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Iliad aumenta a 3 GB il traffico dati per il roaming europeo nell’offerta da 5,99 euro

di Angelo Falcone

Iliad, per adeguarsi all'aggiornamento Roaming Like at Home del 2019, ha portato a 3 GB il quantitativo di traffico dati per il Roaming UE.

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Operatori mobili italiani e roaming europeo: ecco come cambia il 2019

di Irven Zanolla

Dal primo gennaio 2019 cambiano nuovamente le regole per il roaming in Europa: scopriamo dunque come si comporteranno i vari operatori.

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Kena Mobile aumenta i Giga utilizzabili in roaming in UE

di Vincenzo

Kena Mobile ha aggiornato le proprie offerte aumentando i Giga che gli utenti possono sfruttare in roaming nei Paesi dell'Unione europea.

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Nel 2019 aumentano i Giga disponibili in roaming nei Paesi UE

di Roberto F.

Cambiano le regole per l'utilizzo del traffico dati in roaming nei Paesi dell'Unione Europea, così come previsto dal Regolamento UE che disciplina la materia

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Roaming UE, dal primo gennaio 2019 scendono i prezzi dei GB

di Alessandro Crea

Dal primo gennaio 2019 il costo per GB del traffico dati nelle nazioni UE è destinato a scendere ulteriormente. Come conseguenza probabilmente i consumatori potranno vedersi aumentate le soglie di traffico dati al di fuori della propria nazione, a parità di costi.

Come sappiamo da quando nel 2017 è stato introdotto il cosiddetto “roaming like at home” il traffico dati nei Paesi membri dell’Unione europea si è quintuplicato, come riportato anche dalla relazione intermedia della Commissione europea. Questo nonostante i paletti che gli operatori hanno dovuto mettere un anno e mezzo fa sul traffico dati mobile, il cui costo appunto è mediamente molto più elevato rispetto a telefonate ed SMS.

Photo credit - depositphotos.com

Così, se sostanzialmente i consumatori hanno ottenuto sin da subito di poter disporre anche all’estero del traffico voce previsto dalla propria tariffa senza alcun aggravio, per il traffico dati ciò non è stato possibile ed esiste quindi una formula matematica per conoscere il valore minimo del traffico internet che l’operatore mette a disposizione, a partire dalla propria tariffa. L’operatore, a discrezione, potrà eventualmente offrire di più, ma certamente mai meno.

Sino al 31 dicembre 2018 la formula matematica per conoscere il limite minimo di GB disponibili al di là dei propri confini nazionali quando si viaggia in altri Paesi UE è la seguente: (costo tariffa IVA esclusa diviso 6) x 2. A partire dal primo gennaio 2019, invece, quel 6 sarà sostituito da 4,5, in quanto il costo per GB scenderà appunto da 6 a 4,50 euro. Una buona notizia dunque per i consumatori, perché gli operatori avranno l’opportunità di adeguare la propria offerta elevando al soglia minima di traffico dati disponibile in roaming all’interno dei Paesi UE.

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Roaming UE, dal 2019 più Giga a disposizione

di Filippo Vendrame

Dal primo gennaio 2019 viaggiare in Europa sarà ancora più conveniente. A partire da quella data, infatti, i cittadini europei potranno potenzialmente disporre di più traffico dati quando si recano fuori dai confini del proprio Paese per viaggiare all’interno degli altri Stati membri. Il Roaming Like at Home ha portato nel 2017 una vera e propria rivoluzione nel modo in cui le persone comunicano in Europa. Grazie al lavoro dell’Unione Europea i cittadini possono viaggiare all’interno dei Paesi membri utilizzando il loro smartphone come se fossero ancora a casa senza costi extra una volta presenti.

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Roaming UE, quintuplicato il traffico dati dal 2017 grazie alle nuove norme

di Dario D'Elia

A distanza di un anno e mezzo dall’introduzione del “roaming like at home”, la relazione intermedia della Commissione europea conferma che il traffico dati mobile è quintuplicato. In pratica, grazie alla possibilità di impiegare il monte traffico stabilito dal proprio contratto  – all’estero (UE) come in Italia – gli utenti hanno iniziato a telefonare e navigare di più.

Permane un meccanismo di calcolo che stabilisce delle soglie minime per la gratuità, e che gli operatori tendenzialmente stanno rispettando con una comunicazione chiara e trasparente, ma la prospettiva è che il volume dati impiegabile all’estero sarà sempre più alto. Nel traffico voce è più semplice: quanto prevede il proprio contratto in Italia può essere usato oltreconfine senza aggravi. Solo alcuni operatori mobili virtuali godono di una sospensiva che va circostanziata con il Garante ogni anno.

Eurobarometro, nella sua più recente indagine, ha registrato una chiara tendenza all’aumento della domanda. “Il 34% dei viaggiatori è contento di potersi connettere a Internet indifferentemente in roaming e nel Paese di residenza, mentre solo il 15% lo faceva prima di giugno 2017”, si legge nella nota. “Viceversa, la percentuale di coloro che non usano mai dati mobili all’estero si è ridotta al 19%, contro il 42% prima dell’abolizione delle tariffe di roaming”.

Da rilevare che ormai il 62% degli europei sa che le tariffe di roaming sono state abolite nell’UE/SEE e il 69% ritiene di poterne beneficiare o pensa che qualcuno dei suoi conoscenti ne benefici già o ne beneficerà in futuro.

“Un anno e mezzo fa abbiamo soppresso le tariffe di roaming per i viaggiatori che si spostano nell’UE. Insieme ad altri diritti digitali, come quelli legati alla fine dei blocchi geografici ingiustificati e alla portabilità dei contenuti, questo è un buon esempio di come l’UE sia in grado di produrre risultati di cui i cittadini europei beneficiano nella vita di tutti i giorni. Dobbiamo inoltre continuare a informare gli europei in merito ai loro diritti digitali, in modo che possano davvero sfruttare al massimo le nuove possibilità loro offerte”, ha dichiarato Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale.

“Oggi possiamo toccare con mano i vantaggi apportati dall’abolizione delle tariffe di roaming nell’UE. La buona notizia è che l’Europa è ormai una realtà per chi usa liberamente il telefono cellulare quando si trova in viaggio all’estero. Sono grata agli operatori che riescono a trasformare l’aumento della domanda di dati e chiamate vocali in nuove opportunità”, ha aggiunto Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali.

Giusto per comprendere la portata di questo cambio è bene ricordare che solo 10 anni fa un minuto di telefonata infranazionale mediamente costava 49 centesimi al minuto, un SMS ben 28 centesimi e un singolo Megabyte di navigazione Internet circa 6 euro.

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Il traffico dati si è quintuplicato da quando il roaming in Europa è diventato gratuito

di Tommaso

Con l'abolizione dei costi di roaming nel 2017 il traffico dati all'estero è quintuplicato e sempre più persone utilizzano lo smartphone quando sono in viaggio.

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Geoblocking addio, da oggi lo shopping online non ha più frontiere in Europa

di Pino Bruno

L’Unione europea ha mantenuto le promesse e oggi è caduta un’altra barriera. È la fine del geoblocking degli acquisti online. Gli effetti positivi saranno pari a quelli ottenuti con la cessazione del roaming telefonico nel 2017. Così, proprio alla vigilia del Natale – il periodo più caldo per lo shopping – tutti noi cittadini europei potremo comprare nei negozi in rete di tutto il Vecchio Continente senza più essere bloccati. Potremo usare dappertutto la carta di credito nazionale, anche per noleggiare un’auto o comprare un biglietto per un concerto oltre frontiera. Adesso tutti i commercianti e le piattaforme online dovranno adeguarsi alle nuove norme e non dovranno dunque farci rimbalzare agli eventuali siti partner nazionali.

Per fare qualche esempio, i siti che hanno più versioni a seconda del Paese – dai noleggiatori di auto alle agenzie di viaggi ai rivenditori di biglietti di concerti o dei parchi di attrazioni – non potranno più reindirizzare i clienti né rifiutarsi di vendere le offerte promozionali presenti su una delle loro pagine nazionali a persone che si collegano da altri Paesi. Insomma, in rete accadrà ciò che succede quando andiamo di persona in un negozio a Parigi, Berlino o Madrid.

Photo credit - depositphotos.com

Dopo l’abolizione del roaming telefonico, è la Schengen del commercio. La tappa successiva sarà la riduzione dei prezzi per la consegna transfrontaliera dei pacchi, che finora ha scoraggiato acquirenti e venditori dal comprare e vendere prodotti in tutta l’UE.

Cosa succede da oggi?

Vendita di merci senza consegna fisica. Esempio: un cliente belga desidera acquistare un frigorifero e trova l’offerta migliore su un sito web tedesco. Il cliente ha diritto a ordinare il prodotto e a ritirarlo presso i locali del commerciante o a organizzare la consegna personalmente al suo domicilio.

Vendita di servizi prestati tramite mezzi elettronici. Esempio: un consumatore bulgaro desidera acquistare servizi di hosting per il suo sito web da un’impresa spagnola. Ora potrà avere accesso al servizio, registrarsi e acquistarlo senza dover versare un importo aggiuntivo rispetto a un consumatore spagnolo.

Vendita di servizi forniti in un determinato luogo fisico. Esempio: una famiglia italiana può acquistare una visita a un parco divertimenti in Francia senza essere reindirizzata su un sito web italiano.

I cittadini possono acquistare apparecchi elettrici online, noleggiare un’auto o comprare biglietti per i concerti a livello transfrontaliero così come fanno a casa. Non dovranno più scontrarsi con ostacoli come la richiesta di pagare con una carta di debito o di credito emessa in un altro paese. Le imprese possono fare affidamento contare su una maggiore certezza del diritto nelle operazioni transfrontaliere.

Il regolamento non impone l’obbligo di vendita e non armonizza i prezzi, ma affronta la questione della discriminazione nell’accesso ai beni e ai servizi laddove questa non sia oggettivamente giustificata (ad esempio da obblighi in materia di IVA o da obblighi giuridici differenti).

“Nel 2015 il 63% dei siti non consentiva agli utenti di effettuare acquisti da un altro Paese dell’Ue, di conseguenza due terzi dei consumatori che volevano fare acquisti online all’estero non hanno potuto farlo”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale Andrus Ansip. Ora, ha sottolineato, “il 3 dicembre mettiamo fine a questa pratica. Vogliamo un’Europa senza barriere, e questo vuol dire anche eliminare gli ostacoli agli acquisti online”, sulla falsariga di quanto già fatto mettendo fine ai sovraccosti del roaming a giugno 2017.

Le nuove norme non si applicano ai prodotti audiovisivi e a quelli coperti da copyright: e-book, musica, videogiochi e software, per cui resta valido il principio della territorialità. Se un italiano va in un altro paese europeo può continuare a usare il suo abbonamento a Netflix ma non potrà sottoscriverne uno nuovo in quella nazione. È solo questione di tempo, perché l’Unione europea vuole far cadere anche quest’ultima frontiera.

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