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Tor Browser 8.5

di Claudio Davide Ferrara

Tor Browser 8.5, tutte le novità dell'applicazione per l'anonimizzazione in Rete basata su Firefox ESR.

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Tor Browser 8.5

di Claudio Davide Ferrara
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Samsung Galaxy S7 e S7 edge si aggiornano ancora: ecco le patch di maggio

di Paolo Giorgetti

Samsung Galaxy S7 e Galaxy S7 edge iniziano a ricevere in Italia un nuovo aggiornamento con le patch di sicurezza di maggio 2019, partendo dagli smartphone brand Vodafone.

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Smartphone e sicurezza: la prossima frontiera sarà la biometria comportamentale?

di Lucia Massaro
Tecnologia, sicurezza e privacy sono concetti che dovrebbero andare di pari passo. Negli anni, siamo passati da sistemi di sicurezza quali codici PIN e password alla scansione delle impronte digitali e a sistemi di riconoscimento facciale. La prossima frontiera potrebbe essere la biometria comportamentale: il comportamento del singolo è più difficile da falsificare rispetto, per […]

La sicurezza corre alla 500 Miglia di Indianapolis

di Redazione

Le corse automobilistiche nascono come laboratorio tecnologico. Le soluzioni meccaniche, tecniche o aerodinamiche progettate per le auto da competizione e poi adottate anche sui normali modelli di serie sono infinite. Sapete la storia di come è stato inventato lo specchietto retrovisore? Arrivò proprio grazie alla 500 Miglia di Indianapolis. Questo scambio prosegue anche oggi. Ne è un esempio la nuova Dallara IR-12, vettura che correrà alla prossima 500 Miglia di Indianapolis. L’auto, che a livello di scocca è uguale per tutti i team, è stata progettata secondo i più moderni ed evoluti standard di sicurezza.  I team si daranno battaglia domenica 26 maggio; la diretta sarà in esclusiva su DAZN e cliccando qui potrai vederla live gratis grazie alla promozione DAZN sul primo mese di abbonamento.

LA DALLARA È ANCORA PIÙ SICURA

La prima novità della vettura del 2019 si trova all’interno dell’abitacolo. Il posto per il pilota, infatti, è stato allargato per due motivi. Per adattarsi meglio alle misure di piloti più alti della media e per dissipare energia in caso di incidente. Assorbe meglio gli urti a tutto vantaggio di chi vi siede all’interno. L’auto ha anche una carrozzeria più massiccia. Anche in questo caso è stata ridisegnata per proteggere meglio i piloti. Anche da eventuali detriti. Inoltre, le nuove forme riducono le turbolenze che mettono a rischio la tenuta di strada quando si corre molto vicini ad altre vetture. Le auto 2019, infine, hanno un sedile che, per regolamento, deve assorbire meglio gli urti sia nella parte posteriore sia nella parte inferiore. Numerose migliorie sono state introdotte anche a livello di telaio. Sono state pensate per garantire una maggiore sicurezza. Per questo le sospensioni sono state irrobustite. E sempre per questo molti punti di giunzione sono stati inseriti all’interno della carrozzeria per essere più protetti.

I NUMERI DELLA “500 MIGLIA”

La prima edizione di questa storica gara americana risale al 1911. Da allora, ogni anno, rappresenta un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di corse automobilistiche a stelle e strisce. È la gara di punta del massimo campionato motoristico americano: la IndiCar Series. La 500 Miglia di Indianapolis si corre sul famoso circuito ovale dell’omonima città dell’Indiana. Si disputa su 200 giri, che equivalgono appunto a 500 miglia (circa 805 km). Le donne per decenni non hanno potuto prendere parte alla 500 Miglia di Indianapolis. Dalla seconda metà degli Anni ’70, però, più di un esponente del gentil sesso si è cimentato nella competizione. Il miglior risultato in rosa risale al 2009, anno in cui Danica Patrick riuscì a salire sul terzo gradino del podio.

TUTTO PRONTO PER L’EDIZIONE 2019

Quest’anno Pippa Mann sarà l’unica sportiva donna al via. In pole position della 103esima edizione, invece, partirà Simon Pagenaud. Dovrà difendersi dagli attacchi di agguerritissimi avversari, inclusi i sette vincitori della gara iscritti. Sette, per la cronaca, anche i debuttanti. Difficile dire chi vincerà, visto che chi è partito in testa alla corsa solo in venti edizioni è riuscito a tagliare per primo il traguardo finale. Inoltre, in questa stagione, la IndyCar Series ha già visto cinque diversi piloti dominare in altrettante gare. A dimostrazione dell’altissimo livello di competitività.

SI CORRE QUESTA DOMENICA

Ora non resta che attendere la luce verde che darà il via alla gara targata 2019. Il ricchissimo programma del weekend avrà il suo clou domenica 26 maggio. Alle ore 5:00 in punto di mattina il tradizionale colpo di cannone che viene sparato ogni anno avvertirà i presenti del’apertura dei cancelli. Da quel momento, una fitta serie di eventi accompagnerà gli spettatori fino all’atteso via, previsto per le 12:45 ora locale (le 6:45 di mattina ora italiana). Si potrà assistere ai concerti, con l’immancabile inno nazionale, e alla celebrazione delle vecchie glorie e dei vincitori del passato. Poi, all’ora di pranzo, la partenza: 200 giri da vivere tutti d’un fiato, con le monoposto capaci di viaggiare abbondantemente sopra i 350 km/h di media. Solo per attendere di vedere chi sarà il fortunato ad entrare nella Victory Lane, area riservata al vincitore e al suo team. Lì il pilota giunto primo, per tradizione, si concederà un bicchiere di… latte fresco. Anche questa è la 500 Miglia di Indianapolis.

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Firefox 67, le principali novità

di Claudio Davide Ferrara

Firefox 67. Le nuove feature del browser per la prevenzione del tracciamento, il miglioramento delle prestazioni e l'accessibilità.

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Tesla Autopilot: il cambio di corsia diventa pericoloso con l’aggiornamento

di Antonio Elia Migliozzi

Nuovi problemi di sicurezza per Tesla Autopilot. La funzione di assistenza alla guida finisce nel mirino di una indagine svolta dalla rivista Consumer Reports. Il test su strada dell’ultima versione del sistema a bordo di una Tesla Model 3 evidenzia lacune tecniche. Si tratta di grossolani errori che potrebbero causare situazioni di serio pericolo. In particolare la funzione “Lane change” presente all’interno del Navigate di Autopilot ha mostrato di essere potenzialmente più pericolosa di un driver umano. Il sistema cambia corsia senza preoccuparsi delle altre vetture presenti in strada. La Tesla Model 3 ha sorpassato a destra e tagliato la strada alle altre auto. Tesla ha rilasciato questo aggiornamento del suo Autopilot lo scorso aprile. Vediamo l’indagine.

NUOVE GRANE

Dallo scorso aprile Tesla ha inserito una nuova funzione per il cambio automatico di corsia nel suo sistema Autopilot. Sembra però che ci siano delle evidenti sbavature che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza dei conducenti. La rivista americana Consumer Reports ha messo alla prova il nuovo “Navigate on Autopilot” che si è dimostrato meno competente dei driver umani. In alcuni casi l’auto elettrica ha letteralmente tagliato la strada alle altre macchine. Jake Fisher di Consumer Report ha precisato che il sistema Tesla non sembra capace di riconoscere le auto in frenata o quelle che stanno cambiando corsia. Secondo la rivista le case automobilistiche dovrebbero essere obbligate a pubblicare i risultati dei test di sicurezza di questo tipo di tecnologie. Insomma nuove polemiche in arrivo proprio quando Elon Musk ha annunciato per l’anno prossimo la guida completamente autonoma in casa Tesla.

INDAGINI IN CORSO

La scorsa settimana l’Autorità dei trasporti americana NHTSA ha affermato che il pilota automatico era attivo durante l’incidente costato la vita ad un uomo a marzo. In quel caso una Tesla Model 3 si era schiantata contro un rimorchio senza aver in nessun modo frenato. Si tratta di in un incidente simile a un’altro del 2016 accaduto sempre in Florida. Da parte sua Tesla ha dichiarato che la nuova funzionalità Navigate prima del rilascio ha percorso milioni di chilometri di test. Tesla chiede infatti ai consumatori di usare la nuova funzione che prevede il cambio automatico di corsia. Il sistema sostituisce l’impostazione predefinita che richiede l’ok del driver. Con l’ultima versione di Autopilot il conducente non deve più confermare un cambio di corsia attivando gli indicatori di direzione. L’azienda ha comunque sottolineato che l’aggiornamento non esclude la responsabilità del conducente.

IL TEST

Consumer Reports ha detto di aver provato l’ultima versione dell’Autopilot sulle autostrade del Connecticut. I tester hanno riferito che il sistema, oltre a tagliare la strada alle altre auto, ha addirittura sorpassato sulla destra. Insomma un comportamento anomalo e pericoloso che, oltre alle multe certe, potrebbe causare incidenti. Addirittura la Tesla non è più tornata sulla corsia di destra dopo i sorpassi continuando a viaggiare sulla corsia di sinistra. Da oltre un anno Consumer Reports è impegnata nei test delle varie tecnologie di assistenza alla guida presenti sul mercato. Sotto la lente il Super Cruise di Cadillac CT6, l’Autopilot delle Tesla Model S, X e 3, il ProPilot Assist di Infiniti QX50 e Nissan Leaf. Attenzione anche al Pilot Assist presente sui SUV Volvo XC40 e XC60.

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Firefox 67, le principali novità

di Claudio Davide Ferrara
Firefox 67. Le nuove feature del browser per la prevenzione del tracciamento, il miglioramento delle prestazioni e l'accessibilità. Leggi Firefox 67, le principali novità

La Modalità Notte di Samsung Galaxy S10, S10+ e S10e affila le lame grazie all’aggiornamento con le patch di maggio

di Pietro Paolucci

L'aggiornamento con le nuove patch di sicurezza di maggio 2019 fa fare un passo in avanti alla Modalità Notte della famiglia dei Samsung Galaxy S10. Eccone la prova in alcuni scatti che potete vedere in attesa del rilascio nostrano dell'update.

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Honda con CiNet per le reti neurali e l’intelligenza artificiale

di Antonio Elia Migliozzi

Honda annuncia una nuova partnership con il Centro per le reti informatiche e neurali (CiNet). Allo studio una serie di nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per migliorare il confronto tra driver ed auto. L’idea di Honda è quella di dotare la sua prossima gamma di una tecnologia hardware e software di assoluto spessore. Per superare le differenze tra uomo e auto Honda guarda alle neuroscienze. Per questo la collaborazione avviata con CiNet vuole anche capire che tipo di connessione si può creare tra una autovettura ed un robot. Se molti di voi conoscono il robot Honda Asimo ecco allora la conferma che quel tipo di studio sarà sempre più vicino all’auto del futuro. Approfondiamo l’accordo.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Honda presenta una nuova partnership importante per la sua sussidiaria specializzata nei settori ricerca e sviluppo. Il brand giapponese ha annunciato che a partire da questo mese lavorerà insieme al Centro per le reti informatiche e neurali. Si tratta di un Istituto in prima linea a livello internazionale nella ricerca neuroscientifica sugli esseri umani. L’idea di Honda è quella di approfondire i rapporti tra la mobilità e la robotica. CiNet lavora da molti anni sul funzionamento del cervello umano e ha avviato studi anche sull’intelligenza artificiale. Le sue attività ruotano attorno all’Institute of Information and Communications Technology (NICT). Honda vuole creare prodotti e tecnologie migliori guidata dall’idea che “lo scopo della tecnologia è quello di aiutare le persone”. Lo sviluppo della guida autonoma e il passaggio alla mobilità condivisa sono principali sfide per Honda.

UNITA’ DI RICERCA

Alla luce dei cambiamenti della mobilità lo studio degli esseri umani è diventato più importante che mai. Del resto a partire dal 1 aprile 2019, Honda ha fondato l’Innovative Research Excellence. Si tratta di una divisione che sarà responsabile del lavoro a soluzioni nuove per la mobilità e la vita quotidiana delle persone. Questa nuova organizzazione di ricerca avrà un ruolo centrale in Honda proprio perché lavorerà con CiNet sulle relazioni tra gli umani, la mobilità e la robotica. Per essere più chiari, in collaborazione con CiNet, Honda cercherà di capire qualcosa di più sulle neuroscienze. Queste serviranno a sapere come un guidatore possa diventare un tutt’uno con il veicolo su cui viaggia. In questo modo si potrà determinare l’interfaccia ottimale per il collegamento uomo-macchina. Honda e CiNet cercheranno di stabilire degli standard per lo sviluppo di tecnologie di mobilità e robotica più sicure e confortevoli.

LO SVILUPPO

Honda è soprattutto preoccupata dalla sfiducia con la quale spesso l’uomo si avvicina alle macchine. Il ragionamento del brand giapponese è che per arrivare ad un rapporto di fiducia con la tecnologia serva capire i ragionamenti umani. Il CiNet lavora da anni proprio in questo campo. Operativo ad Osaka, in Giappone, appartiene sia all’Istituto Nazionale di Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni che all’Università di Osaka. Honda vuole quindi creare un ponte tra hardware, software e uomo. L’intelligenza artificiale sempre più diffusa nel settore auto potrebbe essere la soluzione migliore. Insomma un lavoro complesso che potrebbe aprire le porte ad una robotica con la quale l’uomo si confronterà sia a casa che in auto. Non è un caso se la relazione cervello-macchina, la misurazione delle funzioni del cervello e la robotica sono tutte legate.

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Come proteggere Android da malware e app dannose, virus e spie

di Claudio Pomes
Fino a qualche anno fa si credeva Android un sistema molto sicuro, al punto da non necessitare di nessun antivirus. Questa affermazione in gran parte è vera tutt'oggi, ma non tiene in considerazione...

Continua...

Aerotaxi, dal 2025 i primi voli sperimentali

di Redazione

Secondo uno studio effettuato da Bosch Consulting, nel 2030 saranno 1 miliardo i voli in aerotaxi compiuti da persone di tutto il mondo. Il 2030, infatti, è l’anno in cui, sempre secondo lo studio, i servizi di sharing saranno presenti anche sulle rotte aeree.

TECNOLOGIA DERIVATA DALL’AUTO

Realizzare degli aerotaxi è tutt’altro che facile ed economico. Ma un modo per risparmiare sulla progettazione e sulle componenti esiste. Secondo Bosh, infatti, sarebbe possibile utilizzare molte delle componenti oggi impiegate sulle vetture a guida autonoma. Oltre a questi, i vari sensori presenti sui veicoli per il controllo e il funzionamento dell’ESP. In questo modo sarebbe possibile evitare di utilizzare la più costosa tecnologia aerospaziale. I sensori di accelerazione installati in una centralina di comando permettono di monitorare la direzione della bussola, pressione barometrica, altitudine, velocità e tutte le attività di volo del velivolo.

TEST VICINI

Si stima che il battesimo del volo degli aerotaxi avverrà già il prossimo anno. Le città nelle quali si effettueranno i primissimi test saranno Dubai, Dallas e Singapore. Queste città rappresentano infatti i principali centri di applicazione di questa nuova tecnologia. Per i voli di carattere commerciali bisognerà aspettare il 2023, mentre per i primi veri voli senza pilota sarà necessario attendere il 2025. Nella prima fase di sviluppo, infatti, tutti i test sugli aerotaxi saranno svolti con personale di sicurezza a bordo.

MENO TRAFFICO, MAGGIORE VELOCITÀ

Alleggerire il traffico delle grandi città è ormai una necessità. Così come garantire spostamenti sempre più rapidi. E proprio questo è lo scopo degli aerotaxi. Grazie alle loro caratteristiche saranno in grado di spostare il traffico lontano dalle tradizionali strade. Abbattendo drasticamente i tempi di spostamento soprattutto nelle grandi città. Inoltre, il costo di un aerotaxi è molto più basso rispetto a quello di un elicottero tradizionale. Tutto dipenderà dal tipo di allestimento oltre che dal numero di passeggeri che potranno trasportare, ma il costo sarà di circa 500.000 euro.

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Seggiolini anti abbandono: l’obbligo 2019 slitta a data da destinarsi

di Redazione

Seggiolini anti abbandono obbligo 2019

Dovremo attendere ancora per i seggiolini anti abbandono. L’obbligo che sarebbe dovuto scattare il 1° luglio 2019 è slittato infatti a data da destinarsi, forse al prossimo novembre. E quindi anche quest’estate correremo il rischio che qualche bambino molto piccolo venga dimenticato in auto con conseguenze pericolosissime per la sua salute.

L’ITER DELLA LEGGE SUI DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

Come mai c’è stato questo rinvio? Dopo il sì definitivo del Senato, giunto lo scorso mese di settembre, all’obbligo di utilizzare un “apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino”, il successivo passaggio burocratico prevedeva entro 60 giorni la stesura di un decreto attuativo che definisse le caratteristiche tecniche dei dispositivi anti abbandono. Ma a causa delle solite lungaggini la bozza del decreto è stata avviata alla consultazione pubblica solo il 21 gennaio di quest’anno, con scadenza prevista il 23 aprile. Termine poi ulteriormente prorogato al 22 luglio 2019 per l’alto numero di osservazioni ricevute. Ciò significa che se tutto andrà bene l’obbligo dei seggiolini anti abbandono partirà non prima di novembre 2019. Prima servirà infatti il parere positivo del Consiglio di Stato, seguito dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

COSA FARE IN ATTESA DELL’OBBLIGO

Ovviamente i genitori che vogliano mettere in atto tutti i provvedimenti necessari per proteggere i propri figli senza aspettare l’obbligo della legge, possono farlo fin da subito procurandosi i sistemi anti abbandono già in commercio. Si tratta per lo più di dispositivi integrati di allarme per alcuni tipi di seggiolini auto; oppure di sensori da montare sugli stessi seggiolini che emettono un segnale prima che il papà o la mamma scendano dall’auto. In ogni caso è consigliabile che tutti sappiano quali sono i 10 errori da evitare per non dimenticare un bimbo in auto.

COSA PREVEDE LA LEGGE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

La Legge 117/2018 ha modificato in parte l’art. 172 del Codice della Strada introducendo tra gli altri il comma 1 bis, secondo cui il conducente dei veicoli delle categorie M1 (autovetture fino a 9 posti), N1, N2 e N3, quando trasporta un bambino di età inferiore ai 4 anni già assicurato su un seggiolino auto, ha l’obbligo di utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del MIT. In mancanza si applicano le sanzioni previste dal comma 10 del medesimo articolo: multa da 80 euro a 323 euro e, in caso di recidiva entro due anni dalla prima infrazione, sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Ma, ripetiamo: queste sanzioni saranno valide solo quando la legge entrerà in vigore, quindi da novembre 2019 (forse). Al momento non c’è nessuna multa.

CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

La bozza del decreto attuativo del MIT, attualmente sottoposto a consultazione pubblica e perciò (fino al prossimo 22 luglio, come abbiamo visto) ancora sensibile di modifiche, contiene le principali caratteristiche che dovranno avere i dispositivi anti abbandono. È previsto per esempio che tali dispositivi possano essere integrati all’origine nel seggiolino auto per bambini; oppure compresi nelle dotazioni di serie e optional dei veicoli; o del tutto indipendenti sia dai seggiolini che dai veicoli. I dispositivi antiabbandono dovranno poi essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. E nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest’ultimo dovrà attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo.

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Mercedes ESF 2019: una concept-laboratorio per la sicurezza

di Redazione

Dal 1971 Mercedes Benz utilizza l’acronimo ESF (Experimental Safety Vehicle) per identificare le vetture sperimentali dotate di nuove tecnologie inerenti la sicurezza. Ultima nata della Casa tedesca è la ESF 2019. Il prototipo, basato sulla nuova Mercedes GLE, è dotato di un motore ibrido plug-in e si muove in maniera completamente automatizzata. A giugno 2019, alla conferenza ESV di Eindhoven, la ESF 2019 verrà presentata ufficialmente a esperti e addetti ai lavori. Poi affronterà il grande pubblico. Lo farà a settembre, al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte.

GUIDA AUTONOMA SENZA VOLANTE

L’auto è un concentrato di tecnologia atto a garantire la sicurezza degli occupanti del veicolo e di chi vi sta intorno. Il conducente durante la guida autonoma non si trova neanche a contatto con pedaliera e volante. Questi infatti vengono retratti per ridurre il rischio di lesioni in caso di impatto. Tra le novità sperimentate si deve citare la presenza di cinture di sicurezza sono integrate nei sedili. Oppure quella degli airbag alloggiati in posti differenti rispetto alle vetture tradizionali. I sensori comunicano con l’esterno controllando il traffico stradale e inviando segnali agli utenti della strada. L’ESF 2019 presenta anche alcune idee per la guida manuale. Tra queste: l’illuminazione rivitalizzante dell’abitacolo che può aiutare il guidatore a restare più sveglio e reattivo.

SICUREZZA ANCHE DEI BAMBINI

Preservare dal pericolo gli occupanti del veicolo è una delle prerogative principali della ESF 2019. Siano essi adulti o bambini. Proprio per la sicurezza di questi ultimi abbiamo pubblicato una recente guida ai prodotti in commercio. La ESF 2019 prevede un nuovo concept di seggiolino Pre Safe Child che prevede, prima di un impatto, che le relative cinture di sicurezza vengono pretensionate. A scopo preventivo, sempre in caso di incidente, si attivano elementi di protezione antisfondamento. Il seggiolino è dotato anche monitoraggio dell’installazione e dei segni vitali. Sempre in caso di incidente o avaria, un piccolo robot esce automaticamente dalla parte posteriore della vettura e colloca un triangolo di emergenza sul ciglio della strada.

ATTENZIONE TOTALE

In situazioni di traffico critiche risulta molto efficiente il sistema di assistenza attiva alla frenata, con funzioni ampliate. In fase di svolta, poi, è attivo il rilevamento di pedoni e ciclisti che si muovono parallelamente alla direzione di marcia. Inoltre, sempre in caso di svolta, segnali ottici e acustici avvisano il conducente se ci si trova di fronte a pedoni. Se il guidatore non reagisce, il sistema avvia una frenata autonoma. In fase di parcheggio o manovra, il sistema di protezione pedoni a 360° avverte e assiste il conducente nell’individuazione di possibili pericoli. In questo modo evita la collisione con altri veicoli in movimento ed evita di urtare e ferire i pedoni. Anche in questo caso, a seguito di un avviso acustico, il veicolo è in grado di frenare autonomamente.

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ZTE apre a Roma il primo laboratorio europeo di cybersicurezza

di Alessandro Crea
ZTE ha annunciato oggi l’apertura a Roma di un laboratorio dedicato alla cybersicurezza, allo scopo di aiutare l’industria ICT a difendersi dalle minacce alla sicurezza informatica. È il primo laboratorio di cybersecurity di ZTE in Europa. Angelo Tofalo (sottosegretario della Difesa), Flavia Marzano (assessore al comune di Roma), Zhong Hong (Chief Security Officer di ZTE) […]

GM: entro il 2023 il nuovo software con aggiornamenti in remoto su tutta la gamma

di Redazione

L’intera flotta in commercio General Motors disporrà entro il 2023 di un nuovo software. Sarà capace di ricevere aggiornamenti da remoto. Questa la promessa della Casa statunitense, che in questo modo annuncia l’arrivo di veicoli capaci di scaricare software da internet e trattare moltissimi dati in sicurezza. È un’ulteriore mossa verso la mobilità del futuro e segue il recente investimento in Wejo.

IL SISTEMA DI AGGIORNAMENTO

GM non ha ancora specificato quali saranno tutte le funzionalità del sistema di aggiornamento, né su cosa interverranno gli aggiornamenti scaricati. Il marchio si è limitato ad assicurare che il nuovo software permetterà di supportare tutti gli aggiornamenti necessari nel corso dell’intera vita dei veicoli. Le vetture potranno infatti processare una quantità enorme di dati, fino a 4.5 terabyte ogni ora, cinque volte l’attuale capacità di calcolo dei veicoli General Motors. Il primo modello a montare questo nuovo sistema sarà la nuova Cadillac CT5 Sedan, che sarà prodotta a partire dalla fine di quest’anno.

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

Uno dei problemi principali che gli ingegneri di GM hanno dovuto affrontare è stato proprio la sicurezza del nuovo sistema. Creandolo più aperto e connesso per ricevere aggiornamenti in remoto diventa più vulnerabile a possibili attacchi da virus e hacker. I dirigenti del gruppo ci hanno tenuto a specificare che tutti questi inconvenienti sono stati risolti. Le nuove vetture monteranno un software sicuro e inattaccabile. Inoltre, come si apprende da precedenti dichiarazioni di Mark Reuss ai tempi della sua guida del settore sviluppo dell’azienda (ora ne è invece il presidente), gli aggiornamenti e il sistema informatico non avranno influenza alcuna sulle componenti più importanti per la sicurezza a bordo, come ad esempio i freni.

LA RINCORSA AI CONCORRENTI

Il nuovo software di GM non è certo una novità nel mondo dell’automotive. Al contrario, il marchio ha avuto molte difficoltà nello stare al passo coi tempi di altri produttori. Basti pensare a Tesla, che da anni usa aggiornamenti da remoto per i suoi veicoli, cambiando anche radicalmente alcune funzionalità dall’oggi al domani. Questo mese, per esempio, la Casa di Elon Musk ha inviato e installato su tutti i suoi veicoli un nuovo software per la gestione della batteria. Questo per ovviare a una serie di problemi che pare causassero l’incendio di alcuni modelli.

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Git ransom: attenzione all’uso dei token

di Claudio Davide Ferrara
Alcuni account dei servizi di code sharing GitHub, GitLab e Atlassian Bitbucket sono stati colpiti da un ransomware che cripta il contenuto dei repository. Leggi Git ransom: attenzione all’uso dei token

Git ransom: attenzione all’uso dei token

di Claudio Davide Ferrara

Alcuni account dei servizi di code sharing GitHub, GitLab e Atlassian Bitbucket sono stati colpiti da un ransomware che cripta il contenuto dei repository.

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Spotify annuncia l’assistente vocale che “ascolta” i passeggeri

di Antonio Elia Migliozzi

Spotify prepara la sua offensiva nel mondo automotive. Al via i test negli Usa per il nuovo progetto hardware del colosso tech che offre musica on demand. Il dispositivo si chiama “Car Thing” e si collega alla presa 12V dell’auto e grazie al microfono interno risponde ai comandi dei driver attivando la playlist richiesta. Per il momento si tratta solo di un test perché, come confermato da fonti vicine a Spotify, l’azienda non ha in programma il lancio commerciale di Car Thing. La prospettiva è certamente quella di allargare l’offerta uscendo dall’ambito musicale. Spotifty starebbe lavorando ad una sua assistente vocale capace di interagire con i consumatori sia in casa che fuori. Ecco allora che nella dinamica dell’internet delle cose Iot l’auto non può restare tecnologicamente indietro rispetto a tutti gli altri dispositivi che utilizziamo nel corso della nostra giornata tipo.

SBARCO IN AUTO

Come riporta il portale americano The Verge, Spotify starebbe avviando i test per il suo primo hardware. Si tratta di un assistente vocale intelligente da montare in auto. Per ora il dispositivo ha lo scopo di aiutare Spotify a individuare le preferenze musicali degli automobilisti. Parteciperanno al test alcuni utenti premium che saranno ricompensati con degli abbonamenti gratuiti. Il dispositivo si chiama Car Thing e si attacca all’accendisigari dell’auto e, una volta attivo, grazie al Bluetooth si collega al cellulare e all’infotainment di bordo. Per interagire con l’assistente vocale basterà dire “Ehi, Spotify”, e a seguire il comando per l’attivazione della playlist che si vuole ascoltare. Car Thing prevede uno schermo circolare che mostra il titolo della traccia in riproduzione ma anche una serie di pulsanti per accedere manualmente ai comandi. Dal canto suo Spotify afferma che il suo obiettivo non è quello di diventare un fornitore di hardware.

TEST NEGLI USA

La sperimentazione è in partenza ma solo negli Stati Uniti ma non è chiaro per quanto tempo andrà avanti. In un post sul suo blog ufficiale, Spotify specifica che la ricerca ha lo scopo di “aiutarci a imparare di più su come la gente ascolta la musica e i podcast”. Car Thing servirà quindi per capire come migliorare l’esperienza in-car dei suoi clienti. La notizia del primo hardware di Spotify non è una novità assoluta. A gennaio, il Financial Times aveva anticipato che Spotify stava pianificando dispositivi per auto da attivare tramite comando vocale. Capire tutte le dinamiche della giornata di un utente tipo potrebbe aiutare il team di sviluppo a creare nuovi prodotti anche per quanto riguarda i podcast. Va detto che quest’anno i clienti Spotify hanno speso circa 500 milioni di dollari per il podcasting e l’azienda sta ridisegnando la sua applicazione per renderlo più accessibile.

LA PROSPETTIVA

Spotify potrebbe essere interessato a creare una piattaforma a comando vocale simile a quelle di Amazon e Google. Ogni grande azienda tech è infatti al lavoro sulla sua interfaccia automotive. Nel mese di settembre, Amazon introdotto Echo, un dispositivo che porta l’assistente intelligente Alexa anche sulle vetture meno recenti. Google, dal canto suo, ha appena annunciato una modalità specifica per auto per il suo assistente. Per evitare che Spotify e gli altri abbiano la meglio molte case automobilistiche stanno sviluppando autonomamente i propri assistenti intelligenti. Va detto che un sondaggio condotto da JD Power ha rilevato che il 76% dei driver vuole in auto lo stesso assistente vocale che ha a casa. Spotify dovrà allora lavorare molto se vuole convincere i suoi utenti a rinunciare alle loro attuali abitudini.

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