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Snapdragon 8cx

di Andrea Alfano

Il Qualcomm Snapdragon 8cx verrà integrato nei notebook always on e always connected con Windows 10 che arriveranno sul mercato nel terzo trimestre 2019

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Qualcomm Snapdragon 855

di Andrea Alfano

Ecco tutte le caratteristiche del nuovo Qualcomm Snapdragon 855, il SoC che verrà utilizzato per i top di gamma del 2019, tra cui il Samsung Galaxy S10.

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Qualcomm, ottenuto il blocco iPhone in Cina

di Marco Grigis

Qualcomm è riuscita a ottenere il blocco alle importazioni di alcuni iPhone in Cina, a seguito della querelle legale che da mesi la vede opposta ad Apple. Le corti di Fuzhou, così come riporta Reuters, avrebbero infatti accordato il divieto all’importazione di tutti i modelli da iPhone 6S a iPhone X. Il gruppo di Cupertino, tuttavia, conferma come tutti questi device rimangano correttamente disponibili all’interno della nazione.

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Microsoft HoloLens 2 con Snapdragon 850

di Filippo Vendrame

Microsoft HoloLens 2 potrebbe essere dotato del SoC Qualcomm Snapdragon 850. L’indiscrezione arriva da Neowin che afferma che la casa di Redmond potrebbe aver scelto questo chip per il cuore del suo prossimo visore per la Mixed Reality. La fonte evidenzia come durante l’estate erano emerse indiscrezioni sul fatto che HoloLens 2 avrebbe potuto adottare il processore Qualcomm XR1 espressamente progettato per la realtà aumentata.

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Qualcomm ottiene un’ingiunzione preliminare per impedire la vendita degli iPhone in Cina

di Lorenzo Spada
Qualcomm vs Apple

Qualcomm ha appena segnato una vittoria importante nella sua battaglia legale in corso con Apple: il chipmaker ha vinto un’ingiunzione preliminare da un tribunale cinese che vieta la vendita e l’importazione di molti dei recenti modelli di iPhone di Apple in Cina, tra cui l’iPhone 6S, 6S Plus, 7 , 7 Plus, 8, 8 Plus […]

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Chromebook con a bordo SoC Snapdragon in arrivo nel 2019

di Lorenzo Spada
Chrome OS Chromebook Linux

Seppur Qualcomm sia il principale produttore di SoC nel mondo degli smartphone e, nel mondo dei Chromebook non ha mai messo piede, nonostante Chrome OS sia estremamente compatibile con le CPU ARM. Fortunatamente per noi consumatori finali però, i primi Chromebook con a bordo SoC Qualcomm Snapdragon arriveranno nella seconda metà del 2019. Questo è […]

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Galaxy S10+: Snapdragon 855 batte Exynos 9820

di Cristiano Ghidotti

Qualcomm Snapdragon 855

Nemmeno il tempo di presentare ufficialmente il nuovo SoC di Qualcomm destinato ai top di gamma della prossima stagione che Snapdragon 855 è già stato sottoposto al primo benchmark. Lo ha fatto un membro del team AnTuTu, mettendo alla prova un prototipo del Samsung Galaxy S10+ equipaggiato con l’unità.

Samsung Galaxy S10+: il benchmark AnTuTu

Il risultato è quello visibile nel grafico di seguito. Nel dettaglio, la versione del Galaxy S10+ con Snapdragon 855 è rappresentata dalla riga azzurra. Quella basata su Exynos 9820, già protagonista la scorsa settimana di un altro test, corrisponde invece a quella arancio. La prima raggiunge un punteggio complessivo pari a 343.051, mentre la seconda si ferma a 325.068. Un gap tutt’altro che trascurabile.

Ciò significa che una variante del prossimo flagship di casa Samsung sarà più veloce e potente rispetto all’altra? Con tutta probabilità no: il gruppo sudcoreano ha sempre trovato il modo di rendere pressoché indistinguibili le perfomance, adottando appositi accorgimenti, così da non penalizzare nessuno dei mercati a cui è destinato il device.

Samsung Galaxy S10+: il benchmark di AnTuTu

Gli altri SoC presi in esame dal grafico di AnTuTu sono lo Snapdragon 845 di Qualcomm che abbiamo trovato quest’anno a bordo dei top di gamma (in giallo) e il Kirin 980 prodotto da Huawei presentato a luglio, che in alcuni test condotti nei mesi scorsi si era rivelato meno potente rispetto all’A12 Bionic di Apple.

Tornando a parlare dello Snapdragon 855, il lavoro svolto da Qualcomm non si è concentrato solo ed esclusivamente sulla forza bruta, ma anche sul supporto ai network mobile di prossima generazione e sulla piena compatibilità con le applicazioni riconducibili all’ambito dell’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda il 5G, va precisato che il system-on-a-chip integra il modem X24 in grado di connettersi alle reti LTE, ma i produttori potranno (opzionalmente) scegliere di dotare i loro dispositivi anche dell’unità X50 pronta per la nuova era della connettività.

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Qualcomm ci ha appena mostrato come potrebbe essere Centaurus?

di Alexandre Milli

Dopo il prototipo Intel, un altro produttore di processori ci mostra come potrebbe essere il primo device con doppio display ripiegabile con a bordo Windows Core OS. E se Centaurus fosse così? Negli ultimi giorni sono trapelati dei rumor circa una versione di Andromeda XL, nome in codice Centaurus. Il primo device con doppio display […]

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Snapdragon 8cx, nuovo SoC per notebook Windows

di Luca Colantuoni

L’ultimo giorno del Qualcomm Tech Summit è stato dedicato ad una nuova piattaforma per PC Always On e Always Connected. Il chipmaker californiano ha annunciato lo Snapdragon 8cx, un SoC che offre tutta la potenza necessaria per eseguire Windows 10 e le applicazioni compatibili. Verrà installato in notebook ultrasottili, ibridi 2-in-1 e convertibili che arriveranno sul mercato nel terzo trimestre 2019.

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Qualcomm annuncia lo Snapdragon 8cx, il primo vero SoC per competere con le CPU Intel su Windows 10

di Lorenzo Spada
Qualcomm Snapdragon 8cx

Oltre all’annuncio del nuovo SoC Qualcomm Snapdragon 855 con funzionalità 5G e pensato principalmente per gli smartphone Android, il colosso americano ha approfittato della sua conferenza alle Hawaii per presentare anche lo Snapdragon 8cx. Si tratta del primo vero SoC pensato per competere con le CPU Intel su Windows 10. Mentre negli scorsi mesi sono usciti […]

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Snapdragon 8cx svelato: Qualcomm porta i 7nm sui computer, la nostra anteprima

di Saverio Alloggio

Snapdragon 8cx è la nuova piattaforma di Qualcomm per i notebook e gli ultrabook basati su Windows. L’azienda statunitense ha sfruttato la vetrina mediatica del Tech Summit 2018 per alzare il sipario sulla sua nuova creatura, che ha la particolarità di portare per la prima volta il processo produttivo a 7nm sulle macchine desktop. Questa è certamente la novità più rilevante, che tra l’altro ha importanti ripercussioni sull’autonomia.

Il progetto attorno allo Snapdragon 8cx è stato messo in piedi da zero, con l’obiettivo di poter introdurre nuovi form factor in ambito notebook, puntando soprattutto su design sottili e leggeri. La parte grafica è affidata alla GPU Adreno 680 che, grazie al raddoppio dell’interfaccia di memoria da 64 bit a 128 bit, garantirà prestazioni di elaborazione difficilmente raggiungibili con le precedenti generazioni. Si parla di performance superiori di 3,5 volte rispetto a quanto visto con lo Snapdragon 835. Non manca il supporto alle API DirectX 12, all’accelerazione hardware e al decoding di flussi video h.265 e VP9.

In tal senso, abbiamo avuto modo di toccare con mano i primi reference design basati proprio sulla nuova piattaforma Qualcomm. Pur non trattandosi di dispositivi commerciali, ci hanno effettivamente stupiti in termini di leggerezza e portabilità. La sensazione è che si siano poste le basi per un ulteriore passo in avanti nella produttività in mobilità, una sorta di superamento del concetto stesso di ultrabook.

Scendendo nel dettaglio tecnico, Snapdragon 8cx è caratterizzato da una CPU octa-core Kryo 495. Il quantitativo complessivo di cache è stato spinto fino a 10 Megabyte, suddivisi ovviamente tra cache L3 e system cache, mentre la cache L2 è a disposizione dei singoli core. C’è la compatibilità con i moduli di memoria LPDDR4x, il TDP è stato fissato a 7 Watt e, in generale, i diretti concorrenti appaiono le più recenti soluzioni Intel Core i5 per portatili, più precisamente la serie U a 15 watt. L’azienda ha inoltre citato il supporto a SSD NVMe, USB 3.1 e la disponibilità di quattro linee PCI Express.

Come detto in apertura però, è l’autonomia il punto chiave di questa piattaforma. Il processo produttivo a 7nm ha incrementato l’efficienza energetica, almeno sulla carta, del 60%. Non a caso Qualcomm ha realizzato un’area demo in cui ha immaginato la giornata tipo dell’utente in compagnia di un notebook basato sullo Snapdragon 8cx.

Si comincia a utilizzare il dispositivo alle 7 del mattino, magari per controllare qualche mail. Alle 8:30 ci si sta recando sul posto di lavoro, sfruttando il supporto alla Multi-Gigabit LTE per la produttività in mobilità. Alle 10:30 si comincia a produrre, magari sfruttando la capacità del processore di gestire ben due monitor esterni in contemporanea fino alla risoluzione 4K. Nessun problema anche con applicativi più impegnativi come Photoshop e Premiere, fino ad arrivare alle 20:30 con ancora il 50% di batteria residua e la possibilità di utilizzare il notebook per la fruizione dei contenuti multimediali o magari per videogiocare.

Nelle varie postazioni approntate da Qualcomm, abbiamo potuto constatare le buone prestazioni garantite dallo Snapdragon 8cx. Nessuna incertezza di sorta anche con gli applicativi che richiedono maggiori risorse di sistema, ma soprattutto a stupire è l’ottima capacità di lavoro in multitasking. Ovviamente, è bene ricordarlo, si tratta di prototipi, per cui per esprimere giudizi definitivi occorrerà attendere l’arrivo sul mercato dei primi notebook basati sulla piattaforma, previsti per il 2019 inoltrato.

In ogni caso, qualora questa durata della batteria fosse concretamente confermata nell’utilizzo quotidiano, ci troveremmo difronte a un vero e proprio salto epocale in termini di autonomia. Di fatto i notebook si avvicinerebbero agli smartphone da questo punto di vista, senza la necessità di dover convivere con l’alimentazione elettrica nel corso della giornata, a prescindere dall’utilizzo. Tra l’altro lo Snapdragon 8cx supporta anche lo standard di ricarica rapida Quick Charge 4+.

Importante anche sottolineare il supporto a Windows 10 Enterprise, con Qualcomm che dunque cerca di strizzare l’occhio anche alle aziende con questo Snapdragon 8cx. Inoltre, l’azienda statunitense manterrà a catalogo, in ambito notebook, lo Snapdragon 850, così da poter creare un vero e proprio ecosistema di piattaforme, magari con la logica di consentire agli OEM di introdurre sul mercato prodotti per differenti fasce di prezzo.

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5G, la nostra prova sul campo: grandi potenzialità, ma c’è tanto da lavorare

di Saverio Alloggio

Abbiamo avuto modo di provare una rete 5G concretamente funzionante. In occasione dello Snapdragon Tech Summit di Qualcomm – in corso di svolgimento alle Hawaii – i due operatori telefonici americani AT&T e Verizon hanno allestito una connessione funzionante, grazie anche al supporto dell’azienda di San Diego e di Ericsson. L’esperienza con questo nuovo standard è stata, di fatto, a due volti: da una parte una serie di applicazioni, nella vita reale, oggi inimmaginabili con il 4G; dall’altra parte delle performance in termini di velocità al di sotto delle aspettative.

Innanzitutto, per poter accedere alla rete 5G, occorre un dispositivo (in questo caso uno smartphone) in grado di supportarla. Quello che vedete ritratto nelle immagini è un Moto Z3 di Lenovo che, tra le sue caratteristiche, ha quella di supportare dei moduli (i Moto Mods) che, attraverso un aggancio magnetico, aggiungono funzionalità di vario tipo.

Sfruttando questa possibilità, Lenovo ha creato un modulo che consente al Moto Z3 di potersi connettere alla rete 5G. Ve ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, si tratta di un componente che sfrutta il modem Snapdragon X50 di Qualcomm e che sarà regolarmente commercializzato negli Stati Uniti a inizio del 2019. Insomma, un vero e proprio smartphone con 5G opzionale.

Gli speed test a cui abbiamo assistito – effettuati appunto con un Moto Z3 così configurato – hanno evidenziato delle performance del 5G non propriamente incoraggianti, almeno allo stato attuale. Parliamo di 7/8 secondi per poter scaricare un pacchetto dati di circa 250 Megabyte, che diventano 19/20 secondi salendo a 1 Gigabyte. Con simili prestazioni saremmo di fronte a una rete non così lontana dall’attuale LTE-A.

Era certamente lecito attendersi di più da quello che, di fatto, è stato il primo vero test del 5G al di fuori dei centri di ricerca e sviluppo. Anche perché, i due operatori coinvolti operano in un mercato in cui l’arrivo del nuovo standard di rete, a livello commerciale, è previsto già a inizio del 2019. Negli Stati Uniti infatti sono già state individuate delle città pilota che nelle prime settimane del prossimo anno potranno beneficiare del nuovo standard di rete.

Segno evidente di come, al di là dei proclami, ci vorrà ancora del tempo prima che il 5G possa concretamente diffondersi su larga scala, ancora di più in Europa. Bisogna ricordare comunque come i test in questione siano stati effettuati comunque in condizioni particolari. Qualcomm ha infatti sottolineato come la rete sia stata approntata in pochissimi giorni, sfruttando peraltro una piccola porzione di spettro sulla banda dei 39 GHz. Insomma, per intenderci, non saranno certamente queste le prestazioni finali del nuovo standard di rete.

Tutto questo però non ha impedito a Qualcomm e agli operatori di dimostrare le enormi potenzialità del 5G. Le applicazioni che abbiamo avuto modo di osservare in prima persona sono legate soprattutto all’intrattenimento attraverso gli smartphone. Grazie al nuovo standard di rete sarà infatti possibile spostare su server esterni l’elaborazione di determinati servizi, consentendo dunque un enorme risparmio di risorse in relazione ai dispositivi mobili, migliorando nettamente al tempo stesso la fruizione dei contenuti.

L’esempio lampante l’abbiamo avuto con Google Lens. In un banco di prova messo a punto da Qualcomm, la capacità di elaborazione delle immagini in tempo reale attraverso il 5G si è mostrata enormemente più efficiente rispetto al 4G, grazie soprattutto alla bassissima latenza. Questo potrebbe aprire a una serie di “use case” nella vita reale: pensiamo alle visite turistiche virtuali sfruttando i visori VR e AR, oppure alla visione di video Ultra-HD e 8K in mobilità, tutto senza impattare troppo sulle risorse di sistema degli smartphone.

L’azienda statunitense ha inoltre riposto particolare attenzione al gaming sui dispositivi mobili. L’abbinamento tra rete 5G e Wi-Fi a 60 GHz, garantito appunto dal nuovo Snapdragon 855, consentirà di andare concretamente incontro alle esigenze dei videogiocatori, considerando come il gaming si sia ormai spostato sulle sfide online. Stiamo lavorando a un approfondimento in questo senso.

È stato ripetuto più volte, quasi come un mantra: il passaggio dal 4G al 5G sarà una rivoluzione molto più grande rispetto all’evoluzione dal 3G al 4G. Un vero e proprio cambiamento sistemico dello standard di rete, che vedrà ancora gli smartphone grandi protagonisti, con l’attenzione che probabilmente si sposterà ancora di più sui servizi più che sui nuovi dispositivi.

Motorola One, smartphone basato sulla piattaforma Android One, è acquistabile a 283 euro su Amazon. Lo trovate a questo link.

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Qualcomm Snapdragon 855, tutte le specifiche

di Luca Colantuoni

Dopo aver annunciato i miglioramenti rispetto alla precedente generazione durante il primo giorno dell’evento organizzato alle Hawaii, Qualcomm ha illustrato in dettaglio le caratteristiche del nuovo Snapdragon 855, il SoC che troveranno posto nel Galaxy S10 e altri smartphone di fascia alta. Una delle novità è il supporto per la connettività 5G tramite il modem Snapdragon X50.

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Qualcomm Snapdragon 855 è ufficiale: tutti i dettagli e le novità

di Pietro Paolucci

Qualcomm ha annunciato il suo nuovo Snapdragon 855. Sono tante le novità che il nuovo SoC della casa americana porta con sé. Si va dai miglioramenti prestazionali su quasi tutti gli aspetti a novità mirate a migliorare l'esperienza quotidiana (leggasi intelligenza artificiale).

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Anche OnePlus punta ad essere il primo produttore a lanciare sul mercato uno smartphone 5G

di Federico Gambarelli

Nel corso del Qualcomm Snapdragon Technology Summit 2018, tenutosi ieri alle Hawaii, Pete Lau ha annunciato che OnePlus sarà il primo manufacturer a lanciare sul mercato uno smatphone 5G il prossimo anno.

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Qualcomm Snapdragon 855, tutti i dettagli tecnici dal Tech Summit 2018

di Saverio Alloggio

La giornata di ieri del Tech Summit 2018 di Qualcomm – in corso alle Hawaii, sull’isola di Maui – è stata interamente dedicata allo Snapdragon 855. Dopo averlo annunciato martedì, l’azienda statunitense ne ha finalmente svelato tutti i dettagli tecnici. In attesa che venga implementato nei prossimi smartphone Android top di gamma, la prima impressione è che le novità possano concretamente intervenire nell’esperienza utente quotidiana, molto più di quanto fatto in passato.

Sono quattro gli ambiti su cui Qualcomm si è concentrata per migliorare il già ottimo progetto inaugurato con il predecessore Snapdragon 845: prestazioni, connettività, intelligenza artificiale, fotografia. Il gigante di San Diego ha di fatto scelto di assecondare le tendenze ormai dominanti nel mercato smartphone, per certi versi intervenendo su alcuni aspetti nei quali, negli ultimi dodici mesi, hanno visto sopravanzare i diretti concorrenti come i Kirin di Huawei e gli A12 di Apple.

Prestazioni

Snapdragon 855 è caratterizzato da una CPU octa-core, per la quale sono stati utilizzati i core Kryo 845 con tecnologia ARM Cortex: quattro sono pensati per l’efficienza energetica e possono toccare 1,80 GHz; tre invece entrano in azione nel caso ci fosse la necessità di particolari prestazioni, raggiungendo i 2,42 Ghz; infine, solo l’ultimo è in grado di assestarsi su 2,84 GHz, definito da Qualcomm come “prime core”.

In generale, si parla di un incremento di performance che può toccare il 45% rispetto alla generazione precedente. Il processo produttivo è a 7 nm, colmando dunque il gap, da questo punto di vista, proprio rispetto ad Apple e Huawei. La vera forza dell’855 sembra però essere la sua capacità di mantenere le prestazioni anche nel corso di sessioni prolungate. In tal senso, nell’area demo, Qualcomm ha messo a punto una postazione di confronto con lo Snapdragon 845. La nuova generazione mostra effettivamente una costanza di performance durante l’esecuzione continua dei benchmark, che potrebbe risultare cruciale in ambito gaming.

Per quanto riguarda la parte grafica, è affidata alla GPU Adreno 640, evoluzione della 630 che abbiamo ampiamente imparato a conoscere nel corso del 2018. In questo caso l’incremento delle performance dovrebbe essere del 20%, ma attendiamo ovviamente le prove sul campo. C’è inoltre il supporto fino a 16 Gigabyte di RAM, secondo lo standard LPDDR4x e con frequenza massima di 2.133 Mhz. Considerando come, già quest’anno, si siano toccati i 10 Gigabyte, non è escluso che nel 2019 ci si possa spingere anche oltre.

Intelligenza artificiale

In questo caso l’approccio è stato differente rispetto ai concorrenti. I Kirin di Huawei integrano una NPU (due nel caso del recente 980), ovvero un’unità di calcolo neurale in grado di gestire gli algoritmi di intelligenza artificiale. Per l’855, invece, Qualcomm ha scelto di utilizzare il DSP Hexagon 690 che, di fatto, utilizza a seconda dei casi la GPU Adreno, la CPU con core Kyro o entrambe.

Ne consegue, almeno sulla carta, un raddoppio delle performance dell’intelligenza artificiale confrontate con i competitors, che addirittura triplicherebbero facendo riferimento alle precedenti generazioni di Snapdragon. Come sempre occorrerà testare sul campo tutto questo, ma Qualcomm ha comunque pensato a tutta una serie di ambiti in cui questo potenziamento dell’AI potrà intervenire.

Non solo quello fotografico, di cui ci occuperemo nella sezione specifica, ma anche il riconoscimento del volto, la fruizione dei contenuti multimediali, l’avvio delle applicazioni. In parole povere, l’intera esperienza utente con lo Snapdragon 855 sarà incentrata sull’intelligenza artificiale. Peraltro, il riferimento alla scansione facciale dimostra come, nella visione di Qualcomm, i sistemi di sblocco degli smartphone possano essere molteplici.

L’855 può infatti contare sul nuovo 3D Sonic Sensor, che consentirà dunque la diffusione su larga scala dei sensori per le impronte digitali integrati direttamente nello schermo. Una soluzione che abbiamo già visto in azione su alcuni smartphone quest’anno – soprattutto nella seconda parte del 2018 – come il Mate 20 Pro o lo Xiaomi Mi 8 Pro. Ovviamente, il supporto diretto da parte di Qualcomm rappresenterà un vero e proprio trampolino di lancio per questa tecnologia.

Connettività

Ormai è noto, questo è il primo processore per smartphone a supportare ufficialmente il nuovo standard di rete 5G. Questo è possibile grazie alla presenza del modem Snapdragon X50, di cui vi abbiamo parlato più volte in articoli dedicati. Al fine però di poter offrire un salto generazionale immediato all’utente (ci vorrà del tempo per l’implementazione commerciale del 5G su larga scala), è stata potenziata anche al gestione del 4G.

Quest’ultima è affidata al modem Snapdragon X24, che abilita l’LTE di categoria 20: si possono raggiungere, potenzialmente, i 20 Gbps in download e i 318 Mbps in upload. Non manca ovviamente il support dual-SIM, senza dimenticare il bluetooth 5.0, l’NFC e i vari standard per la localizzazione satellitare (GPS A-GLONASS, BDS, Galileo, Beidou, QZSS, SBAS.

E poi c’è il supporto al Wi-Fi a 60 GHz. In abbinamento al protocollo Wi-Fi 802.11 ax, sarà fondamentale per la fruizione in mobilità dei video in qualità Ultra-HD e 8K oltre che delle applicazioni di realtà virtuale e aumentata. Come già detto in apertura, l’ambito dell’intrattenimento rappresenta una delle grandi novità dell’855, che avremo modo di analizzare nell’apposita sezione.

Fotografia

La parte fotografica è gestita dall’ISP Spectra 380. Può supportare sensori fino a 20 Megapixel in configurazioni con dual-camera, da 32 Megapixel nel caso di una singola fotocamera. Grandi novità per la registrazione dei filmati: il supporto allo standard HDR sbarca nei video in slow-motion con risoluzione HD a 480 fps; la modalità ritratto (effetto bokeh con sfondo sfocato) potrà essere utilizzata anche nei video in 4K HDR; gli smartphone basati sull’855 potranno anche ricollocare soggetti e oggetti della scena in tempo reale, con veri e propri effetti cinematografici.

Tante le funzionalità legate all’intelligenza artificiale, e in tal senso la collaborazione tra Qualcomm e Google è stata profonda. La nota applicazione Lens potrà sfruttare il lavoro svolto dal gigante di San Diego per un riconoscimento ancora più accurato di ciò che si inquadra con la fotocamera, mentre i dispositivi basati sull’855 potranno beneficiare di modalità avanzate come la Night Mode, simile a quella vista sui Pixel.

Insomma, le premesse attorno a questo Snapdragon 855 sembrano ottime. Attendiamo i primi mesi del 2019, quando sul mercato arriveranno i primi dispositivi. Nel frattempo, potete seguire a questo link tutte le novità che sono state annunciate da Qualcomm (e che lo saranno nei prossimi giorni) durante il Tech Summit 2018 alle Hawaii, a cui stiamo partecipando in prima persona.

Il top di gamma Sony Xperia XZ3  è disponibile su Amazon con uno sconto di 100 euro rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

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Snapdragon 855: 5G e Intelligenza articiale le parole chiave.

di Canna
Si avvicina il MWC 2019 e quindi l’arrivo dei nuovi top gamma che dovrebbero montare, per la maggior parte, processori Qualcomm. Non si è fatta attendere Qualcomm che presenta il nuovo Snapdragon 855. Sì, 855 e non 8150 come si […]

Il prototipo dello smartphone 5G di Samsung ha uno schermo davvero curioso

di Irven Zanolla

Alcune presunte immagini del prototipo dello smartphone5G di Samsung mostrano un notch decisamente curioso, che potrebbe nascondere l'aspetto reale.

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Il giorno che tutti aspettavate è arrivato: Qualcomm presenta Snapdragon 855 e 3D Sonic Sensor

di Giovanni Pardo

Qualcomm presenta ufficialmente Snapdragon 855 e 3D Sonic Sensor: triplicano le performance legate all'IA rispetto a Snapdragon 845 e migliorano sicurezza, rapidità di sblocco e affidabilità rispetto ai sensori ottici.

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