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Oggi — 13 Dicembre 2018RSS feeds

iPhone XS ed XS Max, le vendite sono molto basse

di Carla Stea

iphone xs vendite

iPhone XS ed XS Max deludono le aspettative di Apple: le vendite non sono quelle che ci si aspettava. Si tratta di un evento decisamente insolito per il colosso di Cupertino, eppure sembra che l’interesse da parte degli utenti verso i nuovi flagship dell’azienda non sia lo stesso di sempre.

iPhone XS ed XS Max vendono poco

Avevamo già scoperto che iPhone XR era il preferito fra il pubblico per una serie di motivi, fra cui il costo più basso rispetto a device della gamma XS. Sembra però che non solo i flagship riscuotano meno interesse, ma siano anche poco acquistati. I dati, raccolti in una serie di grafici, arrivano da Best Buy, uno dei più grandi rivenditori al dettaglio di elettronica su scala mondiale.

Secondo la sua analisi, il modello che ha la peggio in assoluto è iPhone XS con 512GB di storage interno. Ad ottobre la versione era alla posizione 17.100 nella classifica che include tutti i prodotti venduti da Best Buy, nel mese di dicembre è schizzato al posto 31.800. Un po’ meglio, ma sempre in forte calo, i modelli con taglio di memoria da 64GB e 256GB.

La versione Max dei nuovi melafonini non è certo in una situazione migliore. Anche in questo caso, il modello più basso in classifica è quello con 512GB di storage interno. I modelli d 64GB e 256GB sopravvivono meglio, ma anche loro hanno perso molte posizioni nel ranking.

Dunque, eliminare iPhone X dallo store ufficiale, ed interromperne la produzione (per poi probabilmente riprenderla), sembra non aver aiutato Apple a direzionare l’attenzione degli utenti verso i nuovi modelli. Probabilmente, il record di vendite raggiunto dal melafonino presentato per il decimo anniversario di iPhone ha creato una sorta di certezza assoluta del successo che avrebbero avuto i successivi device. Certezza che, stando all’evidenza dei dati, si è dimostrata scorretta. Fortunatamente, a trascinare un minimo le vendite attuali degli smartphone Apple c’è iPhone XR.

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MediaTek Helio P90 con AI per la fascia media

di Elena Tocci

MediaTek Helio P90

Mediatek Helio P90 è realtà. Il processore con componente AI del produttore taiwanese è stato presentato oggi a Pechino mantenendo le promesse in fatto di numeri e dotazione, in primis per quanto riguarda l’intelligenza artificiale. Il SoC include otto core in totale: due ARM Cortex-A75 da 2,20 GHz per i carichi di lavoro più importanti e sei ARM Cortex-A55 da 2,00 GHz.

MediaTek Helio P90

Ciò su cui l’azienda punta maggiormente è l’esecuzione delle applicazioni di intelligenza artificiale, con MediaTek che parla di una vera e propria rivoluzione. Se la promessa può sembrare troppo ambiziosa, si tenga conto che questa tipologia di app è stata fino ad ora prerogativa dei device di fascia alta: con l’arrivo di Helio P90 milioni di persone con un budget non sufficiente per l’acquisto di un top di gamma potranno beneficiarne. Così TL Lee, General Manager della Business Unit Wireless Communication di MediaTek, descrive l’obiettivo del gruppo.

Helio P90 è un potente processore di elaborazione AI con prestazioni ultraveloci e una serie di miglioramenti. Questo chip definirà nuove aspettative degli utenti su ciò che uno smartphone può fare, inaugurando una nuova era per i consumatori di massa.

Tornando alle specifiche tecniche, il nuovo chip di casa MediaTek è dotato di una GPU PowerVR GM 9446 che dovrebbe migliorare le prestazioni del 50% rispetto a quanto visto con Helio P70.

Da Helio P70 a Helio P90

Apriamo una piccola parentesi. Saltando a piè pari il modello P80 e passando direttamente da P70 a P90, MediaTek ha voluto sottolineare come il nuovo chip sia qualcosa di estremamente avanzato rispetto al predecessore e non un semplice aggiornamento. Una scelta di marketing comprensibile, vedremo se giustificata dai risultati dei primi benchmark.

MediaTek Helio P90

Va sottolineato come il nuovo hardware del gruppo taiwanese sia compatibile con Google Lens, il servizio di bigG in grado di fornire all’utente informazioni mediante l’analisi di ciò che viene inquadrato con il sensore dello smartphone. Anche per quanto riguarda la fotocamera ci sono novità: garantito il supporto a un modulo da 48 megapixel oppure a una doppia configurazione da 24+16 megapixel. Per l’azienda il chip permetterà elaborazioni fotografiche simili a quelle offerte dal flagship Huawei Mate 20 Pro.

Il debutto sul mercato dei primi dispositivi con Helio P90 dovrebbe avvenire a livello internazionale entro il primo trimestre 2019.

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Huawei P Smart 2019 svelato in anticipo per errore

di Carla Stea

huawei p smart 2019

Huawei P Smart 2019 non è ancora ufficiale. Eppure, è stato già svelato interamente per errore da un e-commerce francese, con tanto di specifiche tecniche e prezzo di vendita.

Huawei P Smart 2019: noti tutti i dettagli

Il negozio francese, reo di aver svelato per errore lo smartphone, è Boulanger. Tutte le informazioni sembrano essere già state rimosse, ma sono rimaste online abbastanza affinché il leaker Roland Quandt riuscisse a scaricare una copia di quanto pubblicato.

La scheda tecnica del terminale mostra dettagli interessanti. Il cuore pulsante del medio di gamma sarebbe il processore Kirin 710, supportato da 3GB di memoria RAM e 64GB di storage interno, espandibili tramite microSD fino a 512GB. Il sistema operativo out-of-the-box sarebbe Android Pie 9.0 sotto interfaccia utente EMUI 9.0. La batteria sarebbe da 3400 mAh, peccato per l’apparente assenza di sistemi di ricarica rapida e della porta USB Type-C. A bordo c’è un ingresso microUSB.

Quanto al display, si tratterebbe di un pannello FullView da 6,21″ con risoluzione Full HD+ e rapporto d’aspetto allungato. Non mancherebbero un notch a goccia e delle cornici sottili, accentuate un po’ di più solo sulla parte inferiore. Il posteriore sembra ospitare il lettore d’impronte digitali ed un doppio sensore da 13+2MP. La fotocamera dedicata ai selfie scatterebbe invece alla massima risoluzione di 8MP.

Huawei P Smart 2019: 249 Euro. Full specs and a bazillion pics courtesy of french retailer Boulanger (just so you know where this came from):https://t.co/4f903KwThPhttps://t.co/rKeT3d1acf pic.twitter.com/p00MnSSPvy

— Roland Quandt (@rquandt) December 12, 2018

Nel complesso, l’estetica del device sembra gradevole. Tuttavia non genera di certo alcun effetto sorpresa, nonostante la piacevole colorazione gradiente “Aurora Blue” del back panel. Il terminale sarà disponibile anche in nero. Un mix di elementi di design già visti su altri device, sapientemente sistemati su quello che comunque promette di essere un interessante smartphone medio di gamma sotto diversi punti di vista. Fra questi c’è certamente anche il prezzo di vendita, che secondo quanto riportato dal leaker, dovrebbe essere di 249€.

Lo smartphone dovrebbe essere ufficializzato all’inizio del prossimo anno, ben dopo l’annuncio di Huawei Nova 4. Non è ancora chiaro come mai Boulanger abbia commesso un “errore” di questo genere, utilissimo per recuperare informazioni su Huawei P Smart 2019 ed attirare un po’ di attenzione sul device.

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Motorola One, il più completo sotto i €250 | Recensione

di Federico Cinque

Motorola insiste sulla fascia media proponendo un altro prodotto targato Android One, ovvero Motorola One. Vediamo come si comporta nell’utilizzo quotidiano ed analizziamone pregi e difetti nella recensione completa.

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Le migliori offerte di amazon di Giovedì 13 dicembre

di Andrea Baccega

Dopo l’Amazon Prime Day e in attesa del prossimo Black Friday amazon propone qualche offertina per ingannare l’attesa

Prima di visionare la lista delle offerte proposte, vi ricordo le nostre classifiche sempre aggiornate:

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Samsung Galaxy S10, data di lancio e prezzi

di Luca Colantuoni

Da diverse settimane circolano informazioni non ufficiali sul Galaxy S10. Dopo le indiscrezioni sul design e le specifiche dei singoli modelli tocca ora alla data di lancio sul mercato e ai possibili prezzi. Il report del sito Gizmodo è riferito al mercato britannico, quindi si parla di sterline, ma è possibile ipotizzare le corrispondenti cifre in euro.

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Vivo NEX Dual Display Edition è qui: 10GB di RAM

di Carla Stea

vivo nex dual display edition

Vivo NEX Dual Display Edition è stato finalmente ufficializzato. Dopo tante indiscrezioni ed una serie di teaser, il device con doppio display è stato svelato con tutte le sue peculiarità. Si tratta del secondo terminale di questo tipo, qualche settimana fa è stato il turno di Nubia X.

Vivo NEX Dual Display Edition: i dettagli

Lo smartphone non tradisce le aspettative e mostra i muscoli con ben tre killer feature. La prima riguarda le presenza di un doppio display. Quello principale è un pannello OLED da 6,4″ con rapporto d’aspetto allungato e risoluzione Full HD+. I bordi sono praticamente inesistenti, ma non c’è alcun notch proprio come sul primo Vivo NEX. Questa volta però, l’azienda ha eliminato anche il sistema pop-up per mostrare e nascondere le camera anteriore, optando per una soluzione alternativa molto particolare, ovvero il posizionamento di un secondo display sul posteriore, che possa funzionare come mirino digitale. Si tratta di un pannello da 5,5″ – sempre di tipo OLED – con rapporto d’aspetto 16:9 e risoluzione Full HD. Lo schermo permette di scattare selfie utilizzando il comparto fotografico alloggiato sul back panel. Non solo, può anche sostituire il pannello principale sotto ogni punto di vista, nel caso ce ne sia necessità. L’interfaccia utente è interamente riprodotta, così come tutte le funzionalità dello smartphone.

vivo nex dual screen edition

La seconda killer feature è riferita all’originale comparto fotografico, composto da un tre sensori. Il primo, quello principale, è da 12MP, mentre il secondo è da 2MP. Infine, il terzo è un sensore di tipo TOF (Time Of Flight) ed è principalmente utilizzato nel per il riconoscimento 3D dei volti, sia nello sblocco che nello scatto delle foto, ed anche degli oggetti. Probabilmente ci sarà un software simile a Huawei 3D Moderator, introdotto dall’azienda su Mate 20 Pro e l’edizione speciale targata Porsche.

Due dei tre sensori del comparto fotografico sono disposti in un’area di forma circolare. Tutto intorno c’è un LED RGB – denominato Lunar Ring – che funziona principalmente come sostituto del classico LED per le notifiche normalmente posizionato sul pannello frontale. Inoltre, il sistema dovrebbe offrire qualche altra piccola chicca come l’illuminazione a ritmo di musica.

Il resto della scheda tecnica prevede il processore Qualcomm Snapdragon 845, supportato da ben 10GB di memoria RAM e 128GB di storage interno. La batteria è da 3500 mAh e supporta la ricarica rapida tramite l’ingresso USB di tipo C.

Il terminale è stato ufficializzato al momento unicamente per il mercato cinese e sarà in vendita a partire dal 29 dicembre. Il prezzo dovrebbe essere di circa 700€ al cambio.

Ma a che serve il secondo display?

É vero, lo abbiamo spiegato: il secondo schermo serve principalmente come mirino digitale. Tuttavia, era impensabile che l’azienda si limitasse ad equipaggiare il device solo con questa funzione, soprattutto considerando che – per guadagnare un po’ di spazio per il second screen – ha sacrificato altre specifiche come l’ampia batteria.

Infatti, il display secondario è un pannello OLED con risoluzione Full HD e può essere utilizzato come schermo principale per compiere qualsiasi task con lo smartphone. Non solo, Vivo ha mostrato anche che può essere sfruttato come gamepad oppure per guardare contemporaneamente su entrambi i display cosa riprende la fotocamera.

Insomma, una serie di feature utili, ma fino ad un certo punto. Attualmente, c’è da chiedersi se il second screen sia una soluzione alternativa al notch più interessante di meccanismi pop-up, slider o fori nel display. Uno schermo secondario è certamente più invasivo ed impegnativo di uno qualsiasi degli altri sistemi elencati. Tolto l’effetto “wow”, rimane un device che potrebbe essere più delicato degli altri e con un’autonomia energetica tutta da valutare.

Il dubbio è lecito: il doppio display sarà uno standard degli smartphone futuri o si tratterà dell’ennesima moda passeggera?

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Ieri — 12 Dicembre 2018RSS feeds

iPhone: Apple progetta modem proprietari

di Marco Grigis

La contrapposizione tra Apple e Qualcomm potrebbe aver spinto il gruppo di Cupertino a investire sui modem proprietari. È quanto rende noto The Information, nel sottolineare come il gruppo sia già al lavoro per la progettazione di modem cellulari completamente progettati in-house, compatibili probabilmente con lo standard 5G e in arrivo sul mercato non prima del 2021.

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Huawei P Smart 2019 avvistato in Francia: Kirin 710 e Android Pie a 249 euro

di Lucia Massaro

Dopo la diffusione della probabile scheda tecnica e di alcune presunte immagini ufficiali che preannunciavano l’imminente arrivo di Huawei P Smart 2019, ora lo smartphone è ufficialmente in vendita in uno store francese che lo ha mostrato in tutto il suo splendore confermando gran parte della scheda emersa dalle indiscrezioni degli scorsi giorni.

La versione aggiornata del P Smart è equipaggiata con il Kirin 710 accoppiato a 3 GB di RAM e 64 GB di memoria interna espandibile tramite microSD fino a 512 GB. Frontalmente, un ampio display da 6,21 pollici con risoluzione Full-HD (2340 X 1080 pixel) e rapporto di forma in 19:9. È presente un discreto notch a goccia che incorpora la fotocamera anteriore da 8MP.

La back cover in vetro, invece, ospita la doppia fotocamera con sensore da 13 MP coadiuvato da un secondo da 2MP per la profondità di campo. In posizione centrale, è presente il sensore biometrico per lo sblocco del dispositivo tramite riconoscimento delle impronte digitali. La piattaforma software è affidata all’ultima versione Android 9 Pie personalizzata con la EMUI 9.0. Il tutto è alimentato da una batteria da 3.400 mAh.

Huawei P Smart 2019 è disponibile nelle colorazioni Black e Aurora Black al prezzo di 249 euro in Francia. L’annuncio ufficiale in Italia – così come la commercializzazione – dovrebbe arrivare molto presto.

Honor 10 è disponibile attualmente sul sito ufficiale con 100 euro di sconto rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

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Smartphone 5G di OnePlus a maggio 2019

di Luca Colantuoni

Il CEO Pete Lau aveva anticipato alcuni dettagli sullo smartphone 5G durante il Qualcomm Tech Summit. Il dirigente ha confermato i piani nel corso di un’intervista rilasciata a CNET, aggiungendo ulteriori informazioni sul dispositivo. Parlando invece con PCMag ha svelato l’eventuale arrivo di un modello con dimensioni inferiori.

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Samsung, un autogol la collaborazione con Supreme Italia? Pronto il passo indietro

di Saverio Alloggio

La divisione cinese di Samsung ha annunciato – nella giornata di ieri – la collaborazione con Supreme Italia. Fino a qui nulla di strano, se non fosse che la celebre azienda statunitense attiva nel campo dell’abbigliamento non ha mai registrato il suo marchio nel nostro Paese. Si tratta dunque di una realtà che, pur essendo anch’essa operativa nel settore dello street wear, non ha nulla a che fare con la controparte a stelle e strisce. Una situazione che ha inevitabilmente scatenato un acceso dibattito.

Supreme Italia è balzata agli onori della cronaca un paio d’anni fa. Dopo aver registrato il marchio italiano infatti, ha iniziato a commercializzare abbigliamento con un brand molto simile a quello americano, con scritta bianca su sfondo rosso, a prezzi però decisamente più contenuti. Per tali ragioni, Supreme statunitense si è mossa per vie legali, chiedendo tutela in sede cautelare per “attività di contraffazione e di concorrenza sleale”, come riportato all’epoca da tutte le principali testate internazionali del settore, come HypeBeast.

La domanda è stata accolta dal Tribunale di Milano, che però la scorsa estate si è pronunciato a favore di Supreme Italia in quanto “affinché l’atto costituisca un illecito non è sufficiente che ci sia confusione tra i due brand né che ci siano somiglianze esteriori tra i prodotti”. Una questione complessa, con l’azienda italiana che ha dunque potuto proseguire la propria attività.

Tutto questo fino ad arrivare alla giornata di ieri. Samsung ha tenuto in Cina l’evento di presentazione del nuovo smartphone Galaxy A8s, il primo dell’azienda sudcoreana a essere caratterizzato da un foro nello schermo che ospita la fotocamera anteriore. A margine dell’evento, sono stati invitati sul palco i due CEO del brand italiano fondato a Barletta che, assieme Feng En (direttore marketing di Samsung Cina), hanno parlato dei progetti futuri che includerebbero anche l’apertura di un negozio Supreme a Pechino.

Subito dopo l’evento, Supreme statunitense ha rilasciato una nota nella quale ha chiarito come, da parte sua, non ci sia alcuna collaborazione in atto con Samsung, essendo appunto Supreme Italia un’azienda a sè stante. Dal canto suo anche il gigante sudcoreano ha subito chiarito come la collaborazione sia con il brand italiano e non con quello americano. Questo però non è bastato a placare gli animi sui social.

Il manager del marketing digitale di Samsung, Leo Lau, ha inizialmente difeso la partnership, ma successivamente la società ha annunciato ufficialmente di voler “rivalutare” la propria posizione sull’accordo. “Recentemente, Samsung Electronics ha annunciato che coopererà con Supreme Italia nel mercato cinese, stiamo rivalutando questa partnership e ci rammarichiamo profondamente per l’inconveniente causato”. Non è chiaro quale sarà adesso la prossima mossa e se la vicenda possa avere o meno strascichi di natura legale.

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Huawei Community Test: le opinioni degli utenti sul Mate 20 e Mate 20 Pro

di Tom's Hardware

Circa due settimane fa, abbiamo annunciato l’inizio di un Community Test nel forum di Tom’s, questa volta dedicato al Huawei Mate 20 e Mate 20 Pro, attuali smartphone di punta dell’azienda cinese. R3d3xFederico83 hanno dunque ricevuto in prova i due dispositivi, e oggi sono finalmente pronti a dire la loro dopo averli testati in maniera approfondita per diversi giorni.

Prima di addentrarci nelle recensioni dei due utenti, vi ricordiamo alcune caratteristiche tecniche. Entrambi sono basati sul processore Kirin 980, caratterizzato da una CPU octa-core – che può toccare i 2.6 GHz – e coadiuvato dalla GPU Mali-G76. Nel caso del Mate 20 Pro è affiancato da 6 Gigabyte di RAM e da 128 Gigabyte di memoria interna, mentre nel Mate 20 la RAM scende a 4 Gigabyte. Una piattaforma hardware di alto livello dunque, come del resto abbiamo avuto già modo di raccontarvi.

Mate 20 Pro propone inoltre uno schermo da 6,39 pollici realizzato con tecnologia AMOLED con risoluzione di 1.440 x 3.120 pixel e sensore d’impronte integrato direttamente nel pannello. Il punto di forza di questo dispositivo è certamente il comparto fotografico, con la presenza di tre fotocamere posteriori (40 Megapixel, 20 Megapixel e 8 Megapixel) e di un sensore frontale da ben 24 Megapixel con tanto di riconoscimento evoluto del volto.

Per quanto riguarda invece il Mate 20, sulla parte frontale c’è un display da 6,53 pollici realizzato con tecnologia IPS LCD e caratterizzato da risoluzione di 1.080 x 2.244 pixel. Anche qui abbiamo tre fotocamere posteriori (12 Megapixel, 16 Megapixel, 8 Megapixel), mentre il sensore frontale da 24 Megapixel perde il riconoscimento evoluto del volto. Di contro però, in questo modello il notch è decisamente più discreto, con un design a goccia.

Recensione Huawei Mate 20 – Community Test by R3d3x

Per il Community Test, ho ricevuto dalla redazione di Tom’s Hardware.it, il fratello minore di uno degli smartphone più chiacchierati di questo Q4 del 2018: Huawei Mate 20.
Prodotto dall’azienda cinese Huawei, nella top 3 tra i produttori mondiali di smartphone, la quale si sta sempre più imponendo nel mercato europeo e in quello italiano.
Il modello viene commercializzato ad un prezzo consigliato di 799,99 euro, puntando quindi alla fascia alta del mercato a circa 250/300 euro di distacco dal fratello maggiore Huawei Mate 20 Pro. Attualmente in meno di un mese il prezzo è già sceso a 600 euro su Amazon.it.

Unboxing

Nella confezione troviamo una dotazione completa senza pecche:

  • Huawei Mate 20, in colorazione Twilight con pellicola protettiva fronte retro;
  • Caricatore Huawei SuperCharge USB 5V/4.5A, colore bianco;
  • Cavo USB C 3.0 to Micro USB da 1 mt, colore bianco;
  • Earphone con mini jack audio da 3,5mm, colore bianco;
  • Cover in TPU, trasparente;
  • Pellicola protettiva preapplicata;
  • Manuale Quick Start Guide;
  • Ejector Pin per SIM Card;

I miei complimenti a Huawei, finalmente una dotazione completa sulla quale non c’è da lamentarsi.
Oltre quindi al classico caricatore e cavo da 1 metro, la classica guida e l’Ejector Pin per le SIM Card, troviamo la cover trasparente in TPU, come molte aziende cinesi ormai offrono, elemento molto apprezzato da parte degli utenti.

Aggiunge una pellicola di plastica (non vetro temprato) già pre-applicata dall’azienda, moda che spero i competitor inizino a copiare invece della pre-applicazione di una pellicola ai soli fini protettivi pre-vendita con al di sopra le specifiche dello smartphone. Uno spreco. Conclude in bellezza la presenza ormai rara delle cuffiette con jack audio da 3.5mm. Non me le sarei mai aspettate.

Materiali e dimensioni

I materiali in lega di alluminio e vetro regalano la sensazione di avere tra le mani uno smartphone premium sebbene però lascino parecchie impronte su entrambi i lati del device. Sul Back affascina la colorazione Twilight che da un blu passa ad un nero. Inoltre la leggera curvatura aiuta nella presa, sebbene le dimensioni stesse dello smartphone non consentano una grande maneggevolezza: il problema è sopratutto di grip dovuto alla superficie completamente liscia che tende a dare l’effetto saponetta.

Ritroviamo al centro la tripla fotocamera con flash: buona la scelta a livello estetico rispetto alla verticale del P20 Pro, ma forse avrei osato di più con una posizione romboidale con il flash in alto e il sensore di impronte digitali posto sul back. Personalmente questa scelta non mi entusiasma per quanto riguarda il lettore di impronte, sebbene si tratti di un gusto personale, avrei infatti preferito il vecchio fingerprint frontale, poiché il fingerprint frontale consente lo sblocco del dispositivo con qualsiasi dito, ed anche con il terminale posto sul tavolo a differenza della posizione in back. Risulta quindi essere più funzionale anche se meno apprezzabile esteticamente; in questo caso la scelta era obbligata per assottigliare le cornici ma c’è da dire che il fratello maggiore (Mate 20 Pro) può vantare quantomeno un fingerprint integrato nel display e una miglior dotazione per lo sblocco facciale.

Come dimensioni abbiamo 158,2mm di altezza x 77,2mm di larghezza x 8,3mm di profondità, sicuramente non è uno smartphone compatto come l’Honor 10, soprattutto in larghezza potrebbe dare un po’ il cosiddetto “effetto padella” a differenza del fratello maggiore che utilizza soltanto 72,3mm di larghezza. Altresì è possibile utilizzarlo con una mano, vista la presenza dell’impostazione “Utilizzo ad una mano”, sicuramente adatta a persone con una dimensione della mano più grande della media. Nonostante abbia grandi dimensioni, il peso è contenuto: 188 grammi.

Infine troviamo la certificazione IP53: IP5x rappresenta infatti la dicitura “Protetto contro l’accesso di polvere o di un filo sottile” mentre IPx3 rappresenta la dicitura “protetto dalla pioggia.”
Occorre sottolineare però come il P20 Pro, allo stesso prezzo, possieda un IP67: “Totalmente protetto da polvere, sabbia e in generale qualsiasi corpo solido di piccole dimensioni. Presente anche la protezione da immersione temporanea (massimo 1 metro di profondità per 30 minuti).” Il fratello maggiore, il Mate 20 Pro, può vantare una protezione IP67 come il P20 Pro.

Display

Il Display è un TFT LCD (RGBW IPS) da 6,53″ in formato 18,7:9 con una risoluzione di 1080x2244p anche detta FHD+ 24 bit con una densità di pixel per inch pari a 381 ppi, nettamente inferiore rispetto al Mate 20 Pro che possiede un OLED con una densità pari 538 ppi. Bisogna però considerare che possiede un body-ratio del 88,31% leggermente più alto del fratello maggiore, ma non fatevi “fregare” perché questo rapporto più elevato è dovuto al notch a goccia, anche perché in realtà le cornici del Mate 20 sono più accennate del Mate 20 Pro. Infine vanta Gorilla Glass, curvatura 2.5D, compatibilità con HDR 10.

Considerando i 799 euro di listino, avrei preferito la presenza di un pannello OLED invece del display IPS RGBW con un rapporto cornici-schermo così alto. Non è infatti un caso che in meno di 30 giorni lo street price sia sceso di 200 euro, laddove si scontra con il Huawei P20 Pro che a sua volta monta uno schermo OLED.

Al test con il luxmetro ritroviamo uno schermo con una luminosità al centro di 580 lux, nulla di eccezionale, anzi, mi aspettavo di più.

System on Chip (SoC)

Huawei Mate 20 di certo non delude sulle prestazioni montando uno dei SoC più recenti a soli 7nm, ovvero l’Huawei HiSilicon Kirin 980.
L’architettura della CPU è così divisa: 2 x Cortex-A76 (2.6 GHz) + 2 x Cortex-A76 (1.92 GHz) + 4 x Cortex-A55 (1.8 GHz).
Lato GPU abbiamo invece la Mali-G76 (720MHz) a 10 core. Va menzionato il GPU Turbo 2.0 di Huawei che comporta un incremento prestazionale durante il gaming, una migliore risposta del touch e una restituzione di un framerate più fluido oltre che una riduzione dei consumi, migliorando sensibilmente la Graphics Processing Efficiency.
Non finisce qui perché il Kirin 980 garantisce maggiore efficienza e super connettività grazie anche ad un doppio processore neurale (NPU) per l’AI. 

Durante il gaming il tutto risulta immersivo grazie alla componente audio, che genera l’audio in stereo, ma soprattutto grazie allo schermo enorme e completamente utilizzato per il gaming se non per la porzione dedicata al tear notch. Ho davvero apprezzato il gaming sullo smartphone.
Gaming molto fluido su entrambi i titoli – a livello alto per Asphalt e bilanciato per PUBG – peccato che non sia ancora disponibile l’HDR ma sono sicuro che si rimedierà.

Temperatura scocca e SoC

Dopo 2 ore di gaming intenso su Asphalt 9 le temperature sono rimaste basse, sia Antutu che il termometro a doppi infrarossi hanno riportato temperature simili, indice che i sensori lavorano bene, ma sopratutto convince il sistema di dissipazione del calore dal SoC alla scocca che si mantiene calda.

  • Antutu SoC: 45.4°
  • Antutu Batteria: 44.3°
  • Termometro IR Display: 43.0°
  • Termometro IR Back: 43.2°

Memorie

Passando invece alle memorie, ritroviamo 4GB di RAM LPDDR4X Dual Channel a 2133 MHz. La tipologia di RAM è da top di gamma, tuttavia bisogna considerare che viene proposto in due versioni 4GB e 6GB, laddove marchi come Xiaomi vantano medi gamma con tali configurazioni a circa 200€. Sarebbe stato più opportuno al prezzo proposto da Huawei – ma anche al prezzo attuale – creare due configurazioni da 6GB e 8GB invece che inserire il taglio da 4GB, oppure rilegando gli 8GB al solo Mate 20 Pro e lasciando di base i 6GB alla versione Mate 20.

Mentre per la ROM troviamo ben 128GB di memorie UFS 2.1 con ottimi risultati in lettura e discretamente buoni in scrittura: 856.57 MB/s per la lettura sequenziale e 195.63 MB/s per la scrittura sequenziale, e buoni risultati in Random Read e Random Write. Vi ricordo, che inoltre, la memoria è espandibile con NanoSD fino a 256GB.

Connettività

Lato connettività ritroviamo la possibilità del Dual SIM (o comunque della scelta tra Dual SIM e SIM + NanoSD).
Il 4G LTE Cat.16 (1000/150 Mbit/s), HSDPA+ (4G) 42.2 Mbit/s, HSUPA 5.76 Mbit/s. Buoni i risultati allo SpeedTest e al NetMonitor, leggermente dubbi i valori in Upload sebbene il test sia stato ripetuto più volte.

Presente NFC, utilissimo per i pagamenti con smartphone e va inoltre ricordato l’arrivo a gennaio in Europa di Huawei Pay in collaborazione con Visa tramite i Visa Token Service.

Presente una buona dotazione Wi-Fi con 802.11a/b/g/n/ac dual band. Non manca l’ultima versione Bluetooth 5.0 (rispetto alla precedente versione aumenta il raggio d’azione, la velocità sale a 2Mbps per modalità a basso consumo, maggiore capacità di trasmissione, individuazione di interferenze e successiva eliminazione).

GPS (L1 + L5 dual band) / AGPS / Glonass / BeiDou / Galileo (E1 + E5a dual band) / QZSS (L1 + L5 dual band).
Presente il LED Infrarossi e la Radio FM.

L’uscita USB-C è poi standard 3.1 e quindi permette di collegarsi ad un monitor e di utilizzarla come uscita video per trasmettere le informazioni.
Fingerprint FPC 1291/Goodix sul back – forse un po’ troppo a filo con la scocca. Inoltre vi è lo sblocco facciale ma non tramite sensori 3D e/o infrarossi. Lo sblocco con fingerprint è rapido e preciso, meno preciso lo sblocco facciale.

Audio

Huawei Mate 20 non rinuncia al mini jack audio da 3.5mm, incontrando i favori dei molti che non gradiscono le cuffie wireless (o gli adattatori Type-C to Mini Jack 3.5mm). Utilizzando le semplici cuffie in dotazione l’audio risulta piatto con bassi medi e alti insufficienti, ma ritroviamo la possibilità di attivare e disattivare il Dolby Atmos usufruendo di 3 modalità:

  • Intelligente, il Dolby Atmos riconosce automaticamente il sound e l’ottimizza. Rimane meno efficace negli utilizzi specifici rispetto alle controparti per l’appunto in Cinema e Musica.
  • Cinema, per una audio surround autentico e dialoghi più chiari. Rende Netflix più coinvolgente e migliora quei dialoghi sottovoce e spesso poco chiari.
  • Musica, per un audio più ricco e dettagliato. C’è inoltre la possibilità di regolare l’equalizzatore manualmente o scegliere tra 4 preset (Off, Aperto, Ricco e Focused).

Nonostante la qualità audio in jack non risulti essere una dote di spicco del Mate 20, la capsula superiore genera un effetto stereo che dà buoni risultati. L’unico neo è l’effetto che si crea dato che lo speaker classico (non è quindi integrato nell’USB Type C) ha una maggior potenza rispetto alla capsula superiore, ma risulta comunque più piacevole di un effetto mono.

Durante il gaming si avrà quindi l’effetto di bidirezionalità dei passi e dei suoni, lo stesso avviene durante la visione di film, mentre c’è un vero e proprio salto di qualità con la riproduzione musicale tramite lo speaker. Come detto in precedenza la sensazione è abbastanza avvolgente ed immersiva, sebbene durante il gaming venga sfruttato tutto il display notch escluso e su Netflix invece si abbia l’eliminazione del notch.

Autonomia

La batteria presente sul Mate 20 è una Li-Po da 4000mAh con SuperCharge a 22,5W e caricatore 5V/4,5A con cavo USB Type A to USB Type C 3.1. Batteria poco più piccola di quella del fratello maggiore (4200mAh) che riesce ad arrivare a fine giornata senza troppi problemi, nonostante la grandezza del display porti consumi notevoli allo smartphone. La ricarica è veramente rapida, dallo 0% all’80% in soli 45 minuti o al 58% in appena 30 minuti, così veloce che possiamo vedere i decimali che aumentano ogni secondo.

Per quanto concerne la ricarica Wireless, purtroppo non ho potuto provare la Ricarica Rapida Wireless Qi che arriva fino a 15W oltre che alla ricarica wireless inversa che permette di ricaricare gli altri dispositivi che possiedono questa tecnologia.

Una batteria da ottimi risultati ma non miracolosi come molti dichiaravano sul web, infatti mi ha quasi sorpreso vedere alcune testate dichiarare un 14 ore di schermo acceso, soprattutto considerata la dimensione del display e la tipologia di display. Probabilmente sono state usate le opzioni a risparmio e ultra risparmio energetico che offre Huawei, ma rimangono recensioni poco veritiere, in quanto significa praticamente non usarlo per farlo durare 14 ore.

Si riescono comunque a fare circa 8-9 ore di schermo acceso senza troppi problemi, il che non è affatto poco considerato che la media è circa 5-6 ore. In una giornata di stress abbastanza intenso vi porterà tranquillamente fino a sera e nel caso si stesse scaricando, basterà attivare le opzioni di risparmio o di ultra risparmio e riuscirete a tornare a casa.
Nelle 8 ore sono comprese quasi un’ora di chiamate, due ore di Netflix, molte foto la sera, un’ora di gaming, un’ora di Maps, due ore di Spotify continuative, un’ora di Facebook (in loop sui video), chat Telegram e Whatsapp, due account mail attivi, e molto altro sempre con LTE attivo e Bluetooth.

Sicuramente mi sento di dire che i risultati in batteria sono davvero ottimi.

Fotocamera

Parliamo ora della parte più interessante di questo smartphone, il comparto fotografico:

  • Il sistema di fotocamere posteriori è composto da Tripla Fotocamera Leica (con Lenti Asferiche 1:1.8-2.4/17-52 ASPH)
    12MP f/1.8 per il Sensore Principale RGB (Wide)
    16MP f/2.2 Grandangolare (Ultrawide)
    8MP f/2.4 Teleobiettivo stabilizzato otticamente.

Sul retro troviamo infatti i tre sensori messi negli angoli di un quadrato assieme al led flash che completa il quadrato.
Sebbene la qualità dei sensori sia inferiore al Mate 20 Pro ma anche al P20 Pro, la qualità delle foto è ancora molto alta, con 3 ampiezze di campo (0,6x grandangolo fino a 2x Teleobiettivo senza sgranare).
Sorprende la modalità “Notte” che riesce a restituire foto in notturna piene di dettagli, anche se non proprio adatta a scattare foto a persone oppure a oggetti che possono muoversi.
Presenti molte possibilità di scatto: Apertura, Notte, Ritratto, Foto, Video, Pro ed Altro (Rallentatore fino a 960fps, Panorama, Monocromatico, Lenti AR, Light Painting, HDR, Time Lapse, Filtro, Panorama 3D, Filigrana, Documenti, Yummy).

L’effetto bokeh, sebbene risulti quasi convincente, non scontorna ancora alla perfezione.
I video vengono registrati in 4K a 30fps (risulta però più performante il FHD a 60fps) con stabilizzazione elettronica annessa. La qualità è tutto sommato buona, ma si sente comunque l’assenza di una stabilizzazione ottica.

  • Fotocamera frontale: 24MP f/2.0

La fotocamera frontale da 24 megapixel rimane buona, ma a dispetto della sua alta risoluzione non riesce a convincere.
Presenti 10 livelli di Beatify, Snellisci volto e Calore; inoltre è possibile scegliere il tipo di illuminazione.

La videocamera frontale registra invece in Full HD ma offre una sorta di effetto HDR.
Comparto fotografico davvero molto ricco, ma come qualità ancora non ci siamo; mi sarei aspettato di più dal quadrato di Huawei. Sento di preferire ancora gli scatti del P20 Pro.

Software

Huawei Mate 20 arriva con Emotion MUI 9.0.0 e Andriod 9.0 Pie come per il Mate 20 Pro, attualmente in arrivo anche su altri dispositivi Huawei. Rispetto ad EMUI 8.0, l’EMUI 9.0 si semplifica. Sono state eliminate addirittura 97 voci per semplificare le cose agli utenti. EMUI 9.0 utilizza colori più chiari e la possibilità di sfruttare l’intero schermo per le chiamate in arrivo. Le gesture, inoltre, agevoleranno l’accesso all’assistente AI e potranno farci guadagnare qualche pixel della barra di navigazione. La nuova EMUI 9.0 non si ferma all’apparenza ma migliora anche a livello di prestazioni garantendo una apertura più rapida delle applicazione nell’ordine del 10-20%. Infine, come già accennato, l’ EMUI 9.0 porta con sé il GPU Turbo 2.0 per includere giochi del calibro di Vainglory, Arena of Valor, Rules of Survival e NBA 2K18. Parlando invece di Android 9, vengono inserite le Actions ossia azioni suggerite dal telefono sulla base delle abitudini degli utenti.
Android 9 Pie introduce anche una nuova dashboard che dà un’idea concreta delle app più utilizzate sul telefono, del numero di notifiche ricevute e di altre azioni. Le novità di Android 9 Pie riguardano ancora l’autonomia, con la nuova Adaptive Battery. Con il contributo del machine learning, il device sarà in grado di identificare le applicazioni che richiedono più energia e di ottimizzare i consumi sulla base di questo dato.

Troviamo inoltre una chicca non da poco, ovvero l’opzione Proiezione Facile tramite Miracast sia dello schermo del telefono sia in versione desktop! Sì, avete capito bene un Simil-Samsung DEX senza bisogno di una base e senza fili tramite il Wi-Fi e il Miracast si riesce a collegare al vostro monitor/TV. Lo smartphone funge da trackpad per muoversi e per scrivere ma è possibile collegare una tastiera e un mouse senza fili e godersi appieno l’esperienza in modalità PC, riuscendo a mantenere la privacy dello smartphone in quanto ha una funzione indipendente dalla parte desktop. Inoltre lo switch da versione telefono a desktop è rapidissima.
Permette quindi l’uso delle applicazioni, della navigazione web, del pacchetto Office Word, Excel, presentazioni Powerpoint, della riproduzione di contenuto e di molto altro, tutta questa potenza è nella tua tasca. Incredibile!

Difetti: 4GB di RAM sono probabilmente pochi per gestire il tutto ma soprattutto c’è un po’ di lag fastidiosa tra il touchpad e il puntatore.

Indice SAR

Possiamo riscontrare valori particolarmente bassi per il Huawei Mate 20 per quanto riguarda l’indice SAR (Specific Absorbation Rate) ovvero l’assorbimento energetico delle radiazioni emesse dal device che possono essere dannose per la salute dell’utente.

Sebbene non si conosca l’effettiva potenzialità di danno dovuto alle radiazioni emesse dal device e assorbite dall’uomo, risulta importante ai fini della tutela della propria salute scegliere un dispositivo che non produca elevati valori SAR, dato che in alcuni studi hanno evidenziato come su delle cavie con un’esposizione continua, abbia provocato la crescita di cellule tumorali. Sono quindi stati posti dei valori limite:

  • In Europa il limite è di 2 W / Kg in un campione di 10 grammi di tessuto.
  • Negli Stati Uniti il valore deve essere inferiore o pari a 1,6 W / Kg.

Dal confronto vediamo come Huawei Mate 20 abbia valori particolarmente bassi, al di sotto del numero intero. Non si discosta molto da Mate 20 Pro che riesce a fare poco meglio, ma notiamo un miglioramento sensibile rispetto a Huawei P20 Pro.
Huawei Mate 20 riscontra un valore di 0,99 e 0.98 W / Kg per il corpo in Europa e in USA, mentre ritroviamo dei valori più bassi per la testa 0,44 W / Kg in Europa e 0,69 in USA.

Di buon auspicio il trend in discesa per l’indice SAR, direi che Huawei Mate 20 ha valori molto contenuti ma riesce a mantenere un’ottima ricezione, infatti alti livelli di SAR dovrebbero garantire una miglior ricezione anche se non è sempre così.

Conclusioni

Per concludere questa lunga recensione, facciamo quindi un semplice confronto a tre tra gli attuali top di gamma di Huawei: Mate 20, Mate 20 Pro e P20 Pro, cosa che può aiutarvi in un eventuale acquisto.

Pro:

  • SoC da Top di Gamma con un Kirin 980 davvero potente.
    – Stesso del Mate 20 Pro, e superiore a quello del P20 Pro.
  • Memoria Espandibile e Jack 3.5mm.
    – Non presenti nel P20 Pro.
  • Connettività completa, con BT 5.0 e Wi-Fi Display.
    – Stesso del Mate 20 Pro, e superiore al BT 4.2 del P20 Pro e alla funzione di EMUI Desktop solo tramite cavo.

Contro:

  • Schermo IPS con bassa densità di pixel, anche se comunque non c’è l’effetto pixelation. I neri non sono profondi come negli OLED, la luminosità è elevata ma non tanto quanto quella del fratello maggiore Mate 20 Pro.
  • 2 Versioni da 4 GB e da 6 GB, con una differenza di 50 euro. In questo caso, considerando la fascia di prezzo, mi sarei aspettato i 6 GB di RAM di partenza.
    – Mate 20 Pro e P20 Pro sono da minimo 6GB.
  • Certificazione IP53.
    – Mate 20 Pro e P20 Pro hanno certificazione IP67.

L'articolo Huawei Community Test: le opinioni degli utenti sul Mate 20 e Mate 20 Pro proviene da Tom's Hardware.

OnePlus 5 e 5T: l’open beta di Android Pie è qui

di Carla Stea

oneplus 5 5t android pie

OnePlus 5 e 5T ricevono le nuove open beta che portano su entrambi i terminali Android Pie, l’ultima versione dell’OS del robottino verde. L’update è già disponibile tramite OTA.

OnePlus 5 e 5T ricevono Android Pie in beta

Le build di riferimento sono la numero 22 per OnePlus 5 e la 20 per OnePlus 5T. L’update porta sui terminali le novità del nuovo sistema operativo insieme a parecchi altri miglioramenti e cambiamenti nell’interfaccia utente.

L’arrivo delle nuove open beta per i device, ufficializzati nel 2017, è segno del costante impegno profuso dall’azienda nello sviluppo dei software destinati agli smartphone già presentati. Inoltre, attualmente Android Pie è ancora scarsamente diffuso, cioè nonostante il colosso cinese riesce a distinguersi agendo con la rapidità che la sua community si aspetta. Del resto, la velocità oltre ogni limite è proprio la filosofia alla base di OnePlus, che proprio ieri ha presentato un’edizione speciale del suo ultimo top di gamma, realizzato in collaborazione con McLaren. Fra i piani futuri dell’azienda c’è la possibilità di lanciare un flagship in versione compatta ed anche la volontà di essere la prima realtà a portare un device abilitato al 5G in Europa.

android pie oneplus 5 e 5t

Come anticipato, i terminali possono essere già aggiornati tramite OTA (Over The Air) se siete parte del programma Open Beta. Diversamente, è necessario flashare manualmente la ROM per diventare un beta tester: i successivi update saranno ricevuti direttamente sullo smartphone. Tutti i dettagli sono disponibili all’interno del post sul forum ufficiale di OnePlus.

Vi ricordiamo che non si tratta di software definitivi, ma – appunto – di beta. Questo significa che le versioni potrebbero non essere stabili e presentare dei bug, che è opportuno segnalare al team di OnePlus affinché possano essere risolti prima del lancio della realease definitiva. Di seguito, il changelog completo:

Sistema

Aggiornamento del sistema ad Android™ 9.0 Pie™

Nuova UI per Android Pie

Nuova gesture di navigazione (disponibile solo per OnePlus 5T)

Aggiornamento della patch di sicurezza Android a 2018.11

Ottimizzazioni per la gestione del processo delle app in background

Modalità Non disturbare

Nuova modalità Non disturbare con impostazioni regolabili

Chiamate

Miglioramenti della UI per le chiamate di emergenza

Ottimizzazione della UI per le chiamate rapide e interfaccia di chiamata

Possibilità di assegnare una SIM specifica per un contatto o un gruppo di contatti quando si utilizza la dual SIM

Parallel Apps

Aggiunto il supporto di un numero maggiore di app (Telegram, Discord, IMO, Uber, OLA)

Meteo

Possibilità di passare dinamicamente alla posizione attuale

Visualizzazione di suggerimenti durante la funzione di ricerca

Risoluzione di un problema che impediva all’app di aggiornarsi quando la posizione viene modificata

Risoluzione di un problema che impediva ad alcuni utenti la ricerca di determinate posizioni

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OnePlus 5G: lancio in Europa entro maggio 2019

di Elena Tocci

L’anno prossimo OnePlus dovrebbe lanciare in Europa il suo primo smartphone 5G. A dirlo è stato l’amministratore delegato della società, Pete Lau, dichiarando altresì di non aspettarsi un boom di vendite. Non potrebbe essere altrimenti: la copertura 5G è ancora estremamente limitata, la domanda è ben lungi dal decollare, ma in ballo in questo momento c’è qualcosa di ben più “alto” che non i soli numeri di mercato.

Il piazzamento di un device 5G fa parte di una strategia volta ad allineare l’azienda agli sviluppi che la nuova rete avrà nei prossimi anni, posizionando il brand in file d’avanguardia. Il marchio di culto cinese vuole, in parole povere, entrare nella pentola che bolle, accanto a Samsung e Huawei, i due colossi mondiali nella produzione di cellulari, ed il 5G potrebbe essere un trampolino interessante per il modo in cui andrà a rimescolare gli equilibri partendo dalle basi di una vera e propria rivoluzione per la connettività.

Se nel 2019 non c’è da aspettarsi un terremoto di vendite, perchè si sarà ancora nella fase iniziale, il 2020 potrebbe essere “l’anno del contatto”. E OnePlus, a buona ragione, vuole tenersi pronta per avere il tempo di risolvere qualsiasi problema dovesse presentarsi, prima di sviluppare la generazione successiva.

Il cellulare 5G di OnePlus dovrebbe atterrare nelle mani degli appassionati dell’azienda con sede a Shenzhen entro maggio dell’anno prossimo. Si suppone che venga lanciato insieme a OnePlus 7, dal quale prenderà, presumibilmente, le fattezze esterne e differirà nel comparto hardware.

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Huawei Mate 20 e Mate 20 Pro smartphone più veloci

di Luca Colantuoni

Huawei ha conquistato la vetta della top 10 relativa agli smartphone più veloci secondo AnTuTu. I primi tre posti sono infatti occupati dai Mate 20 Pro, Mate 20 e Mate 20 X (non disponibile in Italia), annunciati dal produttore cinese a metà ottobre durante un evento organizzato a Londra.

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Xiaomi Mi 8 Lite, OnePlus 6, Mi Box S e molto altro tra i migliori prodotti del 2018 di GearBest

di Informazione Pubb.

Da GearBest va di scena la promozione 12.12, con i 12 prodotti più richiesti del 2018 in promozione, insieme a tanti altri smartphone e accesssori.

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Huawei Nova 4: svelate le specifiche complete

di Carla Stea

huawei nova 4 leak

Huawei Nova 4 sarà presentato ufficialmente il prossimo 17 dicembre e sarà il secondo smartphone con buco nel display per ospitare la camera dedicata ai selfie. Il primo device di questo genere è stato ufficializzato il 10 dicembre ed è Samsung Galaxy A8S. Intanto, su Weibo sono comparse le specifiche tecniche complete del terminale, che probabilmente arriverà in due versioni.

Huawei Nova 4: specifiche tecniche

Sotto la scocca dello smartphone, che punta a classificarsi nella fascia alta economica, dovrebbe esserci l’ex processore top di gamma Kirin 970, affiancato da 8GB di memoria RAM e 128GB di storage interno, che non è chiaro se saranno espandibili oppure no. Non dovrebbe mancare il supporto alla tecnologia software GPU Turbo. La batteria sarebbe da 3750 mAh, con supporto alla ricarica rapida tramite caricatore dotato di output da 18W.

Il display, che come anticipato sarà dotato di un foro posizionato in alto a sinistra, potrebbe essere un pannello da 6,4″ con risoluzione Full HD+ e rapporto d’aspetto estremamente allungato da 19,25:9. Sotto lo schermo ci sarebbe un sensore fotografico per i selfie da 25MP, supportato da funzionalità potenziate dall’intelligenza artificiale. Il lettore d’impronte digitali non sarà posizionato al di sotto dello schermo, ma sul pannello posteriore.

Il comparto fotografico principale prevederebbe invece, per la versione standard, un triplo sensore da 20+16+2MP. Il modello di punta avrebbe invece a bordo lo stesso genere di setup, ma il sensore principale sarebbe da 48MP e non da 20MP.

Nei leak non è specificato se sarà sarà il Sony IMX586 che caratterizzerà Honor View 20 oppure il nuovo Samsung ISOCELL Bright GM1. Considerando che il device, seppure di punta, sarà comunque più economico rispetto alla fascia alta, è più probabile che a bordo ci sia quello del colosso sud coreano.

Lo smartphone verrà lanciato, nelle due versioni, inizialmente solo in Cina ed arriverà in diversi colori: Fritillaria White (bianco), Bright Black (nero), Suyin Blue (blu) e Honey Red (rosso). Non ci sono informazioni rilevanti sul possibile prezzo di vendita e sull’ufficializzazione anche in altri mercati.

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Galaxy S10, un rendering svela: il jack ci sarà

di Elena Tocci

Sul nuovo top di gamma di casa Samsung sono già trapelate diverse indiscrezioni. Galaxy S10 sarà lanciato nel primo trimestre del prossimo anno, ma già molte informazioni sul nuovo smartphone dell’azienda sudcoreana circolano a gran voce. Il nuovo device targato Samsung, che sarà disponibile in 3 versioni principali – Galaxy S10 Lite, Galaxy S10 e Galaxy S10 + – è apparso con differenti rendering in rete, ma sino a questo momento non ci sono notizie certe sulle dimensioni dei modelli.

Ora una fuga di notizie emerge anche da un un’azienda di cover, che spesso rilascia i rendering dei suoi prodotti per i top di Samsung anche alcuni mesi prima dell’annuncio ufficiale. E Olixar, questo il nome dell’azienda, lo ha fatto anche per tutta la gamma Galaxy S10.

I modelli che dovrebbe lanciare Samsung sono tre, più una variante del Galaxy S10 Plus con supporto 5G e i rendering dei case Olixar li mostrano tutti. I display appaiono rispettivamente di 5,8 pollici, 6,1 pollici e 6,4 pollici. Dalle foto è possibile notare che sia sul Galaxy S10 Lite che sul Galaxy S10 vi sono tre fotocamere posteriori, mentre il Galaxy S10 + è dotato di un sistema quadruplo di fotocamere, oltre ad essere l’unico modello con una doppia fotocamera frontale.

Il rendering mostra anche lo spazio dedicato al jack per cuffie da 3,5, anche se Galaxy S10 potrebbe essere l’ultimo top di gamma di Samsung con il supporto auricolari con filo. La tendenza va in questa direzione e l’azienda coreana si dovrà adattare alla “controversia” lanciata dalla Apple con l’iPhone 7, primo telefono senza jack. Le cuffie wireless con il tempo sono migliorate in qualità e disponibilità, anche se gli aficionados del vecchio jack sono ancora in molti: Samsung vuole solleticare questa resistenza e salvaguarda quindi il jack come vera e propria feature “aggiuntiva” per il nuovo flagship in arrivo. Per quanto riguarda il nuovo Galaxy S10 non ci dovrebbero quindi essere sorprese, nonostante Samsung abbia messo in commercio Galaxy A8 con un display Infinity-O e nessun jack.

Fino al Mobile World Congress 2019 di febbraio, evento in cui verrà presentato ufficialmente Galaxy S10, dobbiamo aspettarci nuovi rumors, non tutti fedeli a ciò che realmente avremo tra le mani tra poche settimane. Per quanto riguarda i prezzi, si ipotizza una base di 650 euro per il Lite e oltre i 1000 per il Plus.

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iPhone 2019: nessuna novità per il notch?

di Marco Grigis

Gli iPhone in arrivo nel 2019 potrebbero non includere nessuna novità sul fronte del notch. È quanto spiegano gli analisti di Barron, sottolineando come il design dei futuri smartphone probabilmente rimarrà simile alle edizioni attualmente in commercio. Una notizia che potrebbe deludere i consumatori, nonostante l’indiscrezione sia abbastanza prematura, desiderosi di poter approfittare di un notch più piccolo per sfruttare al meglio lo spazio dello schermo.

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