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Nvidia, la trimestrale di Ferragosto supera le attese

di Manolo De Agostini
Nvidia ha pubblicato i risultati finanziari del secondo trimestre fiscale 2020, che si è concluso il 28 giugno. La casa di Santa Clara ha chiuso con un fatturato di 2,58 miliardi di dollari, in calo del 17% rispetto a un anno fa, ma superiore alle stime degli analisti di Wall Street (2,55 miliardi). Il margine […]

Un chip RFID nell’avambraccio per accendere la macchina? C’è chi l’ha fatto…

di Lorenzo Spada
Tesla Model 3

Quando si acquista una Tesla Model 3, l’auto non viene fornita “chiavi in mano”. Questo semplicemente perché non sono presenti chiavi fisiche. Invece, l’auto viene fornita con una speciale keycard con chip RFID che permette di aprire le portiere avvicinandogliela. Sfruttando questa cosa, la biohacker e ingegnere software Amie DD ha estrapolato il chip per […]

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Nvidia, gravi falle di sicurezza nei driver Windows: aggiornate per non correre rischi

di Marco Silvestri
Secondo quanto riportato da Techpoweup, Nvidia ha rilevato un totale di cinque vulnerabilità nei driver Windows delle schede grafiche Geforce, Quadro e Tesla. Questi elementi di rischio sono stati classificati come molto pericolosi e, in caso di installazione dei driver in questione su un OS Windows non aggiornato, potrebbero portare ad exploit quali code injection, DOS […]

Tesla rende gratuiti (di nuovo) i Supercharger per gli acquirenti di Model X e Model S

di Lorenzo Spada
Tesla Supercharger

Il rallentamento delle vendite dei modelli di auto elettriche più costosi (e quindi più profittevoli) di Tesla (Model X e Model S) ha costretto l’azienda a correre ai ripari, annunciando che i nuovi acquirenti avranno di nuovo accesso gratuito e illimitato ai Tesla Supercharger. BREAKING: All new Model S and Model X orders now come […]

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Tesla corre ai ripari per salvaguardare la vita dei nostri amici animali

di Giuseppe
Tesla Elon Musk Dog Mode

Tesla, l’azienda fondata da Elon Musk che produce auto elettriche innovative e dal costo molto contenuto, è entrata nel mirino dei social per una problematica che riguarda la Dog Mode, ovvero la nuova modalità introdotta ad inizio anno che consente di lasciare i nostri amici animali all’interno di un’auto Tesla in modo del tutto sicuro, […]

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L’auto elettrica Tesla P90D all’Autoshow Elaborare Day a Modena

di redazione

Il 22 settembre all’Autodromo di Modena, nel box dell’azienda siciliana MagicMotorSport sarà presente – in anteprima assoluta per l’Italia – la spettacolare Tesla P90D full electric, realizzata in Polonia dal titolare dell’Azienda multinazionale leader nelle preparazioni elettroniche, Jan Bogdan Skutkiewicz. La Tesla P90D full electric vanta ben 700 cavalli, sospensioni da pneumatiche a meccaniche, impianto freni Brembo maggiorato, cerchi OZ, pannellature esterne in carbonio, roll-bar, coppia 900 Nm, 0/100 in due secondi. Lauto elettrica americana sarà disponibile per gli hot-lap con il pubblico.

Il 22 settembre tutti all’Autodromo di Modena dove si svolgerà l’AutoShow di Elaborare! Oltre alla consueta attività di TrackDay in pista e alle numerose aziende del settore presenti, all’Autoshow di Elaborare si svolgeranno numerose iniziative per una full immersion totale nel mondo del motorsport. L’ingresso è gratuito per auto e visitatori!
www.elaborare.comwww.auto-show.it/

NON PRENDERE IMPEGNI VIENI A MODENA IL 22 SETTEMBRE!
TI ASPETTIAMO IN PISTA CON LA TUA AUTO PER UNA GIORNATA DI GRANDI EMOZIONI!

Autodromo di Modena
Autodrmo di Modena AUTOSHOW

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Tesla introduce i Megapack, container pieni di batterie per l’energia rinnovabile in grande scala

di Lorenzo Spada
Tesla Megapack

Tesla ha più volte dimostrato di poter utilizzare le attuali batterie come sistema di accantonamento dell’energia non solo a livello domestico ma anche a livello industriale. Con la presentazione però del Tesla Megapack, si vuole portare questo concetto alle città intere. Tesla Megapack è una soluzione modulare fatta di container pieni zeppi di batterie che […]

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Tesla sta per aggiungere lo streaming di Netflix e YouTube alle sue auto

di Lorenzo Spada
Tesla-video-streaming-YouTube-e-Netflix

Dopo essere diventate dei sistemi di gaming arcade, le auto Tesla stanno per diventare anche degli hub di video streaming. Elon Musk infatti ha annunciato che verrà aggiunto a breve il supporto sia per YouTube che per Netflix. Inizialmente la visione dei contenuti sarà consentita solo mentre l’auto è ferma. Tuttavia, la scelta di introdurre […]

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Autopilot sotto indagine: le associazioni dei Consumatori contro Tesla

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa è guerra al Tesla Autopilot. Center for Auto Safety e Consumer Watchdog, due importanti associazioni dei consumatori, chiedono l’intervento della Federal Trade Commission e del Department of Motor Vehicles. Motivo del contendere la poca chiarezza sulle capacità e sui limiti della tecnologia Autopilot. Alla luce dei nuovi incidenti, spiegano le associazioni, è importante avviare una indagine sulla sicurezza della piattaforma Tesla che induce gli automobilisti in errore. Il problema starebbe nel fatto che il nome usato dal brand e le esternazioni del Ceo Elon Musk portano a credere che le auto siano a guida 100% autonoma. Le associazioni dei consumatori citano anche un recente studio dell’IIHS secondo il quale il 48% degli automobilisti si fida a tal punto di tecnologie come il Tesla Autopilot da staccare le mani dal volante. Vediamo allora tutti i dettagli su quella che si prospetta come una lunga battaglia legale.

LE ACCUSE

Consumer Watchdog e il Center for Auto Safety hanno chiesto l’intervento congiunto della Federal Trade Commission e del Department of Motor Vehicles per indagare sulle tecnologie Tesla. In particolare le informazioni fornite dal marchio circa la sua tecnologia Autopilot sarebbero pericolosamente fuorvianti e ingannevoli. Le associazioni dei consumatori avevano chiesto agli stessi organi, già un anno fa, una indagine in merito ma le autorità non si sono mosse. Nel frattempo un’altra persona è morta e altre sono rimaste ferite in incidenti che coinvolgerebbero l’Autopilot. Il Center for Auto Safety e Consumer Watchdog ritengono che Tesla violi la legge federale attribuendo alle sue auto in modo illegale caratteristiche che non hanno. Ecco che i consumatori sarebbero indotti a credere che i loro veicoli siano capaci provvisti di sistemi a guida 100% autonoma. Adam Scow, avvocato di Watchdog: “Tesla ha commercializzato irresponsabilmente la sua tecnologia come un potenziamento della sicurezza.”

POCA CHIAREZZA

A queste dichiarazioni fa eco Jason Levine, del Center for Automotive Safety: “Se la Federal Trade Commission e gli Stati non fermano queste rappresentazioni illegali, le conseguenze andranno a ricadere sulle loro spalle”. Secondo le associazioni dei consumatori l’uso del nome Autopilot continua a creare confusione tra gli automobilisti. Nel sostenere la loro azione legale viene citato un recente studio dell’IIHS. L’Istituto americano ha esaminato quanta consapevolezza ci sia tra i consumatori circa i sistemi avanzati di assistenza alla guida incluso l’Autopilot di Tesla. Secondo l’IIHS il suo nome Autopilot è associato dagli automobilisti all’idea erronea che durante il suo funzionamento il veicolo possa prendere da solo decisioni corrette sulla guida. In particolare, il 48% degli intervistati riteneva che fosse sicuro staccare le mani dal volante quando si utilizza il dispositivo di casa Tesla. Un dato molto superiore rispetto al 33% di fiducia incassato dagli ADAS delle altre case auto.

AZIONE LEGALE

A creare confusione attorno alle potenzialità del Tesla Autopilot ci sarebbero anche i media che descrivono questo pacchetto di sistemi di sicurezza attiva come “guida autonoma”. Consumer Watchdog e il Center for Automotive Safety puntano il dito contro lo stesso Elon Musk accusato di aver ingannato i consumatori. Per le associazioni c’è un filo rosso che lega tutti gli incidenti mortali avvenuti a bordo delle Tesla. In tutti i casi ci sarebbe stata una eccessiva dipendenza dai dispositivi di assistenza alla guida. La richiesta alle autorità Usa è quella di avviare indagini formali sulle pratiche illegali e ingannevoli di Tesla. L’obiettivo è quello che i consumatori abbiano informazioni accurate e comprendano i limiti dell’Autopilot utilizzando il loro veicolo in modo sicuro. Insomma una posizione netta che mira a prevenire ulteriori tragedie sulle strade americane.

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Tesla cancella le versioni economiche e alza il prezzo dell’Autopilot

di Donato D'Ambrosi

L’estate Tesla non smette di riservare sorprese ai suoi clienti, vecchi e nuovi, con l’annuncio di una serie di novità per chi ha appena comprato una nuova Tesla e chi sta pensando di acquistarla. Lo sfoltimento della gamma Tesla era nell’aria, ma ora è ufficiale: le Model S e Model X non avranno più una versione più economica. La Model 3 sarà l’unica auto per cui sarà prevista una “Standard Range” e l’Autopilot che presto sarà ampliato a funzioni di guida avanzate costa di più dal 16 agosto 2019.

LE NOVITA’ TESLA DELL’ESTATE 2019

Qualche mese fa l’annuncio di voler rimpiazzare gli Store più dislocati con officine di riparazione e servizi di manutenzione a domicilio aveva creato un grande trambusto. Al punto che anziché tagliare le concessionarie, Tesla ha pensato bene di tagliare le versioni in listino. Una necessità legata ai costi di formazione che, salvo acquistare una delle auto in pronta consegna richiederà ai nuovi clienti un investimento maggiore. Così le Tesla Model S e Model X negli USA (e di conseguenza anche in Italia) costeranno di più, ma per un pacchetto tecnologico proporzionato.

I PREZZI DI TESLA MODEL S, X E 3

Il prezzo di partenza della Tesla Model S sale da circa 65 mila a 70 mila dollari. Lo stesso accade per la Tesla Model X che passa da circa 71 mila a 75 mila dollari. Per entrambi i modelli di punta saranno disponibili solo le versioni Long Range e Performance, come si vede anche sul sito italiano anche se con prezzi più alti in euro. La Tesla Model 3 invece è disponibile nella versione Standard Range Plus (che qualche mese fa sarebbe costata 4500 dollari in più della Standard Range) a circa 39 mila dollari. I prezzi includono gli incentivi statali sull’acquisto di auto ecologiche.

L’AUTOPILOT COSTERA’ 1000 DOLLARI IN PIU’

L’immagine in alto mostra già le auto di serie nella colorazione bianco perla multistrato, che è l’unica disponibile gratis. Come annunciato qualche settimana fa infatti ora bisognerà pagare 1000 dollari per la vernice nera che prima era gratis. Il più recente tweet di Elon Musk ha annunciato anche che l’Autopilot dal 16 agosto 2019 costerà 100 dollari in più. Una campagna di marketing allo stato puro per spingere anche i clienti ad acquistare il software con l’auto nuova, anziché richiedere l’abilitazione più avanti. Il prezzo dell’Autopilot infatti è dichiaratamente variabile in base alle funzioni che vengono sviluppate e aggiunte nel tempo e questo i clienti Tesla informati lo sanno bene.

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Tesla chiede ad Apple di accedere ai dati rubati di Autopilot su iCloud

di Lorenzo Spada
Tesla Autopilot

Qualche giorno fa vi abbiamo comunicato come Tesla abbia sporto denuncia nei confronti di un ex ingegnere che ha caricato parte del codice sorgente dell’Autopilot (la funzione di guida autonoma) sul proprio iCloud prima di venir assunto da un’azienda concorrente. Ebbene, seppur la causa è ancora in ballo, Tesla ha provveduto a richiedere ad Apple l’accesso […]

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É stato rubato il codice sorgente del Tesla Autopilot, creando grossi guai all’azienda

di Lorenzo Spada
Tesla

Addentrandoci nel mondo delle auto a guida autonoma, seppur l’hardware rivesta una grande importanza non è nulla in confronto al software di gestione. Ecco perché l’ammissione dell’ex ingegnere Tesla Guangzhi Cao circa il caricamento del codice sorgente della funzione Tesla Autopilot sul proprio iCloud potrebbe essere un disastro per l’azienda di Elon Musk. In particolare, […]

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Tesla Model 3: riparare un danno da parcheggio costa 1600 dollari

di Donato D'Ambrosi

Acquistare una Tesla non è certo per tutti considerando il costo dell’auto nuova, ma sempre più clienti si stupiscono di quanto costa riparare un danno anche banale alla carrozzeria. Stavolta tocca a un noto youtuber americano che parla del costo per riparare il paraurti della sua Tesla Model 3 danneggiata in autostrada da un detrito. L’esclusività però non è il solo motivo che ha portato il conto della riparazione a 1600 dollari. Vediamo perché se si acquista una Tesla ad oggi bisogna mettere in conto un’attesa più lunga e un costo più alto per riparare un piccolo danno alla carrozzeria.

I MOTIVI CHE RENDONO COMPLESSA UNA RIPARAZIONE BANALE

Come riporta Insideevs, Tesla è ancora alle prese le criticità legate alle riparazioni delle auto. La disponibilità dei ricambi infatti non sembra essere il fiore all’occhiello del Costruttore che con i servizi di manutenzione a domicilio dovrebbe arginare il problema. Tuttavia quando si tratta di sostituire un ricambio danneggiato le attese anche in America sono piuttosto lunghe per un paraurti, una delleparti più esposte ai danni. L’ha scoperto Andy Slye, che ha dovuto attendere 7 settimane per la riparazione della sua Tesla Model 3 danneggiata in autostrada.

COLORE MULTISTRATO SPECIFICO

La sostituzione del paraurti per la Tesla Model 3 del giovane statunitense ha richiesto 7 settimane a causa di svariati fattori che spesso si sottovalutano nella scelta dell’auto. Primo tra tutti è stata la disponibilità del paraurti nuovo di ricambio visto che un oggetto volante aveva bucato quello dell’auto. Un componente così diffuso che però avrebbe impiegato 5 settimane per arrivare in officina. Oltre l’attesa del ricambio poi la riparazione ha richiesto altre 2 settimane per azzeccare la giusta tonalità di colore della vernice multistrato impiegata da Tesla.

L’ASSICURAZIONE SARA’ UN ALTRO SALASSO?

Costo? Per lo youtuber ci ha pensato l’assicurazione, ma se non avesse avuto una kasko la spesa sarebbe stata di 1600 dollari. Bisogna anche dire che di questo importo circa 600 dollari sono stati necessari per ripristinare anche la protezione trasparente antigraffio. Senza questa la sola sostituzione e verniciatura del paraurti sarebbe costata 1000 dollari. Ma il rischio è che le assicurazioni tengano conto più dell’esclusività dell’auto che delle sue capacità di evitare gli incidenti. Intanto Tesla ha da alcuni mesi annunciato che non è obbligatorio fare i tagliandi per non perdere la garanzia, anche perché farli in Italia sulla Tesla Model S costa più di tutte le auto elettriche della nostra indagine.

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Le Tesla non sono auto da donna: negli USA preferiscono le giapponesi

di Antonio Elia Migliozzi

Quali auto convincono maggiormente donne o uomini? Questa è una domanda che si fanno in molti. Edmunds e Usa Today hanno cercato di capirne di più lanciando uno specifico sondaggio. Il pubblico americano appare decisamente diviso a conferma che il design sempre più trasversale dei marchi contribuisce a frammentare i consensi. La ricerca sulle immatricolazioni è stata estesa anche alle auto elettriche con risultati a dir poco interessanti. Tra i 7 marchi premium esaminati Tesla risulta quello che convince meno il pubblico femminile. Il marchio 100% elettrico piace in maggioranza agli uomini 69% contro un risicato 31% di donne. In generale le donne si rivelano meno attratte rispetto agli uomini dalle auto elettriche. Facendo un confronto con le elettriche Nissan Leaf e Chevrolet Bolt se la percentuale di uomini interessati supera il 60% e quella delle donne è ferma poco sopra il 30%. Ecco i numeri in dettaglio.

DONNE E PREMIUM

Tesla sta avendo delle difficoltà nell’avvicinare il pubblico femminile. Rispetto alle concorrenti nel segmento premium Tesla calamita di meno le attenzioni del gentil sesso. Un problema di qualità? Forse no. Secondo i dati sulle immatricolazioni elaborati in una ricerca di Edmunds e USA Today, nel primo trimestre 2019, il 69% degli uomini ha scelto una Tesla contro il 31% di donne. Gli uomini acquistano in media più veicoli premium rispetto alle donne, ma Tesla è peggiore tra tutti gli altri marchi nel segmento. Vediamo i dati. Nel caso di Lexus la percentuale di immatricolazioni premia gli uomini al 51%mentre le donne sono al 49%. Acura, marchio di Honda, piace agli uomini per il 54% contro il 46% delle donne. Lincoln, brand premium di Ford, è più maschile (56%, contro il 44% delle donne). Quanto a Mercedes-Benz le immatricolazioni la premiano tra gli uomini con il 57% rispetto al 43% delle donne.

LE ELETTRICHE

Scorrendo la lista dei marchi Cadillac è scelta dal 58% degli uomini mentre le donne sono al 42%. In casa BMW troviamo immatricolazioni al 60% tra gli uomini contro il 40% in rosa. Guardando specificamente alle auto elettriche, gli uomini le preferiscono molto più delle donne. Ecco allora spiegato il dato relativo a Tesla. Se osserviamo la compatta elettrica Chevrolet Bolt il 69% degli acquirenti sono uomini mentre la percentuale al femminile è al 31%. Situazione simile per la Nissan Leaf 66% uomini, 34% donne. Ecco allora che lo svantaggio potrebbe trasformarsi in una opportunità per Tesla e per le auto elettriche in generale. Tesla potrebbe orientare maggiormente i propri contenuti di marketing verso il pubblico femminile convincendolo della bontà delle auto elettriche. Come già visto, non c’è da aspettarsi una comunicazione tradizionale da parte del marchio. E’ probabile che, ancora una volta, ci saranno al centro i social media.

TESLA E GLI ALTRI

Elon Musk si è di recente rivolto ai suoi possibili clienti. Il boss di Tesla ha consigliato chiaramente a chi ha intenzione di comprare una Tesla Model S o X di farlo subito e non aspettare. Nelle scorse settimane si era infatti parlato di nuovi aggiornamenti di design in arrivo rispetto alla berlina ed al SUV. Musk ha confermato che la maggior parte di essi saranno realizzati online e dunque finiranno per interessare anche le auto attuali. Il recente annuncio di Musk è un’ulteriore conferma della diversità di Tesla rispetto agli altri brand dell’auto. Se le case automobilistiche tradizionali puntano su periodici ritocchi estetici, restyling, Tesla si muove più velocemente. Il marchio californiano agisce anche sulle auto già immatricolate con pacchetti dati inviati direttamente tramite la rete internet.

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Le auto elettriche più vendute in Italia a giugno 2019

di Lorenzo Spada
Le 10 auto elettriche più vendute in Italia a giugno 2019

La vendita di auto elettriche in Italia sta pian piano rafforzandosi e, anche se non ancora ai livelli di alcuni paesi europei come la Norvegia, si sta arrivando pian piano vicino all’1% del totale delle auto. Stando ai dati aggiornati delle tabelle UNRAE, a giugno 2019 vi è stato un incremento delle auto elettriche in […]

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Tesla: da luglio il nero si paga. Stessi colori per i prossimi 20 anni

di Donato D'Ambrosi

I colori preferiti dagli automobilisti non sono più quelli di una volta e visto che razionalizzare è il fattore comune a molti Costruttori di auto, anche Tesla ha annunciato cambiamenti importanti. Come suo solito fare, Elon Musk ha spiegato in un tweet lampo, qui sotto, che da luglio 2019 il colore nero costerà 1000 dollari e non sarà più quello base gratuito. In linea di massima i colori disponibili per le Tesla resteranno gli stessi ancora per molti anni. Ed è facile immaginare che far pagare la vernice di colore nero ha a che fare anche con la sempre maggiore compatibilità con i radar e i sensori dei sistemi ADAS.

L’ANNUNCIO DI MUSK SULLA VERNICE NERA DA 1000 $

Se fino ad oggi i colori scuri erano un must per le auto premium e quelle istituzionali, la tendenza del mercato va sempre più verso colori chiari, con il bianco in testa, e il grigio. Anche se non è ufficialmente chiaro il motivo della scelta Tesla di far pagare il colore nero 1000 dollari come per il grigio metallizzato a partire da luglio, si può ipotizzare che i nuovi colori siano più “radar-friendly”. Ma allora perché non dirlo chiaramente? Forse per non spaventare i clienti?

Starting next month, Tesla will charge $1000 for color black (same price as silver)

— Elon Musk (@elonmusk) June 19, 2019

COME CAMBIANO I COLORI DEI MODELLI TESLA

Quel che è certo è che da luglio il nero pastello non sarà più il colore di base gratuito: lo afferma sempre Elon Musk in risposta a un follower che chiedeva delucidazioni in merito. Quindi, salvo altre novità dell’ultimo minuto i colori standard delle Tesla sono fondamentalmente quelli della bandiera americana più qualche tono scuro: bianco pastello (gratis, di base), rosso, blu, grigio e nero metallizzati. E a chi ricorda a Musk che forse per Tesla è arrivato il momento di aggiornare la tavolozza dei colori, il CEO risponde che “Cambiare la tavolozza è l’inferno sul service, perché le auto durano per 20 anni. Ogni cambiamento di colore ha effetti a lungo termine, soprattutto per la Model 3.”

GLI EFFETTI DELLA VERNICE NERA SUGLI ADAS

Non sarebbe così improbabile il legame tra questa novità e l’introduzione di nuove vernici compatibili con i radar, poiché come abbiamo spiegato qui, saranno proprio i colori meno riflettenti e quelli scuri a sparire dai listini delle auto a guida autonoma. I maggiori fornitori di vernici stanno infatti lavorando con i Costruttori di auto allo sviluppo di rivestimenti che applicati su materiali che compensano il disturbo al funzionamento corretto dei Lidar. Sarà così anche per Tesla? Intanto se stavate pensando di comprare una Tesla nera farete bene ad affrettarvi per non pagare la vernice 1000 dollari in più.

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Auto elettriche a rischio incendio: la Cina impone test e controlli alle Case

di Donato D'Ambrosi

La Cina punta tutto sulla crescita del parco auto circolante a zero emissioni, ma non per questo è disposta a mettere in strada auto elettriche che prendono fuoco. L’annuncio viene direttamente dal Ministero dell’Industria che ha imposto controlli ai Costruttori di auto elettriche. Dopo i casi Tesla e Nio con le auto elettriche incendiate e il pericolo di incendio sulle Audi e-tron che saranno vendute in Cina solo dal prossimo autunno la Cina corre ai ripari.

IL MINISTERO AVVIA UN’INDAGINE SULLE AUTO ELETRICHE

Troppi casi di auto elettriche andate a fuoco in poco tempo, anche se numericamente la statistica è bassa, hanno allertato le autorità cinesi che ora pretendono risposte dai Costruttori. Le aziende più direttamente interessate sono Tesla, Nio e Volkswagen, e hanno tempo fino ad ottobre per presentare un rapporto dettagliato. La richiesta del Ministero cinese riguarda rassicurazioni e evidenze sulla sicurezza delle batterie al litio, ma soprattutto dell’adeguata protezione a cablaggi HV e sistema di ricarica. Non a caso proprio i componenti interessati dagli incidenti-incendi alle auto elettriche nel mondo.

LE AUTO ELETTRICHE A FUOCO IN CINA

Nio è sicuramente l’azienda a rimetterci di più dopo gli incendi del SUV elettrico ES8. La startup cinese infatti quotata in borsa ha tutte le carte in regola per contrastare l’avanzata Tesla in Oriente. Il solo Nio ES8 avrebbe preso fuoco 3 volte in 2 mesi in episodi diversi. Ma anche Tesla non è lontana dalla luce dei riflettori: una Tesla Model S parcheggiata a Shanghai qualche mese fa è stata all’improvviso avvolta da una coltre di fumo bianco, subito l’esplosione della batteria e le fiamme che hanno avvolto l’auto. Dopo il video circolato sul web, l’episodio Tesla non è rimasto isolato con altre segnalazioni di Tesla fumanti anche ad Hong Kong.

40 INCIDENTI IN CINA CON LE AUTO ELETTRICHE INCENDIARIE

Secondo quanto riporta Autonews, nel 2018 in Cina sono avvenuti almeno 40 incidenti legati al fuoco e alle auto elettrificate. Tra queste sono inclusi quindi veicoli elettrici a batteria, plug-in hybrid e celle a combustibile (idrogeno). Le autorità cinesi hanno quindi avviato un’inchiesta della qualità sui New Energy Vehicle e hanno richiamato oltre 130.000 automobili nel 2018.

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Nvidia porta CUDA su ARM, l’obiettivo sono i supercomputer exascale

di Manolo De Agostini
Nel corso della International Supercomputing Conference, Nvidia ha annunciato il suo supporto alle CPU ARM, in modo da guidarne l’ingresso nel mondo dei supercomputer con l’obiettivo di creare “soluzioni exascale pronte per i carichi di intelligenza artificiale che siano efficienti dal punto di vista energetico”. Con supercomputer exascale s’intendono quei sistemi capaci di realizzare un […]

Tesla Model S vs Porsche Panamera: quanto costa la manutenzione?

di Redazione

Quanto costa la manutenzione di un’auto elettrica? È vero che non andrà mai in officina? L’indagine Manutenzione Auto elettrica e ibrida confronta i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). In questa pagina parliamo dei costi reali di manutenzione della Tesla Model S a confronto con la vs Porsche Panamera 3.0 V6 da 330cv. Quale delle due richiede meno ore di manodopera? Quali sono i tagliandi più costosi e quali ricambi si sostituiscono nei primi 6 anni sulle auto elettriche e a combustione interna? Ecco le differenze più eclatanti emerse dai piani di manutenzione ufficiali delle Tesla Model S e Porsche Panamera benzina raffigurati anche nell’infografica in basso. Qui invece puoi consultare i costi di tutte le altre auto elettriche e ibride rispetto ai modelli equivalenti tradizionali.

Sfoglia lo Speciale e leggi gli approfondimenti e le interviste qui.

I ricambi da sostituire

Guardando i piani di manutenzione della Tesla Model S ci si stupisce della quantità di ricambi da sostituire a fronte del costo dei singoli tagliandi. Bisogna anche dire che da pochi mesi Tesla non obbliga i clienti a fare i tagliandi ordinari, ma li consiglia per garantire l’efficienza dell’auto nel tempo. Qualora i clienti dovessero decidere di fare i tagliandi annuali, i costi sarebbero esattamente quelli riportati nell’infografica, che si applicano anche alla Model S D100, l’unica oggi attualmente a listino (la nostra indagine aveva preso in considerazione le auto in vendita sino a dicembre 2018). Ai tagliandi dispari, oltre a una serie di controlli e aggiornamenti, vengono cambiate solo le batterie nei telecomandi e le spazzole tergicristalli. Nei tagliandi pari invece si sostituiscono anche filtro clima, cartuccia disidratatore clima e liquido freni. La Porsche Panamera, nonostante la caratura premium, limita la manutenzione ordinaria a olio e filtri, concedendosi un cambio candele ogni 2 anni e nuovo olio PDK ogni 6 anni.

Quante ore in officina

La Tesla Model S 75D è l’elettrica più costosa da manutenere e più onerosa in MDP: è suo il tagliando più lungo di tutte le elettriche, ben 4 ore a 2, 4 e 6 anni. In 6 anni trascorre almeno 15 ore in officina, più di tutte le altre auto elettriche dell’indagine. Per quanto più costosa (da acquistare) e potente, la Porsche Panamera 330cv a trazione posteriore passa meno ore totali in officina: circa 9 ore divise in soli 3 tagliandi in 6 anni. I tagliandi biennali costano infatti in media ogni anno quasi il 30% in meno rispetto alla Tesla Model S. La Porsche Panamera si concede pochi capricci: il cambio candele al 2^ tagliando (costo 1003 euro) e il cambio olio PDK al 6^ tagliando (costo 1107 euro). La Tesla Model S invece non fa sconti, pur essendo elettrica: i tagliandi pari costano 525 euro, quelli dispari 800 euro. E’ curioso notare come la sostituzione del liquido refrigerante prevista al 4^ Tagliando non contribuisce ad aumentare il costo del service, come invece accade per le altre EV. La Model S è l’unica tra le auto elettriche dello studio meno conveniente nella manutenzione ordinaria, anche rispetto alla diretta rivale con motore a combustione interna. Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

Sintesi

Tesla Model S 75D (EV)
– Ore MDP totali: 15 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 3975 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 662 euro
– Frequenza tagliando: annuale
– Intervallo km tagliando: 20 mila km

Porsche Panamera 3.0 330cv (ICE)
– Ore MDP totali: 9.1 ore
– Costo totale 3 tagliandi: 2767 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 461 euro
– Frequenza tagliando: biennale
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

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Tesla Model S: cosa si rompe e quanto costa riparare in 200 mila miglia

di Antonio Elia Migliozzi

Percorre circa 320.000km a bordo di una Tesla Model S e traccia un bilancio delle spese. Un cliente americano di Tesla mette nero su bianco i costi di gestione della berlina elettrica. Per le prime 100.000 miglia bordo dell’auto ha speso 1.050 dollari in manutenzione. Successivamente le spese complessive sono state di 5.415$. Cifre molto contenute se pensiamo alle rivali che sono presenti nella stessa fascia di prezzo della Model S. A leggere la lista degli interventi si notano numeri curiosi. Interessante ad esempio il fatto che la prima sostituzione dei freni sulla sua Tesla sia arrivata a 130.000 miglia quando un’auto a motore termico la effettua a circa 60.000. Il driver spiega come risparmiare soldi con i vari servizi di ridesharing che permettono, nel tempo, di ripagare sia l’auto che la manutenzione. Diamo uno sguardo.

CONTI ALLA MANO

Come riportato da Insideevs.com un automobilista americano ha superato le 200.000 miglia a bordo della sua Tesla Model S del 2012. Un chilometraggio non esagerato ma la cosa interessante è che lui ha fatto una lista completa di tutte le spese. In particolare va detto che tutte le riparazioni delle sue ultime 150.000 miglia non erano coperte dalla garanzia. Per le prime 100.000 miglia in Tesla, Steve Sasman ha speso 1.050$ per le riparazioni. Successivamente ha fatto riparazioni per 5.415 dollari. Cifra non esagerata se pensiamo che ha speso 2.215 dollari solo per cambiare il grande schermo centrale del sistema di infotainment. Nella cifra ha compreso anche la sostituzione delle due batterie da 12V e il cambio dei freni pagato 700$. Insomma questa lista conferma quanto già sappiamo sul fatto che la bassa complessità delle auto elettriche porta a minori problemi meccanici.

OCCHIO AI CONTI

Steve ci tiene anche a chiarire i dubbi sulla perdita di valore. Una Model S P85 del 2012 con 50.000 miglia vale circa 35-40.000 dollari. La sua auto, con 200.000 miglia, vale circa 20-25.000. Il driver però ha guadagnato 41.090 dollari offrendo corse con i servizi di ridesharing come Turo, Uber e Lyft. Va detto che negli Usa le Tesla sono tra le auto più presenti all’interno di queste flotte a noleggio con conducente. Insomma i 15.000 dollari persi in valore di rivendita dell’auto risultano largamente compensati. Steve ha pagato la sua Tesla Model S P85 79.000 dollari. L’auto aveva percorso già 35.000 miglia al momento dell’acquisto nell’agosto del 2014. A questi guadagni vanno aggiunti quelli indiretti. Parliamo di quasi 95.000 dollari. Di questi 15.000 grazie al programma referenze di Tesla che premia coloro che aiutano a promuovere il brand e gli altri come sconto sull’acquisto della nuova Tesla Roadster.

NIENTE BENZINA

Durante tutte le 200.000 miglia il driver ha usato solo per la metà i Supercharger Tesla. Come sappiamo le colonnine di ricarica rapida del brand Usa permettono di ricaricare molto più velocemente che a casa. Per il resto Steve ha caricato la sua Tesla a casa spendendo in totale circa 7.000 dollari. Le cose sarebbero state diverse con un’auto tradizionale alimentata a benzina. Per 200.000 miglia, supponendo una media di 6,7l/100km, avrebbe speso 24.000 dollari. Insomma conti alla mano l’auto elettrica sembra proprio avere costi di gestione davvero contenuti. L’invito che Steve rivolge nel raccontare la sua storia è quello di utilizzare al massimo la propria Tesla. Come ci tiene a precisare l’auto ha il potenziale per ripagare tutte le sue stesse spese basta usarla. In questo i servizi di ridesharing sono la soluzione ottimale per quanti come lui amano guidare e condividere la propria vettura con altri.

L'articolo Tesla Model S: cosa si rompe e quanto costa riparare in 200 mila miglia proviene da SicurAUTO.it.

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