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NASA ecco il robot gonfiabile spaziale

di Alessandro Crea
In futuro i robot sicuramente ci affiancheranno nei voli spaziali, ma non è detto che il loro aspetto sarà per forza simile a quelli presenti sulla Terra. Ecco perché alla Brigham Young University un gruppo di scienziati tra cui Mark Killpack, docente del dipartimento di ingegneria meccanica, sta lavorando su King Louie, un robot gonfiabile, […]

Ecco l’esoscheletro per l’esercito USA, ma è disarmato

di Alessandro Crea
L’aspetto ricorda quello dell’esoscheletro utilizzato da Ripley nel finale di Aliens per combattere contro la regina madre degli xenomorfi e, in un certo senso la sua funzione è simile: parliamo di Guardian XO, un esoscheletro sviluppato dalla statunitense Sarcos Robotics, che ha appena chiuso un contratto con l’esercito USA per la pre-produzione di un numero […]

OpenAI lancia un nuovo progetto AI etico

di Antonino Caffo

OpenAI ha annunciato oggi la creazione di OpenAI LP, una società creata per far progredire l’intelligenza artificiale verso un sistema sicuro.

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Robot industriali che non vedono ma “sentono” grazie all’RFID: localizzazione cieca immediata e precisa

di Dario D'Elia
I robot impiegati nelle fabbriche oggi si affidano alla “computer vision” per interagire con gli oggetti in movimento, ma una ricerca del MIT conferma che una speciale tecnologia RFID potrebbe essere più efficiente e precisa. Un recente studio di un gruppo di ricercatori dell’MIT Media Lab e del Signal Kinetics Research Group ha dato vita […]

Interazione umani-robot, a Pisa svelati i segreti della manipolazione degli oggetti

di Valerio Porcu
Sviluppare nuove tecnologie significa anche studiare come interagiscono persone e macchine. E nel caso dei robot, un aspetto critico è quando umano e macchina si passano materialmente un oggetto. Un ambito di studio in cui la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sembra aver raggiunto una svolta. Nello studio On the choice of grasp type and […]

GrowBot, l’Italia guida il progetto europeo che si ispira alle piante rampicanti per i robot del futuro

di Alessandro Crea
È possibile costruire robot che si comportino come fanno alcune piante rampicanti, arrampicandosi e adattandosi all’ambiente circostante? Se lo sono chiesti i ricercatori del progetto GrowBot coordinato dall’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia e finanziato dalla Commissione Europea con circa 7 milioni di euro per i prossimi 4 anni, nell’ambito del programma FET di Horizon 2020. L’obiettivo […]

Verso gli uomini bionici, installata una mano robotica di nuova generazione

di Valerio Porcu
È un nuovo passo verso l’uomo cibernetico quello compiuto dai medici svedesi, che hanno donato a una paziente un “impianto transradiale (sotto il gomito) stabile e permanente per il controllo di una mano robotica”. Ce ne dà notizia la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha collaborato allo sviluppo della protesi è che da anni è […]

Nvidia annuncia la GTC 2019, fari puntati sul keynote di Huang

di Manolo De Agostini
Sarà come sempre il fondatore e CEO di Nvidia, Jen-Hsun Huang, a catturare l’attenzione alla decima edizione della GPU Technology Conference che si terrà tra il 17 e il 21 marzo a San Jose in California. Il keynote di Huang avrà luogo il 18 marzo alle 14:00 locali, le 23:00 in Italia. I temi toccati […]

Dall’Italia la pianta-robot che si arrampica

di Marco Locatelli

Arriva dall’Italia il primo robot in grado di simulare il comportamento di una pianta rampicante e avvolgendosi di fatto attorno ad un supporto.

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I robot ci ruberanno il lavoro? I lavoratori non ci credono

di Valerio Porcu

Secondo un sondaggio del World Economic Forum l’80% dei lavoratori è convinto che un robot non sarebbe in grado di sostituirlo, e che nella sua attività il “tocco umano” sia indispensabile. Una percezione in netto contrasto con diverse ricerche secondo cui nei prossimi anni l’automazione cancellerà molti dei posti di lavoro esistenti.

Per ottenere il risultato, il WeF ha intervistato circa 10mila persone in 29 paesi, all’inizio di gennaio 2019, scoprendo tra le altre cose che i residenti in Asia Centrale ed Europa sono quelli più fiduciosi riguardo la non sostituibilità del proprio lavoro a opera di un computer o un robot. All’estremo opposto troviamo l’Asia del Sud (India, Pakistan, Bangladesh), regione in cui solo il 30% degli intervistati si sente insostituibile, con un altro 19% convinta che la “maggior parte” delle proprie mansioni si potrebbe automatizzare già oggi. Per quanto riguarda l’Europa, la risposta colpisce anche considerando quanto la tecnologia stia già cambiando il mondo del lavoro e le mansioni.

L’altra domanda relativa al lavoro riguardava la continuità: la maggior parte dei lavoratori vede sé stessa impegnata nello stesso tipo di attività in un arco di cinque anni. Un dato da mettere in relazione con la risposta alla “minaccia” dell’automazione, vale a dire una maggiore flessibilità e la formazione continua, con lavoratori umani pronti a spostarsi da un’attività all’altra, secondo la necessità.

In altre parole, alle persone in genere non piace l’idea di cambiare, e preferiscono considerare sé stesse in una posizione stabile a lungo termine. Ammettere la possibilità che una macchina li possa sostituire dall’oggi al domani, dunque, significherebbe forse ammettere con sé stessi la necessità di cambiare profondamente punto di vista.

È interessante poi rilevare che i lavoratori più inclini a immaginarsi sostituiti da una macchina sono in paesi dove si concentrano attività produttive di stampo tradizionale, dove agli operati non sono richieste competenze particolarmente sofisticate.

Il sondaggio, tra le altre cose, chiedeva poi agli intervistati di esprimersi riguardo alla tecnologia. Alla domanda “credi che la tecnologia faccia più male che bene alla società“, le risposte sono equamente distribuite, ma sono relativamente pochi quelli convinti che il progresso tecnologico sia sopratutto un male. Interrogati riguardo ai grandi colossi della tecnologia, poi, gli intervistati appaiono equamente distribuiti tra le due opzioni: da una parte “le aziende tecnologiche vogliono rendere il mondo un posto migliore” e dall’altra “la maggior parte delle aziende tecnologiche vuole solo fare soldi”.

Il sondaggio del Web Economic Forum dà spazio anche a temi come l’ambiente e l’immigrazione, in uno sforzo investigativo mirato a comprendere meglio come gli esseri umani vivono la “globalizzazione 4.0” dai diversi punti di vista – e come in ultima analisi si possa diventare cittadini del mondo. E voi, che cosa ne pensate?

Questo robot sa camminare e anche volare, o almeno cadere con stile

di Valerio Porcu

Alireza Ramezani, professore associato presso la Northeastern University, ha sviluppato un robot che può sia camminare sia volare, o almeno fare salti notevoli – come parte di un progetto di postdottorato presso il California Institute of Technology (CalTech).

Il robot si chiama LEONARDO, un tributo al famoso inventore rinascimentale e acronimo che sta per LEg ON Aerial Robotic DrOne. La sua caratteristica più interessante è appunto la possibilità di muoversi sul suolo e anche di “volare” – mentre normalmente i robot fanno una cosa oppure l’altra.

LEONARDO è stato sviluppato partendo dall’idea di progettare una macchina per l’esplorazione, che fosse in grado di affrontare terreni impervi e ostacoli imprevisti. Si sostiene su due “zampe” ed è alto grossomodo 80 cm, ed è per la maggior parte in carbonio – che assicura flessibilità, resistenza e leggerezza. Il peso totale infatti è intorno ai 2,7 Kg.

Questo non è volare! Questo è cadere con stile!

La parte centrale, che Ramezani definisce “torso”, include diversi sensori e due propulsori che lo possono spingere in ogni direzione. E all’occorrenza possono anche farlo sollevare dal suolo – per quanto non sia la loro funzione principale.

“L’idea non è creare un quadricottero”, spiega infatti Ramezani. “L’idea è di avere una macchina che possa sfruttare le gambe e i motori per, ad esempio, migliorare la sua capacità di saltare“. Una soluzione che è utile anche per stabilizzare il robot su superfici irregolari.

“Si tratta della sfida più grande per i sistemi con le gambe, o persino per gli umani. Possiamo stabilizzare il nostro corpo, ma a volte cadiamo. E se avessimo un robot che non cade mai?”, si domanda lo scienziato, che si è ispirato agli uccelli per progettare LEONARDO. “Puoi trovare la perfezione ingegneristica in natura, e possiamo imparare molto”, continua Ramezani, che in passato ha sviluppato un robot volante ispirato ai pipistrelli.

LEONARDO quindi non decolla come un quadricottero o un altro tipo di velivolo. Piuttosto, spicca balzi molto potenti che gli permettono di saltare gli ostacoli e integra un sistema per atterrare in piena sicurezza. L’idea del volo vero e proprio, comunque, fa parte dei prossimi obiettivi di sviluppo.

“Pensate a un robot che non cade mai, letteralmente: può gestire terreni difficili, può volare, può saltare. Un sistema ultra-capace. Possiamo usare una macchina come questa per l’esplorazione”.

Per iniziare a costruire e programmare i propri robot, l’Arduino Starter Kit è un ottimo punto di partenza.

Amazon lancia l’evento re:MARS: focus sull’IA

di Filippo Vendrame

Amazon ha annunciato re:MARS, un nuovo evento globale dedicato all’Intelligenza Artificiale per il Machine Learning, l’Automazione, la Robotica e lo Spazio. Negli ultimi due anni, l’amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, ha organizzato un evento annuale privato, conosciuto come “MARS”, in cui miliardari, astronauti e tante altre personalità hanno discusso del futuro della tecnologia. Adesso, quell’evento si sta trasformando in una conferenza pubblica.

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Robot insegnanti, ecco la e.Do Experience

di Marco Locatelli

I robot non potranno mai completamente sostituire gli esseri umani, ma possono sicuramente dare loro una grande mano in tantissime attività, anche l’insegnamento. Imparare in modo nuovo, interattivo e creativo, affiancati da un robot: questa la filosofia di e.DO Experience, la piattaforma educativa progettata da Comau Academy e disponibile a partire da gennaio 2019, che utilizza il robot e.DO per promuovere un approccio non-convenzionale e stimolante alla didattica, scolastica ed extra-scolastica.

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Boston Dynamics: Atlas, il robot che fa parkour

di Francesco Ciannamea

Quasi un anno fa vi avevamo parlato di Atlas. Eravamo rimasti estasiati nel vederlo eseguire un backflip. Ci risiamo, Boston Dynamics “ha insegnato” al suo robot a fare parkour.(...)
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© francescociannamea for Androidiani.com, 2018. | Permalink |

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