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Multa con Autovelox: annullabile se l’apparecchio è solo approvato ma non omologato

di Raffaele Dambra

Multa con Autovelox annullabile

C’è una possibilità in più per chi prende una multa con l’autovelox. La sanzione può essere annullata se si appura che l’apparecchio è solo ‘approvato’ ma non ‘omologato’. Una differenza sottile ma a quanto pare essenziale che ha spinto un giudice di pace di Milano a cancellare l’infrazione comminata a un automobilista multato per eccesso di velocità rilevato da un autovelox in via Fulvio Testi. Una strada urbana di scorrimento del capoluogo lombardo con limite a 50 km/h.

ECCESSO DI VELOCITÀ: CONFUSIONE TRA AUTOVELOX APPROVATI E OMOLOGATI

Il conducente ha fatto ricorso al giudice di pace per una serie di motivi. Tra cui, il più importante, l’assenza di omologazione da parte del MISE dell’autovelox in questione, modello T-Expeed V 2.0. Che invece ha ricevuto soltanto un’approvazione del MIT mediante due determine dirigenziali. Ricordiamo a questo proposito che l’articolo 142 comma 6 del Codice della Strada dispone che “per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”. Quindi omologate, non semplicemente approvate. Tuttavia il Comune di Milano, controparte nel ricorso presentato dall’automobilista, ha ribattuto che i due termini ‘omologazione’ e ‘approvazione’ vengono spesso utilizzati dal legislatore quali sinonimi. Rivendicando quindi l’assoluta legittimità dell’autovelox posizionato in via Fulvio Testi.

MULTA CON AUTOVELOX: DIFFERENZA TRA OMOLOGAZIONE E APPROVAZIONE

Il giudice di pace ha però fatto presente che in realtà il legislatore solo apparentemente utilizza le due terminologie in maniera promiscua. Trattandosi invece di due procedure (omologazione e approvazione) completamente diverse e con differenti finalità. Per esempio il già citato art. 142 CdS quando cita come fonti di prova (per determinare la velocità di una vettura) le risultanze di “apparecchiature debitamente omologate”, si riferisce ad apparecchiature che devono presentare caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni come da regolamento del CdS stesso. In mancanza delle quali potrebbero essere comunque approvate, ma non utilizzate per la misurazione della velocità. Il legislatore, per i casi in cui è prevista l’omologazione, ha previsto infatti vincoli più forti di rispondenza a determinate caratteristiche e prescrizioni. Distinguendo piuttosto chiaramente l’omologazione dalla semplice approvazione. Su queste basi il giudice ha quindi accolto il ricorso del conducente multato annullandogli la sanzione. Perché i risultati dell’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi, approvato ma non omologato, non possono essere utilizzati.

AUTOVELOX SOLO APPROVATI NON POSSONO EMETTERE SANZIONI

Del resto alle stesse conclusioni era già giunto il consulente tecnico investigativo Giorgio Marcon, che affianca spesso in qualità di perito di parte chi impugna le sanzioni irrogate sulla base di autovelox e altri dispositivi, secondo cui le apparecchiature solamente approvate non possono emettere sanzioni, non essendo risultanze da apparecchiatura debitamente omologata ai sensi dell’art. 142 comma 6 CdS. Siamo adesso curiosi, alla luce del precedente fornito dalla recente sentenza del giudice di pace (che si può leggere integralmente cliccando in basso sul tasto rosso Scarica PDF), se molti automobilisti multati dal medesimo dispositivo ne approfitteranno per presentare ricorso. Tra l’altro l’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi è uno dei più temuti di Milano. Con un’incredibile media di 1.200 verbali e 109.000 euro di incasso al giorno (dati 2018 del Comune di Milano).

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Multa ZTL: la distanza tra cartello e telecamera utile per fare ricorso

di Redazione

Multa ZTL: la distanza tra cartello e telecamera utile per fare ricorso l’ha stabilita un magistrato. Si tratta del Giudice di pace di Cosenza, con sentenza 1574/2019. Il cartello che indica la presenza della Zona a Traffico Limitato deve essere a minimo 80 metri dalla telecamera. A 80 metri cioè dal varco elettronico, da dove l’automobilista entra. Se è a una distanza inferiore, si fa ricorso e si vince. Niente più verbale di circa 90 euro.

DISTANZA SEGNALE-VARCO: NEL CODICE

La distanza tra cartello e telecamera utile per fare ricorso è presente nel Regolamento del Codice della strada. L’obiettivo della regola è consentire al guidatore di rallentare, decidere, cambiare idea oppure entrare. La multa ZTL non vale se il multato fotografa la distanza tra cartello e occhio elettronica: servono le prove. Pertanto, il guidatore prima riceve a casa la multa, poi torna sul luogo del “delitto”, fa la foto. È pronto infine per fare ricorso.

RICORSO MULTA ZTL: A CHI

Il multato ha due possibilità. Uno: fa ricorso al Giudice di pace della città dove ha preso il verbale. Paga una tassa di 43 euro e deposita il ricorso entro 30 giorni dalla notifica della contravvenzione. Se perde, la multa è in genere confermata. Due: fa ricorso gratuitamente al Prefetto della città dove ha preso il verbale. Se perde, la multa raddoppia in automatico. Da una parte quindi il multato deve pagare subito la tassa, dall’altra rischia la batosta: il raddoppio della sanzione. Nel ricorso, fa cenno alla sentenza del Giudice di pace di Cosenza.

MULTA ZTL: SI VINCE SE…

La sentenza del Giudice di pace di Cosenza sulla multa ZTL, che si basa sulla distanza tra cartello e telecamera utile per fare ricorso, è importante. Ma non è né una sentenza della Cassazione a sezioni unite né una sentenza della Corte costituzionale. Che sono vincolanti al 100% per tutti i giudici e i Prefetti. Il guidatore vince il ricorso se il Giudice di pace o il Prefetto ritengono che la sentenza del Giudice di pace di Cosenza interpreti bene le regole. Resta comunque un fatto: i cartelli delle ZTL danno tantissime informazioni, con scritte, simboli, orari, vincoli. Sono complicati, non agevolano i guidatori, specie quando ci sono mezzi che premono alle spalle di chi è davanti al varco elettronico.

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Cellulare alla guida: niente multa se la telefonata è d’emergenza

di Raffaele Dambra

cellulare alla guida multe

Tolleranza zero per chi usa il cellulare alla guida, ma la multa può essere annullata se la telefonata è dovuta a motivi d’emergenza. Lo dicono alcune sentenze di giudici di pace, proprio mentre nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada sono state inasprite le sanzioni per chi maneggia smartphone e tablet durante la marcia, fino all’immediata sospensione della patente. Sanzioni che comunque saranno in vigore solo dopo l’approvazione definitiva delle modifiche da parte dei due rami del Parlamento. Quindi sicuramente non prima del prossimo autunno.

CELLULARE ALLA GUIDA: NO MULTA SE C’È STATO DI NECESSITÀ

Per la cancellazione di eventuali multe dovute all’uso del cellulare alla guida si fa riferimento alla nozione di ‘stato di necessità’ (art. 54 del Codice Penale) che si applica anche in caso di sanzioni amministrative (legge 689/1981, art. 4 comma 1). Tale legge prevede infatti che “non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa”.

MULTE ANNULLATE PER TELEFONATE D’EMERGENZA DURANTE LA GUIDA: LE SENTENZE

È quanto per esempio il giudice di pace di Perugia ha riconosciuto, annullandole la multa (sentenza n. 507/14), a una donna sanzionata dalle Forze dell’ordine per essere stata trovata impegnata in una conversazione telefonica mentre era alla guida della sua autovettura. La donna aveva fatto ricorso richiamando lo stato di necessità, in quanto la telefonata a cui aveva risposto era urgente e proveniva dalla casa di riposo in cui era ricoverata la nonna, le cui condizioni di salute erano rapidamente peggiorate. Evento poi confermato dal certificato di morte prodotto in giudizio, che ha documentato l’avvenuto decesso dell’anziana subito dopo. Senza il quale, probabilmente, la multa non sarebbe stata cancellata. Perché non basta affermare di avere avuto un’urgenza ma va pure provata e circostanziata, altrimenti lo farebbe chiunque.

CELLULARE ALLA GUIDA, MULTE CANCELLABILI: DEV’ESSERCI EFFETTIVO STATO DI NECESSITÀ

Anche il giudice di pace di Taranto, con la sentenza 537/2012, ha dato ragione al conducente sanzionato per l’uso del cellulare alla guida. Ritenendo sussistente la causa di giustificazione qualora la necessità sia attestata da certificato medico relativo alla figlia affetta da grave malattia. Tuttavia la Corte di Cassazione ha recentemente ricordato, forse per evitare una linea di giudizio troppo indulgente verso i trasgressori, che l’utilizzo del telefono cellulare durante la guida è giustificato solo qualora risulti integrato un effettivo stato di necessità. Configurabile, ricordiamolo, dall’esigenza immediata di evitare a sé o ad altri il pericolo di un danno grave alla persona, non causato volontariamente e non evitabile attraverso altre condotte. Criteri che si applicano anche alle multe per eccesso di velocità.

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Multe: ricorsi al prefetto più facili con le ultime modifiche al Codice della Strada

di Raffaele Dambra

multe ricorsi prefetto

Il lungo e faticoso iter per l’approvazione del nutrito pacchetto di modifiche al Codice della Strada ha superato lo step della commissione Trasporti alla Camera, ed è finalmente pronto per la discussione in Aula. L’ok definitivo arriverà non prima del prossimo autunno con possibilità di ulteriori cambiamenti e cancellazioni. Quindi tutti i provvedimenti annunciati fino ad oggi sono ancora provvisori ed entreranno in vigore solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tra questi sta suscitando una certa attenzione una novità dell’ultim’ora che riguarda le multe e i ricorsi al prefetto.

MULTE: RICORSO AL PREFETTO, L’ATTUALE NORMATIVA

Attualmente l’art. 203 del Codice della Strada prevede che si possa presentare ricorso al prefetto contro una multa ricevuta per violazione di una o più norme del suddetto codice. Il prefetto può accogliere il ricorso, in presenza di motivazioni valide, emettendo un’apposita ordinanza di archiviazione; oppure può rigettarlo, fissando per il ricorrente un’ingiunzione di pagamento per un importo non inferiore al doppio della sanzione minima prevista per la violazione. In pratica chi presenta un ricorso al prefetto e se lo vede respingere si vede raddoppiare la multa! Un vero e proprio disincentivo ad avanzare ricorsi…

MULTE: I RICORSI AL PREFETTO SARANNO PIÙ CONVENIENTI?

Ma con la novità approvata dalla commissione Trasporti alla Camera potrebbero cambiare molte cose. L’aggravio che si applica alla sanzione in caso di respingimento del ricorso da parte del prefetto è infatti sceso dal 100% al 50%. Quindi non più raddoppiata (la sanzione) ma ampliata soltanto della metà dell’importo. Una buona notizia per gli automobilisti, che potranno far valere le proprie ragioni senza il timore di subire un salasso economico, ma pessima per i tempi della giustizia. Se i ricorsi per le multe aumenteranno (e con questo ‘sconto’ aumenteranno senz’altro) le prefetture torneranno a intasarsi di richieste, col rischio di sforare i termini perentori (da 180 a 210 giorni) entro cui i prefetti devono emettere le loro decisioni, trascorsi i quali i ricorsi vanno intesi come accolti. C’è quindi il rischio che parecchie multe saranno cancellate non in quanto ingiuste, ma solo per decorrenza dei termini. Insomma, su questo punto ci sarà secondo noi ancora molto da discutere e non è detto che la norma passi così com’è stata formulata.

ADDIO ALLE MULTE A STRASCICO

Nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada è stato inserito in extremis anche un emendamento che intende metter fine alle cosiddette ‘multe a strascico’. Parliamo delle infrazioni rilevate con l’ausilio di telecamere alle auto in divieto di sosta o in altre situazioni nelle quali il conducente dell’auto può ignorare di aver preso una multa. Con l’introduzione dell’obbligo del preavviso di notifica si consentirà invece all’automobilista di pagare la contravvenzione in tempi rapidi e senza ulteriori costi. Per tutte le altre possibili novità del Codice della Strada 2019, dall’inasprimento delle sanzioni per chi guida con il cellulare, alle moto 125 in autostrada e all’introduzione delle strade scolastiche, vi rimandiamo ai nostri precedenti servizi.

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