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Comandi vocali per auto connesse: la Cina investe sulla biometria

di Antonio Elia Migliozzi

I sensori biometrici saranno determinanti nel futuro delle auto connesse. I brand dell’auto stanno investendo importanti risorse nel campo del riconoscimento dei parametri identificativi dei driver. In questa direzione si muovono anche molte aziende tech come Nuance. Quest’ultima è da tempo al lavoro sull’intelligenza artificiale che sta preparando per il sistema di infotainment Banma Mars V3.0. Gli strumenti hardware e software saranno in grado di effettuare un’analisi dettagliata della voce del driver permettendo una gestione totale dell’auto. Basterà quindi la voce per offrire un’esperienza del tutto nuova a bordo delle auto connesse. Dietro al progetto sui dati biometrici c’è un investimento importante del costruttore cinese Baic e del colosso tech Alibaba. Vediamo i dettagli di questa tecnologia.

RICONOSCIMENTO BIOMETRICO

Nuance Communications ha comunicato di essere al lavoro per migliorare il suo sistema per il riconoscimento vocale biometrico. Le attività si concentrano sulla capacità di questa tecnologia di entrare in stretto contatto con il driver del veicolo. Basato sull’intelligenza artificiale il nuovo strumento sarà parte della sua piattaforma digitale Banma MARS V3.0 per auto connesse. Il nuovo Banma MARS V3.0 sfrutta i sistemi di Nuance per gestire al meglio anche le richieste simultanee a bordo delle auto connesse. In particolare si potrà gestire, con il controllo vocale, la navigazione, la climatizzazione, l’illuminazione ambiente e la musica. Nuance ha annunciato anche una serie di nuovi servizi in rete basati su cloud anche per le aree con scarsa connessione ad internet. Le sue soluzioni biometriche per il settore automotive stanno facendo la fortuna economica di Nuance.

ECOSISTEMA COMPLETO

Grazie alla rete le auto connesse possono ricevere continui aggiornamenti software. In questo modo i costruttori potranno gestire da remoto il parco auto circolante. In questa ottica si inserisce l’accordo commerciale tra Banma e Nuance. “Banma MARS V3.0 rappresenta l’ultimo passo nei nostri sforzi per rendere l’auto connessa lo standard in tutta la Cina, ha commentato Hao Fei, Ad di Banma Technologies. “Insieme a Nuance, siamo in grado di progettare un’interfaccia utente vocale che non ha eguali, e MARS V3.0 di Banma è solo l’inizio.” Insomma i cinesi puntano sulle auto connesse e lo fanno con risorse economiche importanti. Banma, infatti, è una joint venture tra SAIC, una delle principali case automobilistiche cinesi e Alibaba Group. Insomma Alibaba, alias Google cinese, è pronto a salire in auto per raggiungere anche in mobilità gli utenti offrendo servizi dedicati.

LA PROSPETTIVA

Numeri alla mano il mercato dell’identificazione dei dati biometrici in auto varrebbe circa 10 miliardi di dollari. Stefan Ortmanns di Nuance Automotive, ha detto: “Banma MARS V3.0 segna non solo una profonda cooperazione per un’interfaccia a comando vocale, ma un mutuo impegno per il futuro dell’assistenza vocale.” Nuance Automotive ha da poco annunciato una partnership simile con la Korean Motor Technology Corporation e Korean Telecom. Sulle auto connesse il controllo vocale è di assoluta importanza per semplificare la gestione del veicolo e ridurre i tasti fisici. Ad oggi a bordo di 250 milioni di auto di svariati produttori tra cui Daimler, Toyota e BMW, troviamo sistemi basati sul controllo vocale. Grazie ad internet l’auto connessa può accedere ad un cloud in rete che fornisce al sistema tutti gli elementi per gestire al meglio i comandi del driver.

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Emissioni auto: i sensori per il parcheggio riducono traffico e smog?

di Antonio Elia Migliozzi

Bosch procede il lavoro di sviluppo sul fronte della mobilità urbana. Per aumentare la sicurezza in città il brand lancia una soluzione smart per agevolare la vita dei conducenti di auto elettriche. Il nuovo strumento permette di controllare dal proprio smartphone quali sono gli stalli di ricarica liberi e consente, allo stesso tempo, di effettuare il pagamento del pieno green direttamente dall’interno dell’auto. Si tratta soltanto di una delle funzioni del nuovo Parking Lot Sensor che promette anche di ridurre del 35% i tempi di ricerca di un nuovo posto auto libero. Insomma mentre cresce la capillarità dei dispositivi di sicurezza a bordo delle auto, anche compatte, gli ausili “infrastrutturali” promettono di coprire l’ultimo miglio per la sicurezza globale.

TECNOLOGIA GREEN

Mediamente un guidatore impiega circa 20 minuti per cercare parcheggio. Ciò, oltre allo stress di rito, comporta anche un conseguente rallentamento del traffico. Del resto capita anche che gli automobilisti alla guida di veicoli elettrici abbiano difficoltà a ricaricare l’auto perché gli stalli sono spesso occupati dalle altre auto. Il nuovo Parking Lot Sensor (PLS) di Bosch potrebbe rivelarsi fondamentale per risolvere questi ed altri problemi. Il sensore, infatti, è in grado di individuare e segnalare gli spazi disponibili all’interno di un parcheggio, permettendo all’utente di conoscere, attraverso l’utilizzo di un’app dedicata, il tempo necessario per raggiungerlo. Quanto alle auto elettriche in futuro sarà possibile effettuare il pagamento del pieno green direttamente dallo smartphone. La soluzione Bosch è “retrofit” e può essere facilmente installata non solo nei parcheggi, ma anche sulle colonnine di ricarica elettrica per segnalarne la disponibilità.

CITTA’ SMART

Conti alla mano grazie al Parking Lot Sensor, il tempo impiegato per la ricerca del parcheggio si ridurrà del 35%. Si tratta di un beneficio interessante per la qualità dell’aria viste le conseguenti minori emissioni di CO2. Vantaggi anche per i taxi, i veicoli commerciali, gli autobus e tutti i veicoli impegnati in soste brevi (Leggi Bosch sperimenta il diesel pulito). Le città diventano smart grazie all’incontro virtuoso tra hardware, software e sensori che si combinano per offrire una connettività intelligente tra veicoli, edifici e dispositivi. Le soluzioni e i servizi offerti da Bosch vanno proprio in questa direzione, con l’obiettivo di costruire le città del futuro aumentando la qualità della vita dei cittadini. Insomma mentre le auto diventano sempre più sicure tocca alle infrastrutture coprire l’ultimo miglio verso la sicurezza totale.

RETE DI SICUREZZA

Secondo una recente ricerca condotta da Bosch il 55% delle nuove auto di piccola e media taglia immatricolate in Germania sono dotate di serie di almeno un sistema di assistenza alla guida. Si tratta di un risultato storico perché sulle auto premium sono presenti solo nel 25% dei casi. Nel complesso il 45% delle nuove auto immatricolate hanno almeno un sistema di parcheggio assistito di serie. Se solo nel 2016 la frenata automatica di emergenza equipaggiava il 38% delle auto nuove, nel 2017 l’AEB è di serie sul 54% dei modelli venduti. Ecco allora che se non esiste il rischio zero i sistemi di sicurezza, attiva e passiva, di bordo e le infrastrutture urbane possono davvero fare la differenza. L’ecosistema urbano sicuro prende sempre più forma (Leggi cresce la diffusione dei sistemi di sicurezza anche tra le auto piccole).

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La mano robotica “morbida” che impara con l’IA

di Candido Romano

Sono anni ormai che diversi laboratori di ricerca, anche in Italia, lavorano alla mano robotica, che cerca di imitare in tutti i modi quella umana. Tra questi c’è anche Festo, un’azienda che ha sviluppato una mano robot flessibile che utilizza l’intelligenza artificiale per capire e imparare come manipolare gli oggetti.

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La pelle artificiale per ritrovare la sensibilità

di Candido Romano

Alcuni ricercatori dell’Università del Connecticut stanno lavorando a una sorta di “pelle artificiale”, un nuovo tipo di sensore racchiuso in un involucro di silicone che potrebbe aiutare le vittime di ustioni a ritrovare la sensibilità, a “sentire” di nuovo appunto attraverso la pelle. Questo sensore è in grado di imitare le proprietà sensoriali della pelle, capace quindi di rilevare la temperatura, le vibrazioni o la pressione.

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