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Ieri — 23 Gennaio 2019RSS feeds

Resident Evil 2: disponibile lo spettacolare trailer di lancio

di Nicola Armondi

Resident Evil 2 è uno dei grandi giochi in arrivo a breve e sono molti i fan che non vedono l’ora di averlo tra le mani. Come sottolineato nella nostra recensione“Resident Evil 2 è la migliore operazione nostalgia e il più azzeccato rilancio di un franchise che stava iniziando a ristagnare prima dello sperimentale settimo capitolo. Dimostrando di aver compreso la sua dualità, fatta dell’eco che parla ai giocatori degli anni ’90 e di quella più moderna dall’animo action, Capcom dà nuova vita a Raccoon City.”

L’attesa è quindi dura, ma possiamo consolarci in questi ultimi giorni con un nuovo trailer di lancio distribuito da Capcom e da Halifax. Possiamo vederlo qui sotto.

Vi ricordiamo che Resident Evil 2 sarà disponibile a partire dal 25 gennaio per PlayStation 4, Xbox One e PC. Diteci, quanto attendete questo gioco? Il ritorno a Raccoon City sarebbe un ottimo modo per iniziare la grande stagione videoludica 2019.

Resident Evil 2 è ancora prenotabile a questo indirizzo!

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Resident Evil 2 Recensione, la nuova notte dei morti viventi

di Alessandra Borgonovo

Remake, remaster, reboot: l’industria videoludica è inondata di nostalgia. A volte queste operazioni sono gocce in mezzo all’oceano, destinate a perdersi senza lasciare alcun ricordo; altre invece non solo colpiscono nel segno ma rendono ancora più bello l’originale, riuscendo ad avvicinare appassionati di vecchia data e nuovi utenti riunendoli per una volta sotto una bandiera comune. Quella per cui i cosiddetti “mostri sacri” si possano toccare e, nel caso di Resident Evil 2, rendere persino qualcosa di più. Fra i giocatori che affondano le proprie radici ai tempi in cui il videogioco era ancora un prodotto di nicchia corre una sorta di legge non scritta, volta al passato con una gelosia quasi compulsiva – il timore forse che i ricordi più belli siano infettati, lacerati, volgarizzati.

La memoria d’altronde è tutto ciò che siamo e fa paura metterla in discussione. Potremmo scoprire che la passione di allora nasconde più difetti di quanti ne abbiamo scorti all’epoca, che alla fine quel gioco non era poi così tanto bello e per anni abbiamo mosso una battaglia futile di “cervantesiana” memoria in difesa di un purismo che non ha (quasi) mai ragion d’essere. Ma la paura è ciò di cui si nutre l’orrore e questo lo sa molto bene Capcom, che ha sempre avuto il coraggio di osare laddove molti avrebbero preferito le loro comode certezze: sono nati dunque il rivoluzionario Resident Evil 4 e lo sperimentale Resident Evil 7, capaci di risollevare la serie dagli abissi dove stava sprofondando e al tempo stesso fornire nuovi binari sui quali farla procedere. Dalla loro fusione e un pizzico di nostalgia che offre sempre quell’ottimo gusto rétro è sorto il nuovo Resident Evil 2: non un remake, né una remaster, più probabile un reboot ma nemmeno questo riesce a essere abbastanza inclusivo.

C’è un interessante parallelismo fra il concetto chiave di Resident Evil e il Progenitore – il virus su cui l’Umbrella ha fondato il suo illegale impero di armi biologiche e di conseguenza la base dell’intera lore. Immaginate, semplificandolo, quest’ultimo come il nucleo dal quale poi si diramano tutti i suoi derivati (Tyrant, Golgotha, Phobos, Uroboros e quant’altro), ognuno sempre migliore, più evoluto anche se di poco, del precedente.

La saga ideata da Shinji Mikami segue questo concetto di evoluzione, cambiamento, (ri)scrittura: Resident Evil è una canovaccio che Capcom smantella a ogni nuovo capitolo, modella e plasma e modifica e ricrea fino a trovare quel quid che lo spinge a uno stadio successivo, migliore, pur restando saldo alle proprie origini. Resident Evil 2 è esattamente questo, un nuovo livello evolutivo le cui fondamenta si basano sul suo ceppo primigenio; il resto viene riprogrammato grazie al suo corollario.

I fan del classico datato 1998 non restino dunque delusi. È lo stesso gioco che hanno imparato ad amare vent’anni fa – il survival horror per eccellenza nel contesto di un’epidemia zombi che avrebbe fatto felice Romero – ma al contempo non lo è, ed è qui il suo punto di forza. A e B sono quindi per sommi capi come li ricordiamo, a cambiare è però la strada intrapresa per arrivare dall’inizio alla fine: Capcom ha ripensato l’intera struttura di gioco adattandola alla telecamera sopra la spalla che ha reso famoso il quarto capitolo, sdoganando anche l’impronta più action che la serie avrebbe preso (in modo poi esagerato) da lì in avanti, alleggerendola però da quella frenesia tipica di Resident Evil 6. Anzi ha mutuato alcuni aspetti dalle fasi iniziali di Resident Evil 7, le cui radici a loro volta affondano nella trilogia dell’era PlayStation. Vecchio e nuovo si mescolano dunque con una consapevolezza che solamente anni di esperienza maturano, riuscendo a creare un’esperienza imprevedibile, dal ritmo a volte sincopato e altre più teso, mai un istante sottotono.

Complice di questa giostra emotiva in cui il cuore si trova più spesso in gola che nel petto è il non avere idea di cosa succederà. Inutile che vi professiate esperti conoscitori dell’originale fin nel suo più remoto pixel, l’ambientazione è la stessa solo nel concetto: l’iconica stazione di polizia diventa infatti un edificio a tutti gli effetti, ricco di stanze e passaggi che nella versione classica non trovavano spazio, a loro volta infestati da nemici particolarmente letali e poco propensi a una seconda morte.

Ogni proiettile conta in Resident Evil 2 e dite anche addio ai coltelli dalla lama in acciaio inox indistruttibile: prendendo a modello quanto di buono fatto in “REmake” (l’affettuoso nomignolo con cui i fan chiamano Resident Evil Rebirth), Leon e Claire potranno difendersi dalle prese dei non-morti contrattaccando con un’arma secondaria a scelta fra granata, granata stordente e appunto il coltello. Quest’ultima scelta ne comporta la perdita definitiva ma anche posto lo recuperiate dopo aver eliminato l’aggressore, la lama avrà perso molta della sua durevolezza – e così sarà ogni volta che lo userete. Non c’è mai un momento in cui considerarsi al sicuro: tra zombi pronti a rialzarsi, altri che sfondano le finestre creando un precedente per nuovi indesiderati ospiti e porte che cedono sotto i loro colpi negandovi il senso di sicurezza che rifugiarsi in una stanza poteva regalare, la stazione di polizia si delinea una volta di più (e meglio) come il luogo dove i peggiori incubi prendono non-vita.

A peggiorare la situazione, Capcom ha deciso di non lasciare nemmeno un attimo di respiro grazie alla costante presenza di un inseguitore tanto letale quanto immortale: il Tyrant. Mr. X, T-00, Trenchy, non importa come preferite chiamarlo, lui risponderà e sarà la vostra ombra costante. Un gioco del gatto e del topo spesso esasperante, che porta i livelli di ansia ad aumentare in relazione alla vicinanza dei suoi passi rispetto alla vostra posizione; a fughe continue mentre cercate di risolvere enigmi meno complicati di un tempo e – guarda caso – più legati alla capacità di tenere traccia dei singoli elementi in relazione alla mappa del luogo, scegliendo ogni volta il percorso più comodo. Non necessariamente corto, perché la presenza di nuovi e inaspettati nemici potrebbe portarvi a preferire una scarpinata allo spreco di munizioni.

Ancora una volta la capacità di Capcom nel leggere i tempi e le esigenze del pubblico ha portato a una rielaborazione della componente più machiavellica di Resident Evil 2, dando vita a un circolo ininterrotto di esplorazione, combattimento, risoluzione di puzzle legati alla trama o secondari se volete qualche utile potenziamento; e poi ancora via a scappare da un Tyrant di troppo, o sbarrare qualche finestra mentre si pensa a quale diavolo fosse la porta con il simbolo del picche – nel mezzo, una pausa per salvare, sviluppare qualche foto oppure giocare al piccolo chimico miscelando erbe e polvere da sparo, perché certo le munizioni non crescono tra le mattonelle del pavimento.

Permane la struttura a doppio scenario utile per sbloccare il vero finale dell’avventura e conoscere tutte le disavventure vissute dai due protagonisti, alla quale vanno ad aggiungersi due brevi sequenze inedite: la prima con Sherry nell’orfanotrofio, struttura mai vista prima nel gioco, mentre la seconda nei panni della sensuale Ada mentre insegue l’obiettivo della sua missione. Complessivamente sono molto brevi e ci sarebbe piaciuto poter affondare di più i denti, ma non andando a privare in alcun modo l’esperienza – casomai il contrario – è un piccolo regalo che apprezziamo molto. A livello di lore diverse cose sono state approfondite o appena modificate, raccogliendo tutte le informazioni divulgate nel corso degli ultimi vent’anni per creare quello che crediamo essere un definitivo corso degli eventi. Come nel caso del gameplay, che pur prendendo tutto il buono dei precedenti capitoli non aggiunge granché alla formula (né potremmo di fatto pretenderlo da un prodotto che è puro fanservice), anche dal punto di vista della narrazione ci saremmo aspettati qualcosina di più, fosse solo una strizzata d’occhio verso un possibile reboot della serie. Non è detto che avvenga ma volendo dare credito alle voci, altri capitoli potrebbero vedere una dovuta riedizione.

La necessità di giocare due scenari che a un certo punto convergono mostrando di avere molto in comune potrebbe portare a una certa ripetitività, ma è un giudizio basato su valutazioni soggettive, perché in ogni caso l’esperienza beneficia delle giuste piccole diversificazione per non far sentire il tutto solo una copia carbone. Gli unici fastidi possono derivare da alcune incongruenze a livello di eventi fra Leon e Claire, tuttavia non è una questione sulla quale rimuginare troppo: Resident Evil 2 dopotutto è un B-movie in formato videogioco, non interrogatevi troppo sulla trama quando lo splatter cola letteralmente dalle pareti.

Se c’è infine un elemento sul quale non si può discutere se non spendendosi in elogi, è il comparto tecnico: i dettagli sono curati a livello maniacale e l’atmosfera che ne deriva viene caratterizzata da un ottimo gioco di luci e ombre ma, soprattutto, da un sound design eccezionale come non capitava di sentire da tempo. Giocato in cuffia, Resident Evil 2 vi restituisce tutta la tensione di un mondo dove la vita è un lusso che pochi possono concedersi: cigolii, gemiti, scricchiolii, ringhi e graffiare di artigli sulle pareti, per non parlare dei pesanti passi del Tyrant – l’audio è il vostro migliore amico/nemico in questa lotta alla sopravvivenza. La risoluzione su PlayStation 4 Pro, combinata ai 60fps, rende le ore in compagnia di Leon e Claire una gioia per gli occhi: gli stessi modelli poligonali e le animazioni raggiungono un livello di qualità da cui non possiamo francamente aspettarci di più. La morte cambierà forse pelle ma il suo gusto dell’orrido resta lo stesso di sempre: il sangue tinteggia le pareti e gli smembramenti sono all’ordine del giorno. State solo attenti che la carne strappata non sia vostra.

Per i più esigenti e amanti delle sfide, e qui concludiamo la nostra disamina, Capcom ha messo a disposizione due modalità extra: “The 4th Survivor” e “The Tofu Survivor”. Riuscirete a fuggire da Raccoon City contando solo sulle vostre forze e le poche risorse a disposizione?

Prenotando Resident Evil 2 su Amazon si riceverà un DLC esclusivo

di Lorenzo Spada
Resident Evil 2 (demo) disponibile al download su PS4, Xbox One e PC

Resident Evil 2 è, insieme ad Anthem, uno dei titoli più attesi della prima parte del 2019. Pur non rappresentando una novità in senso assoluto in quanto si tratta di un remake, ha già raccolto enormi consensi con la “1-Shot Demo“. Oltre alla qualità molto elevata, un ulteriore incentivo per pre-ordinare Resident Evil 2 ci viene dato da […]

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Resident Evil 2: nuovi costumi e una nuova modalità di gioco gratuita

di Nicola Armondi

Durante una celebrazione in diretta per il lancio di Resident Evil 2 in Giappone, Capcom ha svelato varie novità che arriveranno a breve termine all’interno del Remake: possiamo scoprire qualche dettaglio in merito, grazie a una traduzione di un utente Resetera. L’annuncio riguarda, per iniziare, una nuova modalità che sarà disponibile gratuitamente in una data da definire: The Ghost Survivors.

Questa pare essere un mix tra una versione alternativa della modalità storia e un insieme di elementi casuali, in stile rogue-like; inoltre, ci sarà la possibilità di esplorare il mondo di gioco guadagnando punti basati sul tuo rendimento: questi possono essere poi spesi in un negozio in-game. Durante lo stream gli sviluppatori hanno detto che possiamo aspettarci qualcosa di simile alla “Extreme Battle (Rogue) mode”.

Inoltre, Ghost Survivors ci permetterà di prendere il controllo di due personaggi, Robert Kendo e Katherine. Per ora non sono stati confermati i protagonisti del gioco principale, ma è stato detto che altri saranno svelati in seguito. Pare che questa modalità sarà rilasciata in tre parti (sempre gratuite), con nuovi contenuti di volta in volta: di certo, la prima parte proporrà un nuovo tipo di nemico non presente nella modalità storia.

L’annuncio però era legato anche ad alcuni costumi, che mirano al cuore dei nostalgici. Capcom renderà disponibili dei costumi di Leon e Claire in versione “Low Poly”. Per ora non è chiaro se saranno limitati a specifici mercati o a specifiche piattaforme, ma nell’esempio riportato è possibile vedere che sono inclusi all’interno di alcune ricariche per il PSN.

La promozione dovrebbe iniziare il 25 gennaio, ma i costumi saranno resi disponibili solamente a partire dal 22 marzo. Diteci, cosa ne pensate? Siete contenti di queste nuove aggiunte? Oppure avreste preferito qualcosa di diverso?

Resident Evil 2 è pronto a risorgere: se ancora non l’avete fatto, potete prenotare la vostra copia a questo indirizzo!

Resident Evil 2, cinque momenti da ricordare

di Andrea Riviera

Ormai ci siamo, il remake del Resident Evil più amato sta finalmente per arrivare e quasi sicuramente in questi giorni molti di voi staranno rigiocando l’originale per rivivere per l’ultima volta il capolavoro Capcom nella sua versione targata 1998. Allo stesso tempo, molti altri non hanno la possibilità di rigiocarlo, per questa ragione noi di Game Division abbiamo selezionato in questo articolo 5 momenti assolutamente da ricordare che fungono anche da rispolverata generale sul secondo episodio della saga horror targata Capcom.

C’è da sottolineare che non è assolutamente detto che questi episodi accadranno anche nel remake, visto che il gioco ha subito diversi cambiamenti sulle situazioni di gioco, per cui prendete per ciò che segue come un semplice e nostalgico salto nel passato.

La stazione di polizia

L’arrivo alla stazione di polizia rimane uno dei momenti principali e famosi del secondo capitolo di Resident Evil. Questo sia perché è essenzialmente l’ambientazione principale del gioco sia perché negli anni successivi rimarrà la più amata tra tutti i capitoli rilasciati. La motivazione è derivata dall’incredibile level design, oltre che dagli enormi misteri che la stessa struttura nasconde che ricordiamo, risulta essere un museo ristrutturato.

Ciò che ha sempre spiazzato è la hall; rimbombante, esente da nemici e costantemente avvolta dal suono melodico e inquietante dell’organo. La stazione si rivela ben presto un vero e proprio distretto con tanto di atterraggio per l’elicottero, diverse stanze briefing, uffici per i dipendenti e persino alloggi con tanto di letti e brande.

Una delle tante zone della centrale di polizia

I sotterranei rappresentano forse la parte più spaventosa. Completamente al buio, umidi e composti da zone riservate agli addetti. Non potevano infatti mancare obitorio, armeria – ovviamente mezza vuota – e una sala caldaia che tiene sotto controllo molte zone elettriche della stazione, tra cui le finestre automatizzate, assenti nel remake.

Ad essere sinceri la stazione di polizia dell’originale risulta più illuminata e rilassata rispetto a quella che vedremo nel remake che invece sembra completamente immersa nell’oscurità. Preparatevi quindi a un percorso immerso nell’oscurità, in cui le torce saranno essenziali per poter sopravvivere.

L’arrivo di Mr X

Un temibile mostro viene sganciato da un elicottero sulla stazione di polizia di Raccoon City. Momento indimenticabile che segna la nostra avventura in maniera inevitabile. Ma chi è questo essere pronto a ucciderci ad ogni costo?

L'arrivo del cattivone

Nonostante la sua figura sia estremamente minacciosa, in realtà il T-00 – Tyrant-103 – chiamato amichevolmente Mr X, risulta molto facile fa sconfiggere e la sua lentezza lo rende più una scocciatura che altro durante l’avventura. Non conviene nemmeno evitarlo, visto che il suo temporaneo abbattimento consente di ottenere munizioni essenziali per il proseguo.

Insomma nulla a che vedere con il ben più temibile Nemesis presente in Resident Evil 3. Attenzione però, perché nel remake non solo sembra essere più veloce, ma anche immortale, oltre che imprevedibile. C’è poi da dire che quel cappello lo rende estremamente più minaccioso, non trovate?

L’alligatore gigante

Una delle B.O.W. più facili da uccidere – basta un solo colpo ben piazzato – ma la sua comparsa ha sicuramente colto impreparati ogni giocatore. Questo essere appare nelle fogne, è possibile sconfiggerlo sia facendolo scappare sia sparando a una bombola in grado di farlo esplodere, in entrambi i casi non lo vedrete mai più.  Nonostante tutto, però per molti fan della saga l’alligatore gigante è in qualche modo considerato una delle B.O.W. più pericolose della serie, sempre se non fosse così lento.

Simpatico vero?

Nel remake lo vedremo in splendida forma, chissà se si dimostrerà facile da sconfiggere come nell’originale, oppure Capcom ha optato per renderla una boss fight decisamente più complessa. Lo scopriremo il 25 gennaio, quando ci caleremo nuovamente nelle fogne.

Lo scontro sul montacarichi

Forse lo scontro più bello del secondo capitolo. Saliti sul montacarichi per giungere al laboratorio, William Birkin si evolve nella seconda metamorfosi del Virus-G. Abbandona quindi il suo aspetto umanoide e ci sfida in un combattimento semplicemente epico, contornato da una delle migliori tracce sonore dell’intera saga.

Leon contro William Birkin sul montacarichi

Se prevenuto, lo scontro non risulta troppo difficile, ma occorre comunque fare attenzione ai suoi letali e alla sua velocità decisamente migliorata. Nello scenario di Leon, Birkin feriva gravemente Ada Wong, costringendo Leon a intervenire tempestivamente.

La fuga dal laboratorio

The self destruct sequence has been activated. Repeat. The self destruct sequence has been activated. This sequence may not be aborted. All employees proceed to the emergency car at the bottom platform

Iniziava così la parte finale di Resident Evil 2. La fuga dal laboratorio segreto di Raccoon City. Una volta che l’autodistruzione si attiva, Leon e Claire devono svolgere diversi compiti essenziali. Il giovane poliziotto viene incaricato di riparare il treno per la fuga, mentre Claire deve recuperare il vaccino necessario per curare la giovane Sherry, figlia di William Birkin, contagiata dallo stesso padre durante l’avventura.

L'ultimo combattimento di Claire prima di fuggire dal laboratorio

I due hanno poco tempo per fuggire e l’indimenticabile frase ripetuta con tanto di allarme e traccia sonora è rimasta nell’immaginario collettivo come vero e proprio momento simbolo del gioco.  Ci auguriamo che nel remake gli sia stata attribuita la giusta importanza.

Senza dimenticare…

Ci sarebbero tanti altri momenti iconici del secondo capitolo che non abbiamo specificato, fra tutti la comparsa del primo Licker o la falena gigante presente nei laboratori. Ormai il remake è alle porte e noi non vediamo davvero l’ora di rivivere questi momenti nella forma migliore possibile, nella speranza di riuscire a sorprenderci ancora una volta.

Il remake di Resident Evil 2 è finalmente alle porte. Acquistalo ora per rivivere il terrore del 1998 sotto una nuova, incredibile veste.

Resident Evil 2 va oltre la “1-Shot Demo” (video)

di Lorenzo Spada
Resident Evil 2 (demo) disponibile al download su PS4, Xbox One e PC

Dopo aver rivelato che HUNK e Tofu, presenti nel gioco originale di Resident Evil 2 su PlayStation 1, sono tornati per il remake, Capcom ha rilasciato oggi altri brevi video del “Biohazard Re:2 Report”, che mostrano i due in azione. Tenete presente che questi video durano solo pochi secondi, ma è meglio di niente. Capcom […]

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Resident Evil 2 Remake: il 28% dei giocatori ha completato la demo

di Nicola Armondi
Resident Evil 2 ha deciso di mostrarsi al pubblico con una versione di prova particolare: la “1-Shot Demo” propone una sezione di gioco ambientata nella stazione di polizia di Raccoon City, ma ci permette di esplorare l’area per soli trenta minuti. Scaduto il tempo, la demo di blocca. Questo non ha ovviamente scoraggiato i molti […]

Resident Evil 2 “1-Shot Demo”: 30 minuti solo per dire “ne voglio ancora”

di Alessandra Borgonovo
Mancano appena due settimane ma ogni giorno è buono per parlare di Residen Evil 2, a maggior ragione in occasione della demo resa disponibile su PS4, Xbox One e PC. Mezz’ora durante la quale visiteremo l’iconica stazione di polizia di Raccoon City nei panni della recluta Leon Scott Kennedy nel suo primo giorno di lavoro. […]

Resident Evil 2 (demo) disponibile al download su PS4, Xbox One e PC

di Lorenzo Spada
Resident Evil 2 (demo) disponibile al download su PS4, Xbox One e PC

Esattamente come vi avevamo annunciato l’altro ieri, la versione demo di Resident Evil 2 è disponibile ufficialmente e gratuitamente al download su PS4, Xbox One e PC. La demo, che viene chiamata “1-Shot Demo“ ed ha un peso di 7.91 GB, arriverà con un timer di 30 minuti. Essenzialmente, invece di sviluppare dei livelli ben definiti per […]

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La demo di Resident Evil 2 arriverà su PS4, Xbox One e PC l’11 gennaio

di Lorenzo Spada
Resident Evil 2 - Collector's Edition (1)

Ci prendiamo una breve pausa dal CES 2019 di Las Vegas per comunicarvi che Capcom ha ufficializzato il rilascio della versione demo del remake di Resident Evil 2, per tutte le piattaforma in cui sarà disponibile (PS4, Xbox One e PC), per il prossimo 11 gennaio. La demo rimarrà disponibile fino al 31 gennaio.  […]

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Resident Evil 2 Remake: annunciata la data della demo

di Nicola Armondi

Resident Evil 2 Remake promette di riportare il terrore di Raccoon City sui PC e sulle console di questa generazione. L’opera di Capcom sembra veramente avere tutte le carte in regola per convincere i fan e i nuovi giocatori. Certo, forse alcuni potrebbero temere che il gioco non sia in grado di ridare lo stesso feeling provato all’epoca della versione originale. In tal caso, c’è una bella notizia: potremo provarlo prima della sua uscita!

Capcom renderà disponibile uno speciale “evento demo” su PlayStation 4, Xbox One e PC (via Steam). Potremo scaricare la demo a partire dall’11 gennaio ed entro il 31. La prova, chiamata “1-Shot Demo”, darà la possibilità ai giocatori di testare il gioco per trenta minuti. Nel caso si riesca a completare la missione, si potrà usare il tempo rimasto per ripeterla. Non ci sono però limiti di morte: è possibile morire e ripartire quante volte si vuole, fino a quando non saranno finiti i trenta minuti a disposizione.

Alla fine della prova, potremo goderci un bellissimo trailer, disponibile solo in questa modalità. Il filmato sarà visionabile quante volte si vuole mentre la demo si bloccherà scaduto il tempo limite. Nella “1-Shot” controlleremo Leon S. Kennedy, un giovane poliziotto da poco giunto a Raccoon City. Riusciremo a trovare una via di fuga, nel poco tempo a nostra disposizione?

Resident Evil 2 Remake può essere prenotato a questo indirizzo!

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I videogiochi più attesi del 2019

di Yuri Polverino

Tempo di bilanci: un altro anno videoludico se n’è andato e noi videogiocatori amiamo guardarci alle spalle per capire se i 365 appena passati sono stati di qualità oppure no. Inutile dire che la risposta è sì: da Read Dead Redemption 2 a God of War, senza dimenticare Monster Hunter: World, Detroit: Become Human, Celeste, Forza Horizon 4 e tutti gli altri; il 2018 è stata un’annata gloriosa per il nostro medium preferito, e i mesi che ci attendono promettono di non essere da meno.

Potrà sembrarvi banale andare a stilare un elenco dei most wanted del 2019, ma in realtà può essere un ottimo modo per fare il punto della situazione, segnare qualche data sul calendario o più in generale discutere tutti assieme di perché quel particolare titolo vi stuzzica più di un altro. C’è davvero tantissima carne al fuoco e per questo direi di non perdere altro tempo. Partiamo, ovviamente, dalle due grandi produzioni in arrivo proprio a gennaio.

Resident Evil 2 – 25 gennaio

Capcom torna in pista con un suo grande cult, rivisto completamente in salsa moderna. Resident Evil 2 è infatti il remake che ci permetterà di riprendere i panni di Leon e Claire per tornare a Racoon City a sventare l’epidemia zombie che rischia di mettere in ginocchio il paese.

Abbiamo avuto modo di provarlo diverse volte, a partire da E3 per finire alla corposa anteprima di fine 2018, senza dimenticare la demo della Gamescom e di Games Week. In tutte queste occasioni, il titolo ci è sembrano brillante e grintoso: non vediamo l’ora di potervi raccontare nel dettaglio l’esperienza completa.

Kingdom Hearts III – 29 Gennaio

Quello che sembrava essere un miraggio sta per diventare realtà: a fine mese infatti Square Enix invaderà il mercato con la sua favola videoludica ambientata nei mondi Disney. L’avventura si prospetta essere entusiasmante e variegata: l’unico limite potrebbe essere il dover conoscere a menadito la trama di una saga piuttosto complicata. In questo caso però avete ancora qualche giorno per rimediare, datevi da fare!

Anche in questo la recensione potrà fugare ogni dubbio, ma le anteprime che vi abbiamo proposto nel corso degli ultimi mesi parlano di un gioco potenzialmente molto entusiasmante: vedremo se i buoni propositi troveranno effettivo riscontro nella versione finale.

Death Stranding

Qui iniziamo a giocarci qualche jolly: la nuova opera di Kojima potrebbe arrivare nel corso dell’anno, anche se non ne siamo sicuri. Ad ogni modo Death Stranding è destinato ad essere un most wanted fino a quando non arriverà ufficialmente sul mercato, e non potrebbe essere altrimenti.

D’altronde il padre della Metal Gear Saga ha faticato tanto per poter dirigere un gioco in totale libertà: le premesse, piuttosto criptiche, portano a pensare che Death Stranding sarà un prodotto atipico e gigantesco, almeno in termini di ambizione e coraggio. Sarà anche il banco di prova definito per la rockstar dell’industria videoludica: senza le “briglie” di Konami, Kojima dimostrerà una volta per tutte di avere le qualità per cambiare per sempre l’industria del videogioco?

Anthem – 22 febbraio

EA e BioWare hanno probabilmente fra le mani il prodotto che potrebbe rilanciare entrambe, soprattutto nei confronti dell’opinione pubblica, ancora scottata dalle polemiche legate a Battlefront e dal (per alcuni) deludente Mass Effect Andromeda.

Certo è che questa nuova produzione che tenta di ibridare Destiny, The Division e Mass Effect ha le carte in regola per stupire su tutti i fronti, ma anche per deludere clamorosamente critica e pubblico. La demo in arrivo ci dirà di più: per ora chi ha provato la closed alpha non ha lasciato trasparire emozioni molto positive.

Sekiro: Shadow Die Twice – 22 marzo

Probabilmente Sekiro è il mio most wanted, per il semplice motivo che dopo averlo provato ne sono rimasto ammaliato. FromSoftware che declina la sua anima storicamente hardcore in una produzione più dinamica e ambientata nel setting che personalmente amo di più: il Giappone feudale. Un protagonista carismatico e un contorno narrativo intrigante completano il quadro.

Dopo averlo provato alla Gamescom, posso confermarvi che il gameplay è stratificato e impegnativo, ma al tempo stesso molto più ritmato e “verticale” rispetto alla serie dei Souls. Non vedo l’ora di sviscerarlo e raccontarvi pregi e difetti di quest’ambiziosa produzione.

Ghost of Tsushima

Già che ci siamo, mi gioco un altro jolly. La nuova creatura di Sucker Punch mi ha letteralmente fatto cadere la mascella, vuoi per la qualità tecnica, vuoi per l’atmosfera generale che si respirava nel corso della demo di gioco. All’E3 di Los Angeles ho assistito ad una presentazione a porte chiuse in compagnia di uno sviluppatore che, oltre a giocare, ci descriveva intenzioni e obbiettivi del titolo: se il prodotto finale si avvicinerà a quello che frulla nella testa della software house, allora ne vedremo delle belle.

Ghost of Tsushima sarà un’avventura single player in terza persona, con un combat system che dovrebbe essere abbastanza stratificato. Non c’è ancora una release date ufficiale, ma aspettiamocelo magari entro fine dell’anno!

Devil May Cry 5 – 8 marzo

Dante sta per tornare, e promette di fare faville. DmC 5 era uno dei titoli più attesi dai fan del brand, e finalmente Capcom ha decido di soddisfare queste sete di sangue demoniaco. Gameplay schizofrenico, stile riconoscibile ed eccentrico e protagonisti carismatici: ingredienti perfetti per una ricetta che può potenzialmente risollevare le sorti di un brand che necessità di una rinascita.

Lo abbiamo provato alle varie fiere internazionali, e ne siamo usciti più che convinti: aspettatevi una recensione completa ed esaustiva.

The Last of Us Part II

Anche in questo caso il 2019 potrebbe essere un’incognita, ma il nuovo gigante di Naughty Dog potrebbe essere il perfetto indiziato per salutare definitivamente PlayStation 4. Quale migliore epilogo per la console che negli anni ci ha regalato avventure straordinarie? Il trailer visto ad E3 ha lasciato tutti a bocca aperta anche se…

Nella presentazione a porte chiuse ci è venuto il dubbio che la demo che ci è stata presentata non era stata giocata veramente in presa diretta. Mistero al quale purtroppo non siamo in grado di trovare una risposta, ma ciò non toglie che la qualità vista nel video di presentazione è sensazionale. Attendiamo di scoprire qualche dettaglio in più, compresa la data d’uscita.

Un’esclusiva Xbox?

Microsoft ha investito moltissimo su dei nuovi studi first party da far lavorare a IP esclusive. Che il 2019 sia l’inizio della rimonta sulla concorrenza? Halo: Infinite sarebbe perfetto, ma dovremmo forse “accontentarci” di Gears 5.

Lanciare un’esclusiva arrembante prima di E3 potrebbe rappresentare la strategia per arrivare poi alla kermesse losangelina con le batterie cariche, pronti ad annunciare nuove roboanti novità. Phil Spencer ormai è l’uomo della rinascita per Xbox, che il 2019 sia veramente l’anno decisivo, soprattutto in prospettiva della nuova generazione?

Chiaramente fare una selezione di tutti i titoli in uscita nel corso dell’anno non è mai cosa facile, per questo vi chiediamo: qual è il gioco che attendete di più? Quale avreste aggiunto/sostituito a questa lista? Fatecelo sapere nei commenti!

L'articolo I videogiochi più attesi del 2019 proviene da Tom's Hardware.

Italia Digitale, le PA che perdono tempo e non innovano processi e servizi dovranno vedersela con la Corte dei Conti

di Pino Bruno

È solo un protocollo d’intesa, ma il messaggio è forte e chiaro. Gli amministratori pubblici che cincischiano, frenano, perdono tempo, non rispettano le scadenze e sprecano soldi invece di digitalizzare servizi e processi organizzativi, dovranno vedersela (anche) con la Corte dei Conti. È questo il senso dell’accordo sottoscritto nei giorni scorsi tra il Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, Luca Attias, e il Presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema.

La Corte dei Conti, lo ricordiamo, è la cosiddetta magistratura contabile. È un organo di rilievo costituzionale, autonomo ed indipendente da altri poteri dello Stato. Tra i suoi compiti c’è quello di controllare che gli amministratori pubblici ad ogni livello (statale, regionale, provinciale, comunale, eccetera) spendano bene i soldi dei contribuenti e non arrechino danni alla finanza pubblica. In caso contrario, gli amministratori possono essere chiamati a giudizio e, se ritenuti colpevoli, rifondere il danno.

Nel protocollo d’intesa le parole sono soppesate e usate con circospezione e diplomazia, ma l’obiettivo è inequivocabile. Tra gli ambiti d’azione si citano alcuni degli obiettivi del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019. Cioè “l’adesione alle piattaforme digitali abilitanti (quali l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, PagoPA, SPID, Carta di Identità Elettronica, Domicilio Digitale“.

E poi “l’interoperabilità e la condivisione dei dati per l’implementazione di processi digitali integrati, la pubblicazione dei dati aperti, l’acquisto di software secondo le prescrizioni delle linee guida di riuso e open source, l’utilizzo degli strumenti messi a disposizione sui siti Designers Italia e Developers Italia, Docs Italia, la gestione dei progetti utilizzando le modalità di project management descritte nel Piano Triennale, l’implementazione delle misure minime di sicurezza informatica, la nomina del Responsabile per la Transizione Digitale, i risparmi di spesa conseguibili mediante l’eliminazione di iniziative locali che costituiscano sovrapposizione rispetto a quelle disponibili a livello nazionale”.

Facciamo qualche esempio. Finora solo 1519 comuni su 7978 si sono allacciati alla banca dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR). Eppure è un obbligo di legge e le scadenze sono state rispettate da pochi. È un danno alla finanza pubblica. Forse un giorno la Corte dei Conti chiamerà a risponderne i sindaci che non hanno operato correttamente. La stessa cosa si potrebbe replicare per le PA che non hanno ancora adottato lo SPID, il sistema pubblico per l’identità digitale, oppure per i comuni che non rilasciano ancora la Carta d’Identità Elettronica e per gli enti pubblici che non hanno implementato il sistema di pagamento PagoPA. E l’elenco potrebbe continuare.

 

Insomma, la digitalizzazione è un obbligo anche per la Pubblica Amministrazione. Finora nessuno è stato chiamato a rispondere dei ritardi e dei denari non spesi o mal spesi ma potrebbe accadere. Speriamo presto.

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Resident Evil 2 Remake vs Resident Evil 2 originale: 20 anni in un video confronto

di Lorenzo Spada
Resident Evil 2

Dopo diversi video trailer, nelle scorse ore abbiamo avuto diverse informazioni succulente sul nuovo remake di Resident Evil 2. Innanzi tutto l’account Twitter del gioco è stato pubblicato un video confronto che paragona la grafica del capitolo originale con quella del remake. Successivamente, dal “fan site” biohazardfrance sono emersi anche nuovi dettagli sul gameplay del […]

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Agenda Digitale italiana, al 22° posto per l’attuazione e al 25° per i risultati raggiunti. Ma qualcosa si muove

di Dario D'Elia

L’Agenda Digitale italiana è come una maratona a cui ci siamo iscritti tardi, siamo partiti in affanno e solo adesso abbiamo preso ritmo. L’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano ha confermato che l’Italia “ha cambiato passo, mostrando alcuni risultati significativi”.

“Oggi 1.200 Comuni hanno già migrato i dati anagrafici all’ANPR, che coinvolge 14 milioni di italiani”, sottolineano gli analisti. “Sono state rilasciate 6 milioni di Carte d’Identità Elettroniche a circa il 10% della popolazione italiana. SPID ha erogato 3 milioni di identità digitali per 4.200 servizi online di 4.000 PA (ma il livello di effettivo utilizzo è ancora limitato). 14.000 enti hanno attivato pagoPA, anche se restiamo lontani dall’obiettivo di 50 milioni di pagamenti entro fine 2018. Sono già oltre 100 milioni le fatture elettroniche verso la PA e ora si guarda al prossimo obbligo di fatturazione elettronica tra privati, da gennaio 2019”.

Per quanto riguarda il Fascicolo Sanitario Elettronico è attivo in 17 Regioni italiane e completamente operativo in 12 per una copertura del 25% degli assistiti e il 40% dei referti. Inoltre sono stati pubblicati oltre 22.000 Open data. Ed è stata definita la razionalizzazione dei data center pubblici, anche se la migrazione verso cloud e pochi Poli Strategici Nazionali è solo all’inizio.

Fin qui le buone notizie, perché secondo l’ultimo Digital Economy and Society Index (DESI), l’indicatore della Commissione Europea che misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, l’Italia resta al quartultimo posto in Europa, con gap evidenti soprattutto nelle competenze digitali e nell’uso di internet.

“Anche i Digital Maturity Indexes, il sistema di indicatori sviluppato dall’Osservatorio Agenda Digitale per superare alcuni limiti del DESI, ci colloca in fondo alla classifica: l’Italia è 22esima su 28 Paesi europei per sforzi nell’attuazione dell’Agenda Digitale e 25esima per risultati raggiunti”, ricorda l’Osservatorio.

Le principali ragioni di questa situazione sono legate al fatto che gli attori istituzionali si sono sostanzialmente occupati di progetti infrastrutturali che devono ancora dispiegare i loro effetti e che spesso richiedono ulteriori investimenti per renderne tangibile e irreversibile l’impatto.

Insomma, la strada è giusta ma l’importante è “dare continuità ai progetti intrapresi per evitare che sia l’anno zero dell’innovazione digitale”. E il primo punto è quello della spesa delle risorse economiche a disposizione. L’Europa ha messo sul piatto 1,65 miliardi di euro per l’Agenda Digitale Italiana (dal 2014 al 2020 in verità complessivamente 11,5), ma a fine del 2017 abbiamo speso meno del 3% dei fondi strutturali a disposizione e vincolato alla spesa solo il 10%.

“È inoltre necessario accelerare l’attuazione normativa: solo 45 dei 93 provvedimenti attuativi previsti dalla normativa sull’attuazione dell’Agenda Digitale sono stati recepiti (7 entro le scadenze previste)”, prosegue l’Osservatorio. “13 sono stati abrogati ma se ne potrebbero abrogare altri 5 il cui contenuto è ormai obsoleto. Il Piano Triennale, la strategia di digitalizzazione della PA italiana, mostra invece un buon livello di attuazione: a un anno dal rilascio ha raggiunto 45 dei 108 risultati prefissi”.

“Il posizionamento dell’Italia in Europa non mi stupisce: anni di miopia e mancati investimenti in innovazione digitale avevano creato una situazione così critica che non si poteva ribaltare in poco tempo, ma oggi l’Italia ha decisamente cambiato passo”, sostiene Alessandro Perego, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale.

“Ora è necessario evitare a tutti i costi che questo sia l’ennesimo ‘anno zero’ del digitale, in cui – nonostante grandi investimenti – si raccolgono pochi risultati. Siamo contenti che il Direttore dell’AgID e il Commissario del Team Digitale abbiano dichiarato di voler interpretare il loro ruolo in forte continuità con i loro predecessori, facendo collaborare i rispettivi gruppi di lavoro. Adesso è importante innanzitutto non ricominciare da capo: non vanno cambiati i modelli architetturali di riferimento costruiti con fatica negli ultimi anni. Bisogna accelerare l’attuazione dei progetti avviati ed è necessario introdurre una chiara governance dell’innovazione digitale, oltre a dare vita a un programma per lo sviluppo di competenze digitali che consenta di recuperare le gravi lacune dell’Italia su questo fronte”.

E per l’attuazione dell’agenda digitale, in relazione agli altri paesi? Secondo gli ultimi dati del DESI della Commissione Europea, riferiti a metà 2017, l’Italia è ferma alla quart’ultima posizione in Europa, lontana da Paesi simili come Regno Unito, Spagna, Germania e Francia. Arretriamo in connettività (26esimo posto), capitale umano (25esimo) e digitalizzazione delle imprese (20esimi), mentre conserviamo il penultimo posto nell’area dell’uso di internet e il 19esimo in quella dei servizi pubblici digitali.

In Italia le aree più all’avanguardia sono la Provincia Autonoma di Trento, con un punteggio di 47,3 su 100, seguita da Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Provincia di Bolzano, Lazio, Liguria, Marche e Piemonte (tutte sopra la media italiana di 42,5). Sotto la media nazionale, invece, si collocano Umbria, Valle d’Aosta, Sardegna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Sicilia e, ultima in classifica, la Regione Calabria, con un punteggio di 36,5.

Nella digitalizzazione dei cittadini, comunque, solo il 68% degli italiani usa internet tutti i giorni contro il 70% della media europea; solo il 13% degli italiani ha cercato lavoro tramite internet contro il 17% della media europea.

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Resident Evil 2 provato in anteprima: quattro ore in compagnia di Leon, Ada e Claire

di Yuri Polverino

Il 25 gennaio 2019 la terribile epidemia zombie partorita dalla mente geniale dei ragazzi di Capcom tornerà a terrorizzare tutto il mondo. Resident Evil 2 arriverà infatti su PlayStation 4, PC e Xbox One nel corso del primo mese del prossimo anno: si tratta del remake del celebre capolavoro datato 1998, incentrato sul racconto dell’avventura di Leon Scott Kennedy e Claire Redfield, i protagonisti della storia che tenteranno di scappare da Raccoon City, una città trasformatasi in un inferno di carne putrida e mostri famelici.

Nel corso dell’estate abbiamo già avuto occasione di provare il titolo Capcom, sia all’E3 di Los Angeles che alla Gamescom di Colonia. In ambedue i casi, però, gli hands-on erano limitati a sessioni piuttosto brevi, utili più che altro a testare in maniera superficiale l’anima di questa produzione ambiziosa ed evocativa. La scorsa settimana, però, le cose sono andate diversamente. Abbiamo infatti partecipato ad un’anteprima lunga ben quattro ore, che ci ha dato l’opportunità di acquisire qualche dettaglio in più e, soprattutto, potervi raccontare in modo sicuramente più completo quello che Resident Evil 2 ha da offrire. In buona sostanza, vogliamo anticiparvelo, il prodotto è sicuramente valido: l’atmosfera, il game design e il feeling generale strizzano l’occhio alla versione originale, senza però disdegnare un’utile e dovuto sguardo al futuro.

Ritorno a Raccon City

La principale novità di Resident Evil 2 (senza “remake”, è bene precisare che il titolo ufficiale è questo) riguarda sicuramente la telecamera di gioco. Abbandonata quella un po’ legnosa (ma funzionale) della versione del 1998, Capcom decide di adottarne invece una “over the shoulder”, che trasforma quindi il gameplay del gioco in uno sparattutto in terza persona dalle tinte piuttosto action, senza dimenticare chiaramente la pura componente survival. In questo modo, RE2 assume certamente connotati più moderni, risultando molto più fruibile anche per le nuove leve di giocatori.

Proprio questo punto è importante: l’operazione di Capcom non vuole far leva solo ed esclusivamente sulla nostalgia, piuttosto la rinnovata formula di gioco e la nuova veste grafica riescono a catapultare con grande efficacia questo capolavoro del passato nel nuovo millennio. La porzione di gioco che abbiamo giocato è quella relativa praticamente all’inizio del gioco e, come da titolo, abbiamo potuto giocare sia utilizzando Leon che Claire. Attenzione, cogliamo l’occasione per ribadire che Resident Evil 2 avrà due diverse campagne, ognuna delle quali dedicate ad uno dei protagonisti. È chiaro che le strade s’intrecceranno, ma non vogliamo rovinare la sorpresa a chi non ha mai giocato l’originale.

Facendo riferimento proprio ai capitoli precedenti, in particolare quelli iniziali, i primogeniti, Resident Evil 2 riesce a riproporre in modo efficace il dualismo fra azione e sopravvivenza. Da una parte la necessità di uccidere tutte le bestie che proveranno a interrompere il nostro cammino, dall’altra invece il bisogno di conservare e utilizzare con intelligenza munizioni, medikit e erbe che andranno poi combinate per creare metodi di guarigione particolari. Parlando delle fase di shooting, abbiamo notato che la difficoltà punta leggermente verso l’alto.

Gli zombie infatti moriranno dopo 3-5 colpi precisi in testa, e alcune volte rimarranno semplicemente storditi invece che morire. Questa dinamica crea situazioni piuttosto complicate da gestire, soprattutto quando sarete nel bel mezzo di un enigma e magari avrete anche il Tyrant intento a braccarvi. Si, proprio lui, Mister X, l’abominio gigante figlio di esperimenti indicibili torna anche in questo remake con la solita missione, starà a voi scoprire qual è. La gestione del Tyrant è stata una delle cose che abbiamo apprezzato meno: proposto come una presenza costante, comparirà con molta frequenza e tenterà sempre e comunque di uccidervi. Ad un certo punto diventa quasi schematico fuggire per poi tornare sulla strada  utile a completare la missione. Non potremo ucciderlo, e il suo look tenebroso in impermeabile e bombetta vi ricorderà che ogniqualvolta lo incontreremo, dovremo solo fuggire.

Le fasi esplorative invece hanno carattere e sono ben sviluppate. Lo scopo sarà quasi sempre quello di aprire una porta chiusa e recarsi nell’area successiva. Per aprire questa benedetta porta, però, saremo chiamati a risolvere degli enigmi ambientali, piuttosto che fasi esplorative molto impegnative per trovare pezzi o oggetti mancanti. I più curiosi avranno anche accesso a sezioni opzionali, che vi ricompenseranno con armi uniche e molto potenti. Avere sempre sott’occhio la mappa, sapersi orientare e pianificare ogni spostamento sarà fondamentale per “non perdere il filo del discorso” e proseguire nella storia senza perdersi o ricorrere a guida d’ogni sorta.

Una delle peculiarità di Resident Evil 2 è la sua anima quasi retrò; un titolo perfetto per essere giocato in compagnia di un amico, rigorosamente di notte e a luci spente, con il quale confrontarsi su quale strada prendere, cosa fare o cosa non fare per avanzare in modo efficace. Un po’ come si faceva qualche anno fa, per l’appunto. Il nuovo motore grafico contribuisce anch’esso a creare un’atmosfera giusta: i modelli sono buoni, la resa generale è più che sufficiente anche se qualche texture e shader (almeno sulla versione PS4 da noi testata) non erano ancora in perfetta forma. Ma da qui al 25 gennaio Capcom avrà tempo per perfezionare anche quest’aspetto. Infine, nel corso del nostro hands-on abbiamo scovato qualche sorpresa che siamo sicuri entusiasmerà soprattutto i giocatori di vecchia data: per questi e altri dettagli, però, dovremo aspettare la recensione completa che arriverà, con molto probabilità, nelle prime settimane di gennaio, in concomitanza (magari qualche giorno prima) con l’uscita del gioco.

Verdetto

Giocare per quattro ore a Resident Evil 2 è stato appagante: la produzione Capcom conferma il suo voler essere ambiziosa e al tempo stesso accomodante nei confronti di chi giocò la versione del ’98. Il gameplay e il motore di gioco rinnovato servono a confezionare un titolo che non rinuncia al passato, ma che al contrario ricorda con orgoglio le proprie origine e tenta di riproporle ai giocatori di nuova generazione. In queste quattro ore l’esperimento ci ha convinto, ma aspettiamo la versione finale (e quindi la recensione) per darvi un parere completo e definitivo.

Sei pronto a rivivere l’orrore? Cosa aspetti a prenotare Resident Evil 2?

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Resident Evil 2 Remake mostra in dei video gameplay i nemici, gli oggetti e altro

di Lorenzo Spada
Resident Evil 2

Come sicuramente saprete, Capcom ha in rampa di lancio il nuovo Resident Evil 2 Remake (oltre che una nuova serie di film), versione rimasterizzata e dotata di un nuovo motore grafico dello storico gioco che ha contribuito, insieme a molti altri, a rendere la PlayStation 2 una delle migliori console. Il suo arrivo sul mercato è […]

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Resident Evil 2 Remake: una demo in arrivo a dicembre?

di Nicola Armondi

La release di Resident Evil 2 Remake è sempre più vicina ma tutti noi vorremmo poter provare il gioco, magari come regalo di Natale. A questo proposito, secondo un utente Twitter, tale Anthony_Robert, pare che ci sia una demo pianificata per il prossimo mese. Nella demo sarebbe possibile giocare a due sezioni differenti, controllando Leon e Claire.

Ovviamente non stiamo parlando di una notizia ufficiale, quindi è necessario prendere queste informazioni con le pinze. Anthony_Robert ha cancellato il tweet, ma le pagine di ThePlaystationBrahs sono state in grado di catturare uno screenshot; sono inoltre disponibili due immagini di Ada e Mr. X. Ve le mostriamo qui sotto.

Anthony_Robert è un account che pare essere stato creato appositamente per condividere queste informazioni: ora, però, non è più possibile accedere alla sua timeline.

Capcom, in passato, ha rilasciato la demo di Resident Evil 7: un ottimo precedente che ci fa sperare accada lo stesso con Resident Evil 2 Remake. La demo del rumor girava su una PlayStation 4, basandoci su una ripresa off-screen sempre condivisa dall’account summenzionato. Continuando a pensare ai precedenti, la demo di RE7 era arrivata anche su PC; speriamo perciò che possa avvenire lo stesso con il nuovo Remake.

Cosa ne pensate? Ritenete possibile l’arrivo di una demo per Resident Evil 2 Remake? La giochereste o preferireste mantenere pura l’esperienza fino alla data di uscita? Vi ricordiamo che l’opera sarà disponibile a partire dal 25 gennaio 2019.

Resident Evil 2 Remake vuole ridare gloria a un vecchio classico e pare che abbia imboccato la strada giusta, come resistere dal preordinarlo?

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