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Il Cyber Monday di Gearbest all’insegna della casa intelligente, ma non solo

di Informazione Pubb.

Non ci sono solo smartphone nelle offerte del Cyber Monday di Gearbest, ma anche moltissimi dispositivi dedicati alla casa intelligente.

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Bastano una decina di euro per questi auricolari true wireless con power bank

di Informazione Pubb.

Costano solo 12 euro questi auricolari true wireless con Bluetooth 5.0 con controlli touch direttamente sulle cuffie, anche per regolare il volume.

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È giunto il momento del Cyber Monday di DHGate con tantissime promozioni

di Informazione Pubb.

Parte col botto il Black Friday di DHGate, con alcuni prezzi davvero strepitosi su una serie di prodotti Xiaomi. Nei prossimi giorni scopriremo altre proposte.

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Nel Black Friday di GearBest impazzano le offerte Xiaomi e Amazfit

di Informazione Pubb.

Ci sono tantissimi prodotti Xiaomi e Amazfit nel Black Friday di Gearbest, iniziato da qualche giorno ma che sta entrando decisamente nel vivo oggi.

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HONOR Band 5 è scontatissima per il Black Friday su eBay

di Informazione Pubb.

Continuano le offerte per il Black Friday e oggi vogliamo segnalarvi HONOR Band 5, una smartband che sfida Mi Band 4 di Xiaomi su tutti i fronti.

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Amazon annuncia gli sconti del Black Friday fino al Cyber Monday

di Irven Zanolla

Le offerte del Black Friday di Amazon non si fermeranno domani, ma proseguiranno per tutto il weekend arrivando fino al Cyber Monday. Scoprite le occasioni più interessanti.

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Quanti prodotti Xiaomi nel Black Friday di DHGate, e che prezzi

di Informazione Pubb.

Parte col botto il Black Friday di DHGate, con alcuni prezzi davvero strepitosi su una serie di prodotti Xiaomi. Nei prossimi giorni scopriremo altre proposte.

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Scatta il Black Friday di Gearbest, e come sempre le offerte sono strabilianti

di Informazione Pubb.

Dopo le offerte di riscaldamento dei giorni scorsi prende finalmente il via la fase calda delle offerte di Gearbest. Ecco quelle più interessanti di oggi.

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AUKEY continua con gli sconti in attesa del Cyber Monday

di Informazione Pubb.

Non potevano mancare, in questo Black Friday 2019, le offerte di AUKEY, compagnia specializzata in accessori per smartphone e computer.

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La smart TV Xiaomi Mi TV 4A è in offerta su eBay a meno di 200 euro

di Informazione Pubb.

Per il Black Friday potete trovare la smart TV di Xiaomi su eBay a meno di 200 euro, con Android TV 9.0, assistente vocale e molte altre funzioni.

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Quante offerte sugli smartphone Samsung e Xiaomi nel Black Friday di eBay

di Informazione Pubb.

Parte la settimana del Black Friday ed eBay no si fa certo trovare impreparata. Si comincia con una selezione di smartphone Samsung e Xiaomi.

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Abarth 695 70° Anniversario, serie limitata!

di Marco Savo

Arriva la nuova serie speciale Abarth 695 70° Anniversario, che celebra i 70 anni del marchio Abarth. Si tratta di una serie super limitata a sole 1.949 unità, tante come l’anno di fondazione della società.

Questo nuovo bolide è stato presentato all’Abarth Days 2019, il più grande raduno europeo dello Scorpione che, fino al 6 ottobre, si svolge nell’avveniristico MIND (Milano Innovation District).

Paraurti anteriore sportivo Abarth 695 70° Anniversario
Paraurti anteriore sportivo Abarth 695 70° Anniversario

Abarth 695 70° Anniversario con alettone regolabile manualmente

La nuova Abarth 695 70° Anniversario è equipaggiata con il nuovo Spoiler ad Assetto Variabile, messo a punto dagli ingegneri Abarth nella galleria del vento di FCA ad Orbassano (Torino).

La nuova Abarth 695 70° Anniversario è un oggetto per collezionisti ed all’esterno colpisce subito per il nuovo alettone posteriore. Lo spoiler è regolabile manualmente, in 12 posizioni con un’inclinazione da 0° a 60°. In posizione di massima inclinazione (60°), ad una velocità di 200 km/h, l’alettone aumenta il carico aerodinamico fino a 42 kg.

L’alettone regolabile manualmente migliora le prestazioni aerodinamiche della vettura: aumenta la tenuta nel misto veloce e la stabilità alle alte velocità. Ad esempio, lungo il curvone del circuito di Vallelunga lo Spoiler ad Assetto Variabile permette di ridurre di quasi il 40% le correzioni sullo sterzo.

Alettone Spoiler ad Assetto Variabile aperto a 60° Abarth 695 70° Anniversario
Alettone Spoiler ad Assetto Variabile aperto a 60°

Abarth 695 70° Anniversario motore turbo 180 CV

La nuova 695 70° Anniversario è equipaggiata con il propulsore più potente della gamma: il motore turbo da 1,4 litri da 180 CV e 250 Nm di coppia massima a 3.000 rpm.

Prestazioni Abarth 695 70° Anniversario: quanto fa?

Le prestazioni sono da autentica auto sportiva: da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi e velocità massima di 225 km/h (con alettone regolato a 0°).

Vista frontale Abarth 695 70° Anniversario
Abarth 695 70° Anniversario da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi

Com’è fuori la nuova Abarth 695 70° Anniversario

ESTERNI Su quest’auto all’esterno balzano all’occhio anche una serie di alcuni elementi iconici del passato e del presente, quali lo scarico Record Monza attivo, la nuova livrea verde Monza 1958 e diversi dettagli in grigio Campovolo sullo Spoiler ad Assetto Variabile, nel Body kit, nel DAM anteriore e posteriore e sulle calotte degli specchi.

Della stessa tinta sono gli sticker dello Scorpione sul cofano e quello a scacchi sul tetto.

Tetto, bandiera a scacchi Abarth 695 70° Anniversario
Tetto, bandiera a scacchi Abarth 695 70° Anniversario

Che ruote monta?

Di serie ci sono i cerchi in lega SuperSport da 17″ da cui si intravedono le pinze rosse Brembo. In particolare il potente impianto frenante adotta pinze in alluminio a 4 pistoncini davanti e dischi autoventilati di 305 mm e di 240 mm al posteriore.

Alettone posteriore Abarth 695 70° Anniversario
Cerchi in lega SuperSport da 17″ Abarth 695 70° Anniversario

Interni Abarth 695 70° Anniversario

Nell’abitacolo dell’Abarth 695 70° Anniversario spiccano i sedili “Sabelt Tricolore”, una novità sviluppata appositamente per questa serie speciale. Dal glorioso passato racing del marchio arrivano anche i loghi sulla carrozzeria. che utilizzano lo storico font e lo scorpione dal disegno vintage.

All’interno dell’abitacolo c’è anche la targhetta numerata di ciascuno dei 1.949 esemplari. Al centro della plancia domina il sistema Uconnect 7″ HD che integra il navigatore, la Radio digitale DAB, Apple CarPlay e Android Auto. All’interno del sistema di infotainment c’è anche l’Abarth Telemetry, una applicazione integrata che consente di misurare le proprie prestazioni.

Sedili anteriori “Sabelt Tricolore” Abarth 695 70° Anniversario
Sedili anteriori “Sabelt Tricolore” Abarth 695 70° Anniversario

FOTO Abarth 695 70° Anniversario

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Quanto costa la manutenzione di un’auto Elettrica o Ibrida? I risultati

di Donato D'Ambrosi

L’analisi dei costi di manutenzione ordinaria e delle ore di manodopera (MDP) per le 10 auto elettriche e le 10 auto ibride tra le più vendute in Europa nel 2018, sfata alcuni miti già radicati sulla frequenza dei tagliandi delle auto elettriche EV e ibride HEV. Ad esempio “le auto elettriche avranno zero manutenzione” Sbagliato! Una previsione totalmente infondata guardando i piani di manutenzione dei Costruttori con tagliandi annuali. D’altra parte, se è vero che non ci sono né motore a scoppio né trasmissione idraulica, tutte le auto elettriche condividono gran parte delle parti in movimento sottoposte a controlli delle auto tradizionali ICE (ammortizzatori, bracci oscillanti, giunti, cuscinetti, freni, pneumatici, etc.). Al di là dei tanti controlli, sempre necessari, il risultato più eclatante è che nel confronto tra auto elettrica e a benzina si arriva anche ad un risparmio del 75% per la manutenzione ordinaria nei primi 6 anni di qualche modello, mentre la media sul risparmio è del 42% (182 euro/anno delle auto elettriche, contro i 314 euro delle auto tradizionali). Si può credere invece al fatto che le auto ibride richiedano una maggiore manutenzione rispetto alle versioni tradizionali a benzina? Anche in questo caso i numeri smentiscono questa credenza, la media di costo annuale è quasi identica. Ecco i casi più eclatanti e rappresentativi, suddivisi tra EV e HEV, dell’indagine Manutenzione auto elettrica e ibrida. Qui invece puoi vedere quali Case auto obbligano a fare i tagliandi per tutta la durata della garanzia sulla batteria al litio.

Sfoglia lo Speciale e leggi gli approfondimenti e le interviste qui.

Auto elettriche senza manutenzione: una bufala!

La manutenzione di tutte le auto elettriche dell’indagine costa in media il 42% in meno rispetto ai corrispettivi modelli tradizionali con motore a combustione interna. Ma non abbastanza da dimenticarsi l’officina: per 9 auto elettriche su 10 è previsto, infatti, un tagliando ogni anno a intervalli variabili da 15/20/30 mila km a seconda del Costruttore. Fa eccezione solo la Jaguar I-Pace, (3 tagliandi in 6 anni, la metà rispetto alla F-Pace che invece ne fa 6, uno l’anno). La Jaguar I-Pace è anche l’auto che richiede meno della metà di ore di MDP totali (4 h) rispetto alla F-Pace 2.0 i4 (9,9 h) con un costo complessivo per i tagliandi del 75% più basso rispetto alla F-Pace a benzina. Ci sono però anche delle eccezioni. È il caso della Citroen C-ZERO che richiede esattamente le stesse ore di MDP (10,6 h) di una Citroen C1 1.0 VTi 72cv e infatti anche il costo medio annuale dei tagliandi è quasi identico.

Tesla: pochi ricambi ma differenze di costo e manodopera abissali

Alla Tesla Model S75D va il primato di essere l’auto elettrica dell’indagine più costosa da manutenere, con un costo medio annuale di 625 euro e il più alto numero di ore di MDP (15 h in totale). Sicuramente non giustificabili dai ricambi che si sostituiscono ai tagliandi annuali (batterie telecomandi e tergicristalli a 1/3/5 anni – in aggiunta filtro disidratatore, filtro A/C e liquido freni a 2/4/6 anni, con l’ulteriore sostituzione liquido raffreddamento batteria a 4 anni). Bisogna però dire che da qualche mese la politica di Tesla sui tagliandi di manutenzione obbligatori è radicalmente cambiata: i clienti non sono più obbligati a farli, ma restano validi i costi che analizziamo nella nostra indagine. Mentre il confronto Volkswagen eGolf vs. Golf 1.5 TSI 130 cv rivela che le due auto richiedono quasi le stesse ore di MDP (in totale 12 h l’elettrica vs 13h tradizionale) ma la eGolf vanta anche il costo medio annuale di circa 1/3 (74 euro) rispetto alla gemella a benzina (197 euro). Tra i Costruttori che hanno fornito anche il costo di sostituzione della batteria (IVA e manodopera inclusa), da notare che la Nissan Leaf ha un costo medio per kWh più basso rispetto alle altre auto (qui sotto i dati).

Costi di manutenzione tra auto elettriche e tradizionali

Il confronto dei costi medi di manutenzione tra tutte le auto elettriche e quelle a combustione interna conferma che in 6 anni per le auto a batteria si spende mediamente meno: circa 1095 euro per un’auto elettriche contro 1885 euro per un’auto tradizionale equivalente. La media di ore di manodopera necessarie conferma anche che le auto elettriche in officina ci andranno, con la stessa frequenza o quasi di quelle tradizionali ma per meno tempo: circa il 13% in meno di manodopera in 6 anni (8,8 ore la media EV contro le 10,1 ore della media ICE). Le differenze sostanziali di costi e manodopera tra auto elettriche e tradizionali sono chiaramente influenzate anche dai ricambi in più che bisogna sostituire. Se nei tagliandi delle auto elettriche è ricorrente la sostituzione del filtro A/C e del liquido freni (e più di rado del liquido raffreddamento batteria), i costi di manutenzione delle auto tradizionali lievitano quasi sempre per le cinghie di distribuzione e rulli, candele, olio e filtri.

Dettaglio costi di manutenzione delle 10 auto elettriche

Nissan Leaf – Nissan Pulsar 1.5 dCi

Renault ZOE R90 – Renault Clio 0.9 Tce

Volkswagen eGolf – Volkswagen Golf 1.5 TSI

Hyundai Kona Electric – Hyundai Kona 1.0 T-GDI

Tesla Model S 75D – Porsche Panamera 3.0V6

Smart fortwo EQ – Smart fortwo 1.0

Hyundai Ioniq Electric – Hyundai i30 1.4 T-Gdi

Citroën C-Zero – Citroen C1 1.0 Vti

Smart forfour EQ – Smart forfour 1.0

Jaguar I-PACE – Jaguar F-PACE 2.0 i4

Costo Medio per Kwh quando si cambia la batteria 

Nissan Leaf: 213 euro/kWh (costo sostituzione batteria 40 kWh – 8.540 euro IVA e MDP incl.)

Volkswagen eGolf: 649 euro/kWh (costo sostituzione batteria 35,8 kWh – 23.248 euro IVA e MDP incl.)

Smart fortwoEQ: 646 euro/kWh (costo sostituzione batteria 17,6 kWh – 11.385 euro IVA e MDP incl.)

Smart forfourEQ: 646 euro/kWh (costo sostituzione batteria 17,6 kWh – 11.385 euro IVA e MDP incl.)

Citroen C-ZERO: 1.448 euro/kWh (costo sostituzione batteria 14,5 kWh – 21.006 euro IVA e MDP incl.)

Le auto ibride non sono tanto più impegnative

Le auto ibride (HEV) al contrario di quanto si è sempre detto fino ad oggi, non è affatto vero che richiedono più manutenzione della stessa auto con solo motore termico. Lo si capisce analizzando i costi e i tempi di MDP per i tagliandi di alcuni tra i modelli ibridi e tradizionali (ICE), sia restando nel listino dello stesso brand, sia mettendo a confronto auto di brand diversi ma dello stesso Paese. In media un’auto ibrida costa tanto quanto un’auto equivalente a combustione interna, cioè circa 1490 euro in 6 anni. Così come le ore di manodopera sono mediamente sovrapponibili: 9,7 ore la media ibrida contro 9,6 ore la media ICE.

Le ibride più semplici con più ore di manodopera

A sfatare il mito delle auto ibride più care sono i dati estrapolati dai piani di manutenzione della Yaris Hybrid, C-HR Hybrid, Swift 1.2 Hybrid e Ioniq Hybrid per le quali la differenza di costo rispetto alle benchmark tradizionali è molto limitato. Nel caso della C-HR Hybrid il tempo di MDP dopo 6 anni è addirittura identico alla C-HR 1.2 Turbo. Solo in un caso – la Kia Niro HEV richiede 2,8 ore di MDP più dell’auto a benzinadi riferimento, ma con un numero di tagliandi doppio (6 anziché 3 della Kia Sportage 1.6 GDi). Le evidenze emerse dall’indagine quindi smentiscono il mito dei costi più cari di manutenzione delle auto ibride rispetto alle auto tradizionali, anzi è il contrario in alcuni casi. Lo dimostra il confronto di costi di manutenzione delle ibride Toyota RAV4 Hybrid, Toyota Auris Hybrid e Toyota Prius Hybrid che costano anche meno rispetto alle Honda Civic 1.5 Turbo e CR-V 1.5 Turbo, su cui invece bisogna sostituire anche candele e filtro carburante a 6 anniLeggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

Dettaglio costi di manutenzione delle 10 auto ibride

Toyota Yaris 1.5 Hybrid – Toyota Yaris 1.5 VVT-i

Toyota C-HR 1.8 Hybrid – Toyota C-HR 1.2 Turbo

Toyota Auris 1.8 Hybrid – Honda Civic 5p 1.5 Turbo

Toyota RAV4 2.5 Hybrid – Honda CR-V 1.5 Turbo

Kia Niro 1.6 HEV – KIA Sportage 1.6 GDI

Lexus NX 300h – Mercedes GLC 250 4MATIC 2.0

Suzuki Swift 1.2 Hybrid 2WD –  Suzuki Swift 1.0

Hyundai Ioniq Hybrid – Hyundai i30 1.4 T-GDI

Toyota Prius 1.8 Hybrid –  Honda Civic 4p 1.5 Turbo

Lexus CT 200h – Mercedes Classe A180 1.3

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Manutenzione auto elettrica e ibrida: l’editoriale

di Claudio Cangialosi

Lo scandalo Dieselgate e l’ulteriore lotta alle emissioni di CO₂ imposta lo scorso 27 marzo dal Parlamento europeo – che ha portato il target di gr/km di CO₂ dai 95 (del 2021) ai 56 gr/km del 2030 – hanno tracciato in modo inequivocabile la strada del futuro mercato automotive. Entro il 2030, secondo GiPA, le auto con motore a combustione interna (ICE) saranno probabilmente ancora la parte predominante delle immatricolazioni e ancor di più del circolante: 4,6% di elettriche pure (EV); 11,4% di ibride (HEV); 84% di auto tradizionali (ICE). Ma questo è solo uno dei tanti outlook che permettono di avere delle previsioni sulle vendite delle auto elettriche ed ibride, ne diamo una completa panoramica qui. Se è vero che le auto elettrificate rappresentano ancora una percentuale bassissima del parco circolante (almeno in Italia, in altri Paesi va diversamente) grazie agli incentivi c’è stato un recente boom di vendite di auto elettriche e plug-in ad Aprile 2019. Sempre “bruscolini” qualcuno potrà dire, verissimo.

Un cambiamento inesorabile con alcuni miti da sfatare

Tuttavia i vari blocchi della circolazione (in Italia ed in Europa) e le drastiche riduzioni della CO₂ hanno ormai tracciato un percorso chiaro: la mobilità del futuro sarà sempre più elettrica (e connessa). Questo non significa che noi di SicurAUTO.it siamo a favore della morte del Diesel o dell’auto elettrica, abbiamo semplicemente registrato un trend (anche di marketing) e abbiamo notato come attorno alle auto elettriche ed ibride iniziassero a girare già tanti miti e domande. Per questo ci è sembrato giusto indagare e chiarire, focalizzandoci innanzitutto sui costi di manutenzione ordinaria delle auto elettriche ed ibride. Non solo per informare gli automobilisti, ma per aiutare anche gli addetti ai lavori dell’aftermarket (meccatronici, ricambisti, officine, distributori, etc.) a capire come cambierà il mondo automotive nel momento in cui l’elettrificazione di massa diventerà realtà.

Tanta confusione in giro, anche tra gli esperti

Leggendo alcune dichiarazioni di importanti Associazioni di categoria, secondo le quali le auto elettriche sarebbero praticamente esenti da manutenzione (“primo tagliando dopo 240.000 km”, si legge in una presentazione di ANFIA sull’elettrificazione), ci siamo accorti di quanto poco si conosca ancora sulla manutenzione ordinaria delle auto elettriche. Persino importanti società di noleggio a lungo termine, interpellate durante la nostra indagine, ignorano i futuri costi di manutenzione ordinaria delle auto elettriche già presenti nella loro offerta, un paradosso considerato che dovrebbero conoscere perfettamente il reale TCO delle auto in portfolio. Nemmeno le Associazioni automotive europee, da noi contattate all’inizio della nostra indagine, sono state in grado di chiarirci le idee sul tema costi di manutenzione.

Claudio Cangialosi durante la presentazione dell’indagine in anteprima ad Autopromotec 2019.

Intuizione giusta: nasce il metodo di lavoro

Tutto questo ci ha fatto capire che avevamo avuto l’intuizione giusta e, grazie al suggerimento di Rhiag Group (main sponsor dell’inchiesta) abbiamo deciso di realizzare questa indagine allargandola anche alle auto ibride, poiché anche sulla manutenzione di queste vetture c’è ancora confusione. Da qui il titolo dell’indagine: “Manutenzione auto elettrica e ibrida”. È vero che se acquisto un’auto elettrica potrò dimenticarmi del “tagliando”? Si risparmia davvero tanto nella manutenzione ordinaria di un’auto elettrica e ogni quanti anni dovrò incontrare il mio meccanico? Quali ricambi si dovranno sostituire e che ripercussioni avranno le auto elettriche su tutta la filiera aftermarket (OE e IAM)? Partendo da queste e altre domande, ci siamo inventati un metodo di lavoro e abbiamo realizzato la prima indagine sul tema manutenzione auto elettrica ed ibrida. Potrete leggere tutti i risultati nelle infografiche e negli approfondimenti presenti in questa home page.

Lavoro lungo, complesso e pieno di ostacoli

Non è stato facile realizzare questa indagine, lo confessiamo. Non tutti i Costruttori sono stati aperti e veloci nel fornirci tutti i dati richiesti (BMW si è rifiutata di collaborare, forse per timore di svelare costi molto alti?…). Sono state infatti necessarie, in alcuni casi, decine e decine di chiamate ai vari (sfuggenti) PR, quasi a dover desegretare costi e piani di manutenzione che di diritto dovrebbero essere messi a disposizione dei consumatori e degli addetti ai lavori. La disomogeneità dei dati (per formato e completezza) ha poi creato ulteriori problemi che, ci auguriamo, di aver tradotto nella più completa e trasparente indagine sui costi di manutenzione delle auto elettriche ed ibride sino adesso mai realizzata in Italia, e probabilmente in Europa.

Alcuni miti che abbiamo sfatato

Una cosa che salta subito all’occhio, scorrendo le varie infografiche emerse dall’inchiesta, è che la manutenzione delle auto elettriche sarà praticamente sempre annuale (fa eccezione solo la Jaguar I-Pace) e che quindi automobilisti ed officine si incontreranno spesso, avendo una doppia ripercussione positiva sulla sicurezza stradale e la filiera aftermarket. I costi di manutenzione di queste auto sono di norma minori, ma le differenze non sono così eclatanti come si poteva immaginare ascoltando le classiche “chiacchiere da bar” già circolanti. Anche sulle auto ibride emerge un dato importante: l’equazione “doppio motore = doppi costi” è quasi sempre falsa. I costi sono spesso molto simili e solo in un caso (restando nello stesso marchio) i costi si differenziano di molto. Per tutti i risultati nel dettaglio vi rimando alla lettura di questo articolo.

Claudio Cangialosi durante la presentazione dell’indagine in anteprima ad Autopromotec 2019.

Le elettriche sono sicuramente diverse, ma non così tanto

Ma perché i tagliandi sono frequenti anche nelle auto elettriche? Spulciando i piani di manutenzione ordinaria ufficiali “ci si ricorda” che anche queste auto hanno tante parti in comune con le auto tradizionali (sospensioni, braccetti, freni, pneumatici, filtri aria, cuscinetti, etc) le quali richiedono un controllo costante per essere certi che tutto funzioni in sicurezza. Per esempio: il liquido freni diventa ancora più importante nella manutenzione delle auto elettriche, poiché potenzialmente soggetto ad accumuli di umidità considerato queste vetture, per via del recupero di energia, sollecitano poco l’impianto frenante.

La Garanzia sulla batteria legata ai tagliandi, uno degli scoop emersi

Un aspetto importante, che in alcuni casi forzerà i clienti a fare manutenzione regolare, è la Garanzia sulla batteria. Ricordiamoci, infatti, che le auto elettriche sono coperte da una Garanzia fino a 8 anni sulla batteria (con km variabili a seconda del marchio). Una condizione che richiederà una maggiore attenzione alla regolarità dei tagliandi come abbiamo scoperto nella nostra inchiesta (ben oltre la durata della classica garanzia legale). In questo contesto, si prevede, che le auto connesse potranno aiutare con la manutenzione predittiva: sarà il veicolo, in futuro, a consigliare al conducente quando e dove fare il tagliando. Un boom atteso entro il 2030, quando il 70% dei veicoli circolanti in Europa sarà in grado di inviare dati telematici (fonte CARUSO). Una prospettiva tutta nuova per autoriparatori e consumatori che richiede chiarimenti su proprietà dei dati, privacy e libertà di scegliere liberamente a chi rivolgersi per riparare la propria auto connessa (ne abbiamo parlato con il neutral server CARUSO e con l’avvocato Beccari di ADIRA).

Tanti approfondimenti utili per automobilisti e operatori dell’aftermarket

Per completare l’indagine sulla Manutenzione auto elettrica e ibrida anche con i cambiamenti già in atto o in discussione presso la Commissione EU, abbiamo contattato diverse Associazioni di categoria ed Enti internazionali che ci hanno dato interessanti spunti di riflessione. Sono tanti, infatti, gli approfondimenti che abbiamo aggiunto attorno all’inchiesta. Ad esempio: costi di smaltimento batterie, abilitazione PES/PAV/PEI, mito del deficit energetico nazionale, interviste esclusive, etc. Letture interessanti, mi auguro, sia per gli automobilisti più informati che gli operatori del settore della riparazione auto e dell’aftermarket. Potete leggere tutto nel nostro speciale presente qui: lo speciale verrà arricchito nel tempo di nuovi contributi su cui stiamo già lavorando. Vorrei chiudere questo editoriale con un ringraziamento speciale al mio caporedattore Donato D’Ambrosi fulcro centrale di tutta l’indagine e a Rhiag Group per aver creduto nel valore della nostra inchiesta.

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Manutenzione auto elettrica e ibrida: il metodo dell’indagine

di Donato D'Ambrosi

L’indagine Manutenzione auto elettrica e ibrida di SicurAUTO.it mette in luce i costi reali di manutenzione ordinaria delle auto elettriche e ibride svelando la spesa che un’automobilista, o azienda, dovrà sostenere durante i primi 6 anni dall’acquisto. Sono state messe a confronto le 10 auto elettriche e le 10 auto ibride tra le più vendute in Europa (e a listino in Italia) con altrettanti modelli con motore a combustione interna.

Sfoglia lo Speciale e leggi gli approfondimenti e le interviste qui.

Auto simili ma diverse sotto al cofano

Nell’indagine abbiamo messo a paragone lo stesso modello – ove possibile – nella variante elettrica o ibrida con quella con motore termico. Quando non è stato possibile confrontare le vetture elettriche/ibride con le rispettive varianti a combustione interna (perché non a listino), la scelta del modello di riferimento si è basata su un’auto di equivalente segmento, dimensioni e potenza, cercando di privilegiare i modelli dello stesso Gruppo o dello stesso Paese.

Il costo dei tagliandi presso le officine delle Case

I prezzi delle vetture si basano sui quelli a listino in vigore al 31 dicembre 2018, i modelli sono stati scelti in base alle vendite in Europa durante il primo semestre 2018 (dati Jato Dynamics) ed i costi sono basati sui piani di manutenzione ordinaria ufficiali, relativi ai tagliandi dei primi 6 anni. I costi sono stati ottenuti direttamente dalle Case o dai loro siti ufficiali (quando disponibili), elaborati da SicurAUTO.it e basati sui prezzi consigliati al pubblico, IVA inclusa. Ogni officina autorizzata o concessionario ha, ovviamente, un proprio margine commerciale entro il quale agire per attivare una sana concorrenza.

Cosa abbiamo tirato fuori dall’indagine

Nel confronto dei costi di manutenzione tra le circa 40 auto elettriche (EV – Electric Vehicle), ibride (HEV – Hybrid Electric Vehicle) e a combustione interna (ICE – Internal Combustion Engine) oggetto dell’indagine, è stata posta particolare attenzione anche alle ore di manodopera necessarie e ai ricambi che ad ogni tagliando vengono sostituiti.

Per ogni coppia di auto vengono evidenziate attraverso delle semplici infografiche;

– la spesa di manutenzione ordinaria complessiva nei primi 6 anni
– la differenza di costo tra le auto elettriche/ibride e quelle con motore termico
– la reale frequenza con cui bisogna andare in officina per ogni tagliando

Quando la differenza di costo del singolo tagliando, tra le auto elettriche/ibride e quelle “tradizionali”, è molto alta, viene evidenziata la voce di costo più influente nel tagliando più costoso.

Le auto scelte e le eccezioni di alcuni modelli

Per maggior chiarezza e comprensione dello studio specifichiamo alcune eccezioni presenti tra le auto scelte nell’indagine.

– per quanto fossero presenti due modelli Tesla tra le prime 10 auto elettriche vendute in Europa è stata considerata la sola Tesla Model S (+9% a maggio 2018 secondo Jato) alla Model X (-7% a maggio 2018 secondo Jato);
– le due smart EQ sono rimaste perché con numeri più consistenti e per capire se si vi era reale differenza sui costi di manutenzione tra modelli di dimensioni e target differenti;
– la Jaguar I-Pace, per quanto ancora molto giovane come modello, è stata inserita nell’indagine essendo una delle più recenti ed innovative;
– la BMW i3, 4^ nella classifica Jato, è stata sostituita dalla Hyundai Kona EV, per indisponibilità di BMW a contribuire all’indagine;
– tutti i modelli di auto a combustione interna sono stati scelti con motore a benzina (di norma più economico rispetto al Diesel), fa eccezione la Pulsar, unica diesel dell’indagine, poiché non disponibile con motore benzina quando la scelta delle auto era già stata chiusa.

Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

L'articolo Manutenzione auto elettrica e ibrida: il metodo dell’indagine proviene da SicurAUTO.it.

Previsioni vendite auto elettriche e ibride sino al 2030

di Donato D'Ambrosi

Il 2020 avrebbe dovuto segnare il passaggio di massa dalle auto a motore endotermico (ICE) alle più pulite auto ibride (HEV) ed auto elettriche (EV), secondo quanto annunciavano gli analisti anni fa. Siamo quasi nell’anno in cui avremmo detto addio al petrolio ma, in barba alle più stravolgenti previsioni sulle vendite di auto elettriche e ibride, le auto a zero emissioni vendute sono ancora troppo poche (5 mila elettriche e 87 mila tra ibride e ibride Plug-in in Italia su un totale di 1,9 milioni, dati ANFIA).

Sfoglia lo Speciale e leggi gli approfondimenti e le interviste qui.

Sulla rotta di un cambiamento inevitabile

Rispetto a qualche anno fa però la crescita del mercato di auto ibride ed elettriche è letteralmente esplosa, vedi anche il recente boom di vendite di auto elettriche e plug-in ad Aprile 2019. I Costruttori hanno ormai cambiato opinioni sulle auto a zero emissioni e i limiti sulla CO2 sempre più stringenti non lasciano molta scelta a chi voglia continuare a presidiare il mercato (leggi tutti i piani sull’elettrico delle Case sino al 2025). Ma quando e con quale portata le auto elettriche e ibride inizieranno ad essere una realtà tangibile sulle strade e nelle officine? Una domanda che gli attori dell’aftermarket dovrebbero porsi e che proviamo a rispondere analizzando le più recenti previsioni di BloombergNEF, British Petroleum, GiPA, IEA e PoliMI.

Con l’EV30@30 molti Paesi hanno già fatto la loro scelta

Parlare oggi di previsioni sulle auto elettriche e ibride è quantomai più credibile, mettendo in conto che i numeri possono cambiare di anno in anno soprattutto in base alle politiche dei Governi, come gli eco incentivi fino al 2021 in Italia per le auto con meno di 70 g/km di CO2 e l’accordo EV30@30 nel resto del mondo. La Cina, ad esempio, è da sempre tra i maggiori Paesi che hanno puntato alla crescita delle auto elettriche. Mentre l’Olanda ha per diversi anni detenuto il primato per l’attuazione di politiche incentivanti l’acquisto delle auto ibride. Senza dimenticare la Norvegia, mercato numero 1 in Europa, dove a marzo 2019 ben il 58,4% delle auto immatricolate era elettrica (con un totale di 233.300 auto elettriche registrate al 14 maggio 2019). Uno scenario, come si vede, tutt’altro che omogeneo.

Per non fare confusione è importante distinguere le previsioni sulle vendite di auto elettriche e ibride dalle previsioni su come cambierà il parco auto circolante nei prossimi anni. Numeri a parte, più fonti confermano che le auto con motore a combustione interna saranno ancora presenti nei listini dei Costruttori, più pulite ovviamente, ma in rapporto minoritario rispetto a elettriche, ibride e ibride Plug-in. Procediamo quindi con le varie analisi.

Le previsioni sulle vendite globali, Bloomberg Finance

BloombergNEF prevede che nel 2040 il totale delle auto elettriche e ibride vendute coprirà il 55% del mercato mondiale. Come si vede dal grafico qui sotto, secondo la società americana, le ibride non avranno una diffusione così ampia come si pensa, saranno infatti le elettriche a dominare la scena del mercato, già a partire dal 2020. Gli analisti sostengono che “il costo iniziale dei veicoli elettrici diventerà competitivo su base non sovvenzionata a partire dal 2024. Entro il 2029, quasi tutti i segmenti raggiungono la parità poiché i prezzi delle batterie continueranno a scendere”.

 Le previsioni sul parco circolante globale, British Petroleum e IEA

La necessità di raggiungere standard di emissioni molto bassi porterà l’efficienza delle auto con motore endotermico sempre più in alto: secondo British Petroleum, nel 2040 le auto a benzina saranno capaci di una percorrenza media di 100 km con 2 litri di carburante, come mostra il grafico in basso. La maggiore efficienza, unita alla diffusione del car sharing, sempre secondo BP, farà aumentare anche l’uso di veicoli che si muovono a batteria o carburante gassoso.

In questo lasso di tempo cambierà la consistenza del parco auto circolante, in modo più evidente nei Paesi che hanno aderito all’accordo EV30@30. Canada, Cile, Cina, Finlandia, Francia, Germania, India, Giappone, Messico, Olanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Portogallo, Svezia, UK e USA hanno stabilito l’obiettivo comune entro il 2030 di raggiungere il 30% di auto elettriche sul totale di veicoli venduti. L’Italia, come si può notare, non c’è.

Le previsioni di IEA (l’Agenzia Internazionale dell’Energia) basate sugli accordi EV30@30 dicono che, se ci saranno nuove politiche che incentiveranno le auto elettrificate, nel 2030 il parco auto circolante nel mondo sarà composto da 230 milioni di veicoli elettrificati così composto: circa 120 mln di auto elettriche per trasporto passeggeri, 80 milioni di auto ibride Plug-in per trasporto passeggeri e la restante quota divisa tra elettriche e ibride Plug-in per trasporto commerciale leggero e truck ibridi Plug-in.

Queste previsioni collimano con quanto anticipa British Petroleum: nel 2030 secondo BP ci saranno circa 100 milioni di auto elettriche circolanti (elettriche + ibride Plug-in). La crescita sarà esponenziale nel decennio successivo fino a circa 320 milioni di auto elettrificate nel 2040, come mostra il grafico qui sotto.

Le previsioni su immatricolazioni e parco circolante in Italia di GiPA

L’Italia in questo processo di trasformazione della mobilità ha la sua latenza, ma anche le sue previsioni. Secondo GiPA nel 2028 il numero di auto tradizionali (benzina e gasolio) immatricolate in Italia sarà di poco superiore al 30% (5% diesel, 26% benzina), molte meno delle auto elettriche (20%) e ibride (49%). Diversi saranno i numeri del parco auto circolante, ancora largamente costituito da veicoli tradizionali (84%) nel 2028, a fronte dell’11,4% di auto ibride e 4,6% di auto elettriche.

Le previsioni sul parco circolante in Italia del PoliMI

Il Politecnico di Milano, nello studio sulle previsioni con Energy&Strategy Group, prevede diversi scenari nel caso in cui l’Italia possa avere un’escalation lenta (20% delle vendite nel 2030 – 1,8 milioni di veicoli elettrici circolanti), media (50% vendite – 5 milioni circolanti) o veloce (oltre 60% vendite – 7,5 milioni circolanti). Dai 3 scenari ipotizzati, nel grafico qui sotto, si capisce come anche secondo il PoliMI l’impatto “vero” dei veicoli elettrici si avrà dopo il 2025. Anno in cui, ipotizzando uno sviluppo della rete infrastrutturale lento, dovrebbero essere attive almeno 18 mila colonnine di ricarica (oltre 35 mila colonnine nell’ipotesi più ottimistica).

Materie prime per batterie meno rare di quanto si crede

E’ inevitabile che la crescita produttiva di auto elettriche e ibride comporterà anche una maggiore richiesta delle materie prime per le batterie, come si vede qui sotto dalle previsioni EVO-BloombergNEF. Oltre ai metalli più diffusi come rame e allumino – le cosiddette Terre rare, che poi così rare non sono, saranno la nuova moneta di scambio commerciale e politico di molti Paesi nel mondo. La Cina tra tutti è il Paese più attivo nell’estrazione e nella lavorazione delle Terre rare. Sotto questo nome finiscono 17 elementi chimici senza i quali oggi non funzionerebbero i più recenti dispositivi elettronici nei settori più disparati (Aerospaziale, Militare, Consumer, Metallurgico, Ricerca e Automotive).

Ma perché rare? Dalla loro scoperta (fine 1800, i primi materiali), furono definiti rari perché presenti in natura sotto forma di minerali e ossidi. Ricavare quindi una piccola percentuale in peso degli elementi dal materiale estratto dalle miniere ha fatto sì che fossero “rare”. Ancora oggi i costi di estrazione sono piuttosto alti e in molti Paesi come Brasile, India, Malesia ecc., sono riducibili grazie a manodopera a basso costo. La Cina tra tutti i Paesi riveste quasi un ruolo monopolista (oltre 100 mila tonnellate di giacimenti sarebbero sue, mentre il resto delle riserve note più rilevanti divise tra Russia, Giappone, USA, Malesia, Tailandia, Australia e altri). Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

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Auto elettriche ed il falso mito del deficit energetico

di Nicodemo Angì

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Le auto elettriche sono segnate dal falso mito del deficit energetico. Molti confrontano infatti i 50 – 90 kWh delle batterie nei veicoli con i 3 kW del contratto di casa e pensano al peggio. Sono infatti convinti che molte auto elettriche che si caricano metterebbero in crisi la rete dell’energia, provocando blackout e altre catastrofi. Quest’idea si basa su sensazioni o confronti “a spanne” ma una ricerca del PoliMI mette bene in chiaro le cose e ci tranquillizza.

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La ricerca del PoliMI e lo stato attuale del mercato

La ricerca è a cura dell’Energy & Strategy Group e della School of Management del Politecnico e ha avuto come partner importanti aziende. Ma analizziamo prima qualche numero dello studio, partendo dal mercato a livello globale: le elettriche vendute nel 2015 sono state 537.000, 750.000 nel 2016 e 1,2 milioni nel 2017; la stima per il 2018 parla di circa 2 milioni. Nel 2017 la Cina ha dominato con circa 580.000 auto, +72% rispetto al 2016. L’Europa è seconda, con 290.000 veicoli (+39%), terzi gli Stati Uniti – 200.000 veicoli, +27% – e quarto il Giappone: 56.000 unità, +155% sul 2016.

La Norvegia è la regina

La Norvegia – 62.000 vendite – è terza dopo Cina e Stati Uniti ma regna in Europa, con un 39% sul totale delle immatricolazioni annuali. Segue la Germania con 55.000 immatricolazioni (+117% sul 2016), la Gran Bretagna (47.000, +27%) e la Francia (37.000, +26%). Questi 4 Paesi valgono il 70% del totale europeo; l’Italia è indietro con 4.827 elettriche immatricolate nel 2017. La crescita prosegue: le immatricolazioni dei primi 6 mesi del 2018 sono state 4.129, +89% rispetto al primo semestre del 2017 con numeri che si avvicinano al totale del 2017. Le immatricolazioni italiane sono state meno del 2% sulle elettriche europee ma considerando tutti i veicoli l’Italia vale il 13% del totale. Ci sono quindi “ampi margini di miglioramento”. Ma se le elettriche diventassero centinaia di migliaia e poi milioni ci sarebbero conseguenze sulla rete elettrica?

Un mito da sfatare: l’impatto sulla stabilità del sistema elettrico

I ricercatori del Politecnico scrivono: “è opinione diffusa che un incremento del numero di veicoli elettrici possa portare instabilità al sistema elettrico nazionale”. Viene quindi esposto un semplice calcolo che ipotizza, per un’elettrica, una percorrenza di 11.000 km/anno e consumi medi pari a 16 kWh/100 km. In un anno questa automobile consumerebbe quindi “soltanto” 1.760 kWh. Una famiglia media italiana consuma annualmente 2.700 kWh circa, pari al consumo di 1,5 vetture elettriche. Alla fine del 2018 c’erano in Italia 7.340 elettriche a batteria, il cui consumo totale  stimato è 11,3 GWh/anno. La cifra corrisponde quindi ai consumi elettrici di 4.200 famiglie medie ovvero allo 0,0035% dei consumi elettrici nazionali, oggi di 320 TWh/anno. Nulla di preoccupante, ma cosa succederebbe se nel 2030 le elettriche fossero 4,8 milioni, la cifra prevista dallo scenario di sviluppo “moderato” dello studio? A parità di consumo medio e percorrenza l’energia elettrica aggiuntiva sarebbe 8,4 TWh/anno, pari a circa il 2,5% dei consumi attuali di elettricità in Italia.

Intelligente e forte, la rete

L’impatto sul sistema elettrico italiano sarebbe meno importante di quel che ci si potrebbe aspettare, anche perché in 10 anni la produzione potrebbe adeguarsi. I sistemi di ricarica intelligente e l’implementazione delle smart grid e della comunicazione V2G (Vehicle-to-Grid) renderebbero questi veicoli molto utili. Ipotizzando una capacità media delle batterie di 40 kWh, essi avrebbero circa 200 GWh totali, utili per assorbire i picchi della domanda “aiutando” la rete. Anche lo scenario estremo, con la completa sostituzione del parco circolante (circa 37 milioni di unità) con veicoli elettrici non è apocalittico. Con le stesse ipotesi, il consumo di elettricità aggiuntivo sarebbe di circa 65 TWh, poco più del 20% dei consumi elettrici totali di oggi. Anche in questo caso ci sarebbe molto tempo per adeguare la rete – e le abitudini dei cittadini – ad un surplus di consumo.

Il vero problema sarebbero i picchi

Qualche precauzione andrebbe presa a livello locale, soprattutto in vista della diffusione delle colonnine per la ricarica veloce. Consideriamo una potenza media di 100 kW per i punti di ricarica veloce, ottenuta combinando le stazioni attuali da 50 kW e quelle future da 350 kW. Se lo 0,1% dei veicoli ricaricasse contemporaneamente in modo Fast, la potenza impegnata sarebbe di 3,7 GW, passando a 18,5 GW per lo 0,5% dei veicoli. Negli ultimi anni la potenza massima impegnata italiana si è assestata intorno ai 55 GW per la quale i 3,7 GW costituiscono un aumento del 6%, mentre i 18,5 GW sarebbero più del 33%. È evidente la criticità in questo secondo caso (la domanda di punta è pari all’intera potenza fotovoltaica installata in Italia e al doppio di quella eolica), ma anche nel primo vi sarebbero delle problematiche nel caso la richiesta fosse concentrata in pochi punti. È quindi necessaria una particolare attenzione nella scelta e nella gestione dell’infrastruttura di ricarica, anche e soprattutto a livello locale. Nello studio del PoliMI si prevedono tra le 25.000 e le 45.000 colonnine ad uso pubblico da qui al 2030 e tra 1,5 e 6,8 milioni di colonnine private nello scenario di sviluppo accelerato. Portando il rapporto tra punti di ricarica e auto elettriche compreso tra 0,8 e 0,9Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

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Nissan Leaf vs Nissan Pulsar: quanto costa la manutenzione?

di Redazione

Quanto costa la manutenzione di un’auto elettrica? E’ vero che non andrà mai in officina? L’indagine Manutenzione Auto elettrica e ibrida confronta i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). In questa pagina parliamo dei costi reali di manutenzione della Nissan Leaf 40 kWh a confronto con la Nissan Pulsar 1.5  diesel 110 cv. Quale delle due richiede meno ore di manodopera? Quali sono i tagliandi più costosi e quali ricambi si sostituiscono nei primi 6 anni sulle auto elettriche e a combustione interna? Ecco le differenze più eclatanti emerse dai piani di manutenzione ufficiali delle Nissan Leaf e Pulsar raffigurati anche nell’infografica in basso. Qui invece puoi consultare i costi di tutte le altre auto elettriche e ibride rispetto ai modelli equivalenti tradizionali. Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

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I ricambi da sostituire

I tagliandi della Nissan Leaf prevedono oltre a una serie di controlli la frequente sostituzione del filtro antipolline e liquido freni. Solo ad un tagliando è necessario cambiare anche il liquido di raffreddamento della batteria, il che dimostra come rispetto alla Pulsar abbia una funzione ancora più importante. Nei primi 6 anni di manutenzione della Pulsar al solito cambio di olio e filtri si aggiunge anche il kit distribuzione e cinghie. Un intervento che dimenticheremo sicuramente.

Quante ore in officina

Nissan Leaf e Pulsar richiedono quasi le stesse ore di manodopera in 6 anni (9,5 ore la Pulsar e 8,5 la Leaf) con costi più che raddoppiati per l’auto diesel a causa dei componenti usurabili. La manutenzione ordinaria più costosa della Nissan Pulsar 1.5 DCI si fa al 5^ anno per via della sostituzione del kit distribuzione. Il tagliando più caro della Pulsar (570 euro) richiede ben 2,4 ore di manodopera. Mentre la Nissan Leaf necessita solo della sostituzione del liquido di raffreddamento batteria al 4^ anno come intervento ulteriore. Il tagliando in questo caso però richiede 1,7 ore di manodopera e anche il costo – il più alto nei 6 anni – si ferma a 186 euro IVA e manodopera incluse. Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

Sintesi

Nissan Leaf 40kWh (EV)
– Ore MDP totali: 8,7 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 804 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 134 euro
– Frequenza tagliando: 1 anno
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Nissan Pulsar 1.5 DCI 110 (ICE)
– Ore MDP totali: 9,5 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 1920 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 320 euro
– Frequenza tagliando: 1 anno
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

 

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Renault ZOE vs Renault Clio: quanto costa la manutenzione?

di Redazione

Quanto costa la manutenzione di un’auto elettrica? È vero che non andrà mai in officina? L’indagine Manutenzione Auto elettrica e ibrida confronta i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). In questa pagina parliamo dei costi reali di manutenzione della Renault ZOE R90 a confronto con la Renault Clio benzina 0.9 TCe. Quale delle due richiede meno ore di manodopera? Quali sono i tagliandi più costosi e quali ricambi si sostituiscono nei primi 6 anni sulle auto elettriche e a combustione interna? Ecco le differenze più eclatanti emerse dai piani di manutenzione ufficiali delle Renault ZOE e Clio benzina raffigurati anche nell’infografica in basso. Qui invece puoi consultare i costi di tutte le altre auto elettriche e ibride rispetto ai modelli equivalenti tradizionali. Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

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I ricambi da sostituire

A ripresentarsi con frequenza nei tagliandi annuali della Clio 0.9 TCe benzina è chiaramente la sostituzione di olio e filtri nei 6 anni di riferimento, che tiene l’auto in officina per più tempo. Anche la Clio come molte altre auto tradizionali non può fare a meno del kit distribuzione e rulli nuovi dopo qualche anno; l’intervento che richiede più ore e costi di manutenzione. Mentre la Renault ZOE è una delle poche elettriche che ha bisogno della batteria di servizio da 12V nuova dopo i primi 3 anni, ma come la Nissan Leaf cambia il liquido di raffreddamento molto prima della Clio.

Quante ore in officina

Guardando l’infografica qui sotto salta subito all’occhio che il costo della manutenzione ordinaria della Clio è doppio rispetto alla ZOE. La sostituzione della cinghia servizi sulla Clio è una spesa che pesa sul costo del 6^ tagliando, il più caro, (da 463 euro) che ferma l’auto per 2,8 ore in officina. La Renault Clio però cambia anche il liquido dei freni dopo 4 anni; è il motivo che porta il costo del 4^ tagliando a 304 euro.  La Renault ZOE invece si ferma in officina per appena 0,2 ore nel tagliando meno impegnativo, il più veloce di tutte le auto elettriche dell’indagine (1^ anno – costo 59 euro). Ma al 5^ anno la sostituzione del liquido di raffreddamento richiede 2 ore di MDP (costo tagliando 147 euro), mentre al tagliando più caro (3^ anno) il cambio batteria 12V costa 213 euro e porta via poco più di un’ora. Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

Sintesi

Renault ZOE R90 (EV)
– Ore MDP totali: 5,5 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 675 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 112 euro
– Frequenza tagliando: 1 anno
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Renault Clio 0.9 TCe (ICE)
– Ore MDP totali: 8 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 1339 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 223 euro
– Frequenza tagliando: 1 anno
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

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