performance di usura e aderenza testate da TUV SUD e Dekra. Nei test indipendenti le Pilot Sport 4 SUV hanno primeggiato rispetto ai concorrenti nella misura 235/60 R18 su asciutto, bagnato (da nuovo e da usurato) e sulla durata. Nella frenata su asciutto da 100 a 0 km/h, le Pilot Sport 4 SUV hanno frenato 1,8 metri prima rispetto alla media dei concorrenti. Su asfalto bagnato il vantaggio delle Michelin è di 3,15 metri prima da nuovo e 5,2 metri prima da usurato. Altra “performance zone” messa alla prova dal peso dei SUV è la durata chilometrica. Test in cui le Michelin Pilot Sport 4 SUV hanno dimostrato di poter percorrere 9100 km in più rispetto alla media dei concorrenti.

CARCASSA PIU’ ROBUSTA

Il battistrada (da nuovo ha un’altezza di 7,7 mm) è progettato per funzionare al meglio sia su asciutto (parte centrale) che su bagnato (i tasselli asimmetrici laterali massimizzano l’aderenza). Rispetto alle Michelin Pilot Sport 4, i progettisti hanno integrato nella variante SUV la doppia tela carcassa per aumentare la robustezza. A differenza di quanto succede con gomme di grandi diametri, più grande non significa più duro e rumoroso. Lo abbiamo percepito durante il nostro primo contatto sulle curve della costiera sorrentina e sul tratto di autostrada che ci ha avvicinati a Sorrento. La silenziosità e un ottimo feeling con il volante, nonostante le strade non sempre nelle migliori condizioni, non ci hanno mai abbandonato. Bisogna anche dire che le Michelin Pilot Sport 4 SUV sono fatte per vetture altrettanto performanti.

MISURE E PREZZO DELLE PILOT SPORT 4 SUV

Le gomme che abbiamo testato durante la nostra prova erano 255/40 R21 su Volvo XC60 R Design e 235/55 R19 su Mercedes GLC 350e ibrida. Generose proprio perché orientate a un segmento premium (nel 2018 circa il 47% di gomme vendute era da 18 pollici in su). Con le Pilot Sport 4 SUV, disponibili in 53 misure entro il 2019, da 17 a 23 pollici, Michelin sostituirà le Latitude Sport 3. La differenza di prezzo è di circa +1,5% (prezzo consigliato al pubblico da 150 a 360 euro in base alla dimensione).

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Tim lancia “Share the Code”, contest digitale per la città intelligente

di Tom's Hardware
Tim, in collaborazione con Codemotion, ha lanciato ufficialmente l’iniziativa “Share the Code”, un contest digitale rivolto ai ragazzi di tutte le scuole secondarie di primo grado che abbiano un’età compresa tra i 10 e i 14 anni. Il progetto, attivo fino al 19 maggio, prevede che chiunque voglia partecipare carichi un video della durata di […]

Seat Leon 2.0 TDI elaborata 360 CV con preparazione L.B. Engineering

di redazione

Ispirata a Black Comet, questa Seat Leon 2.0 TDI elaborata con 360 CV dal sapiente lavoro dei meccanici di L.B. Engineering, che non ne hanno minato l’affidabilità, così da poterla guidare tutti i giorni.

Seat Leon 2.0 TDI elaborata

Il nero della carrozzeria della Seat Leon 2.0 TDI elaborata non lascia trasparire alcunché, proprio come gli aerei Stealth, che utilizzano la stessa colorazione per passare inosservati durante il volo notturno. Ma questa Seat, una volta messa in moto, scatena tutta la sua cattiveria e se la incontrate per strada sarete avvolti da un’inevitabile nuvola di fumo che scaturisce dallo scarico. La carrozzeria è completamente nera, ma impreziosita dal kit estetico Aero Cupra R della Seat che comprende paraurti, minigonne e alettone sul tetto.

Seat Leon 2.0 TDI elaborata 360 CV con preparazione L.B. Engineering

Seat Leon 2.0 TDI modificata

Per far raggiungere alla Seat Leon 2.0 TDI modificata i 360 CV a motore chiuso di questa preparazione è stato necessario sostituire il turbocompressore, gli iniettori e il giro tubi dello scambiatore di calore realizzato con la stessa tecnica impiegata sulla Black Comet. Inoltre l’aspirazione “corta” diretta ha un condotto da 76 mm con filtro a doppio cono BMC. L’intercooler di serie ha lasciato il posto ad uno maggiorato installato dietro il paraurti. Lo scarico in acciaio inox 316L da 70 mm con doppia uscita cromata e “ciliegina sulla torta” la messa a punto elettronica.

Seat Leon 2.0 TDI elaborata 360 CV con preparazione L.B. Engineering

Scheda tuning Seat Leon TDI by L.B. Engineering

MOTORE
Turbo Garrett GTB2265VK GEN II (compressore in avional di nuova generazione) derivazione Audi, fornito da “TurboFlash” di Giuseppe Di Benedetto 1.400€
Iniettori maggiorati Firad +120% forniti da Alessandro Rossi 1.000€
Map sensor 4 bar Bosch 60€
Intercooler maggiorato 14 lt fornito da STC Racing 250€
Scarico in acciaio lucidato da 70 mm by LRS Exhaust 950€
Aspirazione “corta” diretta, condotto da 76 mm con filtro a doppio cono BMC, giro tubi intercooler condotto maggiorato e accorciato; il tutto realizzato da Antonino Palmeri Automotori Service e Tony Sanna Autotecnica. Costo lavoro totale 750€
Mappa a cura dell’Ing. Luigi Bombaci (L.B. Engineering, Catania) 500€

TRASMISSIONE
Gruppo frizione rinforzato LUKpro DMF con modifica disco e spingidisco realizzato da Alessandro Scazzosi 660€

ASSETTO
Cerchi in lega Axe EX18 Hbp 8jx18” 780€
Pneumatici Nexen N’Fera 225/40 R18 500€
Impianto frenante ant. maggiorato Audi TT 900€
Tubi in treccia aeronautici ant. e post. Goodridge
Molle Eibach Pro Kit -3 cm 250€

INTERNI
Volante Leon FR 200€
Fondini quadro strumenti Birba Racing 100€
Manometro turbo Prosport 152€
Manometro EGT Prosport 90€
Autoradio 2 Din da 9” 245€

ESTETICA
Kit aerodinamico Seat Cupra R 1.800€
Fari posteriori Dectane CarDNA a led 369€
Palpebre fari anteriori RDX RaceDesign 39€

Costo totale interevento tuning : 10.745 Euro

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BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

di redazione

La BMW 328 Ci elaborata con 245 CV dal preparatore AlbaMotorSport appartiene al campione di drift Marco Stellino, colui che ha portato la disciplina del drifting in Sicilia e che, grazie alla sua scuola, sta formando nuovi e validi piloti in terra sicula. Guidata di traverso sul circuito di Racalmuto, la è ora in attesa dello swap di motore con il 2JZ della Toyota Supra.

BMW 328 Ci elaborata

Questa BMW 328 Ci elaborata per essere un’auto da drifting pronta per le gare ha subìto un lavoro minuzioso su ogni componente e senza lasciare nulla al caso. Spesso infatti nel mondo del drifting si utilizzano le BMW per il loro ottimo bilanciamento, la buona dose di cavalli e il differenziale autobloccante originale. Sono numerose le Serie 3 impiegate nei Campionati, ma anche dai privati: si va dalle prime E30 degli anni ‘80 alle E92 V8. Quella di Marco Stellino è una E46 328 Ci di inizio 2000 che nasceva come normale auto stradale.

BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

BMW 328 Ci modificata

La carrozzeria della BMW 328 Ci modificata presenta nuovi componenti in vetroresina come cofano motore, cofano posteriore e paraurti. I parafanghi, maggiorati di 10 cm, sono in carbonio della BMW Motorsport e realizzati per la M3 E46 GTR. Al posteriore, invece, sono stati allargati a mano di 4 cm per lato. Poi si è provveduto a sostituire i fari anteriori con elementi leggeri che inglobano luci a led. La scocca ha abbandonato l’iniziale grigio metallizzato di serie a favore di un bel bianco, alternato dagli adesivi degli sponsor e della livrea.

BMW 328 Ci tuning

L’abitacolo di questa BMW 328 Ci ha subìto con l’intervento tuning una trasformazione radicale. È stato completamente svuotato e alleggerito in ogni angolo per abbassare il peso e consentire l’installazione dello scenografico rollbar progettato, secondo le normative CSAI, dallo stesso proprietario e poi realizzato dai tecnici di AlbaMotorsport. È presente anche un rack posteriore che aggancia il retrotreno direttamente al rollbar. Questo permetterà di realizzare in futuro l’intera parte posteriore della carrozzeria in vetroresina, risparmiando così ulteriore peso.

BMW 328 Ci elaborata 245 CV con preparazione per gare drifting AlbaMotorSport

Scheda tuning BMW 328 Ci by AlbaMotorSport

MOTORE
Scarico completo artigianale in acciaio con “X Pipe” e terminale HKS da 80 mm
Aspirazione diretta BMC
Centralina riprogrammata
Farfalla di aspirazione da 80 mm
Pompa benzina alta pressione AEM 380 lph + iniettori RC
Radiatore acqua in alluminio RCS con elettroventola e fan controller
Radiatore olio 19 vie in alluminio Mishimoto
Sostituzione radiatori: idroguida e differenziale

TRASMISSIONE
Differenziale autobloccante M3

TELAIO E SOSPENSIONI
Alleggerimento totale della scocca, rinforzo telaio con parti saldate sui punti più importanti dello chassis
Assetto pluriregolabile Yellow Speed, con regolazione altezza e idraulica, camber plate all’anteriore e braccetti camber regolabili al posteriore
Barre antirollio, duomi e rinforzo telaio Ultra Racing (Kit completo)
Kit sterzo MG Solution 83° Full Lock kit
Cerchi anteriori OZ 9jx17”

ESTERNI
Utilizzo di parti in vetroresina super leggere come cofano motore, cofano posteriore e paraurti
Parafanghi allargati di 10 cm in carbonio BMW Motorsport
Parafanghi posteriori allargati a mano di 4 cm per lato
Fari anteriori sostituiti con elementi leggeri e luci a led
Carrozzeria riverniciata di bianco
Adesivi degli sponsor e wrapping livrea

INTERNI
Coppia sedili Sparco Drifting
Coppia cinture Sparco 5 punti
Dashboard digitale Defi con controllo g/m e velocità
Strumentazione Greddy (pressione olio, pressione benzina, temperatura olio, temperatura acqua)
Strumentazione AEM (AFR Stechiometrico, EGT)
Volante Sparco con mozzo sgancio rapido

FRENI
Impianto frenante anteriore di provenienza BMW 530d E60
Modifica per impianto frenante separato tra ant. e post.
Freno a mano idraulico con impianto dedicato
Tubi freno in treccia metallica
Abolizione sistema ABS

Costo totale intervento tuning oltre 15.000 Euro

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Guida autonoma: il test dell’Autopilot su Tesla Model S

di Donato D'Ambrosi

L’Autopilot Tesla è uno dei sistemi più discussi degli ultimi anni, è stato bloccato e poi riabilitato. In alcuni Paesi anche vietato. Euro NCAP ha messo alla prova quanto realmente è autonomo l’Autopilot della Tesla Model S in una situazione di emergenza. Nel video qui sotto, messo alle strette in situazioni tipicamente urbane l’Autopilot mostra qualche limite. In tutte le altre prove si mostra affidabile, e questo è un rischio secondo Euro NCAP per la percezione del guidatore verso il sistema Autopilot.

L’AUTOPILOT ORA HA DUE LIVELLI

L’Autopilot Tesla nasce per sostituire totalmente il conducente alla guida e risolvere tutte le criticità legate all’errore umano. Ma questo obiettivo ha ben presto presentato i limiti di un sistema non ancora maturo. Nel tempo è stato aggiornato, bloccato, riabilitato e testato. Al punto che definirlo semplicemente Autopilot può indurre confusione, poiché il sistema disponibile anche sulla Tesla Model 3 si è sdoppiato. C’è una parte che si occupa della guida assistita (l’Autopilot che gestisce sterzo e freni sostanzialmente). Mentre una versione più evoluta di Guida totalmente autonoma parcheggia anche l’auto da sola e la riporta al proprietario con un clic.

IL RISCHIO DI FIDARSI TROPPO E’ ALTO

Euro NCAP ha messo alla prova la versione semi- autonoma dell’Autopilot, anche se non siamo in grado di dirvi quale release. Guardando il video sotto ci si rende conto come il sistema di assistenza alla guida sia tra i più riusciti rispetto a quelli delle altre Case. Questo però, oltre ai limiti emersi nei test di Cut-in e Cut-out, espone al rischio che i guidatore si fidi troppo del sistema. Per rispettare l’obbligo di tenere le mani sul volante Tesla ha abilitato la funzione “one-strike-you-are-out”. Significa che se il guidatore non mette le mani sul volante, l’Autopilot si disabilita per tutta la durata del viaggio. Ecco come si comporta realmente il sistema di assistenza alla guida Tesla nei test Euro NCAP.

NELLE PROVE LONGITUDINALI E’ PROMOSSA

Finché l’auto si trova nei contesti di guida autostradali ed extraurbani testati da Euro NCAP l’Autopilot dimostra di poter intervenire efficacemente in situazioni di emergenza. Quando infatti l’Adaptive Cruise Control è impostato a 50, 80 o 130 km/h, il complesso sistema di telecamere individua sempre l’auto ferma davanti. L’AEB si attiva senza richiedere alcun intervento al conducente. La stessa efficacia è verificata se davanti alla Tesla si trova un’auto in panne che procede a bassa velocità. Nelle varie prove a 20vs100 km/h, 60vs130 km/h e 50vs55 km/h con la Tesla sempre più veloce dell’altra auto, l’Autopilot interviene in modo risolutivo.

NON SEMPRE PRONTA AGLI IMPREVISTI

Nei test di Cut-in e Cut-out invece i sistemi di assistenza alla guida Tesla mostrano i loro limiti, come molte altre auto testate da Euro NCAP. Nel test Cut-in, un’auto più lenta si inserisce davanti alla Tesla Model S e l’AEB è chiamato a intervenire. Quando la differenza di velocità è 10vs50 km/h, il conducente della Tesla riceve solo un warning ed è costretto a sterzare. Se la velocità aumenta (80vs130 km/h) l’AEB interviene correttamente. Più complesso è invece il test del Cut-out, in cui un’auto lenta davanti alla Tesla si sposta all’improvviso e cela un ostacolo fermo davanti. In questi casi nonostante la miriade di sensori e telecamere (la Model S ne ha più di tutte le auto) se la differenza di velocità è 80vs90 km/h parte solo il warning di impatto. Invece a velocità più basse (50vs70km/h) il sistema di assistenza Autopilot ha il tempo utile per accorgersi dell’auto ferma.

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Auto robot senza conducente: in Florida si vota per i test autonomi

di Donato D'Ambrosi

La proposta di legge avanzata in Florida potrebbe spianare la strada a Uber e Lyft nei test di guida autonoma senza conducente. Lo prevede  – almeno nelle intenzioni – una proposta depositata da Jason Fischer, membro del Partito Repubblicano che impugna la legge sull’obbligo del collaudatore a bordo. Un’idea non del tutto nuova e che in tempi recenti si è scontrata con i danni collaterali delle auto a guida autonoma nei test Uber. Eppure ci sono statistiche sulla pericolosità dell’uomo al volante che darebbero ragione a Fischer.

LA LEGGE CHE UBER E LYFT ASPETTAVANO

Anche la guida autonoma, come tutte le altre lotte di partito, è diventata una leva politica. Jason Fischer vuole  rendere la Florida il primo Stato ad autorizzare test senza conducente su strade pubbliche. Il che potrebbe anche dividere l’opinione pubblica ma raccoglierebbe sicuramente il consenso di chi come Uber ha tirato i remi in barca dopo l’incidente. La commissione Affari interni della Camera ha approvato il disegno di legge Fischer che passa al voto in Parlamento.

PROPOSTE CONTROVERSE

Nella stessa sessione è stata presentata una proposta di legge che bandisce gli SMS alla guida e inasprisce le leggi contro le distrazioni alla guida. Mentre fa discutere dopo l’incidente Uber il disegno che autorizzerebbe  il conducente di un’auto a guida autonoma a guardare la televisione o distrarsi se è attivato il pilota automatico. E a chi solleva perplessità sulla sicurezza stradale e sull’affidabilità dei sistemi di guida autonomi senza conducente, Fischer risponde per le rime.

L’UOMO E’ PIU’ PERICOLOSO DELLE AUTO ROBOT

Secondo il politico ingegnere, la fallibilità dei sistemi a guida autonoma è notevolmente minore rispetto a quella dell’essere umano. La tesi è suffragata dai numeri citati da Fischer sugli incidenti stradali in Florida, che sarebbero attribuibili nel 94% dei casi ad errore umano. “La Florida è ampiamente riconosciuta come uno dei leader della nazione nella politica dei veicoli a guida autonoma”. Spiega Fischer “Dobbiamo rivedere le leggi vigenti che regolano la circolazione dei veicoli a motore, che non prevedevano auto senza conducente quando sono state scritte“. Intanto la proposta di legge è passata all’unanimità in Senato prima di approdare alla Camera. E’ prevedibile quindi che otterrà l’ok definitivo in Parlamento. Mentre in Italia solo Torino ha dato dimostrazioni di interesse verso i test di auto a guida autonoma, con imprevisto.

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Paura della guida autonoma: test gratuiti per combatterla

di Redazione

La tecnologia avanza e l’interazione fra uomo-macchina sta diventando strumento di studio quotidiano. Guardiamo cosa sta succedendo nel mondo dell’auto. Se prima l’uomo aveva il “pieno” controllo al volante, adesso, con le ultime tecnologie, la tendenza si è invertita. Le auto a guida autonoma sono l’esempio di questa inversione. Ma la diffidenza verso i dispositivi di ultima generazione e gli incidenti avvenuti a bordo delle auto che si guidano da sole hanno scaturito una certa paura nei confronti di questa tecnologia. Così, a Detroit, le aziende aderenti alla SAE International, la società internazionale degli ingegneri dell’automobile, hanno organizzato dei test gratuiti sulle macchine “driver less” per informare ed educare gli automobilisti sulla sicurezza di questi veicoli. Lo fecero già nella primavera del 2018.

IL TIMORE DI PERDERE IL CONTROLLO

Secondo alcune ricerche effettuate negli ultimi mesi la fiducia nei confronti delle auto senza guidatore è crollata. Lo ha dimostrato anche un rapporto del Censis di fine 2018. I motivi di questi timori si ritrovano nella poca conoscenza delle tecnologie più avanzate. E negli incidenti che si sono verificati su queste auto. Ultimo dei quali, il 21 marzo 2019, quando a Tempe in Arizona, un’auto a guida autonoma del colosso Uber ha investito e ucciso una ciclista. Gli incidenti vanno analizzati e studiati, ma la loro portata mediatica genera paura in tutti quegli automobilisti che temono di perdere il controllo della propria vettura.

TEST GRATIS PER TUTTI

Conoscere e testare le proprie paure per capire il reale funzionamento di questi veicoli che guideranno il futuro prossimo. Questi sono i motivi che hanno spinto la SAE International in collaborazione con industrie, istituzioni no-profit e università ad organizzare dei mini-viaggi da sei minuti, che si sono svolti a Detroit. Sei minuti per ciascuna delle centinaia di persone che si sono iscritte ai test organizzati dalla Chrysler Pacifica Hybrid di Waymo. L’obiettivo è educare: informare i partecipanti – dal semplice cittadino al responsabile politico – sui veicoli a guida autonoma. Per dimostrare che la sicurezza non è affatto compromessa. Anzi è l’obiettivo principale.

PARERI FAVOREVOLI DAI PROTAGONISTI

Le opinioni sui test effettuati sono state positive. Certo, difficilmente, l’ente organizzativo poteva riportare recensioni critiche nei confronti dell’iniziativa. Ma secondo i primi pareri raccolti, questi test hanno aiutato i partecipanti di tutte le età a capire gli aspetti positivi e negativi della guida autonoma. Dal non dover pensare più alla strada per raggiungere la destinazione desiderata al riconoscimento di persone, ostacoli e segnali. Queste sono le principali caratteristiche che hanno fatto colpo sui tester.

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L’italia a fine 2018 è 48esima per velocità di download mobile, mentre l’upload peggiora

di Giovanni Pardo

Speedtest.net mostra la situazione italiana a fine 2018 per quanto riguarda le velocità di download ed upload mobili: siamo 48-esimi nel mondo, la migliore regione è l'Emilia-Romagna e la peggiore la Basilicata. Il migliore operatore invece è Telecom.

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BMW iX3, i4 e iNext: i test finali delle elettriche al polo nord

di Redazione

In casa BMW ci si prepara a lanciare la nuova serie di auto a emissioni zero. Le foto pubblicate nei giorni scorsi dal gruppo tedesco confermano che i progetti sono quasi ultimati e pronti per il loro lancio sul mercato, che dovrebbe avvenire scaglionato tra il 2020 e il 2021, a seconda del modello (tre quelli che saranno commercializzati iX3, i4 e iNext). Del resto, stando all’ultimo piano industriale, entro il 2025 dovrebbero essere 25 i nuovi modelli elettrici che BMW lancerà sul mercato.

I TEST AL CIRCOLO POLARE

Le immagini rilasciate mostrano gli ultimi test effettuati sui nuovi modelli, condotti ad alte latitudini in condizioni estremamente rigide. Queste prove serviranno per ultimare la messa a punto delle auto, provare i sistemi montati sulle vetture in condizioni di scarsa aderenza del fondo stradale e collaudare l’efficacia dell’impianto elettrico e di quello frenante (con recupero di energia) a basse temperature. Superato questo banco di prova, che segue i test già effettuati in condizioni normali, dovrebbe essere tutto pronto per il debutto del primo trio di auto 100% elettriche di BMW.

LA iX3 SARÀ LA PRIMA SUL MERCATO

La prima a essere prodotta sarà la BMW iX3, attesa già nel 2020. La variante elettrica della Suv tedesca sarà fabbricata in Cina, nella fabbrica della Brilliance, con cui BMW ha firmato una partnership. Questa vettura è quella di cui disponiamo di maggiori informazioni: durante il Salone di Pechino 2018, è stato infatti svelato in anteprima un prototipo. Per ora si sa che dovrebbe raggiungere un’autonomia di 400 km nel ciclo Wltp, potrà collegarsi a colonnine rapide da 150 kWh (facendo il pieno in 30 min) e monterà una batteria da 70 kWh e un motore da 270 CV. Per quanto riguarda le linee, si presenta quasi identica alla variante con motore a combustione.

LANCIO NEL 2021 PER i4 E iNEXT

Più novità si riscontrano negli altri due modelli a emissioni zero annunciati da BMW. La i4, che verrà lanciata nel 2021 e prodotta nello stabilimento di Monaco di Baviera, è una berlina con uno stile completamente nuovo, che unisce prestazioni sportive a design da coupé. La piattaforma tecnica invece resta quella di quinta generazione che debutterà con la iX3. L’ultima a vedere la luce sarà invece la iNext, attesa anch’essa per il 2021, che si promette di essere il top della tecnologia targata BMW: tra i vari servizi e le funzioni di assistenza e recupero energia, spicca la guida autonoma di Livello 4, che in determinate circostanze permetterà all’auto di coordinare tutte le operazioni di guida. Inoltre, a differenza della iX3, entrambe le autovetture dovrebbero arrivare a un’autonomia di 600 km nel ciclo Wltp.

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Fiat Grande Punto T-Jet elaborata 193 CV con preparazione Autech

di redazione

Con i suoi 193 CV la Fiat Grande Punto elaborata da Autech ha una piccola cilindrata, ma grandi potenzialità! È la sintesi del Fiat T-Jet 1.4 dal quale si ottengono ottimi risultati anche a motore chiuso, senza minare l’affidabilità, ma intervenendo poi sull’assetto e lasciando la carrozzeria invariata per dare meno nell’occhio.

Fiat Grande Punto T-Jet elaborata

La Fiat Grande Punto elaborata da Autech abbraccia perfettamente la filosofia “Sleeper”: sotto il cofano si può considerare un’Abarth, mentre all’esterno è una normale Fiat, così da non dare troppo nell’occhio e mietere “ignare vittime” lungo il suo percorso grazie ai quasi 200 CV erogati dal piccolo propulsore 1.4 T-Jet. E il bello è che tutta la preparazione meccanica è stata eseguita dal proprietario e preparatore Autech.

Fiat Grande Punto T-Jet modificata

Gli esterni della Fiat Grande Punto modificata sono rimasti praticamente originali. Si distinguono solo per alcuni piccoli particolari mirati. Troviamo quindi nuovi fari anteriori con luci DRL e proiettori posteriori della GP Evo, rimozione logo Fiat sulla mascherina e pellicola carbon look che, oltre a percorrere la fascia del paraurti sotto la targa, è stata applicata anche sullo stemma Fiat posteriore.

Fiat Grande Punto T-Jet elaborata 193 CV con preparazione Autech

Fiat Grande Punto T-Jet tuning

Il tuning sulla Fiat Punto T-Jet è stato installato un turbo maggiorato (il kit è quello Plug&Play della Saito) e si è affidato alla famosissima Mitsubishi TD04, molto gettonata sui propulsori FIAT/Abarth. Questa è abbinata ad un intercooler maggiorato della Forge Motorsport e respira aria fresca grazie all’aspirazione alta con filtro a cono K&N.

Scheda tuning Fiat Grande Punto T-Jet by Autech
Motore
Turbo Mitsubishi TD04 con girante in avional 800 euro
Aspirazione alta con filtro a cono K&N 200
Scarico artigianale DCgarage 200 euro
Collettore GP Abarth SS 300 euro
Downpipe artigianale in acciaio 180 euro
Kit intercooler specifico Forge Motorsport 200 euro
Kit sensori Abarth SS 100 euro
Pop-off Malpassi 80 euro
Regolatore pressione benzina Malpassi 120 euro
Kit iniettori Ev14 200 euro

Assetto
Ammortizzatori TA-Technix 250 euro
Barra duomi posteriore DNA Racing 250 euro
Barre di rinforzo culla Forge Motorsport 70 euro
Pastiglie freni Brembo Sport 190 euro
Pneumatici Toyo Proxes T1R 205/45 R17 500 euro

Estetica
Fari anteriori con DRL 250 euro
Fari posteriori GP Evo 200 euro
Eliminazione logo FIAT mascherina ant.
Pellicola carbon look su paraurti ant. e logo FIAT post.

Interni
Manometro pressione turbo 2 bar 80 euro
Turbo timer HKS 150 euro

Costo totale intervento tuning 3.940 Euro

Fiat Grande Punto T-Jet elaborata 193 CV con preparazione Autech

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Fiat Grande Punto T-Jet elaborata 193 CV con preparazione Autech

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Volvo condivide i dati degli incidenti e si concentra sui crash test sulle donne

di Redazione

Volvo ha un’attenzione costante sul tema della sicurezza stradale. La Casa scandinava, oggi fa un passo avanti nella promozione di misure che riducano il rischio di incidenti o che, in ogni caso, ne limitino le conseguenze. Il suo database sugli incidenti verrà messo a disposizione e nei prossimi anni la Casa vuole concentrasi sui crash test che prendano in considerazione anche manichini da crash test “donna”.

UN PREZIOSO DATABASE SUGLI INCIDENTI

Prima di tutto, Volvo ha deciso di rendere pubblica e consultabile anche alle altre Case la propria biblioteca dati sugli incidenti. Si tratta di un database creato in sessant’anni di studi sugli incidenti che ha permesso di monitorare fin nei più piccoli dettagli le caratteristiche e le peculiarità di numerosi dispositivi di sicurezza.

I TEST MIRATI PER OGNI INDIVIDUO

In secondo luogo, Volvo ha anche reso noti i risultati del Progetto EVA, acronimo che sta per Equal Vehicle for All. Lo studio ha dimostrato che i danni che subisce un individuo in caso di incidente sono diversi in base a sesso, età, condizione di salute (stato di gravidanza, ad esempio). Fino ad oggi, la maggior parte dei test è stata tarata su parametri “maschili”, ma un’analisi diversificata e focalizzata anche sulle donne permette di ottenere veicoli più sicuri per tutti. Per questo motivo Volvo ha realizzato manichini diversi, per poter sviluppare sedili, cinture e altri dispositivi in grado di proteggere con efficacia ogni essere umano.

VELOCITÀ LIMITATA A 180 KM/H ENTRO IL 2020

Tra le altre iniziative annunciate da Volvo per incrementare la sicurezza sulle strade c’è anche la volontà annunciata di autolimitare la velocità massima di ogni modello a 180 km/h. L’iniziativa, stando a quanto dichiarato dai vertici della Casa scandinava, sarà pienamente operativa entro la fine del 2020.

UNA CHIAVE PERSONALIZZATA CON LA CAREKEY

Inoltre, Volvo ha annunciato anche che dal 2021 ogni vettura del marchio sarà dotata di una speciale chiave digitale, denomiata CareKey, che sarà configurabile in base alla persona che salirà al volante dell’auto. In questo modo, ad esempio, il proprietario, potrà decidere di far usare la propria vettura ad un’altra persona (un figlio o un conoscente) impostando però dei limiti di velocità personalizzati. Si tratta di un’iniziativa analoga a quella proposta da Ford con la MyKey, che funziona esattamente allo stesso modo.

PIÙ SENSORI = PIÙ SICUREZZA

Volvo, sempre nell’ottica di una mobilità più sicura, ha infine annunciato di voler incrementare il numero di dispositivi a bordo che rilevino lo stato di distrazione del conducente. Grazie a telecamere e sensori dedicati, infatti, si pone l’obiettivo di richiamare chi siede al volante nel caso in cui percepisca uno stato di disattenzione calcolato su parametri quali la velocità dei tempi di reazione, la frequenza delle azioni sui comandi e sulla direzione dello sguardo.

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Guida autonoma: il test del Co-Pilot360 su Ford Focus

di Donato D'Ambrosi

Continua la rassegna di test Euro NCAP sui sistemi di assistenza alla guida o di guida semi autonoma, dopo aver visto in azione la DS 7 Crossback, l’Audi A6 e la BMW Serie 5. Questa volta nel video che vi proponiamo qui sotto viene messo alla prova il Co-Pilot360 che equipaggia la Ford Focus. Un sistema che secondo Euro NCAP non illude il conducente di poterlo sostituire totalmente e sembra dare il meglio (e meglio di altre auto) soprattutto nelle situazioni di guida longitudinale. Va peggio invece quando un’auto taglia la strada alla Focus e si immette all’improvviso sulla carreggiata monitorata dal sistema Co-Pilot360 Ford.

ASSITENTE ALLA GUIDA NON INVADENTE

Nelle valutazioni del sistema Co-Pilot360 della Ford Focus, Eur NCAP evidenzia subito il rischio nullo che il guidatore possa sopravvalutare le funzionalità di guida autonoma del sistema. Sia il manuale che le indicazioni sul quadro della Focus pongono sempre il conducente al centro del controllo dell’auto. Ma non per questo il sistema resta dormiente quando il guidatore si distrae troppo. Alla richiesta di tenere le mani sul volante, serve una impercettibile sterzata per non illudere il sistema sfiorando solamente la corona. E se il guidatore ignora la richiesta del Co-Pilot360, l’auto viene gradualmente arrestata portandola in una condizione di sicurezza.

A 130 KM/h ALLERTA SOLO IL CONDUCENTE

Nei test di guida a velocità autostradali il Co-Pilot dà il meglio di se. Sebbene – come ricorda Euro NCAP – non funzionando tramite GPS, al sistema basta una chiara segnaletica orizzontale per funzionare al meglio anche su strade extraurbane. Come si vede nel video qui sopra, quando il Co-Pilot360 della Ford intercetta davanti un’auto ferma, attiva la frenata di emergenza sia da 50 km/h sia da 80 km/h. Lo stesso però non avviene se l’Adaptive Cruise Control è impostato a 130 km/h. In questo caso il guidatore riceve solo un “warning” ed è invitato a prendere il controllo dell’auto per evitare l’impatto.

FRENA CON OSTACOLI FERMI E MOBILI

Quando davanti alla Ford Focus si para all’improvviso un’auto lenta ma in movimento a 20 km/h, il Co-Pilot360 attiva la frenata di emergenza anche se l’ACC è settato a 100 km/h. Quando la differenza di velocità sale a 70 km/h (60 per l’auto lenta e 130 km/h per la Focus) il Co-Pilot360 chiede al guidatore di mettere le mani sul volante e attiva la frenata di emergenza. Anche quando la differenza di velocità è di 5 km/h (50 contro 55) il comportamento è buono, immaginando un contesto meno autostradale.

VEDE MENO GLI OSTACOLI TRASVERSALI

Va peggio invece nelle situazioni di traffico cittadino o intenso, dove è più facile che le auto possano all’improvviso cambiare corsia. Sono le situazioni che Euro NCAP riproduce con i test Cut-in e Cut-out. Con il test Cut-out, un’auto lepre precede la Ford Focus e si sposta all’improvviso rivelando un ostacolo fermo: in questo caso il Co-Pilot360 riesce da 70 km/h a fermare quasi completamente l’auto. Mentre se all’improvviso un’auto cambia corsia e si mette di traverso davanti all’auto (Cut-in) il Co-Pilot360 della Focus non riesce a fare nulla. Nonostante la velocità relativa delle due auto (10 km/h contro i 50 km/h) solo l’intervento del conducente riesce ad evitare l’impatto.

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Redmi Note 7 è di plastica, quella resistente

di Francesco Ciannamea

Il solito canale YouTube JerryRigEverything ha stressato a fondo il Redmi Note 7.Come sarà andata? Scopritelo nel nostro articolo.

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Xiaomi Mi 9… Ma non era vetro zaffiro?

di Francesco Ciannamea

Il solito canale YouTube JerryRigEverything ha stressato a fondo lo Xiaomi Mi 9 e le sue fotocamere protette da“vetro zaffiro”.Come sarà andata? Scopritelo nel nostro articolo.

(...)
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© francescociannamea for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Test pneumatici estivi 2019 AutoBild: 20 gomme sportive a confronto

di Donato D'Ambrosi

Quando aumentano le dimensioni delle gomme salgono anche le aspettative attese, così AutoBild ha voluto fare luce sulle migliori gomme stive con un Test pneumatici estivi più sportivi. Partendo da una rosa di 53 modelli di pneumatici di dimensione 225/45 R17, AutoBild ne ha promossi 20 con un voto positivo, di cui 6 con la massima valutazione “Esemplare”. In testa alla classifica Test pneumatici estivi 2019 AutoBild colloca le Michelin Pilot Sport 4 che abbiamo testato alla presentazione, ecco invece le altre 19 gomme elette dalla comparativa tedesca.

LE GOMME SPORTIVE “MIGLIORI” Tra le prime 6 gomme che hanno ottenuto la menzione “Esemplare” ci sono Michelin, Goodyear, Falken, Hankook, Continental e Fulda. Sono le gomme che hanno ottenuto il punteggio migliore nei test condotti su una BMW Serie 1 su asciutto, bagnato e nella valutazione del costo di acquisto. Con un punteggio da 1 a 6 (1 ottimo, 6 insufficiente) le Michelin Pilot Sport 4 ottengono la media migliore, sebbene il costo sia ritenuto leggermente più alto rispetto ad altri competitor. Indubbiamente però tra le performance su asfalto bagnato e asciutto le Pilot Sport 4 dimostrano un migliore equilibrio rispetto alle Goodyear Eagle F1 Asymmetri 5, Falken Azenis FK510 e Hankook Ventus S1 Evo che brillano meglio in una sola delle due discipline di prova.

LE GOMME SPORTIVE “BUONE” Nella seconda parte della classifica, quella delle gomme valutate con “Buono” ritroviamo altri 7 modelli di pneumatici di Costruttori più noti. Tra questi le gomme Sava Intensa UHP2 sono valutate meglio delle altre per il costo. Le Bridgestone Turanza T005, di cui parliamo in questo test, ottengono una valutazione migliore da AutoBild nell’aderenza su asciutto. Le Pirelli P Zero, a differenza delle Nokian Wetproof, Apollo Aspire XP, Vredestein Ultrac Vorti, Dunlop SportMaxx RT2 e delle altre già citate, risultano migliori sul bagnato.

LE GOMME SPORTIVE “SODDISFACENTI” Chiudono l’ultima parte della classifica AutoBild altre 7 modelli di pneumatici estivi, sempre 225/45 R17 ma che soddisfano i requisiti di qualità del test abbastanza da poter essere definiti “Soddisfacenti”. Tra questi, Kleber Dynaxer UHP, Maxxis Premitra 5 e Firestone Roadhawk sono valutati meglio per la loro economicità, sebbene con un punteggio minore rispetto alla classifica alta. Kenda Emera A1 KR 41 e Kleber, spuntano un risultato migliore sull’asciutto. Mentre le Kumho Ecsta PS 71, fanalino di coda tre i 20 milgiori pneumatici sportivi estivi, ottiene la valutazione migliore per l’aderenza sull’asciutto. Puoi vedere qui i dettagli del Test pneumatici estivi 2019 AutoBild, mentre se sei interessato a pneumatici meno performanti qui parliamo del test pneumatici estivi 185/65 R15 del TCS.

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Peugeot 308 GTi elaborata 302 CV con preparazione Arduini Corse

di redazione

Un vero leone ruggente la Peugeot 308 GTi elaborata con 302 CV dal tuner milanese Arduini Corse, un vero mostro con preparazione sviluppata in accordo con i vertici di PSA, sfruttando componenti originali derivate dalla versione da corsa 308 Racing Cup.

Peugeot 308 GTi elaborata

La Peugeot 308 GTi by Arduini Corse non presenta nulla di stravolgente a livello di meccanica, “solo” 30 CV in più, freni da urlo, assetto dedicato, silenziatore più libero e ruote racing. Lo stravolgimento riguarda semmai l’aspetto estetico, l’aerodinamica, il tuning “visibile”, quello che cattura immediatamente l’attenzione. Questa è la filosofia da cui parte il progetto di Massimo Arduini: trasformare una vettura già estrema in un mezzo dalla personalità vivace e dalla meccanica ancora più spinta.

Peugeot 308 GTi preparata

La Peugeot 308 GTi preparata dalla Arduini Engineering mette subito prepotentemente in risalto tutti i muscoli. Il frontale presenta un paraurti con maggiore portanza nella zona spoiler, liscio nelle nicchie laterali, con presa d’aria centrale maggiorata per il raffreddamento dell’intercooler. Anche la mascherina è diversa, sagomata e più avanzata rispetto a quella originale per “riempire” di più le forme anteriori. Il tutto è raccordato con i passaruota allargati la cui funzione è di coprire le ruote in lega Speedline da 9jx18” con campanatura maggiorata che allargano la carreggiata di ben 11 cm per parte.

Peugeot 308 GTi elaborata 302 CV con preparazione Arduini Corse posteriore

Peugeot 308 GTi tuning

Il kit estetico della Peugeot 308 GTi by Arduini Corse è mutuato dall’allestimento corsa della Peugeot 308 Racing Cup da competizione. Fin qui gli esterni, personalizzati dai badge “Arduini Corse” sui parafanghi anteriori e sul portellone, al posto degli originali 308 GTi. Il kit comprende parti di carrozzeria in vetroresina, centralina elettronica potenziata, freni speciali Brembo, molle e ammortizzatori dedicati, cerchi da 18” e pneumatici sportivi, ed è in vendita al prezzo di 12.500 Euro più IVA.

Peugeot 308 GTi elaborata 302 CV con preparazione Arduini Corse motore

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Peugeot 308 GTi elaborata 302 CV con preparazione Arduini Corse

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Mazda MX-5 elaborata 130 CV con preparazione Works Garage

di redazione

La Mazda MX-5 elaborata con 130 CV è il frutto della preparazione del tuner Works Garage. Si tratta di una elaborazione vecchia scuola, che regala al piccolo millessei nipponico un’erogazione piena e corposa. Assetto e pneumatici della MX-5 assecondano il tema della preparazione, ottima per uso stradale ma che non disdegna uscite in pista. Così, nel pieno dell’era elettronica applicata all’automobile, c’è chi si diletta ancora ad eliminare un’iniezione efficiente e collaudata per montare una coppia di carburatori doppio corpo su una Mazda MX-5.

Mazda MX-5 elaborata

Su questa Mazda MX-5 elaborata dischi e pinze freno provengono da una MX-5 NBFL 1.8 Sport, accoppiati a tubazioni freno aeronautiche. Per irrigidire la scocca sono state montate barra duomi anteriore, barra posteriore sui duomi delle cinture di sicurezza (dove sono ancorate le “4 punti”) e applicate delle barre di rinforzo anteriori (arrow braces) sul telaio in corrispondenza dei parafanghi anteriori. Lo scarico è artigianale, con centrale dekat, eliminazione del risuonatore centrale e terminale di derivazione Golf GTI mk2 16V (in programma l’adozione di collettori 4-2-1 dopo il montaggio delle camme).

Mazda MX-5 preparata

L’idea dei carburatori su questa Mazda MX-5 preparata nasce addirittura prima dell’acquisto della vettura. La MX-5 NA è un progetto che, in casa Mazda, prende spunto da due icone degli anni ’60, ovvero la Lotus Elan e il bialbero Alfa Romeo della Giulietta Spider, entrambe a carburatori. È sembrato naturale rendere loro omaggio gettandosi in questa epica impresa. La “conditio sine qua non” era quella di creare un kit di facile applicazione da poter poi proporre in vendita, mantenendo l’elettronica standard per gestire l’accensione.

Mazda MX-5 tuning

Visti i non esagerati valori di alzata e durata quello sulla Mazda MX-5 è da considerarsi un soft tuning, ma assicura comunque un discreto incremento di prestazioni (si dovrebbero raggiungere i 135-140 CV). Verrà abbinato ad una coppia di pulegge distribuzione regolabili per ottimizzare la messa in fase. È in programma anche l’impiego di un radiatore olio con termostato dedicato. Oltre a questo in futuro c’è l’intenzione di montare collettori di scarico, pompa freno maggiorata di derivazione NBFL Sport, rollbar posteriore, cambio 6 marce di derivazione NBFL Sport e realizzare rinforzi telaio sottoscocca.

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[Contest] Vinci un regalo di 80$ + sconto 25% su Chuwi Aerobook, clone MacBook da 379$

di Filippo Molinini

Chuwi ha appena annunciato un nuovo laptop economico con cornici davvero sottili. La campagna su Indiegogo è appena iniziata e i primi 200 che aderiranno potranno acquistare il nuovo Chuwi Aerobook con il 25 % di sconto a un prezzo speciale di 379 $. Chuwi Aerobook Chuwi Aerobook è, secondo l’azienda, il laptop bezel-less più economico […]

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Euro NCAP: i primi crash test del 2019 a 5 stelle per 3 SUV

5 Stelle per Honda CRV, Mercedes-Benz Classe G e Seat Tarraco. Inizia così il 2019 con i primi crash test Euro NCAP dedicati ai SUV
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