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Incentivi auto elettriche 2020: la guida regione per regione

di Raffaele Dambra

Incentivi auto elettriche 2020

Non sono pochi gli automobilisti che potranno accedere agli incentivi auto elettriche 2020 erogati da diverse regioni, con la possibilità di cumularli all’Ecobonus statale in vigore per altri due anni e usufruire quindi di uno sconto sull’acquisto che nel migliore dei casi supera agevolmente i 10 mila euro. Insomma, sembra proprio questo il momento migliore per comprare una vettura elettrica, ibrida o comunque a basse emissioni, sfruttando le tante agevolazioni che mirano a favorire una mobilità più sostenibile. Vediamo perciò quali sono gli incentivi regionali a cui è già possibile aderire, tenendo presente che nei prossimi mesi ne potrebbero arrivare altri ancora (e noi saremo ovviamente pronti a fornirvi tutti i dettagli).

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 VALLE D’AOSTA

In Valle d’Aosta gli incentivi riguardano l’acquisto di auto elettriche e a basse emissioni fino a un massimo di 70 g/km di CO2. Il contributo è concesso sia sui veicoli nuovi che usati (ma solo se comprati presso concessionari), anche in leasing o a noleggio. In alternativa alle auto si possono acquistare biciclette a pedalata assistita e i dispositivi della micromobilità elettrica, come per esempio i monopattini. Sono a disposizione fino a 6 mila euro per i privati, fino a 10 mila euro per le aziende che non effettuano trasporto passeggeri e fino a 15 mila euro per le imprese del trasporto persone. L’incentivo può aumentare fino al 20% in caso di contestuale rottamazione di una vecchia auto da Euro 0 a Euro 4. Le domande per i mezzi acquistati nel 2019 (valide anche per gli acquisti già effettuati), si possono presentare dal 13 novembre 2019 al 31 marzo 2020. Le domande per gli acquisti fatti nel 2020, vanno invece presentate dal 1° gennaio al 21 ottobre 2020.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 LOMBARDIA

Dal 15 ottobre 2019 e fino al 30 settembre 2020, salvo esaurimento anticipato delle risorse, i residenti in Lombardia possono accedere a robusti incentivi per sostituire le autovetture inquinanti con veicoli a basse emissioni, nuovi o usati. Il contributo, a fondo perduto, viene erogato soltanto se l’acquisto della nuova vettura è accompagnato dalla radiazione di un veicolo inquinante (fino a Euro 2 se benzina e fino a Euro 5 se diesel). Più basse sono le emissioni delle auto acquistate, più alto è il valore dell’incentivo. Si parte da 2 mila euro per l’acquisto di una vettura fino a 130 g/km di CO2; e si arriva a ben 8 mila euro per chi compra un’auto elettrica a emissioni zero. Incentivi auto 2020 in Lombardia (fino a 20 mila euro) sono a disposizione anche per le micro, piccole e medie imprese della regione.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 TRENTINO ALTO ADIGE

Nonostante la particolare struttura amministrativa della regione Trentino Alto Adige, gli incentivi auto elettriche 2020 nelle due province autonome di Trento e di Bolzano sono praticamente simili. In entrambi i casi, infatti, l’agevolazione riguarda l’acquisto di auto ecologiche e ammonta a: 4 mila euro se si compra un’auto elettrica; 2 mila per una vettura ibrida plug-in, senza obbligo di rottamazione. Le misure, aperte sia ai cittadini privati che agli enti pubblici e alle imprese, sono strutturali, quindi senza scadenza (almeno fino a nuovo ordine).

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 FRIULI VENEZIA GIULIA

In Friuli Venezia Giulia gli incentivi sono destinati a chi rottama un veicolo a benzina o a gasolio da Euro 0 a Euro 4. E, contestualmente, acquista un’autovettura elettrica, ibrida o bifuel benzina/metano adibita a uso privato. L’auto da acquistare dev’essere nuova, oppure usata o a km zero ma immatricolata da non più di due anni. Acquistando una vettura nuova o a km zero il contributo ammonta a 3.000 euro per le bifuel, a 4.000 per le ibride e a 5.000 per le elettriche; comprando invece una vettura usata il contributo scende rispettivamente a 1.500, 2.000 e 2.500 euro. L’auto da rottamare può essere intestata al soggetto richiedente o a un familiare convivente. Gli incentivi in Friuli sono disponibili già dallo scorso mese di settembre e fino ad esaurimento fondi.

N.B. Aggiorneremo costantemente quest’elenco non appena comunicheranno nuovi incentivi auto elettriche 2020 dalle stesse o da altre regioni italiane.

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Auto usate in calo: ad ottobre arranca anche il diesel

di Donato D'Ambrosi

Garanzia auto usate Codice del Consumo

Il mercato delle auto usate incassa il primo colpo del 2019, con una contrazione dei passaggi di proprietà di circa 5 mila unità. Rispetto al mercato delle auto nuove, le auto usate rappresentano ancora un’alternativa per chi non vuole spendere troppo, ma ad ottobre 2019 il diesel scende di quota. Intanto ogni 100 auto nuove immatricolate, 192 auto usate hanno cambiato proprietario.

AUTO USATE E NUOVE DIESEL VENDUTE AD OTTOBRE

Il calo delle auto usate diesel vendute ad ottobre 2019 è sicuramente meno consistente di quelle nuove (circa -15%). Ma se il trend sarà confermato nei prossimi mesi quel -0,4% potrebbe accendere ripensamenti degli automobilisti sulle motorizzazioni delle auto usate. Per ora se si considerano le quote di auto usate diesel vendute, il 51,3% da gennaio ad ottobre 2019 spegne i timori. Anche perché il trend delle auto a gasolio usate è in crescita rispetto ai primi 10 mesi del 2018. Sono i numeri elaborati dall’ACI sulla base delle registrazioni al PRA.

RADIAZIONI E ROTTAMAZIONE DI AUTO USATE STABILI

Le radiazioni di auto usate sono rimaste quasi invariate ad ottobre con -0,1%. Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,88 (ogni 100 autovetture iscritte ne sono state radiate 88) ed a 0,78 nei primi 10 mesi dell’anno. In discesa anche le radiazioni di motocicli con un decremento mensile del 4,3%. Molto positivi sono invece i numeri del mercato moto usate come mostra la tabella qui sotto. Clicca sull’immagine qui sotto per vederla a tutta larghezza.

OGNI 100 AUTO NUOVE CAMBIANO PROPRIETARIO 192 AUTO USATE

I numeri del mercato di auto usate per alimentazione mostrano che il trend tra immatricolazioni nuove e passaggi di proprietà di auto usate è inversamente proporzionale. Mentre nei primi 10 mesi del 2019 le auto nuove a benzina sono aumentate del +26,7%, quelle a benzina usate hanno rallentato di -1,7%. Al contrario invece i veicoli diesel usati sono aumentati di +4,3% a fronte di una contrazione delle immatricolazioni di auto nuove a gasolio di -22,8%.

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Sconto abbonamento bus: nella bozza la rottamazione auto fino a Euro 3

di Redazione

Incentivi e rottamazione auto non di proprietà

Ecorottamazione: la bozza di decreto clima fa un passo avanti. L’ultimo aggiornamento prevede un bonus di 1.500 euro per acquistare abbonamenti al trasporto pubblico o servizi di sharing mobility elettrica. Ne ha diritto chi rottama un’auto da Euro 0 a Euro 3. Al contempo serve un secondo requisito: vivere in un città soggetta a procedura di infrazione Ue per lo smog: Torino, Milano e Roma, per esempio. È necessario non comprare un’auto nuova, entro il 31 dicembre 2020. Chi sgarra, e acquista una macchina dopo la rottamazione, perde il diritto al bonus: occorre capire se pagherà anche una sorta di multa.

ECOROTTAMAZIONE E BONUS: QUANTI SOLDI

La dotazione messa a disposizione dal ministero dell’Ambiente è di 125 milioni per il 2020 e 2021. Più 5 milioni per il 2019, ossia per quel che resta del 2019. Chi ne ha diritto deve usare l’ecobonus entro i successivi tre anni: la regola vale per il proprietario dell’auto rottamata, nonché per i suoi familiari conviventi. Come si evince dal certificato di residenza. Importante: il bonus non costituisce reddito imponibile. Pertanto, sono soldi che non incidono sul reddito, non è una fonte di guadagno tassata dallo Stato.

BONUS PER CHI ROTTAMA UNA MOTO

Invece, chi vive in una città molto inquinata e rottama una moto fino alla classe Euro 2 (Euro 3 a due tempi) ha diritto all’ecobonus di 500 euro per i mezzi pubblici o per la mobilità condivisa elettrica. Da spendere in tre anni. Tutto rientra nel “Programma sperimentale buono mobilità” rivolto ai residenti dei Comuni a rischio multa europea. Sempre in tema di mobilità sostenibile, il ministero stanzia 40 milioni di euro per finanziare progetti “verdi”: creare corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale che possono essere presentati da uno o più Comuni (con oltre 100.000 abitanti) sulla cui testa pende la spada di Damocle europea. Più 20 milioni di euro per implementare il trasporto scolastico (elementari e medie) con mezzi ibridi, elettrici o non inferiori a Euro 6.

ACCISE GASOLIO IN AUMENTO: SE NE PARLA

In parallelo, al ministero so discute se mettere nel decreto clima anche un aumento delle accise del gasolio. Oggi, le tasse sul diesel sono inferiori rispetto a quelle della benzina. Dopo la rivoluzione dieselgate del settembre 2015, che ha spinto le Case automobilistiche a indirizzarsi verso l’elettrico (imitando Tesla), questo trattamento di favore per il gasolio pare non avere più senso. Per questo, un giorno, alla pompa l’automobilista potrà avere i prezzi di benzina e gasolio simili: le differenze? Solo per i costi industriali, non per le accise. Sarebbe un altro colpo contro i motori diesel, con le vendite di auto a gasolio che stanno già crollando in Italia e nel mondo intero.

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Bonus mobilità 2019: 1.500 € di sconti su mezzi pubblici e car sharing

di Raffaele Dambra

Bonus mobilità 2019

Alla fine, dopo l’annuncio e il successivo rinvio, pare proprio che nel Dl Clima ci sarà anche il Bonus Mobilità 2019, la misura che permetterà di ricevere 1.500 euro da usare per abbonarsi ai mezzi pubblici o al car sharing a chi rottamerà un’auto inquinante (ma lo sconto non sarà per tutti, tra poco dettaglieremo meglio). Lo ha anticipato l’Ansa, che ha avuto modo di visionare la nuova bozza del Decreto Clima voluto dal Ministero dell’Ambiente per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane.

CHE COS’È IL BONUS MOBILITÀ 2019-2021

Rispetto alla prima proposta, che prevedeva sconti per 2.000 euro, il bonus a disposizione per ciascun beneficiario scenderà dunque a 1.500 euro. Ma sarà disponibile fin da subito, appena dopo l’entrata in vigore del decreto, e durerà per un triennio, fino al 2021. La dotazione prevista in questo scampolo di 2019 sarà di 5 milioni di euro, poi saranno messi a disposizione 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

COME FUNZIONA IL BONUS MOBILITÀ

Come spiegavamo inizialmente, non tutti i cittadini italiani potranno accedere al Fondo Buono Mobilità, altrimenti detto Bonus Mobilità. Il sostegno sarà infatti riservato solo ai residenti nei Comuni sotto procedura d’infrazione UE per eccesso di smog (l’elenco completo sarà diffuso insieme alla versione definitiva del Dl Clima). Per accedervi sarà necessario rottamare entro il 31 dicembre 2021 un’autovettura omologata fino alla classe Euro 4. Il bonus di 1.500 euro si potrà utilizzare, entro tre anni, per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e per l’abbonamento ai servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a emissioni ridotte (quindi, in teoria, non solo car sharing ma anche scooter, bici e monopattini). Il Sole 24 Ore precisa che il bonus mobilità 2019 non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini dell’Isee.

BONUS MOBILITÀ ANCHE PER I CONVIVENTI DEI BENEFICIARI

Restiamo ovviamente in attesa del testo ufficiale del Decreto Clima per scoprire ulteriori e più precisi dettagli sulla misura, che in ogni caso si preannuncia piuttosto interessante. Tra le altre cose sembra che i beneficiari potranno acquistare un abbonamento ai mezzi pubblici o al car sharing anche a favore di un convivente. Previsto inoltre l’avvio di un programma strategico, da attuare entro un quinquennio, per il rinnovo integrale dei mezzi di trasporto pubblico locale con mezzi a basso o nullo impatto ambientale, e la promozione del trasporto scolastico sostenibile con uno stanziamento di 20 milioni di euro.

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Importazione auto dagli USA: attenti a quelle escluse dalla circolazione

di Donato D'Ambrosi

Importare un’auto dagli USA è l’unico modo per guidare un modello commercializzato solo all’estero. L’idea viene a molti appassionati anche di veicoli storici che decidono di acquistare auto importate da aziende specializzate. Altre volte, magari con il supporto di amici e parenti ci si imbarca nell’importazione di auto dagli USA in fai da te. Un rischio molto alto che non tutti considerano proviene dalle auto inadatte alla circolazione che vengono riparate alla meno peggio e spedite in Europa. Ecco quali rischi si nascondono nelle “salvaged car”, letteralmente auto recuperate, e come proteggersi.

LE AUTO SALVATE DALLA ROTTAMAZIONE E IMPORTATE DAGLI USA

Normalmente sarebbero destinate alla rottamazione e al recupero di pezzi tutte le auto che per motivi di sicurezza non sono adatte alla circolazione. Secondo un recente sondaggio sono più del 20% le auto recuperate e rimesse in strada che vengono importate dagli USA in Europa. Questa quota equivale a oltre 184 mila veicoli secondo Carfax. Tra tutti i Paesi la Norvegia è il Paese che ne importa mediamente di più (>3.300), seguito da Finlandia (> 3100), Italia (>2800) e Belgio (>1900). Il più delle volte un’auto importata dagli USA viene subito immatricolata nel Paese di destinazione. Ma se sono ancora disponibili i documenti originali, ecco come accorgersi se un’auto destinata alla rottamazione negli USA è stata rattoppata e rimessa in strada.

COSA CERCARE NEI DOCUMENTI DELL’AUTO DA IMPORTARE

In molti Stati USA è frequente contrassegnare le auto da rottamare con “Salvage”, comunicarlo all’acquirente è un obbligo come dichiarare i chilometri reali alla vendita. Quest’obbligo oltreoceano non viene sempre rispettato, figuriamoci dopo aver ricevuto nuove targhe e documenti. Se avete messo gli occhi su un’auto USA e avete intenzione di importarla, cercate qualsiasi riferimento alla parola “Salvage” sui documenti di proprietà. Altre parole in inglese che fanno intuire se un’auto ha subito un danno importante sono “Total loss”, “Refurbished”, “Broken”, “Irreparable damage”, “Rebuilt”, “Reacquired by manufacturer”.

QUANDO NON CONVIENE IMPORTARE UN’AUTO “SALVAGE”

Sicuramente non è detto che tutte le auto salvate dalla rottamazione e destinate all’importazione sono poco sicure. Ma è un indizio del fatto che quell’auto potrebbe essere stata danneggiata in un incidente importante o anche provenire da un “taglia e cuci”. In pratica si prendono due auto donatrici provenienti da incidenti e se ne fa una con lo scopo di rimetterla sul mercato con il telaio meno danneggiato. Per comprendere meglio cosa comporta la marcatura “salvage” per un’auto, bisogna sapere che in molti Stati USA viene affibbiata alle auto che richiedono costi di riparazione superiori al 75% del valore dell’auto prima dell’incidente.

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Bonus rottamazione auto per TPL: slitta il decreto

di Redazione

Ricordate il bonus rottamazione? Era nella bozza di decreto sull’emergenza climatica. Ma è già saltato, perché non ci sono i soldi. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa voleva far approvare subito le norme, però altri ministri lo hanno stoppato: le regole vanno ponderate in coordinamento con altri dicasteri, in quanto le risorse scarseggiano. Il bonus rottamazione per adesso non può diventare realtà.

QUAL ERA L’OBIETTIVO DEL BONUS ROTTAMAZIONE

La bozza di decreto “per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde” era un bonus auto rottamazione da 2.000 euro a chi rottama un’auto vecchia senza comprarne una nuova. Stando alla bozza, ne avrebbe avuto diritto chi vive in metropoli molto inquinate, che hanno contribuito a far salire il rischio di multa (un miliardo di euro) appioppata  dall’Unione europea all’Italia. Parliamo di Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Venezia e Reggio Calabria. Per il bonus, sarebbe servito rottamare un’auto fino a Euro 4.

UN INCENTIVO PER I BUS

Non sarebbe stato il solito incentivo: rottamare l’auto vecchia per comprare quella nuova con lo sconto dello Stato. Il bonus rottamazione di 2.000 euro sarebbe stato un credito di imposta, da sfruttare entro i successivi cinque anni per abbonamenti al trasporto pubblico locale, per i servizi di sharing mobility con veicoli elettrici e per quelli a zero emissioni. Via quindi le auto vecchie e molto inquinanti; a favore di mezzi di trasporto meno inquinanti. Però il ministro Costa non getta la spugna. Se il decreto salta perché mancano i soldi, lo stesso provvedimento può essere inserito in un disegno legge. È quanto si verifica spesso in Italia, specie quando si legifera in materia di auto pulite: se il disegno legge non viene approvato, si prova con un decreto. E viceversa. Resterebbe però il guaio delle risorse: dove trovare i fondi per il bonus rottamazione, in un Paese sovraindebitato?

QUALI BONUS RESTANO

A questo punto, il consumatore ha a disposizione i bonus per le auto elettriche, acquistate e immatricolate in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021: l’incentivo va da 1.500 a 6.000 euro, in base alle emissioni di CO2. In più, ogni singolo automobilista, in funzione della residenza, può verificare se la Regione o la Provincia stanzia bonus locali. Per le macchine a basso impatto ambientale: elettriche, ibride, a gas. Terzo tassello: le campagne delle Case automobilistiche, con sconti del Produttore che si sommano a quelli dello Stato e degli enti locale.

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Bonus trasporto pubblico 2019: 2 mila euro a chi rottama un’auto inquinante

di Redazione

Il bonus trasporto pubblico 2019 è una misura nella bozza di decreto ambiente per chi rottama un’auto vecchia. Esattamente, è il decreto “per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”. Si tratta di un bonus auto rottamazione da 2.000 euro a chi rottama un’auto vecchia senza comprarne una nuova. Chi ne ha diritto, se il decreto verrà approvato? Chi vive in metropoli molto inquinate. E che hanno contribuito a far prendere una decisione all’Unione europea: c’è il rischio di multa di un miliardo di euro all’Italia per troppo smog. Ossia Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Venezia e Reggio Calabria. Per il bonus, occorre rottamare un’auto da Euro 0 (più precisamente le pre Euro 1) a Euro 4.

IL BONUS TRASPORTO PUBBLICO COME CREDITO DI IMPOSTA

Il bonus di 2.000 euro è un credito di imposta. Può essere utilizzato entro i successivi cinque anni per abbonamenti al trasporto pubblico locale, per i servizi di sharing mobility con veicoli elettrici e per quelli a zero emissioni. Non è un bonus per comprare un’altra auto più moderna e meno inquinante. È quindi una misura diversa dal passato, quando lo Stato stabiliva uno sconto per la rottamazione a favore dell’acquisto: se rottami hai l’abbonamento al bus.

COME USARE IL BONUS PER IL TRASPORTO PUBBLICO

Ci sono altri soggetti che hanno diritto al bonus auto rottamazione da 2.000 euro nel decreto ambiente: i titolari di licenza di trasporto pubblico di piazza, e gli autotrasportatori operanti nelle città metropolitane. Per tutti vale un principio: bonus revocato se il beneficiario, o un familiare convivente, provveda all’acquisto, al leasing o al noleggio a lungo termine di un’auto non a basse emissioni entro i due anni successivi. In parallelo, il governo pensa a ridurre le agevolazioni a favore del gasolio: oggi sul diesel le accise sono più leggere che sulla benzina; domani potrebbe non essere più così. In più, l’esecutivo pensa a ridurre le agevolazioni per le auto aziendali in fringe benefit.

I BONUS PER LE ELETTRICHE CHE CI SONO ORA

Se il bonus auto rottamazione da 2.000 euro nel decreto ambiente diverrà realtà, si sommerà all’incentivo per le elettriche che già esiste. Destinatario dei contributi è chi acquista veicoli di categoria M1 destinati al trasporto di persone, con almeno quattro ruote e al massimo otto posti a sedere (oltre al sedile del conducente), con i seguenti requisiti: devono essere nuovi, produrre emissioni di CO2 non superiori a 70 g/km, venire acquistati e immatricolati in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, avere un prezzo sotto i 50.000 senza Iva. A seconda che ci sia o no una rottamazione e di quante sono le emissioni di CO2 dell’auto nuova, il bonus va da 1.500 a 6.000 euro. In più, ci sono bonus per le moto elettriche.

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Incentivi auto 2019 in Lombardia e Veneto per l’acquisto di vetture ecologiche

di Raffaele Dambra

Incentivi auto 2019 in Lombardia e Veneto

Continuano le proposte delle regioni italiane per tutelare la qualità dell’aria e la salute dei cittadini. Tra le varie iniziative messe in atto, le regioni Lombardia e Veneto hanno istituito nuovi incentivi auto 2019 per l’acquisto di vetture ecologiche e la contemporanea rottamazione di veicoli inquinanti. Entrambe le misure sono cumulabili con l’Ecobonus del Governo, per cui nei prossimi mesi comprare auto elettriche o comunque a basse emissioni potrebbe risultare quanto mai conveniente.

INCENTIVI AUTO 2019 IN LOMBARDIA PER PRIVATI CITTADINI

Con le due delibere approvate di recente dalla Giunta regionale della Lombardia, sono stati stanziati per il periodo 2019-2020 26,5 milioni di euro destinati ai privati cittadini e alle imprese che vogliono rinnovare il parco macchine optando per modelli meno inquinanti. In particolare, la nuova misura di incentivi auto 2019 dedicata ai cittadini lombardi, già in vigore dallo scorso 2 agosto, consiste in un contributo a fondo perduto che varia (da 2.000 a 8.000 euro) in base alle emissioni della vettura acquistata e prevede le seguenti specifiche:

– radiazione per demolizione di un’autovettura a benzina fino a Euro 2 incluso o diesel fino a Euro 5 incluso;
– acquisto, anche in leasing, di un’autovettura di nuova immatricolazione oppure usata in grado di garantire basse emissioni di inquinanti;
– applicazione da parte del venditore di uno sconto di almeno il 12% sul prezzo di listino del modello base, al netto di eventuali allestimenti opzionali;
– cumulabilità con altri incentivi diversi dalla presente misura.

Nella seguente immagine è riportata l’entità degli incentivi basata sui valori di emissione degli inquinanti PM10, NOx e CO2.

INCENTIVI AUTO 2019 IN LOMBARDIA PER LE IMPRESE

Come anticipavamo, gli incentivi auto 2019 in Lombardia riguardano anche le micro, piccole e medie imprese aventi sede operativa nella regione. Demolendo o esportando all’estero un veicolo benzina fino a euro 2 incluso o diesel fino a Euro 5 incluso e acquistando, anche nella forma del leasing finanziario, un veicolo di categoria M1, M2, M3, N1, N2 o N3 poco inquinante, si può accedere a un contributo a fondo perduto in base alla categoria della vettura acquistata (più basse sono le emissioni, più alto è il contributo). Attenzione: per gli incentivi auto alle imprese non è prevista la cumulabilità con altri aiuti pubblici concessi per gli stessi costi ammissibili. Ulteriori informazioni sugli incentivi auto 2019 in Lombardia sono disponibili qui.

INCENTIVI AUTO 2019 IN VENETO: 3.500 EURO A PERSONA

Incentivi auto 2019 anche in Veneto, dove la Giunta regionale ha deliberato un nuovo bando mettendo a disposizione 500.000 euro a favore di chi vorrà sostituire la propria vecchia auto con veicoli a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione. Gli incentivi, fino a 3.500 euro a persona, saranno differenti in funzione delle effettive emissioni e stabiliti in base a specifici protocolli. Si potranno ottenere rottamando autovetture appartenenti alle classi emissive benzina Euro 0 Euro 1 Euro 2, gasolio Euro 0, Euro 1 Euro 2 ed Euro 3 Euro 4, bifuel Euro 0 Euro 1 Euro 2. Per stabilire la graduatoria dei potenziali beneficiari (in caso di superamento dei fondi stanziati) si terrà conto della loro situazione economica, prevedendo una priorità per le fasce di reddito più basse. Il bando sarà pubblicato a breve sul sito del BUR Veneto, le domande dovranno pervenire entro il 15 ottobre 2019.

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Incentivi e rottamazione auto non di proprietà: quando e come è possibile?

di Redazione

Incentivi e rottamazione auto non di proprietà

Si possono ottenere incentivi con la rottamazione di un’auto non di proprietà, ossia intestata a un’altra persona? È una domanda che sta girando parecchio soprattutto dopo la recente introduzione dell’Ecobonus 2019 – 2021, che offre la possibilità di accedere a contributi per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni. E poiché l’importo di tali contributi aumenta se contestualmente all’acquisto si rottama una vettura inquinante, molti si stanno chiedendo se per assicurarsi gli incentivi sia assolutamente necessario demolire un’auto di proprietà. O se si possa rottamare anche il veicolo di un altro intestatario (ovviamente con il suo consenso).

ECOBONUS 2019: SI PUÒ ROTTAMARE UN’AUTO NON DI PROPRIETÀ?

La risposta alla domanda è nei requisiti di accesso agli incentivi dell’Ecobonus. Il veicolo da dare in rottamazione deve essere intestato, da almeno 12 mesi, all’acquirente o a uno dei familiari conviventi alla stessa data. L’auto da rottamare per usufruire dell’Ecobonus, quindi, non deve essere intestata per forza alla persona che acquista la vettura nuova, ma anche a un familiare che convive nella stessa casa. L’unica condizione richiesta è che, alla data di acquisto, la convivenza duri da almeno 12 mesi. Per esempio dopo un anno di matrimonio il marito può rottamare l’auto intestata alla moglie, e viceversa. Per dimostrare che l’altro intestatario faccia davvero parte del nucleo familiare, è sufficiente presentare un’autocertificazione dello stato di famiglia.

INCENTIVI E ROTTAMAZIONE AUTO NON DI PROPRIETÀ: È POSSIBILE?

Ma a prescindere dall’Ecobonus 2019 – 2021, c’è una norma generale che regola la possibilità di ottenere incentivi con la rottamazione di auto non di proprietà? In realtà no e fino a oggi le singole case automobilistiche e i concessionari hanno sempre deciso in base alle rispettive politiche aziendali. Abbiamo però constatato che di solito (ma non è una regola fissa) le promozioni attuate dai concessionari hanno maglie un po’ più larghe rispetto alle case madri. E in qualche caso possono pure prevedere la rottamazione di auto intestate ad altri, ma sempre con dei limiti.

IL CASO DELLA MEGAROTTAMAZIONE FIAT

Tuttavia ciò che abbiamo appena scritto viene clamorosamente ribaltato dalla nuovissima MegaRottamazione Fiat, che consente di cambiare la propria vecchia auto a condizioni che il marchio torinese ha giustamente definito straordinarie, o quanto meno insolite. Per la prima volta infatti, per accedere all’incentivo non è necessario che l’acquirente sia anche l’intestatario del veicolo da rottamare. O che abbia qualche vincolo di parentela con lui. Basta trovare una qualsiasi automobile da rottamare e che l’effettivo proprietario sia d’accordo (con tanto di autorizzazione scritta). L’iniziativa è valida fino al 31 maggio 2019 e qualcosa ci dice che presto sarà copiata da molti altri marchi. Insomma, stiamo andando verso la libera rottamazione delle auto non di proprietà.

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Fiat lancia la megarottamazione: fino a 6 mila euro di sconto solo nei weekend

di Antonio Elia Migliozzi

Fiat saluta maggio con una nuova promozione. In arrivo sconti fino a 6.000 euro per chi si reca in concessionaria per rottamare la propria auto o, se autorizzati, anche quella altrui. In occasione di tutti i weekend di maggio le concessionarie Fiat resteranno aperte per offrire vantaggi su tutta la gamma. Applicando i ribassi ai modelli a listino Panda sarà offerta a partire da 7.600 euro mentre Tipo da 11.500 euro. In entrambi i casi i prezzi scontati sono riferiti alle vetture disponibili in pronta consegna. Fiat punta sulla rottamazione per conservare la sua posizione all’interno del mercato italiano. Nella top 5 delle vetture più vendute ad aprile 2019 troviamo infatti solo auto del gruppo Fca.

ROTTAMAZIONE CONVENIENTE

Al via la megarottamazione di Fiat che promette di aiutare i clienti nella scelta dell’auto nuova con uno sconto dedicato. La nuova campagna consentirà di rottamare la propria vecchia auto a condizioni interessanti. Per la prima volta, infatti, all’incentivo può accedere chiunque in quanto non è necessario che il cliente sia proprietario del veicolo da rottamare. Inoltre non sarà necessario avere un rapporto di parentela con l’intestatario dell’auto che si presenta in rottamazione. Insomma Fiat offre questa opportunità davvero a tutti, basterà trovare un veicolo da rottamare. Assolutamente necessario il consenso all’operazione da parte del legittimo proprietario. Con questa nuova campagna Fca vuole promuovere il rinnovamento del parco circolante in Italia. Notoriamente le auto sulle strade italine sono tra le più anziane d’Europa e questo a svantaggio della sicurezza stradale e dell’impatto ambientale.

VANTAGGI IN GAMMA

Nel dettaglio, grazie alla megarottamazione è possibile scegliere la gamma Panda in pronta consegna a partire da 7.600 euro. Quanto alla Tipo, sempre in pronta consegna, questa è proposta a partire da 11.500 euro. Va precisato che entrambe le offerte riguardano i finanziamenti. Parlando della Panda, ad esempio, è previsto anticipo 0 e 61 rate mensili da 122,00 euro con Tan fisso al 6,45% e Taeg al 9,93%. Relativamente al resto della gamma la rottamazione Fiat promette offerte anche per la 500L, con listino a partire da 12.700 euro, e per il crossover 500X, a partire da 15.500 euro. Sarà possibile rottamare l’auto a prezzi vantaggiosi per tutto il mese di maggio. Nel dettaglio Fiat ha organizzato tre porte aperte previsti nei fine settimana del; 11/12 – 18/19 – 25/26 maggio.

NUMERI DI PESO

La nuova offerta di Fiat dedicata si accompagna alla promozione dedicata ai professionisti con partita Iva. Prosegue infatti l’iniziativa “Bonus Lavoro” per attrarre la clientela business verso i modelli Alfa Romeo, Jeep, Fiat, Lancia, Abarth e Fiat Professional. In questo caso si avrà un vantaggio economico fisso da applicare al prezzo di listino. Su Alfa Romeo Stelvio il bonus raggiunge i 9.000 euro per gli esemplari in pronta consegna. Sconti anche per Fiat 500X e Fiat Tipo, pari a 5.500 euro, e sul SUV Jeep Renegade che beneficia di un bonus di 7.000 euro. Per saperne di più sul “Bonus Lavoro” Fiat ha creato un apposito portale dove è possibile visionare nel dettaglio lo sconto relativo ad ogni modello. Inseriti i dati necessari e configurato il modello il sistema genera un codice da portare in concessionaria per finalizzare l’acquisto.

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