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Ieri — 24 Gennaio 2020RSS feeds

Riconoscimento facciale: sì o no? Ecco come la pensano Google e Microsoft

di Fabrizio Degni

Sono giorni che sul Web e nei media di comunicazione “tradizionali” sentiamo parlare di proposte a livello europeo che vorrebbero fare chiarezza sul modo in cui il riconoscimento facciale sia entrato a far parte della nostra vita quotidiana, o meglio, di come le magie dello sblocco di un terminale con il volto o i servizi […]

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AGCM accusa Facebook di inottemperanza: rischia una multa fino a 5mln di euro

di Lucia Massaro
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento di inottemperanza nei confronti di Facebook per non aver attuato quanto prescritto nel provvedimento del 29 novembre 2018. Il riferimento è alla decisione presa dall’AGCM che aveva accertato la sussistenza di pratiche commerciali scorrette da parte del popolare social network che non forniva agli […]
Meno recentiRSS feeds

5G, l’UE sarebbe pronta a bloccare i fornitori ad alto rischio

di Lucia Massaro
Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, la Commissione Europea avrebbe elaborato nuove linee guida per l’adozione del 5G che consentono agli Stati membri di limitare o escludere i fornitori considerati ad alto rischio. Nessun divieto specifico, dunque, ma il primo pensiero non può che correre alle società cinesi e in particolar modo a Huawei, […]

Già operativa negli USA l’app in grado di riconoscere chiunque: privacy in grave pericolo

di Giuseppe Biondo

Sta facendo parlare di sé non solo negli Stati Uniti dove la start up Clearview AI è stata fondata ed opera, ma un po' in ogni parte del mondo

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Riconoscimento facciale nelle aree pubbliche, l’UE pensa a un divieto per alcuni anni

di Lucia Massaro
L’Unione Europea sta vagliando la possibilità di vietare l’utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale nelle aree pubbliche per un massimo di cinque anni. Un tempo necessario per stabilire nuove regole in materia di privacy e sicurezza e per prevenire gli abusi sull’uso che si potrebbe fare dei dati raccolti. A riportare la notizia è l’agenzia […]

Auto smart: i rischi sottovalutati mettono in pericolo la privacy

di Redazione

Anche le auto hanno iniziato a far parte del mondo degli oggetti tecnologici e connessi ad internet. Le auto smart trasmettono i nostri dati di navigazione (e anche personali) a dei server dei Costruttori. Tutti i dati trasmessi a dei server, che siano dati personali, posizione, o altro, possono essere intercettati o venduti a terze parti. E’ ciò che ci hanno insegnato gli scandali che hanno coinvolto anche grandi aziende di telecomunicazione. Naturalmente bisogna sempre  conoscere e comprendere i pericoli derivanti da un mondo iperconnesso che ha le sue contromisure per tutelare la privacy.

MACCHINE CHE SPIANO?

Si sono registrati casi di compagnie di auto a noleggio come Hertz che installavano sulle proprie auto spyware e tracciamenti di dati per registrare informazioni sui clienti a loro insaputa. Hertz ha negato di aver acceso questi dispositivi, ma il semplice fatto che questi sistemi fossero installati sulle auto all’insaputa dei guidatori dovrebbe far pensare. Il caso è diverso quando si acquista un’auto smart: siamo consapevoli della possibilità che tutti i nostri dati vengano rilevati,  trasmessi e custoditi dai server aziendali. Anche i sistemi OBD registrano dati che possono essere poi facilmente rintracciabili. Come abbiamo già visto, inoltre, anche il tipo di banda usata per la trasmissione dei dati può essere un rischio: un sovraffollamento nella rete, un ritardo nella trasmissione (la latenza) dei dati, o qualche interferenza possono causare seri problemi ai possessori – e alle case produttrici – di smart cars.

I DATI CONNESSI COME MONETA DI SCAMBIO

Come spesso avviene però l’utente medio non può accedere a tutte le informazioni e le policy che riguardano questi meccanismi. Se non siamo preoccupati che una telecamera ci osservi o che un software registri tutti i nostri movimenti allora non dovete sottostare a nessuna precauzione. Ma se invece temete che la vostra privacy venga violata attraverso questa connessione allora è bene far sentire la propria voce.

LA PRIVACY DA TUTELARE

Come dice Harold Li, vice presidente di una delle compagnie di cybersecurity e reti VPN più affidabili al mondo: “le violazioni di sicurezza, attraggono moltissimo l’attenzione ma non molti cambiano poi le loro abitudini. Questo perché la maggior parte delle persone non percepisce questi incidenti come qualcosa che li colpisce direttamente e non sanno che azioni possono compiere per proteggersi”. Certo, la soluzione non è acquistare una vecchia auto senza connessione ma informarsi e capire che software sono installati sulla propria auto, come possiamo controllarli e che diritti abbiamo. Se l’evoluzione tecnologica continua in questo senso – dunque con sistemi sempre più interconnessi – le grandi aziende saranno obbligate a fare un passo avanti e ad adottare policy più trasparenti rispetto alla conservazione dei dati personali degli utenti.

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Facebook è pronta a integrare una funzione simile ad “Amici più stretti” di Instagram

di Biagio Petronaci
Facebook potrebbe presto portare una funzione simile ad “Amici più stretti” di Instagram anche nell’applicazione ufficiale. Jane Manchun Wong, un’esperta che ha più volte diffuso indiscrezioni che sono poi divenute realtà, ha infatti preannunciato “Favorites” (traducibile con “Favoriti”). Spesso, su Facebook, molti sono gli utenti che si trovano tra gli amici persone che conoscono poco […]

Scovata una giganstesca falla, a rischio le informazioni personali di 1,2 miliardi di persone

di Thomas De Faveri

Una mega falla di sicurezza avrebbe dato libero accesso online ai dati personali di oltre 1,2 miliardi di persone, tra cui nomi, indirizzi email, numeri di telefono e molto altro.

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“Contract for the Web”, il piano globale di Tim Berners-Lee per salvare il Web

di Dario D'Elia
Sir Tim Berners-Lee, il co-creatore insieme a Robert Cailliau del World Wide Web, ha presentato ieri una sorta di piano globale per salvare il Web dai pericoli emergenti. Un “contratto” per contrastare manipolazioni politiche, fake news, violazioni della privacy e altre criticità. Ovviamente la prospettiva è di sottoporlo a governi, istituzioni, aziende e privati in […]

OnePlus, a rischio i dati personali di alcuni utenti

di Lucia Massaro
I dati personali di alcuni utenti OnePlus erano accessibili a parti non autorizzate. Dalle pagine del proprio forum, il produttore cinese ha confermato l’esistenza di una falla di sicurezza nei propri sistemi che ha messo a rischio la privacy dei suoi clienti. I dati a rischio sono “nome, numero di telefono, indirizzo e-mail e indirizzo […]

Come disabilitare le funzionalità di monitoraggio in Windows 10 per principianti

di WindowsBlogItalia

Tutti coloro che utilizzano il sistema operativo del colosso di Redmond sanno alla perfezione come Windows 10 è l’ultima versione che è stata proposta sul mercato. Tra le principali caratteristiche di Windows 10 troviamo il fatto di avere delle funzionalità di backup su cloud: questo aspetto, però, è diventato ben presto un problema, dal momento […]

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Xiaomi App Rapide bloccata dal Google Play Protect per motivi di privacy

di Lucia Massaro
Come tutti ben sappiamo, gli smartphone Xiaomi arrivano con un’importante personalizzazione dell’interfaccia utente chiamata MIUI (fatta eccezione per i dispositivi Android One come Mi A3). Non abbiamo, dunque, una versione pulita di Android ma una personalizzata con tanto di applicazioni preinstallate. Tra queste c’è App Rapide che – in seguito a un recente aggiornamento – […]

Attenzione ai permessi delle applicazioni: il 90% ne richiede più del dovuto, ponendo a rischio privacy e dati personali

di Giovanni Pardo

Uno studio del SCPC rivela come le principali applicazioni utilizzate dagli utenti cinesi chiedano più permessi del dovuto, con frequenti ripercussioni sulla privacy: i dati personali vengono spesso utilizzati per finalità di spam, ma in alcuni casi trapelano anche segreti commerciali.

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Firefox: l’Enhanced Tracking Protection funziona veramente?

di Claudio Davide Ferrara
L'Enhanced Tracking Protection di Firefox non deve essere considerato uno strumento per l'anonimizzazione degli utenti durante la navigazione sul Web Leggi Firefox: l’Enhanced Tracking Protection funziona veramente?

Google Chrome sarà presto ancora più veloce e versatile grazie ai nuovi strumenti

di Giovanni Pardo

Gli sviluppatori web avranno sempre più lavoro da fare per ottimizzare i propri siti per Google Chrome grazie ai nuovi strumenti e al nuovo "Almanacco-guida" disponibili, ma il risultato sarà un'esperienza utente più veloce, l'integrazione di applicazioni web sempre più potenti ed una migliore gestione della privacy. Anche Google ci sta mettendo la sua, concentrandosi finalmente sul miglioramento dell'utilizzo della RAM.

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Apple, via dall’App Store l’app per spiare i followers su Instagram

di Lucia Massaro
Apple ha rimosso dal suo App Store Like Patrol, l’applicazione che consente agli utenti di monitorare le attività su Instagram dei propri followers. Il popolare social network aveva già inviato una richiesta agli sviluppatori chiedendo la cessazione dell’attività che – a quanto pare – viola i termini e le condizioni di utilizzo di Instagram. La […]

Firefox: l’Enhanced Tracking Protection funziona veramente?

di Claudio Davide Ferrara

L'Enhanced Tracking Protection di Firefox non deve essere considerato uno strumento per l'anonimizzazione degli utenti durante la navigazione sul Web

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VPN Black Friday, 70% di sconto con su NordVPN

di Valerio Porcu
70% e un mese gratis? Non diremo di no…

Che guaio per Lycamobile: compromessi la privacy degli utenti e i loro documenti personali

di Roberto F.

Brutte notizie per gli utenti Lycamobile: l'operatore telefonico è stato vittima di un attacco hacker a causa del quale sono stati compromessi i dati di suoi clienti

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Gruppi Facebook, un altro problema di accesso ai dati che ha riguardato 100 sviluppatori

di Dario D'Elia
Facebook martedì ha confermato sul suo blog dedicato agli sviluppatori che sta cambiando le modalità di accesso a una serie di API per i gruppi dopo aver scoperto che circa 100 partner avrebbero goduto nel tempo a un accesso a informazioni (nomi e immagini profilo) per un periodo più lungo del previsto. Nello specifico si […]
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