Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

BMW 320d xDrive: la prova su strada

di Valerio Verdone

La nuova berlina della Casa bavarese tiene fede alle aspettative ed è più affilata che mai

L'articolo BMW 320d xDrive: la prova su strada proviene da Motori.it.

Revisione della patente: per il TAR basta una sola infrazione

di Redazione

Revisione della patente

Giustizia sempre più severa con gli automobilisti che mettono a serio rischio la sicurezza altrui. Secondo una recente sentenza del TAR del Piemonte, infatti, per ordinare la revisione della patente di guida è sufficiente una sola infrazione alle norme del Codice della Strada. Ciò nonostante, in linea di principio, una sola violazione non possa costituire, di per sé e indipendentemente da ogni valutazione circa l’idoneità e la capacità di guida del conducente, il presupposto del provvedimento di revisione.

CHE COS’È LA REVISIONE DELLA PATENTE DI GUIDA

Prima di entrare nel merito della questione ricordiamo che, secondo quanto dispone l’articolo 128 del CdS, la revisione della patente consiste nel sottoporre il titolare del documento ad accertamenti medici e/o di idoneità tecnica per verificare se abbia ancora i requisiti psico-fisici e attitudinali richiesti per la guida, oppure quando perde tutti i punti sulla patente. L’esito della visita medica o dell’esame di idoneità viene comunicato ai competenti uffici per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente. La visita medica è sempre obbligatoria in caso di: guida in stato di ebbrezza grave o sotto l’effetto di stupefacenti; coma di durata superiore alle 48 ore; minorenne che ha commesso infrazioni che comportano la sospensione della patente; a seguito di incidente che ha provocato lesioni gravi a persone.

UNA SOLA INFRAZIONE PER LA REVISIONE DELLA PATENTE: IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR

Quindi, ricapitolando: fino al pronunciamento del TAR del Piemonte, la revisione scattava già alla prima infrazione solo nell’eventualità di episodi molto gravi (soprattutto guida sotto effetto di alcol e/o droghe e sinistri con lesioni gravi). Ma la sentenza numero 667/19, pubblicata lo scorso 5 giugno, ha precisato che in determinati casi non si può escludere che “la natura e le circostanze dell’infrazione siano di per sé inequivocabilmente idonee ad attestare la sussistenza dei presupposti del provvedimento di revisione della licenza di guida”. In altre parole, chi si macchia di una violazione particolarmente deplorevole, anche per la prima volta e senza provocare lesioni ad altre persone, deve sostenere di nuovo l’esame per la patente. Per esempio, nel caso giudicato dal TAR, un’automobilista aveva sorpassato ad alta velocità un altro veicolo su una strada a doppio senso, causando uno scontro con un mezzo che procedeva in senso contrario.

REVISIONE DELLA PATENTE DOPO UNA SOLA INFRAZIONE: IL COMMENTO GIURIDICO

Questo il commento sulla decisione del TAR del Piemonte del portale giuridico dirittoegiustizia.it, riportato dal sito di Repubblica: “Il provvedimento di revisione della patente di guida è legittimo anche se basato solo su una grave infrazione alle regole stradali. Secondo quanto previsto dalla normativa e dagli orientamenti attuali, basta quindi questa singola grave violazione per fare insorgere dubbi concreti sulla persistenza dell’idoneità tecnica dell’automobilista”. Un motivo in più per guidare prudentemente e in tutta sicurezza. Per se stessi e per gli altri.

The post Revisione della patente: per il TAR basta una sola infrazione appeared first on SicurAUTO.it.

Jaguar F-Type Convertible 2.0 I4 R-Dynamic: la prova su strada

di Valerio Verdone

Al volante della roadster inglese con la motorizzazione 2 litri che rappresenta un ottimo compromesso tra prestazioni e costi di gestione

L'articolo Jaguar F-Type Convertible 2.0 I4 R-Dynamic: la prova su strada proviene da Motori.it.

Incidenti stradali, risarcimenti più bassi: la pronuncia della Cassazione

di Redazione

Incidenti stradali risarcimenti più bassi

Una nuovissima pronuncia della Corte di Cassazione, precisamente la n. 16580/19 del 20 giugno 2019, farà poco felici gli automobilisti. Nella malaugurata ipotesi di restare vittime di incidenti stradali, i risarcimenti dell’assicurazione in caso di invalidità permanente saranno più bassi. Questo perché dall’ammontare dell’indennizzo si dovrà detrarre l’importo che il danneggiato percepirà dall’INPS a titolo di pensione di invalidità.

INCIDENTI STRADALI: DAI RISARCIMENTI DELL’ASSICURAZIONE SI DEVE DETRARRE LA QUOTA INPS

Ne ha parlato il portale giuridico laleggepertutti.it, spiegando che la sentenza della Cassazione conferma in realtà la linea adottata pochi mesi fa dalla stessa Corte a Sezioni Unite. E cioè che dal risarcimento dovuto dalla compagnia assicurativa alla vittima dell’incidente stradale bisogna detrarre quanto l’INPS ha liquidato e liquiderà per l’invalidità permanente (totale o parziale non fa differenza), ossia la pensione civile. Se così non fosse, ha motivato la Suprema Corte, il danneggiato ricaverebbe un doppio risarcimento, perfino superiore rispetto al danno, finendo addirittura per guadagnarci (ma i soldi, ci chiediamo noi, qualora fossero anche tanti possono compensare un’invalidità fisica permanente e totale? Bella domanda…).

INCIDENTI STRADALI: IL DANNEGGIATO NON PUÒ CHIEDERE UN INDENNIZZO ‘DOPPIO’

Inutile dire che saranno particolarmente contente le assicurazioni, che d’ora in poi potranno ridurre i risarcimenti da incidenti stradali gravi. In ogni caso la Corte di Cassazione non poteva decidere diversamente perché la logica applicazione del diritto prevede che al danneggiato spetti l’indennizzo soltanto del danno effettivamente subito. In altre parole la vittima del sinistro non può chiedere un risarcimento ‘doppio’ solo perché i soggetti preposti all’indennizzo sono per legge due, l’INPS e la compagnia assicurativa. Il danno resta comunque uno e il risarcimento deve essere perciò ‘spartito’ tra l’ente previdenziale e la compagnia. Quest’ultima può inoltre sempre rivalersi verso la terza parte, colui che ha causato il sinistro, chiedendogli la restituzione delle somme versate all’infortunato.

NON CUMULABILITÀ DEI RISARCIMENTI PER INCIDENTE STRADALE: IL PRECEDENTE

Come abbiamo già scritto, la pronuncia della Cassazione sugli incidenti stradali e risarcimenti in caso di invalidità permanente ha solo ribadito un principio già espresso tempo addietro dalle Sezioni Unite della medesima Corte, che avevano così risolto la questione delle conseguenze risarcitorie della strage di Ustica del 1980. I ministeri della Difesa e delle Infrastrutture, spiega ancora laleggepertutti.it, dovranno infatti risarcire la compagnia aerea Itavia (poi fallita) con 265 milioni di euro per “omesso controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica”. Ma la compagnia aerea non potrà cumulare l’indennizzo già ricevuto dalla propria assicurazione per la perdita dell’aeromobile, e riscuoterà solo la differenza. Quindi l’indirizzo giuridico è chiaro: non può esserci cumulabilità tra risarcimento dell’assicurazione e indennizzo statale, “non essendovi spazio per una doppia liquidazione a fronte di un pregiudizio identico”.

The post Incidenti stradali, risarcimenti più bassi: la pronuncia della Cassazione appeared first on SicurAUTO.it.

Marijuana al volante: il 70% degli americani ne ignora gli effetti

di Antonio Elia Migliozzi

Uno studio AAA mette in guardia sui rischi legati all’uso della marijuana. Si tratta di una sostanza molto diffusa negli Usa. Il 70% degli americani ritiene impossibile che la polizia fermi alla guida un conducente che la abbia assunta. Ben 14,8 milioni di automobilisti hanno dichiarato di mettersi alla guida entro un’ora dall’uso di marijuana. Ancora peggio il fatto che secondo i dati dell’AAA il 7% degli americani si è messo alla guida dopo l’assunzione di una forte dose. Insomma un campanello d’allarme molto serio sul fronte della sicurezza. Basti pensare che dal 2015 il numero di conducenti arrestati per l’uso di marijuana è aumentato del 20%. Vediamo nel dettaglio lo studio firmato AAA.

DROGHE ALLA GUIDA

Uno studio dell’Istituto AAA mette fa luce sul rapporto tra gli americani e la marijuana. Quasi il 70% dei cittadini Usa pensa che sia improbabile che la polizia sorprenda a guidare qualcuno che la ha assunta. Insomma per l’AAA Foundation for Traffic Safety c’è una sostanziale idea di impunità. Circa 14,8 milioni di conducenti hanno dichiarato che negli ultimi 30 giorni si sono messi al volante entro un’ora dall’uso di marijuana. Bisogna sapere che gli effetti di questa droga si verificano solitamente entro le prime quattro ore dall’assunzione. I driver sotto l’effetto della marijuana hanno il doppio delle probabilità di essere coinvolti in un incidente. David Yang, direttore dell’AAA: “La marijuana può modificare in modo significativo i tempi di reazione e compromettere le scelte dell’autista”. Eppure, prosegue Yang: Molti automobilisti non considerano la guida sotto l’effetto della marijuana rischiosa come altri comportamenti come guidare ubriachi o parlare al telefono.

EFFETTI PERICOLOSI

E’ evidente che negli Usa la consapevolezza dei rischi legati alla marijuana alla guida è ancora bassa. Secondo l’AAA il 7% degli americani ha dichiarato di aver provato a guidare dopo aver assunto marijuana. Tra i comportamenti pericolosi dichiarati alla guida c’è l’uso di alcol (1,6%), il sonno (1,7%) e l’uso di farmaci soggetti a prescrizione (3 %). I millennial, quasi il 14%, hanno le maggiori probabilità di guidare entro un’ora dall’uso di marijuana, seguiti dai nati tra 1995 e 2010 (10%). Gli uomini (8%) hanno più probabilità rispetto alle donne (5%) di mettersi alla guida poco dopo aver usato marijuana. Per l’AAA è importante sapere che la marijuana è una droga e come tale ha dei rischi. Jake Nelson, direttore dell’AA Traffic Security and Advocacy. “I funzionari delle forze dell’ordine usano tecnologie più sofisticate per identificare i guidatori sotto l’effetto dalla marijuana”.

I RISCHI

Negli Usa sono attivi programmi come il Advanced Roadside Impaired Driving Enforcement (ARIDE) che valutano e classificano i rischi legati alla guida. L’uso di alcuni farmaci può, ad esempio, ridurre l’attenzione dei driver. Per questo la polizia in tutto il paese è oggi addestrata per riconoscere i rischi. Al momento ci sono più di 95.300 agenti addestrati che pattugliano le strade degli Stati Uniti. Gli agenti riferiscono che la marijuana è la categoria di sostanze che rintracciano più spesso. Dal 2015, il numero di conducenti arrestati per l’uso di marijuana è aumentato del 20% . Ecco allora che l’AAA raccomanda a tutti gli automobilisti di evitare di guidare dopo l’uso della marijuana o di qualsiasi altra droga. Questo serve a scongiurare l’arresto e mantenere le strade sicure. Per l’AAA il fatto che la marijuana sia legale non significa che sia compatibile con la guida.

The post Marijuana al volante: il 70% degli americani ne ignora gli effetti appeared first on SicurAUTO.it.

L’Irlanda premiata dall’ETSC per l’impegno nella sicurezza stradale

di Donato D'Ambrosi

L’Irlanda si aggiudica il premio Road Safety Performance Index, riconosciuto dall’ETSC (European Transport Safety Council) per l’impegno nel miglioramento della sicurezza stradale e la riduzione delle vittime stradali. Il premio è stato consegnato al Ministro irlandese per i trasporti, il turismo e lo sport per il risultato raggiunto dall’Irlanda dal 2010 ad oggi. Molti Paesi spesso esempio di efficienza come la Svezia e l’Olanda invece non hanno fatto meglio in fatto di sicurezza stradale.

30% DI VITTIME IN MENO IN IRLANDA

L’Irlanda è stato il secondo stato membro dell’Unione europea più sicuro nel 2018, per numero di morti stradali ogni milione di abitanti. L’ETSC ricorda che ha scalato 5 posizioni nella classifica dei paesi dell’UE dal 2010, fino al 7 °posto. Per avere qualche riferimento numerico bisogna sapere che dal 2010 l’Irlanda ha ridotto il numero di vittime stradali di oltre il 30%. L’ETSC fa notare come nello stesso periodo, i decessi sono aumentati in altri paesi relativamente sicuri, tra cui Svezia e Paesi Bassi.

LA TASK FORCE IRLANDESE PER LA SICUREZZA STRADALE

Il risultato dell’Irlanda è stata ottenuto anche grazie all’istituzione di una specifica agenzia governativa per la sicurezza stradale (Road Safety Authority – RSA). Questa agenzia ha implementato un piano strategico a lungo termine per migliorare la sicurezza stradale orientato principalmente a contrastare l’eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza. “Negli ultimi anni l’Irlanda ha compiuto grandi progressi nella sicurezza stradale, riconoscendo allo stesso tempo le aree in cui deve ancora fare di più, come il miglioramento della sicurezza del ciclismo. Ha spiegato Antonio Avenosodirettore esecutivo ETSC.

QUANTO MANCA ALL’OBIETTIVO 2020

L’ETSC riconosce come dimezzare le vittime stradali entro il 2020, come voleva il precedente impegno è fuori portata. Per raggiungerlo significherebbe ridurre nel 21% i morti sia nel 2019 che nel 2020In molti Stati membri, la sicurezza stradale è stata sproporzionata negli ultimi anni, con tagli ai servizi di polizia stradale e il mancato investimento in infrastrutture più sicure. “Se tutti i paesi europei potessero raggiungere lo stesso livello di sicurezza dell’Irlanda, potremmo ridurre del 40% le morti per incidenti stradali. Così com’è, molti paesi sono fermi e addirittura tornano indietro. Possiamo imparare molto dall’approccio dell’Irlanda – è un modello per l’Unione europea ” afferma Avenoso.

The post L’Irlanda premiata dall’ETSC per l’impegno nella sicurezza stradale appeared first on SicurAUTO.it.

Vignetta autostradale Germania: per la Corte UE è illegittima

di Donato D'Ambrosi

La Corte di Giustizia europea ha definito discriminante l’atteggiamento della Germania nell’imporre il pagamento della vignetta autostradale solo agli stranieri. Un provvedimento che oltre a violare il principio della libera circolazione rischia di creare anche pericolose dinamiche commerciali. L’accesso al mercato tedesco per un operatore esterno risulta difatti limitato, così come i servizi ai quali si può accedere solo recandosi in Germania. Tutto questo, secondo la Corte UE con scarse evidenze sulla proporzionalità tra gli introiti della vignetta autostradale per gli utenti stranieri e i costi infrastrutturali.

PERCHÉ’ I TEDESCHI NON PAGANO LA VIGNETTA 

La sentenza della Corte di Giustizia UE n. C-591/17 si pronuncia nuovamente sul pagamento della vignetta autostradale in Germania solo per chi viene da fuori. I cittadini tedeschi infatti, dovrebbero pagarla allo stesso modo, ma sono esentati perché già pagano una tassa automobilistica simile al nostro bollo. La stranezza è che questa esenzione è esattamente pari all’importo del costo della vignetta in Germania (fino a 130 euro in base alla cilindrata e alle emissioni).

LA VIGNETTA E’ UNA BARRIERA ALL’INGRESSO

Inizialmente la Corte UE aveva temporeggiato davanti all’ipotesi di violazione del divieto di discriminazione in base alla nazionalità. Ma poi ha appurato che l’esenzione dal pagamento della vignetta autostradale come compensazione della tassa per le infrastrutture costituisce indirettamente più violazioni. Non solo quella per la libera circolazione a prescindere dalla nazionalità, ma costituisce anche una barriera all’ingresso del mercato tedesco.

I VEICOLI ESENTATI DAL PAGAMENTO DEL PEDAGGIO IN GERMANIA

Costi e servizi, come paventa la Corte UE con la sentenza sulla vignetta in Germania, potrebbe inevitabilmente influenzare anche i costi di beni e servizi. Bisogna anche precisare che esiste una tassazione diversa per gli autocarri tedeschi e stranieri superiori a 7,5 tonnellate attraverso sistema Toll Collect. Mentre molte categorie di veicoli sono esentate dal pagamento, tra cui Autobus, mezzi di soccorso, di emergenza, delle forze di polizia ma anche veicoli CNG e LNG (metano compresso e liquido) fino al 2020 e le auto elettriche (ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1 della legge sulla mobilità elettrica – EmoG).

The post Vignetta autostradale Germania: per la Corte UE è illegittima appeared first on SicurAUTO.it.

Tasso alcolemico nei paesi esteri: differenze con l’Italia

di Redazione

Tasso alcolemico nei paesi esteri

In previsione di una vacanza in auto in un’altra nazione, è cosa buona e giusta informarsi sui limiti del tasso alcolemico nei paesi esteri e le differenze con la normativa italiana. Se da noi il valore limite alla guida è di 0,5 g/litro, superando il quale si rischiano le severe sanzioni previste dagli articoli 186 e 186 bis del Codice della Strada, altrove la situazione è ben diversa e la soglia può essere più tollerante (come nel Regno Unito e a Malta) o addirittura più stringente.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO IN ITALIA

Prima di riportare i limiti del tasso di alcolemia negli altri paesi, riepiloghiamo velocemente quelli attualmente in vigore in Italia. Come detto, il valore limite legale è di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Le sanzioni variano a seconda dei casi: per esempio se la quantità di alcol rilevata nel sangue è superiore a 0,5 g/l ma inferiore a 0,8 g/l si viene puniti con un’ammenda da 500 a 2000 euro, la sospensione patente da 3 a 6 mesi e la perdita di 10 punti sulla patente stessa. Se invece la quantità di alcol arriva fino a 1,5 g/l la multa sale da 800 a 3.200 euro, la sospensione della patente da 6 mesi a un anno e scatta pure l’arresto fino a 6 mesi. Per un quadro completo delle sanzioni in Italia con tutte le possibilità previste dal CdS vi rimandiamo agli articoli precedentemente citati.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO NEI PAESI EUROPEI

Ogni nazione dell’Unione Europea, e non solo, ha i propri limiti di tasso alcolemico. Naturalmente sono previste numerose eccezioni e altrettanti casi particolari, come del resto anche in Italia. Per esempio i limiti dei neopatentati e dei conducenti professionali sono spesso diversi (generalmente più severi). Consigliamo quindi, prima di mettersi in viaggio, di studiare con molta attenzione la normativa del Paese che si vuole visitare. Detto ciò, ecco i limiti in vigore nei 28 paesi membri dell’UE + Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Russia e Svizzera, relativi ai conducenti standard:

Austria: 0,49 g/l;
Belgio: 0,5 g/l;
Bulgaria: 0,0 g/l;
Cipro: 0,5 g/l;
Croazia: 0,5 g/l;
Danimarca: 0,5 g/l;
Estonia: 0,2 g/l;
Finlandia: 0,22 mg/l;
Francia: 0,5 g/l;
Germania: 0,5 g/l;
Grecia: 0,5 g/l;
Irlanda: 0,5 g/l;
Islanda: 0,5 g/l;
Italia: 0,5 g/l;
Lettonia: 0,5 g/l;
Liechtenstein: 0,8 g/l;
Lituania: 0,4 g/l;
Lussemburgo: 0,5 g/l;
Malta: 0,8 g/l;
Norvegia: 0,2 g/l;
Olanda: 0,5 g/l;
Polonia: 0,2 g/l;
Portogallo: 0,5 g/l;
Regno Unito: 0,8 g/l;
Repubblica Ceca: 0,0 g/l;
Romania: 0,0 g/l;
Russia: 0,3 g/l;
Slovacchia: 0,0 g/l;
Slovenia: 0,5 g/l;
Spagna: 0,5 g/l;
Svezia: 0,2 g/l;
Svizzera: 0,5 g/l;
Ungheria: 0,0 g/l.

I più attenti avranno certamente notato che in alcuni paesi, in particolare dell’est Europa, vige la tolleranza zero sull’alcol alla guida. Questi paesi sono Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria. Attenzione, quindi, se si circola da quelle parti.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO NEGLI STATI UNITI, CANADA E ALTRI PAESI NON EUROPEI

Quanti sognano un viaggio on the road sulle larghissime strade nordamericane? Tanti vero? Occhio però a non superare i limiti del tasso alcolemico, perché le sanzioni sono particolarmente pesanti. Nelle righe seguenti riportiamo la soglia che viene applicata in alcune nazioni non UE molto frequentate dai viaggiatori italiani, con il consiglio di informarsi più nel dettaglio sulle norme in vigore nel paese di destinazione dato che potrebbero esserci ulteriori restrizioni. Limiti per i conducenti standard:

Australia: 0,5 g/l;
Canada: 0,8 g/l;
Giappone: 0,3 g/l;
India: 0,0 g/l;
Messico: 0,8 g/l;
Thailandia: 0,5 g/l;
Stati Uniti: 0,8 g/l.

The post Tasso alcolemico nei paesi esteri: differenze con l’Italia appeared first on SicurAUTO.it.

Dylan Dog: gli omaggi della Street Art

di Gianluca Curioni
Come entra Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo Bonelli, nel mondo della street art? Il termine arte di strada, in inglese “street art”, è riferito a quelle forme d’arte che normalmente compaiono in luoghi pubblici, spesso illegalmente – ovvero senza esplicito permesso dei proprietari di muri, portoni o edifici – e che sono realizzate attraverso l’ausilio delle […]

Tutor autostrade 2019: solo 37 tratte controllate a 1 anno dalla sentenza

di Donato D'Ambrosi

L’estate 2019 sta per entrare nel vivo dei grandi esodi per le vacanze e mentre si programmano gli ultimi dettagli è giusto anche essere preparati sulle tratte dell’autostrada controllate da Tutor. Ecco dove sono attivi i portali del SICVe-PM, il nuovo Tutor che controlla la velocità sulle tratte autostradali.

ARRIVA IL SICVe-PM, MA PIANO

L’attenzione tra qualche giorno sarà tutta sulle previsioni del traffico estivo, che abbiamo anticipato qui. E’ passato un anno dalla disattivazione del Tutor con la sentenza della Corte d’Appello che ha imposto la rimozione ad Autostrade, ma il nuovo sistema SICVe-PM che lo sostituisce è già attivo. Sicuramente non con il dispiegamento di portali annunciato in pompa magna e proprio per questo non bisogna lasciarsi andare sull’acceleratore. Vediamo allora dove e quante tratte sono controllate dai rilevatori del nuovo Tutor, anch’esso sotto indagine. Fin da prima che entrasse in servizio per gli stessi motivi che hanno portato alla rimozione del precedente sistema, il SICVe-PM è al centro di una lotta giuridica per la paternità del brevetto.

LE TRATTE CON NUOVO TUTOR AL 14 MAGGIO 2019

A1

– SAN VITTORE – CASSINO
– CASSINO – PONTECORVO
– COLLEFERRO – VALMONTONE
– ALL. RACC. ROMA NORD PER A1 – PONZANO ROMANO
– PONZANO ROMANO – MAGLIANO SABINA
– MAGLIANO SABINA – ORTE
– FIRENZUOLA – BADIA
– REGGIO EMILIA – CAMPEGINE
– CAMPEGINE – PARMA
– BADIA – FIRENZUOLA
– ALL. A1 PER ROMA SUD – COLLEFFERRO
– SAN VITTORE – CAIANELLO

A7

– BUSALLA – RONCO SCRIVIA
– RONCO SCRIVIA – ISOLA DEL CANTONE

A10

– CELLE LIGURE – ALBISOLA
– ALBISOLA – CELLE LIGURE

A13

– BOLOGNA INTERPORTO – ALTEDO
– ALTEDO – FERRARA SUD

A14

– FORLI – FAENZA
– FAENZA – ALL. RAVENNA SUD
– VALLE DEL RUBICONE – CESENA
– FAENZA – FORLI
– CESENA – VALLE DEL RUBICONE
– VALLE DEL RUBICONE – RIMINI

A16

– MONTEFORTE – BAIANO
– MONTEFORTE – AVELLINO OVEST

A26

– MASONE – BROGLIO
– MASONE – MASSIMORISSO

A30

– SARNO – PALMA CAMPANIA
– ALLACCIAMENTO A1 PER A30 – NOLA
– SARNO – NOCERA PAGANI

A5

– TRAFORO MONTEBIANCO SUD – TRAFORO MONTEBIANCO NORD
– TRAFORO MONTEBIANCO NORD – TRAFORO MONTEBIANCO SUD

A56

– CAMALDOLI DIR OVEST – VOMERO DIR OVEST
– FUORIGROTTA DIR OVEST – AGNANO DIR OVEST
– AGNANO DIR EST – FUORIGROTTA DIR EST
– ARENELLA DIR EST – CAPODIMONTE DIR EST

1/10 DELLE TRATTE PRECEDENTI  

Rispetto alle circa 20 tratte autostradali dove il SICVe PM ha sostituito il vecchio Tutor oggi si è passati a 37 tratte con i rilevatori di velocità attiva. E’ quanto leggiamo sul portale della Polizia che riporta questi numeri aggiornati al 14 maggio 2019. Facendo due calcolisi può dire che il numero di SICVe-PM attivi è ben lontano dall’essere il grande fratello annunciato a 1 anno di distanza dal rinnovamento del sistema di telecamere. Se si considera che prima della sentenza il vecchio Tutor (nome in codice SICVe) controllava circa 300 tratte contigue, si capisce pure come prima era diventato quasi naturale un diffuso virtuosismo al volante. Mentre col fatto che il SICVe-PM sorveglia un numero di tratte fino a 30 km di lunghezza e più distanziate, il rischio di farsi prendere la mano (o meglio il piede) è alto. Occhio quindi quando vi mettete al volante, siate prudenti e date uno sguardo ai 10 consigli per organizzare un viaggio senza rischi.

The post Tutor autostrade 2019: solo 37 tratte controllate a 1 anno dalla sentenza appeared first on SicurAUTO.it.

-1% di morti sulle strade USA, pedoni e ciclisti principali vittime del 2017

di Donato D'Ambrosi

Pedoni distratti dallo smartphone

Le vittime da incidenti stradali sono in diminuzione anche negli USA, un traguardo di cui però non si può andare fieri è l’aumento di morti tra pedoni e ciclisti. Lo rivela il rapporto dell’NHTSA che punta il dito contro la distrazione, nonostante non sia facile fare una statistica. Rispetto agli incidenti stradali tradizionali, spesso il colpevole non ammette di essersi distratto. Ecco tutti i numeri sulla sicurezza stradale USA e gli incidenti nel 2017.

LE VITTIME NEGLI USA SCENDONO A 36.750

Il numero di morti totali nel 2017 registrati dall’NHTSA (National Highway Safety Administration) è sceso dell’1% a 36.750 vittime. Meno dell’anno precedente ma con una crescita relativa a pedoni (+4%), ciclisti (+10%) e motociclisti. Il tasso complessivo di mortalità da traffico è sceso a 1,14 morti per 100 milioni di miglia percorse con decessi a 36.750, il tasso più basso dal 2014. L’NHTSA chiarisce meglio che i decessi per pedoni rappresentavano nel 2017 il 16% di tutte le vittime da incidenti stradali, in aumento già rispetto al 12% del 2009. Tradotto in numeri si parla di 599 persone rimaste uccise all’esterno di veicoli nel 2017.

6 MILA VITTIME TRA GLI UTENTI PIU’ ESPOSTI

Il tasso di mortalità e il numero di morti negli USA sono diminuiti drasticamente dal 2007 da 41.259 persone con una media di 1,36 morti per 100 milioni di miglia. Il problema più grande negli USA come in Europa sono gli incidenti cittadini in ambito urbano. A New York i pedoni che hanno perso la vita in strada sono il 46% del totale delle vittime nel 2017 (207 decessi). A San Francisco invece il numero scende ma la percentuale è eclatante: il 60% dei morti (15 in totale) erano pedoni. Complessivamente, le vittime nelle aree urbane sono aumentate del +17% dal 2008 e sono diminuite del -18% nelle aree rurali, in modo del tutto analogo a quello che accade in Europa.

LE CAUSE DEDUCIBILI

Il record storico negativo negli USA risale al 1996, quando le vittime da incidenti stradali all’interno dei veicoli erano l’80%. Da allora sono scese al 67% nel 2017 ma con una quota importante di pedoni e ciclisti e motociclisti (37%). L’NHTSA ha indagato a lungo sul numero (si considera una vittima legata all’incidente se la morte sopraggiunge entro 30 giorni dall’evento) e sulle cause, giungendo alla conclusione che spesso le statistiche non sono affidabili. L’agenzia governativa ha indagato sul ruolo dei conducenti distratti e sulla responsabilità per le vittime stradali negli Stati Uniti, ma ha riscontrato delle difficoltà nell’ottenere un quadro accurato.  Tra tutti gli incidenti provocati dalla distrazione molte persone tendevano a non ammettere all’autorità che erano distratte prima dell’incidente. E bisogna ricordare che negli USA i cellulari vengono sequestrati e analizzati dopo gli incidenti per aiutare gli investigatori a chiarire le dinamiche degli incidenti più gravi.

The post -1% di morti sulle strade USA, pedoni e ciclisti principali vittime del 2017 appeared first on SicurAUTO.it.

Mercedes CLS 400d: la prova su strada

di Valerio Verdone

Al volante della coupé a quattro porte della Stella a Tre Punte giunta alla terza generazione

L'articolo Mercedes CLS 400d: la prova su strada proviene da Motori.it.

Previsioni traffico estate 2019: giugno, luglio e agosto

di Redazione

Previsioni traffico estate 2019

Siamo a giugno inoltrato e per chi non l’ha già fatto è arrivato il momento di programmare le agognate vacanze. E a questo proposito le previsioni del traffico per l’estate 2019, relative a giugno, luglio e agosto, possono risultare fondamentali per la scelta dei giorni e degli orari in cui mettersi in viaggio. Come tutti sanno, infatti, l’esodo estivo è caratterizzato da giornate di traffico autostradale molto inteso, segnate con il classico bollino nero (o rosso), e altre meno caotiche. Organizzare perciò una ‘partenza intelligente’ è il miglior modo per evitare lunghe code e raggiungere la propria meta nel minor tempo possibile guidando in sicurezza.

ESODO ESTIVO 2019: IL TRAFFICO PREVISTO A GIUGNO

Nel momento in cui scriviamo siamo già a metà mese ma il calendario offre ancora ben tre weekend da sfruttare al massimo, sperando nel bel tempo. Le previsioni del traffico di giugno 2019 sono più o meno simili per tutti i fine settimana rimanenti (14-15-16, 21-22-23 e 28-29-30). Traffico intenso durante i venerdì, al mattino per gli spostamenti dei pendolari e dal pomeriggio per quanti sono diretti alle località di villeggiatura; sabato e domenica mattina, circolazione in aumento in uscita dai principali centri urbani verso le località turistiche e le città d’arte, con possibili picchi intorno l’area urbana di Roma, Bologna e Firenze. I rientri verso i principali centri urbani, al termine del weekend fuori città e dalle gite domenicali, sono attesi dal tardo pomeriggio di ogni domenica. Con particolare coinvolgimento del tratto romagnolo della A14, delle autostrade liguri, in avvicinamento a Milano e Firenze e in direzione di Roma.

PREVISIONI TRAFFICO ESTATE 2019: LUGLIO E AGOSTO (ANTICIPAZIONI)

Luglio e (soprattutto) agosto sono i mesi più frenetici a livello di spostamenti su strade e autostrade italiane. Quelli che più degli altri necessitano di una ‘partenza intelligente’. A luglio le previsioni del traffico per l’estate 2019 non contemplano giornate col bollino nero. Si sconsiglia comunque la partenza verso le località turistiche (bollino rosso) durante le ore mattutine di sabato 6, 13, 20 e 27. E durante le ore pomeridiane di venerdì 26 e sabato 27 luglio, il weekend in cui è previsto il primo vero esodo estivo 2019. Tutt’altra storia ad agosto: qui di bollini neri ce ne sono eccome, in particolare per i tragitti verso le mete vacanziere nella fascia oraria del mattino di sabato 3 e sabato 10. ‘Solo’ bollino rosso’, invece, per il pomeriggio del 2, del 3, del 9 e del 10. Per quanto riguarda invece i rientri, si annunciano criticità nelle ore mattutine e pomeridiane dei giorni 17, 18, 24, 25, 31 agosto e 1 settembre e pure nel pomeriggio di venerdì 23.

TRAFFICO ESTIVO 2019: DIVIETI DI CIRCOLAZIONE DEI MEZZI PESANTI

La scelta del giorno giusto per partire evitando il traffico estivo 2019 dipende anche dall’eventuale circolazione di camion e tir. Senza mezzi pesanti le arterie sono più libere e la circolazione scorre meglio. Specialmente se si seguono i nostri consigli sulle 10 cose da NON fare quando si guida in autostrada. Ecco quali sono i giorni in cui vige il divieto di transito sulle autostrade per i veicoli adibiti al trasporto di cose con massa complessiva oltre 7,5 tonnellate, anche se scarichi:

Giugno 2019 – tutte le domeniche: dalle 7 alle 22;
Luglio 2019 – sabato 6, 13 e 20: dalle 8 alle 16; sabato 27: dalle 8 alle 22; tutte le domeniche: dalle 7 alle 22; venerdì 26: dalle 16 alle 22.
Agosto 2019 – venerdì 2 e 9: dalle 16 alle 22; sabato 3 e 10: dalle 8 alle 22; sabato 17, 24 e 31: dalle 8 alle 16; tutte le domeniche: dalle 7 alle 22; giovedì 15: dalle 7 alle 22.

PREVISIONI TRAFFICO ESTATE 2019: INFORMAZIONI IN TEMPO REALE

Per controllare in tempo reale le condizioni del traffico durante l’estate 2019 (e in tutti gli altri periodi dell’anno) sono disponibili numerosissime app (per esempio VAI di Anas). E altri servizi gratuiti come Google Maps, che da poco tempo segnala anche gli autovelox fissi. Inoltre si può chiamare il call center di Autostrade al numero 840.04.21.21 (con addebito di un solo scatto alla risposta, senza limiti di tempo), sempre attivo 24 ore su 24. Oppure il CCISS al numero 1518 (gratuito e 24/7).

The post Previsioni traffico estate 2019: giugno, luglio e agosto appeared first on SicurAUTO.it.

L’FCW con AEB è il sistema più efficace in caso d’incidente

di Donato D'Ambrosi

Investire soldi nei sistemi di sicurezza attiva di un’auto nuova può essere un’incognita per chi non conosce o non si fida ancora degli ADAS. Eppure l’attenzione di enti di sicurezza e testate giornalistiche specializzate è forte sui sistemi ADAS per la prevenzione degli incidenti. L’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha pubblicato la classifica dei sistemi ADAS ritenuti più efficaci nell’evitare un incidente. L’FCW (Forward Collision Warning) con AEB (Autonomous Emergency Breaking) ha il punteggio più alto, basato sui rapporti degli incidenti stradali della polizia e delle denunce alle assicurazioni. Vediamo nel dettaglio quali sono i sistemi di sicurezza attiva più efficaci da prendere in seria considerazione sulla prossima auto nuova.

SE L’AUTO FRENA DA SOLA È MEGLIO

Il sistema FCW con AEB è definito il più efficace dalle statistiche IIHS elaborate sui rapporti della polizia e assicurazioni. Il sistema infatti si rivela efficace nel 55% circa degli incidenti con feriti e nel 50% di incidenti stradali di varia natura. I numeri sono in accordo con i test dell’Euro NCAP sui sistemi di guida semiautonoma su  Ford FocusDS7 CrossbackBMW Serie 5Hyundai NexoMercedes Classe C e Nissan Leaf. A fare la differenza sono il più delle volte i contesti in cui si verifica una situazione di rischio, che possono trovare in difficoltà un sistema che nel dubbio lascia il controllo dell’auto al conducente. Ma il più delle volte è distratto o non è preparato a reagire in modo corretto per evitare il peggio.

SOLO L’AVVISO DI COLLISIONE FA POCO

Se infatti al Forward Collision Warning si toglie l’AEB, quindi l’auto avverte solo del rischio di collisione il conducente, ma non frena, la percentuale di efficacia del sistema ADAS scende. Secondo i dati raccolti dall’IIHS, l’FCW si rivela efficace nell’evitare un incidente nel 28% dei casi, che diventano il 20% se gli incidenti sono con feriti. Molto più efficace sembra essere invece il sistema LSAB (Low Speed Autobreake), ma che è conosciuto con tante sigle. È il sistema molto diffuso soprattutto sulle citycar e utilitarie che sfruttano un sistema Lidar. È meno evoluto delle telecamere con radar infatti fa il possibile per limitare le conseguenze di un incidente a bassa velocità, ad esempio quando si è incolonnati nel traffico. Secondo i rapporti della polizia e le denunce alle assicurazioni, l’LSAB è efficace in oltre il 40% degli incidenti.

OCCHI APERTI SULLE STRADE A PIU’ CORSIE

Non si può dedurre la stessa cosa per i sistemi avanzati di sicurezza che intervengono quando si cambia corsia. I numeri elaborati dall’IIHS, dicono che i sistemi LDW (Lane Departure Warning) sia il Blind Spot non sono così efficaci nell’evitare un incidente, o per lo meno è quanto viene fuori dal numero di auto coinvolte in incidenti equipaggiate con questi sistemi. Secondo le statistiche il sistema per il mantenimento della corsia (LDW) è in grado di evitare poco più del 20% di incidenti. Mentre il sistema Blind Spot, che avverte il conducente se in fase di sorpasso sta arrivando un’altra auto, risulta efficace in circa il 23% degli incidenti.

The post L’FCW con AEB è il sistema più efficace in caso d’incidente appeared first on SicurAUTO.it.

Monopattini elettrici in città: come e dove si possono usare

di Donato D'Ambrosi

Il Decreto firmato dal Ministro Toninelli ha aperto alla circolazione di segway, monopattini, hoverboard elettrici e mezzi di mobilità alternativi simili che fino a prima erano vietati in strada. In realtà circolare in strada pubblica con un monopattino elettrico è tecnicamente ancora vietato. Mentre è concesso dal Decreto ministeriale n.229 del 4 giugno e sarà legale farlo solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma a specifiche condizioni e divieti che possono variare nella sussistenza di città in città. Vediamo allora nel dettaglio come e dove si potrà andare in monopattino su strada pubblica.

DOVE SI POTRA’ ANDARE IN MONOPATTINO

Come ricorda Maurizio Caprino su Il SOle24 Ore, il DM firmato da Toninelli apre a una sperimentazione della micromobilità nelle città che seguirà un iter ben preciso. Significa che scendere in strada e saltare sul monopattino senza avere coscienza delle restrizioni comunali sarà un rischio per molti cittadini soprattutto con l’estate torrida imminente. Il punto di partenza sono le zone esclusive dove si potrà circolare con segway, monopattini e overboard: areepedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili, corsie riservate e zone 30.

ATTENTI AI CARTELLI STRADALI

Praticamente in poche città, quelle con meno barriere architettoniche che inoltre saranno impegnate anche in una campagna di informazione. L’Italia prenda esempio dagli altri Paesi in cui il fenomeno della micromobilità è esploso prima che ci fosse una vera regolamentazione. In molte città europee solo dopo il boom dei monopattini a noleggio le amministrazioni sono corse ai ripari vietando l’abbandono incontrollato dei velocipedi sui marciapiedi o a bordo strada. In Italia, quindi, – scrive Caprino “l’unica cosa determinante per sapere dove si può circolare è la presenza dei segnali: dove essi non ci saranno, circolare sarà ancora vietato come lo è tuttora.

I COMUNI NON SI ASSUMERANNO LA RESPONSABILITA’

E’ molto probabile che la regolamentazione dei mezzi per la micromobilità avverrà più in fretta in città metropolitane o turistiche. Là infatti le amministrazioni sono più interessate a fare ordine ma anche incrementare gli introiti provenienti dai servizi di sharing. Mentre molti altri Comuni potrebbero anche vietare la circolazione di qualsiasi mezzo elettrico diverso da una tradizionale bici. Il motivo è che il Decreto ministeriale delega ovviamente i Comuni alla valutazione dell’idoneità delle strade ad accogliere la nuova micromobilità. E considerando il fenomeno commerciale ci sarebbe da fare i conti con una potenziale ondata di incidenti e feriti. Occhio quindi ai cartelli e alla massima prudenza.

The post Monopattini elettrici in città: come e dove si possono usare appeared first on SicurAUTO.it.

Bollo auto legato alla CO2: ecco come stanno le cose

di Donato D'Ambrosi

Bollo auto esenzione

L’Italia non è sicuramente tra i Paesi più virtuosi sul controllo delle emissioni di CO2, NOx e particolato nell’aria e a dimostrazione di questo sono i ricorrenti blocchi al traffico e le ecotasse in varie forme. Dopo l’ecotassa sulle auto nuove che emettono da 161 g/km di CO2 si prospetta una nuova tornata di rincari dei costi fissi legati all’auto. Sarebbe però un colpo basso più per le auto a benzina che per le diesel.

PROTOCOLLO ARIA PULITA

La CO2 è ancora una volta al centro delle manovre politiche del Governo con il protocollo Aria Pulita firmato dal Presidente del Consiglio. Al patto – come riporta il Sole 24 Ore – hanno aderito i Ministeri Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole, Salute con anche Regioni e Province. Che sarebbero gli enti più di tutti coinvolti qualora i tributi locali dovessero aumentare (ancora) sulla base delle emissioni di CO2.

IL DIESEL SAREBBE FAVORITO

Un protocollo che fa il paio con le dichiarazioni recenti del Ministro dell’ambiente Costa di voler elaborare una proposta legislativa per elaborare un criterio di bonus-malus anche sul bollo auto. Più in generale però l’intesa del Governo si basa sulla limitazione di mezzi più inquinanti per l’agricoltura, l’impiego di combustibili ad alta emissione di particolato e i riscaldamenti civili. Non è ancora chiaro se e come questi provvedimenti colpiranno anche l’auto. Ma provando a fare qualche previsione il diesel che di CO2 ne emette molta meno, ne uscirebbe meno colpito. L’Alfa Stelvio 2.2 diesel 210 cv – ad esempio – emette 127 g/km di CO2 contro i 167 g/km di CO2 della versione benzina 2.0 Turbo 200 cv.

IL BONUS-MALUS DEL BOLLO AUTO

A pensarci bene però il bollo auto prevede già un criterio di calcolo che si basa proprio su quanto è ecologica l’auto. Tutti sanno infatti che l’importo del bollo dipende strettamente da quanti kW sviluppa il motore (e quindi quanto emette a parità di classe antinquinamento) e dalla classe antiquinamento EuroX. Allora non si capirebbe perché ancora una volta si parla di tassa nella tassa. Diversa cosa invece sarebbe introdurre una tassazione a consumo, in modo analogo a come era concepita la Tassa di circolazione. Una proposta di cui si è parlato già in tempi meno recenti, e che ha scatenato le perplessità di chi l’auto la usa per lavoro e macina migliaia di km a settimana.

The post Bollo auto legato alla CO2: ecco come stanno le cose appeared first on SicurAUTO.it.

Automobilisti disabili: in arrivo nuove tutele?

di Redazione

Automobilisti disabili nuove tutele

In arrivo nuove tutele per gli automobilisti disabili e, nel contempo, sanzioni più severe per chi utilizza irregolarmente il contrassegno riservato ai portatori di handicap. Sono questi, infatti, gli aspetti più significativi di un emendamento alla riforma del nuovo Codice della Strada presentato in commissione Trasporti alla Camera dal deputato pentastellato Carlo Ugo De Girolamo, primo firmatario della proposta. L’iter legislativo per l’approvazione definitiva delle modifiche inizierà a breve, quindi per la piena entrata in vigore bisognerà attendere ancora alcuni mesi. Salvo possibili stravolgimenti durante il passaggio in Aula.

LA DEFINIZIONE DI ‘UTENTI VULNERABILI’ NEL NUOVO CODICE DELLA STRADA

Il testo presentato dall’On. De Girolamo introduce nel CdS la definizione di ‘utenti vulnerabili’, che comprende anche i motociclisti. “Vogliamo introdurre un nuovo concetto di mobilità urbana, più sostenibile e sicura”, ha spiegato il deputato del M5S. “A chiunque circoli sulle strade italiane, che sia a piedi o su due ruote, dev’essere garantito il massimo della sicurezza. Tra gli utenti vulnerabili rientrano anche gli automobilisti disabili, per i quali si prevedono tutele specifiche”.

CODICE STRADA, DE GIROLAMO (M5S): PIU' TUTELE PER UTENTI VULNERABILI E SANZIONI DURE PER INCIVILI E "FURBETTI" DEL PASS…

Geplaatst door Carlo de Girolamo op Donderdag 6 juni 2019

SANZIONI PIÙ PESANTI PER CHI OCCUPA GLI SPAZI RISERVATI AI DISABILI

Nel dettaglio, se l’emendamento passerà esattamente come è stato presentato, ci saranno multe sempre più pesanti per chi parcheggia davanti agli scivoli riservati ai disabili. Un atteggiamento scorretto e disonesto che colpisce persone che hanno bisogno vitale di questi spazi, oltre ad averne diritto. Inoltre aumenteranno le sanzioni per gli incivili che posteggiano l’auto negli spazi riservati agli invalidi. E anche per chi utilizza irregolarmente il pass destinato ai portatori di handicap. Abitudine, se così vogliamo chiamarla, molto più radicata di quanto si pensi…

I VEICOLI PER DISABILI POTRANNO PARCHEGGIARE GRATIS SULLE STRISCE BLU

“Proprio così”, ha confermato De Girolamo. “Nel mio emendamento all’articolo 1 del testo sulle modifiche al Codice della Strada è previsto il raddoppio della sanzione amministrativa e un incremento nella detrazione dei punti della patente al fine di prevenire la sosta indebita sugli stalli riservati alle persone disabili, oltre a punire l’abuso e l’uso indebito del contrassegno”. Al contrario, sarà consentito ai veicoli per disabili di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu, nel caso in cui non ci siano posti riservati. “Su mia proposta”, ha concluso il deputato, “È prevista anche l’aggiunta di un nuovo tipo di segnale verticale che, integrando la segnaletica esistente, darà agli utenti della strada messaggi di tipo sociale o di sensibilizzazione su questioni di rilievo per la comunità. Tra cui il rispetto degli spazi per i disabili”.

The post Automobilisti disabili: in arrivo nuove tutele? appeared first on SicurAUTO.it.

Mazda 3 2.0 Skyactiv-G M-Hybrid Exclusive: la prova su strada

di Valerio Verdone

Al volante della nuova compatta Mazda che sfida le auto a gasolio con la tecnologia mild-hybrid

L'articolo Mazda 3 2.0 Skyactiv-G M-Hybrid Exclusive: la prova su strada proviene da Motori.it.

Doppio senso ciclabile nel Codice della Strada: nuovo emendamento

di Redazione

Doppio senso ciclabile Codice della Strada

C’è anche la norma sul doppio senso ciclabile nella riforma del Codice della Strada. Inizialmente esclusa dal testo base, la proposta di modifica è stata reinserita come emendamento proprio in extremis. E sarà poi discussa nelle prossime settimane insieme all’intero provvedimento per l’eventuale trasformazione in legge. Quindi non c’è ancora nulla di definitivo ma i proponenti sono fiduciosi.

COSA SIGNIFICA DOPPIO SENSO CICLABILE

Il doppio senso ciclabile, definito allo stesso modo ‘senso unico eccetto bici’, prevede che una strada a senso unico per i veicoli a motore possa essere percorsa in entrambi i sensi dalle bici, in una corsia a loro dedicata. In caso di approvazione definitiva non tutte le strade a senso unico saranno interessate dal provvedimento. Il doppio senso ciclabile sarà infatti applicato solo alle strade con velocità moderata, a prescindere dalla larghezza della carreggiata, con corsia ciclabile o senza e all’interno di zone 30 e zone residenziali, dove il traffico dev’essere il più possibile ridotto e disincentivato. Saranno invece escluse le principali arterie di traffico e le strade con limite di velocità a 50 km/h. Per questo motivo è fuorviante parlare di norma che regolarizza la ‘circolazione delle bici contromano’, non è affatto così.

I FIRMATARI DELL’EMENDAMENTO

Il reinserimento dell’emendamento sul doppio senso ciclabile è avvenuto grazie all’efficace lavoro del deputato Diego De Lorenzis del M5S, vicepresidente della XI Commissione Trasporti della Camera e relatore della riforma del Codice della Strada. La prima firmataria è invece l’altra deputata pentastellata Valentina Barzotti. Quest’ultima ha ripreso nei contenuti il testo già presentato dal collega Emanuele Scagliusi e inizialmente escluso dal testo base.

COSA PREVEDE LA NORMA SUL DOPPIO SENSO CICLABILE

L’emendamento è stato ripresentato con una nuova formulazione nell’articolo 182, comma 9-quater del CdS. “All’interno dei centri abitati, ove il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 km/h e contemporaneamente la strada sia classificata di tipo E (strada urbana di quartiere) o F (strada locale) ovvero sia parte di una zona a traffico limitato, i velocipedi possono circolare anche in senso opposto all’unico senso di marcia per tutti gli altri veicoli, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. […] È in ogni caso esclusa la possibilità di consentire la circolazione dei velocipedi in contromano”.

UN IMPORTANTE PASSO VERSO UNA MOBILITÀ SEMPRE PIÙ SOSTENIBILE

L’iter legislativo è ancora un po’ lungo (bisogna attendere prima la votazione in Commissione e poi in Aula, sia alla Camera che al Senato, sperando che nel frattempo non cada il Governo…) ma un importante passo verso una mobilità più sostenibile si è comunque compiuto, come ha confermato a bikeitalia.it il relatore De Lorenzis. “Sono fiducioso che i tempi siano maturi per approvare questa importante misura che ha già dimostrato di funzionare in tutta Europa”, le sue parole.

L'articolo Doppio senso ciclabile nel Codice della Strada: nuovo emendamento proviene da SicurAUTO.it.

Autovelox: multa valida anche se si superano di poco i limiti

di Redazione

Autovelox multa

Tra molti automobilisti circola la leggenda metropolitana secondo cui se si viene beccati a viaggiare oltre i limiti dall’autovelox, la multa scatta solo nel caso di evidente superamento dei suddetti limiti. In altri termini, il controllo elettronico della velocità tollererebbe le infrazioni leggere. Ebbene, ci spiace deluderli ma non è così. Anche la Cassazione ha ribadito che il superamento pure minimo del limite di velocità non esclude affatto l’applicazione di una sanzione.

L’INFRAZIONE DEL CONDUCENTE

La Suprema Corte si è espressa sull’argomento con la recente ordinanza n. 12629 del 13/05/2019, di cui ne ha dato notizia il portale di risorse legali avvocatoandreani.it. Il caso in questione riguardava un’automobilista che aveva ricevuto un verbale per violazione dell’art. 142, comma 8 del Codice della Strada, rilevata con autovelox. Tale articolo, ricordiamolo, dispone che “chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674”.

LA SENTENZA A SORPRESA DEL GIUDICE DI PACE

Nonostante l’evidente infrazione il conducente aveva fatto ricorso al Giudice di Pace, ritenendo che, data l’esiguità della velocità in eccesso (26 km/h oltre il limite di 50 km/h) e le circostanze di tempo e luogo (ovvero orario con traffico scarso e strada ampia e rettilinea), il superamento dei limiti non aveva posto concretamente in pericolo il bene protetto, e cioè l’incolumità pubblica e privata. Per la serie: ok, stavo andando più veloce del dovuto ma sulla strada non c’era nessuno ed era pure bella larga, perciò chiudete un occhio. E il Giudice di Pace l’occhio l’aveva sorprendentemente chiuso, accogliendo il ricorso e cancellando la sanzione!

IL RICORSO DEL COMUNE

Il Comune interessato però non ci stava e ricorreva a sua volta in Cassazione, contestando il riconoscimento, da parte del giudice, della buona fede del trasgressore, a fronte della presunzione di colpa gravante sul predetto. E contestando pure la mancanza di prova degli elementi ‘positivi’ idonei a superare tale presunzione.

IL RIBALTAMENTO DELLA CASSAZIONE: LE MOTIVAZIONI

Contestazione pienamente accolta dalla Corte di Cassazione: la multa con autovelox è valida anche se si superano di poco i limiti. Sconfessando la sentenza del Giudice di Pace, la Suprema Corte ha infatti osservato che per la configurabilità dell’illecito amministrativo è necessaria e sufficiente la coscienza e volontà della condotta attiva o omissiva, senza che occorra la concreta dimostrazione del dolo; inoltre la norma pone una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso. Riservando poi a questi l’onere di provare di aver agito senza colpa; ma soprattutto possono esserci cause di esclusione della responsabilità amministrativa solo quando sussistano elementi positivi idonei a ingenerare nell’autore della violazione il convincimento della liceità della sua condotta. E risulti poi che il trasgressore abbia fatto tutto quanto possibile per conformarsi al precetto di legge.

L'articolo Autovelox: multa valida anche se si superano di poco i limiti proviene da SicurAUTO.it.

❌