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Nuova Renault ZOE 2019: nuovi interni hi tech e autonomia a 390 km

di Antonio Elia Migliozzi

Renault rinfresca la sua compatta ZOE. La citycar 100% elettrica cambia look e si aggiorna per restare l’auto più venduta in Europa nel suo segmento. Oltre agli affinamenti estetici che includono nuovo frontale, gruppi ottici rivisti ed interni aggiornati in stile Clio, la ZOE cambia a livello tecnico. Potenziata la batteria che ora conta 52kWh e permette di coprire 390km nel ciclo di omologazione WLTP. Nuovo anche il motore che oltre nella versione da 80 kW arriva sul mercato nella variante da 100kW a vantaggio della dinamicità. Con il motore R135, infatti, la Renault ZOE scatta da 0 a 100km/h in meno di 10 secondi con una velocità massima di 140km/h. Non solo prestazioni, nuova ZOE accelera anche la ricarica. Con una colonnina da 50kW si ricaricano 150km in 30 minuti. Vediamo tutti i dettagli.

CITYCAR ELETTRICA

La nuova Renault ZOE si aggiorna e promette di essere più performante che mai. La citiycar cresce in autonomia e potenza proponendo un design più deciso e personale. Renault scommette molto sulla terza generazione dell’auto che, a sette anni dal lancio, è l’elettrica più venduta in Europa. Il potenziamento della powetrain permette alla ZOE di adattarsi a tre situazioni tipiche di utilizzo; casa, città, e autostrada. Possiamo ricaricare la ZOE a casa collegandola alla presa elettrica. In questo caso otteniamo circa 300 chilometri di autonomia in 8 ore. In città una colonnina da 11 kW, possiamo avere 125 chilometri di autonomia in 2 ore. Tempi decisamente corti se si usa una colonnina pubblica da 22 kW; in questo caso ZOE accumula fino a 125 chilometri di autonomia in un’ora. Ancora meglio con il nuovo caricatore DC, da 50kW con il quale si raggiungono i 145km di autonomia in 30 minuti.

RICETTA CHE FUNZIONA

A bordo della nuova Renault ZOE arrivano gli equipaggiamenti innovativi e servizi connessi del pacchetto Easy Connect. Dai dispositivi di assistenza alla guida al display per il conducente da 10”, passando per il sistema multimediale Easy Link. Renault propone una batteria da 52 kWh per una autonomia complessiva di 390 chilometri nel ciclo WLTP. Rispetto al vecchio modello si arriva adn un incremento del 20%. L’aumento della capacità energetica non è legato ad un cambiamento di dimensioni della batteria, per cui abitabilità e comfort restano invariati. La nuova batteria Z.E. 50 fornisce anche corrente di intensità maggiore che da corpo al nuovo motore R135. Interessante la varietà di soluzioni di ricarica che aumenta grazie all’introduzione della ricarica in corrente continua (DC). Le colonnine fino a 50 kW in corrente continua (DC) rendono la Renault ZOE adatta ai lunghi viaggi, soprattutto in autostrada.

NOVITA’ TECNICHE

Renault ZOE arriva in due livelli di motorizzazione: il motore da 80 kW (R110) lanciato appena un anno fa e quello da 100 kW (R135). Il lavoro di ingegneria lega infatti una batteria con maggiore capacità ad una powertrain prestazionale che offre più coppia in basso. Nuova ZOE può, così, contare su migliori performance che facilitano i sorpassi e la guida sulle strade a percorrenza veloce. Il nuovo motore R135 vanta una coppia di 245 Nm che le consente di passare da 80 a 120 km/h in soli 7,1 secondi. Parliamo di ben 2,2 secondi in meno rispetto al motore R110. Numeri alla mano Renault ZOE è in grado di passare da 0 a 100 km/h in meno di 10 secondi e la velocità massima sale a 140 Km/h.

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FCA – Renault come Beautiful: riaperte le trattative per la maxi-fusione?

di Emanuela Acri
A quanto pare, Renault e  Fiat Chrysler Automobiles non hanno intenzione di restare con le mani in mano. Dopo che il numero uno della Renault, Jean-Dominique Senard, ha ricevuto nuovamente la fiducia da parte del governo francese, pare che ci sia il volere da parte di entrambe le case automobilistiche di “riaprire il tavolo negoziale in tempi rapidi“: questo […]

Renault Megane R.S. Trophy-R è la trazione anteriore più veloce al Nürburgring

di Valentina Acri
La nuova Mégane R.S.Trophy-R batte il record precedente di categoria ottenuto dalla Honda Civic Type R nel 2017. Il tempo di 7 minuti e 40 secondi registrato dalla Renault Mégane RS Trophy-R sul circuito del Nürburgring, in Germania, è servito per ottenere il primo posto tra le auto a trazione anteriore, battendo di circa 3,7 […]

Fusione FCA-Renault: Fiat si ritira e dice che in Francia non ci sono le condizioni politiche per procedere

di Valerio Nebuloni
L’accordo FCA-Renault è saltato questa notte: Fiat ha deciso di fare un passo indietro ritirando la proposta, specificando al netto di apprezzamenti, che “è tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo.” La nota rilasciata da FCA continua, esprimendo “sincera gratitudine a Groupe […]

FCA ritira la proposta a Renault: ecco perché

di Donato D'Ambrosi

FCA fa un passo indietro e si ritira ufficialmente dal tavolo delle trattative sulla fusione con Renault. Una decisione lampo che ha sorpreso sia il suo partner sia il Governo francese (detiene il 15% di Renault) che in queste ultime ore ha fatto la voce grossa. E a poche ore dall’annuncio del ritiro di FCA, sembrerebbe che proprio il pressing delle autorità francesi abbia raffreddato l’interesse del colosso italo-americano sull’alleanza con Renault.

Aggiornamento del 6 giugno 2019 con le dichiarazioni Renault.

L’ANNUNCIO DI FCA A RENAULT

Sembrava tutto deciso – anche se in via ufficiosa – per la fusione tra Renault ed FCA dopo i tavoli di trattative in cui i funzionari governativi francesi hanno imposto la loro linea. Ma dopo due riunioni senza una decisione e un terzo partner (Nissan) che reclamava rassicurazioni, la responsabilità del ripensamento di FCA si annuvola sugli indugi del Governo. Lo si legge nella nota ufficiale di FCA NV che ringraziando il board management Renault-Nissan-Mitsubishi, spiega pubblicamente: “FCA rimane fermamente convinta della convincente e razionale trasformazione di una proposta che è stato ampiamente apprezzato da quando è stato presentato, la struttura e le condizioni di ciò erano attentamente bilanciato per offrire sostanziali benefici a tutte le parti. Tuttavia è diventato chiaro che attualmente non esistono le condizioni politiche in Francia per procedere in tal modo con successo.”

LA REPLICA DI RENAULT

“Il Gruppo Renault esprime il suo rammarico per non poter approfondire la proposta di FCA (Fiat Chrysler Automobiles). Siamo grati a Nissan per l’approccio costruttivo adottato e desideriamo ringraziare FCA per gli sforzi compiuti nonché i membri del Consiglio di Amministrazione di Renault per la fiducia. Riteniamo che questa proposta sia opportuna, per il grande valore industriale e l’attrattiva finanziaria che comporta, creando un leader mondiale del settore automobilistico con sede in Europa. Questa offerta sottolinea altresì l’attrattiva che esercitano Renault e l’Alleanza”

I PALETTI DEL GOVERNO SULL’ALLEANZA

Difficile pensare che si tratti di un bluff per dare una sterzata alla rotta sulle trattative quindi, e un po’ c’era da aspettarselo considerando i paletti del Governo francese sulla fusione tra FCA e Renault. Il maggiore azionista del Costruttore francese ha infatti imposto che la sede operativa del futuro terzo gruppo più grande al mondo fosse in Francia (Parigi) oltre a occupazione e fabbriche. Inoltre il Gruppo nato dal valore di 35 miliardi di euro avrebbe avuto un Amministratore delegato in quota Renault e un membro del consiglio di amministrazione in quota Governo. Tuttavia secondo le dichiarazioni di un funzionario che ha scelto l’anonimato, è stata la lentezza a prendere una decisione in più sedute a raffreddare FCA.

I DUBBI DI NISSAN

Ufficialmente Renault non ha chiuso la porta ma i continui rinvii di una decisione per tranquillizzare anche Nissan probabilmente non hanno disteso le trattative. Nissan infatti, pur non essendo stata coinvolta nella fusione, è un partner Renault di lungo corso. E in quanto tale non ha nascosto attraverso sindacati e funzionari perplessità sulla distribuzione di costi e la condivisione delle tecnologie. Motivo che avrebbe portato il consiglio di amministrazione riunito due volte in poche ore ad un nulla di fatto e con il Ministro delle finanze francese diretto in oriente per discutere con i funzionari giapponesi. Due riunioni senza giungere a una decisione hanno spinto FCA ad alzarsi dal tavolo delle trattative, probabilmente proprio come avrebbe fatto Sergio Marchionne, da sempre sostenitore di grandi fusioni industriali. Ma questo ripensamento dimostra anche i Governi non dovrebbero dettare (e imporre) in modo diretto gli accordi finanziari ma partecipare alle trattative giocando un ruolo esterno.

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Fusione FCA-Renault: il governo francese detta le condizioni

di Redazione

Risale a lunedì scorso la proposta avanzata da FCA di una “fusione tra eguali”, un 50-50, con il gruppo Renault. Oggi la discussione entra nel vivo, con il ministro dell’Economia francese Le Maire che detta le sue condizioni per una possibile fusione dei due colossi.

LE GARANZIE RICHIESTE DAL GOVERNO FRANCESE

Lo Stato transalpino è il maggiore azionista di Renault. Detiene il 15% delle quote e proprio per questo motivo il progetto non può prescindere dall’approvazione del governo francese. Il Ministro Le Maire ha avanzato numerose richieste. La sede operativa del gruppo dovrà essere a Parigi. Il governo francese dovrà avere un posto riservato nel Cda del futuro colosso. E gli azionisti di Renault avranno un dividendo straordinario assicurato. Oltre a queste condizioni, Parigi esige quattro garanzie. Il rispetto della collaborazione Renault-Nissan. La tutela dei posti di lavoro e degli stabilimenti. Una governance equilibrata e la partecipazione del futuro gruppo al progetto europeo sulle batterie elettriche.

L’INCOGNITA NISSAN

La possibile fusione ha già messo in stato di allerta i partner nipponici della casa francese, Nissan e Mitsubishi. Il Ceo di Nissan Hiroto Saikawa ha dichiarato che il progetto, se andasse in porto, «altererebbe significativamente la struttura del nostro partner Renault. Ciò richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault». Questo analizzando i rapporti contrattuali esistenti per proteggere gli interessi della Casa giapponese. Sempre Saikawa ha però aggiunto che la fusione rappresenterebbe una grande opportunità di crescita per entrambe le entità dell’alleanza franco-giapponese. «Credo che la potenziale aggiunta di FCA come nuovo membro dell’Alleanza potrebbe ampliare il campo di gioco per la collaborazione. Oltre a creare nuove opportunità per ulteriori sinergie».

I DUBBI DEGLI ESPERTI

Molti sono i dubbi sollevati da analisti ed esperti riguardo al progetto. C’è chi sostiene che il gruppo italo-americano trarrebbe troppi vantaggi da una fusione a queste condizioni. Per esempio, FCA avrebbe accesso al know-how acquisito da Renault nel campo delle auto elettriche. Un fiore all’occhiello del gruppo d’Oltralpe. Altri ritengono che la fusione creerebbe problemi di governance, come già è successo per Essilor-Luxottica. Altri ancora, sindacati in primis, si preoccupano per i possibili tagli al personale e chiusure di stabilimenti. Anche se sia Renault che FCA hanno garantito che in caso di fusione non ci saranno conseguenze per i dipendenti. Nonostante le perplessità, FCA ha già reso noto che l’offerta è “prendere o lasciare”: 50-50. A John Elkann la presidenza del futuro gruppo e Jean Dominique Senard (n°1 di Renault) come capo esecutivo. La proposta sarà discussa da Renault durante il Cda convocato per martedì prossimo.

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Renault Twingo 2019: l’urban car agile e connessa

di Simone Lelli
Questa settimana la cornice della città eterna ha ospitato un evento dedicato al lancio della nuova versione della Twingo, automobile della Renault che torna in una veste rinnovata e migliorata, andando ad accontentare un target che pone come necessità primaria quella di avere una vettura agile, compatta ma allo stesso tempo al passo coi tempi. […]

Renault 4 Turbo elaborazione 200 CV con preparazione Nicola Distaso

di redazione

La Renault 4 elaborata con 200 CV e preparazione dello specialista Nicola Distaso è una vera sorpresa nel mondo delle elaborazioni auto, sempre pieno di novità eclatanti. Basta sollevare il cofano della Renault 4 preparata, infatti, per scoprire un motore di derivazione R5 GT Turbo 1.4 con turbocompressore IHI della Fiat 2.4 JTD, collettore di scarico 4/2/1 artigianale, carburatore modificato e intercooler realizzato artigianalmente. Con una pressione di sovralimentazione di 0,6 bar il propulsore della Renault 4 modificata ha erogato una potenza massima di 130 CV, mentre con una pressione di 1,1 bar supera i 200 CV, ridefinendo il concetto di “bara su 4 ruote”.
Nicola Distaso – Tel. 393/5428569

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Renault ZOE vs Renault Clio: quanto costa la manutenzione?

di Redazione

Quanto costa la manutenzione di un’auto elettrica? È vero che non andrà mai in officina? L’indagine Manutenzione Auto elettrica e ibrida confronta i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). In questa pagina parliamo dei costi reali di manutenzione della Renault ZOE R90 a confronto con la Renault Clio benzina 0.9 TCe. Quale delle due richiede meno ore di manodopera? Quali sono i tagliandi più costosi e quali ricambi si sostituiscono nei primi 6 anni sulle auto elettriche e a combustione interna? Ecco le differenze più eclatanti emerse dai piani di manutenzione ufficiali delle Renault ZOE e Clio benzina raffigurati anche nell’infografica in basso. Qui invece puoi consultare i costi di tutte le altre auto elettriche e ibride rispetto ai modelli equivalenti tradizionali. Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

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I ricambi da sostituire

A ripresentarsi con frequenza nei tagliandi annuali della Clio 0.9 TCe benzina è chiaramente la sostituzione di olio e filtri nei 6 anni di riferimento, che tiene l’auto in officina per più tempo. Anche la Clio come molte altre auto tradizionali non può fare a meno del kit distribuzione e rulli nuovi dopo qualche anno; l’intervento che richiede più ore e costi di manutenzione. Mentre la Renault ZOE è una delle poche elettriche che ha bisogno della batteria di servizio da 12V nuova dopo i primi 3 anni, ma come la Nissan Leaf cambia il liquido di raffreddamento molto prima della Clio.

Quante ore in officina

Guardando l’infografica qui sotto salta subito all’occhio che il costo della manutenzione ordinaria della Clio è doppio rispetto alla ZOE. La sostituzione della cinghia servizi sulla Clio è una spesa che pesa sul costo del 6^ tagliando, il più caro, (da 463 euro) che ferma l’auto per 2,8 ore in officina. La Renault Clio però cambia anche il liquido dei freni dopo 4 anni; è il motivo che porta il costo del 4^ tagliando a 304 euro.  La Renault ZOE invece si ferma in officina per appena 0,2 ore nel tagliando meno impegnativo, il più veloce di tutte le auto elettriche dell’indagine (1^ anno – costo 59 euro). Ma al 5^ anno la sostituzione del liquido di raffreddamento richiede 2 ore di MDP (costo tagliando 147 euro), mentre al tagliando più caro (3^ anno) il cambio batteria 12V costa 213 euro e porta via poco più di un’ora. Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

Sintesi

Renault ZOE R90 (EV)
– Ore MDP totali: 5,5 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 675 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 112 euro
– Frequenza tagliando: 1 anno
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Renault Clio 0.9 TCe (ICE)
– Ore MDP totali: 8 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 1339 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 223 euro
– Frequenza tagliando: 1 anno
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

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Renault: noleggio auto elettrica agevolato a chi acquista un casa “green”

di Redazione

Renault, in attesa di valutare la proposta ricevuta ieri da FCA, ha dato vita ad un’interessante iniziativa. Entra a far parte di un programma per la promozione di stili di vita più ecosostenibili. Con il gruppo immobiliare Kaufman & Broad, infatti, ha avviato al progetto Feel Wood. Prevede, per chiunque acquisti una casa a basso impatto ambientale nella cittadina francese di Villepreux, vicino a Versailles, sarà possibile noleggiare una Zoe a tasso agevolato.

RATA BASSA E BATTERIE INCLUSE

Nello specifico, chi acquista un’abitazione a basso impatto ambientale parte del programma Feel Wood può avere una Renault Zoe in allestimento Life a 90 euro al mese. Il finanziamento, della durata di 37 mesi. Comprende anche le batterie, con garanzia a vita. L’iniziativa garantisce così un risparmio netto di 60 euro al mese rispetto ai normali canoni di locazione della vettura francese.

COLONNINE COMPRESE

Grazie alla detrazione per il bonus ecologico e al contributo messo a disposizione dalla stessa Kaufman & Broad, inoltre, il contributo iniziale per accedere al noleggio della Renault Zoe sarà di soli 1.000 euro anziché 6.000. E non è tutto. Perché proprio per favorire la diffusione e il corretto utilizzo delle auto elettriche, tutti i garage delle abitazioni del programma Feel Wood saranno dotati di wallbox per la ricarica.

L’ELETTRICO “FACILE”

Grazie a tutte queste iniziative Renault spera di accelerare la diffusione delle auto a zero emissioni e, più in generale, di stili di vita a minor impatto ambientale. Lo ha spiegato lo stesso Gilles Normand, direttore della Divisione Veicoli Elettrici della Casa francese. “Il Gruppo Renault si prefigge l’obiettivo ambizioso di rendere la mobilità elettrica accessibile a tutti. Siamo felici di contribuirvi ancora una volta. Oggi grazie alla partnership che abbiamo stretto con Kaufman & Broad. Questa prima applicazione concreta dimostra l’importanza di andar oltre al semplice veicolo per costruire soluzioni accessibili e facili da vivere intorno al veicolo elettrico”.

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Fusione FCA – Renault: l’automobilismo italiano piangerà?

di Valerio Nebuloni
La proposta di fusione avanzata da Fiat nei confronti di Renault è molto interessante e con tutta probabilità avrà seguito positivo, andando a creare un nuovo colosso dell’automobile, il terzo a livello mondiale. Si parla di una fusione alla pari, la cui società risultate sarà controllata al 50% dagli azionisti di Groupe Renault ed al […]

FCA e Renault: da Torino la proposta di una partnership al 50%

di Redazione

Nelle scorse settimane le voci su una possibile alleanza tra FCA e Renault hanno preso sempre più piede. Da una parte lo stallo nella trattativa tra il gruppo torinese e PSA. Dall’altro gli incontri tra John Elkann e Emmanuel Macron (Renault per il 15% è statale). I segnali sembravano chiari. Oggi Mirafiori rompe gli indugi e rende noto il contenuto della lettera mandata ai vertici della Casa francese. In sintesi, si propone una fusione tra le due aziende in una nuova società in cui i rispettivi marchi entrino alla pari. Ciascuno con il 50% di quote.

IL LATO “FRANCESE” DELL’ALLEANZA

La lettera di FCA arriva a Parigi proprio mentre è in corso il consiglio di amministrazione Renault. La Casa francese è già parte di un’alleanza con Nissan e Mitsubishi e non sta attraversando un momento particolarmente roseo. Dopo l’arresto di Carlos Ghosn per appropriazione indebita, infatti, l’intero gruppo è stato costretto a riorganizzare i vertici aziendali e a far fronte a una contrazione delle vendite che proprio nell’uscita di scena dell’ex “numero uno” trova una delle cause. Sorti commerciali a parte, la cosiddetta Alleanza vede Renault possedere il 44,3% di Nissan e Nissan possedere il 15% di Renault. In tempi più recenti Nissan ha acquistato il 34% delle azioni Mitsubishi, portando anche questo marchio all’interno del gruppo. Tra le partecipazioni minori, anche quella di Daimler, che possiede il 3,1% delle azioni dell’Alleanza.

LA NASCITA DI UN MEGA-GRUPPO

FCA, dal canto proprio, sta cercando da un po’ di tempo un partner per affrontare la transizione verso l’elettrificazione che sembra vederla un po’ in ritardo rispetto ad altri concorrenti. Dopo la vendita di Magneti Marelli e l’acquisto di crediti puliti legati alle emissioni di CO2 da Tesla, questa mossa sembra un bel passo in avanti. Permetterebbe alla Casa di condividere pianali, tecnologie e componenti per la creazione di nuovi modelli. Dalle comunicazioni ufficiali delle due Case si legge anche che la nuova holding alla pari, con sede in Olanda e quotata a Milano, Parigi e New York, permetterebbe una più capillare diffusione su tutti i mercati, con una gamma prodotti più articolata, moderna e competitiva. Si stima che l’eventuale fusione porterebbe alla nascita del terzo più grande costruttore automobilistico al mondo. Con 8,7 milioni di vetture prodotte all’anno, infatti, la holding si piazzerebbe subito dietro Toyota e Volkswagen.

LAVORO GARANTITO

Dando comunicazione della proposta a Renault, FCA ci tiene a sottolineare come l’operazione non avrebbe ripercussioni negative sui livelli occupazionali. La fusione non solo non si ripercuoterebbe sulle attività dei singoli stabilimenti, che proseguirebbero con l’attuale divisione dei compiti almeno nella fase iniziale. Non solo: promuoverebbe il nascere di nuove opportunità grazie alla condivisione di piattaforme, motori e tecnologie secondo un piano di collaborazione che arriverebbe a compimento nei prossimi sei anni.

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Renault Megane, arriva il nuovo 1.7 Blue dCi

di Redazione

Quello attuale non è di certo il periodo più roseo per i motori Diesel. Tuttavia, c’è chi continua a puntarci come Renault. La casa Francese, infatti, ha recentemente allargato la gamma di motori Diesel per la Renault Megane con il nuovo 1.7 Blue dCi. Un propulsore da 150 CV che promette ottime percorrenze medie.

POTENTE QUANTO BASTA

Il nuovo 1.7 Blue dCi della Renault Megane è un quattro cilindri sovralimentato tramite un turbocompressore. La potenza che è in grado di raggiungere si attesta a 150 CV. La coppia massima, invece, è di 340 Nm. Un dato particolarmente interessante vista la cubatura del propulsore. Inoltre, il picco di coppia è già disponibile a 1.750 giri. Un regime piuttosto basso che dovrebbe quindi assicurare un’ottima fluidità di marcia.

OLTRE 20 KM/L

Il nuovo  1.7 Blue dCi della Renault Megane, viene abbinato alla trasmissione EDC. Un automatico a doppia frizione e sei rapporti. Ottime le percorrenze medie dichiarate (secondo il nuovo standard WLTP). Secondo Renault, la nuova Megane 1.7 Blue dCi è in grado di percorrere fino a 21,3 km con un litro di gasolio. I prezzi per il mercato italiano non sono ancora stati comunicati. Tuttavia, in Francia, la Megane a cinque porte con il nuovo 1.7 Diesel viene venduta a un prezzo di 32.800 euro. La versione Sporter, ovvero station wagon, parte invece da 33.800 euro.

LIMITED ANCHE LA WAGON

Un’ulteriore novità lanciata in concomitanza con il nuovo Diesel  1.7 Blue dCi, è l’arrivo della serie speciale Limited su tutta la gamma Renault Megane. Quindi, anche sulla Sporter. Questa è caratterizzata dalla presenza dei cerchi in lega da 17 pollici, il sistema di mantenimento di carreggiata e il riconoscimento della segnaletica stradale.

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Renault a guida autonoma, primi test pubblici a Parigi-Saclay

di Redazione

E’ stato inaugurato ieri, mercoledì 15 maggio, il “Paris-Saclay Autonomous Lab”. In occasione del forum dell’innovazione Spring 2019. Si tratta di un progetto promosso dal Gruppo Renault, il Gruppo Transdev, l’IRT SystemX, l’Istituto VEDECOM e l’Università Paris-Saclay. Il suo obiettivo è quello di sviluppare nuovi servizi di mobilità a guida autonoma a Paris-Saclay. Un polo scientifico a una ventina di chilometri da Parigi.

OTTIMIZZAZIONE DEI TRASPORTI

Nel progetto è previsto un servizio di trasporto collettivo notturno su corsia riservata con una navetta a guida autonoma Transdev-Lohr i-Cristal. Questa effettuerà quattro fermate all’interno del polo scientifico utilizzando una corsia preferenziale e coprendo un percorso di circa sei chilometri. Tale servizio ha lo scopo di integrarsi con l’offerta di trasporto pubblico esistente. Il tutto concedendo ai cittadini francesi una continuità estendendone il servizio e ottimizzando le infrastrutture. Il servizio, infatti, sfrutta le stesse corsie degli attuali mezzi pubblici in uso. E sarà attivo dalle 00.30 alle 3.00. A questo si associa un servizio diurno svolto da un prototipo di Renault Zoe Cab, attivabile su chiamata.

PROVE GENERALI

Attraverso la app Marcel dedicata, sarà possibile chiamare in tempo reale o prenotare il veicolo. Questo si recherà autonomamente nel punto segnalato dall’utente. Lungo il percorso, il veicolo potrà effettuare soste intermedie per far salire un altro utente. Questo solo se anche lui ha necessità di fare lo stesso percorso. L’obiettivo di questo esperimento è quello di capire la fattibilità di un progetto del genere su larga scala. Valutando l’efficienza tecnologica del servizio e il modo in cui questo interagisce con il traffico.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Per assolvere a questo inedito servizio, sono stati messi a punto due mezzi speciali. Renault Zoe Cab e Transdev-Lohr i-Cristal. Si tratta di due veicoli elettrici dotati di diversi sistemi di guida autonoma. Sensori GPS, Lidar, telecamere, una centrale inerziale e, ovviamente, un software di guida autonoma. Nonostante i veicoli siano concretamente in grado di muoversi da soli, sono comunque costantemente supervisionati. Nella fermata di Massy è presente un centro di controllo. Ogni veicolo, inoltre, si muove con a bordo un autista pronto a intervenire in caso di emergenza.

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Dieselgate Renault: spunta un nuovo dossier contro il 1.6 dCi

di Redazione

Era la fine del 2016 quando anche Renault fu investita dallo scandalo Dieselgate. Portò al richiamo di 15.000 vetture. Per la Casa francese il motore incriminato era il 1.6 dCi nelle due configurazioni da 130 e 160 CV. Il quattro cilindri, propulsore chiave nell’offerta Renault per diffusione e dati di vendita, era stato sviluppato all’interno dell’alleanza con Nissan e in collaborazione anche con il gruppo Daimler. Oggi il quotidiano Le Monde parla di nuove prove contro Renault. Ma andiamo con ordine.

LE ACCUSE DEL 2016

Tutto ebbe inizio più di tre anni fa, quando la Direzione Generale della Concorrenza, dei Consumi e della Repressione delle frodi (DGCCRF) accusò Renault. Secondo quanto riportato nel rapporto consegnato allora alla magistratura, la DGCCRF sospettava che Renault adottasse un software truccato che modificava il funzionamento del motore durante i test antinquinamento. In particolare, questo software era in grado di ridurre drasticamente le emissioni di ossidi di azoto (NOx) proprio durante le sole fasi di omologazione. Secondo l’accusa, anche a seguito di perquisizioni compiute nella sede della Casa il 7 gennaio 2016, esisterebbero addirittura delle mail interne in cui si parlava di sistemi antinquinamento in grado di azionarsi solo durante i test di omologazione.

LE CONFERME DEL 2017

Nell’ottobre del 2017 i magistrati ordinarono all’Istituto Superiore dell’automobile e dei trasporti (ISAT) di effettuare una seconda serie di test per confermare la presenza di un dispositivo elettronico fraudolento. L’ISAT effettuò nuove rilevazioni su Captur e Clio IV e concluse che esisteva in effetti un dispositivo di contenimento delle emissioni che si adattava alla procedura di omologazione e che si comportava in modo diverso durante la guida in condizioni reali.

NIENTE TRAPPOLA NOX SOTTO I 50 KM/H

Gli esperti dell’ISAT sono andati oltre e hanno analizzato il funzionamento del software modificato nei dettagli. Ecco i risultati. A quanto pare la valvola EGR e la trappola NOX, o sistema SCR, funzionano solo in condizioni “ideali”. La prima solo all’interno di un range di temperatura preciso. In inverno, o nei mesi più caldi, quindi, la valvola EGR smetteva di essere operativa. La trappola NOX, invece, non interveniva al di sotto dei 50 km/h. Questo in condizioni reali. Perché durante i test omologativi queste “limitazioni” erano disattivate. A tutto vantaggio dell’efficienza e del contenimento delle emissioni.

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Daimler: il taglio di 6 miliardi e il futuro senza Nissan-Renault

di Antonio Elia Migliozzi

Mercedes-Benz costretta ad una massiccia ristrutturazione. Secondo i media il colosso dell’auto tedesco si prepara ad una stretta alle voci di spesa. Allo studio tagli per circa 6 miliardi di euro dopo dopo il calo dei profitti dovuto ai dazi e alle spese per gli investimenti in elettrificazione e guida autonoma. Anche la divisione Daimler Trucks sarebbe interessata dalle misure di austerity che puntano a recuperare 2 miliardi di euro. Il nuovo Ceo Ola Kaellenius si prepara anche a misure straordinarie nei confronti dei dipendenti, con i più informati che parlano di 10.000 posti a rischio. Entro la fine dell’anno Mercedes-Benz dovrebbe anche annunciare l’addio alla alleanza commerciale con il gruppo Renault-Nissan. Tutti i dettagli.

AUSTERITY IN VISTA

Daimler sta cercando di recuperare circa 6 miliardi di euro all’interno del suo bilancio. Entro il 2021 l’azienda starebbe lavorando ad un programma di austerity per risparmiare sui costi e aumentare i guadagni. Come precisano da Manager Magazine l’azienda non ha commentano l’indiscrezione ma è molto probabile che queste decisioni sarrano annunciate a maggio. Per quella data entrerà in carica il nuovo Ceo di Daimler Ola Kaellenius al posto dell’attuale Dieter Zetsche. Lo scorso febbraio Daimler aveva affermato che avrebbe messo in campo tagli ai costi dopo che il profitto operativo era calato del 22% a fine 2018. A pesare la guerra commerciale con gli Usa di Trump e soprattutto l’aumento dei costi per lo sviluppo delle auto elettriche. Daimler prevede inoltre di azzerare le sue emissioni entro il 2040. Si tratta di un obiettivo difficile e costoso perché coinvolge la catena di produzione e tutti i fornitori.

CAMBIARE ROTTA

Altre grane per Mercedes-Benz arrivano dagli Usa. Circa 30.000 auto prodotte nello stabilimento di Tuscaloosa hanno problemi di elettronica che stanno richiedendo tempo e soldi. Secondo alcune stime il ritardo nella produzione a Tuscaloosa ha creato nei bilanci un buco da circa 2 miliardi di euro. Questo potrebbe comprimere i guadagni del primo trimestre del 2019 pesando fino a 500 milioni di euro. Si tratta di cifre non certe perché Daimler dovrebbe rilasciare il prossimo 26 aprile i dati ufficiali relativi al primo trimestre. Si parla anche di tagli in arrivo sul fronte dipendenti. Daimler sarebbe pronta a ridurre il suo organico di 10.000 unità. In questo caso possiamo pensare ad una operazione simile a quelle che hanno in programma altri brand. Con le auto elettriche che richiedono meno forza lavoro le case spingono su pensionamenti e uscite volontarie.

ALTRE MISURE

Per intervenire sulle spese correnti il nuovo Ceo Kaellenius metterà anche mano al capitolo alleanze. E’ probabile che non rinnoverà i progetti in piedi con l’alleanza Renaul-Nissan. Attualmente ci sono molti punti che rimangono poco chiari ma è probabile che Daimler non continuerà ad investire nei progetti comuni. Attualmente tra i prodotti più significativi nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra le aziende troviamo il pick-up Mercedes-Benz X-Class derivato dalla Nissan Navara. C’è anche la piccola Smart For Four che è prodotta nella stessa linea che assembla la citycar Renault Twingo. A ben guardare è di pochi giorni fa la notizia secondo cui Mercedes-Benz starebbe per spostare la produzione della Smart in Cina.

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Renault City K-ZE: ecco la nuova crossover elettrica

di Redazione

Quello di Shanghai è il salone più grande del mondo. Normale, quindi, che rappresenti l’occasione ideale per svelare numerose novità. Soprattutto se queste novità riguardano in qualche modo il mercato asiatico. Renault, ad esempio, ha svelato la nuova crossover compatta City K-ZE, piccola cinque porte elettrica. L’auto sarà interamente prodotta in Cina, dove entrerà sul mercato entro fine anno. Nelle intenzioni della Casa, però, in futuro sarà destinata anche ad altri mercati, inclusi quelli europei.

DIVERSI SISTEMI DI RICARICA

La nuova Renault City K-ZE monta un motore elettrico alimentato da una batteria da 26,8 kWh. Ha un’autonomia di 271 km nel ciclo NEDC. Renault ha previsto diversi metodi di ricarica, dalle prese di casa con corrente da 220 Volt (necessarie quattro ore per la ricarica completa) alle colonnine di ricarica rapida (80% di ricarica in 50 minuti). La Casa francese l’ha anche dotata di dispositivi che consentiranno la ricarica anche grazie a sistemi che sono ancora in fase di sviluppo. L’auto, quindi, sarà compatibile con gli standard di ricarica odierni e futuri presenti nelle varie aree del mondo. Il motore, con 45 CV e 125 Nm di coppia, regala al veicolo un’accelerazione 0-60 km/h in 7″ e una velocità massima di 105 km/h. Le dimensioni sono quelle di un piccolo SUV: 3,735 mm di lunghezza, 1,559 di larghezza e 1,579 mm di altezza, con un bagagliaio che ha una capacità di 300 litri.

AL RIPARO DA INCIDENTI E INQUINAMENTO

La crossover francese sarà dotata di avanzati sistemi di assistenza alla guida. Renault ha pensato anche alla salute dei passeggeri. Il climatizzatore infatti è dotato di un filtro che intercetta le polveri sottili dannose (fino a PM 2.5) presenti all’esterno, impedendogli di entrare nell’abitacolo. Il sistema di filtraggio sarà eventualmente attivato nel caso in cui un sensore interno all’auto rilevi alte concentrazioni di polveri sottili nell’aria. Sempre all’interno del veicolo, inoltre, si troverà uno schermo da 8 pollici, posto al centro della plancia, per gestire il sistema di infotainment e il dispositivo di controllo della ricarica, che si potrà comandare da remoto.

ASSEMBLATA IN CINA, VENDUTA NEL MONDO

La City K-ZE sarà prodotta in Cina, già durante l’anno in corso. Chi si occuperà dell’assemblaggio sarà la eGT New Energy Automotive, una joint venture tra il gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi e Dongfeng, impresa pubblica cinese tra i quattro maggiori produttori di auto del Paese orientale, con sede a Wuhan. Gli standard qualitativi e di sicurezza saranno all’altezza delle normative estere (in particolare quelle europee) per permettere una futura esportazione del veicolo verso il Vecchio Continente.

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Renault-Nissan, fusione e poi caccia a FCA?

di Redazione

L’alleanza tra Renault e Nissan che dura ormai da circa 20 anni e che di recente ha accolto anche Mitsubishi, potrebbe trasformarsi in una vera e propria fusione. Secondo un’indiscrezione comparsa sul Financial Times, la Casa francese starebbe rivalutando l’ipotesi, precedentemente accantonata, di una fusione completa con Nissan da realizzare con l’obiettivo di diventare il primo polo automobilistico al mondo anche tramite altre acquisizioni.

I RAPPORTI INTERNI

L’accordo originario risale al 1999. In un periodo di crisi finanziaria per Nissan Motor, il colosso francese ne aveva acquistato una parte mettendo a capo della neonata alleanza Carlos Ghosn, con l’obiettivo di riorganizzare la struttura dell’azienda e creare sinergie e progetti condivisi dalle due aziende. Con il recente ingresso di Mitsubishi Motors nell’alleanza, il gruppo franco-giapponese è riuscito a raggiungere una posizione di vertice nel mercato mondiale dell’auto, raggiungendo nel primo semestre 2017 il primato per volumi produttivi davanti a colossi del calibro di Volkswagen e Toyota.

LE NUOVE STRATEGIE DI RENAULT

Dopo l’arresto di Carlos Ghosn, avvenuto a Tokyo lo scorso novembre a seguito delle accuse per reati fiscali, l’atteggiamento di Renault sembra essere cambiato. L’arrivo del nuovo amministratore delegato Jean-Dominique Senard  e il nuovo comitato esecutivo sembrano aver migliorato ancora i rapporti fra le due Case al punto che la fusione, prima sempre esclusa, ora potrebbe diventare finalmente realtà. Renault punta forte in quella direzione e sta cercando di riattivare la trattativa per arrivare a definire l’operazione entro 12 mesi. Sarebbe soltanto l’inizio perché una volta conclusa la trattativa con la Casa giapponese pare ci sia in programma di tentare di instaurarne almeno un’altra per l’acquisizione di un ulteriore produttore automobilistico in modo da aumentare il proprio business e consolidare l’egemonia.

FCA NEL MIRINO? 

Sempre secondo quanto riportato dal Financial Times, il nome caldo sarebbe quello del gruppo FCA, guidato da John Elkann. E’ risaputo che la Casa italo-americana, da qualche anno a questa parte, si sia mossa alla ricerca di nuovi partner per crescere e rafforzare la propria importanza sul mercato, instaurando dialoghi con vari gruppi tra cui PSA, anche se per ora senza esito. Per questo motivo non è da escludere che i primi originali contatti intercorsi tra Ghosn e i vertici di FCA possano essere ripresi portando ad una possibile nuova alleanza o addirittura all’acquisizione del gruppo italo-americano. A rigore, non sarebbe da escludersi nemmeno l’ipotesi di un maggiore coinvolgimento con il Gruppo Daimler, con il quale è in atto da una decina di anni un’intensa collaborazione tecnica.

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Auto elettriche: la ricarica bidirezionale taglierà i costi delle colonnine?

di Antonio Elia Migliozzi

Il Gruppo Renault annuncia novità. Partono le sperimentazioni della ricarica elettrica bidirezionale. L’auto elettrica entra nel sistema di fornitura dell’energia elettrica di cui non sarà elemento passivo. Al centro il principio della ricarica bidirezionale, altrimenti nota come “vehicle to grid”. Questo modula il caricamento della batteria del veicolo in funzione delle esigenze dell’utente. Ciò significa, ad esempio, che quando la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è ai massimi livelli la ricarica dell’auto avanza a tutta velocità. Diversamente, ad esempio nelle ore notturne o quando l’energia disponibile è inferiore a quella impiegata, la velocità di ricarica andrà a diminuire. Grazie alla ricarica bidirezionale si potrà utilizzare l’auto elettrica per stoccare energia ed utilizzarla in caso di black out.

BATTERIA BIDIREZIONALE

Gruppo Renault ha fatto sapere di aver avviato la sperimentazione su larga scala della ricarica elettrica bidirezionale. Grazie la tecnologia a corrente alternata richiede solo un semplice adattamento alle colonnine di ricarica esistenti. In questo modo si valorizzerà l’impiego dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Attualmente una flotta di 15 Zoe a ricarica bidirezionale è in corso di sviluppo in Europa. La sperimentazione è partita ad Utrecht, nei Paesi Bassi e sull’Isola di Porto Santo nell’arcipelago di Madera in Portogallo. A breve seguiranno sviluppi in Francia, Germania, Svizzera, Svezia e Danimarca (Leggi Volkswagen arriva la prima Gigafactory europea).

I VANTAGGI

Gilles Normand, Direttore Veicoli Elettrici del Gruppo Renault : «Con questa iniziativa, il Gruppo Renault svolge pienamente il suo ruolo di leader della mobilità elettrica per tutti. La ricarica bidirezionale è una colonna portante degli ecosistemi elettrici intelligenti sviluppati dal Gruppo Renault. Abbiamo scelto una tecnologia a bordo che consente anche di ottimizzare il costo della colonnina di ricarica» (Leggi Ford vede il futuro elettrico in Michigan). Il “vehicle to grid“, modula caricamento e scarico della batteria del veicolo elettrico in funzione delle esigenze dell’utente. Attenzione anche alla disponibilità di energia elettrica sulla rete. La ricarica viene effettuata ai massimi livelli quando l’offerta di elettricità è più abbondante rispetto al fabbisogno. Ad esempio in corrispondenza dei picchi di produzione delle energie rinnovabili. Tuttavia, i veicoli sono in grado anche di trasmettere energia elettrica alla rete nei momenti di picco dei consumi fungendo da stabilizzatori.

ENERGIA A SISTEMA

I veicoli elettrici potranno anche essere utilizzati quali unità di stoccaggio temporanee di energia. Ecco allora che diventeranno un elemento chiave per sfruttare a pieno le energie rinnovabili. Una rete elettrica così ottimizza, e che sfrutta al massimo l’energia rinnovabile, riduce anche i costi delle infrastrutture. I clienti, dal canto loro, potranno beneficiare di bollette elettriche più economiche. Nel prossimo futuro, peraltro, potranno essere remunerati per il servizio che offrono alla rete elettrica. Il Gruppo Renault sviluppa la ricarica elettrica bidirezionale con due obiettivi. Valutare la fattibilità del piano su larga scala e quantificare i potenziali guadagni. In particolare si pensa a come favorire i consumi di energia solare ed eolica, controllare la frequenza o la tensione della rete e la riduzione dei costi infrastrutturali. Necessario lo sviluppo di un quadro normativo europeo comune per uno sviluppo della ricarica bidirezionale su larga scala.

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Renault testa la ricarica bidirezionale tra auto e rete elettrica

di Alessandro Crea
Il destino delle auto elettriche e delle energie rinnovabili è connesso, lo conferma una volta di più la notizia dell’avvio dei test da parte di Renault della tecnologia vehicle to grid sulle proprie auto elettriche. Si tratta di un sistema di ricarica bidirezionale tra auto e rete elettrica, che consente di sfruttare le batterie delle […]
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