Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

Interazione umani-robot, a Pisa svelati i segreti della manipolazione degli oggetti

di Valerio Porcu
Sviluppare nuove tecnologie significa anche studiare come interagiscono persone e macchine. E nel caso dei robot, un aspetto critico è quando umano e macchina si passano materialmente un oggetto. Un ambito di studio in cui la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sembra aver raggiunto una svolta. Nello studio On the choice of grasp type and […]

GrowBot, l’Italia guida il progetto europeo che si ispira alle piante rampicanti per i robot del futuro

di Alessandro Crea
È possibile costruire robot che si comportino come fanno alcune piante rampicanti, arrampicandosi e adattandosi all’ambiente circostante? Se lo sono chiesti i ricercatori del progetto GrowBot coordinato dall’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia e finanziato dalla Commissione Europea con circa 7 milioni di euro per i prossimi 4 anni, nell’ambito del programma FET di Horizon 2020. L’obiettivo […]

Verso gli uomini bionici, installata una mano robotica di nuova generazione

di Valerio Porcu
È un nuovo passo verso l’uomo cibernetico quello compiuto dai medici svedesi, che hanno donato a una paziente un “impianto transradiale (sotto il gomito) stabile e permanente per il controllo di una mano robotica”. Ce ne dà notizia la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha collaborato allo sviluppo della protesi è che da anni è […]

Nvidia annuncia la GTC 2019, fari puntati sul keynote di Huang

di Manolo De Agostini
Sarà come sempre il fondatore e CEO di Nvidia, Jen-Hsun Huang, a catturare l’attenzione alla decima edizione della GPU Technology Conference che si terrà tra il 17 e il 21 marzo a San Jose in California. Il keynote di Huang avrà luogo il 18 marzo alle 14:00 locali, le 23:00 in Italia. I temi toccati […]

Dall’Italia la pianta-robot che si arrampica

di Marco Locatelli

Arriva dall’Italia il primo robot in grado di simulare il comportamento di una pianta rampicante e avvolgendosi di fatto attorno ad un supporto.

Leggi il resto dell’articolo

I robot ci ruberanno il lavoro? I lavoratori non ci credono

di Valerio Porcu

Secondo un sondaggio del World Economic Forum l’80% dei lavoratori è convinto che un robot non sarebbe in grado di sostituirlo, e che nella sua attività il “tocco umano” sia indispensabile. Una percezione in netto contrasto con diverse ricerche secondo cui nei prossimi anni l’automazione cancellerà molti dei posti di lavoro esistenti.

Per ottenere il risultato, il WeF ha intervistato circa 10mila persone in 29 paesi, all’inizio di gennaio 2019, scoprendo tra le altre cose che i residenti in Asia Centrale ed Europa sono quelli più fiduciosi riguardo la non sostituibilità del proprio lavoro a opera di un computer o un robot. All’estremo opposto troviamo l’Asia del Sud (India, Pakistan, Bangladesh), regione in cui solo il 30% degli intervistati si sente insostituibile, con un altro 19% convinta che la “maggior parte” delle proprie mansioni si potrebbe automatizzare già oggi. Per quanto riguarda l’Europa, la risposta colpisce anche considerando quanto la tecnologia stia già cambiando il mondo del lavoro e le mansioni.

L’altra domanda relativa al lavoro riguardava la continuità: la maggior parte dei lavoratori vede sé stessa impegnata nello stesso tipo di attività in un arco di cinque anni. Un dato da mettere in relazione con la risposta alla “minaccia” dell’automazione, vale a dire una maggiore flessibilità e la formazione continua, con lavoratori umani pronti a spostarsi da un’attività all’altra, secondo la necessità.

In altre parole, alle persone in genere non piace l’idea di cambiare, e preferiscono considerare sé stesse in una posizione stabile a lungo termine. Ammettere la possibilità che una macchina li possa sostituire dall’oggi al domani, dunque, significherebbe forse ammettere con sé stessi la necessità di cambiare profondamente punto di vista.

È interessante poi rilevare che i lavoratori più inclini a immaginarsi sostituiti da una macchina sono in paesi dove si concentrano attività produttive di stampo tradizionale, dove agli operati non sono richieste competenze particolarmente sofisticate.

Il sondaggio, tra le altre cose, chiedeva poi agli intervistati di esprimersi riguardo alla tecnologia. Alla domanda “credi che la tecnologia faccia più male che bene alla società“, le risposte sono equamente distribuite, ma sono relativamente pochi quelli convinti che il progresso tecnologico sia sopratutto un male. Interrogati riguardo ai grandi colossi della tecnologia, poi, gli intervistati appaiono equamente distribuiti tra le due opzioni: da una parte “le aziende tecnologiche vogliono rendere il mondo un posto migliore” e dall’altra “la maggior parte delle aziende tecnologiche vuole solo fare soldi”.

Il sondaggio del Web Economic Forum dà spazio anche a temi come l’ambiente e l’immigrazione, in uno sforzo investigativo mirato a comprendere meglio come gli esseri umani vivono la “globalizzazione 4.0” dai diversi punti di vista – e come in ultima analisi si possa diventare cittadini del mondo. E voi, che cosa ne pensate?

Questo robot sa camminare e anche volare, o almeno cadere con stile

di Valerio Porcu

Alireza Ramezani, professore associato presso la Northeastern University, ha sviluppato un robot che può sia camminare sia volare, o almeno fare salti notevoli – come parte di un progetto di postdottorato presso il California Institute of Technology (CalTech).

Il robot si chiama LEONARDO, un tributo al famoso inventore rinascimentale e acronimo che sta per LEg ON Aerial Robotic DrOne. La sua caratteristica più interessante è appunto la possibilità di muoversi sul suolo e anche di “volare” – mentre normalmente i robot fanno una cosa oppure l’altra.

LEONARDO è stato sviluppato partendo dall’idea di progettare una macchina per l’esplorazione, che fosse in grado di affrontare terreni impervi e ostacoli imprevisti. Si sostiene su due “zampe” ed è alto grossomodo 80 cm, ed è per la maggior parte in carbonio – che assicura flessibilità, resistenza e leggerezza. Il peso totale infatti è intorno ai 2,7 Kg.

Questo non è volare! Questo è cadere con stile!

La parte centrale, che Ramezani definisce “torso”, include diversi sensori e due propulsori che lo possono spingere in ogni direzione. E all’occorrenza possono anche farlo sollevare dal suolo – per quanto non sia la loro funzione principale.

“L’idea non è creare un quadricottero”, spiega infatti Ramezani. “L’idea è di avere una macchina che possa sfruttare le gambe e i motori per, ad esempio, migliorare la sua capacità di saltare“. Una soluzione che è utile anche per stabilizzare il robot su superfici irregolari.

“Si tratta della sfida più grande per i sistemi con le gambe, o persino per gli umani. Possiamo stabilizzare il nostro corpo, ma a volte cadiamo. E se avessimo un robot che non cade mai?”, si domanda lo scienziato, che si è ispirato agli uccelli per progettare LEONARDO. “Puoi trovare la perfezione ingegneristica in natura, e possiamo imparare molto”, continua Ramezani, che in passato ha sviluppato un robot volante ispirato ai pipistrelli.

LEONARDO quindi non decolla come un quadricottero o un altro tipo di velivolo. Piuttosto, spicca balzi molto potenti che gli permettono di saltare gli ostacoli e integra un sistema per atterrare in piena sicurezza. L’idea del volo vero e proprio, comunque, fa parte dei prossimi obiettivi di sviluppo.

“Pensate a un robot che non cade mai, letteralmente: può gestire terreni difficili, può volare, può saltare. Un sistema ultra-capace. Possiamo usare una macchina come questa per l’esplorazione”.

Per iniziare a costruire e programmare i propri robot, l’Arduino Starter Kit è un ottimo punto di partenza.

e.DO Experience, il robot di COMAU sale in cattedra

di Alessandro Crea

Imparare in modo nuovo, interattivo e creativo, affiancati da un robot: con questo scopo nasce e.DO Experience, la piattaforma educativa progettata da Comau Academy, che utilizza il robot e.DO per promuovere un approccio non-convenzionale e stimolante alla didattica, scolastica ed extra-scolastica.

Progettata per tutte le età, e.DO Experience ha l’obiettivo di favorire un approccio pragmatico all’apprendimento disciplinare, volto ad incoraggiare lo sviluppo di competenze trasversali e un coinvolgimento diretto nelle attività di formazione, di cui e.DO è il protagonista.

Quest’ultimo è un piccolo robot modulare e open-source, flessibile ed interattivo, sviluppato da Comau – parte del Gruppo FCA e leader mondiale nella fornitura di prodotti e sistemi avanzati per l’automazione industriale – con finalità didattiche, per stimolare la creatività e la partecipazione attiva degli allievi durante l’apprendimento di materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) o per affiancare chiunque voglia esplorare e approfondire il mondo della robotica, acquisendo in modo nuovo e divertente competenze d’utilizzo o di programmazione di un robot.

e.DO Experience si rivolge a un pubblico ampio e diversificato, che comprende insegnanti, giovani studenti e manager aziendali, professionisti, appassionati di robotica, visitatori di mostre e musei, partecipanti a convegni, ma anche le famiglie e i loro bambini, con un’offerta formativa calibrata sulle specifiche necessità e le diverse competenze dei partecipanti.

“L’innovazione tecnologica apre la strada a nuovi modi di insegnare e di imparare. Un esempio concreto è rappresentato da e.DO, il fulcro intorno al quale Comau ha sviluppato e.DO Experience, un programma di formazione innovativo, che ha l’obiettivo di consentire ai giovani, agli insegnanti, ai professionisti, di sperimentare l’efficacia e l’utilità di modalità di apprendimento capaci di incuriosire, coinvolgere e ispirare”, ha spiegato Donatella Pinto Head of Human Resources di Comau.

Sono sei le Experience progettate da Comau: e.DO Learning Center, e.DO Learning Lab, e.DO Robotics Licenses, e.DO Programs, e.DO Events ed e.DO Corner. e.DO Learning Center è un ambiente di apprendimento innovativo, nel quale gli studenti delle scuole primarie e secondarie utilizzano e.DO per approfondire materie curriculari, come fisica, matematica e le STEM.

e.DO Learning Lab è un laboratorio educativo di robotica, perfettamente attrezzato, sviluppato per aiutare gli insegnanti ad utilizzare la Robotica per condurre in autonomia lezioni didattiche utili e coinvolgenti. Per chi vuole coltivare o approfondire lo studio della Robotica è stato invece progettato e.DO Robotics Licenses, un insieme di percorsi formativi dedicati alla Robotica Industriale e all’Open Robotics, che danno l’opportunità di ottenere un Patentino della Robotica riconosciuto a livello internazionale (Certificato di Programmazione e Uso di Robot industriali) o un Patentino Utilizzatore e.DO.

e.DO Programs si riferisce a programmi formativi per studenti, ragazzi e adulti, singoli individui o team aziendali, con una marcata focalizzazione su Competenze Digitali, Soft Skills e Cultura industriale.

Infine, Comau ha ideato gli e.DO Events e gli e.DO Corner. Il primo prevede una serie di programmi di edutainment, progettati appositamente per trasmettere e utilizzare le potenzialità della Robotica, con piccole demo, durante meeting aziendali, ricorrenze pubbliche o eventi privati. Mentre il corner e.DO nasce come una vetrina di infotainment, che prevede l’impiego di un e.DO totalmente operativo, da collocare in musei, parchi a tema, fiere e convegni di robotica, grazie al quale i visitatori possono conoscere la robotica e sperimentarla di persona, partecipando ad una serie di micro-sessioni dimostrative o a specifiche attività, che vanno dalla simulazione all’assemblaggio, programmazione e movimentazione di e.DO.

Amazon lancia l’evento re:MARS: focus sull’IA

di Filippo Vendrame

Amazon ha annunciato re:MARS, un nuovo evento globale dedicato all’Intelligenza Artificiale per il Machine Learning, l’Automazione, la Robotica e lo Spazio. Negli ultimi due anni, l’amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, ha organizzato un evento annuale privato, conosciuto come “MARS”, in cui miliardari, astronauti e tante altre personalità hanno discusso del futuro della tecnologia. Adesso, quell’evento si sta trasformando in una conferenza pubblica.

Leggi il resto dell’articolo

Robot insegnanti, ecco la e.Do Experience

di Marco Locatelli

I robot non potranno mai completamente sostituire gli esseri umani, ma possono sicuramente dare loro una grande mano in tantissime attività, anche l’insegnamento. Imparare in modo nuovo, interattivo e creativo, affiancati da un robot: questa la filosofia di e.DO Experience, la piattaforma educativa progettata da Comau Academy e disponibile a partire da gennaio 2019, che utilizza il robot e.DO per promuovere un approccio non-convenzionale e stimolante alla didattica, scolastica ed extra-scolastica.

Leggi il resto dell’articolo

Guido, il bar itinerante che puoi chiamare da smartphone per raggiungerti ovunque

di Alessandro Crea

Avete voglia del vostro cocktail preferito ma vi trovate in una città che non conoscete e non avete voglia di sperimentare locali che non vi sono noti? Telefonate a Guido. Guido infatti è un bar itinerante robotico, completamente automatizzato, che potrà raggiungervi ovunque voi siate per prepararvi il vostro drink in maniera inappuntabile.

Ideato dallo studio di architettura italiano Carlo Ratti Associati per conto Makr Shakr, azienda leader nel settore dei baristi robotici, Guido racchiude un doppio braccio robotico in grado di preparare pochi secondi qualsiasi cocktail all’interno di un veicolo dotato dei più avanzati sistemi di guida autonoma.

Tramite app inoltre non solo è prenotabile questo particolare bartender itinerante, ma anche il drink che si desidera: all’arrivo di Guido dunque tutto sarà pronto in pochi secondi, senza dover aspettare o effettuare la richiesta al momento. Il barista infine sarà anche in grado di controllare i documenti per accertare la maggiore età del cliente ed accetterà i pagamenti elettronici, via smartphone o wearable.

Vi sembra un sogno? Attualmente Guido è soltanto un concept, ma nel corso di quest’anno Carlo Ratti Associati e Makr Shakr collaboreranno con diverse municipalità internazionali per concordarne sviluppo e implementazione. Non dovrete dunque attendere ancora molto prima di poter ordinare via smartphone il vostro drink preferito a Guido, il miglior barman robotico che ci sia.

Ford, il robot per testare i sedili ora può anche sudare

di Alessandro Crea
Prima o poi i robot ci sostituiranno al lavoro e probabilmente competeranno con noi nello sport, ma per il momento hanno acquisito una nuova capacità, quella di sudare. Almeno, l’ha acquisita Robutt, il robot che Ford utilizza da alcuni anni per testare la durevolezza dei propri sedili. Come dice sostanzialmente il suo nome in inglese, […]

Hyundai al CES 2019 con un veicolo dotato di “zampe” in stile Star Wars

di Alessandro Crea

Si chiama Elevate, è sviluppato da Hyundai e, più che ai famosi “camminatori imperiali” AT-AT somiglia per dimensioni e aspetto ai meno noti AT-TE della Repubblica. Presentato al CES 2019 di Las Vegas, si tratta infatti di un veicolo elettrico dotato però di quattro “zampe” robotiche. L’idea ovviamente non è quella di rivoluzionare il settore del trasporto privato ma di proporre una soluzione efficiente che consenta il rapido intervento in caso di disastri, ad esempio terremoti o altri cataclismi.

Elevate infatti proprio grazie alla robotica è in grado di avanzare su qualsiasi terreno, meglio anche di una jeep o di un mezzo cingolato. Gli pneumatici sono comunque presenti ed il veicolo è in grado di ritrarre le zampe robotiche per viaggiare come una comune automobile.

Le capacità del veicolo sono straordinarie. Come spiegato nel comunicato ufficiale infatti Elevate può imitare le andature sia dei mammiferi che dei rettili grazie alle articolazioni dotate di 6 gradi di libertà e può arrampicarsi dappertutto, superando anche muri di 1,5 metri di altezza, mantenendo al contempo i passeggeri in posizione confortevole.

Secondo Hyundai le possibilità sono illimitate. Elevate ad esempio potrebbe garantire mobilità assoluta agli invalidi, portandoli sin dinanzi alla propria porta di casa e consentendo di entrare nel veicolo senza scendere dalla propria sedia a rotelle. Ma il veicolo sarebbe anche facilmente in grado di avanzare lungo un percorso improvvisamente bloccato dalla neve o utilizzato addirittura per l’esplorazione di altri pianeti.

Hyundai al momento non ha parlato però di un’effettiva produzione di Elevate, né ha indicato finestre temporali specifiche per la sua disponibilità. Non è chiaro dunque se si tratti soltanto di un interessante concept o di un potenziale prodotto, tuttavia l’azienda automobilistica coreana ha mostrato di sapere il fatto suo in quanto a innovazione, attirando l’attenzione su di sé e le sue capacità progettuali.

L'articolo Hyundai al CES 2019 con un veicolo dotato di “zampe” in stile Star Wars proviene da Tom's Hardware.

La mano robotica stampata in 3D ci svela quanto complesso sia riprodurre il nostro arto

di Alessandro Crea

Scienziati dell’Università di Cambridge hanno realizzato una semplice mano robotica stampata in 3D, in grado di suonare semplici motivi al pianoforte esclusivamente tramite il movimento del polso: un esperimento volto non tanto a creare un “virtuoso” robotico dello strumento ma a svelare quanto complesso sia il nostro arto e quanto sia difficile da riprodurre, ma al tempo stesso a dimostrare che è possibile ottenere risultati rilevanti attraverso il design.

La mano sostanzialmente replica infatti la struttura ossea di una mano reale, comprese le cartilagini, ma non prevede tendini e muscoli. Si tratta quindi di un arto esclusivamente “passivo” che però, grazie al design e alla progettazione che ne consente il movimento tramite l’articolazione del polso, riesce già ad eseguire semplici motivetti sul pianoforte.

‎Utilizzando questo movimento “passivo” in cui cioè le dita non possono muoversi in modo indipendente, è stato possibile simulare diversi stili musicali senza bisogno di modificare il materiale o le proprietà meccaniche della mano. I risultati, pubblicati sulla rivista ‎‎Science Robotics‎‎, potrebbero aiutare nella progettazione di robot che sono capaci di movimenti più naturali riducendo al contempo al minimo il consumo di energia.

‎I movimenti complessi negli animali e nelle macchine deriva dalla interazione tra il cervello (o controller), l’ambiente e il corpo meccanico. Le proprietà meccaniche e la progettazione di sistemi di questo tipo sono quindi importanti per un funzionamento realmente “intelligente” che consenta di effettuare movimenti complessi senza spendere inutili quantità di energia.‎‎

‎Gli scienziati hanno quindi “insegnato” al robot a suonare considerando come la meccanica, le proprietà dei materiali impiegati, l’ambiente e i movimenti del polso influenzino il modello dinamico della mano. ‎

‎‎Nonostante le limitazioni della mano robot, i ricercatori sono convinti che questo approccio consentirà ulteriori sviluppi negli studi e nella comprensione dei principi della dinamica scheletrica al fine di riuscire a realizzare movimenti complessi e comprendere dove si verificano eventuali limitazioni all’impiego di movimenti passivi.

Insomma questa mano robotica non diventerà mai in grado di eseguire Rachmaninov, ma potrebbe consentire in futuro lo sviluppo di arti robotici più complessi caratterizzati da movimenti più naturali, elevate capacità motorie e consumi ridotti.‎

L'articolo La mano robotica stampata in 3D ci svela quanto complesso sia riprodurre il nostro arto proviene da Tom's Hardware.

Insetti cyborg, meglio dei droni per un’agricoltura hi-tech

di Valerio Porcu

Api cyborg per monitorare e ottimizzare la produzione agricola. È questo il senso della ricerca pubblicata da Shyamnath Gollakota e dal suo team dell’Università di Washington. Gli insetti portano un microscopico “zaino” ad alta tecnologia, che raccoglie dati su temperatura, umidità e luce. La piattaforma è stata battezzata Living IoT.

Il dispositivo pesa solo 102 milligrammi (la batteria ne pesa 70), non compromette le capacità di volo delle api, e include una microscopica batteria che ne permette il funzionamento per sette ore. Durante questo tempo l’insetto vola sulle aree interessate, mentre i sensori raccolgono informazioni.

Tornato all’arnia, i sensori scaricano i dati tramite un sistema di onde radio riflesse chiamato backscatter (retrodiffusione), e allo stesso tempo la batteria si ricarica. I dati poi vengono incanalati nel sistema di controllo e monitoraggio dell’area.

L’idea sulla carta è preferibile ai droni, già usati in agricoltura per fare la stessa cosa, perché permette di estendere notevolmente il tempo di volo; i droni infatti possono volare per poche decine di minuti prima di tornare alla base per caricarsi, mentre queste api cibernetiche potrebbero lavorare per molte ore al giorno. Le api, d’altra parte, non possono portare molto peso, e questo impedisce per esempio di aggiungere una videocamera al loro armamentario. Un problema che si potrebbe risolvere in futuro.

In entrambi i casi, l’uso di sensori mobili in contesti agricoli permette di ottimizzare le operazioni, per esempio l’irrigazione. Ed è in generale preferibile all’installazione di sensori fissi, che hanno una portata limitata e costi relativamente maggiori. Per questa ragione finora si sono preferiti di droni.

L’uso delle api permetterebbe sostanzialmente di portare a zero i costi di mobilità, e inoltre la loro ubiquità nel mondo renderebbe relativamente facile replicare lo stesso sistema più o meno ovunque. Inoltre è teoricamente possibile usare altri insetti oltre alle api, per quanto negli esperimenti siano stati usate solo tre specie: Bombus impatiens, Bombus vosnesenski e Bombus sitkensis.

Il difetto più evidente è il non poter controllare o pianificare il piano di volo – quindi il drone resterebbe necessario per avere la certezza di controllare aree specifiche. È però possibile tracciare la posizione dei sensori tramite segnali RF. Per quanto sia una funzione limitata, i ricercatori hanno trovato un modo ingegnoso per ottenere una sorta di auto-localizzazione. Si basa tutto sulla triangolazione di segnali radio passivi, soluzione necessaria per mantenere i consumi sotto controllo.

Forse non riuscirai mai a costruire il tuo cyborg personale, o forse sì. L’importante è cominciare, magari da una piattaforma Arduino.

L'articolo Insetti cyborg, meglio dei droni per un’agricoltura hi-tech proviene da Tom's Hardware.

Robot umanoide Toyota controllato in remoto grazie alla rete 5G, primo test in Giappone

di Dario D'Elia

L’operatore TLC giapponese NTT DOCOMO e Toyota hanno confermato che ieri sono riusciti in un test a controllare in remoto il robot umanoide T-HR31 sfruttando una rete sperimentale 5G. Ovviamente il tutto è avvenuto in ambiente di laboratorio con una distanza tra la zona operativa e quella di controllo di circa 10 km.

Il T-HR3 è un robot umanoide di terza generazione, ideato e sviluppato dal partner Robot Division, svelato alla stampa per la prima volta nel 2017. È stato pensato per assistere l’essere umano “in ambienti diversi, dalle mura domestiche alle strutture ospedaliere, nei cantieri edilizi, nelle zone colpite da disastri e addirittura nello spazio”, come riporta la nota ufficiale.

La tecnologia Master Maneuvering System consente al corpo del robot di replicare il movimento delle mani, delle braccia e dei piedi grazie alla mappatura da parte dei controlli indossati dall’operatore, con un visore che visualizza le immagini dalla prospettiva del robot. In pratica in una postazione specifica l’operatore è in grado far replicare i suoi movimenti: da quelli delle braccia fino a quelli delle gambe – con combinazioni dei piedi.

“I motori, i riduttori e i sensori di coppia montati sul T-HR3 e sul Master Maneuvering System (denominati complessivamente Torque Servo Module) sono collegati ad ogni singola articolazione”, puntualizza l’azienda. “Questi moduli comunicano i movimenti dell’operatore direttamente alle 29 parti che compongono il corpo dell’automa e ai 16 sistemi di controllo del Master Maneuvering System per garantire movimenti sincronizzati”.

La recente novità è quella dell’impiego di una connessione wireless 5G invece che la tradizionale cavetteria. E grazie al nuovo standard mobile è stato possibile approfittare dei ridotti tempi di latenza che la contraddistinguono.

Il T-HR3 con 5G sarà mostrato alla stampa durante il DOCOMO Open House 2018 previsto il 6 dicembre a Tokyo.

L'articolo Robot umanoide Toyota controllato in remoto grazie alla rete 5G, primo test in Giappone proviene da Tom's Hardware.

Amazon AWS lancia RoboMaker

di Antonino Caffo

La divisione cloud computing di Amazon, Amazon Web Services (AWS), ha annunciato RoboMaker, un servizio progettato per aiutare gli sviluppatori a costruire, testare e distribuire applicazioni di robotica attraverso il cloud. Pensato per supportare le esigenze sempre crescenti di software automatizzati nelle aziende e presso gli utenti finali, RoboMaker si pone l’obiettivo di rendere più semplice ed efficiente creare app che sfruttano l’operatività dei robot, non solo a livello pratico ma anche in quanto calcolo ed elaborazione.

Leggi il resto dell’articolo

Boston Dynamics: Atlas, il robot che fa parkour

di Francesco Ciannamea

Quasi un anno fa vi avevamo parlato di Atlas. Eravamo rimasti estasiati nel vederlo eseguire un backflip. Ci risiamo, Boston Dynamics “ha insegnato” al suo robot a fare parkour.(...)
Continua a leggere Boston Dynamics: Atlas, il robot che fa parkour su Androidiani.Com


© francescociannamea for Androidiani.com, 2018. | Permalink |

Tags del post: , , ,

❌