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Codici Ateco officine e manutenzione auto: chi resta aperto dal 23 marzo?

di Raffaele Dambra

Codici Ateco officine e manutenzione auto

Dopo la chiusura delle attività non necessarie, con il relativo codice Ateco scopriamo se le officine per la manutenzione e riparazione auto possono restare aperte dal 23 marzo

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Coronavirus: la revisione auto slitta a Ottobre 2020 [Decreto PDF]

di Raffaele Dambra

Coronavirus: la revisione auto slitta a Ottobre 2020

Ecco come sarà gestita la revisione auto a causa del Coronavirus e come funzionerà lo slittamento a Ottobre 2020

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Revisione auto Sospesa o da Ripetere: cosa cambia?

di Donato D'Ambrosi

Due situazioni frequenti che si possono verificare durante la revisione dell'auto, ecco cosa significa e cosa fare con la revisione auto sospesa o da ripetere

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10 errori da non fare se è scaduta la revisione auto

di Redazione

Non è raro che un’automobilista dimentichi la scadenza della revisione auto del proprio mezzo e se a ricordarlo sono le Autorità, durante un controllo di routine su strada, sono dolori! Vediamo come non dimenticare di fare la revisione auto e soprattutto quali errori non fare se ci ritroviamo con la revisione scaduta.

1.PROMEMORIA FAI DA TE DELLA REVISIONE

Le scadenze da ricordare per un contribuente/automobilista sono tante e tenerle tutte a mente comporta il rischio di dimenticarne qualcuna. Se siete avvezzi all’uso di smartphone e tablet potrete impostare dei promemoria, ma nel caso si guastasse o lo si smarrisse (a meno di non fare dei backup) si perderanno le scadenze. La scadenza si evince dalla carta di circolazione.

2.SCADENZA DELLA REVISIONE NOTIFICATA DALLE ISTITUZIONI

Il Portale dell’Automobilista, gestito dal Dipartimento Trasporti del MIT, offre ai suoi iscritti un servizio di notifica multicanale delle scadenze della patente di guida e della revisione. La notifica avviene tramite messaggio SMS o email, per fruire del servizio è sufficiente registrarsi al Portale (Qui il link diretto al Portale dell’Automobilista).

3.QUANDO VA FATTA LA REVISIONE AUTO

Secondo il Decreto n.408 del Ministero dei Trasporti la prima revisione di un’auto va effettuata dopo 4 anni dalla sua prima immatricolazione e successivamente ogni 2 anni. I mezzi con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate sono invece sottoposti a revisione annuale (Leggi i controlli da fare prima della revisione).

4.LA REALE SCADENZA DELLA REVISIONE

Per comprendere quale sia il termine ultimo ed effettuare in tempo utile la revisione è necessario conoscere mese e anno di immatricolazione della vettura. Se ad esempio l’auto è stata immatricolata il 15 gennaio 2016 il termine ultimo per revisionarla è il 31 gennaio 2020. Le successive vanno effettuate, dopo due anni, entro il mese nel quale si è effettuata la precedente revisione.

5.REVISIONE AUTO PRESSO GLI UFFICI DELLA MOTORIZZAZIONE

La revisione può essere effettuata presso uno degli uffici della Motorizzazione Civile presenti sul territorio nazionale. È necessario effettuare un pagamento di 45.00 euro sul c/c 9001, compilare il modulo MC 2100 (Sia il modulo che il prestampato per il pagamento sono distribuiti negli uffici della Motorizzazione) e prenotare la revisione della vettura.

6.LA PRENOTAZIONE NON SOSTITUISCE LA REVISIONE

Se la vettura ha già la revisione scaduta non è possibile circolare anche se è stata effettuata la prenotazione. Il foglio di prenotazione permette di circolare soltanto il giorno fissato per la revisione, ovviamente per raggiungere la Motorizzazione.

7.REVISIONE AUTO PRESSO LE OFFICINE AUTORIZZATE

Se si sceglie di effettuare la revisione presso una delle officine autorizzate, oltre 8.000 sul territorio nazionale, basta recarsi alla più vicina ed effettuare l’operazione. Il costo in questo caso è di 66.80 euro. Le officine autorizzate sono collegate in tempo reale al CED della Motorizzazione e trasmettono l’esito della revisione.

8.REVISIONE AUTO OLTRE I TERMINI

Qualora ci si dovesse accorgere che la revisione è abbondantemente scaduta è ovviamente opportuno mettere in regola vettura. Nonostante l’irregolarità non vengono applicate sanzioni retroattive, se la revisione è superata si tornerà a circolare in regola.

9.MULTA PER AUTO SENZA REVISIONE

Se in occasione di un controllo di routine viene accertata la revisione scaduta si può essere multati con una sanzione che va da 159,00 a 639,00 euro. Inoltre il veicolo viene sospeso dalla circolazione fino a quando non viene effettuata la revisione, ovviamente con esito positivo. Se l’infrazione è accertata in autostrada viene applicato anche il fermo amministrativo e il ritiro della carta di circolazione, la quale verrà restituita dopo la prenotazione della revisione. Se la revisione non è stata effettuata per più scadenze la sanzione può essere raddoppiata.

10.MANCATA REVISIONE E RIVALSA ASSICURAZIONE

Se un’auto coinvolta in un incidente stradale dovesse risultare con la revisione scaduta, la compagnia assicurativa potrebbe rivalersi sul contraente addebitandogli le somme dei risarcimenti pagati agli altri soggetti coinvolti nel sinistro.

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Quanto costa mantenere l’auto: i costi auto per regione 2019

di Donato D'Ambrosi

I costi auto fissi sono la spesa maggiore per mantenere un’auto in Italia che nel 2019 sono aumentati di circa il 6%. Vale a dire che in media ogni automobilista ha speso 99 euro in più per mantenere la sua auto. Il report dei costi auto per regione conferma l’assicurazione e il carburante tra i costi auto più pesanti. La Campania in questo è la regione più costosa dove mantenere un’auto, mentre il Molise è in testa con i costi auto più bassi nel 2019.

LE VOCI DI COSTO AUTO PIU’ INFLUENTI IN ITALIA

L’altalena dei costi auto in Italia nel 2019 vede nuovamente la Campania il luogo dove mantenere un’auto richiede oltre 2 mila euro ogni anno. L’indagine condotta da un noto comparatore di preventivi online ha pesato il costo di assicurazione, carburante, il bollo e la revisione auto (biennale). Se si considerano singolarmente le voci di conto auto più influenti, nel 2019 il carburante pesa di più sulla spesa degli italiani (oltre 891 euro/anno). Al secondo posto c’è l’assicurazione RCA obbligatoria, che ha un costo medio di 573 euro /anno. Al terzo posto invece ci sono bollo e revisione auto, che complice anche il superbollo, si limita in media a 149 euro/anno.

DOVE MANTENERE L’AUTO COSTA MENO NEL 2019  

Il cumulo della spesa annuale per mantenere un’auto richiede almeno 1600 euro, necessari a coprire tutti i costi fissi e variabili. Dall’indagine emerge però che la spesa auto è aumentata rispetto al 2018 in quasi tutte le regioni tranne che in Molise, Umbria, Veneto, Campania e Trentino Alto Adige. Pure essendo la regione più cara, in Campania i costi auto sono diminuiti del 2% (da 2155 a 2112 euro). La Campania è l’unica regione dove il costo dell’assicurazione supera mille euro ed è anche il costo maggiore del carburante.

LE REGIONI CON I COSTI AUTO IN AUMENTO

Tra le regioni dove invece i costi auto sono aumentati tra il 2018 e il 2019, il Friuli Venezia Giulia è in testa (+35% e spesa media di oltre 1500 euro). Aumenti massicci anche al sud, dove in Puglia si è passati da una spesa di 1500 euro ad oltre 1800 euro, smentendo così il mito che le regioni meridionali sono quelle più care. L’assicurazione infatti è aumentata anche in Valle d’Aosta e costa quasi quanto in Friuli (414 euro/anno). Clicca sull’immagine in alto per vedere in dettaglio e a tutta larghezza i costi auto 2019.

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Etilometro non revisionato: l’onere della prova spetta all’accusa

di Donato D'Ambrosi

Guida in stato di ebbrezza auto confiscata

Dimostrare se l’etilometro usato dalla polizia per l’alcoltest non è revisionato può costituire una prova valida all’annullamento di una sentenza in sede penale. La sentenza della Suprema Corte di Cassazione chiarisce un ulteriore dettaglio sui ricorsi in caso condanna per guida in stato di ebbrezza ed etilometro non revisionato. Con la sentenza n. 38618/19 la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha chiarito chi e quando, tra pubblica accusa o difesa, deve provare che l’etilometro non è revisionato.

ALCOL ALLA GUIDA, MA TEST ETILOMETRO IMPUGNABILE

Il caso giunto fino in Cassazione riguarda un automobilista risultato positivo all’alcoltest (1,88 g/l e 1,84 g/l dopo 13 minuti) mentre era alla guida della sua auto. Il verbale della Polizia Stradale però non conteneva chiare indicazioni sul superamento della revisione etilometro. Con rito abbreviato il Tribunale di Pavia aveva condannato l’imputato a 4 mesi di carcere con una sanzione di 1000 euro, sentenza confermata poi dalla Corte di Appello. Alla sentenza però l’imputato ha fatto appello ricorrendo contro l’onere di dover dimostrare che l’etilometro era si omologato ma non revisionato.

RICORSO IN CASO DI ETILOMETRO OMOLOGATO MA NON REVISIONATO

Dopo la sentenza per guida in stato di ebbrezza, l’imputato ha fatto ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d’Appello di Milano. Il ricorso si fondava sul fatto che l’etilometro usato per l’alcoltest era omologato ma senza revisione periodica (art. 379, comma 8 DPR 495 del 2002). Inoltre la Corte territoriale, secondo la difesa, aveva omesso di applicare la riduzione della pena alla metà di quella irrogata in caso di giudizio abbreviato. La leva maggiore però sta nell’onere della prova sulla revisione periodica dell’etilometro, che spetta alla pubblica accusa. La pubblica amministrazione ha un preciso che se non assolto, non permette di considerare legittimo l’uso degli apparecchi e i loro risultati.

LA PROVA DELL’ETILOMETRO NON REVISIONATO, TRA ACCUSA E DIFESA

In caso di alcoltest positivo spetta alla difesa dell’imputato fornire prove contrarie all’accertamento eseguito. Ad esempio la sussistenza di vizi e difettosità nell’etilometro utilizzato per l’alcoltest o errori nella procedura utilizzata dagli agenti. Secondo la Cassazione l’accusa deve provare i fatti che costituiscono il reato. La difesa dell’imputato deve provare i fatti estintivi o modificativi del caso. L’onere della difesa di dimostrare il contrario (cioè che l’etilometro non è revisionato) sono subordinati alla prova della pubblica accusa. Quindi la difesa dell’imputato ha l’onere di dimostrare che l’etilometro non era revisionato solo se il Pubblico Ministero si accerta del reale funzionamento e regolarità delle verifiche dello strumento. Con queste motivazioni la Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza della Corte d’Appello con rinvio per un nuovo giudizio.

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Mettiamoci in sicurezza: Street Control gratis contro le auto fuorilegge

di Antonio Elia Migliozzi

In Italia continua a viaggiare troppi veicoli senza assicurazione o revisione. I dati sono davvero preoccupanti perché si parla di circa 3 milioni di mezzi senza assicurazione che corrispondono al 6,3% dell’intero parco circolante. A lanciare l’allarme è l’ANIA, l’associazione che raggruppa le imprese attive nel settore delle assicurazioni. Per contrastare il fenomeno in estate verranno distribuiti gratuitamente alle polizie locali 10 Street Control Viasat che permettono la lettura delle targhe auto. Questa tecnologia è particolarmente precisa e affidabile e verifica il pagamento dell’assicurazione scannerizzando 100 targhe al secondo. Le immagini scattate dall’apparecchiatura sono confrontate con le banche dati ad oggi operative. Quello delle auto non assicurate è un problema molto serio perché in caso di incidente a rimetterci sono i soliti cittadini onesti. Vediamo i dettagli della campagna.

SENZA ASSICURAZIONE

Numeri alla mano sono circa 3 milioni i veicoli che viaggiano per l’Italia senza assicurazione. Si tratta di un esercito che corrisponde al 6,3% del parco auto nazionale con punte di oltre il 10% al sud. Addirittura le auto non revisionate sono almeno il 16% a cui si aggiungono quelle rubate, circa 147 mila l’anno. A lanciare l’allarme è l’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative. Per frenare le irregolarità parte la campagna “Mettiamoci in Sicurezza” che prevede un aiuto concreto per le polizie locali. Ci sarà la distribuzione gratuita di 10 kit di Street Control Viasat. Per due mesi gli uomini delle polizie locali dei Comuni che ne faranno richiesta avranno un nuovo alleato. Il sistema usa una telecamera ad alta sensibilità in grado di leggere fino a 100 targhe al secondo. Le immagini elaborate permettono di rilevare le irregolarità consultando le apposite banche dati.

CONTROLLO A TAPPETO

Grazie a Street Control si potranno individuare i veicoli sprovvisti di assicurazione o soggetti ad altre irregolarità e quindi pericolosi per i cittadini. Come sappiamo ci sono province maggiormente a rischio di incidenti stradali che possono coinvolgere veicoli senza copertura assicurativa o non revisionati. Ecco che la campagna “Mettiamoci in Sicurezza” si affianca ad eventi formativi e informativi gratuiti riservati agli operatori di Polizia Locale e agli Amministratori locali. La collaborazione istituzionale aumenta la sicurezza dei territori accrescendo anche la sicurezza percepita. In questa dinamica si inserisce il “Premio per la Prevenzione e l’Educazione alla Sicurezza Stradale” che verrà assegnato alle Amministrazioni Comunali e Comandi di Polizia. In questo modo si premierà l’impegno nella lotta alle auto non in regola con assicurazione e revisione a favore di una cultura della legalità.

I RISCHI

Inutile ribadire che i veicoli senza assicurazione o revisione contribuiscono al triste fenomeno della pirateria stradale. Chi causa un incidente spesso fugge per evitare di pagarne le conseguenze e anche qui i numeri sono preoccupanti. Le stime parlano di oltre 1.000 incidenti all’anno che hanno visto scappare il responsabile. Le auto irregolari sono autentiche mine vaganti che possono provocare seri danni ai cittadini onesti. A seguito di un incidente stradale con un mezzo “fantasma” è difficile ottenere un risarcimento. Questo si traduce in un costo sociale estremamente elevato. Va detto che la dotazione del fondo per il risarcimento delle vittime della strada pesa sulle tasche di tutti gli automobilisti onesti. La campagna “Mettiamoci in sicurezza” avrà una durata biennale e al termine verranno esposti risultati e trend, si spera positivi.

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Revisione bombole Metano: una procedura di 70 anni da rinnovare

di Redazione

La revisione delle bombole delle auto a metano sta stretta agli automobilisti che reclamano una semplificazione della procedura così come avviene fuori dall’Italia. A dirlo è il CEM (Consorzio Energia Metano) che ha raccolto il malcontento degli utenti che vanno a metano e fanno i conti con la revisione delle bombole a metano ogni 4 anni. Indubbiamente pensare che in Germania ad esempio è sufficiente una più frequente ma solo controllo visivo, fa pensare al solito balzello italiano per spillare soldi ai contribuenti. Ma non bisogna dimenticare che la prevenzione, forse eccessiva, sulla revisione delle bombole a metano ha evitato gli incidenti che si sono verificati in Europa.

L’INNOVAZIONE DELLE CNG-4 DECLASSATA IN ITALIA

Continuando a mantenere tali procedure, riporta il CEM, si rischia di annullare tutti gli sforzi che ogni attore della filiera del metano per auto compie quotidianamente al fine di rendere il gas naturale un carburante oltre che economico ed ecologico, anche di semplice utilizzo per l’utenza. La diffusione dei veicoli CNG, alimentati a gas naturale, rischia così di essere compromessa da un sistema di revisione dei serbatoi che, dal 1950 praticamente non subisce alcun adeguamento.” In effetti l’ammodernamento tecnologico delle bombole in fibra (CNG4) non ha cambiato le cose, e anzi sembra aver creato ancora più disagio a chi ha comprato un’auto a metano di una delle marche tedesche più note.

QUANTI TIPI DI BOMBOLE METANO E COSA CAMBIA

Del resto fuori dall’Italia tutti i Paesi si attengono al regolamento europeo EN R110 di omologazione delle bombole a metano mentre le modalità di revisione e riqualificazione sono definite dal Costruttore delle bombole stesse. Regolamento che l’Italia ha assimilato con le stesse procedure in maniera indistinta per tutti i tipi di bombole, nonostante quelle in fibra siano più resistenti di quelle in acciaio. Ogni 4 anni le bombole per il metano da autotrazione devono essere smontate, revisionate e collaudate. A prescindere che siano di tipo CNG-2, CNG-3 o CNG-4. Per maggiore chiarezza riportiamo sotto le differenze come spiega il Ministero nella circolare:

– CNG-2    bombole  con  corpo  metallico  rinforzato  da  una  guaina  composta  da  un  filamento  continuo impregnato con resina (avvolte in maniera circonferenziale),

– CNG-3    bombole  con  corpo  metallico  rinforzato  da  una  guaina  composta  da  un  filamento  continuo impregnato con resina (completamente avvolte),

– CNG-4   bombole  con  corpo  non  metallico  e  rinforzato  da  una  guaina  composta  da  un  filamento continuo impregnato con resina (tutto composito).

I COSTI DEI CONTROLLI CONTRO I RISCHI DELLE ISPEZIONI

Rispetto a ciò che è previsto in Italia per la revisione delle bombole a metano (smontaggio, revisione e collaudo), in Germania ci si limita solo a un’ispezione visiva. Due pesi e due procedure diverse all’interno dello stesso spazio comunitario. Se è vero  che la revisione delle bombole di metano in Italia rosicchia il risparmio economico e ambientale bisogna  tenere conto del rischio di un’ispezione alla buona. Chi ha le bombole CNG-4 scadute è costretto a circolare a benzina in attesa dell’ispezione . Non è un caso se in Italia non si sente parlare di auto a metano che esplodono come è accaduto in Germania. Ma secondo quanto scriveva già Quattroruote sul numero 11/2016, gli stessi incidenti si sarebbero verificati anche in Svezia e Repubblica Ceca nello stesso periodo. Tanto da costringere Volkswagen a richiamare i modelli a metano prodotti tra il 2004 e il 2014 per l’elevato rischio di corrosione delle bombole. Sicuramente l’Italia ha un grande bisogno di snellire la burocrazia e alleggerire le pratiche che ruotano attorno all’auto. Ma siamo sicuri che allargare le maglie dei controlli non apra la porta a rischi ben più grossi e costosi per la sicurezza pubblica? A voi ogni plausibile deduzione.

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Revisione della patente: per il TAR basta una sola infrazione

di Redazione

Revisione della patente

Giustizia sempre più severa con gli automobilisti che mettono a serio rischio la sicurezza altrui. Secondo una recente sentenza del TAR del Piemonte, infatti, per ordinare la revisione della patente di guida è sufficiente una sola infrazione alle norme del Codice della Strada. Ciò nonostante, in linea di principio, una sola violazione non possa costituire, di per sé e indipendentemente da ogni valutazione circa l’idoneità e la capacità di guida del conducente, il presupposto del provvedimento di revisione.

CHE COS’È LA REVISIONE DELLA PATENTE DI GUIDA

Prima di entrare nel merito della questione ricordiamo che, secondo quanto dispone l’articolo 128 del CdS, la revisione della patente consiste nel sottoporre il titolare del documento ad accertamenti medici e/o di idoneità tecnica per verificare se abbia ancora i requisiti psico-fisici e attitudinali richiesti per la guida, oppure quando perde tutti i punti sulla patente. L’esito della visita medica o dell’esame di idoneità viene comunicato ai competenti uffici per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente. La visita medica è sempre obbligatoria in caso di: guida in stato di ebbrezza grave o sotto l’effetto di stupefacenti; coma di durata superiore alle 48 ore; minorenne che ha commesso infrazioni che comportano la sospensione della patente; a seguito di incidente che ha provocato lesioni gravi a persone.

UNA SOLA INFRAZIONE PER LA REVISIONE DELLA PATENTE: IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR

Quindi, ricapitolando: fino al pronunciamento del TAR del Piemonte, la revisione scattava già alla prima infrazione solo nell’eventualità di episodi molto gravi (soprattutto guida sotto effetto di alcol e/o droghe e sinistri con lesioni gravi). Ma la sentenza numero 667/19, pubblicata lo scorso 5 giugno, ha precisato che in determinati casi non si può escludere che “la natura e le circostanze dell’infrazione siano di per sé inequivocabilmente idonee ad attestare la sussistenza dei presupposti del provvedimento di revisione della licenza di guida”. In altre parole, chi si macchia di una violazione particolarmente deplorevole, anche per la prima volta e senza provocare lesioni ad altre persone, deve sostenere di nuovo l’esame per la patente. Per esempio, nel caso giudicato dal TAR, un’automobilista aveva sorpassato ad alta velocità un altro veicolo su una strada a doppio senso, causando uno scontro con un mezzo che procedeva in senso contrario.

REVISIONE DELLA PATENTE DOPO UNA SOLA INFRAZIONE: IL COMMENTO GIURIDICO

Questo il commento sulla decisione del TAR del Piemonte del portale giuridico dirittoegiustizia.it, riportato dal sito di Repubblica: “Il provvedimento di revisione della patente di guida è legittimo anche se basato solo su una grave infrazione alle regole stradali. Secondo quanto previsto dalla normativa e dagli orientamenti attuali, basta quindi questa singola grave violazione per fare insorgere dubbi concreti sulla persistenza dell’idoneità tecnica dell’automobilista”. Un motivo in più per guidare prudentemente e in tutta sicurezza. Per se stessi e per gli altri.

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