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7 vantaggi delle rotatorie sulla sicurezza stradale

di Donato D'Ambrosi

Le rotatorie (o rotonde) hanno rimpiazzato i semafori in molte città, ma restano sempre al centro di dibatti su quanto sono realmente utili. Sapere come entrare e uscire correttamente dalla rotatoria è fondamentale per evitare incidenti. E sebbene si faccia ancora tanta confusione tra gli automobilisti su chi ha la precedenza in una rotatoria, ci sono numerosi studi che testimoniano i vantaggi delle rotatorie al posto degli incroci complessi. Prima però cerchiamo di fare chiarezza su cos’è una rotatoria e come guidare su una rotatoria.

GUIDARE NELLE ROTATORIE

Le prime rotatorie sono nate negli anni’60 ed erano molto diverse dagli incroci circolari attuali. Oggi una rotatoria è un incrocio circolare che permette di canalizzare in modo ordinato e sicuro il flusso di veicoli. Perché su alcune rotatorie si verificano ancora incidenti stradali? Molto spesso la causa degli incidenti nelle rotatorie, oltre alla precedenza, è da cercare nella velocità. Le rotatorie più obsolete infatti prevedevano un raggio molto più ampio di quelle moderne e quindi una velocità più alta. Oggi, anche se vengono apposti limiti di velocità, la conformazione delle rotatorie storiche non risulta adeguata a limitare il rischio di incidenti. La regola principe nelle rotatorie è: chi si immette dà la precedenza a chi è già sulla rotatoria, ma ci sono altre regole da rispettare sulle rotatorie a più corsie. Ecco i 7 vantaggi sulla sicurezza se le rotatorie vengono usate nel modo corretto.

1.LE ROTATORIE POSSONO RIDURRE IL TRAFFICO

Le rotatorie diminuiscono gli ingorghi fino al 23% in meno e il traffico fermo fino al 37% secondo uno studio effettuato negli USA su incroci in Kansas, Maryland e Nevada. Bisogna però dire anche che le rotatorie non sono adatte a flussi di traffico molto diversi tra le strade che confluiscono sullo stesso incrocio.

2.GLI INCIDENTI NELLE ROTATORIE

Gli incroci con stop convertiti in rotatorie hanno ridotto dell’80% gli incidenti stradali, secondo uno studio diversi studi USA. Spesso però la velocità quando si percorre una rotatoria non viene rispettata o non ci si accorge troppo tardi della rotatoria per i segnali poco visibili.

3.LE ROTATORIE E LA SVOLTA A SINISTRA

Le rotatorie riducono i più gravi incidenti con collisione frontale quando chi svolta a sinistra non concede la precedenza o chi viene di fronte corre troppo. Sono spesso costruite proprio negli incroci con la maggiore frequenza di incidenti frontali gravi.

4.SICUREZZA DEI PEDONI SULLE ROTATORIE

Le rotatorie progettate con criterio, dovrebbero anche essere più sicure per i pedoni che attraversano gli incroci più ampi. Ma questo avviene solo se i marciapiedi e le isole di separazione sono ben affiancati da attraversamenti pedonali e luci. In generale, dover attraversare un solo flusso di traffico per volta è un vantaggio per la sicurezza dei pedoni.

5.LE ROTATORIE HANNO MENO COSTI DI MANUTENZIONE

Una rotatoria può avere un costo di realizzazione variabile a seconda delle dimensioni e della complessità della posa in opera. Ma secondo gli studi effettuati sui costi di manutenzione della segnaletica, le rotatorie sono più longeve ed economiche rispetto a un incrocio con segnali e semafori. Mentre in media un incrocio tradizionale viene manutenuto ogni 10 anni le rotatorie prevedono un intervallo che arriva a 25 anni. Questo chiaramente escludendo gli interventi di ripristino eccezionali, ad esempio in caso di incidenti.

6.MENO SMOG NELLE ROTATORIE

Le rotatorie al posto degli incroci con stop riducono le emissioni. Secondo uno studio USA calano il monossido di carbonio -45%, biossido di azoto -44% biossido di carbonio -34% e idrocarburi fino -40%

7.LE AUTO CONSUMANO MENO CARBURANTE CON LE ROTATORIE   

Senza punti di arresto agli incroci, le auto consumano dal 23 al 34% in meno di carburante. Questo si spiega con la riduzione del traffico e con l’eliminazione degli stop and go tipici degli incroci congestionati.

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Città più sicure: l’Europa dà il via all’Urban Road Safety Award

di Donato D'Ambrosi

Doppio senso ciclabile

Rendere le città più sicure è una sfida che la Commissione europea lancia a tutti gli Stati membri ogni anno in occasione della Settimana europea della Mobilità. Le città che mostrano di aver attuato le idee più efficaci per migliorare la sicurezza stradale urbana si candidano a vincere il concorso della Commissione europea. Ma ben più importante è la condivisione delle azioni e progetti più efficaci che quest’anno si candideranno al premio Urban Road Safety Award. Perché è così centrale il ruolo della sicurezza in ambito urbano?

LA SICUREZZA URBANA NELLE CITTA’ EUROPEE

L’Europa spinge le amministrazioni locali a rendere i centri urbani sempre più sicuri. E in occasione della Settimana europea della Mobilità (16-22 settembre) ha presentato il premio Urban Road Safety Award che si aggiunge agli altri contest. Le città sono sicuramente più sicure di altri contesti extraurbani, ma è sono anche il luogo dove convivono tanti utenti e veicoli diversi. Il 38% degli incidenti stradali e oltre il 50% delle lesioni stradali gravi si verificano su strade urbane. Ecco perché spingere le persone ad andare a piedi o ad usare la bici non basta per rendere più pulite le città. Ma servono efficaci azioni per migliorare la sicurezza urbana della mobilità in evoluzione.

I PREMI PER LE CITTA’ MIGLIORI IN EUROPA

Il premio Urban Road Safety viene assegnato insieme agli European Mobility Week Awards e il premio SUMP (Sustainable Urban Mobility Planning). Ogni premio ha un criterio di aggiudicazione specifico, ma gli obiettivi sono complementari. Gli European Mobility Week Awards vengono assegnati alle città che promuovono la mobilità urbana sostenibile. Mentre il SUMP Award va alle autorità locali e regionali per la migliore pianificazione della mobilità urbana. Il premio Urban Road Safety Award invece non premia i piani, ma specifiche misure adottate a livello locale per migliorare la sicurezza stradale.

LE CITTA’ PREMIATE PER LA MOBILITA’ NEL 2018

Vengono premiati ad esempio il miglioramento delle infrastrutture, la riduzione della velocità. Ma anche iniziative per migliorare la sicurezza del parco auto istituzionale e azioni che migliorano la consapevolezza della sicurezza nelle persone. Tutte le città che vogliono candidarsi al premio per le città più sicure possono farlo fino al 16 dicembre 2019. La scorsa edizione del concorso indetto dalla Commissione europea ha premiato Lisbona e Lindau (Germania) per gli incentivi ad usare la bici e le nuove infrastrutture.

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Educazione civica a scuola: lo stop non fa bene alla sicurezza stradale

di Redazione

Educazione civica ed educazione stradale a scuola: la telenovela ha un finale amaro. Tutto parte la legge numero 92/2019. Introduce l’insegnamento dell’educazione civica a scuola, in via sperimentale. O meglio, la reintroduce, visto che in passato le nostre scuole insegnavano quella materia. Nell’educazione civica, la legge include l’educazione stradale: se una persona rispetta le regole della circolazione, allora ha senso civico, si comporta in modo civile. Il ragionamento fila. Ma c’è un ma: il problema è che la legge 92/2019 viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 21 agosto. Tardissimo. Infatti, perché l’educazione civica prenda il via, serve un decreto attuativo. 

EDUCAZIONE CIVICA SENZA DECRETO

Il decreto deve prevedere almeno 33 ore annue dedicate all’educazione civica: il ministero dell’Istruzione dovrà delineare le le linee guida dell’insegnamento e fissare gli obiettivi di apprendimento. Il decreto non arriva per tempo, così l’educazione civica dovrebbe essere materia scolastica dalla stagione 2020/2021. C’era e c’è solo uno schema di decreto, sottoposto al parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione.

IL PARERE È STATO DECISIVO SUL NO ALL’EDUCAZIONE CIVICA

Sul rinvio dell’educazione civica a scuola e quindi dell’educazione stradale pesa il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Questo ha esaminato lo schema di decreto relativo alla sperimentazione nazionale in merito all’insegnamento trasversale dell’educazione civica in tutte le scuole del primo e secondo ciclo di istruzione. L’11 settembre scorso, il Consiglio suggerisce di utilizzare l’anno scolastico in corso per preparare studenti e genitori al significato del nuovo insegnamento.

EDUCAZIONE STRADALE: MANCANO DIVERSI TASSELLI

Secondo il Consiglio, il provvedimento del ministero era debole. Non individuava la platea delle istituzioni scolastiche potenzialmente coinvolte. Non indicava bene gli obiettivi che avrebbero dovuto caratterizzare la sperimentazione proposta. Non prevedeva nessuna valutazione di risultati. Peccato, un’occasione persa per fare sicurezza stradale, e quindi per abbassare il numero di incidenti e morti in Italia. Tutto si è arenato nella burocrazia elefantiaca italiana. L’auspicio è che ogni singola scuola si avvalga dell’aiuto delle Polizie locali: gli agenti possono spiegare come si sta in auto, come si va in bici e come a piedi. Anche grazie a giochi accattivanti, senza rendere la materia noiosa. In una scuola che, troppo spesso, è così grigia e vecchia da annoiare gli studenti.

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Governo PD-M5S, il programma è online ma manca la sicurezza stradale

di Redazione

Governo PD-M5S, ci siamo quasi: il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte (foto d’apertura) ha la squadra di ministri da presentare al Quirinale. Il programma dell’esecutivo nascente già esiste, è online, con 26 impegni e puoi scaricarlo in pdf alla fine dell’articolo. Si tratta di una bozza messa in Rete dai pentastellati, su cui Conte dovrà lavorare. Dopodiché, il PD potrebbe essere d’accordo solo su una parte di questi 26 punti, o cambiarne alcuni.

I PUNTI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA DI GOVERNO ONLINE

La bozza dei 26 punti del programma prevede, in sintesi, la neutralizzazione dell’aumento dell’IVA: questo interessa anche gli automobilisti, perché un rincaro avrebbe conseguenze pesantissime per i prezzi delle vetture, dei carburanti, dei pezzi di ricambio, delle autostrade e di altri altri beni e servizi. Per il M5S, occorre inoltre ridurre le tasse sul lavoro, a vantaggio dei lavoratori, e individuare una retribuzione giusta (“salario minimo”). Si parla poi di Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente tra i princìpi del nostro sistema costituzionale. Si punta a fare una Roma più vivibile.

LE INFRASTRUTTURE NELLE DEL GOVERNO PD-M5S  

Sono necessari, secondo il movimento di Beppe Grillo (foto in alto) investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture. Per realizzare un sistema connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere. Il nuovo governo PD-M5S potenzierà anche l’azione di contrasto delle mafie e per combattere l’evasione fiscale. Ed è indispensabile promuovere una forte risposta europea al problema della gestione dei flussi migratori.

AUTO E SICUREZZA STRADALE NON PRIORITARI PER IL GOVERNO?

C’è solo un generico riferimento alle infrastrutture. Invece, nel programma del M5S (che probabilmente sarà anche quello del nuovo governo PD-M5S), mancano l’auto e la sicurezza stradale. Eppure l’Italia ha bucato clamorosamente i due obiettivi imposti dall’Unione europea in fatto di vittime della strada. Doveva dimezzare i morti sull’asfalto dal 2001 al 2010, e non l’ha fatto. Doveva dimezzare gli incidenti mortali dal 2011 al 2020 e di certo non ce la farà. Di riforma del Codice della strada si parla dal 2011, ma dopo decine di disegni legge che si sono accavallati uno sull’altro, le regole della circolazione restano quelle del 1993. Antiquate. Senza riferimenti a smartphone, car sharing, Uber, guida autonoma, che all’epoca non esistevano. Peccato: un’occasione persa. Con l’auspicio che, in futuro, il nuovo governo PD-M5S prenda in esame quel serio problema chiamato sicurezza stradale. Leggi il programma di governo PD-M5S in allegato pdf qui sotto.

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Pirati stradali: +20% nei 6 mesi del 2019, si scappa di più di notte 

di Redazione

Incidenti stradali Italia 2019

I dati degli incidenti sulla pirateria stradale nel 2019 sono ancora drammatici: parliamo di chi causa un incidente e poi scappa, lasciando la vittima sul posto. Con serie conseguenze per chi ha subìto il sinistro: anche pochi minuti di ritardo nei soccorso possono essere decisivi per ridurre le lesioni. L’ASAPS (Amici Polstrada) snocciola statistiche da paura, con addirittura un +20% di pirati stradali nei primi 6 mesi del 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018.

NUMERI DA INCUBO

Nel primo semestre di quest’anno sono stati 543 gli episodi di pirateria, su tutte le strade. I morti ammontano addirittura a  55 (in aumento del 17%) mentre sono 670 le persone ferite (in salita del 31%). Come sempre, perlopiù i pirati si scatenano di giorno. Però occhio, perché le piraterie mortali schizzano al 37% di notte. In sintesi, quando si uccide di notte, si scappa di più che di giorno. 

ALCOL, CAUTELA

I positivi all’alcol o alla droga sono stati il 16%, ma questo numero va soppesato all’interno dei dati degli incidenti sulla pirateria stradale nel 2019. Infatti, si riferisce a chi è stato acciuffato (talvolta dopo giorni) in seguito alla fuga. Con due conseguenze. Primo: può darsi che alcol e droga in corpo al momento del sinistro, siano poi stati smaltiti e non risultino ai controlli. Secondo: nella rete non restano impigliati quei pirati ubriachi o drogati che l’hanno fatta franca.  

OMICIDIO STRADALE: SERVE O NO?

A marzo 2016, il Governo Renzi ha introdotto il reato di omicidio stradale per arginare il fenomeno della pirateria. I risultati non convincono. Secondo Giordani Biserni, presidente ASAPS, “siamo andati un po’ sulle montagne russe, con i numeri. Nel 2016, le vittime sulle strade erano diminuite. L’anno dopo sono aumentate, scese ancora nel 2018. I primi sei mesi dell’anno ci dicono che la statistica si ribalta di nuovo. Conclusione: il risultato che qualcuno poteva ritenere appetibile, il calo dei morti e degli incidenti gravi, in realtà non c’è stato”. Il problema? Forse che in pochi conoscono le pene: dagli 8 ai 12 anni per chi uccide sotto l’effetto di alcol o droga, fino a 18 in caso di omicidio plurimo.

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Tutor autostrade 2019: mappa dispositivi da riattivare o già attivi

di Raffaele Dambra

Tutor autostrade 2019

La settimana scorsa Autostrade per l’Italia ha comunicato di aver avviato la procedura di riattivazione dei tutor in autostrada dopo la sentenza favorevole della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto del tutto infondati i motivi per cui la Corte di Appello aveva ritenuto, ad aprile 2018, che il sistema di controllo della velocità media (SICVe) violasse un brevetto della società CRAFT Srl. In realtà la vicenda è tutt’altro che chiusa, visto che la sentenza della Cassazione prevede altresì il rinvio della stessa alla Corte di Appello di Roma, in diversa composizione, per verificare una volta per tutte se ci sia stata effettivamente contraffazione del brevetto. In attesa di ciò la società Autostrade si sta portando avanti nel lavoro riaccendendo gradualmente i tutor, nonostante la lettera di diffida di CRAFT che chiede di attendere la pronuncia definitiva. Secondo noi ne vedremo ancora delle belle, ma intanto scopriamo la mappa dei tutor sulle autostrade nel 2019 con i dispositivi SICVe da riattivare e quelli già attivi con l’altro sistema SICVe-PM.

TUTOR AUTOSTRADE: DIFFERENZA TRA SISTEMA SICVe E SICVe-PM

In effetti, nonostante la sentenza contraria del 2018 che l’ha costretta a spegnere i tutor, Autostrade per l’Italia ha ripreso dopo pochi mesi a ‘monitorare’ i tratti autostradali (anche se in misura minore) utilizzando un altro sistema denominato SICVe-PM. Ma che differenze ci sono tra un dispositivo e l’altro?

– Il sistema originario SICVe, oggetto del lungo contenzioso con l’azienda toscana CRAFT, rileva la velocità dei veicoli in un determinato tratto, calcolata da un elaboratore centrale in base ai dati trasmessi da due postazioni, collocate a diversi km di distanza l’una dall’altra. In corrispondenza di ogni postazione dentro l’asfalto sono installati dei sensori, chiamati spire induttive, che riconoscono il passaggio di un veicolo inviando un segnale di attivazione alle telecamere poste sotto il grande pannello luminoso. Le telecamere registrano la targa di tutti i veicoli in transito e il momento esatto del loro passaggio, inviando questi dati all’elaboratore centrale. Dopo un certo numero di km (da 10 a 25) c’è un altro sistema analogo, che esegue la stessa rilevazione. Basandosi sul confronto tra la velocità rilevata all’ingresso e all’uscita da ciascuna postazione, l’elaboratore centrale calcola la velocità media di ogni veicolo e, se risulta superiore ai limiti stabiliti per quel tratto, invia i dati alla centrale operativa della Polstrada che provvede a emettere la contravvenzione.

– Il sistema SICVe-PM (Plate Matching) svolge le stesse funzioni del modello precedente, ovvero rilevare la velocità media in un determinato tratto autostradale, riuscendo tuttavia a garantire una scansione più dettagliata e un’efficienza maggiore nel rilevamento e nella velocità della trasmissione dei dati. Infatti prima ci si affidava soltanto alla lettura automatica del numero di targa, mentre ora alla registrazione dell’intera immagine del veicolo, che consente quindi di identificarlo senza (quasi) possibilità di errore. I nuovi tutor SICVe-PM permettono di rilevare anche dettagli come la pubblicità sul retro dei veicoli, gli adesivi delle aziende e la forma delle luci posteriori, tutti elementi che concorrono alla corretta individuazione del veicolo.

TUTOR AUTOSTRADE 2019: DOVE SONO ATTIVI I TUTOR SICVe-PM

Attualmente (l’ultimo aggiornamento sul sito della Polstrada è dello scorso 17 luglio) sono controllati con il nuovo SICVe-PM (entrato progressivamente in funzione dal mese di luglio del 2018) 46 tratti di autostrada per complessivi 420 km circa. I tratti in questione sono i seguenti:

– A1 direzione Nord
SAN VITTORE – CASSINO;
CASSINO – PONTECORVO;
COLLEFERRO – VALMONTONE;
ALL. RACC. ROMA NORD PER A1 – PONZANO ROMANO;
PONZANO ROMANO – MAGLIANO SABINA;
MAGLIANO SABINA – ORTE;
FIRENZUOLA – BADIA;
REGGIO EMILIA – CAMPEGINE;
CAMPEGINE – PARMA.

– A1 direzione Sud
MODENA SUD DIR. NORD – MODENA NORD DIR. NORD;
BADIA – FIRENZUOLA;
ALL. A1 PER ROMA SUD – COLLEFFERRO;
SAN VITTORE – CAIANELLO;
MODENA SUD DIR. SUD – ALL. A14 A1 N DIR. SUD.

– A4 direzione Ovest
DALMINE DIR. OVEST – CAPRIATE DIR. OVEST;
CAPRIATE DIR. OVEST – CAVENAGO DIR. OVEST.

– A5 direzione Francia
TRAFORO MONTEBIANCO SUD – TRAFORO MONTEBIANCO NORD.

– A5 direzione Italia
TRAFORO MONTEBIANCO NORD – TRAFORO MONTEBIANCO SUD.

– A7 direzione Nord
BUSALLA – RONCO SCRIVIA;
RONCO SCRIVIA – ISOLA DEL CANTONE.

– A8 direzione Nord
CASTELLANZA DIR. NORD – BUSTO ARSIZIO DIR. NORD.

– A10 direzione Ovest
CELLE LIGURE – ALBISOLA DIR. OVEST.

– A10 direzione Est
ALBISOLA – CELLE LIGURE DIR. EST.

– A13 direzione Nord
BOLOGNA INTERPORTO – ALTEDO;
ALTEDO – FERRARA SUD.

– A13 direzione Sud
FERRARA NORD – FERRARA SUD DIR. SUD;
FERRARA SUD DIR. SUD – ALTEDO DIR. SUD.

– A14 direzione Nord
FORLÌ – FAENZA;
FAENZA – ALL. RAVENNA SUD;
BARI NORD DIR. NORD – BITONTO DIR. NORD;
VALLE DEL RUBICONE – CESENA.

– A14 direzione Sud
FAENZA – FORLÌ;
CASTEL SAN PIETRO DIR. SUD – IMOLA DIR. SUD;
CESENA – VALLE DEL RUBICONE;
VALLE DEL RUBICONE – RIMINI.

– A16 direzione Ovest
MONTEFORTE – BAIANO.

– A16 direzione Est
MONTEFORTE – AVELLINO OVEST.

– A26 direzione Nord
MASONE – BROGLIO.

– A26 direzione Sud
MASONE – MASSIMORISSO.

– A30 direzione Nord
SARNO – PALMA CAMPANIA.

– A30 direzione Sud
ALLACCIAMENTO A1 PER A30 – NOLA;
SARNO – NOCERA PAGANI-

– A56 direzione Ovest
CAMALDOLI DIR. OVEST – VOMERO DIR. OVEST;
FUORIGROTTA DIR. OVEST – AGNANO DIR. OVEST.

– A56 direzione Est
AGNANO DIR. EST – FUORIGROTTA DIR. EST;
ARENELLA DIR. EST – CAPODIMONTE DIR. EST.

TUTOR AUTOSTRADE 2019: DOVE SARANNO RIATTIVATI I TUTOR SICVe

Dunque, dopo la sentenza favorevole del 14 agosto 2019 da parte della Cassazione (e in attesa di ulteriori sviluppi), Autostrade per l’Italia ha comunicato che l’originario sistema Tutor SICVe, il quale copriva ben 2500 km di autostrada, verrà riacceso in tempi brevi. Non è dato sapere con precisione quali tratte saranno riattivate per prime, vi consigliamo quindi di procedere entro i limiti di velocità ogni qualvolta vedete l’avviso. Secondo il quotidiano Il Messaggero, però,  i vecchi tutor che torneranno a funzionare entro fine mese (in concomitanza con l’ultimo contro-esodo estivo) sono questi, poi, alla spicciolata toccherà a tutti gli altri:

– autostrada A1 Milano-Napoli, in particolare tra Reggio Emilia e Bologna (una postazione) e tra Roma e Napoli (quattro);
– nel tratto della A13 tra Bologna e Rovigo (tre postazioni);
– A14 tra Bologna e Castel San Pietro (tre postazioni) e tra Foggia e Bari (quattro postazioni);
– lungo l’A4 tra Milano e Bergamo (quattro postazioni);
– A7 tra Genova e Serravalle (due postazioni(;
– A26 tra Masone e Alessandria (quattro postazioni);
– sull’A8 Milano-Varese (una postazione);
– A30 che collega Caserta a Salerno (una postazione).

Invece nell’immagine in basso c’è la mappa completa dei tutor SICVe.

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Anziani al volante: 5 errori più frequenti che causano incidenti

di Donato D'Ambrosi

Gli anziani possono guidare un’auto? Fino a che età una persona può guidare in sicurezza senza commettere errori e causare incidenti? A queste domande è difficile dare una risposta univoca, tant’è che più passano gli anni e più si avvicinano gli intervalli per il rinnovo della patente. Perché dopo i 70 anni bisogna rinnovare la patente ogni 3 anni e per gli over80 il termine scatta ogni 2 anni? Un’indagine dell’IIHS ha trovato una correlazione tra l’età avanzata dei conducenti e le cause più frequenti di incidenti stradali.

LE PATOLOGIE CHE AUMENTANO IL RISCHIO DI INCIDENTE

I riflessi rallentano, i sensi si indeboliscono e l’assunzione di particolari medicine non facilita la vita agli anziani al volante. Secondo l’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) in un sondaggio su 2500 intervistati, da 65 anni in poi decresce la capacità di guida per varie cause. Il diabete, l’artrite, una ridotta capacità visiva o impedimenti alla mobilità influenzano l’autonomia nei lunghi viaggi. Ma tra gli over65 più sinceri, l’età influenza anche la sicurezza di guidare di notte o sulla neve. Nel 2017, il 59% delle persone uccise in incidenti coinvolgono conducenti di età pari o superiore a 70 anni o passeggeri più anziani (13 %). Ma quali sono gli errori più frequenti degli anziani al volante e le situazioni di guida più rischiose legate alla ridotta capacità di condurre un veicolo?

DISTANZE E PRECEDENZE LE CAUSE PRINCIPALI

Gli incroci e i sorpassi sono statisticamente le situazioni di guida più rischiose per gli anziani al volante. Secondo l’IIHS, nel 2017 il 40% degli incidenti con più veicoli agli incroci coinvolgeva conducenti da 80 anni in su. Il doppio rispetto alla fascia d’età tra 16 e 59 anni. La mancata precedenza sembra l’errore più frequente commesso dagli anziani secondo i rapporti sugli incidenti. Ma non è solo questione di rispetto delle regole, quanto anche di difficoltà a percepire correttamente le distanze. Secondo uno studio nazionale, negli USA i conducenti over70 hanno più probabilità degli over50 di valutare erroneamente distanze e velocità delle altre auto.

LE DOTAZIONI DI SICUREZZA CHE AIUTANO GLI ANZIANI AL VOLANTE

Poi ci cono le menomazioni funzionali che limitano la mobilità degli arti inferiori o superiori. In questi casi gli impedimenti influiscono sulla probabilità di provocare incidenti nelle le situazioni di guida stressanti. Guidare a una certa età nel traffico per molto tempo, o svoltare a sinistra, fare un sorpasso o cambiare corsia, risultano azioni meno immediate per un anziano al volante. Ma oltre ad autoregolamentarsi, come possono proteggersi in auto gli anziani al volante? Le cinture di sicurezza con pretensionatore in caso di incidente sono molto più sicure rispetto a quelle classiche con arrotolatore. Secondo l’IIHS gli airbag laterali testa-torace riducono del 45% gli infortuni agli occupanti anteriori over70 negli impatti laterali (30% per i passeggeri da 13 a 49 anni). Un’auto dotata di ADAS e ausili alle manovre è una considerazione da non sottovalutare, a prescindere dall’età, mettendo magari da parte l’orgoglio e guardando di più alla sicurezza di guida.

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Sorpasso a moto e bici: responsabilità del conducente di un’auto

di Raffaele Dambra

Sorpasso a moto e bici

Il guidatore di un’auto che effettua il sorpasso a moto e bici deve farlo con estrema cautela per non compromettere la sicurezza del veicolo meno stabile. Sembrerebbe un’osservazione scontata ma non lo è per niente, visti i numerosi incidenti, anche gravi, che spesso vedono protagonisti autovetture e veicoli a due ruote, con questi ultimi spesso vittime di sorpassi azzardati. Del resto lo stesso Codice della Strada ricorda nell’articolo 148 che il conducente che sorpassa un veicolo o altro utente della strada deve superarlo tenendosi da questo ad una adeguata distanza laterale, senza creare pericolo o intralcio.

SORPASSO A MOTO E BICI: QUALI RESPONSABILITÀ?

Della particolare cautela in caso di sorpasso a scooter, moto e bici e della necessità di una distanza laterale di sicurezza sufficientemente ampia, se n’è occupata di recente la Corte di Cassazione, sentenziando sul ricorso di un uomo condannato per l’omicidio colposo di una povera motociclista. L’uomo, alla guida di un autocarro, era stato ritenuto responsabile del sinistro perché in fase di sorpasso, pur non urtando il mezzo su cui viaggiava la donna, ne aveva provocato la caduta e le gravissime conseguenze. In particolare aveva provato a superare la moto in corrispondenza di un’intersezione e senza rispettare una sufficiente distanza laterale, manovre entrambe vietate dal Codice.

IL CONDUCENTE DI UN’AUTO CHE SORPASSA MOTO E BICI DEVE MANTENERE UNA DISTANZA ADEGUATA

Il ricorso in Cassazione del conducente dell’autocarro verteva proprio sul fatto che durante il sorpasso non c’era stato alcun contatto tra il suo mezzo e la moto della donna, e che quindi non avesse nessuna responsabilità sulla caduta. Ma la Suprema Corte gli ha dato corto, confermando le precedenti sentenze a sfavore, con delle motivazione molto chiare. Come si legge infatti sul portale giuridico studiocataldi.it, gli Ermellini hanno ribadito che nel sorpassare velocipedi e motocicli, che hanno un equilibrio particolarmente instabile, “il conducente deve lasciare una distanza laterale di sicurezza che tenga conto delle oscillazioni e deviazioni che le accidentalità della strada o altre cause possano rendere più o meno ampie nel veicolo sorpassato […] E deve rinunciare al sorpasso se prevede che la manovra comporti motivo di pericolo per gli altri utenti della strada, attendendo che le condizioni di marcia lo consentano”.

SORPASSO AZZARDATO: IL CONDUCENTE È RESPONSABILE ANCHE SENZA COLLISIONE

Non si deve infatti dimenticare che tra un mezzo più pesante come un’autovettura o un autocarro e uno più leggero come un veicolo a due ruote, è sicuramente il primo a dover prestare maggiore cautela. Anche perché, per provocare la caduta di un motociclo o di una bicicletta, non è neppure indispensabile che ci sia collisione tra i due veicoli: in caso di sorpasso troppo ravvicinato, può bastare lo spostamento d’aria a far perdere al conducente della moto o della bici il controllo del mezzo. Proprio com’è avvenuto nella fatale circostanza discussa in Cassazione. Quindi, in conclusione, fate molta attenzione quando alla guida di un’auto vi apprestate a superare una moto o una bici. L’ideale sarebbe lasciare una distanza laterale minima molto corposa (c’è la proposta di fissarla a un metro e mezzo per le bici) e stare attenti ai 10 errori da non fare durante un sorpasso.

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5 consigli per andare a scuola a piedi o in bus, anche per i genitori

di Donato D'Ambrosi

Tra pochi giorni riprenderanno le lezioni per il nuovo anno scolastico e molti studenti con lo zaino in spalla sono pronti a muoversi in autonomia a bordo di scuolabus o a piedi. Ma siamo sicuri che oltre a cartella, penne, quaderni e tutto ciò che serve per iniziare l’anno scolastico non dimentichiamo nulla? Stiamo parlando chiaramente dei consigli che ogni giorno le mamme premurose ripetono ad oltranza ai figli che vanno a scuola. Ma quali sono le regole più importanti da ricordare quando si va a scuola in autobus?

1LE STRISCE PEDONALI E IL CONTATTO VISIVO

Il rispetto delle regole stradali è il presupposto fondamentale da ricordare ai bambini che vanno a scuola ogni giorno. Prima di tutto attraversare sempre sulle strisce pedonali dopo aver guardato più volte a destra e sinistra se sopraggiungono altri veicoli. Se è presente un semaforo pedonale, i ragazzi andrebbero abituati ad usarlo e ad attendere il verde: in questo l’esempio dei genitori è cruciale. E’ fondamentale che i pedoni abbiano sempre il contatto visivo con altri conducenti: se chi è in auto ti sta guardando vuol dire che si è accorto di te e che puoi attraversare. Ne abbiamo parlato anche in questa video-inchiesta a Salerno.

2LA PAURA DI PERDERE IL BUS

Per evitare di perdere l’autobus è bene far abituare i ragazzi a raggiungere la fermata abituale almeno 5 minuti prima dell’orario previsto. Si eviteranno situazioni di pericolo in cui temendo di perdere il bus per la scuola, si possa prestare poca attenzione quando si attraversa o in generale alle altre auto.

3COME COMPORTARSI SULLO SCUOLABUS

Aspettando lo scuolabus, il treno a qualsiasi altro mezzo siano distanti dal bordo del marciapiede e dalla zona di arrivo del bus. Solo quando l’autobus sarà fermo e il conducente lo segnalerà si potrà salire a bordo. E’ consigliabile prendere posto, togliendo la cartella dalle spalle e allacciare la cintura di sicurezza sull’autobus (accertatevi che sul bus vostro figlio sia adeguatamente assistito da un’assistente del guidatore o dal conducente stesso). Una volta a bordo è preferibile tenere il volto rivolto in avanti poiché una frenata improvvisa o peggio un incidente potrebbero creare torcicollo o lesioni più serie.

4SCENDERE DAL BUS E ATTRAVERSARE, DAVANTI O DIETRO?

Prima di alzarsi dal posto, per evitare cadute bisogna attendere che il bus sia fermo e abbia aperto le porte in un punto sicuro e al riparo da scooter. E se tuo figlio ti chiede “meglio attraversare davanti o dietro lo scuolabus?” hai il consiglio giusto? Tra le regole da ricordare ai ragazzi che vanno a scuola c’è anche questo. Mai attraversare davanti, appena scesi dal bus. Meglio attendere sul marciapiede che riparta per avere anche la visuale libera delle auto in transito, o al massimo dalla parte posteriore e a una certa distanza, sempre sulle strisce pedonali.

5SE NON C’E’ IL MARCIAPIEDE

Tutto qui? Non proprio, perché i ragazzi sono abili osservatori con la propensione ad emulare il comportamento dei genitori. Ecco perché tra i consigli da dare e ricordare ai ragazzi che vanno a scuola c’è quello di camminare a piedi nel modo più sicuro in strada. Se sono presenti dei marciapiedi vanno sempre utilizzati. In caso non fossero disponibili è consigliabile camminare procedendo nel senso contrario al flusso delle auto (se a doppio senso) e senza occupare la carreggiata. Questo è importante soprattutto perché le fibbie dello zaino potrebbero agganciarsi a un veicolo in transito.

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Crisi di Governo: 5 impegni su auto e sicurezza stradale a rischio

di Raffaele Dambra

Crisi di Governo

La crisi di Governo che ha portato alle dimissioni del premier Conte e a un futuro tutto da decifrare, potrebbe avere notevoli conseguenze anche sul mondo dell’auto e della sicurezza stradale. Nei prossimi mesi, infatti, Governo e Parlamento si sarebbero dovuti pronunciare in via definitiva su alcuni temi caldi come il pacchetto di riforme al Codice della Strada, l’introduzione dei dispositivi anti-abbandono per i bambini in auto e gli sconti obbligatori sulle tariffe RC auto in caso di installazione della scatola nera, per cui mancano ancora i decreti attuativi. Ma anche sull’eventualità di estendere ecotassa ed ecobonus e sulla possibile revoca delle concessioni ad Autostrade SpA dopo i fatti del Ponte Morandi. Adesso però l’impasse politico rischia di far saltare tutto o di rinviare a chissà quanto (con possibili modifiche o stravolgimenti) questi ed altri importantissimi cambiamenti. Facciamo il punto della situazione.

CRISI DI GOVERNO: CHE FINE FARANNO LE MODIFICHE AL CODICE DELLA STRADA?

Ad oggi il corposo pacchetto di modifiche al Codice della Strada è già stato approvato in prima lettura in Commissione Trasporti alla Camera, ma deve ancora transitare in Aula (è richiesta l’approvazione sia della Camera che del Senato). In caso di esito favorevole sarebbe diventato legge entro la fine del 2019, ma adesso che fine farà? Ricordiamo che parliamo di modifiche su cui si è discusso molto come l’inasprimento delle sanzioni per chi guida maneggiando il cellulare (con sospensione della patente fin dalla prima violazione); la circolazione di scooter 125 cc in autostrada, purché guidati da maggiorenni; l’aumento dei fondi destinati alla sicurezza stradale derivanti dalle multe (e obbligo di rendicontarne l’uso); l’introduzione delle strade scolastiche e degli stalli rosa; la proposta del doppio senso ciclabile o senso unico eccetto bici; lo snellimento dell’iter per presentare ricorso al prefetto, e molto altro ancora. Cambiamenti anche epocali che rischiano seriamente di andare in fumo…

CRISI DI GOVERNO: CHE SUCCEDERÀ CON I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO PER I BAMBINI?

L’obbligo di utilizzare sulle auto i dispositivi di allarme volti a prevenire l’abbandono dei bambini sarebbe dovuto scattare già lo scorso 1° luglio 2019. Ma a causa delle solite lungaggini burocratiche la stesura del decreto attuativo, necessario per mettere in pratica quanto previsto dalla nuova legge, sta richiedendo molto più tempo del previsto e al momento non è stata ancora ultimata. Prima della crisi di Governo si sperava di completare il tutto entro novembre (ricordiamo che serve pure il parere positivo del Consiglio di Stato, seguito dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale). Ma adesso il futuro è assai più nebuloso e non sono affatto esclusi ulteriori rinvii. Poveri bambini…

CRISI DI GOVERNO: A QUANDO I DECRETI ATTUATIVI PER GLI SCONTI OBBLIGATORI DELLA SCATOLA NERA?

Questa vicenda va incredibilmente avanti da ben due anni e quindi le dimissioni del Governo Conte c’entrano fino a un certo punto. Ma sicuramente non aiutano a raggiungere celermente l’obiettivo. Facciamo un rapido recap: nell’estate 2017 fu annunciato che l’installazione della scatola nera auto avrebbe generato significativi sconti obbligatori sull’assicurazione RCA. Oggi però gli sconti sono ancora quelli facoltativi che applicano le compagnie assicurative. Di obbligatorio invece non c’è ancora nulla, poiché anche in questo caso mancano i necessari decreti attuativi del Ministero dei Trasporti e del Ministero dello Sviluppo Economico. Lo stallo pare sia dovuto ad alcune criticità relative alla privacy e alla piena attendibilità del dispositivo che di fatto stanno bloccando l’approvazione dei decreti. Stallo che in caso di caduta del Governo e a maggior ragione dell’intera Legislatura rischia di prolungarsi chissà per quanto…

CRISI DI GOVERNO: ECOTASSA ED ECOBONUS SARANNO CONFERMATI?

Le due misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 per penalizzare chi acquista veicoli inquinanti e premiare chi sceglie una mobilità più sostenibile, dovrebbero restare in vigore fino al 31 dicembre 2021 (ma per i ciclomotori solo fino al 31/12/2019) e superare quindi indenni la crisi di Governo. Nulla però vieta che una nuova maggioranza in Parlamento, costituita magari da forze contrarie a questo genere di politiche (o semplicemente per smistare i fondi altrove), cancelli con un colpo di spugna sia l’ecotassa che l’ecobonus. Non ci resta che attendere.

CRISI DI GOVERNO: CONTINUERÀ LA BATTAGLIA DEL M5S CONTRO LA SOCIETÀ AUTOSTRADE?

La revoca della concessione delle tratte autostradali ad Autostrade per l’Italia SpA, società che fa parte del gruppo Atlantia che ha come principale azionista la famiglia Benetton, è una delle (non facili) battaglie che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti fin dal giorno dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova (mentre Salvini e la Lega si sono sempre mostrati più prudenti). Ovviamente tale battaglia risulterebbe seriamente compromessa se il M5S uscisse dalla compagine governativa.

CRISI DI GOVERNO: BOLLO AUTO, ACCISE SUI CARBURANTI E AUMENTO DELL’IVA, QUANTI DUBBI

Elencati i 5 impegni su auto e sicurezza stradale che la caduta del Governo metterebbe maggiormente a serio rischio, non possiamo non accennare sommariamente ad altre questioni che la crisi parlamentare di certo non contribuirebbe a risolvere, anzi. Pensiamo per esempio all’odiato bollo auto, che tanti vorrebbero eliminare o quanto meno ridurre ma nessuno ci riesce. Oppure alle tanto discusse accise sui carburanti, la cui cancellazione, uno degli storici cavalli di battaglia di Matteo Salvini, non è stata mai concretamente affrontata e di questo passo non lo sarà. E infine il temutissimo aumento dell’IVA, ipotesi più che possibile in caso di crisi di Governo. E che andrebbe a incidere anche sul mondo dell’auto con l’immediato sbalzo verso l’alto di listini, benzina e quant’altro.

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Guidare con l’auto rovente equivale a farlo da ubriachi: 5 consigli per l’estate

di Nicodemo Angì

Solo gli incoscienti non prestano attenzione al loro stato psicofisico quando si mettono al volante: i guidatori responsabili sanno bene che per guidare è indispensabile essere sobri e riposati (leggi dei test che deve superare chi soffre di apnee notturne e quindi riposa male). È quindi ovvio che bisogna evitare tutte le sostanze che alterano la coscienza e la lucidità, dall’alcol alle droghe, pesanti o leggere che siano, ai farmaci particolari e via elencando. Occorre però fare attenzione anche all’ambiente esterno, che può essere ancor più subdolo perché non dipende da noi. Un esempio di quest’insidia ci viene riportato da Seat, che è giunta alla conclusione che mettersi al volante in un abitacolo surriscaldato appanna le facoltà del guidatore in maniera paragonabile a quanto accade con un tasso alcolemico di 0,5 grammi/litro, al limite del consentito!

QUANDO IL CALDO “APPANNA”

Lo studio presentato da Seat sembra non lasciare dubbi: mettersi al volante di un’auto lasciata sotto il sole, oltre ad esporre al rischio di scottature alle mani, equivale a muoversi con un tasso alcolemico di 0,5 g/litro, il limite al di sopra del quale si viene considerati “in stato di ebrezza” in molti Paesi (leggi che la Svizzera ha nuovi test che hanno valore di prova). Ad aggravare la situazione è l’effetto si manifesta a “soli” 35 gradi centigradi, un valore che superato di slancio nelle condizioni che possiamo trovare comunemente in Italia d’estate.

OCCHIO AL TERMOMETRO

I consigli di Seat partono ricordando la torrida estate del 2015, quando la colonnina di mercurio raggiunse i 44 gradi a Saragozza, 36 gradi all’aeroporto londinese di Heathrow e 39 gradi a Parigi.

Ángel Suárez, ingegnere del Centro Tecnico Seat di Martorell, in Spagna, mette sull’avviso: “Quando è così caldo, le persone seguono delle linee guida di sicurezza quando devono uscire a piedi ma pochi di loro sono consapevoli che è altrettanto importante considerare alcuni importanti suggerimenti quando si guida in queste condizioni di calore intenso. Occorre prestare particolare attenzione quando si guida con temperature estreme perché se la temperatura nell’abitacolo raggiunge i 35 gradi, il tempo di reazione del conducente è del 20% maggiore rispetto a quando si guida a 25 gradi. Questo aumento equivale a guidare con un livello di alcool di sangue di 0,5 grammi/litro“.

ACCORTEZZE IMPORTANTI

Suárez aggiunge che uno degli errori più comuni commessi dai guidatori quando utilizzano il condizionatore è accenderlo prima di aver ventilato l’automobile . “Se abbassiamo i cristalli o apriamo le portiere per circa 30 secondi prima di accendere il climatizzatore, l’aria calda dentro l’abitacolo uscirà velocemente, perché molto più leggera di quella esterna, e la temperatura scenderà velocemente” (leggi la guida su come utilizzare il climatizzatore). Il tecnico Seat raccomanda inoltre di selezionare la modalità “auto” del condizionatore, così l’aria fresca è distribuita uniformemente nell’abitacolo. Sono da evitare inoltre temperature inferiori ai 21 gradi: scendere al disotto non velocizzerebbe comunque il raffreddamento ma sarebbe nocivo per la salute e aumenterebbe il consumo di carburante.

Altre linee guida per una guida sicura e confortevole prevedono la pianificazione del viaggio per evitare di guidare nelle ore più calde, l’indossare abiti leggeri e traspiranti, l’evitare pasti pesanti, fare una pausa ogni 2 ore almeno e bere molti liquidi (sapevamo già che non dissetarsi alla guida abbassa la concentrazione come il bere alcolici). Anche la nostra fedele automobile ha bisogno di “idratazione”. Ricordiamoci quindi di controllare i livelli dell’olio e del liquido raffreddamento e la pressione delle gomme: a freddo, mi raccomando!

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10 cose da non dimenticare quando si parte per le vacanze

di Redazione

Quando si affronta un viaggio in auto per raggiungere la meta delle proprie vacanze estive è fondamentale avere la vettura in perfetto ordine e in piena efficienza. Oltre ai consueti e basilari check meccanici, livelli dei fluidi e pressione delle gomme, è opportuno avere al seguito una dotazione minima di accessori e utensili che possono rivelarsi estremamente utili qualora durante il viaggio dovesse verificarsi un contrattempo. Parliamo di un corredo che chiunque può allestire e custodire in una borsa all’interno del bagagliaio, ovviamente non sotto le pile di bagagli, da tirar fuori all’occorrenza. Vediamo quindi quali sono le 10 cose da non dimenticare quando si parte per le vacanze.

1 INDISPENSABILI PER LA VISIBILITA’

Qualora fosse necessario accostare sul ciglio della strada, fuori dai centri abitati, sulle corsie d’emergenza e piazzole di sosta, è obbligatorio rendersi visibili agli altri automobilisti indossando il giubbetto riflettente, pena multa e decurtazione di punti patente. Se il veicolo non è in grado di ripartire è necessario esporre il triangolo, alle distanze indicate dal Codice della Strada, e mettersi in posizione sicura in attesa del carro attrezzi. Il triangolo deve obbligatoriamente essere a bordo della vettura pena sanzioni.

2 TORCIA E PILE DI SCORTA

Rimanendo in ambito visibilità, un accessorio da tenere sempre a portata di mano è una torcia di buona qualità, indispensabile se è necessario effettuare operazioni al di fuori dell’abitacolo nelle ore serali e notturne o per segnalare la propria posizione in caso di emergenza. Ovviamente non vanno dimenticate pile cariche e magari un set di accumulatori di ricambio.

3 KIT DI RIPARAZIONE E GONFIAGGIO GOMME

Molte automobili oggi in commercio non prevedono nella dotazione di serie la ruota di scorta, al suo posto viene fornito un kit di riparazione e gonfiaggio leggi qui la nostra comparativa per scoprire se funzionano davvero. Non è un’idea malsana quella di tenerne uno a bordo pur avendo la ruota di scorta, l’operazione di riparazione è sicuramente meno faticosa del cambio della gomma, specie se la ruota di scorta si trova sotto una pila di bagagli (Leggi qui tutto su Vacanze Sicure 2017). Il compressore per il gonfiaggio inoltre può essere utilizzato al mare per gonfiare materassini e canotti, oltre a palloni e gomme di biciclette.

4 KIT DI LAMPADINE DI RICAMBIO E FUSIBILI

Un altro accessorio da tenere nella borsa delle emergenze è un kit completo di lampadine di ricambio; in commercio se ne trovano di vario tipo e ovviamente bisogna acquistarne uno con elementi compatibili con la fanaleria della propria auto, sul libretto di uso e manutenzione sono indicate tutte le info necessarie. Se la vettura è equipaggiata con gruppi ottici allo Xeno bisogna far compiere la sostituzione in officina ad un elettrauto. Alcuni kit di lampadine includono anche un set di fusibili di ricambio, se non è incluso per pochi euro vale la pena di acquistarne uno. Se sei indeciso au quale lampada comprare, leggi qui il nostro test che ne mette ben 14 a confronto.

5 SET DI ATTREZZI DI BASE

Per sostituire una lampadina di tipo tradizionale nei gruppi ottici anteriori solitamente non è necessario alcun attrezzo, gli elementi sono, di solito, facilmente raggiungibili dal vano motore. Se bisogna invece cambiare le lampadine dei gruppi posteriori o delle luci della targa spesso è necessario avere qualche utensile, come cacciaviti e pinze. Torna sicuramente utile avere un set di attrezzi di base, comprendente cacciaviti, pinza, un martello, brugole, chiavi esagonali e qualche paio di guanti usa e getta; a proposito di guanti preferite quelli in nitrile e non in lattice, quest’ultimo a contatto con gli idrocarburi si decompone. Un utensile da tenere in abitacolo è il martello multifunzione, grazie al quale, in caso di gravi incidenti, è possibile frantumare il vetro o tagliare le cinture di sicurezza.

6 ESTINTORE PORTATILE

Il nostro Codice della Strada non prevede la presenza obbligatoria di un estintore a bordo delle autovetture ma averlo a portata di mano potrebbe davvero fare la differenza in caso di necessità o per fornire soccorso stradale. A seguito di un incidente o di un guasto elettrico potrebbe innescarsi un principio di incendio e avere la possibilità di intervenire tempestivamente può limitare fortemente i danni. Se avete già un estintore a bordo controllatene la scadenza prima di partire. Leggi qui 10 consigli per evitare il peggio con un estintore portatile in auto.

7 KIT DI PRONTO SOCCORSO

Altro elemento che non viene prescritto nella dotazione obbligatoria è il kit di pronto soccorso; avere a bordo il minimo indispensabile per rimediare a un taglio o a una piccola ferita è sempre utile. In commercio si trovano kit di primo soccorso compatti e solitamente contengono cerotti, salviette disinfettanti, garze sterili altri medicamenti. Il kit può essere integrato con farmaci di uso comune, aspirine, antiacido o rimedi per il mal d’auto da tenere però al riparo dal calore.

8 CAVI BATTERIE PER LE PARTENZE D’EMERGENZA

Uno dei guasti classici di quando si parte in vacanza con l’auto è quello della batteria. Solitamente non è facile cogliere segnali che la nostra batteria sta per lasciarci, salvo guasti all’alternatore che rendono progressivo il malfunzionamento. In questi casi è estremamente utile avere a bordo un set di cavi batterialeggi qui come scegliere cavi di qualità, basta trovare qualcuno che ci metta a disposizione la batteria della propria auto per fare ripartire, almeno nella maggioranza dei casi, la nostra vettura.

9 NASTRO AMERICANO E SPRAY SBLOCCANTE

Nella dotazione da tenere nel bagagliaio possono essere inclusi un rotolo di nastro americano e una bomboletta di spray sbloccante. Per qualcuno può trattarsi di oggetti insoliti ma basta riflettere un attimo per comprenderne gli infiniti utilizzi. Il nastro americano è un nastro adesivo telato estremamente robusto e può essere impiegato per riparazioni di fortuna, come ad esempio fissare temporaneamente un paraurti o un faro pendenti dopo un urto. Lo spray sbloccante serve a lubrificare e svitare viti e bulloni e spesso funge anche da ripristino dei contatti elettrici.

10 DOCUMENTI IN ORDINE PER GUIDATORE E VETTURA

Durante un viaggio può accadere di essere fermati per un controllo da parte delle autorità le quali provvederanno alle verifiche di rito. Prima di partire bisogna controllare di avere la patente in corso di validità, che non sia scaduta la revisione e di avere la copertura assicurativa. Avere documenti scaduti o peggio ancora circolare con revisione scaduta e senza assicurazione mette il conducente a rischio di pesanti sanzioni e di mandare a monte la vacanza (Per una vacanza ancora più sicura, leggi qui quali controlli fare alla propria auto).

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Guida sotto effetto di stupefacenti: la polizia chiede più severità

di Raffaele Dambra

Guida sotto effetto di stupefacenti

I dati parziali del 2019 sul numero delle vittime di incidenti stradali in Italia non sono affatto buoni (+7% sul 2018) e in effetti non passa giorno senza la notizia di un nuovo terribile sinistro con molti morti, spesso giovani. Nel weekend del 14 luglio, per esempio, hanno perso la vita ben 12 ragazzi in sei differenti schianti. Ovviamente in casi del genere conta molto il fattore fatalità, contro cui si può fare poco o nulla. Ma allo stesso tempo non si può negare che tanti incidenti siano causati da imprudenza e incoscienza dei conducenti. Non a caso i vertici della polizia stradale continuano a invocare misure più severe per stroncare qualsiasi comportamento irresponsabile al volante di un’auto. Tra questi la guida sotto effetto di stupefacenti, che l’art. 187 del Codice della Strada regolamenta, a loro dire, in modo un po’ controverso.

GUIDA SOTTO EFFETTO DI STUPEFACENTI: PER SANZIONARE È NECESSARIO LO STATO DI ALTERAZIONE PSICO-FISICA

Il comma 1 dell’articolo in questione dispone infatti che “chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi a un anno”. Più, aggiungiamo noi, la sospensione della patente da uno a due anni. Il problema dell’art. 187, così come esposto sul sito di ASAPS, sta proprio nella specifica “in stato di alterazione psico-fisica” che, secondo la Polstrada, renderebbe molto più difficoltosa l’opera di prevenzione da parte degli agenti. Perché allo stato attuale, per fermare e sanzionare un conducente che sta guidando sotto effetto di stupefacenti, mettendo a rischio la sicurezza sua e di altre persone, bisogna per forza dimostrarne “lo stato di alterazione” andando alla ricerca di sintomi che spesso, tra stanchezza, alcol e sonnolenza, sono difficilmente riconoscibili e distinguibili.

STRAGI DEL SABATO SERA: L’IMPEGNO DELLA POLIZIA STRADALE

“Il Servizio Polizia Stradale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza sta facendo comunque grandi sforzi per debellare la piaga della guida sotto effetto di stupefacenti”, leggiamo sul sito di ASAPS, “sottoponendo a controlli specifici gli automobilisti in transito sulle grosse arterie stradali, soprattutto il sabato notte. Durante i controlli gli agenti possono contare anche sul supporto di un personale medico a cui spetta l’accertamento di un eventuale stato psico-fisico alterato (per il quale ci vuole circa un’ora) che può portare al fermo o persino all’arresto del conducente. Solo che poi, quando si arriva davanti a un giudice, è difficilissimo provare con assoluta certezza che l’effetto della sostanza stupefacente fosse in atto al momento della guida (così come prevede il CdS, ndr). E quindi, molto spesso, il processo si conclude con un nulla di fatto”.

GUIDA SOTTO EFFETTO DI STUPEFACENTI: UNA MODIFICA AL CODICE PER AGEVOLARE L’OPERA DI PREVENZIONE

Per questo la Polstrada chiede, visto che sono in discussione numerose modifiche al Codice della Strada, di ritoccare anche l’art. 187 del codice eliminando la precisazione ‘in stato di alterazione psico-fisica’, in modo che la disposizione diventi la seguente: “Chiunque guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con ecc. ecc.”. Ovvero applicare la pena solo per il fatto di guidare dopo aver assunto stupefacenti, comprovabile da un’analisi di campione biologico con esito positivo (sulla falsariga dell’alcoltest), senza la necessità di dover provare pure lo stato psico-fisico alterato. Una misura molto severa ma forse inevitabile per ridurre le stragi di giovani sulle strade.

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10 errori da non fare in estate con i bambini a bordo

di Redazione

I recenti fatti di cronaca riportano, tristemente, l’attenzione sulla sicurezza dei bimbi in auto, evidenziando quanto una leggerezza da parte del genitore, o di chi dovrebbe accudirli, può trasformarsi in una tragedia. Recentemente abbiamo letto di bambini deceduti in banali incidenti stradali per non essere stati assicurati ai seggiolini e nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia dell’ennesimo piccolo dimenticato per ore in auto da una mamma forse troppo stanca o stressata. In auto neonati e bambini sono i soggetti più deboli e indifesi, per questo è necessario essere consapevoli delle loro necessità e, ancor di più, essere coscienti e conoscere tutte le regole per farli viaggiare in sicurezza, tanto negli spostamenti urbani quanto nei lunghi viaggi, magari in vista delle vacanze estive. Vediamo quali sono i 10 errori da non fare in estate con i bambini a bordo.

1 FARE A MENO DEL SEGGIOLINO

Una recente indagine ha messo in evidenza quanto, in Italia, venga poco usato il seggiolino auto, si stima che appena il 41,2% dei genitori utilizzi sempre il dispositivo di sicurezza per i propri figli. La percentuale di chi incoscientemente fa a meno del seggiolino per bambini è pericolosamente alta e spesso questo comportamento è frutto di errate convinzioni e ignoranza. Il seggiolino va utilizzato sempre e anche d’estate, i piccoli vanno sicuramente salvaguardati dal caldo ma devono sempre viaggiare sicuri. .

2 COLLOCARE A CASO IL SEGGIOLINO PER BAMBINI

Il seggiolino per bambini non deve essere piazzato a casaccio, dove capita. In base alla tipologia del seggiolino e all’età e corporatura del bambino. Se il piccolo è un neonato il seggiolino deve essere posto in senso contrario a quello di marcia, in caso di urto frontale il bambino non subirà la pressione delle cinture e il suo capo non sarà proiettato pericolosamente in avanti (Impara a non commettere errori nell’installazione del seggiolino, qui la guida completa). Se si sceglie di fissare il seggiolino, sempre in posizione contraria al senso di marcia, sul sedile del passeggero anteriore è importante ricordarsi di disattivare l’airbag frontale. I bambini più grandi devono sedere, secondo la nuova normativa, su seggiolini dotati di schienale e adatti alla loro corporatura (Leggi qui quanta confusione regna sui seggiolini auto).

3 DIMENTICARE I BIMBI IN AUTO

Dimenticare un bimbo in auto, o peggio ancora lasciarlo anche per poco tempo da solo nell’abitacolo, è sempre pericoloso ma con le alte temperature della stagione estiva significa mettere seriamente a repentaglio la vita del piccolo. Sotto il sole cocente la temperatura dell’abitacolo può superare i 60 gradi, trasformando la vettura in un forno letale. Per evitare di dimenticare involontariamente un bimbo in auto è possibile prendere degli accorgimenti, come posizionare sul sedile del passeggero anteriore la borsa con il necessario del piccolo o i suoi giocattoli, o utilizzare uno degli appositi dispositivi che rilevano la presenza del piccolo nel seggiolino, dando l’allarme, al momento di lasciare l’auto (Qui trovi tutti i test sui sistemi salvabimbo).

4 LUNGHI TRASFERIMENTI SENZA PAUSE

Quando ci si sposta in auto, magari per raggiungere una remota località di vacanze, la tentazione di fare tappa unica per guadagnare tempo è alta. Sappiamo che per garantire la sicurezza i guidatori devono riposare, sgranchirsi e rifocillarsi almeno ogni due ore; se tra i passeggeri ci sono anche dei bambini i tempi tra una pausa e l’altra sono molto più brevi. I più piccoli hanno necessità di scaricare le energie represse accumulate durante gli spostamenti e sgranchirsi per bene, il rischio è di avere un passeggero nervoso e facilmente irritabile.

5 NIENTE ACQUA DURANTE IL VIAGGIO

L’idratazione è importante per tutti i passeggeri, le alte temperature estive tendono a disidratare l’organismo e il giusto apporto di liquidi può evitare colpi di calore, magari se ci si ritrova per molto tempo incolonnati a un casello a un ingorgo. Magari i bimbi, perché distratti dal gioco o dal panorama, tendono a non chiedere l’acqua ai genitori, bisogna quindi ricordarsi di farli bere. Il consiglio è quello di preparare alcune bottiglie di acqua fresca prima del viaggio e di stivarle in una borsa frigo per mantenere a una temperatura ristoratrice, mai acqua gelata.

6 TROPPO CALDO O TROPPO FREDDO

Durante un viaggio, magari nelle ore più calde della giornata è necessario utilizzare il climatizzatore per mantenere l’abitacolo ad una temperatura piacevole e confortevole per tutti gli occupanti della vettura. Patire il caldo in auto e sudare mette a disagio chiunque e rischia di compromettere la concentrazione di chi guida. Riguardo ai bambini, specie se molto piccoli, possono soffrire molto il caldo, mettersi a strillare e rendere il viaggio un vero calvario. Sicuramente tornano utili le apposite tendine da apporre sul finestrino per filtrare luce e calore, soprattutto se il piccolo fa un sonnellino.

7 NON MANGIARE IN AUTO PERCHÉ SI SPORCA

Quando un bimbo consuma uno spuntino in auto inevitabilmente sporca l’abitacolo; la tentazione di proibire ai piccoli di mangiare in auto è tanta ma è importante non attendere le pause in autogrill per rifocillare i piccoli. Se affamati i bambini tendono a innervosirsi e lamentarsi, somministrando loro degli spunti sani e leggeri allenteranno la tensione e si terranno occupati.

8 ZITTO, PAPA’ STA GUIDANDO

Durante un viaggio in auto i bambini devono essere intrattenuti ed è impensabile che rimangano immobili e in silenzio durante tutto il tragitto. I genitori devono evitare che i piccoli passeggeri si annoino e possono organizzare dei giochi, magari sfruttando il paesaggio che scorre dai finestrini. Un altro modo per intrattenere i bimbi è fare ascoltare loro le canzoncine preferite e magari cantarle. Un bimbo annoiato in auto è sicuramente più stressante di un bimbo che chiacchiera e canta (Sapevi dell’App gioco per abituare genitori e bambini all’uso del seggiolino? leggi qui).

9 BAGAGLI ALLA RINFUSA

La disposizione dei bagagli in auto è molto importante per la sicurezza stradale e l’incolumità dei passeggeri. Spesso se si parte delle vacanze la roba da avere con sé è davvero tanta e la tentazione di riempire ogni centimetro dell’abitacolo è frequente. Stivare i bagagli senza un criterio può essere pericoloso, in caso di incidente potrebbero essere sbalzati nell’abitacolo e una valigia pesante contro un bambino potrebbe essere letale (Scopri qui quali sono i 10 controllo di fare prima di partire in auto per le vacanze). Lo stesso vale per i passeggeri che non indossano la cintura di sicurezza: in caso di incidente piomberebbero addosso al bambino ferendolo anche se è allacciato regolarmente al seggiolino.

10 PARTENZE INTELLIGENTI, PER DAVVERO

Quando si pianifica un viaggio in auto con bimbi al seguito è opportuno scegliere gli orari giusti per mettersi in cammino, ovviamente in funzione della distanza da percorrere. Solitamente è meglio partire alle prime luci dell’alba, con temperature piacevoli e poco traffico per uscire dalle grandi città. Se il viaggio è particolarmente lungo, e magari ci si può alternare alla guida, è ipotizzabile una partenza serale, facendo dormire i piccoli durante il trasferimento, non patiranno il caldo e arriveranno a destinazione riposati e pimpanti.

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In auto con mamma e papà, i bambini cosa fanno?

di Redazione

Bambini a bordo, cosa si inventano i genitori per non dover sentire le costanti lamentele dei figli che non vedono l’ora di arrivare a destinazione? Se l’è chiesto anche il Centro Studi e Documentazione di Direct Line, che ha trovato consigli curiosi grazie alle risposte dei genitori che ha intervistato.

COME NON ANNOIARSI IN AUTO

Alla domanda ‘Cosa fa Lei per ‘tenere calmo’ suo figlio?’, il 5% dei genitori ha risposto di essersi organizzato installando in auto un dispositivo video che permette ai figli di vedere film o cartoni animati. Il 17% opta per il ‘canta che ti passa’ e interagisce con i propri figli cantando canzoncine divertenti, magari imparate a scuola. I più originali preferiscono sia inventarsi giochi sempre nuovi, l’11%, che storie e aneddoti, il 6%. C’è poi un 23% che ammette di non far nulla di particolare.

QUALI SONO I MIGLIORI GIOCHI?

Non è facile però mantenere la pace e la tranquillità in auto quando il viaggio si fa davvero lungo. Direct Line ha dunque chiesto ai genitori quali siano i giochi che i bambini preferiscono. Il 37% degli intervistati ha confermato di inventarsi filastrocche, mentre il 20%, forse più creativo, si affida all’improvvisazione e crea giochi sui colori delle altre vetture oppure sulle targhe, per esempio una gara a chi vede più macchine gialle o targate Francia. C’è poi un 7% di amanti dei motori che sfida i propri figli sui modelli di auto. In ogni caso, il 32% dei genitori conferma di essere disposto ad inventarsi di tutto pur di non dover sentirsi ripetere la tanto odiata domanda ‘Siamo arrivati?’.

GENITORI FORTUNATI

Ci sono poi i genitori più fortunati, parliamo di quel 20% per il quale il problema non si pone, poiché i figli sono abbastanza grandi da essere indipendenti o per quel 16% di intervistati che ha la fortuna di avere figli che si addormentano non appena inizia il viaggio.

E LA SICUREZZA?

Il viaggio in auto per bambini e genitori può diventare un’esperienza divertente con l’aiuto di un po’ di fantasia – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Line – I giochi tuttavia non devono mai far passare in secondo piano la sicurezza, priorità imprescindibile a bordo dell’auto: ricordandoci inoltre che i bambini in auto possono essere fonte di distrazione per chi guida, se non sono correttamente trasportati’. Quindi divertimento sì, ma prima di tutto viene la sicurezza.” Ricordate quanto previsto dal Codice della Strada: tutti i passeggeri al di sotto dei 12 anni e fino a 150 cm di altezza vige l’obbligo di assicurarli a un sistema di ritenuta omologato, adatto al loro peso e alla loro statura. Tuttavia se il bambino compie 12 anni ma non ha ancora raggiunto l’altezza di 150 cm è consigliabile continuare ad utilizzare il rialzo per la sua sicurezza.

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Vacanze coi fiocchi 2019: la sicurezza stradale passa per la cura dell’auto

di Donato D'Ambrosi

Vacanze coi fiocchi compie 20 anni, la campagna di sicurezza stradale del Centro Antartide che SicurAUTO.it sostiene nelle sue iniziative estive da tempo. L’edizione 2019 è accompagnata come sempre dal simbolo della sicurezza in viaggio con il personaggio di Snoopy al volante. La campagna della sicurezza stradale Vacanze coi Fiocchi punta come ogni anno a sensibilizzare sui pericoli della strada che si amplificano nel periodo estivo. Tra le varie iniziative, la consegna di opuscoli informativi agli automobilisti, una campagna social e la presenza ai caselli delle autostrade per consigliare gli automobilisti in viaggio.

20 ANNI DI SICUREZZA STRADALE

La campagna nazionale per la sicurezza sulle strade delle vacanze promossa dal Centro Antartide nasceva nel 1999 per contrastare il picco di vittime della strada che accompagna i grandi esodi estivi. Un dato che, per quanto migliorato nel tempo, resta ancora attuale. Quest’anno le attività ruotano attorno al tema della cura (per sé stessi, per gli altri viaggiatori e per il proprio veicolo) come modalità per promuovere la sicurezza. A raccontarlo ancora una volta centinaia di aderenti in tutta Italia, tra amministrazioni locali, autostrade, associazioni e media, con l’abituale collaborazione di testimonial d’eccezione come Piero Angela, Patrizio Roversi, Tessa Gelisio e il campione di nuoto Marco Orsi.

LA SICUREZZA STRADALE RACCONTATA DA PIERO ANGELA

È lo storico testimonial Piero Angela, attivo per Vacanze coi Fiocchi fin dalla prima edizione, ad aprire i materiali della campagna 2019: “Quest’anno siamo arrivati alla ventesima edizione di “Vacanze coi fiocchi”, forse la campagna sulla sicurezza stradale più longeva del nostro paese. Vent’anni di un impegno che nasce, oggi come due decenni fa, da uno sguardo ai dati sull’incidentalità ancora drammatici soprattutto nei mesi estivi in cui tanti italiani si mettono in viaggio per le vacanze”. Una celebrazione, quindi, che non ha il sapore di festa dato che, per citare un’espressione cara alla campagna, “molta strada resta ancora da fare”.

GLI INCIDENTI STRADALI AUMENTANO NELLE VACANZE

I mesi estivi infatti, a partire da luglio, sono ancora quelli in cui si registra il più alto numero di incidenti sulle strade poiché in questo periodo più spesso ci mettiamo in auto. I morti in strada da giugno a settembre sono più di 1.200, un numero pari ai passeggeri di un traghetto, che scompaiono nel giro dell’estate.  Inoltre, se per il 2018 le vittime sembrano essere in calo, -2% (stima preliminare in attesa dei dati di ACI e Istat) – le sole registrazioni di Stradale e Carabinieri per i primi mesi del 2019 sono allarmanti:  +6,7% in più per le vittime e +5,6% per gli incidenti dall’esito fatale. Lontani dall’obiettivo UE di una riduzione del 50% delle vittime entro il 2020.

VACANZE COI FIOCCHI 2019, DOVE

Il materiale informativo come ogni anno sarà distribuito su tutto il territorio nazionale, in particolare negli snodi della rete autostradale. L’edizione Vacanze coi Fiocchi 2019 ricorda che per viaggiare in sicurezza occorre “prendersi cura”: cura di sé stessi – stando attenti a mettersi alla guida nelle migliori condizioni. Prendersi cura degli altri passeggeri, ad esempio facendo allacciare le cinture e usando il seggiolino per i bambini, cura del proprio veicolo e degli altri utenti della strada attraverso il rispetto delle regole. La campagna Vacanze coi Fiocchi sarà divulgata attraverso diversi canali, diffondendo spot radiofonici, manifesti con l’immagine tradizionale di Snoopy e il pieghevole, distribuito in più di 25.000 copie. Sarà possibile incontrare i sostenitori della campagna e ricevere l’opuscolo con i consigli per viaggiare in sicurezza nei Comuni della penisola aderenti e sulla rete autostradale italiana, tra caselli, aree di servizio, punti Blu e aree di cortesia.

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Carrozze trainate da animali: proposto il divieto di circolazione in città

di Raffaele Dambra

Carrozze trainate da animali divieto

Stop in città alle carrozze trainate da cavalli, quelle che a Roma chiamano “botticelle” e a Firenze “fiaccherai”. Tra gli ultimissimi emendamenti inseriti nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada, ha trovato posto anche quello presentato dalle deputate Patrizia Prestipino del PD e Federica Zanella di Forza Italia, poi leggermente modificato dal M5S, che, appunto, vieta il servizio di piazza con animali. L’iter per l’approvazione definitiva è ancora lungo, e quindi almeno per quest’estate vedremo ancora, a Roma dintorni Colosseo e non solo, le botticelle che scarrozzano i turisti sotto il sole cocente mettendo a dura prova la resistenza dei cavalli. Ma dovrebbe essere l’ultima.

CARROZZE TRAINATE DA ANIMALI: IL DIVIETO NON RIGUARDA PARCHI E RISERVE NATURALI

Il divieto di utilizzo delle carrozze trainate da animali sarà limitato alle città ma consentito “nei parchi e nelle riserve naturali, oltre che in occasione di manifestazioni pubbliche di carattere religioso culturale, storico e di tradizione popolare, dietro rilascio di una licenza speciale da parte dei Comuni interessati per fini ludici, culturali e turistici. Anche le slitte potranno continuare a prestare servizio di piazza, nelle località e nei periodi di tempo in cui ne è consentito l’uso”. La versione votata e approvata in commissione trasporti alla Camera con l’avallo dei deputati del Movimento 5 stelle è quindi una soluzione intermedia tra quella dell’opposizione, che chiedeva una totale soppressione di botticelle e carrozze, e quella della Lega, nettamente contraria per timore di danneggiare il settore turistico.

BOTTICELLE PERICOLO PER LA CIRCOLAZIONE STRADALE

“La tutela del benessere animale è una delle nostre priorità”, ha affermato il consigliere M5S Giuliano Pacetti. “Non sarà più concesso ai vetturini di portare i cavalli allo stremo, soprattutto quando a causa delle temperature elevate l’asfalto diventa rovente. Senza dimenticare che costringere i cavalli a marciare sotto il sole per ore mette a rischio anche la sicurezza delle persone e la circolazione stradale”.

In commissione trasporti – dove si discute la riforma del codice della strada – è stato approvato l’emendamento mio e di…

Geplaatst door Patrizia Prestipino op Dinsdag 9 juli 2019

STOP ALLE CARROZZE TRAINATE DA CAVALLI: I TIMORI DEI VETTURINI

Soddisfazione anche da parte delle due promotrici (“È una vittoria nella pluridecennale battaglia contro il crudele sfruttamento dei cavalli in nome di tradizioni anacronistiche ed irrispettose dei diritti degli animali”, ha detto l’On. Zanella, mentre l’On, Prestipino ha ricordato che “il percorso parlamentare è ancora lungo, ma un punto fermo è stato messo a favore del benessere dei cavalli”). E pure dalle tante associazioni animaliste. Unici scontenti i conducenti delle carrozze che lamentano la soppressione di quella che per loro era un’effettiva occupazione e adesso guardano al futuro con comprensibile timore.

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Manutenzione stradale in stallo: dopo +18% nel 2019, non c’è più bitume

di Donato D'Ambrosi

La manutenzione stradale è nuovamente in stallo, a lanciare l’allarme e l’Associazione SITEB che monitora il consumo di bitume impiegato per riparare le strade. Dopo una crescita del 12% nel 2018 e un inizio molto positivo nei primi 5 mesi del 2019 (+18%), il consumo di bitume si è fermato. L’indice diretto dell’attività di ripristino e manutenzione stradale è fermo per mancanza della materia prima.

+6% CONSUMO DI BITUME TRA IL 2018 E IL 2019

Un nuovo allarme sulla manutenzione delle strade arriva dal SITEB, (Strade Italiane e Bitume) che rappresenta l’intera filiera delle strade e del bitume in Italia. Nei primi 5 mesi del 2019 la produzione di bitume è cresciuta di +18%, ma con l’estate si sono fermati i lavori di manutenzione delle strade. Il motivo non è legato alla chiusura di cantieri stradali per consentire una buona viabilità. Da giugno 2019 la componente principale dell’asfalto non è più disponibile sul mercato. Il Presidente SITEB Michele Turrini: “le condizioni di mercato sono favorevoli, ma la produzione di bitume è insufficiente per il mercato nazionale”.

A CHE SERVE IL BITUME

Il bitume è il costituente principale di quello che comunemente è conosciuto come asfalto per rivestire le superfici stradali carrabili. In realtà l’asfalto è più propriamente indicato come conglomerato bitumoso perché costituito da una miscela di inerti (pietrisco e sabbia di granulometria variabile), resine, polverino di gomma ottenuta da PFU e leganti bitumosi. Il bitume si può trovare in natura oppure essere prodotto industrialmente. Si ottiene anche dall’evaporazione dei residui di petrolio nei giacimenti naturali.

CRESCE LA DOMANDA MA L’OFFERTA DI BITUME E’ AL PALO

Il bitume artificiale è un sottoprodotto della distillazione frazionate del petrolio. E sarebbe questa la ruota del meccanismo che influenza la manutenzione delle strade in Italia. “Oggi le nostre imprese vivono un paradosso”, spiega Turrini, “da una parte sussistono condizioni di mercato favorevoli che non vedevamo da tempo. Finalmente dopo anni di blocco la domanda di lavori stradali è tornata a crescere, così come gli appalti banditi dalle pubbliche amministrazioni. Dall’altra parte, però questa crescita è frenata da una carenza di materia prima (il bitume) che rischia di essere del tutto insufficiente per il mercato nazionale dei lavori stradali. Le nostre imprese sono pronte a operare, ma senza bitume resteranno ferme al palo”.

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A 50 km/h un pedone investito ha il 15% di probabilità di sopravvivere

di Donato D'Ambrosi

Pedoni distratti dallo smartphone

Se tutti gli utenti della strada, inclusi i pedoni seguissero le regole e il buonsenso sicuramente ci sarebbero meno incidenti, feriti e morti. Ma così non è e in molte zone, soprattutto nei pressi dei centri e delle scuole, i limiti di velocità a 30 km/h sono uno standard. Perché proprio 30 km/h e non 50 km/h? Uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità che lega la velocità di impatto all’investimento di un pedone dice che oltre questa velocità la probabilità di morte aumenta esponenzialmente. Ecco quanto rischia un pedone quando non si rispettano i limiti e quali sono le regole per i pedoni da ricordare per muoversi senza correre inutili rischi.

30 KM/H POSSONO SALVARE LA VITA

Da 60 km/h in poi un pedone investito da un’auto ha mediamente pochissime probabilità di sopravvivere. E’ chiaro che tutto dipende da una smisurata serie di fattori, ma i più importanti individuati in un test non recente della World Health Organization sono la velocità dell’auto, la velocità di reazione del conducente e la distanza tra l’auto e il pedone nel momento in cui il conducente inizia a frenare. Guidare a 30 km/h spesso può sembrare snervante soprattutto a chi ha fretta. Ma secondo lo studio un conducente che guida a 30 km/h e si accorge di un pedone, percorre 21 metri mentre agisce e 9 metri mentre frena. Basta fare un’addizione banale per capire che mediamente servono 30 metri circa per riuscire a fermarsi senza investire un pedone. Il che si traduce in una probabilità del 90% di sopravvivenza per il pedone.

A 70 KM /H SI MUORE PIU’ FACILMENTE

Dall’infografica è curioso, ma non nuovo, ricordare come al crescere della velocità non aumenta solo la distanza di arresto dell’auto. Anche la distanza che percorre l’auto mentre il conducente realizza cosa fare si mantiene sempre più alta della distanza di frenata. A un certo punto (da 70 km/h) serve meno spazio per reagire che quello per fermare l’auto davanti a un pedone. Peccato però che a 70 km/h se non si riesce ad evitare il pedone, le sue probabilità di sopravvivenza sono dello 0%. Una velocità chiaramente illegale in città, ma un limite molto frequente nelle zone extraurbane dove i pedoni sono più a rischio.

LE REGOLE PER I PEDONI PER NON FARSI INVESTIRE

Piuttosto che stare a discutere sull’efficacia e la legittimità di un limite di velocità a 30 km/h, vogliamo soffermarci sulle regole che soprattutto i pedoni molto spesso sottovalutano esponendosi a inutili rischi. E’ quanto l’articolo 190 del CdS prescrive assimilando le disposizioni dell’art.20 nella Convenzione di Vienna del 1968 sulla circolazione stradale. Ecco le regole per i pedoni da ricordare:

– Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione.

– Quando non ci sono attraversamenti pedonali, o sono oltre 100 metri, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

– È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali

– È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata

– I pedoni che si accingono ad attraversare in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

– È vietato ai pedoni attraversare passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

– Inoltre è sempre buona norma, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o quando piove indossare abiti chiari o se si pratica jogging casacche ad alta visibilità evitando di isolarsi dai veicoli in strada con entrambe le cuffiette nelle orecchie.

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Incidente con testimone: il 55% di chi assiste si rifiuta di testimoniare

di Donato D'Ambrosi

In caso di incidente stradale il più delle volte è la testimonianza di chi ha assistito al fatto a chiarire una dinamica poco precisa. Il problema però è che in Italia oltre la metà dei testimoni si defila, ufficialmente non per omertà ma per varie ragioni. A dirlo è un’indagine italiana sulla propensione degli italiani a dare la propria testimonianza dopo aver assistito a un incidente stradale.

PERCHE’ MOLTI NON TESTIMONIANO

Secondo un’intervista commissionata da Facile.it l’equivalente di 24 milioni di italiani si rifiutano di collaborare con le autorità quando assistono a un incidente. Si tratta del 55,7% che dopo aver assistito a un sinistro fanno il possibile per sottrarsi dall’onere morale (e legale) di dire la verità. Guardando però il report del sondaggio nel dettaglio, i numeri cambiano quando si tratta di feriti o pedoni. Secondo l’analisi, il 42% degli intervistati ha evitato di testimoniare perché riteneva inutile o non necessario lasciare i propri riferimenti. Più di 1 su cinque afferma che nessuno glielo ha chiesto. Molti altri invece perché c’erano già altri testimoni (13,1%) o perché erano già intervenute le autorità (6%). C’è poi chi dice di non aver visto abbastanza (10,7%), non potersi fermarsi (5,5%) o non voler correre rischi o avere fastidi dopo (3,2%).

I TESTIMONI DEI PEDONI NON SI FANNO INDIETRO

Tra quelli che invece hanno risposto positivamente alla disponibilità di testimoniare dopo un incidente, in testa alle motivazioni c’è il senso civico (36,3%). Il 7% lo fa invece perché gli è stato esplicitamente richiesto mentre solo l’1% degli intervistati è convinto sia un obbligo del codice della strada. Se nell’incidente ci sono solo danni alle auto, il 63,7% dichiara di allontanarsi senza lasciare i dati. Se invece sono rimaste coinvolte anche persone, il 39,9% se ne va senza dare il proprio contributo alla ricostruzione della dinamica. Per fortuna la tendenza a farsi i fatti propri diminuisce quando vengono coinvolti in incidenti pedoni o ciclisti: il 67,4% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di essersi fermato per dare una mano. Di fronte a un incidente con uno scooter, una bici o una moto invece scende al 50% il popolo di testimoni che restano là e danno i propri riferimenti.

GLI ANZIANI E LE DONNE TESTIMONIANO MENO

Dall’indagine è emerso che gli uomini sono la componente maggiormente coinvolta nelle testimonianze: il 58% delle donne se ne è andato senza dare i propri dati contro il 53,3% del campione maschile. Tra i 60 e i 74 anni rientrano gli italiani che collaborano meno spesso con le autorità: il 39,2% degli intervistati lascia i propri contatti. Nell’indagine è emerso anche un dato importante, sebbene derivante da dichiarazioni degli intervistati. Il 62,5% dei testimoni disponibili a raccontare l’accaduto non siano poi mai stati contattati dalle autorità o da chi era coinvolto nell’incidente.

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