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500 Abarth elaborata 500 CV con preparazione Gabucci

di redazione

La 500 Abarth elaborata fa 500 CV, grazie alla preparazione del tuner romano Gabucci Autotecnica! Infatti l’esperienza maturata nel Time Attack dai fratelli Gabucci con la loro Grande Punto Abarth è stata capitalizzata in un nuovo kit di trasformazione per l’utilizzo stradale studiato anche per la diffusissima 500 Abarth.

Il kit della 500 Abarth modificata comprende un turbocompressore Garrett GTX 2867 Gen2, abbinato ad un motore completamente ricostruito con componentistica speciale (pistoni stampati, bielle in acciaio, ecc.), realizzata su specifiche del preparatore pontino. Con 2 bar di pressione di sovralimentazione e limitatore a quota 8.800 g/m, eroga una coppia massima di 430 Nm da 6.500 a 8.600 g/m.

La potenza massima raggiunta con 1,7 bar di pressione è di 450 CV. Recentemente la pressione di sovralimentazione è stata portata a 2 bar per puntare ai 500 CV.

Info: Gabucci Autotecnica – Tel. 0773/804353 – www.gabucciautotecnica.it

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Honor V30 Pro 5G, anticipata la scheda tecnica: 8 GB di RAM e 256 GB di ROM

di Biagio Petronaci
Alcune specifiche tecniche di Honor V30 Pro 5G sono state anticipate su AnTuTu. I primi dispositivi compatibili con il 5G prodotti dal sub-brand di Huawei saranno lanciati il prossimo 26 novembre. In attesa di questo evento, alcune caratteristiche tecniche sono apparse sul celebre strumento di benchmarking. Riconosciuto con il codice OXF-AN10, Honor V30 Pro 5G […]

Bielle Porsche StepCom, ecco come funzionano nei motori VCR

di redazione

Le bielle Porsche StepCom e i motori rapporto di compressione variabile, ovvero VCR (Variable Compression Ratio): ecco come funzionano! Porsche Consulting, divisione di ingegneria e sviluppo della Casa di Stoccarda, in collaborazione con la tedesca Hilite, ha infatti brevettato una delle soluzioni più interessanti viste finora per la realizzazione di motori a rapporto di compressione variabile VCR.

Il rapporto di compressione (RC) è il rapporto tra il volume massimo (quando il pistone si trova al PMI) e quello minimo (quando il pistone raggiunge il PMS) misurabile all’interno del cilindro.

Bielle Porsche Stepcom – Brevetto geniale

La modalità con cui l’invenzione Porsche permette di variare il RC durante il funzionamento del motore è semplice nella sua genialità. È stata sviluppata insieme all’Azienda tedesca Hilite, produttrice di componenti per l’industria automobilistica come sistemi di distribuzione variabile e comandi idraulici per cambi automatici.

Il sistema a RC variabile Hilite StepCom prevede l’impiego di speciali bielle, nelle quali l’alloggiamento dello spinotto è dotato di un elemento eccentrico che può ruotare grazie all’azione di due piccole aste ad azionamento idraulico. Il principale vantaggio tecnico di queste particolari componenti è la facilità di integrazione in architetture motoristiche già esistenti, in quanto è sufficiente sostituire le bielle tradizionali con quelle StepCom.

Bielle Porsche Stepcom – Come funzionano

Nella biella StepCom, lo spinotto del pistone è montato in un cuscinetto eccentrico, che ruotando va a modificare la lunghezza effettiva della biella, influendo così sul rapporto di compressione. La forza che fa ruotare il cuscinetto eccentrico è dovuta alla massa oscillante del pistone e alla pressione esercitata sullo stesso dalla combustione, che aumenta al salire della pressione di sovralimentazione.

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti delle Bielle Porsche StepCom è su Elaborare 254.

Bielle Porsche StepCom, ecco come funzionano nei motori VCR
Bielle Porsche StepCom, ecco come funzionano nei motori VCR

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Come gestire l’impianto frenante dell’auto e le sue temperature

di redazione

Conoscere e gestire l’impianto frenante dell’auto e le sue temperature permette di avere sempre il massimo delle prestazioni, sia su strada che in pista. E’ quindi utile sapere che il “range termico di funzionamento” riguarda gli impianti frenanti di tutte le auto, che siano stradali, sportive o da competizione.

Esso indica chiaramente l’intervallo di temperature in cui l’abbinamento pastiglia x + disco y offre la resa ottimale; quindi sotto la temperatura minima o sopra quella massima, il rendimento ha un calo, che può essere più o meno repentino a seconda dei casi.

E’ opportuno conoscere questi fattori per sapere non solo quali pastiglie freno scegliere per la vettura, ma anche quando e come migliorare la circolazione d’aria per ottenere un abbassamento delle temperature di esercizio dei freni qualora siano troppo alte.

La scelta delle pastiglie freno

Ogni costruttore di pastiglie freno, spesso in base al colore della piastra di metallo su cui è riportato il materiale frenante, indica il tipo di utilizzo per cui è raccomandata una determinata tipologia. Ad esempio, il giallo può rappresentare la mescola sportiva per uso stradale/track day, mentre il rosso quella per le competizioni.

Non esiste una regola secondo la quale un determinato colore rappresenti uno standard generalizzato, come tale impiegato universalmente: sia chiaro!

Soluzioni per il calore

La prima raccomandazione per un impianto frenante al top è quella di non entrare mai in pista senza aver montato tubi aeronautici su tutte e 4 le ruote e impiegato un fluido idraulico idoneo a questo tipo di utilizzo e, soprattutto, con le pastiglie oltre la metà dell’usura. I tubi in gomma cedono di schianto al salire delle temperature e vi potreste trovare senza il pedale del freno di punto in bianco.

Lo stesso dicasi per un fluido inadatto o vecchio. Una pastiglia usurata, infatti, ha meno materiale d’attrito che la isola dal disco rovente e dunque trasmette più facilmente il calore all’olio, con conseguenze estremamente pericolose.

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti degli impianti frenanti e le loro temperature è su Elaborare 254.

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Come vanno regolati gli angoli delle ruote delle auto

di redazione

Come vanno regolati gli angoli delle ruote? Si sente spesso parlare di angoli caratteristici delle ruote, di come modificarli in base alle proprie esigenze, ecco un breve prontuario per capire cosa sono e come vanno regolati.

Come regolare gli angoli delle ruote

Regolare gli angoli delle ruote è fondamentale per l’assetto di un’auto. Infatti per un’auto stradale le geometrie estreme non sono necessarie e possono essere anche controproducenti in termini di sicurezza e usura anomala dei pneumatici.

Secondo: non è detto che una modifica che funziona perfettamente su una vettura possa andare altrettanto bene su un’altra; se l’assetto della vostra macchina è più rigido, se le gomme sono differenti o diversamente gonfiate, se la guida è più aggressiva, probabilmente il setup delle geometrie dei vostri amici potrebbe essere inadatto al vostro caso.

Come vanno regolati gli angoli delle ruote delle auto
Come vanno regolati gli angoli delle ruote delle auto

La convergenza o toe

La convergenza, o toe, è quell’angolo formato dalle ruote rispetto all’asse longitudinale della vettura. Considerando la difficoltà di effettuare delle misurazioni attendibili nell’ordine delle frazioni di grado, soprattutto in passato, questo angolo ancora oggi viene misurato in millimetri di apertura (divergenza) e chiusura (convergenza) piuttosto che in gradi.

Sulla stragrande maggioranza delle auto moderne gli interventi a livello di assetto si riducono a questo tipo di regolazione, principalmente sull’asse anteriore a meno di modifiche sostanziali sui componenti. L’importanza della convergenza è determinata da quello che gli inglesi, maestri in “assettologia”, chiamano “toe forces”, ovvero quelle forze che “tirano” la macchina da una parte all’altra.

Solo se il loro effetto totale è nullo la vettura, su un rettilineo perfettamente livellato, andrà dritta. Nel momento in cui troverà una piccola asperità su un lato oppure si andrà leggermente a sterzare, il carico aumenterà su uno dei due pneumatici anteriori che, grazie alla maggiore presa, tirerà l’auto dalla sua parte.

L’articolo completo con tutti i dettagli su cosa sono e come vanno regolati gli angoli ruote è su Elaborare 253.

Come vanno regolati gli angoli delle ruote delle auto
Come vanno regolati gli angoli delle ruote delle auto

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Impianti frenanti maggiorati: ecco come migliorare la potenza frenante dell’auto con il kit giusto

di redazione

Per migliorare la potenza frenante dell’auto gli impianti frenanti maggiorati sono la scelta più importante così come il kit più adatto alle proprie esigenze. Il freno a disco, per quanto semplice possa apparire, è un concentrato di tecnologia dietro al quale si celano studi approfonditi a livello di metallurgia, trattamenti termici, analisi e risoluzione delle problematiche relative al loro funzionamento.

Impianti frenanti maggiorati – I dischi

Negli impianti frenanti ai dischi monopezzo, tipici delle automobili di fascia medio/bassa, sono seguiti quelli scomponibili e quelli flottanti. I primi sono la risposta alla necessità di realizzare dei dischi freno di diametro sempre maggiore; insieme a quest’ultimo, infatti, cresceva proporzionalmente anche il peso, con effetti negativi sulle prestazioni delle auto, trattandosi di masse non sospese.

Per aumentare la leggerezza si è pensato di realizzare questi componenti con la campana centrale in lega leggera e la pista di attrito, sulla quale agiscono le pastiglie freno, in ghisa.

kit freni Brembo

Impianti frenanti maggiorati – La pista

Negli impianti frenanti la pista dei freni è solitamente forata e/o baffata per ragioni di alleggerimento e per assicurare la dissipazione delle polveri, dei gas e del calore prodotti dalle pastiglie durante la frenata. La ricerca in questo settore recentemente ha portato allo sviluppo di particolari componenti caratterizzati dalla pista non più di forma circolare, ma irregolare.

Questi dischi, detti “a margherita”, sono stati concepiti inizialmente per l’uso motociclistico, per poi fare la loro comparsa anche in campo automobilistico. I vantaggi più evidenti si hanno in termini di riduzione di peso, dissipazione di calore e ottimizzazione dello sfruttamento delle pastiglie.

Impianti frenanti maggiorati – I carboceramici

I dischi carboceramici rappresentano la massima evoluzione tecnologica in questo delicato settore, almeno per quanto concerne le vetture stradali ad altissime prestazioni. Il materiale impiegato per la loro realizzazione è un composito di carburo di silicio e una bassa percentuale di fibre di carbonio con funzioni di rinforzo strutturale.

Il processo costruttivo è un piccolo capolavoro di tecnologia: la fibra di carbonio e la resina epossidica vengono poste in stampi nei quali, in due cicli ad altissime temperature e a forti pressioni, ceramizzano. Successivamente il disco viene forato e infiltrato con silicio e rifinito.

Impianti frenanti maggiorati – I kit maggiorati

Il mercato degli impianti frenanti è un’autentica giungla in cui non è affatto facile districarsi. Non sempre è valido il detto “bigger is better”, come dicono gli americani (più grande è meglio!). Quando decidiamo di installare un kit maggiorato dobbiamo scegliere più con la testa che con gli occhi, anche perché la tentazione di vedere tra le razze 4 dischi enormi è sempre grande e aumenta quanto più si riesca a spuntare un buon prezzo.

In rete è possibile reperire impianti di marche sconosciute, spesso di produzione asiatica, a costi molto invitanti. Il nostro suggerimento è di evitare di rivolgervi a fornitori sconosciuti: i freni sono dei componenti su cui non si scherza!

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti degli impianti frenanti con i kit più adatti è su Elaborare 250.

Impianti frenanti maggiorati: ecco come migliorare la potenza frenante dell'auto con il kit giusto

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Peugeot 208 R2 elaborata 185 CV con preparazione Autotecnica 2

di redazione

La Peugeot 208 R2 elaborata 185 CV con preparazione Autotecnica 2 è la versione da rally che ha consentito a Tommaso Ciuffi di diventare il pilota ufficiale della Casa del Leone per il 2019. La Peugeot 208 R2 modificata da Autotecnica 2, che abbiamo provato sulla pista di Castelletto di Branduzzo nel Pavese, è proprio l’espressione della filosofia della Casa del Leone.

Studiata per l’impiego nei rally, la 208 R2 viene fornita dal costruttore francese pronto-corsa con un kit di equipaggiamenti di sicurezza, rinforzi e tutte le modifiche meccaniche atte a trasformare un’auto di gran serie in una da competizione.

Peugeot 208 R2 elaborata

Ufficialmente la Peugeot 208 R2 by Autotecnica 2 deriva dalla 208 1.6 VTi stradale dotata di alzata variabile dell’aspirazione “Valvetronic”, ma in sostanza di questa vettura conserva veramente pochi particolari originali. Il propulsore della R2 eroga 185 CV a 7.300 g/m, con un valore di coppia di 18,5 kgm a 5.500 g/m e un regime di utilizzo dai 4.000 agli 8.000 g/m. Tali valori sono raggiunti grazie a un kit realizzato da Peugeot Sport e montato direttamente in fabbrica dalla Casa in fase di realizzazione dell’auto. Nel basamento l’albero motore è bilanciato in solido col volano alleggerito, e le bielle sono di tipo forgiato in acciaio. I pistoni di serie hanno lasciato il posto a quelli stampati con diversa configurazione del cielo. La testa, oggetto di una raffinata lavorazione a controllo numerico, è fornita di valvole speciali con molle più dure e bilancieri speciali ricavati dal pieno.

Peugeot 208 R2 elaborata 185 CV con preparazione Autotecnica 2

Peugeot 208 R2 modificata

I pannelli originali delle portiere della Peugeot 208 R2 modificata sono sostituiti da altri in plastica con tasche portadocumenti che copiano letteralmente l’andamento dei rinforzi porta del roll-bar, creando un tutt’uno a porte chiuse senza spigoli pericolosi per gli occupanti. Il kit di sicurezza è fornito da Sparco e comprende due sedili racing, cinture di sicurezza a 6 punti di ancoraggio, volante in pelle a 3 razze, coperture in materiale spugnoso per i tubi del roll-bar, pedana in alluminio per il navigatore, luce “flexi”, interruttore generale dell’impianto elettrico, estintore brandeggiabile a polvere di 2,5 kg, impianto di estinzione a comando elettrico per abitacolo e vano motore, ganci fermacofani a baionetta.

Scheda tuning Peugeot 208 R2 by Autotecnica 2
Scocca rinforzata con roll-bar Peugeot Sport multipoint integrato
Salvacoppa in acciaio
Sportello aerazione abitacolo sul tetto
Ganci fermacofano Sparco a baionetta
2 sedili anatomici Sparco
2 cinture Sparco a 6 punti
Volante in pelle Sparco
Pannelli porta sagomati in plastica Peugeot Sport
Impianto estinzione Sparco a comando elettrico
Estintore brandeggiabile da 2,5 kg
Pulsantiera comandi elettrici
Dashboard Magneti Marelli
Tripmaster Monit
Cruscotto in alcantara
Pedana navigatore in alluminio
Luce “flexi” navigatore
“Amaca” portacaschi
Crick idraulico
Avvitatore elettrico
Cassetta porta attrezzi in alluminio
Serbatoio di sicurezza in gomma 60 litri FIA
Bocchettoni di riempimento rapido benzina
Pompa benzina elettrica potenziata
Albero motore bilanciato
Volano alleggerito
Bielle in acciaio forgiato
Pistoni stampati
Lavorazione testa a controllo numerico by Peugeot Sport
Valvole speciali Peugeot Sport
Molle valvola più dure Peugeot Sport
Bilancieri speciali Peugeot Sport
Distribuzione a fasatura variabile aspirazione e scarico
Iniettori maggiorati Peugeot Sport
Cassonetto convogliatore di aspirazione in vetroresina con filtro a pannello
Radiatore acqua maggiorato con 2 elettroventole
Scambiatore di calore acqua-olio Setrab
Collettore di scarico a doppio 4-in-2 con tubo unico centrale e rompifiamma
Centralina Magneti Marelli SRA
Frizione a 3 petali in rame
Cambio ravvicinato Sadev a 5 marce con comando sequenziale e leva a fianco del volante
Coppia conica corta
Differenziale autobloccante a dischi di frizione
Convogliatore d’aria in vetroresina per raffreddamento cambio
Ammortizzatori Öhlins regolabili in estensione e in compressione
Molle a diametro stretto, piattelli per regolazione in altezza
Barre antirollio maggiorate
Bracci tubolari e bracci di serie rinforzati by Peugeot Sport
Snodi su uniball
Assetto anteriore e posteriore registrabile con spessori
Mozzi rinforzati by Peugeot Sport
Pinze e dischi freno Alcon
Ripartitore di frenata con comando manuale azionabile dal pilota
Tubi per raffreddamento freni anteriori
Freno a mano idraulico
Ruote in lega Speedline 6Jx16”
Pneumatici Michelin slick 19/60 16 (195/50 R16)

Costo totale intervento 60.000 Euro

Peugeot 208 R2 elaborata 185 CV con preparazione Autotecnica 2

Cerca la Peugeot 208 usata su newsauto.it

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Peugeot 208 R2 by Autotecnica 2 è su Elaborare 250.

Peugeot 208 R2 elaborata 185 CV con preparazione Autotecnica 2

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Abarth 500 stradale elaborata 400 CV con preparazione Autotecnica Gabucci

di redazione

Il tuner Autotecnica Gabucci ha elaborato una 500 Abarth stradale a 8.500 g/m con una preparazione che vanta oltre 400 CV! I fratelli Gabucci infatti usano sempre le competizioni come banco di prova per le loro preparazioni stradali. Il travaso di tecnologia ed esperienza è sempre costante e, questa volta, a beneficiare degli step di sviluppo della Grande Punto Abarth con cui hanno vinto la categoria nel Time Attack Italia è un’Abarth 500. Grazie a un turbocompressore Garrett GT2867 Gen2, collettori di aspirazione e scarico di nuova concezione e ad una serie di interventi sul motore tra cui l’adozione di punterie meccaniche, si è ottenuto un regime massimo di rotazione di 8.500 g/m con una potenza di 400 CV in condizioni di assoluta affidabilità per l’uso stradale. Ovviamente assetto e impianto frenante sono stati rivisti ed è presente il differenziale autobloccante Bacci.

Info: Autotecnica Gabucci – Tel. 0773/804353

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Dischi freno autoveltilanti: pieni, baffati o forati. Quali differenze?

di Valerio Boni

Sui libri delle autoscuole la differenza in un impianto frenante è limitata alla tipologia: a tamburo o a disco. In realtà non è esattamente così, e non solo perché i freni a tamburo sono più utilizzati ormai solo nella parte posteriore di alcune citycar. Oggi la classificazione è molto più ampia, con i dischi freno divisi in tipologie che differiscono tra loro soprattutto per il tipo di finitura e soluzioni per il raffreddamento. Sono varianti che derivano dalle competizioni, ma che sono entrate a tutti gli effetti nella produzione di serie, non solo delle auto ad alte prestazioni.

ALETTE INTERNE PER RAFFREDDARE

Una prima divisione è fatta tra i dischi autoventilati e quelli “pieni”. I primi hanno tra le due superfici esterne una serie di alette che generano dei vortici d’aria e favoriscono il raffreddamento. I secondi, invece, non hanno alcuna lavorazione interna e sono ottenuti semplicemente tornendo e rettificando la fusione. Dal punto di vista pratico, quelli autoventilati hanno un peso e un costo maggiore, ma assicurano un’elevata resistenza allo stress e all’uso prolungato. Quelli pieni sono invece evidentemente più indicati, anche in termini economici per le vetture leggere e meno performanti.

FISSI O FLOTTANTI

C’è poi la possibilità di classificare i freni a disco in funzione del tipo di fissaggio al mozzo. Si parte da quelli classici, che prevedono un blocco unico fissato con una serie di bulloni. Per passare alla soluzione con la pista frenante separata, per facilitare la sostituzione in caso di impiego pesante, soprattutto in pista. Infine ci sono i dischi flottanti, che hanno una “campana” centrale collegata alla pista con fissaggi che rendono possibile un minimo movimento laterale. In questo modo la frenata risulta costante, perché risente meno degli effetti del surriscaldamento, ma anche più silenziosa, perché ha il pregio di eliminare le vibrazioni.

FORI E TAGLI FANNO LA DIFFERENZA

A tutto questo si aggiungono i diversi tipi di finitura superficiale del disco, che partono da da due soluzioni. La più classica prevede una pista completamente liscia, mentre l’alternativa è rappresentata dalla presenza di fori o intagli. Questi ultimi, nati per l’impiego sportivo, hanno il doppio scopo di favorire il raffreddamento e di eliminare le polveri o le cristallizzazioni che si possono generare sulle pastiglie freno. È importante sottolineare che fori e solchi sono realizzati prima dei trattamenti indurenti, che renderebbero impossibile questo tipo di lavorazione successiva.

LA SCELTA È TRA QUATTRO SOLUZIONI

Le finiture possono essere di quattro tipi. La più diffusa, anche su vetture di uso quotidiano, sono i fori, efficaci soprattutto in caso di guida sotto la pioggia. Hanno il pregio di assicurare un raffreddamento costante e un’apprezzabile leggerezza. Ma sono più soggetti a rotture in caso di impiego prolungato, in discesa a pieno carico, oppure in pista. Una seconda tecnologia prevede una serie di scanalature dritte, di norma otto, che assicurano un buon compromesso tra usura, raffreddamento e resistenza.

A MISURA DI COMPETIZIONI

I disegni sulle superfici della pista frenante possono essere anche più aggressivi, come una serie di “virgole” simili ai disegni del battistrada di uno pneumatico per moto sportiva. Il vantaggi di questi baffi si trovano in un migliore e immediato controllo della frenata. Per contro è possibile che il disco e le pastiglie abbiano un’usura più rapida e irregolare. Infine c’è una tipologia di disegno  pensata espressamente per le gare di endurance, da 10 a 24 ore. L’obiettivo è quello di contenere l’usura delle parti, sacrificando in parte la risposta iniziale.

CARBOCERAMICI PER CHI VUOLE IL MEGLIO

Sulle auto sportive, ma anche su berline ad alte prestazioni, si è ormai diffusa la possibilità di scegliere tra dischi freno convenzionali e di tipo carboceramico. Quest’ultima tecnologia, ancora piuttosto costosa, è una via di mezzo tra i freni a disco “normali” e quelli in carbonio utilizzati in Formula 1. Il pregio di quest’ultimo materiale è quello di aumentare il coefficiente d’attrito con il crescere delle temperature di esercizio. Se ghisa e acciaio hanno un limite intorno ai 400 gradi e quelli in carbonio arrivano a 1.000, il trattamento carboceramico si posiziona più o meno a metà. Con in più un coefficiente d’attrito maggiore del 25%, un peso inferiore del 50% rispetto ai materiali standard.

LA RUGGINE NON È PIÙ UN PROBLEMA

Per tornare ad auto più normali, è da segnalare il trattamento che ha l’obiettivo di eliminare la formazione di ruggine sulle piste frenanti. Un particolare processo, ottenuto portando i dischi a una temperatura costante di 560 gradi °C per un giorno intero, rende possibile la protezione. In questo modo la durata media di un disco classico può passare da 60.000 a oltre 120.000 km. Con una pressoché assoluta resistenza agli effetti di piogge acide, e sale sparso sulle strade in caso di nevicate.

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Centralina aggiuntiva elettronica, moduli aggiuntivi per potenziare l’auto e riduzione consumi

di Giovanni Mancini

Le centraline aggiuntive detti anche “moduli aggiuntivi” sono dispositivi elettronici hardware in grado di intercettare i segnali della centralina, variare i parametri di gestione del carburante con nuove tarature ottimizzate per ridurre i consumi di carburante ed avere più coppia.

Le centraline elettroniche aggiuntive o moduli aggiuntivi svolgono una duplice funzione: oltre all’aumento di coppia e potenza sono in grado di ridurre i consumi. La centralina è così in grado sia di rendere il motore più pronto e brillante sia di contenere sensibilmente il consumo di carburante.

COME FUNZIONANO LE CENTRALINE AGGIUNTIVE – Sono centraline elettroniche aggiuntive, programmate per agire insieme al sistema antinquinamento con un risparmio di carburante ed anche aumento di coppia. Funzionano solo sulle autovetture che hanno sistemi a gestione elettronica; non necessitano di rimappatura della centralina originale ne di altre modifiche per funzionare, non provocano nessun danno al motore o alla centralina della vettura.
Queste centraline aggiuntive sono installabili su tutte le vetture ciclo otto (benzina) e ciclo Diesel, sia sovralimentate (Turbo) sia aspirate; sono impiegate anche su alcuni impianti a carburanti alternativi come il Gpl e Metano.
ABBATTONO I CONSUMI – Questi moduli elettronici sono progettati e sviluppati per ciascun modello di auto e sono in grado di ridurre i consumi di carburante sia diesel che benzina gpl o metano
Aumentano coppia-potenza e riducono il consumo di carburante mediamente del 15/25%.
Possono essere installate anche su veicoli industriali (TIR) con notevole risparmio di carburante.
Alcune, denominate “Eco”, sono progettate e studiate principalmente per la riduzione dei consumi.

COME SI MONTA CENTRALINA MODULO AGGIUNTIVO – Qui le istruzioni con le spiegazione su come montare un modulo aggiuntivo – Segui il LINK QUI 
QUALI SCEGLIERE – Scegliere la centralina giusta segui i nostri consigli LINK QUI
COME VANNO – Leggi le discussioni sul FORUM di chi l’ha già provate LINK QUI
Discussione 2Discussione 3Discussione 4

Perché scegliere i moduli aggiuntivi
Poiché i parametri presi in considerazione sono necessariamente più limitati, l’incremento prestazionale è logicamente inferiore a quello di una classica riprogrammazione della ECU originale. Tuttavia i moduli aggiuntivi rappresentano la soluzione ideale per chi desidera ottenere un aumento di potenza consistente senza rischiare alcun problema a livello di garanzia (si pensi ad auto con noleggio a lungo termine o in leasing) vista la presenza dei contatori di programmazione. Un altro vantaggio consiste nella possibilità di disinserire il modulo con un interruttore o un telecomando, utile ad esempio quando si desidera tornare in configurazione di base. È il tipico caso dei track day, dove in pista si attiva la configurazione “spinta” del motore, salvo poi disattivarla e rientrare perfettamente in regola con il CdS una volta tornati a circolare sulle strade normali.

La centralina aggiuntiva non è altro che un modulo che si va ad interfacciare, mediante un apposito cablaggio, a quella originale per poter modificare i parametri ricevuti da alcuni sensori ad essa collegata, come pressione di sovralimentazione o quantità di gasolio/benzina iniettato. Il loro vantaggio è che possono essere montate in pochi minuti sulla maggior parte delle auto sovralimentate, benzina o diesel, grazie a dei cablaggi Plug &amp; Play ed essere smontate altrettanto rapidamente; non lasciano alcun segno della loro presenza, possono essere riprogrammate tramite i loro software di gestione con facilità per modificare i parametri su cui intervengono. La qualità del cablaggio, l’equilibrio dei settaggi rispetto alla soglia recovery imposta dalla centralina originale nonché approfonditi collaudi fanno la differenza tra un prodotto di qualità garantito e una “cineseria” che si compra on line. </p>

I Moduli TPM DimSport
DimSport è entrata nel mondo delle centraline aggiuntive nel 1995 con la famiglia Rapid, conquistando rapidamente una posizione di leadership del mercato (oltre 100.000 unità vendute), oggi consolidata anche dall’arrivo dei moduli aggiuntivi per i motori turbo benzina della famiglia Rapid TPM (Turbo Power Management). L’Azienda ha sempre fatto dell’affidabilità e dell’assistenza post-vendita i propri cavalli di battaglia. La Rapid, TPM per propulsori turbodiesel, intercetta i segnali dei sensori pressione rail, pressione turbo e giri motore per incrementare la pressione di sovralimentazione e la quantità di gasolio iniettato ad ogni determinato regime di rotazione; il Rapid TPM, per propulsori turbo benzina, capta i segnali dei sensori di pressione sul collettore di aspirazione, pressione turbo e giri motore sempre con la finalità di aumentare la pressione di sovralimentazione; la carburazione viene poi corretta automaticamente dalla ECU in base ai parametri di sovralimentazione. Le Rapid TPM sono caratterizzate da un’eccellente cura costruttiva: hanno il Case in metallo, sono waterproof e dotate di cablaggi Plug&Play con connettori automotive per garantire una facile reversibilità senza lasciare segno del loro avvenuto montaggio.

LEGGI ANCHE I TEST MODULI DIMSPORT CON VW GOLF GTI BENZINA E 1.6 TURBODIESEL

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti dei moduli aggiuntivi Dimsport è su Elaborare 248.

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Come gestire la trazione integrale sulle auto Opel, ecco come fare con il sistema Twinster Torque Vectoring

di redazione

Il sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive è stato messo a punto da GKN per gestire al meglio la trazione integrale sulle auto Opel, ovvero la coppia motrice sui due assi e in modo individuale sulle ruote posteriori.

Opel attualmente ha solo due modelli di vetture che possono essere equipaggiate con la trazione integrale: oltre al SUV compatto Mokka X, c’è anche la Opel Insignia dotata di una particolare ed evoluta tecnologia impiegata per la gestione della trazione integrale. Il sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive consente di avere la trazione sulle quattro ruote “on demand”, solo quando se ne ha bisogno in particolari condizioni di bassa aderenza, garantendo così la riduzione dei consumi nella guida normale che avviene solitamente con le 2 ruote motrici anteriori.

il sistema Twinster Torque Vectoring

Il sistema Twinster Torque Vectoring

Attraverso un‘elettronica evoluta, il sistema Twinster Torque Vectoring gestisce costantemente non solo la ripartizione della coppia tra l’asse anteriore e quello posteriore, ma anche tra le due ruote posteriori, destra e sinistra, in base a diversi fattori come posizione della valvola a farfalla, angolo di sterzata e grip sulla superficie stradale in casodi neve, fango e ghiaccio, quando può registrarsi una differenza di velocità tra le ruote anteriori e posteriori. Non c’è il differenziale posteriore, ma due pacchi di frizioni che collegano o scollegano i due semiassi destro e sinistro per fornire maggiore coppia alla ruota posteriore più carica, solitamente quella esterna in una curva.

il sistema Twinster Torque Vectoring su auto Opel

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti del sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive è su Elaborare 247 ed on line su newsauto.it

Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive

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Tuning, cosa è?

di redazione

Tuning – Cosa è Il tuning? Cosa intende con la parola tuning? Con il termine tuning si indicano quelle operazioni di personalizzazione attraverso la modifica (elaborazione) di un veicolo a 2, 3 o 4 ruote (tuning moto, tuning auto) che grazie al tuning diventa “personalizzato ed unico” rispetto alla configurazione originale standard prodotta in serie dalle case automobilistiche (o motociclistica) sulle nuove auto.

Con il tuning si interviene su diversi parti dell’auto come sulla carrozzeria, sui motori, sugli impianti audio di mezzi più recenti: c’è chi restaura e fa tuning su vetture d’epoca ma anche chi lo applica nelle competizioni.
Il tuning è comprende anche un mondo di appassionati che con l’attività correlata fa anche girare l’economia italiana.

Tuning Peugeot 308 GTi top car elaborazione tuning tedesco 310 CV
Un bel tuning auto

STORIA DEL TUNING – Quale è la sua storia? Qualcuno afferma che il tuning (dall’inglese to tune, regolare, accordare, mettere a punto) sia originario degli Stati Uniti d’America negli anni sessanta con le Hot rod, le T-bucket e le Lowrider. Ma questo è in parte vero perché in realtà da noi in Italia gia negli anni 50/60 si iniziava a fare tuning elaborando le auto utilizzando: spesso si usa anche il termine “truccare”,  “auto truccata” per dire appunto auto elaborata nel motore o altri particolari. 

Alcuni marchi automobilistici come, ad esempio, Abarth, hanno deciso di dedicarsi alle trasformazioni sulle auto con una strategia di marketing decisa per avvicinarsi al pubblico giovane, evidenziando la caratteristica della “preparazione”, vero DNA del marchio. 

Tuning freni, motore, assetto, hi-fi, carrozzeria (estetico)

  1. Tuning modifiche meccaniche motore, impianto frenante, assetto e scarico.
  2. Tuning modifiche estetiche alla carrozzeria o parti di essa
  3. Modifiche all’impianto elettrico e di illuminazione
  4. Modifiche all’impianto audio
  5. Modifiche agli interni

Raduni Tuning Club Auto FebbraioTuning estetico – Per tuning estetico si intende l’elaborazione della vettura o di altro veicolo sulla carrozzeria oppure comprendere anche l’interno del veicolo. La sostituzione dei cerchi originali con altri solitamente in lega leggera, rientra sia in ambito estetico ma anche meccanico. Qui rientra anche l’uso di distanziali, che hanno lo scopo di aumentare l’escursione l’ET del cerchio per spostarlo verso l’esterno.

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Tuning carrozzeria (esterno)

ll tuning della carrozzeria delle automobili avviene con l’aggiunta o di accessori e kit  quali “minigonne”, alettoni posteriori, spoiler, appendici sottoparaurti anteriori o posteriori, prese d’aria sul cofano e/o sul tettuccio, l’allargamento dei parafanghi o il rimodellamento della carrozzeria al fine di allargare passaruota o modificare la sagoma dei paraurti. 

Poi ci sono interventi più soft come la riverniciatura parziale o totale del veicolo, la pellicolatura (wrapping), l’oscuramento dei cristalli e la sostituzione dei gruppi ottici anteriori e posteriori. Con il wrapping si riveste l’auto con una particolare pellicola che permette facilmente di cambiare il colore, protegge la vernice originale. Questa tecnica può anche essere utilizzata per rivestire il mezzo (sia esso moto, auto, camion, scooter ecc.) con disegni o loghi di sponsor.

int  e audio  (21)Tuning abitacolo (estetico) 

Questo tuning estetico riguarda gli interni. Modifiche tipiche in questo senso riguardano la strumentazione interna (plancia del cruscotto, indicatori aggiuntivi, carputers), la sostituzione di volante, pomello e cuffia del cambio, pedaliere, leva e cuffia del freno a mano, sostituzione dei sedili o rivestimento degli stessi, luci interne e riverniciatura del cruscotto e dei pannelli di rivestimento interni.

Tuning Meccanico

Gli interventi di tuning meccanico possono riguardare vari componenti del veicolo. In genere si divide tuning per:

  1. motore e impianto di scarico
  2. impianto frenante e sulle ruote
  3. sospensioni e telaio

TUNING MOTORE – Gli interventi al motore e al sistema di scarico possono leggeri o pesanti radicali. Si va dalla semplice sostituzione del silenziatore o del filtro dell’aria con altro di tipo sportivo fino a spingersi ad interventi più importanti come la sostituzione degli alberi a camme, riduzione del rapporto di compressione con la spianatura della testata, installazione di valvole aspirazione e scarico maggiorate, modifica della frizione, del cambio, aggiunta di sistemi di sovralimentazione, rimappature della centralina del veicolo.Opel-Kadett-tuning-motore
TUNING FRENI – Le modifiche all’impianto frenante riguardano il montaggio di dischi freno di diametro maggiore,  in leghe più resistenti e nella sostituzione di pinze maggiorate con numero di pistoni maggiore e pastiglie di derivazione sportiva. Con la modifica di questo tipo si garantiscono prestazioni più elevate di frenatura, spazi di arresto minori e freni mtm_ssresistenza maggiore nelle condizioni di uso gravoso come in pista nei track day.

Gli interventi sulle sospensioni hanno lo scopo di “abbassare” e “irrigidire” il veicolo, aumentandone cosi la tenuta di strada e la stabilità, specialmente in curva. Possono riguardare solo le molle, o estendersi anche all’ammortizzatore, il quale può avere taratura fissa, regolabile (con la possibilità di regolare l’altezza a piacimento con interventi sull’ammortizzatore stesso) o sistemi estremi che consentono di modificare elettronicamente i parametri di altezza e taratura dall’interno dell’abitacolo.

Vanno inoltre segnalate le cosiddette sospensioni idrauliche, che si possono estendere in maniera molto evidente causando l’innalzamento o l’abbassamento di parte del veicolo, con escursioni anche di parecchi centimetri da terra, il cui utilizzo è confinato a scopi prettamente estetici.

TUNING CAR AUDIO – È il tuning praticato dai cultori del car audio hi-fi quelli che amano le prestazioni dell’impianto audio della vettura: si va dall’adozione di amplificatori, altoparlanti dedicati alle varie frequenze (tweeter, midrange, woofer e subwoofer), sorgente autoradio di qualità e un crossover in grado di separare le varie frequenze sonore e destinarle ai vari altoparlanti. Nelle preparazioni più estreme, si arriva a modificare completamente l’assetto del vano portabagagli, installandovi tutto il materiale sopracitato, con l’aggiunta di luci al Neon o Led ottenendo un effetto stroboscopico in grado di operare in sincrono con la musica.

Negli ultimi anni ha preso piede anche l’utilizzo di sorgenti dotate di lettore DVD incorporato, e ancor più recentemente l’utilizzo di schermi supplementari situati anche nel baule o in altre zone dell’auto, come per esempio dietro i poggiatesta , al posto della plafoniera d’illuminazione dell’abitacolo.
Tuning Audio Spl sql

Raduni e altre manifestazioni tuning – Numerosi sono gli eventi tuning in italia come il My Special Car (che non esiste più), l’Elaborare Day, l’Automoracing, il Roma Tuning Show, gli Speedday di Monza ed altri. Spesso in questi raduni si svolgono vere e proprie competizioni, nelle quali si valutano i veicoli suddivisi in categorie tra cui: audio, estetica, scarico (inteso come rumorosità dell’impianto di scarico) e preparazioni meccaniche.

GARE TUNING

Nelle gare di tuning (solitamente statiche) ci sono 3 categorie dove si gareggia: soft tuning, hard tuning e extreme che definiscono anche il livello di importanza di una elaborazione. 
SOFT TUNING in questa categoria rientrano modifiche meno appariscenti ed interventi non invasivi con montaggio di kit estetici after market che non stravolgono la vettura.
HARD TUNING è la categoria dove ci sono le elaborazioni più complete sulla carrozzeria con lavorazioni artigianali come la resinatura dei componenti estetici, verniciature particolari o anche quando si montano vertical doors);
EXTREME TUNING  comprende le “Super Car” con vistosi allargamenti della carrozzeria, verniciature multi colore molto particolari, sostituzione complete di motori (“trapianto del motore”) e modifiche spettacolari.

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Leggi anche
– Tuning estetico modifiche di carrozzeria – Cosa è il tuning estetico?  link QUI
– Tuning Hi-Fi Car – Cosa è il tuning audio? link QUI
– Tuning MECCANICO – Cosa è il tuning meccanico link QUI
– TUNING cosa è in generale link QUI

Insomma avrai capito che “tuning” significa elaborare, modicare, “truccare” l’auto al fine di adeguarla ai propri gusti o alle proprie specifiche esigenze. Qualcuno definisce “tuning” quella passione per l’auto che ci porta a modificare, elaborare, personalizzare, truccare, variare, trasformare il nostro mezzo meccanico (auto, moto, scooter, camion, fuoristrada) per migliorarlo, correggere i difetti, rettificare, perfezionare e rifinire.

La modifica/personalizzazione che riguarda sia l’aspetto prestazionale (influisce quindi inevitabilmente sulla meccanica del motore o dell’assetto) sia estetica (riguarda la carrozzeria) è effettuata o da operatori del settore, meccanici qualificati (elaboratori, preparatori) o con il fai date dagli appassionati nel box di casa.

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Rimappatura centraline motore, strumenti per calibrare e riprogrammare la ECU

di redazione

Per la ricalibrazione (o mappatura) delle centraline motore delle auto sono necessari nuovi strumenti che consentono la messa a punto dei motori e la possibilità di intraprendere la professione di meccatronico. La mappatura delle centraline elettroniche (rimappare o “flashare” una centralina) consiste in una riprogrammazione della centralina con pc, software dedicato utilizzando la presa OBD.

L’elettronica sta diventando infatti sempre più importante nel mondo dei motori. Non solo auto e moto, ma anche i veicoli industriali, movimento terra e settore nautico richiedono sempre più frequentemente l’intervento di ricalibrazione della centralina ECU per una personalizzazione dedicate alle esigenze più diverse.

Come ricalibrare le centraline elettroniche

La ricalibrazione delle centraline elettroniche è una procedura complessa, in quanto l’operatore meccanico o preparatore deve avere bene in mente i principi di base della meccanica e la logica di funzionamento del propulsore, ma non solo; oggi infatti non bastano più cacciavite e chiave inglese come ai tempi dei carburatori, ma occorre conoscere a fondo il mondo della gestione elettronica e districarsi in un universo ricco di offerte sapendo cosa scegliere. Soltanto in questo modo si può passare dalla semplice diagnosi alla soluzione del problema, specie se in presenza di elaborazioni meccaniche più o meno spinte.

Come ricalibrare le centraline elettroniche – Le aziende specializzate

Per ricalibrare le centraline elettroniche la strumentazione elettronica di qualità è fondamentale. Tra le aziende italiane specializzate ci sono Alientech, Dimsport , Magicmotorsport e Revo che offrono strumentazioni professionali d’officina in continuo aggiornamento.

Come ricalibrare le centraline elettroniche con Dimsport

Dimsport è una delle aziende con maggiore esperienza e tradizione nel settore del tuning elettronico. Da 27 anni si occupa della progettazione e produzione di software e hardware, dedicati alla gestione parametri motore e alla verifica delle prestazioni con i banchi prova della linea Dyno, oltreché di moduli aggiuntivi RAPID per motori con turbo benzina e diesel che approfondiremo prossimamente. Per la ricalibrazione delle centraline elettroniche propone due strumenti: New Genius e New Trasdata.

Comer ricalibrare le centraline elettroniche con Magicmotorsport

Per ricalibrare le centraline elettroniche Magicmotorsport offre soluzioni innovative per facilitare il lavoro del meccatronico, sia intesa come riparazione che come calibrazione. L’hardware viene costruito nella sede italiana con materiali di altissima qualità ed è dotato di una garanzia limitata a vita. L’interfaccia si collega ad un PC attraverso la porta USB. Il sistema operativo attualmente supportato è Microsoft Windows, ma il reparto Ricerca & Sviluppo sta lavorando per consentire l’utilizzo pure di MAC OS. Sono disponibili diversi tipi di hardware: MAGPro2 X17, MAGPro2 TCU, MAGPro2 BDM, FLEX e la novità 2019 FLEXible Bench.

Comer ricalibrare le centraline elettroniche con Alientech

Oggi più che mai, in un’officina all’avanguardia, comunicare con le centraline controllo motore e trasmissione automatica è diventato necessario per essere competitivi. Alientech negli anni ha sviluppato una tecnologia dedicata proprio a questa esigenza, offrendo una soluzione completa per lavorare su auto, camion, trattori, moto e barche. Tra i prodotti di punta i programmatori KESSv2, K-TAG e ECM Titanium.

Comer ricalibrare le centraline elettroniche con Revo

Per ricalibrare le centraline elettroniche la software house inglese Revo è rappresentata in Italia da Va.Ma. Preparazioni, che ne cura la distribuzione ai vari dealer locali. Quest’ultima esegue l‘installazione di software Revo sulle vetture dei clienti nella sede di Varese. Il software Revo viene scaricato su un PC dedicato e, a livello di hardware, vengono forniti tre cavi di connessione: uno OBD e due per i cambi DSG. Le mappature sono sviluppate in Inghilterra e caratterizzate da una logica esclusiva che le differenzia da quelle comunemente impiegate da altri preparatori.

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti delle migliori strumentazioni per la rimappatura e ricalibrazione delle centraline eletttroniche è su Elaborare 246.

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Recensione VEHO M6 Mode altoparlante Bluetooth

di Jader Liberatore

Portare la nostra musica preferita sempre con noi, in qualsiasi posto e qualsiasi momento è sicuramente una delle esigenze comuni più diffuse. Quante volte avremmo voluto ascoltare musica in spiaggia senza indossare gli auricolari? E in quanti cercano un altoparlante wireless ricaricabile, leggero e potente, da utilizzare in casa o trasportare in qualsiasi posto? Lo […]

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Recensione C64 Mini Console: la nuova versione del Commodore 64

di Jader Liberatore
Sei un amante dei videogame retrò e ti piacerebbe poter rivivere le emozioni degli anni ’80 con i videogiochi che hanno segnato i pomeriggi tuoi e dei tuoi amici di quando eri ragazzino? Hai sentito parlare della console C64 Mini ma non hai visto com’è e cosa include di così innovativo rispetto al modello originale? […]

Pneumatici invernali delle auto, quali sono le norme e come scegliere quelli giusti

di redazione

Dal 15 novembre scatta l’obbligo di montare sulle auto pneumatici invernali, per scegliere quelli giusti occorre conoscere bene norme e caratteristiche, per non incorre in sanzioni. I cartelli all’ingresso di autostrade e statali, il cui tracciato tocca località collinari o montuose, ricordano dunque che dalla metà di novembre sono obbligatori sulle auto e tutti i mezzi di trasporto, in alcuni tratti, di montare pneumatici invernali o di portare le catene a bordo.
La norma sulle gomme invernali sarà in vigore fino al 15 aprile dell’anno successivo, ma per il cambio gomme prevede un mese di tolleranza prima e dopo tali scadenze, ma in presenza di neve e ghiaccio le coperture invernali restano indispensabili.

Pneumatici invernali, quali sono le norme e come scegliere quelli giusti – I segnali stradali
I segnali stradali che indicano le disposizioni per l’inverno hanno sfondo verde per le autostrade, blu per le strade extraurbane e bianco per quelle urbane. Da sottolineare che il mancato rispetto di questo obbligo comporta una sanzione amministrativa da 85,00 a 338,00 Euro; inoltre, se la marcia del veicolo senza dispositivi invernali dovesse rappresentare un grave pericolo per la sicurezza stradale, gli organi di Polizia possono impedire al mezzo di proseguire il viaggio finché non ne sarà dotato.

Pneumatici invernali delle auto, quali sono le norme e come scegliere quelli giusti

Pneumatici invernali, quali sono le norme e come scegliere quelli giusti – Uso delle catene
Per quanto riguarda le catene da neve è fondamentale consultare il libretto di uso e manutenzione della propria auto per verificare cosa abbia previsto il costruttore in tal senso: in alcuni casi infatti è necessario l’utilizzo di dispositivi dallo spessore ridotto, mentre in altri non è affatto possibile montare le catene.

Pneumatici invernali delle auto, quali sono le norme e come scegliere quelli giusti

Pneumatici invernali, quali sono le norme e come scegliere quelli giusti – La montagna con tre cime
La sigla “TPMSW”, acronimo di “Three Pick Mountain Snow Flake” ovvero il disegno di una montagna con tre cime e un fiocco di neve, si riferisce al simbolo appena descritto, che è possibile individuare sul fianco delle coperture invernali, le cosiddette “termiche”. Questo marchio non è obbligatorio, ma indica che il costruttore ha svolto dei specifici test su strada innevata e il pneumatico generalmente adotta una mescola con una particolare formulazione che ne ottimizza il comportamento in queste condizioni. La scritta obbligatoria per identificare le gomme termiche è “M+S” (Mud & Snow).

Pneumatici invernali, quali sono le norme e come scegliere quelli giusti – I “4 stagioni”
Come già accennato, il simbolo del fiocco di neve con la montagna a tre cime indica che la copertura è stata provata in condizioni invernali; infatti possiamo trovarlo anche sulle “All Seasons”, ovvero le gomme che possono essere usate tutto l’anno senza l’obbligo di sostituirle al cambio di stagione. Le prove di confronto con le classiche “invernali” hanno evidenziato che le “4 stagioni” offrono sicuramente un grip maggiore su fondi bagnati e innevati rispetto a quelle “estive”, ma non raggiungono le prestazioni delle “termiche”.

L’articolo completo con tutti i dettagli sui pneumatici invernali è su Elaborare 243.

Pneumatici invernali delle auto, quali sono le norme e come scegliere quelli giusti

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Assetto sportivo: come scegliere molle e ammortizzatori più adatti all’auto

di redazione

Come scegliere molle e ammortizzatori per avere dare un assetto sportivo alla propria auto?  Scegliere un assetto sportivo non è così semplice, soprattutto a fronte di un’offerta ampia e variegata come quella attuale e non sempre un kit ipertecnologico è la soluzione migliore. Bisogna sempre ragionare in base al tipo di impiego e non del colore, della finitura o delle mirabolanti caratteristiche tecniche di un determinato modello. Se ci si limita al discorso prettamente estetico, è sufficiente montare un kit molle ribassate da abbinare agli ammortizzatori di serie: in questo caso, oltre al look sportivo, avremo il piacevole effetto collaterale di abbassare il centro di gravità, riducendo il rollio e migliorando l’handling.

Come scegliere l’assetto sportivo – Gli ammortizzatori

Gli ammortizzatori originali, però, devono essere in perfette condizioni, altrimenti il risultato finale è compromesso. Al contrario, per un utilizzo stradale sportivo si può optare per la sola sostituzione degli ammortizzatori con altri leggermente più rigidi, ottenendo un buon risultato in termini di miglioramento delle performance ad un costo accettabile. In ogni caso l’abbinamento molle ribassate/ammortizzatori sportivi è sicuramente quello più adatto, in quanto il set up idraulico è deliberato per garantire il migliore equilibrio tra comfort e guidabilità, mentre l’elemento elastico più basso e rigido ottimizza il rendimento su strada.

Come scegliere per l’assetto sportivo – Le molle

La sospensione si divide in tre elementi principali: il sistema che articola la ruota durante l’escursione, quello di smorzamento idraulico (ammortizzatore) e l’elemento elastico. La molla è un elemento fondamentale della sospensione: assorbe i colpi dovuti alle irregolarità del fondo stradale e ai trasferimenti di carico e sostiene il peso della vettura, determinandone l’altezza. La costante K indica la forza con cui essa risponde a uno schiacciamento. Questo valore è per lo più espresso in kg/mm. Quasi sempre le molle vengono precaricate, cioè schiacciate di qualche centimetro rispetto alla massima estensione anche in posizione di riposo e possono essere divise in due tipologie: lineari e progressive.

Come scegliere l’assetto sportivo – Il freno idraulico

L’ammortizzatore è costituito da una cartuccia cilindrica sigillata, contenente olio idraulico e gas tra loro separati, in cui scorre un pistone collegato ad uno stelo. Un’estremità è fissata al telaio della macchina e l’altra alla sospensione, in modo da poter smorzare le oscillazioni dell’elemento elastico della stessa rispetto al quale lavora parallelamente. L’effetto smorzante è dato da due serie di valvole presenti sul pistone, che fanno defluire l’olio in entrambi i versi, determinando così la frenatura in compressione ed estensione. La taratura delle valvole, costituite da fori calibrati e lamelle sovrapposte, determina la forza con cui l’ammortizzatore frenerà la compressione e l’estensione dell’elemento elastico: più la molla sarà rigida, più sarà necessario avere una maggiore frenatura idraulica per contrastarne l’azione.

Come scegliere l’assetto sportivo – I consigli degli esperti

Abbiamo chiesto alle migliori Aziende come NTP, Andreani Group, Motorquality, V-Maxx e Tecno2, Comarsport e Simoni Racing di consigliare l’assetto più idoneo in base alle seguenti modalità d’impiego.

1) Utilizzo estremo in pista: time attack (categorie racing) o track day abituale

2) Utilizzo 50% strada e 50% pista (categorie stradali dei time attack)

3) Utilizzo saltuario in pista (track day) alternato a lavoro e tempo libero.

4) Utilizzo prevalentemente su strada, anche di montagna, con stile di guida sportivo Dampo Muletto.

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L’articolo completo con tutti i dettagli e i consigli sull’assetto sportivo è su Elaborare 242.

Assetto sportivo: come scegliere molle e ammortizzatori più adatti all'auto

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Il differenziale autobloccante: dal TorSen al Ferguson come funziona

di redazione

Per scaricare a terra i cavalli dell’auto c’è un componente meccanico importante e fondamentale, il differenziale autobloccante l’unica soluzione in grado di garantire la giusta trazione. Scopriamo come funziona e le varie tipologie dal TorSen al Ferguson, dal differenziale a lamelle a quello a controllo elettronico.

Come funziona il differenziale autobloccante

Se hai una vettura con tanti cavalli sicuramente sarai interessato a sapere come scaricarli tutti a terra. Come abbiamo già anticipato per fare questo c’è un componente fondamentale che si chiama autobloccante.
Se sei arrivato a questo punto sicuramente sarai interessato a sapere come funziona il differenziale autobloccante. Consulta anche il FORUM di ELABORARE nella discussione sull’autobloccante.
Il differenziale permette alle due ruote motrici di girare ad una velocità diversa tra loro. La quasi totalità delle automobili circolanti è dotata di un differenziale aperto. In sostanza questo dispositivo, tramite una serie di ingranaggi, invia lo stesso valore di coppia alle ruote motrici indipendentemente dal loro regime di rotazione che può essere diverso, come in curva, tra ruota interna ed esterna. Esso è genericamente costituito da una gabbia portasatelliti cui sono vincolati due assi. Su questi ultimi sono installati due satelliti, in presa con due planetari (ingranaggi conici) solidali con i semialberi.

Come funziona il differenziale autobloccante a lamelle

Se la quasi totalità delle automobili circolanti è dotata di un differenziale autobloccante aperto, il differenziale autobloccante a lamelle è il componente meccanico più adatto all’utilizzo racing e nei track day, in quanto è estremamente versatile come taratura personalizzabile in tiro e rilascio; inoltre è compatto e consente trasferimenti di coppia molto elevati, oltre ad essere estremamente reattivo e rapido nella sua azione.

L’effetto bloccante, generato dalle lamelle presenti nel corpo differenziale, è basato sulla differenza di rotazione tra le due ruote dello stesso asse (speed sensing): una parte di queste lamelle è solidale con il corpo del differenziale stesso, mentre le altre sono solidali con i planetari e, di conseguenza, con i semiassi. L’effetto bloccante inoltre è proporzionale alle condizioni di carico: queste ultime aumentano col crescere della differenza di coppia motrice tra le due ruote. In poche parole e riassumendo il concetto, questo è come funziona il differenziale autobloccante a lamelle.

Differenziale autobloccante-a-lamelle-tecnica Elaborare

Come funziona il differenziale autobloccante TorSen

Abbiamo visto che il differenziale autobloccante è  l’unica soluzione in grado di garantire la giusta trazione, ma oltre al differenziale autobloccante a lamelle esiste un altro dispositivo assai efficace perscaricare a terra i cavalli dell’auto. Si tratta del differenziale TorSen (Torque Sensing, ovvero “sensibile alla coppia”) che funziona attraverso una serie di ingranaggi ed è privo di lamelle o frizioni. In sostanza, con trazione ottimale, funziona come un differenziale aperto. Quando una ruota inizia a pattinare, il dispositivo del differenziale autobloccante TorSen trasferisce la coppia a quella con maggiore trazione.

Come funziona il differenziale autobloccante TorSen

Come funziona il differenziale autobloccante Ferguson

Per scaricare a terra i cavalli dell’auto e garantire la giusta trazione alle ruote c’è un altro componente meccanico il differenziale a giunto viscoso Ferguson (viscous coupling) che permette di collegare due alberi, lasciandoli liberi di avere piccoli slittamenti relativi affinché possano ruotare a velocità leggermente differenti tra loro. Il giunto viscoso è costituito da un involucro pieno di uno speciale liquido siliconico che diventa gelatinoso e sempre più denso all’aumentare della sua temperatura.

Questa viscosità limita, fino a impedire del tutto, lo slittamento reciproco fra una serie di dischi metallici tra loro vicini e collegati alternativamente all’albero d’entrata e a quello d’uscita. Al salire della temperatura, i dischi diventano pressoché solidali e si crea l’effetto di bloccaggio. Il giunto Ferguson può essere posizionato facilmente fuori dalla scatola del cambio.

Come funziona il differenziale autobloccante Ferguson

Differenziali autobloccante a controllo elettronico

Dopo avere esaminato i vari tipi di differenziale autobloccante per garantire la giusta trazione dell’auto, è bene conoscere l’ultima frontiera degli autobloccanti che è quella dei differenziali a controllo elettronico, come quello impiegato da Volkswagen sulla Golf GTI Clubsport o sull’ultima Ford Focus RS 4×4. I pacchi frizione all’interno dei differenziali sono azionati tramite attuatori elettroidraulici estremamente veloci e reattivi. La possibilità di un controllo elettronico consente di raggiungere elevate percentuali di bloccaggio senza i classici risvolti negativi del differenziale meccanico a lamelle. Il limite di questi dispositivi può derivare da un eccessivo calore sviluppato nell’uso prolungato, che può indurre l’elettronica di gestione ad escluderne il funzionamento.

In questo spazio abbiamo cercato di semplificare il concetto dell’autobloccante, spiegandone funzionamenti e tipologie. Per conoscere a fondo come funziona un differenziale autobloccante ti consigliamo di leggere la rivista ELABORARE che sul numero 240 ha un articolo completo con tutti i dettagli su tipologie e funzionamento del differenziale autobloccante in edicola a luglio ed agosto 2018.
Ma è possibile anche acquistarlo dallo shop on line 

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Abarth 595 Euro6 elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci

di redazione

Abarth 595 Euro6 elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci ha un motore che con i suoi 245 CV e 333 Nm di coppia la rende velocissima e divertente da guidare. Così questa elaborazione della 595 Abarth Euro6 dei Gabucci è stata l’ennesima sfida vinta dai preparatori pontini, che in queste situazioni danno veramente il meglio di loro stessi. La grande fruibilità è il punto di forza di questa Abarth 595 Euro6 elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci per uso stradale. In pista, e nello spunto da fermo, avrebbe bisogno di un differenziale autobloccante e pneumatici all’altezza della situazione.

Abarth 595 Euro6 elaborata

Questa Abarth 595 Euro6 è stata elaborata da Autotecnica Gabucci in modo davvero speciale, visto che oggi lo spauracchio è la riprogrammazione della centralina elettronica delle Abarth 595 Euro6, considerata da molti un intervento impossibile, ma in ogni caso obbligatorio in presenza di un’elaborazione spinta.

Di fronte a queste difficoltà c’è chi alza le mani e aspetta che “qualcosa gli cada dal cielo” e chi, invece, passa intere nottate a studiare grafici per scoprire dove si nascondano limitatori e stregonerie varie, posizionati per ostacolare la manomissione.

In pista Abarth 595 Euro6 elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci

Abarth 595 Euro6 preparata

La preparazione della 595 Abarth Euro6, oggetto misterioso del tuning in questo particolare momento, essendo la prima ad essere elaborata a certi livelli (almeno a quanto ci è dato sapere…). La ricetta adottata per il propulsore non è particolarmente innovativa: il cuore della trasformazione è il classico turbocompressore Mitsubishi TD04, stavolta rivisto nella girante di scarico, abbinato ad un collettore GMC e a un centrale e terminale sportivo in acciaio inox artigianali da 63 mm.

Per quanto riguarda l’alimentazione si è puntato sugli iniettori maggiorati Bosch e sul kit filtro aria della 500 Biposto. Completano l’intervento, l’intercooler maggiorato e il radiatore olio ad hoc per questo allestimento.

Abarth 595 Euro6 tuning elettronico

L’elemento fondamentale del tuning elettronico dell’Abarth 595 Euro6 è comunque la riprogrammazione della centralina elettronica di serie che, come accennato, sui T-Jet Euro6 è veramente ostica. Non abbiamo chiesto al tuner Gabucci come abbia fatto ad eludere il software, e crediamo che non ce lo avrebbe giustamente rivelato per difendere il tempo speso davanti al computer effettuando una miriade di prove. In questa configurazione, ad 1,5 bar di sovralimentazione, il motore della Abarth 595 by Autotecnica Gabucci ha erogato 245 CV a 6.200 g/m e 333 kgm di coppia a 4.500 g/m, con una curva di erogazione piena se si considera che a 4.000 g/m ci sono già quasi 180 CV!

Abarth 595 Euro6 modificata con nuovo assetto

Su questa Abarth 595 modificata dal tuner Gabucci è stato rivisto l’assetto, con un grande classico: ammortizzatori Bilstein e molle Eibach. L’impianto frenante, invece, impiega dischi Brembo da 330×28 mm morsi da pinze 4 pompanti.

Scheda tuning Abarth 595 Euro6 by Autotecnica Gabucci
Collettore di scarico GMC adeguato per turbocompressore Mitsubishi TD04 con girante del compressore in avional 1.800 Euro
Iniettori maggiorati Bosch 280
Kit intercooler frontale con relative tubazioni in alluminio-silicone 500
Kit radiatore olio 350 Euro
Scarico completo con terminale doppia uscita 63 mm skat 700 Euro
Assetto Bilstein con molle Eibach 800 Euro
Kit aspirazione replica 500 Biposto 300 Euro
Kit freni anteriori 330×28 mm con pinze a 4 pompanti Brembo 1.000 Euro
Riprogrammazione centralina motore 500 Euro

Costo totale intervento tuning 6.230 Euro

Motore Abarth 595 Euro6 elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Abarth 595 Euro6 elaborata da Autotecnica Gabucci è su Elaborare 241.

In pista Abarth 595 Euro6 elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci

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Abarth Grande Punto SS elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci

di redazione

Abarth Grande Punto SuperSport elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci è una macchina velocissima, divertente da guidare e assettata per perdonare quando si osa più del dovuto. Il motore con i suoi 313 Cv di potenza è un autentico portento non solo per la potenza, ma per la fluidità e le eccezionali doti di erogazione.

Abarth Grande Punto SS elaborata

Con una pressione di 1,4 bar, la potenza massima erogata sulla Abarth Grande Punto SuperSport elaborata da Autotecnica Gabucci è di 313 CV raggiunta al limitatore di giri; il che fa supporre che con punterie meccaniche per raggiungere quota 8.000 g/m si potrebbe fare molto di meglio! La curva di erogazione è davvero piena e lineare, senza inutili e controproducenti picchi improvvisi. La coppia è di 31 kgm e resta praticamente costante dai 5.000 g/m a limitatore. Nella Abarth Grande Punto SS il volano di serie ha lasciato il posto ad uno in acciaio abbinato ad una sorprendentemente modulabile frizione bidisco, mentre la trasmissione ospita un differenziale autobloccante a lamelle Bacci, indispensabile in pista. Naturalmente tubazioni, manicotti e raccordi di serie sono stati sostituiti con componenti idonei. Intercooler e radiatore olio sono maggiorati.

Abarth Grande Punto SS elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci

Abarth Grande Punto SuperSport elaborata

L’assetto della Abarth Grande Punto SS modificata impiega ammortizzatori coilover D2 rivisti, boccole sospensioni più rigide e una serie di modifiche alle geometrie delle ruote per migliorare l’handling in pista. Sulla Abarth Grande Punto SS i freni sfruttano pinze Brembo originali 4 pompanti con dischi 330×28 mm NeedForBrakes, abbinati a pastiglie Pagid RST3 (al posteriore ci sono le Ferodo DS2500) e tubi in treccia. Il giorno del test erano montati cerchi OZ Ultraleggera con pneumatici semislick Dunlop Direzza, ma per le giornate speciali c’è anche un treno di slick Michelin.

Scheda tuning Abarth Grande Punto SuperSport by Autotecnica Gabucci
MOTORE
Pistoni stampati JE €600
Bielle H rovesciata ZRP con bulloneria ARP €400
Albero motore di serie rivisto nella bilanciatura
Testata revisionata ma con geometrie di serie
Guarnizione testa con anelli separati
Centralina elettronica di serie con opportuna riprogrammazione
Lavorazione e assemblaggio Gabucci €3.500
Coppa olio maggiorata Gabucci €250
Raccordi in ergal €450
Collettore di scarico GMC Racing €1.800
Wastegate Tial MVS €350
Turbo Garrett GTX28 €1.500
Iniettori Bosch Motorsport EV14 €350
Filtro HKS €180
Revisione cambio M32 big bearings €900
Frizione bidisco con volano in acciaio €1.400
Differenziale autobloccante a lamelle Bacci €1.700
Radiatore olio su misura €300
Sandwich Mocal €100
Vaschetta acqua alluminio €200
Manicotti aria silicone €180,00
Manicotti acqua in silicone €150,00
Sistema decanter Gabucci €200
Intercooler aria Gabucci €250,00
Tubi intercooler maggiorati Gabucci €200
Software ECU Gabucci €400
Batteria Litio €400
Scarico completo €1.400,00

ASSETTO
Coilover Ex D2 Racing modificati Gabucci €1.700,00
Angoli gestiti camber e convergenza ant. e post.
Kit completo ant. e post. PowerFlex Black Series €450,00
Swaybar anteriore DNA Racing €300,00
Tiranti swaybar su uniball Gabucci €200,00
Colonnine ruota €200,00
Cerchi OZ Ultraleggera con semislick Dunlop Direzza 03G €.2000

FRENI
Pinze freno Abarth Brembo M4x40
Dischi freno anteriori 330×28 mm NeedForBraked €700,00
Pastiglie anteriori Pagid RST3 €350,00
Pastiglie posteriori Ferodo Racing DS 2500 €130,00
Tubi in treccia Goodridge €100,00
Olio Castrol SRF DOT4 €60,00

INTERNI
Sistema acquisizione dati da gara Plex Tuning SDM500 €1.800
Boost controller Plex Tuning €900
Manometro Turbo Defi Japan 60 mm €300,00
Manometro Air/Fuel Ratio AEM 52 mm €170,00
Manometro termocoppia EGT RoadItalia 52 mm €150,00
Fusibiliera Motorsport €200
Porta manometro pelle RoadItalia €80,00
Radio schermo touch Android €350,00
TPMS €250,00
Retrocamera €25,00
Tappetini Assetto Corse €65,00
Cinture 4 punti Sabelt top formula €650,00

Costo totale intervento tuning € 28.290

Abarth Grande Punto SS elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Abarth Grande Punto SuperSport elaborata da Autotecnica Gabucci è su Elaborare 240.

Abarth Grande Punto SS elaborata con preparazione Autotecnica Gabucci

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