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Hyundai e Kia a rischio incendio indagini in corso negli Usa

di Antonio Elia Migliozzi

Hyundai e Kia sono sotto indagine per una serie di incendi sospetti. Dopo il maxi richiamo da 2,3 milioni di veicoli datato 2015 arrivano nuove grane. In particolare lo Stato del Connecticut ha deciso di mettere sotto accusa il costruttore coreano per via di una serie di incendi che hanno coinvolto auto del gruppo. Sono comunque diversi gli Stati americani che si riservano di aprire indagini sul caso. Hyundai, con una nota ufficiale, si è limitata a chiarire la sua piena collaborazione con le Autorità americane per una veloce risoluzione del caso. Al momento non non si conosce il numero della auto coinvolte e dal brand non è partito un richiamo ufficiale. Vediamo i dettagli.

EMERGENZA INCENDI

Hyundai e Kia sotto indagine per una serie di incendi sospetti che hanno coinvolto vetture del brand. Attualmente le autorità giudiziarie di diversi Stati americani si riservano di far luce sul caso che è relativo a centinaia di incendi. Dal 2015 le due case automobilistiche coreane hanno richiamato oltre 2,3 milioni di veicoli per affrontare vari rischi di incendio del motore. Nello scorso mese di novembre è stata avviata negli Usa un’indagine penale sui due brand per determinare se fossero stati eseguiti richiami specifici legati a difetti del blocco motore. Il Procuratore Generale del Connecticut, William Tong, ha fatto il punto: “Siamo a conoscenza di numerosi incendi che coinvolgono veicoli nel Connecticut, tra cui alcuni già in precedenza oggetto di richiamo. Questa è una questione seria, e ci stiamo muovendo in modo determinato e responsabile per scoprire i fatti e accertare le responsabilità” (Leggi tutti i dettagli sulla nuova Hyundai Sonata).

I NUMERI

Nel 2015, Hyundai ha richiamato ben 470.000 Sonata negli Stati Uniti, sostenendo che un guasto al motore avrebbe comportato il blocco del veicolo. Recenti anche i guai per Kia a causa dello stesso propulsore della Sonata. A marzo 2017, sono stati richiamati 618.000 mezzi tra Optima, Sorento, Sportage e Santa Fe. In una audizione al Congresso il Centro per la sicurezza automobilistica Usa ha dichiarato che Hyundai e Kia devono richiamare più veicoli. I marchi finiscono sotto indagine per una serie di incendi sospetti; sono ben 300 gli episodi. Nel dettaglio molti esponenti politici hanno chiesto all’NHTSA di avviare un’indagine su possibili deficit di sicurezza sui veicoli Hyundai e Kia equipaggiati con il motore Theta II. Parallelamente, riferisce Autonews, ne è stato chiesto un ritiro immediato (Leggi Honda richiama 1 milione di auto).

STEP SUCCESSIVI

Sul caso Hyundai ha rilasciato una dichiarazione ufficiale affermando che: Sta cooperando pienamente con il Governo in questa materia, e si impegna a fornire agli automobilisti americani veicoli sicuri, di alta qualità, efficienti ed economici”. La casa automobilistica ha aggiunto che ha apportato numerosi miglioramenti alla produzione di motori, e ha migliorato le attività di assistenza ai clienti per soddisfare ogni singolo cliente interessato.” Dal canto suo Kia deve ancora fornire la sua versione dei fatti. Allo stato il caso è ancora all’inizio perché, oltre al Connecticut, non si capisce quanti Stati sono intenzionati ad avviare un’indagine sul caso.

L'articolo Hyundai e Kia a rischio incendio indagini in corso negli Usa proviene da SicurAUTO.it.

FCA, 900 mila auto sono oltre i limiti EPA. Il richiamo negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Quando si parla di emissioni ai costruttori di auto si drizzano i capelli. Questa volta tocca ad Fca che si trova costretta a richiamare circa 900.000 auto per colpa di un superamento dei limiti previsti dalla normativa Usa sulle vetture benzina. Il colosso dell’auto ci ha tenuto a precisare che non è stata elevata, dalle autorità americane, alcuna multa a suo carico ma che si prenderà cura dei modelli coinvolti. Da canto suo l’Autorità ambientale americana EPA ha fatto sapere che procede nelle indagini perché convinta che la lista di modelli non conformi non sia ancora completa. Fca si trova di nuovo nell’occhio del ciclone dopo che lo scorso gennaio era emersa una problematica simile su alcuni modelli diesel. Vediamo i dettagli delle indagini.

EMISSIONI BENZINA

Fiat Chrysler Automobiles ha fatto sapere che procederà al richiamo di ben 862.520 veicoli a benzina negli Stati Uniti. Si tratta di auto che non soddisfano gli standard in materia di emissioni previsti dalla normativa vigente negli Stati Uniti. Il richiamo è stato motivato dagli esiti negativi delle indagini sulle emissioni svolte dall’EPA (Environmental Protection Agency). L’Agenzia americana per la tutela ambientale EPA, ha comunque affermato che continuerà a indagare su altri veicoli prodotti da Fiat Chrysler perché questi sono potenzialmente non conformi alla normativa vigente. Insomma una bella grana per Fca che già fa i conti con i numeri impressionati di questa campagna di richiamo il cui bilancio, come anticipato dalle autorità Usa, potrebbe anche aggravarsi aprendo la strada a richiami futuri (Leggi le novità FCA al Salone di Ginevra 2019).

I MODELLI

Al momento il richiamo include diversi modelli a marchio Fca; si parte dai Dodge Journey prodotti dal 2011 al 2016, si passa alle Chrysler 200 e Dodge Avenger datati 2011 e si prosegue con i Dodge Caliber prodotti dal 2011 al 2012. Richiamo anche per Jeep i SUV Compass e Patriot usciti dalle linee di produzione tra il 2011 ed il 2016. Fiat Chrysler ha voluto precisare che il richiamo disposto dall’EPA non ha implicazioni in termini di sicurezza e non sono state emesse a suo carico multe per la violazione. Pare che il problema sia stato scoperto dalla stessa Fca durante test di routine sulle emissioni. Il problema è stato poi segnalato dal brand all’agenzia. Da Fca si è fatto sapere che sono stati contattati, già a partire dal mese scorso, i proprietari dei mezzi interessati per informarli delle riparazioni necessarie, che saranno effettuate gratuitamente (Leggi le novità Jeep al Salone di Ginevra 2019). L’EPA ha dato merito ad Fca di aver tenuto una condotta cristallina sul caso.

IL PIANO

Nel frattempo i proprietari delle auto coinvolte potranno continuare a guidare i loro veicoli. Del resto il gran numero di mezzi coinvolti impone l’acquisto di componenti di ricambio sufficienti; nel dettaglio si parla del convertitore catalitico del veicolo. Perciò questo richiamo verrà implementato in più fasi durante tutto il 2019. Insomma una nuova grana per Fca che a gennaio ha patteggiato negli Usa una multa da 800 milioni di dollari. In quel caso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e lo Stato della California avevano imputato ad Fca l’uso di software illegali per falsare le emissioni dei diesel Ram e Jeep.

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Honda richiama 1 milione di auto: 13 milioni gli airbag difettosi nel 2018

di Antonio Elia Migliozzi

Continuano gli strascichi del caso airbag Takata. Il costruttore giapponese Honda ha annunciato che procederà al richiamo immediato di ben 1,1 milioni di vetture per la sostituzione degli airbag difettosi. Honda ed Acura si trovano ancora alle prese con i richiami legati ad airbag malfunzionanti che potrebbero esplodere al momento dell’attivazione. Il richiamo segue l’evoluzione delle indagini svolte che ha evidenziato irregolarità nel sito di produzione gestito dalla ormai fallita Takata in Messico. Solo nel 2018 le principali case automobilistiche hanno dovuto procedere alla sostituzione di ben 7,2 milioni di dispositivi di gonfiaggio degli airbag. Vediamo tutti i dettagli sul caso.

AIRBAG AL CENTRO

Honda ha fatto sapere che procederà alla sostituzione di circa 1,1 milioni di airbag difettosi. Coinvolti nel maxi richiamo i veicoli a marchio Honda e Acura immatricolati negli Stati Uniti. Il problema sarebbe stato rintracciato nei dispositivi realizzati da Takata e localizzati sul lato del guidatore. Il costruttore automobilistico giapponese ha fatto sapere che sarebbe stato accertato il difetto nei rilievi legati ad un incidente nel quale si è registrata la rottura dell’airbag in fase di impatto. I veicoli coinvolti nel richiamo erano già stati precedentemente richiamati per la sostituzione degli stessi airbag Takata (PSDI-5D) (Leggi tutto sulla nuova Honda CR-V ibrida). Le sostituzioni gratuite sarebbero già state avviate negli Stati Uniti con pezzi di ricambio provenienti da altri fornitori del brand.

I PRECENDENTI

Honda è venuta a conoscenza del problema a seguito di un incidente che ha coinvolto un suo monovolume Odyssey. In questo caso l’airbag frontale è esploso in fase di apertura e ha ferito al braccio il guidatore. Successivamente un’indagine svolta sul caso ha mostrato che i problemi erano da ricondurre ad un lotto di produzione dello stabilimento Takata in Messico. Il fornitore avrebbe introdotto una quantità eccessiva di umidità all’interno del sistema di gonfiaggio durante la fase di assemblaggio. Il numero totale di meccanismi di gonfiaggio richiamati è ora di circa 21 milioni, di cui circa 12,9 milioni si trovano a bordo di veicoli Honda e Acura. Come detto sono stati oggetto di richiamo auto che avevano già ricevuto la sostituzione gratuita degli airbag frontali difettosi sempre prodotti da Takata.

FORNITORI NEL MIRINO

Negli Stati Uniti i brand automotive hanno già sostituito oltre 7,2 milioni di sistemi di gonfiaggio per air bag a marchio Takata nel solo 2018. Insomma il tema sicurezza spinge i brand a muoversi per tempo per evitare indagini a proprio carico da parte delle competenti autorità di sicurezza. Parallelamente l’Agenzia governativa per la sicurezza dei trasporti USA (NHTSA) ha stimato che circa 8 milioni di auto prodotte negli USA, tra cui Hyundai, General Motors e FCA potrebbero avere problemi agli airbag. Pare che il produttore ARC, proprio come Takata, utilizzi il nitrato di ammonio e questo potrebbe causare l’esplosione degli airbag (Leggi airbag difettosi Arc come Takata?).

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Alfa Romeo richiama Giulia e Stelvio: problemi al Cruise Control

di Donato D'Ambrosi

Il potenziale malfunzionamento all’Adaptive Cruise Control sarebbe stato scoperto durante un test drive da un dipendente Alfa Romeo che ha permesso di richiamare circa 60 mila auto nel mondo. Le Alfa Giulia e Stelvio da controllare non avrebbero provocato alcun incidente noto e riconducibile all’anomalia, mentre si sa già quante auto andranno richiamate in Italia, Asia e America.

I MODELLI DA CONTROLLARE

Le auto coinvolte nel richiamo globale sono Alfa Romeo Giulia prodotte tra il 2017 e il 2019 e le Alfa Romeo Stelvio prodotte dal 2018 al 2019. In entrambi i casi il malfunzionamento potrebbe impedire all’Adaptive Cruise Control di disattivarsi in particolari situazioni di guida, come riporta Quattroruote. IN altri casi potrebbero avvenire anche accelerazioni spontanee non richieste dal guidatore.

11 MILA ALFA SOLO IN ITALIA

Le auto interessate al richiamo globalmente sono circa 60 mila, di cui 11 mila vetture solo in Italia. Altre sono così distribuite: 29 mila Alfa Romeo complessivamente da richiamare in America Latina, Europa e Asia e altre 19 mila negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato, parte di queste auto si troverebbero già nelle disponibilità di Fiat-Chrysler Automobiles poiché non ancora immatricolate.

L’AGGIORNAMENTO GRATUITO

L’intervento di ripristino del corretto funzionamento dell’Adaptive Cruise Control, consisterà nell’aggiornamento gratuito del software. Tutti i proprietari di Alfa Romeo Giulia e Stelvio interessate al richiamo saranno avvisati da una lettera raccomandata di FCA.

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Airbag difettosi: FCA richiama 1,6 milioni di auto nel mondo

Riguarda 5 modelli il richiamo FCA per sostituire gli airbag anteriori forniti da Takata sulle auto prodotte fino al 2016

Airbag difettosi: quasi 1 milione di Ford richiamate negli USA

Il mega richiamo ha a che fare con lo scandalo Takata degli airbag mortali che equipaggiamo decine di modelli nel mondo

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Airbag difettosi: Toyota ha 12 mesi per richiamare 65 mila auto

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Ford richiama 1,5 milioni di Focus: problemi all’indicatore del carburante

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