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Misure anti smog 2020: Barcellona bandisce 50 mila veicoli

di Raffaele Dambra

Misure anti smog 2020 Barcellona

Lotta senza quartiere alle emissioni di CO2 anche in Spagna (o forse dovremmo dire Catalogna) con le nuove e più rigide misure anti smog in vigore dal 2020 nella città di Barcellona, che hanno in pratica bandito da quasi tutta l’area metropolitana ben 50 mila vetture inquinanti. Creando di fatto la zona a basse emissioni più grande di tutto il sud Europa che, nelle intenzioni dell’amministrazione locale, dovrebbe ridurre del 15% il livello di inquinamento prodotto dal traffico veicolare.

MISURE ANTI SMOG 2020 A BARCELLONA: I VEICOLI COINVOLTI

In vigore dallo scorso 2 gennaio 2020, le misure anti smog di Barcellona sono valide dal lunedì al sabato, dalle 7 del mattino alle 20. Come detto, il provvedimento riguarda quasi l’intera area metropolitana della città catalana, per un totale di 95 kmq. Le vetture che non possono più circolare nei giorni e negli orari indicati sono le seguenti: auto benzina Euro 3 immatricolate prima di gennaio 2000; auto diesel pre Euro 4 immatricolate prima di gennaio 2006; motocicli, ciclomotori e quad tutti pre Euro 2 e immatricolati prima del 2003. Il blocco del traffico a Barcellona contempla anche i furgoni Euro 1 immatricolati prima dell’1 ottobre 1994, mentre dal 2021 scatteranno divieti anche per camion e autobus. Fermati anche dei taxi. Le multe per i trasgressori, che partiranno solo dal prossimo 1 aprile, variano da 100 a 500 euro.

BLOCCO TRAFFICO BARCELLONA 2020: SPAZIO AL CAR SHARING

Come riporta la testata L’Automobile edita dall’ACI, il blocco del traffico a Barcellona per le vetture più inquinanti, oltre a favorire l’abbattimento delle emissioni di CO2, è pensato per ‘spingere’ i tanti servizi messi a disposizione dalle compagnie di car sharing elettrico e tutte le altre soluzioni di trasporto green presenti nella metropoli catalana. A cominciare ovviamente dal noleggio in condivisione dei dispositivi della micromobilità elettrica, come gli ormai ‘trendissimi’ monopattini.

MISURE ANTI SMOG A BARCELLONA: DOPO LE AUTO TOCCA AGLI… AEREI?

Ma la battaglia della sindaca Ada Colau per rendere più ecosostenibile la sua città non si ferma alle nuove misure anti smog contro auto e moto. La prima cittadina ha messo infatti nel mirino anche gli aerei, chiedendo ufficialmente la cancellazione della tratta aerea tra Barcellona e Madrid, e proponendo al suo posto l’uso esclusivo dei treni ad alta velocità. Certo, si perderebbe un po’ più di tempo (poco meno di tre ore per il tragitto in treno contro l’ora e mezza dell’aereo, a cui però vanno aggiunti i tempi necessari per check-in, imbarco, recupero bagagli e percorso aeroporto-centro città) ma ne guadagnerebbe la salute dell’ambiente. Si stima infatti che un TAV da Barcellona a Madrid produca in media un inquinamento non superiore ai 4,9-7,25 kg di Co2 a passeggero, rispetto ai 60-80 kg emessi da un aereo.

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Torino: misure antismog dal 1° ottobre 2019, stop ai diesel Euro 3

di Raffaele Dambra

Torino misure antismog 2019

Esattamente come accadrà a Milano, con l’estensione del divieto d’accesso nell’Area B, da martedì 1° ottobre 2019 saranno in vigore a Torino nuove misure antismog finalizzate alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera. La novità principale riguarderà lo stop alle auto con motore diesel Euro 3, a prescindere dalle condizioni dell’aria. Ma se durante l’inverno si verificheranno significativi superamenti dei valori limite, le restrizioni toccheranno pure i diesel Euro 4 ed Euro 5. Queste misure antismog rientrano nell’accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano. Accordo di cui fanno parte, insieme al Piemonte, anche Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

TORINO: MISURE ANTISMOG 2019

In soldoni, le misure antismog in vigore a Torino e in altri 22 comuni della città metropolitana dal 1° ottobre 2019 (alcune confermate dall’anno passato, altre nuove), saranno queste:
– divieto di circolazione tutti i giorni (festivi compresi) per 24 ore di ogni veicolo M1 (autovetture), N1, N2, N3 con omologazione Euro 0, e dei soli diesel Euro 1;
– divieto di circolazione dalle ore 8:00 alle 19:00 nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dei veicoli M1, N1, N2, N3 dotati di motore diesel con omologazione uguale a Euro 2;
– il divieto di circolazione, dalle ore 8:00 alle 19:00, nei giorni feriali dal lunedì al venerdì e nel solo periodo invernale (1 ottobre-31 marzo) dei veicoli M1, N1, N2, N3 dotati di motore diesel Euro 3.
– divieto di circolazione per 24 ore, nel solo periodo invernale (1 ottobre-31 marzo), di tutti i ciclomotori e i motocicli adibiti al trasporto di persone o merci con omologazione inferiore a Euro 1;
divieto per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso.

MISURE ANTI INQUINAMENTO A TORINO: LIMITAZIONI TEMPORANEE

Come spiegavamo all’inizio, se si verificheranno significativi superamenti della soglia minima di inquinamento (limitatamente al periodo invernale), le misure antismog a Torino diventeranno ben più restrittive e riguarderanno altre categorie di veicoli. In particolare:
Allerta arancio (1° livello), attivata dopo 4 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 µg/m3 della concentrazione di PM10. Sarà disposto il divieto di circolazione anche dei diesel Euro 4 con queste modalità: 8:00-19:00 per le sole autovetture; 8:30-14:00 e 16:00-19:00 per i veicoli adibiti al trasporto merci (con diesel Euro 2 e 3 fermi anche sabato e festivi);
Allerta rossa di 2° livello, attivata dopo 10 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 µg/m3 della concentrazione di PM10. In aggiunta ai provvedimenti relativi all’allerta arancio e per gli stessi orari indicati, sarà estesa la limitazione della circolazione anche alle automobili e ai veicoli commerciali diesel Euro 5 immatricolati prima dell’1 gennaio 2013. E pure ai benzina Euro 1.
– infine, Allerta viola (3° livello), attivata dopo 20 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 µg/m3 della concentrazione di PM10. In aggiunta ai provvedimenti relativi alle allerte arancio e rossa e per gli stessi orari indicati, sarà disposto il divieto di circolazione anche ai diesel Euro 5 senza distinzioni dovute alla data di immatricolazione.

MISURE ANTISMOG 2019 A TORINO: ESENZIONI E DEROGHE

Le misure antismog previste dal 1° ottobre 2019 nella città di Torino e in diversi comuni dell’area metropolitana prevedono numerose esenzioni. Che vi invitiamo a consultare nell’Ordinanza 42 AA del 27/09/2019 scaricabile in basso cliccando sul tasto rosso Scarica PDF. Le deroghe riguarderanno per esempio i veicoli diretti presso officine e centri autorizzati al fine di effettuare la revisione o la rottamazione; i veicoli di interesse storico e collezionistico; i veicoli utilizzati per il trasporto di portatori di handicap e di soggetti affetti da gravi patologie. Tra le novità del 2019 segnaliamo l’introduzione di nuove esenzioni per i veicoli condotti da persone con ISEE famigliare inferiore a 14.000 euro; e per le autovetture con omologazione superiore a Euro 0 benzina ed Euro 1 diesel condotte da persone di almeno 70 anni. In entrambi i casi è necessario che i beneficiari non dispongano di altri veicoli esclusi dalle limitazioni; e che l’utilizzo sia limitato a un veicolo per ogni nucleo familiare. Nessun divieto di alcun tipo sarà inoltre disposto nei giorni 25 e 26 dicembre e 1° gennaio.

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Costo benzina in Germania: fino a 50 euro in più con l’ecotassa CO2

di Redazione

Sale il costo della benzina in Germania: fino a 50 euro in più con l’ecotassa CO2. Le compagnie petrolifere dovranno acquistare quote che costano da 30 euro a 50 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica emessa dai loro carburanti. I motivi sono semplici: finanziare la campagna anti-smog. E dissuadere gli automobilisti dal fare il pieno, così che inquinino meno. Infatti, la Germania di Angela Merkel investe 100 miliardi di euro entro il 2030 (54 entro il 2023) per riconvertire l’economia: il fine ultimo è renderla molto più ecosostenibile.

AUMENTO DELLA BENZINA NEL PACCHETTO SALVA-CLIMA

Il maggiore costo della benzina in Germania è nel pacchetto salva-clima di Berlino, che ha finalmente visto la luce dopo mesi di estenuanti trattative: nella coalizione di governo, le polemiche sono state forti. Perdipiù, c’è stata la manifestazione a favore del clima, con la pressione mediatica sempre insistente. Nel mirino le emissioni di gas serra: devono scendere del 55% entro il 2030. E divenire neutrali dal punto di vista climatico entro il 2050. Lo ha detto la cancelliera di ferro, Angela Merkel. Da sempre paladino dell’industria automotive tedesca.

PAGANO GLI AUTOMOBILISTI CON LA BENZINA

Dove trovare i soldi per raggiungere questi obiettivi così ambiziosi? Il debito tedesco non salirà, garantisce la Merkel. Al massimo un green-bond sarà protagonista di una strategia che punta a fare della Germania il cuore della finanza verde in Europa e nel mondo. Da una parte si incentivano comportamenti virtuosi: per esempio, bonus a chi compra l’auto elettrica e si disfa della vettura a benzina o a gasolio. Dall’altra, si penalizza chi inquina: per esempio, un costo più alto della benzina.

DETRAZIONI FISCALI PER I PENDOLARI

Ci sarà quindi un aumento graduale della benzina e del diesel: entro il 2026, un rialzo minimo di 3 centesimi il litro; e un’impennata massima di 15 centesimi. Però, le detrazioni fiscali sul carburante dei pendolari saranno più forti. Meno invece tasse sul consumo di energia elettrica green. Non si commetterà l’errore di penalizzare solo chi guida auto molto inquinanti: ci saranno le rottamazioni delle caldaie a gasolio. Dal 2025, non sarà più possibile installazione: producono troppo CO2. Aumenta anche l’Iva sui biglietti aerei, mentre scende quella sui treni. Quindi, ambientalisti felici e contenti? Manco per idea. Questo pacchetto di misure “è uno scandalo, non un passo avanti“, dice Fridays for Future. Durissima la co-leader dei verdi tedeschi Annalena Baerbock: “Un’opportunità storica sprecata”. Controreplica della Merkel, in questo che si annuncia lo scontro del futuro in Germania tra due signore: “La politica è fare quello che è possibile“, ha detto la Merkel.

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Le bici riducono più traffico e smog delle auto elettriche?

di Donato D'Ambrosi

Doppio senso ciclabile

Bici o auto elettrica? La scelta green si fa scomoda quando si tratta di sposare l’eco-mobilità in favore degli spostamenti urbani più confortevoli. Se auto elettriche hanno già emissioni approssimabili a zero, occupano sempre lo spazio di un’auto. Così uno studio ha rivelato quanto le bici possono migliorare la vita in città rispetto alle auto, in particolare elettriche se si pensa alla crociata della Commissione che sta spingendo l’elettrificazione. L’Olanda, che in fatto di biciclette è la Norvegia delle auto a batterie, detiene il primato di più ore di traffico in meno proprio grazie alle due ruote a pedali.

PASSARE ALLE BICI RIDUCE ANCHE IL RUMORE E MIGLIORA IL TPL

Nel 2006 la città di Copenhagen è stata trasformata totalmente con piste ciclabili e percorsi pedonali sono stati ampliati, corsie dedicate per gli autobus. I limiti di velocità sono stati abbassati da 50 a 40 km/h, vedi qui come cambia la sicurezza di un pedone investito. Il traffico automobilistico è diminuito del 45% in città e il tempo di viaggio degli autobus è sceso del 10%, i livelli di rumore sono diminuiti del 50% e il livello il numero di ciclisti è aumentato del 10%. Sono i numeri dello studio realizzato da una società olandese di consulenza. Il numero degli incidenti stradali a Copenhagen è diminuito del 45% in 33 mesi.

IN OLANDA IL POTENZIALE MAGGIORE PER LE BICI

Lo studio realizzato dalla società olandese Goudappel Coffeng ha utilizzato la modellazione del traffico e concluso che costruendo 675 km aggiuntivi di autostrade ciclabili farebbero diminuire il tempo passato in strada nei Paesi Bassi di 3,8 milioni di ore per anno. Altre 9,4 milioni di ore di attesa nel traffico auto si potrebbero tagliare con l’uso di biciclette elettriche. Il numero di bici è aumentato al punto che ad Amsterdam, ad esempio, saranno eliminati i parcheggi auto entro il 2025.

BILANCIO COSTI-BENEFICI DELL’AUTOSTRADA CICLABILE IN GERMANIA

A una conclusione simile arrivano le previsioni valutando la domanda di traffico nella regione della Ruhr (Germania) dove la RS1. L’autostrada ciclabile può ridurre fino a 50.000 spostamenti in auto ogni giorno dalle strade della regione. La Ruhr Cycle Highway è ancora in costruzione ma lo studio riporta l’attenzione delle autorità europee sul vantaggio di investire in infrastrutture ciclabili. Secondo lo studio l’autostrada ciclabile lunga 101 km attirerà nuovi ciclisti per un costo totale stimato in 180 milioni di euro (circa 1,8 milioni di euro/km), meno di quanto costi un progetto stradale in media di 8,24 milioni di euro/km in Germania.

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