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Snapdragon 8cx svelato: Qualcomm porta i 7nm sui computer, la nostra anteprima

di Saverio Alloggio

Snapdragon 8cx è la nuova piattaforma di Qualcomm per i notebook e gli ultrabook basati su Windows. L’azienda statunitense ha sfruttato la vetrina mediatica del Tech Summit 2018 per alzare il sipario sulla sua nuova creatura, che ha la particolarità di portare per la prima volta il processo produttivo a 7nm sulle macchine desktop. Questa è certamente la novità più rilevante, che tra l’altro ha importanti ripercussioni sull’autonomia.

Il progetto attorno allo Snapdragon 8cx è stato messo in piedi da zero, con l’obiettivo di poter introdurre nuovi form factor in ambito notebook, puntando soprattutto su design sottili e leggeri. La parte grafica è affidata alla GPU Adreno 680 che, grazie al raddoppio dell’interfaccia di memoria da 64 bit a 128 bit, garantirà prestazioni di elaborazione difficilmente raggiungibili con le precedenti generazioni. Si parla di performance superiori di 3,5 volte rispetto a quanto visto con lo Snapdragon 835. Non manca il supporto alle API DirectX 12, all’accelerazione hardware e al decoding di flussi video h.265 e VP9.

In tal senso, abbiamo avuto modo di toccare con mano i primi reference design basati proprio sulla nuova piattaforma Qualcomm. Pur non trattandosi di dispositivi commerciali, ci hanno effettivamente stupiti in termini di leggerezza e portabilità. La sensazione è che si siano poste le basi per un ulteriore passo in avanti nella produttività in mobilità, una sorta di superamento del concetto stesso di ultrabook.

Scendendo nel dettaglio tecnico, Snapdragon 8cx è caratterizzato da una CPU octa-core Kryo 495. Il quantitativo complessivo di cache è stato spinto fino a 10 Megabyte, suddivisi ovviamente tra cache L3 e system cache, mentre la cache L2 è a disposizione dei singoli core. C’è la compatibilità con i moduli di memoria LPDDR4x, il TDP è stato fissato a 7 Watt e, in generale, i diretti concorrenti appaiono le più recenti soluzioni Intel Core i5 per portatili, più precisamente la serie U a 15 watt. L’azienda ha inoltre citato il supporto a SSD NVMe, USB 3.1 e la disponibilità di quattro linee PCI Express.

Come detto in apertura però, è l’autonomia il punto chiave di questa piattaforma. Il processo produttivo a 7nm ha incrementato l’efficienza energetica, almeno sulla carta, del 60%. Non a caso Qualcomm ha realizzato un’area demo in cui ha immaginato la giornata tipo dell’utente in compagnia di un notebook basato sullo Snapdragon 8cx.

Si comincia a utilizzare il dispositivo alle 7 del mattino, magari per controllare qualche mail. Alle 8:30 ci si sta recando sul posto di lavoro, sfruttando il supporto alla Multi-Gigabit LTE per la produttività in mobilità. Alle 10:30 si comincia a produrre, magari sfruttando la capacità del processore di gestire ben due monitor esterni in contemporanea fino alla risoluzione 4K. Nessun problema anche con applicativi più impegnativi come Photoshop e Premiere, fino ad arrivare alle 20:30 con ancora il 50% di batteria residua e la possibilità di utilizzare il notebook per la fruizione dei contenuti multimediali o magari per videogiocare.

Nelle varie postazioni approntate da Qualcomm, abbiamo potuto constatare le buone prestazioni garantite dallo Snapdragon 8cx. Nessuna incertezza di sorta anche con gli applicativi che richiedono maggiori risorse di sistema, ma soprattutto a stupire è l’ottima capacità di lavoro in multitasking. Ovviamente, è bene ricordarlo, si tratta di prototipi, per cui per esprimere giudizi definitivi occorrerà attendere l’arrivo sul mercato dei primi notebook basati sulla piattaforma, previsti per il 2019 inoltrato.

In ogni caso, qualora questa durata della batteria fosse concretamente confermata nell’utilizzo quotidiano, ci troveremmo difronte a un vero e proprio salto epocale in termini di autonomia. Di fatto i notebook si avvicinerebbero agli smartphone da questo punto di vista, senza la necessità di dover convivere con l’alimentazione elettrica nel corso della giornata, a prescindere dall’utilizzo. Tra l’altro lo Snapdragon 8cx supporta anche lo standard di ricarica rapida Quick Charge 4+.

Importante anche sottolineare il supporto a Windows 10 Enterprise, con Qualcomm che dunque cerca di strizzare l’occhio anche alle aziende con questo Snapdragon 8cx. Inoltre, l’azienda statunitense manterrà a catalogo, in ambito notebook, lo Snapdragon 850, così da poter creare un vero e proprio ecosistema di piattaforme, magari con la logica di consentire agli OEM di introdurre sul mercato prodotti per differenti fasce di prezzo.

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5G, la nostra prova sul campo: grandi potenzialità, ma c’è tanto da lavorare

di Saverio Alloggio

Abbiamo avuto modo di provare una rete 5G concretamente funzionante. In occasione dello Snapdragon Tech Summit di Qualcomm – in corso di svolgimento alle Hawaii – i due operatori telefonici americani AT&T e Verizon hanno allestito una connessione funzionante, grazie anche al supporto dell’azienda di San Diego e di Ericsson. L’esperienza con questo nuovo standard è stata, di fatto, a due volti: da una parte una serie di applicazioni, nella vita reale, oggi inimmaginabili con il 4G; dall’altra parte delle performance in termini di velocità al di sotto delle aspettative.

Innanzitutto, per poter accedere alla rete 5G, occorre un dispositivo (in questo caso uno smartphone) in grado di supportarla. Quello che vedete ritratto nelle immagini è un Moto Z3 di Lenovo che, tra le sue caratteristiche, ha quella di supportare dei moduli (i Moto Mods) che, attraverso un aggancio magnetico, aggiungono funzionalità di vario tipo.

Sfruttando questa possibilità, Lenovo ha creato un modulo che consente al Moto Z3 di potersi connettere alla rete 5G. Ve ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, si tratta di un componente che sfrutta il modem Snapdragon X50 di Qualcomm e che sarà regolarmente commercializzato negli Stati Uniti a inizio del 2019. Insomma, un vero e proprio smartphone con 5G opzionale.

Gli speed test a cui abbiamo assistito – effettuati appunto con un Moto Z3 così configurato – hanno evidenziato delle performance del 5G non propriamente incoraggianti, almeno allo stato attuale. Parliamo di 7/8 secondi per poter scaricare un pacchetto dati di circa 250 Megabyte, che diventano 19/20 secondi salendo a 1 Gigabyte. Con simili prestazioni saremmo di fronte a una rete non così lontana dall’attuale LTE-A.

Era certamente lecito attendersi di più da quello che, di fatto, è stato il primo vero test del 5G al di fuori dei centri di ricerca e sviluppo. Anche perché, i due operatori coinvolti operano in un mercato in cui l’arrivo del nuovo standard di rete, a livello commerciale, è previsto già a inizio del 2019. Negli Stati Uniti infatti sono già state individuate delle città pilota che nelle prime settimane del prossimo anno potranno beneficiare del nuovo standard di rete.

Segno evidente di come, al di là dei proclami, ci vorrà ancora del tempo prima che il 5G possa concretamente diffondersi su larga scala, ancora di più in Europa. Bisogna ricordare comunque come i test in questione siano stati effettuati comunque in condizioni particolari. Qualcomm ha infatti sottolineato come la rete sia stata approntata in pochissimi giorni, sfruttando peraltro una piccola porzione di spettro sulla banda dei 39 GHz. Insomma, per intenderci, non saranno certamente queste le prestazioni finali del nuovo standard di rete.

Tutto questo però non ha impedito a Qualcomm e agli operatori di dimostrare le enormi potenzialità del 5G. Le applicazioni che abbiamo avuto modo di osservare in prima persona sono legate soprattutto all’intrattenimento attraverso gli smartphone. Grazie al nuovo standard di rete sarà infatti possibile spostare su server esterni l’elaborazione di determinati servizi, consentendo dunque un enorme risparmio di risorse in relazione ai dispositivi mobili, migliorando nettamente al tempo stesso la fruizione dei contenuti.

L’esempio lampante l’abbiamo avuto con Google Lens. In un banco di prova messo a punto da Qualcomm, la capacità di elaborazione delle immagini in tempo reale attraverso il 5G si è mostrata enormemente più efficiente rispetto al 4G, grazie soprattutto alla bassissima latenza. Questo potrebbe aprire a una serie di “use case” nella vita reale: pensiamo alle visite turistiche virtuali sfruttando i visori VR e AR, oppure alla visione di video Ultra-HD e 8K in mobilità, tutto senza impattare troppo sulle risorse di sistema degli smartphone.

L’azienda statunitense ha inoltre riposto particolare attenzione al gaming sui dispositivi mobili. L’abbinamento tra rete 5G e Wi-Fi a 60 GHz, garantito appunto dal nuovo Snapdragon 855, consentirà di andare concretamente incontro alle esigenze dei videogiocatori, considerando come il gaming si sia ormai spostato sulle sfide online. Stiamo lavorando a un approfondimento in questo senso.

È stato ripetuto più volte, quasi come un mantra: il passaggio dal 4G al 5G sarà una rivoluzione molto più grande rispetto all’evoluzione dal 3G al 4G. Un vero e proprio cambiamento sistemico dello standard di rete, che vedrà ancora gli smartphone grandi protagonisti, con l’attenzione che probabilmente si sposterà ancora di più sui servizi più che sui nuovi dispositivi.

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Anche OnePlus punta ad essere il primo produttore a lanciare sul mercato uno smartphone 5G

di Federico Gambarelli

Nel corso del Qualcomm Snapdragon Technology Summit 2018, tenutosi ieri alle Hawaii, Pete Lau ha annunciato che OnePlus sarà il primo manufacturer a lanciare sul mercato uno smatphone 5G il prossimo anno.

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Qualcomm Snapdragon 855, tutti i dettagli tecnici dal Tech Summit 2018

di Saverio Alloggio

La giornata di ieri del Tech Summit 2018 di Qualcomm – in corso alle Hawaii, sull’isola di Maui – è stata interamente dedicata allo Snapdragon 855. Dopo averlo annunciato martedì, l’azienda statunitense ne ha finalmente svelato tutti i dettagli tecnici. In attesa che venga implementato nei prossimi smartphone Android top di gamma, la prima impressione è che le novità possano concretamente intervenire nell’esperienza utente quotidiana, molto più di quanto fatto in passato.

Sono quattro gli ambiti su cui Qualcomm si è concentrata per migliorare il già ottimo progetto inaugurato con il predecessore Snapdragon 845: prestazioni, connettività, intelligenza artificiale, fotografia. Il gigante di San Diego ha di fatto scelto di assecondare le tendenze ormai dominanti nel mercato smartphone, per certi versi intervenendo su alcuni aspetti nei quali, negli ultimi dodici mesi, hanno visto sopravanzare i diretti concorrenti come i Kirin di Huawei e gli A12 di Apple.

Prestazioni

Snapdragon 855 è caratterizzato da una CPU octa-core, per la quale sono stati utilizzati i core Kryo 845 con tecnologia ARM Cortex: quattro sono pensati per l’efficienza energetica e possono toccare 1,80 GHz; tre invece entrano in azione nel caso ci fosse la necessità di particolari prestazioni, raggiungendo i 2,42 Ghz; infine, solo l’ultimo è in grado di assestarsi su 2,84 GHz, definito da Qualcomm come “prime core”.

In generale, si parla di un incremento di performance che può toccare il 45% rispetto alla generazione precedente. Il processo produttivo è a 7 nm, colmando dunque il gap, da questo punto di vista, proprio rispetto ad Apple e Huawei. La vera forza dell’855 sembra però essere la sua capacità di mantenere le prestazioni anche nel corso di sessioni prolungate. In tal senso, nell’area demo, Qualcomm ha messo a punto una postazione di confronto con lo Snapdragon 845. La nuova generazione mostra effettivamente una costanza di performance durante l’esecuzione continua dei benchmark, che potrebbe risultare cruciale in ambito gaming.

Per quanto riguarda la parte grafica, è affidata alla GPU Adreno 640, evoluzione della 630 che abbiamo ampiamente imparato a conoscere nel corso del 2018. In questo caso l’incremento delle performance dovrebbe essere del 20%, ma attendiamo ovviamente le prove sul campo. C’è inoltre il supporto fino a 16 Gigabyte di RAM, secondo lo standard LPDDR4x e con frequenza massima di 2.133 Mhz. Considerando come, già quest’anno, si siano toccati i 10 Gigabyte, non è escluso che nel 2019 ci si possa spingere anche oltre.

Intelligenza artificiale

In questo caso l’approccio è stato differente rispetto ai concorrenti. I Kirin di Huawei integrano una NPU (due nel caso del recente 980), ovvero un’unità di calcolo neurale in grado di gestire gli algoritmi di intelligenza artificiale. Per l’855, invece, Qualcomm ha scelto di utilizzare il DSP Hexagon 690 che, di fatto, utilizza a seconda dei casi la GPU Adreno, la CPU con core Kyro o entrambe.

Ne consegue, almeno sulla carta, un raddoppio delle performance dell’intelligenza artificiale confrontate con i competitors, che addirittura triplicherebbero facendo riferimento alle precedenti generazioni di Snapdragon. Come sempre occorrerà testare sul campo tutto questo, ma Qualcomm ha comunque pensato a tutta una serie di ambiti in cui questo potenziamento dell’AI potrà intervenire.

Non solo quello fotografico, di cui ci occuperemo nella sezione specifica, ma anche il riconoscimento del volto, la fruizione dei contenuti multimediali, l’avvio delle applicazioni. In parole povere, l’intera esperienza utente con lo Snapdragon 855 sarà incentrata sull’intelligenza artificiale. Peraltro, il riferimento alla scansione facciale dimostra come, nella visione di Qualcomm, i sistemi di sblocco degli smartphone possano essere molteplici.

L’855 può infatti contare sul nuovo 3D Sonic Sensor, che consentirà dunque la diffusione su larga scala dei sensori per le impronte digitali integrati direttamente nello schermo. Una soluzione che abbiamo già visto in azione su alcuni smartphone quest’anno – soprattutto nella seconda parte del 2018 – come il Mate 20 Pro o lo Xiaomi Mi 8 Pro. Ovviamente, il supporto diretto da parte di Qualcomm rappresenterà un vero e proprio trampolino di lancio per questa tecnologia.

Connettività

Ormai è noto, questo è il primo processore per smartphone a supportare ufficialmente il nuovo standard di rete 5G. Questo è possibile grazie alla presenza del modem Snapdragon X50, di cui vi abbiamo parlato più volte in articoli dedicati. Al fine però di poter offrire un salto generazionale immediato all’utente (ci vorrà del tempo per l’implementazione commerciale del 5G su larga scala), è stata potenziata anche al gestione del 4G.

Quest’ultima è affidata al modem Snapdragon X24, che abilita l’LTE di categoria 20: si possono raggiungere, potenzialmente, i 20 Gbps in download e i 318 Mbps in upload. Non manca ovviamente il support dual-SIM, senza dimenticare il bluetooth 5.0, l’NFC e i vari standard per la localizzazione satellitare (GPS A-GLONASS, BDS, Galileo, Beidou, QZSS, SBAS.

E poi c’è il supporto al Wi-Fi a 60 GHz. In abbinamento al protocollo Wi-Fi 802.11 ax, sarà fondamentale per la fruizione in mobilità dei video in qualità Ultra-HD e 8K oltre che delle applicazioni di realtà virtuale e aumentata. Come già detto in apertura, l’ambito dell’intrattenimento rappresenta una delle grandi novità dell’855, che avremo modo di analizzare nell’apposita sezione.

Fotografia

La parte fotografica è gestita dall’ISP Spectra 380. Può supportare sensori fino a 20 Megapixel in configurazioni con dual-camera, da 32 Megapixel nel caso di una singola fotocamera. Grandi novità per la registrazione dei filmati: il supporto allo standard HDR sbarca nei video in slow-motion con risoluzione HD a 480 fps; la modalità ritratto (effetto bokeh con sfondo sfocato) potrà essere utilizzata anche nei video in 4K HDR; gli smartphone basati sull’855 potranno anche ricollocare soggetti e oggetti della scena in tempo reale, con veri e propri effetti cinematografici.

Tante le funzionalità legate all’intelligenza artificiale, e in tal senso la collaborazione tra Qualcomm e Google è stata profonda. La nota applicazione Lens potrà sfruttare il lavoro svolto dal gigante di San Diego per un riconoscimento ancora più accurato di ciò che si inquadra con la fotocamera, mentre i dispositivi basati sull’855 potranno beneficiare di modalità avanzate come la Night Mode, simile a quella vista sui Pixel.

Insomma, le premesse attorno a questo Snapdragon 855 sembrano ottime. Attendiamo i primi mesi del 2019, quando sul mercato arriveranno i primi dispositivi. Nel frattempo, potete seguire a questo link tutte le novità che sono state annunciate da Qualcomm (e che lo saranno nei prossimi giorni) durante il Tech Summit 2018 alle Hawaii, a cui stiamo partecipando in prima persona.

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L'articolo Qualcomm Snapdragon 855, tutti i dettagli tecnici dal Tech Summit 2018 proviene da Tom's Hardware.

Snapdragon 855 è ufficiale: Qualcomm punta tutto su 5G e intelligenza artificiale

di Saverio Alloggio

Durante la prima giornata dello Snapdragon Tech Summit 2018 – in corso di svolgimento alle Hawaii – Qualcomm ha alzato il sipario sullo Snapdragon 855. Si tratta della nuova piattaforma per smartphone di fascia alta dell’azienda statunitense, che raccoglie l’eredità dell’845, processore che abbiamo visto a bordo di tanti dispositivi top di gamma nel 2018.

I due punti chiave dell’855 sono senza dubbio il 5G e l’intelligenza artificiale. Qualcomm ha dedicato un’ampia sezione della conferenza d’apertura al nuovo standard di rete, la cui implementazione a livello commerciale – prevista per l’inizio del 2019 – procede a gonfie vele. Con il supporto esteso al nuovo SoC, il gigante di San Diego ha coinvolto una serie di partner di primo livello, che ne spingeranno l’adozione.

Diciotto produttori di smartphone sono infatti già pronti a integrare lo Snapdragon 855 nei propri dispositivi top di gamma per il 2019. Tra questi, figurano Xiaomi, HTC, Sony, LG, Motorola, Google, Samsung (quest’ultima con ogni probabilità limitatamente al mercato U.S.A.), solo per citarne alcuni. In ottica commerciale sarà questo il vero punto di forza dell’erede dell’845, come del resto ci ha già abituati in passato questa gamma di processori.

Qualcomm non ha rilasciato tutti i dettagli tecnici sull’855, cosa che avverrà nella seconda giornata dello Snapdragon Tech Summit (che prenderà il via mercoledì 8 dicembre alle 9:00 ora hawaiana). Oltre al supporto 5G, si è parlato della presenza di un “Engine AI” di quarta generazione, ovvero nuovi algoritmi di intelligenza artificiale che promettono un salto generazionale importante rispetto a quanto visto fino a oggi. Nonostante le indiscrezioni delle scorse settimane parlassero della presenza di una classica NPU dedicata, l’azienda statunitense ha deciso di sorprendere sfruttando una nuova versione del DSP Hexagon. 

In ogni caso, in relazione all’intelligenza artificiale, l’azienda ha parlato di prestazioni triplicate se confrontate con lo Snapdragon 845, e addirittura raddoppiate rispetto ai diretti concorrenti (inevitabile il riferimento al Kirin 980 di Huawei e all’A12 di Apple). Tutti dati che, come sempre in questi casi, bisognerà verificare nell’utilizzo quotidiano dei dispositivi basati sul nuovo processore. Appare evidente comunque come un ruolo fondamentale, in tal senso, sia giocato dal processo produttivo a 7nm, che dovrebbe avere ripercussioni positive anche in termini di autonomia.

L’855 integrerà inoltre il nuovo 3D Sonic Sensor, che consentirà dunque la diffusione su larga scala dei sensori per le impronte digitali integrati direttamente nello schermo. Una soluzione che abbiamo già visto in azione su alcuni smartphone quest’anno – soprattutto nella seconda parte del 2018 – come il Mate 20 Pro o lo Xiaomi Mi 8 Pro. Ovviamente, il supporto diretto da parte di Qualcomm rappresenterà un vero e proprio trampolino di lancio per questa tecnologia.

Grande attenzione anche al mondo del gaming. Quest’ultimo sta entrando sempre più nel mirino degli smartphone, come testimoniato dal lancio di una serie di dispositivi nel corso di 2018, dall’ASUS ROG Phone allo Xiaomi Black Shark, senza dimenticare il Razer Phone. Tutti prodotti basati su SoC Qualcomm, che ha dunque pensato di introdurre la piattaforma di sviluppo Snapdragon Elite Gaming, al fine di poter offrire esperienze di gioco a un livello superiore per i dispositivi mobili premium, mettendo a disposizione degli sviluppatori librerie ad hoc.

Per quanto riguarda la parte fotografica, Snapdragon 855 integrerà un ISP Computer Vision – il primo al mondo, secondo Qualcomm. Ciò dovrebbe aprire le porte alla fotografia computazionale anche in relazione alle funzionalità di acquisizione video, ma attendiamo ulteriori dettagli tecnici nelle prossime ore. In ogni caso, da un punto di vista del funzionamento, non dovrebbe discostarsi molto da quanto visto a bordo dei Pixel 3 di Google in merito all’effetto bokeh, allo zoom digitale e alla modalità notte, di cui vi abbiamo parlato in un articolo dedicato.

Infine, sul palco dello Snapdragon Tech Summit è salito  Justin Denison, senior vice president of mobile product strategy and marketing di Samsung Electronics America, annunciando come l’azienda sudcoreana, servendosi proprio dello Snapdragon 855, commercializzerà negli Stati Uniti il suo primo smartphone top di gamma con support 5G nella prima parte del 2019. Inevitabile pensare al Galaxy S10, ma ovviamente è ancora troppo presto per avere conferme in questa direzione.

A differenza dello scorso anno, Google ha deciso di portare in Italia sia il Pixel 3 XL che il Pixel 3. Li trovate a questo link sullo store ufficiale.

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5G nel 2019, ormai ci siamo: Qualcomm e Nokia hanno completato i test necessari

di Saverio Alloggio

Qualcomm ha annunciato di aver completato – assieme a Nokia – i test di interoperabilità propedeutici all’implementazione commerciale del 5G per l’inizio del 2019.  Un passo cruciale verso il nuovo standard di rete dunque, la cui diffusione partirà il prossimo anno, per poi estendersi a macchia d’olio a cavallo tra il 2020 e il 2021.

Entrando nel dettaglio, Qualcomm e Nokia hanno effettuato una chiamata dati over-the-air (OTA) 5G Nr nelle bande dello spettro mmWave e sub-6 GHz. In conformità alle specifiche globali NSA (Non-Standalone) in modalità 3GPP 5G NR Release 15, il test si è svolto presso il centro di ricerca di Oulu, in Finlandia. È stata utilizzata la base station Nokia AirScale (già disponibile in commercio), un dispositivo mobile di test che ricorda uno smartphone supportato dal modem Snapdragon X50 – di cui vi abbiamo parlato a inizio anno – e dei moduli antenna con trasmettitore-ricevitore RF front-end.

“Queste chiamate dati completate con successo rappresentano un passo significativo nella strategia di lancio commerciale della rete 5G previsto per l’inizio del 2019, e questo traguardo raggiunto con Nokia renderà possibile l’implementazione del 5G da parte dei tanti operatori nelle diverse regioni del mondo”, ha dichiarato Durga Malladi, senior vice president and general manager, 4G/5G, Qualcomm. “Proseguiremo questa proficua collaborazione per continuare ad assicurare agli utenti finali di avere accesso alle tecnologie necessarie per vivere appieno l’esperienza 5G”.

Non è un caso che l’annuncio del completamento del test sia arrivato proprio oggi. Domani infatti, martedì 4 dicembre, inizierà ufficialmente lo Snapdragon Tech Summit di Qualcomm alle Hawaii. Noi di Tom’s saremo presenti in prima persona per raccontarvi l’evento in presa diretta, all’interno del quale uno degli argomenti principali sarà proprio il 5G, con le annesse strategie dell’azienda statunitense in vista del 2019.

Avremo dunque modo di raccontarvi maggiori dettagli in merito al test completato da Qualcomm e Nokia, e molto probabilmente potremo assistere ad alcune demo live per conoscere a fondo le reali potenzialità del 5G. Potete seguire sulle pagine di Tom’s tutte le novità dello Snapdragon Tech Summit semplicemente cliccando su questo link, che vi riporterà alla pagina specifica che abbiamo creato.

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Qualcomm, dal 4 al 6 dicembre lo Snapdragon Tech Summit: pronto l’erede dell’845

di Saverio Alloggio

Qualcomm ha annunciato che, dal 4 al 6 dicembre, trasmetterà in streaming lo Snapdragon Tech Summit 2018, che si terrà alle Hawaii. Noi di Tom’s parteciperemo in prima persona a questo evento, che si preannuncia ricco di novità. I livestream e le repliche dei keynote saranno disponibili a questo link. Nuovi processori per smartphone, 5G e computer portatili “awalys connected” saranno i punti chiave della manifestazione.

C’è grande attesa soprattutto attorno all’erede dello Snapdragon 845, processore che ha caratterizzato buona parte degli smartphone top di gamma nel 2018. Ormai da settimane si rincorrono indiscrezioni attorno allo Snapdragon 8150, SoC che dovrebbe focalizzarsi soprattutto sull’intelligenza artificiale per garantire l’ennesimo salto prestazionale.

A livello di architettura, si parla di tre gruppi di core anziché due, grazie all’ulteriore evoluzione della struttura ARM big.LITTLE. Snapdragon 8150 dovrebbe dunque avere a disposizione una CPU octa-core così composta: quattro core Kryo Silver con frequenza di 1,8 GHz, tre core Kryo Gold con frequenza di 2,42 GHz e un core Kryo Gold Plus con 512 KB di cache L2 e una frequenza che potrà toccare i 2,84 GHz. Insomma, un SoC top di gamma a tutti gli effetti, degno erede dell’ottimo Snapdragon 845.

Si tratta comunque di informazioni non ufficiali, per la cui conferma attendiamo l’evento di presentazione. Il sipario sullo Snapdragon 8510 dovrebbe essere alzato martedì 4 dicembre, all’interno appunto del Tech Summit di Qualcomm, che avremo modo di raccontarvi in presa diretta dalle Hawaii. Sarà comunque un’occasione importante per fare il punto in merito alle strategie dell’azienda statunitense, che si appresta a essere grande protagonista nel 2019 anche in merito all’avvento del 5G.

“Sono davvero entusiasta di ripartire dal successo dello Snapdragon Technology Summit dello scorso anno e di coinvolgere anche quest’anno oltre 330 giornalisti e analisti globali,” ha affermato Cristiano Amon, President, Qualcomm Incorporated. “Gli annunci di quest’anno copriranno tre giorni e includeranno collaborazioni con importanti leader del settore che consolideranno il nostro percorso verso la commercializzazione del 5G e cambieranno il modo in cui utilizziamo i dispositivi mobili nel 2019 e oltre, creando un momento veramente globale per i clienti e gli appassionati di tecnologia in tutto il mondo che ci seguiranno attraverso il livestream.”

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Montblanc Summit 2 porta al debutto lo Snapdragon Wear 3100 a partire da 1000 euro

di Irven Zanolla

Montblanc Summit è il primo smartwatch a utilizzare ilnuovo Snapdragon Wear 3100, pensato espressamente per la nuova generazione di dispositivi con Wear OS.

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Montblanc Summit 2 sarà il primo smartwatch con Wear 3100

di Federico Gambarelli

In occasione della presentazione di Snapdragon Wear 3100, Qualcomm ha annunciato i nomi dei produttori che per primi adotteranno il nuovo chipset. Tra questi troviamo Montblanc, il cui Summit 2 è atteso per ottobre.

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