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Oggi — 13 Dicembre 2018RSS feeds

Recensione Xiaomi Mi Airdots (YE): fra le migliori True Wireless sotto i 40 Euro

di Alessandro Pentené

Xiaomi Mi Airdots (Youth Edition) sono i nuovi auricolari true wireless di casa Xiaomi. Li abbiamo provati e siamo rimasti da subito sorpresi dal loro suono incredibile, così come ci hanno sorpresi i tanti piccoli problemi di gioventù che presentano. Video Recensione Xiaomi Mi Airdots YE Case delle Xiaomi Mi Airdots YE Partiamo dal case che […]

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TIM e Qualcomm hanno realizzato la prima video chiamata europea in 5G sfruttando le onde millimetriche

di Lorenzo Spada
TIM 5G

Se pensavate che il 5G fosse in fase di sviluppo prevalentemente negli USA, in Cina (dove tra l’altro si sta già pensando al 6G) e in Corea del Sud, vi sbagliavate di grosso. TIM è in prima linea nello sviluppo delle reti di nuova generazione e, a dimostrazione di ciò, a Roma è stato aperto […]

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Ieri — 12 Dicembre 2018RSS feeds

IoTIM approda su Tim Box consentendo un controllo della Smart Home a 360°

di Lorenzo Spada
IoTIM Tim Box TIMVISION

Dopo Amazon Prime Video, TIM ha finalmente rilasciato l’applicazione IoTIM dedicata per il suo Tim Box, consentendo quindi agli abbonati a TIMVISION di avere un hub di gestione della Smart Home a portata di telecomando. Per chi non lo sapesse infatti, IoTIM è una piattaforma che consente di controllare tutti i dispositivi IoT e domotici […]

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Possessori di una Sony A7 III? Non installate il firmware 2.0

di Lorenzo Spada
Sony A7 III

L’obiettivo principale di un aggiornamento software è quello di introdurre novità funzionali mentre si riduco gli eventuali bug presenti nella precedente versione. Tuttavia, alle volte può succedere che l’aggiornamento non vada come ci si aspetterebbe. Un esempio concreto di ciò lo troviamo con le mirrorless Sony A7 III / Sony A7R III (fra le migliori dell’anno) e il […]

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Meno recentiRSS feeds

Chang’e 4 è la missione spaziale cinese che farà atterrare un lander sul lato nascosto della Luna

di Lorenzo Spada
Chang'e 4 missione lunare Cina

Chiamato erroneamente lato oscuro e reso famoso soprattutto dai Pink Floyd e dalla loro “Dark Side of the Moon“, il lato nascosto della Luna ha da sempre rappresentato un mistero per le persone (in realtà non è oscuro in quanto viene illuminato dal Sole). In passato sono state inviate delle navicelle in orbita per vedere […]

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Xiaomi presenta una nuova pentola cuoci riso sulla piattaforma Youpin

di Irven Zanolla

Xiaomi lancia un nuovo cuoci riso intelligente, dalla capacità ridotta e dal costo decisamente contenuto, appena 199 yuan, circa 25 euro.

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NASA e SpaceX rimandano di 10 giorni la prima missione con equipaggio della capsula Dragon

di Lorenzo Spada
SpaceX-Dragon-capsula

Siamo a poche settimane dal primo test di volo “Demo-1” alla Stazione Spaziale Internazionale della capsula Dragon, ma NASA e SpaceX hanno rimandato di 10 giorni tale missione. Secondo un post pubblicato dalla NASA, il cambio di data dal 7 gennaio al 17 gennaio consentirà un periodo più lungo per la preparazione della capsula Dragon […]

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Samsung annuncia il più grande Onyx Cinema LED a Pechino

di Lorenzo Spada
Samsung Onyx Cinema LED

Samsung sta puntando forte sulla propria tecnologia LED per i cinema di tutto il mondo e, dopo averne annunciato uno da ben 10 metri di larghezza nel luglio del 2017, ha appena annunciato l’installazione di un nuovo Onyx Cinema LED da 14 metri nella capitale cinese, Pechino. Samsung ha presentato il suo più grande schermo Onyx […]

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Xiaomi ha lanciato un nuovo orologio meccanico da 125 euro

di Lorenzo Spada
xiaomi orologio meccanico CIGA

Torniamo a parlare di Xiaomi e della moltitudine di prodotti che è solita lanciare nel mercato e che, alle volte, poco centrano con la tecnologia moderna. Dopo avervi comunicato della calcolatrice di appena 5 euro, vi segnaliamo il lancio della terza generazione di orologio meccanico CIGA attraverso la sua piattaforma di crowfounding Youpin. In realtà […]

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La prima Smart City d’Italia è Cagliari

di Lorenzo Spada
Smart City

Molto spesso ci riferiamo alle reti 5G come lo strumento definitivo per proiettare le nostre città nel futuro (Smart City), con tutta la gestione del traffico, dei semafori, delle auto a guida autonoma, delle luci e della sicurezza passante attraverso il 5G. Tuttavia, ciò che non pensiamo mai è ai computer che sfrutteranno tali dati […]

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Di Maio spinge sulla rete unica tra Open Fiber e TIM

di Lorenzo Spada
Luigi Di Maio TIM Open Fiber unione rete fibra ottica

L’importanza della rete in fibra ottica in Italia è vitale per la crescita dell’economia. È questo il pensiero del Vice Premier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio quando si tratta della potenziale rete unica in fibra ottica di Open Fiber e TIM. Di Maio ha spiegato all’ANSA che l’intera operazione potrebbe non solo fare […]

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All’aeroporto di Atlanta è stato aperto il primo terminal biometrico

di Lorenzo Spada
Terminal Biometrico aeroporto Atlanta

Ne avevamo già parlato ad ottobre ma adesso è attivo effettivamente. Stiamo parlando dell’Aeroporto di Atlanta (USA) che ha aperto il primo terminal biometrico con sistema di riconoscimento facciale. Lo scopo è velocizzare i tempi di imbarco, iniziando la transizione dal passaporto cartaceo al riconoscimento biometrico. Ad inaugurare il primo terminal biometrico ci ha penato […]

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Novità Techly Professional: armadi rack 19” sotto-scrivania

di Tom's Hardware

Techly Professional, lavorando sulla necessità di coniugare tecnologia di ultima generazione con praticità e semplicità di utilizzo, propone una linea di armadi server rack 19” sotto-scrivania, caratterizzati da una forma lineare e razionale, non trascurando l’aspetto estetico reso unico dai profili di color rosso.

In grado di contenere fino a 12 unità, gli armadi server rack 19” di Techly Professional, sono pienamente compatibili con tutti gli accessori rack 19” e grazie alla profondità maggiorata, permettono di ospitare la maggior parte dei server presenti sul mercato.

Caratteristica peculiare è senz’altro la loro robustezza e solidità, nonché la loro capacità statica di 360 kg. Mantenendo fissa l’altezza di 670 mm e la larghezza di 600 mm, Techly Professional presenta due versioni: è possibile scegliere una profondità di 800 mm del modello I-CASE SVR-I128BK, oppure di 1000 mm del modello I-CASE SVR-I1210BK. Entrambi di colore nero (RAL9005), sono alti 670 mm e larghi 600 mm, molto semplici da montare grazie ai pannelli facilmente removibili e alle porte agevolmente reversibili. Le dimensioni compatte li rendono elementi perfettamente integrabili nell’arredamento dell’ufficio.

La configurazione standard prevede una porta anteriore in vetro con cerniere a sgancio rapido e, per aumentare la sicurezza del sistema di cablaggio al loro interno, sia la parte anteriore sia quella posteriore, vengono fornite di maniglia con serratura a chiave. Sia la porta posteriore in metallo sia il tetto sono predisposti all’installazione di ventole di areazione, favorendo così il ricircolo d’aria all’ interno per evitare il surriscaldamento dei dispositivi contenuti e consentire la continua ventilazione. Inoltre, i pannelli laterali ciechi sono anch’essi removibili e dotati di serratura. I profili pre-tranciati presenti sia sulla base che sul tetto favoriscono l’inserimento e l’uscita dei cavi. In questo modo, in caso di guasto o al momento di aggiornare un componente, la sostituzione del dispositivo e la sua manutenzione può essere effettuata velocemente ed in modo pratico e sicuro.

Tech.ly Professional armadi Rack

Vengono forniti completi di una coppia di montanti 19” anteriori e posteriori regolabili e di piedini di livellamento e ruote che garantiscono stabilità e al tempo stesso mobilità all’installazione a pavimento.

Consegnati già assemblati e pronti all’uso, gli armadi a pavimento sotto-scrivania di Techly Professional, custodiscono in maniera sicura, efficace e facilmente accessibile ogni dispositivo al loro interno garantendo un grado di protezione IP20 secondo la norma EN 60259.

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Snapdragon 8cx svelato: Qualcomm porta i 7nm sui computer, la nostra anteprima

di Saverio Alloggio

Snapdragon 8cx è la nuova piattaforma di Qualcomm per i notebook e gli ultrabook basati su Windows. L’azienda statunitense ha sfruttato la vetrina mediatica del Tech Summit 2018 per alzare il sipario sulla sua nuova creatura, che ha la particolarità di portare per la prima volta il processo produttivo a 7nm sulle macchine desktop. Questa è certamente la novità più rilevante, che tra l’altro ha importanti ripercussioni sull’autonomia.

Il progetto attorno allo Snapdragon 8cx è stato messo in piedi da zero, con l’obiettivo di poter introdurre nuovi form factor in ambito notebook, puntando soprattutto su design sottili e leggeri. La parte grafica è affidata alla GPU Adreno 680 che, grazie al raddoppio dell’interfaccia di memoria da 64 bit a 128 bit, garantirà prestazioni di elaborazione difficilmente raggiungibili con le precedenti generazioni. Si parla di performance superiori di 3,5 volte rispetto a quanto visto con lo Snapdragon 835. Non manca il supporto alle API DirectX 12, all’accelerazione hardware e al decoding di flussi video h.265 e VP9.

In tal senso, abbiamo avuto modo di toccare con mano i primi reference design basati proprio sulla nuova piattaforma Qualcomm. Pur non trattandosi di dispositivi commerciali, ci hanno effettivamente stupiti in termini di leggerezza e portabilità. La sensazione è che si siano poste le basi per un ulteriore passo in avanti nella produttività in mobilità, una sorta di superamento del concetto stesso di ultrabook.

Scendendo nel dettaglio tecnico, Snapdragon 8cx è caratterizzato da una CPU octa-core Kryo 495. Il quantitativo complessivo di cache è stato spinto fino a 10 Megabyte, suddivisi ovviamente tra cache L3 e system cache, mentre la cache L2 è a disposizione dei singoli core. C’è la compatibilità con i moduli di memoria LPDDR4x, il TDP è stato fissato a 7 Watt e, in generale, i diretti concorrenti appaiono le più recenti soluzioni Intel Core i5 per portatili, più precisamente la serie U a 15 watt. L’azienda ha inoltre citato il supporto a SSD NVMe, USB 3.1 e la disponibilità di quattro linee PCI Express.

Come detto in apertura però, è l’autonomia il punto chiave di questa piattaforma. Il processo produttivo a 7nm ha incrementato l’efficienza energetica, almeno sulla carta, del 60%. Non a caso Qualcomm ha realizzato un’area demo in cui ha immaginato la giornata tipo dell’utente in compagnia di un notebook basato sullo Snapdragon 8cx.

Si comincia a utilizzare il dispositivo alle 7 del mattino, magari per controllare qualche mail. Alle 8:30 ci si sta recando sul posto di lavoro, sfruttando il supporto alla Multi-Gigabit LTE per la produttività in mobilità. Alle 10:30 si comincia a produrre, magari sfruttando la capacità del processore di gestire ben due monitor esterni in contemporanea fino alla risoluzione 4K. Nessun problema anche con applicativi più impegnativi come Photoshop e Premiere, fino ad arrivare alle 20:30 con ancora il 50% di batteria residua e la possibilità di utilizzare il notebook per la fruizione dei contenuti multimediali o magari per videogiocare.

Nelle varie postazioni approntate da Qualcomm, abbiamo potuto constatare le buone prestazioni garantite dallo Snapdragon 8cx. Nessuna incertezza di sorta anche con gli applicativi che richiedono maggiori risorse di sistema, ma soprattutto a stupire è l’ottima capacità di lavoro in multitasking. Ovviamente, è bene ricordarlo, si tratta di prototipi, per cui per esprimere giudizi definitivi occorrerà attendere l’arrivo sul mercato dei primi notebook basati sulla piattaforma, previsti per il 2019 inoltrato.

In ogni caso, qualora questa durata della batteria fosse concretamente confermata nell’utilizzo quotidiano, ci troveremmo difronte a un vero e proprio salto epocale in termini di autonomia. Di fatto i notebook si avvicinerebbero agli smartphone da questo punto di vista, senza la necessità di dover convivere con l’alimentazione elettrica nel corso della giornata, a prescindere dall’utilizzo. Tra l’altro lo Snapdragon 8cx supporta anche lo standard di ricarica rapida Quick Charge 4+.

Importante anche sottolineare il supporto a Windows 10 Enterprise, con Qualcomm che dunque cerca di strizzare l’occhio anche alle aziende con questo Snapdragon 8cx. Inoltre, l’azienda statunitense manterrà a catalogo, in ambito notebook, lo Snapdragon 850, così da poter creare un vero e proprio ecosistema di piattaforme, magari con la logica di consentire agli OEM di introdurre sul mercato prodotti per differenti fasce di prezzo.

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5G, la nostra prova sul campo: grandi potenzialità, ma c’è tanto da lavorare

di Saverio Alloggio

Abbiamo avuto modo di provare una rete 5G concretamente funzionante. In occasione dello Snapdragon Tech Summit di Qualcomm – in corso di svolgimento alle Hawaii – i due operatori telefonici americani AT&T e Verizon hanno allestito una connessione funzionante, grazie anche al supporto dell’azienda di San Diego e di Ericsson. L’esperienza con questo nuovo standard è stata, di fatto, a due volti: da una parte una serie di applicazioni, nella vita reale, oggi inimmaginabili con il 4G; dall’altra parte delle performance in termini di velocità al di sotto delle aspettative.

Innanzitutto, per poter accedere alla rete 5G, occorre un dispositivo (in questo caso uno smartphone) in grado di supportarla. Quello che vedete ritratto nelle immagini è un Moto Z3 di Lenovo che, tra le sue caratteristiche, ha quella di supportare dei moduli (i Moto Mods) che, attraverso un aggancio magnetico, aggiungono funzionalità di vario tipo.

Sfruttando questa possibilità, Lenovo ha creato un modulo che consente al Moto Z3 di potersi connettere alla rete 5G. Ve ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, si tratta di un componente che sfrutta il modem Snapdragon X50 di Qualcomm e che sarà regolarmente commercializzato negli Stati Uniti a inizio del 2019. Insomma, un vero e proprio smartphone con 5G opzionale.

Gli speed test a cui abbiamo assistito – effettuati appunto con un Moto Z3 così configurato – hanno evidenziato delle performance del 5G non propriamente incoraggianti, almeno allo stato attuale. Parliamo di 7/8 secondi per poter scaricare un pacchetto dati di circa 250 Megabyte, che diventano 19/20 secondi salendo a 1 Gigabyte. Con simili prestazioni saremmo di fronte a una rete non così lontana dall’attuale LTE-A.

Era certamente lecito attendersi di più da quello che, di fatto, è stato il primo vero test del 5G al di fuori dei centri di ricerca e sviluppo. Anche perché, i due operatori coinvolti operano in un mercato in cui l’arrivo del nuovo standard di rete, a livello commerciale, è previsto già a inizio del 2019. Negli Stati Uniti infatti sono già state individuate delle città pilota che nelle prime settimane del prossimo anno potranno beneficiare del nuovo standard di rete.

Segno evidente di come, al di là dei proclami, ci vorrà ancora del tempo prima che il 5G possa concretamente diffondersi su larga scala, ancora di più in Europa. Bisogna ricordare comunque come i test in questione siano stati effettuati comunque in condizioni particolari. Qualcomm ha infatti sottolineato come la rete sia stata approntata in pochissimi giorni, sfruttando peraltro una piccola porzione di spettro sulla banda dei 39 GHz. Insomma, per intenderci, non saranno certamente queste le prestazioni finali del nuovo standard di rete.

Tutto questo però non ha impedito a Qualcomm e agli operatori di dimostrare le enormi potenzialità del 5G. Le applicazioni che abbiamo avuto modo di osservare in prima persona sono legate soprattutto all’intrattenimento attraverso gli smartphone. Grazie al nuovo standard di rete sarà infatti possibile spostare su server esterni l’elaborazione di determinati servizi, consentendo dunque un enorme risparmio di risorse in relazione ai dispositivi mobili, migliorando nettamente al tempo stesso la fruizione dei contenuti.

L’esempio lampante l’abbiamo avuto con Google Lens. In un banco di prova messo a punto da Qualcomm, la capacità di elaborazione delle immagini in tempo reale attraverso il 5G si è mostrata enormemente più efficiente rispetto al 4G, grazie soprattutto alla bassissima latenza. Questo potrebbe aprire a una serie di “use case” nella vita reale: pensiamo alle visite turistiche virtuali sfruttando i visori VR e AR, oppure alla visione di video Ultra-HD e 8K in mobilità, tutto senza impattare troppo sulle risorse di sistema degli smartphone.

L’azienda statunitense ha inoltre riposto particolare attenzione al gaming sui dispositivi mobili. L’abbinamento tra rete 5G e Wi-Fi a 60 GHz, garantito appunto dal nuovo Snapdragon 855, consentirà di andare concretamente incontro alle esigenze dei videogiocatori, considerando come il gaming si sia ormai spostato sulle sfide online. Stiamo lavorando a un approfondimento in questo senso.

È stato ripetuto più volte, quasi come un mantra: il passaggio dal 4G al 5G sarà una rivoluzione molto più grande rispetto all’evoluzione dal 3G al 4G. Un vero e proprio cambiamento sistemico dello standard di rete, che vedrà ancora gli smartphone grandi protagonisti, con l’attenzione che probabilmente si sposterà ancora di più sui servizi più che sui nuovi dispositivi.

Motorola One, smartphone basato sulla piattaforma Android One, è acquistabile a 283 euro su Amazon. Lo trovate a questo link.

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Anche OnePlus punta ad essere il primo produttore a lanciare sul mercato uno smartphone 5G

di Federico Gambarelli

Nel corso del Qualcomm Snapdragon Technology Summit 2018, tenutosi ieri alle Hawaii, Pete Lau ha annunciato che OnePlus sarà il primo manufacturer a lanciare sul mercato uno smatphone 5G il prossimo anno.

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© federicogambarelli for Androidiani.com, 2018. | Permalink |

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Da oggi è possibile utilizzare Siri Shortcuts sull’Apple Store

di Giulio Marangon

Continuano a susseguirsi le piccole novità all’interno dell’azienda di Cupertino e dopo il lancio ufficiale della tanto attesa cover ufficiale per iPhone Xr, quest’oggi Apple ha annunciato l’introduzione dei comandi vocali all’interno del suo store ufficiale. Feature che sicuramente può far comodo a chi ha problemi fisici o semplicemente non vuole perdere tempo nella ricerca […]

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Qualcomm Snapdragon 855, tutti i dettagli tecnici dal Tech Summit 2018

di Saverio Alloggio

La giornata di ieri del Tech Summit 2018 di Qualcomm – in corso alle Hawaii, sull’isola di Maui – è stata interamente dedicata allo Snapdragon 855. Dopo averlo annunciato martedì, l’azienda statunitense ne ha finalmente svelato tutti i dettagli tecnici. In attesa che venga implementato nei prossimi smartphone Android top di gamma, la prima impressione è che le novità possano concretamente intervenire nell’esperienza utente quotidiana, molto più di quanto fatto in passato.

Sono quattro gli ambiti su cui Qualcomm si è concentrata per migliorare il già ottimo progetto inaugurato con il predecessore Snapdragon 845: prestazioni, connettività, intelligenza artificiale, fotografia. Il gigante di San Diego ha di fatto scelto di assecondare le tendenze ormai dominanti nel mercato smartphone, per certi versi intervenendo su alcuni aspetti nei quali, negli ultimi dodici mesi, hanno visto sopravanzare i diretti concorrenti come i Kirin di Huawei e gli A12 di Apple.

Prestazioni

Snapdragon 855 è caratterizzato da una CPU octa-core, per la quale sono stati utilizzati i core Kryo 845 con tecnologia ARM Cortex: quattro sono pensati per l’efficienza energetica e possono toccare 1,80 GHz; tre invece entrano in azione nel caso ci fosse la necessità di particolari prestazioni, raggiungendo i 2,42 Ghz; infine, solo l’ultimo è in grado di assestarsi su 2,84 GHz, definito da Qualcomm come “prime core”.

In generale, si parla di un incremento di performance che può toccare il 45% rispetto alla generazione precedente. Il processo produttivo è a 7 nm, colmando dunque il gap, da questo punto di vista, proprio rispetto ad Apple e Huawei. La vera forza dell’855 sembra però essere la sua capacità di mantenere le prestazioni anche nel corso di sessioni prolungate. In tal senso, nell’area demo, Qualcomm ha messo a punto una postazione di confronto con lo Snapdragon 845. La nuova generazione mostra effettivamente una costanza di performance durante l’esecuzione continua dei benchmark, che potrebbe risultare cruciale in ambito gaming.

Per quanto riguarda la parte grafica, è affidata alla GPU Adreno 640, evoluzione della 630 che abbiamo ampiamente imparato a conoscere nel corso del 2018. In questo caso l’incremento delle performance dovrebbe essere del 20%, ma attendiamo ovviamente le prove sul campo. C’è inoltre il supporto fino a 16 Gigabyte di RAM, secondo lo standard LPDDR4x e con frequenza massima di 2.133 Mhz. Considerando come, già quest’anno, si siano toccati i 10 Gigabyte, non è escluso che nel 2019 ci si possa spingere anche oltre.

Intelligenza artificiale

In questo caso l’approccio è stato differente rispetto ai concorrenti. I Kirin di Huawei integrano una NPU (due nel caso del recente 980), ovvero un’unità di calcolo neurale in grado di gestire gli algoritmi di intelligenza artificiale. Per l’855, invece, Qualcomm ha scelto di utilizzare il DSP Hexagon 690 che, di fatto, utilizza a seconda dei casi la GPU Adreno, la CPU con core Kyro o entrambe.

Ne consegue, almeno sulla carta, un raddoppio delle performance dell’intelligenza artificiale confrontate con i competitors, che addirittura triplicherebbero facendo riferimento alle precedenti generazioni di Snapdragon. Come sempre occorrerà testare sul campo tutto questo, ma Qualcomm ha comunque pensato a tutta una serie di ambiti in cui questo potenziamento dell’AI potrà intervenire.

Non solo quello fotografico, di cui ci occuperemo nella sezione specifica, ma anche il riconoscimento del volto, la fruizione dei contenuti multimediali, l’avvio delle applicazioni. In parole povere, l’intera esperienza utente con lo Snapdragon 855 sarà incentrata sull’intelligenza artificiale. Peraltro, il riferimento alla scansione facciale dimostra come, nella visione di Qualcomm, i sistemi di sblocco degli smartphone possano essere molteplici.

L’855 può infatti contare sul nuovo 3D Sonic Sensor, che consentirà dunque la diffusione su larga scala dei sensori per le impronte digitali integrati direttamente nello schermo. Una soluzione che abbiamo già visto in azione su alcuni smartphone quest’anno – soprattutto nella seconda parte del 2018 – come il Mate 20 Pro o lo Xiaomi Mi 8 Pro. Ovviamente, il supporto diretto da parte di Qualcomm rappresenterà un vero e proprio trampolino di lancio per questa tecnologia.

Connettività

Ormai è noto, questo è il primo processore per smartphone a supportare ufficialmente il nuovo standard di rete 5G. Questo è possibile grazie alla presenza del modem Snapdragon X50, di cui vi abbiamo parlato più volte in articoli dedicati. Al fine però di poter offrire un salto generazionale immediato all’utente (ci vorrà del tempo per l’implementazione commerciale del 5G su larga scala), è stata potenziata anche al gestione del 4G.

Quest’ultima è affidata al modem Snapdragon X24, che abilita l’LTE di categoria 20: si possono raggiungere, potenzialmente, i 20 Gbps in download e i 318 Mbps in upload. Non manca ovviamente il support dual-SIM, senza dimenticare il bluetooth 5.0, l’NFC e i vari standard per la localizzazione satellitare (GPS A-GLONASS, BDS, Galileo, Beidou, QZSS, SBAS.

E poi c’è il supporto al Wi-Fi a 60 GHz. In abbinamento al protocollo Wi-Fi 802.11 ax, sarà fondamentale per la fruizione in mobilità dei video in qualità Ultra-HD e 8K oltre che delle applicazioni di realtà virtuale e aumentata. Come già detto in apertura, l’ambito dell’intrattenimento rappresenta una delle grandi novità dell’855, che avremo modo di analizzare nell’apposita sezione.

Fotografia

La parte fotografica è gestita dall’ISP Spectra 380. Può supportare sensori fino a 20 Megapixel in configurazioni con dual-camera, da 32 Megapixel nel caso di una singola fotocamera. Grandi novità per la registrazione dei filmati: il supporto allo standard HDR sbarca nei video in slow-motion con risoluzione HD a 480 fps; la modalità ritratto (effetto bokeh con sfondo sfocato) potrà essere utilizzata anche nei video in 4K HDR; gli smartphone basati sull’855 potranno anche ricollocare soggetti e oggetti della scena in tempo reale, con veri e propri effetti cinematografici.

Tante le funzionalità legate all’intelligenza artificiale, e in tal senso la collaborazione tra Qualcomm e Google è stata profonda. La nota applicazione Lens potrà sfruttare il lavoro svolto dal gigante di San Diego per un riconoscimento ancora più accurato di ciò che si inquadra con la fotocamera, mentre i dispositivi basati sull’855 potranno beneficiare di modalità avanzate come la Night Mode, simile a quella vista sui Pixel.

Insomma, le premesse attorno a questo Snapdragon 855 sembrano ottime. Attendiamo i primi mesi del 2019, quando sul mercato arriveranno i primi dispositivi. Nel frattempo, potete seguire a questo link tutte le novità che sono state annunciate da Qualcomm (e che lo saranno nei prossimi giorni) durante il Tech Summit 2018 alle Hawaii, a cui stiamo partecipando in prima persona.

Il top di gamma Sony Xperia XZ3  è disponibile su Amazon con uno sconto di 100 euro rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

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Snapdragon 855 è ufficiale: Qualcomm punta tutto su 5G e intelligenza artificiale

di Saverio Alloggio

Durante la prima giornata dello Snapdragon Tech Summit 2018 – in corso di svolgimento alle Hawaii – Qualcomm ha alzato il sipario sullo Snapdragon 855. Si tratta della nuova piattaforma per smartphone di fascia alta dell’azienda statunitense, che raccoglie l’eredità dell’845, processore che abbiamo visto a bordo di tanti dispositivi top di gamma nel 2018.

I due punti chiave dell’855 sono senza dubbio il 5G e l’intelligenza artificiale. Qualcomm ha dedicato un’ampia sezione della conferenza d’apertura al nuovo standard di rete, la cui implementazione a livello commerciale – prevista per l’inizio del 2019 – procede a gonfie vele. Con il supporto esteso al nuovo SoC, il gigante di San Diego ha coinvolto una serie di partner di primo livello, che ne spingeranno l’adozione.

Diciotto produttori di smartphone sono infatti già pronti a integrare lo Snapdragon 855 nei propri dispositivi top di gamma per il 2019. Tra questi, figurano Xiaomi, HTC, Sony, LG, Motorola, Google, Samsung (quest’ultima con ogni probabilità limitatamente al mercato U.S.A.), solo per citarne alcuni. In ottica commerciale sarà questo il vero punto di forza dell’erede dell’845, come del resto ci ha già abituati in passato questa gamma di processori.

Qualcomm non ha rilasciato tutti i dettagli tecnici sull’855, cosa che avverrà nella seconda giornata dello Snapdragon Tech Summit (che prenderà il via mercoledì 8 dicembre alle 9:00 ora hawaiana). Oltre al supporto 5G, si è parlato della presenza di un “Engine AI” di quarta generazione, ovvero nuovi algoritmi di intelligenza artificiale che promettono un salto generazionale importante rispetto a quanto visto fino a oggi. Nonostante le indiscrezioni delle scorse settimane parlassero della presenza di una classica NPU dedicata, l’azienda statunitense ha deciso di sorprendere sfruttando una nuova versione del DSP Hexagon. 

In ogni caso, in relazione all’intelligenza artificiale, l’azienda ha parlato di prestazioni triplicate se confrontate con lo Snapdragon 845, e addirittura raddoppiate rispetto ai diretti concorrenti (inevitabile il riferimento al Kirin 980 di Huawei e all’A12 di Apple). Tutti dati che, come sempre in questi casi, bisognerà verificare nell’utilizzo quotidiano dei dispositivi basati sul nuovo processore. Appare evidente comunque come un ruolo fondamentale, in tal senso, sia giocato dal processo produttivo a 7nm, che dovrebbe avere ripercussioni positive anche in termini di autonomia.

L’855 integrerà inoltre il nuovo 3D Sonic Sensor, che consentirà dunque la diffusione su larga scala dei sensori per le impronte digitali integrati direttamente nello schermo. Una soluzione che abbiamo già visto in azione su alcuni smartphone quest’anno – soprattutto nella seconda parte del 2018 – come il Mate 20 Pro o lo Xiaomi Mi 8 Pro. Ovviamente, il supporto diretto da parte di Qualcomm rappresenterà un vero e proprio trampolino di lancio per questa tecnologia.

Grande attenzione anche al mondo del gaming. Quest’ultimo sta entrando sempre più nel mirino degli smartphone, come testimoniato dal lancio di una serie di dispositivi nel corso di 2018, dall’ASUS ROG Phone allo Xiaomi Black Shark, senza dimenticare il Razer Phone. Tutti prodotti basati su SoC Qualcomm, che ha dunque pensato di introdurre la piattaforma di sviluppo Snapdragon Elite Gaming, al fine di poter offrire esperienze di gioco a un livello superiore per i dispositivi mobili premium, mettendo a disposizione degli sviluppatori librerie ad hoc.

Per quanto riguarda la parte fotografica, Snapdragon 855 integrerà un ISP Computer Vision – il primo al mondo, secondo Qualcomm. Ciò dovrebbe aprire le porte alla fotografia computazionale anche in relazione alle funzionalità di acquisizione video, ma attendiamo ulteriori dettagli tecnici nelle prossime ore. In ogni caso, da un punto di vista del funzionamento, non dovrebbe discostarsi molto da quanto visto a bordo dei Pixel 3 di Google in merito all’effetto bokeh, allo zoom digitale e alla modalità notte, di cui vi abbiamo parlato in un articolo dedicato.

Infine, sul palco dello Snapdragon Tech Summit è salito  Justin Denison, senior vice president of mobile product strategy and marketing di Samsung Electronics America, annunciando come l’azienda sudcoreana, servendosi proprio dello Snapdragon 855, commercializzerà negli Stati Uniti il suo primo smartphone top di gamma con support 5G nella prima parte del 2019. Inevitabile pensare al Galaxy S10, ma ovviamente è ancora troppo presto per avere conferme in questa direzione.

A differenza dello scorso anno, Google ha deciso di portare in Italia sia il Pixel 3 XL che il Pixel 3. Li trovate a questo link sullo store ufficiale.

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La Carta di Identità Elettronica nel 2019 si potrà richiedere anche da Poste Italiane

di Lorenzo Spada
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Considerata in via di principio una grande evoluzione tecnologica ma che alla fine di è svelata essere come un mezzo flop, la Carta di Identità Elettronica (CIE) è pronta a tornare all’assalto grazie alla collaborazione che il Ministero dell’Interno ha raggiunto con Poste Italiane. Nel 2019 sarà possibile richiedere la Carta di Identità Elettronica anche presso gli […]

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