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Codice della Strada: la mini riforma slitta al 2020

di Raffaele Dambra

Auto senza assicurazione cosa si rischia

Vi ricordate la corposa mini riforma del Codice della Strada che avrebbe dovuto introdurre numerose novità come l’inasprimento delle sanzioni per chi guida col cellulare in mano e il via libera alle moto 125 cc in autostrada? Ottenuto, non senza fatica, il via libera dalle apposite commissioni parlamentari, il testo era atteso in Aula subito dopo l’estate per la discussione e l’approvazione finale. Poi però l’improvvisa caduta del governo giallo-verde ha lasciato tutto in standby, gettando fosche nubi sul futuro della mini-riforma. Nubi peraltro confermate dalla nuova titolare del MIT, Paola De Micheli, che a metà ottobre ha annunciato la bocciatura di gran parte del provvedimento da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze per un problema di coperture.

MODIFICHE CODICE DELLA STRADA 2020: LE PARTI FONDAMENTALI SAREBBERO SALVE

Tuttavia pochi giorni fa Diego De Lorenzis del M5S, vicepresidente della commissione Trasporti alla Camera, ha riacceso le speranze, dichiarando che il pacchetto di modifiche al Codice della Strada è stato soltanto ‘congelato’ perché adesso le priorità sono altre, a cominciare dalla Legge di Bilancio. Ma che nei primissimi mesi del 2020, forse già a gennaio, approderà finalmente in Parlamento per essere discusso in Aula. “Il cambio di governo lo scorso settembre e soprattutto alcuni rilievi mossi dalla Ragioneria generale dello Stato, relativamente alla copertura finanziaria di alcuni articoli, hanno rallentato l’iter legislativo”, ha confermato De Lorenzis al portale Due Ruote. “Ma non c’è da preoccuparsi perché i rilievi riguardano alcuni aspetti secondari delle modifiche, come quelle a proposito dei mezzi agricoli. Le parti fondamentali del provvedimento non sono state toccate”.

CODICE DELLA STRADA: PROVVEDIMENTO IN AULA GIÀ A GENNAIO 2020?

I tempi per l’approvazione definitiva del Codice della Strada 2020 potrebbero rivelarsi quindi ancora sorprendentemente brevi. “Confido che a gennaio il testo approdi alla Camera per essere licenziato velocemente”, ha spiegato l’esponente pentastellato. “E credo che anche al Senato le modifiche possano essere approvate in fretta, data la grande comunanza di intenti che hanno unito maggioranza e opposizione nella stesura dell’intero provvedimento”. Che dire, restiamo un pochino scettici dinanzi a tanto ottimismo. Ma saremmo contenti di essere smentiti…

CODICE DELLA STRADA 2020: LE PRINCIPALI NOVITÀ

Ricordiamo brevemente quali sono le principali novità che rientrano nella mini riforma del Codice della Strada 2020. Il testo unificato delle proposte consta di 10 articoli che contengono circa 80 interventi di modifica su 60 articoli del CdS.
– istituzione di ‘zone scolastiche’ in cui prevedere forme di limitazione del traffico o della velocità per garantire migliore sicurezza ai minori; parcheggi rosa per donne in gravidanza o con figli minori di due anni; superamento del servizio di piazza offerto con veicoli a trazione animale;
– sanzioni più severe per l’utilizzo di apparecchiature elettroniche alla guida quando l’uso comporti anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante. Prevedendo, sin dalla prima violazione, la sospensione della patente;
– durata minima, pari a tre secondi, per la luce gialla dei semafori; ok alla circolazione in autostrada per i motocicli con cilindrata pari o superiore a 120 cc (o a 11Kw) se condotti da maggiorenni;
– previsione, ove sia possibile, della linea di arresto avanzata per i velocipedi, del doppio senso ciclabile e della circolazione su corsie preferenziali delle biciclette; introduzione di una più stringente disciplina del sorpasso alle biciclette su strade extraurbane;
– proroga a 12 mesi del foglio rosa; utilizzo della PEC per il ricorso al prefetto contro le sanzioni amministrative del CdS e per ricevere la notifica delle violazioni; obbligo di pubblicità per gli enti locali degli incassi delle sanzioni riscosse a seguito di infrazioni al CdS e in merito alla destinazione dei proventi delle sanzioni medesime;
esenzione dal pedaggio autostradale per i veicoli dei servizi di trasporto e soccorso sanitario, della protezione civile e delle associazioni di volontariato appartenenti a reti nazionali;
maggiori poteri agli ausiliari del traffico e della sosta per prevenire e accertare le violazioni in materia di divieto di sosta.

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Codice della Strada 2019: più poteri agli ausiliari del traffico?

di Redazione

Codice della Strada 2019 ausiliari del traffico

Ancora non si sa bene quando verrà discusso il testo finale del Codice della Strada 2019, ma intanto è uscita la notizia di un nuovo emendamento che darà più poteri agli ausiliari del traffico. O meglio, potrebbe darla, visto che nessuna nuova norma è sicura fino all’approvazione definitiva della mini riforma.

GLI AUSILIARI DEL TRAFFICO POTRANNO ELEVARE PIÙ MULTE

Come riporta Fanpage.it, l’emendamento sugli ausiliari del traffico, presentato dal deputato del PD Davide Gariglio, ha riscontrato l’interesse dei partiti di maggioranza M5S e Lega, che si sono detti disposti a votarlo a fronte di qualche leggera modifica. In pratica con la nuova norma si stabilisce che gli ausiliari potranno fare multe nell’area (intesa come zona o quartiere) indicata dal proprio Comune come area di sosta a pagamento. Il che vuol dire che l’autorizzazione a stilare verbali, già permessa ma solo per le infrazioni riguardanti le strisce blu e gialle per i veicoli non autorizzati, sarà estesa oltre il singolo stallo, consentendo quindi agli ausiliari del traffico di elevare multe in tutta la zona o quartiere in cui ci sono le strisce blu, anche per sanzionare la sosta sulle strisce pedonali, nei posti riservati ai disabili e così via.

AUSILIARI DEL TRAFFICO: DIPENDENTI COMUNALI O DI SOCIETÀ PRIVATE

L’emendamento al Codice della Strada 2019 sui maggiori poteri agli ausiliari del traffico, presentato dall’On Gariglio, prevede inoltre che i Comuni possano conferire funzioni di prevenzione e accertamento di tutte le infrazioni in materia di sosta ai dipendenti comunali o delle società private e pubbliche esercenti la gestione della sosta stessa, dandogli pure il potere di contestazione immediata. “La nuova norma servirà per definire con più precisione i poteri degli ausiliari del traffico e della sosta”, ha spiegato il deputato del Partito Democratico.

MAGGIORI POTERI AGLI AUSILIARI DEL TRAFFICO PER AGEVOLARE LA POLIZIA LOCALE

Come dicevamo, l’emendamento non dispiace alla maggioranza di Governo, che dovrebbe approvarlo chiedendo solo qualche piccola modifica. A questo proposito l’On. Diego De Lorenzis del M5S, vicepresidente della commissione Trasporti alla Camera, ha dichiarato che la decisione di dare parere favorevole alla proposta di ampliare il potere d’intervento degli ausiliari della sosta, rientra nella volontà di offrire maggior supporto alla polizia locale, spesso impegnata in moltissimi compiti assai più urgenti e gravosi del comminare multe per divieto di sosta. “Gli ausiliari avranno il potere di prevenzione e verifica delle violazioni relative alla sosta solo nelle aree di concessione e non su tutto il territorio comunale”, ha però precisato De Lorenzis. I soggetti coinvolti dovranno avere un’adeguata formazione e sostenere un esame specifico presso la locale Motorizzazione civile.

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